CONFCOMMERCIO INFORMA

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3 1 In copertina: Palazzo Mincuzzi, nella centralissima via Sparano a Bari. Realizzato nel corso degli anni Venti, su progetto dell arch. Forcignanò e dell ing. Palmiotto, l edificio sede, fino a pochi anni or sono dell omonima, antica ditta barese di stoffe ed abbigliamento fu inaugurato il 28 ottobre 1928, divenendo presto il simbolo emblematico dell attività commerciale barese. Iscritto presso il Tribunale di Bari in data 12/01/ N. 69/2009 del Ruolo generale; N. 51 del Ruolo sezionale; N. 2 del registro stampa Rivista mensile di informazione, aggiornamento e cultura a cura della Confcommercio della Provincia di Bari Distribuzione gratuita Anno I n. 1 - Aprile 2009 Poste Italiane SpA Spedizione in A.P. - 70% DCB S1/BA Editore: Confcommercio della Provincia di Bari legale rappresentante ALESSANDRO AMBROSI Direttore Responsabile: PANTALEO CARRIERA Coordinamento editoriale: EMANUELE PANZA EDITORIALE Il giornale del commercio: 44 pagine per dare voce a tutti Pag. 2 di Alessandro Ambrosi POLITICA Intervista al Presidente nazionale Carlo Sangalli Pag. 4 a cura dell Ufficio Stampa Confcommercio Il lavoro, le imprese, il rilancio dell economia» 6 a cura di Francesco Longobardi Attività sindacale: conosciamoci!» 8 Dettaglio orafo: una radiografia» 9 di Steven Tranquilli NORMATIVA Novità in vista per gli Studi di Settore Pag. 10 a cura di Luigi Lovecchio Frode in commercio» 12 di Barbara Giordano New Slot: nuove opportunità di guadagno» 15 per gli esercenti di attività commerciali di Sergio Petrosino Enasco comunica: indennizzo a chi cessa l attività» 16 dalla Redazione TURISMO Turismo enogastronomico Pag. 17 di Alessandro Fusco La Terra di Bari fra sacro e profano» 18 a cura di Vittorio Stagnani Gli appuntamenti del mese» 21 a cura di Stefano Lamanna Caizzi: è necessario investire nella promozione del territorio» 22 ATTUALITA La crisi, le cause Pag. 24 a cura di Giovanni Panza e Gabriele Ruggieri In attesa di Windows 7» 26 di Stefano Lamanna La tastiera olografica» 27 di Antonio Ranieri ALIMENTAZIONE E SALUTE Cereali e alimentazione Pag. 28 a cura di Emanuele Altomare Le tossine alimentari» 30 di Giovanna Spilotros SOMMARIO Redazione: Via Amendola 172/c, Bari Tel. 080/ Fax 080/ Impaginazione e grafica: Saverio Matarrese Stampa: SEDIT S.r.l. Servizi Editoriali Via delle Orchidee n. 1, Modugno (BA) Tel Fax Per le inserzioni pubblicitarie su CONFCOMMERCIO MAGAZINE rivolgersi alla redazione, oppure chiamare i segg. numeri: , oppure scrivere alla CULTURA Il baratto, prima forma di commercio Pag. 32 a cura di Anna Mirabile Ciak, si vede» 34 a cura di Viviana Rubini Vito Maurogiovanni, cantore della baresità» 35 di Vittorio Polito Il commercio nell arte» 36 a cura di Emanuele Panza CONFCOMMERCIO INFORMA Eco-proposte FIAT per i nostri Associati Pag. 37 dalla Redazione Scadenziario fiscale» 38 a cura di Michele Carriera La nostra Organizzazione» 40

4 2 EDITORIALE Il giornale del commercio: 44 pagine per dar voce a tutti di Alessandro Ambrosi Nella foto, da sinistra, il ns. presidente Alessandro Ambrosi ed il presidente nazionale Carlo Sangalli ripresi in occasione di un recente incontro nella sede romana di Confcommercio. La stesura di quello che giornalisticamente viene definito un editoriale è per me una novità. Come una novità è per tutti noi Confcommercio Magazine, un houseorgan rivolto non solo ai piccoli e medi imprenditori, ma anche alla società, alle istituzioni ed a quanti hanno a cuore il futuro del comparto e possono, con le proprie azioni, determinare situazioni di sviluppo. Ecco allora il primo numero, occasione felice di nuova democrazia: 44 pagine dedicate al nostro mondo con approfondimenti, notizie, curiosità, suggerimenti, occasioni per fare impresa e per far crescere le imprese. Non è solo il bisogno di dotarci di un organo ufficiale di informazione, o di creare un punto di riferimento per i soci vecchi e nuovi, o di dare voce ad una categoria che ha sempre lavorato senza urla e piagnistei, ma è soprattutto l espressione concreta di quel gioco di squadra che deriva dalla netta coscienza che se è vero che piccolo è bello è altrettanto vero che uniti è bello e utile. Ne siamo convinti da sempre, sia del valore della piccola impresa che di quello della unione delle piccole imprese. Valori che riteniamo fondamentali per svolgere azioni forti e vincenti e con valenza tanto maggiore quanto più difficili sono le sfide che affrontiamo. Sfide importanti, quelle di questi ultimi anni e di oggi, che ci hanno visto in prima linea nell ambito di provvedimenti decisivi per la sorte delle nostre aziende. Siamo ormai una squadra che vuole vincere; ma per diventare squadra vincente abbiamo bisogno di comunicare con le migliaia di piccole e medie imprese e con i loro dipendenti che, pur tra grandi sacrifici, hanno creato un tessuto socio economico di tutto rispetto nella Terra di Bari.

5 3 Unità d intenti, aggregazione, comunicazione, innovazione: sono queste, dunque, le parole d ordine su cui porre le basi per uscire senza troppi danni dall attuale momento di crisi e puntare senza indugi ad un nuovo massiccio sviluppo, seguendo anche strade non ancora battute, quale la valorizzazione del nostro essere terra di confine, confine con il mare e, quindi, con il levante europeo e non solo, con un mercato immenso in cui dobbiamo, proprio noi, mercanti di Terra di Bari, interagire per fare, come suol dirsi, della crisi un opportunità. Questo giornale vuol essere, quindi, un momento di proposta e di ascolto. Tutti dobbiamo contribuire a scoprire e perseguire nuovi percorsi imprenditoriali, tutti dobbiamo ascoltarci reciprocamente per capire le reali esigenze delle imprese, far tesoro delle singole esperienze e ripartire più uniti e più forti di prima. Non dobbiamo piangerci addosso, aspettando che altri ci vengano a salvare: ogni salvataggio costa e noi non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo pagare pedaggio a nessuno. E se federalismo fiscale dev essere, che sia anche un federalismo economico: dobbiamo trovare, e troveremo, in noi stessi la forza e le idee per reagire e per aggredire il o i mercati. Forza che dobbiamo sfoderare proprio in un momento in cui il Paese sembra sotto lo choc di una crisi che si alimenta del clima di sfiducia. Qualcuno ha detto: bisogna avere paura della paura. Noi non abbiamo paura! Anzi, questo sforzo editoriale, non certo lieve, dimostra esattamente il contrario. Non avremo paura di parlare di temi anche delicati: credito alle imprese ed al consumo; fiscalità per le famiglie italiane; burocrazia da snellire; rappresentatività associativa concreta; sviluppo del territorio; richiesta di investimenti sia al governo centrale che alle amministrazioni locali; rapporti con le amministrazioni senza sudditanze psicologiche; potenziamento delle infrastrutture utilizzando la leva fiscale; esteso ricorso ai bonus ed al credito d imposta; revisione degli studi di settore; eventi; rilancio del turismo e di settori tipici della provincia di Bari, quali, per esempio l agroalimentare e, soprattutto, il nostro mare che vogliamo ritorni ad essere mare nostrum. Ma tratteremo anche temi tecnici (il mondo della finanza, l informatica, la tecnologia, i problemi legali, del lavoro, della previdenza, delle assicurazioni) e culturali (la storia del commercio nei secoli, la presenza del terziario nella cultura e nell arte, le sagre e gli eventi culturali della nostra Terra di Bari). Insomma, questa rivista vuole essere uno strumento di diffusione delle idee dell associazione e degli associati che potranno utilizzarlo anche on line sul nostro sito perché vogliamo la massima visibilità delle nostre attività; a me, invece, consentirete ogni mese poche righe in apertura della rivista per considerazioni politico-sindacali. A tutti, allora, con tutto il cuore, auguri di buon lavoro per i nostri cari e per la nostra terra. EDITORIALE

6 4 POLITICA Intervista al Presidente Nazionale Carlo Sangalli A cura dell Ufficio Stampa Confcommercio Carlo Sangalli, nato a Porlezza (CO) il 31 Agosto 1937, è laureato in giurisprudenza e, dal 10 febbraio 2006, è Presidente nazionale della Confcommercio dopo aver ricoperto la Presidenza prima dell Unione di Milano, poi dell Unione Regionale Lombarda, quindi della Camera di Commercio di Milano. E anche Vice Presidente della Fiera di Milano. Dal 1968 al 1992 è stato Deputato nelle liste della DC. Il 16 Aprile prossimo inaugurerà a Bari, presso Villa Romanazzi alle ore 16,00 il Roadshow PMI. E una manifestazione che arriva a Bari dopo altre tappe nelle quali ha affrontato temi di particolare interesse per il mondo delle piccole e medie imprese coinvolgendo rappresentanti del governo e dell opposizione, istituzioni locali e nazionali. Presidente Sangalli, qual è l obiettivo del Roadshow PMI? L obiettivo primario è senza dubbio la valorizzazione del ruolo delle Pmi del terziario, della distribuzione e dei servizi, quale asset fondamentale del nostro tessuto produttivo ed imprenditoriale che Confcommercio rappresenta e che, oggi, contribuisce per oltre il 40% alla formazione del Pil e dell occupazione del nostro Paese. Questa iniziativa itinerante arriva al Sud, a Bari, dopo aver raccolto consensi in città come Ancona, Venezia, Firenze e Trento, dove ha sempre messo al centro della scena le imprese e le istituzioni del territorio insieme ai rappresentanti del Governo, perché questa valorizzazione delle nostre Pmi deve avvenire proprio coinvolgendo le politiche nazionali ed europee. Presidente Sangalli, l Ufficio Studi di Confcommercio ha rivisto al ribasso le previsioni per il 2009 con un Pil a -2,3 e con le spese delle famiglie a -1,0. Qual è la vostra valutazione di questa crisi? Proprio così: il quadro congiunturale ha subìto un ulteriore peggioramento e la crisi sarà, quindi, più lunga e più acuta del previsto. E a preoccuparci sono soprattutto tre fattori: primo, che la disoccupazione supererà la soglia dell 8% e quindi avremo una caduta dei redditi con pesanti conseguenze sulla domanda interna e sulla crescita; secondo il fatto che il settore del commercio ha registrato nel 2008 la chiusura di 120mila esercizi commerciali con un saldo negativo di 40mila imprese, il più alto degli ultimi dieci anni; terzo, infine, come è emerso da una recente ricerca Confcommercio Censis, che i due terzi delle famiglie o risparmiano di più o riducono i consumi. Insomma, solo brutte notizie No, perché più della metà delle famiglie, oggi, nonostante tutto si dimostra ancora ottimista e possiede un capitale fiduciario che, seppur fragile, costituisce un valore che non va assolutamente disperso. Anzi, proprio da questa riserva di fiducia occorrerebbe ripartire per costruire una solida strategia di ripresa della nostra economia. Cosa chiedete al Governo? Chiediamo di fare di più anche perché i provvedimenti presi, pur se condivisibili nell impostazione di fondo, dal punto di vista quantitativo risultano insufficienti. E tempo, dunque, che si apra una nuova fase in cui il bilancio pubblico non si deve limitare a sostenere il sistema bancario, ma anche l economia reale investendo sul futuro. Perché senza una vera, robusta e duratura crescita non c è neanche la stabilità della finanza pubblica. Presidente, alla luce dell attuale crisi come vede la già difficile situazione che caratterizza il nostro Mezzogiorno? E sempre più urgente e prioritario l impegno di tutti affinché il Mezzogiorno recuperi il divario che lo

7 separa dal Nord. Non dimentichiamo che il valore aggiunto per abitante nel Sud è del 34% inferiore alla media italiana e la stessa distanza vale per i consumi delle famiglie che spendono un 20% in meno di quelle delle altri parti del Paese. Purtroppo anche la vivacità imprenditoriale, che negli anni passati ha caratterizzato il Meridione, è oggi in forte frenata: infatti nel 2008 hanno chiuso i battenti imprese di tutti settori economici e in particolare il saldo del commercio al dettaglio è risultato negativo di quasi 10mila unità. Che fare, quindi? Dobbiamo far sì che questa voglia di fare impresa, questo dinamismo, sia supportato da interventi mirati, siano esse politiche settoriali, o incentivi e trasferimenti pubblici, sia derivanti da fondi nazionali, sia da fondi europei. Non dobbiamo farci sfuggire un opportunità che ci viene data: fra il 2007 e il 2013 si rendono disponibili per il Mezzogiorno, attraverso Fondi strutturali e nazionali, circa 100 miliardi di euro, una cifra pari ogni anno al 5% del totale del Pil del Mezzogiorno. Deve esserci un impegno forte, condiviso fra parti sociali, amministratori ed istituzioni affinché questi fondi non siano ancora una volta solo spesi, ma investiti: in capitale umano, infrastrutture, logistica, turismo, riqualificazione di città e territori dove il terziario può portare crescita e sviluppo. Contemporaneamente, va pensato e realizzato un quadro organico di interventi che affronti la sfida del dopo la 488 : crediti d imposta per l innovazione; crediti d imposta per l occupazione, anche per quella strutturalmente flessibile e stagionale; maggiore collaborazione tra banche e imprese, tra banche e PMI; fiscalità di vantaggio, a partire dalla sua sperimentazione all interno del nascente modello delle zone franche urbane. Presidente Sangalli, c è sempre l atavica questione della criminalità che non aiuta certo lo sviluppo dell economia del Mezzogiorno. Per le imprese del terziario, del commercio, del turismo, dei servizi, questo è un tema prioritario. Perché oggi le imprese - e i nostri imprenditori in particolare, che tutti i giorni alzano la saracinesca e lavorano sulla strada - non possono più continuare a stare in trincea. Nel Mezzogiorno, la netta presa di posizione delle associazioni imprenditoriali contro il racket delle estorsioni è la conferma della crescente consapevolezza di questo assioma. L impegno e la tensione contro ogni forma di criminalità, organizzata e non, vanno tenuti costantemente alti e i successi conseguiti dall azione dello Stato e delle sue Istituzioni dicono della possibilità e della necessità di fare ancora di più e di meglio. Inoltre, non vanno lesinate le risorse necessarie per assicurare sempre maggiore efficacia all azione delle forze dell ordine e della magistratura per la tutela della legalità e per il contrasto della criminalità. E proprio su questi temi, cosa ha fatto Confcommercio? Oltre alla risposta delle istituzioni, Confcommercio continua a fare la sua parte, fino in fondo, contro criminalità, racket, usura, soprattutto in quei territori dove tanti imprenditori hanno cominciato a collaborare con le forze dell ordine e la magistratura nella denuncia degli estorsori. E questo anche perché si sentono più forti della protezione della nostra Associazione, che fornisce supporto legale ed è arrivata a costituirsi parte civile nei processi di mafia. Tra l altro siamo stati tra i primi a sospendere i nostri imprenditori associati che, essendo stati vittime degli estorsori, non hanno collaborato con la giustizia dimostrando così di volerci fare garanti di quella cultura della legalità che è il presupposto di una compiuta democrazia economica. Il presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli a destra nella foto ripreso con il presidente di Confcommercio Bari, Alessandro Ambrosi. L economia sana deve fare i conti anche con contraffazione ed abusivismo che hanno messo radici nei territori del Meridione Si tratta di fenomeni che dopano il mercato e la concorrenza e che costituiscono spesso fonte di grandi guadagni con pochi rischi per la criminalità organizzata. Ad essi bisogna rispondere con un rafforzato presidio del territorio; con una sempre più stretta collaborazione tra pubblico e privato; con l adeguamento della normativa penale in tema di produzione e vendita della merce contraffatta, e delle procedure di sequestro e confisca; con più applicabili sanzioni amministrative a carico degli acquirenti e con campagne di informazione e sensibilizzazione sul tema. 5 POLITICA

8 6 POLITICA Il lavoro, le imprese, il rilancio dell economia A cura di Francesco Longobardi Segretario Generale Nazionale ANCL S.U. Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro - Sindacato Unitario Indella Confcommercio cui ci lega della nascita di questa nuova voce editoriale, da parte Inoccasione un rapporto di collaborazione, è con profondo piacere e gratitudine che partecipo, attraverso queste righe, a quello che sicuramente è pronto per divenire un prezioso ed autorevole veicolo di informazione. Anche a maggior ragione dell attuale stato di crisi economica del Paese ed internazionale, che di certo non incoraggerebbe nuove iniziative. Ma è evidente che l indole intraprendente e costruttiva che accomuna tutti coloro che svolgono o mirano ad una attività imprenditoriale non è in discussione. Il Sindacato Nazionale, del quale da circa diciotto mesi sono Segretario Generale, sta realizzando nella mia personale esperienza una visione ampia e variegata del mondo delle imprese e del lavoro. L Ancl (Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro Sindacato Unitario) è posta a tutela proprio di quella professione il consulente del lavoro che ha come attività quotidiana il qualificato raccordo tra datori di lavoro e mercato del lavoro, con la crescente normativa che oggi lo regolamenta. La corretta applicazione di disposizioni di legge, la corretta impostazione e gestione dei rapporti di lavoro, il giusto impiego di agevolazioni ed incentivi per l occupazione, sono alcuni dei più rilevanti aspetti del Consulente, in sinergia con imprese ed aziende. E forse proprio il quotidiano svolgimento di queste attività, che fa avvertire per primo al consulente del lavoro la vera portata della crisi in corso, che non incentiva nuove assunzioni, nè grandi investimenti in termini di formazione della forza lavoro. E infatti di tutta evidenza che, in uno scenario nazionale ed internazionale non favorevole, l espansione o il progresso aziendale lasciano il posto alla conservazione dell acquisito, ammesso che almeno questo sia ancora possibile. La risicata crescita del numero delle imprese ed il progressivo rivelarsi del fenomeno espulsivo di lavoratori dai processi produttivi hanno già realizzato una dimensione drammatica. Il solo dato recentissimo della quintuplicazione delle

9 ore di cassa integrazione erogate nell ultimo periodo, è un fatto di gravissima rilevanza. Pur guardando con estremo favore agli ultimi interventi governativi in tema di ammortizzatori sociali, l Ancl da tempo sostiene la necessità di una complessiva rivisitazione del sistema del lavoro, che non sia solo attento alle necessità di sostegno al lavoratore espulso, ma almeno altrettanto al sostegno delle imprese che hanno rapporti di lavoro stabilizzati e riescono a conservarli duraturi, come anche ad incentivi che possano agevolare nuove assunzioni. Le aziende accusano da tempo l eccessiva incidenza del costo del lavoro nelle loro attività, che non accenna a diminuire, anzi procede incessantemente con costi crescenti. I datori di lavoro sanno perfettamente che non sono le retribuzioni il fardello maggiormente pesante nello sviluppo dell impresa, ma tutti gli oneri conseguenti ad un regolare rapporto di lavoro, in primis quello contributivo. Non si è ancora capito che il notevolissimo esborso pubblico in forma di ammortizzatori sociali, potrebbe essere con le stesse risorse concretamente attenuato, solo se si prevedessero misure che alleggeriscano sensibilmente il peso contributivo a carico del datore di lavoro ai fini del mantenimento dei livelli occupazionali. E mantenere i livelli occupazionali significa promuovere e sostenere l occupazione, promuovere la produzione di beni e servizi, con i conseguenti effetti che il mantenimento dei redditi individuali realizza sui consumi. Sono nella convinzione, quindi, che un Paese moderno che non può vivere sempre nell emergenza, debba promuovere e sorreggere la più ampia stabile occupazione che abbia costi ragionevoli, per agevolare sviluppo ed investimenti dell impresa, sia in mezzi e tecnologie, sia anche in nuova occupazione. Le grandi crisi non si sono mai risolte solo con l assistenzialismo, che può generare un pericoloso vortice negativo dell economia. Sul territorio del nostro Paese non insistono grandi risorse di materie prime che farebbero perlomeno contare sulla loro commercializzazione: c è invece grande imprenditorialità dalla piccola alla grande impresa e grande qualità e quantità di lavoro. Utilizziamo quindi al meglio quel che c è di vero per il concreto rilancio dell economia. 7 POLITICA

10 8 POLITICA Attività sindacale: conosciamoci! Approfondiamo la conoscenza delle strutture interne della Confcommercio della Provincia di Bari, scoprendo realtà attive e moderne che si affiancano alle aziende per risolvere concretamente i loro problemi. GIOVANI IMPRENDITORI In un periodo in cui la crisi economica pesa sulle scelte imprenditoriali ed occupazionali, quale può essere il percorso dei giovani imprenditori nel commercio? Il Presidente dei Giovani Imprenditori, Raffaele Colaianni, esalta l importanza del commercio in Italia, importanza che sta nei numeri; produce un quinto del valore aggiunto complessivo, dà lavoro a un quarto degli occupati dell intera economia e conta oltre un terzo delle imprese attive. Ma l economia sta mutando rapidamente, e si cerca di capire quale direzione debbano intraprendere gli imprenditori per garantirsi un avvenire solido. Il futuro delle imprese commerciali è legato alle dinamiche che devono conciliare la tradizione delle piccole attività con le inevitabili spinte innovative prestando un attenzione crescente per la customer satisfaction. Quindi, contenimento dei costi, adozione di economie di rete, innovazione, posizionamento sul mercato in segmenti di nicchia, valorizzazione del servizio alla clientela ed interazione più proficua con amministrazioni locali, associazioni di categoria e sistema bancario. In questo difficile contesto, anche il mondo del lavoro è in continua evoluzione: richiede professionalità e competenze assai versatili, capacità di adattamento alle tante variabili possibili, una buona cultura di base e una forma mentis aperta all innovazione. I giovani imprenditori, scacciando le sensazioni di smarrimento sia in termini di valori che di prospettive, dovranno interpretare al meglio le sfide del mercato. Formazione, innovazione e capacità di adattamento sembrano gli ingredienti giusti per non fallire. TERZIARIO DONNA E la prima volta che si realizza un osservatorio permanente sull imprenditoria femminile nel terziario, spiega la dottoressa Rosy Daleno Presidente di Terziario Donna della Confcommercio della Provincia di Bari, per iniziare a rendere evidenti le questioni aperte nel settore, realizzando così un analisi valutativa sulle sue caratteristiche strutturali. Rosy Daleno così fotografa ciò che emerge dal primo Osservatorio sull evoluzione dell Imprenditoria nel Terziario, realizzato da Terziario Donna, Confcommercio e Censis, con l obiettivo di stabilire non solo la dimensione quantitativa, ma il peso economico e la capacità di rappresentanza di questo mondo. Sono le donne a guidare la crescita dell imprenditoria italiana, registrando in 4 anni + 9,4% contro il 5,7 % degli uomini; 15 su 100 hanno un attività nel terziario in particolare nel commercio per un totale di realtà, con un trend positivo del 2%. Oltre al commercio che attrae la metà delle imprenditrici, in particolare al dettaglio (+ 37%), gli incrementi maggiori si registrano nel comparto sanità e servizi sociali (+8,6%), ma anche in settori produttivi più maturi come le intermediazioni finanziarie. L impresa individuale è la forma giuridica preferita: più di in particolare al Sud e nelle Isole con il 70,65%; seguono le società di persone con oltre ditte, diffuse questa volta più nel Nord Est. Per quanto riguarda il commercio delle immigrate, aumenta nel Centro e nel Nord, a fronte di un calo a Sud e nelle Isole. Quanto infine all età, il 53,6% delle imprenditrici ha un età compresa tra i 30 e i 49 anni, il 31,7% tra i 50 e i 69 anni e solo l 8,8% ha meno di 29 anni.

11 9 Dettaglio orafo: una radiografia POLITICA Steven Tranquilli, Direttore della Federazione Nazionali Dettaglianti Orafi, su richiesta del Presidente Provinciale del settore, Pino Aquilino, ci fotografa la situazione di mercato del mondo del gioiello. Iltutta l Italia, quasi 25 mila punti vendita a orafo al dettaglio: una vera e propria galassia di negozi che punteggiano Ilmondo disposizione del cliente che desideri acquistare un gioiello, una pietra preziosa, un orologio. Con un problema in comune: i clienti entrano sempre meno nei nostri negozi e spesso ne escono senza aver comperato niente. E non da ieri. L emorragia di clienti è infatti iniziata alla fine degli anni 90 e non accenna ad estinguersi, anche se il mercato negli ultimi mesi sembra essere in controtendenza: ma, come si suol dire, una rondine non fa primavera. Comunque è un segnale che fa ben sperare. Le ragioni di questo stato di mercato e non di crisi - sono comunque molteplici. Inevitabilmente la recessione economica ha colpito in primis i prodotti considerati voluttuari. Il bisogno voluttuario, l oggetto prezioso è gradualmente scemato d importanza in molti Paesi industrializzati e non solo in Italia. Tale orientamento, se coinvolge pressoché tutti i target dei consumatori, si presenta con maggior evidenza fra gli acquirenti più giovani, attratti attualmente da altre tipologie di prodotti (come quelli telefonici, informatici e dell hi.fi) e di servizi (viaggi, tempo libero, abbigliamento ecc.). Per questa classe di acquirenti, il possesso di un oggetto prezioso deve rispondere, essenzialmente, ai requisiti di moda, tendenza ed economicità, per essere considerato come bisogno da soddisfare. Ma il cambio di rotta del consumatore è forse più profondo e trova origine nei cambiamenti culturali che hanno investito la nostra società negli ultimi decenni. È stato lentamente accantonato il concetto di gioiello da ostentare in pubblico per far posto ad un prodotto più essenziale, portabile in momenti diversi, espressione della persona e del suo carattere. L acquisto spesso non è programmato mentre l influenza etnica di altre culture si è fatta esigenza di design. La scelta si è spostata su materiali riscoperti la cui vendita, oserei dire, è comunque costante. L immagine è diventata un culto irrinunciabile e la velocità dei cambiamenti è pari alla difficoltà con cui l offerta di mercato vi si adegua. Non sono questi certamente i soli motivi, perchè si è aggiunta una probabile saturazione del mercato affiancata dall inesorabile e progressivo invecchiamento del, chiamiamolo così, parco clienti. Rinnovarsi è infatti un imperativo e se sul fronte-prodotti i Steven Tranquilli, Direttore della Federazione Nazionali Dettaglianti Orafi segnali sono positivi, grazie soprattutto alle grandi marche che investono in pubblicità e nel rinnovo continuo delle linee con riguardo ai punti vendita, il messaggio che proviene dai consumatori non è incoraggiante. Ci si lamenta per la difficile accessibilità ai negozi, per le vetrine dal look antiquato o trasandato, per la sensazione di poca libertà che viene trasmessa al cliente dopo il suo accesso all interno. E si rende necessaria anche un attenta riflessione su un caso unico nel panorama commerciale nazionale: nonostante il mercato non sia brillante prendiamo in prestito vocaboli che ci sono propri il numero dei punti vendita non è affatto diminuito, ma si è verificata una compensazione tra aperture e chiusure. Cosa fare, dunque? In prima battuta è necessario restituire al gioiello la sua identità culturale ed emozionale attraverso la realizzazione di percorsi tesi a valorizzare il prodotto orafo gioielliero. Il cliente deve ritrovare il desiderio di possedere un gioiello. Senza questo stato d animo il gioiello diventa un orpello inutile, quasi freddo, che non trasmette quei valori propri di ogni oggetto prezioso. La crisi del gioiello è frutto di questi e molti altri piccoli fattori e le strategie per il rilancio del settore devono, necessariamente, studiarli tutti, singolarmente e complessivamente. Va ricordato, comunque, che il cambiamento, anche se accompagnato da preoccupazioni, è legato sempre a nuove opportunità, che ciascuna realtà imprenditoriale deve individuare e saper cogliere, secondo le proprie motivazioni e forze. Con questo nuovo assetto è destinato a confrontarsi il settore orafo italiano nei prossimi anni.

12 10 NORMATIVA Novità in vista per gli Studi di Settore Luigi Lovecchio, commercialista in Bari e articolista de Il Sole 24 ore, ci introduce nel ginepraio del fisco, croce (tanta) e delizia (pochissima) dell imprenditore. Allo scopo di affinare le procedure di controllo dei ricavi delle imprese commerciali e di considerare adeguatamente gli effetti della crisi economica sugli operatori, sono intervenute di recente due novità legislative. La prima, contenuta nell articolo 83, D.L. n. 112/ 08, ha lo scopo di avvicinare gli studi di settore alla specifica realtà economica in cui opera l impresa, fotografata sino al livello comunale. La seconda, contenuta nell articolo 8, D.L. n. 185/ 08, ha l espressa finalità di verificare l impatto della crisi sui singoli comparti commerciali, in modo da adattare il livello dei ricavi che il Fisco ritiene congruo al difficile momento economico. Cosa sono gli studi di settore. In via preliminare, vale la pena ricordare molto sinteticamente cosa sono gli studi di settore. Si tratta di strumenti di accertamento presuntivo dei ricavi d impresa fondati su elaborazioni statistiche dei dati economici relativi alle imprese di ciascun settore merceologico, incrociate con i dati contabili ed extra contabili della singola impresa. L applicazione del programma degli studi (Gerico) fornisce in particolare un doppio responso in ordine alla attendibilità dei dati dichiarati dai contribuenti. Il primo, riguarda la congruità dei ricavi contabilizzati, rispetto all ammontare che deriva dalla applicazione dei suddetti indicatori presuntivi. Il secondo è invece riferito alla coerenza di taluni indicatori economici afferenti alla singola impresa, scelti dal programma ministeriale in funzione della loro significatività nei riguardi della specifica attività esercitata (ad esempio, la resa oraria per addetto, l indice di rotazione delle scorte, eccetera). Occorre ricordare al riguardo come, secondo le ultime pronunce dell Amministrazione finanziaria (circolare n. 5 del 2008), gli studi di settore non possano mai tradursi in accertamenti automatici nei confronti dei contribuenti non congrui. Questo perché essi rappresentano delle mere presunzioni semplici, in quanto tali inidonee a invertire sempre e comunque l onere della prova nei confronti dei contribuenti. Per questo motivo, il legislatore ha previsto l obbligo degli uffici finanziari di convocare i contribuenti in via preventiva rispetto alla notifica dell avviso di accertamento, al fine di verificare in contraddittorio le ragioni che hanno portato allo scostamento dal ricavo congruo. In tale contesto, diventa quindi fondamentale l atteggiamento da tenersi in sede di contraddittorio con l Ufficio. In particolare, se il contribuente espone motivazioni serie e ragionevoli per giustificare l inattendibilità dei risultati dello studio di settore, l Ufficio sarà obbligato a motivare in modo puntuale l eventuale successivo accertamento, a pena di nullità dell avviso stesso. Si evidenzia infine che gli studi di settore devono essere approvati, di regola, non oltre il 30 settembre di ciascun anno, al fine di dare loro validità a partire dall anno successivo. Per l anno 2008, il suddetto termine è stato fissato al 31 dicembre La localizzazione degli studi. Con la disposizione contenuta nell articolo 83, commi 19 e 20, D.L. n. 112/ 08, convertito con modificazioni nella legge n. 133/ 08, si è stabilito che, a partire dal primo gennaio 2009, gli studi di settore vengono elaborati su base regionale o comunale, compatibilmente con la metodologia statistica adottata per la formazione degli indicatori presuntivi. Questo significa, ad evidenza, che i futuri indicatori terranno conto delle differenziazioni territoriali esistenti in misura nettamente maggiore di quanto accada oggi. Al fine di ottenere delle elaborazioni attendibili, è prevista la partecipazione dei comuni alla revisione degli studi. Si tratta peraltro di una partecipazione interes-

13 sata, poichè i comuni saranno remunerati con il 30% delle somme aggiuntive che lo Stato incasserà dagli accertamenti effettuati con gli studi revisionati. Si prevede infine che la procedura di rielaborazione di Gerico su base locale avvenga secondo criteri di gradualità, entro la fine del I correttivi per la crisi economica. Ai sensi dell articolo 8, D.L. n. 185/ 08, convertito con modificazioni nella legge n. 2/ 09, gli studi di settore possono essere integrati e modificati al fine di tener conto degli effetti della crisi economica in atto. Ciò potrà avvenire anche oltre il termine di legge per l approvazione e la revisione degli studi che per l anno 2008, come sopra segnalato, è scaduto a dicembre dello scorso anno. Ne consegue che i correttivi che verranno introdotti avranno effetto retroattivo, già a partire dalle dichiarazioni dei redditi relative al Secondo quanto comunicato alla stampa specializzata dall Agenzia delle Entrate, la revisione degli studi avverrà entro fine marzo I correttivi non saranno generalizzati, ma saranno calibrati in funzione del peso effettivo della crisi economica sui singoli comparti commerciali. A tale scopo, è stata avviata e portata a termine una campagna di acquisizione di informazioni, tramite la compilazione di questionari anonimi, che ha coinvolto alcune centinaia di migliaia di imprese. Gli interventi di correzione avverranno su più direttrici. Da un lato, si agirà sull ammontare dei ricavi congrui, nel senso che, in presenza di una contrazione dei ricavi 2008 imputabile alla crisi, l importo che scaturirà dall applicazione di Gerico sarà più basso. Sotto altro profilo, si provvederà a contenere o sterilizzare l impatto che taluni indicatori potrebbero avere sulla entità dei ricavi, in ragione di valori anomali assunti dagli stessi indicatori, giustificati tuttavia dalla difficile situazione economica. È il caso, ad esempio, della maggiore durata delle scorte di magazzino, dell incidenza della materia prima sulla quantificazione dei ricavi presunti, in presenza di sensibili aumenti dei costi d acquisto, della minore percentuale di ricarico praticata dall azienda, e così via. La revisione degli studi comporterà inoltre l evidenziazione di un doppio ricavo presuntivo: uno elaborato sulla base dei criteri ordinari, l altro che evidenzierà il correttivo congiunturale. La procedura di revisione sarà poi perfezionata una volta acquisiti i dati relativi alle dichiarazioni presentate nel Solo allora, infatti, saranno note le cifre effettive della crisi e sarà quindi possibile adottare dei correttivi più puntuali. L Agenzia delle Entrate ha infine ribadito, in recenti comunicazioni alla stampa, che, in caso di scostamenti dai ricavi congrui, non vi saranno accertamenti automatici. 11 NORMATIVA La home-page del sito dell Agenzia delle Entrate della Puglia.

14 12 NORMATIVA Frode in commercio Barbara Giordano analizzerà per noi varie problematiche legali che facilmente incontreremo nelle nostre attività. E bene conoscerle per prevenire possibili sanzioni per comportamenti che, forse, non sappiamo essere illeciti. E salute pubblica. Disciplinato dall art. reato che lede il consumatore solo economicamente, senza attentare alla E un 515 del Codice Penale, si realizza quando avviene la consegna all acquirente di una cosa per un altra, o diversa da quella dichiarata o pattuita per origine, provenienza, qualità e quantità. Perché esso si configuri è sufficiente che tale differenza sia minima, come nel caso della vendita per tara merce che avviene, ad esempio, quando il salumiere non sottrae dal peso dell affettato la tara della carta. Tra le frodi commerciali più diffuse vi sono quelle determinate da sofisticazioni, ovvero sostituzioni di alcuni elementi di determinati prodotti con altri più economici e di minor qualità, fenomeno oggi in crescita nel mercato mondiale a causa dei rincari nei prezzi dei prodotti e dell aumento del consumo degli stessi. Olio extravergine contenente oli raffinati, sia di oliva che di semi, surrogati venduti come sostituti del latte in gelati, yogurt, formaggi, mozzarella di bufala prodotta con latte vaccino addizionato a quello di bufala, miscela di diverse varietà di riso ne sono solo alcuni esempi. Si ha frode in commercio anche con il semplice scambio di prodotti che, in quanto apparentemente simili, risultano tra loro facilmente con- Nella foto: la sede della Corte di Cassazione a Roma

15 13 fondibili. E il caso dell Emmental, denominazione che spetta soltanto al formaggio fabbricato in Svizzera, sicché se a tale richiesta il venditore consegna Emmental di diversa provenienza senza ottenere il consenso del cliente, egli incorre nel delitto in questione (sentenza n. 870 del ). Allo stesso modo la Corte di Cassazione ha stabilito che chi chiede un caffè Hag ha diritto di consumare proprio quella marca di caffè e non un qualsiasi decaffeinato. Le diverse marche possono infatti differenziarsi per diversi fattori quale ad esempio il processo di decaffeinizzazione, che può cambiare a seconda delle diverse ditte produttrici (sentenza n del 2002). Commette reato anche chi serve dell acqua tonica al cliente che abbia espressamente richiesto acqua brillante, che è solo ed unicamente quella prodotta dalla Recoaro. Vi sono casi in cui la frode commerciale può sussistere anche nella forma del tentativo oltre che in quella tipica della consumazione che si realizza con la consegna materiale del prodotto dal venditore al compratore. E sufficiente, a tal proposito, che il bene sia messo in vendita, sia esposto sui banchi di esercizio, che risulti, cioè, chiara e univoca l intenzione di offrirlo al pubblico. Tra questi quello inerente il congelamento di alimenti quando non ne venga fatta menzione nell ambito di un pubblico esercizio. Riguardo all attività di ristorazione, la Cassazione si è espressa recentemente (sentenza n del 26 giugno 2005) affermando che se il prodotto è surgelato, ma tale indicazione manca nel menù, è configurabile il tentativo di frode in commercio. La Suprema Corte ha avuto modo di precisare che il tentativo di frode in commercio è ravvisabile non solo quando venga omessa l indicazione nella lista delle pietanze che gli alimenti sono surgelati, ma anche quando la loro indicazione venga fatta con caratteri molto piccoli, posti all estremo margine inferiore della lista e in senso verticale, in modo da sfuggire all attenzione della clientela. Tutto ciò in quanto il ristoratore ha l obbligo di dichiarare la qualità della merce offerta al pubblico. A identica conclusione era già giunta la Corte con sentenza n del 2001 con riferimento al Art. 515 c.p. Frode nell esercizio del commercio Chiunque, nell esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all acquirente una cosa mobile per un altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro Se si tratta di oggetti preziosi, la pena è della reclusione fino a tre anni o della multa non inferiore a euro 103. barista che somministra cornetti scongelati e riscaldati senza indicarlo in etichetta, anch essi prodotti di consumo generalizzato e per di più ritenuti comunemente dolci di produzione artigianale, freschi di giornata. Infine, occorre menzionare il fenomeno sempre più attuale dell offerta al pubblico di generi alimentari scaduti o, peggio, sulle cui confezioni sia stata alterata o sostituita l originale indicazione del termine minimo di conservazione. Una simile condotta, indipendentemente dal concre- to contatto con la clientela, integra il tentativo di frode in commercio purché idonea in modo non equivoco alla vendita della merce ai potenziali acquirenti. La pena prevista per chi commette frode commerciale è la reclusione fino a due anni o una multa fino a euro, a meno che dal fatto non sia derivato nocumento alla salute pubblica che comporterebbe, trattandosi di frode sanitaria, pene più elevate. NORMATIVA

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17 15 New Slot: nuove opportunità di guadagno per gli esercenti di attività commerciali NORMATIVA Sergio Petrosino, commercialista in Bari, ci chiarisce il carattere di liceità delle slot-machines e del gioco, controllato dai Monopoli di Stato. Fin dai tempi più antichi il gioco d azzardo ha costituito una particolare forma di intrattenimento sociale ed ancora oggi, nelle forme più disparate, è forte il desiderio di puntare al gioco quale valvola di sfogo alla routine quotidiana e possibile vincita economica di fortuna. È vero pure che il gioco d azzardo è l unico settore che non risente della crisi economica, anzi la richiesta di nuovi strumenti da gioco è sempre in continua crescita. Una delle novità in assoluto più forti nell impatto sociale al gioco è stata senza dubbio l introduzione delle new slot, tradizionalmente conosciute con il nome di apparecchi da intrattenimento. Le new slot, disciplinate dall art. 110 comma 6 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, hanno definitivamente sostituito i videopoker e sono considerate l evoluzione delle vecchie e contestate macchinette da bar; infatti, a seguito della L.289/2002, lo Stato impose l obbligo, entro il 31 ottobre 2004, al collegamento in rete di tali apparecchiature ed alla rottamazione definitiva delle vecchie macchinette considerate illecite. La febbre da slot può essere considerata un fenomeno inarrestabile, tant è vero che dalle prime apparecchiature legali, che nel 2003 raccolsero circa 400 milioni, si è passati al dato più recente del 2008 che parla di una raccolta di circa 15 miliardi (dato non definitivo), di cui il 12% è andato al Fisco. Le slot oggi vengono richieste oltre che dai soliti bar, alberghi, ricevitorie, sale-giochi, anche da altre tipologie di attività commerciali, visto che lo Stato ha allargato la possibilità di installare tali apparecchiature presso qualsiasi esercizio commerciale. In un periodo di particolare attenzione ai costi di gestione, le piccole attività commerciali fanno sempre più ricorso ad entrate extra che permettono loro di coprire le spese fisse mensili e di pianificare più serenamente la propria attività; proprio le slot oggi vengono considerate una forma lecita di guadagno supplementare, visto che tali apparecchiature vengono controllate dai Monopoli di Stato e consentono un guadagno certificato per l esercente e per la ditta di noleggio. Proprio a quest ultimo proposito va sottolineato che è opportuno rivolgersi a quelle ditte di noleggio che svolgono la propria attività con dedizione e serietà. Possiamo quindi concludere che, finalmente, lo Stato con il proprio intervento ha disciplinato un settore che fino a qualche anno fa era del tutto illegale e che oggi, invece, è diventato fonte di guadagno per l Erario, ma anche per l esercente ed il gestore.

18 16 NORMATIVA ENASCO comunica: indennizzo a chi cessa l attività dalla Redazione Untrattamento spettante in favore degli pari a 458 Euro mensili: ecco a quanto ammonta quest anno il Unindennizzo operatori commerciali che decidono di cessare la loro attività. Il beneficio è stato inserito nella legge anticrisi (n. 2 del 28 gennaio 2009). E certamente un atto dovuto e fortemente voluto dalla Confcommercio, vista la crisi del settore mercantile negli ultimi anni. La prestazione funziona come un vero e proprio ammortizzatore sociale, il cui scopo è quello di accompagnare in modo soft fino alla pensione coloro che lasciano definitivamente l attività. Non si tratta comunque di assistenza a carico dello Stato, ma di autogestione. E stato previsto, infatti, che la concessione dell indennizzo venga finanziata fino al 31 dicembre tramite la maggiorazione dello 0,09 per cento dell aliquota contributiva a carico dei commercianti in attività iscritti all Inps. Hanno titolo all indennizzo tutti coloro che esercitano, in qualità di titolari o collaboratori, l attività commerciale al minuto in sede fissa o ambulante, i gestori di bar e ristoranti e gli agenti e rappresentanti di commercio i quali, nel periodo tra il 1 gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011, abbiano più di 62 anni di età, se uomini, o più di 57 anni, se donne, e che siano iscritti all INPS al momento della cessazione dell attività da almeno 5 anni, come titolari o collaboratori. E altresì necessaria la cancellazione del titolare dell attività dai registri ed albi della Camera di Commercio. L indennizzo è incompatibile con l esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato e, conseguentemente, la corresponsione del beneficio ha termine dal 1 giorno del mese successivo a quello nel quale sia stata ripresa l attività lavorativa sia essa dipendente che autonoma. Il beneficiario ha l obbligo di comunicare all Inps la ripresa dell attività lavorativa, entro 30 giorni dal suo verificarsi. A sua volta l Inps è tenuto ad effettuare i controlli sul rispetto della norma che prescrive l anzidetta incompatibilità. L indennizzo compete dal 1 giorno del mese successivo a quello di presentazione della relativa domanda e fino al momento in cui si potrà percepire la pensione di vecchiaia. Ciò significa che, rispetto al passato, l indennizzo avrà una durata superiore ai tre anni, visto che l assegno potrà essere erogato anche nel periodo che intercorre tra il mese di compimento dell età pensionabile (60 anni per le donne, 65 per gli uomini) e l apertura della cosiddetta finestra, cioè fino al momento in cui la pensione verrà effettivamente erogata. L importo dell indennizzo - pari come si e già detto a 458 Euro mensili - è identico a quello del trattamento minimo di pensione, che viene concesso dall Inps ai commercianti iscritti alla gestione. Le domande per ottenere la concessione dell indennizzo possono essere avanzate entro il 31 gennaio 2012 e vanno formulate su un modello appositamente predisposto. All assegno si accompagna un altro beneficio. I periodi in cui viene riscosso l assegno si considerano come lavorati ai fini della pensione. Attenzione però, la contribuzione figurativa si somma a quella di lavoro solo per raggiungere il diritto. Non va quindi ad incrementare l importo della futura pensione, in quanto lo scopo della prestazione è unicamente quello di evitare che il commerciante con pochi versamenti possa restare senza reddito e senza pensione. Tanto più che durante il periodo in cui riceve l assegno l interessato non può svolgere attività di lavoro dipendente e autonomo. L Inps ritiene, poi, che la titolarità di un trattamento pensionistico non impedisca la concessione dell indennizzo, situazione in cui potrebbero trovarsi, ad esempio, i titolari di assegno di invalidità, nonché le vedove e i vedovi che hanno una rendita di reversibilità. Data la complessità della procedura richiesta, vi consigliamo di rivolgersi agli uffici del Patronato ENASCO i quali, gratuitamente, dopo un attenta verifica dei requisiti, possono provvedere alla predisposizione dell apposita domanda e al successivo inoltro presso ciascuna sede Inps. Per visualizzare l ubicazione delle sedi ENA- SCO nei vari Comuni della Provincia, basta andare sul sito e cliccare su Le nostre sedi.

19 17 Turismo enogastronomico TURISMO Alessandro Fusco ci ubriaca con un tour tra le cantine di Terra di Bari seguendo le strade del vino. Il(un particolare tipo di oliva di Corato), il di Altamura, la cipolla di Acquaviva, l olio di Bitonto, la coratina Ilpane moscato di Trani, il vino di Locorotondo, le burratine di Gioia del Colle, la zampina di Santeramo, l uva di Rutigliano, il polpo di Mola. Sono solo alcuni dei prodotti tipici del nord e sud barese che si stanno facendo conoscere ed apprezzare nel panorama gastronomico italiano. Le scelte della maggior parte della gente ed i nuovi consistenti flussi turistici sono sempre più determinati dal cosiddetto turismo enogastronomico, definizione più completa rispetto a quella originaria di enoturismo e di agriturismo ed ormai solida realtà nella nostra regione. L enoturismo è legato alle strade del vino e alla visita alle cantine e, in Puglia, tappa fondamentale per tutti gli appassionati del nettare degli dei è Locorotondo che, con i suoi vitigni e le sue cantine, è diventato il punto di riferimento di un tour che coinvolge anche Noci e Ruvo di Puglia. Ogni anno il Movimento Turismo del vino dedica vari appuntamenti alla bevanda di Bacco nella terra di Bari. Si inizia con Benvenuta Vendemmia, che generalmente si svolge a settembre e che comprende visite guidate nelle varie cantine della provincia di Bari, con degustazione di prodotti tipici. Subito dopo è la volta di Cantine Aperte che, quest anno, si svolgerà a maggio e che l anno scorso ha totalizzato numeri da record. Sono state ben ottocento, infatti, le cantine aperte e un milione gli enoturisti entusiasti di questo percorso alla scoperta dei sapori e profumi pugliesi. Appuntamento fisso è anche quello con Calici di Stelle che si svolge la notte di San Lorenzo. Il 10 agosto, nei centri storici e nelle piazze di tutta la Puglia, gli appassionati del buon bere potranno degustare i migliori vini delle cantine associate abbinati ai prodotti tipici di qualità, espressione del patrimonio locale di ogni regione che ospita l evento. Il 2008 ha portato anche un nuovo evento che, ogni anno, si svolge nel week-end a ridosso della ricorrenza di San Martino, l 11 Novembre. In questa occasione, le cantine aprono le loro porte per condividere con i tantissimi appassionati la gioia del vino nuovo, il cosiddetto Novello, e nelle ultime annate in abbinamento a prodotti di stagione. Natale in Cantina è l ultimo evento in calendario che vede protagoniste tutte le cantine del Movimento Turismo del Vino. Anche le varie condotte di Slow Food organizzano percorsi enogastronomici interessanti e appetibili per la gioia del palato di intenditori, ma anche di tanti giovani che, da qualche tempo a questa parte, si stanno affacciando con interesse alla scoperta dei piaceri enogastronomici. Accanto all enoturismo, c è poi l agriturismo che racchiude una particolare filosofia di vita di tipo elitario, tesa alla ricerca di cibi che sposano la tradizione del passato all innovazione, con la garanzia di sapori genuini e biologici. Il turismo enogastronomico attualmente rappresenta la marcia in più degli scenari turistici del futuro. Un nuovo modo per destagionalizzare il turismo che, fino ad ora, si concentrava principalmente durante il periodo estivo. Il cibo, infatti, è anche o soprattutto cultura: la degustazione di un ottimo vino o di un piatto tipico rappresenta una chiave sicura per conoscere il patrimonio storico e artistico di una regione e per capirne le tradizioni e i segreti più profondi.

20 18 TURISMO La Terra di Bari fra sacro e profano Vittorio Stagnani, firma storica della storia e delle tradizioni pugliesi, scrittore e giornalista innamorato della sua e nostra terra, viaggia con noi per fiere e sagre, patrimonio turistico e culturale di Terra di Bari. Anche questo periodo tra metà aprile e maggio è per i curiosi viaggiatori denso d eventi religiosi, culturali e folcloristici. Tutte sirene che invitano a dedicarsi alla scoperta di borghi, paesaggi, ambienti naturali, gastronomia della tradizione a costi veramente bassi. E questo perché la nostra amata Terra di Bari non è immensa e gli spostamenti perciò non sono costosi. Tanto meglio se si ha l accortezza di trascorrere i fine settimana in aziende agrituristiche rispettose del minimo dei principi per le quali furono ideate: prezzi contenuti, un numero ridotto di ospiti, pasti preparati con olio, vino, frutta, carni e ortaggi del posto. La Puglia, inoltre, gode di un clima assai mite e perciò le sue porte sono spalancate in ogni stagione per chi, curioso viaggiatore, saprà approfittarne, senza aspettare le affollate ferie. E allora partiamo per fiere, sagre, feste patronali e mercatini dell usato, agriturismo, prodotti di stagione e ricette. LA FIERA DI GRAVINA La fiera di Gravina, detta anche di San Giorgio perché s inaugura il 23 aprile, risale all 11 gennaio 1294 e quest anno raggiunge quota 715a edizione. Il documento che attesta la nascita della la fiera così recita: Noi Carlo d Angiò assecondiamo le richieste dei cittadini di Gravina sostenute da Giovanni di Monfort loro signore e nostro familiare e consigliere, e concediamo il privilegio di ripristinare le Nundine di San Giorgio. Vogliamo che esse durino otto giorni, da cinque precedenti il 23 aprile, festività di San Giorgio, a due successivi da essa. Senza dispendio di danaro pubblico e senza danno ai comuni vicini. La fiera, in effetti, affonda le radici a prima dell anno Mille, quando Gravina era uno dei pochi borghi con il privilegio di organizzare una volta l anno un suo grande mercato. Questo comportava responsabilità per l accoglienza ai visitatori e si faceva in modo che le merci esposte, prevalentemente attrezzi per l agricoltura e bestiame, fossero di primissima qualità. Cose che si potettero fare proprio con la fiera voluta da Carlo d Angiò. E Gravina fu un punto di riferimento davvero rinomato per organizzazione e per gli scambi con venditori ed acquirenti dell entroterra e della costa. Tanta la gente che accorreva ad acquistare buoi aratori, asini, muli, cavalli, scrofe, pecore e animali da cortile, per non dire della Verdeca, al tempo rinomato vino di Gravina. Richiesti pure olio d oliva, attrezzi agricoli, formaggi, tessuti. Per far fronte a tanti avventori fu istituita la figura del Maestro di Fiera con il compito di fare non solo da ospite, ma anche di curare l ordine pubblico, destinare gli spazi espositivi e dirimere eventuali liti. Nel programma di quest anno, oltre alla consueta e vasta esposizione di prodotti tipici e per l agricoltura, ci sarà anche il corteo storico a ricordo della nascita della fiera. Una veduta della gravina di Gravina

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