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1 Attualità hotel ristorante meeting Anno XXXVI - n NOVEMBRE distribuzione gratuita Legnago (Verona) AL CASTELLO BEVILACQUA I VINCITORI DELLA XX EDIZIONE DEL PREMIO IL BASSO ADIGE E difficile anche per un estraneo rimanere impassibile davanti ad un premio che più invecchia e più è buono (rubando questa frase al detto legato ai più buoni vini degustati). Ed anche chi lo condivide dall interno come il sottoscritto non può rimanere distaccato quando il premio delle eccellenze del nostro territorio, riesce a strappare applausi e consensi da svariate parti. La cerimonia del 19 ottobre scorso ha rappresentato tutto questo e non solo le espressioni dei vincitori del premio ma anche quelle dei tanti presenti al Castello Bevilacqua hanno fatto capire la qualità e l importanza che questo prestigioso riconoscimento ha assunto. Ecco quindi che chi lo definisce amichevolmente, il Nobel del Basso Veronese essendo l evento che premia le eccellenze che si sono distinte nei vari settori, non sbaglia di tanto. Magistralmente condotto da Lucio Salgaro coadiuvato da Brunetta De Gasperi nella grande Sala Troni del Castello, il premio non ha voluto dimenticare tutti i vincitori delle passate edizioni ed il conduttore ha anche ricordato due dei premiati scomparsi proprio tra la XIX e la XX edizione: Quirido Castellani e Aleardo Merlin. Un caloroso applauso ha ricordato le due figure ed il loro lavoro svolto. Anche quest anno la commissione ha dovuto valutare vari nominativi giunti alla segreteria del premio e la scelta, di Francesco Occhi anche se non facile, è stata condivisa da tutti i commissari riuniti per decretare i vincitori di questa XX edizione e per premiare quelli che, come dice il regolamento, si siano contraddistinti in stile di modestia congiunta a sensibilità morale e perseveranza, si siano resi particolarmente benemeriti nella promozione e crescita sociale, culturale ed economica nei campi della ricerca e dello studio, nel lavoro produttivo, nella diffusione della cultura e dell arte. Un premio che raffigura una artistica e significativa scultura, opera realizzata dall artista Felice Naalin, che è il mulino natante sull Adige, mentre, per il premio speciale, il Torrione di Legnago. (continua a pagina 2) PARI OPPORTUNITÀ AL XX PREMIO IL BASSO ADIGE di Renata Nalin Due donne e due uomini i premiati di domenica 19 ottobre al castello di Bevilacqua: Perla Stancari, prefetto di Verona, e tre imprenditori, Luciana Breviglieri, Roberto Dalla Valle e Silvano Pedrollo. Rispettate le quote rosa. Al passo con i tempi, come sempre, l atteso Premio Il Basso Adige, giunto alla ventesima edizione. La giuria ha scelto quattro personalità di prestigio, idealmente unite da un comune denomitatore: elevate capacità congiunte a profonda modestia e attenzione al sociale. Quattro fari per il territorio che in questo periodo buio ha bisogno di luce. Il prefetto Perla Stancari, il cui nome di battesimo si è rivelato un presagio, nomen omen direbbero i latini, è stata premiata per la sua presenza costante in mezzo alla gente, per la gente. Indiscutibilmente meritati tutti i premi. Luciana Breviglieri, presidente dell omonima ditta di Nogara, è una donna della pianura con un ottica italiana, in costante ricerca dell eccellenza. Roberto Della Valle, fondatore della Stone Italiana a Zimella, ha escogitato il sistema di lavorare in modo artigianale per generare un prodotto industriale: una formula vincente. Silvano Pedrollo, ideatore di una ditta di elettropompe, con la sua laboriosità e la costante attenzione verso gli altri, ha offerto una speranza anche alle popolazioni più povere. Il testimonial, il figlio Giulio, ha affermato che il genitore gli ha insegnato a sognare il futuro e a trasformarlo in realtà. (continua a pagina 2) Foto Alberto Vangelista Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Prima della sottoscrizione leggere attentamente il Fascicolo Informativo disponibile sul sito PIANOLIBERO GUZZO VENICIO LEGNAGO - Via Matteotti, 75 - Tel. e Fax VENDITA S. VITO DI LEGNAGO - casa e magazzino con terreno; LEGNAGO VANGADIZZA - casa con terreno agricolo e rustici di pertinenza; LEGNAGO - TERRANEGRA - Appartamento in quadrifamiliare con doppio garage e taverna; LEGNAGO CENTRO - vendita garage di nuova costruzione a partire da ; LEGNAGO CENTRO - Ampio appartamento con garage; VILLABARTOLOMEA - Ampio fabbricato con notevole cubatura a varie destinazioni d uso. LEGNAGO - Rustico con mq di terreno, ottimo prezzo.

2 2 Anno XXXVI - n Novembre 2014 AL CASTELLO BEVILACQUA I VINCITORI DELLA XX EDIZIONE DEL PREMIO IL BASSO ADIGE (segue da pag. 1) La manifestazione ha registrato anche per quest anno il tutto esaurito con una Sala gremita di persone e personalità accolte dal presidente de Il Basso Adige Gianni Galetto e dal segretario Giuseppe Mutti che hanno curato e coordinato l intera manifestazione. A festeggiare i vincitori c erano il sindaco di Legnago Clara Scapin, il primo cittadino di Bevilacqua Valentino Girlanda, il neo presidente della Provincia Antonio Pastorello, il neo presidente di Crediveneto Piergiorgio Agostini, molte autorità militari, civili e religiose. Ad intrattenere musicalmente i presenti il maestro Angelo Gallocchio all Hang, definito lo strumento del terzo millennio. A portare il saluto dei presenti e dell associazione Il Basso Adige il suo presidente Gianni Galetto che ha rimarcato sia l importanza del premio, sia l alta presenza di eccellenze sul territorio segno di un Basso Veronese vivo, partecipe ma soprattutto qualificato e di assoluta eccellenza. A vincere l edizione del 2014 sono state tre real- Foto Alberto Vangelista tà significative nel panorama economico del territorio: LUCIANA Luciana Breviglieri riceve il premio dal sindaco di Nogara Luciano Mirandola. BREVIGLIERI, della Breviglieri Spa, Per aver continuato, da quel lontano 1949, a realizzare con entusiasmo, impegno e caparbietà, prodotti sempre innovativi per il mondo agricolo progettando attrezzature di nuova concezione e contribuendo ad agevolare il passaggio dall agricoltura Foto Alberto Vangelista Angelo Gallocchio all Hang. Foto Alberto Vangelista tradizionale a quella meccanizzata; un azienda, la Breviglieri spa, oggi presente in tutto il mondo e proiettata verso nuove soluzioni Foto Alberto Vangelista produttive che fanno della cultura d impresa il marchio di qualità di ogni processo innovativo. ROBERTO DELLA VALLE della Stone Italiana Per la modernità e l innovazione che da sempre ha caratterizzato il lavoro della ditta Stone Italiana che le ha permesso di realizzare prodotti e servizi altamente professionali e che ne fa una tra le migliori aziende al mondo, all avanguardia nella produzione di quarzo e marmo ricomposto. Un impegno che non ha mai comunque dimenticato la solidarietà e la vicinanza anche verso le persone più svantaggiate. SILVANO PEDROLLO della Pedrollo spa Per aver fatto del pensiero che l acqua non sia una comune merce da cui trarre profitto, ma una risorsa speciale che va garantita a tutti, una filosofia di vita che ha permesso alla Pedrollo spa, di essere presente in 160 Paesi nel mondo a testimoniare la qualità e l affidabilità della capacità imprenditoriale italiana. Convinto che l acqua sia la vera ricchezza dell umanità, ha dato con le proprie apparecchiature, una nuova speranza di vita anche alle popolazioni più povere conscio della responsabilità sociale che questo lavoro comporta. Premio speciale, invece, è stato conferito al prefetto Il presidente Gianni Galetto con Silvano Pedrollo che riceve il premio dal figlio Giulio, presidente Confindustria Verona. Perla Stancari riceve il premio da Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio. Roberto Della Valle riceve il premio dal presidente della Provincia di Verona Antonio Pastorello. Foto Alberto Vangelista Foto Alberto Vangelista Foto Alberto Vangelista di Verona PERLA STANCARI, Prefetto di Verona dal 2009, è sempre riuscita a gestire con grande professionalità e profonda umanità le situazioni più difficili ed i momenti di maggior criticità della nostra terra. Massimo rappresentante dello Stato nella provincia di Verona, non ha mai dimenticato la propria missione dialogando sia con le istituzioni, tanto da ricevere le chiavi delle città di Soave e Monteforte d Alpone in occasione di una tremenda calamità naturale, sia rivolgendo la propria attenzione verso i cittadini anche quelli più sfortunati, divenendo in questo modo un costruttore di ponti nella realtà territoriale. Anche questa X X m a edizione Foto di gruppo dei premiati. è stata per noi una grande soddisfazione ha dichiarato il presidente de Il Basso Adige Gianni Galetto - ancora una volta la commissione ha lavorato bene ed il nostro grazie va ai suoi membri. Le candidature giunte alla segreteria organizzativa del premio erano molte e tutte qualificate e questo conferma ancora una volta l alta qualità del premio che testimonia le numerose eccellenza che vivono ed operano qui da noi e che vanno ad aggiungersi ai prestigiosi premiati delle edizioni precedenti. Ad oltre 30 anni dalla sua istituzione in quel ormai lontano 1981, il premio oggi non è mai cambiato ed ogni anno l entusiasmo e la gioia di vedere nuovi premiati fa accorrere alla cerimonia molte persone. Soddisfazione anche per il segretario dell associazione Giuseppe Mutti Il nostro grazie va al direttivo, alla commissione e, soprattutto agli sponsor - ha precisato Mutti - ed un grazie anche a Crediveneto che da sempre crede in questa manifestazione. E un piacevole ritrovarci tra le mura di questo importante maniero che è il castello Bevilacqua ed il nostro grazie più riconoscente va ai proprietari Roberto Iseppi e Miresi Cerato che ci permettono di organizzare questo premio per valorizzare e promuovere questa nostra terra. Foto Alberto Vangelista PARI OPPORTUNITÀ AL XX PREMIO IL BASSO ADIGE (segue da pag. 1) Con queste parole ha messo a nudo il sentimento filiale che riguarda tutti e, quindi, emoziona. Commozione per il grande padre, ma anche per tanti genitori e figli presenti in sala. Gli interventi musicali di Angelo Gallocchio all hang hanno scandito l emozionante fluire della cerimonia. Come in ogni edizione, ai segnalati è stata donata una scultura realizzata dall artista veronese Felice Naalin che rappresenta un mulino galleggiante sull Adige, simbolo di laboriosità e ingegno. Perla Stancari, premiata speciale, ha ricevuto una scultura a forma di Torrione dello stesso autore. I numerosi presenti hanno applaudito lungamente le scelte della giuria ed hanno avuto l occasione di riflettere sulla possibilità di promuovere il territorio in accordo con la promozione dell azienda. Acqua, terra, pietra, arte e musica sono gli elementi vitali che hanno nutrito l appuntamento, curato in ogni minimo dettaglio dagli instancabili organizzatori che ogni anno intrecciano i fili della riuscitissima cerimonia. Tutti e quattro i premiati hanno testimoniato le straordinarie potenzialità umane che possono raggiungere vertici meritevoli di elogio e degni di emulazione quando capacità, disponibilità, impegno e creatività si sincronizzano e si mettono in moto senza risparmio. - Cosa si può fare di più? - è la domanda che ha determinato il successo di queste persone e che continua a farle volare in alto. E questo potrebbe essere il messaggio da custodire nella nostra mente e nel nostro animo fino al prossimo appuntamento. SINCRONIA PERFETTA TECNOLOGIA INNOVAZIONE ESPERIENZA

3 Anno XXXVI - n Novembre DECRESCITA FELICE? Sì, PURCHé DURI TRE SECOLI... Quando nel 1499 arrivò in Laguna la notizia che le navi di Vasco de Gama erano rientrate a Lisbona con le stive cariche di spezie, mentre ad Alessandria d Egitto i mercanti veneziani non avevano trovato un solo granello di pepe, la Serenissima fu presa dal panico: era il suo commercio principale, quello delle spezie appunto, ad essere andato in fumo, e con esso i traffici con i tedeschi, la ricchezza di centinaia di famiglie e della stessa Repubblica. I veneziani di allora, però, erano gente tenace, e non si dettero per vinti: il Senato progettò niente meno che lo scavo del canale di Suez, si cercò di rendere difficile la vita ai portoghesi armando e finanziando qualche staterello arabo, ma non c era niente da fare: quel lucroso traffico pareva morto per sempre. In realtà, come si vide poi, i traffici con l Oriente sarebbero continuati: tanto per dire, ad Aleppo, in Siria, nell anno 1603 il volume d affari dei commerci veneziani era valutato a ben un milione e mezzo di ducati d oro, ma i tempi d oro era comunque chiaro che non dovevano mai più tornare. Mi è venuto in mente questo paragone ascoltando in una trasmissione televisiva l ex ministro Giulio Tremonti, che smentiva amaramente chi ancora crede che anche questa crisi prima o poi finirà. Certo, le cose si rincammineranno, perché, come diceva il Manzoni nei Promessi Sposi, alla fine bisogna che si rincamminino, ma per noi i begli anni in cui si esportava facilmente in tutto il globo mentre i nostri mercati erano ermeticamente chiusi alla competizione con paesi ancora in via di sviluppo ovvero troppo arretrati per avere la forza di farci seriamente concorrenza, non li rivedremo più, e prima ci rassegneremo a questa realtà, meglio sarà. Tornando ai nostri veneziani, come se la cavarono, loro, di fronte alla minaccia di una crisi? In primo luogo, fecero quello che di solito fanno le persone coraggiose che subiscono una perdita irreparabile: la conta di cos è ancora rimasto. E nel caso della Serenissima, non era poco. Intanto, un buon sistema di governo, elastico ed efficiente, una giustizia rapida e a buon mercato, una classe dirigente capace e interessata al benessere comune, disposta anche ad assumersi dei doveri e sobbarcarsi dei sacrifici. Gente che si scannava per una carica da Procuratore di San Marco, ma mai avrebbe complottato con lo straniero per sgambettare un avversario politico. Quindi, una sufficiente osmosi fra classi dirigenti e popolo, unita a un sistema di welfare affidato a confraternite e associazioni di categoria che garantiva la pace sociale. Tutti elementi, questi, che da sempre attirano capitali e investitori. Venezia aprì dunque le braccia a chiunque, di qualunque parte del mondo, avesse qualcosa di utile da proporre e non costituisse una minaccia per la sicurezza dello Stato. Per restare all esempio manzoniano, parlando di Renzo Tramaglino, dice che il lavoro andava di giorno in giorno scemando; ma l emigrazione continua de lavoranti, attirati negli stati vicini da promesse, da privilegi e da grosse paghe, faceva sì che non ne mancasse ancora a quelli che rimanevano in paese. E come i filatori di seta milanesi, erano accolti ebrei e tedeschi, armeni e slavi, turchi e persiani, gente di ogni religione e lingua. Anche perché i veneziani erano abituati ad avere buone relazioni con tutti, pur essendo disposti a battersi con determinazione quando venivano messi con le spalle al muro. E poi, si cercarono nuovi mercati, si osservarono con attenzione le potenze emergenti, si sperimentarono nuove produzioni. Ma la Repubblica possedeva anche un territorio, costituito dalla Terraferma e dai domini da mar, vasto e non ancora sfruttato a dovere, su cui investire in edilizia, cura e valorizzazione delle campagne, imponenti lavori per arginare i fiumi, bonifica delle paludi; e ancora l equilibrio lagunare da tutelare deviando i fiumi e proteggendo Venezia con poderose barriere di pietra d Istria, i famosi murazzi. E poi l artigianato, dai vetri di Murano alle stoffe preziose, alla cantieristica; l arte e la cultura, l Università di Padova, l editoria, e ancora il turismo, soprattutto in occasione del carnevale. E così, Venezia poté non solo sopravvivere, ma prosperare e donare all umanità infiniti capolavori, creare una nazione in terraferma, diffondere la sua lingua, la cultura; vivere, insomma, e vivere bene per altri tre secoli, alla faccia della decadenza. La domanda a questo punto potrebbe essere: non ha niente da insegnare quell esperienza alla nostra Italia? Posto che certi tipi di produzione non hanno più senso qui da noi perché i costi non sono più competitivi, l unica possibilità che ci rimane è marciare sempre un metro avanti agli altri, essere come la famosa tartaruga del paradosso di Zenone, che nessuna lepre potrà mai raggiungere, perché nel frattempo il furbo animaletto è avanzato di un altro passettino. Oppure come i videogiochi in cui, ogni volta che hai ammazzato un mostro, ne compare uno di più grosso e veloce che devi abbattere. In fondo, da cosa nasce una civiltà, se non da una sfida? Lo diceva il grande storico Arnold Toynbee, ma ci potremmo arrivare anche con la nostra testa, pensando che chi deve solo staccare noci di cocco dall albero per mangiare non ha nessuno stimolo a costruire barche, a navigare, a commerciare: i grandi mercanti del passato, provenivano da terre povere: fenici, greci, normanni, olandesi. E cosa c era di più povero della laguna veneta? Eppure erano stati capaci di farvi nascere quello splendido fiore che è Venezia. Ci pensavo domenica 19 ottobre, in occasione della consegna dei premi Basso Adige : ci sono qui da noi aziende che ancora riescono a lavorare e ad assumere proprio perché, anziché rimpiangere i bei tempi passati, cercano di sollevarsi sulle punte dei piedi e guardare lontano, verso l orizzonte; e se vogliamo, lo stesso luogo dove ci trovavamo, il castello di Bevilacqua, è un esempio di come si possa proficuamente investire anche nella bellezza, ossia l unica materia prima che in Italia abbonda. Insomma se la decadenza dovesse durare tre secoli e produrre quello che ha prodotto a Venezia e nei suoi domini, sarebbe quasi da metterci la firma. Alberto Costantini CINEMA SALUS Sala cinematografica completamente rinnovata con nuovo proiettore digitale Sony 4K e nuovo impianto audio Dolby CINEFOURM GIOVEDI' ore 21 VENERDI' ore e RASSEGNA DEL WEEKEND SABATO DOMENICA - LUNEDI NOVEMBRE NOVEMBRE FONDATO NEL 1979 Direttore responsabile: ROBERTO TIRAPELLE Direttore editoriale: GIANNI GALETTO Autor. 462 del Tribunale di Verona. Sede in Legnago (VR) - Corso della Vittoria, 36 Pubblicità tel Foto di Paolo Pravadelli. Grafica, impaginazione e stampa: Grafiche Stella s.r.l. - Legnago (VR) Il Basso Adige è portavoce dell Associazione Culturale Il Basso Adige, fondata con atto notarile 6812 del , reg. a Legnago il il cui Consiglio Direttivo è così composto: Presidente: Gianni Galetto Presidente Onorario: Alessandro Belluzzo Vice Presidente: Francesco Occhi Segretario: Giuseppe Mutti Consiglieri: Armandino Bocchi Renzo Peloso

4 4 Anno XXXVI - n Novembre 2014 PARAFARMACIA Dott.ssa Caterina Girardello Piazza Garibaldi - Angolo Via G. Matteotti - Legnago - Tel ERBORISTERIA OMEOPATIA SANITARIA DERMOCOSMESI Il Natale è alle porte e anche quest anno si rinnova l appuntamento con la Magia delle Feste, ma inizia anche lo stress da regali perché tra un po si dovrà pensare: Quest anno cosa regalo?, A chi posso fare un piccolo pensiero e risparmiare?, Cosa potrebbe esserci di utile e gradito senza cadere sul banale?... A tutte queste cose abbiamo già pensato noi e abbiamo selezionato una serie di articoli di alta qualità che vi permetteranno di fare BELLA FIGURA, ma allo stesso tempo siamo state attente alla spesa. Vi consigliamo di pensare per tempo ai vostri acquisti natalizi evitando l inutile stress delle compere last minute... e ricordatevi che, mai come in questo caso, la fretta è cattiva consigliera!!! Non appena sono state annunciate qualche settimana fa le linee guida del DEF, il Documento di Economia e Finanza del 2015, che prevede tra le altre misure un taglio consistente dei trasferimenti agli Enti locali, Regioni Province e Comuni, si è levato un coro unanime di disapprovazione da parte di governatori, sindaci e amministratori vari. Si è detto che se il provvedimento non cambia verranno messi seriamente a rischio la quantità e la qualità dei servizi erogati ai cittadini, che sarà necessario aumentare le imposte locali, che le prestazioni sanitarie subiranno inevitabili ridimensionamenti, che gli asili nido costeranno più cari, che i previsti interventi per la tutela dell ambiente e del territorio non si potranno attuare. Sono passati solo pochi giorni e la Corte dei Conti, che da quest anno ha il compito di verificare e certificare i bilanci delle Regioni in forza di una Legge del governo Monti del 2012, ha tolto il velo su questo mare di ipocrisia mettendo in luce una impressionante mole di artifici contabili, di trucchi, omissioni, poste discutibili o fasulle che non di rado configurano vere e proprie falsificazioni. Si salvano in pochi, forse nessuno, e al di là della gravità delle diverse fattispecie il quadro che emerge è quello di un federalismo straccione, arruffone, clientelare, auto-referenziale e dissipatore delle risorse pubbliche. Partiamo da due dati di fatto che forse non tutti conoscono: ogni ASPETTANDO NATALE!!! Oltre ai classici prodotti per la cura del corpo puoi trovare anche delle originali infusiere con tisane che riscalderanno le feste con i tuoi cari. Ti aspetta inoltre un elegante diffusore di essenze per creare intorno a voi una piacevole e rilassante atmosfera che vi permetterà di lasciare alle spalle stress e tensioni accumulate durante la giornata. Per non parlare poi di tanti articoli elettromedicali di prima scelta quali: misuratori di pressione, aerosol, termometri digitali e tanto altro ancora... e poi simpatici cuscini termici con imbottitura naturale privi di controindicazione, durevoli nel tempo e di facile utilizzo. Se vuoi provare una sensazione nuova sulla pelle c è anche un nuovo modo di lavarsi con il sapone marino aromatizzato che ti lascerà una Da sinistra: Dott.ssa Ferrante Marzia, Dott.ssa Girardello Caterina, Dott.ssa Tedesco Chiara. Le Dott.sse della Parafarmacia Girardello vi aspettano per qualsiasi dubbio o chiarimento. IL LAMENTO DEL FALSARIO pelle pulita, morbida e profumata. Non abbiamo trascurato neanche i bambini dai più piccini ai più grandicelli perché anche per loro potrai trovare qualcosa di utile e allo stesso tempo divertente e simpatico. A volte si dice.. basta il pensiero! e noi abbiamo anche quello!!! Tanti pensierini di sicuro effetto, spesa contenuta, senza tralasciare l utilità. Nell augurarvi buone feste vi invitiamo a farci visita e nel ringraziarvi per averci scelto, riceverete un utile omaggio!!! Regione redige il bilancio sulla base di regole sue proprie, spesso differenti le une dalle altre e finora non era previsto alcun controllo di metodo e di merito da parte di organismi esterni. Lascio immaginare ai lettori cosa sarebbe potuto emergere se le verifiche fossero state estese agli anni precedenti, ma ahimé questa operazione verità non sarà mai attuata. Alcuni esempi chiariscono in termini esaustivi la questione, che va ben oltre l esercito dei forestali assunti dalla Sicilia in numero di gran lunga superiore a Regioni montane come il Trentino Alto Adige o il Piemonte, o la reiterata copertura delle perdite di società controllate o partecipate senza alcuna prospettiva futura e contro qualsiasi logica di efficienza e compatibilità economiche. Tralasciamo anche il malaffare diffuso dei rimborsi a piè di lista di qualsiasi spesa personale dei consiglieri di ogni parte politica e il costo degli appalti gonfiato per foraggiare esponenti dei vari partiti, noti e meno noti. Dalla lettura dei rilievi della Corte dei Conti apprendiamo che in molte Regioni è prassi dirottare i finanziamenti miliardari provenienti dal Tesoro su voci differenti rispetto ai debiti per i quali erano stati richiesti, che negli attivi risultano postati crediti milionari notoriamente inesigibili, che vengono contabilizzate operazioni su immobili o derivati somiglianti a partite di giro quantomeno sospette, che è consuetudine elargire ricchi bonus ad amministratori di ASL o società controllate sulla base di criteri di merito o di raggiungimento di obiettivi risibili, che a dispetto delle continue lamentele sulla scarsità delle risorse disponibili si registrano crescite esponenziali di personale dirigente a prescindere da ogni reale necessità dei ruoli. In alcuni casi la certificazione della Corte dei Conti viene negata sull intera struttura del bilancio, tali e tante sono le incongruenze da essa rilevate; vi sono alcune Regioni che non si sono neanche dotate degli strumenti per conoscere le loro effettive disponibilità di cassa e quindi operano nell impossibilità di accertare il rispetto dei vincoli tra entrate e uscite. Non è azzardato affermare che alcune di esse versino o si avvicinino ad una condizione oggettiva di default e che quasi ovunque vengano sistematicamente violate non soltanto le regole comunitarie e le leggi del nostro Parlamento, ma anche i più elementari principi contabili. Parafrasando Shakespeare, verrebbe da dire che c è del marcio nel nostro modello di federalismo; in realtà siamo di fronte ad un intreccio di malaffare, incompetenza, approssimazione, irresponsabilità. Il rispetto della res publica e la sua gestione con l avvedutezza del pater familias sono concetti estranei alla gran parte dei nostri amministratori locali e non saranno gli irosi lai di queste settimane a riqualificarne le pallide figure. Andrea Panziera

5 Anno XXXVI - n Novembre ANCHE GLI ADOLESCENTI NELLA RETE DELLE SLOT Un gratta e vinci preso per gioco o per portarsi a casa qualche euro. Una giocata con gli amici al bingo o al superenalotto. E poi, magari, il salto nel mondo del videopoker e delle slot machine. Secondo l indagine Swg condotta per l Autorità garante per l infanzia e l adolescenza, il 44 per cento dei ragazzi italiani ha provato un gioco d azzardo, mentre l 8 per cento punta soldi regolarmente. E sebbene il gratta e vinci sia il più praticato, le scommesse sportive rappresentano l azzardo più popolare tra gli adolescenti che si contagiano con il classico passaparola. La maggioranza di essi gioca con frequenza al massimo mensile e con modalità che non lasciano intravedere sintomi di dipendenza. Cioè, lo fa in compagnia, per divertirsi, per sentirsi grande e condividere l emozione con gli amici, ma senza avvertirne il bisogno. Il bacino di giocatori risulta però potenzialmente più ampio se si considera che sette adolescenti su dieci conoscono le regole di almeno un gioco, tre su quattro hanno a portata di mano un luogo dove poter giocare denaro e solo il 16 per cento non trova nulla di interessante nelle puntate. Per questo motivo, nel luglio scorso, la Commissione europea ha adottato una Raccomandazione sul gioco d azzardo on line che incoraggia gli Stati a realizzare un livello elevato di protezione per i consumatori con particolare attenzione per i minorenni. Ai governi, in pratica, viene chiesto di garantire che gli adolescenti non abbiano accesso all azzardo su Internet e di ridurre le occasioni di contatto che avvengono con la pubblicità. Bisogna poi considerare il comportamento delle famiglie di fronte a questo fenomeno. L atteggiamento ambivalente dei genitori è inquietante: percepiscono più o meno chiaramente che il gioco d azzardo potrebbe essere un problema, ma sembra quasi qualcosa che non li riguardi. Secondo il presidente della società italiana medici pediatri (Simpe) e dell Osservatorio nazionale sulla salute dell infanzia e dell adolescenza (Paidoss) bisogna togliere fascino a questi passatempi, perchè un bimbo che si gioca la paghetta alla sala giochi diventerà, molto probabilmente, un adulto che butterà lo stipendio in qualche sala scommesse. A leggere i dati dell Osservatorio, un adulto su tre afferma di non ricordare o non sapere se i propri figli giochino. Insomma, l azzardo preoccupa, ma le famiglie sembrano all oscuro delle abitudini dei figli. Il 90 per cento del campione (costituito da mille genitori di bambini e adolescenti) non conosce nemmeno il termine ludopatia. Nella latitanza delle famiglie, chi casca nella rete può essere aiutato da centri di cura specializzati. Perchè la ludopatia, la dipendenza dal gioco, è una malattia a tutti gli effetti e può essere paragonata alla tossicodipendenza. Infatti i rimedi per limitarne gli effetti sono gli stessi utilizzati per liberare i giovani dall uso di stupefacenti: le comunità terapeutiche. A Reggio Emilia è sorta la prima struttura residenziale pubblica dedicata al recupero dei giocatori con tendenze patologiche e compulsive. Inoltre anche i Sert, che un tempo accoglievano soltanto tossicodipendenti, da qualche anno accolgono anche i malati d azzardo. E difficile curare la dipendenza dal gioco, ancor di più che curare quella dalla droga o dall alcol. Un tossicodipendente o un alcolista si convincono prima della loro condizione di sudditanza verso le sostanze che assumono. Il giocatore, invece, pensa di poter smettere, grazie alla sola forza di volontà, ma questo non accade mai. Esistono anche trattamenti farmacologici ma sono sperimentali. Nelle comunità terapeutiche si preferisce un approccio morbido con il dipendente da gioco, cercando di tessere una rete di protezione e correzione fatta di parenti, amici e colleghi. Quando è pronto serve poi una terapia psicologica alla quale viene associata la creazione di nuove passioni che possano distogliere il paziente dal richiamo del gioco. E, come sempre, è meglio prevenire che curare: così la pensano alcuni comuni no slot, con Milano in prima fila che ha vietato l apertura di sale scommesse a meno di cinquanta metri da scuole, luoghi di culto, di aggregazione giovanile e impianti sportivi. Di contro però i sindaci che emettono ordinanze di questo tipo devono vedersela con i tribunali amministrativi che, quasi sempre, danno ragione ai concessionari e torto agli amministratori in nome del libero mercato. Infine anche molti gestori di bar tendono a togliere dai loro locali le macchinette infernali rinunciando a una fetta cospicua d incassi. A Pavia è partita un iniziativa che potrebbe far scuola nel resto del Paese: sotto l insegna Esercizio Etico si stanno radunando tutti quei bar ed esercizi commerciali che non somministrano alcolici ai minorenni e che hanno detto no alle slot machine. Occorre tener presente,però, che il problema si sta spostando dal contesto reale a quello virtuale del Web. E agire sui siti che promuovono il gioco d azzardo non è facile. Insomma siamo di fronte ad un dramma sociale che danneggia la salute delle persone, specie le più fragili che va arginato su più fronti e con l ausilio di molteplici soggetti. Mariapia De Carli Se volete esprimere il vostro parere su questo o altri argomenti trattati in precedenza mandatemi una mail a: BIBLIO FILIA - ALLA SCOPERTA DEI LIBRI di Sergio Bissoli - Parte 42 I GRANDI SCRITTORI ITALIANI DIMENTICATI GUERRIERO VITTORIO (Genova 1898). Tratto da: I GIOCATTOLI OSSIGENATI (Racconti. Editore Michele di Terlizzi Genova 1922). Non esiste nulla di più detestabile e antiestetico della bellezza completa. La bella donna assoluta, quella che trionfa nella policromia delle illustrazioni e nei manuali della storia dell arte, non è la donna più desiderabile da un uomo di buon gusto. La vera bellezza non deve essere un numero esatto, ma un numero approssimativo; non deve essere un colore unico e acceso, ma sfumatura, mezzatinta, quarto di tono. Osservate tutto quello che nella vita è ottimo e vedrete che esso è sempre qualcosa di meno della perfezione e non è la perfezione con la sua agghiacciate compattezza. Pensate all ideale e alla sua stessa mutabilità e vedrete che anche esso risponde a un concetto relativo. Osservate come l ideale è mutevole col variare degli anni: a nove anni l ideale può essere un soldatino di piombo; a quindici le intimità della cameriera; a venti la gloria; a trenta la ricchezza; a quaranta dei figli all università; a cinquanta anni l ideale può essere anche quello di poter orinare una volta al giorno senza catetere. L ideale vero, poi, non è mai l ideale in sè e per sè, ma l ideale meno qualcosa; non l ideale vestito a gran festa con cappello a cilindro e frack nero, ma l ideale più modestamente vestito in pigiama. Un piccolo pigiama dal colore non troppo violento. Osservate un momento i diversi quadri di questa imbecille festa che è la vita e vedrete. La gloria stessa per essere squisita deve essere a scartamento ridotto, ad approssimazione, in pigiama anche lei. Guardate invece le grandi glorie e ne vedrete subito tutta la infinita meschinità. La gloria tipo Dante Alighieri, per esempio, non è certo la più piacevole: essere ammirato da tutti, anche da quelli che non lo hanno mai letto e non lo leggeranno mai; subire un oceano di conferenze sulla sua opera; sopportare quella terribile e atroce ingiuria che è il plauso unanime e incondizionato della critica; non poter reagire di fronte a quelle diffamazioni eleganti che sono le traduzioni in lingua straniera; essere citato a sproposito dai ragionieri; finire colla propria effige sui francobolli commemorativi e sulle targhette delle acque purgative; e tutto questo per aver ottenuto dalla vita il dono della gloria suprema. Io non vorrei essere celebre come lui, se fossi un poeta; vorrei essere ignorato dal plotone degli imbecilli e adorato umilmente da pochi. Così nella mia arte; io cercherò di non fare mai il quadro troppo celebre per non finire nell orrore delle riproduzioni litografiche appese in tutte le camere ammobiliate che si affittano a mese, a notte o a quarti d ora. Io amo una gloria meno chiassosa, meno operettistica, più religiosamente limitata. Lo stesso succede per la bellezza di una donna; l eccesso è dannoso. Voi, gentile amica, realizzate dinanzi ai miei occhi questo tipo di bellezza in sottordine, che è poi la vera e la migliore bellezza; voi siete per me l ideale in pigiama, che è poi il vero ideale. Mi avete compreso?

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