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1 Riportiamo il comunicato diramato dalla Segreteria UNISIN in occasione della ricorrenza dell 8 marzo. A TUTTE LE ISCRITTE Il ruolo fondamentale che le donne rivestono nella famiglia, nel mondo del lavoro e dell imprenditoria, nei vari campi del sapere, ecc., costituisce uno dei più alti valori e una insostituibile ricchezza per la nostra società. Società che, peraltro, non riconosce ancora alle donne l effettiva parità e, complice la crisi economica, non riesce a dare risposte alle tante, giuste, istanze che il mondo femminile pone per poter meglio conciliare il lavoro con la vita privata e veder riconosciuto anche uno sviluppo professionale e di carriera. L 8 marzo rappresenta, un giorno speciale, un giorno in cui l attenzione si focalizza interamente sull altra metà del cielo e le tante voci, in modo forte, deciso, trovano luoghi di confronto e di ascolto amplificati per ricordare il quotidiano lavoro in favore della parità di genere, delle pari opportunità, del work life balance, della tutela della genitorialità, della tutela delle persone anziane e/o diversamente abili, delle persone in condizione di disagio. E sulle donne, infatti, che ricade quasi esclusivamente il lavoro di cura. Sono le donne a sostituirsi ad un welfare sottodimensionato alle esigenze della società moderna e in fase di rapida erosione, complici le politiche di rigore e di spending review che assottigliano via via i servizi essenziali e quelli di cura. Sono ancora le donne a costituire una vera e propria ancora di salvezza per le famiglie e un vero e proprio collante per l intera società senza che questa funzione sociale venga realmente riconosciuta. La Commissione Europea ha evidenziato, in occasione della Giornata per la parità retributiva, celebrata l'ultimo giorno di febbraio, 59 giorno dell anno, che sono proprio 59 i giorni che una donna dovrebbe lavorare in più per guadagnare quanto un uomo. E le cifre sul divario, rese note dalla Commissione, parlano chiaro: a parità di lavoro, il divario retributivo di genere, cioè la differenza media tra la retribuzione oraria di uomini e donne nell Unione Europea, è ancora del 16,2%. Sono sempre le donne ad essere principalmente coinvolte nella gestione dei budget familiari, impegnate quotidianamente in un estenuante e altrettanto difficile quadratura del cerchio. Sono, purtroppo, ancora una volta le donne ad essere le più penalizzate dalle sempre più frequenti rimodulazioni degli orari di lavoro che anche nel settore bancario hanno trovato ormai applicazione con l apertura prolungata. In questo clima complessivo, non certo positivo, le politiche di genere e di pari opportunità rischiano di essere, anzi, purtroppo, sono, necessariamente sacrificate in favore del mantenimento di altre tutele e altri diritti, anche ormai questi soggetti a incessante erosione. Nel nostro settore, interessato da continui cambiamenti organizzativi, ristrutturazioni, accorpamenti che hanno inciso ed incidono in maniera sostanziale sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori, è iniziato il 3 marzo u.s. il percorso per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Dalle prime dichiarazioni di controparte la strada sembra essere disseminata di ostacoli e la trattativa non si presenta facile. Unità Sindacale Falcri Silcea è, come sempre, attenta alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori e la Commissione contrattuale, al lavoro per predisporre la piattaforma di rinnovo, non mancherà, nella stesura definitiva, di far proprie e portare avanti le principali istanze in tema di pari opportunità, tutela della maternità e della paternità, part time, impatto dell orario esteso sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, tutela delle persone diversamente abili, valorizzazione delle risorse umane, welfare aziendale. Per l 8 marzo, come consuetudine della nostra Organizzazione, abbiamo inviato alle Iscritte il calendario e l utile calendarietto che ci accompagneranno fino all 8 marzo 2015, predisposti per l occasione dall artista Alex Preti. Unità Sindacale Falcri Silcea proseguirà, con lo stesso impegno finora dimostrato, la sua continua azione di monitoraggio e presidio delle tematiche e delle problematiche legate alla tutela dei diritti, alla crescita professionale e personale delle Donne in genere e delle proprie Iscritte nello specifico, per contribuire in maniera sempre più fattiva al raggiungimento di reali pari opportunità. Buon 8 marzo a tutte le Donne! LA SEGRETERIA NAZIONALE UNISIN DONNE & PARI OPPORTUNITA A cura del Comitatto Tecnico APRILE Pagina 1

2 IL PUNTO DI NON RITORNO ( Roma 6 marzo 2014) Ogni rinnovo del Contratto Nazionale è stato preceduto da tutta una serie di considerazioni (per parte datoriale) atte a sostenere che i bancari erano e sono lavoratori ancora privilegiati rispetto alla media, prendendo come riferimento il presunto alto costo del personale sostenuto dalle Aziende. Ad ogni rinnovo contrattuale vengono scientemente trascurate le considerazioni rispetto alla notevole incidenza del cuneo fiscale o di alcuni fattori, del tutto slegati alla dinamica salariale normalizzata. Ci riferiamo alle cosiddette voci non tipiche o contrattualizzate, ai compensi al management e top management, alle politiche di incentivazione. Questi fattori sono sistematicamente abortiti dal ragionamento dei banchieri, specialmente in fase di rinnovo, poiché potevano e potrebbero, compromettere il risultato finale che gli stessi vogliono ottenere: tagliare ancora sui salari, destrutturare il Contratto Nazionale e ricorrere sempre più spesso alla esternalizzazione di lavoratori oltre che congelare facendole perdere di efficacia la contrattazione di secondo livello. Si è al cosiddetto punto di non ritorno. Dal 2008, ovvero, dallo scoppio della crisi generata proprio dalle Banche (con il doveroso distinguo rispetto al nostro sistema bancario, puntualizzazione che facciamo poiché Unisin affronta ogni tema con l indispensabile onestà intellettuale) a questi presunti insostenibili e non concorrenziali costi del personale è stato sommato sempre da parte datoriale un quadro di riferimento macro economico evidentemente non edificante che ha indotto le Banche ad evidenziare, con rinnovato vigore, la presunta insostenibilità dei costi del personale rispetto alle dinamiche recessive. Ma a chi spettava, e spetta, l onere di applicare i necessari correttivi al modello di Banca attuale al fine di soddisfare le mutate esigenze della clientela, dando sostegno ad un economia stagnante dove si registra la continua chiusura di migliaia di piccole e medie imprese e, nel contempo, utilizzare al meglio le professionalità presenti in categoria? Dal precedente rinnovo contrattuale Unisin sta aspettando di vedere le proposte aziendali in tal senso mentre, da ogni parte, le Banche sono aspramente criticate per i devastanti effetti del credit crunch sull economia nazionale. Unisin ha da sempre, ovvero dalle sue origini, sostenuto la necessità di una profonda revisione del ruolo delle Banche rispetto all improcrastinabile rilancio dell economia nel nostro Paese. Unisin ha sempre sostenuto la necessità di una revisione del quadro regolamentare allo scopo di non vincolare l erogazione del credito alle attività produttive, in una fase come quella attuale, in nome di regole stabilite soprattutto a livello continentale che invece ne limitano l utilizzo ma LE RESPONSABILITA RISPETTO AI MANCATI INTERVENTI DELLA CLASSE DIRIGENTE IN MERITO AI CORRETTIVI DA PORRE IN ESSERE SONO INEQUIVOCABILI. Si prenda ad esempio la grave situazione riveniente dall ammontare dei crediti deteriorati. Unisin ritiene che, invece di evidenziare in continuazione le presunte eccedenze di personale in riferimento alla contrazione delle attività di intermediazione bene avrebbero fatto le Banche (con beneficio per i bilanci, per effetto dei minori accantonamenti, e con sollievo per il Paese e per le Aziende stremate che hanno nel sistema bancario l unica fonte di sostegno) a mettere a disposizione della piccole e medie imprese il loro bagaglio di conoscenze e di banca dati. Una consulenza finanziaria dedicata alle piccole e medie imprese che, contrariamente alle grandi Aziende, non dispongono di mezzi e conoscenze finanziarie specifiche per utilizzare al meglio gli strumenti di credito offerti dalle stesse Banche. Siamo certi che ciò non avrebbe reso la vita più agevole a questa tipologia di impresa magari salvando anche migliaia di posti di lavoro? Un modello distributivo e di servizio da rivedere? Bene e chi si può opporre se ciò è funzionale per rilanciare la produttività sia delle Banche che dell economia del Paese in senso esteso? Riqualificare il personale in virtù della razionalizzazione degli sportelli e della multicanalità? Unisin è pronta al confronto ma che confronto ci sia e non sia solo uno schema oramai neanche tanto più originale per scaricare sui lavoratori l incapacità di tradurre fattivamente gli obiettivi e le riorganizzazioni, che languono probabilmente per mancanza di investimenti, da porre in essere. Gli esempi potrebbero continuare ma saranno oggetto del confronto che Unisin avrà con i lavoratori. Unisin non vuole sostituirsi al Management per ciò che concerne la riorganizzazione dei modelli di business ma non prescinde dal suo compito che è quello di salvaguardare ed utilizzare al meglio le potenzialità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Per ciò che le compete assolverà in pieno il suo mandato. LA SEGRETERIA NAZIONALE COMUNICATO STAMPA SALARIO, OCCUPAZIONE E TUTELA DELLE PROFESSIONALITA : PRONTA LA PIATTAFORMA DI UNITA SINDACALE La Segreteria Nazionale di UNISIN ha definito ieri la Piattaforma rivendicativa per il rinnovo del Contratto Nazionale del settore Credito che sarà presentata per l approvazione al Direttivo Nazionale del prossimo 10 aprile per poi essere sottoposta al giudizio dei lavoratori nelle assemblee per il varo definitivo. La Piattaforma trae origine dai principali temi da sempre affrontati da UNISIN: salvaguardia e rafforzamento della Contrattazione Nazionale ed Integrativa; ruolo della Banca e ruolo fondamentale delle lavoratrici e dei lavoratori del Credito in un rinnovato rapporto con la clientela, con le imprese, con i tessuti economici dei territori di riferimento; 1. difesa dell Area Contrattuale ed assoluta opposizione alle inutili esternalizzazioni; 2. rilancio dell occupazione, soprattutto giovanile e lotta alla precarietà; 3. tutela della professionalità del lavoratori bancari attraverso l implementazione della formazione specialistica ed il rilancio dei percorsi professionali e di carriera; 4. salvaguardia del salario e del suo potere di acquisto attraverso una più equa ripartizione della ricchezza. In particolare, sulla parte economica la richiesta prevede il recupero sia del differenziale inflattivo relativo al triennio trascorso che dell inflazione programmata per il prossimo triennio. Inoltre, viene richiesto un incremento dei premi versati dalle Banche per la LTC (Long Term Care: copertura assicurative per il rischio della non autosufficienza) a favore dei propri dipendenti ed un ampliamento della quota obbligatoria a carico del datore di lavoro A cura del Comitatto Tecnico APRILE Pagina 2

3 per la previdenza complementare a vantaggio dei colleghi più giovani e delle fasce di lavoratori più deboli. Viene anche previsto il trasferimento di una quota del salario variabile sulla componente fissa a vantaggio di tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori del settore. Emilio Contrasto, Segretario Generale di UNISIN, esprime la convinzione che la Piattaforma rivendicativa, attraverso dati ed analisi oggettive, da un lato rimanda al mittente le valutazioni di ABI volte a conseguire un contenimento strutturale del costo del lavoro, principalmente in funzione della necessità di coprire le perdite che il sistema sta registrando anche a causa di infelici scelte gestionali del management e, dall altro, salvaguarda l intera categoria, garantendo il mantenimento del potere d acquisto dei salari, rinforzando le tutele normative, preservando le fasce più deboli di lavoratori (giovani e precari) ed evitando il depotenziamento della unicità del contratto, scongiurando anche il rischio di gabbie salariali nelle imprese più deboli. La categoria, prosegue Contrasto, attende risposte forti dal Sindacato dopo la veemente e compatta reazione dei lavoratori che costrinse ABI al ritiro della disdetta unilaterale del Contratto Nazionale. La Piattaforma elaborata da UNISIN intende offrire, quindi, un forte contributo di idee e di azioni alle istanze che i Bancari italiani rivolgono a tutto il movimento sindacale. Roma, 28 marzo 2014 Cassazione: no al licenziamento per insubordinazione se il dipendente è stato illegittimamente trasferito di Licia Albertazzi E' illegittimo il licenziamento intimato al dipendente che si rifiuta di adempiere ai propri doveri a seguito di trasferimento a sua volta illegittimo. Nel caso preso in esame dalla Corte è stato accertato che un dipendente sindacalista era stato trasferito ad altra sede aziendale proprio in concomitanza ad una riunione organizzata per procedere alla sua elezione. Il comportamento dell'azienda è stato qualificato dal giudice del merito come condotta antisindacale e quindi esaminato congiuntamente alla successiva e conseguente insubordinazione del sindacalista. Secondo la Suprema Corte (sentenza n del 12 Marzo 2014), a nulla rileva il comportamento assunto dal dipendente a seguito di tale trasferimento, ritenuto dall'azienda oltraggioso: lo stesso infatti avrebbe proferito accuse verbali nei confronti di alcuni vertici societari. Osserva la Suprema Corte che nel caso in oggetto il giudice del merito ha correttamente proceduto ad una comparazione degli inadempimenti delle parti ("avuto riguardo anche alla loro proporzionalità e rispetto alla funzione economico-sociale del contratto ed alla loro rispettiva incidenza sull'equilibrio sinallagmatico, sulle posizioni delle parti e sugli interessi delle stesse"); e che, a seguito di congrua motivazione - la quale rende tale profilo incensurabile in sede di legittimità - è giunto alle conclusioni sopra esposte, ritenendo altresì opportuno che l'azienda non procedesse al risarcimento del danno derivante dal proprio comportamento illegittimo. "L'illegittimo comportamento del datore di lavoro può giustificare il rifiuto della prestazione lavorativa purchè tale reazione sia connotata da caratteri di positività, risultando proporzionata e conforme a buona fede". Ciascuno dei due ricorsi, il principale proposto dall'azienda e l'incidentale da parte lavoratore licenziato, è rigettato. (Fonte: Cassazione: illegittimo il licenziamento per il lavoratore che trasmette file aziendali al proprio legale La Corte di Cassazione, con sentenza n del 5 marzo 2014, ha affermato che "la trasmissione di atti aziendali ad un difensore e la loro divulgazione sono condotte radicalmente diverse tra di loro" in quanto nel primo caso si radica l'informazione presso un professionista che è tenuto alla riservatezza ed anche, sul piano deontologico, ad informare il cliente sulle conseguenze di una diffusione ulteriore. Nel caso di specie un dipendente, addetto al settore ufficio gare con funzioni di responsabilità, era stato licenziato per aver inviato dal computer dell'ufficio una contenente in allegato oltre 200 files aziendali relativi a commesse ed appalti, La Corte territoriale ha ritenuto che il comportamento di trasmissione di files non può costituire un fatto così grave da essere sanzionato con il licenziamento per due concorrenti ragioni: In primo luogo perché i files non risultano essere stati divulgati ma trasmessi al difensore e quindi destinati a rimanere in un ambito prestabilito di conoscenza limitato ad eventuali attività difensive del lavoratore. In secondo luogo perché la società non aveva offerto alcun elemento per comprendere la natura di tali documenti e quindi per "capire l'importanza dell'inadempimento posto in essere dal lavoratore". La Suprema Corte ha precisato che il giudice d'appello non ha affatto operato un bilanciamento tra diritto alla difesa del lavoratore e diritto alla riservatezza dei documenti aziendali, ma sul mero piano della valutazione della gravità dei fatti si è limitata a considerare le circostanze del caso e cioè che i documenti erano stati trasmessi al solo difensore e che il loro contenuto non era stato in alcun modo ricostruito dalla società, sicché non si poteva pienamente giudicare sull'importanza dell'inadempimento contestato. La motivazione pertanto - affermano i giudici di legittimità - appare congrua e logicamente coerente; le censure invece sollevano questioni di ordine generale che la Corte territoriale non ha affatto sollevato essendosi limitata all'esercizio del compito di apprezzamento dei fatti contestati in sede di procedimenti disciplinari a carico di dipendenti, che è tipica del Giudice di merito, insindacabile come tale, purchè adeguatamente motivata come nel caso in esame, in sede di legittimità. (Fonte: Cassazione: quando lo sciopero assume i connotati della condotta antigiuridica di Licia Albertazzi Diritto allo sciopero e tutela della pubblica incolumità: due interessi costituzionalmente garantiti i quali, nel caso in cui si debba operare un bilanciamento, subirebbero sicuramente restrizioni reciproche. La tutela dell'integrità fisica, quindi della pubblica incolumità, è in linea generale interesse sicuramente prevalente rispetto al primo, poiché facente parte del c.d. "nucleo duro" della Costituzione (diritti fondamentali), nonostante entrambi gli interessi abbiano in parte natura pubblicistica (sentenza n del 19 Marzo 2014). E in effetti quest'ultimo interesse è prevalso nel caso di specie in cui il giudice del lavoro è stato chiamato a pronunciarsi in merito al licenziamento inflitto ai dipendenti coinvolti, dovendo dunque valutare la portata lesiva di una protesta scaturente dalla messa in cassa integrazione a zero ore. Gli stessi infatti, avuta la notizia, hanno inscenato una clamorosa protesta attraverso l'occupazione di un bene aziendale, un carro ponte posto a dieci metri dal suolo, costringendo in tal modo il datore di lavoro a sospendere la produzione dell'intera linea produttiva. A seguito di tale evento i lavoratori erano stati licenziati. Essi avevano impugnato il licenziamento, considerato illegittimo poiché basato sulla libera espressione del loro diritto di sciopero. Il giudice del merito ha ritenuto tuttavia che tale condotta, riconducibile al diritto di manifestazione e sciopero in capo ai lavoratori, sia stata però totalmente sproporzionata, ponendo di fatto in pericolo sia l'incolumità dei lavoratori coinvolti che degli impianti occupati, creando un indebito pericolo per la pubblica incolumità. La condotta antigiuridica è stata correttamente valutata dal giudice d'appello, il quale ne ha fornito compiuta motivazione, e la Suprema Corte ha confermato la circostanza dell'essere venuto meno, a seguito dell'episodio, del rapporto fiduciario che lega datore e dipendenti, legittimando di conseguenza la sanzione del licenziamento. (Fonte: A cura del Comitatto Tecnico APRILE Pagina 3

4 Cassazione: il licenziamento è legittimo quando la valutazione è effettuata sulla base della condotta generale tenuta dal dipendente di Licia Albertazzi In tema di legittimità del licenziamento individuale, gli elementi integranti l'eventuale giusta causa di recesso contrattuale vanno analizzati nel loro contesto generale e non singolarmente. Così, ad esempio, (sentenza n del 19 Marzo 2014), vanno valutati nel loro complesso i precedenti richiami disciplinari, la pericolosità sociale dei comportamenti posti in essere dal dipendente e l'ultimo episodio illegittimo verificatosi a carico dell'interessato: nella specie, la vendita di una stecca di sigarette di contrabbando al collega di lavoro. In questo senso il licenziamento può dirsi legittimo. La contestazione giunta in Cassazione concerne il presunto difetto di motivazione della sentenza del giudice d'appello. Il lavoratore ricorrente lamenta infatti l'errata valutazione degli elementi di fatto operata dal giudice del merito, riscontrabile e sindacabile in sede di legittimità appunto attraverso la figura del difetto, della carenza o dell'illogicità della motivazione. In merito a tale tipo di censura ricorda la Corte come "il controllo di legittimità sulla motivazione delle sentenze riguarda unicamente (...) il profilo della coerenza logico formale delle argomentazioni svolte, in base all'individuazione, che compete esclusivamente al giudice del merito, delle fonti del proprio convincimento, raggiunto attraverso la valutazione delle prove, il controllo della loro attendibilità e concludenza, scegliendo tra di esse quelle ritenute idonee a sostenerlo all'interno di un quadro valutativo complessivo privo di errori, di contraddizioni e di evidenti fratture sul piano logico, nel suo intero tessuto ricostruttivo della vicenda". La Cassazione non può dunque entrare nel merito della questione ma deve limitarsi a questo tipo di controllo, focalizzato più sulla motivazione che sulla ricostruzione dei fatti. La modestia dell'ultimo fatto contestato va quindi esaminato alla luce della condotta complessivamente tenuta dal dipendente; in questo senso non vi sarebbe alcun errore valutativo commesso dal giudice di secondo grado e il ricorso è conseguentemente rigettato. (Fonte: Cassazione: il datore di lavoro può ricorrere a soggetti esterni per controllare la condotta dei propri dipendenti di Licia Albertazzi Nulla impedisce al datore di lavoro di ricorrere a soggetti esterni, diversi da quelli individuati dagli articoli 2 e 3 della legge 300/1970 (Norme sulla tutela della liberta' e dignita' dei lavoratori, della liberta' sindacale e dell'attività sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), non facenti parte dell'organizzazione gerarchica aziendale, per verificare l'effettiva condotta dei dipendenti. Se in primo grado il Tribunale del lavoro accoglieva la domanda dell'ex dipendente, accertando l'illegittimità del licenziamento, tale statuizione veniva cambiata in appello. Secondo il giudice di secondo grado, infatti, non sarebbero state illecite le metodologie di accertamento adottate dal datore di lavoro (il quale, come sopra esposto, era ricorso all'ausilio di soggetti esterni) e, non essendo stato contestato alcunchè relativamente all'accertamento del fatto storico, cioè della violazione disciplinare, tale giudice aveva deciso per la conferma del licenziamento. Avverso questa sentenza il lavoratore ricorre in Cassazione denunciando violazione di legge. E' quindi legittimo (sentenza n del 4 Marzo 2014) il licenziamento irrogato a seguito di accertato illecito utilizzo di un permesso ex art. 33 legge 104/1992 (norma introdotta al fine di tutelare i lavoratori, i quali possono richiedere un determinato numero di permessi mensili per assistere familiari affetti da handicap). Ricorda la Corte come sia legittimo per il datore "il ricorrere alla collaborazione di soggetti (quale, nella specie, un'agenzia investigativa) diversi dalle guardie particolari giurate per la tutela del patrimonio aziendale, né, rispettivamente, di controllare l'adempimento delle prestazioni lavorative e quindi di accertare mancanze specifiche dei dipendenti, ai sensi degli articoli 2086 e 2104 c.c., direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica", purchè gli stessi rientrino nei limiti delle garanzie dei diritti fondamentali del lavoratore, costituzionalmente garantiti (come, ad esempio, il diritto alla libertà e alla dignità personale). Il controllo, in questo senso, può essere anche occulto; il prestatore d'opera è "tenuto ad operare diligentemente per tutto il corso del rapporto di lavoro". (Fonte: «INTESA SANPAOLO NON PENSA A UNA BAD BANK PIÙ PRESTITI» Cinzia Meoni - Mer, 12/03/2014 Intesa Sanpaolo (-1,4% a 2,25 euro) fa retromarcia sulla bad bank e ribadisce il ruolo del gruppo come «banca dell'economia reale» non «di sistema», aprendo per di più sull'offerta di nuovo credito a famiglie e imprese. «Siamo pronti a offrire al mercato credito per 150 miliardi», ha infatti dichiarato l'amministratore delegato Carlo Messina, partecipando al congresso nazionale della Fabi. «Mi sembra una forzatura sostenere che siamo una banca del salotto buono per quelle tre-quattro operazioni (finite male, ndr) che abbiamo concluso, come Telco, Risanamento e Alitalia, ha aggiunto il manager, ribadendo l'intenzione di proseguire con la cessione di tutte le partecipazioni non strategiche anche se ciò non toglie che la banca giocherà «un ruolo importante» nella privatizzazione di Poste Italiane. Un altro target da raggiungere sarà, poi, come evidenziato da Messina, quello di ridurre entro fine anno le filiali a dalle attuali 4mila. Quanto poi ai crediti incagliati (svalutati per 4 miliardi a fine settembre, +23% rispetto al 2012), Messina, smentendo le recenti indiscrezioni, ha evidenziato di voler affrontare le sofferenze in un'ottica di recupero. «Non abbiamo mai avuto intenzione di fare una bad bank dove mettere le sofferenze che vanno a morire. Ci potrà essere una business unit dedicata al recupero del credito, ma si tratta di una cosa diversa», ha chiarito l'ad di Intesa Sanpaolo. Intervenendo infine sulla contabilizzazione delle plusvalenze derivanti dalla rivalutazione delle quote di Bankitalia, Messina ha rinviato l'argomento al cda del 27 marzo. «Se ci sarà un ritorno positivo lo valuteremo», ha concluso, evidenziando come Ca' de Sass non abbia necessità di tale operazione vantando già un eccesso di capitale rispetto alle previsioni di Basilea 3. DA UNICREDIT MAXIPULIZIA ANTI-CRISI Massimo Restelli - Mer, 12/03/2014 Gli ispettori della Bce hanno appena iniziato a setacciare i conti delle principali banche europee, ma Federico Ghizzoni anticipa tutti, ripulendo subito a fondo il bilancio di Unicredit. Il costo è elevato: Piazza Cordusio ha denunciato una perdita di 14 miliardi, la maggiore della storia, dopo svalutazioni e accantonamenti sui crediti per 13,7 miliardi (+46,8%), di cui 9,3 miliardi solo nell'ultimo trimestre. Sono le macerie lasciate da questi sette anni di crisi, che Ghizzoni ha deciso di rimuovere tutte insieme per «voltare pagina». Il tasso di copertura è così salito al 52%, tra i migliori d'europa, riportando Unicredit alla situazione del Il dividendo sarà pagato in azioni o, su richiesta, 10 centesimi cash. Il dato politico, tuttavia, è un altro, perché la «grande pulizia» di Piazza Cordusio - che ha svalutato tutto, comprese le garanzie immobiliari sopra al milione - è stata necessaria soprattutto per l'agonia in cui versano le famiglie e le imprese della Penisola. Unicredit ha infatti azzerato l'avviamento in Italia, così A cura del Comitatto Tecnico APRILE Pagina 4

5 come quello in Austria; ma ora il governo Renzi, anziché impantanarsi nelle quote rosa della legge elettorale, deve fare qualcosa a beneficio di un'economia ormai carponi. Il nuovo piano industriale - approvato ieri dal consiglio insieme al bilancio - prevede comunque 2 miliardi di utile già quest'anno, per salire a 6,6 miliardi nel 2018, a fronte di un ritorno sul capitale tangibile (Rote) del 13% e di una solidità patrimoniale del 10 per cento. Sono obiettivi «molto sfidanti ma alla nostra portata», ha detto Ghizzoni, mentre in Borsa il titolo Unicredit strappava al rialzo del 6,2%, promosso dagli analisti di Mediobanca e di Hammer Partners, malgrado l'attesa fosse di utili per 400 milioni. Le svalutazioni si accompagnano alla bad bank «ibrida» che Ghizzoni ha creato dentro a Unicredit, concentrandovi 800mila clienti e 87 miliardi di crediti lordi non core, di cui però soltanto il 67% definitivamente deteriorati e ora affidati alle cure di addetti. «È inutile stare a parlare di bad bank si o no. Bisogna affrontare la situazione di petto e noi abbiamo deciso di farlo», ha sottolineato il banchiere. La spending review dell'istituto passa invece da tagli di costi per 1,3 miliardi, a partire dall'efficientamento della rete e dal prepensionamento di altri adetti, di cui la gran parte in Italia: uscite tramite il Fondo esuberi, da concordare con i sindacati dopo lo stop della Riforma Fornero. Acida la reazione dei sindacati: «In un'azienda normale quando si dichiara il 10% di esuberi del personale, il primo atto sarebbero le dimissioni del top management», ha attaccato il segretario della Uilca, Massimo Masi. «Riteniamo assurdo e inaccettabile quanto prospettato da Unicredit», ha aggiunto Mauro Morelli per la Fabi. Le uscite accompagnano il modello di filiale «multicanale» da poco avviato da Unicredit, che investirà 4,5 miliardi sia per procedere alla digitalizzazione del resto dell'europa sia per crescere nei Paesi più promettenti. I ricavi aumenteranno del 5% annuo, fino a raggiungere i 28,4 miliardi nel Dopo il via libera della Consob, i conti 2013 includono la rivalutazione della quota di Bankitalia: 1,2 miliardi la plusvalenza netta. Se l'approccio sarà contestato dall'europa, la perdita quindi crescerà ancora, ma Ghizzoni ha escluso qualsiasi ricapitalizzazione. Unicredit raccoglierà invece risorse dalla razionalizzazione delle partecipazioni, a partire dalla quotazione di Fineco, prevista «tra giugno e luglio» e valutata dagli analisti 1,8 miliardi. In Borsa dovrebbe finire il 25-30%. Dalla valorizzazione delle partecipate, Unicredit ricaverà un beneficio di 30 punti base in termini di Core Tier 1 (di cui 10 da Fineco): la controllata Uccmb, che si occupa di riscossione crediti, sarà venduta, e probabilmente valorizzata Pioneer. «Ora siamo pronti ad aumentare ulteriormente la nostra offerta di credito e a dare supporto all'economia reale in Italia e in Europa», ha sottolineato Ghizzoni. PIANO CASA, MENO TASSE PER GLI AFFITTI CONCORDATI. LUPI: "VALE 1,6 MILIARDI" Il decreto legge che contiene il piano casa sarà all'esame dei consiglio dei ministri di domani. Ecco alcune delle principali novità, dalla cedolare meno bassa alle case Iacp a riscatto, dagli alloggi pubblici di ANTONELLA DONATI 11 marzo 2014 MILANO - "Vale 1,6 miliardi tra i diversi interventi il piano casa che il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, presenterà domani al consiglio dei Ministri". Lo afferma Lupi al termine di un'audizione alla Commissione Ambiente della Camera confermando che si tratterà di un decreto legge. Tasse ancora giù per chi decide di affittare a canone concordato con la cedolare secca. Detrazioni fiscali più elevate per gli inquilini con i redditi più bassi, fondi per il recupero degli alloggi popolari degradati e possibilità di richiederli a riscatto. E ancora, rifinanziamento del fondo per gli inquilini in difficoltà e accesso ai mutui più facile per le giovani famiglie e quelle numerose. Decisamente nutrito il pacchetto di proposte sulla casa destinato ad approdare domani mattina al Consiglio dei Ministri. Il piano casa, firmato dal ministro Lupi è ancora al centro di riunioni tecniche, e la stesura finale sarà affrontata in una riunione ad hoc prima del Consiglio dei ministri. Lo stesso ministro ha anticipato che sono previsti milioni a copertura della "morosità incolpevole" e altri 200 milioni per il fondo affitti. "Siamo di fronte a due anelli che devono essere affrontati insieme - ha detto lupi - quello dei proprietari e quello degli affittuari. Per iruscire a muovere le case sfitte dobbiamo dare garanzie ai proprietari, senza di ciò il mercato non si muove. Non è con la proprora degli sfratti che si risolve il problema". Recupero degli alloggi pubblici - Due sono comunque i punti certi: il taglio della cedolare per il canone concordato dall'attuale 15% al 10% e il recupero di alloggi pubblici in quattro anni anche attraverso il finanziamento della manutenzione straordinaria per uno costo pari a 1,35 miliardi in quattro anni. Parte dei fondi saranno messi a disposizione degli inquilini che vorranno recuperare direttamente gli alloggi nei quali vivono, con somme dell'ordine di 30/40 mila euro per appartamento. Il finanziamento riguarderà solo i nuclei familiari con redditi al di sotto dei euro e con la presenza di soggetti disabili. L'obbiettivo della misura, è duplice: da un lato il recupero del patrimonio edilizio in maniera da risolvere le situazioni di difficoltà abitative per le famiglie a basso reddito, e dall'altro il rilancio dell'occupazione in un settore come quello dell'edilizia da tempo in crisi. Case Iacp a riscatto - Non solo recupero, però. Previsto, infatti, anche un piano di dismissioni degli alloggi di edilizia pubblica, con la possibilità per gli Istituti autonomi case popolari (Iacp) di fissare i prezzi di vendita e offrire mercato anche le case abitate da inquilini ormai privi dei requisiti di reddito per avere diritto ad un alloggio sociale. La possibilità di riscatto dovrebbe passare attraverso un fondo per la concessione di mutui a tassi agevolati per mettere gli inquilini in condizione di poter effettuare l'acquisto pagando una rata di mutuo di importo circa pari al canone di locazione in precedenza versato. Rifinanziato il fondo affitti - Per gli inquilini a basso reddito sarà anche rimodulata la detrazione fiscale, attualmente prevista fino ad un massimo di 300 euro l'anno per i redditi al di sotto dei euro lordi. Questa invece ora arriverebbe fino 900 euro per redditi complessivi fino a euro e salirebbe a 450 euro per redditi sopra questa soglia e fino ai La misura dovrebbe riguardare, comunque, solo gli inquilini degli alloggi pubblici. Riguarderà invece tutti gli inquilini il rifinanziamento del fondi affitti, e quello del fondo per prevenire la morosità incolpevole. Quest'ultimo garantisce dal rischio di morosità, senza esporre a procedimenti di sfratto, i locatari affidabili, in momentanea difficoltà, ad esempio per la perdita del posto di lavoro. Inoltre dovrebbe essere rifinanziato il fondo per l'accesso ai mutui da parte delle giovani coppie. Al 10% la cedolare secca - Infine si prevede la diminuzione dell'aliquota della cedolare secca per le locazioni a canone concordato dall'attuale 15%, al 10%. La riduzione riguarda solo gli alloggi offerti a canone concordato e quelli per studenti universitari. Si punta così da un lato ad aumentare l'offerta di alloggi a canone ridotto, e dall'altra far emergere gli affitti in nero. Si stima per questo un recupero almeno del 5% della base imponibile. A beneficiare del nuovo sconto fiscale non solo i nuovi contratti ma anche quelli già in essere. In questo caso il vantaggio si potrà avere già in fase di pagamento dell'acconto. L'opzione per la cedolare può essere effettuata al momento della stipula del contratto o all'atto del pagamento annuale dell'imposta di registro dovuta da chi finora ha preferito la tassazione Irpef LA FONDAZIONE VENDE IL 12% DEL MONTE PASCHI Massimo Restelli - Mer, 19/03/2014 Il Big bang del Monte Paschi è iniziato. Ieri sera la Fondazione Mps ha venduto l'11,98% (contro una ipotesi di partenza dell'8,5%) dell'istituto guidato da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, di cui conserva ora il 15 per cento. L'operazione, dal punto di vista tecnico un collocamento privato avvenuta dopo la chiusura di Piazza Affari, ha un controvalore di 335 milioni: 23,9centesimi il prezzo finale spuntato da Palazzo Sansedoni, rispetto ai 23,37 inizialmente proposti e ai 24,6 cent segnati da Mps in Borsa (+2,7%). L'incasso, inclusi i proventi dell'1,58% del Monte venduto a inizio mese, dovrebbe permettere alla presidente Antonella Mansi di ripagare il debito dell'ente e mantenere, dopo il vicino aumento di capitale da 3 miliardi, un presidio nella banca prossimo al 7-8 per cento. Il passo indietro della Fondazione era peraltro atteso dagli investitori istituzionali, che da qualche settimana stavano prendendo posizione sul gruppo. In dieci sedute sono infatti passate di mano azioni pari ai due terzi del capitale di Mps: 69,3%, il 6,2% soltanto ieri, con un evidente effetto «palloncino» creato A cura del Comitatto Tecnico APRILE Pagina 5

6 dal trading mordi e fuggi dei fondi speculativi, quasi si trattasse di un grande slot machine. Le premesse perché la Fondazione alla fine rompesse gli indugi c'erano, sia perché il Monte non può attendere molto per ricapitalizzare (la data ultima ipotizzata per il kick off era il 26 maggio) sia perché il titolo Mps passa ormai di mano a valori allineati a quello di carico della Fondazione, che quindi può ora «alleggerire» la sua quota con minor danno. Mps è una «cenerentola che si prepara al ballo», hanno sintetizzato con efficacia gli analisti di Citi, con un evidente riferimento alla ricapitalizzazione necessaria per rimborsare i primi 3 miliardi di Monti bond. Tra i possibili soci forti della nuova Rocca Salimbeni, si è registrato l'interesse dei fondi sovrani di Abu Dhabi e del Qatar, ma si è guardato anche ai capitali russi di Pamplona, oltre al fondo americano Jc Flowers, che potrebbe rilevare il 20% come capo di una cordata in cui figurebbe la stessa Blackstone. In parallelo potrebbero poi ancora intervenire un manipolo di Fondazioni «amiche», guidato della Cariplo di Giuseppe Guzzetti (che presiede anche l'acri) così da fornire una garanzia «politica» alla futura italianità del Monte: oltre a Cariverona, ci sarebbero CariFirenze e CariLucca. Senza le Fondazioni la presenza di capitalinazionali in Mps sarebbe peraltro perlomeno sfilacciata: a inizio marzo la famiglia Menarini è scesa dal 4% all'1% (incamerando una minusvalenza da 70 milioni rispetto al prezzo di carico di 37 centesimi) e Unicoop Firenze (1,67%) ha già mandato più di un segnale di voler allentare i legami dopo l'uscita di Turiddo Campaini. Di certo se, dopo aver perso la finestra di gennaio su pressione dello stesso ente di Palazzo Sansedoni, la capitalizzazione di Mps slitasse ancora aumenterebbe il rischio di non rispettare i tempi tecnici per avere in cassa il denaro necessario a saldare il «cedolone» da 330 milioni dei Monti Bond in scadenza a luglio. E quindi si scivolerebbe sul piano inclinato in fondo al quale c'è l'inizio della nazionalizzazione PIRELLI, INTESA E UNICREDIT VENDONO AI RUSSI DI ROSNEFT. MA TRONCHETTI RESTA MENTRE USA ED EUROPA SI INTERROGANO SUI RAPPORTI CON MOSCA, LE PRIME DUE BANCHE ITALIANE CHIUDONO L'AFFARE GIÀ NELL'ARIA CON IL GRUPPO PETROLIFERO DI IGOR SECHIN CHE ERA ENTRATO NELLA SARAS DEI MORATTI UN ANNO FA di Costanza Iotti 17 marzo Unicredit e Intesa vendono il 13% di Pirelli al colosso petrolifero Rosneft. Ma lasciano saldamente il volante nelle mani di Marco Tronchetti Provera per altri cinque anni. Anche a dispetto del fatto che l ex presidente di Telecom abbia ormai una fetta di capitale Pirelli inferiore a quella dei nuovi soci russi, già presenti in Italia nel capitale della Saras dei Moratti. E questo il risultato di una complessa operazione piramidale che cambia gli equilibri azionari di Pirelli senza alterarne il controllo. E che permette, oltre all alleggerimento delle banche, anche l uscita dal capitale di Pirelli del fondo Clessidra guidato da Claudio Sposito. Finora infatti Unicredit, Intesa e Clessidra, riunite nella Lauro 61 spa, controllavano, assieme alla Nuove Partecipazioni di Tronchetti, il 26,193% di Pirelli attraverso Camfin. Le banche e Clessidra hanno però deciso di alleggerirsi sciogliendo l alleanza. E creando un nuovo sistema di scatole cinesi: il controllo di Pirelli è infatti passato ad una nuova società di cui il gruppo petrolifero Rosneft avrà il 50% grazie ad un investimento di poco superiore ai 500 milioni (12 euro per azione, cifra vicina al prezzo di mercato). L altra metà della holding sarà di Tronchetti all 80% e del duo Unicredit-Intesa per il restante 20% equamente diviso fra i due istituti di credito. Alla fine del giro di riassetto azionario, Rosfnet sarà quindi il primo azionista di Pirelli con il 13%, mentre l ex presidente Telecom avrà in mano una quota pari a poco più del 10% e le due banche avranno ancora circa l 1,5% a testa. Tutto questo senza però che nulla cambi nel governo societario. Almeno nei prossimi cinque anni come stabilito negli accordi fra le parti e in base ai quali nel caso Tronchetti lasciasse l incarico per sua scelta, cioè prima dei 5 anni previsti, Rosneft avrà il diritto di vendere le azioni Pirelli proprio a Mtp Spa e a un prezzo che le garantisca un rendimento del 10% sull investimento effettuato Nuove Partecipazioni spiega una nota diffusa da Intesa Sanpaolo e Unicredit indicherà il presidente e ceo di Pirelli, con pieni poteri sulla gestione ordinaria della società. La governance della Bicocca rimane invariata, resta centrale il ruolo di guida del board. Un colpo da maestro, insomma, per Tronchetti Provera, che anche in Telecom, attraverso la scatola Olimpia controllava il gruppo con uno sparuto pacchetto azionario. Tanto più che nelle idee delle banche, l accordo raggiunto con Rosneft permetterà di sviluppare le attività e il business di Pirelli, anche rafforzando la rete commerciale in Russia grazie alla capillare presenza sul territorio dei nuovi soci con cui Pirelli ha già una serie di intese in campo commerciale e nella ricerca e sviluppo di materiali per la produzione di pneumatici e nella gomma sintetica. CONFSAL: QUALI POLITICHE UE A FAVORE DEI GIOVANI? Sabato, 22 Marzo La Confsal ha partecipato il 17 marzo al meeting, organizzato nell ambito del Cese (Comitato Economico e Sociale Europeo) sul tema Prospettive di lavoro e sostegno ai giovani nelle nazioni europee, presso il Cnel. Si è trattato di un audizione, da parte dei rappresentanti del Cese, riguardo al piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani, in raccordo con la raccomandazione del Consiglio dell Unione Europea del 22 aprile 2013, per garantire ai giovani con meno di 25 anni un offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di apprendistato o di tirocinio o altra misura di formazione entro quattro mesi dall inizio della disoccupazione o dall uscita dal sistema di istruzione formale. Nel contesto della crisi occupazionale, la Confsal sostiene che la scarsa occupabilità dei giovani non sia un aspetto secondario del problema. Il nostro sistema scolastico presenta un insufficiente raccordo con il mercato del lavoro. Le scuole e le università straniere, invece, riescono ad intrattenere con il mondo produttivo sinergie che incoraggiano gli studenti al contatto con gli impianti, gli stabilimenti, l innovazione d impresa prima dell ingresso lavorativo nel mercato. La Confsal ritiene improrogabile espandere la formazione verso politiche basate su attività di orientamento, con percorsi congrui ai bisogni di occupabilità delle nostre realtà produttive, nonchè come contributo alla competitività delle nostre aziende e ridurre il gap con i nostri vicini europei che è enorme. Per la Confsal, inoltre, è necessario offrire ai giovani un più facile accesso al mondo del lavoro anche in ambito comunitario. E necessario incrementare l insegnamento delle lingue, promuovere una più stretta collaborazione tra imprese e sindacati ed acquisire un azione di orientamento ed assistenza da parte della Commissione europea. La Confsal ha rilevato, infine, l urgenza dell avvio del Piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani. In che modo? Attraverso percorsi di inserimento nel mondo del lavoro e di reinserimento nei percorsi di istruzione e formazione; bonus occupazionali per l impresa; offerta di A cura del Comitatto Tecnico APRILE Pagina 6

7 contratti di apprendistato, anche da svolgersi all estero. Dovranno essere realizzati anche politiche di accompagnamento in percorsi di avvio d impresa; interventi finalizzati ad incentivare la mobilità transnazionale; inserimento o reinserimento in un percorso di formazione o istruzione, per completare gli studi o specializzarsi professionalmente. Se non si avrà la capacità di garantire un futuro ai giovani, non si avrà nemmeno un futuro come Paese. Aleardo Pelacchi ABI PREMIA L INNOVAZIONE NEI SERVIZI BANCARI Sabato, 22 Marzo 2014 Il Premio Abi per l innovazione nei servizi bancari, giunto alla quarta edizione, anche per il 2014 ha voluto offrire un riconoscimento alle iniziative più rilevanti nei seguenti settori: l innovazione dei canali e dei modelli distributivi, le iniziative di solidarietà ed i nuovi strumenti al servizio di una comunicazione più efficace, diretta e innovativa. I progetti presentati sono stati 68,divisi nelle seguenti quattro categorie: La banca per il futuro, dedicata ai progetti volti a favorire la crescita dell economia e a sostenere imprese, famiglie e nuove generazioni, laddove sono stati assegnati: - il Premio Innovare per crescere a Virtual Account di Unicredit; - il Premio Innovare per la famiglia e i giovani a CassaXpress del Banco Popolare. La banca smart, dedicata all innovazione di canali e modelli distributivi, per la quale sono stati assegnati: - il Premio Innovare per essere più vicini a Socio in Creval: il club dedicato ai soci del Credito Valtellinese; - il Premio Innovare per essere più veloci a Orizzonte Agroalimentare di CariparmaCrédit Agricole. La banca solidale e sostenibile, dedicata alle iniziative a supporto dello sviluppo sociale e della crescita sostenibile, nella quale è stato assegnato: - il Premio Innovare responsabilmente, conferito a Possiamo Crescere Tutti Insieme di Banca Mediolanum. La banca si presenta e ascolta, infine, dedicata allo sviluppo dei nuovi modelli di comunicazione, ha visto assegnare: - il Premio Innovare per comunicare a Comunicazione 3.0 di Bnl Gruppo Bnp Paribas. I premi speciali assegnati dalla giuria, invece, sono stati: "Top store& Pass" di Findomestic, "Risparmiolandia" della Cassa Centrale Banca, "Home banking su Facebook" di Banca Sella, "Subito banca" di Unicredit, "Mobile Pos Carta Sì" di Carta Sì e, infine,"widiba" di Banca Monte dei Paschi di Siena. Maria Grazia Palmarini UCRAINA: DICHIARAZIONE DEL COMITATO RISTRETTO CAE UNICREDIT Sabato, 22 Marzo "Il Comitato ristretto esprime grande preoccupazione per la grave situazione determinatasi in Ucraina e la massima solidarietà e vicinanza alle colleghe ed ai colleghi di Unicredit in Ucraina ed alla popolazione del Paese. Il Comitato ristretto ritiene indispensabile che in questa fase assai delicata prevalgano le soluzioni ricercate attraverso il dialogo e la diplomazia per permettere al Paese, anche con il sostegno della Comunità Internazionale, di perseguire un percorso che porti alla stabilizzazione pacifica della Nazione e ad un miglioramento delle condizioni politiche, sociali ed economiche; importante in questa prospettiva il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori cui ribadiamo il nostro convinto sostegno". Questa importante dichiarazione segue di pochi giorni la presentazione di un piano industriale pesantissimo da parte del Gruppo Unicredit che prevede l'uscita di lavoratori nel Gruppo, di cui circa in Italia. I toni positivi, che hanno accompagnato la presentazione del piano da parte aziendale, male si conciliano con il fatto che si perderanno migliaia di posti di lavoro, a fronte anche di scelte sbagliate da parte del management, che nessuno sembra, al momento, voler nemmeno riconoscere o di cui intenda farsi carico. La situazione del l Ucraina aggrava una realtà lavorativa già in sofferenza, una situazione di disagio ed incertezza, seguita anche al processo di fusione delle due banche del Gruppo. Alcuni giorni or sono si è tenuto a Torino un importante seminario dal titolo " anticipare il cambiamento e le ristrutturazioni nelle multinazionali attraverso un maggior coordinamento sindacale transnazionale", organizzato dalla Trade Union Alliance (Alleanza Sindacale Unicredit nell'ambito delle organizzazioni sindacali aderenti ad UNI - Union Network International), nel quale si è condivisa la necessità di affrontare congiuntamente le problematiche del Gruppo Unicredit cercando di realizzare un più funzionale raccordo sindacale. L'occasione è propizia per dare seguito a tali intendimenti e per realizzare importanti momenti di azioni comuni tra la Trade Union Alliance ed il Comitato Aziendale Europeo di Unicredit. Aleardo Pelacchi SPENDING REVIEW SI PUÒ FARE DI PIÙ E MEGLIO Giovedì, 20 Marzo Fa già discutere la lista di tagli predisposta dal commissario alla Spending review Carlo Cottarelli, anche se il presidente del Consiglio Renzi, ha precisato che le decisioni saranno prese dal Governo, come farebbe il Buon Padre di famiglia. A preoccupare i sindacati è soprattutto la previsione di tagli nella pubblica amministrazione e altri probabili interventi sulle pensioni. Infatti si parla di esuberi tra i dipendenti dello Stato, di tagliare i costi delle pensioni di invalidità e di annullare uno dei pochi provvedimenti importanti del Governo Letta che aveva parzialmente sospeso il blocco della indicizzazione delle pensioni superiori a 1400 euro. Come dire piove sempre sul bagnato! Sull argomento interviene il Codacons, l associazione dei consumatori sempre attenta ai temi sociali ed economici. Il Codacons richiama l attenzione sul programma di Cottarelli dicendo che si poteva fare molto di più e, soprattutto, meglio. Ad esempio sui costi della politica per quanto riguarda le consulenze, le partecipate degli enti locali (abolendo ad esempio i consigli di amministrazione e sostituendoli con un amministratore unico).sugli enti inutili, il Codacons sottolinea come non si è proposta l'abolizione delle comunità montane o dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali e non si è proposto il rafforzamento dei poteri della Corte dei Conti e delle autorità di controllo ecc ecc.il Piano Cottarelli al contrario, dice la Codacons, confonde la lotta agli sprechi e alle spese improduttive o l'aumento dell'efficienza dei servizi, con il taglio ai servizi sociali e all'assistenza. Per il Codacons è inaccettabile, ad esempio, anche solo immaginare un taglio alle pensioni di guerra, di reversibilità o di invalidità. Il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, ha assicurato che è previsto solo "un intervento contro gli abusi delle false pensioni di invalidità". Dato che nessuno in Italia è favorevole ai falsi invalidi, ovvio che la frase sia condivisibile. Peccato che questa dichiarazione, già sentita da venti anni a questa parte, abbia sempre nascosto un progressivo giro di vite su chi sia invalido e chi no ed una riduzione della platea degli aventi diritto, pur se bisognosi. Anche tagliare le pensioni di reversibilità, per quanto sopra una certa soglia, sarebbe inaccettabile, specie considerato il fatto che ai pensionati in questi ultimi anni hanno già tagliato l'indicizzazione. Per quanto riguarda infine le cosiddette pensioni d oro, oltre euro, il Codacons ricorda come il precedente intervento del Governo Letta sia incappato nella scure della Corte Costituzionale, costringendo l Inps a restituire i soldi ai super pensionati. Di fatto l unico modo, per intervenire in A cura del Comitatto Tecnico APRILE Pagina 7

8 questa direzione, se non si vogliono prendere in giro gli italiani, è aumentare le aliquote irpef per chi dichiara più di euro. Enzo Parentela EARTH HOUR, L'ORA DELLA TERRA Lunedì, 24 Marzo 2014 Il prossimo 29 marzo ognuno degli abitanti del pianeta è chiamato a fare la sua parte, un gesto simbolico che servirà a contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra e ad essere da stimolo nei confronti dei governi, affinché adottino politiche energetiche a favore delle fonti rinnovabili e dell efficienza energetica. L iniziativa del Wwf, rivolta a tutti i cittadini del mondo, è giunta alla sua ottava edizione e il 29 marzo vedrà spegnersi simbolicamente le luci per un ora in ogni angolo del pianeta. Dall Amazzonia fino all Artico, lo spegnimento simbolico quest'anno inizierà nelle isole Samoa (alle ora locale, circa le 8.30 del mattino in Italia) e dopo il giro della terra, l evento si chiuderà a Tahiti. Lo scorso anno hanno partecipato all evento oltre 2 miliardi di persone in città e 154 Paesi del mondo. Il Wwf in questo modo ha dimostrato che cambiare il futuro del pianeta è possibile se si riesce a coinvolgere la popolazione mondiale a tutti i livelli sociali. Centinaia gli eventi e le iniziative speciali sul web e nelle migliaia di città coinvolte in tutto il mondo: quest anno è sceso in campo anche un personaggio di eccezione, Spider-Man, il primo supereroe ambasciatore per Earth Hour grazie ad un accordo con la Sony Pictures in occasione dell uscita del film The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro in 3D (nelle sale italiane dal 23 aprile e distribuito dalla Warner Bros. Pictures Italia). In Italia ad appoggiare l evento del WWF, ci sono dei testimonial speciali: Francesco Totti Un ora al buio per accendere un messaggio di speranza, Massimiliano Rosolino Sessanta minuti da dedicare al nostro pianeta, Elisa Ispirare il cambiamento, è questa la sfida per il futuro del mondo, Alessandro Borghese Torna l ora della terra, fate come me, spegnete la luce e Marco Mengoni Il 29 marzo alle 20 e 30: dai un futuro al pianeta, l energia più potente sei tu. Ma non solo, anche numerose imprese hanno aderito all appuntamento Earth Hour promuovendo il messaggio WWF a favore del clima e della sostenibilità. Tra queste anche Unicredit che aderisce spegnendo gli edifici più rappresentativi, come la torre di Porta Garibaldi a Milano. Tutti possono aderire spegnendo simbolicamente per un ora la luce a casa, in ufficio, nei musei e segnalando la propria partecipazione sul sito dell evento e postando le foto sul profilo Facebook Wwf Italia : le foto caricate sulla pagina Wwf con l indicazione del luogo verranno rese visibili. Ricordiamo di dare il nostro contributo il 29 marzo, un'ora di buio può salvare il clima, e garantire un futuro alle nostre generazioni. Enzo Parentela LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2014 IL MODELLO 730/2014 Scheda informativa ed istruzioni tratte dal sito dell Ufficio delle Entrate SCHEDA INFORMATIVA Il 730 è il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Utilizzare il modello 730 presenta alcuni vantaggi: è semplice da compilare e non richiede l esecuzione di calcoli il contribuente non deve trasmetterlo personalmente all Agenzia delle Entrate perché a questo adempimento ci pensano, a seconda dei casi, il datore di lavoro o l ente pensionistico o l intermediario abilitato (Caf e iscritti agli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro) il rimborso dell imposta arriva direttamente in busta paga (luglio) o con la rata della pensione (agosto o settembre); in alternativa, dal 2014 è possibile utilizzare in compensazione il credito che risulta dal 730/2014, per pagare, oltre all Imu, anche le altre imposte che possono essere versate con il modello F24 se dall elaborazione del 730 emerge un saldo a debito, invece, le somme vengono trattenute direttamente in busta paga (luglio) o dalla pensione (agosto o settembre). Se lo stipendio o la pensione sono insufficienti per il pagamento di quanto dovuto, la parte residua, maggiorata degli interessi mensili (0,40%), viene trattenuta dalle competenze dei mesi successivi. Il contribuente può anche chiedere di rateizzare in più mesi le trattenute, indicandolo nella dichiarazione; per la rateizzazione sono dovuti gli interessi nella misura dello 0,33% mensile. Dal 2014, l Agenzia delle Entrate, entro il mese di dicembre (oppure entro sei mesi dalla data della trasmissione del modello, se questa è successiva alla scadenza del 30 giugno), effettua dei controlli preventivi, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a euro, anche determinato da eccedenze d imposta derivanti da precedenti dichiarazioni. Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall Agenzia delle Entrate. Il modello 730 può essere utilizzato per dichiarare le seguenti tipologie di reddito: redditi di lavoro dipendente redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (per esempio, i redditi percepiti dai co.co.co e dai lavoratori a progetto) redditi dei terreni e dei fabbricati redditi di capitale redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva (per esempio, i redditi derivanti dallo sfruttamento economico di opere dell ingegno) alcuni dei redditi diversi (per esempio, i redditi di terreni e fabbricati situati all estero) alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata (per esempio, i redditi percepiti dagli eredi e dai legatari). CASI PARTICOLARI I lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all anno possono rivolgersi: A cura del Comitatto Tecnico APRILE Pagina 8

9 al sostituto d imposta, se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di aprile al mese di luglio dell anno di presentazione a un Centro di assistenza fiscale per lavoratori dipendenti (Caf-dipendenti) o a un professionista abilitato se il rapporto lavorativo dura almeno dal mese di giugno al mese di luglio dell anno di presentazione e si conoscono i dati del datore di lavoro che dovrà effettuare il conguaglio. Il personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato può rivolgersi all istituto scolastico oppure a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato, se il contratto dura almeno dal mese di settembre dell anno oggetto di dichiarazione al mese di giugno dell anno di presentazione. Invece, i soggetti che nell anno di presentazione posseggono soltanto redditi di collaborazione coordinata e continuativa almeno nel periodo compreso tra il mese di giugno e il mese di luglio dello stesso anno e conoscono i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio, possono presentare il modello 730 a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato. I soggetti che devono presentare la dichiarazione per conto delle persone incapaci, compresi i minori che sono tenuti a presentarla, possono utilizzare il modello 730. Dichiarazione congiunta I coniugi posono presentare una sola dichiarazione dei redditi, quando entrambi possiedono esclusivamente redditi dichiarabili col modello 730 e almeno uno dei due lo può utilizzare effettivamente. Se entrambi i coniugi possono autonomamente avvalersi dell assistenza fiscale, il modello 730 può essere presentato in forma congiunta al datore di lavoro o ente pensionistico di uno dei due coniugi oppure a un Caf o a un professionista abilitato. La presentazione congiunta del modello 730 è possibile anche nei casi in cui il coniuge non è fiscalmente a carico e possiede redditi di qualsiasi categoria dichiarabili con il modello 730, a eccezione, ad esempio, di quelli di lavoro autonomo e d impresa. La dichiarazione congiunta non può essere presentata nel caso di morte di uno dei coniugi avvenuta prima della presentazione della dichiarazione dei redditi. CHI NON LO PUÒ UTILIZZARE Non tutti i lavoratori dipendenti e pensionati possono utilizzare il modello 730. Infatti, non possono avvalersi della presentazione di questo modello (e devono presentare la dichiarazione modello Unico) coloro che possiedono, oltre al reddito di lavoro dipendente, anche redditi di impresa e redditi derivanti dall esercizio di arti o professioni. In particolare, non possono utilizzare il modello 730, ma devono presentare il modello Unico Persone fisiche, i contribuenti che nel periodo d imposta oggetto di dichiarazione hanno posseduto: redditi d impresa, anche in forma di partecipazione redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita Iva (come ad esempio i redditi percepiti da chi esercita arti e professioni in forma abituale) redditi diversi (ad esempio, proventi derivanti dalla cessione totale o parziale di aziende, proventi derivanti dall affitto e dalla concessione in usufrutto di aziende). Non possono, inoltre, utilizzare il modello 730 i contribuenti che: devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: Iva, Irap, modelli 770 ordinario e semplificato (ad esempio, imprenditori agricoli non esonerati dall obbligo di presentare la dichiarazione Iva, venditori porta a porta ) non sono residenti in Italia nel periodo d imposta oggetto di dichiarazione e/o in quello di presentazione del modello devono presentare la dichiarazione per conto dei contribuenti deceduti. COME E DOVE SI PRESENTA Il modello 730 può essere presentato: al sostituto d imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) ai Caf o ai professionisti iscritti agli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro. PRESENTAZIONE AL SOSTITUTO D IMPOSTA Se si sceglie di presentare la dichiarazione al proprio sostituto d imposta (che però deve aver comunicato entro il 15 gennaio di voler prestare assistenza fiscale) occorre consegnare il modello 730 già compilato e la busta chiusa contenente il modello 730-1, relativo alla scelta per la destinazione dell 8 per mille e del 5 per mille dell Irpef. La scheda va consegnata, anche se non è stata espressa alcuna scelta, avendo cura di indicare il codice fiscale e i dati anagrafici. In caso di dichiarazione presentata in forma congiunta le schede per la destinazione dell 8 per mille e del 5 per mille devono essere inserite in un unica busta, sulla quale devono essere riportati i dati del dichiarante. Il contribuente non deve esibire al sostituto d imposta la documentazione tributaria relativa alla dichiarazione, che però deve conservare fino al 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione. PRESENTAZIONE AL CAF O AL PROFESSIONISTA ABILITATO Chi si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato può consegnare il modello debitamente compilato e in questo caso non è dovuto alcun compenso, oppure può chiedere assistenza per la compilazione (in questo caso occorrerà versare un corrispettivo). Il contribuente deve presentare al Caf o al professionista, in busta chiusa, la scheda per la scelta della destinazione dell 8 per mille e del 5 per mille dell Irpef (modello 730-1), anche se non è stata effettuata alcuna scelta. Il contribuente deve sempre esibire al Caf o al professionista la documentazi IL 730 PER CHI HA PERSO IL SOSTITUTO D'IMPOSTA Il decreto del fare (Dl 69/2013) ha introdotto la possibilità di utilizzare il 730 anche per i contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati, privi di un sostituto d'imposta tenuto a effettuare il conguaglio (sono esclusi alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, fra cui le indennità percepite dai membri del Parlamento europeo). Se dalla dichiarazione (che va presentata a un Caf o a o a un iscritto nell albo dei consulenti del lavoro oppure in quello dei dottori commercialisti ed esperti contabili, abilitati allo svolgimento dell attività di assistenza fiscale) emerge un debito, chi presta l'assistenza fiscale trasmette telematicamente la delega di versamento; oppure consegna l F24 compilato al contribuente, entro il decimo giorno antecedente la scadenza del termine di pagamento. L eventuale rimborso sarà, invece, eseguito direttamente dall Amministrazione finanziaria. A cura del Comitatto Tecnico APRILE Pagina 9

10 LE MODALITÀ PER IL RIMBORSO Le somme risultanti a credito dal prospetto di liquidazione, al netto degli importi eventualmente dovuti a titolo di acconto nonché della parte di credito già utilizzata o che si intende utilizzare in compensazione per il pagamento di imposte non liquidate nella dichiarazione 730, sono rimborsate dall Agenzia delle entrate. I contribuenti che vogliono ottenere l accredito dei rimborsi sul conto corrente bancario o postale, accelerando i tempi di erogazione, e che non hanno ancora comunicato il codice IBAN, possono farne richiesta utilizzando il modello, riservato alle persone fisiche, presente in questa scheda informativa, nel quale vanno indicati i dati relativi a un conto corrente intestato o cointestato al beneficiario del rimborso. In particolare, è necessario riportare il codice Iban. Il modello per comunicare l'iban deve essere presentato dal contribuente direttamente: in via telematica, se è in possesso di pincode, tramite la specifica applicazione presso un qualsiasi ufficio dell Agenzia delle Entrate, che provvederà ad acquisire le coordinate del conto corrente del richiedente. Queste modalità sono le uniche previste per comunicare il codice Iban all Agenzia delle entrate. Se non sono state fornite le coordinate del conto corrente, il rimborso è erogato con metodi diversi a seconda della somma da riscuotere: per importi inferiori a euro, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale dove potrà riscuotere il rimborso in contanti, mentre per importi pari o superiori a euro il rimborso viene eseguito con l emissione di un vaglia della Banca d Italia. DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE Prima di recarsi dal Caf o dal professionista abilitato il contribuente deve recuperare i documenti relativi a ritenute, oneri deducibili e detraibili, versamenti, eccedenze di imposta. In particolare, sia che si richieda l'assistenza per la compilazione, sia che si consegni il modello già compilato, vanno esibiti i seguenti documenti anche solo in fotocopia: il Cud (Certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati) rilasciato dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico e le altre certificazioni dalle quali risultino le ritenute subite sui redditi di lavoro dipendente, sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, sui redditi di lavoro autonomo occasionale, ecc. fatture, ricevute, scontrini, quietanze che attestino le spese sostenute nel corso dell'anno per le quali è prevista la deducibilità dal reddito complessivo o il riconoscimento di detrazioni dall'imposta lorda altra documentazione necessaria per il riconoscimento delle spese deducibili o detraibili, come, ad esempio, per gli interessi passivi, la copia del contratto di mutuo per l'acquisto dell'immobile adibito ad abitazione principale; per l'assicurazione sulla vita, la copia della polizza o altra certificazione rilasciata dalla compagnia assicuratrice, ecc. ricevuta dei bonifici attraverso i quali sono state pagate le opere di ristrutturazione, quietanze di pagamento degli oneri di urbanizzazione, attestati di versamento delle ritenute operate sui compensi dei professionisti, quietanza rilasciata dal condominio (in caso di lavori di manutenzione ordinaria su parti comuni) attestati di versamento degli acconti d'imposta effettuati autonomamente dal contribuente ultima dichiarazione presentata, se in questa era stata evidenziata a credito un'eccedenza d'imposta che si intende far valere nel modello 730. Vi sono, infine, alcuni dati per i quali non è necessario esibire la relativa documentazione: per esempio, i certificati catastali relativi ai terreni e ai fabbricati posseduti, i contratti di locazione stipulati e altri documenti relativi alle detrazioni spettanti. In ogni caso, il contribuente deve conservare la documentazione relativa ai dati indicati nel modello fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Quando si presenta Il modello 730 può essere presentato entro il 30 aprile al proprio datore di lavoro o ente pensionistico oppure entro il 31 maggio a un Caf o a un intermediario abilitato. Entro il 31 maggio il datore di lavoro o ente pensionistico deve consegnare al contribuente cui ha prestato assistenza una copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione modello 730-3, con l'indicazione delle trattenute o dei rimborsi che saranno effettuati. Il Caf o il professionista abilitato deve consegnare entro il 17 giugno al contribuente cui ha prestato assistenza una copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione modello 730-3, elaborati sulla base dei dati e dei documenti presentati dal contribuente. ATTENZIONE le scadenze potrebbero subire proroghe; si consiglia di verificare i termini nello scadenzario. Inoltre, se una data di scadenza cade di domenica o in un giorno festivo, viene posticipata al primo giorno lavorativo successivo. IN CASO DI ERRORE... IL 730 INTEGRATIVO Se, dopo un attento controllo del prospetto di liquidazione delle imposte (modello 730/3) ricevuto dal sostituto d imposta o dall intermediario, si riscontrano errori di compilazione o di calcolo, è possibile rivolgersi a chi ha prestato l assistenza per correggerli. In questo caso è necessario compilare il modello 730 rettificativo. Quando il modello è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di esporre degli oneri deducibili o detraibili, c è la possibilità di: presentare entro il 25 ottobre un modello 730 integrativo, con la relativa documentazione. Il modello 730 integrativo deve essere presentato a un intermediario (Caf, professionista), anche se il modello precedente era stato presentato al datore di lavoro o all ente pensionistico presentare, in alternativa, un modello Unico Persone fisiche entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d imposta successivo. Se, invece, il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare dei redditi oppure ha indicato oneri deducibili o detraibili in misura superiore a quella spettante, deve presentare obbligatoriamente un modello Unico Persone fisiche e pagare direttamente le somme dovute, compresa la differenza rispetto all importo del credito risultante dal modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d imposta. A cura del Comitatto Tecnico APRILE Pagina 10

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