Ma il lavoro dov è? Le diocesi di Bergamo e Brescia, dal 6 al 9 settembre, ospiteranno il primo. Prosegue l inchiesta. èscontro tra sindacati

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1 Attualità 3 In Missione 12 Como 19 Sondrio L Euro è salvo almeno per ora, ma servono fatti Ottimismo per l accordo trovato al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Cameroun: camminando tra la gente Intervista ad Alda e a don Alessandro, fidei donum nella diocesi di Maroua-Mokolo. Sisme: cresce la paura per la chiusura èscontro tra sindacati e proprietà. A rischio il futuro di cinquecento famiglie. I giovani di Valtellina e Valchiavenna Prosegue l inchiesta sulla realtà giovanile: sotto la lente il rapporto con il lavoro. 27 Anno XXXVI - 7 luglio ,20 Periodico Settimanale Poste Italiane S.P.A. Sped. In Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (Conv. In L. 27/02/2004 N 46) Art. 1, Comma 1, Dcb Como Editoriale Madri contro il razzismo di don Angelo Riva Ce la siamo sciroppata per tre settimane, tanto quanto sono durati gli europei di calcio, a colpi di spot e di slogan. Sto parlando della campagna dell UEFA contro il razzismo. Niente in contrario, per carità (quella razzista è effettivamente una piaga purulenta nel nostro tessuto sociale), ma, per i miei gusti, moralismo in salsa illuminista. Parere strettamente personale, sia ben chiaro, più che legittimo dissentire. Due cose, in particolare, non mi convincono. Primo: la retorica contro ogni forma di razzismo tira inconsapevolmente la volata al relativismo etico e intellettuale, giacchè veicola l idea che a nessuno sia più consentito alcun giudizio (in termini di bene e di male ) sulla realtà, in quanto sarebbe discriminatorio e, appunto, razzista. Pericoloso, mi pare (e anche un po razzista!). L altra cosa che mi disturba è la contraddizione, certo non voluta (se no sarebbe ipocrisia) ma tuttavia reale. Si inveisce (giustamente) contro i buuu razzisti negli stadi verso i calciatori di colore, e poi ci si dimentica della forma n. 1 di razzismo, che è l aborto. Che nega il più fondamentale dei diritti alle più fragili e indifese delle persone, sfondando clamorosamente il precario limite della indicazione terapeutica materna. Mi chiedo come sia possibile che la comune coscienza civile, tanto sensibile sul tema delle ingiuste discriminazioni, si sia su questo punto completamente addormentata. Ci si accende il neurone di fronte allo spot di Clarence Seedorf che scambia la maglia con una ragazzotta color latte, mentre si resta muti e sordi di fronte al dato agghiacciante di bambini cui si nega di vivere. Fisima cattolica? Nevrosi isterica di un ecclesiastico? Ne parlerò con il mio psicoterapeuta Ma torniamo a bomba. Dopo essermela sciroppata per tre settimane, alla fine la campagna contro il razzismo ha finito per convincermi. Ma non è stato grazie agli spot dell UEFA, bensì per l abbraccio di una madre. Proprio mentre il Mario (Monti) induceva a più miti consigli il Deutsch uber alles della Cancelliera Merkel, l altro Mario (Balotelli) infilava come un tordo (Gianni Brera avrebbe detto uccellava ) il frastornato marcantonio alemanno (Badstuber), e, di lì a poco, scaricava una folgore nel sette dell estrefatto portierone tedesco Neuer. 2 a 0 e tripudio nazionale (peccato per la finale ). (continua a pagina 2) Ma il lavoro dov è? Il governo Monti vara l attesa riforma del mercato del lavoro fra malumori e polemiche. Incertezza e precarietà gravano sulle famiglie in questo tempo di vacanze. Una crisi occupazionale si fa sentire anche nel nostro territorio. Insomma, il lavoro sempre al centro dell attenzione. Soprattutto perché continua ad essercene poco. Un appello del Terzo Settore contro i tagli al Welfare pagina 4 Chiesa locale 10 On line le schede per la Catechesi degli adulti 2013 Como 14 Dati Istat: crescono poveri e stranieri Sondrio 24 Minori, una nuova sala per l ascolto protetto dal 6 al 9 settembre l happening dei giovani Le diocesi di Bergamo e Brescia, dal 6 al 9 settembre, ospiteranno il primo Happening dei Giovani, manifestazione nazionale promossa dal Forum degli Oratori Italiani. Il tema scelto per questo appuntamento è Oratorio è/e educare : in queste settimane il nostro Centro diocesano di Pastorale giovanile, che ha già inviato alcune informazioni via posta elettronica, farà arrivare poster e locandine informative. L Happening si rivolge ai giovani che hanno responsabilità o che svolgono attività formative e di animazione all interno dell oratorio. Sul prossimo numero del Settimanale un approfondimento su temi e programma: per qualsiasi informazione e per le iscrizioni è già possibile rivolgersi all Ufficio di Pastorale giovanile allo oppure consultare il sito Le iscrizioni si chiudono martedì 31 luglio.

2 2 Sabato, 7 luglio 2012 Idee e opinioni La scorsa settimana i festeggiamenti per la vittoria dell Italia nella semifinale dell Europeo contro la Germania sono stati macchiati da episodi di violenza: una bambina di dieci anni è rimasta ferita da un proiettile vagante a Monte Olimpino sparato da un cinquantenne comasco. Dopo un operazione al Buzzi di Milano se la caverà. Nelle stesse un uomo è stato colto da un malore nei pressi di Piazza Cavour dopo che la sua macchina è stata letteralemente presa d assalto dai tifosi festanti. Senza contare altri episodi di violenza e vandalismo. Di seguito pubblichiamo un intervento del Vescovo Diego Coletti che invita ad interrogarsi di fronte a questo blackout di civiltà e di buon senso. L opinione di mons. Diego Coletti Blackout di civiltà e buonsenso Ho appreso con sorpresa e con un senso di profonda tristezza le notizie su quanto è accaduto la notte scorsa nella città di Como. Mi unisco alla costernazione e allo stupore di molti. Risulta davvero impossibile trovare una spiegazione che possa motivare la degradante trasformazione di un comprensibile momento di gioia e di euforia per una vittoria sportiva in gesti di violenza, di vandalismo, d irresponsabile follia, che hanno finito per trasformarsi in tragedia coinvolgendo persone indifese, colpevoli solo di trovarsi sulla traiettoria della stupidità di qualcuno. A coloro che sono rimasti vittime di questa follia, fino a rischiare di perdere la vita, e ai loro familiari ed amici, esprimo la mia vicinanza personale e il sostegno della preghiera. Ma non basta. Dobbiamo interrogarci di fronte a questo non raro blackout di civiltà e di buon senso, di fronte a questa violenza scaturita da una gioia collettiva, che dovrebbe essere espressione di festa e di solidarietà! Sotto la superficie di un apparente normalità di gesti e comportamenti sembra covare la brace di un disagio che si sfoga in modo scomposto e incontrollabile, cercando un pretesto qualsiasi per potersi esprimere. Siamo ancora una volta di fronte alla sfida educativa. Quali atteggiamenti e quali stili di vita, quali valori e quali passioni facciamo crescere noi adulti nel cuore dei giovani? La nostra vita familiare e sociale, (ahimè, anche la vita cristiana delle nostre comunità), offre modelli giusti per orientare la gioia e le sue espressioni più solenni e condivise in modo umanamente costruttivo, e non secondo le forme tipiche di scellerati videogiochi o di serial televisivi intrisi di violenza e di malvagità? Senza moralismo fuori luogo. Ma senza l ingenuità di chi afferma, con un velo di cinismo: che male c è?. Quando valori e ideali, passioni liete e di alto profilo, sani e condivisi entusiasmi sono ridotti a zero (questo è il nichilismo!) ci si può aspettare di tutto. Anche dalla legittima festa per il risultato di una partita di calcio. SPIGOLATURE di Mario Guidotti Obiettivo: vivere fino a cent anni Si calcola che un bambino su due che nasce quest anno avrà la possibilità di arrivare a vivere fino a 100 anni. La Medicina, la tecnologia e la scienza sembra che lo permetteranno. Già oggi non è più un eccezione vedere anziani di 90 e passa anni, magari neanche tanto in cattivo arnese. Bene. Benissimo? Mah! Il punto è vedere se questo allungamento degli anni da vivere sarà un allungamento della vita o solamente della vecchiaia. Il credente accetta la vita che gli viene donata, cercando di restituirne il dono con più frutti possibile, punto. Lunga o corta, bella o brutta, è un dono. E allora rivolgiamo un pò di domande a chi si occupa di scienza mirata ad allungare la vita. E queste sono parecchie. La prima è: miglioriamo la quantità a scapito della qualità o le due cose vanno insieme? E, sempre per tornare al credente, la vita va accettata a prescindere o magari aggettivata? Della serie, la vita mi piacerebbe in salute, bella, ricca, in compagnia, e via desiderando. Lascio a chi più del sottoscritto può dare queste risposte e resto sul problema invecchiamento. Sicuramente non siamo pronti a diventare così anziani. Già adesso lo vediamo. Il cambiamento della famiglia ha reso i nostri vecchi soli. Ci ha salvati l immigrazione. Cosa faremmo senza le badanti dell est o del Sudamerica o di qualunque parte del mondo? Non siamo pronti sotto il profilo architettonico e ambientale. Non è un paese per vecchi era il titolo di un film. Ma a ben guardare potrebbe essere scritto all ingresso di ogni nostro centro abitato. Un bambino su due nato oggi, vivrà un intero secolo. Ma ad allungarsi è la vita o solamente la vecchiaia? Perché più di una vita lunga desideriamo una vita larga La nostra società è strutturata per tempi e prestazioni fisiche under 80 anni, almeno. Centri commerciali, viabilità, mezzi pubblici, uffici, tutto è organizzato per prestazioni sostanzialmente omogenee,ma che non possono essere fornite ugualmente da 20enni ed 80enni. Non siamo pronti sotto il profilo della previdenza sociale. Non dimentichiamo che c è gente in pensione da quando aveva 36 anni, e magari vivrà fino a 96. Può lo Stato erogare loro trattamenti pensionistici per 60 anni, a fronte di una contribuzione fornita magari per soli 15 anni? E allora chi paga? Non siamo pronti da un punto di vista familiare. Gli attuali ultra 80enni hanno figli di 60 anni, sicuramente stanchi, a volte malati, con un carico a loro volta di figli denso di difficoltà varie (non dimentichiamo che stiamo attraversando la crisi economica peggiore dal dopoguerra) e magari nipoti da accudire. L attuale generazione di 50-60enni sta vivendo un esperienza mai vissuta dalle precedenti, stritolata in mezzo a 2 o 3 generazioni e tenuta a dare risposte, aiuto ed assistenza a chi viene prima e a chi viene dopo. Non siamo pronti sotto il profilo sanitario. Pensate che gli studi clinici per la registrazione di un farmaco fino a pochi anni fa arrivavano ad includere soggetti solo fino a 80 anni. E dopo? Come li curiamo? Improvvisando? Come nutriamo un 90enne? Che antibiotico in un centenario? L aspirina sarà pericolosa? Chi lo sa? Quindi, che cosa facciamo, rinunciamo? No. Ci prepariamo. Se la nostra generazione non era pronta ad affrontare tanto invecchiamento, dovranno invece esserlo le prossime. Sistemi sociali, amministrativi, urbanistici e sanitari dovranno essere riprogrammati. Resta una considerazione comunque: più di una vita lunga ci pare maggiormente desiderabile una vita larga, intendendo con questo termine un esistenza piena e fattiva, ricca di eventi e persone, sia che essa duri pochi o tanti anni. A questo proposito ci piace citare il Metastasio, poeta, compositore e sacerdote che nel 18esimo secolo affermava Il viver si misura dall opre, non dai giorni. Editoriale Madri contro il razzismo (segue dalla prima) Ma poi ecco il vero colpo di teatro: il signor Balotelli un nome che sembra preso dall elenco dei pensionati di Rescaldina; una voce davvero improbabile (da sembrare doppiata) nel suo smaccato vernacolo bresciano montato su un fisico da indomito guerriero di tribù ghanese, finita la partita, si avvicina alla tribuna e si lascia affondare nell abbraccio tentacolare della mamma (adottiva) Silvia. Tutto in un momento: frantumazione di ogni barriera di razzismo italoafricano e celebrazione dell italico matriarcato. Una scena da libro Cuore, con l anziana signora a gingillarsi quel fisico d ebano scolpito e palestrato, una mano fragile e tenace a serrare la nuca del figliolo con la cresta da ultimo dei Mohicani. Un abbraccio che pareva dire, come un fiume: ti ho raccolto che avevi due anni, all ospedale dove i tuoi genitori poveri ti avevano lasciato, e anche se non sei uscito dal mio grembo, sei il frutto del mio cuore materno, e questo basta e avanza per disinnescare ai miei occhi il peso delle tante (troppe) gherminelle da adolescente inquieto, in fondo sei sempre il mio piccino, non c è confronto con le (tante) braccia femminili che ogni tanto ti blandiscono, e per quante ne spareranno su di te i tabloid inglesi, lo sai che qui ci sarà sempre un porto dove puoi trovare l approdo. Eccolo qui, il vero spot contro il razzismo! Nell abbraccio di mamma Silvia si sono d un colpo azzerate tutte le differenze fra Mamma Italia e i suoi nuovi figli nati o venuti o cresciuti qui da noi con la pelle nera. Nella modifica da Barwuah (cognome anagrafico) a Balotelli (cognome adottivo) c era come l utero di una Nazione, lacerato da un parto difficoltoso, che d improvviso si cicatrizzava. è questo l antirazzismo che preferiamo. Quello di chi, di fronte a un frugoletto nero che nessuno voleva, che singhiozzava nella corsia di un ospedale (pur accudito dalla premura dei medici), non di don angelo riva ha fatto tanti discorsi, si è rimboccata le mani, gli ha aperto il cuore, la casa e un affetto famigliare dove continuare a vivere. E a proposito, in questo sodalizio di madri contro il razzismo, permettetemi di affiancare a mamma Silvia anche mamma Rose Barwuah. Certo, non le faremo un monumento, a mamma Rose, per aver abbandonato il piccolo Mario all ospedale di Brescia (ma chissà quale strazio, e quale contesto di povertà hanno accompagnato quella scelta). Però un coraggio mamma Rose l ha avuto: quello di non abortire. Forse qualcuno glielo aveva pure consigliato, per evitare un lungo strascico di sofferenza per te e per lui, ma lei ha tenuto duro, e, come esortava a fare Madre Teresa di Calcutta, partorendo suo figlio ha dato il suo bel contributo contro il razzismo n. 1. Non ha rubato a Mario il diritto di vivere. Poi mamma Silvia ha fatto il resto. E noi ne siamo felici. Anche perché, se no, non ne segnavamo due alla Germania

3 Attualità Sabato, 7 luglio Consiglio europeo. Soddisfazione è stata espressa per l esito della riunione del 28 e 29 giugno scorso. Tra le misure adottate un patto di 120 miliardi per la crescita e nuove misure per la stabilizzazione monetaria. Ora, però, è tempo di passare dalle parole ai fatti. L Euro è salvo, per ora... Un vertice difficile ma fruttuoso. E con i risultati raggiunti mi considero un uomo felice. Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, mette da parte per un momento il suo proverbiale aplomb e confida soddisfazione per gli esiti dell incontro che ha messo i 27 leader comunitari attorno a un tavolo, durante il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, per discutere di risposta alla crisi, azioni per la crescita, vigilanza sulle banche e sui debiti nazionali. Chi ha vinto e chi ha perso in questa due-giorni? chiede un giornalista al politico belga. Non si può ricondurre il tutto a vincitori e vinti. Il negoziato è stato duro. Ma qui abbiamo tutti la medesima missione: stabilizzare la zona euro. E le decisioni assunte vanno in quella direzione. Per quanto riguarda lo scudo anti-spread e il sostegno ai titoli dei Paesi esposti alla speculazione aggiunge: Chi riceve aiuti deve accettare una ferrea condizionalità. Per gli altri Stati vige il senso di responsabilità. Il Consiglio si chiude dunque, come pochi avrebbero scommesso alla vigilia, con varie acquisizioni. È stato varato un patto per la crescita da 120 miliardi, si è configurato un unico meccanismo di vigilanza sulla zona euro cercando di spezzare come si legge in una dichiarazione scritta dell Eurogruppo il circolo vizioso tra banche e debito sovrano. Si sono tese le mani ai Paesi che navigano in cattive acque finanziarie e persino verso quelli che potrebbero trovarsi nella stessa posizione domani o dopodomani. Ha inoltre registrato uno step positivo la road map per un autentica unione economica e monetaria, che passerebbe dall unione bancaria, da quella di bilancio e dal rafforzamento dell unione politica, come pretendeva la cancelliera tedesca Angela Merkel. Ma per la definizione delle mosse successive occorrerà attendere i prossimi mesi. A sua volta il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, piuttosto provato dalla notte di colloqui, bracci di ferro e limature ai testi ufficiali, ribadisce la soddisfazione per i risultati conseguiti e segnala un aspetto ulteriore: Finalmente è stata stabilita una relazione stretta tra il Quadro finanziario pluriennale dell Ue e la crescita delle nostre economie. Senza un adeguato bilancio comunitario e senza fondi strutturali provenienti da Bruxelles, lascia intendere l esponente portoghese, i piani per la crescita resterebbero zoppi. Proprio sul piano per la crescita si esprime Helle Thorning-Schmidt, premier danese e presidente di turno del Consiglio dei ministri dell Ue: Il patto ora c è. Va precisato e attuato. Certo, la crisi non è ancora alle spalle, ma questo è un tentativo serio di risposta. Così la costruzione europea, superato questo imbuto, può riprendere il suo accidentato percorso anche se, le dichiarazione dei politici olandesi e finlandesi dei giorni scorsi, hanno raffreddato gli entusiasmi, in attesa che gli accordi, presi a parole, diventino realtà. GIANNI BORSA Notizie flash UE La presidenza di turno a Cipro Dal 1 luglio Cipro ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dei ministri dell Unione europea. é la prima volta per Nicosia dall ingresso nell Unione nel Un passaggio che arriva in un momento delicato non solo per l UE, ma anche per la stessa isola. Le autorità di Nicosia hanno, infatti, recentemente chiesto all UE aiuti economici per le proprie banche, mentre continua lo stallo nelle trattative con la parte turco-cipriota, dichiaratasi indipendente nel Adesso la fase 2 Buone notizie dunque sembrano finalmente arrivate dal consiglio europeo che ha chiuso il primo semestre Sotto la spinta di una emergenza ormai strutturale, si sono cominciate a prendere delle decisioni che dovrebbero portare a coordinare e mettere in sicurezza le politiche in Eurolandia a proposito del sistema bancario e del debito pubblico. In realtà i dettagli applicativi delle decisioni dei capi di stato e di governo, che sono fondamentali, saranno messi a punto nei prossimi giorni: quel che conta era un messaggio politico. E questo sembra arrivato. Ma non può bastare, non tanto sul piano appunto economico-finanziario, quanto proprio su quello politico. L Unione insomma sta entrando in una nuova fase, di cui possiamo cominciare ad intravedere i contorni, o piuttosto le sfide. Finita la stagione pre-muro, finita quella dell allargamento quantitativo, finita la prima fase, ottimistica e un po spensierata, dell Euro, siamo ora alla necessità di disegnare politiche concrete di integrazione e di controllo: è la seconda stagione dell Euro, quella che presuppone un di più di politica, dunque di leadership e di visione, come si dice sempre più spesso, segno che appunto di disegni lungimiranti e responsabili si avverte la mancanza. D altro canto è proprio la partita della moneta unica che diventa anche uno dei modi perché l Europa possa giocare un ruolo nei nuovi equilibri mondiali. I mercati d altra parte, come si dice con un altra espressione sintetica ed equivoca, hanno bisogno di una valida interlocuzione politica. In questo senso sembra che i segnali siano positivi. Ma bisogna corroborarli. Allora è fondamentale continuare a lavorare sulla direttrice stati- Unione. Il ruolo sempre più stringente dell Unione e, per quanto riguarda in particolare eurolandia della Banca centrale europea deve essere accompagnato da una sempre maggiore responsabilizzazione dei singoli Stati, e dunque delle loro leadership. Gli Stati sono ancora necessari, ma devono funzionare bene, devono sapere svolgere una funzione virtuosa di incentivo positivo. Tanto nelle politiche di rigore, che in quelle, che il consiglio europeo di giugno sembra avere finalmente inaugurato, di crescita e di sviluppo. Qualcosa si sta vedendo, sulla spinta e di fronte all urgere delle emergenze. Ma c è veramente molto, molto da fare, anche qui, in Italia. FRANCESCO BONINI Eurostat La fotografia di un Europa diseguale La ricchezza pro capite si concentra nei Paesi del nord Europa, mentre i livelli di Pil diminuiscono progressivamente procedendo verso il Mediterraneo e verso Est. È quanto emerge da uno studio realizzato da Eurostat, secondo il quale il Prodotto interno lordo per abitante varia dal 274% del Lussemburgo fatto 100 il dato medio dell Unione europea al 45% della Bulgaria. Dunque il livello più elevato di Pil pro capite si registra nel Granducato; seguono nella classifica delle nazioni più ricche dell Ue i Paesi Bassi (131% rispetto alla media comunitaria), Austria (129), Irlanda, Svezia, Danimarca e Germania, tutti compresi tra il 130 e il 120%. Superiori alla media dell Unione sono ugualmente Belgio, Finlandia, Regno Unito (108%) e Francia (107%). Attorno alla media Ue oscillano Italia e Spagna. Quindi, decrescendo, Cipro, Slovenia, Malta I Paesi che hanno meno disponibilità pro capite sono infine le repubbliche baltiche, l Ungheria (66%), la Polonia (65%), per giungere a Romania (49% della media Ue) e Bulgaria (45%). Insieme contro l evasione fiscale O ccorre essere chiari: gli evasori fiscali depredano i comuni cittadini e privano gli Stati membri di risorse preziose. Questa pratica deve essere eliminata se vogliamo sistemi fiscali equi ed efficaci : Algirdas Semeta, commissario per la fiscalità e l unione doganale ha presentato il 27 giugno una strategia per contrastare l evasione e la frode fiscale, elaborata su mandato del Consiglio europeo del marzo scorso, e consegnata quindi al summit di fine giugno. Semeta ha posto l accento sulla necessità di una volontà politica per contrastare ciò che ritiene, assieme all Esecutivo, un furto ai danni dei concittadini e degli Stati. Le proposte della Commissione spaziano dalla definizione di sanzioni minime comuni per i reati fiscali al varo di un numero di identificazione fiscale transfrontaliera ; prevede inoltre una carta del contribuente comunitario e misure più radicali contro i paradisi fiscali (queste ultime hanno già incontrato le perplessità di alcuni Stati aderenti, come Lussemburgo e Austria, e altri confinanti con l Unione, a partire dalla Svizzera). La Commissione procederà entro il 2012 a definire un Piano d azione per la lotta all evasione fiscale, contenente misure specifiche e concrete che sarà possibile sviluppare rapidamente. Secondo la Commissione, la dimensione dell economia sommersa in tutti gli Stati membri è pari a circa un quinto del Prodotto interno lordo (ma con notevoli differenze tra un Paese e l altro) e quindi a un importo dell ordine di 2mila miliardi di Euro. è evidente che iniziative nazionali isolate non permettono di risolvere questo problema, sottolinea il documento dell Esecutivo.

4 4 Sabato, 7 luglio 2012 Italia Azzardo&usura In dieci anni quintuplicate le famiglie sovraindebitate I n dieci anni è quintuplicato il numero delle famiglie sovraindebitate, che sono passate da 200mila a 1,1 milione. La cifra è emersa dalla relazione Debito, bilancio economico deficitario, sovraindebitamento, rischio di ricorso all usura e usura, presentata dal sociologo Maurizio Fiasco, all assemblea della Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II, svoltasi nei giorni scorsi a Roma. Si tratta di circa 3-4 milioni di persone che vivono in famiglie a rischio di scivolare dalla povertà relativa a quella assoluta ha detto Fiasco e quindi gravemente esposte alla tentazione di chiedere soldi agli usurai. Le Regioni dove questo rischio è più evidente sono Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia, anche se molte difficoltà ad arrivare a fine mese si avvertono pure in Regioni del Nord come Piemonte, Lombardia, Veneto, o come la Liguria dove le famiglie in deficit superano il 25%. Il segretario della Consulta antiusura, mons. Alberto D Urso, ha sottolineato che di fronte a questo scenario le Fondazioni operano offrendo aiuto materiale e sostegno morale, cercando di allontanare lo spettro del ricorso all usura. Ha aggiunto che a fronte della condanna del gioco d azzardo sul piano pubblico, le istituzioni spesso favoriscono il moltiplicarsi dei giochi on-line, delle slot machine, dei gratta-evinci alla ricerca di sempre più fantasiose possibilità di gioco e di introiti per le casse pubbliche. La psicologa Daniela Capitanucci ha illustrato le conseguenze del sovraindebitamento per le famiglie dei giocatori patologici, mentre l economista Isabella Martucci ha collocato la crescita del gioco nel quadro della crisi economica in cui ci troviamo. Sulla base del volume di giocate degli italiani, la spesa lorda pro-capite risulta di euro, il che significa oltre euro in media per famiglia ogni anno. A fronte di questa situazione, il 31 gennaio 2012 la Consulta nazionale antiusura ha costituito il Cartello Insieme contro l Azzardo, per contrastare di più questo fenomeno che il card. Angelo Bagnasco ha definito di recente una nuova droga che corrompe il modo di pensare e quindi i costumi. Scuola Firmata la nuova Intesa. U na nuova intesa, anzi due, sull insegnamento della religione cattolica (Irc). Ieri, 28 giugno, le hanno firmate, come previsto dalle procedure di derivazione concordataria, il ministro dell Istruzione, Francesco Profumo, e il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco. I due testi riguardano questioni differenti ma ugualmente importanti. Il primo, una vera modifica dell Intesa Cei-Mpi del 1985, seguita al Nuovo concordato del 1984, aggiorna i profili di qualificazione professionale dei docenti di religione. Una modifica che si è resa necessaria negli ultimi anni Al centro del testo la qualificazione degli insegnanti e i contenuti dei programmi per armonizzare il percorso formativo richiesto agli Idr con quanto previsto, oggi, per l insegnamento nelle scuole italiane. La logica di fondo, già ben presente nel 1984 e 1985, è quella di garantire docenti preparati, veri professionisti della scuola, che possano operare con competenza e qualità all interno dell istituzione pubblica. È, questo, un portato proprio del Nuovo Concordato, che a suo tempo, ridefinì Sottoscritto dal cardinale Bagnasco e dal ministro Profumo l accordo sull insegnamento della religione. l insegnamento cattolico in senso propriamente scolastico e permise di indicare titoli di studio precisi per i docenti. Una logica che è proseguita fino al riconoscimento del ruolo giuridico dei docenti di religione: professionisti della scuola, come i colleghi delle altre materie. Una logica, ancora, che sostiene il capillare e continuo impegno di formazione in servizio organizzato sia a livello nazionale, sia locale, per gli Idr. Ora i titoli di accesso alla professione (si partirà del 2017) sono aggiornati ai cambiamenti avvenuti nei percorsi formativi universitari e in linea con le nuove istruzioni sugli Istituti superiori di scienze religiose. La seconda intesa appena firmata riguarda, invece, le nuove indicazioni per l insegnamento della religione cattolica nel secondo ciclo, sulla base dei rinnovati documenti che il Miur ha elaborato in un quadro di riforma dell intero sistema educativo d istruzione e formazione. Sono, attesissimi, i nuovi programmi per le scuole superiori che in questi anni hanno sofferto un periodo di vacanza dovuto anche al continuo mutare degli orientamenti circa la riforma scolastica. Il cardinale Bagnasco ha spiegato come le indicazioni si sono rese necessarie tenuto conto del nuovo assetto dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali, nonché dei percorsi d istruzione e formazione professionale. Per questo le nuove indicazioni sono state differenziate in modo tale da rispecchiare al meglio il carattere e l impostazione culturale di ciascuna tipologia di scuola e del particolare ordinamento dell istruzione e formazione professionale. Toccherà ora ai docenti mettere alla prova i nuovi testi, esaminandoli con attenzione e traducendo in concreto, nella prassi didattica, quanto proposto dalle indicazioni. Magari anche suggerendo a loro volta percorsi e strade di rinnovamento. È, questo, peraltro, il dinamismo continuo di una materia scolastica che voglia davvero qualificarsi come tale. E qui sta il nodo di fondo: l Irc, anche attraverso questi ultimi passaggi, si conferma attento alla scuola, al suo servizio, come ha ricordato ancora al momento della firma il cardinale Bagnasco. E lo ha sottolineato anche il ministro Profumo, in un inciso, ricordando come anche molti alunni stranieri (in questi anni aumentati in modo esponenziale) scelgano di avvalersi dell insegnamento cattolico. Sono persone di culture diverse, che tuttavia decidono ( circa la metà ) di frequentare l Irc, confermando dice il ministro la natura scolastica di questa disciplina, a prescindere dall appartenenza religiosa personale. Davvero non è poco. ALBERTO CAMPOLEONI Preoccupati per il futuro. I troppi tagli mettono a rischio la tenuta delle politiche sociali. I l Terzo settore è molto preoccupato per la crisi economica e finanziaria in cui siamo immersi. Il grido d allarme è stato lanciato la scorsa settimana a Roma, nel convegno dal titolo Non ci salveranno i mercati. Equità, responsabilità e solidarietà per un altro sviluppo, in occasione dei 15 anni di fondazione del Forum Terzo settore. Il sociale organizzato, che fa capo al Forum, dà lavoro a circa 800 mila addetti e raccoglie un universo di 4,3 milioni di volontari con entrate per circa 40 miliardi di euro. Tra gli aderenti, in ambito cattolico, ci sono Acli, Age, Agesci, Cdo, Capodarco, Csi, Ctg, Cts, Cnos, Focsiv, Mcl, Pgs e altri. Secondo Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli e portavoce del Forum, che durante il convegno ha presentato l appello rivolto a Governo e Parlamento per il rilancio del settore e per un nuovo modello di sviluppo basato sulla coesione sociale, sullo sviluppo dei territori, sulla cura dei beni comuni, la situazione è estremamente preoccupante, drammatica, tragica. Termini così forti, ha spiegato, derivano da una condizione, di giorno in giorno, più precaria per un numero crescente di persone, segnate da insicurezza, da paura del domani, talvolta persino dalla disperazione. La politica, ha proseguito, ha puntato con decisione alla sola riduzione della spesa pubblica ma ci si illude di poter uscire dalla crisi uguali a come ci si è entrati, ancora con un modello iperliberista, forse solo un poco più controllato dagli Stati. Il Appello per il Terzo Settore Forum, nel suo appello, candida pertanto il vasto mondo del sociale organizzato, e i milioni di cittadini che vi ripongono fiducia, a divenire parte attiva di una ripresa che ha aggiunto Olivero punti a ridurre la povertà e disuguaglianza, a riformare e non smantellare il welfare, ad attuare il principio di sussidiarietà permettendo ai cittadini una più ampia partecipazione allo spazio pubblico per far crescere i valori civici e di solidarietà collettiva. Nell appello si fanno presenti alcuni fattori di seria preoccupazione per l attività degli organismi associati: anzitutto il taglio dei fondi per le politiche sociali, passati da 2,5 miliardi del 2008 a soli 179 milioni del 2011, unica vera risorsa per il welfare sussidiario dice l appello. In secondo luogo, la chiusura dell Agenzia per il Terzo settore rappresenta un duro colpo, si è detto, in quanto era l unico soggetto istituzionale che aveva nella propria mission la promozione dell associazionismo. Un terzo fattore è il mancato sostegno all impresa sociale, vera possibilità di rinnovamento dell economia, insieme alla contestuale riduzione di agevolazioni alla cooperazione. Infine, la mancata stabilizzazione del 5x1000, unico strumento di sussidiarietà fiscale, e l assenza di provvedimenti per garantire il Terzo settore, a fronte delle gravi inadempienze nel saldare il dovuto da parte delle pubbliche amministrazioni. I politici ed esponenti delle istituzioni presenti all incontro hanno risposto a questo appello con varie sottolineature. Il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha riconosciuto la gravità della crisi dello Stato sociale in Europa. Non torneremo più indietro ha affermato allo Stato paternalista e, quindi, occorre che il Terzo settore contribuisca al dibattito su come incrementare l offerta di servizi da parte di erogatori privati, collettivi e pubblici, con un metodo di azione che sia nuovo ed efficace. Lorena Rambaudi, coordinatrice della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni, ha riconosciuto le difficoltà che le Regioni vivono e ha assicurato che si farà di tutto per non smantellare il sistema dei servizi. Il presidente della 6ª Commissione del Senato Finanza e Tesoro, Mario Baldassarri, ha affermato che è falso che le risorse non ci siano. La realtà è che le nostre finanze pubbliche sono colpite da 60 miliardi di corruzione, come dichiarato dalla Corte dei Conti, e da circa 120 miliardi di evasione fiscale. Contrastando progressivamente queste due voci, si potrebbe arrivare a una situazione sostenibile. Ma il tempo rimasto è poco. Dal canto suo, Gregorio Arena, docente di diritto amministrativo a Trento e presidente di Labsus, il Laboratorio per la sussidiarietà, ha parlato di un contributo del Terzo settore per rafforzare la democrazia e favorire la ripresa, basato da un lato sull impegno a rafforzare la democrazia rappresentativa ; in secondo luogo, favorendo una maggiore presenza del Terzo settore ai livelli deliberativi ; in terzo luogo, sostenendo la democrazia operante, cioè quella partecipazione alla vita pubblica che passa attraverso la cura dei beni comuni da parte dei cittadini, insieme con le amministrazioni, sulla base del principio di sussidiarietà.

5 Italia Sabato, 7 luglio In merito alla Riforma-Fornero Il lavoro dov è? L a riforma Fornero non è un passo epocale, e già tutti affermano che poi verrà ritoccata di qua e di là. I commenti più trancianti sulla legge sono arrivati dalle cosiddette parti sociali, con il neo-presidente di Confindustria a definirla una boiata (poca flessibilità in uscita, più rigidità in entrata) e la Cgil a fare le barricate. Una riforma che il centrodestra vuole successivamente emendare nelle norme previste per dare un giro di vite alla flessibilità lavorativa, e il centrosinistra nelle norme che modificano gli ammortizzatori sociali. Siccome è tempo di fare le riforme, bisognava pure fare questa. Avrà efficacia assai relativa come la recente sulle liberalizzazioni ma dà un senso molto politico all azione del governo: fa vedere all estero che non ce ne stiamo qui con le mani in mano, che siamo impegnatissimi a cambiare le cose, che siamo un Paese serio. Poi, cambiare le cose in Italia è tutt altra faccenda. Con la riforma si smonta in parte la normativa sui licenziamenti nelle aziende con più di 15 dipendenti, tenendo sempre conto che in materia fa più la giurisprudenza dei tribunali che la legge; si spauracchia l impiego pubblico ventilando l addio definitivo al posto fisso; si cambiano le norme sull apprendistato, sui contratti a tempo, sulle false partite Iva, con logiche giustissime. Salvo dimenticarsi Dodici punti per cercare di sintetizzare una legge che non convince e che già si vuole rifomare... La riforma in breve Art.18. Addio reintegro automatico in caso di licenziamento per motivi economici. Prevista in alcuni casi un indennità risarcitoria. La procedura di conciliazione, obbligatoria in questo primo caso, non potrà più essere bloccata da una malattia «fittizia» del lavoratore. Uniche eccezioni saranno maternità o infortuni sul lavoro. Resta nullo il licenziamento discriminatorio intimato per ragioni di credo politico, religione o attività sindacale. In caso di licenziamenti disciplinari (giusta causa o giustificato motivo soggettivo) ci sarà minor discrezionalità del giudice per il reintegro, che sarà deciso solo sulla base dei casi previsti dai contratti collettivi. Contratti a tempo. La durata del primo contratto a termine, che può essere stipulato senza che siano specificati i requisiti per i quali viene richiesto (la causale), sarà di un anno. Le pause obbligatorie fra uno e l altro salgono dai 10 giorni per un contratto di meno di 6 mesi a 20 giorni e a 30 per uno di durata superiore. Il Parlamento ha reso più soft quanto previsto dal governo. Apprendisti. Arrivano norme più stringenti, anche se il Senato ha allentato un po i vincoli. Sarà sempre possibile assumere un nuovo apprendista, ma i contratti in media dovranno durare almeno 6 mesi e cambia il rapporto con le maestranze qualificate. Co.co.pro, da salario base a una tantum. Definizione più stringente del progetto con la limitazione a mansioni non meramente esecutive o ripetitive che, nella sostanza, siamo i campioni mondiali di aggiramento delle norme stesse Diciamo allora che la parte migliore promana dallo spirito che ha permeato la costruzione della riforma, e ci rifacciamo alle parole tante volte espresse dal ministro Elsa Fornero: far capire che è importante il lavoratore e non il posto di lavoro; eliminare, dal necessario concetto di flessibilità, l ingiusta zecca dello sfruttamento che la trasforma in precarietà; spostare il sistema delle relazioni industriali dal 1970 dov era incagliato al 2020, ad un mondo che nel frattempo è cambiato. Cosa volete che sia lo spaccare il capello sulle caratteristiche di un licenziamento (discriminatorio o disciplinare?), per quanto sia giusto farlo, quando il vero problema è la mancanza di lavoro, la progressiva scomparsa di aziende che non ce la fanno ad affrontare la crisi o che si stanno spostando in altri Paesi dove lo spaccare il capello non è contemplato dalle leggi? Quanto alla nuova legge, attendiamo le successive modifiche alcune necessarie, la riforma è stata fatta in breve tempo e soprattutto speriamo che vada in porto quel cambiamento degli ammortizzatori sociali ormai indifferibile. La cassa e aumento dell aliquota contributiva di un punto l anno fino a raggiungere nel 2018 il 33% previsto per il lavoro dipendente. Lo stipendio minimo dovrà fare riferimento ai contratti nazionali. Si rafforza l una tantum ai parasubordinati. Ad esempio, chi ha lavorato 6 mesi potrà avere oltre 6mila euro. Partite Iva, stanare le false. La durata di collaborazione non deve superare otto mesi; il corrispettivo pagato non deve essere superiore dell 80% di quello di dipendenti e co.co.co.; il lavoratore non deve avere una postazione fissa in azienda. Le partite Iva che hanno un reddito annuo lordo di almeno 18mila euro sono considerate vere. Aspi. La nuova assicurazione sociale per l impiego parte nel 2013 e sostituirà a regime, nel 2017, l indennità di mobilità e le varie indennità di disoccupazione. Ne potranno usufruire i lavoratori dipendenti, gli apprendisti e gli artisti. La contribuzione è estesa ai lavoratori che rientrino nell ambito di applicazione dell indennità. L aliquota sarà gravata di un ulteriore 1,4% per i lavoratori a termine. Sarà possibile trasformare l indennità Aspi in liquidazione per avere un capitale e avviare un impresa. Il lavoratore che però rifiuta un impiego con una retribuzione superiore almeno del 20% rispetto all indennità che percepisce perde il sussidio. Job on call, basta un sms. Per attivare il lavoro a chiamata basta un sms alla Direzione provinciale del lavoro. In caso integrazione mostra troppe rughe e soprattutto subiamo l incapacità di trasportare un lavoratore espulso verso un nuovo impiego. I sostegni al reddito sono confusi, a macchia di leopardo, insufficienti; i Centri per l impiego provinciali sono pura burocrazia, così come latita tutta l azione di riformazione e di ricollocamento. E speriamo che l azione riformatrice sia la più ampia possibile, interessando pure la scuola e la derelitta formazione professionale. L Italia oggi è un Paese dove ci sono province a disoccupazione quasi totale (vivono di pubblico impiego e agricoltura), e territori alla disperata ricerca di personale che non trovano: in Toscana il boom della pelletteria di lusso non trova manodopera, le aziende del mobile veneto-lombarde pure, le strutture turistiche faticano a reperire personale. Mancano i camerieri, abbondano i laureati costretti a fare i camerieri: c è qualcosa che non va. Ecco, il valore della riforma Fornero è questo: abbiamo smesso di parlare... NICOLA SALVAGNIN di mancato avviso l azienda rischia da 400 a 2400 euro di multa. Il job on call sarà libero per under 25 e over 55. Equità di genere. Norme di contrasto alle dimissioni in bianco e rafforzamento fino a 3 anni di età del bambino del regime di convalida delle dimissioni rese dalle lavoratrici madri (al momento è un anno). Viene introdotto il congedo di paternità obbligatorio ma solo per un giorno e due facoltativi, che però si sottraggono alle 20 settimane di congedo della mamma (se lei è d accordo). Voucher asili. Il buono baby-sitter per agevolare le lavoratrici nei primi mesi di nascita del figlio potrà essere utilizzato anche per pagare gli asili-nido. Immigrati. Sale da sei mesi a un anno la validità del permesso di soggiorno per il lavoratore straniero che beneficia di interventi di ammortizzazione. Bonus produttività. Confermati con un emendamento del governo gli sgravi contributivi introdotti in via sperimentale per il triennio Voli e affitti. Ridotte le deduzioni sulle auto aziendali e quelle sulla tassa al servizio sanitario nazionale, applicata sulle assicurazioni Rc auto. Tagliato dal 15 al 5% lo sconto forfait previsto per chi dichiara con l Irpef i redditi derivanti da affitto (non tocca chi applica la cedolare). Aumentata di 2 euro la tassa di imbarco aereo. Fonte: Agensir-ANSA Disoccupazione I dati Eurostat e Istat sono per noi poco confortanti Oltre venti punti percentuali separano il Paese più virtuoso da quello con i maggiori problemi occupazionali nell UE27. I dati sul mercato del lavoro diffusi a inizio settimana da Eurostat, oltre a segnalare un nuovo aumento tendenziale delle persone senza impiego (11,1% nei 17 Paesi della zona euro; 10,3% considerando tutti gli Stati aderenti), indica che gli squilibri territoriali vanno aumentando. Così, mentre in Austria i senza impiego sono il 4,1% del totale della forza lavoro, in Spagna sono il 24,6%. Tra gli Stati in maggiore difficoltà in questo campo figurano - al di sopra della media comunitaria - anche la Grecia (21,9%), il Portogallo, le tre repubbliche baltiche, la Slovacchia, la Bulgaria. Fra i Paesi più grandi, si segnala il 10,1% di Francia e Italia, il 9,9% della Polonia, l 8,1% del Regno Unito. La Germania (5,6%) è uno dei Paesi in cui la disoccupazione è contrastata con maggiore efficacia. Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile (Eurostat considera i minori di 25 anni in cerca di impiego; in Europa il dato medio è attorno al 22%) svetta ancora la Spagna con il 52,1%. Ma altre nazioni hanno percentuali vicine al 40% di giovani disoccupati, fra cui Grecia, Italia e Portogallo. Famiglie Continua a crescere il prezzo dei beni primari Continua l escalation dei dati sulla spesa delle famiglie italiane. Dopo il significativo calo del 6,1% nelle vendite al dettaglio degli alimentari e l aumento dei prezzi dei prodotti alimentari nell ultimo semestre del 4,6%, arrivano i dati provvisori dei prezzi al consumo di giugno che registra un +0,2% rispetto a maggio 2012 e un +3,3% rispetto a giugno «Sono dati preoccupanti - dichiara Pietro Giordano, Segretario generale Adiconsum che mettono in luce le difficoltà delle famiglie italiane. Il silenzio del Governo su questi dati è divenuto ormai assordante. Chiediamo al Governo di convocare, attraverso i Ministeri competenti, le Associazioni dei Consumatori per la creazione di un Osservatorio permanente sui prezzi alimentari che monitori la formazione dei prezzi sui beni di prima necessità lungo tutta la filiera. Inoltre conclude Giordano - chiediamo alla grande distribuzione organizzata, a Confcommercio e a Confesercenti iniziative da concordare con le associazioni dei consumatori per ridurre tali aumenti e di siglare un Avviso Comune per non far scattare l aumento dell Iva dal 10 al 12% e dal 21 al 23%. C è bisogno sia da parte del Governo che delle associazioni di categoria di sostegni concreti alle famiglie, ai lavoratori e pensionati che da mesi stanno pagando il prezzo della crisi». Recessione I dati choc del Centro Studi di Confindustria Anche se non siamo in guerra i danni economici provocati dalla crisi sono equivalenti a quelli di un conflitto e a essere colpite sono state le parti più vitali e preziose del sistema Italia, da cui dipende il futuro del Paese. Così, senza troppa diplomazia, rilevava nei giorni scorsi il centro studi di Confindustria. I conti pubblici migliorano ma si allontana il pareggio di bilancio, sottolinea il capoeconomista di Confindustria, Luca Paolazzi, illustrando le stime di via dell Astronomia sul Pil tagliate rispetto alle precedenti previsioni: per il 2012 al -2,4% (dal -1,6%); per il 2013 al -0,3% (dal +0,6%). La ripresa è attesa dalla seconda metà del 2013, anno che si chiuderà con un milione e 482mila posti di lavoro in meno dal Nel 2013 l Italia avrà un livello di benessere del 10% inferiore alla media E la pressione fiscale effettiva schizzerà al 54,6% nel 2013.

6 6 Sabato, 7 luglio 2012 Europa Un evento storico: il patriarca Kirill in Polonia Per la prima volta nella storia del cristianesimo, dal 16 al 19 agosto, il patriarca di Mosca e tutte le Russie Kirill I farà una visita in Polonia. Il patriarca ha deciso di cambiare l ordine dei suoi viaggi, stabilito secondo una consuetudine secolare, e di andare in Polonia prima di effettuare dei viaggi in molti altri patriarcati. Infatti, il 17 agosto insieme con il presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep), mons. Jozef Michalik, firmerà un messaggio comune delle due Chiese ai rispettivi popoli russo e polacco. Mons. Jozef Michalik dice di attendere lo storico evento con grande speranza in quanto il documento riguarderà le prospettive di una più profonda fratellanza tra fedeli cristiani di entrambi i popoli. Per il presidente dei vescovi polacchi la firma del documento, è però soprattutto un coraggioso gesto di ubbidienza da parte della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa cattolica polacca alle parole di Gesù sul dovere di essere fratelli. Il messaggio è frutto di un lavoro di tre anni da parte dei rappresentanti delle due Chiese, e conterrà una riflessione riguardante la storia dei due popoli attraverso i secoli, l appello al reciproco perdono e alla riconciliazione, ma anche un richiamo a continuare il dialogo e dare una testimonianza comune soprattutto di fronte alle sfide del mondo moderno e dell odierna Europa. Alcuni fra i columnist cattolici polacchi che conoscono il contenuto del messaggio (non ancora reso pubblico) rilevano già oggi che non si può paragonarlo alla storica lettera dei vescovi polacchi all episcopato della Germania del 1965 Perdoniamo e chiediamo perdono. Il messaggio del patriarca Kirill e del presidente della Kep non include, secondo la loro opinione, un univoca valutazione morale dei fatti accaduti attraverso i secoli limitandosi a una riflessione assai generica sulla complessità delle reciproche relazioni. Paradossalmente - scrive Andrzej Grajewski, vice redattore capo di Niedziela (Domenica), il settimanale cattolico più letto in Polonia - la firma del messaggio richiederà un grande coraggio soprattutto da parte del patriarca Kirill, ultimamente attaccato da più parti in modo piuttosto violento. Il patriarca deve tener conto delle resistenze di una parte della gerarchia ortodossa così come quelle dei fedeli tra i quali i sentimenti di stampo anticattolico e antipolacco sono ancora forti. Grajewski afferma poi che il messaggio comune del capo della Chiesa ortodossa di Mosca e del presidente della Kep è stato oggetto di consultazioni con il Cremlino il quale, però, pur appoggiandone l idea non l avrebbe mai approvato qualora tentasse di presentare una nuova valutazione del passato, soprattutto quello comunista, che tuttora divide. In Polonia il patriarca Kirill incontrerà il metropolita Sawa a capo di ortodossi polacchi e visiterà alcuni centri religiosi partecipando tra l altro alle celebrazioni della festa di Trasfigurazione. Inoltre, sarà ricevuto dal presidente della Repubblica Bronislaw Komorowski. Il presidente del Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina e arcivescovo maggiore di Kyïv-Halyc, Svjatoslav Ševcuk, nella visita del patriarca Kirill in Polonia vede un è la prima volta nella storia del cristianesimo. Per l occasione verrà pubblicato un messaggio scritto con il presidente dei Vescovi polacchi I l rallentamento nella migrazione verso i Paesi Ocse, causato dalla crisi economica globale, sembra volgere al termine. L Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (34 Stati membri, ripartiti soprattutto fra Europa, nord America e Oceania) ha diffuso il 27 giugno il rapporto intitolato Prospettive sulle migrazioni internazionali L ampio documento segnala che, mentre le migrazioni verso gli Stati aderenti, e in esempio di riconciliazione possibile nel futuro anche in Ucraina tra la Chiesa greco cattolica e quella russa. Pur consapevole delle difficoltà dovute anche alla molteplicità delle chiese ortodosse ucraine, non tutte riconosciute dal patriarcato di Mosca, mons. Ševcuk auspica di potersi liberare dai gravami della storia, riconoscendo reciprocamente e perdonando dei peccati per guardarsi negli occhi come cristiani, come fratelli, e per costruire una Russia e una Ucraina veramente cristiane. Dopo il calo tra 2008 e 2010, nel 2012 aumentano gli arrivi Riprendono le migrazioni verso i Paesi dell Ocse particolare l Europa, erano diminuite significativamente tra il 2008 e il 2010 (-3%), ora si nota una ripresa degli arrivi. Il 2011 ha segnato una nuova ripresa di immigrazione in cerca di lavoro nella maggior parte dei Paesi membri, evidenzia il rapporto, presentato da Angel Gurria, messicano, direttore generale Ocse. È in crescita anche il numero di persone che entrano nell area Ocse per motivi di studio. Secondo lo studio nel 2010, la Cina è stata ancora una volta il principale Paese di origine dei flussi migratori verso l Ocse, essendo cittadino cinese quasi un migrante su dieci. Seguono India, Polonia e Romania, ciascuno con una quota pari al 5% del totale. È in aumento costante e questo è ritenuto di per sé un elemento positivo - il numero degli studenti internazionali che giungono in Europa, America settentrionale e Australia: essi sono oltre due milioni e mezzo. D altro canto la ricerca segnala che la recessione economica ha colpito duramente e quasi immediatamente gli immigrati. Il rapporto Ocse ci dà un quadro completo sull impatto della crisi economica in materia di migrazione e in un momento di intensa incertezza economica globale sottolinea, in diversi modi, come i governi possono soddisfare meglio le esigenze del lavoro attraverso politiche di immigrazione e integrazione. Con queste parole László Andor, commissario europeo per l occupazione, gli affari sociali e l integrazione, ha accolto la relazione International Migration Outlook Lo stesso concetto è ribadito da Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni: Se vogliamo beneficiare appieno delle potenzialità della migrazione, dobbiamo continuare a lavorare con determinazione a lungo termine, gestendo al meglio la politica di migrazione legale insieme a efficaci politiche di integrazione. Per rimanere economicamente competitivi ha sottolineato la Malmström - abbiamo bisogno di attirare lavoratori, in particolare i lavoratori altamente qualificati, provenienti da Paesi terzi. A Edimburgo il 40 incontro annuale dei segretari Ccee La Chiesa e le sfide dell Europa S i è tenuto ad Edimburgo, lo scorso fine settimana, il 40 Incontro annuale dei segretari generali della Ccee (Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee). Una visita istituzionale servita anche a rivivere il viaggio di Benedetto XVI in Scozia del settembre del Abbiamo avuto la meravigliosa opportunità di ospitare, ad Edimburgo e Glasgow, Benedetto XVI e in questa occasione ha ricordato il rappresentante del Governo scozzese - l entusiasmo della gente fu meraviglioso e testimonia l importanza della fede cattolica in Scozia dove vivono oltre 500 mila i fedeli. Essi testimoniano giornalmente questo spirito sia personalmente che comunitariamente, grazie al sostegno pastorale della Chiesa locale. Al saluto di sir Housden hanno fatto eco quelli di padre Duarte da Cunha, segretario del Ccee e di mons. Antonio Mennini, nunzio apostolico a Londra. Entrambi hanno ricordato le radici cristiane dell Europa e la necessità della loro difesa e promozione poiché poste a fondamento sociale e civile del Vecchio Continente. Un tema, quello delle radici cristiane dell Europa, ripreso ancora il 1 luglio ultimo giorno dell incontro prima della conferenza stampa finale da mons. Mennini. Il Papa ha detto ricorda spesso che viviamo in un mondo secolarizzato dove si tende a togliere la religione soprattutto quella cristiana dallo spazio pubblico. Non dobbiamo permettere all Europa di dimenticare le sue radici cristiane al contrario dobbiamo dare ai suoi cittadini e al mondo in crisi la buona novella dell amore, della giustizia e della pace. La missione della Chiesa non è nell ordine sociale, economico o politico ma in quello religioso e spirituale. La Chiesa deve percorrere lo stesso viaggio dell umanità condividendone le sfide. Sir Europa Un nuovo sito internet per informare i cittadini In occasione dell incontro di Edimburgo è stato presentato il nuovo sito di Sir Europa (www.agensir.eu), l agenzia d informazione nata nel 2001 che ora rafforza la sua vocazione europea. Il nuovo servizio, reso possibile dalla collaborazione con la Commissione degli episcopati della Comunità europea e con la rete dei corrispondenti delle Chiese cattoliche dei Paesi europei si avvarrà della coordinazione delle tre sedi di Roma, Bruxelles e Bratislava. Il sito è diretto da Paolo Bustaffa.

7 Mondo Sabato, 7 luglio In Sudan crescono le proteste anti-regime Si moltiplicano le manifestazioni per le strade di Khartoum; già mille giovani arrestati dalle forze di sicurezza. Il governo di al-bashir rischia di essere travolto, complice la pesante crisi economica C chi parla di un nuovo capitolo è della Primavera Araba e chi, più semplicemente, riferisce di poteste in risposta alle misure di austerità introdotte negli scorsi mesi dal governo sudanese, chiamato a fronteggiare la crisi economica più pesante dell ultimo decennio. Quello che è certo è che il Sudan, ed in particolare la capitale Khartoum, è teatro da mesi di proteste crescenti con migliaia di giovani scesi ripetutamente nelle piazze. Secondo fonti della società civile sarebbero circa mille gli arrestati. Particolare scalpore ha suscitato la protesta di un gruppo di donne scese per le strade il 15 giugno scorso. Le proteste non sono un fenomeno completamente nuovo per Khartoum, ma a stupire è la quantità e la portata delle manifestazioni. Un fatto che, unito all indebolimento della leadership di al-bashir (in carica dal 1989), potrebbe complicare la situazione. Il governo sudanese si trova, infatti, nel pieno delle trattative con il Sud Sudan, indipendente dal luglio 2011, per la gestione dei proventi petroliferi, dei confini e di altre importanti questioni economiche, mentre sul fronte interno, nonostante la pesante repressione dell esercito (particolarmente cruenta in Darfur e sui Monti Nuba), continua e si rafforza il fronte delle milizie che si oppongono al governo. Uno scontro che, oltre al già citato Darfur, sta infiammando le regioni di confine del Sud Kordofan e del Blue Nile. In queste regioni vivono popolazioni che per decenni hanno combattuto contro il governo centrale al fianco dei soldati del Sudan People Liberation Army, l esercito protagonista dell Indipendenza del Sud per essere però escluse dalla secessione, vivendo al di sopra della linea del confine. Il rischio, anche se l ipotesi appare lontana, è che Il Paese è segnato da insurrezioni armate e da proteste pubbliche, mentre cresce la tensione politica con il Sud Sudan dopo il blocco delle esportazioni di petrolio deciso da Juba, con pesanti ricadute economiche per entrambi i Paesi di Michele Luppi questi gruppi possano unirsi per cercare di detronizzare il vecchio leader. Ma non sono solo i movimenti locali a premere sul presidente. Da anni sta crescendo nella politica sudanese la pressione da parte dei gruppi islamisti, guidati dall ex alleato di al-bashir, al-turabi, ora suo nemico numero uno. Al-Turabi, che per idee politiche è vicino alle posizioni dei fratelli musulmani, potrebbe anche uscire rafforzato politicamente dal successo dei Fratelli Musulmani in Egitto. L INDIPENDENZA DEL SUD E LA CRISI ECONOMICA Ad oggi è difficile ipotizzare quale piega prenderà la crisi sudanese. Ma è certo che se la crisi economica dovesse proseguire, il governo potrebbe trovarsi in una situazione molto difficile. L indipendenza del Sud e il conseguente braccio di ferro con Juba, capitale del Sud Sudan, per la gestione delle risorse ha privato Khartoum di buona parte delle sue rendite petrolifere. Il 75% del petrolio sudanese si trova nelle regioni meridionali, ma per essere esportato deve necessariamente passare per i due oleodotti che conducono a nord verso le tre raffinerie del Paese (nel Sud non ce ne sono) oppure a Port Sudan dove viene imbarcato sulle petroliere. Durante il periodo di transizione, iniziato nel 2005, un accordo prevedeva la divisione a metà dei proventi del petrolio estratto nelle regioni meridionali. Un accordo che, subito dopo l indipendenza, il Sud Sudan ha chiesto di modificare perché ritenuto troppo svantaggioso. Durante le trattative il Sud Sudan ha offerto un compenso di 1 dollaro a barile come tributo per l utilizzo degli oleodotti. Una cifra lontana dai 30 dollari chiesti da Khartoum. Una situazione di stallo a cui il Sud ha risposto bloccando le esportazioni di greggio. Grazie al coinvolgimento delle Nazioni Unite sono in corso trattative ad Addis Abeba, ma nessun accordo è stato raggiunto e questo sta avendo pesanti ricadute sulle economie di entrambi i Paesi: a Sud dove le esportazioni di greggio rappresentano il 98% del PIL e anche a Khartoum dove i proventi del petrolio hanno alimentato la crescita sfrenata della capitale. Secondo una ricerca dell Agenzia americana per l energia, l indipendenza del Sud costerà al Sudan circa 7,7 miliardi di dollari nei prossimi 4 anni, senza contare i miliardi andati in fumo a causa del blocco delle esportazioni. Il buco di bilancio in questo primo anno di indipendenza del Sud sarebbe di 2,4 miliardi di dollari. È per questo che il governo è stato costretto a varare misure di austerità per risanare le casse dello stato andando a tagliare i sussidi e aumentando le tasse. Parlando in parlamento, il ministro delle finanze Ali Mahmud al-rasul ha detto che i prezzi dei carburanti aumenteranno tra il 12,5% e il 60%, l IVA passerà dal 15% al 17% e le spese amministrative del governo saranno tagliate del 25%. La moneta sarà svalutata, sottraendo ulteriore potere d acquisto alla popolazione in un Paese dove l inflazione viaggia al 30%. Ma gli esperti dicono che ci vorrà del tempo prima che tali misure sortiscano qualche effetto. Il rischio è che la grande crescita economica del Paese iniziata con l avvio delle esportazioni di petrolio nel 1999 possa subire una drastica frenata. Una situazione che potrebbe far crescere le tensioni e dare forza a quanti mirano a detronizzare al-bashir. Stretto nella morsa il presidente potrebbe decidere di alzare la posta, per distogliere l attenzione dai problemi interni, tornando a far parlare le armi contro il Sud Sudan, la sua, ormai ex, regione ribelle. Siria nel caos Aspettando la transizione continuano le violenze Nei giorni scorsi si è tenuto a Ginevra una riunione del Gruppo di Azione sulla Siria a cui hanno partecipato le principali potenze mondiali e i rappresentanti della lega Araba. Durante l incontro si è trovato l accordo - con il consenso di Cina e Russia per la formazione di un governo di transizione formato da forze di maggioranza e opposizione. Assad sarebbe costretto a dimettersi. Intanto però il fronte degli oppositori al regime inizia a dividersi mentre nel Paese continuano gli scontri. Messico Enrique Peña Nieto è il nuovo presidente Enrique Peña Nieto il nuovo È presidente del Messico: il candidato del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri) ha superato i rivali di almeno sette punti percentuali. La vittoria di Peña Nieto segna il ritorno al potere di un partito che ha governato il Messico per 71 anni prima di essere sconfitto alle elezioni del Sposato con un attrice di telenovelas, legato al mondo delle imprese e delle multinazionali, nella notte il candidato del Pri, appresa la notizia, ha detto di essere pronto ad assumere il mandato che i messicani gli hanno attribuito. Nel nord-est del Kenya Sotto attacco due chiese a Garissa: 20 vittime Venti morti e oltre sessanta feriti. È questo il bilancio del duplice attentato che ha colpito, domenica 1 luglio, due chiese nella città di Garissa nel nord-est del Kenya. Nello specifico sono finite nel mirino degli attentatori una chiesa cattolica e una protestante, appartenente all African Inland Church (AIC). L attentato non è stato rivendicato, ma da più parti si è puntato il dito contro i militaziani somali di al-shabaab. Gli attacchi sarebbero, infatti, una ritorsione nei confronti dell invazione dell esercito kenyota del sud della Somalia proprio per sostenere il governo di transizione somalo contro le milizie islamiche. La strage non ha niente a che fare con un conflitto interreligioso dice padre Joachim Omolo, animatore dell organizzazione interreligiosa People for Peace in Africa ma è una conseguenza dell offensiva militare contro Al Shabaab nel sud della Somalia: erano stati gli stessi ribelli a minacciare attentati contro obiettivi civili in Kenya. La regione di Garissa è una delle zone più povere e marginalizzate del Paese ed è vicina al confine somalo. Mali Peggiora la situazione umanitaria Peggiora la situazione umanitaria nel nord del Mali: secondo l Ufficio dell Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari (Ocha) gli sfollati interni sono , i rifugiati registrati in Burkina Faso, Mauritania e Niger Intanto nei giorni scorsi sono stati distrutti alcuni dei mausolei di Timbuctù. I responsabili degli attacchi sono gli islamisti del Movimento per l unicità e il jihad nell Africa occidentale (Mujao) che controllano la città, così come la vicina Gao. Zone sottratte all influenza delle milizie Tuareg con cui avevano condiviso la lotta per la secessione.

8 8 Sabato, 7 luglio 2012 Cultura Box Office Una selezione di pellicole da vedere al cinema, insieme, in famiglia, per divertirsi e riflettere rubrica a cura di MARIA CARLA ZIZOLFI Lorax Di Chris Renaud, animazione (Usa 2012, durata: 86 minuti). In libreria è arrivato l ultimo libro di mons. Maggioni In discussione un modo stanco di parlare di Dio In primo piano la capacità di stupirsi del Vangelo «Il volto nuovo di Dio»: una salutare provocazione Per conquistare la ragazza dei suoi sogni Ted dovrà cercare un albero vero, in un mondo ormai dominato dalla plastica. Verrà in suo aiuto Lorax, una scorbutica ma affascinante creatura che protegge la natura. Tratta dal classico per l infanzia di Dr. Seuss, una fiaba ecologica lieve e divertente, con il talento di Danny DeVito per prestare la voce al baffuto Lorax. barbara Di Christian Petzhold (Germania 2012, 105 min.) Con Nina Hoss, Ronald Zehrfeld, Rainer Bock. Germania dell Est, 1978: Barbara è una medico trasferita per motivi disciplinari in una piccola città di provincia. Il suo compagno sta organizzando la fuga oltre cortina, ma l incontro con il collega André metterà in crisi la loro relazione. Orso d argento per la miglior regia a Berlino, Barbara regala un sorprendente ritratto femminile durante il periodo buio, claustrofobico e carico di minacce della DDR. The blues brothers Di John Landis (Stati Uniti 1980, 133 min.) Con John Belushi, Dan Aykroyd, James Brown, Carrie Fisher. Per procurarsi i soldi necessari per pagare le tasse arretrate dall orfanotrofio in cui sono cresciuti, i fratelli Blues riuniscono i vecchi componenti della band per un ultimo concerto. Riproposto sul grande schermo in via eccezionale per due giorni, un culto cinematografico e musicale che dopo più di trent anni non ha perso ritmo e smalto. Da rivedere. the help Di Tate Taylor (Stati Uniti/India 2011, 137 min.) Con Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer. Mississippi, anni 60: la benestante Eugenia torna a casa dopo la laurea in giornalismo a New York. Il ritorno al paese le fa capire quanto sia ancora forte il razzismo per le governanti di colore impiegate nelle famiglie bene, e decide di raccontare le loro storie. Non fatevi ingannare dai colori pastello e dai cappellini vezzosi: i temi affrontati nel film sono profondi, e il messaggio trasmesso importante. la guerra è dichiarata Di Valérie Donzelli (Francia 2012, 100 min.) Con Valérie Donzelli, Jérémie Elkhaim. Romeo e Juliette sono felici e innamorati, finché un tumore colpisce il loro bambino Adam: la guerra (alla malattia) è dichiarata. Seconda opera della giovanissima e talentuosa Donzelli, che rielabora le proprie vicende personali in un film toccante e coinvolgente, in cui storia e scelte cinematografiche si intrecciano in perfetta armonia. Un inno alla vita e alla capacità di rialzarsi, nonostante i colpi inferti dal destino. Si intitola Il volto nuovo di Dio il volume da poco uscito in libreria di monsignor Bruno Maggioni. Un testo che ha la forza di mettere in discussione uno stanco parlare di Dio non più abitato dalla stupore e dalla bellezza delle pagine evangeliche. Devo dire subito - afferma l Autore - che i Vangeli non hanno ancora smesso di stupirmi. E non perché vi trovi sempre cose nuove, ma perché trovo sempre cose belle, non importa se ripetute. Lo stupore nasce dalla bellezza, dalla verità, dalla sorprendente attualità che anche cose già sentite sempre ti ripropongono. C è anche una ripetitività capace di ringiovanirti. Ed è proprio la categoria dello stupore che offre una chiave di lettura del volume. Primo stupore: L uomo è un frammento, la sua vita un piccolo frammento di tempo. Il suo sguardo vede soltanto un frammento di mondo. Ma l immagine del frammento ha un senso ancora più profondo per il cristiano. Dio stesso si è manifestato nel mondo attraverso un frammento: attraverso cioé un singolo uomo, nato in un piccolo paese, in un frammento di mondo, in un frammento di tempo. Eppure in questo frammento - che è Gesù Cristo - Dio si è rivelato pienamente e per sempre. Da qui una rinnovata prospettiva: l uomo è un frammento, ma gli è data una grande opportunità, quella di trasformare il proprio frammento in una finestra spalancata; spalancata per guardare in alto e scoprire l amore di Dio che lo sorregge e lo rende saldo nel fluire del tempo; per guardare indietro e imparare dalla propria storia, e per guardare attorno e accorgersi di ciò che succede. È così che si vive, uscendo da se stessi, trasformando il proprio frammento in una finestra. Chi si rinchiude esiste, certo, ma non vive. Un conto è vivere, un conto è semplicemente esistere. Secondo stupore: la rivelazione di Dio passa non semplicemente attraverso l incarnazione (genericamente intesa), ma attraverso le sue precise modalità storiche. Se il Figlio di Dio avesse vissuto una storia diversa (se, per esempio, avesse assunto le forme dell imperatore), ancora si sarebbe potuto parlare di vero Dio e vero uomo, ma completamente diversa sarebbe stata la rivelazione di Dio. Così come sarebbe radicalmente diversa la lettura della manifestazione di Dio avvenuta in Cristo, se si prende come centro interpretativo della storia di Gesù di Nazaret i suoi miracoli, o la sua venuta alla fine dei tempi in potenza e gloria, anziché invece la Croce/risurrezione. Il Logos si è fatto carne dice Giovanni: nella persona di Gesù (uomo e Dio) si è pienamente realizzata l alleanza fra Dio e l uomo: il Verbo non ha rifiutato nulla di ciò che è umano, ma l ha assunto e introdotto nella sua persona. Nessun dualismo: in Cristo il mondo di Dio e il mondo dell uomo si sono riconciliati; una riconciliazione che è assunzione della realtà umana e della solidarietà con la storia. Se si vuol conoscere chi è Dio, chi è Dio per noi e, nel contempo, come cercarlo e dove trovarlo, occorre guardare a Gesù di Nazaret e alla sua storia, non altrove. E nella sua storia l uomo scorge una realtà di grazia che gratuitamente si dona. Terzo stupore: in questa fede del Nuovo Testamento è racchiuso uno scandalo per la ragione: la relazione con l Assoluto è fatta dipendere da un racconto storico. Ma questo scandalo, lungi dall essere attenuato, è nel Nuovo Testamento custodito e continuamente riaffermato: Per l uomo del Nuovo testamento, Dio continua a essere raggiungibile in luoghi storici, non diversamente: non scendendo nella profondità di noi stessi o staccandosi dal mondo per contemplare direttamente il divino, ma nella comunità radunata, nell accoglienza della Parola, nel gesto della fraternità, nella frazione del pane, nella sequela: tutti luoghi storici, concreti e obiettivi. Quarto stupore: il radicale capovolgimento che ridisegna il rapporto uomo-dio: i discepoli hanno lavato i piedi al Signore, e il Signore ha lavato i piedi ai discepoli. Il capovolgimento impegna il credente a capovolgere il proprio modo di pensare Dio e la sua gloria. Il Figlio di Dio non ha salvato il mondo evitandone le contraddizioni, ma condividendole. Nel mondo c è il peccato, e il Figlio di Dio l ha preso sulle sue spalle, non solamente morendo per i peccatori, ma come un peccatore, tra due malfattori. Nel mondo la verità è sopraffatta dalla menzogna, e il Figlio di Dio ne ha condiviso il dramma e lo scandalo. Con una precisa sottolineatura: Tutto questo il Figlio di Dio l ha vissuto non semplicemente (e non anzitutto) per mostrare quale prezzo occorresse alla giustizia di Dio per riscattare il peccato dell uomo, ma per mostrare fino a che punto Dio ama l uomo. Il Crocifisso esprime la misura dell amore di Dio, non semplicemente la gravità del peccato. L Autore, in questa prospettiva, rivisita: la nascita di Gesù e la sua vita nascosta a Nazaret, il parlare di Gesù, il parlare in parabole, lo sguardo di Gesù, i miracoli, la preghiera di Gesù, l incredulo e le sue ragioni, le Beatitudini sfida alla logica comune, Cristo crocifisso e risorto- rivelazione del Padre. Il volume mette in discussione il facile parlare di Dio, le sue discutibili rappresentazioni, lo stanco parlare di Dio perché di Dio si parla spesso a partire da ciò che l uomo deve fare per Lui. Esso invita a ri-orientare tanto la ricerca dell uomo quanto la lettura dei Vangeli. Un libro che destabilizza e invita a camminare su nuove strade non tanto per cercare Dio, ma per scoprire che il Dio di Gesù è un passo più avanti nella nostra ricerca e ci viene incontro. Capovolgendo il senso stesso della ricerca. Bruno Maggioni, IL VOLTO NUOVO DI DIO. DETTI E GESTI DI GESÙ. Edizioni Lindau, Torino 2012, pp. 136, euro 13,00. ARCANGELO BAGNI c era una volta in... Di Nuri Bilge Ceylan (Turchia 2011, 157 min.) Con Muhammet Uzuner, Yilmaz Erdogan, Taner Birsel. Un assassino cerca di condurre una squadra di poliziotti dove ha seppellito la sua vittima. Ma durante il viaggio nelle steppe dell Anatolia emergono gli indizi di ciò che è realmente accaduto. Colonna portante della cinematografia turca contemporanea, Bilge Ceylan omaggia Sergio Leone costruendo un western moderno e minimale, in cui la trama apparentemente semplice fa riflettere su temi di ampio respiro. Monsignor Dal Covolo: «l Universo è frutto di un Dio intelligente» l compito dell astronomo è «Iutilizzare gli strumenti della tecnologia e l ingegnosità dell intelletto umano per ottenere una comprensione scientifica dell universo, indagando e svelando i suoi misteri. Lo ha detto mons. Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense, intervenendo all European Week of Astronomy and Space Science, un iniziativa promossa dalla Società astronomica italiana (Sait) e ospitata dall Ateneo del Laterano fino al 6 luglio. Lo studioso, guardando alla complessità dell universo, - ha spiegato il vescovo - è spronato a cercare nuovi modi di esprimere la conoscenza e la comprensione. Tale impegno porta anche a contemplare l universo come frutto dell azione di un Dio intelligente e amorevole. Spero si alimenti l interesse per il mistero dell universo, che ci fa scrutare Dio che, come ha affermato Papa Benedetto XVI, è ignorato dalla nostra incapacità di riconoscere la sua presenza in natura.

9 Vita diocesana Sabato, 7 luglio Agenda del Vescovo Fino a sabato 7 luglio Esercizi spirituali con i Vescovi della Conferenza Episcopale Lombarda. Lunedì 9 e martedì 10 luglio A Como, tutto il giorno, Consiglio Episcopale. Giovedì 12 luglio A Como, al mattino, in Vescovado, udienze e colloqui personali. Da sabato 14 a lunedì 23 luglio Fuori sede per un breve periodo di vacanza. in ricordo di don enrico Maria Rosa, Luigi, Pinuccia con tutti i famigliari, e gli amici del Cineforum a un anno dalla dipartita di monsignor Enrico Malinverno lo ricordano con affetto e in preghiera con una Santa Messa di suffragio nella basilica di san Fedele in Como martedì 10 luglio alle ore L Azione cattolica contro le mafie Ricordando il giudice Borsellino... contrapporre, al comportamento mafioso, condannato come non cristiano, anzi come anticristiano, un comportamento Bisogna alternativo che si richiama ai valori del Vangelo. La mafia nega il Vangelo. È l Antivangelo : lo scrive l Azione Cattolica della Sicilia in un documento diffuso al termine dell incontro dei delegati che si sono riuniti ad Erice nei giorni scorsi per approfondire il tema Famiglia 1 valore: dagli io al noi e viceversa. Mentre si diffondeva la notizia della prossima beatificazione del servo di Dio don Pino Puglisi, ucciso dai mafiosi, i delegati di Ac hanno voluto ricordare anche la strage mafiosa in cui vent anni fa (19 luglio 1992 in via D Amelio a Palermo) perse la vita il giudice Paolo Borsellino con 6 agenti della scorta. È stato così redatto un documento, dal titolo Ricordando Paolo Borsellino, in cui l associazione s impegna alla memoria di quei fatti e a costruire un percorso di sensibilizzazione ed educazione. È necessario essere contro il pensiero mafioso, la corruzione e i soprusi, ma è importante costruire percorsi e spazi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà. Così scrive l Ac siciliana che aggiunge, citando proprio Borsellino, che La lotta alla mafia dev essere un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. La presenza di una società civile forte è fondamentale per la lotta alle mafie. Questo è possibile attraverso la creazione di un circolo virtuoso che punti alla costruzione di una vera democrazia. I principi della legalità devono essere tradotti, concretizzati. C è voglia di cambiamento. Aiuto alla Chiesa che soffre Nonostante la crisi il sostegno non manca Nel 2011 la Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre ha raccolto, per le sue iniziative in 145 Paesi del mondo, oltre 82 milioni di euro, nonostante la crisi. Nel 2011 i 17 uffici nazionali di Aiuto alla Chiesa che Soffre ed il quartier generale di Königstein in Germania hanno infatti risentito del difficile momento economico - le donazioni sono inferiori di 4,8 milioni rispetto al ma sono comunque riusciti a raccogliere le offerte necessarie a finanziare progetti. Oltre 600mila i benefattori di Acs. I nostri sforzi si sono concentrati soprattutto in Africa e Medio Oriente - sottolinea Johannes Heereman von Zuydtwyck, presidente esecutivo di ACS - aree che tuttora rimangono di grande criticità. Le donazioni sono state suddivise tra i diversi settori d intervento: aiuti all edilizia 29,3%, intenzioni di Sante Messe 15,2%, aiuti pastorali 12,9%, formazione teologica 10,9%, catechesi 9,7%, apostolato mediatico 8,4%, motorizzazione 5,1%, apostolato biblico 4,4%, sostentamento 2,8%, aiuti d emergenza 1,3%. L aiuto ai rifugiati è stato di circa 110mila euro. Sono state riparate o costruite 476 chiese, 37 seminari e 191 conventi. Il Vangelo della domenica: 8 luglio - XIV domenica del tempo ordinario «Si meravigliava della loro incredulità» (Mc 6,1-6) Prima Lettura: Ez 2, 2-5 Seconda Lettura: 2Cor 12, 7-10 RITORNO A CASA Per Gesù doveva essere un giorno di gioia: ritornare a casa; rivedere i luoghi a lui tanto cari; pregare nella sinagoga che l aveva visto bambino; incontrare i paesani. Invece che delusione: appena inizia a parlare nella sinagoga al posto di ascolto, sente mormorazioni e critiche sulla sua persona, sul lavoro svolto fino a trent anni, sui suoi parenti più stretti. Tutto ciò è ancora poco però. Viene chiamato Il figlio di Maria e la definizione che per noi è professione di fede tanto cara, qui diventa motivo di critica e forse anche di scherno! Qualche giorno prima era andata ancora peggio; alcuni dei suoi parenti erano intenzionati a riportare Gesù di forza a casa perché lo consideravano pazzo (cfr Mc 3,21). Di fronte a questo rifiuto, il Vangelo è lapidario: Gesù non poteva compiere nessun prodigio e si meravigliava della loro incredulità. LA FORZA DELLA DEBOLEZZA In definitiva, qual è stata la colpa degli abitanti di Nazareth? Non aver visto il Messia nel bambino che avevano visto crescere, nel falegname dalle mani callose, nel maestro sapiente cresciuto insieme ai loro figli. Insomma: troppo normale per essere un vero profeta. Così lo stupore iniziale alla fine diventa rifiuto. Nel racconto parallelo di Luca si parla addirittura di un tentativo di uccisione. Era già capitato così a Ezechiele mandato da Dio a figli testardi e dal cuore indurito e a tutti i profeti del passato. Sarebbe capitato la stessa cosa all apostolo Paolo con l unica consolazione di sentirsi dire dal Signore: Ti basta la mia Grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza. MANCA IL PROTAGONISTA O NO? Pomeriggio della prima domenica del mese; controllo che tutto sia pronto per il Battesimo che devo amministrare a un bimbo e poi vado a salutare un suo parente venuto da fuori che sta visitando il santuario. Mi dice: Vedo che tutto è pronto, ma manca il protagonista. Rispondo: No, il protagonista c è già. Si volta, la chiesa è ancora deserta; mi osserva perplesso. Forse pensa che lo stia prendendo il giro. Sorrido e gli indico il tabernacolo: Vede, il protagonista in chiesa c è sempre ed è Gesù; anche nelle celebrazioni presiedute dal papa; anche con il migliore dei sacerdoti e il migliore dei cori e delle cantorie; anche nei Battesimi, Matrimoni, prime Comunioni, Cresime, prime Messe, i protagonisti non siamo noi ma è Lui. Avrà capito? Me lo auguro, anche se Gesù nel tabernacolo sta povero e silenzioso con il rischio di essere trascurato o incompreso come quel sabato nella sinagoga di Nazareth. don ALFONSO ROSSI

10 10 Sabato, 7 luglio 2012 Vita diocesana «Giovanni» per la Catechesi degli adulti U na catechesi degli adulti di taglio biblico è uno strumento importante per approfondire nelle nostre comunità la conoscenza della Parola di Dio, perché possa risuonare in modo significativo nelle nostre coscienze e generare novità nelle nostre vite. L anno dedicato alla Parola, secondo il piano pastorale 2012 Il Maestro è qui e cammina con noi, ha fatto emergere in modo ancora più chiaro la rilevanza di questa scelta, avviata già nel 2009: una proposta che continua, con la consapevolezza che il Vescovo nel piano pastorale non ci ha chiesto iniziative straordinarie per caratterizzare un anno, ma acquisizioni stabili che edifichino la vita della nostra Chiesa. Proseguendo in questa direzione, la Catechesi degli adulti dell anno pastorale 2013 metterà a tema il Vangelo secondo Giovanni. L Ufficio per la Catechesi ha preparato 20 schede che sono disponibili alle comunità della Diocesi sul sito web nella pagina dell Ufficio. Ne parliamo con il direttore, don Battista Rinaldi. Perché la scelta di Giovanni per il prossimo anno? «La scelta è stata fatta per accompagnare la proposta del Piano pastorale diocesano di riscoprire come centro della vita cristiana il sacramento dell Eucaristia. Ci è sembrato che questo testo del NT offrisse molti spunti per una riflessione che ci permetta di riscoprire la grazia sacramentale, di riconoscere la presenza del Signore nella vita della comunità a partire dalla celebrazione del Giorno del Signore, di vivere una vita in dono, sull esempio di Gesù, come eccelso atto di culto al Padre». Secondo quali criteri sono impostate le schede preparate dall Ufficio? «Sulla base dei riscontri raccolti negli scorsi anni, abbiamo pensato delle schede molto più brevi; per questo sono diventate molte di più (venti). Ovviamente non sono obbligatorie, chi lo desiderasse può utilizzare anche altri commenti al Vangelo di Giovanni (si possono anche inviare proposte in questo senso all Ufficio, in modo da comporre una lista di suggerimenti da pubblicare sul sito). Lo sforzo che abbiamo fatto in queste schede è quello di suggerire, oltre che un commento sintetico al Vangelo, anche delle tracce per il confronto e la discussione. Merita particolare attenzione la parte dal titolo al termine della lettura. Insieme allo studio del testo essa deve diventare un momento forte di confronto, di ascolto reciproco, di messa in discussione della propria mentalità e della propria prassi e di quella della propria comunità». Come si può strutturare il percorso di catechesi a partire da queste schede? «Come negli scorsi anni, sono possibili diverse modalità di attuazione: si può procedere con una lettura continua del testo, con la preoccupazione non tanto di arrivare alla fine, ma di approfondire il testo evangelico cercando di non sfuggire a quelle attualizzazioni, anche minime, che la comprensione adeguata dello scritto ci costringe a fare. Oppure si può seguire in modo serrato le schede offerte dando uno spazio significativo al momento di confronto. In questa seconda modalità si possono pensare momenti diversi animati da persone diverse: un primo momento assembleare in cui una persona competente presenta il testo e un momento suddiviso per gruppi magari anche gruppi di ascolto nelle case dove altre persone possono animare una discussione e un confronto (facendo attenzione che il clima cordiale non porti ad andare fuori tema). Da ultimo ricordo che un incontro di catechesi dovrebbe svolgersi in un clima di preghiera e di riflessione spirituale; è quindi un ottima cosa far precedere e seguire ogni incontro da un momento Sono disponibili on line le schede per il percorso formativo 2013: a colloquio con don Battista Rinaldi scopriamo quali sono le caratteristiche del cammino proposto. di lode, naturalmente che sia preparato e non affrettato. Per questo, insieme alle schede, abbiamo pubblicato sul sito diocesano una traccia per la preghiera». È possibile personalizzare il percorso? Con quali attenzioni? «Si può pensare a una scelta di schede che offrano la possibilità di approfondire alcune tematiche tipiche del vangelo secondo Giovanni che siano particolarmente vicine alle persone che partecipano agli incontri: naturalmente la scelta può essere fatta solo dopo aver incontrato e conosciuto i partecipanti. È possibile pensare anche a degli itinerari per gruppi di sposi, per gruppi di animatori pastorali, persino per giovani/ adulti, per genitori che accompagnano il cammino di iniziazione cristiana dei propri figli». Oltre a questo, ci sono altri strumenti formativi che l Ufficio suggerisce sul tema del prossimo anno pastorale? «Per chi volesse approfondire tematiche più specifiche dell Eucaristia rimandiamo alle schede per la catechesi degli adulti dell anno (la celebrazione del mistero cristiano la liturgia); l Ufficio per la Liturgia metterà a disposizione sul sito web diocesano un sussidio sulla celebrazione eucaristica (analogo a quello pubblicato nel ). Lo stesso argomento è approfondito in modo catechistico più che teologico nel catechismo degli adulti La verità vi farà liberi (pp. 326 ss.), nella sezione che affronta i sacramenti dell iniziazione cristiana. Ricordo anche che il prossimo anno pastorale sarà qualificato per tutta la Chiesa anche come anno della fede : anche questo aspetto sarà sottolineato dal piano pastorale diocesano. Per le comunità che volessero proporre una riflessione anche su questo tema sono vent anni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica rimandiamo ancora alle schede su questo argomento (Credere )». Esperienze Catechesi per gli adulti nel Vicariato di Rebbio Il Vicariato di Rebbio ha scelto la Catechesi degli adulti come uno dei primi ambiti di collaborazione tra le otto parrocchie che lo compongono: una scelta che permette più facilmente di preparare una proposta di qualità e di arricchire i momenti di confronto con esperienze di diverse comunità. Nel tempo di Quaresima di quest anno si è proposto un primo percorso di 5 incontri sulla proposta di catechesi della Diocesi per il 2012 (Atti degli Apostoli), guidato da don Marco Cairoli, docente di esegesi biblica presso il Seminario di Como e la Facoltà Teologica dell Italia Settentrionale e collaboratore della parrocchia Santa Maria Immacolata in San Fermo della Battaglia. Qui, nella chiesa di Santa Maria, si sono svolti gli incontri, molto apprezzati sia per la struttura che univa approfondimento, confronto, preghiera, sia per la proposta del relatore; la buona partecipazione iniziale (100 persone) è ulteriormente cresciuta grazie al passaparola. Il buon risultato ha motivato il Consiglio Pastorale Vicariale a proseguire l iniziativa; sono già in programma per ottobre e novembre 4 incontri in preparazione al nuovo anno pastorale che sarà ricco di proposte: i 50 anni del Concilio Ecumenico Vaticano II, l Anno della fede indetto da Benedetto XVI, il Piano Pastorale diocesano sull Eucaristia e, per il Vicariato di Rebbio, la Visita Pastorale nel periodo dopo Natale sino a Pasqua. Si è preferito non impegnare i tempi forti, lasciando spazio al cammino nelle singole comunità, e sfruttare invece l ultima parte del Tempo ordinario per una formazione che prepari a vivere bene tutto il prossimo anno pastorale. a cura di ANTONELLO SIRACUSA Saluto ai turisti Pubblichiamo il testo che il Vescovo Coletti rivolge agli ospiti presenti sul nostro territorio Un augurio per vacanze serene L a nostra è una diocesi ad alta vocazione turistica. Da un paio d anni il Vescovo Coletti rivolge un testo di saluto a coloro che trascorrono le proprie vacanze nelle nostre comunità. Il testo è disponibile sul sito Le parrocchie tradizionalmente scelte come meta di vacanza lo possono scaricare e mettere a disposizione, in varie lingue, in chiesa o nelle tante cappelle che arricchiscono il nostro territorio. Qui di seguito riportiamo il testo di monsignor Coletti, che si rivolge anche agli operatori del settore turistico. «Ai turisti di ogni lingua, popolo, nazione, fede e cultura: benvenuto, benvenuta, e buone vacanze! Il luogo che stai visitando o nel quale stai trascorrendo qualche giorno di vacanza fa parte del territorio della Diocesi di Como; a nome dei cristiani e dei sacerdoti della Diocesi, ti porgo il benvenuto, perchè tu possa davvero vivere una serena esperienza, che ridoni riposo fisico e mentale, condivisione di affetti veri e profondi, intensa ricarica spirituale. Il nostro lago, le nostre montagne e valli, le bellezze artistiche della città di Como e di tanti borghi, delle chiese e dei santuari, possono essere luoghi favorevoli per sperimentare il bisogno di riposo e di vacanza. Anche il Vangelo ci ricorda quando Gesù interpretò il bisogno dei suoi apostoli a stare con Lui, e disse loro: «Venite in disparte, e riposatevi un po» (Mc 6,31). Il riposo, la vacanza, dovrebbero essere nell anno ciò che la domenica è nella settimana: giorno della famiglia e delle relazioni recuperate, giorno di conoscenza di ciò che più conta. É così che le vacanze diventano opportunità per accostarsi al vero centro di noi stessi, per cercare il Signore attraverso la Parola, il silenzio, la preghiera, la natura, il linguaggio delle opere d arte. Non troverai difficoltà ad accostarti alle celebrazioni delle nostre comunità cristiane, che ogni domenica si radunano nel nome di Gesù Risorto e che saranno liete di accoglierti; anche se non troverai celebrazioni nella tua lingua, il Signore ti suggerirà un sussurro di amicizia e di pace! A te e ai tuoi cari, con cordialità e affetto nel Signore, ti auguro vere vacanze! Il mio saluto va anche agli operatori turistici e albergatori, impegnati nell esercizio dell accoglienza con l augurio che oltre all alta professionalità sappiano testimoniare i valori cristiani nella quotidianità del loro lavoro. Il Signore accompagni i vostri giorni. Di cuore vi benedico».

11 Chiesa in Italia Sabato, 7 luglio Presentato il programma. A illustrare i contenuti è monsignor Rino Fisichella. La solenne cerimonia di apertura sarà in piazza San Pietro l 11 ottobre; si susseguiranno iniziative in ambito generale e locale Anno della Fede U na solenne Messa di apertura in piazza San Pietro, giovedì 11 ottobre, ricorrenza del 50 anniversario dell inizio del Concilio Vaticano II, concelebrata dai padri sinodali, dai presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo e dai padri conciliari ancora viventi (al momento 35 in tutto): sarà questo l evento che aprirà l Anno della fede indetto da Benedetto XVI e che poi proseguirà con una serie di eventi curati, sia a livello centrale, sia da parte delle Chiese locali, dei gruppi e movimenti laicali in ogni parte del mondo, fino alla solenne chiusura domenica 24 novembre Del ricco e articolato programma ha parlato ai giornalisti monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, l organismo voluto dal Papa per ridare slancio all annuncio della fede in maniera organica e coordinata. Prima di aprire la conferenza stampa in Vaticano, mons. Fisichella ha voluto che si attivasse in diretta, il nuovo sito internet www. annusfidei.va, progettato in maniera innovativa ha detto e consultabile da tutti i dispositivi mobile e tablet, per ora in lingua italiana e inglese, ma nei prossimi giorni pure in spagnolo, francese, tedesco e polacco. Dal programma presentato da monsignor Fisichella si comprende che sarà un anno molto intenso, con una strutturazione particolare, prevedendo un apposita Messa per la nuova evangelizzazione. Sarà una celebrazione del tutto originale, con formule proprie ha spiegato il presidente del Pontificio Consiglio che avrà una propria edizione tipica per ora in lingua latina e italiana e presto anche in altre lingue, entro l apertura dell Anno della fede. Altre novità sono costituite dall immagine dominante del Cristo Pantocrator (XII sec., cattedrale di Cefalù) scelto come richiamo universale sotto forma di immaginetta tascabile, da quaderno, da parete o per i manifesti, con stampato sul resto il testo della preghiera del Credo, nella versione niceno-costantinopolitana, quella per intendersi che si recita nella Messa domenicale e che ha detto il vescovo dovremo imparare a memoria per dire la nostra fede in maniera compiuta. Non è stato scelto il simbolo degli Apostoli ha poi spiegato in quanto si tratta di una versione dalla storia piuttosto contorta e controversa. E, del resto, il Credo niceno è ampiamente conosciuto su scala planetaria e variamente commentato a livello teologico e patristico. Altri elementi dell Anno della fede saranno l inno ufficiale, scelto da una Commissione di esperti tra 8 testi pervenuti in Vaticano. Non è stato diffuso il nome del vincitore in quanto si stanno completando le procedure di registrazione e copyright. Ci sarà anche un logo generale che riproduce la barca della Chiesa sulle onde della storia, l albero costituito dalla croce di Cristo e la stilizzazione delle parole Gesù Salvatore degli uomini. È anche previsto un concerto in piazza San Pietro (22 giugno) con oltre 500 persone (tre orchestre e due o tre cori) che sarà diretto da un maestro giovane e di fama mondiale. Tra i principali eventi in calendario ci saranno la pubblicazione di un sussidio pastorale in varie lingue, la canonizzazione di 6 martiri e confessori della fede (21 ottobre): Jacques Barthieu, Pietro Calungsod, Giovanni Battista Piamarta, madre Marianne (Barbara Cope), Maria del Monte Carmelo, Caterina Tekakwitha e Anna Schaffer. Un grande evento ecumenico si terrà il 25 gennaio, mentre il 2 febbraio nella basilica di San Pietro si riuniranno i consacrati da ogni parte del mondo. I giovani che si preparano per la Gmg di Rio de Janeiro si ritroveranno la domenica delle Palme (24 marzo), mentre per i ragazzi della Confermazione è prevista una speciale domenica (28 aprile). Il 18 maggio vedrà il raduno di associazioni e movimenti mentre per il Corpus Domini del 2 giugno 2013 si terrà una solenne adorazione eucaristica in contemporanea in tutto il mondo. Altre celebrazioni saranno il 16 giugno per la difesa della vita, il 7 luglio pellegrinaggio di seminaristi e novizi, dal 23 al 28 luglio la Gmg in Brasile, il 29 settembre la giornata della catechesi con il 20 anniversario del Catechismo della Chiesa cattolica, il 13 ottobre riunione di tutte le associazioni e realtà mariane, fino alla conclusione domenica 24 novembre. L ultimo Anno della fede ha ricordato monsignor Fisichella fu tenuto nel 1968 per ricordare il martirio di Pietro. Oggi siamo in un epoca di crisi di fede e il Papa ha voluto che celebrassimo questo speciale anno di preghiera e d impegno per trovare un rimedio alla stessa crisi. Il momento è critico ma non deve mancare la fiducia che Dio darà alla sua Chiesa tutti gli aiuti per superare questa difficoltà. A settembre il papa sarà in libano A che punto sono le nuove forme di comunità fra parrocchie, in particolare le unità pastorali? Sono riuscite a diventare il motore di una pastorale ispirata dalla nuova evangelizzazione?. Sono alcuni degli interrogativi cui si è cercato di dare risposta nel corso del seminario Unità pastorali a confronto, organizzato nei giorni scorsi dal Centro di orientamento pastorale (www. centroorientamentopastorale. org) e dal Centro studi e documentazione della diocesi di Torino. Don Giovanni Villata, responsabile del Centro studi e documentazione della diocesi di Torino, così descrive le esperienze maturate in Piemonte. Le esperienze di comunità fra parrocchie, in particolare di unità pastorali, sono nate a partire dal Finora hanno coinvolto circa un centinaio di diocesi italiane. A vent anni dalla loro nascita qual è la situazione di queste forme di aggregazione? Comincerà il 14 settembre, alle ore 9.30, con la partenza dall aeroporto di Ciampino il viaggio del Papa in Libano, in occasione della firma e della pubblicazione dell esortazione apostolica postsinodale dell Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi. Benedetto XVI arriverà all aeroporto internazionale Rafiq Hariri di Beirut alle ore 13.45, dove in occasione della cerimonia di benvenuto pronuncerà il suo primo L esperienza delle unità pastorali è in crescita, sia dal punto di vista della quantità che della qualità, cioè della ricerca di forme nuove di aggregazione tra parrocchie che hanno lo scopo di mettere in comune le loro risorse per degli obbiettivi comuni. Le unità pastorali sono riuscite in questi anni a diventare il motore della nuova evangelizzazione? Le forme di aggregazione tra parrocchie sono state e sono tutt ora un motore della nuova evangelizzazione, soprattutto dove discorso. Alle ore 18.00, l arrivo del Pontefice ad Harissa, per la firma dell esortazione apostolica. Sabato 15, a Baabda, sono in programma la visita di cortesia al Presidente della Repubblica, l incontro con i capi delle comunità religiose musulmane e l incontro con i membri del governo, delle istituzioni della Repubblica, con il corpo diplomatico, i capi religiosi e i rappresentanti del mondo della cultura, al termine del quale il Papa pronuncerà il secondo discorso. A prospettive di Gabriele Guccione si è riusciti a superare quella mentalità del clero legata a una concezione tridentina, che ha visto nella parrocchia un organismo autarchico. L unità pastorale nasce invece per essere comunione di valori, non solo di persone. E questo è un tratto della Bzommar Benedetto XVI pranzerà con i patriarchi e i vescovi del Libano, e con i membri del Consiglio speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi, nel refettorio del Patriarcato armeno-cattolico. Nel pomeriggio, il terzo discorso del Papa, durante l incontro con i giovani nel piazzale antistante il Patriarcato maronita di Bkerké. Domenica 16, alle ore 10.00, la Messa a Beirut, culmine del 24 viaggio apostolico di Benedetto XVI fuori dall Italia, durante la Vent anni di unità pastorali: l esperienza piemontese nuova evangelizzazione molto importante, poiché chi agisce da solo non ha futuro. Quali sono state in questi anni le criticità maggiori? Prima di tutto, come ho già accennato, la difficoltà che emerge con più insistenza riguarda la mentalità del clero, restio a volte ad accettare fino in fondo nuove forme di cooperazione reciproca. Ma anche l assunto di partenza che le esperienze di aggregazione quale verrà consegnata dal Papa l Esortazione apostolica postsinodale per il Medio Oriente. A seguire l Angelus e le parole del Santo Padre. Dopo il pranzo e il congedo dalla nunziatura apostolica di Harissa, Benedetto XVI nel pomeriggio arriverà a Charfet, per l incontro ecumenico nel Salone d Onore del Patriarcato Sirocattolico. Poi il ritorno a Beirut e la Cerimonia di congedo (alle 18.30) nell aeroporto di Beirut. L arrivo a Roma è previsto alle pastorale partano dalla necessità di porre un rimedio alla mancanza di sacerdoti: non è un input positivo, questo; perché l aspetto centrale delle unità pastorali è la comunione tra il clero e il protagonismo dei laici, in vista della missione sul territorio, non primariamente la scarsità di risorse. C è poi una difficoltà che riguarda l elaborazione di progettualità globali e comuni. Nel seminario metteremo assieme le esperienze più significative in questo senso, per cercare un confronto su quanto è avvenuto sinora ed elaborare una riflessione sulla via da percorrere in futuro. L aggregazione in unità pastorali continua ad essere una sfida per le parrocchie anche in futuro? Lo è senz altro; una sfida importante ed entusiasmante, perché si basa su tre elementi cardine della pastorale: la progettualità, la comunione e la missione, che ogni diocesi e comunità locale può realizzare a partire dalle proprie risorse.

12 12 Sabato, 7 luglio 2012 In Missione In Cameroun, a fianco di giovani e disabili Don Alessandro al primo rientro in Italia: Non sono solo, sento il sostengno di chi è rimasto qui Abbiamo incontrato don Alessandro Alberti e Alda Vola, missionari fidei donum in Cameroun Accanto a don Alessandro, siede Alda Vola, originaria di Colico Laghetto, dell ordo virginum, missionaria fidei donum nella parrocchia di Mokolo. Ha sulle spalle qualche anno in più di esperienza missionaria e a Mokolo si occupa di diversi progetti. Come stanno proseguendo i progetti a cui ti dedichi? In questi anni in Cameroun mi sono occupata e mi occupo in particolare di tutti i progetti avviati a Mokolo di sostegno per l handicap. In particolare le scuole di formazione per giovani che hanno diverse difficoltà fisiche. È una bella sfida, ma sono progetti in crescita. Quali sono gli ambiti di intervento? I progetti sono fondamentalmente tre. Il centro per i sordomuti: sono circa una settantina di ragazzi dagli otto ai vent anni, la scelta è stata quella di inserirli nella scuola elementare normale. Sette hanno finito quest anno il ciclo e si vedrà se raggiungeranno gli altri due che già stanno frequentando AVVISO Alda e don Alessandro ripartiranno per l Africa nel mese di agosto. Sono disponibili per incontrare le parrocchie e i ragazzi del Grest, gruppi missionari e associazioni. Per informazioni: Ufficio Missionario diocesano, Centro Cardinal Ferrari, viale Battisti 8, Como. Tel il liceo. C è poi il centro per i ciechi: sono circa una trentina. I più piccoli studiano per un anno il Braille, poi vengono inseriti nelle scuole normali. Quattro di loro già sono al liceo, sono ragazzi che si impegnano tantissimo per superare la frustrazione della loro condizione e spesso sono i migliori delle loro classi. I più grandi invece, magari già sposati e con figli, imparano il Braille e poi frequentano corsi di formazione professionale perché la famiglia non può magari aiutarli e così diventano autosufficienti: imparano a coltivare la terra, a creare dei piccoli vivai, ad allevare le bestie e a lavorare la paglia. Infine c è il centro per i ragazzi che hanno deficit motori: un signore della parrocchia produce attrezzature rudimentali che permettono però a questi ragazzi di camminare; frequentano la scuola; partecipano alle attività. Cosa puoi dirci di questi ragazzi? Come già detto sono ragazzi che si impegnano tantissimo: la natura, la sorte non sono state buone con loro, ma loro cercano in tutti i modi di riscattarsi, sono volenterosi e desiderosi di imparare. Molti sono i ciechi ad esempio nella nostra zona, pare che la cecità sia causata da una mosca che depone le uova vicino a una diga. Ora lo Stato sta tentando di intervenire per risolvere il problema, ma tanti sono coloro che nel frattempo perdono la vista. I ragazzi che frequentano i nostri centri hanno un opportunità per non vivere segregati o per non essere di peso alle loro famiglie già in difficoltà. Non sono ragazzi tristi, sono pieni di entusiasmo, coinvolti nella comunità che si aiutano a vicenda. Il Cameroun è un Paese certo non con un economia forte e con gravi problemi di occupazione soprattutto dei giovani. È per questo che il nostro intervento, in accordo con le linee guida della diocesi di Maroua-Mokolo, è proprio quello di cercare di dare una professionalità ai giovani perché possano avviare un piccolo business nei loro villaggi. Accanto ai centri per i disabili abbiamo anche una scuola di formazione professionale per i ragazzi che per esempio non sono riusciti a frequentare la scuola, i corsi qui durano due anni, si dà loro delle nozioni di cultura generale perché imparino a cavarsela e si insegna loro un lavoro. Da qualche tempo a questa scuola affluiscono anche i ragazzi usciti dalla prigione, giovani che le famiglie rifiutano e che non saprebbero come mantenersi. L a barba folta gli copre l ampio sorriso. Don Alessandro Alberti, missionario fidei donum della nostra diocesi, originario di Morbegno, è al suo primo rientro per le vacanze dalla parrocchia di Mogodé, diocesi di Maroua-Mokolo, estremo nord del Cameroun. Quali sono le tue prime impressioni di questa esperienza africana? È difficile dirlo. Il tempo che ho trascorso in Cameroun, due anni, è ancora poco per avere un quadro chiaro e per entrare nella realtà. Quello che si può dire è che tutto è diverso da come te lo sei immaginato, estremamente diverso e la preparazione che hai fatto prima di partire è utile per le motivazioni, ma poi è tutto da costruire, giorno per giorno. Qual è la cosa più importante nella tua esperienza? Sicuramente imparare che essere missionario è prima di tutto incontrare. L incontro è fondamentale, nella mia parrocchia nel nord del Cameroun come altrove del resto. Ma lì sei tu lo straniero, sei tu il diverso. Sei ogni giorno di fronte alla realtà dei fatti: la tua cultura è estremamente diversa e occorre molta umiltà per cercare di imparare e capire. Ecco, penso che imparare e capire siano compiti indispensabili per il missionario. È un cammino di condivisione quello che sto cercando di fare con i miei parrocchiani: ci si deve presentare come fratelli, mai come maestri, che si affiancano sulla strada per camminare insieme. Non ci si sente un po lontani e un po soli? Quando sono partito non ero solo: sono stato mandato dal vescovo e da tutta la diocesi, ero accompagnato quindi dal vescovo e da tutta la diocesi. Non ero solo e non sono solo. La comunità che creiamo tra sacerdoti, religiose e laici nelle nostre parrocchie è la cosa più bella perché ci ricorda che siamo tutti parte della nostra grande comunità diocesana. Certo, non sempre è facile perché tante sono le cose da fare, ma è un punto di riferimento forte per la nostra missione. In questi anni africani inoltre mi sono sentito accompagnato e sostenuto anche da chi qui è rimasto e questo è fondamentale. a cura di BENEDETTA MUSUMECI Lettere. Don Corrado Necchi ci racconta l incontro con una delle piccole comunità nella parrocchia di Rhumzu La donna samaritana al pozzo... di Cibi Ciao a tutti! Le piogge sono avare quest anno. Pioggerelline primaverili anziché temporali tropicali. Uno spasso per le zanzare! Un vero problema per i contadini. Angelo è tornato dalle vacanze. Alessandro e Alda sono rientrati in Italia per un paio di mesi. Brunetta e Felice rientreranno più tardi. Per chi resta ci sono 12 maialini e 6 coniglietti da svezzare e un raccolto di zucchine che si preannuncia buono A presto, Corrado L a piccola comunità di Cibi. Una delle più disperse della parrocchia. L invito arrivato al père era scritto in buon francese. La Messa ben preparata. La cappella, prima semidiroccata, è ora riparata e col tetto in lamiera. Anche dopo la Messa la festa continua: il pranzo e l animazione. Canti e danze in cerchio, sotto il sole. Un po più in basso della cappella un cerchio di pietre attira la mia attenzione. E un pozzo. La bocca di un metro di diametro. Una dozzina di metri la profondità. Il coperchio in ferro è stato rubato. L acqua non è molta. A fine primavera l acqua in superficie diventa sempre più rara. Una fila di bidoni, di secchi, di marmitte annuncia la fila della sera. Il rito quotidiano dell acqua. Le donne e le ragazze che attingono l acqua, che chiacchierano, che litigano per un turno non rispettato, Il pozzo è luogo di ritrovo, di scambio, di vita. Come quel giorno. Gesù passa. Vede una donna samaritana. Chiede dell acqua. La donna lo guarda perplessa. Ma il primo passo è fatto. Gesù mostra di conoscere la vita della donna. La sua sete di amore. Le sue delusioni. E vero. Hai avuto cinque mariti. E quello che hai ora non è tuo marito... La samaritana si sente toccata, interpellata. Il cuore si scioglie. Prima di rientrare visitiamo Martha, un anziana di Cibi. Da 16 anni è ammalata. Vive con suo marito e i figli. Ricorda il suo primo incontro con la Parola di Dio Il catechista arriva e legge il Vangelo. Il Vangelo della Samaritana al pozzo. Lei se ne stava da parte. Ma il racconto la tocca, la coinvolge. Alla fine della lettura comincia a gridare: Sono io! Sono io! Il catechista la calma: Ma no, è il racconto della samaritana! E il Vangelo! No, no, questa sono io, questa è la mia vita! Gesù parla di me. Inizia a frequentare la comunità. Riceve il battesimo. Qualche tempo dopo, la malattia bussa alla sua porta. Quando mi prende, mi escono sassi, legno, erbe, capelli dal corpo. Forse non ho capito bene. Ma il marito raccoglie un sasso grosso come un pugno per farmi capire. Il medico non si pronuncia: Non è roba per noi! Le consigliano allora di andare dal marabù. Ma lei rifiuta: Sono cristiana! Non faccio queste cose. Lasciamo le chiacchiere. Oggi è gioia grande per lei: le abbiamo portato la Comunione. Ed è con questa gioia di un Incontro che la lasciamo. La sua sete è saziata. Chissà quando la rivedrò ancora.

13 Como Cronaca CASE DI RIPOSO Sabato, 7 luglio in provincia di Como Case di riposo: gli aumenti continuano L ultimo studio della Fnp Cisl di Como conferma un trend in progressiva crescita. In media le rette hanno subito variazioni del 4,1% Sono 56 le strutture accreditate della provincia, per una disponibilità di posti letto di 4519 Case di riposo: gli aumenti continuano. Ancora. A rivelarlo è l ultimo report (datato gennaio 2012) sull andamento delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) della provincia di Como curato dalla Federazione nazionale pensionati della Cisl di Como, diffuso sul numero di giugno di Azeta, la rivista della Cisl lariana. Soltanto 12 delle 56 case di riposo accreditate della provincia risultano aver mantenuto invariate le proprie tariffe rispetto al Due (la Foscolo di Guanzate e la Michela e Franco Fornasari di Mozzate) le hanno diminuite. Tutte le altre hanno proposto aumenti variabili dall 1 al 20%. In media le rette in provincia sono cresciute del 4,1%. NOTE Osservatorio a cura della Fnp Cisl e del Dipartimento Comunicazione Cisl rilevazione 23 gennaio 2012 Case di riposo accreditate n. 56 Posti letto n Anziani in attesa di posto letto Retta media minima giornaliera Retta media massima giornaliera I numeri delle Rsa della provincia Retta minima annua (Greco De Vecchi - Bellagio ) Retta massima annua (Foscolo* Guanzate) n ,97 74, , ,00 Le Rsa presenti in provincia di Como Alfredo Puglia, segretario generale Fnp offrono - Il numero una capacità delle persone ricettiva in lista di 4519 d'attesa è Cisl da considerarsi di Como - dal indicativo 2011 al 2012 in quanto è stata di posti spesso letto, avvengono gli anziani prenotazioni in lista d attesa doppie o preventive circa il 3%, ma solo per le pensioni fino a sono 1704 (anche se si tratta di un 1400 euro al mese (lorde). dato - Gli indicativo importi delle visto tariffe che molto indicate spesso considerano Le altre, già il come contributo noto, della sono bloccate Regione per vengono Lombardia effettuate prenotazioni doppie due anni. Visto, inoltre, che il contributo o preventive). La retta media minima della Regione sulle rette delle Rsa è giornaliera - Eventuali è ulteriori pari a 60,97 abbattimenti euro, mentre delle la tariffe rimasto dipendono invariato dalle (pari deliberazioni a circa il 47% dei del media massima a 74,53. costo totale giornaliero) ciò significa che, singoli comuni in rapporto alle modalità di intervento che i medesimi stabiliscono in Soffermandosi sulla totalità delle Rsa ancora una volta, saranno le famiglie a relazione alle singole situazioni reddituali dell'anziano comasche la retta minima annua è pari farsi carico di questo nuovo aumento dei a , 50 euro, e viene pagata presso costi. Costi che diventano, con il passare l Rsa - I dati Greco elaborati De Vecchi derivano di Bellagio, dal contatto la diretto del con tempo, le RSA sempre più insostenibili. Tale massima presso la Foscolo di Guanzate, situazione rende ancora più urgente la con * RSA 73 solo mila per euro, persone casa di in riposo coma solo o stato per vegetativo necessità di trovare forme alternative persone in coma o in stato vegetativo. di gestione della non autosufficienza Restando in tema di tariffe Como si che vadano oltre le case di riposo. colloca al 3 posto in Lombardia, dopo Mi riferisco, in particolar modo, alla Milano e Monza, tra le provincia con il domiciliarità e all attivazione di adeguati costo medio più elevato delle proprie Rsa. servizi territoriali. Strade che vanno La rivalutazione sulle pensioni spiega perseguite con assoluta urgenza.

14 14 Sabato, 7 luglio 2012 Como Cronaca Primi dati Istat. I primi dati, pur parziali, del censimento, offrono una fotografia poco rassicurante della realtà comasca. Molte anche le case sfitte. Aumentano poveri e stranieri Una fotografia, ancora parziale, ma con alcune voci significative accompagna la prima sintesi dei dati legati all ultimo censimento della popolazione e delle abitazioni. Il 15 condotto in Italia. Per la prima volta caratterizzato da una novità importante: la possibilità della compilazione e dell invio delle informazioni in via telematica. I primi risultati emersi dallo spoglio delle schede sono stati presentati la scorsa settimana in Prefettura dal prefetto di Como Michele Tortora e dalla responsabile Istat Lombardia Rosalia Coniglio. «Un dato iniziale da registrare riguarda la tempestività con la quale è stato possibile arrivare ad una prima elaborazione delle informazioni raccolte - il commento del prefetto di Como Michele Tortora -. In provincia di Como una persona su quattro ha sfruttato l opportunità offerta da internet, provvedendo personalmente alla compilazione ed all invio del censimento. Ciò ha consentito di risparmiare energie e ha reso più fluida e veloce la diffusione dei dati». Ma proviamo a scorrere questi primi numeri, regalati in pillole in attesa del report più completo legato alla popolazione di ogni comune italiano (previsto per fine 2012) e alla pubblicazione definitiva prevista per marzo In provincia di Como risiedono persone, delle quali maschi e femmine. La popolazione femminile supera dunque quella maschile: 51 a 49%, dato in linea con la media lombarda e di poco inferiore a quella nazionale (52 donne su 100). In provincia di Como il Comune più popoloso risulta, ovviamente, Como con abitanti. Quello meno popolato Val Rezzo (179 anime). Una curiosità che interessa il territorio della diocesi: il comune con meno residenti d Italia è Pedesina, in provincia di Sondrio: 30 abitanti! Dei 160 comuni della provincia di Como 130 (l 81,3%) ha una popolazione inferiore a 5 mila abitanti. In questi comuni dimora il 40,5% della Una provincia di abitanti, il 51% donne. 563 famiglie vivono in baracche o roulottes popolazione lariana, mentre il 59,5% vive nei restanti 30 comuni con più di 5 mila abitanti. In buona sostanza 8 comuni su 10 hanno meno di 5 mila abitanti. Il Italia il 70% dei comuni non raggiunge la soglia dei 5000 abitanti e raduna il 17% della popolazione. Anche in Lombardia i piccoli comuni sono il 70% del totale e radunano il 22% della popolazione lombarda. In provincia di Como tre sono i grandi comuni, con una popolazione superiore ai abitanti: Como, Cantù e Mariano Comense, presso i quali risiede circa il 25% della popolazione dell intero territorio. Rispetto alla distribuzione geografica la provincia di Como si dimostra un territorio a vocazione montana se è vero che il 53% dei Comuni è sita in territorio montano, il 37% è in collina e il rimanente 10% in pianura. Interessanti i dati che offrono la possibilità di qualche lettura di carattere sociale. Cresce il numero delle famiglie: il 16,7% in più rispetto all ultimo censimento del «Un indicatore non necessariamente positivo - il commento del prefetto di Como - che conferma il progressivo aumento di famiglie mononucleari, costituite, cioè, da persone singole». Le cifre dicono che il numero medio dei componenti per le famiglie comasche passa da 2,5 del 2001 a 2,4 del Dato di poco superiore alla media lombarda (2,3) e inferiore alla media italiana (2,6). La popolazione straniera: i dati non sono ancora stati elaborati, ma le proiezioni, sulla scorta di quanto emerso a livello nazionale e regionale, danno ragione di una probabile triplicazione dei numeri. Nel 2001 in Lombardia gli stranieri residenti erano , contro i del A Como nel 2001 gli stranieri erano , tutto lascia supporre che il numero sia arrivato a superare oggi le 40 mila unità. Dai dati relativi alle abitazioni in provincia di Como si contano edifici (di cui residenziali) e abitazioni, delle quali occupate da persone residenti e esclusivamente da non residenti o non occupate. Dal 2001 le abitazioni comasche sono aumentate del 14,6%, ma ne risultano occupate soltanto l 83,2. Vale a dire che esiste a tutt oggi un ampia fetta di case non abitate. Un altro dato importante da rilevare è che con il censimento del 2011 si è registrato un consistente aumento del numero delle famiglie che dichiarano di abitare in baracche, roulotte, tende o abitazioni simili: 563, a fronte delle 94 del In attesa di numeri più certi quanto reso noto conferma la fragilità della situazione attuale. Una società dai contorni sempre più multietnici, l allargamento della fascia di povertà più estrema, la presenza di un grosso numero di case sfitte Segnali che rafforzano la consapevolezza della necessità un impegno diretto e costante del pubblico e del privato sociale a favore delle fasce più deboli e sofferenti della popolazione. Nel corso del 2012 l Istat procederà ad ultimare anche il censimento delle industrie e dei servizi (operazione per la prima volta scorporata dal censimento più generale della popolazione) il che offrirà anche un quadro più dettagliato sulla situazione economica del Paese e del Comasco. Un dato, per chiudere, sulla consegna dei questionari. «La rete messa in atto ha funzionato più che bene le parole della dott. ssa Rosalia Coniglio -. Le famiglie hanno potuto restituire il questionario attraverso il web, i centri comunali di raccolta, L 81,3% dei comuni è sotto i 5 mila abitanti. Cresciute del 14,6% le abitazioni i rilevatori e gli uffici postali. I questionari restituiti attraverso i vari canali di raccolta sono stati , di cui il 24,6% via internet, il 56,2% presso i centri comunali di raccolta, il 5,3% direttamente ai rilevatori e il 13,9% negli uffici postali». «Tra i compiti dell ufficio di coordinamento appositamente attivato in Prefettura - le parole del Prefetto - c era anche quello di assistere i Comuni in difficoltà nel disbrigo delle pratiche. Ci siamo attivati in solo 5 o 6 casi, a conferma del buon lavoro svolto sul territorio». Un ultima curiosità: il censimento è costato circa 10 euro a modulo compilato. marco gatti Notte dopo gli esami. Festa al Chiostro di S. Abbondio per i diplomati comaschi Venerdì 6 luglio, dalle ore 18 a mezzanotte, nel Chiostro di Sant Abbondio, via Sant Abbondio 12, Como, si svolgerà Notte Dopo gli Esami, party in musica per festeggiare la fine delle scuole superiori in un atmosfera finalmente rilassata. L iniziativa è organizzata dal Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell Ateneo con il supporto e il patrocinio dell Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Como, di Univercomo e di Asf autolinee di Como. La serata prevede oltre al buffet di Garabombo - l intrattenimento musicale: sulla Curiera della Musica, messa a disposizione dall assessorato, si esibiranno alcune note rock band degli istituti comaschi intervallate dal dj set di Andrea Randazzo. Durante la serata, su vari schermi saranno proiettati in loop - oltre alla video -intervista del compianto professor Giorgio Luraschi sul fascino misterioso di Sant Abbondio la clip Italiani strana gente, realizzata dagli studenti del corso di videomaking tenuto da Dario Tognocchi, dell Ufficio Scolastico, per la Facoltà di Giurisprudenza. Il video tratta il tema dell integrazione dei bambini stranieri attraverso l esperienza scolastica. Sarà a disposizione degli interessati il materiale informativo su tutti i corsi dell Università degli Studi dell Insubria. «Abbiamo organizzato questa festa dedicata ai diplomandi per accoglierli gioiosamente nel contesto universitario e far loro conoscere la bellezza di Sant Abbondio. Il mio grazie va al Comune di Como, in particolare al vicesindaco, Silvia Magni, a Univercomo e ad ASF, ma voglio fare un ringraziamento speciale ai ragazzi dell Associazione Bagai de Comm che non solo ci hanno aiutato, ma hanno svolto in prima persona rilevanti compiti organizzativi e operativi commenta Laura Castelvetri, direttore del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture». La partecipazione è libera e gratuita, ma per garantire cibo a sufficienza, è consigliabile prenotarsi all indirizzo:

15 Como Cronaca Sabato, 7 luglio Il Bando. Il servizio di assistenza agli anziani riproposto dal 15 luglio al 31 agosto Pronto intervento estivo. Il settore Servizi Sociali del Comune di Como ha appena pubblicato un bando, riservato alle associazioni del Terzo Settore, per lo svolgimento del servizio. L impegno, come noto, si caratterizza in un insieme coordinato di attività socio-assistenziali, all occorrenza integrate con interventi di natura sociosanitaria, dirette a permettere alle persone anziane, sole o in stato di disagio, di fronteggiare, con maggiore tranquillità, il periodo estivo. Nel 2011, il Pronto Intervento Estivo aveva visto il coinvolgimento di soggetti diversi del Terzo Settore del territorio comasco sia nella progettazione e organizzazione che nella realizzazione degli interventi. Grazie alla collaborazione con associazioni, circoli anziani e organizzazioni di volontariato si è avviata in alcune zone di Como una sperimentazione di un servizio di prossimità, concretizzatasi nella promozione di attività di solidarietà. L insieme coordinato delle azioni ha permesso di intercettare 167 chiamate al numero verde e gli utenti che hanno fruito di prestazioni diverse sono stati 46. Il servizio, nelle intenzioni del settore Servizi Sociali, sarà attivato anche quest anno, nel periodo che va dal 15 luglio al 31 agosto. «Gli obiettivi che si intendono raggiungere con il Pronto Intervento Estivo - spiega Franca Gualdoni, dirigente dell area Servizi alla Persona - sono, come sempre, offrire ascolto e sostegno all anziano, dare in tempi immediati risposte dimensionate ai bisogni emergenti ed urgenti dovuti al periodo estivo, offrire alle persone anziane la possibilità di migliorare le loro condizioni di vita sociale e relazionale. Quello che abbiamo dovuto modificare rispetto agli anni scorsi è stata la procedura in quanto non sono più possibili affidamenti diretti ma la normativa impone la pubblicazione Pronto intervento estivo La normativa impedisce, quest anno, l affidamento diretto del servizio. Lo scorso anno furono intercettate 167 chiamate e assistite 46 persone di un bando». Come per gli scorsi anni, il target dei destinatari è costituito dalle persone che abbiano una età pari o superiore ai 65 anni, in condizioni di fragilità. Gli interventi avranno carattere di temporaneità (due-tre settimane) e saranno finalizzati a dar risposta alle necessità urgenti ed indifferibili determinate dall assenza di familiari o della normale rete di riferimento. Le richieste di intervento dovranno pervenire ad un numero telefonico attivo dal lunedì alla domenica, festivi compresi, e verranno trasmesse al Settore Servizi Sociali per la valutazione e l attivazione degli interventi. Le prestazioni e gli interventi garantiti ed erogati saranno: controllo ed assistenza telefonica; trasporto e accompagnamento per visite o esami o per qualsiasi altra motivazione valutata dal servizio; attivazione di interventi di prossimità per piccole necessità quotidiane quali: semplice passeggiata, aiuto negli acquisti (spesa, medicinali, ecc.), compagnia, verifica delle condizioni psico-fisiche, o altro; erogazione di prestazioni domiciliari attraverso il proprio SAD; erogazione di pasti caldi a domicilio attraverso l ente fornitore convenzionato; reperimento di posti presso le RSA per ricoveri urgenti e la valutazione dell eventuale sostegno economico per il pagamento della retta. L avviso è riservato alle Associazioni del Terzo Settore di cui il Comune di Como riconosce il valore di strumento di solidarietà sociale per il conseguimento di fini istituzionali. Possono partecipare al bando le associazioni operanti sul territorio comunale che: abbiano esperienze nell ambito delle attività rivolte ad anziani; alla data di pubblicazione del presente avviso, risultino iscritte da almeno sei mesi nel Registro Regionale del Volontariato (ex Legge 266/1991) ovvero nei registri regionali e/o provinciali delle Associazioni di Promozione Sociale ovvero (ex legge 323 del 2000), nel Registro Regionale delle Associazioni senza scopo di lucro ( ex. Legge Regionale n.1/2008), all Albo Comunale delle Associazioni di volontariato previsto all art.9 commi 3 e 4 dello Statuto Comunale, abbiano nelle proprie finalità istituzionali attività di carattere socio-assistenziale. Per la raccolta delle richieste avanzate dagli anziani, il Settore si avvarrà per l anno 2012 del servizio sperimentale di telefonia sociale realizzato dall ASL della provincia di Como in convenzione con AUSER Lombardia, in concorso con i suoi comprensori territoriali, e con gli Uffici di Piano della Provincia di Como. Le Associazioni interessate dovranno presentare formale manifestazione di disponibilità a mano o a mezzo raccomandata a.r. inviando un plico chiuso all Ufficio Protocollo del Comune di Como Via Vittorio Emanule n.97 - Como entro le ore 12 del giorno 10/07/2012. Sulla busta dovrà essere riportata la dicitura Manifestazione di disponibilità alla collaborazione nella organizzazione e nella realizzazione del servizio di Pronto Intervento Estivo per cittadini anziani residenti nel Comune di Como. Una volta acquisite le istanze, l amministrazione contatterà le associazioni che avranno manifestato la propria disponibilità per concordare patti e condizioni che verranno contenuti in apposita convenzione. Ulteriori informazioni possono essere richieste al Settore Servizi Sociali al numero Il bando e i relativi allegati si possono scaricare dal sito all indirizzo Giornata di studio all Insubria Come comportarsi in caso di terremoto? C ome comportarsi in caso di terremoto? Qual è la pericolosità sismica della Pianura Padana? Quale quella del territorio lariano? Per rispondere a questi interrogativi il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell Università dell Insubria organizza una Giornata di Studio aperta alla cittadinanza sulla sequenza sismica iniziata il 20 maggio 2012 che ha colpito l Emilia e la Lombardia. La Giornata si svolgerà martedì 10 luglio, a partire dalle ore 14, nell Aula Magna del Chiostro di S. Abbondio, via S. Abbondio 12, Como. Il professor Alessandro Maria Michetti, docente di geologia all Università dell Insubria, presenterà i risultati preliminari delle ricerche tuttora in corso da parte dei ricercatori dell Ateneo per documentare gli effetti ambientali del terremoto e controllare la loro evoluzione nel tempo. I ricercatori dell Università dell Insubria, Livio Franz, Roberto Gambillara, Andrea Berlusconi, Francesca Ferrario, Livio Bonadeo, coordinati dal professor Michetti, partecipano dal 21 maggio scorso ai rilievi sul terreno in fase emergenziale per valutare l andamento della crisi sismica in Emilia, con l obiettivo di cartografare in dettaglio tutti i fenomeni geologici, geomorfologici e idrogeologici prodotti durante la sequenza. Ma è dal 2005 che i sismologi dell Università dell Insubria conducono studi di paleosismologici in quell area al confine fra Brescia, Mantova, Modena e Ferrara, la cosiddetta Dorsale Ferrarese, ossia analizzano i terremoti del passato sulla base dei loro effetti geologici al fine di valutare la pericolosità sismica di quell area. La Giornata si svolgerà con il patrocinio del Comune di Como, saranno presenti il sindaco, Mario Lucini, e il comandante dei Vigili del Fuoco di Como, l ingegner Marisa Cesario. Il taglio dell iniziativa sarà scientifico e pratico al tempo stesso: gli scienziati presenteranno le ricerche finora condotte e parleranno di rischio sismico, i Vigili del Fuoco spiegheranno che cosa fare in caso di terremoto. sanità L Azienda Ospedaliera S. Anna di Como Provider del giorno L Azienda Ospedaliera Ospedale Sant Anna di Como è stata nominata Provider del giorno su il portale gestito da Sanità Futura Formazione in collaborazione con la Commissione Nazionale per la Formazione Continua. Il riconoscimento premia l attività dello staff Formazione dell AO Sant Anna nell idea che nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale accanto ad un assistenza di qualità si trovi spesso un sistema di formazione di pari livello qualitativo. Nell Azienda Ospedaliera Sant Anna di Como la qualità rappresenta una scelta strategica non solo nei confronti del cittadino ma anche nei riguardi dei professionisti sanitari che operano nella struttura. Como Sospesi i mercoledì del cittadino L iniziativa Mercoledì del Cittadino viene sospesa durante l estate nel periodo tra il 15 luglio e il 15 settembre. Mercoledì 11 luglio, pertanto, sarà l ultimo mercoledì di apertura continuata dalle 8.30 alle Si riprenderà il 19 settembre.

16 16 Sabato, 7 luglio 2012 Como Cronaca Grandi opere. I timori legati al grande progetto transfrontaliero Non è stata il primo approdo ferroviario di Como, in quanto la ferrovia proveniente da Milano nel 1849 si fermava alla stazione della cosiddetta Casa Merlata (l odierna Camerlata, praticamente dove oggi c è un famoso birrificio), ma è il principale scalo di Como. Ci sono tante probabilità, però, che perda questa sua caratteristica nell immediato futuro. Oggetto delle nostre considerazioni è la stazione di Como San Giovanni, la principale stazione ferroviaria cittadina, da anni al centro di un intervento di ristrutturazione mai completato. In compenso incuria e desolazione non mancano. La conclusione dei lavori del sistema di nuovi collegamenti ferroviari alpini Alptransit potrebbe, infine, decretarne il ridimensionamento a semplice stazione locale lasciando al passato i fasti di fermata internazionale. Ma andiamo con ordine. Come accennato, Como San Giovanni non è stata la prima stazione della città in quanto aprì i battenti il 27 luglio 1875, una volta ultimato il collegamento tra Camerlata e la convalle che occupò ben quasi trent anni di tempo a causa delle sue difficili pendenze per l epoca. Ancora nel 1858, nella sua Grande Illustrazione del Lombardo/ Veneto, Cesare Cantù affermava con disappunto: Non possiamo tacere il disgusto che i 250mila passeggeri che in un anno giungono da Milano in un ora, devono impiegarne altra mezza per trascinarsi fino a Como da Camerlata. Sul sedime che dal 1233 al 1810, quando venne secolarizzato, ospitò il convento dei frati domenicani di San Giovanni in Pedemonte (dove aveva risieduto anche l inquisitore di Como), infine si realizzarono due stazioni: la prima inaugurata il 2 giugno 1878 e la seconda, quella moderna, i cui lavori iniziati nel 1939 si conclusero solo dieci anni più tardi solo grazie agli aiuti economici assicurati dal piano Marshall. Il nuovo edificio, però, non riscosse particolare gradimento e fin dalla sua inaugurazione fu oggetto di vivaci critiche come riportarono i due quotidiani cittadini dell epoca. Nel veloce scorrere del tempo della seconda parte del XX secolo, la stazione di Como San Giovanni perse buona parte delle ulteriori sue emanazioni. Nel 1966 venne chiuso, e poi progressivamente smantellato, il viadotto che consentiva in passato ai treni merci di raggiungere una zona degli attuali giardini a lago per rifornire le imbarcazioni che sarebbero salpate alla volta di L Alptransit declasserà la Stazione S. Giovanni? Il timore è che la conclusione del sistema di nuovi collegamenti ferroviari alpini penalizzi il nodo comasco Dongo. Con gli anni 70, invece, a causa della grave crisi che investì il comparto ferroviario italiano a causa del completo disinteresse manifestato dalle autorità governative per questo mezzo di trasporto a tutto vantaggio di mezzi motorizzati, l oblio interessò la vasta area dello scalo merci che dalla stazione vera e propria si snoda fino a poche decine di metri dalla basilica di Sant Abbondio. Lasciati all incuria questi spazi, che sembra siano ancora preda ambita da parte di alcuni gruppi imprenditoriali del settore edile, gli edifici della stazione vera e propria sono da anni oggetto di un intervento di recupero, mai del tutto completato, a cura di Centostazioni, la società di Trenitalia che si occupa degli edifici ferroviari. Nel corso di questi ultimi anni sono stati rifatti completamente gli spazi riservati alla ristorazione ed hanno fatto la loro comparsa le biglietterie automatiche ma il resto della struttura lascia a desiderare. Sporcizia tra i binari; cartelli indicatori fuori servizio; cavi elettrici e lampadine a vista in sfregio ad ogni norma di sicurezza soprattutto sulla banchina tra i binari 2 e 3 nelle bacheche riservate agli orari parzialmente inclinati e illeggibili perché il foglio si è staccato dagli appositi fermagli e nessuno si è preso la briga di sistemarlo; intonaci ammalorati e che si sfaldano dal tetto delle pensiline in cemento armato. E se volgiamo il nostro sguardo oltre il binario 3, a quelli che sono i binari di servizio, l elenco delle situazioni squallide potrebbe continuare ancora per molto spazio. Di fronte a tale desolazione non stupisce poi più di tanto l ipotesi, sempre più concreta, che una volta realizzato il collegamento Alptransit i convogli in discesa verso l Italia effettuino una fermata a Chiasso prima di imboccare la galleria Monte Olimpino 2 e poi dal bivio di Bernate Rosales proseguire verso Milano. Un ipotesi che nasce da considerazioni, ovviamente, tecniche ma che lo stato di pessima conservazione del principale scalo comasco certo non induce a confutare. In effetti, in occasione dell ultima campagna elettorale esponenti a sostegno di diversi candidati si sono espressi a più riprese sulle potenzialità che per Como potrebbe avere il nuovo sistema Alptransit. Invece il nuovo sistema di collegamento ferroviario nord/sud Europa potrebbe invece sancire la fine di Como San Giovanni quale principale stazione della nostra città. E anche per affrontare la questione Como/Chiasso in materia ferroviaria che il confermato sindaco di Chiasso, Moreno Colombo, ha recentemente auspicato dalle colonne di un quotidiano ticinese di essere più che disponibile ad incontrare il neosindaco di Como, Mario Lucini. I lavori di Alptransit dovrebbero concludersi per il 2017 (ma sembra che addirittura il tutto sarà pronto per il 2016) e quindi tempo per impedire che Como perda anche questo treno c è. Ma tra tutte le emergenze e le situazioni critiche che riguardano questa città, ci sarà tempo ed attenzione per volgere il proprio sguardo verso la collina che per tanti secoli ospitò i monaci domenicani? Luigi Clerici mercoledì 4 luglio 2012 ore 21 Biblioteca Comunale, Lenno, via Soccorso 47 presentazione del volume Tempi del lavoro 110 anni di immagini e di storie nel territorio comasco con la partecipazione di Mauro Guerra, vicesindaco di Tremezzo Alessandro Tarpini, segretario Camera territoriale del Lavoro di Como Franco Tieghi, ingegnere Fabio Cani, autore del volume Tempi del Lavoro. 110 anni di immagini e storie nel comasco È stato presentato lo scorso mercoledì 4 luglio, in Biblioteca comunale a Como, il libro Tempi del Lavoro, 110 anni di immagini e di storie nel territorio comasco, alla presenza di Alessandro Tarpini (segretario generale Cgil Como), Franco Tieghi (ingegnere ed imprenditore lennese), Mauro Guerra (vice sindaco di Tramezzo) e Fabio Cani (autore del libro). «Il volume - le parole di Alessandro Tarpini - si propone come il primo tentativo di avvicinamento alla storia del lavoro a Como; questa storia così complicata, ancora tutta da scrivere, è sviluppata attraverso le immagini. La scelta è dipesa innanzi tutto dal materiale documentario esistente. Ne deriva un quadro inevitabilmente contraddittorio e per alcuni versi intermittente : nonostante gli archivi si siano rivelati assai più ricchi di quanto ci aspettassimo, non c è aspirazione alla completezza, non c è ambizione di aver toccato tutti i punti essenziali. Però, molte di queste fotografie sono le spie di problemi che l indagine storica non ha ancora avuto la possibilità di affrontare, e del resto, come ormai si sa, anche le mancanze (e le rimozioni) rivelano molto della realtà. Convinti della capacità narrativa di queste immagini, sono state montate come se si trattasse di un documentario, in cui i testi, attraverso diverse sensibilità, forniscono elementi di commento e di integrazione, ma in spirito di servizio, restando sempre sullo sfondo».

17 Como Cronaca Sabato, 7 luglio Como e Poggio Renatico: un legame lontano Il campanile della chiesa di Poggio renatico abbattuto dopo il terremoto Il terremoto in Emila ha riportato alla luce la memoria di una vicenda accaduta 60 anni fa che ha unito le due località nella solidarietà. Correva l anno Il terremoto, la solidarietà, il riaffiorare di sbiaditi fotogrammi del passato. Il dramma recente che ha attraversato le terre dell Emilia ha riportato la memoria a calamità vicine e lontane: dall Abruzzo, al Friuli, all Irpinia In alcuni di noi lo sguardo verso le zone colpite ha restituito luce anche a vecchi ricordi che il trascorrere del tempo aveva reso più flebili e vaghi. è il caso di un episodio di cronaca che, oltre mezzo secolo fa, vide Como e la località emiliana di Poggio Renatico intrecciare i loro destini per alcuni mesi. A dipanare la matassa dei ricordi è uno dei protagonisti di quell epoca, don Titino Levi, anima e cuore dello scoutismo comasco. «Ascoltando il telegiornale di qualche settimana fa ci racconta il sacerdote sento che a Poggio Renatico è stato abbattuto il campanile pericolante. Poggio Renatico suscita in me un ricordo legato agli anni 50. Nel gennaio del 1951 il paese, una comunità di circa tremila abitanti, fu sommerso dalle acque del fiume Reno. Esiste, infatti, un fiume con questo nome che si immette nell Adriatico e che passa proprio da Poggio Renatico. La vicenda fece enorme scalpore e interessò l intera nazione». La notizia rimbalzò a Como e catturò l attenzione di un gruppo di donne liberali, guidate dalla signora Mariola Mantero, «che ricorda il sacerdote amava firmarsi Donna Mariola Mantero». «Queste signore - continua don Levi - si preoccuparono di trovare una sistemazione per un certo numero di giovani che, a seguito dell alluvione, erano rimasti senza casa. Organizzarono così la venuta a Como di una quarantina di ragazzini e ragazzine delle elementari. Le fanciulle trovarono ospitalità a Camerlata, presso l istituto dell Immacolata, che oggi non esiste più. I fanciulli vennero invece accolti a Villa Fulvia, a Lipomo, presso le suore guanelliane. Giunsero tutti in città verso la fine di gennaio». Il capoluogo aprì così le porte alla solidarietà, ben felice di offrire accoglienza a un gruppo di piccoli in difficoltà. Bastarono pochi giorni, però, per accorgersi che un semplice spazio fisico non poteva bastare. Occorreva qualcosa in più. «Tre giorni dopo la sistemazione dei ragazzi in Villa Fulvia - prosegue il racconto di don Titino - la superiora chiese alle donne liberali di provvedere, trattandosi di un gruppo di ragazzi piuttosto indisciplinato, proveniente da un ambiente, con ogni probabilità, poco avvezzo al rispetto delle regole. Chiamate in causa, le donne si rivolsero al vescovo, Felice Bonomini, il quale mandò a chiamare il sottoscritto, che lavorava presso l ufficio amministrativo della Curia. Salii ai piani superiori e ricevetti dal vescovo l incarico di occuparmi di quei ragazzi». La risposta del giovane sacerdote fu immediata ed entusiasta: «Eccellenza, ne faremo un impresa scout». Fu l inizio di un avventura che durò alcuni mesi, e che richiese la messa in campo di risorse umane e spirituali. «Partii così per Villa Fulvia continua don Levi ed incontrai questi ragazzi, ben meravigliati dal trovarsi di fronte un prete. Vi ritornai poi accompagnato da alcuni scout del reparto del Como 1 (gruppo attivo dal 1945, i cui è il gennaio 1951: il fiume Reno invade questa località dell Emilia, costringendo alla fuga i suoi abitanti. Un gruppo di una quarantina di giovani delle elementari viene accolto nel capoluogo comasco. è l inizio di un avventura intensa, della durata di qualche mese, che vede protagonisi un giovane sacerdote e alcuni scout. di Marco Gatti primi vagiti erano iniziati già qualche tempo prima della fine della guerra) e da alcuni rover del clan. Il nostro primo impegno fu quello di adoperarci per trovare a questi ragazzi un insegnante. La fortuna volle che riuscii ad avvalermi del sostegno di una maestra in pensione, della parrocchia di san Bartolomeo. Di lei ho vivo il ricordo di una insegnante capace, che fu in grado di mutare lo spirito di questi giovani, incoraggiandoli ad una disciplina alla quale non erano assolutamente abituati». Quale fu il compito degli scout? «A turno si organizzavano salendo a Villa Fulvia, per far giocare i ragazzi, intrattenendoli per alcune ore della giornata. Io li raggiungevo, in bicicletta, almeno un paio di volte la settimana, fermandomi prima in un negozio, all altezza della curva di Lora, per comprare loro delle caramelle. Nel corso di questi mesi fu anche possibile offrire ai piccoli ospiti una formazione religiosa. Al punto che, arrivati agli inizi di giugno, alcuni dei ragazzi ricevettero il sacramento della Comunione, altri della Cresima. Accanto a loro, i rover come padrini. In occasione della Cresima, era l 8 giugno 1951, invitammo a Como il parroco di Poggio Renatico. Per lui fu una occasione felice, visto che svolgeva la sua opera pastorale in un ambiente non molto religioso, tradizionalmente di sinistra. Sul finire di giugno questa piccola comitiva di fanciulli tornò al paese d origine, raccontando meraviglie dell esperienza vissuta. A conferma del legame instaurato, nel settembre dello stesso anno, con il gruppo scout Como 1, organizzammo una trasferta a Poggio Renatico. Fummo accolti con grande entusiasmo e vi trascorremmo due intense giornate insieme. Ricordo un IMMAGINE DI ALCUNI PROTAGONISTI DI QUEST AVVENTURA. TRA LORO DON TITINO LEVI che, girando tra le baracche costruite in paese per fronteggiare l emergenza esondazione, ebbi modo di notare, in più di un occasione, la presenza contemporanea di immagini del Sacro Cuore di Gesù e di Carlo Marx Paesi, all epoca, dal marcato spirito rosso, ma pur sempre dal cuore umano Il parroco rimase sorpreso della trasformazione subita, in soli pochi mesi, da quei ragazzi. Ad alcuni di loro regalammo anche l abbonamento, fino al termine dell anno, de Il Vittorioso. La bontà del rapporto venutosi a creare tra le due comunità fu confermato da una fitta corrispondenza epistolare che si protrasse per qualche anno». Qual è l emozione più bella che rimase di quell esperienza? «A quei fanciulli la sensazione di aver vissuto momenti intensi e belli, di essersi sentiti amati, ben voluti, rispettati. Il reparto scout, da parte sua, e i rover coinvolti percepirono di aver compiuto una vera buona azione, che certamente ha lasciato una traccia in ciascuno di loro». Chissà se ad alcuni dei protagonisti di quell epoca, molti di loro oggi settantenni, i disagi e le fatiche di queste settimane hanno riportato alla mente la memoria di un episodio così lontano. Una testimonianza viva di come, talvolta, anche dal disagio e dalla sofferenza possano scaturire buoni frutti.

18 18 Sabato, 7 luglio 2012 Confcooperative Servizio. Il servizio si rivolge a colf o bandanti che desiderano professionalizzarsi per accedere ad un ruolo sempre più richiesto Assistenti familiari: la formazione Il Servizio di formazione per Assistenti familiari si rivolge a quelle figure professionali, più comunemente chiamate colf o badanti, che desiderano professionalizzarsi per accedere a un ruolo sempre più richiesto e necessario da parte dei famigliari delle persone anziane. Si tratta di figure professionali che danno supporto alla quotidianità degli anziani e che consentono loro di non sradicarsi dal proprio contesto domestico e sostengono le famiglie che necessitano di un supporto per la cura dei loro cari. Il servizio formativo da un lato favorisce il riconoscimento e la rivalutazione delle lavoratrici attraverso un percorso di formazione ma anche di attività mirate all orientamento e all accompagnamento verso una professione stabile e riconosciuta. Dall altro mira a facilitare la permanenza presso il proprio domicilio delle persone anziane, anche con patologie o disabilità, individuando un assistente che possa aiutare nella gestione della casa, nell accudimento personale e nelle esigenze della quotidianità. Gli anziani e le loro famiglie sono i principali, ma non esclusivi destinatari di un assistenza che può essere personalizzata se non per risolvere tutte le gravi problematiche che possono presentarsi, certamente per attenuare i disagi e consentire una maggiore serenità familiare. I percorsi formativi che periodicamente vengono utilizzati per le Assistenti Familiari agevolano l inserimento nel mondo del lavoro di donne, sia italiane che straniere, permettendo loro di acquisire competenze di base ma anche specialistiche, attraverso momenti formativi mirati e realizzati su particolari tematiche (per es. cura dell anziano affetto da problemi di glicemia, laboratorio sulla stiratura e il lavaggio di indumenti...). In aggiunta a ciò ci sono corsi più tradizionali di lingua italiana sia di base che avanzati. Il servizio assistenti familiari accoglie le lavoratrici e le famiglie con colloqui mirati alla conoscenza e alla raccolta dei dati di competenza delle candidate da un lato, e dall altro delle singole esigenze specifiche della famiglia. Inoltre si occupa di sostenere le famiglie e le assistenti familiari durante gli incontri tra domanda e offerta e il progressivo instaurarsi delle relazioni, informando datori di lavoro e aspiranti lavoratori circa i loro diritti e i doveri derivanti dal rapporto di lavoro, al fine della formalizzazione di regolari contratti di lavoro. Il servizio è realizzato dalle Acli di Como insieme con altre realtà afferenti all associazione (Patronato Acli con il servizio MondoColf, Acli Service, l Associazione AcliColf) che hanno sottoscritto una convenzione per la realizzazione in rete del servizio. Partner dell iniziativa sono anche il Consorzio Mestieri di Como, autorizzato dal Ministero per l attività di intermediazione, occupandosi delle azioni di incontro tra domanda e offerta, e il Consorzio Eureka che è accreditato presso la Regione Lombardia per la formazione. La rete dei soggetti si è accreditata presso l Ufficio di Piano del distretto di Como per erogare l intera gamma dei servizi, a fronte della possibilità, per le famiglie e le assistenti residenti nel distretto, di un voucher a parziale copertura dei costi. A tale scopo è necessario che la famiglia proceda al conteggio dell Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE, il servizio è gratuito ed è fornito da Acli Service) che serve appunto a valutare la richiesta del voucher. Il voucher è un beneficio economico di cui possono usufruire sia le famiglie che le assistenti familiari e che si calcola in base all ammontare del reddito di tutto il nucleo familiare. Sulla base della verifica ISEE del richiedente, il voucher sociale può coprire parte delle spese o, nel caso dell assistente familiare il costo di un percorso formativo. Le diverse fasi del servizio Ecco in che modo si articola I l servizio si occupa di diversi aspetti ed è così strutturato: - Accoglienza delle Assistenti L attività di accoglienza delle candidate colf-badanti e l inserimento del loro profilo nella banca dati viene svolto attraverso il lavoro volontario dell Associazione AcliColf - Consulenza sul servizio, la normativa e la contrattualistica Durante il colloquio con la famiglia, a cura delle operatrici di Acliservice, avviene la raccolta della domanda di ricerca dell Assistente familiare e la spiegazione del servizio, comprendendo anche gli aspetti contrattualistici relativi al rapporto di lavoro - Selezione della Badante o Colf L attività realizzata dal Consorzio Mestieri consiste nell individuazione delle lavoratrici da presentare alle famiglie, facendo una verifica dei requisiti e delle competenze, per arrivare alla segnalazione delle candidate da valutare per l assunzione - Avvio del rapporto di lavoro Con il supporto del servizio MondoColf si procede al successivo perfezionamento dell assunzione, con la stesura del contratto di lavoro e le relative comunicazioni agli enti preposti - Gestione del rapporto di lavoro Le operatrici di Acli Service e del Patronato accompagnano la famiglia e la lavoratrice nella comprensione di tutti gli aspetti contrattuali e normativi, offrono un servizio di amministrazione contabile (elaborazione busta paga mensile, tredicesima, Mav bollettino versamenti contributi, certificazione annuale Cud) e di supporto durante il periodo di prova per qualsiasi esigenza. Chiarezza e completezza delle informazioni consentono di ridurre al minimo le complicazioni burocratiche, rendendole agevoli e comprensibili anche a chi con la burocrazia non ha frequenti rapporti. Tutte le fasi del servizio sono svolte con competenza, passione ed efficienza da parte delle operatrici che svolgono la propria attività con particolare attenzione e sensibilità rispetto ai bisogni rilevati e che, facendo riferimento ad enti diversi, lavorano in equipe con spirito di squadra a garantendo di offrire i migliori risultati possibili. Consorzio Solco Como Da luglio Un corso per chi vuole diventare assistente familiare finanziato dalla Regione Lombardia Il Consorzio Solco Como organizza a partire dal mese di luglio un corso rivolto a chi ambisce a diventare Assistente Familiare. Il corso è finanziato dalla Regione Lombardia attraverso il Bando Dote Formazione Assistenti Familiari ed è rivolto a tutti i cittadini, italiani e stranieri, che siano regolarmente residenti o domiciliati in Lombardia e che abbiano compiuto i 18 anni di età. Il corso si articola in due moduli: - Modulo introduttivo della durata di 40 ore Finalizzato a fornire le competenze essenziali riferite alla cura e all igiene della persona, con un basso bisogno assistenziale, alla preparazione dei pasti, alla comunicazione e relazione con la persona assistita e alla sua famiglia, alla cura della casa e all igiene domestica, ai diritti/doveri nel rapporto di lavoro. Il modulo si terrà a luglio 2012 presso la sede del Consorzio Solco - Modulo base della durata di 120 ore Finalizzato a fornire le competenze che caratterizzano l esercizio dell attività dell assistente familiare e ad approfondire gli argomenti e le competenze citate sopra. Il Modulo Base si terrà tra settembre e novembre Per informazioni tel , oppure

19 Como Cronaca Sabato, 7 luglio Fabbriche in crisi. è scontro aperto tra proprietà e sindacati. A rischio 500 famiglie È ormai crisi nera per l economia comasca, e non può certo dirsi una novità. Notizie tutt altro che rassicuranti, sul fronte della ricezione da parte dei mercati e dei tagli all occupazione, provengono infatti da aziende strategiche forti del territorio, quali la Sisme di Olgiate, la Carnini (gruppo Parmalat) di Villa Guardia e l Artsana di Grandate, e a giudicare dalle vicissitudini pregresse dei rispettivi comparti industriali anche questo non rappresenta forse alcunché di nuovo, nel sempre più fosco scenario che si va tratteggiando per l imprenditoria locale, e che punisce con la medesima sferza le piccole imprese come i grandi gruppi produttivi. Il problema è che nessuno sembra possedere la giusta ricetta per far fronte all emergenza, nemmeno per tamponare, laddove sarebbe forse possibile, e per frenare una tendenza al declino sempre più allarmante; il conflitto tra le parti che ne deriva, minacciando di acuirsi ulteriormente in vista di un autunno che si preannuncia quest anno addirittura incandescente rispetto a quelli cosiddetti caldi di qualche anno fa, ne costituisce sicuramente lo sbocco logico e ineluttabile. Le avvisaglie dell intensificazione dello scontro ci sono tutte, e le recentissime schermaglie tra azienda e sindacati connesse alla vicenda-sisme non lasciano presagire nulla di buono. Per il direttore del personale della Sisme Sergio Luculli, che ha esposto le ragioni del suo gruppo nella conferenza stampa tenuta il 2 luglio presso la sede di Confindustria Como, occorrerebbe chiedersi in cosa consistano quelle nozioni di libertà, rispetto e democrazia che continuamente vengono sbandierate nel gergo sindacale, se poi l unico obiettivo perseguito da queste organizzazioni è quello di impedire alle aziende di far sentire la propria voce, e soprattutto di metterne a conoscenza i lavoratori. La verità è che i sindacati pretenderebbero ancora di applicare le ideologie che erano di moda negli anni settanta, Sisme: cresce la paura per la chiusura Sempre più probabile la delocalizzazione delle linee 179 e 160, ma per CGIL, CISL e UIL a rischio è l intera azienda perché non hanno idea di cosa sia un azienda e di come essa sia costretta a operare sul mercato, soprattutto in epoche di crisi come quella che stiamo vivendo, e non sanno fare altro che riempirsi la bocca di slogan politici che non conducono da nessuna parte. La realtà, per quanto amara e dolorosa possa risultare, è invece di una semplicità disarmante: ieri la Sisme aveva migliaia di addetti, oggi ne conta 511, domani ne avrà un numero ancora più esiguo e limitato, e non perché i vertici aziendali si divertano con la linea dei tagli a nessuno fa piacere licenziare quei lavoratori che sono stati la ricchezza del gruppo - ma solo perché il polo di Olgiate non è posto nelle condizioni di essere competitivo e se i ricavi non coprono i costi si va in perdita e crescono gli esuberi. Tutto qui. Di tutt altro avviso, secondo copione, è la replica sindacale, che accusa la proprietà di non perseguire un piano industriale e di aver chiesto ai lavoratori di contribuire al rilancio dell azienda rinunciando a una parte dello stipendio, per infine decidere di delocalizzare la produzione sopprimendo la contrattazione e chiedendo anzi in proposito il beneplacito del sindacato. Per Alberto Zappa, segretario provinciale FIM della CISL, in questi mesi è stata attuata una specifica manovra da parte della Sisme per delocalizzare l azienda in Slovacchia, al fine di massimizzare i profitti sulla pelle di 500 famiglie di lavoratori, e prendendo allegramente in giro il mondo politico che ha seguito la vicenda, i sindacati, gli operai e l opinione pubblica, alla quale non vengono certo forniti gli elementi reali del problema, ma solo l accensione di una serie infinita di cortine fumogene predisposte per deviare l attenzione dall oggetto della contesa. Ma il piano aziendale, che è quello di cancellare una delle più gloriose storie industriali del nostro territorio eliminando la contrattazione e negando ai lavoratori i diritti più elementari, a cominciare dalla mancata erogazione del Premio Qualità previsto dall accordo sindacale relativo al cosiddetto Premio di Risultato del 30 maggio 2007, è destinato a fallire, perché sottovaluta il sindacato e le forze che questo è capace di chiamare in gioco. Nell occhio del ciclone è la delocalizzazione, annunciata dall azienda e osteggiata dalle parti sociali, delle linee 179 e 160, che comporterebbero una perdita complessiva di un milione e mezzo di euro e interesserebbero una forzalavoro di circa una settantina di addetti, mentre le cifre degli esuberi poste sul tavolo da CGIL, CISL, FIOM e Cobas sono assai più inquietanti, perché si aggirano attorno alle cinquecento unità, che è come dire la totalità del numero dei lavoratori al momento impiegati e quindi il preludio allo smantellamento dello storico opificio. Lo svuotamento dei magazzini aziendali eseguito dalla proprietà, prosegue Zappa, è la controprova di quanto da tempo affermiamo a proposito della precisa volontà della Sisme di procedere alla dismissione dell impianto, e di muovere alla ricerca di nuovi pascoli in aree meno sorvegliate dalla contrattazione sindacale, che siano la Slovacchia o la Cina poco importa. Di fronte a tanta protervia e a tale arroganza, reagiremo con tutte le armi a nostra disposizione, inclusa - se necessario - quella dello sciopero, perché non è ammissibile che debbano essere le famiglie dei lavoratori a dover pagare il tributo più alto per l inadeguatezza di chi dovrebbe portare avanti un credibile piano di rilancio industriale, e non ha altri argomenti da tirare in ballo se non i soliti accenni alla crisi, alla congiuntura economica e al deprimente periodo delle vacche magre che stiamo attraversando. Come se questo potesse valere a giustificare qualsiasi abuso e qualunque stortura. SALVATORE COUCHOUD Ci sono periodi storici in cui sembra che nulla cambi in quanto le mutazioni sono così lente che vengono facilmente metabolizzate dalle singole persone e dalla società nel suo complesso. Siamo di fronte ad un presente così lungo che scivola, o meglio, si adagia in un futuro prevedibile e previsto, a cui si è preparati. Anche se tutto sembra che sia fermo, ad un attento osservatore non sfuggono i cambiamenti ed egli sa cogliere in anticipo il volto del futuro. Ci sono invece altri momenti in cui i cambiamenti sono più percepibili, sono le fasi storiche che noi definiamo con il termine di crisi. E le crisi hanno un nome specifico: sociale, culturale, politica, religiosa, etnica, etica ed economica e sono caratterizzate dalla dimensione locale: il loro reciproco influsso è limitato, data la semplicità delle singole strutture. In più le crisi fanno da azione catalizzante accelerando i cambiamenti fino a che si determina un nuova situazione di stabilità. La crisi attuale, se dapprima sembrava essere una delle tante crisi, oggi è chiaro che è diversa dalle altre: è nuova. Essa è nuova perché è frutto maturato dallo commento di don Giuseppe Corti Il dovere di ristrutturare non solo le fabbriche, ma anche le relazioni umane e familiari stretto intreccio negativo esistente tra le strutture politiche, produttive, finanziarie, sociali e istituzionali, ragion per cui, ad effetto domino, la crisi di un settore ne apre una anche in un altro. Ma per risolvere la crisi da dove partire? Quale è la pietra fondante la ripresa? Sono le domande che possiamo leggere, ad esempio, nelle relazioni del Presidente della Confindustria Como, Francesco Verga, e del Presidente della Confartigianato Impresa di Como, Marco Galimberti, illustrate nel corso delle recenti assemblee delle due associazioni. In più, se nel passato la crisi interessava un preciso settore merceologico produttivo, oggi purtroppo la crisi investe ogni settore merceologico. Anche nel comasco dove, solo per citare le più note e significative, si trovano in situazione di precarietà: SISME, Artsana, Carnini, Akzo Nobel, Polti, Ponte Lambro. Ognuna di esse, tenendo conto della propria specificità, cerca la via per giungere ad una soluzione adeguata e nello stesso tempo c è la consapevolezza che dalla crisi non si può uscire solo con le proprie forze. Due sono le parole più ricorrenti come antidoto alla crisi: riforma e ristrutturazione. Tutti gli operatori sono d accordo sulle riforme, ma da quale iniziare: da quella dell apparato amministrativo, oppure da quello istituzionale, oppure da quello fiscale, o da quello finanziario, o da quello normativo del lavoro? A questo dilemma se ne aggiunge un altro, assai critico: quali devono essere i nuovi contenuti delle varie riforme? Si pensi per un attimo alla riforma del lavoro, in modo particolare l articolo 18 dello statuto dei lavoratori, l articolo che regola la mobilità di assunzione e licenziamento. Non dimentichiamoci che dietro la parola tecnica mobilità, ci sono delle persone, delle famiglie che chiedono quella stabilità di lavoro necessaria per una vita dignitosa, che fu una delle preoccupazioni fondamentali che portò papa Leone XIII a scrivere la Rerum Novarum. E la questione si fa più delicata quando si parla di ristrutturazioni aziendali. è vero che per salvare le aziende a volte bisogna ristrutturarle, il che significa, tra l altro ridurre il personale; in caso contrario l azienda si vede costretta a chiudere. Ma qui si può, per analogia, fare un riferimento alla dimensione oggettiva e soggettiva del lavoro, di cui si parla nella Laborem Exercens. Oggettivamente per salvare una azienda è necessario, tra l altro, riorganizzare la struttura produttiva con riduzione di personale, è a questo punto che la dimensione soggettiva della ristrutturazione si impone: quei lavoratori che vengono licenziati, pur con tutti gli ammortizzatori sociali, come vivono questa fase e quali conseguenze subiscono nel vivere quotidiano attuale e futuro? Ma che volto avrà il futuro? Sarà un periodo di stabilità e tranquillità o sarà segnato da rapidi cambiamenti sociali, economici e culturali? Una cosa è certa: sarà sempre più un futuro in cui le varie attività umane si intrecceranno tra loro. Ci saranno i grandi attori di questo intreccio, ma ci saranno anche i semplici attori, la gente comune chiamata a organizzare e gestire i vari intrecci del vivere quotidiano, importanti e significativi come i macro intrecci. Allora una strada da intraprendere senza tergiversare, perché i ritmi dei cambiamenti in atto sono veloci e non concedono dilazioni, è quella della ristrutturazione delle relazioni umane e familiari all interno della società, all interno di una comunità cristiana. La crisi obbliga a ripensare e generare nuove forme di accompagnamento, di vicinanza, di solidarietà adeguate ad affrontare questa crisi strutturale per dare al futuro quel volto umano di cui gli ultimi Pontefici continuano a richiamare nei loro insegnamenti.

20 20 Sabato, 7 luglio 2012 Como Cultura Cavargna. Domenica 8 luglio, alle ore 14, la presentazione, in loco, della nuova guida monografica dedicata a questa splendida chiesetta. Ad introdurre la presentazione sarà il parroco di Cavargna. La partecipazione è libera e gratuita L oratorio di S. Lucio Domenica 8 luglio, alle ore 14.00, presso l oratorio montano di S. Lucio a Cavargna, sarà presentata la nuova guida monografica dedicata alla stessa chiesa, prodotta dall associazione culturale Iubilantes ed edita con il contributo e il patrocinio del Consiglio Regionale di Lombardia, della Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio, del Comune e della parrocchia di S. Lorenzo martire di Cavargna e dell Associazione Amici di Cavargna. Introdurrà la presentazione don Giuseppe, parroco della Val Cavargna; dopo gli interventi dei rappresentanti del sodalizio, la dottoressa Paola Villa illustrerà il restauro degli affreschi dell oratorio. La partecipazione è libera e gratuita. Agli intervenuti sarà offerta in omaggio la nuova guida. Il ritrovo per la giornata sarà alle ore fuori dall oratorio (appuntamento a Cavargna in piazza del Municipio alle ore 9.00 e partenza a piedi per l oratorio circa 500 metri di dislivello su sentieri di montagna); seguirà alle ore una S. Messa in onore di San Lucio. Alla giornata saranno graditi ospiti il coro ANA di Fino Mornasco e gli amici de El Casel de Melam di Arsiè (BL); sarà funzionante il Banco Gastronomia degli Amici di Cavargna con prelibatezze locali. L opera presentata fa parte della collana di guide monografiche trilingui (italiano, tedesco, inglese) Percorsi di arte, fede e storia, ideata da Iubilantes per far conoscere i piccoli grandi gioielli di fede e di arte delle terre lariane. Una collana inaugurata nel 2002 per i monumenti dell Alto Lario (con ben tredici titoli all attivo), estesa nel 2008 al territorio Lario Intelvese (sei titoli) e nel 2012 alla Valchiavenna, con la monografia sul Santuario dell Apparizione di Maria Vergine a Gallivaggio, e all area tra Lario e Ceresio, con quest ultimo prodotto editoriale. Un agile formato, una grafica accattivante, un corredo di illustrazioni incentrato su particolari importanti e meno noti, uniti ad un linguaggio semplice, non disgiunto però dal rigore scientifico dei contenuti, sono gli ingredienti del grande successo riscontrato non solo tra la popolazione locale, ma anche e soprattutto tra i numerosi visitatori e turisti che possono conoscere meglio le perle nascoste del nostro territorio. Questi opuscoli, messi gratuitamente a disposizione del pubblico, nelle intenzioni di Ambra Garancini, presidente Iubilantes, intendono «rendere vivi chiese e santuari delle nostre terre, inserendoli nel tessuto delle ragioni storiche, geografiche e devozionali che ne hanno determinato la nascita» e di guidare il lettore alla riscoperta delle più antiche e sentite tradizioni. E l oratorio di S. Lucio, che sorge ad un altitudine di 1542 metri, in posizione panoramica, al valico tra l italiana Val Cavargna e l elvetica Val Colla, è un vero e proprio tesoro, che costituisce una piacevole sorpresa per chi, arrivando in quota, non si aspetta certo di trovare un edificio sacro di tali dimensioni, e soprattutto non può non rimanere colpito dalla complessa decorazione interna, espressione di un antico e sentito legame con la comunità locale. Legame che continua tutt ora: durante il secolo scorso l oratorio di S. Lucio è stato sottoposto a numerosi interventi di manutenzione e ristrutturazione. Gli ultimi lavori di consolidamento statico e di restauro delle pareti, voluti dall indimenticato don Federico Scanziani, con i parrocchiani e l aiuto dell Associazione Amici di Cavargna, sono stati curati dall architetto Luigi Mario Belloni negli anni Dal 1987 al 2000 invece si è provveduto ai restauri delle pareti affrescate, diretti dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Milano ed eseguiti dalla dottoressa Paola Villa, che hanno consentito di recuperare e conservare una significativa testimonianza di fede e di devozione delle nostre genti. La guida è disponibile gratuitamente presso le chiese parrocchiali della valle, il Museo della Valle di Cavargna, il Museo Casa Pagani di Castello Valsolda, la Casa della Riserva Naturale Lago di Piano e la Biblioteca comunitaria di Gravedona ed Uniti SILVIA FASANA Chi era S. Lucio? Lucio (Luguzzone/Ugucione), secondo la tradizione, era un pastore e casaro della Val Cavargna vissuto presumibilmente tra la fine del XIII e l inizio del XIV secolo, martirizzato nei pressi dell antico oratorio. Filippo Ferrari così lo ricorda nel Catalogus Sanctorum Italiae del 1613: «Essendo il pastore [Lucio] al servizio di un padrone avaro e dando il suo ai poveri, fu dal padrone cacciato. Messosi al servizio di altro padrone, avvenne che quest ultimo vide rapidamente moltiplicarsi i suoi greggi e prodotti, mentre il primo andava in miseria. Questi, spinto dall invidia e dall odio uccise il servo di Dio». In realtà non è stato ritrovato alcun documento che fornisca prove certe sulla nascita e sulla morte di Lucio; quanto oggi sappiamo della sua vita è legato alle leggende costruite con il trascorrere dei secoli. Si tratta di un santo acclamato come tale per la venerazione secolare e per i miracoli a lui attribuiti, senza alcuna formale canonizzazione da parte dell autorità ecclesiastica, che peraltro ne ha sempre tollerato, anzi, incoraggiato il culto. La fama di San Lucio e la devozione di cui fu subito oggetto si diffusero in tutta la Lombardia (Milano, Bergamo, Brescia, Lodi, Pavia, Cremona), nelle regioni limitrofe (Piemonte, Emilia Romagna) e anche in Svizzera, come patrono degli alpigiani e dei casari. Anche ai giorni nostri la gente di Cavargna ricorda San Lucio presso l oratorio montano due volte l anno: il 12 luglio, il giorno del martirio secondo la tradizione, e il 16 agosto, festa di San Rocco. La ripetizione dell immagine di San Lucio negli affreschi dell oratorio echeggia come una corale, perpetua, invocazione al Santo, sentito come una figura vicina, amica, che ha condiviso le fatiche e le gioie di un lavoro duro e difficile sui monti, tra gli animali, affrontato con la saggezza dei montanari semplici, offrendo l esempio di una vita interamente spesa a favore dei poveri. L appuntamento è quindi per il prossimo 12 luglio per la grande festa, con S. Messa alle ore 11, alla presenza degli oratori del Decanato di Porlezza e dei presbiteri dello stesso Decanato e della Val Colla. Prestito Dalla Pinacoteca di Como ad Ajaccio U n dipinto della Pinacoteca Civica di Como, il ritratto di Michele Marullo, realizzato da Ridolfo del Ghirlandaio, è volato in Corsica per essere esposto ad Ajaccio al Museo Fesch. Dal 28 giugno all 1 ottobre il Musée des Beaux-Arts di Ajaccio presenta, infatti, al pubblico Vrai? Faux? Le primitif italien était presque parfait, esposizione che si propone di mostrare il gusto per i primitivi italiani e di come nel XIX secolo l accanimento dei collezionisti, dopo la loro scoperta nel secolo precedente, avesse obbligato il mercato alla produzione di falsi, avvalendosi di pittori tecnicamente molto esperti e preparati. Il ritratto di Michele Marullo fu realizzato da Ridolfo del Ghirlandaio, figlio di Domenico Ghirlandaio, intorno al 1520, per il Museo dei Ritratti, commissionato da Paolo Giovio. L opera è un olio su tela e raffigura un personaggio a mezzo busto, con capigliatura fluente, che indossa un abito accollato di colore verde scuro con colletto bianco e un berretto sul capo. A Palazzo Volpi l opera di Mussini D allo scorso 29 giugno al 30 settembre, a Palazzo Volpi, a Como, in via Diaz 84, è esposta l opera di Cesare Mussini (Berlino Firenze 1879) Imelda dei Lambertazzi e Bonifacio dei Geremei. Il quadro, un olio su tela (cm 264x197) che faceva parte della collezione del marchese Giorgio Raimondi, è stato appena restaurato. La tela illustra la tragica vicenda di due innamorati bolognesi del XV secolo, vittime della rivalità delle rispettive famiglie. I fratelli della ragazza, appostati dietro un pilastro, porranno fine all idillio uccidendo il giovane con un pugnale avvelenato. La vicenda culminerà con la morte della ragazza che si getterà sul corpo dell innamorato per succhiare gocce del veleno dalla ferita. Il dramma, pubblicato dallo scrittore pavese Defendente Sacchi nel 1830, arricchisce la serie illustre delle coppie infelici care alla poesia romantica. L ambientazione spaziale del dipinto, scandita dagli ampi drappeggi delle tende in primo piano, suggerisce che il pittore si sia ispirato ad una delle rappresentazioni teatrali del testo. Mussini studiò all Accademia di Belle Arti di Firenze e fu uno dei più tenaci assertori del purismo ingriano. Il restauro, appena concluso nel laboratorio di Laura De Nardi sotto la direzione di Daniele Pescarmona e Maria Letizia Casati, ha messo in piena evidenza la franchezza degli accordi tonali, soprattutto sugli abiti della figura femminile, desunti dalla pittura del Manierismo fiorentino. Orario di apertura martedì-sabato: /14-17, domenica: Mercoledì orario continuato: 9.30/17 (dal 15 settembre al 15 luglio - sospensione dal 24 dicembre al 7 gennaio). Lunedì chiuso.

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