FONDI INVESTITORI SGR. Relazioni Semestrali al 30 giugno 2014

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1 FONDI INVESTITORI SGR Relazioni Semestrali al 30 giugno

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3 PREFAZIONE Il presente fascicolo, che riguarda le Relazioni Semestrali al 30 giugno 2014 dei Fondi comuni d investimento mobiliare aperti armonizzati di diritto italiano appartenenti al Sistema Investitori gestiti da INVESTITORI SGR S.p.A., è redatto in conformità alle istruzioni dell'organo di Vigilanza e si sviluppa nelle seguenti sezioni: Parte Prima Contiene la Relazione degli Amministratori con le Considerazioni Generali comuni a tutti i Fondi del Sistema Investitori ; Parte Seconda: Contiene le Note Illustrative specifiche per ciascun Fondo ed i prospetti contabili richiesti dalle vigenti disposizioni di Vigilanza. 3

4 INDICE Notizie sulla Società di Gestione del Risparmio 5 Pagina Parte Prima: 7 Relazione degli Amministratori - Considerazioni Generali e Criteri di Valutazione Parte Seconda: 12 Relazione degli Amministratori sulle politiche di gestione del Fondo e Prospetti Contabili INVESTITORI Europa 13 INVESTITORI America 19 INVESTITORI Far East 25 INVESTITORI Flessibile 31 4

5 La Società di Gestione del Risparmio INVESTITORI SGR S.p.A. Capitale sociale: Euro Il Consiglio di Amministrazione Paolo Domenico Sfameni Giacomo Campora Bettina Corves Wunderer Mario Cuccia Marco Martini Gianfranco Negri-Clementi Franco Niccoli Dabbene Mario Petroni Presidente Vice Presidente Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Consigliere Il Collegio Sindacale Adolf Michael Hällmayr Fabrizio Carazzai Giuseppe Foti Marco Luigi Brughera Francesco Vacchini Presidente Sindaco effettivo Sindaco effettivo Sindaco supplente Sindaco supplente Direttore Generale Mauro Re La Società di revisione KPMG S.p.A. Via Vittor Pisani, Milano La Banca Depositaria Société Générale Securities Services S.p.A. Via Benigno Crespi 19/A 5

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7 PARTE PRIMA Relazione degli Amministratori - Considerazioni generali Relazioni Semestrali al 30 giugno

8 Relazione degli Amministratori Considerazioni generali Il quadro macroeconomico globale Nei primi sei mesi del 2014 l andamento della crescita economica mondiale è risultato in modesto rallentamento rispetto ai livelli realizzati nella seconda metà dell anno precedente, conseguenza di una ripresa lenta e con livelli di attività produttiva ancora al di sotto del potenziale. Nel primo trimestre l incremento del PIL mondiale è infatti risultato pari all 1,8% a/a, mentre per il secondo trimestre si stima una crescita prossima al 2,5%. Il consensus stima un andamento più sostenuto nella seconda parte dell anno, portando a concludere il 2014 con una crescita del Pil del 2,7%, in progresso rispetto al +2,1% del 2013 sebbene molto al di sotto dei livelli pre-crisi. Il semestre appena concluso è stato ancora una volta caratterizzato da un contesto disomogeneo a livello geografico: le economie emergenti hanno fornito un contributo significativo alla crescita economica, sia pure in rallentamento rispetto all anno precedente, mentre i paesi sviluppati si sono contraddistinti per un andamento complessivamente più moderato. La contribuzione dell economia statunitense è risultata altalenante: ad un primo trimestre in netta contrazione, principalmente per i danni derivanti dal maltempo, ha fatto seguito un secondo trimestre in netta ripresa. In Giappone si è invece manifestato un comportamento opposto: i primi tre mesi dell anno hanno mostrato una forte crescita economica, frutto in parte di circostanze eccezionali, mentre il secondo trimestre si è chiuso con una significativa contrazione legata anche all incremento dell imposizione indiretta. In Europa si è osservato il robusto trend di crescita manifestatosi in Gran Bretagna, mentre l Eurozona ha confermato il sentiero di uscita dalla recessione con un andamento complessivamente positivo. E proprio questa sostanziale disomogeneità nei ritmi di attività economica nell andamento delle diverse aree a rappresentare il principale punto di incertezza circa le prospettive dell andamento ciclico globale. Da un lato, l andamento contrastante dell economia statunitense nel primo semestre non consente ancora di valutare a pieno la reale consistenza dei miglioramenti dell attività produttiva e la traiettoria della rimante parte dell anno; dall altro i dati ancora contraddittori relativi all andamento delle economie emergenti e le preoccupazioni relative alla salute del sistema finanziario cinese non fugano interamente i dubbi circa una possibile frenata nei prossimi mesi. Per quanto riguarda l Europa, le politiche di austerity e di controllo dei conti pubblici attuate dai paesi dell Eurozona continuano a pesare sull andamento dell area, mentre in Giappone la verifica degli effetti cumulati delle politiche monetarie e fiscali implementate a partire dallo scorso anno sarà determinante per confermare la sostenibilità del miglioramento economico in corso. In questo contesto di attività produttiva non elevata e differenziata a livello geografico l inflazione aggregata continua a non destare eccessive preoccupazioni; l indice Cpi headline mondiale ha infatti evidenziato nel primo trimestre del 2014 una crescita del 2,0% a/a, in rallentamento rispetto alla tendenza dei primi mesi del 2013 (+2,6% a/a), ma è stimato in accelerazione nel secondo trimestre (+2,4% a/a), anche se su livelli sostanzialmente in linea al periodo corrispondente dello scorso anno. Nei paesi Bric il dato del primo trimestre (+4,0% a/a) mostra una significativa contrazione rispetto al 2013 (+4,9% a/a) ed il trend si conferma anche con il dato del secondo trimestre (+3,7% a/a rispetto a +4,7% a/a dello scorso anno). Negli Stati Uniti dopo il dato contenuto fatto registrare nei primi tre mesi (+1,40% a/a) si stima un accelerazione già nel secondo trimestre (+2,0% a/a), che dovrebbe confermarsi nella rimanente parte dell anno; in Giappone l indice dei prezzi al consumo è salito dell 1,5% a/a nei primi tre mesi del 2014 rispetto a -0,6% a/a nello stesso periodo delll anno precedente; l incremento è invece atteso al 3,4% a/a per il secondo trimestre, anche a causa dell aumento dell imposta sui consumi, portando la stima per l intero anno a +2,7% a/a. Situazione decisamente opposta nella zona Euro, dove le politiche correttive dei conti pubblici e l elevato livello di disoccupazione continuano a esercitare pressioni al ribasso sull inflazione: la crescita dei prezzi al consumo è infatti risultata pari a 0,7% a/a nei primi tre mesi dell anno, in netto calo rispetto a +1,8% a/a del Il trend è continuato anche nel secondo trimestre, caratterizzato da una crescita del Cpi ancora più modesta (+0,6% a/a), facendo temere rischi di deflazione. Il primo semestre del 2014 è stato inoltre caratterizzato da una ripresa dei prezzi delle materie prime (Thomson Reuters/Jefferies Crb Commodity Index in rialzo del 10,8% in euro da inizio anno). La politica monetaria delle principali Banche Centrali ha continuato a essere fortemente espansiva, anche attraverso l utilizzo di una serie di misure non convenzionali, sia pure con diverse graduazioni a seconda delle aree geografiche. Per quanto riguarda l Eurozona si segnala a giugno il taglio dei tassi ufficiali da 0,25% a 0,15% deciso dalla Banca Centrale Europea insieme ad una serie di misure non convenzionali aventi l obiettivo di rivitalizzare la trasmissione del credito 8

9 all economia. In Giappone la banca centrale ha proseguito in misura invariata il suo programma di acquisti di asset che porterà a un quasi raddoppio di bilancio a fine Negli Stati Uniti la Federal Reserve ha continuato il programma di easing quantitativo, realizzato tramite acquisti di titoli di stato e di altre attività; tuttavia a partire da gennaio il ritmo degli acquisti è stato ridotto per un importo di 10 miliardi di dollari al mese: ciò dovrebbe condurre alla sua eliminazione entro fine anno. Tra i principali paesi emergenti nel corso del semestre i tassi ufficiali sono saliti in Brasile, India e Russia, mentre sono scesi in Messico e in Cile; sono invece rimasti stabili in Cina. Stati Uniti Il Pil statunitense ha fatto registrare nel primo trimestre un calo del 2,9% t/t; tale contrazione, superiore alle attese, viene attribuita principalmente alle condizioni meteorologiche particolarmente avverse che hanno caratterizzato i primi mesi dell anno e che hanno comportato un massiccio rallentamento dell attività produttiva. Per il secondo trimestre è previsto un sostanziale recupero con una crescita stimata del 3,5% a/a, che dovrebbe proseguire nella parte finale dell anno: il Pil atteso per il 2014 si dovrebbe quindi attestare a +2,2% a/a rispetto a + 1,9% dell anno precedente. Gli indici PMI di giugno si confermano a livelli sostenuti, con il dato manifatturiero a 55,3 (da 51,3 nel mese di gennaio) e il dato non manifatturiero a 56,0 (da 54,0 a inizio anno), compatibili con un attività economica più sostenuta. A livello occupazionale si manifesta un significativo miglioramento: il numero di nuovi posti di lavoro in settori non agricoli è risultato superiore alle unità per cinque mesi consecutivi, determinando la discesa del tasso di disoccupazione al 6,1% a fine giugno, ai minimi dal In progresso anche l indice di fiducia dei consumatori elaborato dal Conference Board: il dato di giugno si è attestato a 85,2, in graduale miglioramento rispetto al 77,5 di fine La politica monetaria è rimasta fortemente espansiva e connotata da una serie di misure di stimolo non convenzionali; tuttavia, in relazione al miglioramento del quadro macroeconomico, a partire da gennaio la Fed ha posto in essere un graduale rallentamento degli acquisti di titoli che dovrebbe continuare nella seconda metà dell anno. Europa Ancora una volta la crescita economica europea è stata caratterizzata da andamenti divergenti. Nel primo trimestre l area euro ha mostrato un incremento del Pil reale dello 0,9% a/a, che si confronta con una contrazione dell 1,1% nei primi tre mesi del 2013, confermando il faticoso sentiero di uscita dalla recessione; la crescita dovrebbe mantenersi su livelli analoghi anche nel secondo trimestre (+0,9% a/a). Qualche marginale progresso si è evidenziato anche sul fronte occupazionale: a maggio il tasso di disoccupazione si è infatti attestato all 11,6%, in calo dal massimo raggiunto a settembre 2013 (12,0%). L indice Pmi di attività manifatturiera dell area ha mostrato tuttavia segnali di fatica: dopo una risalita a inizio anno (54,0 a gennaio) si è assistito ad una progressiva eros ione, con un assestamento a 51,8 nel mese di giugno, livello compatibile con una modesta espansione. Per l Eurozona il consensus si attende un lieve miglioramento dell attività economica nella seconda parte dell anno, che dovrebbe portare l incremento del Pil a +1,1% a/a per l intero Nettamente migliori i dati relativi alla Gran Bretagna, con una crescita pari al 3,0% a/a cui dovrebbe far seguito un incremento analogo nel trimestre concluso a giugno (3,1% a/a); per il secondo semestre viene stimata una crescita di poco inferiore al 3,0%. Le vendite al dettaglio hanno raggiunto un incremento del 7,7% a/a (dato ex-auto, annualizzato) ad aprile e del 4,7% a maggio mentre il mercato immobiliare ha mostrato qualche segno di surriscaldamento, inducendo la banca centrale inglese a parlare apertamente di un possibile rialzo dei tassi ufficiali. La politica monetaria della Bce continua invece a rimanere accomodante: a giugno il tasso ufficiale è stato tagliato di 10 bps ed è stato portato a livelli negativi (-0.10%) il tasso sui depositi eccedenti le riserve obbligatorie delle banche; sono stati inoltre annunciati programmi di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO), destinati a favorire il credito alle famiglie e alle imprese, e un piano di acquisti sul mercato di asset-backed securities. Giappone Nel corso del primo semestre l andamento dell economia giapponese è stato condizionato dall incremento dell imposta sui consumi dal 5 all 8% implementato ad aprile; nel primo trimestre dell anno, infatti, anche a causa di un aumento dei consumi in anticipazione del nuovo regime fiscale, si è registrata una crescita del Pil reale pari 6,7% a/a; nel secondo trimestre, in relazione all impatto della nuova aliquota sui consumi, si stima invece una contrazione del 4,3% a/a. legata in particolare ad un netto calo delle vendite al dettaglio. Per la seconda metà dell anno il consensus si attende invece una crescita intorno al 2%, con un progressivo assorbimento del cambio di regime fiscale. L indice di fiducia dei consumatori si è attestato a 41,1 a giugno, sostanzialmente in linea con la fine del 2013 (41,3) ma in risalita rispetto al minimo di 37 raggiunto ad aprile. L indice Tankan dell attività manifatturiera ha invece subìto una battuta d arresto a giugno, con un livello di 12 che si paragona al 16 di fine Sul lato inflazione, dopo il significativo incremento fatto registrare a inizio anno dall indice dei prezzi al consumo, per l anno in corso viene stimata una crescita pari a 2,70% a/a (che si confronta con +0,4% a/a nel 2013): anche escludendo l impatto una tantum dell imposta sui consumi sembra 9

10 comunque essere confermata al meno per il momento l uscita del paese dalla fase di deflazione che ha contraddistinto gli ultimi anni. I progressi raggiunti hanno indotto la banca centrale giapponese a confermare la politica monetaria espansiva senza apportare alcun cambiamento, pur segnalando di recente le possibili ricadute negative sull economia derivanti dell incremento delle imposte. Paesi emergenti Per le economie emergenti si dovrebbero confermare ritmi di crescita economica sostenuti anche nel 2014; l incremento stimato del Pil, riferito ai paesi Bric, dovrebbe attestarsi a 5,3% a/a, in lieve contrazione rispetto al +5,6% del L andamento dei Paesi Emergenti continua tuttavia ad essere condizionato dal moderato livello di attività economica mondiale: l indice PMI manifatturiero aggregato calcolato da HSBC si è infatti mantenuto ad un livello vicino alla neutralità per tutto il semestre, attestandosi a 50,8 a giugno. I trend di inflazione e le politiche monetarie adottate sono risultate non uniformi all interno dell area, con alcune banche centrali che hanno implementato rialzi dei tassi ufficiali anche allo scopo di difendere le rispettive valute ed evitare deflussi di capitale. Per quanto riguarda le economie maggiori, la Cina sembre essere orientata a una sostanziale stabilizzazione: l indice HSBC PMI cinese si è infatti attestato a livelli vicini alla neutralità (50,7 a giugno). Nel corso del semestre la banca centrale ha ridotto i livelli delle riserve obbligatorie per le banche, con l obiettivo di favorire il finanziamento del sistema produttivo. In Brasile si è assistito ad una nuova fase di rallentamento ciclico: nel primi tre mesi dell anno la crescita del Pil è stata pari a 1,9% a/a, ma nel secondo trimestre la crescita stimata dovrebbe scendere a 0,4% a/a, per poi risalire nella seconda metà dell anno a valori intorno all 1,1% a/a. L economia russa è stata condizionata dagli effetti delle gravi tensioni politiche con l Ucraina, che hanno costretto la banca centrale ad un marcato intervento sui tassi ufficiali. In India le elezioni politiche hanno determinato la costituzione di un nuovo esecutivo che gode di una larga maggioranza e dal quale ci si attende un significativo programma di riforme economiche. L andamento dei mercati finanziari 1) Mercati Valutari Nel primo semetre dell anno i mercati valutari internazionali sono stati caratterizzati da un lato da un livello di volatilità particolarmente basso, dall altro da volumi trattati di entità particolarmente modesta. L approssimarsi di punti di svolta della politica monetaria di istituzioni chiave come la Federal Reserve e la Bank of England ha reso gli operatori ancora più attenti alle guidance espresse dalle Banche Centrali di riferimento. Non sorprende quindi la forza della sterlina, sostenuta dall annuncio, da parte del Governatore della Bank of England, di rialzi dei tassi ufficiali da effettuare prima di quanto i mercati si attendano. Il progressivo rafforzamento dell Euro, giunto a ridosso del livello di 1.40 USD, è divenuto motivo di preoccupazione per la Banca Centrale Europea. Mario Draghi da esplicitamente dichiarato di voler impedire un rafforzamento eccessivo della divisa comune allo scopo di salvaguardare la competitività dell area dell Euro. Le energiche misure adottate in giugno dalla banca centrale hanno però avuto, sino ad ora, effetti limitati. Sostanzialmente stabile, nel periodo, il dollaro USA, con un dollar index virtualmente invariato. Moderato apprezzamento contro Euro e USD per lo Yen giapponese. Trend positivo anche per dollaro australiano e neozelandese, due divise legate alle commodity, anch esse in recupero dopo un lungo periodo di debolezza. Particolarmente forte, tra le valute emergenti, il real brasiliano. In calo invece il renminbi, indebolito dal rallentamento dell economia cinese. 2) Mercati obbligazionari Risultati positivi e ben oltre le attese per i mercati obbligazionari mondiali nella primo semestre del Il rallentamento congiunturale dei primi mesi dell anno, l assenza di pressioni inflazionistiche e l atteggiamento nel complesso accomodante delle Banche Centrali hanno favorito l acquisto massiccio di obbligazioni sulla generalità dei mercati. Negli Stati Uniti il rendimento dei titoli governativi a dieci anni si è ridotto nel periodo di mezzo punto percentuale, riportandosi in area 2.5%. Le analoghe emissioni tedesche hanno visto ridursi il loro rendimento da1.93% a circa 1.25, a ridosso dei minimi storici. Particolarmente significativa la performance dei mercati periferici dell area dell Euro, Italia e Spagna in particolare. I differenziali di rendimento rispetto ai titoli tedeschi si sono progressivamente ridotti nel corso di tutto il periodo, anche se con una fase di accentuata volatilità in occasione delle elezioni per il Parlamento Europeo. Sensibile restringimento degli 10

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12 PARTE SECONDA RELAZIONI SEMESTRALI AL 30 GIUGNO FONDO INVESTITORI Europa - FONDO INVESTITORI America - FONDO INVESTITORI Far East - FONDO INVESTITORI Flessibile 12

13 FONDO INVESTITORI EUROPA FONDO INVESTITORI Europa RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO Nota illustrativa - Situazione Patrimoniale 13

14 FONDO INVESTITORI EUROPA INVESTITORI Europa Nota Illustrativa L andamento del mercato Performance non molto dissimili per i listini europei e statunitensi nel primo semestre 2014; sottoperformance invece per il mercato giapponese, il cui bilancio di periodo si chiude in territorio abbondantemente negativo. Risultati pressoché allineati nel confronto tra area pan-europea (indice Msci Pan Euro in rialzo del 3,99%) e zona dell euro (indice Msci Euro a +3,74%). Occorre in ogni caso evidenziare una performance nettamente migliore, e a doppia cifra, per i principali listini della periferia: Ftse Mib in progressione del 12,21% e Ibex 35 a +10,15%; rialzi significativamente più contenuti per il Dax (+2,94%) e il Cac 40 (+2,95%). Al di fuori di Eurolandia, la borsa di Londra, in valuta locale, non si è discostata dalla parità (Ftse 100 a -0,08%; in euro risultato positivo del 3,90%); indice svizzero Smi a +4,29% e in crescita del 5,22% se calcolato in euro. Scenario macroeconomico: dopo due anni di recessione, nel 2014 l economia dell Eurozona evidenziarà un segno positivo; la crescita attesa risulterà comunque assai modesta (+1,10% a/a) e sarà caratterizzata da una prima parte d anno più debole (1Q-14 a +0,90% a/a e crescita nel secondo trimestre stimata al medesimo passo) rispetto al secondo semestre (crescita prevista negli ultimi due trimestri superiore all 1% a/a). Ritmo di espansione maggiore invece con riferimento all intera regione Europa in cui il tasso di crescita 2014 viene stimato nell ordine dell 1,59% a/a. Tra i fattori determinanti l uscita dalla fase recessiva si deve annoverare un minore rigore sul fronte fiscale e il venir meno di una politica economica e di bilancio restrittiva e sua transizione, quantomeno, verso una neutralità. Permangono tuttavia una serie di elementi di criticità: il miglioramento nel saldo di bilancia commerciale nel complesso dell area-euro (al quale si deve ascrivere gran parte del progresso del Pil) è dovuto, in primo luogo, ad una debole domanda interna, ovvero ad un calo delle importazioni più che ad un rafforzamento sul fronte dell export. Con un tasso di disoccupazione che permane elevato (pari all 11,6%: dato aggregato dell area nel mese di maggio) e condizioni di accesso al credito assai difficili, la spesa per consumi delle famiglie rimane asfittica (ne è dimostrazione il basso livello di beni importati) e quindi il positivo dato sull avanzo delle partite correnti cela una serie di tensioni economiche. Pur in un contesto macro di graduale, seppur lento, miglioramento (come evidenziato dagli indici dei direttori d acquisto da quasi un anno al di sopra della soglia dei 50 punti), la crescita economica si attesterà anche quest anno, in ogni caso, ampiamente al di sotto del potenziale, con scarsi progressi nella direzione di un aumento della competitività (anche per il tramite di svalutazioni interne, salvo rare eccezioni). Gran parte dei fattori elencati forniscono anche una spiegazione ad un rapporto di cambio della moneta unica che rimane eccessivamente rivalutato e foriero di rischi sulla ripresa economica. Su tale aspetto si focalizza l attenzione delle autorità di politica monetaria, il cui bias ulteriormente espansivo si è tradotto anche nell introduzione di misure non convenzionali: in attesa di un intervento, che presumibilmente non tarderà ad arrivare, anche in materia di Abs, la Bce ha approvato, nel Consiglio direttivo di giugno, la desterilizzazione nel programma di acquisto di titoli governativi (SMP, Securities Market Programme); tra le altre misure decise ricordiamo il Tltro (specificatamente finalizzato ad agevolare i prestiti bancari a famiglie e imprese medio-piccole), la riduzione del tasso di rifinanziamento principale allo 0,15% (quello marginale è stato tagliato dallo 0,75 allo 0,40%) e l abbassamento in territorio negativo del tasso sui depositi (a -0,10%). Per quanto concerne il capitolo inflazione, il quale desta ovviamente preoccupazioni molto forti, è presumibile che tale variabile rimarrà nettamente al di sotto dell obiettivo del 2% della Bce sia quest anno che l anno successivo (indice dei prezzi al consumo stimato in crescita dello 0,70% nel 2014 e a +1,20% a/a nel 2015); nel contesto attuale, rischi al rialzo nelle pressioni inflattive appaiono alquanto contenuti. Procedendo ad un analisi a livello settoriale, le performance migliori sono state realizzate da utilities, petroliferi e dal settore che si connota maggiormente per caratteristiche di difensività, ovvero il farmaceutico. Anche altri settori propriamente anti-ciclici, quali hpc e alimentari e bevande, hanno sovra-performato, seppur in misura meno eclatante, il mercato nel suo complesso. In sotto-performance, ma comunque con un risultato in territorio positivo, le risorse di base, i chimici e il comparto delle telecomunicazioni; andamento sostanzialmente flat per i finanziari (leggermente meglio le banche rispetto agli assicurativi). Performance negative, che rimangono comunque contenute, per una serie di settori tipicamente pro-ciclici quali industriali, media, retail/gdo (non food) e tecnologia. Da segnalare infine una certa rotazione settoriale a beneficio dei titoli value e relativa sotto-performance di quelli growth. 14

15 FONDO INVESTITORI EUROPA La politica di gestione L approccio gestionale è stato improntato ad una sostanziale prudenza con riferimento all intero orizzonte temporale analizzato. Alla base di tali scelte gestionali si collocano, in primis, considerazioni di tipo valutativo, nonché di tipo tattico; la view di fondo rimane tuttavia costruttiva: le valutazioni sul mercato europeo, a differenza di altre aree geografiche, risultano, in molti ambiti settoriali, supportive in termini assoluti e su base storica. Tra i fattori critici e di volatilità che hanno condotto a determinate decisioni sul peso azionario di portafoglio si evidenziano: segnali di maggior incertezza circa l evoluzione dello scenario macroeconomico (non solo in Europa ma anche in altre regioni, soprattutto Stati Uniti e paesi emergenti), crisi in Ucraina e reporting season di primo trimestre tra luci ed ombre. Nella definizione e modulazione dell esposizione alla componente in azioni, che si è attestata, in media, nel periodo considerato, nell ordine del 82%, si è fatto ricorso anche all impiego di strumenti finanziari derivati (in particolare contratti futures su indici). Per quanto concerne l allocazione in termini settoriali, i sovrappesi più significativi hanno coinvolto i finanziari (banche in primis) e l high-tech. Sovra-esposizione, seppur in misura non marcata, nei confronti di industriali e utilities. Posizionamento di sostanziale neutralità vs tlc e settore energetico. In sottopeso, oltre ai farmaceutici (principale sotto-ponderazione vs benchmark), anche i materials e i beni di consumo sia nella componente staples che discrezionale (sotto-esposizione relativamente più accentuata). La gestione si è connotata per una selettività in relazione a specifiche tematiche di investimento e ricerca di alpha; scelte d investimento riconducibili anche a valutazioni inerenti l attività di corporate action, in particolare M&A. Una preferenza è stata accordata, in termini di stock picking, a quei temi maggiormente dipendenti da una recovery a livello di domanda domestica; focus anche su remunerazione degli azionisti e dividend yield. La politica di gestione del fondo può essere sintetizzata dai seguenti principali indicatori: Media Minima Massima % Azioni Operatività in strumenti derivati L attività di gestione, nel corso del primo semestre, ha fatto ricorso anche a strumenti finanziari derivati; ci riferiamo, in particolare, a contratti futures su indici (specificatamente, Euro Stoxx 50). Andamento del patrimonio L andamento del patrimonio del fondo nell anno può essere così sintetizzato (in migliaia di Euro): Performance Inizio Periodo Fine Periodo Raccolta Netta La performance per i sottoscrittori del fondo è risultata pari a 4,588%. Tale risultato viene comparato con una variazione del benchmark di riferimento (composto all 85% dall indice Msci Europe e al 15% dall indice Mts Bot ex Banca d'italia) pari a 5,640% (calcolo su base fiscale comparabile). 15

16 FONDO INVESTITORI EUROPA Situazione Patrimoniale al 30 Giugno 2014 ATTIVITÀ Situazione al Valore complessivo In percentuale del totale attività Situazione a fine esercizio precedente Valore complessivo In percentuale del totale attività A. STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI ,90% ,31% A1. Titoli di debito A1.1 titoli di Stato A1.2 altri A2. Titoli di capitale ,90% ,31% A3. Parti di O.I.C.R. B. STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI B1. Titoli di debito B2. Titoli di capitale B3. Parti di O.I.C.R. C. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI ,46% ,13% C1. Margini presso organismi di compensazione e garanzia ,46% ,13% C2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati C3. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati D. DEPOSITI BANCARI D1. A vista D2. Altri E. PRONTI CONTRO TERMINE ATTIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE F. POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITÀ ,09% ,13% F1. Liquidità disponibile ,92% ,89% F2. Liquidità da ricevere per operazioni da regolare ,24% F3. Liquidità impegnata per operazioni da regolare ,83% -150 G. ALTRE ATTIVITÀ ,55% ,43% G1. Ratei attivi 7 12 G2. Risparmio di imposta ,40% ,36% G3. Altre ,15% ,07% TOTALE ATTIVITA' ,00% ,00% 16

17 FONDO INVESTITORI EUROPA Situazione Patrimoniale al 30 Giugno 2014 H. FINANZIAMENTI RICEVUTI PASSIVITÀ E NETTO I. PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI E OPERAZIONI ASSIMILATE L. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI L1. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati L2. Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati Situazione al Valore complessivo Situazione a fine esercizio precedente Valore complessivo M. DEBITI VERSO I PARTECIPANTI M1. Rimborsi richiesti e non regolati M2. Proventi da distribuire M3. Altri N. ALTRE PASSIVITA' N1. Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati N2. Debiti di imposta N3. Altre TOTALE PASSIVITA' VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO Numero delle quote in circolazione , ,897 Valore unitario delle quote 6,451 6,168 MOVIMENTI DELLE QUOTE NEL SEMESTRE Quote emesse ,033 Quote rimborsate ,007 17

18 FONDO INVESTITORI EUROPA Elenco dei titoli in portafoglio al 30 Giugno 2014 (primi 50 e quelli superiori allo 0,50% delle attività) cod ISIN Titolo Valore complessivo % sul totale CH NESTLE SA ,95% GB HSBC HOLDINGS PLC ,84% CH NOVARTIS AG-NOM ,59% CH ROCHE H - BJ DIV ,55% FR SANOFI ,40% FR TOTAL SA ,37% IT MONTE PASCHI SIENA ,29% ES J37 BANCO SANTANDER SA ,19% GB BP PLC ,11% NL ING GROEP NV-CVA ,10% GB00B03MM408 ROYAL DUTCH SHEL B ,10% FR BNP PARIBAS ,03% GB GLAXOSMITHKLINE PLC ,97% IT UNICREDIT SPA REGR ,91% GB BRITISH AM.TOBACCO ,84% DE SIEMENS AG-NOM ,84% DE000BAY0017 BAYER AG ,79% BE ANHEUSER-BUSH INBEV ,76% LU ARCELORMITTAL SA ,75% GB STANDARD CHARTERED ,72% NL ASML HOLDING N.V ,71% CH UBS AG NOM ,70% IT ENI SPA ,69% JE00B2QKY057 SHIRE ,69% DE000BASF111 BASF SE ,68% FR ESSILOR INTERNAT ,67% DK NOVO NORDISK ,67% DE DEUTSCHE BANK AG-NOM ,67% GB ASTRAZENECA PLC ,66% NL CNH INDUSTRIAL N.V ,65% GB TULLOW OIL PLC ,65% GB BHP BILLITON PLC ,65% NL HEINEKEN NV ,64% DE000ENAG999 E.ON SE ,63% NL UNILEVER CVA ,62% FR L'OREAL ,61% GB RIO TINTO PLC ,61% DE SAP AG ,59% GB DIAGEO ,58% GB00B03MLX29 ROYAL DUTCH SHELL ,58% CH CIE FIN RICHEMONT SA ,56% GB00B1XZS820 ANGLO AMERICAN PLC ,56% DE METRO ,55% IT SAIPEM ,55% FR MICHELIN ,54% FR LVMH ,54% FR SOCIETE GENERALE A ,53% GB00BH4HKS39 VODAFONE GROUP ,53% IT SPACE ,53% GB PRUDENTIAL PLC ,52% DE000A1EWWW0 ADIDAS NOM ,51% ES E34 MAPFRE SA ,50% FR COMP DE SAINT GOBAIN ,50% IT FIAT SPA ,50% TOTALE ,47% Altri Titoli ,43% TOTALE PORTAFOGLIO ,90% TOTALE ATTIVITA'

19 FONDO INVESTITORI AMERICA FONDO INVESTITORI America RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO Nota Illustrativa - Situazione Patrimoniale 19

20 FONDO INVESTITORI AMERICA FONDO INVESTITORI America Nota Illustrativa L andamento del mercato Il primo semestre si chiude con una performance positiva per gli indici statunitensi. Il risultato non è eccessivamente difforme da quello ottenuto dai listini del Vecchio Continente; sovra-performance invece vs mercato giapponese, il quale ha archiviato una prima parte d anno in calo. La performance a livello di S&P 500 (+6,05% in Usd e in crescita del 6,82% in valuta euro) è stata significativamente migliore rispetto a quella realizzata dall indice Dow Jones Industrial (rispettivamente a +1,51 e 2,24%); l indice tecnologico Nasdaq ha invece evidenziato un rialzo del 5,54%, che aumenta di quasi un punto percentuale se calcolato in euro (+6,31%). Da evidenziare inoltre una performance nettamente più elevata per gli indici Russell 1000 e 3000 (in progressione di circa sei punti percentuale, con un risultato migliore per il primo) rispetto a quello a 2000 costituenti, in incremento solo del 2,52%. Per quanto riguarda il quadro macro, negli Stati Uniti l espansione economica dovrebbe registrare un accelerazione rispetto all anno precedente: le stime di consensus indicano un tasso di crescita nell ordine del 2,20% che si confronta con un +1,90% a/a fatto registrare nel La forte progressione nel ritmo di crescita si dovrebbe realizzare a partire dal secondo trimestre (dato stimato a +3,50% t/t) che fa seguito alla assai deludente statistica di 1Q-14 (-2,90% t/t). La debolezza degli indicatori macroeconomici Usa, nei mesi di gennaio e febbraio in particolare, è prevalentemente riconducibile ad una serie di condizioni climatico-atmosferiche avverse che hanno penalizzato l attività economica in numerosi settori. Pur non essendo ancora perfettamente evidente se tali fattori meteorologici siano stati l unica causa determinante di una tale forte perdita di slancio dell economia, indubbiamente il recente miglioramento nei dati rilasciati ci porta a delineare un quadro di ritorno alla normalità. Occorre in ogni caso sottolineare che la crescita economica statunitense nell anno passato è stata ostacolata da un inasprimento nella politica fiscale che ha riguardato tagli alla spesa discrezionale e aumenti delle imposte: si può quantificare che tali misure di austerity abbiano impattato sulla crescita del Pil nell ordine dell 1,3%. La fase più acuta di una politica fiscale di freno all espansione sembra comunque ormai alle spalle e gli effetti negativi di una tale stretta fiscale dovrebbero scendere sotto lo 0,5% nel 2014 e solamente allo 0,2% del Prodotto interno lordo nell anno successivo. Tale fattore unitamente ad un graduale miglioramento nelle condizioni del mercato del lavoro (anche se, in vero, una significativa diminuzione del tasso di partecipazione ha contribuito in misura non marginale al calo della disoccupazione) dovrebbero portare l economia Usa a raggiungere un tasso di crescita reale prossimo, o comunque non distante, dal 3%. Si potrà anche assistere ad una certa transizione della crescita dai consumatori alle imprese, con estensione anche al settore pubblico (ci riferiamo, in particolare, al venir meno di quegli interventi di taglio alla spesa e relativo impatto sulla domanda aggregata); il miglioramento nelle condizioni occupazionali e nella fiducia dei consumatori, abbinata ad un effetto ricchezza da rialzo nelle quotazioni degli asset a cui si aggiunge un allentamento, seppur graduale, nelle condizioni di erogazione del credito, dovrebbe creare le condizioni per un ulteriore riduzione del tasso di risparmio delle famiglie determinando una crescita più sostenuta nei consumi. Le aziende, dal canto loro, le quali detengono un ingente liquidità, potrebbero, per la prima volta in questo ciclo, accelerare nella direzione della spesa per investimenti. Sul fronte Fed, il passaggio dal quantitative easing al tapering e quindi verso una normalizzazione della politica monetaria prosegue in modo graduale e con un approccio olistico nelle modalità di comunicazione in relazione alla tempistica sulla fine del QE e linee guida su possibili rialzi dei tassi. Per quanto concerne la variabile inflazione, il consensus si attende un leggero incremento nel 2014 (indice Cpi stimato a +1,80% vs un tasso di crescita pari all 1,48% a/a fatto registrare lo scorso anno); tali previsioni potrebbero essere riviste al rialzo a causa principalmente della ripresa sul mercato immobiliare e segmento delle abitazioni in particolare. Ci soffermiamo ora sull andamento settoriale a livello di indici: la performance migliore è stata conseguita dal settore delle utilities; a seguire, con rialzi anch essi in doppia cifra, il comparto dell energia e farmaceutici. Un risultato di sovra-performance rispetto al mercato è stato realizzato anche da basic materials e titoli tecnologici. Sottoperformance, invece, seppur con gap assai limitato vs benchmark e, in ogni caso, con segno ampiamente positivo, per finanziari, beni di consumo staples e industriali. Telecomunicazioni in moderato rialzo e, con performance sostanzialmente flat, il settore dei consumi pro-ciclici. Occorre sottolineare un trend rialzista relativamente più accentuato 20

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