Centrale termica ad olio combustibile o gasolio (Prescrizioni particolari e verifiche)

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1 Prescrizioni particolari: Effettuare il collegamento equipotenziale all ingresso delle tubazioni nel locale. Eventuali impianti di allarme e segnalazione devono avere la segnalazione acustica in un luogo udibile I punti luce (con comando presso la porta di ingresso) vanno installati a soffitto o a parete, alla maggiore altezza consentita dalle condizioni dell ambiente. Non installare nel locale della centrale termica linee relative ad impianti elettrici, ausiliari e telefonici che non riguardino la centrale stessa. I componenti dell impianto devono essere disposti in modo tale da non essere sottoposti a sgocciolio di combustibile. In ogni caso, anche se la centrale viene classificata come locale ordinario, seguire le indicazioni della sezione 422 della norma CEI 64-8 Protezione contro gli incendi di cui riportiamo un sunto: o I componenti elettrici non devono costituire pericolo di innesco o di propagazione di incendio per i materiali adiacenti. o I componenti elettrici che possono raggiungere temperature superficiali tali da poter innescare l incendio dei materiali adiacenti, devono essere installati in uno dei seguenti modi: su od entro elementi costituiti da materiali che resistano a tali temperature e che abbiano una bassa conducibilità termica; dietro schermi termicamente isolanti che resistano a tali temperature e che abbiano una bassa conducibilità termica; ad una distanza sufficiente a permettere un adeguata dissipazione del calore per evitare che tali temperature possano avere effetti termici dannosi sui materiali la cui conservazione potrebbe venire compromessa da tali temperature, utilizzando supporti di bassa conducibilità termica. o Quando i componenti elettrici installati nello stesso locale contengono liquido infiammabile in quantità significativa, si devono prendere precauzioni per evitare che il liquido in fiamme ed i prodotti di combustione del liquido stesso (fiamme, fumo, gas tossici) si propaghino alle altre parti dell edificio. Comando di emergenza o Impianti esistenti (realizzati entro il 18 luglio 2005): Per gli impianti termici di potenzialità superiore alle Kcal/h (circa 35 kw) e sino a di Kcal/h, alimentati con combustibili liquidi derivati dal petrolio (oli combustibili e gasoli), la Circolare ministeriale n. 73 del 29 luglio 1971 prevede che "tutti i circuiti devono far capo ad un interruttore

2 generale, da installarsi all'esterno sia del locale caldaia che del locale serbatoio e in posizione facilmente e sicuramente raggiungibile".come precisato nella circolare sono comprese le centrali termiche per: riscaldamento di ambienti, produzione di acqua calda per edifici civili, cucine e lavaggio stoviglie, sterilizzazione e disinfezione mediche, lavaggio biancheria e simili, distruzione rifiuti (fino a 1 tonnellata al giorno), forni da pane e forni di altre imprese artigiane trattanti materiali non combustibili né infiammabili, considerate tali ai sensi della legge 25 luglio 1956, n Sono invece escluse le centrali termiche inserite in cicli di produzione industriale (esempio: in raffinerie di petrolio, industrie chimiche, industrie tessili, ecc.). Negli impianti per la produzione del calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a kcal/h (circa 116 kw), il comando di emergenza è previsto dal DM 8/3/85 (attività 91 del DM 16/2/82). Segnaliamo per completezza che la norma CEI 64-8, nel commento all'art , riporta esempi di impianti in cui sono usati dispositivi per il comando di emergenza e fra questi indica le centrali termiche. o Impianti nuovi (realizzati a partire dal 19 luglio 2005): Secondo il DM 28/04/05, per gli impianti termici di potenza superiore ai 35 kw l'interruttore generale a servizio dei locali di cui ai punti 4.2 e 6.1 (4.2 = locali di installazione di apparecchi per la climatizzazione di edifici ed ambienti, per la produzione centralizzata di acqua calda, acqua surriscaldata e/o vapore; 6.1 = locali per deposito di combustibile liquido) deve essere installato all'esterno dei locali stessi, in posizione segnalata e facilmente accessibile. Negli altri casi deve essere collocato lontano dall'apparecchio utilizzatore, in posizione segnalata e facilmente raggiungibile e accessibile ; Negli impianti per la produzione del calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a kcal/h (circa 116 kw), il comando di emergenza è previsto dal DM 8/3/85 (attività 91 del DM 16/2/82). Segnaliamo per completezza che la norma CEI 64-8, nel commento all'art , riporta esempi di impianti in cui sono usati dispositivi per il comando di emergenza e fra questi indica le centrali termiche.

3 Installare un impianto di illuminazione di sicurezza se: o La centrale termica è un impianto per la produzione del calore alimentato a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a kcal/h cioè 116 kw (attività 91 del DM 16/02/82) e pertanto soggetta al rilascio del Certificato Prevenzione Incendi (CPI). Infatti in base all'allegato A del DM 8/3/85 che indica le misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendi da applicare alle attività del DM 16/02/82, "Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire una affidabile segnalazione delle vie di esodo, deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata, che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento". [nota: per questa attività l illuminazione di sicurezza non è considerata una misura urgente ed essenziale]; Segnaletica di sicurezza (impianti nuovi realizzati a partire dal 19 luglio 2005) o Per impianti termici di potenza superiore ai 35 kw, la segnaletica di sicurezza deve essere conforme al Dlgs 493/96, n. 493 e deve richiamare l'attenzione sui divieti e sulle limitazioni imposti nonché segnalare la posizione della valvola esterna di intercettazione e dell'interruttore elettrico generale;

4 Verifiche: o Iniziali: (la verifica deve essere effettuata da persona esperta, competente in lavori di verifica. Completata la verifica deve essere preparato un rapporto) Esame a vista Verifica della continuità dei conduttori di protezione e dei conduttori equipotenziali principali Misura della resistenza di isolamento dell'impianto elettrico Verifica della protezione per separazione nel caso di circuiti SELV o PELV e nel caso di separazione elettrica Verifica della protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione Prove di polarità Prove di funzionamento Misura della caduta di tensione (se la centrale è molto estesa) Misura della resistenza dell'impianto di terra o Periodiche: (la verifica deve essere effettuata da persona esperta, competente in lavori di verifica. Completata la verifica deve essere preparato un rapporto). Le verifiche periodiche devono essere effettuate ad intervalli di tempo tali da non compromettere la sicurezza d'uso dell'impianto, e devono comprendere almeno: Esame a vista Misura della resistenza di isolamento Prova della continuità dei conduttori di protezione Prove per la protezione contro i contatti indiretti, incluse le prove di funzionamento dei dispositivi differenziali o Di legge: (Da effettuarsi, a cura di ASL/ARPA od Organismo abilitato, solo se nel locale in cui è installata la centrale termica operano dei lavoratori dipendenti. Il verificatore rilascia regolare verbale che deve essere custodito dal titolare ed esibito a richiesta degli organi di vigilanza) Verifica dell'impianto di terra effettuata ogni 5 anni se locale ordinario, ogni 2 anni se a maggior rischio in caso di incendio.

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