ECCO IL NUOVO ALFABETO DEL RISPARMIATORE

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1 LE GUIDE DI PLUS24 in collaborazione con Banca d Italia PLUS24 1 Il Sole-24 Ore Sabato 18 giugno con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea Una sfida da vincere per il Paese di Fabrizio Saccomanni * Negli ultimi anni il progresso tecnologico, l innovazione finanziaria e l integrazione dei mercati internazionali hanno cambiato i mercati finanziari, ampliandone la gamma disponibile per la clientela e aumentando le combinazioni di rischio e rendimento. Questa evoluzione non è stata accompagnata da una proporzionale crescita nelle conoscenze dei cittadini. I cambiamenti demografici e la riduzione delle tutele previdenziali hanno reso queste scelte ancor più vitali. La recente crisi finanziaria ha mostrato quanto le decisioni finanziarie di gran parte delle famiglie siano assunte in modo inconsapevole. L esigenza di una più ampia diffusione dell educazione finanziaria è avvertita a livello globale; cresce anche in Italia. Così come in molti Paesi, anche in Italia, il livello di conoscenza delle materie finanziarie appare tuttora modesto. Come risulta dall'indagine sui bilanci della famiglie, periodicamente condotta dalla Banca d'italia, circa un terzo della popolazione non è capace di leggere un estratto conto bancario, calcolare variazioni del potere di acquisto, distinguere tra diversi tipi di credito ipotecario e valutare il relativo rischio di tasso di interesse. Su un piano strettamente economico, se si ipotizza che l individuo assuma le proprie decisioni finanziarie ponderando tutte le informazioni di cui dispone, la tutela dell'interesse del singolo cliente presuppone semplicemente la trasparenza delle condizioni contrattuali. La conoscibilità e la comparabilità dei prodotti e delle condizioni di offerta dovrebbero stimolare una domanda consapevole e la concorrenza tra gli intermediari garantire la permanenza sul mercato di quegli operatori che sono in grado di massimizzare il benessere dei consumatori offrendo le condizioni economiche più convenienti. Purtroppo non è realistico presumere una piena razionalità nell assunzione delle decisioni finanziarie da parte della generalità dei consumatori: la complessità dei meccanismi di scelta individuali può indirizzare le scelte verso soluzioni non ottimali; insufficiente confidenza con gli argomenti da affrontare conducono spesso a scelte non razionali. Continua u pagina 25 Le regole di base per scelte consapevoli ECCO IL NUOVO ALFABETO DEL RISPARMIATORE ADRIANO ATTUS STRUMENTI DI PAGAMENTO Le vie della moneta fino al conto bancario alle pag INFLAZIONE E INTERESSE Le geometrie dei prezzi e dei tassi alle pag RISCHIO E RENDIMENTO Investire in compagnia dell incertezza alle pag I TEST DI VALUTAZIONE Metti alla prova le tue conoscenze a pag. 30

2 24 Depositi e transazioni. Guida agli strumenti per le scelte di base Dal baratto alla moneta Come cambiano le forme e gli impegni di pagamento LE SCELTE DI UTILIZZO DEL DENARO MA È MEGLIO COMPRARE LA MOTO IN CONTANTI O A RATE? PLUS24 1 Il Sole 24 Ore Sabato 18 Giugno 2011 Denaro e beni: siamo abituati a dare per scontato il legame tra i due elementi. Quando improvvisamente uno dei due manca, tutto cambia. Non bisogna tornare indietro nel tempo alla preistoria per analizzare casi concreti: la seconda guerra mondiale, come altre guerre, riporta l'umanità indietro nel tempo sotto molti aspetti, non ultimo quello riguardante il denaro. Mio padre era stato rinchiuso nei campi di concentramento per due anni durante la guerra. Non avendo soldi, i prigionieri usavano sigarette. I beni da acquistare o vendere erano il cibo e il vestiario. Le sigarette servivano per questo, oltre che all'uso più ovvio, fumarsele: chi aveva questo vizio non vi rinunciava neppure in condizioni estreme. Le sigarette disponibili erano poche, leggere, facili da conservare e nascondere (gli scambi erano proibiti). Nel campo di concentramento questo strumento di pagamento era un gradino sopra il baratto. Si coglie così una caratteristica essenziale della moneta: è indispensabile quando lo scambio non è simultaneo e non avviene tra le stesse due? DOMANDE & RISPOSTE 7 A cosa serve la moneta? È l unità di conto o di misura accettata per effettuare acquisti o vendite di beni o servizi. La sua funzione si basa sul ricoscimento del suo valore, garantito da un soggetto la banca centrale, la zecca che ne attesta la veridicità. 7 Qual è la differenza tra i diversi sistemi di pagamento? Con le monete fisiche prima e ora anche con quella elettronica, è possibile acquistare beni e servizi in modi diversi: addebitando subito l esborso (contanti o bancomat), oppure alla fine del mese o del periodo di rifermento (carta di credito), oppure ricaricandola preventivamente di denaro (carta prepagata), o anche ottenendo un prestito da restituire con gli interessi (carta revolving). persone, compratore e venditore. Con tre sigarette si acquistavano vestiti ceduti a chi ne aveva più bisogno e col ricavato ci si procurava cibo da un altro prigioniero. Talvolta restava qualcosa da parte: così nasce e si alimenta una rete commerciale. E il risparmio: con le sigarette si potevano fare riserve per potenziali consumi futuri, in vista di tempi ancora più bui. Purtroppo i fumatori riducevano il numero delle sigarette e quindi diventavano sempre più rare con il diminuire delle spedizioni da casa, interrotte definitivamente nel A quel punto comparvero delle "frazioni di moneta": i mozziconi. La riserva di mozziconi veniva alimentata dai militari tedeschi di guardia che, finito di fumare, buttavano via la parte terminale. Quando da bambino passeggiavo con mio padre, lui fissava sempre la terra davanti ai suoi piedi. Non per paura di incespicare o per non salutare gli altri: era stato condizionato così dalla ricerca spasmodica di mozziconi di sigarette, per anni considerati di grande valore. Il terrore di restare senza tabacco faceva sì che in casa o in viaggio avesse sempre con sé due stecche di "Gauloise". L esempio dei campi di concentramento mostra un aspetto degli strumenti di pagamento che ha caratterizzato anche l adozione della moneta nelle culture primitive. Si sceglieva sempre qualcosa che fosse, al contempo, utilizzato e difficile da trovare o estrarre: prima il sale (per il cibo o la sua conservazione) e le ossa (utensili), e poi l oro. L oro è raro, facile da trasportare e non cambia nel tempo (a differenza del sale). Si dirà che il sale serve a conservare il cibo mentre l oro non serve a nulla. Sbagliato: con l oro, facile da lavorare, puoi costruire monili, e rendere le persone più desiderabili. Ed è pur sempre una riserva di valore in casi disperati, come testimonia nei secoli scorsi la nascita dei "banchi dei pegni", antenati delle banche: qui la gente deposita provvisoriamente beni pregiati, ottenendo in cambio una cifra inferiore al valore del bene stesso, da restituire a una scadenza. Una forma di "prestito" che però non di rado la gente non riusciva a restituire, rinunciando così per sempre al bene dato in pegno. Se voi coniate l'oro per farne monete potete aggiungere altri metalli di valore inferiore. Entro una certa misura non importa, tanto la moneta vale quello che vi è inciso sopra. Oltre una certa misura le cose cambiano. Nell'Impero Romano la percentuale di oro nelle monete era del 93% ai tempi di Traiano (98 d.c.), del 34% ai tempi di Massimino (235 d.c.), per finire a meno dell'1% ai tempi di Filippo (244 d.c.). Circolavano contemporaneamente monete coniate con quantità diverse di oro: le persone lo sapevano e accantonavano quelle più pregiate, preferendo far circolare le altre. La "moneta cattiva scaccia la buona", recita appunto la legge di Gresham, che la formulò nel Quando il denaro si basa su una convenzione si stacca dal suo uso quotidiano come strumento di scambio e, per così dire, si "astrae", diventando fine a se stesso. Non è più un mezzo per raggiungere qualcosa d'altro, necessario per il nostro benessere e la nostra crescita culturale e affettiva. Talvolta, e forse è un segno di decadenza, è il cumulo delle monete a renderci felice, non quello che i risparmi possono darci. Paolo Legrenzi Professore straordinario di psicologia economica Università Ca' Foscari - Venezia LA SETTIMANA DI FINANZA E RISPARMIO DIRETTORE RESPONSABILE: Roberto Napoletano SPECIALE INSERTO A CURA DI: Marco lo Conte HANNO COLLABORATO: Andrea Curiat, Paolo Zucca Online LE APPLICAZIONI PRATICHE 1 ASSEGNI Gli intramontabili Con un assegno si dà ordine alla banca di versare una certa somma di denaro a qualcuno. Per poterli usare bisogna essere titolari di un conto corrente; quindi chiedere un "libretto" di assegni al proprio istituto, depositando la propria firma per ridurre al minimo i rischi di falsificazione. Gli assegni sono strumenti di pagamento sostitutivi del denaro contante, perché pagabili "a vista" (chi li presenta in banca ha diritto ad essere pagato); possono essere "al portatore" (chiunque abbia l'assegno lo può incassare) e possono essere trasferiti ad altre persone (con la "girata", cioè una firma sul retro, se è indicato un beneficiario specifico). 2 NON SOLO CONTO CORRENTE Modalità diverse per entrate e uscite Tutti hanno un "conto corrente", o almeno ne hanno sentito parlare. Ma di cosa si tratta, esattamente? Un conto corrente è il servizio di base offerto alla clientela dalle banche, le quali si impegnano da un lato a raccogliere le entrate del cliente (come lo stipendio o la pensione) e dall'altro a facilitare i pagamenti delle spese quotidiane (bollette, condominio, bonifici). Il cliente versa o dà istruzioni alla banca di versare i soldi sul proprio conto; dopodiché, può attingere ai propri risparmi in qualsiasi momento attraverso lo sportello bancario, il bancomat, carte di credito, assegni e bonifici, senza aver necessità di portarsi dietro la moneta contante. Tutti gli strumenti di pagamento utilizzano come baricentro il conto corrente. Anche la carta di debito o bancomat, che permette di ritirare denaro contante dagli Atm e di pagare gli acquisti nei negozi; in questo caso il denaro prelevato viene addebbitato subito sul conto corrente. Diverso il caso della carta di credito: il cliente la usa per i suoi acquisti e successivamente, in genere alla fine del mese, l istituto di credito addebita la somma delle spese sul suo conto corrente: un modo di procrascinare, anche se solo per pochi giorni, l esborso del denaro in cambio dell acquisto dei beni. 3 FUNZIONAMENTO SEMPLICE Il fascino delle ricaricabili Per capire la differenza tra acquisti a credito e a debito è sufficiente fare l'esempio pratico delle carte prepagate e delle carte revolving. Le prime sono sempre più popolari in Italia, soprattutto tra i giovani, che le usano per fare acquisti in tutta sicurezza su Internet o in vacanza. Funzionano secondo un meccanismo molto semplice: si caricano versando in anticipo alla banca una certa somma di denaro, senza bisogno di avere un conto corrente collegato. Successivamente, il proprietario potrà fare acquisti attingendo all'importo versato e senza poterlo superare. In pratica, si ottiene un credito verso la banca che si impegna a restituirlo; in questo modo non si paga alcun tipo di interesse. Si tratta di una modalità particolarmente utile in caso di furto o smarrimento della carta e che consente di evitare eccessi di spesa. Le carte revolving invece permettono di rateizzare i pagamenti e, in questo caso, è la banca che mette a disposizione del cliente una riserva di denaro; il titolare della carta decide quando e come attingervi per effettuare acquisti e pagare l'importo totale nel tempo attraverso rate mensili. È un prestito a tutti gli effetti che paga un tasso di interesse sulla somma da restituire, che può essere molto elevato. L alfabetizzazione finanziaria anche sul web. Sul nostro sito internet è possibile mettere alla prova le vostre conoscenze rispondendo al nostro test interattivo. Ritrovare ritrovare gli articoli dedicati da "Plus24" al tema dell alfabetizzazione finanziaria e scriverci a GLI ASSEGNI NEL 2010 Numero di assegni (in milioni) Variaz. % sul 2009 Importo (in milioni di euro) Variaz. % sul ,12-6, ,43 CARTE DI PAGAMENTO: DIFFUSIONE E OPERATIVITÀ NEL 2010 Numero Importo Variaz. % 2009/2010 (migliaia) (mln E) Numero Importo Carte - attive ,73 di credito - operazioni di pagamento ,09 3,66 - abilitate Pos ,01 Carte - operazioni di prelevamento da Atm ,08 6,85 di debito - operazioni su Pos ,68 0,95 Carte - in circolazione ,33 prepagate- operazioni di pagamento ,35 41,55 Fonte: Banca d Italia Fonte: Banca d Italia

3 PLUS24 1 Il Sole 24 Ore in collaborazione con il patrocinio della Rappresentanza Sabato 18 Giugno 2011 con Banca d Italia in Italia della Commissione europea 25 SE SCEGLI IL FINANZIAMENTO GUARDA BENE IL TASSO D INTERESSE L INDEBITAMENTO DEGLI ITALIANI 4 5 Prestiti e credito al consumo Capita di essere attratti da pubblicità che promettono offerte come: «compra oggi, paga fra un anno»? O di sentir parlare di finanziamenti «in 12 comode rate», a tassi zero o a condizioni iper-convenienti? Tutte queste forme di promozione rientrano nella più ampia categoria dei prestiti personali e del credito al consumo. Si tratta di finanziamenti promossi da banche o finanziarie e rivolti a consumatori per l'acquisto di beni e servizi o per altre esigenze di natura personale. Sono strumenti che per il cliente offrono il vantaggio di entrare subito in possesso dei beni, permettendogli di dilanzionare nel tempo il pagamento. Pagamento che UMBERTO GRATI risulta (talvolta molto) più caro, rispetto all acquisto dello stesso bene in contanti. Anche perchè quando si ricorre al credito al consumo per pagare un auto o un altro qualsiasi prodotto, ci si imbatte spesso in spese (commissioni di apertura pratica o altro), oltre ai tassi di interesse. Che complessivamente possono far lievitare notevolmente l esborso finale. Molti gli indicatori di costo utili ad ottenere una valutazione del costo generale di queste forme di finanziamento ai consumi: il più indicativo è il Taeg (tasso annuo effettivo globale), che include anche le spese di apertura del contratto. In banca. Fiducia e credito Conto corrente, il primo contratto Confrontare, leggere bene e poi firmare Portando a casa la documentazione Il conto corrente è il contratto che sta alla base di tutti i rapporti fra banca e cliente. Poi ci si costruisce intorno un deposito titoli, un mutuo, degli investimenti e tutto quanto si riesce a immaginare. In Italia i conti correnti attivi, di privati e imprese, sono circa 36 milioni e sono in gran parte appannaggio del sistema bancario. Il conto corrente postale è pure diffuso fra milioni di cittadini ma movimenta depositi e non offre le stesse opportunità di avere credito, cioè di andare "in rosso". L apertura di un conto corrente è molto semplice e il cliente può valutare le diverse offerte sul mercato raccogliendo materiale presso gli istituti (o scaricando online le offerte), può cercare giornali o siti dove si effettuano confronti di costo per servizi omogenei. Non bisogna avere fretta, meglio avere ben chiare le esigenze della propria famiglia o della propria attività. Quante operazioni sono state effettuate nell ultimo anno e prevedibilmente quante se ne faranno nell anno in corso e nei prossimi. Se è meglio un grande gruppo o una banca di territorio. Si può scegliere di operare a distanza con il pc o il telefono, in genere ottenendo costi inferiori. Altrettanto importante è valutare il rendimento offerto e i costi (può essere utile confrontare gli istituti, su conti/correnti omogenei per tipologie di cliente attraverso l Indicatore sintetico di costo (Isc). LOTTA AL CASH Nuovo impegno antiriciclaggio Il nostro ordinamento prevede regole importanti in materia di assegni, contante e libretti al portatore. Tali norme sono contenute nel decreto legislativo 231/2007, e nei successivi decreti legge: n. 112 del 2008 e n. 78 del Quest'ultimo decreto, in particolare (detto "Anticrisi"), ha abbassato a 5mila euro la soglia massima al di sopra della quale non è più possibile effettuare pagamenti in contanti o tramite titoli al portatore. Per quale ragione? Prima di tutto, la circolazione del contante può favorire il riciclaggio di denaro IL CONTANTE IN TASCA Volume di banconote in euro in circolazione Verificare se ci sono opportunità di conti in convenzione legati alla propria attività di lavoro. La clientela, in tutte le indagini, indica la cortesia del personale e il parcheggio comodo fra i buoni motivi per scegliere una banca. Prima di scegliere è opportuno leggere guide, fogli informativi, copia del contratto o documento di sintesi. Al momento della firma bisogna scegliere le modalità di comunicazione della banca (cartaceo periodico o online). È opportuno poi tenere copia del contratto firmato dalla banca, insieme al documento di sintesi. Dopo un primo deposito inizia la vita del c/c su cui vengono appoggiate le utenze, gli accrediti degli stipendi, la movimentazione con carte, pagamenti Telepass e tutto quanto può transitare sul contratto base. Le comunicazioni periodiche (almeno una volta all anno) devono contenere entrate e uscite, interessi positivi o negativi maturati sul denaro depositato o chiesto. I saldi di periodo, da confrontare con la comunicazione precedente. In caso il risparmiatore rilevasse un errore può contestarlo entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione. Il cliente ha diritto in ogni momento di avere un estratto conto e un dettaglio delle ultime operazioni. Quale strumento "a vista" il denaro del c/c può essere ritirato all istante, negli ultimi anni è diventato più facile chiudere un conto e trasferire domiciliazioni e pagamenti periodici sul nuovo. Recedere dalla carta di credito. Anche in chiusura di rapporto con la vecchia banca si possono chiedere documentazioni di saldo finale o, a proprie spese, documentazione su singole operazioni per gli ultimi dieci anni. Attraverso un Fondo di tutela il deposito è garantito fino a 103mila euro. sporco e il finanziamento del terrorismo, rendendo più difficile tracciare i flussi di denaro. Gli assegni con beneficiario (quindi non "al portatore"), le carte di pagamento, i bonifici bancari offrono inoltre una maggiore trasparenza delle operazioni effettuate e permettono di tutelare meglio chi li utilizza a fronte di truffe, frodi e furti. Non solo: l'eccessivo utilizzo delle banconote determina anche dei costi amministrativi ed organizzativi non indifferenti dovuti proprio al trattamento di monete e banconote. Miliardi di pezzi (scala sx) Tasso di crescita annua (scala dx) Fonte: Bce STORIA DELLA MONETA PRECURSORE Datini, che (forse) inventò l assegno I comuni italiani del Trecento innovarono i sistemi di pagamento. Per evitare di trasportare denaro su strade pericolose, fu inventata la lettera di cambio, antenata dell assegno: consentiva al suo possessore di ricevere da una banca designata sulla stessa, l equivalente della somma indicata. Non è certa l attribuzione della lettera di cambio a Francesco Datini (Prato, ), che ne fu tra i maggiori utilizzatori. VINTAGE Il fenomeno «mini-assegni» Per tre anni le tasche degli italiani si riempirono di «mini-assegni»: dal dicembre 1975 alla fine del 1978 la carenza di moneta venne sopperita dall utilizzo di biglietti dal piccolo valore (vedi foto) emessi dalle singole banche. Le quali utilizzarono l escamotage dell assegno circolare per evitare il divieto della banca centrale a non emettere moneta. I mini-assegni venivano intestati a enti e società e in teoria sarebbero dovuti circolare con le varie girate dei soggetti che ne entravano in possesso, ma in pratica venivano scambiati come vera e propria moneta corrente. MONETA UNICA Dieci anni con l euro in tasca Il 1 gennaio 2002 centinaia di milioni di europei abbandonarono le loro monete nazionali lira, marco, franco per adottare definitivamente l euro. Fu l evento finale di un lungo processo di convergenza dei sistemi monetari di undici paesi europei, innescato nel 1999 con l introduzione della moneta unica come unità di conto "virtuale"; la Grecia si aggiunse nel 2001 e negli anni successivi si unirono altri cinque paesi. L introduzione dell euro nei mesi successivi provocò non poche difficoltà a centinaia di milioni di europei: la conversione secondo alcune fonti, produsse un aumento dei prezzi, anche perchè in alcuni casi ci furono arrotondamenti che produssero spinte inflattive. E polemiche nei confronti delle autorità per aver sottostimato l impatto psicologico del passaggio dalle monete nazionali all euro. L editoriale Educazione e sfide del Paese N continua da pag. 23 essuna norma a tutela della clientela è veramente efficace se gli utenti non hanno gli strumenti per effettuare scelte razionali e consapevoli; per questo è cruciale migliorare il modo in cui vengono prese le decisioni finanziarie e aumentare la comprensione dei rischi inerenti alle diverse operazioni; ciò è necessario per garantire ai cittadini l effettivo esercizio delle libertà individuali attraverso la rimozione degli ostacoli alla partecipazione all organizzazione economica e sociale del paese, in coerenza con la nostra Carta costituzionale. La Banca d Italia è impegnata su questo fronte con molte iniziative. Per favorire l'orientamento tra prodotti complessi e innovativi ha arricchito il proprio sito internet, con una sezione volta a offrire al pubblico informazioni sui prodotti finanziari con un linguaggio semplice e di immediata comprensibilità per tutti. È stato poi avviato d intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, un progetto di formazione per le scuole, al quale hanno partecipato quest'anno circa 800 classi e oltre 13 mila studenti. Il progetto è finalizzato a inserire stabilmente nei curricula scolastici l'educazione finanziaria; è accompagnato da test che ne misurano l'efficacia. Solo dando sin dalla più giovane età conoscenza e famigliarità con i temi finanziari si aumenta la capacità dei futuri adulti di fronteggiare razionalmente le proprie scelte in materia. Nel nostro Paese, è attualmente all esame del Parlamento un iniziativa legislativa unificata che riconosce l importanza dell'educazione finanziaria come strumento di tutela dei consumatori e come fonte di sviluppo della nostra economia. La Banca d Italia è pronta a dare il proprio contributo, anche nella convinzione che l'educazione finanziaria sia uno strumento importante per far fronte ai propri doveri istituzionali: proteggere il risparmio, assicurare la stabilità e promuovere la concorrenza. Sono in fase di avvio ulteriori iniziative; tra queste la pubblicazione di materiali divulgativi su temi di economia e finanza in collaborazione con «Il Sole-24 Ore» e il suo settimanale di risparmio e finanza personale «Plus24», cui ci unisce il desiderio di diffondere i concetti chiave dell educazione finanziaria a un ampia platea di utenti. Molto ancora resta da fare; la cooperazione e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti è l elemento essenziale di una strategia nazionale vincente. Fabrizio Saccomanni * Direttore generale della Banca d Italia

4 26 Inflazione e tassi. La nozione-base di «valore» Domanda e offerta cambiano Un prezzo nasce, sale o scende PLUS24 1 Il Sole 24 Ore Sabato 18 Giugno 2011 TUTTI CORRONO A COMPRARE I MIEI DOLCI: POSSO PRODURNE DI MENO E VENDERLI A PREZZO PIU ALTO Nella laguna di Venezia alberga una varietà di crostacei chiamata masanette. Sono granchi piccoli, che vengono serviti fritti. Alcuni appassionati, tra cui il sottoscritto, ne sono assai ghiotti. Da almeno tre secoli i pescatori li raccolgono quando si presentano teneri e molli. È un fenomeno stagionale, che segue i ritmi di crescita dei crostacei. In un periodo dell anno c è ampia offerta. Dato che il numero di appassionati non varia, i prezzi salgono via via che i granchi si fanno più rari, fino a diventare irreperibili. Conclusione: il prezzo rincara con la scarsità, a parità di domanda. Un caso complementare è dato dal vino «Cartizze», una vino bianco mosso prodotto in un'area limitata nei dintorni di Valdobbiadene. Quando gli esperti stranieri hanno scoperto la delicatezza del "Cartizze", dato che non è possibile produrne di più, i prezzi sono saliti per l'aumento della domanda. Insomma i prezzi dello stesso bene talvolta cambiano, sia perché diventa raro sia perché viene più richiesto. E questo può valere anche per l'oggetto di valore per eccellenza, il denaro. Uno stato sovrano squattrinato può fare diverse cose: alzare le tasse, stampare più soldi, indebitarsi, e così via. Se sceglie di far entrare in circolazione più moneta in modi massicci ed eccezionali, i soldi finiscono per valere di meno. Ce ne accorgiamo perché tutti i prezzi dei beni e servizi tendono a salire, chi più chi meno. È una gran scocciatura perché non è detto gli stipendi salgano con lo stesso ritmo. Le persone si arrabbiano, anche perché spesso non sanno con chi prendersela. Sono le cose che costano di più o il loro stipendio a valere di meno? La risposta a questa domanda non è intuitiva, anche perché nei nostri modi di ragionare prevalgono i prezzi "nominali". Ecco un caso di economia sperimentale che abbiamo provato a realizare nel laboratorio dove lavoro insieme ad altri ricercatori presso l'università Ca' Foscari di Venezia: Maria, Paolo e Sandro hanno ricevuto un eredità di 200mila euro ciascuno. Tutti e tre hanno subito comprato una casa. Un anno dopo tutti e tre l hanno venduta. Le condizioni economiche erano diverse nei tre casi: - nel periodo in cui Maria ha posseduto la casa, c'era un 25% di deflazione: i prezzi di tutti i beni e servizi sono scesi del 25% in un anno. Maria ha venduto la casa per (23% di meno del prezzo d'acquisto); - nel periodo in cui Paolo ha posseduto la casa non c'era né inflazione né deflazione. I prezzi sono rimasti stabili. L'ha venduta per (1% di meno dell'acquisto).nel periodo in cui Sandro ha posseduto la casa, c'è stata un'inflazione del 25%: tutti i prezzi sono saliti del 25%. Ha venduto la casa per 246mila euro(23% in più dell'acquisto). Il compito sperimentale è: mettete in ordine Maria, Paolo e Sandro, da chi ha fatto il migliore affare a chi ha fatto il peggiore. In teoria si dovrebbe rispondere sulla base dei prezzi reali, cioè corretti per inflazione e deflazione: Maria ha guadagnato il 2%, Paolo ha perso l'1% e Sandro il 2%. In realtà, la maggioranza delle persone fa la graduatoria opposta, utilizzando i prezzi nominali: Sandro (sembra aver guadagnato il 23%), Paolo (sembra aver perso l'1%) e Maria (sembra aver perso il 23%). Ecco un esempio che mostra l'importanza dell'educazione finanziaria nell'insegnare la differenza tra prezzi nominali e reali, così da tener conto nei ragionamenti di inflazione e deflazione. Raramente i prezzi sono stabili e dietro le apparenze c'è un'altra realtà. Se non disponete di un laboratorio, potete fare una prova più semplice, inventata da Daniel Kahneman, premio Nobel dell'economia nel Raccontate che Tizio si è sposato dieci anni fa e ha comprato una cassa di venti bottiglie di champagne per festeggiare gli anniversari. Ha pagato venti euro a bottiglia. Giunto al decimo anniversario del matrimonio, invita i soliti amici, stappa la decima bottiglia e, a festa terminata, domanda: «Cari amici, se la bottiglia era costata dieci anni fa venti euro, quanti soldi ci siamo scolati questa sera?». La risposta corretta per gli economisti è il prezzo di sostituzione, cioè quel che costa rimpiazzare il giorno dopo la bottiglia. Le risposte più frequenti sono che non costa nulla, perché Tizio l'aveva già pagata, oppure il costo nominale: venti euro. È curioso ricordare che la risposta prevalente in duecento bancari da me interrogati è stata: venti euro più il costo del denaro di quegli anni. Anche questa risposta non è corretta: lo champagne può essere rincarato di più della somma ottenuta con il calcolo dei bancari. E, in effetti, è successo proprio così. In conclusione, se s'introduce il fattore tempo, si scopre che il valore dei soldi? DOMANDE & RISPOSTE 7 Cosa provoca l inflazione? I prezzi salgono a causa di un aumento della domanda dei beni o della riduzione dell offerta. Le strozzature tra i due lati del mercato ha questo effetto. Ma a spingere l inflazione è anche il trasferimento dei costi nella filiera produttiva: un aumento del prezzo del petrolio crea un effetto domino sui prezzi di tutti i settori che utilizzano il petrolio. 7 Cosa indica il valore reale e cosa lo distingue da quello nominale? Il valore reale di una banconota o di un asset finanziario è al netto dell inflazione e di altri elementi che ne inficiano il potere d acquisto; l aumento del costo della vita, in particolare, ma talvolta anche i costi o la fiscalità. Il valore nominale è quello «facciale», al lordo cioè di questi fattori. può cambiare in funzione del tasso di interesse, cioè di quel che ci costa prenderli a prestito per un dato intervallo di tempo. Oggi è un'operazione nota a chiunque abbia fatto un mutuo per comprare una casa. Nel Medio Evo non era invece chiaro come mai la persona che prestava un milione di euro a un'altra, avesse il diritto di farsene restituire, dopo due anni, un milione e centomila. Da dove venivano fuori quei centomila, se non aveva fatto nulla? In un'economia contadina, dove il lavoro si traduce nei prodotti dei campi e del bestiame allevato, la risposta non è chiara. Per fare accettare il costo del denaro e permettere l'interesse sui prestiti, gli economisti di allora si sono serviti di esempi del tipo: "Immagina che con quel milione avuto a prestito sia stato comprato un grande gregge. Nei due anni trascorsi il gregge ha fornito lana e latte. I centomila euro corrispondono al valore della lana e del latte a cui ha dovuto rinunciare chi ha prestato i soldi". Questa prospettiva storica permette di cogliere ci dice quanto la mente umana non sia stata abituata a ragionare secondo le regole dell'economia moderna. Gli esperimenti con problemi di finanza mostrano appunto la nostra spontanea ingenuità e inettitudine. Dietro un secolo di modernità ci sono meno di diecimila anni di agricoltura stanziale e decine di migliaia di anni di vita da cacciatori e raccoglitori. La nostra mente è stata plasmata allora e sarebbe sbagliato non riconoscerlo. P.L. LE APPLICAZIONI PRATICHE 1 IL RUOLO DELL EUROSISTEMA Il guardiano contro gli eccessi Il ruolo principale della Banca Centrale Europea consiste nella lotta all inflazione. L obiettivo principale dell organismo che ha assunto le funzioni dei diciassette paesi aderenti all Eurozona, è quello di mantenere la stabilità dei prezzi all'interno dei Paesi dell'unione, contenendo l'inflazione a un tasso inferiore e prossimo al 2% annuo. Prossimo, perchè si intende così dar modo alla Bce di vigilare contro la deflazione. Per contrastare l inflazione la Bce definisce l'offerta di riserve monetarie dell'eurosistema e aumenta o diminuisce il cosiddetto tasso ufficiale di interesse, a cui le singole banche nazionali possono prendere in prestito il denaro. Non solo: la Banca centrale può anche intervenire con operazioni di mercato aperto, acquistando e vendendo cioè dei titoli di stato dei singoli Paesi membri. In pratica, così facendo la Bce stabilisce la quantità e il costo del denaro in circolazione nell'area euro, andando a incidere sul valore della moneta e combattendo così l'inflazione. Il principale organo decisionale della Bce è il Consiglio direttivo, che si riunisce due volte al mese e comprende i 6 membri del comitato esecutivo e i governatori delle banche centrali nazionali dei Paesi dell'area euro. 2 RIFUGIO NELLA LIQUIDITÀ L autodifesa del risparmiatore La Banca Centrale Europea ha il suo daffare per preservare la stabilità dei prezzi. Ma ciò non basta: i singoli risparmiatori devono tutelarsi per evitare di vedersi "mangiare" dall'inflazione i risparmi accumulati. Come fare? I metodi sono diversi, ma quel che è certo è che non esistono panacee anti-inflazione. Le stesse obbligazioni indicizzate all inflazione, offrono questi tipo di copertura ma solo a scadenza e nel corso della loro vita possono non offrire una copertura puntuale dell indice dei prezzi al consumo. Tenere tutti i soldi nel conto corrente, o sotto il materasso, non rappresenta un misura efficace: il maggior vantaggio di questa scelta è la disponibilità continua del denaro. È per questo che è importante investire in altro modo il proprio capitale, focalizzando le proprie esigenze, magari affidandosi a un professionista del risparmio, per compiere le scelte più coerenti con la necessità di preservare il valore reale dei propri beni. Azioni, obbligazioni, immobili, fondi: ciascuno di questi strumenti ha le caratteristiche e un grado di rischio adattabili a diversi profili di investitore e permettono di adottare strategie di breve o medio-lungo periodo a seconda dei casi. Solo così si può "battere" l'inflazione; e, magari, guadagnarci anche qualcosa. 3 L'EFFETTO TASSI Rendimenti semplici e composti Un tasso di interesse apparentemente basso può provocare, nel tempo, variazioni anche molto elevate nel valore di un bene. Accade abitualmente al nostro mutuo o all inflazione. È una semplice formula matematica che però la nostra mente fatica a percepire in modo immediato. Facciamo un esempio: su un valore di euro, un tasso composto del 4% annuo genera una rivalutazione di 40 euro nel giro di un anno. Un dato trascurabile? No, perchè dopo 10 anni gli interessi incidendo sul capitale di partenza più il prodotto degli interessi cumulati in precedenza sono cresciuti sino a raggiungere 480,24 euro. Quasi la metà del valore iniziale del capitale! E nel giro di 18 anni si arriva a 1.025,82 euro di interessi totali: i euro iniziali sono così diventati più di 2mila euro, con un valore nominale doppio rispetto all origine. Insomma, non bisogna mai sottovalutare l'effetto composto degli interessi cumulati: quella che può sembrare un'inezia nel breve periodo, diviene un potenziale guadagno del 100% nel lungo periodo. Maggiore è l'arco di tempo preso in considerazione, più è evidente l'effetto degli interessi composti. Ma attenzione: il meccanismo funziona anche in negativo, con l incidenza dei costi, a danno del capitale iniziale. RENDIMENTI REALI AL NETTO DI FISCO E INFLAZIONE Raccolta bancaria Titoli di Stato Mese Inflaz* Dep.Á c/c Dep. Á c/term Pronti Obbl. BoT CcT CTz BTp Dic-10 1,90 1,40 1,64 0,52 0,65 0,53 0,37 0,04 2,08 Apr-11 2,60 2,02 2,29 1,03 0,12 1,24 0,54 0,68 1,57 (*) tasso tendenziale d inflazione Istat Fonte: elab. Il Sole 24 Ore su dati Istat, Banca d Italia, Si-Abi

5 PLUS24 1 Il Sole 24 Ore in collaborazione con il patrocinio della Rappresentanza Sabato 18 Giugno 2011 con Banca d Italia in Italia della Commissione europea 27 OLCI: Prodotti e servizi cambiano valore in continuazione 4 GLI EFFETTI SUL POTERE D ACQUISTO Quel tarlo che erode i salari L'inflazione fotografa l'aumento generale del livello medio dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo. Cosa comporta questo nella vita comune dei cittadini? La conseguenza più immediata è la perdita di potere d'acquisto reale dello stipendio. Con un inflazione del 2%, i prezzi dei cd musicale che oggi costano 10 euro, salirebbero dopo un anno a 10,20 euro, dopo 5 anni 11,04 euro, dopo 10 anni 12,19 euro. È evidente che, se il reddito dovesse restare fisso nello stesso periodo, nel giro di un decennio potrei comprare molti meno beni. In Cina, dove il tasso di inflazione ha superato il 5%, un lavoratore che oggi guadagna l'equivalente di euro dovrebbe guadagnarne nel 2021 più di per potersi permettere gli stessi identici beni e servizi. La sfida, come spiegato qui a fianco, è mantenere inalterato il proprio potere d acquisto. Il giusto equilibrio di crescita di salari e inflazione offre stabilità al sistema sociale, garantendo ai lavoratori un inalterato tenore di vita. Ciò accade in occasione del rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, dove gli aumenti sono determinati sulla base dell indice dell'inflazione programmata per il periodo di riferimento. Ma attenzione: un eccesso nell aumento delle buste paga genera altra inflazione. LA TASSA NASCOSTA Incidenza dell inflazione sulle retribuzioni nominali per unità di lavoro retribuzioni nominali retribuzioni reali Fonte: Centro Studi Confindustria LA CRISI ECONOMICA SI AGGRAVA: QUEST ANNO MEGLIO NON SPENDERE PER UN NUOVO PAUO DI PANTALONI 5 UMBERTO GRATI VALORI A CONFRONTO Nominale o reale Quando si guarda al valore di un bene o di uno strumento finanziario, è bene inforcare quegli "occhiali" che permettono di distinguere il valore nominale da quello reale. Il valore nominale di una banconota è quello che è impresso sopra. Il valore reale indica il potere d acquisto della banconota; si calcola sottraendo al valore nominare fattori come ad esempio l inflazione. Se questa è al 2%, cento euro hanno un valore reale di 98. Tener d occhio il valore reale consente di verificare se il rendimento è positivo al netto dell inflazione e di altri fattori come la fiscalità o i costi. STORIA DELL INFLAZIONE SPARTA Il pugno di ferro di Licurgo Per fermare gli eccessi dell aristocrazia spartana (tra il IX e l'viii secolo a.c.), i cui lussi stavano provocavano inflazione mettendo in difficoltà la popolazione, Licurgo agì in modo drastico: dichiarò fuori corso tutte le monete d'oro e d'argento e diede valore di conio solo alle monete di ferro. Monete pesanti e voluminose, dal piccolo valore; dieci mine d'oro valevano quanto un deposito di monete di ferro, che solo una coppia di buoi poteva trasportare. Così Licurgo disincentivò l'utilizzo del denaro, bloccando l'inflazione e gli eccessi di Sparta. PRODROMO AL NAZISMO L iperinflazione di Weimar Ormai è sinonimo di prezzi alle stelle. La breve storia della Repubblica di Weimar, che caratterizzò la Germania tra il 1919 e il 1933, è passata alla storia per l iperinflazione che ha contribuito a creare quel clima sociale e politico in cui nacque da lì a poco il Nazismo di Adolf Hitler. Le cause dei picchi dei prezzi furono le dure condizioni imposte alla Germania di allora dalla Francia, in particolare, come risarcimento dei danni della I Guerra Mondiale. Più di un quarto delle esportazioni tedesche vennero incanalate in questa direzione; si creò una spirale perversa che portò il marco ad una forte svalutazione e ad un impennata dell inflazione. Tra il giugno e il dicembre del 1922 l indice dei prezzi al consumo salì di 16 volte; l anno successivo, a gennaio un chilo di pane costava 250 marchi, a luglio 3.465, a settembre un milione e mezzo di marchi, a ottobre 1,7 miliardi di marchi, mentre a dicembre un chilo di pane arrivò a costare 399 miliardi di marchi. In quelle settimane la gente correva ad acquistare qualsiasi bene prima che le banconote perdessero il loro valore reale e questo ingenerava ulteriore inflazione. Il prezzo di un francobollo arrivò a costare diversi miliardi di marchi. Per risollevare l economia tedesca intervenirono gli Stati Uniti: circostanza che non scongiurò l affermazione politica di Hitler e del suo partito Nazional Socialista. Economia. L indice dei prezzi Il rincaro geometrico è il vero pericolo A una fase calda può seguire il raffreddamento deflazionistico Spiegare cos'è l'inflazione è abbastanza facile. Difficile è contrastarla: per questo obiettivo principale della Banca Centrale Europea che governa le attività finanziarie di tutta l'eurozona è proprio la lotta all'inflazione. La sfida riguarda anche i singoli cittadini europei, chiamati a preservare il valore "reale" dei propri beni e delle proprie entrate con scelte di portafoglio oculate, per evitare che una crescita continua dell'inflazione eroda in modo significativo il valore "nominale" di quei beni e di quelle entrate. Ma andiamo con ordine e iniziamo col dire cos'è l'inflazione: è l aumento generalizzato dei prezzi, che viene misurato dal tasso di crescita dei prezzi di un paniere di beni. Più sensibile è l'aumento medio dei prezzi, maggiore è l'inflazione. Monitorare questo fenomeno economico e sociale è fondamentale per mantenere la stabilità dei prezzi e scongiurare gli effetti negativi da un eccesso di crescita degli stessi. Quali? L'inflazione fa perdere il valore "reale" dei risparmi, a danno soprattutto di chi può contare su strumenti meno sofisticati per proteggersi dall'aumento dei prezzi; inoltre, l'inflazione accresce l'incertezza rendendo difficile la pianificazione a medio e lungo termine per le aziende, scoraggiando gli investimenti, e ciò si traduce in una allocazione distorta delle risorse; l'inflazione fa deprezzare in termini reali i debiti, facendo sì che chi li ha contratti non venga spinto a limitare il più possibile l'indebitamento. Tutti fattori che si alimentano l'uno con l'altro creando una pericolosa spirale da cui è difficile sfuggire. Lotta all'inflazione significa perseguimento della stabilità dei prezzi che è un mezzo complementare a quello di assicurare crescita e occupazione elevate. Le economie con più bassa inflazione sono caratterizzate, in media, da una maggior crescita della produzione e del reddito: se i prezzi sono stabili, è possibile fare programmi a più lunga scadenza, scelte che mettono in modo l'economia, garantendo sia gli individui che la collettività. L'eccesso opposto dell'inflazione non è meno pericoloso: la deflazione (a differenza della disinflazione che corrisponde al rallentamento della crescita dei prezzi) equivale ad una diminuzione progressiva dei prezzi. Un meccanismo che, così come per l'inflazione, quando si innesca si riesce a frenare a fatica: come una spirale, i prezzi continuano a diminuire, spingendo individui e imprese a rinviare decisioni di acquisto o investimento in attesa di prezzi più favorevoli, che continuano dunque a scendere. Inflazione e deflazione sono gli effetti patologici dell'eccesso di crescita economica nel primo caso e dell'eccesso di rallentamento. Ma gli studiosi hanno definito un'altra patologia in qualche modo connessa all'andamento dei prezzi: la stagflazione, ossia stagnazione accompagnata a inflazione. È quella situazione estrema per cui a una crescita dei prezzi corrisponde un ristagno dell'economia: un'accoppiata di fattori negativi per il contesto economico. Ma l'aspetto più pericoloso di fenomeni come questi non è tanto il loro manifestarsi quanto l'impatto prodotto nel tempo: anche perché la nostra mente fa fatica a calcolarne gli effetti. Un esempio? Se ci viene detto che l'inflazione o un tasso di crescita degli interessi è del 3% annuo, la nostra mente aggiunger un tre ai cento di base, dimenticando che il 3% annuo si applica periodo per periodo al capitale e agli interessi: 100 diventa 103, l'anno dopo 106,09, quindi 109,27, poi 112,54. Una crescita esponenziale che nel medio lungo periodo incide in modo assai rilevante: è il "tasso composto", che differisce dal tasso semplice proprio perché fotografa un'"accelerazione" della crescita. Di quanto? Il potere d acquisto della moneta dopo 5 anni di inflazione al 5% si riduce al 78,4%, poco meno di un quarto.

6 28 Finanza / 1. Comportamenti e scenari alternativi PLUS24 1 Il Sole 24 Ore Sabato 18 Giugno 2011 Rendimento e incertezza L investimento è scegliere Tutte le scelte della vita si possono leggere con poche categorie. La prima è l'incertezza: non sappiamo esattamente a che cosa ci porterà una strada dopo che l'abbiamo imboccata. Alcuni percorsi si rivelano più "redditizi", altri meno. E poi si incontrano sempre dei bivi. Cambiare strada è spesso costoso, anche in termini mentali, perché ci costringe a mettere in dubbio le credenze e le certezze del passato. Chi più rischia, più ottiene, ma solo se il rischio è calcolato. Non sempre si tratta di calcoli facili, perché le scelte sono intrise di emozioni. L'uomo teme e cerca di difendersi da quegli eventi che lui classifica come dannosi, paurosi e pericolosi. Non sempre riesce a distinguere bene tra queste categorie. Spostarsi in macchina è più pericoloso che produrre energia con il nucleare, ma è meno pauroso. Il primo è un evento che controlliamo: conosciamo le circostanze in cui avvengono gli incidenti e la loro frequenza. Fumare è più dannoso che viaggiare in aereo: eppure ci sono accaniti fumatori che hanno il terrore di volare. Cosa succede nel caso degli eventi economici e finanziari? Anche qui vale la distinzione tra i fenomeni di cui conosciamo le serie storiche e quelli che capitano la prima volta, come il fallimento nel settembre 2008 della banca statunitense Lehman Brothers (tecnicamente classificata come una tripla A, il massimo della sicurezza). Non è impossibile valutare il rischio insito in un evento mai incontrato in precedenza. Una ricerca pubblicata su Science ( ), a cui ha partecipato anche il nostro laboratorio, mostra che i bambini di un anno d'età sanno che, se fate tremare un tavolo, è più probabile che caschi un cubetto rosso rispetto a uno bianco se sui bordi del tavolo i primi sono più dei secondi. Ciò non toglie che, anche agli adulti, eventi mai successi prima - come un incidente nucleare a seguito di un terremoto - facciano più paura di quelli conosciuti, e di cui è stata valutata la pericolosità sui tempi lunghi. Compiere una scelta per il futuro ci scuote, ci intimorisce. Comprar casa e traslocare sono il maggiore fattore di rischio di stress, peggio ancora del divorzio. Anche nel caso di decidere una qualsiasi forma di risparmio, il rischio viene misurato nei termini di quanto forti e frequenti sono le oscillazioni, l'andare su e giù del valore, in un dato periodo di tempo. Quando ero bambino, mio padre ci razionava le noci, di cui tutti e tre noi fratelli eravamo ghiotti. Alla fine di ogni pasto, potevamo prendere due noci con garanzia o quattro noci senza garanzia. La prima opzione contemplava che si potessero sostituire le noci apparentemente buone, ma guaste all'interno. La seconda invece era incerta: ci si tenevano comunque le quattro noci e si sperava in bene. Se le noci guaste erano meno di due su quattro, quest'ultima scelta si rivelava un affare. Se invece erano di più, l'opzione incerta era un bidone. I risultati oscillavano nel tempo. Mio fratello sceglieva sempre e comunque l'opzione sicura: ogni volta si mangiava regolarmente due noci. Io sempre quella incerta. Talvolta mi capitava una sola noce, o persino - massima scalogna - restavo a bocca asciutta. Ma in media, col passare dei mesi, mangiavo molte più noci di mio fratello. Un giorno chiesi a mio fratello: «Ti sei accorto che alla fine mangio più noci io?». «Certo - mi rispose. Ma vedi: perdere una o due noci, nei rari casi in cui si è sfortunati (rispetto a? DOMANDE & RISPOSTE 7 Perchè si dice che a maggior rendimento corrisponde un maggior rischio? In condizioni ottimali di mercato il rendimento remunera il grado di rischio cui è sottoposto un capitale quando investito. Disallineamenti sono possibili quando il mercato non è correttamente informato sulle condizioni dell emittente. 7 Qual è il compito delle agenzie di rating? Le agenzie di rating (Standard and Poors, Moody s e Fitch le più importanti) valutano l affidabilità di chi emette obbligazioni. Sono valutazioni passibili di variazioni: che non sempre riescono ad essere puntuali. La crisi del 2008 ha messo in luce la difficoltà di valutare alcuni strumenti come i veicoli delle cartolarizzazioni. due sicure), a me fa più male di quanto non mi soddisfi mangiarne una in più, o magari addirittura due, se si sceglie l'opzione incerta e si è fortunati». Mio fratello aveva intuito quello che decenni dopo venne dimostrato rigorosamente dallo psicologo Daniel Kanheman, che per questi studi vinse il premio Nober per l economia nel In valore assoluto, una perdita fa più male di quanto non faccia godere una vincita della stessa entità. Stessa cosa è accaduta ai dipendenti dell'eni. Nel novembre del 1995 avevano sottoscritto una delle prime tranche di titoli della società, collocata in Borsa, pagandole lire, cioè meno di tre euro. Oggi quell'azione vale in termini nominali più o meno sei volte, e ha sempre reso molto bene, all'incirca come un Bot. Se una persona avesse comprato allora una casa per 523 milioni di lire, oggi dovrebbe valere più di un milione e mezzo di euro perché i due affari siano equivalenti. E l'affitto, tra tasse e manutenzione, ha reso meno delle azioni Eni. Eppure, in media, le persone che hanno comprato allora case per cifre equivalenti sono convinte di aver fatto un migliore affare. Come mai? Per ragioni analoghe a quelle che inducevano mio fratello a preferire l'opzione certa a quella incerta. Delle case non sappiamo il valore giornaliero: lo conosciamo sui tempi lunghi e tendiamo a sopravvalutarlo. Pochi sanno correggere correttamente il costo nominale di quando l'hanno comprata (si diceva nelle pagine precedenti della bottiglia di champagne bevuta al decimo anniversario di matrimonio). E invece, se lavoriamo all'eni tendiamo a guardare quasi ogni giorno il valore delle nostre azioni. E questo può oscillare molto. Si pensi che, nel 2006, aveva superato i 28 euro, nel 2008 era sotto i 13 euro e oggi ne vale circa 16. Peggio delle montagne russe. Ora la gioia di quando passa da 16 a 28 è inferiore alla stizza di quando scende da 28 a 16: salita e discesa non si compensano emotivamente. Eppure, quando misuriamo il rischio di un investimento in termini di oscillazioni, teniamo presente solo l'ampiezza e la frequenza dell'onda, e non tale asimmetria psicologica tra crescite e cali. Per questo motivo possedere azioni inquieta molto di più che tenersi obbligazioni. La casa, poi, pare offrire la massima tranquillità. Il loro valore può avere incrementi inferiori, sui tempi lunghi, ma non ci danno mai patemi. Forse perché non ne conosciamo il valore. Non dobbiamo dimenticarci delle emozioni: quando scegliamo una data forma di investimento per i nostri risparmi, implicitamente rinunciamo a tutte le altre strade che non abbiamo intrapreso. Se nel 2005 avevamo 523 milioni e li abbiamo investiti in una casa, non abbiamo potuto acquistare l'equivalente di azione Eni. Scegliere è dunque anche rinunciare. E rinunciare - soprattutto nella finanza - è spesso rimpiangere. C'è sempre un investimento migliore che, con il senno di poi, avremmo potuto fare e, purtroppo, abbiamo scelto di non fare (per lo più inconsapevolmente). Ce ne accorgiamo sempre dopo, quando è ormai troppo tardi. P.L. LE APPLICAZIONI PRATICHE 1 LE COMMISSIONI L'incidenza strisciante dei costi Ogni scelta ha i suoi costi. Per calcolare la convenienza di un investimento, occorre mettere in conto anche le spese connesse e sottrarle dalle prospettive di guadagno finali. Per acquistare e comprare titoli finanziari le banche applicano delle commissioni che variano dallo 0,7% allo 0,2% dell'investimento totale. Ci sono poi i costi di gestione del portafoglio, con le commissioni applicate dal gestore e i diritti di custodia titoli; e poi c è il bollo annuo sul dossier titoli e le spese per l'invio dell'estratto conto. Secondo uno studio dell'università Bocconi di Milano, acquistare 10mila euro di azioni costa in media 124 euro fra commissioni e spese aggiuntive; 10mila euro di BTp costano 73,55 euro e 10mila euro di BoT 50,21 euro. Cosa significa? Che se l'investimento azionario rendesse, ad esempio, il 3% annuo, ovvero 300 euro, in realtà al netto dei costi il guadagno viene quasi dimezzato (300 euro meno 124 euro = 176 euro, ovvero l'1,76% netto). Un calcolo che va fatto anche quando si prendono in considerazione rischi di perdita e ipotesi alternative di ivnestimento. O di rendita: ogni punto percentuale di costo sostenuto dall aderente a un fondo pensione si traduce dopo 35 anni in una riduzione del 20% della rendita. 2 NON SOLO RATING La cedola fotografa il rischio Volete rendimenti alti? Dovete essere disposti a rischiare di più. È la vecchia regola del mercato finanziario; l altra è che non ci sono pasti gratis. I mercati finanziari tendono a rispettare questa regola, con qualche eccezione. Si pensi ai titoli governativi europei. Le cedole dei bond a 10 anni dei Paesi Ue sono molto diverse tra loro: la Grecia paga ai propri investitori un rendimento del 17,14% (dati degli ultimi giorni). Il BTp italiano anni offre il 4,78%, mentre il Bund tedesco il 2,98%. Perché queste differenze? La ragione è che a un guadagno maggiore corrisponde un rischio più elevato. La gravità delle condizioni economiche della Grecia ha fatto sì che Standard&Poor s, una delle principali agenzie di rating (società di analisi finanziaria che danno un voto agli emittenti di titoli in base della affidabilità), abbia declassato più volte la valutazione di Atene. La Germania, invece, è una delle economie più floride e affidabili: difficilissimo che di qui a dieci anni non riesca a rimborsare i suoi titoli. Il rendimento di un titolo, quindi, non remunera solo il capitale, ma anche il rischio cui è soggetto. E le eccezioni? Capita che il mercato abbia scarse informazioni sui titoli e questo provoca disallineamenti temporanei nel rapporto rischio/rendimento. Ma, d altronde, nessun indicatore può essere esaustivo. 3 TRA RIMPIANTI E RECRIMINAZIONI Il costo è la mancata opportunità Quando si fa un investimento si sceglie uno strumento finanziario e se ne esclude un altro. Azioni anziché obbligazioni, fondi comuni al posto di Etf. Cogliere un opportunità significa sacrificarne altre. Ad esempio: se uso tutti i miei risparmi per comprare casa e andare a viverci, non dovrò più pagare l'affitto. Ma oltre all esborso per l acquisto della casa c è un costo nascosto: il non poter utilizzare quel denaro per altri investimenti per ottenerne un rendimento. Questo meccanismo inevitabile crea talvolta ansia, rimpianti e recriminazioni in chi deve prendere decisioni in materia finanziaria; per non parlare di chi è tentato di cogliere «occasioni» sui mercati. In realtà diversi studi hanno verificato come quasi il 90% del rendimento di un portafoglio di investimento è prodotto dalla scelta iniziale di allocazione delle risorse. Le scelte, in altre parole, sono da correlare alle proprie esigenze, più che alle condizioni esterne di mercato. L errore maggiore che si compie è farsi prendere dall emotività: vendendo quando i mercati scendono ai minimi o comprando quando sono ai massimi: le esperienze della bolla tecnologica del 2000 e del crollo del 2008 hanno infatti molto da insegnare. IL FRENO AL RISULTATO Di quanto si riducono le rendite dei fondi pensione in base ai costi in fase di accumulazione dopo 35 anni Rendita 95% Negoziali costi 0,2% Minor rendita 5% Rendita 78% Aperti costi 1,1% Rendita 70% Pip costi 1,5% Minor rendita Minor rendita 22% 30% Fonte: elab. Il Sole 24 Ore su dati Covip IL PREMIO AL RISCHIO DEGLI EMITTENTI SOVRANI Distanza in basis point dal rendimento del Bund tedesco a 10 anni yield 10 a. oggi spread 10 a. 1 mesi fa 3 mesi fa 6 mesi fa 1 anno fa Stati Uniti 3, Francia 3, Italia 4, Spagna 5, Portogallo 10, Irlanda 11, Grecia 17, Fonte: Ufficio studi Sole 24 Ore

7 PLUS24 1 Il Sole 24 Ore in collaborazione con il patrocinio della Rappresentanza Sabato 18 Giugno 2011 con Banca d Italia in Italia della Commissione europea 29 4 Nel consumo e nell investimento la decisione è probabilistica UN PAIO DI SCARPE FIRMATE O DUE PAIA LOW-COST? MA DEVO DECIDERE SUBITO RIDURRE LA RISCHIOSITÀ Se il miglior alleato è il tempo Quando si parla di investimenti azionari, buona parte dei rischi sono legati alle fluttuazioni improvvise che possono avere i titoli. Ad esempio, un azione di una società petrolifera può guadagnare o perdere valore se aumenta o diminuisce il prezzo del petrolio. Per non parlare di eventi improvvisi e imprevedibili come le tensioni geopolitiche nei Paesi produttori di greggio. Se si guarda al grafico di quell azione relativo a uno, due o sei mesi, si vedranno picchi e sbalzi più che evidenti. Ampliamo adesso l orizzonte temporale, cioè l'arco di tempo in cui si prende in considerazione il titolo in questione. Se COME RINNOVARE IL MAGAZZINO PER LA PROSSIMA STAGIONE? PER ORDINARLO ATTENDO ANCORA UN MESE si guarda agli ultimi 5 anni, quegli stessi picchi che avevamo osservato diventano quasi impercettibili; si distingue chiaramente l'andamento del titolo prima, durante dopo la crisi, nelle varie fasi del ciclo economico. Ampliamo ulteriormente a 20 anni e anche queste curve appariranno più morbide e ripetute. Si intuisce così perchè il tempo possa essere un fattore fondamentale per la gestione del rischio. Detenendo un investimento più a lungo, le fluttuazioni di breve periodo risultano molto più impercettibili e risultano smorzate dai trend generali di crescita. PROBABILITÀ CHE IL RENDIMENTO DELLE AZIONI SUPERI... Periodo d investimento Periodo...quello delle obbligazioni...quello dei titoli di Stato a breve 1 anno 1802/ ,0 61,5 1871/ ,3 64,1 10 anni 1802/ ,1 80,1 1871/ ,4 84,7 30 anni 1802/ ,4 97,1 1871/ ,0 100,0 Fonte: Jeremy J. Siegel, Rendimenti finanziari e strategie di investimento, Il Mulino, UMBERTO GRATI PER TUTTI I GUSTI Tanti rendimenti I rendimenti degli investimenti non sono tutti uguali e bisogna saper distinguere. Quello semplice è ottenuto da un investimento senza flussi intermedi: mille euro a un tasso del 5% annuo per due anni producono euro a scadenza (50 euro di interessi per ciascun anno). Il rendimento composto si ha quando il tasso d'interesse si somma al capitale originario che lo ha prodotto: mille euro per 2 anni a un rendimento del 5% composto producono a scadenza 1.102,5 euro (100 euro di interessi, più il 5% sui 50 euro di interessi del primo anno). Il rendimento medio ponderato, invece, tiene conto del peso relativo di ciascuna componente che produce il rendimento. La formula del rendimento composto STORIA DEGLI INVESTIMENTI WALL STREET Il grande crollo del 29 Fino a poco tempo fa era considerato un caso di scuola, da analizzare e magari, così, esorcizzare. L esplosione della bolla hi-tech nel 2000 e soprattutto la crisi dell autunno 2008 con il fallimento di Lehman Brithers, hanno rimesso in scena il copione degli anni Venti. L euforia seguita alla conclusione della I Guerra Mondiale fece salire in modo vorticoso molti titoli industriali quotati a Wall Street; la carenza di controlli e vigilanza da parte delle autorità, favorirono la speculazione finchè, nell ottobre del 29, una serie di crolli a ripetizione diedero il via alla Grande Depressione, che segnò il decennio successivo negli Usa IL GESTORE GURU Peter Lynch, campione a riposo REUTERS Ogni mondo ha i suoi miti e la finanza non fa eccezione. Le oscillazioni dei mercati hanno reso popolari figure come quella di Warren Buffett, il guru di Omaha, famoso per il suo old style di gestione; George Soros, invece, è noto per le sue speculazioni sulle valute. Diverso il profilo di Peter Lynch, gestore di un fondo di investimento, il Magellan, che nei 13 anni in cui lo gestì ottenne un rendimento composto annuo del 29,9%. Lynch prese in mano nel 1977 il fondo, quando aveva 18 milioni di dollari in portafoglio e, grazie ai rendimenti, lo portò ad un patrimonio di 13 miliardi nel «Investite solo in ciò che conoscete» era il consiglio che dava alle migliaia di trader privati e professionisti della finanza che cercarono di imitarlo. Come gestore seguiva i fondamentali delle aziende, che non di rado visitava. Si ritirò al culmine del successo, a 42 anni, a vita privata, ineguagliato dai gestori che hanno cercato di emularlo successivamente. MILLE BOLLE Non solo tulipani La storia dei mercati è intimamente connessa a quella delle bolle speculative. La capostipite è considerata quella che colpì l Olanda nel 600 e che riguardò il prezzo dei tulipani. Nel 1720 i titoli dell inglese South Sea Company si impennarono. Poi fu la volta delle ferrovie, nell ottocento. Ma secondo alcuni studiosi fiammate dei prezzi si verificavano anche all epoca dell Impero Romano. Finanza / 2. Profitti e/o perdite L inafferrabile fascino del rischio Il rating prova a misurare la complessità della «fiducia» Tutti almeno una volta abbiamo sentito la regola per cui per ottenere un rendimento alto bisogna rischiare tanto; o viceversa chi vuole rischiare poco si deve accontentare di un rendimento basso. Le regole, proprio perché tali, devono sintetizzare una moltitudine di variabili. Che se però vengono viste in modo più dinamico possono offrire molte sfaccettature, anche inattese: come scoprire che magari a parità di rischio si possono ottenere rendimenti superiori. Andiamo con ordine e osserviamo le cose più da vicino. Nelle scelte finanziarie molti fattori sono in gioco: lo strumento di investimento da utilizzare, chi lo emette, la sua trasparenza, i costi, i mercati in cui investe. Fattori che incidono decisamente sul rendimento e sul rischio connesso. Per rischio possiamo intendere tutto ciò che potenzialmente può impedire il raggiungimento del livello atteso di rendimento. Il punto non è sperare di evitare il rischio, quanto piuttosto di controllarlo: considerare quante possibilità ci sono che le cose non vadano come dovrebbero e quali eventi potrebbero far accendere la spia rossa che segnala un possibile evento contrario. Tra i principali strumenti di misurazione di rischio/rendimento c'è il rating: è il giudizio che apposite agenzie assegnano a chi emette obbligazioni (prestiti) sul mercato; più è alto, minori sono le possibilità che chi ha emesso quei titoli non sia in grado di restituirli. È facile distinguere chi è affidabile (fino a AAA), e quindi offre rendimenti inferiori, da chi lo è meno (da BBB in giù), e quindi offre rendimenti maggiori. Questo sistema ha mostrato di non essere infallibile nella recente crisi finanziaria, quando applicato a titoli immobiliari (cartolarizzazioni). Resta tuttavia un indicatore dell'affidabilità dei soggetti che decidono di emettere di obbligazioni. Nel corso del tempo si sono evoluti altri sistemi di monitoraggio: gli strumenti di risparmio gestito come i fondi comuni, ad esempio, utilizzano documenti di informazione in cui viene calcolata la relazione tra rischio e rendimento; il gestore del fondo deve scrivere qui quante probabilità hanno di avverarsi scenari favorevoli, sfavorevoli o neutrali rispetto alla possibilità di una performance positiva in un lasso di tempo. Stime, non promesse, da prendere sempre con le pinze, ma comunque un'indicazione, elaborata in base all'analisi di quanto accaduto nel passato. Ed eccoci ad uno dei quesiti più discussi della storia dei mercati finanziari: le azioni battono davvero le obbligazioni nel lungo termine? In altre parole, conviene rischiare, ossia da maggiori certezze di successo, con un rischio quindi inferiore? Diversi studiosi hanno elaborato i dati relativi agli ultimi decenni verificando che la probabilità che le azioni battano le obbligazioni sale con l'allungarsi del periodo preso in esame: dopo un anno nel 67% dei casi l'azione batte l'obbligazione, dopo 5 anni ciò accade nel 75% dei casi finchè a quarant'anni questa possibilità sale fino al 98% dei casi. In altre parole è possibile ottenere alti rendimenti limitando il rischio, se il tempo a disposizione è lungo. È bene ricordare che si tratta di elaborazioni compiute sulla base dei dati del passato e nulla può attestare che nel futuro le cose potranno andare analogamente. Ma lo strumento principe per ridurre il rischio finanziario è la diversificazione: investire in molti strumenti consente di essere meno da ciascuno di essi per il risultato finale; l importante è che siano strumenti differenti e se correlati tra loro lo siano in maniera inversa, in modo che il calo di uno sia compensato dal rialzo dell altro. Ultima nota: non bisogna trascurare i costi per la mancata opportunità colta: rinviare una decisione utile a compensare un rischio lo aumenta; il mancato guadagno derivante dal rinvio di una decisione presa o dalla scelta di portafoglio non ottimale può incidere parecchio sui nostri risparmi. Anche se tocca in modo meno significativo la nostra sfera emotiva, rispetto all'errore compiuto per eccesso di ottimismo o over-confidence. I primi 10 titoli Asset Allocation Portafoglio di un fondo bilanciato Azioni 41,72% Obbligazioni 38,74% Altro 2,00% Liquidità 17,54% Fonte: Morningstar Portafoglio di un fondo bilanciato Titolo %su portafoglio Anadarko Petroleum 1,95 Mexico (Utd Mex St) 7,5% 1,62 Schlumberger 1,59 Apple 1,39 Freeport-McMoRan C. & G. 1,35 Poland (Rep. of) 1,31 Nestlé 1,28 Germany (Fed. Rep. of) 3,75% 1,19 Goldcorp 1,14 Compagnie Fin. Richemont 1,13 Fonte: Morningstar

8 30 in collaborazione con Banca d Italia con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea PLUS24 1 Il Sole 24 Ore Sabato 18 Giugno 2011 I test. La verifica attraverso un alfabeto finanziario di quesiti dalla A alla Z Metti alla prova le tue conoscenze Scegli la risposta corretta alle seguenti domande. Per ogni risposta ti verranno assegnati dei punteggi: a conclusione del test il punteggio totale ti dirà a quale tipologia di risparmiatore sei più vicino A - Chi stabilisce il valore di una moneta o di una banconota? e L azienda che le fabbrica r L autorità di vigilanza t La Banca centrale u Il negoziante o il consumatore che l accetta in cambio dell acquisto o della vendita di un bene B - A cosa servono gli assegni? e Sono strumenti di pagamenti che accompagnano il contante r Sono strumenti sostitutivi del pagamento in contanti t Sono dichiarazioni che attestano l avvenuto acquisto di un bene u Non so C - Acquistare un bene in contanti significa pagare meno rispetto all acquisto tramite il credito al consumo. e Vero r Falso tdipende dall incidenza dell inflazione LE SOLUZIONI Z V U 3) 3 3 T 1) 1 3 2) 2 1 3) 3 1 S 4) 4 2 S 1) 1 1 R 1) 1 1 3) 3 3 Q 1) 1 1 4) 4 2 P O 4) 4 2 N 1) 1 3 2) 2 4 3) 3 1 M 2) 2 4 L I H 2) 2 1 4) 4 3 G 2) 2 1 4) 4 2 F F 2) 2 4 E 3) 3 3 D C B 2) 2 4 A 2) 2 3 SOLUZIONI u Non so D - Come si chiama la carta di pagamento che prevede l addebito della spesa alla fine del mese di competenza? e Il bancomat r La carta revolving t La carta prepagata u La carta di credito E - Se si paga con il bancomat, qual è il vantaggio che ottengo? e Il pagamento avviene senza scambio di denaro contante ril pagamento viene rateizzato t Il pagamento avviene il mese successivo u Non so F - Da che cosa è causata l inflazione? e Da un calo della domanda di beni o servizi r Dall aumento della domanda dei beni e dei servizi t Dal tempo u Dalla Banca centrale G - Per proteggersi dall inflazione, gli strumenti finanziari più efficaci sono: e I titoli di Stato, perché proteggono sempre dal tasso di crescita dei prezzi r Il conto corrente bancario, grazie agli interessi offerti dall istituto di credito t Un titolo indicizzato all inflazione ma solo se mantenuto alla scadenza e se l emittente è in grado di ripagare il titolo u I pronti contro temine, ma solo quando l inflazione è alta Controlla i risultati e scopri il tuo profilo 1 carente Se hai accumulato tra i 21 e i 35 punti Sono molte le lacune che il test ha messo in luce in materia finanziaria. Anche le conoscenze di base, indispensabili per distinguere le operazioni più basilari, risultano fuori dalla tua portata. Gli strumenti di pagamento, l inflazione, i tassi e i rendimenti così come la relazione tra rischio e rendimento, risultano oscuri, al punto da rendere pressochè impossibile compiere scelte consapevoli in materia finanziaria. Per questo è opportuno dedicare del tempo a mettere bene a fuoco i concetti citati poco fa: questa Guida di Plus24 - Il Sole 24 Ore, la continuità di lettura del quotidiano e del settimanale, così come i libri indicati qui a fianco, possono fornire indicazioni utili per rafforzare le cognizioni in materia. E autotutelarsi, elemento fondamentale, in un mercato finanziario che sta diventando più trasparente; ma che necessita della capacità degli utenti di comprendere appieno le loro scelte. H - Per mantenere invariato il potere d acquisto e È necessario che i salari crescano tanto quanto l inflazione r È necessario che i salari crescano meno dell inflazione t È necessario che i salari restino stabili u È necessario che i salari crescano più dell inflazione I - Se l inflazione sale del 2%... e Il valore reale di 100 euro è di 102 euro nominali r Il valore reale e nominale sono identici t Il valore reale di 100 euro è pari a 98 nominali u Il valore reale è doppio rispetto a quello nominale L - Qual è la differenza tra rendimento semplice e composto? e Nel primo caso il tasso si applica solo al capitale investito e non anche ai rendimenti prodotti, come accade invece nel secondo caso r La differenza è data dall impatto dell inflazione t Nel rendimento semplice il tasso si applica alla somma di capitale investito e rendimenti prodotti, mentre nel rendimento composto solo ai rendimenti u Non c è nessuna differenza tra i due tipi di rendimento M - Come si definisce il fenomeno di rallentamento della crescita dei prezzi? e Inflazione r Disinflazione t Deflazione u Stagflazione N - Un tasso di crescita dell inflazione pari al 5% annuo, dopo cinque anni, riduce il potere d acquisto dei salari (se invariati nel periodo) del... e Del 25% r Del 21,6% t Del 50% u Del 10% 2 debole Se hai accumulato tra i 36 e i 51 punti Non sei completamente a digiuno di nozioni in materia finanziaria, ma queste tuttavia non sono sufficienti per compiere scelte consapevoli e sopratutto profittevoli. La confusione di alcuni concetti relativi ai tassi di interesse, alla crescita dei prezzi o al fattore rischio collegato alla finanza, ti espone ad un rischio che non sei in grado di evitare del tutto, nel momento in cui devi compiere decisioni in campo finanziario. Anche nel tuo caso è necessario dedicare un po di tempo per mettere a punto alcuni concetti di base e rafforzare le tue difese di consumatore di prodotti e servizi finanziari. Perchè, come detto nel caso qui a fianco, la trasparenza dei mercati finanziari non è completa senza un accrescimento delle capacità dei suoi utenti di approcciarlo in modo compiuto. Pur non essendo del tutto a digiuno di questo tipo di conoscenze, è opportuno migliorarle per poter scegliere gli strumenti meno costosi e che offrono i rendimenti più adeguati alle proprie esigenze. O - Se il titolo A ha un rendimento superiore a quello di B significa che... e A è meno affidabile di B r A ha un grado di rischio uguale a B ma ha una durata superiore t B ha un grado di rischio inferiore ad A u B è espresso in una valuta diversa da quello del primo P - Il rating di un titolo di Stato identifica e L affidabilità dello Stato che ha emesso il titolo stesso r L opinione di mercati finanziari rispetto alla possibilità che lo Stato emittente del titolo sia in grado di ripagare il titolo alla sua scadenza t La durata del titolo obbligazionario emesso u Le probabilità che il titolo arrivi a scadenza e non venga ritirato prima dal mercato Q - Per rating a tripla A si intende... e La categoria di titoli più rischiosa r La categoria di titoli a durata più ridotta t La categoria di titoli meno rischiosa u La categoria di titoli a durata più lunga R - Secondo le statistiche nel lungo termine... e Le obbligazioni rendono mediamente più delle azioni r Il rendimento delle azioni e delle obbligazioni si allineano t Le azioni battono sempre le obbligazioni u Le azioni tendono a battere le obbligazioni S - Per ridurre il grado di rischio di un portafoglio di investimenti è necessario... 3 sufficiente Se hai accumulato tra i 52 e i 67 punti C è ancora qualche punto oscuro, che meriterebbe sicuramente un approfondimento, ma in ogni caso i risultati di questo test evidenziano una conoscenza sufficiente delle cognizioni di base in materia finanziaria. Compiere scelte adeguate in questo campo è alla tua portata e le conoscenze dimostrate rispondendo al test denotano una preparazione non approssimativa. Tuttavia, è il caso di ricordarlo, è opportuno tenere alta la guardia e puntare a migliorare le proprie competenze. Perchè può bastare anche un solo errore, magari in un contesto poco approfondito, per rischiare di accusare perdite ingenti: basti pensare alla non semplice decisione di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile o fisso: un dilemma che va sciolto non solo in base alle proprie caratteristiche ma anche al momenti di mercato. Sbagliare non è poi così difficile, per questo è sempre opportuno puntare a migliorare le proprie competenze in materia finanziaria. e Concentrare i propri strumenti su quelli statisticamente più redditizi r Concentrare i propri investimenti sui titioli a breve termine t Diversificare il più possibile il portafoglio u Scegliere titoli di Stato dalla durata la più lunga possibile T - Ad alto rischio corrisponde sempre alto rendimento e È sempre vero r È vero ma solo in occasione del lancio dei titoli t Quasi mai è vero u È vero solo quanto il mercato è correttamente informato sulle condizioni riguardanti i titoli in questione U - Quando il rendimento di un portafoglio tiene conto della media dei singoli asset in cui investe si parla di... e Rendimento semplice r Rendimento composto t Rendimento medio u Rendimento medio ponderato V - Quando si opera sui mercati le commissioni più salate si pagano... e Sui BTp r Sui BoT t Sulle azioni u Per legge non ci sono differenze Z - Un anno fa ho preferito investire in un obbligazione che ha reso il 2% invece che in un azione che è salita del 5%. Che risultato ho ottenuto? e Ho perso il 3% r Ho perso il 5% t Ho guadagnato il 2% e non ho perso alcuna opportunità u Non ho incassato il 5% potenziale e ho guadagnato il 2% 4 abile Se hai accumulato tra i 68 e gli 84 punti Se stai leggendo questa nota è perchè, probabilmente, hai totalizzato il punteggio più alto. I temi dell educazione finanziaria, o alfabetizzazione finanziaria, fanno parte del tuo bagaglio di conoscenze. Non tanto per diventare un investitore particolarmente abile nel mettere a frutto i propri risparmi; quanto piuttosto per potersi destreggiare in modo adeguato tra i concetti di base della financial literacy: l inflazione e il suo impatto sugli asset, le modalità di rivalutazione degli attivi, la distinzione tra gli strumenti di pagamento, le correlazioni tra rendimento e rischio e queste con i costi e le opportunità presenti sul mercato. Sono i pilastri dell educazione finanziaria, a partire dai quali è possibile costruire una fisionomina di investitore avvertito, capace di compiere scelte profittevoli, adeguate e consapevoli. E in grado di indirizzare nel modo più corretto le motivazioni emotive connesse alle scelte di natura finanziaria. LA BIBLIOTECA Guida all Educazione Finanziaria Gaetano Megale Sergio Sorgi Ed. Il Sole 24 Ore euro 23 Gli effetti nefasti per i risparmiatori della crisi finanziaria del 2008 avrebbero potuto essere mitigati, grazie ad un adeguata educazione finanziaria dei cittadini. È la tesi di Megale e Sorgi, che in questo volume illustrano l importanza e l efficacia dell alfabetizzazione finanziaria a vantaggio degli individui Oltre a indicare le modalità di gestione del risparmio, gli autori illustrano le nuove tendenze di sviluppo del Welfare partecipativo, che sta conquistando sempre più spazio in Europa. Psicologia e investimenti finanziari Paolo Legrenzi Ed. Il Sole 24 Ore euro 25 Quali sono le motivazioni che inducono a creare un portafoglio? Chi ne sceglie la composizione? Come la psicologia influenza gli investimenti? Qual è il ruolo del consulente e quali sono le motivazioni di chi decide di far da solo?. In questo volume di Paolo Legrenzi si analizzano le nozioni fondamentali della finanza comportamentale, le sue applicazioni e le terapie per curare gli errori più frequenti nelle decisioni finanziarie del consulente, del cliente, di chi fa da sè. I soldi in testa Psicoeconomia della vita quotidiana Paolo Legrenzi, Ed Laterza, euro 15 Prendere una decisione relativa al proprio denaro è uno dei maggiori fattori di stress per molti fruitori di servizi finanziari. Per questo è fondamentale comprendere i meccanismi che presidiano al funzionamento della mente umana di fronte. In questo libro Paolo Legrenzi ha tracciato una linea tra i numerosi casi concreti di cui il libro è ricco e alcune delle regole che presidiano il cervello dell homo oeconomicus. Con esiti talvolta inattesi e spesso molto divertenti. Decidere in finanza Caroline Attia e Denis J. Hilton Ed Gruppo 24 Ore 18 euro Razionalità ed emotività si fronteggiano come in un incontro di boxe nel libro di Caroline Attia e Denis J. Hilton, due veri e proprio guru della psicologia cognitiva e dell economia sperimentale. Le decisioni ponderate in base a criteri frutto di riflessione si intrecciano spesso a fattori irrazionali. Il volume, introdotto dalla prefazione di Riccardo Viale, sottolinea le esigenze di un educazione finanziaria evoluta per gestire le sfide che il denaro ci pone di fronte quotidianamente.

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