La tua guida alle decisioni di investimento Settembre/Ottobre 2011 Finanza Personale

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1 La tua guida alle decisioni di investimento Settembre/Ottobre 2011 Finanza Personale Piccoli risparmi crescono (anche in tempi di crisi) Le regole per gestire gli investimenti e la liquidità, pensando alla pensione, senza farsi tradire dalle emozioni.

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3 Settembre/Ottobre 2011 Attualità In Primo Piano Quando in famiglia i conti tornano Per comprare casa, liquidità o mutuo? Lavorare in due o uno solo? Ecco alcune regole per gestire al meglio i propri soldi. Marco Liera 12 Traditi dalle emozioni A causa di ansia, paura o troppa fiducia, gli investitori comprano ai massimi e vendono ai minimi. Valerio Baselli 13 Giovani e precari, la pensione resta un miraggio Meno posti fissi e più contratti a tempo determinato lasciano alle nuove generazioni poche risorse per mettere da parte qualcosa per la vecchiaia. Vincenzo Galasso 15 Gestioni previdenziali: prima regola, prudenza Le attività in cui possono investire i fondi pensione sono fissati dalla legge. Ma la crisi del debito sovrano impone un ripensamento del ruolo dei bond. Giordano Lombardo In Pratica 18 Che fatica far quadrare il bilancio famigliare La manovra finanziaria colpisce coppie sposate e di fatto. E la crisi fa sì che si investa a breve termine per comprare beni di consumo. Marco Caprotti 20 Come scegliere il conto deposito Il tasso di interesse è solo uno degli elementi da considerare. Costi, trattamento fiscale e garanzie non sono da sottovalutare. Valerio Baselli 21 Dai i voti al promotore/ consulente Prima regola nel rapporto con un professionista del risparmio: non dare nulla per scontato. Christine Benz Fisco 22 Una manovra necessaria Un bilancio pubblico fuori controllo richiede un aumento delle imposte. Ma se lo stato non va in default, il risparmio è salvo. Giorgio Arfaras 3

4 Settembre/Ottobre 2011 Rubriche 6 Hanno scritto per noi Asset Allocation Analisi Morningstar Gli Strumenti Morningstar 7 L Editoriale Sara Silano 8 Per cominciare Christine Benz 24 Rischio sistemico, è più alto se tutti investono nello stesso modo Uno studio di Tor Vergata analizza i comporta-menti dei gestori dal 2001 all ultima crisi. Con conclusioni controcorrente Rocco Ciciretti e Raffaele Corvino 27 L asset allocation dei maghi della finanza I quant o gestori quantitativi usano modelli matematicostatistici per costruire portafogli adatti a tipi diversi di investitori. Ecco, passo a passo, la loro strategia. Marco Frittajon 30 La scelta di un fondo di investimento Gestori esperti, costi contenuti, strategie vincenti. E sufficiente? Dario Portioli 42 Fondi o titoli, quale via per la Borsa La scelta dipende dalle caratteristiche dell investitore, più o meno avverso al rischio. Cosa bisogna sapere per decidere in modo consapevole. Francesco Lavecchia 44 Deluso dalla performance? Occhio al tempo Sottoscrivere un buon fondo nel momento sbagliato porta a rendimenti deludenti. Gli investitori istituzionali lo sanno bene, quelli privati un po meno. Alice Bravi 4

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6 Hanno scritto per noi Giorgio Arfaras Giorgio Arfaras è presidente di SCM SIM. Dopo aver lavorato in Pirelli, è stato direttore investimenti in Prime Gest e successivamente in Credit Suisse. E attualmente direttore della sezione economia del Centro Einaudi. E autore del saggio Il grand ammiraglio Zheng He e l economia globale e co-autore (assieme ad Antonello Sanna) de Il vademecum dell investitore. Rocco Ciciretti, dottore di Ricerca in economia delle istituzioni e dei mercati monetari e finanziari presso l Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è ricercatore di Politica economica e insegna Teoria delle scelte di portafoglio e Metodi di valutazione in economia. È autore di diverse pubblicazioni internazionali in ambito finanziario. Direttore editoriale: Davide Pelusi Direttore responsabile: Sara Silano Editor & Analyst team: Valerio Baselli, Alice Bravi, Marco Caprotti, Marco Frittajon, Francesco Lavecchia, Dario Portioli Senior contributor: Christine Benz, Giorgio Arfaras, Rocco Ciciretti, Raffaele Corvino, Vincenzo Galasso, Marco Liera, Giordano Lombardo Progettazione editoriale: Sghermersino Romano e Sara Silano Progetto grafico: Renée Benz Grafica: Adnan Alicusic Production designer: Daniela Johns Illustrazioni: Michael Pettit Web developer: Fabio Gilardoni Responsabile pubblicità: Emanuela Bassi Responsabile marketing e sales: Corrado Cassar Scalia Per informazioni pubblicitarie: Rocco Ciciretti & Raffaele Corvino Vincenzo Galasso Raffaele Corvino, dottore in Economia degli intermediari finanziari, mercati e finanza quantitativa presso l Università Tor Vergata, è giornalista pubblicista e si occupa di ricerca nell ambito dei mercati finanziari. Vincenzo Galasso è professore associato di Economia politica dell Università Bocconi. E ricercatore presso diversi centri di ricerca, Associate editor della rivista European Journal of Political Economy e membro del consiglio editoriale della rivista Journal of Pension Economics and Finance. E laureato in Economia politica presso l Università Bocconi e ha un PhD in Economics presso la University of California - Los Angeles (UCLA). Tra le sue numerose pubblicazioni, Contro i giovani, con Tito Boeri (Mondadori). Morningstar Investor N. 3/2011 Registrazione Tribunale di Milano n. 234 del 3 maggio 2011 Morningstar Italy Via Pergolesi, Milano Tel Morningstar Investor appartiene a Morningstar, che conserva l intera proprietà intellettuale dei documenti contenuti così come l esclusività dei diritti di riproduzione, traduzione e presentazione degli stessi. La diffusione delle informazioni contenute in questo documento e la loro riproduzione anche parziale e in qualsiasi modalità senza l autorizzazione preventiva di Morningstar è vietata. Attenzione, le informazioni sono unicamente indicative. Esse non hanno nessun valore contrattuale e non possono essere considerate come esaustive o esenti da errori accidentali. Morningstar declina ogni responsabilità relativa ai risultati d investimento realizzati sulla base delle informazioni e delle opinioni presentate all interno di questa pubblicazione. Esse sono infatti soggette a evoluzioni in ogni momento e senza preavviso, specialmente in funzione delle condizioni del mercato. Marco Liera Marco Liera è fondatore e direttore di YouInvest, organizzazione di formazione e informazione finanziaria per professionisti e investitori privati. Dal 1992 al 2010 ha lavorato presso la redazione del Sole-24 Ore, dove ha creato e diretto per otto anni Plus24, il settimanale dedicato alla finanza e al risparmio. È autore di diversi libri editi dal Sole-24 Ore, tra cui La pianificazione finanziaria della famiglia; Affari di famiglia; Capire la Borsa (ed. 2000, 2005 e 2009); Finanza Personale. Non si tratta in nessun caso di una proposta o di un consiglio di investimento. Il magazine non può in nessun caso essere utilizzato per sottoscrivere o vendere i prodotti menzionati nello stesso. Gli investitori sono invitati a verificare se le strategie presentate o discusse corrispondono ai loro obiettivi d investimento e a consultare i prospetti e tutti gli altri documenti regolamentati relativi ai prodotti. I rendimenti passati non sono per forza dei buoni indicatori delle performance future. Giordano Lombardo Giordano Lombardo è Group Chief investment officer di Pioneer Investments. Dal marzo 2010 è responsabile di tutta la Divisione degli investimenti a livello globale della società. Prima di ricoprire questo ruolo è stato Deputy CEO di Pioneer Global Asset Management Spa, a partire dal dicembre 2004, con la responsabilità della gestione di tutte le attività di Pioneer Investments. Giordano Lombardo fa parte del Gruppo UniCredit da più di 15 anni e oltre al suo attuale ruolo, ricopre altri incarichi all interno delle società del gruppo Pioneer Investments. Dal marzo 2010 è stato nominato Vice Presidente di Assogestioni. 6 Morningstar Investor Settembre/Ottobre 2011

7 L Editoriale I consigli del nonno Sara Silano è direttore di Morningstar Investor La domanda più frequente che mi è stata rivolta in questa tormentata estate 2011 è: Cosa succede alle Borse?. Invece, nessuno ha chiesto: Come posso gestire i miei soldi con lungimiranza e senza farmi prendere dal panico?. I più arditi hanno detto: Non ci resta che l oro. Più della cronaca rosa o del calcio, i mercati finanziari sono stati i protagonisti ad agosto con tanto di titoli urlati in prima pagina e in apertura dei Tg. I piccoli investitori, ma non solo loro, hanno ragionato nell ottica del qui e ora, del vivere alla giornata, cercando di ridurre al minimo i danni. momento o delle mode. Il primo passo è quello di fissare gli obiettivi (ad esempio, comprare una casa), l intervallo di tempo entro il quale si vogliono raggiungere e quanto si è disposti a rischiare per arrivare alla meta. Nella scelta di un fondo comune, ma anche di qualsiasi altro strumento finanziario, conta innanzitutto la sua aderenza alle nostre esigenze. Potrebbe esserci un eccellente fondo azionario emergente con cinque stelle, che ha tutti i requisiti per entrare in portafoglio, compresi i rendimenti a due o tre cifre di quei mercati, ma non è detto che sia adatto al perseguimento dei nostri obiettivi. Non ci può essere modo peggiore per gestire i propri risparmi del farlo in emergenza e con l ansia che il mondo vada a rotoli. L approccio, al contrario, deve essere ragionato e metodico. Non occorre una laurea, ma semplicemente un po di buon senso. Quando abbiamo cominciato a lavorare a questo numero di Morningstar Investor, dedicato alla finanza personale, mi è tornato in mente quello che diceva mio nonno quando mi dava la paghetta. Ti dò 10 mila lire. Non spenderli tutti subito. Metti qualcosa nel salvadanaio per quando sarai grande. Il bilancio personale o familiare va amministrato nello stesso modo: non bisogna mai che le uscite superino le entrate e una parte di queste ultime va destinata al futuro. Nel decennio passato, la regola è stata dimenticata, grazie anche ai bassi tassi di interesse che favorivano l indebitamento. Ma la crisi finanziaria del 2007 ha mostrato l insostenibilità di una simile strategia, così come oggi la sta dimostrando la situazione di molte nazioni, compresa l Italia. Negli investimenti il discorso è analogo. Non bisogna scegliere come allocare i propri soldi sulla base di quello che accade in un certo Non tutto dipende da noi. Un esempio emblematico è rappresentato dal risparmio previdenziale. Come scrive Vincenzo Galasso, nell articolo Giovani e precari, la pensione resta un miraggio, la difficoltà ad ottenere un contratto a tempo indeterminato e l alto tasso di disoccupazione lasciano alle nuove generazioni poche risorse da mettere da parte. Eppure, la previdenza complementare è l unica via per garantirsi un esistenza dignitosa nella vecchiaia. L alternativa è lavorare sempre più a lungo. Per gestire i soldi non bisogna essere maghi della finanza. Servono strategia, capacità di pianificazione e costanza nel tempo. Record dell oro, crollo della Borsa, miliardi di capitalizzazione bruciati sono notizie che scuotono, ma non danno indicazioni sul da farsi. Meglio lasciarle alle chiacchiere sotto l ombrellone. Sara Silano, Direttore di Morningstar Investor Morningstar.it 7

8 Per Cominciare I primi passi per curare le proprie finanze Di Christine Benz Farsi i conti in tasca non è difficile ma serve disciplina. Fare un check-up finanziario è un po come andare dal dottore. Spesso, non è piacevole. Anzi, molte persone sono così spaventate dalla sola idea che non vogliono neanche pensarci. Preferiscono non conoscere il loro stato finanziario piuttosto che scoprire di essere a pochi passi dalla bancarotta. Trovare il coraggio di salire sulla bilancia e farsi gli esami del sangue è fondamentale per poter scegliere la dieta più consona e quindi migliorare il proprio stato di salute. La stessa cosa vale per le proprie tasche. Capire la propria situazione finanziaria è la prima cosa da fare per riuscire a darsi degli obiettivi raggiungibili e soprattutto per migliorare le proprie finanze. I passi fondamentali sono quattro. Calcolare la propria ricchezza netta Questo è il punto di partenza di qualsiasi piano finanziario. Esattamente come nel bilancio di un azienda, occorre calcolare le attività (in termini di immobili, asset e liquidità) e le passività (cioè i debiti), al fine di ottenere una visione oggettiva dello Stato economico attuale. E evidente che il valore dei propri asset è fluttuante, cambia in base all andamento dei mercati. Tuttavia, a prescindere da questo, la fotografia della propria ricchezza è fondamentale al fine di identificare i potenziali pericoli e le priorità per il futuro. È importante che questa attività venga ripetuta periodicamente, almeno una volta all anno, per verificare eventuali miglioramenti o prevenire spiacevoli complicazioni. In teoria, il proprio bilancio personale dovrebbe migliorare con il passare del tempo, cioè le attività dovrebbero crescere e superare le passività man mano che si invecchia (nella realtà non è sempre così). Capire dove vanno i propri soldi La base della ragioneria è la partita doppia. Dare e avere. Entrate e uscite. Crearsi un registro sui propri flussi di cassa personali è fondamentale. Si tratta di elencare le entrate (stipendio o rendite) e le uscite, al fine di capire quanto si spende e soprattuto in che cosa si spende. Sarebbe opportuno abituarsi a tenere questa contabilità personale sempre o comunque per un periodo abbastanza significativo, come un anno. Alla fine del periodo, bisogna sottrarre le uscite alle entrate e verificare se si è ottenuto un surplus o un deficit. In quest ultimo caso si potrebbe iniziare col tagliare tutte le voci di spesa superflue. La regola generale è comunque quella di risparmiare almeno il 10% delle proprie entrate. Se ci si accorge che si risparmia solo in alcuni mesi, un \modo per rimediare potrebbe essere l accensione di un Pac, che preleva una somma predeterminata ogni mese. Inquadrare i propri obiettivi finanziari Non c è niente di male nel pensare in grande, ma è meglio non esagerare. Una bella casa in città, la casa delle vacanze al mare o in montagna, le migliori università per i figli, viaggi esotici, una pensione da benestanti, e così via. È importante comprendere quanto costano i nostri progetti presenti e futuri, non solo in termini attuali, ma tenendo conto dell inflazione. Se non è possibile raggiungerli tutti (questa è la situazione reale per la maggior parte delle persone) bisogna per forza fare delle scelte. Un buon metodo è quello di raggruppare i propri obiettivi per orizzonti temporali: da raggiungere entro 5 anni, entro 10 anni e oltre. È opportuno anche classificarli in ordine di importanza, in modo da eliminare quelli non fondamentali. Infine, bisogna calcolare i costi reali, cioè tenedo conto dell inflazione. Cosa non facile, ma si può sempre chiedere aiuto ai professionisti finanziari. Crearsi un budget Ognuno di noi ha la tendenza a spendere quello che ha e a soddisfare ogni desiderio. Perciò è importante crearsi un budget, a prescindere dall età e dalla ricchezza, in modo da sincronizzare le uscite con le priorità. Il budget può essere diviso tra spese fisse e variabili. Una volta fatto, però, è fondamentale non dimenticarlo nel cassetto, ma anzi verificare le spese reali confrontandole con quelle preventivate. K Christine Benz è direttrice della sezione Finanza personale di Morningstar. Glossario Surplus: Avanzo finanziario Deficit: Disavanzo finanziario Pac: acronimo di Piano di accumulo. E una modalità di investimento in fondi che consiste nel versare periodicamente una somma; anziché tutto in un unica soluzione. 8 Morningstar Investor Settembre/Ottobre 2011

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10 In Primo Piano Quando in famiglia i conti tornano Di Marco Liera Per comprare casa, liquidità o mutuo? Lavorare in due o uno solo? Ecco alcune regole per gestire al meglio i propri soldi. La nostra vita economica ci chiede di prendere delle decisioni strategiche alle quali va data molta attenzione per le conseguenze finanziarie che esse comportano. Ecco tre esempi. Lavorare o no? Al di là di tutte le motivazioni personali e familiari che possono portare uno dei due coniugi a non lavorare e ad accudire alla casa e ai figli, una decisione di questo tipo dovrebbe essere valutata anche sotto il profilo economico. Quando uno dei due coniugi non lavora, infatti, possono esservi considerevoli risparmi di costo, rappresentati principalmente dal non dover ricorrere a una colf per i mestieri di casa e a una baby sitter o all asilo nido per i figli. Il principio da seguire è semplice: se il reddito che il coniuge riesce a percepire lavorando (al netto delle spese sostenute per raggiungere il luogo di lavoro) è superiore alla somma di tutti questi costi, è economicamente conveniente la scelta di non stare in casa, perché comunque il contributo al bilancio familiare è positivo. Se invece si verifica il contrario, la scelta è antieconomica. Oltre a questi due estremi c è tutta una serie di ipotesi intermedie: per esempio, le famiglie in cui entrambi i coniugi lavorano e, ciononostante, riescono a non dover pagare né colf né baby sitter (magari perché sono aiutate dai nonni). All opposto, vi sono le famiglie in cui uno dei due coniugi non lavora, ma che ricorrono ugualmente a collaboratori domestici. Al coniuge che sta in casa vanno comunque offerte delle garanzie: se il regime è di separazione dei beni, la casalinga (o il casalingo) deve almeno poter contare su certi 10 Morningstar Investor Settembre/Ottobre 2011

11 beni, che dovranno perciò risultare a lei (o a lui) intestati. Inoltre, al coniuge che non lavora manca (spesso totalmente) una copertura previdenziale. Il coniuge che lavora dovrà perciò tenere conto anche di questo nella pianificazione previdenziale e in generale della protezione del benessere familiare. Quanto debito per comprar casa? Avendo dei risparmi da parte, il dubbio di molti acquirenti di casa è sulla misura con cui utilizzarli per la parte in contanti (down payment) del corrispettivo e, conseguentemente, per quale quota del valore della casa indebitarsi con il mutuo (LTV o loan to value). In presenza di capitali accantonati, la regola del pollice è quella di utilizzarli tutti per il down payment (e quindi di indebitarsi il meno possibile) se il rendimento atteso degli investimenti personali è inferiore al costo del mutuo. È chiaro che il rendimento atteso degli investimenti personali è teoricamente più alto se siete disposti a correre più rischi. Ma un portafoglio aggressivo (per esempio con l inserimento di una quota rilevante di impieghi azionari), sommato al vostro indebitamento, renderebbe ancora più critica la vostra situazione finanziaria. Soprattutto, è legittimo puntare a un rendimento atteso superiore al costo del debito solo se avete adeguate conoscenze finanziarie, passione e interesse per gli investimenti e dedicate un congruo numero di ore a questa attività. Inoltre, è profondamente diverso cercare di battere un costo del debito variabile (agganciato a tassi del mercato come l Euribor) rispetto a uno fisso. Ovviamente il tasso fisso a parità di altre condizioni è assai più alto (anche di 3 4 punti percentuali) rispetto a quello variabile, e questo alza molto la soglia di rendimento che dovete essere in grado di ottenere con i vostri investimenti. Con il tasso variabile questa asticella può essere più bassa, ma ovviamente diventare anche molto più alta. È interessante però riflettere sul fatto che un costo del debito variabile può essere coperto (hedging) almeno in parte con degli attivi che offrano un rendimento correlato. Un esempio teorico può aiutarci a capire meglio: ammettiamo che abbiate contratto un mutuo ventennale a tasso variabile calcolato come Euribor a 3 mesi + spread 0,8 per cento. Se qualche anno dopo la stipula del mutuo riusciste a trovare delle obbligazioni di qualità con la stessa scadenza del mutuo che, per via delle mutate condizioni di mercato, offrono un rendimento effettivo pari a Euribor + spread 1,5%, avreste una discreta opportunità di realizzare un hedging del costo del debito. Tenendo conto che da una parte paghereste il 12,5% di imposte sul rendimento dei bond e dall altra godreste della modesta detraibilità fiscale degli interessi del mutuo. Non va però dimenticato che rendimenti così alti offerti dai bond possono dipendere da dubbi diffusi sulla solvibilità dei loro emittenti (com è accaduto ai bond bancari nell autunno 2008). Inoltre, chi stipula un mutuo a tasso variabile mantenendo della liquidità investita in titoli di Stato e si ripromette di utilizzarla per rimborsare il prestito in caso di impennata del costo del debito, non deve dimenticare che in questo scenario (rialzo dei tassi) molto probabilmente le quotazioni dei bond perderebbero terreno, rendendo la loro vendita meno conveniente. Di tutte queste considerazioni occorre sempre tener conto nel corso della durata del mutuo quando, per effetto dei risparmi accumulati e/o dell arrivo di nuovi capitali (per esempio frutto di un eredità), vi trovaste di fronte all alternativa tra investire queste attività sui mercati o rimborsare anticipatamente il mutuo. Per la stragrande maggioranza delle famiglie credo che l estinzione dei debiti, anche di quelli più sani come il mutuo casa, vada fatta prima possibile. Chi paga per la salute? Il principio generalmente accettato è che la spesa sanitaria privata out-of-pocket, ossia che esce direttamente dalle tasche dei cittadini, debba essere minimizzata. Attualmente è molto alta: 82,4% contro il 13,9% coperto dai fondi sanitari e il 3,7% dalle compagnie di assicurazione. La media europea della spesa out-ofpocket è del 29 per cento. Il vantaggio dei fondi sanitari aziendali o di settore è quello di assicurare, in forza dell obbligatorietà dell iscrizione, popolazioni di tutte le età e di ogni stato di salute e, quindi, di essere meno esposte all antiselezione dei rischi. Al contrario, chi sottoscrive una polizza malattia è tendenzialmente una persona già a rischio e quindi interessata a disporre di una copertura. Di conseguenza, aderire alle polizze malattia individuali, è tendenzialmente più costoso rispetto all iscrizione a un fondo sanitario, a parità di prestazioni. Per i lavoratori che non dispongono di un fondo sanitario (e sono ancora la maggior parte) è opportuno tarare le coperture delle polizze malattia individuali sui grandi rischi, seguendo il principio che conviene assicurare solamente gli eventi rari a grande impatto negativo. K Marco Liera è fondatore e direttore di YouInvest La scuola per investire. Morningstar.it 11

12 In Primo Piano Traditi dalle emozioni Di Valerio Baselli A causa di ansia, paura o troppa fiducia, gli investitori comprano ai massimi e vendono ai minimi. Il denaro, così come la salute o gli affetti, suscita forti emozioni, perchè dal benessere economico dipende gran parte della nostra vita. Quindi, prima ancora di essere informati sull andamento dei mercati, è bene essere pronti a gestire i sentimenti. È in questo campo che opera la finanza comportamentale. Mercati non efficienti Per finanza comportamentale si intende lo studio dei comportamenti degli operatori sui mercati finanziari internazionali, valorizzando una prospettiva psicologica. Analizzando l evoluzione dei mercati si evince che il comportamento delle persone (professionisti e non) sia lontano dalla razionalità. Questo comportamento fa sì che i mercati finanziari siano tutt altro che efficienti, come invece sostiene la teoria del Random Walk. La finanza comportamentale, sviluppatasi negli anni 70, portata avanti da diversi studiosi quali Daniel Kahneman, Amos Tversky e Richard Thaler, è un modo per superare la rigidità di questa teoria e per cercare di spiegare i fenomeni reali che si verificano sui mercati finanziari. La psicologia dell investitore Sulla base degli studi della Behavioural Finance, la maggioranza degli operatori nel tempo tende a sovrastimare le proprie capacità, mettendo in pratica scelte irrazionali le quali sono influenzate dai movimenti di breve termine dei prezzi. Analizzando ad esempio i flussi di cassa dei fondi comuni italiani, si nota la tendenza dei risparmiatori a sbagliare il timing negli investimenti: i capitali entrano nei fondi azionari Gli effetti delle emozioni 1000 Rendimento indice Rendimento strategie lug-98 lug-99 lug-00 lug-01 lug-02 lug-03 lug-04 lug-05 lug-06 lug-07 Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Eurostat, Fed, Cabinet Offic dopo che questi hanno registrato performance significative poi confluiscono verso i fondi obbligazionari dopo che i mercati azionari sono andati particolarmente male. I risparmiatori si fanno guidare dai rendimenti passati per prendere le decisioni sui loro investimenti, sono convinti che se il mercato è cresciuto, continuerà a crescere. I mass-media giocano un ruolo fondamentale. Infatti, diversi studiosi hanno identificato nell incertezza e nell insicurezza le molle che spingono l investitore a cercare notizie sulle prospettive dei mercati finanziari da altri soggetti, come giornali e televisione, non potendo però verificarne esattezza e affidabilità. Per gli investitori è quindi più importante cosa viene detto di chi lo dice. Facendo un analisi storica delle principali bolle finanziarie è evidente che un comportamento unidirezionale Vendite = Acquisti No Vendite Performance Medie Individuali Azioni Euro Il grafico mostra la divergenza tra il mercato azionario europeo (linea blu) e il rendimento medio dell investitore in fondi (linea gialla) dal 1997 al La linea viola mostra la strategia buy&hold, quella verde la strategia contrarian (compro quando sono tentato di vendere). della massa d investitori ha portato a forti rialzi e successivi forti ribassi. Le conseguenze di questo comportamento a livello di performance sono enormi. Prendiamo ad esempio i fondi azionari Usa. Dal 1984 al 2002 l indice S&P 500 è cresciuto del 793%, il 12,2% su base annua, mentre il rendimento dell investitore in fondi medio è stato solo del 62,2% ossia il 2,6% su base annua. Se ne deduce che il rendimento dipende molto più dal comportamento dell investitore che dall andamento dei fondi o dei mercati (dati sentimentcharts ). Non possiamo cancellare le nostre emozioni. Ma ragionare in un ottica di lungo periodo può essere un modo per attenuarle. Un altro aiuto può arrivare dalla scelta di un buon consulente o promotore finanziario. K Valerio Baselli è editor di Morningstar Italy Morningstar Investor Settembre/Ottobre 2011

13 In Primo Piano Giovani e precari, la pensione resta un miraggio Di Vincenzo Galasso Meno posti fissi e più contratti a tempo determinato lasciano alle nuove generazioni poche risorse per mettere da parte qualcosa per la vecchiaia. Ma l assegno pubblico non basta più. Nel 1995, quando la riforma Dini ha introdotto diverse misure per incentivare la previdenza complementare in Italia, il legislatore presagiva la necessità di accostare alle pensioni pubbliche che sarebbero state progressivamente meno generose un secondo pilastro privato. Ma forse pochi pensavano che l evoluzione del mercato del lavoro in un sistema duale, diviso tra lavoratori a tempo indeterminato e determinato, avrebbe ulteriormente penalizzato il trattamento previdenziale dei giovani che si preparavano ad affacciarsi sul mercato del lavoro nel nuovo millennio. Eppure quindici anni dopo, il precariato che colpisce le giovani generazioni non fa più notizia. Di dieci persone con meno di 30 anni che trovano un lavoro, solo tre ottengono un impiego a tempo indeterminato, le altre entrano con una delle oltre quaranta tipologie di contratto a tempo determinato esistenti. Ed il primo impiego è importante anche per il futuro: ogni anno solo poco più del 10% di giovani con un contratto a tempo determinato riesce ad ottenerne uno a tempo indeterminato. Questo limbo è dunque persistente, poco generoso in media il salario è inferiore del 25% a quello dei più fortunati (che hanno un contratto a tempo indeterminato), senza assicurazioni pubbliche, ovvero senza sussidi di disoccupazione, e con un percorso lavorativo accidentato, fatto anche di disoccupazione, magari accompagnata dal ritorno a casa dei genitori. Una pesante eredità Ma il precariato rischia di lasciare un eredità pesante anche sul futuro di queste giovani generazioni, un sigillo di fuoco che li segue fino alla pensione. Al termine della loro vita lavorativa, i giovani entrati nel mercato del lavoro all inizio del millennio potrebbero scoprire di dover pagare ancora una volta il conto lasciato dai padri. Con il sistema contributivo (ma le cose non sarebbero cambiate di molto anche con il sistema retributivo esistente prima della riforma Dini), le loro pensioni saranno molto meno generose di quelle dei loro padri. In assenza di altre fonti di reddito, i giovani di oggi saranno dunque forzati, non dalle leggi del Parlamento, ma da quelle dell economia, ad andare in pensione più tardi, per potersi garantire un reddito previdenziale adeguato. Carriere a confronto Per comprendere l entità dell impatto del nostro mercato duale o meglio del precariato sulle pensioni di domani è utile confrontare le ipotetiche carriere lavorative di due giovani. Per le donne, il calcolo sarebbe ancora più impietoso, poiché, almeno in Italia, esse hanno carriere lavorative più discontinue e dunque pensioni tipicamente più basse degli uomini. Consideriamo un ragazzo con un diploma di scuola superiore che entra nel mercato del lavoro a 25 anni con un contratto a tempo indeterminato e uno salario mensile di euro. Alla fine della sua carriera lavorativa, il suo salario reale (ai prezzi dell anno 2010) supera i euro. Se decidesse di andare in pensione a 60 anni, otterrebbe un beneficio previdenziale mensile reale stimato attorno ai euro, con un tasso di sostituzione (il rapporto tra pensione e salario pre-pensionamento) attorno al 53%. Posticipando fino a 67 anni l uscita dal mercato del lavoro, la sua pensione reale mensile oscillerebbe attorno ai euro, con un tasso di sostituzione dell 80%. Con 42 anni di contributi, il nostro giovane lavoratore otterrebbe dunque lo stesso trattamento previdenziale del padre (ovvero un tasso di sostituzione dell 80%), che di anni ne aveva lavorati 40. Consideriamo un giovane meno fortunato, che entra nel mercato del lavoro a 25 anni con un contratto temporaneo, che riesce a mantenere fino ai 28 anni. Successivamente è disoccupato per un anno, poi ottiene un lavoro a tempo determinato che mantiene fino ai 32, quando si ritrova nuovamente disoccupato. A 33 anni l ultimo contratto temporaneo che dopo due anni si trasforma finalmente in un contratto a tempo indeterminato. Anche in termini salariali, questo giovane è meno Morningstar.it 13

14 In Primo Piano fortunato. In media il suo salario dovrebbe essere del 20% inferiore a quello di un coetaneo con un contratto a tempo indeterminato, ovvero pari a soli 800 euro mensili. Inoltre il salario tende a rimanere costante, in termini reali, finché non si approda ad un contratto a tempo indeterminato. A causa di questa falsa partenza, anche alla fine della carriera lavorativa, il salario reale mensile supera di poco i euro, ovvero è solo del 62,5% più alto di quello iniziale. In un sistema contributivo, come quello introdotto in Italia dalla riforma Dini del 1995, una carriera lavorativa discontinua ed una scarsa crescita salariale hanno un impatto negativo sui benefici previdenziali. Se andasse in pensione a soli 60 anni (in media come la generazione di suo padre), il nostro giovane meno fortunato percepirebbe un assegno mensile reale (ai prezzi del 2010) stimato di 665 euro. È solo lavorando fino a 67 anni che potrebbe ottenere una pensione mensile reale attorno ai euro. Il secondo pilastro Queste simulazioni non tengono conto di possibili contributi dei giovani lavoratori al secondo pilastro della previdenza complementare. Analoghe stime per la Svezia, che nel 1996 ha introdotto un sistema previdenziale contributivo molto simile a quello italiano, ma in cui una percentuale dei contributi (circa il 2,5% su un totale di 18,5%) va alla previdenza complementare, mostrano che i giovani svedesi avranno un futuro più roseo, per via del mercato del lavoro meno duale, ma anche grazie al maggior utilizzo dei fondi a capitalizzazione. Oggi, in Italia, è difficile credere che i giovani precari possano avere la lungimiranza (e le risorse) per avvicinarsi alla previdenza complementare. A loro non rimane che sperare in un forte aumento della longevità che consenta loro di posticipare la pensione e di continuare a lavorare. Tuttavia, una diminuzione del dualismo sul mercato del lavoro, ad esempio attraverso l introduzione di un contratto unico che riduca le differenze tra contratti temporanei e permanenti, consentirebbe ai giovani un migliore inizio della loro vita lavorativa, maggiori risorse per contribuire a fondi pensionistici privati ed anche una vecchiaia più serena. K Vincenzo Galasso, è professore associato di Economia politica all Università Bocconi di Milano. Carriere a confronto Pietro Giovanni Età 25 anni 25 anni Tipo di impiego Tempo indeterminato Tempo determinato Salario mensile iniziale euro 800 euro Salario reale finale >2.000 euro euro Pensione 60 anni euro 665 euro Pensione 67 anni euro euro I dati sono stimati ai prezzi del 2010 Novembre/Dicembre ETF/ETC Replica fisica o sintetica? Come valutare un prodotto passivo? Gli Etf sono la vera rivoluzione dell industria degli investimenti? Quanto si rischia con un Etf? Il prossimo numero di Morningstar Investor sarà dedicato agli Exchange traded fund e più in generale a tutti i prodotti quotati e indicizzati, con interventi degli esperti di Morningstar e degli operatori del settore. Per informazioni sulla pubblicità contattare 14 Morningstar Investor Settembre/Ottobre 2011

15 In Primo Piano Gestioni previdenziali: prima regola, prudenza Le attività in cui possono investire i fondi pensione sono fissate dalla legge. Ma la crisi del debito sovrano impone un ripensamento del ruolo dei bond. Di Giordano Lombardo Quando si parla di patrimoni previdenziali si fa riferimento a quelle attività gestite dalle Sgr o dalle assicurazioni con precise finalità previdenziali. Ci riferiamo, in particolare, ai patrimoni che fondi negoziali, fondi aperti, Piani individuali di previdenza (Pip) e Casse di previdenza di primo pilastro raccolgono presso i propri aderenti e conferiscono, tramite mandati a durata predefinita, alle società di gestione o alle compagnie di assicurazione per investirli nei mercati finanziari. Un mercato che oggi in Italia ammonta a circa 80 miliardi di euro. Il quadro normativo Le regole per la gestione dei patrimoni previdenziali sono oggi definite in una precisa legge, la 703 del In particolare, essa stabilisce le attività nelle quali i fondi pensione, indipendentemente dal regime o dal modello gestionale prescelto, possono investire le proprie disponibilità, con i rispettivi limiti massimi di investimento, i criteri di investimento nelle varie categorie di valori mobiliari nonché le regole da osservare in materia di conflitti di interesse. Secondo molti operatori questa legge impone un eccessiva prudenza perché fissa limiti stringenti per gli investimenti nelle asset class più rischiose ma anche più remunerative. Questa legge andrebbe sicuramente rivista perché dal 1996 ad oggi i mercati finanziari sono cambiati e si sono evoluti. Tuttavia essa è un valido punto di partenza perché alla luce delle turbolenze dei mercati degli ultimi anni ha rappresentato, grazie ai criteri prudenziali cui si ispira, un elemento di solidità e di sicurezza per gli aderenti ai fondi pensione. Da tempo si discute sulla revisione di questa legge e nell ottica di sensibilizzare gli operatori su temi non esclusivamente specifici o tecnici, l Autorità di vigilanza del settore della previdenza complementare, la Covip, si è attivata per esplicitare in un documento aperto alla pubblica consultazione i criteri cardine di investimento degli enti pensionistici con i quali individuare le combinazioni di rischio-rendimento efficienti in un arco temporale coerente con quello degli impegni assunti nei confronti degli aderenti. In questo documento, oltre ad essere esplicitata la natura sociale degli obiettivi perseguiti che impone una particolare cura nel contenimento dei rischi, ancora una volta e molto opportunamente si ribadisce la necessità di focalizzarsi sulle caratteristiche della popolazione di riferimento del singolo ente pensionistico e i sui suoi bisogni previdenziali. Per questo motivo i modelli gestionali sono forzatamente molto vari, proprio perché ciascun ente pensionistico ha l obiettivo di creare un offerta centrata sulle caratteristiche della propria platea di riferimento. Per esempio, il livello di avversione al rischio degli aderenti al settore della moda potrà probabilmente differire da quello degli aderenti al settore edile. Modelli di gestione In merito ai modelli gestionali posso dire che gli esperimenti negli ultimi 10 anni hanno proposto strutture core-satellite, composizioni di mandati specializzati attivi e passivi, gestioni a VaR, solo per citarne alcuni. In merito alle strategie richieste possiamo dire che molto dipende dalle condizioni dello scenario macro e dalle prospettive che si presentano anno per anno nelle diverse classi di investimento. Nel 2009 temi molto discussi erano stati l emerging market e il corporate. Queste strategie hanno dato buone soddisfazioni anche nel 2010 insieme alle commodity. Quest anno la prospettiva cambia: ormai il consensus è orientato sulla crescita stabile, anche se non vistosa, dell area americana. Ma l attenzione principale è rivolta al monitoraggio della componente obbligazionaria, tradizionalmente inserita nei portafogli al fine di conferire stabilità e persistenza di rendimenti, che non assolve più a questa funzione. Per questo motivo il focus principale è la gestione dei rischi e la selezione delle aree, dei settori e dei titoli in un ambiente economico che rimane assai frammentato e disomogeneo. K Giordano Lombardo è Group Chief Investment Officer di Pioneer Investments. Glossario Strutture core-satellite: strategie in cui la parte centrale del portafoglio è investita in asset tradizionali, mentre la rimanente parte è utilizzata per prendere posizione su mercati o asset class specifiche. Gestioni a VaR: strategie che adottano un rigoroso controllo del rischio attraverso il VaR (Value at risk), che misura la massima perdita possibile per una posizione o per un portafoglio, in un determinato arco temporale. Morningstar.it 15

16 Quando decidi di investire in un fondo globale chiedi il mondo. BlackRock Global Funds Global Allocation Fund Il BGF Global Allocation Fund ti offre l opportunità di investire in tutto il mondo attraverso un solo prodotto altamente diversificato che deteniene in portafoglio oltre 700 titoli. Grazie ad un ampia delega, il gestore può investire in diverse classi di attivo in ogni parte del mondo e riesce a reagire prontamente alle variazioni di mercato. Tutto questo per dare ai tuoi investimenti la stabilità che cerchi. Chiedi di più ai tuoi investimenti. Vai su blackrockinvestments.it/globalallocation PRIMA DELL ADESIONE LEGGERE IL PROSPETTO INFORMATIVO. Fonte BlackRock. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Il valore degli investimenti e dei relativi rendimenti potrebbero subire fluttuazioni sia al rialzo sia al ribasso e non sono garantiti. Le variazioni dei tassi di cambio potrebbero far aumentare o diminuire il valore degli investimenti e chi effettua l investimento potrebbe non recuperare la somma originariamente investita. BlackRock Global Funds è una società di investimento a capitale variabile con sede in Lussemburgo e il comparto BlackRock Global Funds Global Allocation Fund è ammesso alla commercializzazione in Italia ai sensi dell art. 42 del d.lgs. 58/98. Le informazioni sul comparto in questione sono destinate esclusivamente a investitori non residenti negli USA. Le decisioni di investire in azioni di BlackRock Global Funds devono essere prese sulla base delle informazioni contenute nei prospetti informativi vigenti disponibili sul sito Internet blackrockinvestments.it/globalallocation. Pubblicato da BlackRock Investment Management (UK) Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Services Authority (FSA), sede legale: 33 King William Street, Londra EC4R 9AS. Registrata nel Regno Unito con il numero di registro Data di pubblicazione: 22 giugno S BRK Global Alloc A4 Master Italian.indd 1 20/06/ :00

17 2011 Morningstar. All rights reserved. The Morningstar name and logo are registered marks of Morningstar. Independents depend on us Tutto ciò che serve per gestire e far crescere il tuo business Morningstar Advisor Workstation è la soluzione ideale per chi vuole coniugare il meglio delle competenze Morningstar per la selezione degli investimenti, la costruzione e il monitoraggio del portafoglio, con gli strumenti più efficienti per la comunicazione con i clienti; i report completi e personalizzabili offrono un valido supporto al servizio di consulenza, forniscono l analisi dettagliata del portafoglio costruito a partire dalla conoscenza delle holding di prodotto e dalle esigenze di ogni cliente. La nuova Morningstar Advisor Workstation è stata sviluppata per migliorare la fruibilità degli strumenti, incrementare le potenzialità di produzione di report e proposte di investimento, ampliare lo spettro di analisi e selezione dei prodotti. L integrazione del know how e l esperienza Ibbotson sui temi di Asset Allocation e i nuovi moduli introdotti, offrono la vista complessiva del portafoglio, permettono l analisi della corrispondenza con le esigenze dei clienti, ne consentono il monitoraggio nel tempo e facilitano la comunicazione e condivisione delle scelte, per un cliente sempre più consapevole. Per maggiori informazioni contattaci allo o

18 In Pratica Che fatica far quadrare il bilancio famigliare Di Marco Caprotti La manovra finanziaria colpisce coppie sposate e di fatto. E la crisi fa sì che si investa a breve termine per comprare beni di consumo. Tempi duri per la vita di coppia. Soprattutto dal punto di vista finanziario. In una situazione già duramente messa alla prova dalla crisi scoppiata nel 2007 i nuclei famigliari, da quelli tradizionali a quelli più moderni (coppie di fatto e omosessuali) devono fare i conti con la manovra finanziaria da lacrime e sangue approvata dal parlamento italiano a metà luglio e che nella maggior parte delle voci mette le mani in tasca agli italiani. Fino a sfondarle. Basti dire che, nel 2014, ben 29 dei 48 miliardi di euro necessari per azzerare il deficit di bilancio verranno da maggiori entrate e solo 19 da tagli di spesa. Questo si aggiunge a una crisi finanziaria globale che sta cambiando le abitudini di investimento delle coppie. La manovra colpisce alcune delle voci più importanti di un nucleo famigliare: si va dall accisa sulla benzina all aggancio della pensione all aspettativa di vita passando per l aumento dei ticket sanitari. Per la finanziaria, tuttavia, non tutte le coppie sono uguali. La regolamentazione dei rapporti genitoriali con riguardo alla prole nata dal matrimonio, ad esempio, comporta un costo che la coppia genitoriale naturale (cioè non spostata) non deve invece affrontare. Non è stato infatti modificato l art. 10, II comma del D.P.R. 115/2002. Quindi i genitori di figli nati fuori dal matrimonio potranno rivolgersi senza onere di alcun contributo unificato al Tribunale per i minorenni per regolamentare l affidamento e l aspetto patrimoniale inerenti ai loro figli. I genitori coniugati, invece, dovranno pagare un contributo che va dai 37 agli 85 euro per vedere 18 Morningstar Investor Settembre/Ottobre 2011

19 Confronto tra il tasso di risparmio lordo delle famiglie in diversi paesi Valori% Fra. Ger. trattato avanti al tribunale ordinario il loro conflitto famigliare a tutela dei figli. Ita. Spa Valori% Giappone Regno Unito Meno ricchezza Con scenari del genere diventa difficile fare delle scelte di allocazione dei risparmi. Secondo l ultimo Osservatorio GfK Eurisko Prometeia sui risparmi delle famiglie, curato da Chiara Fornasari, la ricchezza finanziaria netta delle famiglie italiane in percentuale del Pil è la più elevata tra i grandi Paesi europei. Qui però si aprono una serie di problemi. Primo fra tutti il calo del Pil procapite che, secondo i dati dell Ocse, dal 2007 al 2010 ha registrato una diminuzione del 7%. Intendiamoci, il problema è europeo: la Francia ha Usa Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Eurostat, Fed, Cabinet Office subito una perdita di tre punti percentuali e ancora peggio è andata alla Spagna (-5,6%). Senza sorprese la Grecia che ha subito una perdita del 6,4%, ma è l Irlanda a registrare il più importante decremento del Pil pro capite (-14%). Male anche il Portogallo (-1,5%). Si salva solo la Germania con un aumento dello 0,7%. Il ciclo breve del risparmio Il problema degli italiani è che immobilizzano la maggior parte dei loro soldi nel mercato immobiliare. E se è vero che controbilanciano questo atteggiamento con una maggiore propensione all acquisto di titoli di debito statali alla lunga la scelta potrebbe ritorcesi contro. I rendimenti in questo momento sono alti. Ma questo significa che lo stato per pagarli dovrà indebitarsi sempre di più peggiorando di fatto la situazione che lo ha spinto a varare l ultima manovra e alimentando il circolo vizioso. Dal punto di vista pratico aumenta l esigenza da parte degli investitori (in questo caso le coppie) di rispondere alle progressive minori coperture pubbliche delle proprie esigenze. Nel frattempo si conferma il cosiddetto ciclo breve del risparmio : si accumula per progetti di consumo a breve termine. La buona notizia è che il portafoglio dei nuclei famigliari si sta rianimando. Dall anno scorso e dopo il calo progressivo registrato a partire dal 2007 è aumentata (+1%) la percentuale dei nuclei che possiedono almeno un fondo o un pac o che detengono azioni (+3%), anche se sono lontani i livelli del biennio Le nuove esigenze e i segnali di cambiamento, secondo lo studio Eurisko-Prometeia porteranno a un maggiore ricorso alla gestione professionale del risparmio. La strada, tuttavia, sarà percorribile se gli operatori del settore e l intera comunità economica avranno una visione strategica sui movimenti del risparmio delle famiglie e sullo sviluppo degli investitori istituzionali. K Marco Caprotti è editor&analyst di Morningstar Italy. Il dollaro che vale è rosa Gli americani, con la loro passione per le semplificazioni, chiamano il fenomeno Pink dollar. Da noi può essere definito come: la capacità di spesa delle persone omosessuali. Su questo segmento di mercato, almeno per l Italia, non esiste una ricerca compiuta (l Istat ha promesso di inserire nel prossimo censimento anche le coppie gay), ma una serie di report che analizzano il fenomeno. Una ricerca Eurisko di qualche tempo fa definiva così i Pink dollar all italiana: Oltre un milione di consumatori con una capacità di spesa più elevata della media e maggior reddito; tra di loro molti imprenditori, commercianti e dirigenti. Sono trendsetter e giovanilisti, non si fanno mancare l ultimo gadget elettronico, amano vestirsi bene, curare il proprio corpo, andare al cinema, frequentare locali, arredare con stile la casa, avere una bella auto, viaggiare bene, fare e-commerce e navigare sul web. Tradotto in soldoni significa che gli omosessuali, in genere, fanno lavori che gli permettono di guadagnare il 20% in più degli eterosessuali. Una differenza che si fa sentire anche nei consumi. Secondo una ricerca della Community Marketing di Igita (International Gay & Lesbian Travel Association), il segmento del turismo gay e lesbico vale circa il 7% del fatturato complessivo del mondo dei viaggi italiani. A livello internazionale, il valore dei viaggi cosiddetti diversi, in destinazioni e alberghi gay-friendly, varrebbe il 10% del fatturato mondiale (fonte: Tourism Intelligence International). Gay e lesbiche dedicano il 31% delle loro spese al turismo. Il settore finanziario ha annusato da tempo il nuovo trend. Reti dove i dipendenti gay sono benvenuti sono state create da alcune banche internazionali come Hsbc. Mentre altre hanno istituito network che danno assistenza legale al personale omosessuale per accompagnarlo nelle loro battaglie per maggiori diritti. Morningstar.it 19

20 In Pratica Come scegliere il conto deposito Di Valerio Baselli Il tasso di interesse è solo uno degli elementi da considerare. Costi, trattamento fiscale e garanzie non sono da sottovalutare. Da un parte ci sono gli italiani da sempre avversi al rischio. Dall altra le attuali condizioni di mercato, con la lenta ma costante risalita dei tassi di interesse. Su queste basi si poggia il forte appeal che i conti deposito esercitano sui risparmiatori. Come funzionano Il conto deposito è un conto corrente bancario, limitato nelle proprie funzionalità, che frutta interessi più elevati rispetto ai conti tradizionali. Nei Paesi d Oltralpe esiste ed è diffuso da sempre ed è lo strumento per eccellenza di accantonamento dei risparmi. In Italia è stato invece introdotto per la prima volta nel 2001 da Ing Direct. E un prodotto di risparmio, non di investimento, una sorta di parcheggio della liquidità. Per aprirlo, il sottoscrittore deve possedere un conto corrente tradizionale presso un altra banca o presso lo stesso istituto, che funge da canale per le operazioni di versamento e smobilizzo. In sostanza, il cliente accetta di versare il proprio capitale in questa specie di salvadanaio e di bloccarlo per un certo periodo temporale a fronte di un tasso d interesse superiore. Il fattore fiscale Attualmente la tassazione sul capital gain è del 27%. Esiste, però, un disegno di legge per uniformare le aliquote al 20%, che, se approvato, renderà più vantaggiosi questi strumenti. Sempre in tema di riforma fiscale, l inasprimento dell imposta di bollo sul deposito titoli, non tocca i possessori dei conti deposito. I primi 10 conti deposito in Italia per rendimento offerto Banca Nome Conto Tasso Annuo Tasso Annuo Vincolo Investimento Lordo (con ritenuta Temporale Minimo in (%) del 27%) (messi) IWbank IWPower special summer edition % 24 1 Banca IFIS Rendimax Vincolanto % 24 2,000 IBL Banca ContoSuIBL % 24 no Webank Conto Webank % 18 no Mediolanum Conto Deposito % WebSella.it Deposito WebSella.it % 12 1,000 Banca Sella MixConto Vincolato Obbligazionario % * Ing Direct Conto Arancio (nuovi clienti) % 12 1 Che Banca! Conto Deposito % Unicredit MoneyPlus % 12 10,000 *il 50% su un deposito vincolato remunerato ad un tasso fisso per tutta la durata del vincolo, mentre il restante 50% viene a sua volta equamente diviso fra 2 fondi/sicav appartenenti alla categoria Monetario Euro e Obbligazionario Euro. Elaborazione Morningstar su dati delle società al 20 luglio Conti con interesse più alto. I rischi I rischi connessi all apertura di un conto deposito consistono nell eventualità di fallimento della banca. In realtà, il rischio è mitigato dalla presenza del Fondo interbancario di tutela dei depositi, a cui sono associate le banche italiane e molte succursali di quelle estere. Il limite massimo di rimborso per depositante è di 100 mila euro. Il tasso non è tutto Nella scelta di un conto di deposito il tasso d interesse non è l unico parametro da considerare. La durata del vincolo temporale è un altro elemento centrale, in quanto varia molto (da 3 mesi ad alcuni anni) e in quanto occorre essere sicuri di non aver bisogno di quei soldi prima della scadenza, onde evitare di perdere gli interessi pattuiti. È buona norma conoscere la logica di capitalizzazione degli interessi. Inoltre, è importante capire se esistono spese connesse all apertura del conto, alla chiusura o altre spese per versamento o per rendicontazione. Infine, non bisogna dimenticarsi di accertare che la banca aderisca al Fondo interbancario di tutala dei depositi. K Valerio Baselli è editor di Morningstar Italy. 20 Morningstar Investor Settembre/Ottobre 2011

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