Dall'intervento straordinario nel Mezzogiorno all'intervento ordinario nelle aree depresse di Claudia Trezzani. Introduzione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Dall'intervento straordinario nel Mezzogiorno all'intervento ordinario nelle aree depresse di Claudia Trezzani. Introduzione"

Transcript

1 Dall'intervento straordinario nel Mezzogiorno all'intervento ordinario nelle aree depresse di Claudia Trezzani Introduzione Il passaggio dall'intervento straordinario nel Mezzogiorno a quello ordinario nelle aree depresse del territorio nazionale costituisce un caso di particolare interesse nell'ambito del processo di radicale trasformazione della normativa in campo economico-sociale del paese. Sottoposta a serrate critiche, soprattutto in ragione del sostanziale fallimento nel perseguimento dei propri obiettivi di riduzione del divario Nord-Sud pur in presenza di crescenti trasferimenti di risorse, la legislazione straordinaria per il Mezzogiorno viene superata per il concorso di due principali fattori: una politica comunitaria sempre più rigida e vincolata nei confronti degli aiuti di Stato alle imprese nell'ambito di più generali politiche volte al riequilibrio territoriale, che ha portato a numerose, reiterate procedure di infrazione a carico del nostro paese; l'avvio di un procedimento referendario volto alla cessazione dell'intervento straordinario. D'altra parte, la soppressione di un sistema di tale rilievo ha comportato 1 adozione di normative, anche transitorie, assai complesse sotto il profilo ordinamentale, occupazionale, finanziario, e di raccordo con la legislazione comunitaria. Ne è conseguito l'iter particolarmente tormentato e faticoso dei provvedimenti normativi, sia a livello parlamentare sia, successivamente alla loro approvazione, a livello di attuazione. I momenti principali del processo di superamento dell'intervento straordinario appena accennati, e di seguito analizzati, possono essere sintetizzati come segue: - richiesta, nel settembre 1991, di referendum abrogativo di alcune disposizioni della legge n. 64 del 1986 recante la disciplina organica dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno; - emanazione del decreto legge n. 415 del 1992 di rifinanziamento, per il periodo , degli interventi previsti dalla legge n. 64 del 1986 per

2 306 Claudia Trezzani il completamento delle iniziative in corso, in attesa dell'emanazione di nuovi criteri e direttive per il graduale passaggio all'intervento ordinario; - delega al Governo, stabilita dalla legge di conversione n. 488 del 1992, per il passaggio alla nuova disciplina ordinaria; - emanazione del decreto legislativo n. 96 del 1993 di attuazione della delega e interruzione del procedimento referendario; - emanazione di numerosi decreti-legge, con i quali si è cercato di meglio definire l'ammontare delle risorse finanziarie disponibili e la loro destinazione, di completare il trasferimento delle competenze alle amministrazioni ordinarie, di accelerare le procedure di concessione ed erogazione delle agevolazioni, ivi comprese quelle relative ai procedimenti contenziosi in atto, di migliorare il raccordo degli interventi in questo settore con quelli previsti in sede comunitaria. I provvedimenti finora adottati non sono stati risolutivi delle difficoltà insorte e anzi, in alcuni casi, hanno reso più incerto il quadro normativo di riferimento dato che di volta in volta i testi reiterati erano parzialmente diversi da quelli emanati in precedenza; né essi hanno affrontato definitivamente la questione della compatibilità della normativa nazionale degli aiuti di Stato alle imprese nelle aree depresse con la posizione comunitaria di dilesa della libera concorrenza. Dovrebbe esservi, tuttavia, una svolta a breve con il recepimento nella normativa nazionale (legge, regolamenti ministeriali e delibere CIPE) dell'intesa sui fondi per le aree in difficoltà avvenuta, nel gennaio 1995, tra il Ministro del bilancio del Governo italiano ed il rappresentante della Direzione generale per la concorrenza della Commissione CE, e approvata dalla Commissione nel successivo mese di marzo. 1. La disciplina dell'intervento straordinario nella legge n. 64 del 1986 La scelta fondamentale che sta alla base della legge 1 marzo 1986, n. 64. "Disciplina organica dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno" rispetto alla precedente normativa è quella di un diverso rapporto tra soggetti destinatari degli incentivi e soggetti di programmazione ed erogazione delle risorse nell'ambito di una riconsiderazione dell'intervento straordinario che teneva conto del vasto dibattito in corso nel paese sull'evoluzione dell'economia meridionale. In tale senso esso costituiva un segnale di transizione verso la

3 Dall'intervento straordinario nel Mezzogiorno all'intervento ordinario nelle aree depresse 307 vera e propria cessazione dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno, che avrebbe dovuto essere progressivamente ricondotto nell'alveo delle procedure ordinarie di intervento pubblico nell'economia. Espressioni di tale scelta erano: a) la "programmazione partecipata", e cioè sostanzialmente la riduzione dell'intervento straordinario a modo di finanziamento selettivo da parte dello Stato, inquadrato in un piano triennale, di progetti presentati da altre amministrazioni, ed in primo luogo dalle regioni; b) di conseguenza, l'abolizione della vecchia Cassa per il Mezzogiorno e la sua sostituzione con l'agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno, avente il più limitato compito di provvedere al finanziamento dei progetti approvati nel piano annuale; e) l'accentuazione posta, tra gli strumenti di incentivazione alle imprese, sui "servizi reali", e cioè su quegli strumenti che meglio avrebbero dovuto stimolare le autonome iniziative delle piccole e medie imprese meridionali (scelta, questa, che va letta anche in connessione con la quasi contemporanea legge n. 44 del 1986 sulla promozione dell'imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno). d) l'ambito territoriale restava quello tradizionale, fissato dalle precedenti leggi sull'intervento straordinario nel Mezzogiorno, con l'incarico al CIPE di definire, ai fini della concessione di un trattamento preferenziale, le "aree particolarmente svantaggiate". In relazione a questo aspetto, la mancata considerazione dello sviluppo economico nel frattempo verificatosi in talune province meridionali ha dato luogo ad un lungo contenzioso con la Comunità europea per infrazione delle norme comunitarie relative al regime degli aiuti pubblici alle imprese. Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, la legge n. 64 stanziava per l'intervento straordinario nel Mezzogiorno miliardi di lire per il periodo Nello scorcio finale della X legislatura era peraltro necessario provvedere ad un rifinanziamento, dato che l'intero ammontare delle risorse stanziate risultava prenotato dai piani annuali di attuazione dei programmi triennali, al netto dei miliardi riservati per le occorrenze del regime di sgravi contributivi per le aziende operanti nel Mezzogiorno, che successivi decreti legge hanno annualmente prorogato. Al rifinanziamento si provvedeva con il d.l. 12 gennaio 1992, n 14, decaduto per decorrenza dei termini e reiterato dai dd.ll. n. 237 del 1992 e n. 363 del 1992, anch'essi decaduti, nonché dal d.l. n. 415 del 1992 convertito in

4 308 Claudia Trczzani legge n. 488 del 1992, emanato "in attesa del graduale passaggio ad una gestione ordinaria degli interventi per le aree depresse del territorio nazionale". 2. La trasformazione dell'intervento straordinario nel d.l. n. 415 del 1992, nella legge n. 488 del 1992 e nel decreto legislativo di attuazione 2.1. Una profonda trasformazione nell'impostazione della politica per il riequilibrio territoriale era infatti ormai avvertita come necessaria: da un lato, appariva sempre più evidente che la gestione degli interventi in favore delle aree in ritardo di sviluppo comportava costi elevati per il bilancio pubblico a fronte di risultati non sampre rispondenti agli obiettivi, dall'altro, si aggiungevano alle esigenze delle regioni meridionali quelle delle zone più sviluppate del paese colpite da una crisi economica particolarmente intensa. Si poneva infine con urgenza l'opportunità di porre in atto una politica regionale più attenta alle decisioni assunte in sede comunitaria, anche a seguito delle numerose e ripetute procedure di infrazione a carico dell'italia, con particolare riguardo alle misure di sgravi contributivi e fiscalizzazione degli oneri sociali - previste dalla normativa vigente in favore delle imprese localizzate nei territori meridionali. Era stata inoltre presentata, in data 16 settembre 1991, una richiesta di referendum abrogativo di alcune disposizioni (quelle relative alla regolamentazione degli organi e delle procedure dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno) della legge n. 64 del 1986; tale richiesta veniva dichiarata ammissibile dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 31 del 15 gennaio La richiesta referendaria si inseriva in un contesto politico caratterizzato dallo scioglimento delle Camere nel febbraio 1992: nel successivo mese di aprile avevano luogo le elezioni politiche e prendeva così avvio la XI legislatura. Nel corso dell'iter del procedimento per il referendum, previsto per il 18 aprile 1993, veniva emanato il d.l. 14 agosto 1992, n. 363, reiterato dal d.l. n. 415 del Il Parlamento, nel modificarne le disposizioni con la legge n. 488 del 1992 di conversione, sanciva la fine dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno e la sua trasformazione in intervento ordinario esteso a tutte le aree depresse del territorio nazionale, delegando il Governo ad emanare le disposizioni necessarie per disciplinare il trasferimento delle competenze. A seguito dell'emanazione, nell'aprile 1993, del decreto delegato, la Cassazione interrompeva la procedura referendaria. Il d.l. n. 415 del 1992, nel testo come modificato dalla legge di conversio-

5 Dall'intervento straordinario nel Mezzogiorno all'intervento ordinario nelle aree depresse 309 ne (legge n. 488 del 1992), poneva fine, come si è detto, all'intervento straordinario, prevedeva un regime transitorio e delineava un nuovo sistema di agevolazioni esteso a tutte le aree depresse del territorio nazionale. Per quanto riguarda il pregresso, il provvedimento faceva salve le agevolazioni delle attività produttive a valere sulla legge n. 64 che, alla data del 21 agosto 1992, risultavano ad un certo grado di avanzamento nelle istruttorie presso gli enti fino ad allora preposti all'intervento nel Mezzogiorno (art. 1, e. 3). Ad esse il decreto riservava miliardi (art. 1, e. 1), rispetto al complessivo stanziamento (pari a miliardi nel triennio ). 11 d.l. n. 415 del 1992 destinava inoltre miliardi alla realizzazione di progetti strategici funzionali agli investimenti nelle aree con maggiore ritardo di sviluppo, nonché alla concessione delle agevolazioni per nuove iniziative secondo i criteri stabiliti dal decreto medesimo (art. 1, e. 8) ('). A tale proposito, il provvedimento (art. 1, e. 2) affidava al CIPE ed al CIPI, nell'ambito delle rispettive competenze, la definizione, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione e previa determinazione di indirizzo del Consiglio dei ministri, delle disposizioni per la concessione delle agevolazioni, sulla base di specifici criteri ( 2 ). Disposizioni particolari venivano inoltre dettate circa gli interventi coiinanziati con i fondi strutturali comunitari, cui il d.l. n. 415 del 1992 tendeva ad assicurare in via prioritaria le risorse disponibili per il finanziamento delle quote di competenza italiana, ed alla revoca e riprogrammazione dei finanziamenti relativi agli interventi finanziati sui piani annuali che non risultassero avviati entro i temmini previsti Oltre alle modifiche apportate ai vari commi dell'articolo 1 del d.l. n. 415, il Parlamento approvava tre articoli aggiuntivi al disegno di legge di conversione del decreto medesimo, divenuto, a seguito dell'approvazione definitiva, la legge 19 dicembre 1992, n La legge n. 488 ha sancito la fine dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno, con la soppressione degli l'i Un ulteriore importo di 200 miliardi e stato destinato al rifinanziamento nel 19^4 della spesa per favorire l'imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno, come disciplinata dal d.l. 786/S 1 ), convertito, con modificazioni, dalla 1. 44/1986 (art. 1, comma I-bis, del d.l. n. 415/1992). l'i Con deliberazione del 22 aprile 1993, modificata dalla successiva delibera del 28 dicembre il ( N'1 ha emanato le direttive per la concessione delle agevolazioni sopracitate, indicando le aree di applieazione, le iniziative ammissibili, il calcolo delle agevolazioni in "equivalente sovvenzione netto" (MSN), la graduazione dei livelli di agevolazione, le disposizioni per le agevolazioni alla ricerca, i meccanismi procedurali e di valutazione delle domande. la disciplina per le domande pregresse. Alla data attuale, non è stata incora emanata la prescritta delibera CAPE.

6 3 10 Claudia Trezzani organi deputati alla sua gestione ed il trasferimento delle relative competenze agli organi dell'intervento ordinario, che sono subentrati in loto nei rapporti giuridici e finanziari facenti capo agli organi disciolti. Tali innovazioni si rendevano necessarie, come si è detto, anche a seguito degli impegni assunti in sede comunitaria dal Governo italiano dopo la decisione della Commissione CE del 9 dicembre 1992, secondo cui il rifinanziamento della legge n. 64 del 1986 ad opera del decreto legge n. 415 del 1992 poteva considerarsi ammissibile solo a condizione di una profonda modifica della disciplina vigente nella direzione poi tracciata dalla legge n. 488 in esame (cfr. infra). Con l'articolo 2 della legge n. 488 del 1992 venivano soppressi, a decorrere dal 1 maggio 1993, il Dipartimento per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e l'agenzia per la promozione dello sviluppo nel Mezzogiorno (Agensud). Il successivo articolo 3 delegava il Governo ad emanare, entro il 30 aprile 1993 e sentite le competenti commissioni parlamentari, norme per la disciplina del trasferimento delle competenze degli organi soppressi, prevedendo l'affidamento al Ministero del bilancio del coordinamento, della programmazione e della vigilanza sull'intervento pubblico nelle aree economicamente" depresse del territorio nazionale; l'affidamento ad un'amministrazione statale degli adempimenti tecnici, amministrativi e di controllo per la concessione e l'erogazione delle agevolazioni alle attività produttive; l'attribuzione ad una o più amministrazioni statali della programmazione e del coordinamento delle grandi infrastrutture interregionali o di interesse nazionale, nonché del completamento delle opere già in corso di realizzazione, ed approvazione da parte del CIPE dei relativi programmi, in base ai finanziamenti ordinari pluriennali previsti dalle leggi finanziarie; il trasferimento al Ministero del tesoro delle partecipazioni finanziarie dell'agensud, al fine di provvedere al loro riordino, ristrutturazione, privatizzazione o liquidazione; l'utilizzazione del personale in servizio presso gli organi soppressi prioritariamente per i compiti previsti dal d.l. n 415 e dalla stessa legge di conversione n La legge n. 488 del 1992 abrogava inoltre (art. 4) esplicitamente taluni articoli della legge n. 64 del 1986 (di cui peraltro faceva salve fino al 31 dicembre 1993 le disposizioni di carattere finanziario), che erano stati oggetto della richiesta di referendum abrogativo presentata alla Corte di cassazione il 16 settembre 1991 e dichiarata ammissibile dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 31 del 15 gennaio Il quesito referendario era diretto all'abrogazione degli articoli della legge n. 64 che regolamentavano gli organi e le procedure dell'intervento straordinario (artt. da 1 a 8 e da 16 a 18 della legge medesima). Non erano invece

7 Dall'intervento straordinario nel Mezzogiorno all'intervento ordinario nelle aree depresse 311 investiti dalla richiesta di referendum, né venivano abrogati dal d.l. n. 415 e dalla legge n. 488 del 1992, gli articoli da 9 a 15 della legge n. 64 del 1986, che prevedono una serie di incentivi ed agevolazioni di varia natura'per le attività produttive: essi hanno conservato dunque la loro vigenza, fermo restando che, dopo la fine dell'intervento straordinario, gli incentivi ed agevolazioni previsti sono gestiti dagli organi e con le procedure dell'intervento ordinario, in base alle norme di trasferimento delle competenze emanate dal Governo ai sensi della descritta delega parlamentare. In attuazione della delega contenuta nella legge n. 488, è stato emanato il decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96 "Trasferimento delle competenze dei soppressi Dipartimento per il Mezzogiorno e Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, a norma dell'articolo 3 della legge 3 dicembre 1993, n. 488". Conseguentemente la Corte di cassazione, con ordinanza del 7 aprile 1993, ha dichiarato non più sussistente la materia oggetto della richiesta del referendum Il d.lgs. n. 96 del 1993 ha disposto la cessazione, con decorrenza 15 aprile 1993 (in data utile, quindi, per evitare lo svolgimento del referendum), dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno ed ha innovato le modalità di attuazione dell'intervento ordinario per le aree depresse di tutto il territorio nazionale, allo scopo utilizzando anche il trasferimento delle competenze già attribuite ai soppressi organi dell'intervento straordinario. Se ne illustrano di seguito sinteticamente le disposizioni allo scopo di evidenziare la frammentazione delle competenze da esso configurata (in ottemperanza, peraltro, della legge delega) e gli ulteriori adempimenti normativi previsti. La programmazione degli interventi nelle aree depresse (art. 3) è affidata al Ministro del bilancio, mentre le direttive generali per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo delle aree depresse e per il coordinamento a tale scopo dell'azione della pubblica amministrazione sono definite dal CIPE, su proposta del Ministro del bilancio. La ridefinizione complessiva del quadro organizzatorio e funzionale del Ministero del bilancio e della programmazione economica sono contenute nel successivo articolo 18, che detta le norme organizzatorie per la prima attuazione del decreto medesimo 0). (') Tali disposizioni hanno ricevuto attuazione con il d.p.r. 24 marzo n con cui è stato emanato il regolamento recante le norme sulla riorganizzazione del Ministero del bilancio e della programmazione economica.

8 312 Claudia Trezzani Per la verifica dell'andamento e dell'efficacia degli interventi nelle areedepresse viene istituito (art. 4), presso il Ministero del bilancio, l'osservatorio delle politiche regionali ( 4 ). Al Ministro dell'industria è attribuita (art. 5) la competenza in materia di agevolazioni alle attività produttive (ad eccezione di quelle incluse nei contratti o intese di programma), per quanto riguarda sia la chiusura della legge n. 64, sia la concessione delle nuove agevolazioni, da regolare come si è detto con decreto ministeriale, sulla base delle delibere dei comitati interministeriali ( 5 ). Per la concessione delle previste agevolazioni alle attività di ricerca (art. 6) è competente il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, mentre la realizzazione delle nuove infrastrutture a carattere nazionale o interregionale, nonché dei progetti strategici funzionali agli investimenti nelle aree in ritardo di sviluppo, è affidata alle amministrazioni statali competenti per materia, sulla base di appositi programmi da approvarsi da parte del CIPE (art. 7). Per quanto riguarda gli interventi in corso di esecuzione in base alla previgente normativa sull'intervento straordinario, l'articolo 8 prevede una speciale procedura, al cui perfezionamento concorrono il Commissario liquidatore dell' Agensud ed il Ministro del bilancio, al termine della quale il CIPE può deliberare di procedere alla revoca degli interventi stessi, oppure di proseguire e completare i medesimi, nel qual caso spetta alla Cassa depositi e prestiti subentrare nel complesso dei rapporti giuridici già intercorrenti tra l'agensud ed i soggetti attuatori ed erogare i contributi finanziari previsti, ferma restando la competenza del Ministro del bilancio per i collaudi delle opere realizzate. Le opere e gli interventi per i progetti speciali già di competenza della soppressa Cassa per il Mezzogiorno, affidati all'agensud in una particolare gestione separata, sono trasferiti alla competenza del Ministro dei lavori pubblici, che provvede mediante appositi commissari ad acta (art. 9). Le competenze riguardanti opere per la gestione delle acque sono invece suddivise tra più organi (art. 10), e cioè il Commissario liquidatore dell'agensud previsto al successivo articolo 19, il Ministro dei lavori pubblici e il Ministro dell'agricoltura. Allo stesso modo, sono ripartite fra più organi (art. 12) le competenze e le lunzioni in materia di gestione speciale degli interventi per i territori colpiti dagli eventi sismici del 1980 del 81. H) L'Osservatorio è stato istituito con d.p.c.m. 7 marzo n r) Mentre il CI PI ha provveduto, con le citate delibere del 22 aprile e del 28 dicembre a disciplinare la materia tii propria competenza, alla data attuale non è ancora stata emanata la relaliva delibera ('UT. né. conseguentemente, il decreto ministeriale.

9 Dall'intervento straordinario nel Mezzogiorno all'intervento ordinario nelle aree depresse 313 Le partecipazioni finanziarie già detenute dall'agensud e tutte le competenze relative agli enti di promozione dello sviluppo nel Mezzogiorno sono trasferite al Ministro del tesoro, il quale curerà il loro riassetto mediante immediato commissariamento al fine del successivo riordino, privatizzzazione o liquidazione. Fanno eccezione il FORMEZ e lo IASM, al cui riassetto provvedono, rispettivamente, il Dipartimento della funzione pubblica ed il Ministro dell'industria (art. 11). L'attività istruttoria per gli interventi diretti alla metanizzazione del Mezzogiorno è infine attribuita dall'articolo 13 al Ministro dell'industria, che vi provvede in base alle direttive del CIPE, mentre, in base al successivo articolo 17, sono trasferite al Ministro del tesoro le competenze già dell'agensud relative alla contrazione dei mutui, anche esteri, previsti dalla normativa vigente. Sul personale già dipendente dai soppressi organi dell'intervento straordinario dispongono gli articoli 14 e 15, relativi, rispettivamente, al personale ex Agensud ed a quello già dipendente dal Dipartimento per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e dagli enti di promozione dello sviluppo nel Mezzogiorno. Le norme transitorie e finali contenute nell'articolo 19, infine, dispongono la nomina da parte del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro del bilancio, di un Commissario liquidatore per l'agensud, che subentra nel complesso dei rapporti giuridici già facenti capo alla stessa Agenzia ed al Dipartimento per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno ( 6 ). Per il perseguimento del complesso delle finalità contemplate nell'illustrato decreto viene infine istituito, nello stato di previsione del Ministero del tesoro, un apposito Fondo da ripartire tra le amministrazioni competenti agli interventi, al quale affluiscono le risorse destinate al perseguimento delle finalità medesime. >. Le difficoltà di attuazione dei successivi provvedimenti legislativi Come si può osservare l'architettura del nuovo sistema delineato dal d.l. n. 415 del 1992, dalla legge n. 488 del 1992 e dal d.lgs. n. 96 del 1993 appare di imponente complessità, caratterizzata da una pluralità di soggetti istituzionali competenti per le aree di intervento e dalla scissione tra le fasi di programmazione, di esecuzione e di erogazione dei finanziamenti. La nuova disciplina sta dunque incontrando notevoli difficoltà nella fase di (,, l II 31 ottobre 1994, il Commissario liquidatore. Consigliere di Stato D. Siclari, ha presentato la previnta relazione e rendicontazione.

10 314 Claudia Trezzani attuazione, contraddistinta da un quadro informativo incompleto (solo ultimamente si sta delineando con maggiore precisione) delle domande di agevolazioni presentate e delle risorse finanziarie disponibili, da forti ritardi nell'emanazione dei previsti regolamenti ministeriali e delibere CIPE e CIPI (in alcuni casi gli atti prescritti non risultano ancora emanati) necessari per la definizione delle nuove procedure, e dalle resistenze delle amministrazioni ordinarie a gestire la fase transitoria del passaggio dal vecchio al nuovo intervento. In tale contesto, il ruolo di coordinamento attribuito al Ministero del bilancio (l'unico che ha provveduto a dotarsi di una nuova struttura organizzativa per far fronte alle funzioni assegnategli) non ha potuto esplicarsi pienamente, in quanto non supportato in modo adeguato sul piano normativo: non è stata cioè prevista alcuna sanzione a carico dei soggetti inadempienti, né l'esercizio di poteri sostitutivi. Per far fronte a tali difficoltà sono intervenuti, fin dall'agosto del 1993 (ad appena quattro mesi di distanza dall'approvazione del d.lgs. n. 96 del 1993) numerosi provvedimenti d'urgenza, tutti decaduti per decorrenza dei termini e successivamente reiterati, anche nel corso della XII legislatura: da ultimo, è stato emanato il d.l. n. 32 del 1995, tuttora in pendenza di esame (')... (') 1 provvedimenti di urgenza intervenuti in materia sono i seguenti: - decreto-legge 9 aprile 1994, n. 228, rocante disposizioni urgenti per accelerare la concessione delle agevolazioni alle attività e per il personale della soppressa Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno (il decreto reiterava i decreti-legge nn. 285, 403 e 506 del 1993 e il decreto legge n. 95 del 1994 decaduti per decorrenza dei termini costituzionali); - decreto-legge 6 maggio 1994, n. 270 recante disposizioni urgenti per l'avvio dell'intervento ordinario nelle aree depresse del territorio nazionale (il decreto reiterava i precetenti decreti legge nn. 4 e 155 del 1994, decaduti per decorrenza dei termini costituzionali); - decreto-legge 25 maggio 1994, n. 312 recante interventi urgenti a sostegno tell'economia limita tamente ai commi da 3 a 6 dell'articolo 6 (il decreto reitera i precedenti decreti-legge nn. 22 e 184 del 1994, decaduti per decorrenza dei termini costituzionali). Nel decreto legge 355/1994 (decaduto per decorrenza dei termini e reiterato dai dd.ll. n. 491/1994, n 570/1994 e n. 675/1994 anch'essi decaduti, e dal d.l. n. 32/1995 attualmente all'esame del Parlamento', oltre ad essere contenute le disposizioni del decreto legge 228/1994, sono state fatte confluire gran parie delle norme previste dal decreto legge 270/1994 relativo all'avvio dell'intervento ordinario nelle aree depresse, nonché i commi da 3 a 6 dell'articolo 6 del decreto-legge 312 del 1994, recante provvedimenti urgenti a sostegno dell economia. Si ricorda inoltre che il decreto legge 5 ottobre 1993, n. 398, recante disposizioni per l'accelerazione degli investimenti ed il sostegno dell'occupazione e per la semplificazione dei procedimenti in materia celi lizia, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493 (il decreto reitera i decaduti deca ti legge nn. 180 e 280 del 1993), all'articolo 1, comma 4, sostituisce i commi 1 e 3 dell'articolo 8 del d.lgsn. 96 del 1993, in materia di revoca dei finanziamenti concessi qualora i lavori non risultino consegnati o iniziati alle scadenze previste. Di tale disposizione è stata successivamente data un'interpretazione auten fica dal d.l. n. 403/1993. decaduto e da ultimo reiterato dal d.l. n. 32/1995.

11 Dall'intervento straordinario nel Mezzogiorno all'intervento ordinario nelle aree depresse 315 che riprende gran parte delle disposizioni contenute nei precedenti decreti legge non convertiti. Tali provvedimenti, che non sono stati finora risolutivi delle difficoltà insorte, intervengono a modificare singole disposizioni del d.l. n. 415 del 1992 e del d.lgs. n. 96 del 1993 integrandole o dettando interpretazioni autentiche, allo scopo di risolvere le numerose questioni sorte in sede di applicazione, quali ad esempio la necessità di definire al più presto la posizione giuridica del personale degli enti investiti dal processo di riassetto, il completamento del trasferimento delle competenze, l'accelerazione delle procedure di concessione ed erogazione delle agevolazione a fronte delle vecchie e nuove iniziative, il puntuale raccordo degli interventi in questo settore previsti dalla legislazione nazionale con la politica regionale perseguita in sede di Unione europea al fine di meglio sfruttare gli spazi e le risorse offerte dai cofinanziamenti ai sensi dei regolamenti comunitari. 4. La compatibilità della normativa nazionale degli aiuti di Stato alle imprese nelle aree depresse con la posizione comunitaria di difesa della libera concorrenza I provvedimenti adottati non hanno inoltre affrontato definitivamente la questione della compatibilità della normativa nazionale degli aiuti di Stato alle imprese nelle aree depresse con la posizione comunitaria di difesa della libera concorrenza. Al proposito vale ricordare che con la citata decisione del 9 dicembre 1992, la Commissione CE ha ritenuto compatibile con i principi del mercato comune il rifinanziamento della legge n. 64 ad opera del d.l. n. 415 del 1992 a condizione che, terminata una fase transitoria, tale disciplina fosse profondamente modificata. In particolare, solo una parte delle risorse complessive ( miliardi su un totale di miliardi) poteva essere destinato al sistema di aiuti previsto dalla legge n. 64; in tale quota rientravano peraltro soltanto le agevolazioni a fronte delle domande presentate entro l'agosto 1992 e limitatamente alle imprese localizzate nei territori già ammessi al regime agevolativo. Il vecchio intervento straordinario nel Mezzogiorno doveva in ogni caso chiudersi definitivamente entro la fine del Era comunque ritenuto incompatibile con l'articolo 92 del Trattato istitutivo della Comunità economica europea il vigente regime degli sgravi contributivi e della fiscalizzazione degli oneri sociali in favore dei territori meridionali.

12 316 Claudia Trezzani Parallelamente, la decisione delineava un nuovo sistema di aiuti all'investimento produttivo, alla ricerca, nonché di aiuti fiscali, di diversa intensità a seconda della localizzazione e dimensione delle imprese. Rimaneva tuttavia aperta con la Comunità (Direzione generale per la concorrenza - DG IV - della Commissione CE) la questione della copertura territoriale del nuovo regime agevolativo, che avrebbe dovuto essere ridefinita alla luce di un riesame degli indicatori socio-economici più aggiornati relativamente alle condizioni delle regioni e delle province beneficiarie, per verificare in quale misura fosse ancora giustificato l'intervento in loro favore ai sensi delle deroghe previste dalle lettere a) e e), paragrafo 3, del citato articolo 92 del Trattato. In base alla soluzione di compromesso, valida fino al 31 dicembre 1993, cui si era infine pervenuti, la DG IV, anche in vista del procedimento che avrebbe condotto all'individuazione delle aree oggetto di intervento dei fondi strutturali per il periodo , sospendeva il periodico riesame della situazione socio-economica delle aree beneficiarie dei regimi di aiuto nazionale. Queste ultime avrebbero dovuto essere riconsiderate globalmente con le prime, al fine di giungere ad una copertura territoriale comune. Rispecchiando tale impostazione, l'articolazione delle intensità di aiuto nelle diverse zone contenuta nella citata delibera CIPI del 22 aprile 1993, relativa alle nuove iniziative, aveva una validità temporale limitata (fino al 31 dicembre 1993): dal 1 gennaio 1994, infatti, l'articolazione territoriale dei livelli di agevolazione avrebbe dovuto tener conto delle aree e dei livelli massimi definiti dalla Commissione CE per l'utilizzo dei fondi strutturali, come specificati da una successiva delibera CIPE. La revisione congiunta delle aree non è stata però effettuata nei tempi previsti e ciò ha pesato ovviamente sia sulla legittimità della normativa italiana rispetto ai parametri comunitari, sia sulla sua attuazione nell'ordinamento interno. Dovrebbe esservi, tuttavia, una svolta a breve a seguito dell'intesa sui fondi per le aree depresse avvenuta, nel gennaio 1995, tra il Ministro del bilancio del Governo italiano ed il rappresentante della Direzione generale per la concorrenza della Commissione CE, e approvata dalla Commissione nel successivo mese di marzo. L'intesa raggiunta consente quindi di rimuovere, quanto meno sul versante comunitario, gli ostacoli che si frapponevano all'avvio dell'intervento. E da notare che essa riguarda il complessivo regime di aiuti statali alle imprese previsto dalla normativa italiana: non soltanto dunque gli incentivi della legge n.

13 Dilli'intervento straordinario nel Mezzogiorno all'intervento ordinario nelle aree depresse del 1992 ed il pregresso della legge n. 64 del 1986, ma anche le agevolazioni in favore dell'imprenditorialità giovanile di cui alla legge n. 44 del 1986, la questione degli sgravi contributivi e quella della fiscalizzazione degli oneri sociali. L'accordo dovrà essere recepito dalla normativa nazionale (legge, regolamenti ministeriali e delibere CIPE): con riferimento specifico al regime agevolativo prefigurato dalla legge n. 488 del 1992 e dal d.lgs. n. 96 del 1993, il previsto regolamento del Ministro dell'industria, che deve disciplinare in dettaglio la concessione delle agevolazioni, è attualmente all'esame della Commissione CE ai fini di verificarne al più presto la compatibilità con il contenuto dell'intesa.

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico VISTO il Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133 convertito con modificazioni dalla Legge 11 novembre 2014, n. 164 recante Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche,

Dettagli

DECRETO 28 maggio 2001, n.295. Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego

DECRETO 28 maggio 2001, n.295. Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego DECRETO 28 maggio 2001, n.295 Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego Capo I Art. 1 Definizioni 1. Nel presente regolamento l'espressione: a)

Dettagli

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it Il nuovo incentivo per la progettazione Aggiornamento e tavolo aperto di discussione Lino BELLAGAMBA Prima stesura 4 ottobre 2014 Cfr. D.L. 24 giugno 2014, n. 90, art. 13, comma 1, nella formulazione anteriore

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni! Statuto del Politecnico di Torino TITOLO 2 - ORGANI DI GOVERNO DEL POLITECNICO Art. 2.3 - Senato Accademico 1. Il Senato Accademico è

Dettagli

Direzione Centrale Pensioni. Roma, 10/04/2015

Direzione Centrale Pensioni. Roma, 10/04/2015 Direzione Centrale Pensioni Roma, 10/04/2015 Circolare n. 74 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al Coordinatore

Dettagli

LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4

LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 6232 LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 Semplificazioni del procedimento amministrativo. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 12 aprile 2001, n. 11 (Norme sulla valutazione dell impatto ambientale),

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DECRETO-LEGGE 20 giugno 2012, n. 79 Misure urgenti per garantire la sicurezza dei cittadini, per assicurare la funzionalita' del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e di altre strutture dell'amministrazione

Dettagli

I provvedimenti anti-crisi del Governo italiano adottati nel 2009. PARTE 1

I provvedimenti anti-crisi del Governo italiano adottati nel 2009. PARTE 1 I provvedimenti anti-crisi del Governo italiano adottati nel 2009. PARTE 1 A cura dell Avv. Laura Lunghi *** Nel corso del 2009, il Governo italiano ha continuato ad agire nell ambito di un azione concertata

Dettagli

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34 Pagina 1 di 7 TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34 Testo del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 66 del 20 marzo 2014), coordinato con la

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE CAMPANIA DEL POLO SVILUPPO, RICERCA E I.C.T. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

Dettagli

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015

DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 DECRETO N. 1921 Del 12/03/2015 Identificativo Atto n. 191 DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO Oggetto APPROVAZIONE DELL AVVISO FORMAZIONE CONTINUA COMPETITIVITA EXPO E L'atto si compone

Dettagli

La legge sul Volontariato della Regione Lazio

La legge sul Volontariato della Regione Lazio La legge sul Volontariato della Regione Lazio Legge 29 del 1993 Art. 2 Attività ed organizzazioni di volontariato 1. Ai sensi dell'art. 2 della legge n. 266 del 1991: a) l'attività di volontariato disciplinata

Dettagli

D.L. 30 dicembre 2013, n. 151

D.L. 30 dicembre 2013, n. 151 D.L. 30 dicembre 2013, n. 151 Disposizioni di carattere finanziario indifferibili, finalizzate a garantire la funzionalità di enti locali, la realizzazione di misure in tema di infrastrutture, trasporti

Dettagli

IL Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione

IL Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Min mi - DAI T - " C F Pro! Ingiesso del 27? renerò 0048973 I'!-'.) SSifrCd G 01 IL Ministro dell'interno Visto l'art. 7, comma 31-ter del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,

Dettagli

Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività. di informazione e promozione del PSR 2007/2013.

Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività. di informazione e promozione del PSR 2007/2013. REGIONE AUTONOMA DELLA LA SARDEGNA L Assessore Direttive per l azione amministrativa e la gestione della misura 133 Attività di informazione e promozione del PSR 2007/2013. Dotazione finanziaria Il fabbisogno

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA Titolo I Norme comuni Art. 1 Oggetto e finalità del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina il conferimento

Dettagli

Pubblicata in G.U. n. 265 del 13.11.2012

Pubblicata in G.U. n. 265 del 13.11.2012 Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti DIPARTIMENTO PER LE INFRASTRUTTURE, GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE Direzione Generale per la regolazione e dei contratti pubblici Circolare prot. n.

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti.

Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. L. 14 gennaio 1994, n. 20 (1). (commento di giurisprudenza) Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 14 gennaio 1994, n. 10. 1. Azione

Dettagli

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale

Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale 1 1 LEGGE REGIONALE 24 giugno 2002, n. 12 #LR-ER-2002-12# INTERVENTI REGIONALI PER LA COOPERAZIONE CON I PAESI IN VIA DI SVILUPPO E I PAESI IN VIA DI TRANSIZIONE, LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE E LA PROMOZIONE

Dettagli

Regione Siciliana ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI DIPARTIMENTO LAVORI PUBBLICI UFFICIO DEL GENIO CIVILE DI TRAPANI U.O.B.C. N. 4 EDILIZIA PRIVATA

Regione Siciliana ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI DIPARTIMENTO LAVORI PUBBLICI UFFICIO DEL GENIO CIVILE DI TRAPANI U.O.B.C. N. 4 EDILIZIA PRIVATA REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI DIPARTIMENTO LAVORI PUBBLICI UFFICIO DEL GENIO CIVILE DI TRAPANI U.O.B.C. N. 4 EDILIZIA PRIVATA Al Dirigente Responsabile della U.O.B.S.

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Allegato A alla delibera n. 129/15/CONS REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 76, 87, quinto comma, e 117, terzo comma, della Costituzione; SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI PER IL RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN CASO DI DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA E DI RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI DISOCCUPATI,

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309 18120 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 104 del 16-06-2010 vista la dichiarazione posta in calce al presente provvedimento da parte dei Dirigenti responsabili per competenza in materia che

Dettagli

II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO

II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO Legge Regionale n 12 del 20/03/1998 Disposizioni in materia di inquinamento acustico emanata da: Regione Liguria e pubblicata su: Bollettino. Uff. Regione n 6 del 15/04/1998

Dettagli

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della

Dettagli

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVE DELLA LIGURIA 17.12.2012 N. 31

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVE DELLA LIGURIA 17.12.2012 N. 31 Anno XLIII - N. 52 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA Parte II 27.12.2012 - pag. 1 Giovedì 27 Dicembre 2012 DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVE DELLA LIGURIA 17.12.2012

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE Circolare 10 febbraio 2014, n. 4567 Termini e modalità di presentazione delle domande per la concessione e l erogazione

Dettagli

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali CIRCOLARE N. 36/2013 Roma, 6 settembre 2013 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione generale per l Attività Ispettiva Prot. 37/0015563 Agli indirizzi in allegato Oggetto: art. 31 del D.L.

Dettagli

L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres.

L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres. L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres. LR 12/2006, articolo 6, commi da 82 a 89. Regolamento concernente i criteri

Dettagli

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Approvato nella seduta di Consiglio del 10 gennaio 2014 Del.01/2014 IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI CONSIDERATO

Dettagli

VERSIONE CONSOLIDATA DEL TRATTATO SULL UNIONE EUROPEA E DEL TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL UNIONE EUROPEA

VERSIONE CONSOLIDATA DEL TRATTATO SULL UNIONE EUROPEA E DEL TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL UNIONE EUROPEA VERSIONE CONSOLIDATA DEL TRATTATO SULL UNIONE EUROPEA E DEL TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL UNIONE EUROPEA TITOLO VII NORME COMUNI SULLA CONCORRENZA, SULLA FISCALITÀ E SUL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI

Dettagli

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia; DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ULTERIORI DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33, COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 88 Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Dettagli

CIRCOLARE N. 13/E. Roma, 26 marzo 2015

CIRCOLARE N. 13/E. Roma, 26 marzo 2015 CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti Roma, 26 marzo 2015 OGGETTO: Articolo 1, comma 154, legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge stabilità 2015) Contributo del cinque per mille dell

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Promulga. Art. 1

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Promulga. Art. 1 LEGGE 12 luglio 2012, n. 100 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59, recante disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile. (12G0123) La Camera

Dettagli

JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE N. 78 DEL 16/05/2014 DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34 DEL 20/03/2014

JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE N. 78 DEL 16/05/2014 DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34 DEL 20/03/2014 Tipologia: LAVORO Protocollo: 2006614 Data: 26 maggio 2014 Oggetto: Jobs Act: disposizioni Legge n. 78 del 16/05/2014 di conversione del D.L. n. 34 del 20/03/2014 Allegati: No JOBS ACT: DISPOSIZIONI LEGGE

Dettagli

6.3.2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 10. 2014, n. 1 Abrogazioni

6.3.2015 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 10. 2014, n. 1 Abrogazioni 9 Lastri, De Robertis, Rossetti, Ruggeri, Remaschi, Boretti, Venturi, Bambagioni, Saccardi Proposta di legge della Giunta regionale 20 ottobre Art. 20 2014, n. 1 Abrogazioni divenuta Proposta di legge

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

Preambolo LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL SENATO DELLA REPUBBLICA HANNO APPROVATO; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

Preambolo LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL SENATO DELLA REPUBBLICA HANNO APPROVATO; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE: LEGGE 12 MARZO 1968, n. 442 (GU n. 103 del 22/04/1968) ISTITUZIONE DI UNA UNIVERSITÀ STATALE IN CALABRIA. (PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.103 DEL 22 APRILE 1968) URN: urn:nir:stato:legge:1968-03-12;442

Dettagli

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO Il disegno di legge 1212 Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni approvato dal Senato ha

Dettagli

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014 CIRCOLARE N. 21/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 luglio 2014 OGGETTO: Fondi di investimento alternativi. Articoli da 9 a 14 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44 emanato in attuazione della

Dettagli

REGOLAMENTO (CE) N. 1998/2006 DELLA COMMISSIONE

REGOLAMENTO (CE) N. 1998/2006 DELLA COMMISSIONE 28.12.2006 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 379/5 REGOLAMENTO (CE) N. 1998/2006 DELLA COMMISSIONE del 15 dicembre 2006 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d

Dettagli

dello dei E DEI Stato Sta tale dell per CF Mini e dei cotra Via 69, per delle che , con zzetta dest 63, ), ha per 147, che dest per il euro che

dello dei E DEI Stato Sta tale dell per CF Mini e dei cotra Via 69, per delle che , con zzetta dest 63, ), ha per 147, che dest per il euro che A LLEGATO Min nistero delle Infrastrutture e dei Trasporti DIPARTIMENTO PER LE INFRASTRUTTURE, I SERVIZI INFORMATIVI E STATISTICI DIREZIONE GENERALE EDILIZIA STATALE E INTERVENTI SPECIALI CONVENZIONE TRA

Dettagli

LA CONFERENZA UNIFICATA

LA CONFERENZA UNIFICATA Intesa tra il Governo e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali sulla ripartizione del Fondo nazionale per le politiche giovanili di cui all art. 19, comma 2, del decreto legge

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres.

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. Regolamento attuativo dell articolo 9, commi da 26 a 34 della

Dettagli

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA

Art. 2 (Procedimento di approvazione e variazione) PARTE PRIMA 4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 162 suppl. del 15-10-2009 PARTE PRIMA Corte Costituzionale LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n. 20 Norme per la pianificazione paesaggistica. La seguente

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012)

FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012) FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012) L art.19 del DL 95/2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012,

Dettagli

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015 CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 febbraio 2015 OGGETTO: IVA. Ambito soggettivo di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti Articolo 1, comma 629, lettera b), della

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE INDICE Art. 1 - Oggetto e finalità del regolamento Art. 2 - Requisiti di ammissibilità al contributo Art. 3 - Tipologie di spese ammissibili

Dettagli

COMUNE DI CALCIANO Provincia di Matera

COMUNE DI CALCIANO Provincia di Matera COMUNE DI CALCIANO Provincia di Matera Cap. 75010 Via Sandro Pertini, 11 Tel. 0835672016 Fax 0835672039 Cod. fiscale 80001220773 REGOLAMENTO COMUNALE RECANTE NORME PER LA RIPARTIZIONE DELL INCENTIVO DI

Dettagli

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 DICEMBRE 1999

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 DICEMBRE 1999 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 DICEMBRE 1999 «Trattamento di fine rapporto e istituzione dei fondi pensione dei pubblici dipendenti». (Gazzetta Ufficiale n. 111 del 15 maggio 2000

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Vista la legge 23 dicembre 1996, n. 662 e, in particolare, l articolo 2, comma 100, lettera a), che ha istituito il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese;

Dettagli

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DEGLI SCAMBI IL DIRETTORE GENERALE Visto l articolo 30 del Decreto Legge 12 settembre 2014,

Dettagli

(1). IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI. Visto l'articolo 2120 del Codice civile, recante la disciplina del trattamento di fine rapporto;

(1). IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI. Visto l'articolo 2120 del Codice civile, recante la disciplina del trattamento di fine rapporto; D.P.C.M. 20 febbraio 2015, n. 29 (1). Regolamento recante norme attuative delle disposizioni in materia di liquidazione del TFR come parte integrante della retribuzione per il periodo di paga decorrente

Dettagli

9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale.

9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale. 9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale. Art. 27 Adeguamento della legge regionale n.3/2007 alla normativa nazionale 1. Alla legge

Dettagli

L anno duemila il giorno del mese di TRA

L anno duemila il giorno del mese di TRA CONVENZIONE PER LA GESTIONE IN FORMA ASSOCIATA DELLE FUNZIONI CATASTALI DI CUI ALL ART. 3, COMMA 2, lett. A), D.P.C.M. 14 GIUGNO 2007 (OPZIONE DI 1 LIVELLO). L anno duemila il giorno del mese di TRA 1.

Dettagli

Direzione Centrale Pensioni. Roma, 20/03/2015

Direzione Centrale Pensioni. Roma, 20/03/2015 Direzione Centrale Pensioni Roma, 20/03/2015 Circolare n. 63 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al Coordinatore

Dettagli

TESTO COORDINATO DEL REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DELL AMMINISTRAZIONE REGIONALE E DEGLI ENTI REGIONALI

TESTO COORDINATO DEL REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DELL AMMINISTRAZIONE REGIONALE E DEGLI ENTI REGIONALI TESTO COORDINATO DEL REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE DELL AMMINISTRAZIONE REGIONALE E DEGLI ENTI REGIONALI A cura della Direzione Generale Servizio organizzazione, formazione, valutazione e relazioni sindacali

Dettagli

LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI

LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI LEGGE 11 agosto 2014, n. 125. Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

Dettagli

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 novembre 2013

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 novembre 2013 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 novembre 2013 Modalita' per la pubblicazione dello scadenzario contenente l'indicazione delle date di efficacia dei nuovi obblighi amministrativi introdotti,

Dettagli

DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 80. (GU n.144 del 24-6-2015 - Suppl. Ordinario n. 34)

DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 80. (GU n.144 del 24-6-2015 - Suppl. Ordinario n. 34) 1 di 10 24/06/2015 21:30 DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 80 Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre

Dettagli

TRA. REGIONE TOSCANA (C.fisc. in persona di autorizzato alla sottoscrizione del presente atto a seguito di deliberazione della Giunta regionale n.

TRA. REGIONE TOSCANA (C.fisc. in persona di autorizzato alla sottoscrizione del presente atto a seguito di deliberazione della Giunta regionale n. PROTOCOLLO D INTESA PER LO SMOBILIZZO DEI CREDITI DEI SOGGETTI DEL TERZO SETTORE NEI CONFRONTI DEGLI ENTI LOCALI E DEL SERVIZIO SANITARIO DELLA TOSCANA TRA REGIONE TOSCANA (C.fisc. in persona di autorizzato

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA 10^ COMMISSIONE INDUSTRIA SENATO DELLA REPUBBLICA AUDIZIONE MARTEDI 8 MAGGIO 2012 ORE 14,30 I CONTRATTI D AREA ED I PATTI TERRITORIALI UN ESPERIENZA DI VALORE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Via degli Uffici

Dettagli

REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO

REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Testo approvato definitivamente dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione rispettivamente

Dettagli

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa CIRCOLARE N. 15/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 maggio 2013 OGGETTO: Imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni

Dettagli

Art. 71 Nomina e funzioni dei magistrati onorari della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario.

Art. 71 Nomina e funzioni dei magistrati onorari della procura della Repubblica presso il tribunale ordinario. REGIO DECRETO 30 gennaio 1941 n. 12 ( indice ) (modificato e aggiornato dalle seguenti leggi: R.D.L. n. 734/43, L. n. 72/46, L. n. 478/46, R.D.Lgs. n. 511/46, L. n. 1370/47, L. n. 1794/52, L. n. 1441/56,L.

Dettagli

Legge 23 agosto 1988, n.400. Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Legge 23 agosto 1988, n.400. Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri Legge 23 agosto 1988, n.400 Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 12 settembre, n. 214 S.O.) [come modificato

Dettagli

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 febbraio 2015, n. 29

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 febbraio 2015, n. 29 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 febbraio 2015, n. 29 Regolamento recante norme attuative delle disposizioni in materia di liquidazione del TFR come parte integrante della retribuzione

Dettagli

L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA

L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE E L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA Roma 3 luglio 2014 PREMESSA La legge 7 aprile 2014, n. 56, Disposizioni

Dettagli

C O M U N E DI M O L I T E R N O

C O M U N E DI M O L I T E R N O C O M U N E DI M O L I T E R N O (Provincia di Potenza) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera consiliare n.05 del 6/02/2013 modificato con delibera consiliare n. 54 del 30/11/2013 Indice

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1, numeri 94, 97 e 98, e successive modificazioni;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1, numeri 94, 97 e 98, e successive modificazioni; D.P.R. 14-12-1999 n. 558 Regolamento recante norme per la semplificazione della disciplina in materia di registro delle imprese, nonché per la semplificazione dei procedimenti relativi alla denuncia di

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente Articolo 1 (Principi generali) 1. Ogni persona ha diritto all apprendimento permanente. 2. Per apprendimento permanente si

Dettagli

La legge Fornero e la tutela dei lavoratori sospesi o cessati dal rapporto di lavoro. Antonino Sgroi Andrea Rossi

La legge Fornero e la tutela dei lavoratori sospesi o cessati dal rapporto di lavoro. Antonino Sgroi Andrea Rossi La legge Fornero e la tutela dei lavoratori sospesi o cessati dal rapporto di lavoro. Antonino Sgroi Andrea Rossi La legge n. 92 del 2012 è intervenuta nella materia previdenziale laddove la stessa appresta

Dettagli

Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione

Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione Gruppo di Lavoro ITACA Regioni/Presidenza del Consiglio dei Ministri Aggiornamento 14 novembre 2011 Dipartimento

Dettagli

CIRCOLARE N.3. J't?UM?/.:ce

CIRCOLARE N.3. J't?UM?/.:ce ~ ~ ID: 292415 MEF - RGS - Prot. 2565 del 14/01/2015 - U ' J/tn~o ~//'g'cononu;a, e~~ w::- J't?UM?/.:ce DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO!SPETTO RATO GENERALE DEL BILANCIO UFFICIO II -

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE PARERE DELLA COMMISSIONE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE PARERE DELLA COMMISSIONE COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 28.11.2006 COM(2006)759 definitivo 2004/0218 (COD) PARERE DELLA COMMISSIONE a norma dell'articolo 251, paragrafo 2, terzo comma, lettera c) del trattato CE,

Dettagli

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

Codice Unico di Progetto degli Investimenti pubblici CUP

Codice Unico di Progetto degli Investimenti pubblici CUP Codice Unico di Progetto degli Investimenti pubblici CUP CHE COS E IL CUP Il CUP (CODICE UNICO DI PROGETTO) è un'etichetta stabile che identifica e accompagna un progetto d'investimento pubblico, sin dalla

Dettagli

LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE

LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE 6 PARTE PRIMA LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE Sezione I LEGGI REGIONALI LEGGE REGIONALE 17 settembre 2013, n. 16. Norme in materia di prevenzione delle cadute dall alto. Il Consiglio

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA

ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA Via Albergati 30 40069 Zola Predosa (BO) Tel. 051/755355 755455 - Fax 051/753754 E-mail: BOIC86400N@istruzione.it - C.F. 80072450374 Pec : boic86400n@pec.istruzione.it

Dettagli

IL DIRETTORE. Data 20.03.2015. Protocollo 7481-VII.1. Rep. DDIP n. 169. Settore Amministrazione e contabilità. Oggetto 1/10

IL DIRETTORE. Data 20.03.2015. Protocollo 7481-VII.1. Rep. DDIP n. 169. Settore Amministrazione e contabilità. Oggetto 1/10 Protocollo 7481-VII.1 Data 20.03.2015 Rep. DDIP n. 169 Settore Amministrazione e contabilità Responsabile Maria De Benedittis Oggetto Procedura selettiva pubblica per titoli e colloquio per la stipula

Dettagli

Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna

Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna PREVIDENZA COMPLEMENTARE E TFR Guida al Lavoro Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna 14 Confronto di convenienza, anche fiscale,

Dettagli

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18

Dettagli

Il Fondo di Garanzia per le PMI L. 662/96

Il Fondo di Garanzia per le PMI L. 662/96 Il Fondo di Garanzia per le PMI L. 662/96 Incontro formativo con gli operatori del territorio Lo stato dell arte del Fondo di Garanzia per le PMI Le attività di informazione e formazione operativa per

Dettagli

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 Modalità attuative

Dettagli

Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013

Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013 Circolare della Funzione Pubblica n. 5 del 21 novembre 2013 sul DL 101/2013 La circolare del dipartimento funzione pubblica esplicativa dell articolo 4 del Decreto Legge n. 101 del 31 agosto 2013, convertito

Dettagli

Giunta Regionale della Campania

Giunta Regionale della Campania Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell'a.g.c. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata

Dettagli

II. IL MESSAGGIO ALLE CAMERE: PRECEDENTI E FORME

II. IL MESSAGGIO ALLE CAMERE: PRECEDENTI E FORME II. IL MESSAGGIO ALLE CAMERE: PRECEDENTI E FORME DI SILVIO TRAVERSA \ Il potere di messaggio del Presidente della Repubblica è esplicitamente previsto da due disposizioni costituzionali: la prima, che

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TERMINE E DI RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TERMINE E DI RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO REGOLAMENTO IN MATERIA DI TERMINE E DI RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Approvato con deliberazione del Consiglio provinciale n. 161 del 28 ottobre 1997, così come integrata dalla deliberazione del Consiglio

Dettagli

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 206 23.07.2013 Sospensione feriale dei termini processuali Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Processo tributario Anche quest anno, come di

Dettagli

TESTI COORDINATI E AGGIORNATI

TESTI COORDINATI E AGGIORNATI TESTI COORDINATI E AGGIORNATI Testo del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 302 del 31 dicembre 2014), coordinato con la legge di conversione 27 febbraio

Dettagli

g"+/\'-t 'i.-1 SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA ee-go~. - 8 APR. 2014

g+/\'-t 'i.-1 SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA ee-go~. - 8 APR. 2014 UNIVERSITÀ DI ROMA Consigl io di Amministrazione - 8 APR. 2014 Nell'anno duemilaquattordici, addì 8 aprile alle ore 15.55, presso il Salone di rappresentanza, si è riunito il Consiglio di Amministrazione,

Dettagli

COMUNITA' DELLA VALLE DI CEMBRA

COMUNITA' DELLA VALLE DI CEMBRA COMUNITA' DELLA VALLE DI CEMBRA REGOLAMENTO PER LA EROGAZIONE DI CONTRIBUTI, SOVVENZIONI ED ALTRE AGEVOLAZIONI ART. 1 FINALITA 1. Con il presente Regolamento la Comunità della Valle di Cembra, nell esercizio

Dettagli

B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305. Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie

B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305. Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/39305 Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie LA GIUNTA REGIONALE Premesso: che con D.P.R. 12 aprile

Dettagli