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1 COM-PA 8 novembre 2006 Sintesi dell intervento dell Ing. Gaetano Battistella Mi occupo di protezione dell ambiente e porterò una testimonianza in un campo parallelo, ma che ha sicuramente forti legami con la prevenzione e con la tutela della salute. In particolare cercherò di presentare le attività che portiamo avanti, perché l ambiente è un insieme di relazioni complesse a cui la salute dell essere umano è collegata strettamente. Proverò anche ad affrontare il tema della valutazione, che secondo me è molto difficile: valutare la comunicazione come attività in grado di fare prevenzione è un po ambizioso, anche perché la comunicazione in genere viene sviluppata dai comunicatori ma viene quasi sempre avviata sulla base di input che vengono dall alto, dai vertici degli Enti. Partiamo dalla tutela dell ambiente come elemento che può consentire di conferire miglioramenti alla qualità della vita dei cittadini e alla tutela della loro salute. Qui è fondamentale il ruolo della consapevolezza, dell informazione, dell educazione e della formazione ambientale per poter dare una leva - uno strumento - alle strategie di prevenzione e promozione della salute. Comunicare vuol dire anche ascoltare. Cito qualche dato numerico. A livello europeo, circa il 75% della popolazione percepisce il tema della salute come prioritario. In particolare, nel campo dell ambiente le tematiche più sentite secondo quanto risulta da ricerche della Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea sono l inquinamento dell acqua e dell aria, ma anche i disastri e i cambiamenti climatici. Questo è importante perché ci può dare indicazioni di partenza. Quasi la metà del campione inoltre ritiene di non avere un adeguata informazione - anche questo dato è rilavante - soprattutto in merito agli impatti sulla salute dei prodotti chimici e degli OGM. Terzo elemento secondo me di interesse è che le fonti più credibili in materia ambientale sono ritenute le associazioni ambientaliste, gli scienziati di fama riconosciuta e la televisione. Questa affermazione è un po pesante per noi, ma lo fornisco come dato. In questo ambito lavoriamo come APAT (come Agenzia Nazionale Protezione Ambiente e Servizi Tecnici) per divulgare le informazioni tecnico-scientifiche disponibili nel tentativo di accrescere la consapevolezza ambientale. Svolgiamo queste attività attraverso un sito web che si chiama Formeducambiente, dove diamo notizie ed informazioni di attualità e rendiamo fruibili una serie di servizi tra cui corsi di formazione ambientale, ai quali ci si può iscrivere gratuitamente online attraverso un sistema che abbiamo messo a punto. Lavoriamo su diverse aree tematiche; abbiamo dei criteri che ci consentono di dare un servizio finalizzato in funzione dell utente; curiamo alcuni elementi strettamente tecnici, come l accessibilità del sito, la pianificazione degli eventi di

2 consapevolezza ambientale; prestiamo attenzione ai diversi target a cui ci rivolgiamo, così come alle loro ragionevoli attese, nonché ad ulteriori approfondimenti su altri siti web istituzionali, ecc. Veniamo adesso al tema della valutazione che comporta di mettersi un po in gioco. Valutare l incidenza delle attività di comunicazione ambientale sulla effettiva consapevolezza che riusciamo a sviluppare secondo me è un attività un complessa, ma che si può cercare di approcciare in diversi modi. Di seguito ne fornisco alcuni. Un approccio classico cerca di valutare l efficienza - cioè il rapporto tra risultati ottenuti e le risorse utilizzate per realizzare le attività - e l efficacia - cioè la relazione tra i risultati conseguiti e quelli che ci eravamo prefissati in partenza. Un approccio di questo tipo necessita a priori della definizione di una serie di valori, di criteri e, secondo me, anche di indicatori per misurare l effetto dell intervento; quindi richiede di sviluppare metriche o griglie di valutazione. Ad esempio, per l educazione allo sviluppo sostenibile (una delle attività che promuoviamo nella rete di UNESCO), ci sono dei criteri che l ONU ci ha dato. In tale ambito cerchiamo pertanto di portare avanti un discorso che è sulla salute, ma anche su altri aspetti, quali i diritti umani, la pace, la sicurezza... Questi sono dei valori; adesso vediamo quali sono i possibili criteri e come possiamo misurare. Nel campo della protezione dell ambiente ci sono vari modelli, una serie di indicatori di cui alcuni interfacciano il campo della tutela della salute. Il modello più diffuso è il DPSIR che misura le interazioni tra i fenomeni dell ambiente e le attività dell uomo e quindi per esempio gli impatti di ambienti inquinati sulla salute dell uomo. Si tratta di una tipologia di indicatori che non offre però indicazioni specifiche se vogliamo valutare la comunicazione ambientale, perché si ferma a valutare soltanto le risposte, cioè le attività e le misure che vengono adottate dalla società in generale per mitigare gli effetti negativi sull ambiente. Come facciamo allora a valutare questo aspetto della comunicazione ambientale? Dobbiamo fare un percorso logico e formulare delle ipotesi. Ho cercato in altri sistemi di indicatori simili una possibile finalizzazione; ho quindi provato a trovare gli elementi della qualità intrinseca della comunicazione, quali per esempio i sistemi di indicatori di qualità che adottano molti sistemi regionali di educazione ambientale come quelli che fanno riferimento all Agenzia Regionale Protezione dell Ambiente. Attraverso questi sistemi di indicatori è possibile fare una valutazione della corrispondenza di progetti o iniziative o campagne di comunicazione ambientale con criteri precedentemente fissati, per esempio relativi alla tutela della salute. Cito a tal proposito i progetti sul traffico, sui giovani e la vita nei centri urbani, ecc. L APAT e il sistema agenziale in generale si colloca in posizione intermedia tra questi sistemi, perché li adotta entrambi. Per monitorare l attività di comunicazione, formazione ed educazione

3 ambientale ai fini sia dell Annuario dei dati ambientali che ogni anno pubblichiamo, sia di eventuali altri utilizzi di questi indicatori di risposta, proviamo a misurare l efficienza della comunicazione ambientale. Facciamo ciò con degli indicatori; misuriamo per esempio quante attività di comunicazione ambientale realizziamo ogni anno per singolo progetto, qual è l offerta formativa ambientale, cioè quale servizio diamo al cittadino attraverso corsi di formazione sull inquinamento dell aria e altre tematiche, attraverso la formazione a distanza, attraverso progetti di educazione ambientale per i bambini sui temi dell inquinamento, dello smog, dell acqua di scarico, ecc. Abbiamo pertanto una valutazione dei dati relativi alla tipologia delle attività, delle iniziative e dei progetti che sviluppiamo per dare un quadro dell offerta di servizi disponibili, ma anche una stima del riscontro ottenuto in termini di interesse attraverso la quantificazione della partecipazione dei cittadini, cioè quante persone hanno preso parte a determinati corsi/progetti o hanno avuto accesso alle pagine del nostro sito. Abbiamo questi dati e sono disponibili; nell annuario che sta per uscire, per esempio, c è la fotografia dell indicatore che riguarda i servizi di comunicazione ambientale su web, ci sono i dati dell offerta formativa relativa ai corsi sviluppati, mentre per la comunicazione ambientale c è la suddivisione nelle diverse funzioni: forum, sondaggi, , rassegne stampa, ecc. Se invece andiamo a vedere quali sono gli indicatori veri e propri che legano la tutela della salute a quella dell ambiente, ci fermiamo a indicatori che riguardano la qualità della vita in ambito domestico o al massimo nella mobilità, ma non andiamo oltre, perché non sarebbe nostra competenza dal momento che ci occupiamo solo di ambiente e non di salute. Come si può fare per superare questo problema? Credo che, se volessimo valutare l efficacia della comunicazione ambientale proprio nell ottica della tutela della salute, non avremmo criteri o griglie di misurazione e dovremmo parlare di ricerca. Questo perché la comunicazione ambientale è di recente avvento e molti aspetti sono oggetto di studio e ricerca. Allora facciamo delle ipotesi. Una di queste è fare riferimento a alcuni criteri/indicatori che già esistono. Per esempio quelli sopra citati sono oltre 240; se ne potrebbero selezionare alcuni per fornire valutazioni specifiche su quali e quanti effetti positivi si hanno sull ambiente ammesso che se abbiano ed in particolare sulla salute dell uomo o su altri temi specifici di salute, con l adozione di iniziative e attività di comunicazione ambientale. Si tratta di retro-azionare per vedere se l effetto è conseguente alla nostra iniziativa. A tal proposito, la Commissione Europea promuove, attraverso la definizione di alcuni obiettivi principali di comunicazione ambientale, delle misurazioni su campagne che sta sviluppando. L attenzione in questo momento riguarda i temi sopra citati, quali il bio-fuel per quanto riguarda l energia, i trasporti, i cambiamenti climatici (anche in Italia è in atto una grande campagna sui cambiamenti

4 climatici in questo momento in cui come APAT siamo stati coinvolti). In queste campagne è pertanto prevista una verifica di efficacia, anche perché si stanno sempre più sviluppando specifiche attenzioni alle cosiddette tecnologie win-win che consentono di migliorare le prestazioni dell ambiente tenendo conto anche di quanto costa intervenire, perché le risorse economiche purtroppo sono tiranne e c è grande attenzione nello spendere bene quello che c è. Sul tema specifico ambiente e salute si stanno portando avanti per esempio le campagne su: la proposta REACH che riguarda le sostanze chimiche pericolose; i tetti delle emissioni nazionali sulle sostanze inquinanti; il rilascio del mercurio nell ambiente. Su queste campagne di sensibilizzazione dei cittadini ci saranno valutazioni di efficacia. Se dunque volessimo misurare queste performance ambientali come potremmo fare? Per la sostenibilità ambientale, un indicazione ci viene per esempio dagli indicatori di disaccoppiamento tra le risorse economiche e quelle ambientali; si tratta di determinare in quali settori produttivi è possibile realizzare un aumento della crescita economica e la contemporanea diminuzione della pressione sull ambiente). Si parla di disaccoppiamento assoluto quando non c è nessun legame tra la variabile economica (che aumenta) e quella ambientale (che decresce o resta costante), di disaccoppiamento relativo quando anche la variabile ambientale aumenta ma con un trend più lento rispetto a quella economica. Ad esempio, relativamente al tema dell energia è possibile che i costi restino costanti, avendo contemporaneamente un abbattimento dell impatto sull ambiente; si riesce pertanto a intervenire senza spendere troppe risorse. Realizzare ciò nel campo della salute sarebbe interessantissimo, perché si metterebbero in moto meccanismi virtuosi. Il modello di disaccoppiamento è una possibile ipotesi, ma va valutata e considerata con grande attenzione, perché si tratta di sviluppare impatti positivi sui cittadini in termini di cambiamento dei comportamenti, in modo che la comunicazione ambientale diventi uno strumento strategico di prevenzione verificabile per avviare meccanismi di lungo termine. Un altra ipotesi secondo me interessante, è la disseminazione delle informazioni sui risultati delle ricerche. Si fanno tanti studi, ma spesso restano nei cassetti. A tal proposito, c è un progetto della Commissione europea denominato SKEP ( Study of the dissemination and utilization of environmental research ), che sta cercando di valutare cosa funziona e cosa no, per condividere queste conoscenze tecnico-scientifiche, diversificare gli strumenti usati e confrontarsi con stakeholder nel tentativo di assicurare la trasparenza delle informazioni. Sulla base di queste ipotesi è possibile individuare come valutazione della comunicazione ambientale qualcosa che poi costituisce un successo: se alla fine abbiamo un abbattimento delle statistiche negative o un incremento della qualità della vita, sicuramente la comunicazione

5 ambientale in termini di tutela della salute può essere considerata un successo. Su questo credo che ci sarà da ragionare e mi auguro che possano esserci attività in contesti condivisi.

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