REALIZZAZIONE DI PIATTAFORMA DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PER IL BACINO DELL'ALTA VALSUGANA SITO SULLA P.F. 2875/2 CC. VIGALZANO

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2 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Pergine Valsugana REALIZZAZIONE DI PIATTAFORMA DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PER IL BACINO DELL'ALTA VALSUGANA SITO SULLA P.F. 2875/2 CC. VIGALZANO RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI LOCALIZZAZIONE E SCREENING AMNU S.p.A. IL PRESIDENTE ( ) AMNU S.p.A. IL DIRETTORE ( ) Pergine, 1

3 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Finalità dell'intervento...3 Inquadramento geografico:...3 Ubicazione...3 Bacino di utenza...3 Inquadramento programmatico:...6 Piano Urbanistico Provinciale...6 Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche...13 Piano Provinciale di smaltimento dei rifiuti...19 Piano Regolatore Generale...23 Aree protette...24 Autorizzazioni...25 Riferimenti normativi...25 Inquadramento progettuale:...26 Stato attuale dell'area...26 Progetto dell'impianto...26 Organizzazione dell area...26 Edifici...26 Aree di deposito...27 Impiantistica di servizio...27 Tipologie rifiuti...27 Opere accessorie...28 Fase di realizzazione...29 Alternative di progetto...29 Fase di dismissione...29 Inquadramento ambientale...29 Atmosfera...29 Traffico...30 Suolo e sottosuolo...31 Ambiente idrico...31 Ecosistemi, vegetazione, flora e fauna...31 Rumore e vibrazioni...31 Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti...31 Paesaggio e beni culturali...32 Salute pubblica...32 Valutazione strategica...33 Conclusioni...35 Atmosfera...35 Traffico...35 Ambiente idrico...35 Ecosistemi, vegetazione, flora e fauna...35 Salute pubblica...35 Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti...35 Allegati:...36 Relazione geologica...36 Relazione previsionale impatto acustico...36 Documentazione fotografica...36 Elaborati grafici

4 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Premessa: Finalità dell'intervento Il progetto prevede la realizzazione di un centro integrato che consenta la massima flessibilità di utilizzo a supporto della raccolta dei rifiuti in Alta Valsugana al fine di ottimizzare i trasporti (stazione trasferimento) e accogliere i rifiuti speciali (CRZ). Tale struttura consentirebbe di riservare l attuale CRZ, localizzato in via Petrarca a Pergine Valsugana, all utilizzo prevalente come centro di raccolta intercomunale ex DM 8/4/2008 e ss.mm. e di eliminare gli stoccaggi e stazione di trasferimento provvisori attualmente gestiti presso la sede di Viale dell Industria. Inquadramento geografico: Ubicazione L'area di progetto è collocata nel comune di Pergine Valsugana, in località Cirè, in destra orografica del torrente Fersina. L'intervento interessa la p.f. 2875/2 C.C. di Vigalzano ed è accessibile tramite una viabilità esistente contraddistinta dalle p.f. 2875/5, 2875/11, 2875/16. L'area di progetto è raggiungibile direttamente dalla S.S. 47 della Valsugana. Il territorio circostante è definito da PRG come zona agricola di interesse secondario e nei lotti adiacenti vi è la presenza di zone per attività estrattive e zone per attrezzature tecniche, mentre oltre la S.S. 47 si estende una zona produttiva del settore secondario. Bacino di utenza Si stima che la maggior parte dei rifiuti possano provenire dal bacino dell Alta Valsugana. Il centro potrebbe dare sfogo a necessità dell imprenditoria artigiana ed industriale locale per il conferimento di alcune tipologie di rifiuto speciale. Smaltimenti e/o recupero verranno effettuati presso gli impianti disponibili; attualmente carta, cartone e plastica gravitano sul polo industriale di Lavis, organico, ramaglie e verde sono destinati agli impianti di compostaggio veneti, vetro e lattine alla zona di Brescia. 3

5 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Attualmente le operazioni di carico dei container vengono effettuate presso il C.R.Z. e presso la sede di AMNU a Pergine utilizzando stazioni di trasferimento temporaneamente autorizzate; non esiste invece allo stato attuale la possibilità di effettuare pretrattamenti o selezioni sui rifiuti raccolti. I rifiuti raccolti da AMNU desumibili anche dai dati trasmessi mensilmente agli uffici provinciali competenti sono riportati nelle tabelle seguenti. 4

6 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE 5

7 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Inquadramento programmatico: Piano Urbanistico Provinciale Illustrazione 1: PUP - Inquadramento strutturale 6

8 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Illustrazione 2: PUP - Carta del paesaggio 7

9 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Illustrazione 3: PUP - Carta delle tutele paesistiche 8

10 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Illustrazione 4: PUP - Reti ecologiche e ambientali 9

11 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Illustrazione 5: PUP - Sistema insediativo e reti infrastrutturali 10

12 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Illustrazione 6: PUP - Carta di sintesi geologica 11

13 AMNU spa RELAZIONE TECNICO-AMBIENTALE DI VERIFICA E LOCALIZZAZIONE Illustrazione 7: PUP - Carta delle risorse idriche 12

14 Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche Illustrazione 8: PGUAP - Carta del valore d'uso del suolo

15 Illustrazione 9: PGUAP - Carta della pericolosità idrogeologica 14

16 Illustrazione 10: PGUAP - Carta del rischio idrogeologico 15

17 Illustrazione 11: PGUAP - Ambiti fluviali - Interesse idraulico 16

18 Illustrazione 12: PGUAP - Ambiti fluviali - interesse paesaggistico 17

19 Illustrazione 13: PGUAP - Ambito fluviale - interesse ecologico 18

20 Piano Provinciale di smaltimento dei rifiuti La parte strategica del terzo aggiornamento al Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti fornisce le indicazioni per la realizzazione degli impianti di trattamento/smaltimento dei rifiuti di competenza provinciale. Il piano prevede che nelle aree potenzialmente idonee, caratterizzate da particolare sensibilità, la localizzazione sia supportata da apposita relazione volta ad analizzare la compatibilità dell opera con le aree progettualmente previste nonché con le aree circostanti. La relazione di verifica deve considerare alcuni elementi di criticità e valutarne la loro interazione. La presente relazione pertanto costituisce la Relazione di verifica prevista dal capitolo 3.2 della Parte strategica del Terzo aggiornamento del Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti in quanto l area ricade in area potenzialmente idonea. Infatti l area non ricade in: a) aree ad elevata pericolosità geologica, idrogeologica e valanghiva. b) area di tutela assoluta di pozzi e sorgenti, classificate dalla carta di sintesi geologica c) area di rispetto idrogeologico relative a sorgenti e pozzi selezionati ed individuati nella carta di sintesi geologica; d) biotopi e riserve naturali e) aree a parco naturale f) all interno dei siti e delle zone di cui all art. 9 della legge prov.le 15/12/04 n. 10 (conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica) g) area di protezione dei laghi di cui all art. 9 delle N.d.A. del PUP; h) aree di protezione fluviale di cui all art. 9 bis delle N.d.A. del PUP; i) aree sottoposte a vincoli culturali e archeologici di cui agli art. 8 e 10 delle N.d.A.del PUP ed ambientali di cui all art. 94 della legge provinciale 05/09/91 n. 22; j) centri storici, aree residenziali o destinare ad uso residenziale, aree ricettive, aree destinate a spazi pubblici e ricreativi, come individuate dagli strumenti di pianificazione urbanistica; Per quanto riguarda la valutazione dell'idoneità dell'intervento di ubicazione del nuovo impianto, il Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti definisce un secondo livello di valutazione e verifica in particolare per le seguenti aree sensibili: a) vicinanza ai centri abitati Il Piano di smaltimento dei rifiuti stabilisce per ogni tipologia di impianto una fascia di influenza in relazione ai centri abitati e alle abitazioni sparse. In particolare per una stazione di trasferimento si considera una distanza minima di 200m da centri abitati e abitazioni sparse (Tabella TUTELA DELLA POPOLAZIONE). Da verifica planimetrica riportata risulta che ad una distanza minore di 200m dal perimetro dell'area di intervento esiste un unico edificio residenziale che si trova oltre la S.S. 47 all'interno della zona industriale, circondato da edifici produttivi. Si ritiene pertanto che, data la posizione dell'abitazione all'interno di una zona produttiva (in contrasto con le previsioni di piano) e data la presenza di una 19

21 strada statale ad alto traffico, l'impianto di trasferimento in oggetto non risulti compromettere la sicurezza o arrecare grave disagio agli abitanti. Si evidenzia inoltre che il progetto prevede il potenziamento della barriera verde di mitigazione già presente verso la strada. Verifica distanza da abitazioni raggio 200m. b) Aree di tutela ambientale. Si richiederà parere da parte della Commissione di Tutela del Paesaggio competente in quanto il lotto di intervento ricade in area di tutela ambientale. c) Aree a bosco e di interesse agricolo primario di cui agli articoli 22 e 19 della N.d.A. del PUP. Come riportato nella carta sottostante (Sistema insediativo e reti infrastrutturali Aree agricole) l'area non è soggetta a vincoli di interesse agricolo. 20

22 d) Aree critiche recuperabili di cui all'articolo 3 della N.d.A. del PUP, regolate dalla carta di sintesi geologica. Una porzione dell'area ricade in zona critica recuperabile (illustrazione 6); da progetto preliminare in questa porzione non è in previsione di realizzare edifici ma di lasciare un piazzale libero per la manovra degli automezzi. e) Fasce di rispetto stradale. Per l'edificazione dell'impianto di trasferimento rifiuti vengono rispettate le fasce di rispetto stradale prevista da PRG sia verso la S.S. 47 della Valsugana che verso la viabilità interna di penetrazione. Doline, inghiottitoi o altre forme di carsismo superficiale Non presenti. f) Aree a rischio sismico La Carta di sintesi geologica (illustrazione 6) individua la zona come area a sismicità trascurabile (zona sismica 4). L'area prevista per insediare la stazione di trasferimento si trova in località Cirè in un terreno potenzialmente agricolo attualmente incolto ad una distanza di circa 200 m dal bacino del torrente Fersina verso Sud e contiguo alla S.S. 47 della Valsugana verso Nord. Come si può notare dagli estratti cartografici riportati il sistema infrastrutturale definisce a Nord una zona industriale consolidata e sviluppata parallelamente all'asse stradale, mentre a Sud attualmente i terreni sono prevalentemente agricoli non tutelati; nelle immediate vicinanze dell area di progetto si trova una zona per attività estrattive. L'area risulta quindi ideale dal punto di vista dell'accessibilità essendo direttamente connessa ad un'infrastruttura di tipo primario tramite le corsie di immissione e uscita già esistenti. Sul lato lungo la S.S. 47 il lotto presenta un doppio filare di alberi che verrà potenziato anche sugli altri in modo da agire come filtro per diminuire l'impatto acustico e visivo prodotti dalle attività interne all'area. Inoltre progettualmente si è previsto di effettuare le operazioni di trasferimento rifiuti in uno spazio interno e lasciare i piazzali esterni esclusivamente per le manovre degli automezzi; questo fatto mitiga ulteriormente l'interferenza sonora e visiva del nuovo impianto sull'esistente. Dal punto di vista paesaggistico non viene alterato significativamente l'assetto territoriale già caratterizzato dalla presenza compatta di edifici produttivi inseriti in un contesto agricolo diffuso ma privo di elementi di singolarità naturale o antropica. 21

23 Come evidenziato dalla carta di sintesi geologica, una porzione dell'area ricade in zona critica recuperabile (illustrazione 6); da progetto preliminare in questa porzione non è in previsione di realizzare edifici ma di lasciare un piazzale libero per la manovra degli automezzi. Carta della criticità idrica sotterranea In giallo sono evidenziate le aree di attenzione per intenso sfruttamento della falda Nel presente progetto non si prevede prelievo di acqua dalla falda. 22

24 Piano Regolatore Generale Il Piano Regolatore del Comune di Pergine, approvato con delibera della Giunta Provinciale n 52 dd individua l'area oggetto di intervento come zona agricola di interesse secondario (Z.T.O. E2). La S.S. 47 della Valsugana definisce a sud una zona agricola omogenea ad esclusione di alcuni lotti in prossimità dell'area oggetto di intervento definiti come zone per attrezzature tecniche e zone per attività estrattive di tipo locale; a nord è invece presente una zona produttiva del settore secondario. Si rende necessaria una specifica variante urbanistica puntuale per opere pubbliche per la definizione della nuova localizzazione. Gli indici Urbanistici proposti sono derivati dall area produttiva del settore secondario prossima al lotto. Estratto PRG 23

25 Aree protette L area oggetto di intervento non ricade all interno ne in prossimità di aree protette quali parchi nazionali e naturali, biotopi comunali e provinciali, riserve, SIC e ZPS. 24

26 Autorizzazioni Per la realizzazione ed entrata in esercizio del complesso di progetto è necessario acquisire le autorizzazioni sotto elencate: -autorizzazione allo scarico acque bianche e nere -autorizzazione agli allacciamenti rete idrica, rete elettrica -nulla osta antincendio -conformità urbanistica -autorizzazioni APPA -autorizzazioni APSS Riferimenti normativi I riferimenti normativi principali per la realizzazione dell opera in oggetto sono i seguenti: Codice dell urbanistica e dell edilizia L.P. 10 settembre 1993, n. 26 e ss.mm. - Norme in materia di lavori pubblici di interesse provinciale e per la trasparenza degli appalti Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti, terzo aggiornamento 2006 Delibera della Giunta provinciale n /8/2006 Adozione definitiva del Terzo aggiornamento adel Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti D.P.G.P. 26/1/1987, n.1-41 Approvazione del testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti L.P. 4/3/2008, n.1 Pianificazione urbanistica e governo del territorio L.P. 27/5/2008, n.5 Approvazione del nuovo piano urbanistico provinciale D.G.P. 5/11/2008, n.2249 Norme di attuazione della carta di sintesi geologica Quarto aggiornamento D.P.R. 15/2/2006, Norme di attuazione del Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche D.Min. Infrastrutture 14/01/2008 Nuove norme tecniche per le costruzioni. 25

27 Inquadramento progettuale: Stato attuale dell'area Il lotto oggetto d'intervento copre una superficie di circa mq di forma rettangolare sviluppato perpendicolarmente alla S.S. 47 e con un andamento pressoché pianeggiante fino ad una scarpata che sale di 2.00 m in prossimità della strada definendo una fascia a verde con un doppio filare di alberi. L'ambiente circostante è prevalentemente agricolo con la presenza nelle aree limitrofe di serre per la coltivazione intensiva e cave di lavorazione inerti. Attualmente l'area è coltivata a prato. Progetto dell'impianto L impianto previsto in progetto assolve alle due funzioni di centro di trasferimento e di CRZ; Si prevede una struttura regolare che permetta una buona flessibilità gestionale. L impianto è organizzato in varie zone destinate ciascuna ad una particolare funzione e conseguente modalità di stoccaggio dei rifiuti. Nella zona del CRZ è previsto lo scarico diretto nei container che si trovano parzialmente incassati rispetto alla quota del piazzale di manovra; quest area sarà coperta da un unica tettoia; il conferimento e lo scarico dei rifiuti potrà avvenire dai due lati. Per la parte centrale destinata al trasferimento dei rifiuti si è optato per una soluzione che prevede lo scarico a terra dei rifiuti in relativi compartimenti delimitati mediante pareti mobili; da tali cumuli, con una pala gommata si provvederà al carico su semirimorchio. Infine, il trasferimento del rifiuto organico avverrà invece direttamente gomma su gomma sfruttando un dislivello presente nel lotto. Organizzazione dell area L'impianto sarà costituito da un edificio di circa 1800 mq di forma regolare posizionato al centro del lotto in modo da favorire la circolazione perimetrale degli automezzi. Il fabbricato sarà suddiviso in 5 parti contigue destinate ciascuna ad una particolare funzione: CRZ, depositi speciali, ufficio e controllo, deposito rifiuti, trasferimento rifiuti. Si prevede di utilizzare il dislivello presente nell area verso la strada statale per facilitare le operazioni di trasferimento gomma su gomma dei rifiuti organici, la restante parte pianeggiante sarà mantenuta e si intende limitare al massimo le operazioni di scavomovimentazione del terreno. Si prevede il potenziamento della barriera alberata verso la strada statale e la realizzazione sul perimetro di una nuova barriera vegetale. L accesso all area avviene dal lato sud, sfruttando una viabilità esistente, dove sarà collocata la pesa in modo da poter garantire il controllo di tutti i movimenti. Nella parte sud del lotto, all interno della fascia stradale, è prevista la realizzazione di un piazzale asfaltato per il deposito di automezzi e semirimorchi. Edifici Gli edifici previsti presentano una forma regolare con dimensioni in pianta di circa 25 x 65 m. ed altezza di 12m.; sul lato sud è prevista la realizzazione di una tettoia per la copertura dell area destinata al CRZ; i container del CRZ saranno parzialmente incassati nel terreno per agevolare le operazioni di scarico. In prossimità del CRZ, all interno del volume edilizio principale, si colloca a piano terra il deposito dei rifiuti speciali e al primo piano un ufficio per il custode, gli spogliatoi, i servizi igienici e dei locali accessori. In adiacenza a questi spazi si prevede di destinare un area coperta di 500 mq per il deposito dei rifiuti più polverulenti. Tale spazio sarà libero da strutture con un altezza di 12 m e accesso laterale attraverso dei portoni. La rimanente parte dell edificio è destinata alle operazioni di trasferimento dei rifiuti; una zona a raso organizzata con pareti rimovibili sarà destinata allo stoccaggio a terra dei rifiuti; la parte terminale verso la strada statale è 26

28 destinata allo scambio gomma su gomma dell umido. Per questo motivo nella parte terminale del lotto è prevista una piattaforma rialzata accessibile attraverso una rampa. Gli spazi di manovra attorno all edificio saranno pavimentati e serviranno sia da spazio di manovra che di stazionamento dei mezzi. Si prevede l impiego di materiali idonei al corretto inserimento paesaggistico dell insieme. Aree di deposito Le aree di deposito sono coperte dall edificio di progetto: in particolare i container del CRZ sono coperti da una struttura con i lati liberi per facilitare i movimenti e dei mezzi e delle operazioni di trasferimento, mentre il deposito e stoccaggio a terra dei rifiuti avviene all interno del fabbricato principale che ha altezza di 12 m ed è definito da pareti perimetrali con suddivisioni interne mobili al fine di garantire massima flessibilità di utilizzo. Impiantistica di servizio Il progetto prevede la seguente impiantistica di servizio: impianto antincendio allacciato alla rete idrica comunale costituito da rete interrata in acciaio. La rete sarà allacciata ad un idrante antincendio fuori terra con doppie bocche UNI70 ed attacco motopompa situato in corrispondenza dell accesso principale, a manichette antincendio UNI45 collocate in idonee cassette impianto di distribuzione acqua per erogazione in corrispondenza dei servizi idrico potabili impianto abbattimento delle polveri mediante un sistema di nebulizzazione in corrispondenza delle aree per le lavorazioni pulverulenti. rete di raccolta acque nere ed adduzione in una fossa a tenuta rete di raccolta acque meteoriche dei piazzali collegata a dissabbiatore, disoleatore pozzetti di controllo e dispersione nel sottosuolo secondo le indicazioni previste nella perizia geologica. Per casi di sversamenti accidentali è previsto un pozzetto di by-pass delle acque con adduzione in una vasca di accumulo a tenuta di adeguata capacità rete di raccolta acque meteoriche di copertura collegata direttamente ad una rete di dispersione nel sottosuolo secondo le indicazioni previste nella perizia geologica. rete elettrica allacciata alla rete STET per l alimentazione dell impianto elettrico. Tipologie rifiuti Nella seguente tabella vengono riportati i dati relativi alle tipologie e quantitativi di rifiuti previsti da trattare, degli eventuali rifiuti prodotti e della materia prima seconda generata. 27

29 Opere accessorie Si rende necessaria la realizzazione di opere accessorie consistenti in: asfaltatura in conglomerato bituminoso della strada di pertinenza realizzazione di nuove reti di adduzione per servizio idrico potabile, antincendio, energia elettrica 28

30 Fase di realizzazione Per la realizzazione dell intervento di progetto si prevedono le seguenti fasi di lavorazione: allestimento cantiere movimenti terra per opere di fondazione e modellazione ambientale opere di fondazione in calcestruzzo armato opere in elevazione in calcestruzzo armato realizzazione di strutture di copertura opere impiantistiche realizzazione di sottofondi in misto rullato calcareo realizzazione di pavimentazione industriale realizzazione di pavimentazioni in conglomerato bituminoso opere complementari di finitura messa a dimora di piantumazione e sistemazione del verde prove e collaudi smobilizzo del cantiere messa in esercizio Alternative di progetto Nella fase di elaborazione della progettazione preliminare sono state studiate diverse soluzioni alternative; in particolare si sono esaminate ipotesi di trasferimento dei rifiuti mediante tramogge e/o presse che ad un analisi più accurata sono risultate essere di maggior costo e minor flessibilità gestionale. Si è quindi optato per la soluzione più semplice e che garantisce la maggior adattabilità e versatilità nel tempo a fronte di costi di gestione contenuti. Fase di dismissione Nella scelta delle tecnologie costruttive da adottare sarà tenuta in considerazione la fase di fine vita dei materiali e dei componenti optando per soluzioni che consentono il disassemblaggio delle strutture per consentire il recupero dei componenti. Inquadramento ambientale Atmosfera Riguardo al regime dei venti dell area interessata dall impianto di progetto, non si dispone di fonti locali di rilievo anemometrico. Il regime locale è caratterizzato da brezze quotidiane, che assumono una forte intensità soprattutto nelle ore pomeridiane durante il periodo estivo. Per lo più tali brezze provengono da ovest. L impianto di progetto è previsto quasi completamente confinato all interno. Eventuali emissioni potranno essere collegate esclusivamente al trasferimento dei rifiuti organici i quali rimangono per tempi brevi prima del loro trasferimento definitivo in modo da limitare la formazione di odori. Sono previste in progetto delle specifiche opere di mitigazione quali: il potenziamento delle alberature perimetrali; impianti di bagnatura e nebulizzazione contro le emissioni di polvere. 29

31 Si può quindi asserire che il livello di ventosità caratteristico dell area di progetto non interferisce negativamente con le strutture e le operazioni di gestione dell impianto di progetto. Traffico L area è attualmente servita direttamente da una strada di penetrazione esistente collegata direttamente alla strada provinciale SP47 della Valsugana mediante corsie di decelerazione ed accelerazione. Il collegamento viario esistente è a servizio, oltre che all area in progetto, a delle attività estrattive presenti nelle immediate vicinanze. Il PRG del comune di Pergine prevede il potenziamento sia dell innesto viario sia della viabilità interna. Non si evidenziano punti particolarmente sensibili come strettoie od interferenze. Nella tabella seguente si riportano le tipologie di rifiuti con le relative frequenze in ingresso e in uscita dal centro di raccolta. 30

32 Si evidenzia inoltre come allo stato attuale, le quantità sopra descritte, interessino la sede AMNU ed il CRZ localizzati in Viale dell industria all interno dell abitato di Pergine. Suolo e sottosuolo Per la descrizione dettagliata delle caratteristiche di suolo e sottosuolo si rinvia alla relazione geologica e geotecnica allegata. Ambiente idrico Nell area di progetto non sono presenti corsi d acqua. A sud dell area, ad una distanza di circa ml , scorre il torrente Fersina. Per quanto riguarda gli scarichi provenienti dall impianto di progetto sono previste le seguenti infrastrutture: la rete nera di raccolta servizio igienico sarà collegata ad una vasca di tenuta; le acque meteoriche provenienti dalla copertura sono raccolte e smaltite mediante rete dedicata e smaltimento in trincee drenanti nel sottosuolo; per le aree di stazionamento dei container in uso si prevede una gestione separata dalle acque di scarico, in particolare sono previste delle canalette grigliate di captazione con raccolta ed adduzione in una vasca stagna; per le aree adibite a piazzale, aree di manovra e quelle riservate al conferimento dell utenza, è prevista una specifica rete di raccolta collegata ad un disoleatore che servirà anche per il trattamento delle acque di prima pioggia. A valle del disoleatore la tubazione di scarico è dotata di una saracinesca di intercettazione per consentire la deviazione del flusso verso un apposita vasca stagna a tenuta da attivare in caso di sversamenti accidentali sui piazzali. Le aree destinate al conferimento di rifiuti pericolosi e R.A.E. saranno realizzate in muratura e saranno coperte. Tali locali sono collegati ad una vasca stagna. Ecosistemi, vegetazione, flora e fauna L area di progetto è situata a nord ovest dell abitato di Pergine Valsugana, nel contesto ambientale delimitato dal torrente Fersina e dalla strada provinciale della Valsugana. In particolare, l area di progetto si colloca nelle immediate vicinanze di una zona industriale a nord e tra due zone estrattive previste dal PRG a d est e ad ovest. In prossimità dell area di intervento non sono stati rilevati ne biotopi ne siti di importanza comunitaria. Rumore e vibrazioni Per la descrizione dettagliata degli aspetti legati a rumori e vibrazioni si rinvia alla relazione acustica previsionale allegata. Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti Non esistono fonti di inquinamento elettromagnetico. Con la realizzazione del nuovo impianto è previsto l allacciamento alla rete elettrica (STET) e la realizzazione di un quadro elettrico generale ubicato in apposito locale. La potenza elettrica impiegata è stimata in 30KW. 31

33 Paesaggio e beni culturali L area prevista in progetto, attualmente a destinazione agricola (coltivazione a prato), non presenta caratteristiche di particolare interesse paesaggistico. Nelle immediate vicinanze dell area è presente una viabilità primaria, zona produttiva del settore secondario di interesse provinciale ed a sud est zone a destinazione estrattiva (cave di inerti). Nei pressi di questa area non si riscontrano beni architettonici ed archeologici ad alta valenza paesaggistica. Per garantire un efficace inserimento ambientale dell edificio di progetto, si prevede il mantenimento della topografia esistente dei luoghi, il potenziamento delle barriere vegetali ove esistenti sul perimetro del lato e la messa a dimora di nuove alberature di protezione. Nella scelta dei materiali dell edificio verrà posta particolare attenzione al fine di garantire un migliore inserimento ambientale. Salute pubblica Le principali vie di esposizione ad agenti biologici e agenti patogeni relative alla struttura di progetto sono le seguenti:ingestione, contatto, inalazione; nel caso specifico si possono escludere la contaminazione per ingestione e contatto in quanto all interno del centro di raccolta e recupero è vietato assumere cibi o bevande e fumare nelle aree di lavoro. La movimentazione dei container contenenti i rifiuti sarà caratterizzata da un alta frequenza e non vi sarà quindi deposito di microrganismi trasportati dal vento. Il deposito di microrganismi sarà ridotto o eliminato mediante periodica bagnatura delle superfici. Per quanto riguarda l inalazione si può considerare come ridotta anche questa via di esposizione. I lavoratori all interno del centro disporranno di idonei servizi sanitari provvisti di docce con acqua calda e fredda. I lavoratori saranno dotati di indumenti protettivi idonei, da riporre in luoghi separati dagli abiti civili. Gli indumenti saranno controllati, disinfettati e puliti periodicamente. Le superfici all interno dell ufficio dell operatore saranno idrorepellenti e resistenti ad acidi, alcali, solventi e disinfettanti. Nel valutare il rischio, va tenuto presente il tempo di esposizione; infatti le proprietà di un microrganismo patogeno, una volta che esso sia penetrato nell organismo ospite, sono necessarie ma non sufficienti a determinare la malattia, in quanto intervengono altri fattori come il numero degli agenti biologici penetrati (carica infettante) e la suscettibilità dell organismo infettato. Gli addetti alla gestione del centro, normalmente non entrano in contatto diretto con i rifiuti in quanto l attività prevede il supporto, se richiesto, al conferimento dei rifiuti da parte degli utenti; questi ultimi permangono all interno del centro per brevi periodi. In base a quanto finora esposto, si può considerare il rischio di esposizione ad agenti biologici non significativo. 32

34 Valutazione strategica La situazione venutasi a creare in Alta Valsugana in merito alla raccolta dei rifiuti urbani ed assimilati è paradossale; se, da una parte, la raccolta differenziata risulta tra le più elevate registrate in Provincia ed ha raggiunto mediamente il valore stabile del 75%, dall altra, sul territorio servito da AMNU S.p.A., non è localizzato nemmeno un impianto di trattamento o smaltimento dei rifiuti. Nel Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti era previsto nella zona un impianto di trattamento del verde che è però stato chiuso a fine Questa situazione di fatto impegna una grande quantità di risorse a finalità esclusivamente logistiche e l attuale assenza di piattaforme per il pretrattamento, eventuale cernita, triturazione, imballo ed altri analoghi accorgimenti, non consente nemmeno l ottimizzazione di tali ingenti costi che, conseguentemente, ricadono sulle tariffe dei cittadini. La situazione impiantistica attuale vede 6 CRM intercomunali operativi secondo le indicazioni e prescrizioni del Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti e un unico centro per il Comune di Pergine dove confluiscono attualmente sia i rifiuti urbani che i rifiuti speciali e pericolosi; ne consegue che il centro CRM/CRZ di Pergine in base al vasto bacino di utenza risulta spesso essere congestionato. ubicazione al servizio dei Comuni di abitanti equivalenti CRM/CRZ Pergine Valsugana Pergine Valsugana e Vignola Falesina CRM Levico Terme Levico Terme e Tenna CRM Baselga di Piné Baselga di Piné e Bedollo CRM Caldonazzo Caldonazzo e Calceranica CRM Civezzano Civezzano e Fornace CRM Vigolo Vattaro Vigolo Vattaro, Vattaro, Bosentino e Centa s. Nicolò CRM S. Orsola S.Orsola, Fierozzo, Frassilongo e Palù totale Oltre a tali necessità, la realizzazione di una piattaforma a supporto della raccolta dei rifiuti, potrebbe svolgere la funzione di CRZ razionalizzando l attuale confusa situazione venutasi a creare presso il CRM/CRZ di Pergine Valsugana dove risulta difficile sia dal punto di vista normativo che dal punto di vista logico gestire contemporaneamente numerose fasi di raccolta e di stoccaggio. Nelle intenzioni di AMNU infatti, l attuale centro integrato (CRM/CRZ) verrebbe utilizzato prevalentemente come centro di raccolta intercomunale dei rifiuti urbani ed assimilati raccolti in modo differenziato ai sensi del D.M. 8 aprile 2008 come recepito dalla P.A.T. nel corso del

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