Patent Competitive Intelligence Un applicazione in Datalogic S.p.A

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1 Patent Competitive Intelligence Un applicazione in Datalogic S.p.A TESI DI LAUREA IN ECONOMIA E GESTIONE DELL INNOVAZIONE LS Anno Accademico Sessione

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3 PATENT COMPETITIVE INTELLIGENCE UN APPLICAZIONE IN DATALOGIC S.P.A. INDICE ABSTRACT... 5 PARTE I COMPETITIVE INTELLIGENCE... 7 Capitolo 1 Introduzione allo studio... 9 Abstract La conoscenza come competenza distintiva La Proprietà Intellettuale Il Brevetto Contenuto di un brevetto Designazioni geografiche e famiglie di brevetti Classificazioni L uso strategico della Proprietà Industriale Capitolo 2 Patent Competitive Intelligence Abstract Competitive Intelligence Patent Competitive Intelligence Tipologie di ricerche brevettuali Destinatari e vantaggi R&D e IP Office Divisioni aziendali Management Strategico Altri soggetti Limiti dell analisi brevettuale della concorrenza Capitolo 3 Tecniche di patent Data Mining Abstract Ricerche in base alla classificazione Text Mining Studio delle citazioni Analisi Brevettuale La Citation Analysis di Stuart e Podolny

4 PARTE II CASE STUDY...71 Capitolo 4 Case study: Datalogic S.p.A...73 Abstract Datalogic S.p.A Datalogic Intellectual Property Office Struttura e Obiettivi analisi Fase A Identificazione dell ambito applicativo Fase B Technological Mapping Fase C Benchmark Analysis Tecniche e Strumenti Social Network Analysis Manipolazione delle two-mode valued affiliation matrix MDS...91 Capitolo 5 Technological Mapping...95 Abstract Introduzione Mapping Considerazioni Capitolo 6 Benchmark Analysis Abstract Patent Portfolio Benchmarck Applicazione Considerazioni finali CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA SITOGRAFIA INDICE DELLE FIGURE

5 ABSTRACT L obiettivo dello studio è quello di descrivere al lettore la metodologia utilizzata in Datalogic S.p.A. per analizzare lo scenario competitivo. In particolare si analizza la struttura del settore dal punto di vista tecnologico attraverso l indagine e il confronto dei brevetti delle aziende che vi operano. L elaborato si divide in due sezioni: una è dedicata alla definizione di Patent Competitive Intelligence, e la successiva tratta di un applicazione della stessa in Datalogic S.p.A.. Nella prima sezione si descrive l utilizzo della Proprietà Industriale come strumento di protezione del vantaggio competitivo basato sulla conoscenza. Successivamente viene descritto ciò che si intende per Patent Competitive Intelligence, ovvero il complesso delle attività di analisi delle attività inventive, coperte da brevetti, allo scopo di creare conoscenza competitiva relativamente all ambiente esterno. Le attività legate al Patent Competitive Intelligence si basano su numerosi metodi di estrazione e analisi di dati brevettuali, dai quali dipenderà direttamente il processo di creazione della conoscenza competitiva. Per ricerca brevettuale si intende l insieme delle attività dedicate all estrazione e all indagine di documenti a partire da database brevettuali, al fine di supportare decisioni di tipo tattico-operativo. L analisi brevettuale è l insieme delle operazioni di elaborazione di informazioni ottenute da una ricerca brevettuale (eseguita a priori) per ottenere informazioni consuntive di tipo strategico. In letteratura esistono numerose metodologie e applicazioni di ricerche e analisi brevettuali, il capitolo 3 è dedicato a questo e alla descrizione di alcuni esempi specifici. La seconda sezione dell elaborato è dedicata ad un applicazione di Patent Competitive Intelligence in Datalogic S.p.A.. L azienda è leader a livello mondiale nella progettazione, produzione e commercializzazione di lettori ottici per il codice a barre, dispositivi portatili per la raccolta dati e sistemi di identificazione in radio frequenza (RFID). L obiettivo dell analisi è di ottenere informazioni a supporto delle decisioni strategiche, attraverso la manipolazione ad hoc dei dati brevettuali dei concorrenti di Datalogic. 5

6 Lo studio inizia attraverso una prima definizione del Datalogic Landscape inteso come orizzonte tecnologico all interno del quale analizzare gli attori che vi operano. In questo modo è possibile sia individuare nuovi attori operanti nelle aree selezionate, sia analizzare la similitudine di portafoglio delle aziende concorrenti. La seconda fase di analisi prevede di analizzare la struttura del portafoglio brevetti, di un set selezionato di aziende, in un ampio orizzonte tecnologico e confrontandolo poi con quello di Datalogic S.p.A. In questo caso non si parte da un orizzonte tecnologico all interno del quale indagare le attività inventive degli attori, ma da un set di attori in cui indagare l intera struttura dei loro portafogli brevettuali attraverso l utilizzo di indici specifici di benchmark. In ultima, le informazioni ottenute vengono analizzate anche in integrazione con informazioni di mercato. Le informazioni ottenute hanno l obiettivo di supportare decisioni di Due Diligence e Merge & Acquisition, oltre che all individuazione di nuovi competitors valutandone l entità della concorrenzialità nei confronti di Datalogic S.p.A.. 6

7 PARTE I PATENT COMPETITIVE INTELLIGENCE

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9 Capitolo 1 Introduzione allo studio Il miglior investimento possibile è quello della conoscenza B. Franklin Abstract Lo scopo del seguente capitolo è quello di introdurre il lettore allo studio che costituisce l oggetto dell elaborato. Il contesto competitivo attuale in cui le aziende sono chiamate ad operare è caratterizzato da una forte dinamicità e frequenti momenti di discontinuità tecnologica. Per il raggiungimento della leadership le aziende devono basare il proprio vantaggio competitivo sulla conoscenza, in modo da assumere una posizione difficilmente attaccabile dalla concorrenza. La conoscenza, in un contesto organizzativo, può essere protetta legalmente con strumenti di Proprietà Industriale come ad esempio il brevetto. La strategia brevettuale di un azienda incide fortemente sulle sue attività. Se pianificata correttamente, permette di ottenere vantaggi derivanti sia dalle attività operative che definisce, ma anche dalle informazioni strategiche ottenibili mediante la sua attuazione.

10 PARTE I COMPETITIVE INTELLIGENCE 1.1 La conoscenza come competenza distintiva Il contesto attuale nel quale le imprese sono chiamate ad operare è caratterizzato da numerose dinamiche evolutive: l accorciamento del ciclo di vita dei prodotti, lo sviluppo dell Information Technology, il cambiamento delle richieste dei clienti e la conseguente necessità di personalizzazione del prodotto, l ampliamento dei mercati e l esternalizzazione delle attività, siano esse produttive o di servizio. Tali dinamiche impongono costantemente alle aziende di modificare ed adattare la propria struttura organizzativa in base alla configurazione dell ambiente competitivo di cui fanno parte. Questo implica una revisione puntuale dei prodotti e servizi offerti, dei processi produttivi, degli obiettivi e dei mercati di riferimento. Diventa perciò necessario monitorare costantemente l orizzonte competitivo e ridisegnare le proprie strategie in funzione delle variazioni ambientali. L entità dei cambiamenti che un impresa decide di intraprendere dipende, oltre che dal settore tecnologico in cui opera e dal relativo grado di evoluzione che lo interessa (si pensi, ad esempio, all impatto delle tecnologie internet in un settore higt tech e in uno di estrazione di materie prime), anche dagli obiettivi che la stessa impresa si pone in termini di copertura di mercato. In tale contesto, caratterizzato da importanti discontinuità in termini di mercati di riferimento, di prodotti e servizi offerti, di processi di produzione e di struttura competitiva, concretizzare una strategia di leadership significa perseguire obiettivi di ottenimento del vantaggio competitivo. Il vantaggio competitivo può essere descritto come il risultato di una strategia che permette ad un azienda di conquistare e mantenere una posizione favorevole nel settore in cui opera, attraverso il conseguimento di risultati superiori a quelli raggiunti dai concorrenti. Esso deriva dall abilità di integrazione e coordinamento delle condizioni esterne con le caratteristiche dell impresa in modo efficace ed efficiente. Le strategie che possono portare un impresa a raggiungere una posizione di leadership rispetto ai concorrenti sono diverse e dipendono soprattutto dalla tipologia di mercato che si intende coprire. Elencando le principali si hanno: la strategia di leadership di costo, di differenziazione, di diversificazione, di integrazione verticale e di esternalizzazione. Ognuna di queste si deve basare oltre che su una forte enfasi 10

11 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE ALLO STUDIO all arricchimento della catena del valore 1, anche su strategie che perseguano obiettivi costanti di innovazione tecnologica. Innovare significa attuare delle novità che aumentano il valore del contesto al quale si riferiscono. In ambito aziendale può essere interpretato come un processo di crescita degli strumenti utilizzati e offerti al mercato che portano vantaggi economici incrementali. Piu nello specifico, Sobrero (1999) 2 definisce l innovazione come combinazione di un attività di invenzione e di un attività di sfruttamento commerciale della stessa. Per Sobrero l innovazione tecnologica è rilevante se: 1. modifica la struttura del settore; 2. modifica la base delle risorse e delle competenze distintive per l azienda; 3. influenza le basi del vantaggio competitivo; sia essa relativa ad un prodotto o ad un processo aziendale. L innovazione può essere definita come l output del processo di gestione, elaborazione e trasferimento della conoscenza di un impresa. Il ruolo di innovatore o leader, specie in mercati ad alta specializzazione tecnologica, incrementa le possibilità di acquisire posizioni di vantaggio competitivo difficilmente raggiungibili dalle altre imprese. Tale posizione è tanto più sicura, quanto più è fondata su risorse di cui i concorrenti non dispongono e hanno difficoltà ad acquisire, cioè quando si basa su competenze distintive dell impresa 3. Inoltre, il vantaggio competitivo è difficilmente attaccabile quando si basa su risorse di tipo intangibile, esse infatti incrementano il valore prodotto dall impresa, rendendo più efficace ed efficiente l utilizzazione delle risorse tangibili. In questo contesto, per risorse intangibili, si intende l insieme di relazioni, routine e capacità organizzative, usi e metodi, professionalità, motivazione e conoscenza delle persone che formano un organizzazione. Con il termine conoscenza si descrive il complesso delle nozioni, esperienze, abilità, capacità innovativa e potenziale di crescita delle persone che formano l impresa. In particolare è possibile classificare la conoscenza in implicita ed esplicita: dove la prima, detta anche tacita, si esprime come l insieme di nozioni, esperienze, e competenze che non sono codificate e quindi esternalizzate. 1 Catena del valore: sistema di risorse impegnate a monte e a valle del processo di creazione del valore per il cliente. 2 Sobrero M., Gestione dell Innovazione, Carocci editore, Fontana F., Caroli M., Economia e gestione delle imprese, McGraw-Hill,

12 PARTE I COMPETITIVE INTELLIGENCE Per Nonaka I., Takeuchi H. (1995) 4 le conoscenze tacite subiscono un processo dinamico di conversione e combinazione che generano conoscenza esplicita che viene codificata, trasferita e compresa dai membri che compongono l organizzazione. La conoscenza esplicita comprende tutto ciò che è esprimibile e di conseguenza trasferibile; essa costituisce il background conoscitivo di un azienda, il cui obiettivo dev essere quello di crescere elaborando tale conoscenza per crearne di nuova, sempre in una logica di loop. La conoscenza fa parte del complesso del capitale intellettuale dell impresa ed essendo fonte di innovazioni che porteranno benefici futuri, è possibile definirla come il centro nevralgico dell attività imprenditoriale. Il processo di generazione di valore per l impresa si basa sulla trasformazione della conoscenza che può avvenire in almeno tre modi distinti 5 : a. attraverso il riutilizzo di conoscenza esistente, guadagnando in efficienza ed efficacia; b. attraverso il raffinamento della conoscenza esistente; c. attraverso la ricombinazione della conoscenza esistente, rendendo così possibili innovazioni incrementali. E proprio attraverso la logica che vede la conoscenza alla base del processo di creazione di innovazione e l innovazione alla base del vantaggio competitivo che è possibile affermare l esistenza di un collegamento diretto tra conoscenza e vantaggio competitivo di un impresa, inteso come capacità di esercitare una posizione di leadership nei confronti dei concorrenti (figura 1.1). 4 Nonaha I., Takeruchi H., The knowledge-creating Company, Oxgord University Press, Ruta C., Turati C., Organizzare il Knowledge Management, Egea,

13 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE ALLO STUDIO Leadership Vantaggio competitivo Innovazione Conoscenza Figura 1.1 Il cammino della conoscenza Concludendo, si riporta un passo di I. Nokara 6 : In un epoca in cui l unica certezza è l incertezza, l unica fonte sicura per il vantaggio competitivo è la conoscenza. 6 Nokara I., A dynamic Theory of Organizational Knowledge Creation, Organizational Science, (5) n.1 13

14 PARTE I COMPETITIVE INTELLIGENCE 1.2 La Proprietà Intellettuale La Proprietà Intelletuale di un impresa è quel complesso di informazioni, idee, e beni intangibili che danno la possibilità di esercitare un diritto esclusivo nei confronti di chi non ne è in possesso. Con l'espressione Proprietà Intellettuale solitamente si indica il sistema di tutele relativo a strumenti caratterizzati da contenuto immateriale e intangibile: i Diritti di Proprietà Industriale e il Diritto d Autore. I Diritti di Proprietà Industriale disciplinano oggetti derivanti da investimenti in innovazione, mentre il Diritto d Autore, tutelando la creazione artistica, è relativo alla protezione della personalità dell autore come espressione del suo contributo creativo. In base alla suddetta definizione e rifacendoci alla tassonomia proposta da Auteri (2001), successivamente rivista da Calderini e Granieri 7, è possibile classificare la Proprietà Intellettuale in creazioni intellettuali: ad alto contenuto tecnologico; a contenuto estetico. La prima tipologia si riferisce a qualcosa che la mente umana ha inventato : un prodotto o un processo che danno risultati utili. Creazioni intellettuali a contenuto estetico si rifanno, invece, a qualcosa che la mente umana ha creato. La distinzione rappresenta più una tendenza che una classificazione rigorosa, infatti esistono sistemi della proprietà industriale che conservano sia caratteristiche funzionali che estetiche. Più rigorosa è la definizione che offre il Codice della Proprietà Industriale della stessa: il Decreto Legislativo n. 30 del 10 febbraio 2005 definisce la Proprietà Industriale come l insieme dei marchi e altri segni distintivi, indicazioni geografiche, denominazioni di origine, disegni e modelli, invenzioni, modelli di utilità, topografie dei prodotti a semiconduttori, informazioni aziendali riservate e nuove varietà di vegetali. I diritti di proprietà industriale si acquistano tramite brevettazione per le invenzioni, i modelli di utilità e le nuove varietà vegetali; tramite registrazione i marchi, i disegni e modelli, le topografie dei prodotti a semiconduttori 8. Diversamente dai precedenti, le informazioni aziendali riservate, i segni distintivi diversi dal marchio registrato, le indicazioni geografiche e le denominazioni di 7 Grandi A., Sobrero M., Innovazione tecnologica e gestione d impresa, Il Mulino, Art. 2 D.Lgs. n

15 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE ALLO STUDIO origine, non danno luogo a titoli di Proprietà Industriale, pur non essendo brevettati o registrati, ma vengono comunque protetti dalla legge se sussistono i presupposti previsti dall ordinamento stesso. Tale distinzione permette di separare i diritti di Proprietà Industriale in diritti titolati e non titolati. I primi vengono considerati beni mobili registrati e vengono originati dalla brevettazione oppure dalla registrazione; i diritti non titolati tutelano un oggetto specifico e sorgono quando sussistono determinati presupposti previsti dalla legge. Le forme di tutela della proprietà intellettuale più diffuse in ambito organizzativo sono il marchio, il segreto industriale e il brevetto. Un marchio d impresa è un segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, in particolare parole, compresi i nomi di persone, disegni, lettere, cifre, suoni, forma di un prodotto o della confezione di esso, combinazioni o tonalità cromatiche, purché siano idonee a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli delle altre imprese 9. La registrazione è valida dieci anni a partire dalla data di deposito della domanda, fatto salvo il caso di rinuncia del titolare, e può essere rinnovata iterativamente per ulteriori dieci anni dalla scadenza della precedente. Un marchio rappresenta l abilità di un impresa di rendere distintivi da quelli dei concorrenti i prodotti (o servizi) che offre al mercato; infatti esso deve rispondere a requisiti di novità, capacità distintiva, originalità e liceità previsti dalla legge. Esistono diverse tipologie di marchi registrabili: a seconda della copertura geografica si hanno marchi nazionali, comunitari e internazionali; marchio individuale (che distingue un singolo prodotto o servizi) e collettivo (per garantire l origine, la natura o la qualità di un set di prodotti); marchi di fabbrica, di commercio e di qualità. Il Segreto Industriale protegge le informazioni, le conoscenze di tipo organizzativo, procedurale e commerciale, che sono segrete (non rese di dominio pubblico) ed hanno un valore economico costituendo un bene aziendale fonte di vantaggio concorrenziale 10. Le informazioni, non tutelate dalla legge come titolati, non possono essere oggetto di esclusiva, anche se utilizzate dai membri dell azienda che, per acquisirle e soprattutto proteggere dalla concorrenza, impiega notevoli risorse. L ordinamento tutela le imprese attraverso una serie di norme regolanti la riservatezza, il controllo della concorrenza sleale e la violazione di obblighi 9 Art. 7 D.Lgs. n Salvagni C., Marchi, Brevetti e Know-How, pp , Esselibri-Simone,

16 PARTE I COMPETITIVE INTELLIGENCE contrattuali che permettono alle stesse di mantenere, almeno di fatto, un esclusiva su questo tipo di patrimonio aziendale. Quando queste informazioni vengono rese pubbliche, l unico strumento che può tutelare il proprietario è la domanda di risarcimento del danno rivolta al divulgatore, sempre che tale violazione sia dimostrabile. La brevettazione protegge delle informazioni che devono rispettare determinati requisiti e che vengono rese note al pubblico. Al contrario, il Segreto Industriale si riferisce a informazioni di qualsiasi genere che rimangono congelate nella conoscenza dei membri dell azienda. Inoltre, la procedura di brevettazione prevede un iter burocratico complesso e dei costi di gestione non trascurabili che assicurano una tutela legale limitata nel tempo, mentre il Segreto Industriale non prevede alcun tipo di procedura o limitazione temporale. Sono proprio questi vantaggi che rendono debole lo strumento: infatti il Segreto Industriale, se mantenuto, tutela il proprietario senza alcuna limitazione nel tempo, costo o procedura burocratica, ma al tempo stesso, rappresenta uno strumento di protezione debole perché facilmente violabile. Lo strumento che viene in assoluto più utilizzato per proteggere la conoscenza come fonte di vantaggio competitivo per l azienda è il brevetto, strumento di tutela legale delle invenzioni industriali. 16

17 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE ALLO STUDIO 1.3 Il Brevetto Il brevetto è uno titolo legale che permette al titolare l utilizzo monopolistico dell invenzione oggetto della protezione, in cambio della divulgazione della conoscenza sulla quale si basa. Il titolare ha la facoltà di autorizzare terzi all utilizzo dell invenzione di cui è proprietario. Esso costituisce un vero e proprio titolo giuridico che autorizza un monopolio temporaneo di sfruttamento dell'invenzione limitato ad un determinato range temporale, un preciso scopo ed uno spazio circoscritto. Lo scopo del brevetto è quello di incentivare l attività inventiva diffondendone la conoscenza e dando la possibilità a chi lo detiene di avere un ritorno economico grazie alla sua commercializzazione. La procedura di concessione di un brevetto può richiedere diversi anni, perciò nel periodo che va dalla data di deposito della domanda (presso l Ufficio competente) alla concessione, si parla di brevetto pending o in fase di prosecuzione. Il brevetto d invenzione ha durata vent anni dalla data di deposito della domanda; dopo tale periodo, l oggetto della protezione diventa di pubblico dominio, ciò implica che qualsiasi persona potrà godere del diritto di utilizzazione. Lo scopo di un brevetto dipende dalla tipologia di invenzione che protegge, infatti se riguarda un innovazione di prodotto, la protezione è riferita all oggetto in modo assoluto, indipendentemente da come esso sia stato realizzato; se l invenzione è relativa ad un processo, la protezione è riferita al risultato ottenibile attraverso tale metodologia. La protezione che si decide di richiedere per una particolare invenzione dipende dalla copertura geografica che il proprietario decide di attribuire al brevetto stesso: è possibile depositare una domanda di brevetto a livello nazionale, comunitario o internazionale designando i paesi in cui si vuole esercitare il diritto titolato. Possono costituire oggetto di brevetto le invenzioni che rispettano determinati requisiti: novità non ovvietà industrialità liceità Un trovato è nuovo se non è stato reso noto nella prior-art, ovvero in tutto ciò che è pubblico prima della data di deposito della domanda di brevetto, mediante una 17

18 PARTE I COMPETITIVE INTELLIGENCE descrizione scritta o orale, una utilizzazione, una dimostrazione, un prodotto in commercio o un qualsiasi altro mezzo. Il requisito di non ovvietà deriva dal concetto di esperto del ramo che è riconducibile alla figura giuridica che detiene, in modo diligente, tutta la conoscenza dello stato dell arte in un particolare settore tecnologico. Più precisamente si può affermare che un invenzione non è ovvia se non risulta, per l esperto del ramo, in modo evidente dalla prior art; la deduzione per far venir meno questo requisito deve essere evidente, semplice, diretta e ovvia. Per essere protetta da brevetto un invenzione deve rispettare il requisito di industrialità, ovvero il trovato deve essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria, cioè, deve avere un applicazione industriale. E ovvio inoltre che un brevetto, per essere considerato tale, deve riferirsi ad invenzioni la cui attuazione non è contraria all ordine pubblico o al buon costume. Le ragioni che spingono all attività inventiva, e conseguente tutela del trovato, sono da ricondursi principalmente alla determinazione di una soluzione ad un problema tecnico; problema che può essere o meno noto a priori. Si può avere un brevetto tutte le volte che sussiste la relazione tra una causa (un problema tecnico) ed un effetto (la sua risoluzione contenuta nell invenzione), la sua concreta messa in pratica e la sua divulgazione Contenuto di un brevetto Una domanda di brevetto per Invenzione Industriale deve comprendere: un titolo, che indichi l'oggetto dell'invenzione; un riassunto, nel quale si introduce brevemente l'oggetto dell'invenzione; una descrizione, nella quale deve essere descritto in modo chiaro l'invenzione; le rivendicazioni (claims), nelle quali si definiscono le caratteristiche essenziali del "trovato" che si intendono difendere e tutelare, e sulle quali rivendicare il diritto esclusivo di sfruttamento. Eventualmente vi saranno delle tavole di disegno, a supporto della descrizione, nelle quali vengono illustrate la forma di realizzazione principale ed ulteriori varianti. 18

19 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE ALLO STUDIO La descrizione contiene i riferimenti alla prior art nel settore con i relativi inconvenienti e problemi che l'invenzione vuole risolvere, un elenco dei vantaggi che l'invenzione consente di ottenere, una spiegazione della distinzione tra l invenzione e quanto è già noto, oltre ad una breve descrizione di una forma di realizzazione e delle eventuali varianti con il relativo funzionamento, eventuali disegni o schemi (anche realizzati a mano). Alla domanda di brevetto vengono associati, dall ufficio brevetti competente, alcuni dati bibliografici relativi al numero e la data di deposito (filing), di priorità (priority), di pubblicazione ed eventualmente di concessione. Il numero e la data di priorità si riferiscono al primo brevetto in assoluto depositato per una determinata invenzione, e consentono di sfruttare un lasso di tempo 11 in cui il richiedente può depositare altre domande, relative al medesimo contenuto del brevetto, in altri stati: in questo modo si creeranno tanti brevetti, cosiddetti equivalenti, quanti sono gli stati o le regioni designati. La novità e l originalità di un brevetto o di una famiglia di brevetti devono essere valutate tenendo conto della suddetta data di priorità. Ogni brevetto è caratterizzato, inoltre, da uno o più codici che lo classificano in un sistema di codifica, una particolare designazione geografica ed uno stato, che deriva dallo stato d avanzamento del suo iter burocratico dal deposito alla concessione Designazioni geografiche e famiglie di brevetti Come già accennato, il brevetto ha validità circoscritta territorialmente. La designazione geografica della domanda di brevetto può essere limitata ad un singolo stato o ad un insieme di nazioni mediante procedure unificate, nel caso di brevetto europeo o internazionale. Il Brevetto Europeo, nato con la Convenzione di Monaco del 1973, non è un titolo unico 12, la domanda e l esame sono univoci, ma il titolo genera un fascio di brevetti nazionali che conferiscono al titolare (Applicant) gli stessi diritti che avrebbe se avesse depositato le domande singolarmente per ogni paese. Si può facilmente mesi per i paesi aderenti alla Convenzione di Parigi. 12 Il brevetto comunitario, anche se non ancora in vigore, ha questo obiettivo: costituire uno strumento di brevettazione unico e valido in tutti i paesi che fanno parte della Comunità Europea. 19

20 PARTE I COMPETITIVE INTELLIGENCE comprendere che nella domanda di brevetto europeo è necessario designare i paesi in cui si vuole proteggere l invenzione e nei quali si andranno a pagare le rispettive tasse di deposito e mantenimento. Una schematizzazione della procedura di rilascio del brevetto europeo è riportata nella figura 1.2. Deposito domanda di brevetto Pubblicazione domanda di brevetto Eventuale concessione del brevetto t [mesi] 12 mesi per l esercizio del diritto di priorità Pubblicazione domanda e ricevimento rapporto di ricerca entro 18 mesi 6 mesi dalla pubblicazione del rapporto di ricerca per richiedere l esame del brevetto e pagamento tassa di designazione Esame Entro 3 mesi convalida nei paesi sceltri tra quelli designati Entro 9 mesi qualsiasi terzo può presentare un opposizione alla concessione Figura 1.2 La Procedura EPO Il Brevetto Internazionale assicura l estensione del diritto di esclusiva del brevetto presso quasi la totalità dei Paesi del mondo. La procedura PCT (da Patent Cooperation Treaty, Washington, 1970) prevede, la necessità di avanzare la procedura di rilascio del brevetto in ogni singolo stato designato, ma ne facilita la messa in opera attraverso un unica domanda depositata. Infatti, l esame internazionale della domanda si conclude con un giudizio non vincolante per i singoli uffici nazionali, che dovranno poi rilasciare il brevetto. In alcuni paesi un brevetto può riferirsi ad un precedente, che può essere chiamato brevetto padre, del quale rappresenta una specificazione ( domanda divisionale ) o un estensione ( domanda di continuazione ). Questa particolare caratteristica deve essere riportata sul frontespizio della domanda del nuovo brevetto che dovrà riportare le informazioni del documento padre di cui si rivendica la priorità.. Date queste precisazioni, è possibile ora descrivere il concetto di Famiglia di Brevetti come un insieme di documenti formato da un brevetto, da tutti i suoi equivalenti, e dalle domande divisionali e continuazioni (in U.S.A.). 20

21 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE ALLO STUDIO La data e il numero di deposito del più vecchio brevetto della famiglia costituiscono la data e il numero di priorità per tutti i membri della famiglia. Quindi una famiglia di brevetti si riferisce ad una particolare invenzione, ed eventualmente le sue continuazioni, di una determinata impresa. Tale concetto è fondamentale del campo dello studio della proprietà industriale e avrà particolare rilevanza nel monitoraggio dei concorrenti come si vedrà in seguito. Esistono diverse tipologie di definizioni che variano a seconda dell organizzazione che cura la creazione e il mantenimento delle Famiglie di Brevetti; vediamo le tre più conosciute: L patent family: è formato dai brevetti che hanno esattamente la/le stesse priorità, per questo motivo viene definita come famiglia stretta ; INPADOC patent family: appartengono ad una stessa famiglia tutti i documenti legati tra loro da almeno una stessa priorità (anche in combinazione); Derwent patent family: le famiglie sono composte da brevetti che rappresentano la stessa invenzione, il loro legame si identifica nella priorità o nelle rivendicazioni dei documenti stessi Classificazioni Le classificazioni dei brevetti hanno l obiettivo di ordinare e indicizzare il contenuto tecnico dei brevetti in aree tecnologiche accuratamente specificate e identificate con un codice. Tali classificazioni vengono costruite e mantenute da e per organismi esaminatori della proprietà intellettuale: il loro principale obiettivo è infatti quello di supportare le loro attività. La principale funzione delle classificazioni brevettuali è quella di organizzare, in modo strutturato, le informazioni contenute all interno dei documenti stessi, oltre a quella di agevolare la ricerca di brevetti che appartengono a determinate categorie tecnologiche. Le ricerche di brevetti, secondo il criterio che si basa sulla loro classificazione, può interessare diverse tipologie di attori, tra i quali: gli esaminatori che giudicano le domande di brevetto; i progettisti o ricercatori, nello studio della prior art; gli uffici di Intellectual Property delle aziende e di organizzazioni non 21

22 PARTE I COMPETITIVE INTELLIGENCE orientate al profitto (ad esempio le Università) e i consulenti brevettuali, nella gestione delle procedure di deposito e rilascio di un brevetto. Tra le principali classificazioni esistenti si ricordano: IPC ECLA USPC L International Patent Classification (IPC), è il sistema di classificazione in generale più conosciuto, introdotto dal World Intellectual Property Organisation (WIPO). Esso venne definito nel 1971 con l Accordo di Strasburgo. La Classificazione Internazionale dei Brevetti non viene solo utilizzata per classificare brevetti, ma anche per pubblicazioni, articoli scientifici e testi tecnici in generale. Questo sistema di categorizzazione tecnologica dei documenti viene costantemente aggiornata per far fronte alle evoluzioni del contesto che rappresenta; attualmente si fa riferimento all ottava edizione entrata in vigore il primo gennaio Ogni documento può essere caratterizzato da più IPC codes, ognuno di questi si articola in sezioni, suddivise a loro volta in classi, sottoclassi, gruppi e sottogruppi Un esempio di IPC code base è G06K 07/10 dove: G 0 6 K Section Class Subclass Group Subgroup Figura 1.3 Struttura base dell Internationa Patent Classification La nuova versione prevede una classificazione più dettagliata rispetto alla precedente e con maggiore contenuto informativo. Esistono due livelli di dettaglio nella versione 8: il Core Level, che consiste in un insieme stabile di 20,000 circa, tale classificazione ha principalmente l obiettivo di supportare le ricerche e l estrapolazione di dati; l Advanced Level, che consiste in una classificazione molto dettagliata con indicazioni maggiori rispetto la precedente. Mentre la precedente classificazione prevede un IPC symbol composto da 18 caratteri, la nuova revisione, nella massima estensione ne prevede

23 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE ALLO STUDIO Si riporta la rappresentazione schematica ufficiale pubblicata dal WIPO 13 : Position(s) Content Values 1 Section A,,H 2,3 Class 01,,99 4 Subclass A,,Z 5 to 8 Main Group (right aligned) 1,,9999, blank 9 Separating character / ( Slash ) 10 to 15 Subgroup (left aligned) 00,,999999, blank 16 to 19 For future use 4 blanks 20 to 27 Version indicator YYYYMMDD date format 28 Classification level C,A,S First or later position of symbol Classification value (inventive or non-inventive) 31 to 38 Action date YYYYMMDD date format F,L I,N 39 Original or reclassified data B,R,V,D 40 Source of classification data H,M,G Generating office AA,,ZZ For future use 8 blanks Figura 1.4 Struttura dell International Patent Classification ver.8 L European Classification System (ECLA) si può ritenere un estensione del sistema Internazionale di Classificazione dei brevetti (IPC), essendo più preciso e dettagliato. La classificazione ECLA viene assegnata ai documenti brevettuali dagli esaminatori dell European Patent Office (EPO) in modo da facilitarne le ricerche. Tale classificazione è composta dal codice di classificazione IPC più lettere o numeri caratteristici della classificazione ECLA La struttura della classificazione europea segue quella IPC ma aggiunge delle informazioni più dettagliate. Il formato sarà: IPC IPC classification + etra EPO internal subdivisions 13 Handbook on Industrial Property Information and documentation, World International Patent Office, Dicembre 2004, 23

24 PARTE I COMPETITIVE INTELLIGENCE La US Patent Classification (USPC) è il sistema di classificazione dei brevetti introdotto e gestito dal United States Patent and Trademark Office (USPTO). Tale classificazione è formata da oltre 450 classi, ognuna si articola gerarchicamente in più sottoclassi (se ne hanno in tutto oltre 150,000) opportunamente descritte. Numerose classi e sottoclassi presentano delle relazioni con altre che vengono descritte da una Classification Schedule. La classificazione è tipicamente espressa come "235/454"; il primo numero, 235, rappresenta la classe dell invenzione; il numero seguente, 454, rappresenta la relativa sottoclasse. Ogni brevetto può essere caratterizzato da più codici di classificazioni diverse, ciò dipende dell ente esaminatore presso cui la domanda di brevetto viene esaminata. E da notare comunque che ogni documento, indipendentemente dal paese in cui si deposita la domanda, sarà sempre caratterizzato da almeno un IPC code. 24

25 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE ALLO STUDIO Data di deposito Titolo Codici della classificazione internazionale Numero del brevetto concesso Proprietario o Applicant Inventori Documenti citati Figura 1.5 Esempio di frontespizio di un brevetto europeo fonte consultato il 15/05/07 25

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