AREA STUDI E STATISTICHE

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1 AREA STUDI E STATISTICHE L industria automotive mondiale nel 2013

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3 Profilo dell'associazione Nata a Torino nel 1912, ANFIA - Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, svolge da oltre 100 anni la funzione di Trade Association, come portavoce delle aziende italiane che operano ai massimi livelli nei settori della costruzione, trasformazione ed equipaggiamento degli autoveicoli per il trasporto individuale e collettivo di persone e di merci. ANFIA è tra le maggiori Associazioni di categoria che aderiscono a CONFINDUSTRIA e rappresenta il punto di riferimento relazionale e strategico tra la filiera automotive e il contesto politico-istituzionale, italiano e internazionale. L Associazione è strutturata in 3 Gruppi merceologici, ciascuno coordinato da un Presidente. Componenti: comprende i produttori di parti e componenti di autoveicoli; Carrozzieri e Progettisti: comprende le aziende operanti nel settore della progettazione, ingegnerizzazione, stile e design di autoveicoli e/o parti e componenti destinati al settore autoveicolistico; Costruttori: comprende i produttori di autoveicoli in genere inclusi camion, rimorchi, camper, mezzi speciali e/o dedicati a specifici utilizzi - ovvero allestimenti ed attrezzature specifiche montati su autoveicoli. Settori di attività L attività dell Associazione è organizzata nelle seguenti strutture operative: Area Tecnica e Affari Regolamentari, Area Economica, Studi e Statistiche, Saloni ed Eventi, Consulenza e formazione, Relazioni istituzionali, Comunicazione e Ufficio stampa, che definiscono e realizzano la missione e l offerta associativa di ANFIA: Tutelare gli interessi delle Aziende associate nelle sedi istituzionali pubbliche e private, sia nazionali che internazionali. Provvedere allo studio e alla risoluzione dei problemi di natura economica, giuridica, tecnica, fiscale e legislativa del comparto automotive. Promuovere il miglioramento continuo della Qualità. Promuovere attività e progetti di internazionalizzazione delle imprese. Analizzare l andamento del mercato autoveicolistico, sviluppando elaborazioni statistiche ad hoc per ognuno dei Gruppi ANFIA. Organizzare partecipazioni istituzionali o collettive alle manifestazioni espositive di interesse delle Associate, nonché ottenere condizioni preferenziali di partecipazione ai Saloni. Informare i media e l opinione pubblica sulle tematiche associative. Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica Sedi: Torino - Corso Galileo Ferraris, 61 Telefono Fax Roma Viale Pasteur, 10 Telefono (4) Fax ANFIA Area Studi e Statistiche

4 INDICE L economia mondiale pag. 5 L industria automotive mondiale : mercato pag. 7 produzione pag. 9 parco pag. 12 Focus per area: Europa mercato pag. 14 produzione pag. 21 Nafta mercato pag. 24 produzione pag. 30 Sud America mercato pag. 33 produzione pag. 38 Asia/Oceania mercato pag. 42 produzione pag. 52 Italia sintesi economica pag. 59 filiera produttiva pag. 62 mercato pag. 65 parco pag. 75 Pubblicazione a cura dell Area Studi e Statistiche di ANFIA Responsabile Marisa Saglietto La pubblicazione è stata chiusa con le informazioni disponibili al 31 marzo ANFIA Area Studi e Statistiche

5 L economia mondiale Secondo i dati preliminari diffusi a gennaio 2014 dal Fondo Monetario Internazionale, la crescita dell economia mondiale per l anno 2013 è stata del 3%, grazie al rafforzamento dell attività economica mondiale nel 2 semestre dell anno. La crescita è prevista proseguire e migliorare, le proiezioni del FMI stimano per il 2014 e il 2015 variazioni tendenziali positive rispettivamente del 3,7% e del 3,9%. Favoriranno la crescita le economie avanzate, in particolare gli Stati Uniti, grazie ad una politica di bilancio meno incerta, e le economie emergenti, anche se su di esse gravano condizioni finanziarie globali meno espansive. Nel terzo trimestre del 2013 la crescita si è rafforzata in Cina (al 7,8 %, sul periodo corrispondente), sulla spinta delle misure di sostegno agli investimenti e alle esportazioni varate nell estate. L aumento del prodotto è invece rimasto moderato in India (al 4,8 %), nonostante il forte deprezzamento della rupia e il recupero della produzione nel settore agricolo; il PIL ha rallentato in Brasile (al 2,2%) e ha continuato a ristagnare in Russia. Nell area Euro la modesta ripresa iniziata nel 2013, rimane ancora piuttosto fragile. L inflazione nei paesi avanzati è rimasta su livelli molto contenuti, mentre tra i paesi emergenti, la dinamica dei prezzi al consumo resta elevata in India, in Brasile e in Russia. L annuncio del tapering a maggio 2013 da parte della Federal Reserve ha determinato un immediato terremoto finanziario in alcuni Paesi emergenti, in particolare Brasile, Turchia, India e Indonesia, i cui Governi hanno attuato da subito misure per contenere le fughe di capitali e la spinta inflattiva. A partire da gennaio 2014, la FED ha avviato la riduzione mensile dello stimolo monetario per 10 miliardi di dollari al mese. In India (in ottobre) e in Brasile (in ottobre, novembre e gennaio) le autorità hanno innalzato i tassi di riferimento di politica monetaria per contenere le pressioni inflazionistiche e contrastare il deflusso di capitali. Tra i fattori a rischio nella ripresa mondiale predominano quelli di ordine finanziario. Nel 2013 l economia mondiale è cresciuta del 3% sul 2012, mentre l incremento del commercio mondiale si è ridotto al 2,7% rispetto al 6% del Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale stimano la crescita a +3,7% nel 2014 e +3,9% nel In questo quadro ancora incerto, la crisi ucraina rappresenta una variabile piuttosto rischiosa, su cui è difficile prevedere gli sviluppi. L Europa pesa per oltre il 50% sulle esportazioni russe, costituite principalmente da gas e petrolio. A sua volta l Europa importa circa il 30% del suo fabbisogno di gas dalla Russia e destina al paese oltre il 7% delle proprie esportazioni. L Italia è il secondo partner commerciale della Russia in Europa dopo la Germania. Anche nel 2013, come nell anno prima, la dinamica degli scambi dei volumi del commercio mondiale nel 2013 è stata moderata (+2,7%); le proiezioni sono di miglioramento: +4,5% nel 2014 e +5,2% nel Tutti gli indicatori sono puntati verso l alto per l economia dell Africa. Nell Africa Sub-Sahariana, secondo dati FMI, il PIL continuerà a crescere del 6,1% nel 2014, mentre nell anno appena concluso ha fatto registrare il +5,1%. 5 ANFIA Area Studi e Statistiche

6 F 2015F PIL 3,1 3,0 3,7 3,9 Paesi avanzati 1,4 1,3 2,2 2,3 Area euro -0,7-0,4 1,0 1,4 Germania 0,9 0,5 1,6 1,4 Francia 0,0 0,2 0,9 1,5 Italia -2,5-1,8 0,6 1,1 Spagna -1,6-1,2 0,6 0,8 Giappone 1,4 1,7 1,7 1,0 Regno Unit o 0,3 1,7 2,4 2,2 Stati Uniti 2,8 1,9 2,8 3,0 Paesi emergenti 4,9 4,7 5,1 5,4 Brasile 1,0 2,3 2,3 2,8 Cina 7,7 7,7 7,5 7,3 India 3,2 4,4 5,4 6,4 Russia 3,4 1,5 2,0 2,5 ASEAN (1) 6,2 5,0 5,1 5,6 Africa Sub-Sahariana 4,8 5,1 6,1 5,8 Commercio mondiale 2,7 2,7 4,5 5,2 (1)Indonesia, Malaysia, Philippines, Thailand, and Vietnam. Fonte: FMI Gennaio ANFIA Area Studi e Statistiche

7 L industria automotive mondiale L andamento dell industria autoveicolistica a fine 2013 ha conseguito risultati di segno positivo; secondo dati preliminari, la domanda di autoveicoli ha riguardato complessivamente 85,7 mln di autoveicoli, con una crescita d circa il 4,7% rispetto al 2012, che aveva già registrato un 5% di incremento sul La domanda di autoveicoli leggeri (vetture + veicoli commerciali leggeri) invece è stimata a circa 80 mln di unità (+4,7%) sul Oltre il 75% delle vendite complessive riguardano le autovetture, nel 2013 hanno riguardato quasi 65 milioni di unità (+4,7% sul 2012). Il mercato degli autoveicoli nel 2013 è stato sostenuto in particolare dalle vendite in: Cina (+13,9%) e Nafta (+7,1%). L area più in difficoltà è risultata l Unione Europea (-1,4%), in particolare l UE15+Efta (-1,6%). Nel 2013 la domanda di autoveicoli ha riguardato complessivamente 85,7 mln di autoveicoli, con una crescita del 4,7% rispetto al 2012, che aveva già registrato il 5% di incremento sul Nell'area dell'euro una modesta ripresa si è avviata, ma resta fragile. Si sono registrati progressi nei paesi più colpiti dalle tensioni sui mercati del debito sovrano. Si è concluso il programma di aiuti finanziari internazionali all Irlanda. L attività economica registrerà un aumento nella prima metà del 2014 (0,2% in T e 0,3% in T2 2014), sostenuta da un recupero degli investimenti privati (quelli pubblici continueranno a essere stagnanti) e da un parziale allentamento dell'impulso negativo per la crescita proveniente dalla politica fiscale. Questo favorirebbe marginalmente la ripresa dei consumi delle famiglie. Le esportazioni accelereranno lentamente nell orizzonte di previsione grazie al rinnovato dinamismo nei mercati emergenti (principalmente in Cina e nelle nazioni dell Europa Centro Orientale) e al rafforzamento della ripresa negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Giappone. Nell orizzonte di previsione la crescita moderata del PIL determinerà un miglioramento solo marginale delle condizioni del mercato del lavoro. L occupazione dell'area euro si stabilizzerà gradualmente e la produttività continuerà ad aumentare lentamente, proseguendo la tendenza in atto dall inizio del 2013 (estratto dal comunicato Outlook Eurozone ISTAT). Nel 2013 la domanda di autoveicoli in Cina ha rappresentato oltre ¼ dell intero mercato mondiale di autoveicoli, mentre l intero continente asiatico equivale al 44% della domanda globale. Si tratta di un continente che ospita quasi il 60% della popolazione mondiale, circa 3,8 mld di abitanti su 7 mld, con tassi di crescita economica del 7,7% per Cina, 4,4% India e 5% ASEAN (dati 2013). La domanda continuerà a crescere, soprattutto nei paesi delle aree Mercosur e ASEAN, rappresentando una grande opportunità per l'industria automotive, che andrà ad aumentare i propri livelli produttivi proprio nei paesi emergenti, di conseguenza un rischio per i mercati maturi, che invece soffrono di un eccesso di capacità produttiva rispetto alla sola domanda di sostituzione. Le innovazioni tecnologiche applicate ai veicoli, ai servizi e ai sistemi di trasporto e gestione del traffico, in Europa possono creare nuovi posti lavoro, compensando le perdite determinate dal ridimensionamento di siti produttivi. La domanda di autoveicoli è prevista aumentare anche nel 2014 oltre il 4%. 7 ANFIA Area Studi e Statistiche

8 Vendite mondiali di autoveicoli var% 12/11 var% 13/12 sh% 2013 MONDO (stime) ,0 4,7 100% EUROPA ,5-1,9 21% UE27+EFTA ,4-1,4 16% UE15 +EFTA ,7-1,6 15% Germania ,3-4,0 4% Francia ,2-5,3 3% UK ,8 11,2 3% Italia ,0-7,4 2% Spagna ,1 4,0 1% UE NUOVI MEMBRI ,3 1,0 1% RUSSIA ,3-6,1 3% TURCHIA ,4 9,2 1% NAFTA ,4 7,1 22% Canada ,9 3,7 2% Messico ,1 7,5 1% USA ,4 7,4 19% SUD AMERICA ,6 2,0 6% Argent ina ,0 16,1 1% Brasile ,7-0,9 4% ASIA-OCEANIA ,1 7,3 44% Cina ,2 13,9 26% Giappone ,5 0,1 6% India ,8-9,6 4% Sud Corea ,7 0,6 2% ASEAN ,6 2,6 4% ALTRI ,6 5,8 7% La Triade (Europa Occidentale, USA-Canada, Giappone), ovvero i paesi produttori tradizionali, pesano nel 2013 per il 42% di tutte le vendite mondiali. Nel 2013 la domanda in Cina ha rappresentato oltre ¼ dell intero mercato mondiale di autoveicoli, mentre l intero continente asiatico equivale al 44% della domanda globale. 8 ANFIA Area Studi e Statistiche

9 La produzione di autoveicoli, sostenuta quindi dall andamento positivo della domanda, ha totalizzato oltre 87 mln di unità, pari ad una crescita di circa il 3,7% sul Gli autoveicoli leggeri prodotti sono stati 83 mln (+3,8%) sul 2012 (80 mln). Il 52,5% degli autoveicoli è prodotto in Asia-Oceania, il 22,6% in Europa e il 19% circa nell area Nafta, il 6% nel Resto del Mondo. La Cina è il primo paese produttore del mondo (25% della produzione mondiale), seguita da Stati Uniti (12,6%), che avevano già superato nel 2011 il Giappone (11%), devastato da tsunami e terremoto; seguono Germania, Sud Corea, India, Brasile, Messico; la Tailandia ha conquistato una posizione, superando il Canada. I paesi del BRIC con 31,9 mln di autoveicoli (+9,9% sul 2012) rappresentano il 36,5% della produzione mondiale (era il 34,5% nel 2012). TOP PAESI PRODUTTORI DI AUTOVEICOLI Paese 2000 Paese 2005 Paese 2012 Paese 2013 provv. 1 USA USA CINA CINA GIAPPONE GIAPPONE USA USA GERMANIA GERMANIA GIAPPONE GIAPPONE FRANCIA CINA GERMANIA ( ) GERMANIA ( ) SUD COREA SUD COREA SUD COREA SUD COREA SPAGNA FRANCIA INDIA INDIA CANADA SPAGNA BRASILE BRASILE CINA CANADA MESSICO MESSICO UK BRASILE CANADA TAILANDIA MESSICO UK TAILANDIA CANADA ITALIA MESSICO RUSSIA RUSSIA BRASILE INDIA SPAGNA SPAGNA ( ) Vetture e VCL, escluso autocarri e bus/ Cars and LCV only Fonte: OICA/Associazioni Nazionali/Fourin Nelle economie tradizionali USA+Canada, Europa Occidentale e Giappone, le produzioni di Light vehicles rappresentavano nel 2000 complessivamente l 81% della produzione globale, mentre nel 2012 scendono al 51% e nel 2013 al 49,5%. I paesi BRIC invece passano dal 9,7% di quota del 2000 al 35,3% nel I paesi BRIC condividono una grande popolazione (Russia e Brasile oltre un centinaio di milioni di abitanti, Cina e India oltre un miliardo di abitanti), un immenso territorio, abbondanti risorse naturali strategiche e, cosa più importante, sono Nazioni caratterizzate da una forte crescita del PIL e della quota nel commercio mondiale. Una delle principali conseguenze della crescita e del consolidamento dei BRIC è stato l emergere di una nuova classe media, il che costituisce un dato di grande rilevanza poiché si tratta di quattro paesi molto popolosi (principalmente Cina e India). L industria autoveicolistica rappresenta il volano della crescita per le economie delle principali aree di produzione, che attraverso essa hanno creato valore, hanno generato effetti positivi sulle bilance commerciali e hanno trainato tanti altri settori industriali creando occupazione diretta ed indiretta. Questo sviluppo tuttavia non solo presenta disomogeneità, ma è caratterizzato da continui cambiamenti e contraddizioni. Di fatti dal punto di vista geografico si è delineato uno spostamento dei volumi produttivi dalle aree di più antica tradizione automobilistica, condizionate dalla saturazione dei mercati e dall eccesso di capacità produttiva, verso aree nuove, a favore delle quali giocano fattori demografici e di sviluppo economico generale oltre che bassi costi di produzione. 9 ANFIA Area Studi e Statistiche

10 PRODUZIONE MONDIALE DI LIGHT VEHICLES DISTRIBUZIONE PER AREA IN% NAFTA UE27 GIAPPONE BRIC 34,2% 30,3% 16,9% 9,7% 28,2% 25,0% 16,0% 15,8% 35,3% 32,3% 33,2% 22,9% 20,0% 19,2% 19,3% 19,3% 16,3% 12,5% 11,7% 10,9% Produzione mondiale di autoveicoli Migliaia di unità prov. var% 12/11 var% 13/12 sh% 2011 sh% 2012 sh% 2013 MONDO (stime) ,3 3,7 100,0 100,0 100,0 EUROPA ,5-0,2 26,2 23,5 22,6 UE27 * ,5 0,0 21,9 19,3 18,6 UE15 * ,4-0,2 17,7 15,2 14,6 UE NUOVI MEMBRI ,6 0,8 4,3 4,1 3,9 RUSSIA ,2-2,6 2,5 2,7 2,5 TURCHIA ,8 4,9 1,5 1,3 1,3 ALTRI EUROPA ,7-14,3 0,3 0,3 0,3 NAFTA ,2 4,3 16,9 18,8 18,9 Canada ,4-3,4 2,7 2,9 2,7 Messico ,0 1,7 3,4 3,6 3,5 USA ,3 6,9 10,8 12,3 12,6 SUD AMERICA ,6 8,6 5,4 5,1 5,3 Argent ina ,8 3,5 1,0 0,9 0,9 Brasile ,4 9,9 4,3 4,0 4,3 ASIA-OCEANIA ,6 4,8 50,8 51,9 52,5 Cina ,6 14,8 23,1 22,9 25,3 Giappone ,4-3,1 10,5 11,8 11,0 India ,3-6,3 4,9 4,9 4,4 Sud Corea ,0-0,9 5,8 5,4 5,2 Tailandia ,3 3,2 1,8 2,9 2,9 Iran ,5-38,2 2,1 1,2 0,7 AFRICA ,3 8,5 0,7 0,7 0,7 BRIC ,6 9,9 34,7 34,5 36,5 Ove possibile, esclusi doppi conteggi * Non include il dato dei veicoli industriali di Germania, Francia, Svezia Fonte: ANFIA/OICA 10 ANFIA Area Studi e Statistiche

11 Nel 2013 sono stati prodotti 14 milioni di autoveicoli in più rispetto al 2007, anno record precedente alla crisi. Le previsioni per il 2014 spingono verso un nuovo record di produzione (91 milioni, +4,2% sul 2013), sostenuto dai paesi asiatici e dall area Nafta, mentre nell Europa Occidentale, con un mercato saturo e di sostituzione, la domanda è destinata ancora a lungo a mantenersi su livelli inferiori a quelli del ; nell area dei Nuovi Paesi Membri la domanda non è in grado di assorbire il surplus produttivo dell intera area, che sarà molto lontana sia per la produzione che per il mercato dai livelli pre-crisi. 11 ANFIA Area Studi e Statistiche

12 Parco mondiale autovetture PARCO AUTOVETTURE: TREND (Fonte Global Insight) World car parc: 2012 : 713,2 Mn 2020F: 950,3 Mn Come è stato evidenziato precedentemente crescita economica e demografica, determineranno un aumento della motorizzazione nei paesi emergenti e tra questi, quelli con economie ormai consolidate come Cina e Brasile. Il grafico sull evoluzione del parco autovetture evidenzia la crescita esponenziale di auto in Cina entro il 2020, seguita da un aumento della densità autoveicolistica in Sud America e nel Sud Est Asiatico, escluso Giappone/Corea. Il parco auto della Cina pesa sul totale mondo per il 10,3% nel 2012 ed è previsto crescere al 22% entro il In Europa oggi circola il 41,4% della flotta auto globale e scenderà al 33,5% nel Nel mondo odierno, motorizzazione diffusa e mobilità sostenibile dovranno andare di pari passo. La congestione del traffico, l'inquinamento acustico e dell'aria, il fenomeno della sovracrescita urbana (urban sprawl), così come l'esclusione sociale e la sicurezza stradale, sono tutte sfide che si pongono sul cammino di uno sviluppo urbano più sostenibile. Il traffico congestionato non è solo un fastidio per gli utenti della strada, ma comporta anche un enorme spreco di carburante e di produttività. La popolazione residente nelle economie avanzate è solo il 15% della popolazione mondiale, il resto del mondo l 85%; Cina e India insieme rappresentano il 37,2% degli abitanti del pianeta. World population trends: urban/rural breakdown 12 ANFIA Area Studi e Statistiche

13 La densità automobilistica nell UE è molto alta: 515 autovetture per 1000 abitanti (dato 2012). L Europa ha bisogno di trasporti più puliti e meno dipendenti dal petrolio il cui prezzo, secondo le previsioni, rimarrà alto nel medio e lungo periodo. Alcune città europee, come Parigi, Londra, Monaco di Baviera, Barcellona, Berlino, hanno introdotto significativi esempi di Piani per il trasporto urbano sostenibile legati alla mobilità urbana sostenibile e i cui effetti saranno visibili tra anni. Vanno in questa direzione le Smart cities, le città intelligenti, che nascono da un'iniziativa promossa dall'ue, con l obiettivo di coniugare in un unico modello urbano tutela dell'ambiente, efficienza energetica e sostenibilità economica, e di migliorare quindi la qualità della vita delle persone che vi abitano. L'efficacia strategica di questo modello dipende da un elevato grado di innovazione tecnologica. I Paesi asiatici, in rapida crescita, devono anch essi affrontare i problemi derivanti dalla gigantesca urbanizzazione di massa e programmare lo sviluppo sostenibile delle grandi metropoli, in grado di ridurre l'inquinamento, preservare la salute dei cittadini, garantire la crescente domanda di mobilità di persone e merci e assicurare la domanda di energia che questa organizzazione urbana richiede. Molti Governi dei Paesi asiatici hanno lanciato ormai da qualche anno piani di investimento sulla produzione di veicoli elettrici/ibridi e di sostegno/promozione di veicoli con bassi livelli di emissione di CO2 e di consumo di carburanti. Tali misure attirano l interesse di molti costruttori (in particolare giapponesi), che in alcuni Paesi del sud-est asiatico progettano di costruire stabilimenti per la produzione di veicoli elettrici e ibridi. 13 ANFIA Area Studi e Statistiche

14 Focus per area Europa: cala ancora la domanda di autoveicoli nel 2013 (-1,9%) Nel 2013 sono stati venduti circa 18,3 milioni di autoveicoli (-1,9% sul 2012), così ripartiti: 15,89 milioni di autovetture (-1,8%), 2,4 milioni di veicoli industriali leggeri e pesanti (-2,4%). dati provvisori var.% 12/11 var.% 13/12 Autovetture ,7-1,8 Veicoli commerciali e industriali ,3-2,4 Totale ,5-1,9 - Autovetture Nell UE27+EFTA sono state immatricolate 12,31 milioni di vetture nel 2013, -1,8% rispetto al 2012, che risultava già in calo del 7,8% sul Nell Europa Occidentale (incluso EFTA), sono state immatricolate circa 11,56 milioni di nuove vetture, con un calo dell 1,9% rispetto al 2012, che era in calo dell 8,1% sul Per l UE27+EFTA si tratta della sesta flessione consecutiva dal 2007, anno in cui furono immatricolate 16 milioni di autovetture. Le proiezioni per il 2014 stimano un moderato recupero delle vendite in Europa, che però lascerà l area con la stessa sovracapacità produttiva. UE27+EFTA - Mercato autovetture - Volumi e numeri indici volumi (mln di unità) 16,00 14,74 14,47 13,79 13,59 12,53 12,31 Index (2007=100) UE27+EFTA Mercato autovetture Trend mensili (var.% tendenziali) I cinque principali mercati rappresentano il 73,4% di tutto l immatricolato dell area (vs il 72,9% di un anno fa) e perdono l 1%, meno dell intero mercato (-1,8%). Tra i principali mercati, quello del Regno Unito ha proseguito, per tutto il 2013, il trend positivo iniziato nell anno precedente (dicembre ha rappresentato il 22 incremento mensile consecutivo) e registra un incremento annuo del 10,8%, la miglior 14 ANFIA Area Studi e Statistiche

15 performance annuale dal 2007 con 2,26 milioni di nuove immatricolazioni. Significa un addizionale di 600 vetture in più mediamente immatricolate ogni giorno dell anno rispetto al Il mercato inglese è diventato il secondo più grande mercato dell Unione Europea dopo la Germania e il terzo mercato dell Europa dopo la Germania e la Russia. L incremento delle vendite nel 2013 è frutto delle convenienti offerte finanziarie disponibili, così come di un accresciuta domanda di vetture tecnologicamente all avanguardia. L Associazione di settore, SMMT, si aspetta un 2014 stabile, in cui i consumatori torneranno ad un più regolare ciclo di sostituzione dei veicoli. Le vendite ai privati sono aumentate del 15,6%, grazie a finanziamenti accessibili e ad un offerta ampia di modelli a basso consumo di carburante. Le vendite ai privati rappresentano il 47,5% dell intero mercato, con un recupero di 2 punti sul Le autovetture a benzina aumentano nell anno del 12,9%, quelle diesel dell 8,5% e del 17,6% quelle ad alimentazione alternativa. Le vetture ibride o plug-in aumentano del 20,5% nel 2013 ( unità vendute): 1 autovettura su 10 è puro elettrico o plug-in elettrica, erano 1 su 20 nel 2011, per raggiungere questo risultato è stato determinante il sostegno all acquisto degli incentivi pubblici. Go Ultra Low è la campagna che promuove i benefici delle auto elettriche, plug-in e di quelle ibride. Go Ultra Low considera come auto a basse emissioni le autovetture che emettono una quantità fino a 75g CO2 per chilometro. Entro questo limite per ora si mantengono le auto al 100 per cento elettriche (EV), le ibride plug-in (PHEV) e le elettriche ad autonomia estesa (EREV). I sussidi governativi per l acquisto di questi veicoli è fino a 5000 sterline, circa 6000 euro, per le auto e 8000, circa 9700 euro, per i furgoni. Nel cumulato 2013 il mercato diesel raggiunge invece la quota del 49,8% (vs il 50,8% del 2012). Le vetture dei segmenti Mini e Supermini hanno raggiunto volumi superiori a quelli del 2007, così il segmento dual-purpose. In Germania sono state vendute oltre 2,95 milioni di nuove auto, in calo del 4,2%. Da inizio anno le marche domestiche ( unità) hanno perso il 3%, rappresentano comunque il 72% di tutto il mercato, mentre le marche importate hanno perso l 8% sul Sono state immatricolate circa 1,4 milioni di autovetture con motorizzazione diesel, il 47,5% del totale mercato. La media delle emissioni di CO2 delle vetture immatricolate nel 2013 è di 136,4 g/km. La produzione nazionale di vetture è cresciuta da inizio anno dell 1%: sono state prodotte complessivamente auto, di queste sono state destinate all export (+2%), pari al 77% delle vetture made in Germany. In Germania il rapporto tra vetture immatricolate e prodotte è 1 su 1,8. VDA, l associazione tedesca dell industria automotive, stima per il 2014 un mercato stabile attorno a 3 milioni di unità. VDA ha evidenziato l ottima performance delle vetture tedesche anche sul mercato USA, che con auto vendute, hanno registrato un incremento del 3%. Negli USA il mercato delle auto ibride ha raggiunto circa le unità (+15%) e lo share del 6,2% del mercato, le vendite di auto ibride di produzione tedesca sono quadruplicate, passando da del 2012 a unità nel Il mercato inglese diventa il secondo mercato dell Unione europea dopo quello tedesco e il terzo a livello continentale dopo Germania e Russia. Go Ultra Low è la campagna, promossa dal Governo, che promuove i benefici delle auto elettriche, plug-in e di quelle ibride con emissioni fino a 75 g/km di CO2. Il 72% delle autovetture vendute in Germania è di marca tedesca. Il mercato francese totalizza 1,79 milioni di auto nuove vendute (-5,7%). Da inizio anno le marche francesi perdono il 4,2% (solo Dacia registra un risultato positivo: +11,2%) e rappresentano il 53,4% dell intero mercato; è pari invece al 7,4% il calo per le marche estere (in controtendenza il Gruppo Fiat cresce del 2,4% rispetto al 2012 con circa 61 mila nuove immatricolazioni). Le vetture diesel raggiungono nel cumulato circa 1,2 milioni di nuove registrazioni (-13,3%) e la quota del 67% del totale mercato. Le vetture usate risultano in calo dell 1%, con circa 5,3 mln di passaggi di proprietà (rapporto nuovo/usato: 1 su 3). Per il 2014, l Associazione francese di categoria, CCFA, prevede un leggero recupero della domanda, dovuto più al lancio di nuovi prodotti che alla congiuntura economica. Secondo Il 53,4% delle autovetture vendute in Francia è di marca francese. 15 ANFIA Area Studi e Statistiche

16 alcuni istituti di previsioni, il prossimo anno, in Francia, si avrà un rialzo delle immatricolazioni attorno al 2%, con una progressiva normalizzazione dei livelli di mercato, dopo diversi anni di distorsioni create dagli incentivi all acquisto e dai cambiamenti dello schema di riferimento per il bonus-malus. In Spagna, il mercato si è chiuso con nuove registrazioni e un aumento del 3,3%, in linea con le previsioni di ANFAC, l associazione di settore spagnola. Il mercato delle vendite di auto ai privati nei dodici mesi aumenta del 18% con oltre 398 mila vendite (il 55,2% del totale immatricolato), grazie agli effetti del Plan PIVE e PIMA Aire. Il canale dei privati non ha potuto però compensare la perdita conseguita dalle auto aziendali per le difficoltà di accesso al credito, le quali hanno subìto una perdita del 15,5%. Le vendite a noleggio perdono nel 2013 il 2,1%. Le autovetture con alimentazione a benzina rappresentano il 31,1% del mercato, quelle diesel il 67,4% e infine le auto ad alimentazione alternativa l 1,5%. Dando seguito alle richieste di rinnovo da parte delle Associazioni, il Governo spagnolo, lo scorso 10 gennaio, ha annunciato l avvio di un Plan PIVE 5, con una dotazione di 175milioni di Euro. Grazie all effetto moltiplicatore del settore auto sugli altri settori, il piano sarà in grado di rivitalizzare l economia, per un giro d affari di circa milioni di Euro. Secondo ANFAC, grazie a questo nuovo piano, il mercato auto potrà registrare una crescita superiore al 10% nel 2014 con la spinta all acquisto di circa veicoli, di cui derivanti da una domanda addizionale - oltre a portare alle casse dello Stato circa 700 milioni di Euro in termini di gettito fiscale. ANFAC stima anche una possibile riduzione dei consumi di carburante di circa 90 milioni di litri (per un valore di 126 milioni di Euro) e un risparmio, in termini di emissioni dei veicoli, di circa milioni di tonnellate di CO2. Secondo le aspettative delle associazioni del settore, il piano PIVE potrà permettere alla Spagna di diventare uno dei mercati più efficienti e tecnologicamente avanzati d Europa. Secondo le aspettative delle associazioni del settore, il piano PIVE potrà permettere alla Spagna di diventare uno dei mercati più efficienti e tecnologicamente avanzati d Europa. Nel 2014 il mercato auto è previsto crescere oltre il 10%. In Italia, nel 2013, i volumi complessivi si attestano a circa 1,304 milioni di unità, con una contrazione del 7% rispetto all anno precedente pari a circa 100 mila vetture in meno. Per il 2013 si tratta di un volume che riporta il mercato ai valori della fine degli anni settanta. Rispetto al 2007 (anno record di vendite: ) la contrazione del mercato è stata del 47,7%. Le marche nazionali hanno una quota del 28,8% (era del 29,7% nel 2012). I primi 5 modelli più venduti sono: Fiat Panda, Fiat Punto, Lancia Ypsilon, Fiat 500 e Fiat 500L. Nel 2013 le vetture ad alimentazione alternativa hanno raggiunto la quota del 15,3% (la più alta tra i Paesi dell UE) e una variazione tendenziale positiva del 5,7% circa; la quota delle vetture alimentate a GPL si attesta all 8,9%, in leggero calo rispetto alla media annua del 2012 (9,1%). Le vetture a metano conquistano il 5,2% del mercato (1,4 punti in più rispetto al 2012). Le vetture ibride passano da del 2012 a del 2013 (+115%). Le vetture puro elettrico invece aumentano del 65% circa e raggiungono le 864 unità. La notizia di inizio anno dell accordo tra Fiat e Veba, grazie al quale il Gruppo Fiat controllerà il 100% di Chrysler, oltre ad aprire prospettive interessanti sul piano delle strategie industriali del nuovo player globale, traccia la strada da seguire per l intera filiera automotive: diventare più forte a livello internazionale per continuare a crescere in Italia. Il mercato dei Light Vehicles negli USA ha totalizzato 15,53 milioni di unità vendute nel 2013 (+7,5%) e Chrysler con 1,79 milioni di Light Vehicles e una quota dell 11,5% sul totale mercato, ha incrementato le vendite del 9%. In Canada il mercato, con 1,74 milioni di LV, è cresciuto del 4%, Chrysler invece ha incrementato le vendite del 6,7% e raggiunto la quota di mercato del 14,9%. In Brasile le immatricolazioni di autovetture hanno raggiunto nel complesso 2,76 milioni di unità, con un calo del 3,1%, dovuto alle marche importate che hanno subìto una perdita del 12,6% a fronte di quelle prodotte localmente in leggera flessione dello 0,9%. Fiat mantiene la leadership con il 22% circa del mercato autovetture (oltre 604 Il 29% delle autovetture vendute in Italia è di marca italiana. 16 ANFIA Area Studi e Statistiche

17 mila unità), seguita da VW con il 19,7%, anche nel mercato dei light trucks (816 mila unità) domina Fiat con il 19,4% di quota, pari a 159 mila veicoli commerciali. Hanno segno positivo i mercati di: Danimarca (+6,7%), Portogallo (+11%) e Polonia (+6%), che da sola rappresenta il 38,4% del mercato dell area UE12 dei nuovi paesi membri. Il mercato dei Paesi EFTA registra da inizio anno una contrazione del 3,5%, ma il mercato della Norvegia risulta positivo (+3%). Nell UE15+Efta il mercato delle autovetture ad alimentazione diesel nel 2013 raggiunge la quota del 55,4% de totale mercato (dato provvisorio). Auto e veicoli commerciali leggeri rappresentano insieme circa il 15% delle emissioni di CO2 dell'ue, comprese le emissioni provenienti dall'approvvigionamento di combustibile. Gli obiettivi fissati dalla Commissione Europea permetteranno di ridurre le emissioni medie di CO2 provenienti dalle autovetture nuove da 135,7 g /km nel 2011 a 95 g di CO2 per km nel 2020 con un obiettivo obbligatorio di 130 g di CO2/km nel Le emissioni provenienti dai veicoli commerciali saranno ridotte da 181,4 g di CO2/km nel 2010 (l'ultimo anno per cui sono disponibili dati) a 147 g CO2/km nel 2020 con un obiettivo obbligatorio di 175 g di CO2/km nel UE27 Media emissioni CO2 delle nuove vetture vendute (g/km) 180 Average C02 emissions from new passenger cars sold 160 emissions gco2/km target for new passenger car (130 gco2/km) target for new passenger car (95 gco2/km) 17 ANFIA Area Studi e Statistiche

18 Per il 2014 si stima un leggero recupero del mercato delle autovetture nell Unione europea, ben lontano dai volumi del 2007, anno record di vendite con 16 milioni di immatricolazioni. La difficile crisi economico-finanziaria dell Area Euro, l aumento della disoccupazione, il calo dei consumi, il caro-prezzi dei carburanti contribuiscono in modo determinante al calo delle vendite in un mercato più che saturo come quello dell Europa Occidentale, determinando un eccesso di capacità produttiva, a cui i Costruttori e i Governi nazionali devono rispondere. La crisi dell Eurozona ha contagiato l intera economia dell Unione, con pesanti riflessi sul comparto delle automobili, sui siti produttivi e sull occupazione. - Veicoli commerciali, industriali e autobus Nell UE27+EFTA la domanda di veicoli commerciali leggeri registra una leggera contrazione dello 0,4% con 1,44 milioni di unità. Le vendite di autocarri con peso complessivo superiore a 3500 kg crescono del 6,2% sul 2012, consuntivando circa 314mila nuove registrazioni, di queste oltre 238mila riguardano autocarri pesanti (>=16 t.), in recupero dell 8,3%. Nel 2013, l Italia è il 4 mercato dell Unione europea per volumi complessivi di veicoli commerciali, industriali e autobus immatricolati, mentre si posiziona al 7 posto come mercato di autocarri con ptt superiore a 3500 kg, preceduta dalla Polonia. Nell Europa Occidentale il mercato degli autocarri da sempre risente molto pesantemente delle diverse fasi economiche, ed è letteralmente crollato tra il 2008 il Dopo una breve ripresa nel 2010, si colloca oggi sui valori di 15 anni fa. Gli autobus (con ptt superiore a 3500 kg) risultano allineati sui livelli del dati provvisori var.% 12/11 var.% 13/12 Veicoli commerciali <3.5 t ,8-0,4 Autocarri >3,5 t ,8 6,2 Autobus >3,5 t ,6 3,0 Totale ,0 0,8 Russia Dopo la grande depressione che ha coinciso con la crisi finanziaria del 2008, il mercato russo è tornato a crescere in doppia cifra, passando da 3,3 milioni di autoveicoli venduti nel 2008 a 1,6 milioni del 2009 (-51,6%) e risalendo progressivamente a 3,14 milioni nel 2012 (+8,3% sul 2011). Nel 2013 con 2,95 milioni di autoveicoli, il mercato russo però subisce un calo del 6,1%. Si tratta di un risultato inferiore alle aspettative di inizio Le vendite di autovetture hanno fatto registrare una contrazione del 5,7% rispetto al 2012 toccando quota 2,6 milioni di unità vendute. Sono in forte crescita le vendite dei SUV, ma anche quelle di veicoli a trazione integrale. Quello russo è diventato il secondo mercato in Europa dopo quello tedesco. Turchia La domanda di autovetture registra un forte recupero del 19,5% con circa 665mila unità, dopo il calo del 6,3% del Le vendite di vetture importate sono state il 78% dell intero mercato, pari a circa 517 mila unità (+26%), mentre quelle di produzione locale (147mila) risultano allineate ai volumi Per gli autocarri leggeri e pesanti, invece, prosegue il trend negativo, dopo il 3,5% in meno conseguito nel 2012, la perdita nel 2013 è più pesante: -12,6%. 18 ANFIA Area Studi e Statistiche

19 EUROPA - IMMATRICOLAZIONI AUTOVETTURE PAESI var. % 2012/11 var. % 2013/12 AUSTRIA ,7-5,1 BELGIUM ,9-0,1 BULGARIA ,6-0,3 CYPRUS ,6-35,2 CZECH REPUBLIC ,4-5,3 DENMARK ,4 +6,7 ESTONIA ,5 +12,9 FINLAND ,8-7,0 FRANCE ,9-5,7 GERMANY ,9-4,2 GREECE ,1 +0,4 HUNGARY ,6 +5,8 IRELAND ,5-6,5 ITALY ,8-7,0 LATVIA ,9-0,3 LITHUANIA ,0-0,1 LUXEMBURG ,0-7,5 MALTA ,5-1,4 NETHERLANDS ,6-17,0 POLAND ,4 +6,0 PORTUGAL ,9 +11,2 ROMANIA ,7-13,1 SLOVAKIA ,6-4,7 SLOVENIA ,7 +4,6 SPAIN ,4 +3,3 SWEDEN ,2-3,7 UNITED KINGDOM ,3 +10,8 EUROPEAN UNION (EU27)* ,2-1,7 EU ,5-1,8 EU ,9-0,2 ICELAND ,4-7,9 NORWAY ,3 +3,0 SWITZERLAND ,9-6,2 EFTA ,5-3,5 EU27*+EFTA ,8-1,8 EU15+EFTA ,1-1,9 RUSSIA ,8-5,7 TURCHIA ,3 +19,5 UCRAINA ,5-10,2 Altri Europa ,8-4,8 TOTALE EUROPA ,7-1,8 Nota - Dati ACEA per UE27+EFTA7OICA/ASSOCIAZIONI NAZIONALI 19 ANFIA Area Studi e Statistiche

20 EUROPA - IMMATRICOLAZIONI VEICOLI COMMERCIALI E INDUSTRIALI PAESI var. % 2012/11 var. % 2013/12 AUSTRIA ,2 +0,1 BELGIUM ,4-3,0 BULGARIA ,5 +7,8 CYPRUS ,8-29,7 CZECH REPUBLIC ,3 +7,2 DENMARK ,3 +1,3 ESTONIA ,0 +23,8 FINLAND ,6-6,3 FRANCE ,3-3,7 GERMANY ,0-2,0 GREECE ,1-4,0 HUNGARY ,0 +11,4 IRELAND ,2 +5,2 ITALY ,1-11,7 LATVIA ,2-2,6 LITHUANIA ,0 +20,4 LUXEMBURG ,4-3,5 MALTA ,6 +2,4 NETHERLANDS ,9-6,5 POLAND ,9 +10,9 PORTUGAL ,2 +14,6 ROMANIA ,5-6,8 SLOVAKIA ,1 +3,2 SLOVENIA ,8 +6,2 SPAIN ,9 +9,7 SWEDEN ,9-6,6 UNITED KINGDOM ,7 +14,5 EUROPEAN UNION (EU27)* ,4 +1,0 EU ,9 +0,4 EU ,4 +7,6 ICELAND ,5 +24,7 NORWAY ,2-2,7 SWITZERLAND ,4-5,4 EFTA ,8-3,7 EU27*+EFTA ,0 +0,8 EU15+EFTA ,5 +0,2 RUSSIA ,8-8,7 TURCHIA ,5-12,6 UCRAINA ,0-25,4 Altri Europa ,0 +0,8 TOTALE EUROPA ,3-2,4 fonte: ANFIA/ACEA/Associazioni Nazionali/OICA 20 ANFIA Area Studi e Statistiche

21 Europa: la produzione 2013 si attesta sui volumi del 2012 Secondo i dati preliminari raccolti da OICA 1, la produzione di autoveicoli in Europa ha totalizzato poco meno di 20 milioni di unità nel 2013, in calo dello 0,2% sul La Germania è il primo paese produttore del continente (circa 5,72 mln, il dato non comprende i veicoli industriali), seguita dalla Russia (2,175 milioni di autoveicoli) e dalla Spagna (2,163 milioni). Tra i nuovi Paesi membri dell Unione europea si evidenziano le produzioni di: Repubblica Ceca, 1,13 milioni di autoveicoli; Slovacchia, che supera il milione; Polonia, 583mila (poco meno delle 658mila unità prodotte in Italia). Le autovetture prodotte sono state circa 17,4 milioni, in linea con i volumi del 2012, ma al di sotto dei volumi del 2007, anno record di produzione con oltre 19,3 milioni di unità. Nel 2009, la crisi finanziaria ed economica globale ha colpito pesantemente l Europa Occidentale e la Russia, che hanno prodotto rispettivamente il 14% e il 59% in meno rispetto al L andamento produttivo nei nuovi Paesi membri è stato decisamente più lineare (-5% nel 2009 sul 2008) mentre dal 2010 al 2013 risulta in costante, anche se leggera, crescita. Nel 2013, in Germania sono state prodotte 5,44 milioni di autovetture (+1% sul 2012), in Russia 1,92 milioni (-2,6%), in Francia 1,46 milioni (-13%), in Spagna 1,72 (+11,7%) e nel Regno Unito 1,6 (+3,1%). In Germania, la produzione nazionale di vetture è cresciuta da inizio anno dell 1%: sono state prodotte complessivamente auto; di queste, sono state destinate all export (+2%), pari al 77% delle vetture made in Germany. EUROPA TREND PRODUZIONE AUTOVETTURE Nell UE15 è prodotto il 65% delle autovetture continentali (da sola la Germania detiene il 31%); nell UE dei nuovi membri la quota di produzione raggiunge il 19%, segue la Russia con l 11%. Repubblica Ceca e Slovacchia producono oltre un milione di veicoli. Russia - Produzione domestica di automobili Units in OICA, The International Organization of Motor Vehicle Manufacturers 21 ANFIA Area Studi e Statistiche

22 I veicoli commerciali leggeri prodotti in Europa nel 2013, secondo i dati preliminari di OICA, sono stati 2,07 milioni (-0,6%) sul Il 62% dei veicoli commerciali leggeri prodotti in UE27 proviene da cinque Paesi: Spagna (20% della produzione continentale, con circa 420mila unità), Francia (13,5%), Germania (13,5%), Italia (11,4%) e Polonia (5%). Turchia e Russia producono rispettivamente il 22% e l 8% della produzione europea. In calo la produzione di autocarri medi-pesanti (-2,1%) e autobus (-1,3%); i volumi sono incompleti, perché non includono le produzioni di veicoli industriali di alcuni importanti paesi europei, ancora sotto esame per l indagine antitrust della Commissione europea. EUROPA PRODUZIONE AUTOVEICOLI var. % 2012/11 var. % 2013/12 PAESI TIPO VEICOLO GERMANIA* Passenger cars ,2 1,0 LCV ,2 6,7 Total LV ,1 1,2 FRANCIA* Passenger cars ,9-13,2 LCV ,6-1,7 Total LV ,3-11,6 SPAGNA Passenger cars ,3 11,7 CV ,7 0,9 Total MV ,6 9,3 UK Passenger cars ,0 3,1 CV ,8-21,7 Total MV ,7 1,3 BELGIO Passenger cars ,1-10,8 CV ,2-10,7 Total MV ,5-10,8 ITALIA Passenger cars ,3-2,1 CV ,8-1,9 Total MV ,0-2,0 SVEZIA * Passenger cars ,8-1,1 CV n.a. n.a. Total Cars ,8-1,1 AUSTRIA Passenger cars ,2 20,0 CV ,0 20,1 Total MV ,5 20,0 PORTOGALLO Passenger cars ,4-5,2 CV ,2-7,3 Total MV ,9-5,8 PAESI BASSI Passenger cars ,9 CV Total MV ,0-100,0 FINLANDIA Passenger cars ,2 14,8 UE15 Passenger cars ,0-0,1 CV ,5-1,0 Total MV ,4-0,2 Escl.doppi cont eggi ,5-8,3 * dati dei veicoli industriali non disponibili 22 ANFIA Area Studi e Statistiche

23 PAESI TIPO VEICOLO var. % 2012/11 var. % 2013/12 REP.CECA Passenger cars ,7-3,7 CV ,3-38,3 Total MV ,7-3,9 POLONIA Passenger cars ,2-12,0 CV ,5-5,9 Total MV ,9-10,9 ROMANIA Passenger cars ,3 25,8 CV ,1-99,7 Total MV ,8 21,7 SLOVACCHIA Passenger cars ,7 11,5 SLOVENIA Passenger cars ,9-29,5 CV ,4 5,5 Total MV ,8-28,4 UNGHERIA Passenger cars ,0 2,1 CV ,8 0,0 Total MV ,0 2,1 UE Nuovi Membri Passenger cars ,5 1,4 CV ,9-14,7 Total MV ,6 0,8 UE 27 Passenger cars ,0 0,2 CV ,5-2,2 Total MV ,5 0,0 RUSSIA Passenger cars ,0-2,6 CV ,9-2,8 Total MV ,2-2,6 TURCHIA Passenger cars ,8 9,8 CV ,8-0,8 Total MV ,8 4,9 ALTRI PAESI Passenger cars ,2-15,7 CV ,6-8,9 Total MV ,7-14,3 Escl.doppi cont eggi ,0-100,0 EUROPA Passenger cars ,9 0,0 CV ,4-2,1 Total MV ,5-0,2 * il dato non include gli autocarri e gli autobus Fonte: OICA/Associazioni Nazionali 23 ANFIA Area Studi e Statistiche

24 NAFTA: buon andamento della domanda di light vehicles, +7,2% La domanda di light vehicles è stata di oltre 18,33 milioni di unità nel 2013, con una crescita del 7,2%. Il mercato ha riguardato 9,03 milioni di autovetture (+4,6%) e 9,31 milioni di light trucks (+9,9%). Le vendite di autocarri medi e pesanti hanno riguardato oltre 431 mila veicoli (+0,6%). Complessivamente la domanda ha totalizzato 18,76 mln di veicoli, +7,1%; l area NAFTA pesa sul totale mondo per il 21,9% (21,2% la quota del 2012). Stati Uniti Continua il trend positivo del mercato statunitense degli autoveicoli, che chiude il 2013 con un incremento del 7,4%, dopo le ottime performance delle vendite del 2012 (+13,4% sul 2011), beneficiate dal miglioramento dell economia americana. Il mercato è così ripartito: 7,58 mln di autovetture (+4,7%); 7,95 mln di light trucks (+10,4%), 352 mila autocarri medi-pesanti (+1,7%). Il mercato dei light vehicles (autovetture + light trucks) ha totalizzato 15,53 mln di unità vendute, +7,6% sul Il 77,9% del mercato dei light VENDITE LIGHT VEHICLES vehicles ha riguardato veicoli prodotti nell area Nafta, i veicoli importati overseas rappresentano il 22,1% 8,1% 45,3% Detroit dell intero mercato. Le vendite Three di LV di produzione domestica European Makes è cresciuta del 7,5%, mentre le 37,3% Japanese importazioni hanno registrato Makes un incremento del 7,8%. Ottimi i risultati dei marchi storici americani: le Big Three 9,4% hanno venduto complessivamente 7,03 milioni di light vehicles (+9,1%), pari al 45,3% del totale venduto: Chrysler ha totalizzato nel 2013 quasi 1,79 milioni di nuove registrazioni (+9%), Ford 2,43 milioni (+10,4%) e 24 ANFIA Area Studi e Statistiche

25 General Motors 2,79 milioni (+7,3%). Le marche giapponesi rappresentano invece il 37,3% del mercato totale (5,79 mln di LV), con un aumento dell 8,3% sul Le marche coreane, invece, subiscono una contrazione dello 0,4% e raggiungono la quota dell 8,1% con oltre 1,26 milioni vendite. Le marche tedesche, con 1,33 milioni di vendite, conseguono un incremento del 4,9% e una quota di mercato dell 8,5%. Veicoli ibridi-elettrici: aumenta la domanda di auto ad alimentazione alternativa, nel 2013 sono stati venduti oltre 588mila veicoli (+21%), così ripartiti: 567mila autovetture e 21 mila light trucks. Il modello più venduto tra le autovetture EV (puro elettrico) è Nissan Leaf con esemplari, seguita dall americana Tesla con unità. Nel 2013, fa il suo ingresso nel mercato californiano anche Fiat 500e che ha riscontrato un notevole successo di pubblico e da parte della stampa specializzata. Venduti negli USA oltre 588 mila light vehicles ibridi ed elettrici, con un incremento del 21% sul USA - Vendite light vehicles "Alternative-powered" Korean Brands European Brands Detroit Three Japanese Brands Ha fatto il suo ingresso nel mercato californiano Fiat 500e, versione completamente elettrica della piccola city-car I segmenti americani small e middle insieme rappresentano il 39% del totale mercato LV contro il 41,2% del Crescita sostenuta per i CUV, +15,5% e una quota del 25,5% sul totale del mercato LV, e per i Pick-up, +11,7% e una quota del 13,6%. Per quanto concerne il comparto degli autocarri medi-pesanti, dei venduti nel 2013 (+1,7% sul 2012), i trucks di classe 8 (i più pesanti) sono stati , con una flessione del 5,1% sul Daimler è leader in questa classe e nel 2013 conquista il 6% in più di vendite rispetto all anno precedente. 25 ANFIA Area Studi e Statistiche

26 Interscambio ITALIA-USA: I dati più recenti pubblicati dall'istat fotografano una dinamica di scambi commerciali tra Italia e Stati Uniti nel 2013 in salute. Circa 38,5 mld di euro il valore dell'interscambio bilaterale di beni nel Le esportazioni italiane hanno raggiunto i 27 miliardi di euro (+1,4%) e le importazioni gli 11,5 mld (-8,8%), numeri che determinano un saldo attivo per il nostro Paese di quasi 15,5 mld di euro. Tale dato conferma gli USA come primo mercato mondiale di riferimento per l'italia per dimensione assoluta del saldo attivo. Struttura dell'interscambio: nostre esportazioni nel Paese concentrate nel settore dei macchinari meccanici, nei mezzi di trasporto, nei prodotti del sistema moda/persona e nell'agroalimentare; la domanda italiana di prodotti statunitensi si concentra invece su prodotti farmaceutici e chimici di base, input energetici (carbone e raffinati di petrolio) ed aeromobili. TTIP: L'UE e gli USA hanno avviato, nel secondo semestre 2013, i negoziati per una Partnership Transatlantica su Commercio e Investimenti (TTIP). Tale accordo, che le parti auspicano ambizioso e onnicomprensivo, potrà portare non solo all'abbattimento progressivo delle barriere tariffarie residue, ma anche alla soluzione di problematiche non tariffarie e all'armonizzazione di standard e regolamenti, soprattutto nei settori tecnologici nuovi, nonché in tema di investimenti, servizi e proprietà intellettuale. (http://www.infomercatiesteri.it/) Canada Nel 2013, in Canada, sono stati venduti oltre 1,74 milioni di light vehicles (+4%); il comparto delle vetture, con 755mila unità, è aumentato dello 0,9%, mentre quello dei light trucks, con oltre 984 mila unità vendute, è cresciuto del 6,6%. Perde l 8,3% il mercato degli autocarri medi pesanti con quasi vendite, di queste oltre hanno riguardato autocarri pesanti (-9,1%). Complessivamente sono stati venduti 1,78 milioni di autoveicoli (+3,7%). Le vendite dei marchi americani rappresentano il 44,5% del mercato LV (+4,3%) con 773 mila nuove registrazioni, le marche importate invece sono il 54,5% del mercato, così suddivise: i brand coreani, che perdono il 2,1% del mercato, si attestano sul 12% circa di quota, con oltre 209 mila unità; i brand giapponesi crescono del 6% e rappresentano il 33,6% del totale, con 584 mila unità; le marche tedesche con il 9,3% del mercato, crescono del 4% con circa 162 mila vendite. 26 ANFIA Area Studi e Statistiche

27 Interscambio UE-CANADA: E in via di conclusione il negoziato Canada-Unione Europea per stabilire un accordo economico di libero scambio (Comprehensive and Economic Trade Agreement - CETA) che, secondo uno studio dell ottobre 2008, potrebbe tradursi in un aumento del 20% del commercio bilaterale tra il Canada e l Europa, con notevoli benefici per gli operatori economici canadesi ed europei. La stabilità del sistema politico, le condizioni del mercato del lavoro, di costo dei fattori di produzione e di accesso al credito rendono il Canada un Paese di particolare interesse per le aziende italiane interessate ad accrescere la propria quota di esportazioni o intenzionate a internazionalizzare la propria presenza produttiva. Il Canada ha infatti storicamente rappresentato un importante mercato di sbocco per le merci italiane e la presenza di aziende italiane in Canada conta oggi oltre 150 imprese suddivise tra filiali commerciali e stabilimenti produttivi. (http://www.infomercatiesteri.it/) Messico Nel 2013, il mercato dei veicoli leggeri in Messico è aumentato del 7,5%. Il segmento delle autovetture è cresciuto del 7,5% con oltre 685 mila vendite, mentre quello dei light trucks ha registrato un incremento dell 8% con 376 mila veicoli venduti. Cresce dell 1,3% il mercato degli autocarri medi pesanti (39 mila unità). Complessivamente sono stati venduti nel ,10 milioni di autoveicoli in crescita del 7,5% sul 2012, poco al di sotto dei volumi pre-crisi (anno record 2006: vendite). I veicoli venduti di fabbricazione domestica sono stati il 49% e il 51% quelli importati. Le Big Three hanno venduto circa 366 mila light vehicles (+2,7%), pari ad una quota del 34,5% del mercato; le marche giapponesi totalizzano oltre 441 mila vendite (+9,4%) e una quota del 41,6%; infine le marche europee, con circa 254 mila LV venduti crescono del 12,6% e conquistano il 23,9% del mercato. Fiat ha venduto oltre light vehicles (+63% sul 2012). Complessivamente, sono stati venduti nel 2013 circa 1,10 milioni di autoveicoli, in crescita del 7,5% sul 2012, tuttavia ancora al di sotto dei volumi pre-crisi. 27 ANFIA Area Studi e Statistiche

28 I veicoli importati usati rappresentano il 60,2% di tutte le vendite. Dal 2005 al 2013, sono stati importati e immatricolati oltre 7,2 milioni di veicoli usati, gran parte provenienti da USA e Canada, un fenomeno che impatta notevolmente sul mercato interno e alimenta un parco autoveicolare di auto che sono spesso in pessime condizioni. Dal 2008 (e fino al 2019) il Messico ha imposto restrizioni all importazione di auto usate. Possono essere importati legalmente soltanto veicoli con 10 anni: nessuno più vecchio o più nuovo, allo scopo di ridurre l import di auto economiche ma molto vecchie e inquinanti soprattutto da Canada e USA. La ripresa del mercato auto negli USA, spinge i consumatori a rimpiazzare le loro vecchie automobili, molte delle quali oltre confine. Interscambio ITALIA-MESSICO: Le relazioni economico commerciali tra imprese italiane e quelle messicane sono solide ed in forte crescita. La bilancia commerciale bilaterale è strutturalmente in attivo per il nostro paese. Il sistema produttivo messicano è un grande acquirente di tecnologie Made in Italy. Per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri, il locale Ministero dell Economia ha registrato la presenza stabile in Messico di oltre imprese italiane. Negli ultimi anni, i grandi gruppi industriali e le imprese di medie dimensioni italiani hanno mostrato un crescente interesse verso il Messico ed hanno realizzato importanti progetti (nel settore automotive: Pirelli, Fiat-Chrysler). (http://www.infomercatiesteri.it/) Dal 2005 al 2013 sono stati importati e immatricolati oltre 7,2 milioni di veicoli usati, un fenomeno che impatta notevolmente sul mercato interno. Nel 2013 i light vehicles usati importati sono stati oltre 644 mila, con un incremento del 41% circa sul Secondo tutte le agenzie di rating, il Messico è più affidabile del Brasile. Moody s ha promosso lo stato centroamericano, da Baaa1 a A3, facendone il secondo paese della regione a raggiungere il livello A dopo il Cile. Nel 2013, Standard & Poor s era stata la prima agenzia a riconoscere ufficialmente i successi del Messico, promuovendolo al livello BBB+. 28 ANFIA Area Studi e Statistiche

29 NAFTA VENDITE AUTOVEICOLI PAESI TIPO VEICOLO var. % 2012/11 var. % 2013/12 USA Passenger cars (A) ,0 4,7 Light trucks (B) ,3 10,4 Medium-Heavy trucks ( C) ,0 1,7 Totale Light vehicles (A+B) ,4 7,6 Totale trucks (B+C) ,5 10,0 Totale (A+B+C) ,4 7,4 di cui HybriD-EV-FC ,1 21,0 Passenger ca ,6 22,8 Light trucks ,9-13,4 CANADA Passenger cars (A) ,8 0,9 Light trucks (B) ,6 6,6 Medium-Heavy trucks ( C) ,2-8,3 Totale Light vehicles (A+B) ,7 4,0 Totale trucks (B+C) ,1 5,9 Totale (A+B+C) ,9 3,7 MESSICO Passenger cars (A) ,7 7,5 Light trucks (B) ,9 8,0 Medium-Heavy trucks ( C) ,8 1,3 Totale Light vehicles (A+B) ,8 7,7 Totale trucks (B+C) ,5 7,3 Totale (A+B+C) ,1 7,5 NAFTA Passenger cars (A) ,3 4,6 Light trucks (B) ,7 9,9 Medium-Heavy trucks ( C) ,2 0,6 Totale Light vehicles (A+B) ,3 7,2 Totale trucks (B+C) ,0 9,4 Totale (A+B+C) ,4 7,1 Nota - Dati Ward's Automotive/AMIA/ANPACT elaborati da ANFIA 29 ANFIA Area Studi e Statistiche

30 NAFTA: prodotti 16,5 milioni di autoveicoli, +4,3% sul 2012 Nell area NAFTA, sono stati prodotti, nel 2013, circa 16,48 milioni di autoveicoli, 680 mila veicoli in più rispetto all anno precedente, pari ad un incremento del 4,3%. Dopo il picco negativo nel 2009, al culmine della crisi, quando la produzione scese a soli 8,6 milioni di veicoli, il recupero è stato progressivo e nel 2013 ha raggiunto i valori medi annui antecedenti alla crisi, che erano attorno a 16,49 milioni di veicoli prodotti (media ). La produzione di light vehicles ha raggiunto 16,1 milioni di unità (+4,5% sul 2012). Nel 2013 le autovetture prodotte nell area sono state 7,08 milioni (+1,8%); i light trucks 8,99 milioni (+6,7%); i medium-heavy trucks circa 403 mila (-3,3%). Gli USA hanno prodotto oltre 11 milioni di veicoli (+6,9%), il Canada 2,38 milioni (-3,4%) e il Messico 3,05 milioni (+1,7%). NAFTA PRODUZIONE (autovetture, light trucks, trucks) MOTOR VEHICLES 2013 % 2012 % VAR% Chrysler ,2% ,0% 5,8 Ford ,1% ,2% 9,7 GM (*) ,9% ,5% 1,5 Totale Big Three ,3% ,7% 5,4 Marche estere ,7% ,3% 3,1 Totale ,0% ,0% 4,3 (*) stima Ward's Le Big Three (Chrysler, Ford, GM), con 8,78 milioni di veicoli, detengono il 53,3% della produzione, con circa 450 mila veicoli prodotti in più rispetto al 2012 (+5,4%). Chrysler con 2,5 milioni di veicoli prodotti raggiunge la quota del 15,2% dell area NAFTA, con un incremento produttivo del 5,8%. Ford cresce del 9,7% e con 2,98 milioni di unità, pesa per il 18,1% sulla produzione complessiva dell area. GM con il 19,9% di quota e un incremento dell 1,5%, totalizza 3,28 milioni di veicoli prodotti. Gli altri Costruttori (giapponesi, coreani, tedeschi) totalizzano il 46,7% della produzione totale e un incremento del 3,1%. In particolare, sono cresciuti i costruttori Honda e Toyota, che nel 2011 subirono pesantemente il contraccolpo degli effetti negativi della catastrofe ambientale in Giappone. Nell area NAFTA i volumi produttivi di Chrysler sono cresciuti del 5,8% con circa 2,51 milioni di veicoli e una quota del 15,2% sul totale prodotto. 30 ANFIA Area Studi e Statistiche

31 Stati Uniti Gli USA rappresentano il sito produttivo più importante dell area NAFTA con il 67% della produzione complessiva nel La produzione di autovetture è stata di circa 4,35 mln di unità, in crescita del 5,9%; quella di light trucks è stata di circa 6,45 mln di unità, in aumento dell 8,2%. La produzione complessiva di LV è stata di circa 10,8 mln di unità (+7,2%). La produzione di autocarri medi e pesanti è ammontata a circa 252mila unità (-6%). Complessivamente, gli USA hanno prodotto oltre 11 mln di veicoli, il 6,9% in più rispetto al 2012 (anno record 1999 con oltre 13 milioni di veicoli prodotti). Gli Stati Uniti, con oltre 11 milioni di autoveicoli prodotti nel 2013 (+6,9% sul 2012), sono il 2 paese produttore al mondo, dopo la Cina. Canada In Canada, la produzione di autovetture, 965 mila unità, risulta in flessione del 7,2%. I light trucks prodotti invece sono stati circa 1,4 milioni (-0,6%). La produzione di autocarri medi e pesanti è quasi sparita in Canada, nel 2013 sono stati prodotti appena veicoli (+5,9%); i Costruttori USA hanno rilocalizzato nei siti domestici o in Messico la loro produzione. Nel complesso in Canada sono stati prodotti 2,38 mln di veicoli (-3,4%). Messico La produzione di autoveicoli aveva superato per la prima volta i 3 milioni di veicoli nel 2012 (+12% sul 2011), collocando il Paese all 8 posto nella classifica mondiale dei Paesi produttori di autoveicoli. Nel 2013 il Messico ha conseguito un nuovo record con 3,05 mln di veicoli, l 1,7% in più dell anno precedente, anche se nel mese di dicembre ha registrato un calo del 9,5% su dicembre 2012, che è stato del 17,8% per il solo comparto delle autovetture. L export, nel 2013, è cresciuto del 2,9% sull anno precedente, con circa 2,42 milioni di veicoli destinati all estero: il 68% dei veicoli prodotti è esportato negli USA, l 8% in Canada, il 12,7% nell area latino americana, il 5,9% in Europa, il 5,3% nel resto del mondo. I veicoli esportati in Italia sono stati (-15,3% sul 2012). Nuovo record produttivo in Messico nel 2013, che ha totalizzato 3,05 milioni di autoveicoli. Il Messico si colloca all 8 posto nella graduatoria mondiale dei maggiori Paesi produttori di autoveicoli, dietro al Brasile. 31 ANFIA Area Studi e Statistiche

32 NAFTA PRODUZIONE AUTOVEICOLI PAESI TIPO VEICOLO var. % 2012/11 var. % 2013/12 USA Passenger cars (A) ,9 5,9 Light trucks (B) ,5 8,2 Medium-Heavy trucks ( C) ,2-6,0 Totale Light vehicles (A+B) ,6 7,2 Totale trucks (B+C+D) ,5 7,6 Totale (A+B+C+D) ,3 6,9 CANADA Passenger cars (A) ,0-7,2 Light trucks (B) ,6-0,6 Medium-Heavy trucks ( C) ,9 5,9 Totale Light vehicles (A+B) ,5-3,4 Totale trucks (B+C) ,3-0,6 Totale (A+B+C) ,4-3,4 MESSICO Passenger cars (A) ,2-2,1 Light trucks (B) ,7 8,3 Medium-Heavy trucks ( C) ,6 1,2 Totale Light vehicles (A+B) ,5 1,7 Totale trucks (B+C) ,4 7,4 Totale (A+B+C) ,0 1,7 NAFTA Passenger cars (A) ,7 1,8 Light trucks (B) ,9 6,7 Medium-Heavy trucks ( C) ,8-3,3 Totale Light vehicles (A+B) ,5 4,5 Totale trucks (B+C+D) ,6 6,2 Totale (A+B+C+D) ,2 4,3 Nota - Dati Ward's Automotive elaborati da ANFIA 32 ANFIA Area Studi e Statistiche

33 SUD AMERICA: La domanda di autoveicoli cresce del 2%, grazie al buon andamento di Argentina e Cile Il mercato deli autoveicoli nell area considerata, che include Argentina, Brasile, Cile e Venezuela, nel primo semestre 2013 conseguiva una crescita del 6,8% con 2,51 milioni di veicoli. Il mercato ha poi chiuso l anno, con circa 5,23 mln di autoveicoli venduti e una crescita contenuta al 2% rispetto al I mercati argentino e cileno conseguono incrementi di vendite rispettivamente del 16% e del 10%; i mercati di Brasile e Venezuela invece calano dello 0,9% e del 24%. Grafico Interesse brasiliano BACEN - tasso ultimo anno Il 2013 potrebbe essere ricordato come l'anno del crollo dei Paesi emergenti e del tapering. Da quando la Federal Reserve ha annunciato il piano di una riduzione degli stimoli monetari, sono partiti i deflussi di capitali, con effetti deleteri per la stabilità finanziaria e valutaria di paesi come India, Turchia, Brasile, Indonesia, Sud Africa. Nel 2014 l economia USA dovrebbe crescere del 2,8%, stando alle previsioni del FMI, mentre il tasso di disoccupazione è già sceso al 7%. Le misure che la Fed adotterà nel corso dell anno potrebbero impattare sulle economie emergenti, gli interventi programmati dovrebbero ridurre a zero gli stimoli monetari entro la fine dell anno. Pur mantenendo il costo del denaro molto basso, le politiche di tapering adottate dalla Fed, non rendono di per sé i rendimenti obbligazionari molto profittevoli, ma vengono percepiti dagli investitori come meno rischiosi rispetto a quelli dei paesi emergenti e dunque preferibili in questa fase di relativa incertezza. Il real ha subito in queste ultime settimane forti spinte al ribasso. Per contrastare questo trend, la banca centrale brasiliana ha innalzato i tassi al 10,5%, e ha fatto sapere di poter contare su 376 miliardi di $ di riserve internazionali pronte per essere usate per sostenere la valuta nazionale contro massicce vendite, con l'obiettivo di scoraggiare eventuali attacchi speculativi. Argentina Nel 2013 sono stati venduti complessivamente autoveicoli (+16%), così ripartiti: autovetture (+14,8%); veicoli commerciali (+19,3%); autocarri (+26,9%); autobus (+2,9%). Le vendite di veicoli di produzione domestica sono state (+1%), mentre quelle di veicoli importati sono state (+26%). 33 ANFIA Area Studi e Statistiche

34 Inizio anno difficile: a gennaio 2014 le vendite di autoveicoli sono crollate del 19,5%. L inflazione del Paese è a livelli altissimi, molto lontani da quelli denunciati dal Governo argentino. Le cifre dichiarate dalle istituzioni argentine rappresentano un problema, perché rendono il Paese meno affidabile agli investitori. Il parco circolante ammonta a 11,668 milioni di autoveicoli, di questi le vetture sono 8,8 milioni; la densità automobilistica in Argentina è pari a 215 autovetture per 1000 abitanti, un tasso di motorizzazione che ha ampi margine di crescita. Brasile In Brasile, dopo il record di vendite registrato nel 2012 con 3,8 milioni di veicoli, il 4,6% in più sul 2011, nel 2013 la domanda ha registrato una leggera flessione dello 0,9%. Le immatricolazioni complessive sono state , così ripartite: autovetture, -3,1% sul 2012; veicoli commerciali leggeri, +4,3%; autocarri, +11% e circa 33 mila autobus, + 14,3%. Le vendite di light vehicles alimentati a benzina + etanolo rappresentano l 88,5% del mercato, quelle a benzina il 5,3% e diesel il 6,2%. L etanolo idrato, utilizzato in auto con motori Flex, adatti cioè ad essere alimentati indistintamente a benzina, bioetanolo o una qualsiasi miscela dei due, è largamente diffuso in America Latina. La domanda di etanolo continua a crescere e il prezzo del biocarburante alla pompa è più competitivo rispetto ai carburanti tradizionali (vale il 62-63% del pezzo della benzina). Ma un aumento costante dell etanolo alla pompa (la cui produzione di derivato dallo zucchero potrebbe diventare più allettante rispetto a quella del dolcificante da parte dei produttori), potrebbe nel medio e lungo termine minacciare i significativi investimenti nella tecnologia flex-fuel. Le vendite di autovetture con cilindrata inferiore a 1000 cm 3, che rappresentano il 41,7% del mercato, perdono il 7,3% del mercato, mentre quelle tra 1000 e 2000 cm 3 (il 57,6% del mercato), crescono solo dello 0,2%. Si contrae del 21% il segmento delle vetture con cilindrata superiore a 2000 cm3 (appena lo 0,6% del totale mercato). Le vendite di autoveicoli di produzione nazionale hanno totalizzato 3,06 milioni di unità (+1,5%) e quelle di importazione circa 707mila (-10,3%), queste ultime rappresentano il 18,8% del mercato complessivo di autoveicoli (erano il 20,7% nel 2012). Nel 2013, Fiat mantiene la leadership del mercato dei light vehicles col 21,3% di quota e circa 763mila unità vendute, seguita da Volkswagen (18,7% di share) e GM (18,1%). Le vendite Fiat Brasile di autovetture, oltre 604mila, risultano in calo dell 11%, mentre quelle di veicoli commerciali, che ammontano a 159mila circa risultano in linea con le vendite del ANFIA Area Studi e Statistiche

35 Le vendite di autocarri ammontano a unità (+11,1%) e di autobus a (+14,3%). Risultano in calo i segmenti degli autocarri con ptt compreso tra 3,5 e 6 t. del 15,8% e quello compreso tra 6 e 10 t. del 3,5%. Eventi come la FIFA-World Cup a giugno 2014 e i prossimi giochi olimpici nel 2016 Olympic Games a Rio de Janeiro favorendo gli investimenti nelle infrastrutture del Paese, stimolano il mercato degli autocarri. Mercato autocarri >3,5 t. CLASSI DI PESO VAR. % 13/12 >3,5t - <6t ,8 >6t - <10t ,5 >10t - <15t ,2 >15t ,7 Totale ,3 Il mercato autoveicolistico brasiliano è il 4 mercato del mondo, dopo Cina, Usa e Giappone e le possibilità di consolidamento e crescita sono notevoli, dato che il tasso di motorizzazione del Paese è solo di 6,6 abitanti per autovettura e di 5,2 per autoveicolo (dato 2012). Molti costruttori stanno investendo (Hyundai, quota di mercato LV nel 2013 sale al 6% con circa 213mila unità vendute, era il 3% nel 2012) e investiranno in Brasile, tra questi anche i costruttori cinesi (insediamenti previsti nel 2014: Great Wall, Shacman, Jianghuai, Chery); il mercato sarà sempre più competitivo e le previsioni stimano un aumento della domanda fino al Il Governo brasiliano attraverso l imposizione di dazi doganali all importazione (ad eccezione per i paesi Mercosur e Messico), favorisce l insediamento di nuovi siti produttivi. Il Governo brasiliano ha adottato nuove misure per il periodo (Piano Inovar Auto) per valorizzare e potenziare l industria automobilistica nazionale, che aiuterà il paese a diventare un grande produttore mondiale. Grazie al Piano le case automobilistiche presenti nel paese potranno usufruire dei vantaggi fiscali previsti per veicoli con ridotti consumi ed emissioni di gas e che adopereranno componenti costruiti in Brasile o nel Mercosur, e che investiranno in ricerca e innovazione. Dal 2005 al 2012 (secondo dati ancora preliminari) gli investimenti nell industria autoveicolistica brasiliana sono passati da milioni di US$ a Venezuela Il mercato degli autoveicoli in Venezuela, in calo dal 2008, aveva registrato nel 2012 un segno positivo dell 8,2% con unità vendute nel 2012, ma nel 2013 perde il 24,3% con nuove registrazioni. La gestione del potere nel dopo-chavez si è presentata sin da subito molto difficile, la situazione economica è pesantissima, sebbene il Paese sia uno tra i massimi produttori di petrolio. La domanda interna di autoveicoli a gennaio 2014 si è ridotta dell 87% con appena 722 veicoli venduti contro di gennaio VENEZUELA - MERCATO ANNI Volumi in unità Var.% , , , , , , , , , , , ,3 35 ANFIA Area Studi e Statistiche

36 Cile Nel 2013 sono stati immatricolati in Cile oltre 397 mila veicoli, il 9,7% in più rispetto al Le vendite di light vehicles sono state 378 mila (+11,6% sul 2012), così ripartite: 287 mila autovetture (incluso SUV) e oltre 91 mila veicoli commerciali leggeri. LIl comparto dei pesanti invece risulta in flessione: autocarri -19,4% e autobus -10,5%. L ANAC, l associazione di settore cilena, stima per il 2014 un mercato compreso tra 340 e 360 mila light vehicles. In Cile circolano veicoli così ripartiti: autovetture, veicoli commerciali leggeri, autocarri e autobus (fonte ANAC). Interscambio ITALI-CILE: Il Cile è un Paese interessante, in rapida crescita economica, dotato di stabilità giuridica e istituzionale; ha le caratteristiche per essere considerato un Paese piattaforma; è presente un importante collettività italiana, ben inserita nel Paese. Cile e Italia hanno sistemi economici complementari: il Cile esporta commodities, tra cui alcune strategiche per l economia italiana (rame e cellulosa), l Italia esporta macchinari ad alto valore aggiunto, necessari per i processi estrattivi e produttivi cileni. La garanzia di stabilità politica, la certezza del diritto, la tutela degli investitori sono elementi fondanti l eccellente reputazione cilena, non solo nel contesto latinoamericano, diffusa tra gli investitori stranieri. L entrata a pieno titolo nell OCSE nel 2010 ratifica gli sforzi compiuti dal Paese negli ultimi 25 anni. (http://www.infomercatiesteri.it/) 36 ANFIA Area Studi e Statistiche

37 SUD AMERICA - VENDITE AUTOVEICOLI var. % 2012/11 var. % 2013/12 PAESI TIPO VEICOLO ARGENTINA* Passenger cars (A) ,5 14,8 (ADEFA) Light trucks** (B) ,1 19,3 Medium-Heavy trucks ( C) ,4 26,9 Bus (D) ,6 2,9 Totale Light vehicles (A+B) ,9 15,9 Totale trucks (B+C+D) ,5 19,6 Totale ,0 16,1 BRASILE Passenger cars (A) ,7-3,1 (ANFAVEA) Light trucks (B) ,5 4,3 Medium-Heavy trucks ( C) ,5 11,1 Bus (D) ,8 14,3 Totale Light vehicles (A+B) ,1-1,5 Totale trucks (B+C+D) ,6 5,6 Totale ,6-0,9 CILE *** Light Vehicles (A) ,4 11,6 (ANAC) Medium-Heavy trucks ( C) ,5-19,4 Bus (D) ,5-10,5 Totale ,7 9,7 VENEZUELA (CAVENEZ) Totale autoveicoli ,2-24,3 SUD AMERICA Totale AUTOVEICOLI ,6 2,0 * vendite ai concessionari Nota - Dati elaborati da ANFIA **include "utilitarios" e "furgones" ADEFA: ASSOCIACION DE FABRICAS DE AUTOMOTORES; ANFAVEA: ASSOCIACAO NACIONAL DOS FABRICANTES DE VEICULOS AUTOMOTORES; CAVENEZ: CAMARA AUTOMOTRIZ DE VENEZUELA; ANAC : ASOCIACION NACIONAL AUTOMOTRIZ DE CHILE 37 ANFIA Area Studi e Statistiche

38 Sud America: la produzione domestica, con 4,6 milioni di autoveicoli, aumenta dell 8,6% Nell area considerata che include Argentina, Brasile e Venezuela, la produzione dei veicoli completi (escluso i veicoli assemblati e CKD del Brasile) ha registrato nel 2013 un incremento dell 8,6% sul 2012, che invece aveva segnato una flessione dello 0,6% sul Sono stati prodotti complessivamente 4,6 milioni di veicoli completi. PIL (var. %) F 2014F Mondo 3,1 3,0 3,7 America Latina e Paesi Caraibici 3,0 2,6 3,0 Brasile 1,0 2,3 2,3 Argentina* 1,9 3,5 2,8 Venezuela * 5,6 0,1 1,7 Fonte: FMI Outlook January 2014; *FMI Outlook October 2013 Secondo le ultime stime del FMI pubblicate a gennaio 2014, il Pil del Brasile, in frenata dal 7,5% del 2010 allo 0,9% del 2012, è previsto crescere sia per il 2013 che per il 2014 del 2,3%, in ribasso rispetto alle proiezioni di ottobre I dati di crescita dichiarati dal Governo argentino sono invece considerati da molti analisti privati non realistici e recentemente anche il FMI ha denunciato ufficialmente le statistiche relative al Pil e all inflazione dell Istituto di Statistica argentino. Il paese è travolto da una crisi di fiducia degli investitori e da strascichi del default Argentina e Venezuela sono colpiti da fughe di capitali, da riserve in via di esaurimento e da inflazione alle stelle. L'economia venezuelana è in netta difficoltà nell affrontare il dopo-chavez, in particolare rispetto ai prezzi al consumo, saliti di circa il 50 per cento nel corso dell'ultimo anno a causa della debolezza della moneta locale, il Bolivar e alle significative carenze nei generi di prima necessità, in un clima di dilagante criminalità. Il Governo deve infatti affrontare tagli dolorosi con nuove svalutazioni della moneta e applicare misure anti-inflazione, il cui effetto sui cittadini potrà forse essere contenuto solo con un aumento della produzione di greggio. Nonostante il Venezuela abbia sempre disposto di immense riserve di petrolio, la produzione non è mai stata in linea con le possibilità produttive e rimane al di sotto delle proprie potenzialità e il cui sfruttamento in chiave statale, risulta poco vantaggioso per l economia del Paese. Alcune case automobilistiche, come Ford, presenti in entrambi i Paesi, hanno ripianificato le loro strategie per il futuro, viste le previsioni di vendita al ribasso. Intanto la crisi valutaria Paese, che continua a creare difficoltà all industria nell importazione di componenti e materie prime, costringe Iveco a sospendere la produzione in Venezuela, dove è presente dal Lo rende noto la stessa Iveco, annunciando la volontà di riprendere le attività appena lo consentirà il mercato. Iveco Venezuela ha attualmente 400 dipendenti nello stabilimento di La Victoria e costruisce camion e telai per autobus. Nel 2013 sono state circa le unità prodotte complessivamente. 38 ANFIA Area Studi e Statistiche

39 Argentina Nel 2013 sono stati prodotti 791mila autoveicoli, il 3,5% in più rispetto all anno precedente. La produzione ha riguardato: autovetture (+1,8%), veicoli commerciali leggeri (+4,7%), autocarri (+28,3%); autobus (+23,4%). Dopo la riduzione dei volumi produttivi complessivi del 2012, che rifletteva il calo della domanda interna (-6%) e il calo dell export di circa 93 mila veicoli, già il 4 trimestre 2012 segnava un recupero della produzione dell 8,5% sullo stesso trimestre del 2011, confermato nei due trimestri successivi con un incremento rispettivamente del 7,4% e del 30,1%. Il 3 trimestre 2013, invece, registrava una flessione dello 0,25%, peggiorata nel 4 trimestre da un calo del 16,3%. Nel 2 semestre 2013 la contrazione dei volumi è stata quindi pari a 36mila veicoli, l 8,3% in meno rispetto all analogo semestre dell anno precedente. L export ha riguardato oltre 433mila veicoli (+4,8%) nel 2013, ma l andamento nel periodo ottobre-dicembre ha visto una riduzione dei volumi dei veicoli destinati all estero del 26% e della domanda interna del 7,2%. A gennaio 2014 la produzione di autoveicoli subisce un ulteriore ridimensionamento del 17,9%. L export cala nel primo mese dell anno del 19% e la domanda interna del 19,5%. Brasile Nel 2013 il Brasile ha prodotto 3,74 milioni di veicoli, il 9,9% in più rispetto al 2012, che risultava invece in leggero calo dello 0,4%. Il comparto delle autovetture ( unità) ha registrato un segno positivo del 5,9% e quello dei veicoli commerciali con circa 768 mila unità un incremento del 19,3%. La produzione di autocarri medipesanti ha recuperato l intera perdita registrata nel 2012 (-40,5%), totalizzando 190mila unità (+43,1%). Gli autobus prodotti sono stati 40mila (+9,5% sul 2012, che invece registrava un calo del 26%). L export di veicoli assemblati ha riguardato 563mila veicoli assemblati (+26,5% sul 2012), pari al 14% della produzione. In valore l export degli autoveicoli ha raggiunto 13 miliardi di US$, l 11% in più del 2012 (11,72 miliardi di US$). 39 ANFIA Area Studi e Statistiche

40 Gli interventi governativi introdotti a maggio 2012 per compensare la crisi del mercato interno hanno sostenuto la domanda di auto e alzato i livelli produttivi. Per il periodo , l'esecutivo brasiliano ha varato il Piano Inovar Auto, finalizzato a valorizzare e potenziare l'industria automobilistica nazionale. Grazie a tale piano, le case automobilistiche presenti nel Paese potranno usufruire dei vantaggi fiscali, previsti per veicoli con ridotti consumi ed emissioni di gas e che adopereranno componenti costruiti in Brasile o nel Mercosur, e che investiranno in ricerca ed innovazione. Il piano Inovar auto, varato dal governo di Dilma Rousseff, a fronte dei benefici fiscali per i produttori, penalizza invece le automobili importate con una tassazione al 35%. Nel 2013 il Brasile ha prodotto 3,74 milioni di veicoli, più del doppio rispetto al 2000 quando il Paese si posizionava al 12 posto nella classifica mondiale dei paesi costruttori (passato al 7 posto della classifica mondiale nel 2012). Dal 2005 al 2013, gli investimenti nell'industria autoveicolistica brasiliana sono cresciuti da 1 a 5 miliardi di dollari, mentre la manodopera occupata è passata da 94 ad oltre 131 mila addetti. L industria automotive del Brasile a dicembre conta addetti diretti, l 1,3% in più rispetto allo stesso mese del La produzione complessiva, in calo dal mese di ottobre 2013, a gennaio 2014 registra una flessione del 18,7% sullo stesso mese dell anno precedente. Venezuela La produzione 2013 nel Venezuela ha riguardato complessivamente autoveicoli, il 31% in meno rispetto al Le prospettive per il settore sono molto negative. Precipita la produzione a gennaio 2014: -84,8% con appena 296 autoveicoli prodotti contro di gennaio ANFIA Area Studi e Statistiche

41 SUD AMERICA PRODUZIONE AUTOVEICOLI PAESI TIPO VEICOLO var. % 2012/11 var. % 2013/12 ARGENTINA Passenger cars (A) ,8 1,8 (Adefa) Light trucks * (B) ,8 4,7 Medium-Heavy trucks ( C) ,8 28,3 Bus (D) ,6 23,4 Totale Light vehicles (A+B) ,4 2,8 Totale trucks (B+C+D) ,2 6,5 Totale ,8 3,5 BRASILE** Passenger cars (A) ,4 5,9 (Anfavea) Light trucks (B) ,8 19,3 Medium-Heavy trucks ( C) ,5 43,1 Bus (D) ,8 9,5 Totale Light vehicles (A+B) ,8 8,6 Totale trucks (B+C+D) ,7 22,7 Totale ,4 9,9 VENEZUELA (Cavenez) Totale autoveicoli ,6-31,1 SUD AMERICA*** Totale AUTOVEICOLI ,6 8,6 Nota - Dati elaborati da ANFIA * include "utilitarios" e "furgones" ** escluso CKD *** dal totale esclusi i doppi conteggi e incluso altri Paesi ADEFA: ASSOCIACION DE FABRICAS DE AUTOMOTORES; ANFAVEA: ASSOCIACAO NACIONAL DOS FABRICANTES DE VEICULOS AUTOMOTORES; CAVENEZ: CAMARA AUTOMOTRIZ DE VENEZUELA 41 ANFIA Area Studi e Statistiche

42 ASIA/OCEANIA La domanda di autoveicoli cresce del 7% nel 2013 e supera i 37 milioni di veicoli Nel 2013, le vendite hanno riguardato oltre 37 mln di autoveicoli, il 7,3% in più del 2012, che già aveva registrato un incremento del 10%, sul 2011, anno funestato dal cataclisma in Giappone e dalle inondazioni in Tailandia. Nell area asiatica (13 Nazioni), escluso Oceania, le vendite di autoveicoli sono state 36,1 milioni (+7,4%). Il mercato senza Cina e Giappone ha totalizzato 8,7 milioni di unità (era 5,7 milioni nel 2008) con un calo del 2,2%, a cui ha contribuito il mercato indiano con una battuta d arresto nel 2013 del 10%, dovuta ad un rallentamento dell economia e all aumento dei prezzi delle materie prime. Prosegue invece la crescita del mercato dei paesi federati nell ASEAN che hanno totalizzato 3,53 milioni di unità e un incremento del 2,6% sul 2012 (in aumento del 34% sul 2011). La Tailandia è il mercato più importante dell area ASEAN, ma da agosto 2013 è considerata in recessione economica, il calo è dovuto alla diminuzione delle esportazioni, all'incapacità delle banche di sostenere la crescita e al fatto che la situazione politica instabile pare abbia colpito la principale industria del paese, ovvero il turismo. I mercati dei paesi del Sud-Est asiatico, ad eccezione di quello della Corea del Sud che rimane stabile, hanno registrato volumi di vendita in calo nel Nei paesi emergenti l attività economica ha mostrato andamenti differenziati: una sorprendente crescita in Cina, rafforzata da investimenti, export e una buona dinamica dei consumi; una crescita moderata in India, nonostante il deprezzamento della rupia. Negli USA la Riserva federale ha avviato la riduzione dello stimolo monetario e il Federal Open Market Committee (FOMC) da gennaio 2014 ha iniziato a ridurre gli acquisti di mortgage-backed securities (MBS) e di obbligazioni del Tesoro a lungo termine (tapering) per complessivi 10 miliardi di dollari al mese (portandoli progressivamente a 75 miliardi). A patire di più dopo l annuncio del tapering (maggio 2013) sono stati i paesi emergenti (in particolare Brasile, India, Indonesia e Turchia), che hanno visto ridursi sensibilmente il flusso di denaro a basso costo da tempo assicurato dagli USA: bond, azioni e valute delle economie in espansione, in passato asset gettonati dagli investitori, hanno sperimentato un corposo deflusso di capitali e la svalutazione delle loro monete. I Governi dei Paesi emergenti hanno messo in essere contromisure per contrastare la fuga di capitali, innalzando i tassi di interesse. A rallentare l economia dei Paesi asiatici permangono alcune variabili negative interne, come gli alti livelli d inflazione, un elevato tasso di indebitamento delle famiglie, l instabilità politica, in grado di contenere le aspettative di crescita del mercato. Per quanto riguarda nello specifico il mercato degli autoveicoli la grande attenzione alla questione ambientale con investimenti sulle tecnologie verdi in tutti i settori industriali e il lancio di nuovi modelli più performanti, dovrebbero comunque mantenere il trend espansivo del comparto in tutta l Asia, favorendo sia il mercato interno che l export. 42 ANFIA Area Studi e Statistiche

43 Gli abitanti dell Asia rappresentano il 60% della popolazione mondiale e mantenendo lo stesso peso, nel 2020 saranno oltre 4,7 miliardi. In Asia oggi circola ⅓ del parco mondiale, la motorizzazione è prevista crescere e rappresentare nel 2020 il 40% della flotta globale. Nei Paesi in via di sviluppo, stanno formandosi classi medie imponenti: l'uscita dalla povertà indotta dall'economia globale e l'urbanizzazione hanno creato un fenomeno del tutto nuovo. Secondo l'ocse ( The Emerging Middle Class in Developing Countries, WP n 285, 2010), la middle class globale salirà da 1,9 miliardi di persone del 2009 a 3,2 miliardi nel 2020 e a 4,9-5 miliardi nel La crescita di questa popolazione con un reddito disponibile significativo avverrà soprattutto in Asia, che nel 2030 avrà il 66% della classe media mondiale e il 59% dei consumi tipici del ceto medio (ma crescerà parecchio anche nell'europa dell'est). Con la soddisfazione dei beni primari, cresceranno le aspettative dei cittadini e dei lavoratori sia in termini di acquisti di beni durevoli che di servizi, quali istruzione e assistenza sanitaria. Nell economie avanzate invece i livelli di benessere del ceto medio vanno ridimensionandosi per la riduzione dei redditi delle famiglie e per la crescente disoccupazione, come conseguenza di un processo di de-industrializzazione in atto da alcuni anni in diversi Paesi occidentali. I Paesi asiatici devono affrontare i problemi derivanti dalla gigantesca urbanizzazione di massa e programmare lo sviluppo sostenibile delle grandi metropoli, in grado di ridurre l'inquinamento, preservare la salute dei cittadini, garantire la crescente domanda di mobilità di persone e merci e assicurare la domanda di energia che questa organizzazione urbana richiede. Molti Governi dei paesi asiatici hanno lanciato ormai da qualche anno piani di investimento sulla produzione di veicoli elettrici/ibridi e di sostegno/promozione di veicoli con bassi livelli di emissione di CO2 e di consumo di carburanti. Tali misure attirano l interesse di molti costruttori, in particolare giapponesi, da anni radicati nei paesi ASEAN, che qui progettano di costruire stabilimenti per la produzione di veicoli elettrici e ibridi, e conservare la loro leadership. 43 ANFIA Area Studi e Statistiche

44 Per l area asiatica, escluso Cina e Giappone, nel 2014 è prevista una crescita contenuta (+1,7%), determinata da un buon andamento dei paesi ASEAN (+7%) e da Sud Corea e Taiwan (+2%), in calo ancora India e Pakistan (-4,5%), secondo le previsioni di Fourin. Nel 2020 le vendite di LV potrebbero raggiungere i 48,8 milioni di unità. Repubblica Popolare Cinese La Cina è diventato il più grande mercato del mondo, superando nel 2010 le aree NAFTA (14,2 milioni di veicoli) e Unione Europea (UE27+EFTA: 15,3 milioni di veicoli; UE15+EFTA: 14,4 milioni). Il trend risulta in crescita anche negli anni successivi: +2,7% nel 2011, +4,2% nel Già nel 2012 la domanda di autoveicoli rappresenta circa un quarto delle vendite mondiali (il 23%), con 19,3 milioni di autoveicoli venduti. Nel 2013 le immatricolazioni sono cresciute del 13,9%, totalizzando oltre 21,99 milioni di autoveicoli, si tratta di un nuovo record, che fa della Cina il primo mercato autoveicolistico mondiale da 5 anni. 44 ANFIA Area Studi e Statistiche

45 CINA - VENDITE DOMESTICHE DI AUTOVEICOLI milioni di veicoli 21,99 5,76 Passenger cars CV Total MV 8,78 9,36 7,18 13,62 10,32 18,04 18,53 13,75 14,50 19,30 15,49 17,93 6,30 6,75 5,15 3,97 4,29 1,79 2,04 2,49 2,62 3,31 4,03 3,81 4, Guidano il buon andamento del mercato, le vendite di auto e SUV, nel dettaglio si registrano gli incrementi di MPV (+161%), SUV (+50%), passenger car (+11,7%), in calo invece UV (Utility Vehicles: -27%). Le vendite dei brand cinesi pesano per il 40,3% (1,6 punti in meno rispetto al 2012) con unità su circa 17,93 milioni di nuove auto immatricolate (+15,7%); invece per i marchi esteri, le vendite di auto tedesche, giapponesi, americane, coreane e francesi pesano rispettivamente per il 18,8%, 16,4%, 12,4%, 8,8% e 3,1% del totale venduto. Vendite di auto (incluso MPV, SUV,UV) nel 2013 per brand - peso % brand coreani; 8,8 brand francesi; 3,1 altri brand esteri; 0,2 brand americani; 12,4 brand cinesi; 40,3 brand giapponesi; 16,4 brand tedeschi; 18,8 Con la sola eccezione del mese di febbraio, le vendite di auto nel 2013 hanno registrato mensilmente segni positivi, con crescite sostenute in particolare nel 3 quadrimestre. 45 ANFIA Area Studi e Statistiche

46 CINA Vendite mensili di autovetture (include SUV,MPV,UV) Trend mensile 01/ / Volumi e var.% su stesso mese anno prec ,7 volumi var % Lineare (volumi) 21,1 23,6 16,1 21,5 60,0 50,0 40,0 30, ,3 13,3 13,0 9,0 9,3 10,5 11,0 7,0 20,0 10,0 0,0-10,0 0-20,0 01/13 02/13 03/13 04/13 05/13 06/13 07/13 08/13 09/13 10/13 11/13 12/13 01/14 Alla dinamicità del mercato hanno giocato un ruolo non secondario le restrizioni applicate o annunciate di molte città cinesi alle vendite di nuove auto ai privati. Il decreto più drastico ed eccentrico è stato emesso a Shijiazhuang, capitale della provincia di Hebei vicino a Pechino, località in cui le acciaierie lavorano a pieno ritmo. Nella città cinese, infatti, l'amministrazione ha deciso di bloccare la vendita di auto private, consentendo il rilascio del permesso di immatricolazione ai soli vincitori di un'estrazione alla lotteria. Da tempo, in tutta la Cina, l'inquinamento dovuto al traffico e all'industria è cresciuto a livelli insostenibili. A Shijiazhuang l'amministrazione locale ha deciso di limitare il numero di immatricolazioni a non più di nuovi veicoli per l'anno in corso. Le famiglie, inoltre, non potranno più possedere più di due automobili. La Cina si è posta l'obiettivo di raggiungere, nei prossimi anni, standard sulle emissioni sempre più severi. Il Paese del dragone sta diventando, infatti, quello con i più elevati livelli di diffusione dell'automobile nel mondo. Al momento, sono attive anche altre restrizioni, come l'uso a giorni alterni dei veicoli privati e i limiti orari per la circolazione dei veicoli pesanti nelle aree cittadine. Per quanto riguarda il mercato dei veicoli industriali, c è un recupero del 6,7% Mercato Veicoli industriali per sul 2013, dopo due anni segmento consecutivi di calo (2012: -5,6%; 2011: -6%); nel Bus <1,8 t 14% dettaglio il mercato LCV 13% >14 aumenta del 4,3%, più 19% sostenuta la crescita del comparto dei medipesanti: +12,8%. Si tratta di un mercato che conta veicoli nuovi, di 6 t : 14 t 7% 1,8 t : 6 t cui autobus 47% (+10,2% sul 2012), in gran parte light bus. 46 ANFIA Area Studi e Statistiche

47 Giappone A seguito della catastrofe ambientale di marzo 2011, la distruzione del capitale produttivo, le difficoltà nell approvvigionamento di energia e un netto peggioramento del clima di fiducia delle imprese determinarono un netto calo della domanda, ma già a partire dal mese di ottobre 2011 si registrò il primo segno positivo della domanda con il 25% in più, seguito dagli incrementi di novembre e dicembre rispettivamente del 22 e del 21%. Complessivamente nel 2011 sono stati immatricolati 4,21 milioni di autoveicoli (-15%). Nel 2012, in Giappone sono state venduti invece 5,37 milioni di autoveicoli (+27%), in recupero dell 8% anche sul Nel 2013, la domanda di autoveicoli è rimasta in linea con quella dell anno precedente (+0,1%). Sono state registrate complessivamente nuove immatricolazioni, grazie al recupero nell ultimo trimestre 2013 e probabilmente all impatto positivo delle misure a sostegno dell economia adottate dal Governo, il lancio di nuovi modelli e l anticipazione agli acquisti prima dell entrata in vigore ad Aprile 2014 della tassa sui consumi, rialzata dal 5 all 8%, a seguito della legge approvata nel 2012 sul riassetto dei conti pubblici, che prevede un ulteriore innalzamento dell aliquota al 10% nel Le vendite di automobili sono ammontate nel 2013 a 4,56 milioni di unità (-0,2%). JAMA, l associazione giapponese del settore automotive, prevede per il 2014 un calo complessive della domanda di autoveicoli di circa il 10% sul 2013, con 4,85 milioni di nuove registrazioni. India Nel 2012, la domanda aveva conquistato, con 3,58 milioni di autoveicoli (+8,8%) un nuovo record, dopo quelli conseguiti nel 2011 e nel 2010, quando per la prima volta fu superata la soglia dei 3 milioni di veicoli con un incremento di 775 mila vendite sul 2009 (+34%). Nel 2013 si è registrato un rallentamento della domanda del 9,6%, sono stati immatricolati complessivamente autoveicoli. La domanda di autovetture è più che triplicata negli ultimi 10 anni, da 601mila unità vendute nel 2001 è passata ad oltre 2 milioni nel 2012 (escluso i MPV), grazie all ampia offerta di nuovi modelli lanciati nel 2012; nel 2013 invece l aumento del prezzo dei carburanti e delle imposte sull auto (aumento a Marzo 2013 della tassa sui beni di lusso, incluso i SUV), hanno frenato la domanda che con 1,8 milioni di vetture ha perso il 10,4% sul 2012, solo il segmento degli UV (utility vehicles) registra un incremento del 4,2%. Secondo le ultime proiezioni del FMI (gennaio 2014), la crescita dell economia è prevista attestarsi su livelli più bassi rispetto alle proiezioni precedenti di aprile e ottobre scorsi, a: +5,4% nel 2014 e +6,4% nel 2015, comunque più alti rispetto a quelli del 2012 e del La rupia indiana ha tenuto relativamente bene, dopo i tre mesi più turbolenti dello scorso anno, da giugno ad agosto, quando la Federal Reserve annuncio che avrebbe iniziato a ridurre il ritmo degli acquisti mensili di obbligazioni (operando il cosiddetto "tapering"). Allora, l'india era considerata tra quelle economie (Brasile, Turchia, Indonesia, Sud Africa, India) le cui valute si sarebbero indebolite significativamente una volta avviato il tapering. L indebolimento non veniva però solo attribuito agli elevati deficit delle partite correnti e alla loro dipendenza dai capitali esteri, bensì anche al clima di incertezza politica di queste economie. 47 ANFIA Area Studi e Statistiche

48 L aumento delle esportazioni e il crollo delle importazioni hanno contribuito alla riduzione del deficit della bilancia commerciale indiana. Il buon andamento delle esportazioni, le prospettive di crescita dell economia indiana, alcune riforme introdotte nel Governo per il biennio necessarie soprattutto a causa del momento delicato attraversato dall economia indiana che comprendono un aumento del prelievo fiscale sui redditi più alti, incentivi alle imprese e l introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, dovrebbero mettere al riparo il Paese da eventi catastrofici. Player globali dell industria automotive, come VW, Ford e Renault-Nissan, insediati da tempo in India, guardano al Paese come un exporthub verso l Europa e gli USA, favorito dalla debolezza della moneta. Il Governo indiano sta introducendo politiche a favore della mobilità elettrica, attraverso il National Electric Mission Plan 2020, che dovrebbe consentire una significativa diffusione dei veicoli elettrici in tutto il Paese entro il 2020, favorendo la riduzione dei consumi di carburanti tradizionali e il taglio delle emissioni inquinanti dei veicoli. In India circolano oltre 30 milioni di autoveicoli a fine 2012, pari a 41 unità per 1000 abitanti. La densità di circolazione è pari a 100 auto per 1000 persone nelle città come New Dehli, che ha subito una rapida urbanizzazione, mentre la media nazionale si attesta a 20 auto per 1000 abitanti. INDIA Vendite mensili di autovetture (include MPV,UV) Trend mensile 2012/ Volumi e var.% su stesso mese anno precedente volumi var % 40% 30% % -12% -9%-6% -16% 3% -3% 01/12 02/12 03/12 04/12 05/12 06/12 07/12 08/12 09/12 10/12 11/12 12/12 01/13 02/13 03/13 04/13 05/13 06/13 07/13 08/13 09/13 10/13 11/13 12/13 20% 10% 0% -10% -10% -11% -20% Sud Corea Nel 2013 in Sud Corea sono stati immatricolati 1,574 milioni di autoveicoli (+0,6% sul 2012). La domanda di autovetture è allineata ai livelli 2012; le vetture importate nel 2013 sono state , il 24,7% in più rispetto all anno prima. 48 ANFIA Area Studi e Statistiche

49 Complessivamente i veicoli importati sono stati 191 mila (+24%), oltre 90 mila provengono dalla Germania, dagli USA, circa 9 mila dal Regno Unito e dalla Svezia, solo 269 dall Italia! Si prevede che le importazioni continuino a crescere in modo sostenuto, grazie alla riduzione delle tariffe addizionali all importazione, previste dagli accordi di libero scambio, FTA (free trade agreement) tra Corea e UE e tra Corea e USA. Il parco circolante, a fine 2013, risulta di 19,4 milioni di autoveicoli, di cui sono autovetture (+0,1%). Asean La crescita dell industria autoveicolistica nei Paesi del sud-est asiatico sta attirando l attenzione dei Costruttori da tutto il mondo. In particolare l area ASEAN sta registrando, dopo la contrazione del 2009 (-9,5% sul 2008), una crescita costante della domanda di autoveicoli, consuntivando nel 2013 un nuovo record di vendita, con oltre 3,5 milioni di unità e un incremento del 2,6%, dopo quello del 34% registrato nel 2012 sul I mercati più grandi di quest area sono Tailandia, Indonesia, e Malesia, che insieme rappresentano il 91% delle vendite nella regione. Qui, si assiste a una crescita degli investimenti nell industria e nelle costruzioni, con progetti di sviluppo delle infrastrutture nazionali e transnazionali. Le azioni dei vari Governi promuovono sia lo sviluppo dell industria locale, spingendo i Costruttori esteri a joint venture con i Costruttori locali, sia la domanda di trasporto di passeggeri e merci. Tra i Paesi ASEAN, solo Tailandia e Singapore registrano volumi di mercato in contrazione rispettivamente del 6,6% e dell 8,3%. Le vendite in Tailandia hanno registrato crescite importanti nella prima parte dell anno grazie all accumulo di ordini derivanti dal First Car Policy, un programma di incentivi all acquisto adottato per la prima volta, mentre nella seconda parte dell anno la domanda ha subito una pesante contrazione. In Indonesia il mercato, con 1,23 milioni di autoveicoli, cresce del 10,2% e segna un nuovo record; al conseguimento del risultato hanno contribuito l incremento dei minimi salariali e il lancio di modelli LCGC (low cost green car) offerti a prezzi contenuti, per favorire le famiglie nell acquisto di auto verdi, più performanti rispetto a consumi di carburanti e riduzioni di emissioni nocive. Il piano LCGC, secondo il Governo indonesiano, dovrebbe favorire l acquisto di veicoli più puliti, aumentare la produzione e quindi l occupazione e favorire l esportazione. Le Filippine, grazie ad una dinamica economia e alle rimesse dei lavoratori filippini dall estero, vedono un incremento complessivo del mercato del 15,7%, che si avvicina alle 200 mila unità. Anche in Vietnam cresce la domanda di autoveicoli (+20%), vicina alle 100 mila unità, alimentata dalle vendite di pickup e SUV. Altri Asia/Pacifico Cala la domanda a Taiwan del 4,2% con 258 mila nuove registrazioni; risulta però allineato ai volumi del 2012, il mercato delle autovetture nel 2013: circa 212 mila auto, +0,1%. Anche il Pakistan registra un calo di vendite del 10% sul 2012 con circa 142 mila veicoli venduti, di questi 121 mila hanno riguardato le automobili (-11%). Australia e Nuova Zelanda totalizzano complessivamente oltre 1,25 milioni di nuove immatricolazioni nel 2013, con un incremento del 3%. 49 ANFIA Area Studi e Statistiche

50 ASIA/OCEANIA Vendite autoveicoli var. % 12/11 var. % 13/12 PAESI TIPO VEICOLO CINA Passenger car ,1 11,7 MPV ,8 161,5 SUV ,5 49,6 Utility Vehicle ,1-27,3 Total Passenger Car ,9 15,7 LCV ,7 4,3 MHCV ,2 12,8 Total CV ,6 6,7 Total MV ,2 13,9 COREA DEL SUD Passenger car ,3-5,1 MPV ,9 16,2 Total Passenger Vehicle ,1-0,1 Truck ,5 4,6 Bus ,5 3,4 Special Purpose V ,1 10,1 Total CV ,5 4,6 Total MV ,7 0,6 GIAPPONE Passenger car ,7-0,2 Mini trucks ,3 0,3 Small trucks ,8 3,8 Standard trucks ,1 5,1 Small Buses ,1-7,8 Large Buses ,0-2,0 Total CV ,3 2,0 Total MV ,5 0,1 INDIA Passenger car ,6-10,4 Utility Vehicle ,4 4,2 MPV ,8-12,5 Total Passenger Vehicle (M ,9-7,9 LCV Truck ,5-7,4 LCV Bus ,3-10,7 MHCV Truck ,3-31,2 MHCV Bus ,7-16,4 Total CV ,2-15,5 Total MV ,8-9,6 PAKISTAN Passenger Car ,0-11,0 LCV ,2-4,3 Truck ,2-5,6 Total CV ,9-4,5 Total MV ,2-10,1 TAIWAN Passenger Vehicle ,0 0,1 LCV ,0-14,2 Truck ,6-60,0 Total CV ,6-19,8 Total MV ,5-4,2 50 ANFIA Area Studi e Statistiche

51 var. % 12/11 var. % 13/12 PAESI TIPO VEICOLO FILIPPINE Passenger Car ,7 26,4 Commercial Vehicles ,0 11,0 Total MV ,6 15,7 INDONESIA Passenger car/suv ,7 12,6 LCV ,7 10,2 MHCV ,1-2,6 Bus ,1-9,3 Total CV ,8 4,5 Total MV ,8 10,2 MALESIA Passenger car ,2 4,4 CV ,2 4,7 Total MV ,6 4,5 TAILANDIA Passenger car ,2-4,4 Total CV ,0-8,4 Total MV ,3-6,6 VIETNAM Passenger Car ,0 30,2 Commercial Vehicles ,3 14,7 Total MV ,6 20,2 SINGAPORE * Passenger Car ,6-21,3 Commercial Vehicles ,6 33,4 Total MV ,2-8,3 BRUNEI Passenger Car ,5 Commercial Vehicles ,0 Total MV ,0 0,4 ASIA - 13 PAESI TOTAL MV ,0 7,4 ASIA (escluso GIAPPONE) TOTAL MV ,2 8,8 ASIA (escluso CINA e GIAPPONE) TOTAL MV ,6-2,2 ASEAN * TOTAL MV ,6 2,6 AUSTRALIA Passenger Vehicle ,9 2,0 LCV ,1 3,3 MHCV ,7 1,4 Total CV ,9 3,0 Total MV ,3 2,2 NUOVA ZELANDA Passenger Vehicle ,2 7,3 LCV ,9 29,8 MHCV ,3 26,2 Total CV ,5 29,4 Total MV ,1 12,5 OCEANIA - 2 PAESI TOTAL MV ,0 3,0 ASIA-OCEANIA TOTAL MV ,1 7,3 * Singapore dato si riferisce solo ai membri dell'associazione MTA fonte: Associazioni Nazionali * Data of Asean Automotive Federation (Indonesia, Tailandia, Malesia, Singapore, Filippine, Vietnam, Brunei) 51 ANFIA Area Studi e Statistiche

52 Asia 2 /Oceania: 45,8 milioni di veicoli prodotti, il 52% della produzione mondiale Nel 2013, sono stati prodotti in Asia/Oceania 45,8 milioni di autoveicoli, con un incremento del 4,8%; in termini di volumi si tratta di oltre 2 milioni di veicoli prodotti in più rispetto al La produzione dell area senza Cina e Giappone diminuisce nel 2013 del 3,1% con 14 mln di veicoli (incluso India). Fino a pochi anni fa, nei Paesi in via di sviluppo venivano offerte le vecchie versioni di modelli venduti nei paesi avanzati, ora i costruttori vedono un enorme potenziale di progettazione e sviluppo industriale soprattutto nei Paesi emergenti. Si può affermare che la rapida e sostenuta crescita economica e industriale nei paesi emergenti ha equilibrato l industria automotive sul piano mondiale. La Cina è il più grande paese produttore di auto e il più grande mercato del mondo. Nel 2020 potrebbe raggiungere volumi produttivi e di vendita superiori ai 30 milioni di unità (nel 2013: 22 milioni di veicoli prodotti). Così l India, che ha oggi una popolazione di 1,2 milioni di abitanti, potrebbe nel 2020 superare la popolazione della Cina e raddoppiare gli attuali volumi produttivi (nel 2013: 3,88 milioni di veicoli prodotti). La Corea del Sud produce oltre 4,5 milioni di veicoli, con un andamento annuale in contrazione, dovuto anche alle rivendicazioni salariali dei dipendenti del settore auto: tagli alla produzione e delocalizzazione da parte delle case automobilistiche coreane fanno prevedere per i prossimi anni volumi produttivi domestici al di sotto dei livelli conseguiti nel Produzione autoveicoli - Trend annuale CINA GIAPPONE 20 SUD COREA INDIA 15 ASEAN L ASEAN, un'organizzazione politica, economica e culturale di nazioni situate nel Sud-est asiatico, che comprende 10 Nazioni -Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Tailandia, Brunei, Vietnam, Laos, Birmania, Cambogia- è una regione in forte espansione. L ASEAN, situata tra due giganti quali Cina e India, costituisce una piattaforma produttiva strategica di accesso all intero continente asiatico, il quale, ad oggi, ha già una quota sul PIL mondiale superiore al 30%. Le economie ASEAN, con una popolazione complessiva di circa 600 milioni di abitanti e un prodotto interno lordo che si avvicina a 3000 miliardi di dollari, crescono ad un tasso medio di oltre il 5% annuo. Nel 2015 la formazione della Comunità Economica dell ASEAN (AEC) avrà l obiettivo di raggiungere l integrazione economica regionale, puntando ad una regione economica altamente competitiva grazie alla libera circolazione di merci, Nel 2015 la formazione della Comunità Economica dell Asean (AEC)favorirà l integrazione economica regionale, accrescendone la competitività. 2 Include 13 Nazioni: Repubblica Pop. Cinese, Giappone, Sud Corea, India, Iran, Indonesia, Tailandia, Malesia, Filippine, Vietnam, Taiwan, Pakistan, Australia 52 ANFIA Area Studi e Statistiche

53 servizi, investimenti, manodopera qualificata e un flusso di capitali più libero. La Tailandia occupa, a fine 2013, la 9 posizione nella classifica mondiale dei paesi produttori con 2,53 milioni di veicoli prodotti, davanti a Canada, Messico, Francia, Spagna; l Indonesia raggiunge 1,2 milioni di veicoli prodotti e la Malesia 596 mila. La produzione di autoveicoli in ASIA (escluso Cina e Giappone) ha raggiunto i 14 milioni di unità nel La capacità produttiva dell area (sempre escluso Cina e Giappone) è prevista crescere dai 18 milioni di unità del 2013 ai 20 milioni nel 2015 e superare i 21 milioni di unità nel 2016: un incremento, rispetto al 2013, di circa 2,7 milioni di veicoli, di questi 1,7 milioni saranno prodotti in ASEAN e circa 1 milione in India, secondo FOURIN. Lo sviluppo dell economia e della crescente classe media favoriranno la domanda interna di auto nei paesi federati ASEAN, non solo, la regione potrà diventare un importante base produttiva per veicoli destinati all export. La produzione del continente asiatico pesa per oltre il 52% sulla produzione mondiale, che ha raggiunto 87,234 milioni di autoveicoli (+3,7% sul 2012, dati OICA), la Cina da sola vale il 25% e l area ASEAN il 5% del totale prodotto nel mondo. Nel 2014 la produzione mondiale di autoveicoli potrebbe raggiungere 91 milioni di autoveicoli (+4,1% sul 2013). Nel 2010 la Cina triplica i volumi produttivi del 2005 e a fine 2012 raggiunge i 19,3 milioni di veicoli prodotti. La prospettiva di riduzione di liquidità della FED (tapering), a maggio scorso, ha avuto ripercussioni sulle valute di alcune paesi emergenti, gli investitori hanno iniziato a ritirarsi dalle posizioni che consideravano maggiormente rischiose. La fuga di capitali ha avuto effetti devastanti anche sugli indici azionari e soprattutto sulle valute. Alcune valute in particolare la rupia indiana, il real brasiliano e la lira turca sono precipitate ai minimi storici. Effetti particolarmente negativi si sono verificati anche in alcuni paesi dell area asiatica (Indonesia, Malesia, Tailandia). Gli stati dell ASEAN rimangono vulnerabili agli effetti del tapering appena avviato. Per alcuni Paesi si aggiungono fattori interni di instabilità sia economici che politici. Repubblica Popolare Cinese Nel 2010 la Cina è diventato il più grande sito produttivo automotive del mondo con oltre 18 milioni di veicoli prodotti (+32,6% sul 2009), triplicando i volumi del 2005, ma se escludiamo la produzione nel suo insieme dei paesi dell area UE, la Cina è in testa alla classifica dei paesi produttori già nel Nel 2013 sono stati prodotti oltre 22,1 mln di autoveicoli con una crescita del 14,8% sull anno prima, pari al 25% della produzione mondiale. CINA - Produzione nazionale autoveicoli (mln di unità) : dopo 9 anni consecutivi di crescita a due cifre, i volumi produttivi aumentano solo del 6% a causa della crsisi finanziaria globale 2009: per la prima volta la Cina diventa il 1 paese produttore del mondo 2011: la produzione cresce solo dell'1% per la fine degli incentivi e la limitazione agli acquisti dei privati nelle grandi città 2013: nuovo record della produzione con 22,1 milioni di ANFIA Area Studi e Statistiche

54 La produzione di auto ha superato i 18 milioni, con un incremento del 16,5% sull analogo periodo del 2013, l output ha riguardato: 12,1 milioni di autovetture (+12,3%), 1,31 milioni circa di MPV (+166%) e oltre 3 milioni di SUV (+52%), solo il segmento degli UV (utility vehicles) registra un calo del 27%. Il segmento dei SUV rappresenta quasi il 17% di tutte le auto prodotte (vs il 12,8% di un anno fa), sostenuto dalla forte domanda interna. Nel 2013 il comparto dei veicoli industriali registra un aumento dell 8% circa, così ripartito: LCV +4,5%; Medi-Pesanti +16,6%, questi ultimi in recupero rispetto all andamento particolarmente negativo del 2012, chiuso con un decremento del 18%. Le esportazioni doganali di autoveicoli con unità registrano un calo del 6,6%, da attribuire ad una crescita economica più contenuta dei principali paesi di destinazione della Cina e al deprezzamento dello yen, che favorisce i costruttori giapponesi. Se non miglioreranno la qualità dei veicoli e uno adeguato sviluppo del post-vendita, le esportazioni cinesi saranno destinate a calare ancora. Le importazioni invece hanno riguardato autoveicoli (+5,6%). Alcuni fattori interni (aumento del costo della manodopera, un forte apprezzamento della moneta cinese) stanno spingendo i costruttori cinesi a delocalizzare nei paesi ASEAN, CIS e Brasile. I costruttori cinesi si stanno insediando anche in Ucraina e Bielorussia, con l obiettivo di esportare in Russia. Il Brasile, che oggi occupa la 7 posizione tra i paesi produttori più grandi del mondo, sta attirando molti produttori cinesi (Lifan, Foton, Chery, Jianghuai, Shacman, Great Wall) che stanno organizzando lì le loro basi produttive, programmate per essere operative entro il I costruttori cinesi di SUV invece hanno annunciato il loro interesse a produrre in Tailandia, Malesia, India, Russia e Brasile entro il Prosegue la strategia di espansione all estero attraverso fusioni e acquisizioni iniziata nel 2004 (per esempio Volvo da parte da Geely, Ssangyong da parte di Saic), ora con l ingresso di Dongfeng il secondo produttore cinese di auto, dopo Saic, entrambi di proprietà pubblica nel capitale di Psa Peugeot Citröen, il maggior investimento estero cinese (3 miliardi di euro) nell industria automobilistica e uno dei più grandi in assoluto. L accordo tra Dongfeng e Psa prevede una collaborazione tecnologica per sviluppare e produrre veicoli a basso costo e di dimensioni contenute, da destinare ai mercati del Sud-Est asiatico, oggi in maggior espansione. I SUV rappresentano uno dei prodotti più desiderati dai consumatori cinesi. Prosegue la strategia di espansione all estero attraverso fusioni e acquisizioni iniziata nel 2004, ora: l ingresso di Dongfeng il secondo produttore cinese di auto, dopo Saic, entrambi di proprietà pubblica nel capitale di Psa Peugeot Citröen, il maggior investimento estero cinese (3 miliardi di euro) nell industria automobilistica e uno dei più grandi in assoluto. Giappone Nel 2013 sono stati prodotti 9,63 milioni di autoveicoli, il 3,1% in meno di un anno fa, che sono così ripartiti: 8,19 milioni di autovetture (-4,3%), 1,31 milioni di autocarri (+3,3%) e 133 mila autobus (+8,6%). L export ha riguardato invece milioni di autoveicoli (-2,3% sul 2012), che rappresentano il 48,5% della produzione nazionale. Il Giappone beneficia della crescente domanda dei mercati emergenti, soprattutto di Cina e India, compensando così la debolezza della domanda interna. I costruttori giapponesi dominano anche nei mercati dei paesi federati ASEAN, dove hanno prodotti che da anni sono profondamente radicati nel mercato, rendendo molto gravoso lo sviluppo dell industria automotive locale. La prosperità dell industria automotive giapponese dipende quindi moltissimo dalle sue esportazioni: il 40,4% degli autoveicoli è destinato al Nord America (in USA il 36,8%, pari 1,72 milioni di unità); il 32,8% in Asia/Pacific; il 15,2% in Europa; il 7,8% in 54 ANFIA Area Studi e Statistiche

55 Sud America e il 3,8% in Africa. Le esportazioni crescono in tutte le aree, ad eccezione di Europa (-2,5%), Medio-Oriente (-1,6%) e Oceania (-0,7%). INTERSCAMBIO ITALIA-GIAPPONE: L export nipponico verso l Italia risulta imperniato sui settori tradizionalmente legati all eccellenza del Made in Japan nel mondo, simbolo di innovazione, tecnologia, ricerca e sviluppo. Circa un quinto delle forniture e' rappresentato dal comparto dell automotive, che include la produzione di autoveicoli, mezzi pesanti, autobus, motocicli e relativa componentistica. Nel biennio , tuttavia, l'export italiano verso il Giappone, traendo grande beneficio del rafforzamento dello yen sull'euro, ha conosciuto una notevole accelerazione. Il tasso di cambio favorevole ha determinato, alla fine del 2011, il primo avanzo commerciale a favore del nostro Paese. Il trend favorevole e' proseguito per tutto il 2012, tanto che l'avanzo a favore dell'italia, anche in ragione del crollo dell'export nipponico, è addirittura quadruplicato rispetto all'anno precedente. L'eccellente andamento delle nostre forniture ha interessato un po' tutti i settori merceologici, incluso l automotive. Sul fronte giapponese permangono comunque grossi ostacoli, che vanno dal contesto culturale, alla lingua, alle barriere tariffarie e non tariffarie. (http://www.infomercatiesteri.it/) Alcuni indicatori sociali influenzano negativamente la domanda di auto come l invecchiamento della popolazione, l aumento demografico nelle aree urbane che spinge verso il trasporto pubblico, l interesse dei giovani orientato verso i gadget tecnologici piuttosto che l auto. In Giappone, l industria autoveicolistica rappresenta un settore Giappone - Export per aree di fondamentale destinazione - Anno 2013 dell economia nazionale Africa; e contribuisce 3,8 Oceania; notevolmente al welfare 8,7 Altro; ASIA; Americ 0,1 24,1 nazionale, il Governo a giapponese ha intrapreso Latina; delle misure per 7,8 rivitalizzare l economia, attraverso la formulazione e l implementazione di nuove strategie di crescita. Per quanto Nord Europa; concerne il settore auto, America; 15,2 le iniziative sono volte a 40,4 creare un ambiente più favorevole all acquisto e all uso dell auto, attraverso ampie revisioni del regime fiscale e a favorire il mercato domestico con prodotti e sistemi integrati di mobilità, con l obiettivo di salvaguardare l industria nazionale. India Dopo il record produttivo raggiunto nel 2012 con 4,17 milioni di autoveicoli, nel 2013 sono usciti dalle fabbriche indiane 3,88 milioni di unità, il 7% in meno dell anno prima, di questi 3,14 milioni sono autovetture (-4,8%) e circa 742 mila autocarri e autobus (-13,7%). Il calo della produzione è stato conseguente alla domanda interna stagnante (-9,6%), a seguito dell aumento dei prezzi e costi di finanziamento dei veicoli, dell incremento dei prezzi dei carburanti. L export, a fine 2012, ha Scende sotto i 4 milioni la produzione di autoveicoli in India nel 2013 (-7% sul 2012). 55 ANFIA Area Studi e Statistiche

56 riguardato 620 mila autoveicoli (+5,3%). La crescita economica del Paese, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, è prevista attorno al 5,4% nel 2014 e al 6,4% nel Le previsioni per il 2014 sono positive, si stima una produzione attorno a 4,67 milioni di autoveicoli. Nel 2015 la produzione in India potrebbe raggiungere i 6 mln di autoveicoli, guidata dalla domanda interna (proiezioni Fourin). Corea del Sud Nel 2013 sono stati prodotti 4,51 milioni di veicoli (-0,9 %). Le vetture prodotte sono state 2,6 milioni, -8% sul 2012; la produzione di autocarri e autobus ha riguardato circa 399 mila unità, +1,13%. La Corea del Sud è il 5 paese produttore al mondo, dopo Cina, USA, Giappone e Germania. Nel 2013 le esportazioni hanno invece riguardato 3,09 milioni di autoveicoli (-2,6%), di questi oltre 2,9 milioni sono state autovetture (-2,1%). Per quanto riguarda le aree di destinazione, il 43,2% è destinato al continente americano (Nafta: 30,9% e Centro-Sud America: 12,3%), il 20,4% in Europa (UE27: 13,1% e Resto Europa: 7,3%), seguono il Medio Oriente con il 19,2%, l Africa con il 5,9% e l Asia-Oceania con l 11,2%. Trade Corea: Nel 2013 i brand coreani hanno venduto in UE+EFTA circa 761 mila autovetture (-1,5%) e mantenuto la quota del 6,%1, a fronte di un mercato complessivo in calo dell 1,8%. Analogamente in Italia con un mercato che nel 2013 è calato del 7%, i marchi coreani immatricolano nuove auto e raggiungono il 5,2% di quota (era il 5% nl 2012). In Brasile Hyundai ha raddoppiato le vendite passando da 108 mila del 2013 a 213 mila light vehicles nel 2013 (il 6% del mercato). La Corea del Sud è il 5 paese produttore al mondo, dopo Cina, USA, Giappone e Germania. Interscambio UE-COREA: A quasi tre anni dall entrata in vigore dell Accordo di Libero Scambio, continuano a essere positive le performance dell Unione Europea, che per il secondo anno consecutivo ha realizzato un surplus commerciale (7,36 mld di dollari), con un export in crescita del 12% e un import in diminuzione dell 1%. In ambito UE, l Italia rappresenta il quarto Paese fornitore, preceduta nell ordine da Germania, Regno Unito e Francia, e il settimo cliente della Corea del Sud. La performance eccellente dell export italiano nel 2013, come abbiamo visto dai dati di mercato, non comprende il comparto degli automotive che rimane fortemente sbilanciato a favore della Corea del Sud per quanto riguarda il nostro Paese. Asean I paesi produttori di autoveicoli, confederati in Asean Automotive Federation, hanno totalizzato 4,4 milioni di autoveicoli prodotti nel 2013, con un incremento del 6,1%, grazie alla crescita produttiva soprattutto in Indonesia (+13,4%) e in Tailandia (+4%). I Governi di alcuni Paesi dell area promuovono misure per attivare gli investimenti a produrre su loro territori veicoli eco-friendly, elettrici e ibridi, stimolando anche la domanda interna. Le previsioni per il 2014 stimano che la produzione raggiungerà i 4,8 milioni di veicoli (+8%, fonte Fourin). La Tailandia, considerata la Detroit dell Asia, è il paese produttore più importante dell area Asean. La produzione 2013 si è attestata a 2,53 mln di autoveicoli, + 4,3%, rappresentando il 57% della produzione complessiva dell area federata. L Indonesia con oltre 1,2 milioni di veicoli prodotti ha registrato un incremento del 13,4% sul 2011, 56 ANFIA Area Studi e Statistiche

57 già in crescita del 27% sul Il Paese potrebbe essere utilizzato come base per l export da alcuni produttori giapponesi, fattore che incrementerebbe i volumi produttivi dell industria autoveicolistica in loco. Nel 2013, in Malesia, sono stati prodotti 596 mila veicoli (+4,7%). Altri Asia Sui livelli del 2012, la produzione a Taiwan, nel 2013 (-0,1%) ha totalizzato circa 339 mila unità. Circa 139 mila veicoli sono stati prodotti in Pakistan, in a flessione del 12,8% sul Dopo la flessione nel 2012 del 6,5%, in Australia cala ancora la produzione nell appena passato del 4,7%. 57 ANFIA Area Studi e Statistiche

58 ASIA/OCEANIA Produzione autoveicoli *Dato provvisorio OICA var. % 2012/11 var. % 2013/12 PAESI TIPO VEICOLO CINA Passenger car ,2 12,3 MPV ,7 165,9 SUV ,8 51,6 Utility Vehicle ,2-27,2 Total Passenger Car ,0 16,5 LCV ,3 4,5 MHCV ,2 16,6 Total CV ,4 7,9 Total MV ,6 14,8 COREA DEL SUD Passenger car ,2-8,0 MPV ,6 14,2 Total Passenger Veh ,3-1,1 Truck ,2 2,2 Bus ,5-3,0 Special Purpose V ,2 15,2 Total CV ,4 1,1 Total MV ,0-0,9 GIAPPONE Passenger car ,5-4,3 Trucks ,5 3,3 Bus ,4 8,6 Total CV ,0 3,8 Total MV ,4-3,1 INDIA Passenger car ,6 Utility Vehicle ,5 MPV ,2 Total Passenger Veh ,5-4,4 LCV Truck ,2 LCV Bus ,0 MHCV Truck ,1 MHCV Bus ,9 Total CV ,4-13,7 Total MV ,3-6,3 PAKISTAN Passenger Car ,6-13,4 LCV ,9 Truck ,2 Total CV ,4-9,1 Total MV ,6-12,8 TAIWAN Passenger Vehicle ,6 4,7 LCV ,7-17,0 MHCV ,0-58,7 Total CV ,4-21,8 Total MV ,2-0,1 INDONESIA Passenger car ,3 24,4 LCV ,1-16,6 MHCV ,0-7,0 Bus ,9-11,1 Total CV ,7-12,1 Total MV ,2 13,4 MALESIA Passenger car ,3 6,0 Total CV ,6-6,7 Total MV ,7 4,7 TAILANDIA Passenger car ,0 17,2 Total CV ,7-5,8 Total MV ,3 3,2 IRAN Passenger Vehicle ,3-38,3 Total CV ,8-37,9 Total MV ,5-38,2 AUSTRALIA Light Vehicle ,8 3,9 Trucks ,9-2,4 Total MV ,5 3,0 ASIA/OCEANIA- 12 PAESI TOTAL MV ,6 4,8 Passenger Vehicle (escl. Bus) ,1 5,8 Total CV ,7 0,4 ASIA - escluso J TOTAL MV ,8 7,1 ASIA - escluso Cina e J TOTAL MV ,2-3,1 ASEAN TOTAL MV ,5 6,1 Nota - Dati Oica e Associazioni nazionali elaborati da ANFIA ASEAN ( i dati includono Indonesia, Malesia, Tailandia/ Non disponibile i dati del Vietnam e Filippine) 58 ANFIA Area Studi e Statistiche

59 ITALIA - Sintesi economica Nel 2013 il Prodotto interno lordo è stato pari a milioni di euro correnti, con una riduzione dello 0,4% rispetto all anno precedente. In volume il Pil è diminuito dell 1,9% ( milioni di euro, valori concatenati, anno di riferimento 2005), nel 2012 si era registrato un calo pari al 2,4%. Con la caduta dell ultimo anno, il Pil in volume è sceso leggermente al di sotto del livello registrato nel I dati finora disponibili per i maggiori Paesi sviluppati mostrano un aumento del Pil in volume negli Stati Uniti e nel Regno Unito (rispettivamente +1,9% e +1,7%), in Giappone (+1,7%) e in Germania (+0,5%). Nel 2013 la spesa per i consumi finali delle famiglie residenti ha segnato una contrazione del 2,6%, che si aggiunge a quella ancora più accentuata registrata nel 2012 (-4,0%). Gli investimenti fissi lordi nel 2013 hanno subìto un ulteriore marcata flessione in volume (-4,7%), dopo quelle dell 8% del Le entrate correnti hanno registrato una contrazione dello 0,7%, attestandosi al 47,6% del Pil. In particolare, le imposte indirette sono diminuite del 3,6%, riflettendo prevalentemente il calo del gettito IMU, dell IVA e delle accise. Le imposte dirette sono risultate in crescita dello 0,6%, essenzialmente per effetto dell aumento dell Ires e dell imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi da capitale. I contributi sociali effettivi hanno mostrato una leggera flessione (-0,5%). La pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 43,8% in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al Nella media dell intero anno 2013 l indice della produzione industriale segna una diminuzione del 3% rispetto all anno precedente. Le ore complessive di CIG sono ammontate nel 2013 a 1,075 miliardi (-1,35% sul 2012), per il comparto Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi le ore di CIG sono aumentate dell 8,4%. Nell'intero anno 2013, rispetto al 2012, il fatturato dell industria (corretto per gli effetti di calendario) segna una flessione del 3,7% (-6,2% sul mercato interno e +1,4% su quello estero). Nell'intero anno 2013, rispetto al 2012, gli ordinativi (dati grezzi) registrano una flessione dell'1,3% (-3,5% sul mercato interno e +2,0% su quello estero). Nella media del 2013 l'occupazione diminuisce di unità (-2,1%). La riduzione rimane più forte nelle regioni meridionali (-4,6%, pari a unità). Prosegue il calo dell'occupazione maschile (-2,6%, pari a -350 mila) e torna a ridursi quella 59 ANFIA Area Studi e Statistiche

60 femminile (-1,4%, pari a -128 mila). La discesa del numero degli occupati riguarda i 15-34enni e i 35-49enni (rispettivamente unità e unità), cui si contrappone la crescita degli occupati con almeno 50 anni ( unità). Il tasso di occupazione (italiana e straniera) si attesta al 55,6%, 1,1 punti percentuali al di sotto del La riduzione dell'indicatore riguarda entrambe le componenti di genere e tutte le ripartizioni, specie il Mezzogiorno. Tra il 2012 e il 2013 l'occupazione italiana cala di unità, con il tasso di occupazione che si attesta al 55,3% (- 1,0 punti percentuali). L'occupazione straniera aumenta in misura contenuta ( unità), ma il tasso di occupazione scende dal 60,6% del 2012 all'attuale 58,1%. Nella media del 2013 prosegue la crescita della disoccupazione, con un aumento di unità (+13,4%), che interessa entrambe le componenti di genere e tutte le ripartizioni. Nella media del 2013, il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,2% in confronto al 10,7% di un anno prima. L incremento interessa entrambe le componenti di genere e tutto il territorio, in particolare il Mezzogiorno dove arriva al 19,7%. Il tasso di disoccupazione aumenta anche per la componente straniera, passando dal 14,1% del 2012 al 17,3% del Il tasso di disoccupazione giovanile anni cresce di 4,7 punti percentuali, arrivando al 40,0%, con un picco del 53,7% per le giovani donne del Mezzogiorno. Una delle principali determinanti dell attuale recessione, iniziata nella seconda metà del 2011, è la caduta del reddito disponibile, che ha determinato una profonda contrazione dei consumi delle famiglie. Nel 2012, infatti, in presenza di una flessione del prodotto interno lordo reale del 2,4%, il potere d acquisto delle famiglie è diminuito del 4,8%. Si tratta di una caduta di intensità eccezionale e che giunge dopo un quadriennio caratterizzato da un continuo declino (nel 2011 il reddito reale era inferiore di circa il 5% rispetto a quello del 2007, ultimo anno in cui aveva presentato una dinamica positiva). Nei primi 9 mesi 2013 il poter d acquisto delle famiglie perde ancora l 1,5% sull analogo periodo del Per quanto concerne il commercio estero, nel confronto tendenziale le esportazioni diminuiscono nel 2013 complessivamente dello 0,1% e le importazioni invece del 5,5%. Il valore (FOB) delle esportazioni totali è stato di milioni di euro, mentre il valore (CIF) delle importazioni è ammontato a milioni di euro. Nel 2013 l avanzo commerciale è pari a 30,4 miliardi di euro (+10,4 mld saldo paesi UE, +20,4 mld saldo paesi Extra UE). In tale periodo, il saldo non energetico è pari a quasi 85 miliardi. Il comparto Energia invece presenta un saldo negativo di oltre 54 mld di euro. Le esportazioni verso i paesi UE rappresentano il 54,3% del totale e verso i paesi extraeuropei il 45,7%. Il made in Italy registra crescite dell 8,2% in Russia, del 9,5% in Cina, del 7% in Giappone e del 14,7% nei paesi Mercosur. L Italia è il secondo partner commerciale della Russia in Europa dopo la Germania. Le esportazioni italiane in Russia superano i 10 miliardi di euro, trainate dai settori manifatturiero, della moda e dell arredamento. Le imprese italiane operanti nel paese sono numerose, con investimenti diversificati su più settori. L export italiano verso la Russia vale complessivamente 10,797 miliardi di euro (+8,2% sul 2012), di cui 10,666 mld di euro attribuiti a prodotti delle attività manifatturiere (98,8%), in crescita dell 8,7% sul Le importazioni complessive invece valgono 20,056 miliardi di euro (+9,5%), di cui 13,8 mld attribuiti a prodotti di estrazione dalla cave e miniere (pari al 68,8%) e 6,131 mld di a prodotti delle attività manifatturiere (30,6% del totale import dalla Russia). L annessione della Crimea alla Federazione Russa ha determinato la reazione degli Stati Uniti e dell Unione Europea. I primi due round di sanzioni adottate dai paesi occidentali hanno colpito principalmente esponenti politici e amministrativi russi e ucraini. I vantaggi dell annessione russa sono principalmente di natura strategica. La persistenza della linea dura da parte di Mosca ha inoltre portato all annuncio della sospensione della Russia dal G8 e all arresto delle 60 ANFIA Area Studi e Statistiche

61 procedure di adesione all OCSE. L Europa mantiene un approccio interlocutorio con la Russia, anche a causa degli stretti legami commerciali e finanziari tra i paesi europei e la Russia. Misure quali import/export ban, blocco dell operatività su determinati settori, imposizione di dazi o sospensione delle transazioni finanziarie comporterebbero conseguenze economiche rilevanti non solo sulla Russia ma sull Europa stessa. L Europa pesa per oltre il 50% sulle esportazioni russe, costituite principalmente da gas e petrolio. A sua volta l Europa importa circa il 30% del suo fabbisogno di gas dalla Russia e destina al paese oltre il 7% delle proprie esportazioni. ITALIA - FLUSSI COMMERCIALI CON L'ESTERO Gennaio 2012-Dicembre 2013, Dati destagionalizzati, milioni di euro mln di euro EXP IMP gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 feb-13 mar-13 apr-13 mag-13 giu-13 lug-13 ago-13 set-13 ott-13 nov-13 dic-13 (Tutte le informazioni riportate sono di fonte ISTAT/SACE). 61 ANFIA Area Studi e Statistiche

62 La filiera produttiva italiana - Autoveicoli completi e telai I volumi produttivi domestici di autoveicoli sono in calo costante dall anno 2000, la crisi economica e il conseguente calo dei consumi, in particolare di beni durevoli quali le automobili, sia in Italia che in Europa, ne ha accentuato la contrazione a partire dal Nel 2013 complessivamente sono stati prodotti autoveicoli, con un calo contenuto al 2%. La produzione di autovetture nel 2013, con unità, ha registrato un calo medio annuo del 2,1%, ma il quarto trimestre 2013 finalmente ha registrato un segno positivo: +12% sullo stesso trimestre La produzione di Maserati è passata da unità del 2012 a circa del 2013 e il brand Fiat ha recuperato il 5% in più rispetto all anno precedente. In calo i volumi produttivi degli altri marchi nazionali. L export ha riguardato oltre 174mila autovetture (-14% sul 2011), pari al 44% della produzione domestica. Per quanto riguarda i veicoli commerciali leggeri, nel 2013 la produzione con unità ha subìto una flessione del 2,1%, mentre l export, con circa 195mila unità, ha registrato un calo del 3,5% rispetto ai volumi dell anno precedente e una quota dell 83% sul totale prodotto. Sugli stessi livelli dell anno precedente, la produzione di autocarri, che nel 2013 ha totalizzato circa unità. L export di autocarri prodotti in Italia risulta in calo del 6,2%, con unità. La produzione domestica di autobus ormai è ridotta ai minimi termini. La contrazione del mercato domestico di autobus, fortemente penalizzato dalla scarsità di fondi pubblici a sostegno del trasporto pubblico locale per l ampliamento e il rinnovo delle flotte di autobus urbani, ha causato una pesantissima crisi del settore, fino alla chiusura dello stabilimento di Iveco a Valle Ufita. Solo un piano pluriennale di azioni e investimenti può garantire un trasporto pubblico locale efficiente e sicuro, in grado di salvaguardare quanto rimasto del settore industriale e garantire la crescente domanda di trasporto collettivo. A inizio 2014 Fiat S.p.A. ha completato l acquisizione della restante quota del capitale di Chrysler Group LLC detenuta dal VEBA Trust. il Consiglio di Amministrazione di Fiat S.p.A. ha approvato una riorganizzazione societaria e la costituzione di Fiat Chrysler Automobiles ( FCA ), un costruttore di automobili integrato e globale. Nel 2012, Chrysler e Fiat hanno prodotto complessivamente 4,5 milioni di autoveicoli, diventando il settimo costruttore mondiale secondo la classifica redatta da OICA. Secondo la classifica redatta da OICA, nel 2012 Fiat e Chrysler hanno prodotto complessivamente 4,5 milioni di autoveicoli, diventando il 7 costruttore mondiale. 62 ANFIA Area Studi e Statistiche

63 - Componentistica Produzioni nazionali di autoveicoli - Paesi a confronto (migliaia di autoveicoli) Germania UK Italia Nonostante il ridimensionamento dell industria domestica degli autoveicoli, reso ancora più evidente dal confronto (vedi grafico) con Germania e in particolare con il Regno Unito che ha saputo attrarre costruttori esteri e fronteggiare il pericolo di veder scomparire la propria industria, in Italia le aziende della componentistica hanno fatto leva sui fattori di competitività, dirottando una parte crescente delle loro produzioni alle commesse estere. Il comparto rappresenta da più di vent anni una realtà positiva della bilancia commerciale, dal 2004 al 2008 sopra i 6 miliardi di euro all anno, mentre nel 2009 questo valore è sceso a poco meno di 4 miliardi, riportandosi ai livelli del Nel 2010 il saldo positivo ha raggiunto i 5,7 mld di euro e nel 2011, grazie all ottimo andamento dell export, ha toccato i 7,3 mld di euro (+25,9% sul 2010), superato ancora nel 2012 grazie all incremento del 3,8%. Nel 2013 l export della filiera componenti per autoveicoli ha totalizzato 19,27 mld di euro con un incremento del 5,7% sui valori dell anno precedente, in controtendenza rispetto all andamento complessivo di tutte le merci esportate (-0,1%). Il 2013 registra un valore dell import pari a 11,1 mld di (+4,2% rispetto ad un anno fa). Anche l andamento dell import del comparto è in controtendenza rispetto all andamento complessivo di tutte le importazioni, che invece continua a calare (-5,5% sul 2012). Il saldo nel 2013 è positivo per 8,168 mld di euro, superiore del 7,7% rispetto a quello del 2012 (7,58 mld). Nel cumulato 2013 l'europa pesa per il 77,5% sul valore dell'export del settore con 14,93 mld di euro (+5,7%) e un saldo attivo di 6,1 mld. L UE15 pesa invece per il 55% (in recupero del 4,1% il valore delle esportazioni) e l UE13 dei nuovi paesi membri per il 13,2% (+1,1% il valore esportato rispetto ad un anno fa), gli altri paesi europei incidono per circa l 8,1% (Turchia 4,2%, Russia 1,3%) con una crescita del 30,9% rispetto all export all anno 2012, grazie a Russia, Serbia, Turchia. I Paesi Efta incidono per l 1,1% sul totale export. La classifica dell'export per paesi di destinazione vede al 1 posto la Germania con 3,99 mld di euro e una quota del 21% sul totale; seguono Francia (11% di quota), Spagna (7%), UK (6,9%), Polonia (6,6%); complessivamente i primi 5 paesi della classifica rappresentano il 52,2% di tutto l export; al 6, 7 e 8 posto si piazzano rispettivamente Stati Uniti (6,2%), Turchia (4,2%), Brasile (4%), infine Austria (2,6%) e Belgio (2,4%). Il saldo del comparto dei componenti, parti e accessori per autoveicoli nel 2013 è positivo per 8,2 mld di euro, superiore del 7,7% rispetto a quello del 2012 (7,6 mld). 63 ANFIA Area Studi e Statistiche

64 L'area NAFTA totalizza esportazioni per 1,53 mld di euro, in crescita del 12,7% e un saldo attivo di 1,11 mld. L'Italia esporta verso l'area Mercosur componenti per 901 mln di euro (+12,5%) e un saldo attivo di 776 mln. Il primo mercato asiatico è la Cina (337 mln di euro, +17,3% rispetto a gennaio-dicembre 2012 e un saldo negativo di 490 mln), seguono Giappone (207mln di euro, -16%, con un saldo negativo di 20 mln), India (183 mln di euro, -9,5%), Corea del Sud (161 mln di euro, - 10,6, ma un saldo attivo di 42 mln di euro). Nei paesi definiti ASEAN (Malesia, Indonesia, Vietnam, Cambogia, Singapore, Tailandia, Filippine, Bruma, Brunei, Laos) le esportazioni di componenti made in Italy arrivano a 137mln di euro. La suddivisione dei componenti in macroclassi, vede il comparto delle parti meccaniche (incluso accessori, vetri) totalizzare il 67% del valore dell'export con 12,87 mld di euro e un saldo attivo di 7,17 mld. Segue il comparto dei motori per un valore 3,66 mld di euro, che pesa per il 19% sul totale e un saldo attivo di 1,36 miliardi di euro. Il valore delle importazioni di componenti per autoveicoli è stato di 11,1 mld di euro, in aumento del 4,2%. L'Europa pesa per il 79,6% sul valore totale delle importazioni di componenti con 8,83 mld di euro (+3,4%). La classifica dell'import per paesi di origine vede al 1 posto Germania 2,9 mld di euro e una quota del 26,1% sul totale, seguono Francia (13,4% di quota), Polonia (8,9%), che complessivamente rappresentano il 48,4% dell import. Seguono Cina (7,4%), Spagna (4,6%), Turchia (4,2%) e Repubblica Ceca (3,2%). Il comparto dei motori pesa per il 21% del valore complessivo import; pneumatici per il 15,7%, componenti elettrici per l 11,2%. Le parti meccaniche pesano per il 51,3% sulle importazioni. Le esportazioni del settore pesano per il 4,9% di tutto l export, mentre le importazioni per il 3,1% circa, quote che salgono rispettivamente al 5,2% e al 3,9% se si esclude dal totale dei flussi il comparto energia. ITALIA EXPORT COMPONENTI Principali paesi di destinazione - Peso % sul totale esportato 20,73 11,05 7,01 6,86 6,60 6,18 4,22 3,97 64 ANFIA Area Studi e Statistiche

65 Immatricolazioni Il mercato degli autoveicoli, con oltre 1,42 milioni di unità, ha registrato nel 2013 un calo complessivo del 7,4%, che risultava già in calo del 21% sul Autovetture Dal 2007, anno record delle vendite con circa 2,5 milioni di vetture nuove, il mercato ha subìto una costante contrazione dei volumi, fino ad arrivare a 1,3 milioni di registrazioni nel 2013 (sui livelli di 30 anni fa). Rispetto al 2007, la perdita ammonta a circa 1,2 mln vetture (-48%), con riflessi pesantissimi sulla produzione industriale e sull occupazione. Escludendo le vendite record del 2007, la media delle vetture immatricolate nel triennio è stata di 2,09 milioni di unità, ben lontana dal volume medio conseguito nel triennio successivo , pari a 1,48 milioni di unità. Nel 2013 il Gruppo Fiat-Chrysler detiene il 28,7% del mercato, seguita dal Gruppo VW con il 13,5% e il Gruppo PSA con il 9,2%. Nel 2013 il mercato delle autovetture è tornato sui livelli di 30 anni fa. Mercato autovetture - Trend annuale.000 unità ,0 38,8-1,0-1,73,6-0,4-5,5-1,4 0,8-1,2 4,0 7,2 volumi var. % -13,3-0,1-9,2-10,8-19,8-7, F 2,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0-10,0-20,0-30,0 var.% L aumento dei prezzi dei carburanti e il calo generalizzato dei consumi, incluso quelli di benzina e gasolio, hanno spinto gli acquirenti verso modelli ad alimentazione alternativa, le cui vendite sono passate dal 5,6% di quota del 2011 al 15,3% del 2013, in crescita del 5,8% rispetto al 2012 con oltre 199 mila vetture. In particolare le vetture a GPL e a metano hanno conquistato rispettivamente l 8,9 e il 5,2% del mercato. Le vetture a metano potrebbero avere più mercato, ma sono penalizzate, rispetto a quelle a GPL, da una rete distributiva non ancora sufficiente e localizzata principalmente in alcune regioni del centro Italia. Le vetture ibride rappresentano l 1,2% del mercato e le vetture solo elettriche lo 0,1%, ovvero 864 unità. Secondo la modalità d acquisto le vetture elettriche risultano essere così intestate: 226 a Privati Persone Fisiche, 143 a Società di Noleggio, 438 a Società Persone Giuridiche, 57 a Società di Leasing (persone fisiche e giuridiche). Per lo sviluppo della mobilità elettrica è stato predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, che contiene le disposizioni in materia (Testo definitivo del Piano, approvato ai sensi del comma 1, Art. 17 septies della Legge n. 134 del 7 agosto 2012, in attesa del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. sulla base della proposta della Direttiva Europea sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi. Rispetto al 2009, i consumi di benzina senza pb e di gasolio sono scesi rispettivamente nel 2013 del 25% e del 12%, mentre quelli di GPL sono cresciuti del 38%. 65 ANFIA Area Studi e Statistiche

66 Il mercato delle autovetture diesel conquista il 53,9% del totale delle nuove registrazioni, con circa 703mila unità. ITALIA - Mercato vetture nuove diesel - trend ,0 70,0 1400,0 1200,0 1000,0 800,0 600,0 400,0 200,0 0,0 58,0 58,6 58,2 55,6 55,2 53,1 53,9 48,4 50,5 43,0 41,8 45,9 33,4 36,2 805,5 876,0 989,8 1090,7 1318,3 1314,0 1360, ,3 volumi in ,5 903,3 quote 900,2 965,7 745,1 702,7 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 ANFIA-Studi e statistiche La media delle emissioni di CO2 delle nuove vetture immatricolate nel 2013 scende a 121,3 g/km da 126,2 g/km del 2012, in calo di 4,9 g/km. L obiettivo della Commissione Europea per il 2015 (130 g/km) è quindi già stato raggiunto dal nostro Paese. Nello specifico, secondo le elaborazioni di ANFIA, l emissione delle nuove vetture secondo l alimentazione è pari a : 122,3 g/km per benzina, a 123,8 g/km per diesel, a 120,1 g/km per BZ/GPL, a 99,2 per BZ/Metano, a 88,2 per le auto ibride. Le nuove autovetture immatricolate a privati (persone fisiche) hanno mediamente emissioni di CO2 di 119 g/km, quelle a società di noleggio di 122 g/km; emissioni più alte per le auto immatricolate a società e a enti pubblici. Secondo le rilevazioni dell Agenzia europea dell ambiente, le emissioni medie di CO2 attribuibili alle automobili immatricolate in Italia nel 2012 (ultimi dati pubblicati) sono tra le più basse d'europa e - assieme a Belgio, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Malta, Olanda, Portogallo e Spagna - si trovano già al di sotto dei limiti fissati dalla Commissione Europea per il L'Italia ha ottenuto un risultato migliore di Paesi ritenuti molto più 'eco-responsabili' (come Belgio, Svezia, Austria, Lussemburgo e Finlandia) ed ha largamente distaccato, in questa classifica delle nazioni 'virtuose', la Germania, che ha una media di emissioni di CO2 ben più alta (141,5 g/km) rispetto a quella italiana, pari a 126,2 g/km nel Francia e Italia hanno registrato la media di emissioni più basse in Europa, seguite da Spagna e Gran Bretagna. Diversi fattori influenzano il risultato, tra questi il peso dell'auto (l'italia si colloca al 4 posto con kg), la potenza dei motori (l'italia si colloca al 2 posto con 77 kw pari a 103 CV), la diffusione di auto con alimentazione a GPL e metano. Le auto Fiat hanno l emissione media di CO2 più bassa tra i grandi costruttori in UE, 117 g/km. L Italia detiene la quota di auto ad alimentazione alternativa più alta tra i Paesi dell UE15: 13,5% del totale immatricolato nel 2012, fattore che ha contribuito ad abbassare il valore medio delle emissioni di CO2 delle nuove vetture vendute nel 2012 (e anche nel 2013), mentre la quota UE15 delle auto con alimentazione diversa da benzina e gasolio è del 3,3% sul totale venduto (11,3 milioni di nuove autovetture). 66 ANFIA Area Studi e Statistiche

67 Un sostegno alla domanda di veicoli con basse emissioni, viene dai contributi statali per l'acquisto di veicoli a Basse Emissioni Complessive (BEC) di CO2 non superiori a 120 g/km, previsti dalla Legge Sviluppo n. 134/2012 e gestiti dal MISE con l obiettivo di promuovere la mobilità sostenibile, si tratta di agevolazioni disponibili nel triennio con stanziamento graduale che, tra le altre tipologie di veicolo, si rivolgono anche ai Veicoli Commerciali Leggeri fino alle 3,5 tonn. Gli incentivi, che variano a seconda delle emissioni di CO2 prodotte, sono rivolti prioritariamente ai veicoli aziendali - utilizzati come beni strumentali nell esercizio di imprese, arti e professioni - oppure quelli ad uso pubblico (taxi, car-sharing, noleggio, servizi di linea ecc.). Tuttavia, i fondi disponibili per l acquisto di nuovi veicoli ecologici - elettrici, a metano, GPL, ibridi etc. - sono stati vincolati alla contestuale rottamazione di un veicolo vecchio più di 10 anni in possesso dell acquirente da almeno 12 mesi (hanno fatto eccezione solo i fondi destinati ai veicoli con emissioni non superiori a 95 g/km di CO2, per i quali non è obbligatoria la rottamazione e che sono aperti a tutte le categorie di acquirenti, inclusi i privati cittadini). L indisponibilità di veicoli con oltre 10 anni di età da parte delle imprese e delle PA, ha reso l incentivo di fatto inaccessibile alla maggior parte di queste (tanto che, dei 35 Mln stanziati per le flotte a marzo 2013, circa 30 sono risultati non utilizzati). E in corso presso il MISE una riflessione su possibili modifiche da apportare alla misura, che rendano la stessa effettivamente efficace ed utilizzabile. Tra i fattori che hanno inciso sulla caduta del mercato auto, sicuramente l aumento esponenziale dei prezzi alla pompa dei carburanti, in crescita dal 2009 al 2012 mentre nel 2013 sono leggermente in flessione rispetto all anno prima, ha giocato un ruolo determinante: nel 2013 il prezzo medio annuale della benzina è più alto del 44% rispetto al 2009, quello del gasolio auto del 55% e quello del GPL del 43%. Nel 2013 è aumentata ancora l incidenza fiscale sul prezzo medio annuale alla pompa dei carburanti (tra le più alte in UE27), le imposte incidono per il 59,1% sul prezzo della benzina, per il 54,7% su quello del gasolio e per il 35,8% sul GPL. Nei primi due mesi 2014 l incidenza fiscale è salita al 60,5% sul prezzo medio della benzina senza pb. L incidenza fiscale sul prezzo medio mensile della benzina senza pb è pari al 60,5% a febbraio PREZZI MEDI ANNUALI DEI CARBURANTI ALLA POMPA (Euro per 1000 litri) Anno Benzina 1.787, ,6 Anno Gasolio 1.538, , ,1 Anno GPL 1.380, , , , , , , , , , , , , , , ,9 855,7 876,9 940,3 519,3 540,8 539,2 570,0 647,4 626,0 680,6 561,3 661,2 762,6 823,1 801, ANFIA Area Studi e Statistiche

68 Nel 2013, i consumi di benzina e gasolio si contraggono rispettivamente del 4,8% e del 2,8%, dopo i cali del 2012: -10,6% benzina, -10,4% gasolio auto. Continuano a crescere i consumi di GPL: +12,2% nel 2013, dopo il +6,5% nel Il calo delle vendite determina una pesante contrazione del fatturato per le Case auto e per i concessionari, ma anche per le casse dello Stato in termini di perdita IVA e di minor introiti derivanti dalle tasse sui carburanti, dovuti al calo dei consumi, e al calo del gettito derivante da tutti i beni e servizi per usare l auto. Italia - Trend annuale consumi carburanti Numeri indici (Base 2005 =100) Benzina senza pb Gasolio Gpl Elaborazione ANFIA su dati MISE - DIPART. PER L'ENERGIA Per quanto concerne la struttura del mercato delle autovetture secondo la tipologia del proprietario, le vetture intestate a persone fisiche (privati, taxi, leasing persone fisiche) sono calate vertiginosamente. Nel 2012, infatti, in presenza di una flessione del prodotto interno lordo reale del 2,4 per cento, il potere d acquisto delle famiglie è diminuito del 4,8 per cento. Si tratta di una caduta di intensità eccezionale e che giunge dopo un quadriennio caratterizzato da un continuo declino (nel 2011 il reddito reale era inferiore di circa il 5 per cento rispetto a quello del 2007, ultimo anno in cui aveva presentato una dinamica positiva). Nel 2009, anno di inizio della crisi, i Neet (Not in Education, Employment or Training), ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non sono in formazione e ormai, dopo molti tentativi non cercano più neppure un lavoro, erano il 20,5% di questo segmento di età. Nel 2012 sono passati al 23,9%, 3,4 punti in più del 2009 e 5 punti in più del Giovani Neet di anni per area - Anni (valori percentuali) rilevazione ISTAT REGIONI RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE Nord-ovest 12,3 12,2 11,5 11,5 12,7 14,7 16,0 15,6 16,8 Il tasso di disoccupazione giovanile cresce nel 2013 di 4,7 punti, arrivando al 40%. I NEET (Not in education, employment or Training, ragazzi tra i 15 e I 29 anni) sono passati al 23,9% di questo segmento di età, 3,4 punti in più rispetto al Nord-est 10,2 10,8 10,5 9,9 10,3 12,5 15,1 15,1 16,3 Centro 14,9 15,3 14,8 13,9 14,0 15,3 17,1 18,8 19,9 Centro-Nord 12,5 12,7 12,2 11,8 12,4 14,2 16,1 16,4 17,6 Mezzogiorno 29,3 30,2 29,0 28,9 29,0 29,7 30,9 31,9 33,3 Italia 19,5 20,0 19,2 18,9 19,3 20,5 22,1 22,7 23,9 L incertezza sul futuro induce alla prudenza anche chi in realtà potrebbe o vorrebbe acquistare o cambiare l automobile. Tra i fattori che frenano l acquisto di un auto ci sono poi i costi per il suo utilizzo (aumento dei prezzi dei carburanti, dei premi assicurativi, il costo dei parcheggi, etc.), le imposte/tasse, le limitazioni all uso dell auto nei centri urbani (aumenta il numero di persone che va a piedi o usa la 68 ANFIA Area Studi e Statistiche

69 bicicletta per brevi percorsi in sostituzione dell auto). E difficile pertanto sostenere che la contrazione del mercato sia dovuta ad una maggiore coscienza ambientale dei cittadini e ad un disamore dei giovani rispetto all automobile, che rimane comunque l unico mezzo per spostarsi al di fuori degli orari degli spostamenti ufficiali casa-lavoro e casa-studio e in ambito interurbano, considerando i disagi sempre più spesso denunciati dai pendolari, utilizzatori di mezzi pubblici (gomma e rotaia) per recarsi ai luoghi di lavoro/studio. Sicuramente molti cittadini guardano all auto in modo diverso, mettendo al primo posto l accessibilità e la fruibilità del bene rispetto al possesso. Nelle grandi città si registra un boom del car sharing, una soluzione che offre praticità e costi accessibili e concorrenziali rispetto ai taxi. Il diritto alla mobilità sta diventando sempre più un diritto acquistabile, pertanto legato alla capacità di reddito delle persone, sia che si concretizzi privatamente (acquisto di un auto, noleggio, car sharing) che collettivamente (car pooling, autobus, treno, aereo, nave); occorre che sia garantita la possibilità di spostamento dei cittadini su percorsi brevi e lunghi, consentendo al settore del trasporti di svilupparsi con efficienza e in sicurezza, riducendo al minimo l impatto ambientale. Il trasporto stradale (merci e passeggeri) è un settore economico fondamentale che dà lavoro a circa cinque milioni di persone in tutta l UE e produce quasi il 2% del PIL europeo. Le vetture intestate a privati (persone fisiche, leasing persone fisiche, taxi) sono passate dal 71,7% del 2010 al 66,5% del 2011 e a fine 2013 sono scese al 63,9%. E aumentata, per contro, la quota di vetture a noleggio, che è passata dal 13,3% del 2010 al 18% del 2013, anche se il comparto nell ultimo anno registra un calo in termini di volumi del 7,6% sul I dati relativi al 1 trimestre 2014 evidenziano l ottimo risultato delle vendite auto intestate alle società di noleggio: +30%(incidono su questi numeri alcune importanti commesse che riguardano il lungo termine, assieme al rinnovo del parco vetture per il noleggio a breve termine, fonte ANIASA). Senza questo apporto, il mercato delle autovetture cresciuto del 5,8% nei primi 3 mesi 2014, registrerebbe un aumento solo dello 0,7%. In generale comunque la durata dei contratti si è allungata, in media i contratti a 48 mesi pesano la metà e quelli a 36 mesi circa un terzo. Nel mondo del noleggio continua la tendenza al downsizing (vetture con cilindrate e consumi più contenuti), che ha determinato nel 2013 emissioni medie delle nuove vetture immatricolate alle società di noleggio pari a 122,3 g/km, contribuendo alla riduzione delle emissioni inquinanti nell atmosfera. Le vetture intestate a Società rappresentano il 16,7% del mercato (-14,5% di mercato sul 2012). In Italia, la deducibilità è stata ridotta in pochi mesi (prima dalla Legge Fornero e poi dalla Legge di Stabilità 2013 ) dal 40% al 20%, mentre in ambito UE arriva fino al 100%. Inoltre, le soglie di deducibilità per le auto utilizzate da imprese e professionisti sono ferme addirittura al 1997, non essendo mai state rivalutate secondo gli indici Istat come, invece, sarebbe previsto. Anche l Iva è detraibile solo al 40%, mentre nei principali Paesi UE la detraibilità arriva al 100%. Per queste ragioni, l incidenza delle auto aziendali in Italia è molto più bassa che in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Possiamo evidenziare quindi tra le tendenze in atto che contribuiscono a modificare la struttura della domanda un interesse crescente del consumatore verso quelle formule che privilegiano l uso del bene automobile rispetto al possesso: noleggio e car sharing in particolare. L auto condivisa piace agli italiani: boom di car sharing nel ICS è la struttura di coordinamento delle realtà locali del Car Sharing, promossa e sostenuta dal Ministero dell Ambiente con un finanziamento complessivo di circa venti milioni di euro, per fornire assistenza alle città che 69 ANFIA Area Studi e Statistiche

70 intendano sviluppare sistemi di Car Sharing con l'obiettivo di istituire uno standard nazionale operativo e tecnologico, procedure unificate in una prospettiva unitaria ed evidenziare le caratteristiche che una organizzazione deve avere per avviare con successo un servizio di Car Sharing. Con questa iniziativa il Ministero dell'ambiente e del Territorio ha voluto promuovere nel nostro Paese l'introduzione di servizi idonei a contrastare l'incidenza negativa del traffico veicolare sull'ambiente cittadino. Attraverso una Convenzione ICS riunisce i maggiori Enti Locali italiani interessati al decollo del Car Sharing sul proprio territorio. I segmenti che perdono di meno nel 2013 sono i segmenti A, B e C, che perdono complessivamente l 8% e pesano sul totale mercato per il 61,8% (era il 62,5% nel 2012 e il 62,9% nel 2011). L alto di gamma (Superiori, Lusso, Sportive, SUV Grandi, Monovolumi Grandi) totalizza nell anno appena concluso poco più di 39 mila auto vendute, in calo del 23% sul 2012, che già registrava una perdita del 32% circa sul A questa pesante contrazione, ha contribuito l introduzione del superbollo, che ha penalizzato le vendite dei modelli con potenza superiore a 185 KW, soggetti alla sovrattassa. Infine le vendite dei cosiddetti combi, veicoli che nascono come veicoli commerciali ma sono immatricolati come autovetture, hanno raggiunto volumi allineati con l anno precedente (-2,3% la flessione). Le regioni autonome (Valle d Aosta e Trentino Alto Adige), non hanno adottato, grazie ai loro statuti speciali, gli obblighi di maggiorazione sull IPT previsti dalle Legge n. 148/2011 entrata in vigore il 17 settembre 2011, che avevano sostanzialmente abolito il beneficio della tassazione fissa sugli atti soggetti a Iva (in pratica, gli acquisti effettuati presso un commerciante di veicoli). Il successivo D.L. 10 ottobre 2012, n. 174 art. 9, comma 2 convertito nella Legge 7 dicembre 2012, n. 213 ha infatti ulteriormente rivisto la disciplina dell imposta provinciale di trascrizione, consentendo di eseguire le formalità relative all IPT su tutto il territorio nazionale, con destinazione del gettito d imposta alla Provincia ove ha sede legale o residenza il soggetto passivo, inteso come avente causa (proprietario-acquirente) o intestatario del veicolo (il locatario nel caso di locazione finanziaria, il titolare del diritto di godimento nel caso di usufrutto, il cessionario nel caso di compravendita con patto di riservato dominio). Tuttavia, tale modifica non ha praticamente pesato sui noleggiatori, che hanno continuato ad aprire sedi nelle due province con IPT ridotta e a pagarla lì come effettivi proprietari dei veicoli. Il mantenimento del calcolo dell IPT in misura fissa per gli atti soggetti ad IVA nelle Regioni a Statuto Speciale ha provocato, ad esempio, fino all anno 2012 in Val d Aosta e in Trentino Alto Adige un aumento delle immatricolazioni, il Lazio, invece, ha visto ridimensionare il peso del noleggio sul totale mercato: il 9,7% contro il 16,5% del Una situazione che ha determinato una evidente distorsione del mercato. Nel 2013 il fenomeno si è leggermente attenuato, ma con una netta ripresa nei primi mesi Negli anni sono state immatricolate in Italia oltre 7,1 milioni di auto, si tratta di vetture che hanno ormai anni di vita e che potrebbero essere sostituite. E probabile che già a partire dal 2014 la necessità di rinnovamento di un parco circolante ormai tra i più vecchi in Europa, spinga ad una graduale anche se lenta ripresa delle vendite. Il tasso di sostituzione delle vetture in Italia, infatti, è passato dal 6,3% del 2007 al 3,8% del 2013 e se nel 2005 le auto circolanti con più di 10 anni erano il 34,5% del parco, nel 2012 sono salite al 44,4%. L auspicata ripresa economica e una riforma del lavoro che favoriscano reddito e occupazione, aiuterebbero senz altro anche il rinnovo del parco, considerando anche che il trasporto pubblico locale non è in 70 ANFIA Area Studi e Statistiche

71 grado di rispondere, in modo adeguato e in tutto il Paese, alla costante e crescente domanda di mobilità. È scattato, come ventilato da mesi, l'aumento delle accise sui carburanti, +0,24 centesimi di euro al litro, «il decimo ritocco al rialzo registrato nel nostro paese negli ultimi 5 anni». Come più volte denunciato contribuisce all indebolimento del mercato auto, la pesante imposizione fiscale che, nonostante il calo delle vendite, nel 2012 rappresenta ben il 17% delle entrate tributarie: 72,73 miliardi di euro (+3,8% rispetto al 2011), il contributo versato dagli automobilisti italiani. Pur acquistando e usando sempre meno l auto, gli automobilisti hanno pagato in più rispetto al 2011: il 12% di tasse sui carburanti, il 13% di IPT (imposta provinciale di trascrizione), il 7,3% di tassa di possesso, il 3,1% di premi di assicurazione. Come più volte denunciato da ANFIA, gli effetti di imposte e costi a vario titolo che gravano così pesantemente sull auto, rendono il bene meno accessibile da un lato e dall altro inducono a comportamenti poco virtuosi o addirittura illegali (per esempio auto che circolano senza copertura assicurativa o i falsi leasing delle vetture soggette a superbollo). Invece per ridare impulso al mercato italiano, nel breve-medio termine, sono indispensabili interventi mirati sul carico fiscale, divenuto insostenibile per gli automobilisti italiani specialmente in riferimento ai costi di possesso e utilizzo dell autoveicolo e sulla fiscalità relativa alle auto aziendali, penalizzate, in Italia, rispetto al resto d Europa e servono misure di politica industriale per il rilancio della filiera produttiva, in particolare sui temi della ricerca e sviluppo, dei costi dell energia elettrica e, più in generale, della competitività del Sistema Paese. Il carico fiscale sulla motorizzazione rappresenta il 17% delle entrate tributarie. A questo proposito riportiamo un breve appunto sul Rapporto Doing Business della Banca Mondiale, che tra i tanti fattori, analizza anche quello riferito ai sistemi fiscali nei paesi del mondo, monitora da otto anni i cambiamenti e le riforme dei diversi regimi (l ultima release si riferisce al periodo ), rendendo lo strumento unico nel suo genere. Il Rapporto Paying Taxes, diffuso dalla Banca Mondiale, IFC e PwC, nello specifico esamina i costi per imposte e tasse in capo a un impresa e il connesso carico amministrativo per versamenti d imposta e adempimenti vari. L Italia si conferma fanalino di coda in Europa per carico fiscale (Total Tax Rate) Al 131 posto su 185 Paesi interessati dall indagine nel mondo; Ultima in classifica in Europa per indice di carico fiscale complessivo (Total Tax Rate); Il tempo dedicato al fisco è in media 269 ore all anno per azienda, in leggero miglioramento. Nel nostro Paese il carico fiscale complessivo è il più alto d Europa, pari al 68,3% dei profitti commerciali, sostanzialmente stabile contro una media EU&EFTA scesa, nonostante la crisi, dal 43,4% al 42,6% (media mondiale del 44,7%). A breve distanza dall Italia si posiziona l Estonia (67,3%), seguita dalla Francia (65,7%). Per gli adempimenti fiscali in Italia le società impiegano 269 ore all anno (267 ore la media mondiale e 184 ore la media europea) ed effettuano 15 pagamenti contro i 12,8 pagamenti medi in EU&EFTA e i 27,2 richiesti mediamente a livello globale. Occorre quindi un accelerazione sul fronte della semplificazione delle procedure burocratiche e sull informatizzazione delle operazioni, e, soprattutto si rende indispensabile l eliminazione dell incertezza interpretativa delle norme e la certezza della loro durata nel tempo. Soltanto così, è possibile attrarre investimenti esteri e allo stesso tempo aiutare le aziende italiane, in particolare quelle piccole, ad investire all estero. 71 ANFIA Area Studi e Statistiche

72 Le previsioni per l anno 2014 stimano un mercato delle autovetture in leggero recupero rispetto al Infine nel 2013 sono stati registrati passaggi di proprietà (+0,1% sul 2012), di questi sono minivolture (vendite temporanee ai concessionari, in calo dello 0,5%) e sono passaggi di proprietà netti (+0,5%). Le minivolture rappresentano il 39,9% di tutti i passaggi (erano il 42,4% nel 2012) e i passaggi netti il 60,1% (erano il 57,6% nel 2012). Il rapporto tra passaggi netti e nuove iscrizioni è cresciuto, passando da 1,58 nel 2011 a 1,78 nel 2012 e 1,92 nel Le auto usate pesano sul totale immatricolato (nuovo + usato) per il 65,8%, era il 64% nel La crisi economica ha portato molti Italiani ad acquistare un auto usata al posto di una nuova. La qualità delle auto offerte è cresciuta, così la disponibilità di garanzie di assistenza. Le radiazioni di autovetture sono state invece (-1,4% sul 2012). Il tasso di sostituzione delle autovetture è ancora sceso, passando dal 4,6 del 2011 al 3,9 del 2012 e al 3,8 del 2013 (dati ACI). - Trasporto merci La crisi globale del ha profondamente colpito il comparto del trasporto merci in Italia. Secondo i dati pubblicati da Eurostat, i volumi di merci trasportate (escluso mare e aereo) in miliardi di tkm nel 2011 sono scesi del 16% sul 2010, mentre in UE27 la variazione media negativa è stata solo dello 0,1%. L Italia, dopo la Grecia, è il paese che ha subìto il calo più consistente dei volumi di merci trasportate (-16%), tendenza confermata anche per l anno 2012, secondo i dati stimati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo la modalità di trasporto, la contrazione maggiore ha riguardato il trasporto su strada (effettuato dai veicoli con portata superiore a 3,5 t) pari a -18,7% (in UE27: -1,2%), seguita dal trasporto attraverso gli oleodotti -9,9%. In crescita invece il trasporto su ferrovia, che registra un recupero del 6,5% sul L osservazione dei dati conferma l assoluta prevalenza del trasporto merci su strada, che nel 2011 assorbe l 82,7% delle tonnellate-km di merce trasportate. Il trasporto sulle brevi e medie distanze, che è grosso modo quello al di sotto dei 300 km, riguarda il 91% delle merci, pertanto continuerà ad essere effettuato in larga misura con autocarri. Più della metà di tutte le merci transita sulla rete stradale con distanze inferiori a 50 km (54%) e i ¾ con distanze inferiori a 150 km (77%). C è una stretta correlazione quindi tra i trend delle immatricolazioni di autocarri e i volumi trasportati su strada misurati in mld di tkm. Nel 2013 il mercato dei veicoli commerciali fino a 3500 kg di ptt ha registrato oltre 101 mila nuove immatricolazioni, con un ulteriore calo del 12,5% sul Le marche nazionali rappresentano oltre il 47% di tutto il mercato e registrano un calo in linea con quello del mercato complessivo. Nel 2013, i veicoli eco-fuel conquistano l 8,2% del totale ITALIA - MERCATO AUTOCARAVAN PER venduto, grazie alla COSTRUTTORE TELAIO buona performance var. FIAT IVECO ALTRI TOTALE % dei veicoli alimentati a metano che ,2 raggiungono il 6,6% di ,1 tutte le ,0 immatricolazioni. I ,1 veicoli puro elettrico ,6 venduti nel 2012 sono ,7 stati 346, mentre nel Elaborazioni ANFIA su dati del Ministero Trasporti (Aut.Min D07171/H4) 2013 sono 181. Oltre il L Italia ha subìto, dopo la Grecia, il calo più consistente dei volumi di merci trasportate: -16%. La contrazione maggiore ha riguardato il trasporto su strada: -18,7% (UE27-1,2%). 72 ANFIA Area Studi e Statistiche

73 70% dei veicoli commerciali venduti riguarda i furgoni, il resto i veicoli allestiti. Tra gli allestimenti, gioca un ruolo importante lo chassis (pianale) destinato a montare l allestimento camper. Purtroppo la crisi economica, che ha colpito a 360 gradi l industria automotive nazionale, ha pesato in modo particolare su questo settore; negli anni si immatricolavano mediamente 14 mila camper l anno, la crisi ha progressivamente ridimensionato il mercato dei camper che a fine 2013 contava solo unità vendute (-21,7% sul 2012). La perdita del potere d acquisto e la difficoltà di accesso al credito hanno condizionato tantissimo le scelte delle famiglie italiane, fino a questi preoccupanti risultati per l industria nazionale di motorhome, che tiene grazie all export. In Europa il mercato dei camper, pur ridimensionandosi (nel anno record furono venduti oltre 90 mila camper e nel 2013 poco più di 71 mila (- 2,7% sul 2012) non ha registrato una crisi così profonda come quella italiana. Fiat Professional con Ducato è leader nella produzione di chassis per camper, non solo in Italia dove detiene oltre l 80% del mercato, ma anche in Europa, dove i più grandi produttori di camper lo ha adottato sulla propria gamma di veicoli: oltre due camper su tre venduti in Europa nascono su base Ducato, tra body, portate e motori è possibile raggiungere un numero elevatissimo di versioni specifiche per i motorhome. In Europa oltre il 40% dei camper circolanti è allestito su uno chassis Ducato e il 70% dei camper in circolazione è compreso nella fascia di peso totale a terra tra kg, il 14% tra kg e il 12% tra kg. Nel 2013 le immatricolazioni di autocarri medi-pesanti hanno riguardato circa autocarri, in calo dell 8,3%. Gli autocarri con ptt uguale o superiore a 16t venduti nell anno appena trascorso sono stati oltre (-3%). Infine, sono stati immatricolati trattori stradali per semirimorchio, in crescita del 5,8% rispetto al Iveco mantiene la leadership del mercato di veicoli industriali con ptt >3,5 t. 30,0 20,0 Trend trimestrale - Var% tendenziali t/t 2013 su ,0 0,0-10,0-20,0-30,0 1 T 2 T 3 T 4 T VCL TRUCKS Sui camion, la nuova normativa europea sulle emissioni Euro VI, entrata in vigore nel 2013 per le omologazioni, dal 1 gennaio 2014 è operante per le immatricolazioni (con più di un anno di anticipo rispetto alle automobili). Per tutto il 2013, i Costruttori hanno potuto produrre e vendere i modelli omologati prima del (purché Euro V o EEV). Dal 1 gennaio 2014, invece, si potranno produrre e vendere solo camion Euro VI e gli Euro V/ EEV, prodotti entro il , per i quali è stata ottenuta una deroga di fine serie dal Ministero dei Trasporti. La ripresa del mercato nel 4 trimestre 2013, quindi, è stata influenzata dall entrata in vigore della normativa, che ha causato un aumento della domanda di autocarri Euro V o EEV. 73 ANFIA Area Studi e Statistiche

74 In leggero recupero il mercato autobus, che sole immatricolazioni, cresce dell 11,5% sul 2012, che aveva registrato un calo del 30% sul ITALIA- MERCATO AUTOBUS FINANZIATI La legge di stabilità 2014 all'art. 1 comma 83 per favorire il rinnovo dei parchi automobilistici e ferroviari destinati al TPL, ha stanziato sul Fondo per gli investimenti destinato all'acquisto di veicoli adibiti a tali servizi (istituito presso il MIT), 300 M per l'anno 2014 e 100 M per gli anni 2015 e I suddetti fondi dovranno essere ripartiti tra le Regioni entro il 30 Giugno, seguendo presumibilmente criteri di Vetusta del parco regionale, Spesa storica in investimento materiale rotabile e congruenza con le effettive esigenze di domanda di trasporto. ANFIA sta spingendo, visto il grave stato di crisi di crisi industriale, di mercato e di vetustà del parco autobus", affinché i fondi siano destinati tutti al rinnovo del parco su gomma. Nel 2013 il mercato dei rimorchi leggeri (con ptt inferiore o uguale a 3500 kg) è stato di unità, in calo del 13% sul Il dato include il mercato caravan che ha subìto una pesante flessione nel 2013 del 33% sull anno precedente, con appena 952 veicoli venduti. Nel 2013 il mercato dei rimorchi e semirimorchi pesanti ha totalizzato registrazioni (+1,62% sul 2012), così ripartite: 670 rimorchi, ancora in calo del 27% e semirimorchi (+6,5%). A partire dal mese di giugno, è entrata in vigore la misura di incentivazione dei rimorchi/semirimorchi dotati di dispositivi di sicurezza (EBS,ESC), con contestuale rottamazione, e dei semirimorchi per l intermodalità strada-ferro, strada-nave (DM 118 del 2013). I dati confermano l efficacia di questa misura. Considerando la data di immatricolazione e non quella di rilascio del libretto di circolazione, altrimenti utilizzata per le elaborazioni ANFIA, le registrazioni di veicoli trainati riportate sui dati in archivio del Ministero, che si riferiscono al trasporto containers e al modulo scarrabile, sono ammontate a 539 unità per il In particolare nel 2 semestre sono risultate 377 immatricolazioni a fronte di 180 dello stesso semestre del In assenza di misure di questo genere, di fronte ai numeri sopra citati, possono resistere solo le aziende che hanno ordinativi e fatturati dai mercati esteri o produzioni di nicchia. 74 ANFIA Area Studi e Statistiche

75 Parco circolante Gli ultimi dati disponibili di parco circolante riportano a circa 42 milioni di autoveicoli, a cui si aggiungono oltre 351mila veicoli trainati e 6,8 milioni di veicoli a 2 e 3 ruote e quadricicli. PARCO VEICOLI AL (Fonte ACI) VAR. % 2012/2011 Autovetture ,1 Autobus ,9 Autocarri trasporto merci ,8 Autoveicoli speciali/specifici ,0 Trattori stradali/motrici ,1 Totale autoveicoli ,2 Rimorchi e semirimorchi speciali ,5 Rimorchi e semirimorchi merci ,9 Totale R&S ,5 Motocicli ,8 Motoveicoli e quadricili speciali ,4 Motocarri e quadricili trasporto merci ,8 Altro ,6 TOTALE ,0 I risultati 2013 delle vendite di autovetture nuove e usate (ma vale anche per la altre tipologie di veicolo) non possono che pesare sull invecchiamento del parco, per il mercato italiano si parla ormai di un mercato prevalentemente di sostituzione, dato l alto livello di motorizzazione del Paese. La vita media di un auto è aumentata per effetto della rinuncia o del rinvio dell acquisto/sostituzione dell auto, per scelta o necessità. L utilizzo più moderato del mezzo (calo della percorrenza media del 12% nel 2012, con meno di km medi/annui - fonte: Segugio.it) ha determinato anche un allungamento della vita tecnica dell auto. Negli anni 2000, 2001, 2002 sono state immatricolate complessivamente oltre 7,1 milioni di auto, pari ad una media d anno di 2,37 milioni di vetture, pertanto potenzialmente si tratta di mezzi con anni di vita che potrebbero/dovrebbero essere sostituiti nel breve termine. Un invecchiamento progressivo del parco ha conseguenze negative in termini ambientali e di sicurezza. L'età mediana nel 2012 (in aumento rispetto al 2011) è pari a: - auto a benzina : 11 anni e 7 mesi - auto a gasolio : 7 anni - auto bz/gpl : 4 anni e 9 mesi - auto bz/metano : 4 a e 10 mesi. L'età mediana nel 2011 era pari a: - auto a benzina : 10 anni e 11 mesi - auto a gasolio : 6 anni e 4 mesi - auto bz/gpl : 4 anni e 10 mesi - auto bz/metano : 4 a e 5 mesi. Nel 2005, le vetture circolanti con più di 10 anni erano il 34,5%; nel 2012 sono salite al 44,4%. Le auto con più di 20 anni erano l'8,3% del parco nel 2000, scese al 7,2% nel 2005 e salite al 12,2% nel ANFIA Area Studi e Statistiche

76 Secondo la normativa Euro invece, le vetture circolanti Euro 0,1,2,3 sono il 53,9% dell intero parco, mentre le vetture Euro 4, 5, 6 sono il 46,1%. La riduzione dei volumi di vendita ha determinato una costante diminuzione del tasso di sostituzione (dal 6,3% del 2007 al 3,8% del 2013), causando un progressivo invecchiamento del parco circolante, che a fine 2012 per la prima volta è sceso a ( vetture in meno rispetto al 2011). Un invecchiamento progressivo del parco ha conseguenze negative in termini ambientali e di sicurezza. A questo si aggiunge l elevata pressione fiscale generale e sulla motorizzazione, che pesano enormemente sulla capacità di spesa dei cittadini in termini di acquisto e di mantenimento della autovettura. Come più volte denunciato da ANFIA, gli effetti di imposte e costi a vario titolo che gravano così pesantemente sull auto, rendono il bene meno accessibile da un lato e dall altro inducono a comportamenti poco virtuosi o addirittura illegali (per esempio auto che circolano senza copertura assicurativa o i falsi leasing delle vetture soggette a superbollo). A fine 2012 il parco circolante degli autocarri merci, speciali e trattori stradali ammontava a , mentre il parco dei veicoli trainati raggiungeva i rimorchi e semirimorchi (superiori a t di ptt). Molti dei mezzi che circolano sulle strade sono ormai obsoleti. Il 69% dei VCL, l 88,6% dei VI e il 68% dei trattori stradali è ante Euro 4. I dati nella tabella evidenziano come esista ancora un consistente numero di veicoli obsoleti e meno sicuri; l andamento negativo del mercato non favorisce di certo lo svecchiamento del parco. A fine 2012 il parco circolante degli autocarri merci, speciali e trattori stradali ammontava a , mentre il parco dei veicoli trainati raggiungeva i rimorchi e semirimorchi (superiori a t di ptt). Molti dei mezzi che circolano sulle strade sono ormai obsoleti. Il 69% dei VCL, l 88,6% dei VI e il 68% dei trattori stradali è ante Euro 4. I dati nella tabella evidenziano come esista ancora un consistente numero di veicoli obsoleti e meno sicuri; l andamento negativo del mercato non favorisce di certo lo svecchiamento del parco. 76 ANFIA Area Studi e Statistiche

77 Occorrono, pertanto, misure premianti per le aziende che investono nelle nuove tecnologie offrendo veicoli più puliti e sicuri e per le aziende di autotrasporto che rinnovano il proprio parco, evitando la deindustrializzazione del paese e la delocalizzazione dei servizi di trasporto. Vari studi dimostrano i benefici in termini economici, ambientali e di sicurezza conseguenti ad un rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali/industriali. Parco circolante per tipo veicolo e anzianità al ANZIANITA' Autocarri AUTOVEICOLI SPECIALI / SPECIFICI Tratt.strad TOTALE Rimorchi e Semirimorchi Merci Rimorchi e Semirimorchi Speciali Totale R/S <= 10 anni >10 anni TOTALE in percentuale <= 10 anni 46% 44% 61% 46% 34% 39% 36% >10 anni 54% 56% 39% 54% 66% 61% 64% TOTALE 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% fonte: ACI Nel corso degli anni, la presenza di norme omologative sempre più stringenti, e di una forte concorrenza sul mercato, sempre più globale, ha indotto le case costruttrici ad investire nell innovazione tecnologica, per adeguarsi alle normative ambientali e di sicurezza, e per ridurre consumi energetici e costi di esercizio dei veicoli, accrescendone così le prestazioni. Uno svecchiamento del parco veicoli consentirebbe anche un incremento dei livelli di sicurezza attiva e passiva, grazie ai dispositivi che ormai la tecnologia ha messo a disposizione. Alcuni dei quali saranno obbligatori per le immatricolazioni dei veicoli a partire da: AEBS : impianto di frenata d emergenza predittiva per le nuove omologazioni dal 1/11/2015 LDWS: sistema di avviso del cambio di corsia per le nuove omologazioni dal 1/11/2013 ESC: controllo elettronico della stabilità, obbligatorio per i VCL immatricolati a partire dal 1/11/2014. I veicoli di nuova generazione sono dunque più puliti ed efficienti, assicurano standard qualitativamente superiori, con benefici ambientali e di sicurezza per la circolazione. I miglioramenti introdotti dalla tecnologia sono tuttavia vani in assenza di ricambio del parco veicolare, mentre una maggiore diffusione di autoveicoli di nuova generazione contribuirebbe a migliorare la produttività e sostenibilità del sistema trasporti. 77 ANFIA Area Studi e Statistiche

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