L' Europa e la guerra

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1 j. Raseqna /4... Settimanale della CGIL ANNO XXVIII n glugno 1982 Spedlz. In abb. post. Gr. 11/70% L. 800 CRISI DELLE FAL.KLAND L' Europa e la guerra MARE MR! Ire+ LIQUIDAZIONI Un giudizio 2 di Luciano Lama I sulla nuova legge I 1.

2 lettere L'esperienza di una giovane cooperativa Caro direttore, stimolata dall'articolo di Costa del 22 aprile 1982 la Cooperativa Lo spazio itrovato intende portare un piccolo contributo ad un dibattito che spera ampio e (altivo. Nel pendo della transizione caratterizzato dat binomio rifleseione-consumo, la produzene vive l'apice della sua crisi. Mancando anche un ventaglio di proposte, rannebbiamento e il totale mentre etaneamente qualeosa sembra muoversi na senza una forma definita. Intento ji movimento cooperativo landa la sua seda agli ami '80 con idee e proposte. Neg'i ultirrii tempi quest'ondata ha ooinvolto anche il Sud, pur se tra molte difficoltä. Parecchie sono ormai le neonate cooperative spec ie nel settore dei servizi, della cultura, del teatro, settori ai quali siamo interessati perche indirettamente legal) al turismo. Coliegarei alle organizzazioni ed alle associazioni, ai centri di incontro (molti quelli per gli anziani), alle comunitä (speoie quelle montane) e a tulle quelle strutture sub-urbane e sotterranee e d: vitale importanza per un discorso di amelo respiro nel quale «progetto giovarri» dell'etli potrebbe trovare concretizzazione cd al quale guardiamo con molto interesse. La nostra giovane cooperativa opera in questo settore da circa un anno offrendo come servizi l'accompagna monto turistico e l'animazione, con gli sforzi cd i problent che questo comporta. L'intervento e quindi di tipo ricreativo-formativo cd orientato soprattutto verso un uso sooele del turismo collegato alle realtä democratiche o- pera-riel sol settore (e quindi perneo larrnente con l'etli di Napoli), e alle realtä local, al recupero dell'ambiente per un turismo alternativo». Nelle vacanze il momento della sgressione e la caratterlstica richiesta da parte di soggetti sociali che nell'evasione vogliono trovare la risposta alta quotidianitä. Per noi 6 importante che in esse venga rollo SI muro del silencio, dell'isolamento e della incomunicäbilitä da troppo tempo vincente, in modo da far uscire la soggettivitä, la creativita e tutto quanto e generalmente naecosto. Per questo un buon programma di animazione e l'erientamento verso il turismo di gruppo acquista rilevante importanza: un turismo che va ben organizzato e riempito di eontenuti per evitare quella mercificazione che lamentava Gotte. Quindi l'importanza del recupero della tradizione e l'acquisizione del nuevo che si agita nono fondamente'i insieme al legame con quella serie di strutture propositive giovanili e non, asnoclazieni, eircoli, cooperative, eral a- ziendali, ecc. Esse cost ituiscono il grosso legame con la realtä in mutamento. tramite cui si pub avvicinare alle spinte che provengono dalla societä civile per riuscire a cavalcare «la tigre che si agita», per tornare a quel molo di protagonista che l'etli ha anulo in pausa lo. Paolo lannotti Presidente Cooperativa «Lo spazio ritrovato SOMMARIO ATTUALITA' 3 - Raul Wittenberg Crisi delle Falkland L'Europa e la guerra 4 Enrico Galantini Intervista a Mario Didb 4 - Mauro Ponzi Preoccupazioni in Germania per l'escalation inglese PROBLEMI DEL LAVORO 6 a cura di Francesco Cuozzo Llqujdazioni. Interviste a Luciano Lama 7 - a cura di Anna Avitabile Liquidazioni e pensioni. Conversazione con Angelo Di Gioia 9 - Francesco Cascioli La proposta Dc sulla democrazia industriale. Come ti riformo la politice del lavoro II - Giovan Battista Chiesa Pubblico impiego. Sulla legge quadro una pioggia di emendamenti 13 - Mario Agostine111 Lombardia/Tessill. Tuttavia si contracta 14 - Efisio Serra Ricostruzione Guardando al futuro 16 - a cura di Antonia Franceschini Osservatorlo eul tnercato del lavoro POLITICA ECONOMICA 19 M. B. Relazione annuale della Banca d'italia. Realismo, ma solo apparente 20 - Angelo De Maleta Troppe enfasi sulla scala mobile 29 Massimo Bordini Partecipazioni statali. II metito di face centro 30 - Mauro Ferrara Mezzogiorno. Piccole imprese da rimodellare 31 - Corradino Marzo E molte muoiono prima di cominciare 21/28 - Ressegna libri n. INTERNAZIONALE 34 - Gianandrea Sandri Brasile. La via dei grandi mutamenti 36 Antonella Dolci Svezia. Elezioni: sindacato protagonista 38 Aldo Bonaccini Filo diretto con Strasburgo CULTURA 39 Tarcisio Tarquinl La povertä in Italia. Vecelii nuovi sono sempre tanti 41 a cura dl T. T. Internista a Giovanni Sarpellon 41 - Intervista a Gianni Celata 42 - Daniela Brancall Radio e Tv DOCUMENTI 43 Disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati. Disciplina del trattamento di fine rapport e norme in materia pensionistica 46 Sciopero del 28 maggio I duti forniti dalle segreterie regionali RUBRICHE 2 Lettere 12 - Sicurezza sociale 15 Diritti dei lavoratori 18 - Cuadrante economico 33 - Intemazionale A causa delle agitazioni nel settore poligrafico, ii giornale esce con un giorno di ritardo. 3kiclocale

3 attualità Crisi delle Falkland L'Europa e la guerra «Un governo reazionario e uno dittatoriale stanno giocando col fuoco e possono sconvolgere la pace mondiale». Questo è quanto dice Georges Debunne, neo presidente della Ces. Senf jamo anche altri esponenti della sinistra europea di Raul Wittenberg II generale Gol Viert parla alta folla argentina. A ilestra il premier inglese Margaret Thatcher L' Europa e la guerra. II tema e ridiventato di tragica attualitä, essendo un paese europeo impegnato in un conflitto sanguinoso, nell'atlantico meridionale. E con il conflitto, ecco puntuale il sacrificio di vite umane e di risorse, in particolare proprio da parte della Gran Bretagna, uno dei più scossi dalla crisi economica fra i dieci partners comunitari. Le vittime giä si contono a centinaia in entrambe le parti da guando e cominciata la guerra, il 2 aprile, con l'invasione delle Falkland da parte della giunta militare argentina, che con quosto diversivo ha cercato di far dimenticare ai propri sudditi le condizioni in cui il paese versa dal punto di vista economico e politico. Come reagiscono gli ambienti della sinistra europea? Si puä dire che se la guerra doveva anche in Europa distrarre dai guai del vecchio continente giochetto a non ha funzionato. Abbiamo chiesto un commento alls situazione a chi, forse, oggi piii rappresenta questa sinistra, in quanto a capo della sua piú significativa aggregazione: la Sindocak

4 Crisi delle Felkland Confederazione europea dei sindacati. Ci ha dotto Georges Debunne, presidente della Ces: «Sono prolondamente convinto che la grave crisi economica con la sua disoccupazione di massa presenta una base fraile per avventure militare. II pericolo di guerra esiste. non peló essere sottovalueato. Un nilanceo economico e la lotta per Foccupazione, basati suela solidarice& possono e debbono sbarrare la st rada alle avventure militani e politiche. «Bisogna mettere ella gogna la pilla omicida della guerra e la pazzia della crescente corsa agli armamenti. La Ces deve contribuire alta trasformazione dell'industria della morte in un'industria della vila. «I lavoratori europei vogliono pace e lavoro. In questo contesto è davvero deludente vedere che un governo reazionario e un governo dittatoriale giochino col fumo e possano cosl sconvolgere la pace mondiale a. I pericoli per la pace yermo dunque di pari passo con la crisi economice. E' un collegarnento sul uale i sindacati europei hanno sempre insistito, anzitutto nel chiedere un nuovo ordine eco nomico nei rapporti mondiali. La guerra delle Falkland in sostanza ha accentuato la frattura che incrina la Comunitä, mettendo a dura prova i legami che anona la uniscono. Ormai la crisi della Cee e vista in due dei suoi elemonti: i ricatti della Gran Bretagna sui prezzi agricoli e sul bilancio, e Im - capacità della Comunitä di darsi una política economice camufle. Negli ambienti governativi francesi questi elementi sano considerati particolarmente gravi perché allontanano la realizzazione dello spazio sociale europeo. Percid appare in un corto seres fuorviante al- (Mere la solidarietä europea tuna alle sanzioni contro l'argentina («La Gran Bretagna chiede solidarietä ma non la dä», si dice a Parigi). Cosi Mitterrand ha rnantenuto tali sanzioni solo in funzione di un discorso europeo, per mentenere fino all'ultimo l'unitä della Cee: tutti pensano che in realtä molti governi si sarebbero comportati come l'italia e l'irlanda, se il totale isolamento del partner d'obre Manica non avesse rischiato di affossare la Comunitä. Preoccupazioni in Germania per l'escalation inglese II governo tedesco, come d noto, ha solidarizzato con il governo di Londra sia in termini politici che economici netto guerra nene Falkland. Perd dalla stampa tedesca e dalle dichianazioni uf ficiose degli uornirri politici 1 emersa la preoccupazione che rescalation inglese possa avere gravi conseguenze sugli equilibri mondiabi ed europei. L'autorevole settirnanale Ze't apre la settirnana scorsa co,, ü titoto Fatale nostalgia per le tem peste d'acciaio». La retorica bellica inglese e la mobi- Mocione ideologica contra i maledetni» ricorda troppo da ricino certa propaganda del '39. L'atteggiamento del governo di Bonn verso la decisione dell'italia di non rinnovare le sanzioni all'argentina d stato di II sindacato italiano s% rifiutato di percorrere la strada delle sanzioni. «L'unico risultato, afferma Michele Magno dell'ufficio internazionale della Cgil, e quello di inasprire le tensioni politiche e di accrescere gli ostacoli a una soluzione pacifica e negoziata della guerra. La strada delle sanzioni e sterile e controproducente, il problema e La Comunità non decide Intervista a Mario Dide, parlamentare europeo a Si, l'europa non risponde. Ana, in questa vicenda delle Falkland. come nella recente maratona per i prezzi agricoli, si e acula un'altra prova crisi acuta che sta attraversando la Comunnd europea.. Mario Didd, giä gretario confederale della Cgil, dat deputato europeo nel primo Parlamento eletto a su( fragio universale, allronta di petto il tema della crisi ropa e delle sur cause. a Proprio la set- (imana scorsa, nella riunione della commissione politica del Parlamento europeo, abbiamo sostenuto, socialisti e comunisti, la necessità che la Comunitez assumesse una sua iniciativa per sostenene racione dell'onu, consolidandone quindi l'autorita, a lavore di una solucione politica negoziata. Ma il premier belga Tindemans, nella veste di presidente di turno delta Comunitd ha risposto negando l'opportunita di una simile iniciativa politica. perché era i 10 c'd anche la Gran Bretagna. Ma qui che sosteniamo la di/ ferenza tra una cooperazione politica a 10 e la Comunitd europea: non possiamo accettare la tesi che la Comunità venga paralizzata per il (atto che nel suo seno c'd uno dei contendenti. La Gran 13retagna, d'altro canto, non ha cerro concordato con l'europa la decisione delta guerra, le sue scelte non possono impegnare la Comunitd: primo, perché una solucione diversa da quena militare cro possibile; secondo, perché al di Id di aspetti particolari del contencioso tra Argentina e Gran Bretagna, confio valutate appieno le conseguenze politiche relative ai rapporti tra Europa e Sud America nel quadro dei rapporti Nord-Sud. a II fano d che stiamo attraversando una fase di paralisi della capacita delle istituzioni eumee di decidere. 11 punto piit basas lo si 1 raggiunto al momento della decisione in merito alta politica dei prezzi agricoli per la campagna '82-83, guando si d dovuto, dopo mesi e mesi di discussioni e trattative, arreare a una decisione a maggioranza per superare la posizione ricattatoria della Gran Bretagna. Questo falto, comanque, ha nauta dei riflessi positivi: se non altro perché costringe i governi a ripensare il meccanismo decisionale della Cee. E questo d uno dei nodi di fondo: non si pud decidere all'unanimita su Culto in una Comunitä che d (atta da dieci paesi (e presto saranno dodici) tra i quali vi sono non solo di) jerenze strutturali ma anche diversi livelli di interesse e d'impegno sull'evoluzione delta Comunitd. Ci sono evidentemente questioni di grande importanza che interessano nel prolondo tutti i paesi, e II bisognerd mantenere l'unanimitd; ma AZIONZIn11.1 Sindocale

5 «grande comprensione». In parte perché come sottolinea qui tutea la stampa il 40% delta popolazione argentina é di origine italiana (e quindi, semplificando, circa 400 dei quasi mori hanno noma o bisnonni italiani). In parte perché la solidarieed di Bonn alla politica aggressiva della Thatcher é mitigata dalle divergenze di fondo sia in campo europeo sia in generale nene tendenze internazionali dei due governi. Gli ambienti diplomatici e ancor pie) esplicitamente i commentatori politici Macan aperlamente ii governo inglese per le posizioni da questo assunte nell'ambito della Cee a proposito dei prezzi agricoli e dei contributi da pagare alla Comunal,. Non é un mistero che la Germania sia il centro economice, (alomo a cui ruota la Cee (e la Germania in pratica finanzia gli organi comunitari, essendo l'unico paese a pagare per altero i contributi senza inf rangere le regale come ha falto la Francia a proposito del vino e come fa ora la Gran Bretagna a propasa dei prezzi agricoli). Non preoccupa tanto la caduta del «compromesso di Isus. semburgo». cioé la regala dell'unanimità voluta nel '66 da De Gaulle, suele questioni di «vitale importanza» per un paree, anche se crea un precedente pericoloso; preoccupa piuttosto l'emergere prepotente di spinte centrifughe che mettono in discussione le aceite economiche (e in margine olla crisi delle Falkland anche polieiche) delta Cee e in ultima analisi del governo di Bonn. Nei tedeschi infatti affiora Forgoglio nazionale di chi si é mobilitato in massa per la pace e di chi é un paesechiave per la politica di distensione, di fronte olla mobilitazione bellica inglese e alla intnonsigenza del governo tory a nella Cee. Insomma ira le righe si respira un'aria di rivincita morales i tedeschi, rappresentati dat film inglesi per trent'anni come «cattivi aggressori» quasi in senso antropologico, ora si battono per la pace, mentre la più antica democrazia europea mobilita cento nass per riconquistare uno n'agito, recupera l'immagine dell'impero e tralla con la Comunal, con la stessa alterigia con coi trattava con le colonie. I giornali tedeschi sottolineano gli erron politico-diplomatici degli inglesi e parlano di «limiti delta solidarietd»: «se il governo di Londra avesse mostrar() una maggiore flessibitità sui prezzi a- gricoli e disponibilita sui contributi comuntari non si sarebbe giunti al voto maggioritario». Allora quena «grande comprensione» mostrata nei confronti della posizione italiana (condivisa del resto anche dall'irlanda e, in un primo momento, dalla Danimarca) non é dettata solo da motivi morali. Si ha la netto sensazione che il governo di Bonn voglia far capire agli inglesi che l'uniti, europea e la politica di distensione sono cardias troppo importanti per la Germania e che la solidarierá, appunto, ha dei limiti che Bonn non ha alcuna intenzione di travalicare. Mauro Ponzi un altro: come far uscire il dialogo Nord Sud dalle pastoie dei vertici mondiali?» A questo proposito la sinistra europea tiene a mantenere i rapporti con la popolazione argentina e con l'america Latina, e il segretario del Partito socialista francese lospin ha giä fatto intendere che la Francia non putt elienarsi le popolazioni dell'america Latina. E riel ce ne sono altre per le quali potree bastare la maggioranza, semplice o qualificata. Soprattutto bisogna chiarire che cosa bisogna intendere per "interesse vitale" e come questo vada motivalo, perché e inaccettabile che su tulle le questioni e per un tempo indefinito un paese possa esercitare un yero e proprio diritto di veto. «11 processo d'integrazione della Cee, previsto all'origine per una Comunal, a sei, a troppo rigido per la nuova realtés bisogna prendere atto dal falto che alcune cose sono fattibili da tutti i paesi contemporaneamente e altre no. Un processo lineare é oggi impossibile da realizzare anche se resta all'interno delta Cee un «nucleo duro» costituito dai paesi fondatori e soprattutto da Francia, Italia e Germania. Del resto, Grecia e Gran Bretagna non sono entrate nello Sme, ma questo non ha impedito e non deve impedire che si prosegua sulla strada dell'integrazione monetaria. La crisi c'é perché la Comunas) sé fermata a meta strada nella sua evoluzione. Questo dei meccanismi, di una rif arma delle istituzioni comunitarie, uno dei temi su cui bisogna puntare per rilanciare ('Europa. C'é poi tullo il discorso economico, di nuove politiche comuni, industriali e socialis que!-,. Labour Party non si risparmiano critiche alla signora di ferro per il falto che la sua politice sta distruggendo o- gni collegamento tra ii Regno Unito e questa parte del mondo. La sinistra inglesa in questo contesto si trova in una situazione particolare. Da una parte c'e il 70 per cento dei cittadini britannici che, secondo gli ullo che il governo francesa sintetizza in un suo memorandum nell'ipotesi di uno spazio sociale-industriale comune. Cl ' il problema di un miglioramento della cooperazione politica, soprattutto attraverso un migliore coordinamento delle politiche estere, che dovrebbe essere affrontato presto: il 20 giugno Consigno dei ministri discuten) la proposta del protocollo Genscher-Colombo che verte proprio su questo argomento. «No, non é un'utopia che nel momento di crisi piü prolonda dell'europa il Parlamento europeo si appresti a discutere una proposta di risoluzione che precede un regressivo allargamento dei polen della Cee, un passo in avanti decisivo verso l'unione economica europea. Mamo al punto che, se non si va avanti si va indietros la Comunita rischia di trasformarsi in tutt'altra cosa da quello che noi vogliamo, e cioé in un'area di libero scambio. Cosa che sta molto bene al grande capitale, che, attraverso le multinazionali e il coordinamento reale che esiste nei grandi organismi economici internazionali, i suoi interessi li porta avanti lo stesso; ma ata molto meno bene a noi, all'europa delle forze democratiche e dei lavoratori... Enrico Galantini timi sondaggi (se ne fanno ogni due giorni), sostiene le aceite rnilitari della Thatcher. Dall'altra c'e la tradizione pacifista che e un po' la sua bandiera. Cosi, dopo una iniziale presa di posizione del leader Benn contro Pinvio della flotta, ora continua a far pressione sul governo per il negoziato, ritenendo però che le ragioni della Gran Bretagna vanno sostenute con l'azione militare, specie dopo che questo negoziato era stato all'inizio respinto dagli argentini e guando mancavano (re settimane all'arrivo della Task Force. La Confederazione sindacale inglesa, ii Tuc, aveva condannato «tutte» le azioni di forza; ma ha incontrato qualche difficoltä a convincere di questa condanna (rivolta anche al governo inglese) i quadri intermedi dell'organizzazione. Ad esempio ii segretario generale del sindacato dei marittimi (National Union Seamen), il comunista Slater, riteneva as impossibik negoziare con dei fascisti». Nena Cgil si sottolinea che questa guerra riflette la crisi dei due governi (inglese e argentino) in diffic,oltä nei rispettivi paesi. «E' evidente, dice Magno, ii collegamento Ira crisi economica, interruzione del dialogo Nord-Sud, e guerra nell'atlantico meridionale. Ci troviamo di fronte a un esempio canonico di come si cerca di scaric,are sul- Pesterno contraddizioni economiche sociali e politiche di un paese come l'ingbilterra in cui la Thatcher ha aceito lo scontro frontale col movimento operaio; e come l'argentina in cui il generale Gallieni riesce sempre meno a utilizzare tortura e sequestri di persona per reprianere le forse dermx-ratiche a. R. W.._Sindacale 9lovedi 3 eugno

6 problemi del lavoro Liquidazioni / Intervista a Luciano Lama Tre importanti \ 1 risultati I punti qualificanti della nuova legge e le prospettive che si aprono nel giudizio del segretario generale della Cgil Dunque la legge sull'indennitä di fine lavoro ha concluso il suo travagliato iter parlamentare cd ora e al varglio della Corte di cassazione che dovrä valutare se la nuova legge modifica sostanzialmente quella su cm e stato richiesto il referendum del 13 giugno, e dichiarare di conseguenza la decadenza del referendum stesso «Querido si e raggiunto l'accordo sul testo, che poi e stato varato dai due rami del Parlamento, come Federazione unitaria abbiamo espresso un giudizio favorevole»: cosi si pub riassumere il giudizio di Luciano Lama sulla nuova legge. Sindocale RS: Quindi il sindacato da un! giudizio positivo. Quali sono i punti qualificanti della legge? Lama: Sono tre: il primo riguarda a riforma della struttura dell'istituto della quiescenza che ora assume la forma di accumulazione di risparmio, abbandonando il carattere di salario differito. Questa operazione incide sulla stessa struttura del salario riequilibrandola. Con questa legge si ottengono inoltre miglioramenti sensibili rispetto alla normativa passata e vigente, anche se in modo graduale. Si realizzano cosi antiche rivendicazioni sindacali (nuova qualitä dell'istituto, ripristino della contingenza nel computo della liquidazione, perequazione tra operai cd impiegati). Infine si ottengono due importanti risultati per i pensionati: la trimestralizzazione della scala mobile e il pratico raggiungimento del- 1'80 per cento della retribuzione finale per i lavoratori che vanno in pensione con 40 anni di contribuzioni Questa ultima conquista e uno dei cardini della riforma pensionistica ottenuta nel passato, ma in parte vanificata per effetto dell'inflazione. RS: Con questo successo tenuto dal sindacato, la parte piü aggressiva della Con/industria, pub avere altri elementi per opporsi alla apertura dei rinnovi contrattuali? Lama: 11 padronato fino ad ora ha avanzato pretesti basandosi sul fatto che la materia dell'indennitä era ancora da definire e che gli oneri non erano calcolabili. Oggi tutto questo e superato. Sismo naturalmente dell'opinione che nel calcolo degli oneri per i rinnovi corrtrattuali, in ogni singola trattativa, si debbano si valutare le conseguenze di questa legge tenendo conto che tali oneri nell'82 sono irrilevanti come pure la scala mobile le richieste delle piattaforme. RS: Si obietta che per coloro che hanno cessato un rapporto di lavoro dal '77 in poi, da questa legge non otterranno nulla. Lama: E' yero, ma gli stessi non avrebbero ottenuto nulla nemmeno se si fosse andati al referendum. RS: Con questa legge tl sindacato viene accusato di cadere in contraddizione. Si dice: come pub il sindacato battersi, in una situazione di grave crisi economica, solo migliorando ii potere d'acquisto, mentre in altri paesi si sta andando in direzione opposta? Lama: Come sindacato italiano non accettiamo comunque diminuzioni del potere d'acquisto. Questa e la differenza con altri sindacati. Per uscire dalla crisi non si devono praticare né restrizioni monetarie o creditizie né comprimere la domanda interna. Noi ci battiamo per una nuova politica economica, differenziandoci da quella parte del padronato che ritiene che il riequilibrio economico si ottiene aumentando la disoccupazione o riducendo il potere d'acquisto. E' su questo che vi e lo scontro ira sindacato e forze conservatrici. Siamo per una politica contrattuale

7 Luciano Lama ragionevole e non oltranzista. Esistono le risorse necessarie per una politica economica espansiva, purché selettiva. Del resto Ira gli industrian che vorrebbero bloccare la scala mobile e non innovare contratti non mancano quelli che denunciano al fisco redditi addirittura inferiori a quelli dei propri dipendenti, cosa inaudita che si verifica solo in Italia, o evadono oneri sociali dovuti all'inps, mentre si avvalgono di finanziamenti pubblici massicci. RS: Se queste sono le premesse, si prospetta dunque uno scontro sociale assai duro? Lama: La durezza dello scontro ei e imposta dal padronato, ma non ri- belib nunciamo ad auspicare che esso voglia modificare le proprie posizioni, come auspichiamo che le politiche economiche e sociali del governo mutino, perché negative non solo per i lavoratori, ma per l'intero paese. a cura di Francesco Cuozzo Liquidazioni e pensioni: un bilancio ragionato Conversazione con Angelo Di Gioia Proviamo a fare un 'bilancio di quanto e avvenuto nell'intera partita liquidazioni e pensioni dal 1977 a oggi, con l'approvazione della nuova legge (tiportata in documentazione). Lo facoiamo con Angelo Di Gioia che di recente (vedi Rassegna Sindacale n. 20), ha lanciato la sfida a dimostrare l'infondatezza di questa affermazione «Se si considerano congiuntamente i due istituti delle liquidazioni e delle pensioni, tutti i lavoratori, compresi quelli che sono andati giä in quiescenza e che hanno giä riscosso liquidazioni decurtate, non solo non ci hanno rimesso ma hanno avuto consistenti vantag4i a. Del resto ragionare dell'intera pahua non solo ragionevole perché riguarda ii trattamento di fine lavoro, ma corrisponde ad una politica consapevole del sindacato che da molti anos ha teso a privilegiare la pensione rispetto alla liquidazione, perché nel primo caso si tralla di un flusso di reddito che si protrae per molti anni, nel secondo di una somma che viene liquidata sul momento. Per tracciare questo bilancio escludiamo per il momento le modifiche apportate dalla nuova legge, e limitiamoci a ragionare sul regime vigente dal '77 a oggi. Partlarno dai danni emergenti che si sono avuti con il congelamento della contingenza nel computo delle liquidazioni. Questa voce salariale e diminuita in modo sensibile perché e stata decurtata dall'operare di un fattore «esogeno», l'inflazione. «Probabilmente nel 1977 dice Di Gioia guando si e falto quell'accordo sindacale, pur ammettendosi un ridimensionamento di questo istituto non si faceva la previsione pessirnistica, che si e invece verificata, di cosi alti e perduranti tassi di inflazione». Ma che dimensione hanno queste perdite? «II caso piú sfavorevole 8 quello di un impiegato con il massimo di anzianitä, 40 anni, che e andato in quiescenza adesso perdendo tutti i 175 punti scattati dal '77: la decurtazione della sua liquidazione 8 pari a 18 milioni. Per ragionare in termini piú generali bisogna tenere conto che in base al regime vigente solo per gli impiegati si computa una mensintä per ogni anno di permanenza in azienda, mentre gli operai hanno quote variabili, tutte inferiori. Faenado una media ponderata tra operai e impiegati, e assumendo una anzianitä media di 9 anni si puä valutare che ammonta a 113 mila lire la perdita media per ogni armo di permanenza e a lorde la perdita complessiva mediamente registrata dalla voce liqui dazioni». Valutiamo adesso, mettendoli sull'altro piano della bilancia, i miglioramenti feindaccde

8 Liquldazionl eindocale ottenuti dal sindacato per le pensioni. 11 valore del punto di contingenza, che fino el 1976 era di lire, e passató per tappe successive a nel '77, ne! '78, nel '79, nel- 1'80. Questo significa che tutte le pensiona, da quelle che hanno 15 anni di contribuzione fino a quelle che hanno m-assimo di 40 anal, sono coperte da una scela mobile ii cui punto e pan al: 180 per cento del punto vigente per i lavoratori in attivitä. Per valutare i miglioramenti limitiamoci a considerare U 1980, guando a gennaio si sono avuti 25 scatti per le pensioni; il punto a Ilre, anziche come nel '76, ha comportato un aumento lordo mensile delle pensioni di lire, e annuale (ahora era questa la periodicitä) di 293 mila li-re lorde. L'anno seguerkte, con gil altri 36 punti, si e verificato un incremento mensile di 32 mila lire e annuale di 422 mila lire». Ma i miglioramenti sono dovuti anche ad un altro decisivo fattore, ii passaggio della periodicitä da annuale a semestrale (luglio '80), a quadrimestrale (settembre '81, conteggiato a gennaio '82), e infine a trimestrale (per la nuova legge andrä in vigore dril 1 a- prile 1983). «Se in un anno scattano complessivamente 40 punti (10 a trimestre) il reddito in piä, registrato da tulle le pensioni e dovuto al passaggio da una scadenza annuale a quella trimestrale, e di oirca 400 mila lire annue lorde; di queste 9/10 vanno attribuite al passaggio giä avvenuto da annuale a quadrimestrale». Se cosi stanno le cose (o i pesi) porche e diffusa la sensazione di averci rimesso? Perché, secondo Di Gioia, 6 stata data dal sindacato una informazione insufficiente «Ai lavaraton e risultato evidente quanto e stato perduto dalle liquidazioni, ma non e stato messo in luce che contemporaneamente a quelle perdite subentravano miglioramenti di gran lunga superiori per le pensioni. Mentre per chi e andato da poco in pensione, e sono coloro che pi(' hanno perduto con le liquidazioni, congiungimento dei due trattamenti rende piä evidente il confronto. Anche da parte dei lavoratori altivi non si puä trascurare ii falto che la loro futura pensione e giä migliorata rispetto ella situazione preesistente al '77». A questo punto mi viene spontaneo un secondo possibile dubbio, la sensazione che la rinuncia per le liquidazioni al regisne precedente al '77 non costituiva una condizione necessaria per ottenere i miglioramenti sul trattamento pensionistico introdotti da allora a oggi. «Questa sensazione ha un fondamento, spiega Di Gioia, non fosse altro perché, come dicevo, da parte del sindacato non e stato fornito ii quadro complessivo di quanto avveniva nei trattamenti di fine lavoro. Certo, non era obbligatorio che i miglioramenti delle pensioni avvenissero a spese delle lkquidazioni, tanto phi che i vantaggi conseguid dalle prime lirinno dimensioni ben maggiori rispetto alle decurtazioni subite dalle seconde. Ma questo processo corrispondeva ella scelta del sindacato di ridimensionare in qualche modo la partita liquidazioni in concomitanza anche se allora non e stato messo in evidenza con avanzamenti in altre componerkti della retribuzione, in particolare le pensioni». II congelamento della corktingenza tulle liquidazioni fu in effetti motivato dalla affermazione della scala mobile a punto unificato come principale automatismo d a. generalizzare per tutti i lavoratori; e infatti e abato accompagnato con l'abolizione delle scale mobili anomale». Se questo e il bilancio, in altivo, finora registrato vediamo quali modifiche vengono introdotte dalla nuova legge. regime delle liquidazioni e stato ridefinito per correggere, da un lato, le perdite dovute alle mancata inclusione della scala mobile, ma dall'altro, soprattutto, per cambiare la natura qualitativa dell'istituto nella direzione voluta dril sindacato. «11 vecchio regime premiava la fedeltä puniva i lavoratori con maggiore mobilitä, era quindi dal punto di vista sooiale ed economico criticabile. La nuova sistemazione ha sostituito un salario differito collegato all'anzianitä aziendale con una somma di accantonamenti annuali determinad in base ella retribuzione percepita e man mano rivalutata. Diviene cos) indifferente per la liquidazione il falto di rimanere fermo in una impresa o fam piä passaggi, liberando cosi ii lavoratore da quei vincoli economici e psicologici di soggezione ad una azienda». Ma volendo face un bilancio quantitativo rispetto al regime precedente, come vanno le cose? «Non c'e dubbio che, sia per il fatto che la rivalutazione non e fatta al 100 per cento, sia per 01 fatto che la retribuzione reale del lavoratore tende a crescere col tempo, in generale il regime precedente al '77 determinava liquidazioni superiori a quelle della nuova legge». Ma 11 raffronto, come abbiarno visto, va fatto includendo anche le pensioni. Ahora non c'e nessuna bilancia che regga ella sproporzione del peso tra le pensioni migliorate e la maggiore leggerezza delle liquidazioni», Al vantaggi prima ricordati si aggiunge il modo diverso di calcolare la retribuzione pensionabile, che in base agli anni di contribuzione determina Pammontare della pensione. Finora que. sta era calcolata come media delle re. tribuzionl monerarie annuali dell'ultimo triennio. Poiché il grosso delle variazioni e devoto alle contingenza, questa media anziehé stare a ridosso della retribuzione clell'ultimo anno, era mediamente allineata con quella del penultimo. Con il nuovo sistema il calcolo viene fatto assumendo la media delle retribuzioni reali percepite nell'arco del. l'ultimo quinquennio (rivalutando completamente quelle dei precedenti 4 anni). Spesso, soprattutto le retribuzioni medie e alte, per effetto della scala mobile risultano cresciute in valore monetario, ma sono in effetti diminuite in valore reale. Con questo meccanismo la retribuzione pensionabile risulta superiore, o almeno uguale ella retribuzione dell'ultimo anno. a Si puä valutare che si passaggio dal vecchio al,nuovo sistema calcola Di Gioia, assicurerä dal 1 luglio '82 a tutti i pensionati circa un 20 per cesto in piä. E ahora, se riconsideriamo il caso dell'impiegato piú penalizzato dalla cessazione del regime vigente prima del '77 per le liquidazioni, che aveva perduto 18 milioni, e oonteggiamo si vantaggio derivante da questa innovazione, vediamo che avrä una pensione di circa 150/170 mila lire lorde in più al mese che, moltiplicato per le 156 mensilitä medie di pensionamento, comportano un reddito aggiuntivo di 26 milioni al valore attuale. Per questo ho affermato che una sola lira in piä nelle pensioni equivale it 35 lire in piä nella mensilitä di 1-del:intento per le liquidazioni». Provo a f are il conto: 156 diviso 4,5 (9 anni di anzianitä media diviso 1/2 tnensilitä di riferimento media) e uguale, in effetti, a 35. a cura di Anna Avitabile

9 La proposta Dc sulla democrazia industriale Come ti riformo la politica del lavoro di Francesco Cascioli Diritti d'informazione solo per le aziende con pie' di 100 dipendenti, consigli di garanzia, fondi d'investimento volontari, un Cnel rilanciato come fornitore di dati oggettivi sul costo dei contratti. Ecco in dettaglio la proposta della Dc 5 2 L a Democrazia cristiana ha presentato nei giorni scorsi una sua propostaprogetto di legge sulla democrazia e sulla democrazia economica. La proposta, preparata da un gruppo di esperti (fra cui Pietro Medí Brandini e Luigi Abete) vuole cogliere Poccasione del rinnovi contrattuali per introdurre saluzioni concrete e una risposta politica all'accentuarsi del conflitto fra imprenditori e sindacato e tende alla massima responsabilizzazione delle parti affinché i contratti, che si devono svolgere ella loro scadenza naturale, rispettino la compatibilitä reale con le possibilità del paese. La proposta si inserisce da un lato negli orientamenti comunitari (direttiva Vredeling) sull'informazione e la consultazione dei lavoratori delle grandi imprese, dall'altro come afferma Gerardo Blanco, capogruppo Dc ella Camera e coerente con la volontä della Dc di riformare futta la politica del lavoro, mirando non a una revisione dello Statuto dei lavoratori ma a una serie di iniziative che, procedendo per tasselli, realizzino l'obiettivo. Alla proposta sulla democrazia industriale si lega infatti ii progetto di legge sui fondi d'investimento, le paroposte tendenti a rafforzare ii molo del Cnel e i progetti ancora in preparazione sulla mobilitä, la casta integrazione, ii collegamento, la riforma della Gepi, ecc. Pariendo dagli attuali processi di ristrutturazione produttiva, per i quali e indispensabile il consenso delle parti interessate, ii progetto mira a superare a le difficoltä registrate sia nelle aziende, con le soluzioni adottate per lo pib in via contrattuale, sia nelle istituzioni con gli incontri triangolari fra governo e sindacati, difficoltä che impongono di trovare soluzioni piü adeguate a. Nelle aziende la Dc propone in una prima fase di generalizzare e consolidare i diritti d'informazione, per poi introdurre neue impre,se maggiori una qualche riforma degli ordinamenti societati. A livello di sistema economico, piü che introdurre nuove procedure che istituzionalizzino il rapport sindacati-stato, vanno valorizzati gil organismi dove le parti sociali sono giä rappresentate. Ma vediarno nei dettagli la proposta Dc. Proposte sulla democrazia industriale Le imprese con pib di 100 dipendenti devono fornire, su richiesta, informazioni alle rappresentanze sindacali a- ziendali (rsa) riconosciute dai contratti collettivi, auinenti alle prospettive economiche, ai nuovi insediamenti, all'occupazione, all'ambiente, alla descrizione degli investimenti deliberati. Le suddette imprese banco l'obbligo di sentire preventivamente le rsa su: cessazione totale o parziale chiusura o trasferimento di tutta o di parte dell'impresa, inizio o cessazione di rapporti di cooperazione con altre imprese, organizzazione aziendale e introduzione di nuove tecnologie. In caso di violazione degli obblighi e previsto un collegio arbitraje, formato da un sindacalista, un rappresentante della controparte, un esperto scelto dall'ufficio provinciale del lavoro. Se non riesce il tentativo di conciliazione, collegio col suo giudizio provoca la sospensione per l'impresa delle agevolazioni creditizie e tributarle finché perdura Pinaclempienza. Le imprese con pib di 500 dipendenti -devono prevedere la costituzione di un consiglio di garanzia formato per un terzo da rappresentanti dell'assemblea degli azionisti, per un terzo dai dipendenti (compresi i rappresentanti del quadri) per un terzo da esperti segnalati [eindocale

10 EDIZIONI LAVORO - ROMA VIA TAGLIAMENTO, 39 EDITRICE SINDACALE ITALIANA CORSO D'ITALIA ROMA Sindacalisti in Parlamento a cura CESOS CISL IRES CGIL É diventato addirittura di moda parlare del rapporto sindacato-istituzioni: ma, mentre ci si è occupati del sindacato nella gestione degli organi e degli istituti della pubblica amministrazione, assai meno nota è la vicenda della presenza sindacale in parlamento, fino all'incompatibilitä tra canche sindacali e politiche decae nel Ouesto volume sui parlamentan Cisl, al quale ne seguirà uno sui parlamentari Cgil, lenta di rispondere ad alcuni questti come e perché sindacalisti sono entrati in parlamento? Con quali aspettative ed, eventualmente, con quale mandato sindacale? Perché poi ne sono usciti? Che caratteristiche ha la presenza parlamentare dei sindacalisti? Ouali le differenze tra 1 comportamento del deputati Cisl e quello dei deputati Cgil? Oueste e molte altre sono le domande al quale 11 libro, assolutamente nuovo nelf impostazione della ricerca che lo serregge, cerca di dare risposte: risposte, evidentemente, rilevanti per la storia generale del sindacato italiano come per la comprensione di alcune cause della sua crisi presente. L pp. 288 La proposta della Dc dal Cnel. NO caso di societä controllanti altre societä, si possono creare «consigli di garanzia di gruppo L'azienda fornisce periodicamente delle relazioni, ii consigho può richiedere agli amministratori relazioni speciali su determinati affari. 11 consigno e preventivamente sentito dagli amministratori in caso di: cessazioni o trasferimento di aziende rilevanti, limitazioni o estensioni dell'attivitä, importanti modificazioni nell'organizzazione, inicio o cessazione di rapporti di cooperazione, aumenti o riduzioni di capitale. II parere del consiglio deve essere menzionato neue deliberaziorti della societä. I rappresentanti dei lavoratori saranno eletti a scrutinio segreto su liste delle esa o liste presentate da alrneno il 20 per cento dei dipendenti. Possono esseae eletti solo lavoratori dipendenti dalla societä. Prometa salta riforma del Cnel II Cnol dovrä fornire inclagini e valutazioni periodiche sulle tendenze della politica delle retribuzioni e sui contratti. Dovrä fomire i dati «oggettivi» alle discussioni fra le l'atril sociali e al goyerno, con valutazioni specifiche in previsicime di rinnovi contrattuali. Proposte sui fondi d'investimento Gerardo Blanco Negli ultimi venti anni la quota di reddito da lavoro dipendente e passata dal 53 per cento al 70 per cento del prodotto interno tordo. Gli occupati, oltre ad ayer migliorato le condizioni di vita, concorrono quindi in modo massiccio alls formazione del risparmio: il valore del salario non consumato si aggira intorno al 27 per cento. A questa ingente massa di denaro punta il progetto sui fondi d'investimento. 11 fondo sarä amrninistrato, scartata la soluzione della rappresentanza diretta degli aderenti per non creare un organo di tipo assembleare, in misura uguale dal ministero del Tesoro e dall'ente promotore. Possono costituire i fondi: cooperative di lavoratori dipenderrti, organizzazioni sindacali territoriali o di categoria, altre organizzazioni di lavoratori su base volontaristica. L'aderente al fondo e obbligato a versare a scadenze periodiche cifre minime prestabilite per pih anni, contributi che saranno prelevati direttamerrte dalla busta paga. Ci si puó riti ra re dal fondo con una perdita graduale dei benefici fiscali. Sono previste misure di incentivazione per chi rinnova l'adesione. L'incentivazione fiscale prevede la deduzione dei soldi versati al fondo dall'imposta personale sui redditi, l'esenzione dall'imposta sulle successioni, l'esenzione dei rimborsi maturati, guando scadono i piani di risparmio, da ogni tasso o imposta. I fondi possono essere utilizzati dagli amministratori per l'acquisto di azioni, obbligazioni, titoli di Stato, ecc. II fondo poträ effettuare prestiti agil aderenti per adattamento, rifacimento, acquisto o costru«ione della propria casa. F. Ca. 11M111 Sindocde

11 Pubblico impiego Sulla legge -quadro una pioggia di emendamenti di Giovan Battista Chiesa Alia vigilia dell'approvazione della legge, alcuni deputati democristiani hanno presentato modifiche che stravolgono i punti essenziali del provvedimento Nel momento in cui alla Camera la commissione Affari costituzionali, in sedc legislativa, si appresta ad approvare ii disegno di legge-quadro sul pubblico impiego, da parte di aleuni deputati democristiani sono stati presentati numerosi emendamenti che tendono a rimettere in discussione punti essenziali acquisiti neue lunghe trattative con il goyerno, e formalmente approvati dal Comitato ristretto della commissione parlamentare. In particolare: all'art. 13, si vorrebbe togliere la possibilità di accordi decentrati «per la attuazione dei principi dell'organizzazione interna degli uffici a; airad. 25, oltre a mantenere fuori dalia legge-quadro la dirigenza statale, già oggi disciplinata a parte, si chiede adesso analoga esenzione per i dirigenti del parastato e per quelli regionali, che oggi rientrano pienamente invece nello ambito contrattuale. Inoltre la commissione Bilancio si e pronunciata per la cancellazione dell'art. 25 bis, che prevede l'istituzione, le attribuzioni e l'ordinamento del Dipartimento della Funzione pubblica, organo unitario di gestione di tutti u dipendenti pubblici. Si tratta dunque di modifiche di grande importanza, tali non soltanto da inficiare il valore innovativo della egge-quadro, ma da provocare addirittura un sensibile arretramento dalle posizioni raggiunte dal sindacato. E' il caso, per face un esempio, della proposta intesa a negare l'istituzione dell'organo unitario di gestione di tutto il personale pubblico, senza ii quale la efficacia della legge viene a essere pressoché vanificata, e ogni coordinamento e indirizzo delle politiche del personale pubblico si rendono impossibili (come insegna l'esperienza di questi anni). E' il caso, ancora, della ipotizzata esclusione della dirigenza parastatale e regionale dell'area di applicazione della legge, che va in senso esattamente oppost a quello indicato dal sindacato. Infatti, mentre il movimento sindacale si batte da tempo per l'indusione della dirigenza statale nell'area contrattuale, non solo questa richiesta viene ignorata, ma si vorrebbe procedere invece in direzione contraria, arrivando a escludere dalla contrattualità anche le dirigenze che già oggi rientrano nella disciplina contrattuale. E' 41 caso, infine, sia di due emendamenti aggiuntivi in materia di sciopero nel pubblico impiego che vengono proposti, di cui almeno uno, quello del liberale on. Bozzi, tende a disciplinare unilateralmente l'esercizio e le modalità dello sciopero nel settore; sia delia mancata estensione ai dipendenti pubblii 31 dello Statuto dei lavoratori, che consente la concessione di aspettative non retribuite per motivi sindacali. In questa situazione i segretari gene. rau della Federazione unitaria, Lama, Carniti e Benvenuto, sono intervenuti nei confronti dell'on. Spadolini, invitandolo a svolgere le iniziative utili a superare le difficoltà insorte, e ricordandogli l'impegno in,pin occasioni assunto dal governo, e personalmente dallo stesso Presidente del Consiglio, di intervenire fermamente al momento opportuno se necessario, ponendo anche la «fiducia a a sostegno del testo di disegno di legge varato dal Comitato ristretto della commissione Affari costituzionali. Delegazioni unitarie di lavoratori pubblici si stanno intanto rivolgendo ai gruppi parlamentari della Camera, a cominciare da quello della Democrazia cristiana dal quale sono partiti tutti gli emendamenti, per dimostrare tutta la loro insoddisfazione e rafforzare con il loro attivo intervento la presa di posizione del sindacato e l'esigenza che la legge-quadro, dopo due anni e mezzo dalla sua presentazione in Parlamento, sia finalmente approvata. 3indocale 'gn

12 sicurezza sociale Ticket sugll esami specialistici e di laboratorio Con la legge finanziaria del 1982 ora prevista anche una quota di partecipazione da parte dci cittadini per le prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio. Ciä genera confusione e aggravio dei compiti delle Ud, accresce ii disagio dei cittadini e non produce in effetti un reale risparmio, tenuto conto del notevole costo dell'operazione. Tuttavia sono esenti dalla partecipazione ella spesa in caso di prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio i grandi invalidi di guerra e di servicio (1' categoria), i grandi invalidi di lavoro (inabili almeno all'80 per cento) e gil invalidi civili (inabilitä 100 per cento). Si precisa che i lavoratori infortunati e affetti da malattia professionale con inabilitä anche se inferiore all'80% secondo le norme generali sono da rhenersi esenti del concorso. Analogamente per le altre categorie di invalidi su menzionate, manché per i sordomuti, sono da ritenersi immodificate le prestazioni sanitarie previste dalle La G.U. n. 115 del ha pubblicato ii dm con II quale e stato accertato che la variazione percentuale dell'indice del costo-vila, calcolato dall'istat ai fini della scala mobile Fondo penslonl lavoratorl dipendentl al nihil= con meno di 780 contributi settimanali +4,1% al minimo con phi di 781 contributi settimanall +4,1% Interior' al minimo +4,1% Superiore al minimo +4,1% Lavoratori autonoml Al minimo, per i titolari di pensione Ivs in età superiore a quelle pensionabile +4,1% Ricorchamo altresl che l'inps, al fine di accelerare e semplificare la corresponsione aggiornata delle pensioni alle relative scadenze ha attuato, dal , le t * linumg 3indocale specifiche leggi e dei relativi regolamenti. L'esenzione del ticket e prevista anche nei confronti di coloro che abbiano un reddito limitato come segue: 1. assistito con reddito nell'anno precedente non superiore a 4 milioni; 2. assistito, compreso altri familiar, con reddito non superiore a L cui va aggiunta una quota di L per ogni familiare (moglie e figli, ecc.). In caso di reddito da lavoro dipendente, da ciascuno di questi va detratta la somma di L I cittadini non soggetti ad esenzione dovranno pagare il ticket fissato nella misura del 15'per cento delle tariffe stabilite con apposite convenzioni. E' fissato per?) un limite minimo di lire ed un limite massimo di L per ogni indagine diagnostica strumentale e di laboratorio. Mentre se trattasi di prestazioni plurime il limite massimo di partecipazione alle spesa da parte degli assistiti e di L Su questo argomento ii ministero ha emanato apposita circolare contenente l'elenco delle prestazioni con le relative tariffe e tickets. La circolare precisa inoltre che nono escluse dal e ticket a: 1. le prestazioni agli ammalati durante il ricovero ospedaliero, nonche quelle di pronto soccorso seguite da ricovero; 2. le prestazioni ai cittadini in trattamento dialitico c/o ambulatori e strutture convenzionate. Si e poi fortemente perplessi sull'invito del ministero alle regioni e alle Usl perché i medici del Ssn provvedano a redigere distinte richieste a seconda che si tratti di analisi di laboratorio e di esami radiologici. Ció potrebbe apparire un mezzo attraverso ii quale far pagare più volle il limite massimo di L previsto per gli accertamenti plurimi. Circa le modalitä e previsto il pagamento del «ticket e: alle strutture pubbliche presso gli sportelli indicati dalle stesse; presso le strutture private convenzionate. Le apposite ricevute di pagamento Che, sia le strutture ptibbliche che quelle private dovranno sempre rilasciare, potranno essere utilizzate ai fini delle detrazioni fiscali in quanto, come e noto, trattasi di oneri deducibili in sede di compilazione della denuncia ami:tale dei redditi delle persone fisiche. delle a ieti'lbúzioni +4,1 per cento, dei lavoratori e che a seguito degli 11 punti di contingenza scattati appunto nel periodo dell'induttria, tra il periodo agosto-novembre 1981 ed il periodo suddetto e risultata pari a Ere aprile-luglio 1981, e risultata mensili. Pertanto, dan pari maggio '82 gli importi delle la quota aggiuntiva, determinata pensioni varieranno come segue: Al minimo di inva iditä in età inferlote a quelle Pension. L L Fondi spaclall Superlori al minimo +4,1% = C') = L = variabile Petadoni social +4,1% = L (.) Non spetta ai titolari di piü pensioni qualora l'altro trattaperiore al minimo. mento pensionistico goda dell'indennitä integrativa speciale o sia a CaliC0 dell'assicurazione generale obbligatoria con importo,u- L la procedura importo automatizzata ora derivante dalla variazione accertata con per la predeterminazione degli il presente decreto ministeriale. importi di pensione in misura L'Inps a fine armo pavvvederä approssimativa, ma moho vicina al conguaglio delle spettanze. all'effettivo cura delinca 1 1

13 Lombardia/Tessili Tuttavia si contratta di Mario Agostinelli Malgrado le pressioni delle associazioni industriali, importanti realtà tessili della Lombardia sono riuscite a rinegoziare gli accordi aziendali scaduti. Dai risultati ottenuti una riflessione per i rinnovi dei contratti nazionali N ei prinü cinque mesi dell'82 sono stati rinnovati complessivamente 59 accm-di aziendali nel settore tessile-abbigliamento in Lombardia. La conelusione delle vertenze e stata raggiunta su un totale di circa 80 piattaforme moltrate alle direzioni aziendali e alle associazioni industriali per la rinegoziazione di patti scaduti a cavallo ira 1981 e del Anche se piú comprensori sono stati interessati a questa fase di rinnovo, gli accordi raggiunti sono localizzati in Ire arce: Busto, Brescia, Monza. Ne complesso, a tutt'oggi, sono rispettiva mente 19, 20 e 12 gli aceordi con clusi nei tre comprcnsori citad. Le a ziende e gil imprenditori interessati oc cupano posizioni di notevole influen za neue oraanizzazioni padronali: Lanificio di Somma, Snia e il presidente dei giovani industriali di Varese; rappresentanti di nuevo dell'unione di Monza; il presidente degli industrian tessili e abbigliamento dell'associazione industriali di Brescia (Alb), la Niggeler e Kupfer, la Montalto oltre a duc tra le maggiori aziendc di giocattoli (Polistil e Sebino). Rispetto al peso di queste posizioni, non potevano mancare richiatni pres. santi ad impedire l'avvio di trattative da parte della stessa Assocotoniera, dell'aib, guidata da Luchini e, anche se in termini piú cauti, forti riserve dalle Associazioni di Monza e Varese. L'Aib in modo particolare si ä avventurata in dichiarazioni di insolita durezza, metiendo in atto azioni di ostruzionismo e rifiutandosi poi di sottoscrivere trattative condotte nella stessa propria sede. 1 contenuti delle piattaforme e i risultati ottenuti sono decisamente soddisfacenti, e, per alcuni aspetti, anticipano richieste eontrattuali. Collegando l'intervento sull'organizzazione del lavoro c quello sugli inquadramcnti, sono stati conseguiti passaggi al 3 livello per tessitcri e addetti alle macchinc di maglieria e al 4 livello per addetti alle macchine di tintura; si sono conquistati impegni di grande interesse per una sperimentazione di nuova organizzazione del lavoro in filatura con rico noscimonto di nuove qualifiche, si so no conseguiti ambiti di maggiore pro fcssionalitä e inquadramento pin ele vato per interi reparti di finissaggio. In 4 aziende sono stati definiti teni di riduzione dell'orario di lavoro si e raggiunta una normativa avanza tissima per il 6x6. In piú casi sono stati raggiunti accordi per nuove as sunzioni e per mobilitä contrattata prendo significativi rapporti con la voratrici di aziendc in difficoltä. Sono stati ottenuti miglioramenti dcl trattamento di malaltia; si e ampia mente arricchito il sistema di informa zioni. Interessante la qualitä, oltre la quantitä dei risultati salarian: nes sun accordo prevede legami Ira salario e presenza, e anzi, in un caso. una quo ta di salario data a.questo tibio e stata eliminata e riassorbita nel super minirno. II 3' elemento salarialc risulta sempre rinaramctrato e la sua entitä, nel caso dalla Montalto, corrispon de addirittura ala scala prevista per il futuro contralto ( ). Sono state mcdiamente corrispostc dalle 20 alle 35 mila tire in duc anni. Di fronte alresplicito tentativo, cffettuato dall'assixotoniera e, con detorminazione e clamore propagandisti co, dell'associazione bresciana, di so vrapporrc una pregiudiziale politica ai contenuti reali dalle rivendicazioni dalle singole piattaforme, importanti set - toni padronali seno stati guadagnati al. lides che la linea dello scontro pregiudiziale col sindacato risultava perdente. I lavoratori hanno avuto cosi ben presente la posta in gioco da essere indotti a una massiccia partecipazione alle azioni di lotta articolate, incisiva. Dat risultati di questa fase della contrattazione integrativa, si possono trarre duc considerazioni utili per lo scontro in atto per i rinnovi dci contratti nazionali. II sindacato, con un ampio coinvolgimento delta forza democratiche e dell'opinione pubblica sui contenuti dalle piattaforme, deve da un lato, valorizzarne l'aspetto propositivo e, dall'altro far comprenderc la convenienza a misurarsi con la crisi negoziando le soluzioni e quindi allar ando e non riducendo i poleni di intervento dei lavoratori. Lesotho contrario di quanto implica lo scontro sociale e politico voluto dalla Confindustria. Sintiendo

14 Guardando al futuro Ricostruzione La scelta geografica per rinbediani cuto del 22 cm ha un preciso significato momento che va in direzione contraria alta «filosofia governa. «politico», dat che renda a privilegiare la provincia di Napoli. Nel progetto sindacale invece live, questa zona e gata esclusa, a favore dad comuni piü interni e disastrati. Comprensorio Avellinese Valle Ufita-Alta Irpinia Cilento-Valle Diano - Piana del Sole Nocerino-Sarnese Salorno.Val le Irno-Amalfi Potentino Lagonegrese-Seninese Matera Centri social1 polivalenti (.) Solofra, Montoro inferiore. Ariano lrpino, Montella, Sant'Angelo dei Lombardi, Gesualdo, Calitri. Battipaglia, Buccáno. Sarna. Pagani. Salerno, Mercato San Severino. Potenza, Rionero in Val-tute, Vietri di Potenza, Marsico Vetare, Baragiano. Lagonegro. Stigliano di Efisio Serra Rispondendo all'appello della Federazione unitaria, milioni di lavoratori hanno consentito la costituzione di un fondo di 52 miliardi e mezzo. Vediamo come il sindacato intende utilizzarlo Aun anno e mezzo dal terremoto, 11 6indecato ha dato la sua risposta alle popoiazioni colpite e al paese. Una risposta che sarebbe potuta ventre anche prima, se ineludibili e in parte inutih lungaggini burocratiche, non tutte giu stificate, avessero fatto perdere tempu precioso al piano predisposto dalla Federazione unitaria. In 8 comprensori sono in via di realizzazione 22 centri sc>ciali polivalenti (Csp), dei veri e pro pri punti di aggregazione e partecipazione democratica, ai qual) la popolazione tutta, non solo i lavoratori, ma anche giovani, donne, anziani, potranno tare riferimento per ogni tipo di attivitä socio-culturale: tempo libero, artigianato, convegni, associazionismo, ecc. Una iniziativa dovuta alla mobilitazione generosa di milioni di lavoratori, che rispondendo all'appello delia Federazione Cgil, Cisl, Uil, hanno consentito finora la costituzione di un fondo di poco meno di 52 miliardi e mezzo. 11 sindacato, cosl, e voluto andare per la sua strada, scegliendone una che «pagherä» nell'immediato, ma ancora di più in futuro, in termini di crescita culturale di quelle zona. Ma il sindacato come istituzione a- veva fatto tanto. Di episodi solidaristici se ne contano tanti nauta tradizione delle tre confederazioni, ma un yero e proprio progetto di tipo insediativo-sociale non era rnai stato concepito. Z3indatale ( ) E' da defino-re la localizzazione del 22esimo Centro. In termini operativi, il Piano e stato distinto in sei fasi. Luciano Lama, Pierre Carniti e Giorgio Benvenuto,,hanno convocato la starnpa nella Sala Borromini di Roma per dare tutte le informazioni possibili al riguardo. Le prime Ire fasi, con la messa a punto dei «progetti-guida», sono state cornpletate, mentre la quarta (invio di una lettera di preinvito alle ditte appaltatrici e re- Ltainbuu in una se aula prelabbncata a Castelnuovo di t (Alca lativa aggiudicazione) e quasi ultimata. Fra poche settimane verrä affrontata una ulteriore fase: la consegna delle arce e la realizzazione dei centri. lnfine progetto diventerä esecutivo con l'avvio dell'attivitä dei centri, che sarä assicurata da appositi me comitati di gestione» affidati ai comuni. Per quanto rigtiarda i tempi di attuazione, non dipendono certo dal sindacato, che comunque vigilerä perche tutto avvenga senza punti morti o ritardi ingiustificabili. Per la spesa, al 30 aprile 1982 erano disponibili 47 miliardi, 590 milioni, 925 mila 384 lire, depositati in duc conti correnti presso la Banca nazionale del lavoro e il Monte dei Paschi di Siena. La somnia residua, esattamente 4 milial. di 900 milioni 634 mita 862 lire, 0 giä stata impegnata in acquistu di rouluttes, vestiario, spese di prugettazionc, rimborsi spesa per il personale, e piü che altro per l'istituzione di un assegno periodico per circa 400 ragazzi divenuti orfani a causa del sisma. una surta di borsa di studio (oltre 3 miliardi e 880 milioni di tire in totale), I 22 Cap, avranno complessivamente un'area di 50 mila meto quadrati. gitano, a due piani, serà cumpostu di una grande sala riunioni, 4 local> polivalenti per il tempo libero, un ambulatorio medico, 3 aule per l'educazione permanente, 3 laboratori per le attivitä artigianali, una biblioteca cd erneruteca, una sala di ascolto musica in cuffia, 2 aule per la formazione professionale, 4 locali per l'amministrazione, 3 loc-ah per le cooperative, 3 local) per le organizzazioni sindacali. «Abbiamo fatto la scelta di non intervenire nella fase dell'emergenza, ma su un progetto duraturo», ha osservato Carniti. «La costruzione di scuole, o- spedali, ecc., spetta allo Stato, noi abbiamo pensato alle strutture per la democrazia», ha aggiunto Lama. «Abbiamo toccato con mano guante difficoltä, di ogni genere, vi siena per interventi di questo tipo. Per ognuno di questi centri si potrebbe scrivere una storia fatta di malintesi, incomprensioni, ostacoli», ha falto sapere Benvenuto. CO' un pericolo in questa realizzazione, cd e stato sottolineato nel corso della conferenza-stampa: che i «centri» possano diventare delle «cattedrali nel deserto». Evento che però si poträ verificare solo se non andrä avanti la ricostruzione di tutta l'arca colpita del terremoto. Ma aflora sconfitto non sarebbe ii sindacato, ma Untar paese.

15 diritti dei lavoratori Assegnazione a una determinata classe. E' diritto inderogabile La Corte di Cassazione + Sezione Lavoro (sentenza n del ) ha ritenuto fondato ricorso di dipendenti ltalsider, che avevano chiesto l'assegnazione a una classe superiore all'interno di uno atesso gruppo, e la cui domanda, accolta dal Pretore, era stata riformata dalla Corte d'appello di Genova sui seguenti rilievi: 1) che la materia concernente Pattribuzione delle singole classi e gruppi di qualifica all'interno di ciascuna delle categorie previste dall'art c.c. era stata disciplinata minuziosamente nel manuale per la valutazione del lavoro allegato all'accordo aziendale ; 2) che competente a stabilire l'attribuzione delle qualifiche suddette era la direzione dell'impresa, avverso le cui decisioni era stato previsto il ricorso al «Comitato Tecnico di Stabilimento» (Cts), composto pariteticamente da rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dal datore di lavoro; 3) che avverso le decisioni di tale organo erano stati intradotti due gradi d'impugnazione; 4) che nessuno degli attori aveva proposto reclamo avverso l'assegnazione delle qualifiche, onde doveva ritenersi che l'azienda avesse correttamente operato; 5) che la mancata adizione del Cts e dei successivi gradi di impugnazione, pur non rendendo la domanda improcedibile in via giurisdizionale, mancando un espresso ostacolo di ordine pubblico, la rendeva, tuttavia, infondata nel merito, dal momento che la competenza esclusiva a giudicare dell'attribuzione delle qualifiche rivendicate era degli organi collegiali appositamente istituiti dal contrasto aziendale. La sentenza della Cassazione e basata essenzialmente su due prinoipi: A) La costituzione in sede contrattuale di un organo collegiale, rt qualsiasi modo deputato a dirimere controversie in materia di attribuzione di qualifiche lavorative, siano esse previste da una particolare contrattazione aziendale ovvero da contratti collettivi nazionali di lavoro, non pub mai sottrarre al giudice ordinario la cognizione della controversia e, quindi, la facoltä delle parti di farvi ricorso. B) La facoltä di attribuzione di piú classi o gruppi di classi all'interno di ciascuna delle qualif,:che lavorative previste dall'art C.C. o, comunque, di una suddivisione piú articolata delle categorie predette, e prevista espressamente, come estrinsecazione dell'autonomia contrattuale delle parti, dall'art. 96, T corma, disp. att. cpc., che dispone che «le qualifiche dei prestatori di lavoro nell'ambito di ciascuna delle categorie indicate nell'art del codice, possono essere stabilite e raggruppate per grad) secondo l'importanza nell'ordinamento dell'impresa. II prestatore di lavoro assume grado gerarchico corrispondente alla qualifica cd alle mansioni». L'assegnazione ad una determinata classe o gruppo di classi all'interno di una categoria lavorativa costituisce pertanto diritto inderogabile, l'oggetto della controversia consistendo sempre nell'accertamento di una pretesa cd alterata relazione tra le mansioni svolte dai prestatori di lavoro e la qualifica loro spettante. a cura di Marisa Gnocchi I DIRITTI DEI LAVORATORI n. 67 Aprile 1982 Riforma del collocamento: l'esperienza di un anno in Campania Mercato internazionale, lavoro e sindacati L'Italia di og,gi nelle nuove statistiche: i dati del censirnento La legittimitä del picchettaggio II sindacato parte civile per la tutela delta salute Le Sezioni Unite delta Cassazione e la reintegrazione net posto di lavoro: una importante sentenza Successione di contratti collettivi e clausola di miglior favore Concorsi e vincoli di paren. tela Malattia professionale e indennizzo Assistenza sanitaria: prestazioni integrative Ferie e malattia. Sindacale

16 111111esERvAToR lo It Osservatorio dedica questo numero alta prima agenzia regionale per il lavoro varata in Italia, che e quella campana. 11 chbattito su questo strumento di politica attiva per il lavoro è stato molto com picoso creando divisioni tra le forze politiche e sindacali. Esaminiamo dunque un caso concreto di realizzazione In Campania la prima agenzia regionale per l'impiego I n Campania c più di 1/4 dell'intera disoccupazione nazionale. Questo dato e reso piü drammatico dal falto che il nucleo forte e costituito da gio. vani in cerca di prima occupazione. Sull'arcipelago occupazionale di questa cittä le notizie si vengono accumulando, pur essendo ancora frammentarie, in fin dei conti le liste di Lotta dei disoccupati di Napoli organizzano un decimo degli iscritti al listone del collocamento (piü di su ) e gil stessi non esaurisconci l'universo dei disoccupati. Inoltre riel 1981 il collocamento pubblico ha fatto soltanto 400 avviamenti numerici, mentre piü di 15 mila hanno trovato lavoro con la chiamata nominativa. I guasti da riparare sono antichi e non nascono soltanto dal colera e da! terremoto. In questo contestdil clientelismo e duro a morire; in quanto dare lavoro è parte integrante di una certa gestione del potere. La legge 140 era stata pensata come uno strumento adatto a sottrarre collocamento all'arbitrio e all'abuso. Tutto ció, riel primo anno di sperimentazione, non si e verificato a causa di precisi motivi: la legge stessa non ha trovato plena attuazione dato che non sono stati istituiti, con la necessaria tempestivitä, tutti quegli strumenti tecnici che avrebbero dovuto supportare l'opera delle commissioni, agenzia, osservatorio, anagrafe del lavoro. D'altra parte la macchina burocratica tradizionale si e rivelata del tutto inadeguata a far fronte ai nuovi compiti ad essa af- Gindocak fidati, mentre u padronato ha assunto atteggiamenti di netta chiusura nei riguardi della riforma del collocamento. L'ayer ottenuto oggi, l'agenzia per lo impiego costituisce un passo importante in direzione di un'effettiva riforma. I- noltre questo provvedimento, pur essendo a carattere regionale, ha un'indubbia valenza generale e si inserisce, positivamente, riel contesto, piuttosto tormentato della legge suite riforma del collocamento nazionale. Si tratta della prima sperimentazione di uno strumento a cui e affidato il compito di far incontrare, tramite la formulazione di precisi programmi, domanda e offerta di lavoro. E' importante che questi precisi programmi» alano articolati secondo un sistema di convenzioni da stipulare tra le parti social), saldando le previsioni della domanda di occupazione ella formazione finalizzata (stages, contratti, formazione lavoro). In questo sonso sono rilevanti i compiti della prima sezione (ved) riquadro). In modo particolare va puntualizzato il discorso sui lavori socialmente utili e inoltre deve essere previsto u- no spazio anche per programmi occupazionali da sviluppare sotto forma cooperativa. Solo lungo questa direzione di lavoro posscmo essere superate le rigiditä derivanti da un collocamento i cui meccanismi clientelar hamo generato, come risposta, la difesa rigida della chiamata numerica e, in contemporanea, la politica dei sussidi, strumento di mera assistenza. Ma l'agenzia per operare pienamente ha bisogno di estere collegata anche a strutture effettivamente funzionanti: quindi urgente che vengano qualificate e potenziate quelle decentrate del mini- Struttura e compiti dell'agenzia La legge n. 140 (misure eccezionali per la tutela e lo sviluppo dell'occupazione neue zone terremotate della Compardo e della Basilicata) stabiliva che le commissioni regionali per l'impiego si dovessero avvalere, nello svolgere i propri compiti, di segreterie tecniche che dovevano assumere la denominazione di agenzie per l'impiego. Tali agenzie non sono state faite insieme ella legge in questione per motivi squisitamenle politicl, in quanto la 140 e siete cd e ostegglata da quelle forze politiche e stero del Lavoro (dalla meccanizzazione, all'adeguamento degli uffici e delle sed) etc.). C% necessità di innescare un yero e proprio processo di riforma, altrimenti le innovazioni o si configureranno come corpi separati o verranno riassorbite dalla vecchia logica burocratica. E' importante infine che si definisca SOC río bli Co pe 1 pa f or du di col prt no da, ch, sia pr, re zic ala ge so, rel mi 50, e ro: ce, lar CO pe da sp za ri co u, co 11; pv ch ta 3C so 5a JU ca, tu ni, in La giä e riu Lo Ist de) no dat im

17 ganisml possono essere chiatnati dalla agenzia a partecipare al singoli programtni. L'art. 3 stabilisce che il programma di favor dell'agenzia appro. sato con periodicita abrumo ~tale dalla commissione regionale. La dotazione organice delle tre sezioni compo. nentl l'agetizia (art. 4) e determintua in 37 unte!). La direzione dell'agenzia e divisa (art. 5) In amministrativa (lun. zionario con qualifica non inferiore a direttore di sesione), che risponde della gestione, e tecnico-scientifica (espeto. lo di prohletni socio-econornici regio - nah), che risponde delta validitä scientifica dell'attivita. SI stabilisce, inoltre, che i preposti alta singole sezioni tono secta all'interno delle seriani stes. se, in rapport alle spiel! leise compe. tense richieste dol loro ~hito di lavoro. 11 6" articolo esplicitamente ab fhla al due direttori (amministrativo e tecnico sclentifico) II compito di amicurare la massitna iniegrazione ira le tre sezioni, tronche II rapport t.ostante con l'ufficio regionale e con l'ispeitorato del lavoro. Inoltre, ogni tre mes!, o ogni qualvolta vio richiesto, dehbono!are una relacione ulla commissione re. gionale dell'impiego. Tutti 1 dati della agencia sono a dispo.sizione delta com. missione regionale. Per imanto riguarda la dotazione nanzlaria dull'agenzia, dato che ne possibile attingere al fondo stanziato dalla legge n. 140 per l'ammoderna. mento e II potenziamento del servir: statali dell'implego (In (manto giä non adeguato) ne e previsto, dalla legan siesta, un fondo specifico per l'agenzla, necessario un provvedimento ad Itoc. II minutero del Lavoro ha gil pee' poroto in tal senso uno schema legislativo in cut sl propone di Integrare la dotazione flnanziaria della 140 di 18 millar& di cul 12 da utilizzare nell'82, e 6 nel primo semestre dell'83, operando la legge stes.sa fino al 30 giugno Inoltre viene previsto II prellevo di 1 milardo sial fondo per la riconversio ne e ristrutturazione Indu.striale (legge n. 675). E' evidente l'urgenza e la necesslia di quest'ultimo provvedimento sulla do tazione finanziarla dell'agenzia. EDITRICE SINDACALE ITALIANA CORSO D'ITALIA ROMA TEL Promozione industriale scelte energetiche e ricerca La lirnitazione fisica e politica delle r isor se energetiche fa emergen., la necessità cii una gestione pubblica dcha promozione indostr iale con carattenstiche sempre pus sisternatiche e integrats; di tutti gis!;forzi di ricerca e di pradozione da essa Se si aiiiiiiingono il venir r memo delle oppor tunda econorniche e delle propensioni culturali dei modeili di crescita basal sullo spreco, e le maggion esigenze cima i problemi dell'ambiente in delia (palita delia vita, risulta inadeguata tina semplice politica di stanziamenti pubblici per ricerca e sviluppo. Servono post tato meccanismi elaborazione direttive e strumenti per il i.eordinamento fra ricerca e produzione industriale. Gli interventi raccolti rs (Justo yo- Rime - pronunciat ad i irr convegno Cgil del giugno intendono dore appunto delle indicazioni in Tiesta direziene. L IN! X '.111(1./11.1.;.11;IE USI GI11(.11O. O lik.11«./1 social! che non avevano alcuna intenzione di rendere II collocamento pubbite efficace e trasparente». Finalmente, in maggio, è stata varata Pagenzia per l'impiego della regione Campante. La poetisa è ancora apeno per quanta riguarda la Basilicata. II decreto e com polio da 6 articoli. I compiti dell'agenzia (art. 1 ) sono ri. partiti Ira tre sezioni; di cul la prima: formule progetti operativl per la traduzione in occupazione di programmi di spesa pubblica e privata con paracolare riguardo alle risorse derlvanti da) programmi della Cassa per il Mezzogiorno, dai fondi Cec, dalla ricostruzione, dal credito agevolato; È compresa anche l'utilizzazione del finanziamenti residuali previsti nei bilanci regional!. I progetti occupazionali possono riguardare 1 lavori socialmente wat, la forma. zione, la cooperazione e II turismo; atebillsce e mantiene I contatti con organizzazioni social' (dagli organismi associativi alle ammlnistrazioni locall e regional!) al fine di promuovere la larmulazione di progetti occupazionali da sottoporre olla commissione regionale e coordinare rattuazione di quelli varail, verificandone 1 risultati. La secando sesione: svolge studi e ricorche sull'andamento del mercal del lavoro in modo da fornire elementi conoscenza olla commissione regionale per l'impiego; reccoglie cd elaboro í dati pro venienti dagli uf fici e dagli spettoratl del lavoro, promuove l'utilizsesione del dati raccolti dall'inps; verifica l'attuazione delle delibere delta commissione regionale per l'intplego, segnalandone 1 risultati consegulti alta commissione stessa. La tersa sesione ha II compito di predispone le bozze di delibere, le re. lazioni e le documenta:ioni da solioporre olla commi.ssione regionale. Gil organismi e 1 contri, sla pubblici che privati (art. 2), che entrarlo in con taita con la agenzia in quanta interaßf icono a Bueno di mercal del lavoro, cono tenutl a fornire, all'agenzla stessa, un flusso cottante d'informazioni suite decisioni e sui provvedimenti in atto in modo che se ne possano cogliere time le implicazioni tul piano occupa. zionale. Upeni di quesii cene i o orin tempi brevi un piano per II lavoro. La Federazione unitaria regionale lo ha gib presentato al governo, ella regione e silla Confinduetria. Si tratta ora di riuscire a conquistarlo effettivamente. Lo slogan dei disoccupati napoietani, «A (auca ce sta e nun 'avonno dä e, non deve più a yer ragione di asure. Alcuni segnali in questo saneo si atan no avendo. L'ultimo incontro del sindacati con il ministro Scotti cd I relativi impegni presi c cioé un'indagine dclia commlseione regionale per l'impiego c del governo sull'offcrta di lavoro presente nelle arce interessate, per preditipor. re un piano di contratti formazionclavoro al (inc di rispondcrc allc nuove es/ganze occupazionall, l'incontro ministero-confindustria-sindacato per defini re le previsioni dci livelli occupazionali delle arce da industrializzare, canso in quema clirczione, eme dl Antonio humease/11m :3indocale 1111~0" 9 P'

18 quadrante economico L'aumento dei costi in agricoltura nel 1981 II compromesso sui prezzi agricoli Cee Si e concluso nei giorni scorsi uno dei periodi certamente pin difficili attraversati dalla Comunitä economice europea dal giomo della sua fondazione. Si sono accavallati una serie di problemi di diverso ordine, che pin di una volta hanno fatto rischiare la rottura dei patti comunitari: la questione delle sanzioni de adottare contro l'argentina per l'invesione delle isole Falkland, sanzioni che non sono state rinnovate dall'italia e dall'irlanda; quella della determinazione del nuovo pacchetto dei prezzi agricoli; quena, per finire, dei contributi dei vari Stati membri, al bilancio della Comunitä, hanno creato delle divergenze molto profunde che sono ataje superate soltanto mediante una serie di lunghe trattative, risoltesi con il raggiungimento di vari compromessi che, per il momento, sono riusciti a scongiurare una crisi immediata della Cee. Di notevole importanza per la nostra vila economice sono risultati, in particolare, gil accordi raggiunti sui prezzi agricoli e sugli importi dei contributi. Si e trattato, in pralles, di un tira e molla che ha visto schierati da una parte la Gran Bretagna, e dalla altra le rimanenti nove nazioni della Comunitä. Clamoroso e stato l'epilogo del contrasto riguardante l'entitä dei nuovi incrementi dei prezzi dei prodotti agricoli: per la prima volta, una decisione della Cee e stata presa a maggioranza e non all'unanimitä, infrangendo cosi una tradizione ormai consolidata da lungo tempo. A nulla sono valsi i richiami del ministro britannico Walker al compromesso di Lussemburgo, che dava diritto ad un paese di porre ii «veto» su una dectsione comunitaria, nel caso in cui ci fossero in gioco i propri interessi vitali. In realtä, la Gran Bretagna cercava di «forzare» i partners europei, nel tentativo di ottenere quanto da lei richiesto per A + ni Inenile. li,g2:retente. eo rs 4. r- me Sta. cer il en Banco di Sicilia, informazioni sulla co.ngiuntura n compensare i propri crediti nei confronti della Comunitä (oltre miliardi di lire). Vistosi in difficoltä, ii Regno Unito e atajo costretto ad accettare le proposte che gil erano state prospettate: riceverä cosi poco pin di miliardi. A causa di tale accordo, ii contributo italiano al bilancio comune e aumentato di une ventina di miliardi, raggiungendo quota 200, mentre II pin elevato in assoluto rimane quello francese (400 miliardi). Vedismo ora pin dettagliatamente quali sono state le decisioni sui prezzi agricoli. L'aumento medio previsto e del 10,7% in Ecu (l'unitä di conto europea) e del 14,5% in lire italiane, considerando le modifiche apportate ai tassi di cambio delle moflete verdi (per quanto riguarda il nostro paese, il tasso di svelutazione e risultato del 2,5%). Oltre a questi accordi sui prezzi, sono state approvate altre misure riguardanti i prodotti mediterranei, i cereali, la carne, il latte. Tra questi si e esteso sussidio ella produzione di grano duro, finora applicato solo per le aziende superiori ai 10 ettari; si e avuta una riorganizzazione del mercato vinicdlo; per l'italia sono stati aumentan i limiti quantitativi per la produzione dei pomodori, passati ora a 4,5 milioni di tonnellate; e stata ridotta (dal 2,5 al 2% del prezzo indicativo), la tassa di corresponsabilitä del latte, dalla quale sono esentati però gil o en. Senalmi agricoltori della Grecia e dell'italia meridionale; sono stall istituiti obiettivi di produzione per i cereali (119,5 milioni di tonnellate); e stato fissato un limite di 14 milioni di tonnellate per l'importazione di prodotti sostitutivi dei cereali. Questa serie di provvedimenti e stata accolta in maniere contrastarte all'interno delle vare associazioni italiane che rappresentano gil interessi del settore: mentre per la Confagricultura l'accordo, trattandosi di un compromesso, e da ritenersi accettabile, la Coldiretti, attraverso ii suo presidente Lobianco, ha espresso le proprie preoccupazi,oni per quanta riguarda la salvaguardia del salario agricolo: infatti, anche se in misura minore del biennio precedente, i prezzi agricoli sono aumentati di meno del tamo d'inflazione interno, programmato per quest'anno al 16 per cento, con una diminuzione quindi, in termini reali, del potere di acquisto del salario dei produttori italiani. Nei paesi ad economia forte della C,omunitä invece, grazie agil incrementi decisi, i salari sumenteranno in termini reali: in Germania e in Olanda del 3 per cento circa, in Danimarca del 5 per cento, in Francia dell'l per cento. Solo la Grecia registra una perdita superiore a quella italiana, circa il 4 per cento. a cura di Maurizio Ciracó IR di 1 An, Con por la ) rag des U senil pi. plici lis orm, una sti. i tes qual ce: di q gno firs cg post, men rio della sua strat Que: ridu. te d del appr de pres, Cam dissi mar: il la che pi, ro C svalt di Si M1 ''Skidocale

19 política economica Relazione annuale della Banca d'italia Realismo, ma solo apparente di M. B. Anche secondo la posizione conservatrice, di cui si fa portavoce la relazione Ciampi, la politica suggerita non pud raggiungere gli obiettivi desiderati Un apparente realismo conservatore sembra dominare la «relazione» Ciampi. Fra cose dette e riferimenti im. pliciti, ii governatore della Banca d'italia ha portato a sintesi un pensiero che ormai rischia di farsi senso comune in una schiera molto vasta di economisti. La terapia proposta per affrontare i temi che si ripetono con monotonia quall paradigmi della crisi e semplice: revisione della spesa pensionistica, di quella sanitaria e di quella a soste. gno della cassa integrazione; rinvio dei programmi di riduzione del drenaggio fiscale sui lavoratori, aumento di imposte che riducano la domanda, aumento di tariffe, riduzione del salario reale, riduzione della periodicitä della scala mobile e accelerazione della sua naturale propensione a non registrare gli aumenti dei prezzi esterni. Questa parte della cura, destinata alls riduzione degli spazi convenzionalmente definiti assistenziali e alla riduitione del costo del lavoro, si ispira ad un approccio che Nicola Kaldor de economista di origine ungherese c prestigioso esponente dei laburisti ella Camera dei Lords ha defina non dissimile da una forma capovolta di marxismo. Per Marx il capitale sfrutta ii lavoro, si appropria del plusvalore che spetterebbe al lavoratore. Per Ciampi, ci spiegherebbe Kaldor, e il lavoro che sfrutta il capitale: troppo plusvalore viene appropriato sotto forma di salari e di assistenza e troppo poco e lasciato ai profitti. Una seconda parte della linea illustrata da Carlo Azeglio Ciampi nell'antico salone al piano nobile (si chiama proprio cosl e non secando piano) di via Nazionale, riguarda la decisione di perseverare nella progressiva riduzione della nuova quantità di moneta offerta ogni anno e nella politice dei tassi di interesse tale da ridurre la domanda interna, le ri. chieste di attivitä liquide e di finanziamenti per investimenti. 11 pretesto e come sempre la difesa della paritä esterna della lira, argomento di grande capacità evocatoria e persuasiva. A ben vedere l'interpretazione e ancora di Kaldor si tratta questa volta del capovolgimento perverso di una strategia keynesiana. Ciä che muta non sono gli strumenti ma gli obiettivi: regolare la domanda effettiva non nell'ottica del pieno piego, ma in direzione opposta, per ridurre ii differenziale di erescita del prodotto interno lordo rispetto agli altri paesi europei (differenziale a cui vengono imputatl gli squilibri commerciali estemi e quindi la debolezza del cambio). Che si tratti di un realismo conservatore soltanto apparente si desume proprio dalla «reale» ragione d'essere degli obiettivi perseguiti: pretendere di mettere in ginocchio il sindacato e la classe operaia peggiora le cose e non rende realizzabili le proposte. Peggiora le cose, sotto ii pretil civile e politico al punto da pregiudicare ji successo di quella possibile politica di controlli, fasta di interferenze pubbliche nei comportamenti, da quelli contrattuali a quelli finanziari e valutari, che sola puä consentire di governare una societä troppo complessa per essere tenuta al mono o spronata con politiche puramente macroeconomiche. II prestigio di cui gode la carica di governatore paralizzerä, ancora una volta, le capacità critiche di quasi tutti i commentatori della relazione. «Rigore, fermezza, luciditä di analisi ecc.» Carlo Azeglio Ciampi 2 saranno le espressioni usate piü comu. nemente. Passerä inosservato cosi parziale, ma netto appannarsi dell'au. tonomia del governatore dai condizio. namenti politici. Quando Carli parlava, il ministro del Tesoro e il governo ascoltavano attenti. Carlo Azeglio Ciampi dä l'impressione di parlare dopo ayer ascoltato ministro del Tesoro e parte del gover. no. Non e cosa da poco. Per il sinda. cato questo significa veder sottovalu. tata ancora una volta la propria strategia di collegamento delle rivendicazioni ad una politica fiscale fasta di premi e disincentivi tributari, strategia non fine a se stessa né riducibile ad ipotesi compromissorie, bensi alternativa alla prosecuzione di politiche neomonetarie e restrittive. La linea deflattiva di Ciampi non offre per sua natura alcuna soluzione ai nodi strutturali dell'economia italiana. II ripetitivo rinvio ad un secando tempo dei bcnefici che se ne dovrebbero ricavare offende l'intelligenza dei lavoratori italiani. Ciampi ha documentato che per difendere la lira dentro lo Sme ha dovuto spendere seimilacinquecento miliardi di lire in soli quattro mesi. E' possibile trovare dentro il sindacato la forza di non considerare bizzarre o ISindatale n111re 11131F

20 Banca d'italia stravaganti le posizioni sostenute, ad e- sempio da economisti del governo francese, per i quali e meglio destinare le risorse finanziarie, piuttosto che al so. stegno della paritä monetaria, ella crea. zione di nuove occasioni occupazionali? Federico CaffC ha scritto: «Non e a y -veduto sperperare risorsc valutaric in iterazioni di sostegno della lira. Trova conferma il problema di una di. screzionalitä decisionalc (del governa - ore e del Tesoro) che non e piü in linea con l'enfile dei mezzi coinvolti e con le difficolth che si riscontrano per far fronle ad esigenze moho piú impellenti. Quante case si sarebbero potute costruire con le riserve voluta - ne sperperate per "salvare" la lira? a, Troppa enfasi sulla scala mobile di Angelo De Mattia M. B. C orne sempre, anche le «considerazioni final'» del 1982 si caratterizzano per l'alto rigore e la coerenza che le ispirano. Numerosi sono gil aspetti Interessanti e pregevoli delle analisi: dall'esigenza di un impegno concertato delle autoritä monetarie ad intervenire sui mercati ella necessità che il processo di armonizzazione monetaria, a livello Cee, sia sostanziato da una profonda eonvergenza delle politiche economiche; dalle richiesta di un serio piano energetico olla necessitä di chianazca sulla destinazione dei financia. menti pubblici alle Pp.ss.; da taluni spunti critici circe l'art. 81 delta Co. stituzione che pero dovrebbero esscre completati con la disemina del rapport tre legge di bilancio, legge finanziaria, eventualite della previslone di una sessione annuale di bilancio olla preoccupata valutazionc delle crescenti dimensioni della disoccupazione. Suite indicazioni scaturite dalle «con. siderazioni» si andre nei prossimi giorni ad approfondimcnti e valutazioni «meno a caldo». Cii1 che Nin doro non Ni nianp. 20 elovecil 3 plaga '82 13indacale cara, pero, di rilevare e l'enfasi cccessiva sul ruolo svolto dalla scala mobile, nel contesto dei fattori che generan inflazione, nonché l'analisi attardantesi sulla struttura della contrattazione collettiva. Per di piü, ció accede mentre un quadro d'intesa, almeno ira sindacato e governo, suite non tangibilitä della scala mobile e stato a suo tempo delineato e un incremento della produttivite oraria nell'indusirio si e registrato: si finisce, dunque, con il carleare di netta politicita le proposte della Banca centrale (rispetto alle stesse affermazioni della precedente relacione, guando un siffatto quadro d'intesa non csisteva). Non sarebbe stato.piü aderente ella natura della Banca centrale fornire, nell'ambito del contesto di quell'accordo, alcune specifiche indicazioni tecniche, senza porre sotto accusa la mala mobile, dimostrando cosl l'utilizzabilitä di strumenti tecnici al fini della composizione di con. flitti sociali? Per Papprofondimento delle cause rcali dell'inflazione e clegli squilibri del nostro paese, la relacione rinvia alle valutazioni espresse nello scorso anno: probabilmente, una ripresa del punti salienti di quelle analisi e il ricorso, senza timore, all'adozione del concetto di «programmazione a espressione assente nelle «considerazioni» avrebbero impedito che si possano ravvisare «ottiche preferenziali a o petulante di analisi. Pesante atto di arcosa elle politice economice promossa da force all'interno della maggioranza pentapartita e la disemina della spesa pubblica e dello statu delta pubblica amministrazione. Oceorre comunque spingersi a proporra obiettivi non di drastico taglio della spesa sociale, ma di ristrutturazione e di riqualificazione dell'intervento pubblico in economia. Per (manto concerne, pi da vicino, il sistema crediticio, l'affermazione della non praticabilitä ello statu, per ragioni interne cd internazionall, della riduzionc del tassi di interesse andrehhe accompagnata dal chiarimento circe la percorribilitä di vic per la deroga, in forma selettiva, al massimale degli Impieghi delle istituzioni creditizie. Interessante e l'analisi sulle trasformazioni in atto nel sistema dell'intermediazione finanziaria, ruotante sull'af. fermata esigenza, in part colare, della regolamentazione del «parabancario» dell'emissione del titoli atipici, nonché la proposta per una possibile diversa struttura della riserva obbligatoria, utilizzando all'uopo i certificati di depositi; opportuna e la profilata esigenza di arricchire gli strumenti di «raecolte» delle banchc. Occorre, comunque, che la riconsi derazione critica del sistema creditizio di cui la relacione riconferma l'esigenza diventi oggetto di un ampio dibattito fra le (oree sociali e politiche del paese. a partire dalla sede parlamentare, e non sia invece condotta congiuntamente solo «dagli intermediari finanziari e dall'organo di vigilanza». La crisi che U pat.-se attraversa rende sempre pi insoddisfacente l'uso, per le istituzioni economiche, dei soll concetti di concorrenza, efficienza e stabilitä pure necessari, ma non sufficienti e pone la necessità, per gil Intermediani finanziari, del chiarimento del rapporto della loro attivitä con II governo democratico dello sviluppo e, nella presente contingenza, del loro contributo alta lotta contro la disoccu pazione. Occorre, pereiö, evitare la delinea. zione di un quadro d'insieme in cul la moneta e il sistema dell'intermediazione finanziaria si configurino come «supremo giudice» di ogni rapporto sociale. Bilancio.pubblico, come strumento di politice economice, coerenza di comportamenti che regolano la dinamica del redditi e autonomia della creazione della moflete dai yentri di spcsa sono gil elementi necessari a riconouistare una buona monete, secondo la Banca centrale; essi devano mere, altresl, parte di un piü am. pio processo di programmazione e di riforma dello Stato che, in particolare, proinuova l'ampliamento della base produttiva e la sua riqualificazione, superando ogni cconomicismo e affermando la funzionalitä della tecnica si fini della crescita complessiva. II sindacato, dando la sua disponibilitä con il noto meccanismo del 16 per cento, ha ben fatto la sua parte. Sono le altre parti sociali e il governo ora a dover dare le loro risposte. Per finirc, spiace che neue «considerazioni» non vi sia un accenno al dihattito in corso sal segreto bancario: su quema delicata materia anche per i recen episodi di grave criminelite politice occorrerä che la llanca centrale, silla prima futura occasione, esprima la sua posizione.

21 ide1111 su r. N.5 INSERTO M ENSILE Uno studio dell'organizzazione internazionale del lavoro La carestia: cause e meccanismi Sono circa 800 milioni le persone che nel mondo vivono nell'indigenza e circa duc miliardi quelle in disperata miseria, ma la poverta resta ancora un fenomcno mal compreso. Infatti, se non c'e certo bisogno di criteri cotnplicati per riconoscerla alto stato puro, piü difficile identificarne e diagnosticarne gli aspetti meno estremi e definirc ció che significa csserc poveri, per esempio, negli Sial! Uniti oppure ncl Bangladesh o in Argentina. E an. cura: ii merco piü efficace per useire dalla povertä certamente un'occupazione retribuita, ma quest'ultima diviene insufficiente se i lavoratori Bono d'un t rallo colpiti da un'indigenza che raggiunge tutti gli strati delta popolazionc, come in caso di carestia. In uno studio preparato per l'organizzazione internazionale del favor() (Poverty und Monines an Essay on Employment und. Deprivation, Oxford University Presa, , il professor Le IllustrazIonl Ila ehinso i hattenti a Roma c traslerita a Pistola u- na bella masita curato dall'istituto dl studi per la sucia del movimento repubblicano e coordinata Na. Massimo di Spagna 1936/1938. «1 Un contributo tatiani s'ella guerra di!d'ole s. Documenti e foto non le pin note, ma (melle "povere" malato da! protagonisti seguono passo pasto bu vicenda del volontari che accorsero in di/esa della repubblica spinti dalla siesta intuizione di Corlo Roste/li: Oggi in Spagnu, doman! in Italia». Accompagna Trimestrale la mostea, e ne cipote il titulo, un hiscicolo monogralico di» rivista deillstituto (n. 1/1982, pp. Archlvio 295, s.p.). (3 del soggetti esposa e una sano le didascalie ui-ella delle immagini (ne utilizziumo anatema, per ilustrare ()oeste pagine), ma anche saggi, ricerche. documenti e una cronologia, che «Mono, in reate, molto pla di un catalogo tradizionale. Nena loto: Giuseppe Di Vinorio. Arnartya Sen, dell'universith di Oxford, invita i responsabili politici a ripensare radicalmente i vecchi concetti di poyerta in rapport alle cause della fame in generale e della carestia in.purtico- L'autore muove dall'osservazione che una persona che ha fame e quella che non ha Abastanza per nutrirsi anche se stil mercal vi sono sufficientl prodotti alimentari. e ció perdió non ha alcun diritto clic le permetta di ottenere questi ultimi. Que! diritto pub conseguirlo in maniere diverse: con il donar, con il lavoro, con la terra, con qualunque alt ro bene che.possa offrhe in entibio. Rovesciando un'impostazione tradizionale e consol idata, Sen ritiene che l'amilisi di questo diritto e del modi in cui si acquisisce o si perde coslituisca l'approccio piü costruttivo al lo studio del problemi della povertä, perche fornisce le basi per mimare provvedimcnti realmente correttivi. In generide e possibilc che le forre del niereato modifichino a.tal punto il valore delta prestazionc d'opera in rapporto a quello dei prodotti alimentari. che chi e sprovvisto di beni e non ha nitro da offrire che it proprio luvoro non pub procurarsi gli alimenti di cuí ha bisogno anche se riesce a lavorare. E anche chi dispone, ui/re che del suo lavoro, di un peno di terra o di qualche altra risorsa, piró trovarsi in condizioni di non potersi nutrire a causa dello stato della produzione e den scambi. I,o studio esam ins le cause redil delle carestie che satino colpllo il Bengala (1943), l'etiopia ( ), i paesi del Salid ( ) e il Bangladesh (1974), identificando gli strati sociali che soso stall pik seriamente colpiti di volta in volta. In ogni caso la loro indigenza pub spiegarsi con l'involuzione dei loro diritti, particolarmente in rapporto alle condizioni dello scambio. Gli atiutiti inctodi d'analisi dei disastri causati dalla carestia sono insufficienti.poichd si concentran soprattutto sol dato delta (vainita di alimenti disponibili per abitante e non prendono In considerazione il falto che gli allmenti sono spcsso fuori portaba per le regioni che piü ne necessitano e si accentrarlo nene regioni piü rieche per i prezzi elevati che vi si praticano. E' invece (tuesta la circostanza pik V da leisere presente: da ellas deriva che alcune popolationi hanno di che nutrirsi a sufficienza perchd possie. Sindocale alecem In p. el

22 Schede e Giordano Viezzoli con Piel ro Nenni accanto al Polea 549 D OroanizzazIone internaz. del lavoro dono diritti su cose che possono scambiare contro prodotti alimentari, altre, invece, non hanno assolutamente nulle per nutrirsi poiché i diritti che possiedono (ivi compreso il lavoro) non sono negoziabili. II metodo d'analisi dei diritti, insomme, va al di lä dello studio della mancanza di reddito o di potere d'acquisto e tende a determinare le ragioni di quell'indisponibilitä. Secondo Sen, i dati a disposizione fanno ritenere che vi siano prodotti alimentari sufficienti per nutrire tutta la popolazione del globo, ma la carestia e la fame possono sopravvenire per ragioni non diret- (amente collegate ella produzione alimentare: «II possesso di diritti colloca la produzione alimentare al cuore di una rete di relazioni tale che i mutamenti che sopravvengono in alcune delle relazioni suddette possono generare gigantesche carestie, indipendentemente dall'evoluzione della produzione alimentare n. Le carestie, infatti, sono disastri economici, non soltanto crisi alimentari, e possono sopraggiungere per il calo della produzione di prodotti diversi dagli alimenti che riduce la capacità di procurarsi nutrimento a chi e occupato sei settori investiti dalla crisi. In questo quadro, dunque, assumono importanza cruciale nella lotta contro la povertä le politiche in tema di occupazione: necessario non e soltanto creare posti di lavoro, ma bisogna istituire un sistema grazie al quale i posti di lavoro siano ripartiti in modo da impedire che una fetta della popolazione soffra la fume mentre altri gruppi prosperano perché hanno mezzi migliori per procurarsi nutrimento. AnmnM Tnola Comunicazioni di massa Sopra le nostre teste Il video negli anni '80. Comunicazioni di massa in Italia: politica, tecnologie, pubblicitä a cura di Giuseppe Richeri, De Donato, pp. XVI-244, L Privato '80. Le politiche delle comunicazioni di massa in Italia Edizioni Lavoro, pp. 156, L Nel settore delle comunicazioni di massa, la brusca accelerazione degli ultimi anni ha fallo si che molte cose si compissero sulla testa di tutti noi, prima che ci si rendesse compiutamente conto dei rischi che si andavano correndo. In una fase come l'attuale, in cui e indispensabile non solo recuperare il tempo perduto, ma addirittura prevedere il futuro per prefigurare nuove forme di organizzazione e di lotta, appaiono perciä di particolare interesse tutti gli interventi in grado di contribuire ad una seria conoscenza dei problemi. In questo senso, ii volume curato da Giuseppe Richeri si segnala non solo per la grande quantitä di notizie che fornisce, ma anche per lo sforzo di costruire, attraverso l'approfondimento dei singoli temi, un quadro complessiyo e organico, fatto di vecchio e di futuribile, di nuove possibilità di sviluppo della societä e rischi di limitazione delle libertä democratiche. Emerge in- II fitto programma delle celebracioni del 900 della Camera del lavoro di Roma Giuseppe Sircana lo ha giä presentato nel dettaglio sulle pagine di «Rassegna Sindacale a (n. 15/22 a- prile 1982) e ormai estrato nel vive. Si sviluppa su una calendario che copre l'intero anno e prevede anche numerose interessanti inlziative editoriali: la raccolta degli atti dei congressi della Camera del lavoro dat 1945 al 1981; la pubblicazione dei risultati di ricerche in corso sull'archeologia industriale e sui canti popolari; un'antologia di testi letterari sulla condicione dei lavoratori; un volume solfa storia dell'organizzazione degli edili, la categoria piú combattiva e di maggior peso del proletariato romano (su un momento poco noto della sua ricca storia lo sciopero del ha scritto intanto un denso saggio Claudio Natoli: e nel n. 144/1981 di «Italia contemporanea». E' previsto, infine, il completamente di Movimento operaio e organizzazione sindacale a Roma. Documenti per la Moría della Camera del lavoro (i primi due volumi, che coprono il periodo , sono stati pubblicati qualche anno fa dall'editrice Sindacale Italiana). Chissä che, con un ulteriore sforzo finanziario, il programma, giä tanto impegnativo, non possa ulteriormente a, ricchirsi. C'e la mostra fotografico-decumentaria su «Momenti di vila e di lotta dei lavoratori romani a che si inaugura in questi giorni: sarebbe un peccato non venisse "fissata" in un catalogo. Ci sarä, in dicembre, il seminario sulla storia del movimento sindacale e sulle condizioni di mita dei lavoratori romani negli ultimi cesto anni: come lasciare che i contributi che verranno in quella sede non siano rarcolti in volume? La storia delle donne e un filone di ricerca relativamente nuovo ma molto coltivato, che dispone da qualche tempo di un'ottima rivista specifica (a Memoria»). Risalendo indietro sei secoli, Michele Pereira ricostruisce ora la condicione femminile e l'immagine della donna nel medioevo, in un'antologia dotata di agile introduzione e nutrita hibliografia (Né Eva lié Maria, Zanichelli, pp. 151, L ). somma, attraverso i singoli saggi (tutti di ottimo livello), una mappa frastagliata ma sostanzialmente unitaria delle comunicazioni di massa (dai problemi dell'emittenza privata alle politiche sovra-...milii MI Sindocak

23 1 e notizie «Progetto e salute»: 6 una nuova collana delle Edizioni delle Autonomie che ha preso il via da qualche mese e intende offrire strumenti di informazione. documentazione, formazione e aggiornamento agli operatori delle Usi e degli enti locali, protagonisti della realizzazione concreta della riforma sanitaria. Prevede la pubblicazione di una decina di titoli all'anno, affiancati da sehede e monografiche su aspetti speeifici del funzionamento dei servizi. E' diretta da un comitato scientifico gato ella commissione sanitä della Lega per le autonomie locali. La crisi del sistema politico americano si e progressivamente allargata ai diversi livelli delle istituzioni, consolidando e aggravando i problemi di governabilitä con cui Reagan si trova a dover tare i conti. E' La deriva del poterc: se ne occupa, in un'attenta analisi pubblicata da De Donato, Marcello Fedele, insegnante di storia della sociologia all'universitä di Roma (pp. 173, L ). I precedenti e il quadro storico sono nell'itinerario lungo la Storia sociale degli Stati Unid che Peter N. Carroll e David W. Noble ripercorrono, nelle suc quattro scansioni fondamentali: dalla scoperta alfa guerra di indipendenza, dalla fondazione della repubblica ella guerra civile, dalla ricostruzione alls prima guerra mondiale, dal primo dopoguerra a Carter. L'attenzione e al dinamico e aspro rapporto fra gruppi minoritari e detentori del potere che ha caratterizzato tullo il corso della storia degli Stall Uniti. II volume e pubblicato dagli Editori Riuniti (pp. 483, Lire ), la collana e la prestigiosa Biblioteca di storia che, tra l'altro, offre in questi giorni anche una nuova edizione dell'orrnai classica opera di Giorgio Candeloro, II movimen(o cal- M'ice in Italia (pp. XXXII-555, Lire ). E' una storia dell'azione svolta dalle cor-renti e dalle organizzazioni politiche, più che della Chiesa o dei rappoffi tra questa e lo Stab. Nell'introduzione l'autore ripercorre ii cammino degli studi sull'argomento negli ultimi trent'anni. A. P. nazionali, dalla pubblicitä alta riforma Rai, dal rapporto cinema/televisione ai nodi irrisolti della politice culturale delle sinistre), cosicché t.] volume, certamente non mutile per gil addetti ai la-.4 /jamo: aprile all carie di Guernica» (da LIllustranione italiana). Solio: Cwnillo Berneri Che il mercato del lavoro sia una realtä complessa non e un'ovvietä ma una conquista della ricerca, e di quella complessitä le analisi di derivazione keynesiana, in cui domanda e offerta di lavoro vengono inserite in un quadro di compatibilitä, non riescono a dare conto. E' questa la prima consiclerazione che viene da (are scorrendo ii ricco re- vori, risulta di notevole interesse auche per un pubblico non specializzato, m a interessato a conoscere e interpretare I a situazionc attuale del settore. Con ottica e taglio profondamente d versi, Privcao '80, çuaderno della seni e II lavoro dell'inforrnazione, non e privo di interesse, per ii duplice filo condu t- tore che unisce fra di loro almeno a cuni degli interventi che compongon o il volume. Da un lato, l'ipotesi di u sindacato unico dell'informazione dä ri salto e senso politico all'esigenza di ap profondire 1 eingoli problemi e le loro intricate evoluzioni; dall'altro, II nod oe della gestione dell'inforrnazione com immagine di sé, come strurnento diret - tamente politico, viene riproposto all a attenzione del sindacato, ii quale pe ragioni troppo complesse per essere e saminate qui ha accurnulato in que sto campo ritardi di cui si sente ogg tullo il peso. In questo senso, ii saggio piú interes sante e probabilmente quello di Giorgio Grossi, nel quale II ruolo nuovo assun to dalrinformazione, ad esempio in oc casione del corleo dei , e esami nato con rigore, rifuggendo dalle demonizzazioni come dalle autoflagellazioni. Cosi, negli interventi di Aldo Marchetti e Mario Zoccatelli, l'analisi delle vicende sindacali dell'ultimo decennio, nel settore editoriale, e l'occasione per ripensare criticamente le lotte, tracciando quindi ipotesi di lavoro per il futuro; e ancora, il gruppo di saggi specificamente dedicati alle televisioni forniscono al dibattito in corso una massa di informazioni non sempre nuovissime, ma comunque interessanti. Resta da dire dell'inadeguatezza, talvolta notevole, di alcuni saggi: analisi del rapporto mass media/terrorismo che sfumano nel rimpianto per i bei tempi andati de «L'Espresso» formato lenzuolo; interventi che appaiono scritti per "disciplina rivoluzionaria", da chi e ormai tenuto ad assolvere ad un ruolo di rappresentativitä rituale e defatigante; necrologi del cinema risolti in genera. lizzazioni discutibili, in teorizzazioni frettolose, in psicologismi facili facili, in entusiastiche razionalizzazioni dello esistente. Non irreprensibile, dunque, questo libro del titulo fastidiosamente furbetto, da leggere con un po' di attenzione, un po' di pazienza, n po' di intelligenza critica. Clara Sereni MAX SAXTIN eff L'irruzione della sociologia BERNER!. IN SPAGNA IGLESIAS (4glimir Mercato del lavoro Statu delle ricerehe sui mercaba del lavoro in Italia Guaderni di formazione lsfol, pp. 294, s. p. Sindacak

24 Mercato del lavoro I miliardi di trasferimenti finanziari agli errti locali italiani nel 1981 per il 1982 e previsto un aumento fipertorio di ricerche condotte in Italia e scrupolosamente documentate in que- Sto rapporto. Alla individuazione del mercato del lavoro come realtä articolata si e infatti giunti per gradi, dapprima attraverso la introduzione della nozione di dualismo della domanda e dell'offerta e poi con la applicazione al caso italiano delle teorie della segrnentazione e la scoperta del lavoro precario. Ma il ver punto di rottura si ha con l'intuizione che se da un punto di vista economico il mercato del lavoro e semplicemente ii luogo di incontro tra doman& cd offerta, da un punto di vista sociologico puä es-sere un angolo di osservazione privilegiato della struttura sociale in ambiti territoriali definiti. Nelle ricerche che si ispirano a questa concezione muta radicalmente l'accezione di doman& di lavoro che da semplice funzione della produzicrne si trasforma e si articola in una serie di "domande" ognuna rivolta a strati diversi della forza-lavoro espressioni di un sistema di imprese che va ricostruito nella sua totalitä. Anche l'accezione di offerta di lavoro cambia e la famiglia si sostituisce allo individuo nel decidere Pallocazione dei membri sul mercato, ricomponendo al suo interno gli spezzoni di reddito che ne derivano. Anche per questo l'offerta di lavoro riacquista discrezionalitä, e le reazioni ai condizionamenti della domanda non sono piú di tipo univoco; non basta piú conoscere la domanda di lavoro per risalire ai comportamenti dell'offerta. Questa irruzione del sociologico nell'economico apre spiragli di conoscenza ma lascia insoluti una serie di problemi. C'e ad esempio una oggettiva diffi coltä nel ricomporre in un quadro di riferimento unitario conoscenze derivan da ricerche territorialmente frammentate e metodologicamente disomogenee, tra le quali e difficile anche solo orientarsi (e a questo scopo il rapporto è una guida di cui si sentiva la mancanza); rimane quasi del tutto inesplorata la realtä del Mezzogiorno. Soprattutto la politica economica, necessaria affinché una politica altiva del lavoro, di cui tutti sentono l'esigenza, si traduce in pratica, non trova in queste ricerche un supporto valido poiche essa ha linguaggi e parametri di riferimento statistici diversi. Fabrizio Carrnignani Sindacale MIEL lar Modello Germania P. Carlo Bontempelli, La Germania federale Editori Riuniti, pp. 151, L Un utile manuale d'introduziene ella atora, ella cultura e all'economia della Repubblica Federale di Germania, questo ventisettesimo titolo della collana «Libri di base». L'autore percorre con ammirevole sforzo di sintesi il "fenomeno" tedesco, offne una spiegazione delle differenze con il vicino-fratello o- rientale, anal izza contraddizioni e risultati, descrive attivitä produttive e sviluppo socio-culturale. Non riesce però in modo del tutto soddisfacente il tentativo di spiegare perche proprio la Rft, erede non unica ma certo principale del disastrato Terzo Reich, sia oggi lo Stabo piú potente e meno bellicoso dell'europa occidentale. Sombra mancare allo autore la capacità di accostarsi a una esperienza in fondo culturalmente Iontana con piena libertä da ogni pregiudizio e con la sola umiltä analitica, restando spesso prigioniero del vizio tutto nostrano di considerare la realtä altrui innanzitutto in rapport ella nostra. Questo rilievo, che non intende sminuire la validitä del saggio, e chiaramente polemico con un atteggiamento di sufficienza verso il modello tedesco che tutti ci trasciniamo dal famigerato '77 e dalla sua campagna contro una presunta e non meglio identificata «germanizzazione» dell'europa. Pur con questi limiti ii volumetto merita, per la sua agilità, di essere letto e meditato, soprattutto da quanti operano attivamente nella lotta al terrorismo, alle ineguaglianze vecchie e nueve e per la costruzione di una societä che, a partire dall'assunzione del patrimonio nuovo-industriale cd elettronico, deve risolvere le questioni della deindustrializ zazione, della distribuzione dei beni all. mentari e dei servizi infonnatici, del molo dell'autoritä e dello Stato, della funzione degli organizzatori sociali del consenso democratico, dei rapporti internazionali. Di specificamente tedesco, ma anche esso e in parte problema europeo, c'e il problema della divisione e della riunificazione tedesca. II resto, in cluse certamente la natura e la pratica della socialdemocrazia e del sindacato, e patrimonio e materia di riflessione di tutti. Una rnaggiore attenzione a questi argomenti avrebbe reso un buon servizio ai lettori di un saggio inscrito in una collana che, pur senza voler essere specificamente politice, e aleta concepita in funcione di una migliore acquisizione di conoscenze, indubbiamente determinante per la formazione politice. Luigi Troiani Sigrid Esser, 11 federalismo Escale della Germania occidentale. II sistema degli interventi regionali salle Repubblica Federale di Germania Franco Angeli, pp. 167, L MIM

25 argomenti no al 16 per cesto, evitando cosi la paventata grave compressione delle risorse disponibili e privilegiando gli investimenti) sono difficilmente paragonabi- A flanco: Libero Battistelli. Sotto: Randollo Pacciardi e Giorgio Braccialarghe in una pausa durante la battaglia del tarima li con i mezzi finanziari trasferiti dallo Stabo tedesco alle regioni e ei comuni, data la struttura federale e la larga autonomie finanziaria di cui godono gil enti locali in Germania. Me il sistema di federalismo fiscale che ci viene pro. ponto dal lavoro delia Esser, offre senza dubbio un contributo interessante al dibattito in corso sulla riforma dell'ordinamento e della finanza locale, che ii recente congresso dell'associazione nazionale comuni di Italia ha voluto a ragion veduta collocare nell'ambito piú vasto della riforma istituzionale dello Stato e della sua riorganizzazione su basi democratiche, decentrate, efficienti. Gil studi recenti, ricorda Majocchi nella prefazione al volume, hanno dimostrato come la struttura federale debba considerarsi ottimale per poter usufruire simultaneamente dei benefici derivanti dall'accentramento (per la hmzione redistributiva, quella allocativa, per quanto riguarcla i servizi pubblici di rilevanza nazionale, e quella di stabilizzazione e sviluppo del reddito nazionale) e dal decentramento, relativamente ella produzione di servidi di rilevanza regionale e ella capacitä di interpretare bisogni specifici. Nel sistema decentrato delle autonomie della Germania federale, i trasferimenti dallo Stato agil enti locali han. no come loro obiettivo la perequazione fiscale e quindi ii superatnento degli squilibri regionali. II meccanismo funziona anche fra i Lander e i comuni, come pure, a livello orizzontade, fra i Lander piú favoriti e quelli economicemente phi deboli. Ma c'e anche un meccanismo di perequazione finanziaria "passiva" che e, se vogliamo, precedente ella perequazione "altiva". Mentre quest'ultima regola la distribuzione dei mezzi finanziari pubblici disponibili tra gil enti territoriali, quella passiva attua la preventiva distribuzione delle competenze e delle funzioni, che giustificano imposizioni fiscali e trasferimenti di risorse. II modello tedesco di federalismo fiscale acquista interesse anche nell'ambito del dibattito sulla riforma is-titu. zionale della Comunitä europea, per arrivare fra l'altro a quella autonomia finanziaria che inciderä non poco sulla realizzazione della «politice regionale per il superamento degli squilibri sojan cd economici delle diverse regioni europea Franco Salvatori Letteratura Tra guerre e fame Ernesto Sfriso, II cavallo bianco. Storie di povera gente: contadini, braccianti e operat Sra Chioggia e Adria Bertani, pp. 289, L Capita sempre phi raramente di doversi occupare di romanzi, a meno che non si tratti di grandi best seller, di successi internazionali nati sempre da precise e coscienti operazioni promedionali dell'industria culturale, e che perció coinvolgono aspetti che vanno ben al di lä del fatto esclusivamente lettecerio. Per il resto la grande maggioranza di romanzi e rappresentata dal prodotto di consumo pret ä porter, levigato, gratificante e professionalmente molto ben fatto, risultato di ricerche e di precise indicazioni di mercato. E' questo, a ben guardare, un aspetto tipico della moderna organizzazione del lavoro e del tempo libero: sempre più sembra si veda allargando la distanza tra im posizioni di consumi da bruciare in breve e i margini per una scelta auto noma del prodotto da parte del consumatore. Tanto phi dunque sarebbe auspicabile un'analisi che tenesse presente alio stesso tempo il testo e il contesto, per usare i termini proposti da G. C. Ferretti, di un'opera qualsiasi, cioe un'analisi sia interna (la struttura della opera), sia esterna (i procesal editoriali dell'industria culturale). In questo quadro complessivo, qui appena accennato, tanto piü vanno segnalate quelle proposte che camminano in altre direzioni rispetto alle mode: oggi, guando teorici e romanzieri hanno dichiarato morto e stramorto ii romanzo realista per esaltare tutto ciö che invece sa di gioco raffinato ed mutile, e magari di effimero, proporre un romanzo storico appare controcorrente e quasi temerario, tanto piú un romanza che ha per soggetto il mondo contadino con i suoi linguaggi. Eppure, senza volerci avventurare su terreni minati, la lettura del libro di Sfriso al gusto della narrazione e dell'invenzione aggiunge lo scrupolo documentario e la testirno- Aindocale he M'o 1111~11

26 g C4e. LI., el, th fal.e itn -rt 1, J A Banco: Genova, 27 luglio La partenza delta delegazione italiana per il congre-sso internazionale repubblicano di Barcellona. Sollo a sinistra: Carlo Rosselli verso la linea di combattimento. Solio a destra: Giuliano Viezzoli e i figli Giorilano e Romano n nn n r.'. lt lt h S f; %, 010, f Letteratura nianza sulle condizioni del mondo conladino veneto tra '800 e '900. E' la storia di una famiglia cälta in uno afondo decisivo della storia della Italia unita, quello che va dalla cosiddetta terza guerra di indipendenza (uno dei casi piü rani di guerra vinta perdendo) alla tragedia tutta contadina del La vita delle classi dominate, scandita dalle guerre, e accompagnata dalla attesa di un cavallo blanco ii cui arrivo significherebbe la fine della concessione della terra, e in sostanza la fame. Nessuna retorica di una pretesa felicità contadina, ma nemmeno di un cammino necessariamente in progresso: ii contadino del cavarzere acquista coscienza di sé e della sua collocazione storica al pesante prezzo &Ha perdita di identitä culturale. Su questo ultimo aspetto in particolare la proposta di Sfriso appare interessante, anche perché parla il linguaggio non mistificabile delta storia reale delle classi subalterne. Marcello Teodonio c, 1, 14 Segnali dal manuale / a 6 r3j-a-411.,...-4, Storia sindacale Appunti sulrevoluzione del sindacato a cura di Mario Romani, Edizioni Lavoro, pp. XIV-136, L II rischio di leggere un'opera di ieri con l'occhio rivolto all'oggi e sempre presente per lo storico e per il recensore e l'introduzione al volumetto curato da Mario Romani non lo allontana guando suggerisce di considerare lo scritto, del 1951, ancora di estrema attualitä dal momento che i problemi che vi sono segnalati sono tuttora irrisolti. II nodo per() é proprio qui: verificare fino a che punto esiste quell'attualitä e se sono riproponibili con la stessa impostazione tesi giä discutibili trent'anni fa. Perché il testo, al di lb della pur rigorosa ricostruzione storica, lanciava e lancia espliciti segnali politici. Anche se nella forma agile di un manuale, l'obiettivo del libro era quello di contribuire a costruire un sindacato che, all'indomani della guerra e ella alba della ricostruzione, si ponesse come soggetto altivo e responsabile nella opera di rilancio dell'attivitä economica. In ció guardando ad una prospettiva di lungo periodo all 'interno di una societä industriale debole quale era quella italiana di ahora; con lo scopo di migliorare le condizioni di vila dei lavoratori anche assumendosi dirette responsabilitä all'interno del sistema e- conomico e politico; facendo una precisa scelta di campo: «raccogliere, senza discriminazioni, tutti i lavoratori non comunisti» per «salvare tulle le libertä dalle minacce comuniste e non comuniste» fondando «movimenti sindacall al di sopra e al di fuori di ogni influenza, capaci di determinarsi in plena indipendenza». Un sindacato, dunque, che, sull'esempio delle trade-unions inglesi e delle unions americane, avesse «la responsabilitä di far funzionare nella maniera piü efficiente l'apparato pro. duttivo» favorendo «la partecipazione dei lavoratori attraverso le loro organizzazioni, alle responsabilitä della condotta politica cd economica del paese». Come si vede, dunque, e una serie di obiettivi effettivamente almeno, in parte, quanto mai attuali. Senonché, oggi cosi come ieri, la crisi economica, sociale e politica richiede, piü che panacee, profonde modificazioni strutturali e queste ultime passano non attraverso una cogestione piü o meno mascherata dell'economia, ma attraverso u- no scontro di forze e di interessi che il ((en sin( tern tren mar I izz: di cam nio Sindocale

27 azione Trieste: un'unità difficile Pudo Serna Couttlia Cronaca sindacale triestina &L'hice Sindacale lui niana pp L Le complesse vicende dei movimenti sindacali triestini dalla caduta del fascismo alta fine degli anni '70 vengono ricostruite e analizzate da Paolo Serna e Claudia (libelo attraverso la lettura di un numero rilevante di documenti, volantini e atti uf ficiali conservati negli archivi dell'istituto regionale di studi e ricerche della Cgil del Friuli-Venezia Giulia. II quadro che ne risulta è que/lo di un movimento complessivamente teso, nelle lotte di tanti anni, al conseguimento dell'unitd Ira le sue diverse e spesso contrastanti e- spressioni. La necessità oggettive di rapportarsi con una realtd storico-politica particotare e delicata ha profondamente influenzato le scelte delle organizzazioni tacuil, portandole in pie di una occasione a percorrere strade diverse da quelle battute dalle confederazioni nazionali. La questione delta Venezia-Giulia, una regione posta sulla linea nevralgica dei confina di due guerre mondiali, e il contatto con la 1 ugoslavia di Tito, sono fattori sufficienti a spiegare la portata delle ripercussioni degli avvenimertti internazionali suite posizioni delle organizzazioni sindacali in trinan' sindacato pub e &ve contribuire a determinare. Altrimenti, di trent'anni in trent'anni, ii pericolo e di tornare a domandarsi ii perché della mancata realizzazione dei nostri buoni propositi e di rilanciare proposte che, invece di cambiare la societä, tendono al massimo ad aggiustarla. Giaime Moser triestine sin dagli anni dell'irnmediato dopoguerra, al momento in cui si attendeva la firma di un malato che definisse l'appartenenza del territorio. Sindacati 1 Unid ed i Sindacati Giuliani, le due centrali costituitesi all'indoman della liberazione, si trovarono ad affrontare il problema delta costituzione di una struttura unitaria senatando valutazioni ed indirizzi politici molto dissimili: per i Sindacati Giulietni la sceita «italiana» e la conseguente a- desione olla Cgil rimanevano ob/ea/vi fondamentali, mentre i Sindacati Unid puntavano all'annessione di Trieste alta Repubbdica jugoslava e all'unione col sindacato di Belgrado. Queno delta ricerca del/un/id sostenalele e operativa della classe operaia triestina, non solo al proprio interno, ma anche con le altre force progressiste del paese, si individua dun que come uno dei temi psi interessanti da seguire nello svolgersi di questa «cronaca». Ma it libro fornisce materiale prezioso anche per la ricostruaione del confronto sviluppatosi ira gil organismi sindacali triestini sui grandi temi della di/esa della democracia, del solario e dell'occupazione. Particolarmente significative, infine, le pagine sugli anal di lona compresi ira '66 ed ii '69, animan dalle nuove problematiche aperte dai movimenti giovanili, e sui fatti del/ultimo decennis, con l'infamo del terrorismo ello Stab, la risposta dei lavoratori e l'intervento sindacale in sede nazionale per una nuova politice economice nella regione. Dimensioni del settore Fabrizio Ambrosi La vertenza agro-industria a cura di Bruna() Cipriani e Alberto Mattei, Editrice Sindacale pp. 198, L Agro-industria «Rivista di economia agraria s., n. 1/1981: Agrieoltura e industria alimentare Istituto nazionale di economia agraria, II Mulino, pp. 255, L A da/mostrare l'importanza che il settore agro-industrialc ha acquistato, sia nella strategia complessiva del sindacato che nel sistema economico produttivo globale, sono Oscile quasi contempora. neamente due pubblicazioni dedicate una trattazione esauriente della problematica ad esso correlata, che permet tono di (are it punto della situazionc. La di mensione del rapport agricoltu ra-industria e data da alcune cifre indicative, extrapolate dalla relazione generale sulla situazione economica del paese del 1975 (ultimi dati disponibili): dal 1970 al 1975 gli agricoltori hanno acquistato dalla industria mezzi tecnici per 17 miliandi di lire, mentre le industrie alimentari hanno realizzato un valore complessivo di miliarcli: l'indice di rendirnento &He industrie alimentari e stato del 116 per cento (contro it per cento delle industrie manifatturiere), e l'agricoltura, pur fornendo soltanto 9 per cento del reddito nazionale, contribuisce con il 12 per cento dell'acquisto dei mezzi di produzione e con il 15 per cento della materia prima alta formazione del valore nell'industria di trasforrnazione. Va poi rilevata una caduta di importanza, nell'ambito del sistema agricoloalimentare, della componente agricoltura nella formazione del valore finale degli alimenti, a tutto vantaggio delta industria alimentare. Nel settore, infatti, si sono verificati mutamcnti strutturali di enorme portata che riflettono altrettanti cambiamenti intervenuti hell'assetto socio-economico della domanda. Innanzitutto la crescente tecnologizzazione dell'agricoltura ha portato a una riduzione, in termini di valore aggiunto, nena formazione della p.i.v., cui ha (atto da contrappeso un aumento dei consumi intermedi e una incidenza maggiore dei settori non agricoli. L'aumentato benessere, la crescente urbanizzazione e concentrazione di grandi masse in spazi limitad, la diminuzione dell'autoconsumo, sono gli altri fattori che hanno determinato il rovesciamento del rapporto agricoltura-industria alimentare in vista del soddisfacimento di bisogni mentad sempre meno dipendenti dalla produzione agricola. In questo contesto si rende pin che mai necessario l'intervento programmatorio dello Stato (peraltro alcuni strumentí legislativi gib sono stati approntati) per garantire il sostegno dei redditi agricoli mediante un'opportuna regolazione dell'offerta. Tale azione pub Sindocale

28 Agro-Industria essere delegata agil stessi produttori con la costituzione delle associazioni e unioni, previste da! regctlarnento Cce 1360 del 19 giugno 1978, giä recepito dalla lcgislazione italiana. Nel sindacato ormai la centralitä dell'agricoltura e il raccordo di questa con le vertenze col settore alimentare, meccanico, chimico e commerciale, risultano acquisite, si da rendere valida la linea agro-industriale. Un'importante viltona e giä stata conseguita nella stagione contrattuale degli anni '70: con la parificazione del braccianti ai lavoratori dell'industria e sorta nelle campagne la nueva e moderna figura dell'operaio agricolo. Arnaldo Coppeto Nel mirino del consumista Caccia Fabio Cassola, La caccia in Italia La Nueva Italia, pp. 135, L La caccia ä un problema ancora a- perto dopo che, l'armo scorso, la Corte eostituzionale ha bocciato la richiesta di referendum abrogativo presentata da vari roovimenti ecologisti e firrnata da oltre 850 mila elettori. E, nonostante l'ampio spazio dedicato dai mass-rnedia negli ultimi tempi a questo problema, non pos-siamo che concordare con l'autore di questo informatissimo libro nel dire che, nel nostro paese, su questo come sugli altri problemi ambientan. mancan ancora un'informazione e una cultura di massa, capad di date risposte consapevolmente motivate ed orientate. Avvocato, naturalista e vicepresidente nazionale del Wwf. Cassola, sulla scia di una ormai ricchissima letteratura, a- nalizza ii fenomeno caccia nei suoi pin diversi aspetti. Muovendo da una analisi storico-sociale (dai circa 200 mila cacciatori degli inizi del secolo, fino agli oltre due miliorri di oggi, cd evidenzirmdo molto efficacemente alcuni aspetti psicologici del fenomeno, l'autore si sofferma su quello che e il meecato venatorio: centinaia di miliardi di lire spesi annualmente solo per le cartucce, senza contare cieä il "grosso'', le armi, i cani, le attrezzature. Non si ptio più parlare di una semplice attivitä ricreativa, di un salutare sport a contatto con la natura, sostiene Cassola: si tralla di uno dei tanti aspetti del consumismo industriale, che ha devastanti effetti sull'ambiente naturale (la uccisione di oltre 150 milioni di capi all'anno, ii bracconaggio sistematice di specie protette, come il lupo, i rapad, e perfino le cicogne e gli orsi bruni, eccetera). II libro analizza quindi in dettaglio l'ultima legge-quadro sulla caccia (968/ '77) sottolineandone, assieme agli aspetti positivi, i punti oscuri e i veni e propri passi indietro, e criticando sopi-11(ton ii ripristino della barbera pratica dell'ucceliagione, la cattura cioä di uccelli vivi mediante resi, permessa ormai solo nel nostro paese. Giuseppe De Maria Vizi di origine Alfasud Darlo Salerni, Sindacato e forza-lavoro all'alfasud. Un caso anomalo di conflittualitä industriale, Einaudi, pp. XI-233, L Coondinamento di lotta e centroinformazione di Pomigliano d'arco- Medicina democratica-movimento di lotta per la salute, Libro Manco sull'alfasud a cura di un gruppo di operai e delegati Alfasud. Pironti, pp. 72, L Da anni nell'occhie del ciclone, epicentro di tensioni aspre e conflitti, la Alfasud di Pomigliano d'arco e per mol. ti un "caso" ancora da scoprire. Eppure, scrive Salerni, non esiste nell'industria italiana un esempio altretta to significativo per le teoria e /a pratica della organizzazione industriale. 1 mali odierni dell'azienda automobilistica non SORO infatti Imito di una perversa e fatale irrazionalitä della storia industriale o di un malvagio capriccio della storia sociale ma seno il setrrplice prolongamento logice dei vizi di origine dell'insediamento. Dalle parole di inaugurazione del presidente Luraghi no! 1972 (a come e noto si tralla di un complesso nuevo, surto in un ambiente altrettanto nuevo per l'industria automobilistica, con persone pure del tutto nueve a questo tipo di industria e per la costruzione di una vettura di progetto completamente nuevo o), nelle quali Salerni intravede giä le ragioni dell'insuccesso, il libro ripercorre la storia dell'infelice (cosi e definita) esperienza di Pomigliano, fino ai più recenti episodi di conflittualitä. Si tralla di un periodo in cui, nel clima esterno che muta vorticosamente, tomano puntuali i sintomi di un malessere che confermano la diagnosi iniziale. I caratteri del caso aziendale pin discusso d'europa rappresentano lo spartiacque ira due culture cd epoche industrian: incorporano i caratteri pin matuni e obsoleti della vecchia epoca e subiscono l'impatto pin aggressivo della nuova. L'Alfasud e quindi il prodotto visibile di una profonda crisi della "scienza" dell'organizzazione industriale, in particolar modo delle teorie del controllo sociale e della gestione produttiva del fattore lavoro. E questo vale tanto per il management guante per la rappresentanza (intesa quest'ultima come origine e formazione dell'esperienza sindacale), ai (pian lautere addebita in parti uguali le "colpe" del fallimento. Di tutt'altro tenore e l'opuscoletto curato da o un gruppo di operai e delegan o, lo cui si tanta di giustificare l'assenteismo all'alfastal con la nocivitä e l'ambiente di lavoro. Gli autori portan a testimoniare una realtä senz'altro vera e gravissima, che melle a nudo le responsabilitä aziendali, i risultati di una inchiesta-denuncia sottoscritta da 36 o- peral e 10 delegati del Consiglio di fabbrica e presentata nel '78 ella Procura della Repubblica di Napoli. Purtroppo la drammatica realtä che ne emerge e viziata da forzature ideologiche e dai grossolani commenti degli estensori del libro. Valga una sola frase come esempio di arretratezza culturale e politica: L'assenza da lavoro in questo senso U'assenteismo n.d.r.] intesa come contrapposizione sociale e politica al modelle totalizzante del lavoro-sfruttamento capitalistico, e un patrimonio da sempre presente nella storia del movimento operaio o. Carlo Goettl Rassegna libri e a cura di Alessandro Piecioni lt lt lt v ti zi TC zi fo ne di in vi: mi SO cii ME no ne cif de: lo ecc IP( mi4 se ni res: age scit imj hm lrimmemm Sindacde

29 II ministro De Michelis Partecipazioni statali II merito di fare centro di Massimo Bord ini La proposta di riforrna del sistema, avanzata da! ministro De Michelis, individua i problemi da risolvere per Jame uno strumento di pro grammazione. Vediamo come L a proposta di riforrna delle Partecipazioni statali avanzata da De Michelis mi pare che ponga due problemi ineludibili; ineludibili aldilä di qualsiasi discussione sul merito tecnico delle soluzioni avanzate. II primo riguarda la necessità di attivare un processo di deregolamentazione delle circolari, delle norme, delle direttive, delle indicazioni ministeriali minuziose che oggi imbrigliano in maglie burocratiche gli spazi imprenditoriali e la funzione delle aziende con partecipazione pubblica, secondo e come sostituire a queste forme di controllo competente piü penetranti del governo per stabilire linee di politica industriale a livello di aceite imprenditoriali, in senso lato, su cui vincolare le imprese che operano a no. me e per conto della collettivitä. La ipotizzabile, e forse auspicabile, soppressione del ministero delle Partecipazioni statali legata ad un trasferimento di competenze in altro dicastero non cambia la centralitä della questione; occorre rafforzare una branca specifica della pubblica amministrazione destinata ad indirizzare gli strumenti che lo Stato si e dato per intervenire in economia e per ricondurre ad unitä, rispetto alle scelte industriali cd economiche del governo, l'azione delle insprese pubbliche. Si pub certo propendere per posizioni simili a quelle statunitensi decise a restringere le e indipendent reguletory agencies» o a quelle inglesi che rovesciano la domanda «come dirigere le imprese pubbliche?» in e come fissare limiti alio Stato che dirige le impresa pubbliche?». Ma ove si scartino le suggestioni noeliberiste (peraltro in quei paesi piü enunciate che praticate) cd ove si escludano ulteriori nazionalizzazioni (orientamento che a mio avviso vede una sinistra troppo zelante), non ci si pub sottrarre dal misurarsi attorno alla peculiaritä, alla specificitä della forma istituzionale delle Partecipazioni statali. E' insufficiente sostenere, come e atato fatto, che si tratta di un problema di equilibrio fra comando pubblico sulle grandi aceite e autonomia dei managers, ai quali spetterebbe l'indicazione di strategie industriali idonee a perseguire quelle aceite. Sfugge a questo approccio il yero motivo per cui, dal '76 fino alio scorso anno, le Partecipazioni statali seno sparite dalla scena in quanta protagomste del dibattito sulla programmazione. Sfugge ii fatto che in quegli anni ha preso piede una filosofia della programmazione per cui, certo entro ragionevoli limiti, tutte le imprese, sia pubbliche che private sono state ricondotte ad una unica logica, poi rivelatasi perdente, di leggi e di norme per la riconversione e la ristrutturazione. Sfugge ii fatto cruciale che proprio la frattura, l'implicita esasperazione della differenza fra ruoli pubblici programmatori (democratici, diffusi e partecipati) e ruo- Ii vincolati solo genericamente alle grandi opzioni programmatiche (i piani di settore sono serviti solo a comprovare una somniaria pertinenza delle richieste finanziarie), ha finito con ii rendere astratte le pretese di programmazione, da un lato, e con il rendere tutti i gatti bigi, dall'altro, senza poter esaltare le specificitä, le opportunitä che le Partecipazioni statali offrono rispetto alle imprese private. Con la politica sfociata emblematicamente in una legge il cui numero passerà alla storia (la 675), i programmi degli enti e del ministero costituivano e costituiscono le basi per le leggi di finanziamento. Nello stesso modo, in pratica, si devono comportare le imprese private. La commissione bicamerale per la riconversione e la ristrutturazione e estesa anche alle Partecipazioni statali senza che a queste si richieda una particolaritä di relazioni e comportamenti. Essa ha compiti generici di esame preventivo e successivo sui programmi, (ocmace il parece sulle nomine dei presidenti degli enti e disciplina i fondi di dotazione. Al democratico potere parlamentare sulle opzioni di fondo si e poi sommato quello delle regioni. Non si pub sottovalutare il fatto che la manifesta incapacite programmatica dello Statu (ne/je tue espressioni di Parlamento, commissioni, regioni ecc.), o comunque l'assenza di strumenti politici e ad hoc» con valenza imprenditoriale e capacitä diretta di e persuasione» ha generato un comportamento apatico e opportunista degli imprenditori pubblici per i quali la programmazione, in rece che indicazione di fini per un autonomo agire manageriale, è statu considerata» motivazione» delle richieste, facilmente accoglibili, di finanziamento. Alla beffa di programmi vuoti di contenuti si e cosi sommato ii danno della crescente dipendenza finanziaria delle Partecipazioni statali dal Tesoro. Questi sono i motivi per cuí. le Partecipazioni statali durante la seconda metà degli anni '70 sono aparte dalla scena: l'attacco degh apologeti del libero mercato, che secondo alcuni avrebbe contribuito all'offuscamento dell'impresa pubblica non c'entra niente, e un fatto purtroppo costante ed immutabile nel tempo. 11 Parlamento, come pseudo organismo di comando, ha funzionato solo in quanto ufficio di pagamenti essendo in grado di valutare solo le giuste e sacrosantc,pressioni occupazionali esercitate dal sindacato. Giuste e sacrosante per l'assenza nella programmazione territoriale di occasioni occupazionali sostitutive (non si deve dimenticare che si viveva in un contesto di stravagante e contraddittorio antikeynesismo proprio dentro la sinistra). E' una linea di non protagonismo destinata ad esaurirsi in modo del tutto naturale. II problema che rimane e come modificare una situazione di sostanziale paralisi andando al cuore delle cause che la determinano. E' il problema el, introdurre una interferenza politica con caratteri piü operativi o, se si vuolc Gindatak

30 Partecipazioni statall Sindocde usare l'espressione, con caratteri imprenditoriali. Se d'altra parte, come credo, e pertinente discutere di riforma delle Partecipazioni statali come occasione per introdurre anche in Italia quei principi amministrativi che, pur diversi e con buone dosi di peculiaritä, caratterizzano la politica industriale francese (il commissariat du plan, ii Codis l'anvar ecc.) e quello giapponese (il Miti), non si puä pensare ad una riforma che reintroduca i criteri e le modalitä della interferenza politica degli anni '60 e della prima inetä degli anni '70. Dat bingo decennio di Giorgio Bo fino a Flaminio Piocoli e a Bisaglia, ii legame delle Partecipazioni statali alle,celte politiche e statu irretito dentro tte maglie burocratiche, circolari, autorizzazioni per operazioni su titoli (finanziari e di partecipazione), comitati consultivi e comitati per l'impostazione dei programmi. Cassese ricorda che negli anni '60 si e giunti a pubblicare in cinque volumi le circular' e le direttive ministeriali con un titulo che ricorda una gustosa storiella sugli elefanti e che suona grosso modo cosi «Le Partecipazioni statali nena politice di sviluppo». Se si tratta di uscire dai rischi e dalle distorsioni di queste due fasi storiche,he ho schematicamente ricordato, e inevitabile sciogliere il nodo dell'equilibrio fra il comando cd ii controllo pubblico, da una parte, e la responsabilitä dei managers dall'altra, tentando di apostarlo su un terreno di concretezza istituzionale e di efficacia imprenditoriale. II nodo e, ovviamente quello degli enti di gestione. Affermare oggi che la politica delle telecomunicazioni debba essere fatta dall'iri, che la politica encrgetica debba farla l'eni, che la politica della metallurgia ferrosa debba deciderla l'iri e quella non ferrosa l'efim, che le scelte settoriali, insomma, alano di pertinenza degli enti e non del governo 6 un controsenso: oggi sono gil Stati, i governi a fare le scelte fondamentali di politica industriale da cui dipende funzionamento dell'intero sistema (pubblico e privato). Questo significa, evidentemente, concepire in modo diverso ii ruolo degli enti di gestione, ma anche i poteri e le attribuzioni politiche e di governo e la sua organizzazione tecnicocconomica nella sede di comando. Il problema non e come invece sta avvenendo discutere se e giusto o meno affidare al ministro delle Partecipazioni statali (invece che al governo) la nomina del vicepresidente degli enti di gestione, paventando cosi una torbida conquista politice delle Partecipazioni statali. Si tratta, invece, di stabilire se la revisione dei rapporti e dei ruoli fra branche specifiche del governo (II ministero delle Partecipazioni statali puü benissimo essere eliminato) cd enti non debba andere piú a fondo. Si tratta di vedere se non occorra rimediare alla despecializzazione degli enti stessi non per discutibili esigenze settoriali o di filiera, ma per rendere phi penetrante, e diretto da una logica «imprenditoriale», il rapporto fra amministrazione ed enti (e la logica imprenditoriale puä essere anche plurisettoriale). Su questo si puä discutere quanto si vuole ma alla fine si deve decidere, altrimenti nell'incantesimo dell'azione non resta altro che la capacità persuasiva del mercato che giä ata facendo troppi adepti. Circa la definizione di indicatori di efficacia precoordinati fra governo cd enti per misurare obiettivi e risultati (come prevede il disegno di riforma), non sembra che si possa prescindere da una discussione sui criteri che presiedono ella loro individuazione. Se i criteri sono seni e politici (ad es.: bllancia commerciale, bilancia tecnologica, rapport fra valore aggiunto cd importazioni, ricerca, trasferimenti tecnologici e know how, occupazione, ecc.), e non soltanto di rodditivitä, la loro rilevanza suggerisce di estenderli ella valutazione relativa all'operato dello ates' so ministro delle Partecipazioni statali o di altro organo di governo. Quanto ella partecipazione del sindacato nei consigli di amrainistrazione o come suggerito da qualcuno negli esecutivi, la proposta e avanzata in modo talmente generico che ha il solo merito di far aprire o meglio di alimentare i discorsi che da tempo nella sinistra si fanno circa la democracia industriale., Una discriminante, comunque, fra la tradizionale e perdente ottica di cogestione e una funzione di presenza in quanto «terminale intelligente» della strategia del sindacato mi sembra minimo che si possa pretendere. Pcrä per quale strategia non solo industriale ma anche di democracia economica e civile del sindacato? Varrebbe la pena rispondere prima a questa domanda. M. B. Mezzogiorno Piccole imprese da «rimodellare» di Mauro Ferrara Prosegue e si conclude con questo articolo il discorso sui servizi industrian ne! Mezzogiorno (il precedente C apparso ne! n. 19 di R. S.). Questa volta analizziamo i fabbisogni delle imprese e i possibili soggetti che dovrebbero gestire gli interventi. sostegno e la promocione delle piccole e medie imprese meridionali attraverso una politice dei servizi ha bisogno, com'ä ovvio, di una grande ade' renca alta situazione reale. Deve, quindi, partire dei fabbisogni espressi dalle imprese, reinterpretandoli e inserendoli nelle scelte di sviluppo. I fabbisogni delle imprese meridionali appaiono attualmente differenziati, in funcione della fase attraversate dalle aziende. Nella fase di avvio e di primo consolidamento le difficoltä piü avvertite riguardano la mancanza di un'adeguata analisi di settore e di mercato, necessaris a definire una 'strategia imprenditoriale coerente con le potenzialitä e gli orientamenti della domanda e, conseguentemente, la necessaria individuazione delle caratteristiche ottimali di impianto e di tecnologia. 1 servizi critici sono, dunque, quelli di progettazione del nioto economico dell'impresa, di informazione tecnologica, di nrogettazione degli impianti. Dopo la prima fase si constata che frequentemente l'impresa meridionale, ancor prima di avere raggiunto un pie. no sviluppo, si trova di fronte a segnali di crisi (ingresso sul mercato locale di impreso esterne competitive, in. capacità di controllo sui mercati tontani, ecc.). In genere, l'imprenditore dimostra, in questi casi, una limitata pro. pensione al mutamento e all'innovazione e tende a confermare la strategia di 1 Pro E si azit pro te r l'au spei riel, ni, se U le s tare terz tras trice puä to e sostt it rr e pi vent zion duzi noto Di ment redu no d

31 Molte muoiono prima di cominciare In questi anni si 2 verificar ne! Mezzogiorno un distacco crescente ira l'imprenditoria meridionale, in particolare piccole e medie imprese bisognose sempre piü di «servizi real! r e lo Stato nelle sue diverse articolazioni territoriali. Lo Siam, erogatore di agevolazioni finanziarie, ha finito per favorire la crescita di una «imprenditoria d'assal. to» che non ha crear occupazione stabile, distruggendo ne! contempo (attraversa un continuo e indiscriminato susseguirsi di pratiche di esproprio e di cessione di terreni alle imprese) jasce di territorio meridionale importanti dal punto di vista produttivo. Il costo implicito di questa politica di localizzazione delle imprese é enorme, mentre i vantaggi in termini di incrementi occupazionali sano molto scarsi. In sostanza e mancata ogni forma di intervento a sostegno delle,imprese minori che potrebbero sempre piü diffondersi sia attraverso l'allentamento della stretta creditizia ma soprattutto con una adeguata dotazione di servizi real!. Lo Mato, abdicando al suo ruolo di primario soggetto della programmazione, continua a privilegiare la politica di trasprimento delle risorse sia a livello sociale che a livello di sistema produttivo. II dibattito avviato da Rassegna Sindacale ha chiarito il ruolo assunto dai Consorzi, quali «corpi separati rispetto al contesto regionale, pur in presenza di un quadro normativo (Dpr , L ) che, attribuisce alle regioni responsabilitd e compiti in materia di localizzazione industriale. Cid che voglio invece mettere in evidenza è ii Filtra da parte di alcune regioni, ed in special modo della regione Puglia, di intervenire in materia di politica industriale, in generale, e nel campo delle localizzazioni industriali, in particolare. Le competenze del potere pubblico sulla politica industriale riguardano: 1) finanziamenti ed agevolazioni in genere; 2) infrastrutture; 3) autorizzazioni e localizzazioni; 4) regolazione della manodopera. Per alcuni di questi ambiti di competenza, come, per esernpio, il finanziamento e Pagevolazione, nonché ('assistenza, non viene preclusa la possibilità di delegare la gestione amministrativa dallo Stato alle regioni o agli enti da queste istituiti (si pensi olla costitucisne delle societd finanziarie). Non so se la posizione della regione Puglia corrisponde anche a quella di altre regioni meridionali. Cerio é che il sistema delle imprese non ha erario alcun giovamento dalla istituzione delle regioni; mentre lo Stato-imprenditore, attraverso rintervento delle Pp.Ss. e della Gepi, ha proseguito nel dissennalo jinanziamento pubblico alle imprese «decotte )), per le quali erano invece urgenti programmi di riorganizzazione e innovazione produttiva. Decine e decine di piccole e medie imprese del Mezzogiorno, nonostante lo s'orzo del sindacato, muoiono prima ancora di iniziare Pattivird produttiva, perché mancano di circuiti commerciali, di credito, di servizi. Si e volutamente gnorato lo sforzo compita da molte regioni, che ha portato alta costituzione di importanti «Centri tecnico-promozionali di ricerca e di sviluppo oppure come ha jallo di recente la regione Toscana di Osservatori della finanza pubblica per verificare l'andamento dei flussi finanziari attivati sia dalla regione sia dagli enti erogatori, in considerazione del fatto che ('elficienza della macchina pubblica 6 condizione essenziale per lo sviluppo stesso delle capacita produttive del sistema economico. In questa situazione, l'evoluzione delta struttura industriale verso un mode!. lo di imprese integrale crea inevitabi mente uno svantaggio per le aree meno sviluppate e per quelle maggiormente colpite da crisi produttive. Per questo per rendere piü incisiva la lotta per un diverso sviluppo del territorio é necessario realizzare investimenti in modo prioritario neue oree piü deboli del Mezzogiorno, dando nello sresso tempo soluzione ai punti di crisi collocati nelle stesse realtd. Corradino Marzo prodotto-mercato iniziale. E' necessario, ahora, che 11 sostegno si eserciti non su specifiche funzioni aziendali ma sulla stessa funcione imprenditoriale (che deve ridefinire le scelte di fondo) attraverso una spinta all'auto-analisi, al confronto con altre e- sperienze, attraverso assistenza manage. nahe, joint-ventures con operatori esterni, consorzi di produzione tra imprese locali a complementari». Una volta operata la ridefinizione delle scelte strategiche, occorre «rimodellare» l'azienda ed e questa una terca fase che si potrebbe chiamare «di trasformazione» secondo una direttrice lungo la quale l'imprenditore non pub utilizzare la professionalitä, ('intuito e la conoscenza del mercato che lo sostenevano nella prima fase. E' questo il momento piü critico per le imprese e pib ampio e il ventaglio degli interventi possibili, che toccano l'organizzazione aziendale, la gestione della produzione, il personale, l'innovazione tecnologica e la funcione finanziaria. Di fronte a questi fabbisogni gli ele. menti di sostegno previsti dalla politica industriale per il Mezzogiorno soffrono di due gravi incortgruenze: 1) sono operanti prevalentemente col. la fase di av-vio, che non costituisce il momento a piü elevato fabbisogno; 2) sono circoscritti al finanziamento e all'assistenza per accedere alle agevolazioni, merare la gamma delle funzioni critiche e assai ampia e non si esaurisce nei problemi di finanziamento. L'arricchimento della strumentazione di politica irrdustriale nel Mezzogiorno diviene ahora un passaggio essenziale per ji superamento di queste incongruenze. I consorzi per le arce di sviluppo industriale molto spesso non includono territorialmente le arce di tessuto industriale su cui l'intervento e piü urgente e, in ogni caso, hanno dimostrato l'incapacita a perseguire anche solo una politice di efficiente dotazione infrastrutturale e di assistenza alla delocalizzazione degli impianti. Le regioni meridionali appaiono sprovviste della cultura richiesta dagli interventi e sono spesso portatrici di un'attitudine, manifestata dall'esperienza di alcune finanziarie meridionali, a surrogare direttamente carenze piü che ad assumere un ruolo di promocione e di coordinamento. L'insieme delle istituzioni dell'intervento straordinario (Fime, Iasm, Formez, ecc.) sovrappone iniziative e aceite dei diversi soggetti cd organismi senza ricondurli ad un preciso disegno politico di promocione e stimolo al tessuto,industriale. Fino a guando un adeguato disegno del profilo istituzionale e della strumentazione della politica meridionalistica non porterä a precisare sedi, interlocutori e organizzazione delle politiche dei servizi, si pub pensare: 1) di yakrizzare (o di pretendere da parte delle forze politiche e sociali) un momento politico di impulso e di coordinamento a dimensione regionale; 2) di privilegiare gli aspetti di operativa rispetto a quelli di organizzazione attraverso la predisposizione di iniziative ben definite, anche se parziali. In altri termini sembra piü ragionevole non pensare alle regioni come dirette organizzatricl di servizi alle imprese attraverso praprie strutture, ma con un ruolo di promocione e di coordinamento dei soggetti gib esistenti o attivabili per la realizzazione di interventi ben definiti. Tiindacale

32 biglietto chilometrico: uno sconto per tutti su km.,,cluaa e Sucurezza

33 11 internazionale Nuova Caledonia Riforme di struttura a favore della popolazione autoctona E' di pochi giorni fa l'annuncio di impegnate riforrne di struttura decise dal governo francese a favore dei melanesiani, la popolazione autoctona del pie importante dei Tom (Territori d'oltremare) residui dell'ex-impero coloniale. Si auspica che tali riforme permettano di cominciare a incidere positivamente su una situazione che il governo delle sinistre ha ereditato dai passati regimi e che qualche mese fa e giä stata all'origtne di momenti di violenza tra gruppi indipendentisti e coloni. La pie importante di queste riforme prevede una ampia ridistribuzione delle proprietä fondiarie: la restituzione cioe ai melanesiani dei territori ancestrali dai quali erano stati cacciati dai coloni. Le cifre sono eloquenti: proprietari francesi detengono a tutt'oggi ettari di terra, mentre oltre melanesiani vivono su soli ettari. Due altre riforme concernono la creazione di un Ente per lo sviluppo e di un Ente culturale e tecnico ai ftni del progresso economico e sociale della popolazione autoctona e della rinascita della sua cultura d'origine. L'ultimo dei provvedimenti governativi estende la legislazione del lavoro francese in tutte le suc pie recenti disposizioni di tutela ai lavoratori della Nuova Caledonia, rimasti fermi al Codice del lavoro del Come dice anche ii quotidiano Le Monde, si tratta di misure «di equitä» e non «rivoluzionarie», come forse penserä qualche colono a cui e parso (aimen finora) inaccettabile restituire il maltolto, e avviare serie condizioni di eguali opportunitä per l'una e l'altra delle comunitä etniche residenti nel ricco arcipelago dell'oceania. Singapore, Taiwan La crisi lambisce i paesi di nuova industrializzazione La a banda dei quattro» paesi di nuova industrializzazione dello Estremo oriente incomincia ad avvertire i primi segni della crisi economica che da tempo colpisce il resto del mondo cosiddetto a occidentale». Dopo la Corea del Sud, infatti, e la volta di Singapore e di Taiwan, dove i tassi di crescita sono nettamente caduti nei primi mesi del 1982, e si prevede che non raggiungeranno l'obiettivo pre-annunciato, dopo un decennio di boom pressoche ininterrotto. In crisi sono le industrie orlentate verso l'esportazione, in primo luogo i tessili, ma anche la micro-elettronica. A Taiwan, in questo ultimo settore, le ordinazioni pervenute in questi ultimi tempi corrispondono a meno di 2 mesi di lavoro (tre, invece, nel periodo corrispondente del precedente anno), mentre il declino della produzione raggiunge il 3,3 per cento. A Singapore, al declino di queste stesse industrie manifatturiere si aggiunge una grave crisi del settore commerciale e finanziario. A Taiwan si aspettano mentí per l'inizio del proseimo autunno. A Singapore, il Consiglio nazionale dei salari, che in giugno emette una «raccomandazione circa il livello delle retribuzioni per i successivi 12 mesi, e probabile che si pronuncerä per aun-lene modestissimi. Corea del Sud Naufraga il mito dell'incorruttibilità Un enorme scandalo finanziario scuote dalla fine di aprile regime del Generale Clon Do Hwan, che pure aveva voluto costruire un consenso popolare se non sulle liberta (inesistenti), almeno sul mito della propria incorruttibilitä. Oltre agli cpisodi di repressione violenta, e le migliaia di licenziamenti nel personale amministrativo, nell'estate 1980 furono ordinati i «ritiri spirituali a per migliai a di altri funzionari o dirigenti dell'economia privata (proprio dopo i massacri di Kwangju, che misero fine al tentativo di democratizzazione della «primavera di Seul»). Si disse che tali «ritiri» avevano lo scopo di educare la nazione sud-coreana al rigore morale e alio «spirito della nuova comunitä» (Saemaul). Ora alto a scandalo dei prestiti» (360 milioni di dollari truffati), nel quale sono coinvolti ministri, funzionari, esponenti del partito del presidonte, membri della sua famiglia e due Banche nazionali (su cinque) si e dovuto rimediare, Intanto, con le dimissioni collettive dell'intero Consiglio dei ministri. Di questi, 11 su 22 sono stati definitivamente allontanati, tra i quali il ministro del Commercio e dell'industria e quello della Giustizia. Invece i ministri delle Finanze e del Piano sono rimasti nei rispettivi incarichi pure essendo anch'essi implicati nello scandalo fot-se perché si sono dimostrati impossibili da sostituire, almeno nell'immediato. a cura di!leude Colombo iindacale

34 1. ed Intemazionale La via dei grandi mutamenti di Gianandrea Sandri Effervescenza politica e sociale in un paese che oggi è l'ottava potenza industriale del mondo D i ritorno da S. Paolo. Arrivando a S. Paolo dalle capitali del Cono sud latino-americano toccate dalla recente missione della Cgil (Santiago, Buenos Aires e Montevideo), la percezione pitit immediata e quella della grande differenca che separa oggi ii Brasile dagli Sindocale, 4 Brasile altri paesi da noi visitati. Continui comizi e volantinaggi, scritte sui muri inneggianti ai partiti della sinistra, libertä d'azione per i dirigenti politici e sindacali, aperte critiche al governo sui principali mezzi di comunicazione di massa. ecc.: tutti sintomi del «minor grado di illibertä a esistente e dell'eftervescenza politica e sociale che ha probabilmente travalicato gli argini di quel graduale processo di apertura posto in atto dagli autori del colpo di stato militare del Un processo di apertura che andrä alla resa dei conti al misurarsi cioe delle force in campo e che dimo- Alcuni aspetti del Brasile di oggi: un momento del carnevale e, nella foto grande, la miseria delle facetas, i quartieri di baracche alta periferia di Rio strerä l'effettiva intenzione dei di rispettare le regole: della democracia in occasione di due importanti scadenze: ii Congresso dei sindacati, previsto per la fine di agosto, che dovrä portare alla creazione della Cut, la Centrale u- nica dei lavoratori, e le elezioni gene - cali del 15 novembre, destinate a rimescolare tutte le carte del gioco pohtico brasiliano, chiudendo cosi la fase del «parlamentarismo autoritario». Alle e- lezioni prenderä infatti parte anche il composito fronte della sinlstra, dal Pt, espressione di quella che con parametri europei potremmo definire la nuova sinistra, al Partito comunista brasiliano, che, pur non avendo ancora avuto riconoseimento legale, presenterä propri candidati nella coalizione di qüelle force di centro-sinistra e sinistra democratica raccolte sotto le insegne del Pmdb, destinato a godere, secondo recenti sondaggi, della maggioranza delle preferenze elettorali. Grandi mutamenti sembrano dunque in atto in un paese la cui importanza strategica cresce ogni giorno di piü, tanto per le suc potenzialitä economiche il Brasile e l'ottava potenza industriale del mondo, che per il suo ruolo nel sistema politico internazionale, conquistato con un'abile politica e- stera venata di spregiudicatezza: e dall'iran che proviene la maggior parte del petrolio importato ed e con le excolonie portoghesi africane (Angola, Guinea Bissau e Mozambico) e con Cuba che gli scambi commerchili sono in questi ultimi anni notevolmente aumentan. In questo processo di transazione segno caratteristico e dato, oltre che dalla rinascita e dallo sviluppo dei movimenti sociali, dalla gravità della crisi dell'economia, entrata in una fase di profonda recessione accompagnata da un tasso inflazionistico che nel 1981 ha largamente superato il 100 per cenlo. II «miracolo brasiliano a e finito, in conseguenza della crisi economica internazionale, dell'aumento dei prezzi petroliferi ii modello di sviluppo adotlato dai militani era infatti fortemente consumatore di energia e degli effetti perversi della stessa crescita che, costretta all'importazione di grandi quantitä di prodotti per mantenere elevato il ritmo di espansione, si e tradotta in un enorme aumento dei deficit delle Manda dei pagamenti e in una brusca impennata dei tassi inflazionistici.

35 Nelle foto: donne impegnate nel rito magico e religioso delta macumba San Paulo, la capitale operaia, e l'emblema dei mutamenti brasiliani: piü di 500 mila metalmeccanici, divii tra le grandi multinazionali straniere e le piccol e medie aziende, 100 mila lavoratori espulsi dalla produzione Industriale, una Eontinua rillessione del sindacato per certi versi sirnile alla nostra sul suo ruolo nella crisi economica, un imponente ricambio dei suoi gruppi dirigenti, una dura battaglia per conquistara l'autonomia dallo Stato e dai partiti, l'amargare di un «nuovo sindacalismo» che, forte soprattutto nella cintura periferica, introduce pratiche di lotta sconosciute al sindacalismo tradizionale, ii comporsi intorno al sindacato di crescenti interessi, dalla medicina del lavoro ai problemi pensionistici, dalle prospettive di una nuova legislazione del lavoro al problema del rapporto tra sviluppo dell'occupazione e aurnenti salariali, ecc.; in sostanza la potente accelerazione di una pratica sindacale che, compressa in un'epoca di dura repressione, si ritrova in un momento di maggiore libertä a misurarc la propria forza, per alcuni superiora quella prevista. Una cittä, San Paulo, che ha vissuto dn prima persona le contraddizioni cd i cambiarnenti del sindacalismo brasiliano, iniziati, grosso modo, nel 1978 con grandi scioperi a «braccia incrociate, amachine ferme». Soioperi la cui novitä, frutto sia della diversificazione del capitalismo brasiliano, che ha produtto piü avanzati soggetti sociali, sia del precedente precioso lavoro deii militanti sindacali, non pub essere appieno valutata se non comprenden& «che cosa e a, o che cosa è statu, ii sindacato brasitian. Un organismo obbligatorio, creato nel 1930 con l'obiettivo di integrare corporativisticamente lavoratori nel nuovo quadro dello Stato autoritario; una struttura verticistica, voluta e controllata dall'alto, con il fine di collegare Stato e societä civile, piü che e- sprimere ii luogo delle rivendicazioni sociali (il «modello» fu quello dalla Carta del lavoro di mossoliniana memoria). Un sindacato, dicevamo, obbligatorio, la cui quota di iscrizione è pari al salario di una giornata lavorativa, necessaria per sostenere quella che e la principale carattcristica comuna ai sindacati latino-americani da nui visitati, vale a dire la dimensione assistenzialistica: il sindacato del metallurgici di San Paulo, per tare un escinpio. conta qualcosa come 400 funhionari. di cui 70 medici e 40 avvocati. Un sindacato il cui operato regolato da una legislazione del lavo ro repressiva, che non prevedc la trattativa diretta tra le pasti, che si pronuncia sulla legalitä o mano degli scioperi, che sottoponc coloro che non la rispettano alla Legge sulla sicurezza nazionale, che disciplina Vattivitä sindacale non permettendo la creazione dalle commissioni interne, che sostituisce le direzioni sindacali a ineubordinate a con le gestioni commissariali. Un sindacato dunque corporativo, strumento di integrazione amministrativo-assistenziale, molto spesso leva di attuazione dalle decisioni del ministcro del Lavoro. Eppure, le force progressiste hanno sempre aparato all'interno di questa struttura, costatando, anche sulla base di fallimentari esperienze, come sia qua si impossibile rompere queda intelaiatura e dare vila a sindacati altarnativi. Lo scontru è dunque avvenuto all'interno del sindacato stesso, m'ando come posta la conquista degli organismi dirigenti, attlavcrso i quali nel periodo '58- '64 le force progressiste, i comunisti in particolare, seppero trasformare gli apparati sindacali in uno strumento di lotta per miglioramenti sindacali e per lo allargamento dalla democrazia. 11 golpe del 1964 si abbatté pesantemente su questa evolucione, troncandola di netto. Piü di dirigenti sindacali destituiti, organismi sottoposti a intervento commissariale, la repressione, gil assassinii, l'esilio. Ciononostante, l'esplosione rivendicativa del 1978 segna l'apertura di una nuova fase, dimostrando che la struttura corporativa non è.piü in grado di rispondere sia alle esigenze dei lavoratori, che alla croscente complessitä e stratificazione della produzione iindustriale. Dua fatti nuovi marcano il distacco dat sindacalismo tradizionale: la ricomparsa delle forze di sinistra negli organisini direttivi dalle categorie, grazie ad un lavoro preiniato dalla fiducia dei lavoratori, e l'apparizione di «un nuovo sindacalisnio». di cui uno dei principali artefici e il grumo sindacale ruotante intorno a Lula. Nuovo sindacalismo che, per quel che valgono le definizioni, potremmo chiamare a operaista», che lavora ai margini dalla struttura sindacale, pur sanca disconoscerla, che punta tutto sull'articolazione di un nuovo potere operan, nelle labbriche, di un potere che. sunza mediazionc alcuna, individua neue lotte lo strumento attraverso il qualc giungere ad un nuovo sindaeato, all'affermazione della plena democracia sindacale. E' difficile valutare che cosa ruppresenti il a fenomeno Lula», se qualcosa cioè destinato ad allargarsi o a scomparirc, è certo che in esso convivono importanti asperience di democracia di base e di nuova coscienza operaia con il rischio dell'isolamento, dalla radicalizzazione delle lotte fini a se stesse coite CSCIUSiVO MOmento aggreganic dci lavoratori. Come indubbic sono le difficultä per le force progressiste che operan all'interno del sindacato cosi com'è uggi struuurato, la eis vischiositä, unita ulla consistente presanza dei sindacalisti pelego («gialli»), sembra concepita apposta per 1-imanare ogni volta in discussione i passi aventi compiuti sulla strada della democracia cd autonomia sindacale. Unite, autonomia e democracia: questi gli obiettivi sottcsi ulla decisione di fundare la Cut, dei quali l'ultimo la democracia sindacale 6 l'evidente condiiio sine qua non deglii altri due. Motu; sono le force che si oppongono ulla fondazione della Centrale unica dei lavoratori, dal governo militare che non ha nassuna intenzione di smantellare l'apparato corporativo, ai sindacalisti tradizionali che da un nuovo sinclacato avrebbero tuttu da perdere, alle divisioni interne dalla stessa Commissione incaricata di preparare il Congresso, nena guate, sui 56 membri che la compongono, 31 saranno candidati in partiti diversi alle prossime elezioni, con un'evidente scollatura tra le esigence del movirnento e la concorrenza politica. E' comunque forte in tutti i dirigenti sindacali con cui abbiamo parlato la volontä di giungere ulla Centrale, supurando i pur difficili ostacoli. E la nascita della Cut -in un paese cosi strategico come il Brasile scgnerä, ci auguriamo, una nuova fase di sviluppo delta cooperazione e della lotta comuna ira i nostri sindacati, i sindical) europul, e i siiidacati dci ontinente latinoamericano,õnduaukiiiiimum991111

36 Stoccolma. Un manifestante durante la campagna.elettorale del tettembre 1976 Svezia Elezioni: sindacato protagonista di Antonella Dolci Fondi «Meidner», occupazione giovanile, pagamento dei tre giorni di carenza per malattia: temi squisitamente sindacali appaiono al centro della campagna elettorale per il!innovo del Parlamento S toccolma. E' partita ufficiosamente con i discorsi del 1 maggio la campagna etettorale in Svezia. In settembre ci saranno le elezioni per il Parlamento, le province ed i comuni (a queste due ultime possono partecipare anche i cittadini stranieri dopo tre anni di residenza). Anualmente la Svezia è governata da una coalizione tra ii partito di centro (ex unione contadina) e i liberali. I moderati, cioe ii partito conservatore, sono usciti dalla coalizione governativa borghese, come viene qui chiamata, guando si raggiunse l'anno scorso un accordo sulla riforma del sistema impositivo insieme ai socialdemocratici. I moderati appoggiano ora il govemo dall'esterno. Le elezioni si tengono ogni tre anni, a settembre. Nel 1976, i socialdemocratici persero le elezioni, dopo essere stati ininterrottamente al governo per di quarant'anni. La coalizione borghese vinse anche ne! 1979, anche questa volta per un margine ristrettissimo: la coalizione governativa (partito di centro, liberali i moderati) ha in Parlamento una sola voce in piä dei socialdemocratici e dei comunisti. Poiche ii partito che non raggiunge almeno II 4% del corpo elettorale non ottiene alcun seggio, e probabile che anche quest'anno poche centinaia di migliaia di voti decideranno del destino della Svezia. I temi principali della campagna elettprale riguardano, e ovvio, le diverse proposte per far uscire la Svezia da una situazione che qui e considerata di crisi, pur non avendo le dimensioni drammatiche di altri paesi europei. Di queste, la proposta dei fondi «Meidner» o fondi dei salariati, come si ehiamano qui, e quella che e stata fino ad ora al centro del dibattito: verosimilmente lo rimarrä fino alle elezioni. I fondi dei salariati, che erano presenti, sia pure in tono minore, anche nella precedente campagna elettorale, sono stati accettati a grande maggioranza dal congresso della Lo, in setiembre 1981, come la principale misura per uscire dalla crisi, e la proposta dei fondi e stata poi ripresa una settimana dopo dal congresso socialdemocratico. Da ahora è stata scatenata dalla Saf (che corrisponde all'inoirca alla Confindustria) una violentissima campagna contro i fondi, dai toni spesso beceri, e piuttosto inabituale nel panorama politico svedese. La capitale 6 stata tappezzata da manifesti minacciosi, cos) anche gli autobus e in particolare i taxi. Brevi inserti.pubblicitari contro i fondi si possono vedere anche al cinema durante gli intervalli: gli argomenti sono sempre gli stessi e il tono terroristico 6 palese: i fondi farebbero rapidamente della Svezia un paese socialista del tipo degli stati dell'europa orientale, ii paese verrebbe governato da Nona Bantorget (dose si trova la sede nazionale dei sindacati). Nessun problema verrebbe risolto, la piccola industria entrerebbe in crisi, la disoccupazioneon farebbe altro che aumentare. Anche nella stampa quotidiana sono stall pubblicati numerosi avvisi di questo tenore, e materiale di propaganda contro i fondi e stato spedito per posta a tutti coloro che, a giudizio dell'associazione dei datori di lavoro, hanno stretti contatti con il pubblico e maggiori possibilitä di influenzarlo (tassisti, parrucchieri ecc.). Anche nei quotidiani piä letti, come ii «Dagens Nyheter», di tendenza liberale, non passa giorno senza che appaia un articulo contra i fondi, anche se con toni piä sfumati. Si sottolinea soprattutto ii pericolo che i fondi, con il loro controllo collettivo suhle grandi imprese e quindi indirettamente sulle piccole che le riforniscono, portereb- le pl lt zi p. ni dt pl ti] ri fo e ci lo CC la nl Pi pe te] tir sil ne ini la: gli sil ch Itt rel ii CO ch la ni: fra no se mi ces SU( inc un cia tor pri tira sen de il pal di e q »3 Sindocale

37 bero alla creazione di un yero e proprio trust, che diminuirebbe la libertä dei consumatori. I moderati da parte loro vorrebbero che il govemo si pronunciasse chiaramente contro i fondi prima della chiusura estiva (magari 10 giugno, guando si discute la situazione finanziaria del paese), e che i tre partiti borghesi organizzassero una manifestazione di massa contro ii progetto Lo-socialdemocratici. E' evidente che la destra vuole apprafondire ii soleo tra partiti borghesi e socialdemocratici per timore che, come giä avvenne per la riforma delle tasse, si possano di nuovo formare alleanze tra socialdemocratici e partiti di centro su alcuni temi specifici. I socialdemocratici e la Lo da parte loro presentano i fondi dei salariati come la principale misura per arginare la crisi, per addolcirne gli effetti e per ridistribuirne le conseguenze in forma più ugualitaria. I fondi sono necessari per spezzare la concentrazione del potere economico che e in aumento continuo, per aumentare il risparmio cd assicurare il fondo pensioni, per sostenere una politica solidale dei salari cd infine per aumentare l'influenza dei salariati. E' difficile valutare in quale misura gli argomenti pro e contro i fondi siano sentiti dalla popolazione. Un'inchiesta recente del maggior istituto di statistiche svedese, it Sifo, dimostrerebbe che i fondi non sono popolari: il 51 per cento degli elettori sarebbe contrario, il 34 per cento non lo sa, solo il 15 per cento quindi sarebbe chiaramente favorevole. All'interno della stessa Lo, aumenterebbero i contrari: ora sarebbero il 30 per cento. E fra i socialdemocratici, il 52 per cento non ha opinioni chiare sui fondi, anche se i nettamente contrari sarebbero diminuiti in un mese dat 27 al 20 per cento. La Lo ha comunque espresso i suoi dubbi sull'attendibilitä di questa inchiesta: tutti i dati provano infatti un'opinione crescente a favore dei socialdemocratici, in una campagna elettorale dove il tema dei fondi e il tema principale. Come spiegare questa contraddizione? In realtä, la gente discute sempre piä dei fondi. Un terzo circa degli elettori considera che questo e il problema pin importante della campagna elettorale. L'altro tema scottante in questa fase di apertura della campagna elettorale e quello della disoccupazione giovanile. Le cifre sono, per il metro svedese, preoccupanti: il 7 per cento dei giovani (circa 60 mila) non ha un lavoro fisso, circa il doppio dei disoccupati adulti. 1 socialdemocratici considerano la di soccupazione giovanile una grave minaccia contro la stabilitä del sistema: se i giovani, ha detto Olof Palme, perdono fiducia nella societä e nette suc istituzioni, possono rivoltarsi contro di esse e perdere fiducia nella democracia come metodo di lavoro. I socialdemocratici propondono quindi una serie di misure urgenti per lottare contro la disoccupazione giovanile, per mezzo di investimenti nel campo delle comunicazioni, delle costruzioni e dell'energia. Occorre creare immediatamente posti di lavoro per i giovani anche se, a breve scadenza, questo costa. I finanziamenti si possono trovare aumentando Viva da 1,5 a 2,0 per cento e aumentando le quote che devono pagare i datori di lavoro. II vicesegretario generale della Lo, Stig Malm, propone addirittura che diritto al lavoro sia sancito da un'apposita legge. I partiti borghesi, da parte loro, sostengono che solamente un'industria fiorente e competitiva poträ risolvere il problema della disoccupazione. Essi giudicano le proposte socialdemocratiche demagogiche perche non hanno copertura finanziaria. II terzo tema di cui si discute molto in questi mesi che precedono le elezioni e la proposta di portare da "no a tre i giorni di a carenza a, cioe di assenza non risarcita. La proposta e ataba fatta dat ministro per gli Affari sociali, Karin Soder, del partito di cen tro cd ha l'appoggio di tutti i partiti della coalizione di governo e dei moderati. I socialdemocratici e la Lo si sono immediatamente dichiarati contrari cd i socialdemocratici hanno promesso, in caso di Vittoria elettorale, di eliminare immediatamente questa proposta. E' un provvedimento largamente impopolare perché verrebbe a colpire soprattutto i lavoratori dell'industria, quelli cioe pin esposti, per la pesantezza del lavoro, a dover ricorrere ad assenze brevi. Gli impiegati non ne verrebbero danneggiati poiché, per contratto, sono i datori di lavoro a pagare ii giorno di carenza (il primo giorno di assenza cioe) degli impiegati. Su questo tema ci sono stati alcuni scioperi selvaggi a Gotemburgo. In giugno chiudono le scuole, e dalla festa della mezza estate, a fine giugno, fino a fine luglio, ii paese e praticamente paralizzato dalle vacanze dell'industria. Si vedrä dunque in agosto quali saranno i toni definitivi della campagna elettorale in Svezia: se non interverranno elementi nuovi, ii paese sarä chiamato a pronunciarsi, a setiembre, a favore o contro un progetto parziale di proprietä collettiva dei mezzi di produzione che dovrebbe essere il primo attacco ad una concentrazione del potere economico che non ha uguali in Europa, e neppure negli Stati Uniti. EDITRICE SINDACALE ITALIANA CORSO D'ITALIA ROMA TEL Parità di diritti o lotta di classe di Heinz Oskar Vetter L pp. 152 HEINZ OSKAR VETTER eiuti ia ui O LOTTA DI CLA Sindocale 1/111111~11.1pa

38 Filo diretto con Strasburgo Denunce coerenti, proposte insufficienti di Aldo Bonaccini Nella terza settimana di maggio, la Commissione economice e monetaria del Parlamento europeo ha tenuto a Roma, invece che a Bruxelles, la sita rlunione. Tre argomenti hanno essenzialmente caratterizzato la prima parte di quella riunione: 1) la ripresa del dibattito nell'ormai famoso mandato del 30 maggio, sul guate piú volte Rassegna ha riferito; 2) una risoluzione nella politice dei prestiti presentata da chi scrive, e sollecitata dall'ex accordo franco-tedesco per una azione di riciclaggio bilaterale Invece che comunitaria, delle plusvalen- e dei paesi esportatori di petrolio; 3) una risoluzione tesa a condannare le disposizioni a suo tempo prese dal goyerno italiano, per imporre un versamento infruttifero suite importazioni. Quest'ultimo punto sollevato dal liberale Bettiza, in modo peraltro assai approssimativo, appare largamente superato dallo sviluppo successivo degli avvenimenti e, d'altra parte, non puä essere considerato in modo eccessivamente disgiunto dalla mancata attuazione di politiche per la convergenza e dalla mancata attuazione integrale del Sistema monetario europeo. Non sono mancate le osservazioni pungenti sul modo «disinvolto» utilizzato da) governo italiano in certe circostanze. Ma l'aspetto piú importante di quella riunione si e sicuramente verificato nella seconda parte, quella che giustifica la trasferta romana. Tre ministri italiani, Marcora, De Michelis e Andreatta hanno illustrato, sotto diverse angolature e ella luce di diverse esperienze la politica comunitaria del nostro governo in materia industriale e monetaria. Con lentezza e con un tono di roce non certo gradevole, Marcora ha letto una lunga analisi della situazione comunitaria: incremento del. la produttivitä phi che dimezzato negli anni '80 (2-3 per cento) rispetto al decennio sessanta, economia mondiale stagnante, necessità di puntare sempre piä suite competitivitä per recuperare quote di mercato nei confronti di Usa e Giappone. Da qui l'esigenza di nuovi rilevanti impegni di riconversione ristrutturazione degli apparati industriali e, quindi della ripresa degli investimenti e del risparmio, condizioni per non arretrare, nell'ambito dell'economia mondiale. Inf atti l'incremento degli investimenti nella Cee si e ridotto annualmente ad un quinto a partire da) 1973, rispetto al trend proprio del periodo precedente. Perciä, sono importanti, ha proseguito ministro, la lotta contro l'inflazione realizzata attraverso concrete politiche monetarie, fiscali e dei redditi, e gli sforzi per diminuire l'incertezza del futuro, mediante programmi credibili di medio periodo. Questi processi si intersecano con gil altri che risultano dai forti cambiamenti in atto nella divisione internazionale del lavoro, che vede i falsi produttori di petrolio sempre piil impegnati nelle industrie pesanti, che richiedono ingenti capitali disponibili e il petrollo quale materia prima in buona misura. L'Italia vi aggiunge di suo il forte calo del settore dei prodotti chimici e il livello stazionario nei settori a piä alta tecnologia, la caduta nel settore dei prodotti alimentari e la buona tenuta per i tessili-abbigliamento. La riscoperta di un ruolo dell'europa all'altezza dei suoi due grandi concorrenti e affidata ad una politica industriale europea, una vera strategia industriale basata su un approccio per settori. Di fondamentalc importanza, ha aggiunto Marcora, l'abbandono dell'ottica nazionale in materia di politica industriale e l'industrializzazione specifica di settori per ristrutturazioni a livello europeo. Dopo di lui, De Michelis ha esemplificato una serie di problenn settoriali, ai quali la Cee non ha sinora dato una risposta per iniziative comuni a livello europeo, concludendo che le scadenze stringono e se entro brevissimo tempo quelle risposte non arrivano, inevitabilmente le imprese italiane ricercheranno cooperazione e collaborazione con imprese statunitensi e giapponesi. Sia Marcora che Andreatta hanno dedicato buono spazio alle questioni monetarie: la mancanza di una solida politica comune nei confronti del dollaro ha reso difficile la gestione comune delle monete europee espressa dallo Sme. Seguire ii dollaro nella sua politice di alti tassi di interessi reali avrebbe avuto come conseguenza quello di sacrificare la domanda interna, il Lasso di sviluppo e l'occupazione, sacrificando le monete piä deboli. Lasciando invece deprezzare ii suo rapporto di cambio e mantenendo relativamente bassi i tassi di interesse, il marco tedesco ha assegnato la prioritä agil obiettivi di politica economica interni ella Cee e consentito alle monete piú deboli di restare sello Sme. Ma questa condizione conferma la non convergenza economice fra i paesi della comunitä e la mancanta di un mercato europeo dei capitali. L'alto tasso del dollaro e una serie di fenomeni financiani che ad esso si ricollegano hanno aumentato ii vincolo esterno di natura finanziaria dei paesi comunitari, determinando un forte aumento del valore delle risorse reali e- sportate. Cosicché, mentre si riduce vincolo esterno in materia di risorse energetiche, lo si vede invece crescere dal lato dei movimenti di capitali a vantaggio del dollaro. Questa dipendenza e ormai a livelli preaccupanti, e crescerä ulteriormente se non si svilupperä un efficace mercato europeo dei capitali e se non sarä modificato il controllo dell'offerta di moneta sinora rigorosamente imposto dagli Usa. Da qui l'appello ai paesi europei rivolto anche in nome dei paesi non sviluppati per una azione comune piä incisiva nei rapporti monetari e 'finanziari internazionali. Cioe, per la prima volta forse dopo un lunghissimo periodo di tempo, ci e accaduto di sentire esporre una strategia di comportamenti nazionali cd europei sufficientemente coerenti, almeno sei denunciare le cause della situazione di malessere economico attuale. Meno uniforme appare invece ii quadro delle proposte. Si e trattato comunque di una utile preparazione al dibattito sulla situazione economica europea, che sarä affrontal() a Bruxelles dalla commissione parlamentare, alla fine di maggio. 1 " :3indocak

39 societie e cultura Vecchi o nuovi sono sempre tanti di Tarcisio Tarquini La povertä in Italia Sarebbero 8 milioni, secondo un'indagine della Cee, quelli che nel nostro paese si possono del mire poveri. ()oeste cifre hanno provocato polemiche: ne parliamo con Giovanni Sarpellon, coordinat ore dell'inchiesta e Gianni Celata, segretario dei tessili Oualche mese fa il nostro giornale ha affrontato con una inchiesta il problema della povertä in Italia. Ascoltam. mo ii No-ere di sociologi, economisti, politici; esaminammo tutti gil studi piü aggiornati; verificammo direttamente sul campo alcunc ipotesi che ci erano sembrate le più largamente condivise e arrivammo alls conclusione che la po. vertä «materiale», quella contrassegnata da insufficienza di reddito e dalla precarictä delle condizioni di vila, era ancora molto estesa nel nostro paese e si riproduceva perversamente con meccanisrni solo in parte contraddetti dallo sviluppo economico e dalla diffusione del benessere. A confermare che la nostra era qualche cosa di piü che una semplice impressione giornalistica e venuta in queate settimanc la pubblicazione del rapporto italiano sulla povertä, curato per conto della Cee da Giovanni Sarpel- :3indacale aohreedi 3 giugno 82 p. 39

40 Roma. Il encolo S. Pietro al Testaccio La povertä In Italia Ion, che raccoglie ii lavoro di due anni numerosi specialisti e analizza, ordi. na, elabora una mole enorme di dati offrendo, a trent'anni dalla famosa inthiesta parlamentare, un panorama ag. giornato del tenore di vita degli italiani. Questo lavoro ha suscitato molto in. teresse e anche accese polemiche: qualcuno ha contestato le cifre ritenendole troppo esageratamentä negative; qualche altro si e interrogato suite validitä dei criteri di misurazione adottati; altri ancora, infine, hanno respinto sdegnati alcuni giudizi severi, contenuti nel rapporto, sull'atteggiamento tpnuto da forze sociali e politiche sulla povertä e suite iniziative intraprese per combatterla. Ma vediamo più da vicino ii perché di reazioni cosl arrtmose ricordando i «dati dello scandalo. Le cifre, innan. zitutto. Sarpellon afferma che, al 1978, le famiglie italiane che possono essere considerate povere sono pari al 15% del totale, corrispondenti a circa otto milioni di persone. Come si arriva a questi numeri? Semplice: attraverso due operazioni. La prima consiste nel definire povere ogni famiglia composta da due persone che abbia una spesa media per consumi mensile pari ella spesa media di una sola persona (nel 1978: ). La seconda, una volta tracciata la cosiddetta linea della povertä, nel misurare guante famiglie si pongono al di sollo di tale linea. 11 metodo era stato giä soddisfacen. temente utilizzato da Beckermann e D'Apice su dati del 1975, ma Sarpellon l'ha ulteriormente tarato per renderlo sensibile alle disomogeneitä economiche e territoriali. Se, irrfatti, quello che si vuole rilevare e essenzialmente il tenore di vita di una determinata serie di famiglie in rapporto al tenore di vila Sindocale dellintera collettivitä e all'ambiente sociale cd economico in cut esse vivono, occorre tenere conto della fondamentale differenza tra centro-norcl e sud: una sola linea delta povertä e perciä insufficiente. Ecco aflora che Sarpel- Ion ha individuato due linee-limite: la linea della miseria, per la quale vanno ancora bene la definizione e le cifre che abbiamo ricordato precedentemente, e la linea dell'indigenza sotto la quale vengono comprese quelle famiglie di due persone del centro-nord che hanno una spe-sa media mensile per consumi di lire. Ne risulta che la somma Ira ii numero delle famiglie misere e il numero delle famiglie indigenti dä il numero delle famiglie povere del nostro paese. E' forse l'applicazione di questo criterio piü ampio dei precedenti che ha suscitato le riserve piä grosse, anche se appare difficilmente contestabile 11 fatto che in un paese, come il nostro, caratterizzato da forti diversitä regionahi non posta bastare a definire «realmente» le condizioni di vita del cilladini un'unica soglia di reddito: chi e povero al nord probabilmente lo e un po' meno al sud. I risultati a cui Sarpellon giunge si arricchiscono di altri particolari convincenti guando, passando ella disaggre. gazione del dato maggiore, si sottolinea che le famiglie in cui si addensa mag. giore povertä sono quelle di una-due persone nel centro-nord, e quelle con più di quattro persone nel sud; o anche che tra le cause piü forti di povertä non c'e al primo posto la disocctrpazione di tutti i membri attivi della famiglia, ma la scarsitä del reddito da lavoro e la drammatica inadeguatezza di certe pensioni; e ancora che le famiglie in cui i percettori di redditi sono impiegati nel settore agricolo sono piü pe yere di quelle in cut gli attivi sono addetti al terziario. II tutto dentro un quadro generale che dice che su cento famiglie povere sessantadue vivono al meridione e trentotto vivono al centro nord, mentre la distribuzione territoriale e rispettivamente di trentedue e sessantotto: quasi l'esatto inverso. Si dice: ma la povertä da reddito e solo un aspecto di un problema che e assai piü vasto, dato che la nostra societä e percorsa e segnata da altre povertä: da «nuove» povertä. Sarpel- Ion replica che puä certo verificarsi caso di situazioni di povertä nelle quali non sia presente il fattore reddito, ma che sicuramente non e rilevabile nes- -f suna situazione di basso reddito che non sia anche di povertä. L'insufficiente disponibilitä economice, infatti, spiega tutta una lunga serie di altre povertä: quella di istruzione che si configura come precoce espulsione al sistema scolastico dei giovani che provengono dalle famiglie meno ab. bienti e piü numerose; quella di salute, perche, oltre al fatto che un poyero e organicamente meno sano di un ricco, e proprio neue regioni che atan. no al vertice della graduatoria dell'in. digenza che si lamentarlo strutture senitarie piü precarie che nel resto del pae,se (11 numero dei posti letto, per esempio, che in Italia e di 7,4 per mille abitanti scende in Calabria a 4,6, in Molise e Basilicata a 4,8, in Campania a 4,9); quella di abitazione, per cui le famiglie povere tra l'altro sopportano indici di affollamento supenon, e «occupano alloggi privi di ga. binetto e bagno con frequenza complessivamente quasi doppia rispetto alle altre famiglie». La povertä e perciä un fenomeno «multidimensionale» che presenta una coincidenza non casuale di diversi fat. tonma su col quello economico sembra ampiamente prevalere. Questa almeno la tesi a cui arriva l'inchiesta di Sarpellon e contro cui si sono levate le riserve di cul abbiamo detto all'inizio. 11 problema e di vedere se le polemiche nascondono una sorta di volontä di esorcizzare ii fenomeno mettendo in un cantuccio la propria cattiva cosctenza, o se invece esprimono l'esigenza di criteri diversi di misurazione. Nel primo come nel secondo caso un dibattito deve essere apeno: poiché si parla di cose di non poco conto. T. T.

41 Insensibili? No. Forse inconcludenti Intervista a Glanni Coleta, segretario del tessill Gian.ni Celata, segretario confedera-!, dei tessili, e malta cauto sul risultati dell'inchiesta di Sarpellon ma precisa che le sue sono perplessitd strettamente personal!, suite guau surebbe arbitrario coinvolgere la responsabilitd di tutto ii sindacata «II primo elemento di perplessitd dice é dato dal fatto che nette famiglie italiane c'é frequentemente la compenetrazione di diversi redditi che consente livelli di vira piü che sufficiertti ma che sfugge, pera, a ogni rilevarione. E' il tipo stesso di economia e di stratificazione delta societd italiana che rendono Mefficaci gli indicatori di pavead che possono anclare bene per gli altri paesi europei: per esempio non credo che sia possibile utilizzare II numero delle pensioni di incaliditd pagase per arrivare, sia pure con malta approssimazione, al numero del poveri RS.: Questo por la veritä non lo dice nemmeno l'inchiosta Ceet ma in ogni caso tu neghi l'esistenza di un problema povertä7 Celatat La mía opinione e che esiste prima di tutto un problema di differenza, di disuguaglianza tra nord e sud, ma ancora di pïù Ira cittd e campagna: Ira una provincia che ha lasciato dietro di sé le vecchie povertd, e una cittd che scopre le nuove povertd. Le cifre dell'inchiesta, a mio avviso, sulla base di quella che pub esse re la mia esperienza diretta, sano esagerate. La vera alternativa, infatti, non 2. tra povertd e benessere, ma Ira una condicione permanente di assistenzialismo e un recupero della dignitd del lavoro. Per essere phi chiari, la discriminante passa tra oree al cui ii reddito laminare e pressoché tutto garantito dalla rete assistenziale, con Piscrizione agli elenchi anagrafici, la cama integrazione, le pensioni motte volte immotivate, e le oree realmente produttrici di reddito. Insomma ho l'impresstone che non di poveri si debba parlare, ma di quelli che dipendono dall'assistenza pubblica. I RS,: Prima hai parlato però di I nuove ilcivertä. Celatat Eh si, la vera, la nuova povertd si trova, in el fetti, doce si costituiscono famiglie mononucleari e do. ve non pub esserci compenetrazione di diversi redditi. Questo e cero tanto al nord quanta al sud. E' quasi d'obbligo ricordare it centro di Napoli dore se non si precipita nella miseria piú nera e perché funziona appena un rivolo di sussidio pubblico; ma anche Milano ha zone di indigenza nette quali si scontrano alcune delle indicazioni fornite dalla ricerca Cee: particolarmente quelle a proposito delle famiglie con pensionani che hanno i figli altrove. RS,: Nell'inchiesta e riportato un polernico giudizio sol sindacato che viene accusato di non a yer mai preso di petto questo problema. Celata: Noi possiamo forse essere accusati di inconcludenza, ma cerio non di insensibilitd. Sia per quel che riguarda it Mezzogiorno che per quanta si riferisce alta redistribuzione del reddito. E' cero che esiste ancora oggi un'area enorme di pensioni minime: ma a fronte di queste non c'é it nullatenente, ma it contadino o l'artigiana che non ha versato alcun contributo e riceve percib ii mininio. E casi pure sul Mezzogiorno bisogna dire che se riman gono moltissimi problemi, e altri se ne aggiungono giorno per giorno, come la cris; della grande impresa, tutlacia alcuni risultati in termini di maggior sviluppo in regio-ni come l'abruzzo, la Puglia, stessa fascia interna delta Campania, ci sono stahl. E' il sindacato che ha J'atto del meridione un problema nazionale. 1 RS.: Me, per cumplo, sull'incongruenba &gil assegni familliani aguali per tutti? Celata: Nel sindaoato ci sono due tesi dijlerenti. Da un lato c'é chi pensa agil assegni familiar! come strumento per una phi equa redistribuzione del reddito; dall'altro c'é chi afferma, e io sono di quell!, che la cosa va vista con malta attenzione perché in nessun modo possiamo privilegiare il non lavoro della donna, e non solo per motivi di dignitd e di autonomía. Per i figli si tratta di capire se uno Stabo moderno deve in qualche modo sussidiarne le esigenze attraverso gli assegni familiari, o invece intervenendo, ad esempio, sul costo dellistruzione scolastica. RS,: Chiunque siano: it sindaea. to riesce ad essere interprete dei povori di oggi, dei giovanl disoccupati, di quelli che stanno fuori dal prooesso produttivo7 Celta: II problema é di capire che Pesigenza di lavara dei giovani net nostro paese non 2. generiaz ma k esigenza di lavoro non nocivo e fa- Ocaso, che consenta di utilizzare livello di istruzione. 11 sindacato deve rappresentare queste esigenze e lottare per cambiare il modo di lavorare. La qualitd del lavoro e assai importante: e su di essa che secando me si gioca l'alternativa benessere-povertd sei nostri giorni. I redditi, ma non solo IntervIsta a Glovanni Sarpellon, docente di sociologia a Venezia AGiovanni Sarpellon, professore di sociologia a Venezia, chiediamo di replicare alle critiche che hanno seguito la pubblicazione dell'inchiesta Cee sulla povertä in Italia. «Di fronte a queste critiche jo sond dispiaciuto ci dice non tanto perché sono rivolte a un lavoro che ho fatto, ma per il metodo: mi chiedo che cosa ci sia dietro, e temo che ci sia la volontä di non affrontare il problema della povertä in Italia. Questo atteggiamento e poi ancora piú preoccupante se proviene dal sindacato, e jo spero che le reazioni negative che ci sono state esprimano il parere di singoli sindacalisti: sarebbe grave se queste reazioni diventassero posizione ufficiale del sindacato». RS.: Ahora, per scendere nei particolari, di quali tratti essenziali vi siete serviti nell'inchiesta per designare una condizione di povertd? Sarpdllon: La povertä è une condizione di vita complessiva e perciä difficile da misurare. Tra i pochi indicatori quello del reddito e sicuramente il più importante, e comunque puä servirci come fonte di informazione attendibile. Noi abbiamo preso i dati Istat sui consumi delle famiglie per fissare alcuni parametri per distinguere le famiglie povere dalle altre. Questo e sicuramente un falto arbitrario ma anche su questo esistono però delle convenzioni largamente condivise dai ricercatori a livello internazionale. RS.: Oltre al reddito o yere utilizzato altri parametri? Sarpellon: Certo perché la povertä non e legata unicamente al reddito. Abbiamo preso altri indicatori, e tra questi l'istruzione, la salute, l'abitazione; la povertä da reddito si accompagna 3indocale 11n1111ML

42 La povertà In Italia ella minore possibilità di accesso struzione, ella minore possibilità di usufruire di strutture sanitarie soddisfacenti, alla minore possibilità di abitare in case meno sovraffollate e con servizi adeguati. RS.: Ma quali sono le cause della poverta? Sarpellon: Abbiamo preso in considerazione tre fattori, e cioe: l'ammontare delle retribuzioni, la disoccupazione, il sistema pensionistico. Allora abbiamo scoperto che la disoccupazione di tutti i membri attivi della famiglia presenta un'incidenza assai ridotta (intorno al due per cento delle famiglie povere); mentre sono povere famiglie con gente che lavora in una misura poco superiore al cinquanta per cento del totale; e c'e un altro quarantaseiquarantasette per cento, non ricordo esattamente, che e povero perché ha pensioni troppo basse. In sostanza le due grandi cause della povertä sono l'inadeguatezza dei redditi da lavoro e il basso ammontare delle pensioni. Su questo ci sarebbe da fare una riflessione, per esempio sugli assegni familiari, che se continuano a essere dati in misura uguale per tutti non servono a niente perche non sono d'aiuto per i redditi piú miseri e sono inutili per i redditi piä alti. Dovrebbero essere in. versamente proporzionali per poter avere un ruolo di redistribuzione sodale del reddito. II sindacato dovrebbe occuparsi di questa incongruenza. RS.: A proposito del sindacato, l'inchiesta è particolarmente polemica: lo si rimprovera in sostanza di non avere avuto la capacité, o magaki la volontd, di larsi canjeo della povertit e dei poveri. Non le sembra un po' ingeneroso questo giudizio? Sarpellon: Non voglio prendermela con il sindacato: non servirebbe a nessuno. Penso che il sindacato abbia avuto un'importanza enorme in certe battaglie per l'egualitarismo e quindi a favore dei gruppi piú deboli. Resta però ii fatto che il problema specifico della povertä non e stato mai sollevato dal sindacato e che anche le battaglie politiche generali che esso ha condotte hanno riguardato essenzialmente coloro che giä si tro yano dentro al processo produttivo, e marginalmente chi ne sta fuori: i poveri. Non e nemmeno un'accusa: e una constatazione. a cura di T. T. RADIO E TV Salomone e la gassosa Il congresso della Democrazia cristiana e finito, le elezioni non sembrano abbastanza imminenti da poter rimandare ancora le nomine dei due direttori di testata ancora vacanti, ii Tgl e il Gr2. Cosi qualcuno dice che il documento approvato qualche giorno fa dal consiglio di amministrazione della Rai, in cui si lamentava che la qualitä dell'informazione lasciava adito a critiche, particolarmente per quanto riguarda la presenza del «sociale» nei notiziari, sia stato il primo segnale di apertura delle trattative. Al documento di censura nei loro confronti hanno risposto immediatamente i giornalisti della Rai, i quali hanno sostenuto che se ii consiglio si lamenta di loro, che dovrebbero dire loro di un consiglio che non riesce a fare ii suo dovere e Ii lascia mesi e mesi senza direttore? Lo stesso Salomone avrebbe difficoltä in un caso del genere, e forte e perciä che comincia a circolare in Rai una voce, che si fa sempre piä insistente col pastare dei giorni: al massimo il 9 o 10 giugno ci sarä la fumata bianca. Una ridda di nomi e tornata a rimbalzare nei corridoi: si accettano scommesse, si lanciano palloni, ma quel che e phi buffo, i professionisti piü seni negano subito scandalizzati di poter ricoprire la carica: chi non vuole diventare l'uomo di De Mita, chi vorrebbe una copertura maggiore. 11 posto sembra infetto: speriamo di non doverci accontentare di chi ha bocea buona. Ciä che e buffo e che l'attivismo in azienda in questi casi e direttamente proporzionale ai piani: ai primi, dove si fanno programmi, si attende piú o meno fatalisticamente, queste rilevanti decisioni. Agli ultimi, quelli dove siedono direttori generali, assistenti e consiglieri, la frenesia aumenta e risuscita personaggi noti per la loro flemma. Chi invece pare essersi fermato per sempre senza allusioni, mi riferisco solo alla nostra materia e ii goyerno, il quale l'ultima volta aveva promesso di portare la legge sulle private in Parlamento a marzo, poi si e vergognato anche di promettere e preferisce tacere. In questo quadro si e ormai fatta strada presso le forze di sinistra la necessità della parola d'ordine «per una produzione di cultura nazionale, contro l'americanizzazione della nostra societä». Ai fautori di questo slogan (lo, sia chiaro, sono fra questi) sarä opportuno ricordare che anche questa e una delle colpe imputabili al governo, non la meno grave. Fra qualche anno ci troveremo tutti con qualche linguista, o sociopedagogista, o psicologo dell'etä evolutiva o chissä quale altro mai esperto, in qualche convegno o tavola rotonda. E discuteremo se i nostri figli o nipoti hanno perso non solo il dialetto e la cultura originaria, ma perfino quella standardizzata, metropolitana, ma pur sempre italiana diffuse in gran parte proprio dal largo consumo di Tv negli ultimi 20 anni. E ci chiederemo come mai mangiamo spaghetti in scatola importati, invece che spaghetti veni fatti da noi. Ebbene, in assenza di legge, ma che dico, di qualsiasi certezza o divieto, leggo sui giornali quotidiani che: «Un accordo per lo scambio dei programmi e stato fasto fra Retequattro e uno dei Ire grandi networks statunitensi, la American Broadcasting Corporation». Retequattro avrä programmi per ragazzi, film per la tv, telefilm, perfino programmi culturali, e ne darb in cambio altri che produrrä, ma non preci di un mese-sat. Questo accordo segue l'altro analogo, fra Italia Uno e la Cbs International. Non avendo niente contro la diffusione del baseball, né d'altra parte nutrendo alcuna spiccata passione per il calcio nazionale, trovo che i networks italiani fanno molto bene ad attrezzarsi cosi: ii privato e privato, e naturale che faccia i suoi interessi come meglio puä. Quello che è colpevole e il potere pubblico, che contente ai privati di poter agire senza riferimenti o doveri, in un settore che per tutto ció che comporta non e certo paragonabile alla siderurgia. Cosi passeremo le serate vedendo film americani belli o brutti, interrotti dai comunicati pubblicitari delle multinazionali americane che in modo ossessivo ci indurranno a comprare perfino la gassosa made in Usa che, come e ormai noto ai nostri figli e molto piä buona di quella italiana. Daniela Brancati Wifflir*fflrt-fw011w Sindocole

43 documentazione Disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica Roma, martedi 25 maggio 1981 ARTICOLO 1 (Modifiche di disposicioni del c.c.) L'articolo 2120 del codice civile sostituito da! seguente: «Art Disciplina del trattamento di fine rapport. In ogni caso di cessacione del rapporto di lavoro subordinato, 41 prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto. Tale trattamen. to si calcola sommando per ciascun anno di servicio una quota pari e comunque non superiore all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5. La quota e proporcionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superior) a 15 giorni. Salva diversa previsione dei contratti collettivi. la retribuzione annua, ai fini del comma precedente, comprende tulle le somme, compreso l'equivalente delle prestazioni in natura, corrisposte as dipendenza del rapport di lavoro a tibio non occasionale e con esclusione di quanto e corrisposto a tibio di rimborso spese. In caso di sospensione della prestazione di davoro nel corso dell'anno per una delle cause di cui all'art. 2110, nonche in caso di sospensione totale o parziale per la quale sia prevista l'integrazione salariale, deve essere computato cella retribuzione di cui al primo comma l'equivalente della retribuzione a cui 11 lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro. II trattamento di cui al precedente primo comma, con esclusione delta quota maturata nell'anno, e incrementato, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasco costituito dall'1,5 per cento in misura fissa e da! 75 per censo dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai cd impiegati, accertato dall'istat, rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente. Ai fini dell'applicazione del tarso di rivalutazione di cui al comma precedente per frazioni di anno, l'incremento dell'indioe Istat e quello risultante nel mese di c,ess'azione del rapporto di lavoro mispetto a quello di dioembre dell'anno precedente. Le frazioni di mese uguali o superiori a quindioi giorni si computan come mese intero. II prestatore di lavona, con almeno otto annd di servicio presso lo atesto datore di lavoro, puä chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70% sud trattamento,cui avrebbe dinitto nel caso di cessazene del rapporto alla data della richiesta. Le richieste sano soddisfatte annualmente entro i limiti del 10 per cento degli aventi tibio, di co! al precedente comma, e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti. La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di: a) eventuali spese sanitarie per terapte e interventi straordinari riconosoiuti dalle competenti strutture pubbliche; b) acquisto della prima casa di e- bitaz'one per sé o por i figli, documentato con atto notarile; l'anticipazione puä essere ottenuta una sola volta nel corso del rapport di lavoro e viene detiatta, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapport. Nell'ipotesi di co! all'art la stessa antioipazione e detratta dennitä prevista dalla norma medesirma. Condiziont di migler favore possono esscre previste dai contratti colletoivi o da atti individual). I contratti collettivi possono altresi stabilire cmiteri prioritä per l'accoglimento delle richieste cli anticipazione L'arricolo 2121 del codice chile sastituito da! seguente: «Amt Computo dell'indennitä di mancato preavviso. L'Indennitä di cui all'articolo 2118 deve calcolarsi computando le provvigen), i premi di produzione, le partecipazioni agli utili o ai prodotti rd ogni nitro compenso di carattere continuativo, con esclusione di quanto e corrisposto a ftolo dl nimbos-so spese. Se il prestatore di lavoro e retribuito in tullo o 4n parte con provvigiori, con premi di produzione o con partecipazioni l'indennitä suddetta e determinatasulla media degli emolumenti degli ultimi tre anni di servicio o del minor tempo di servicio prestar. Fa parte dalla retribuzione anche l'equivalente del vino e dell'alloggio dovoto al pmestatore di lavoro y. L'articolo 2776 del codice civile sostituito da! seguente: «Art Collocazione sussidiania sugli immobil). I crediti melativi al trattamento di fine mapporto nonché alllindennitä di co! 2118 sono collocati sussidiariamente, in caso di infruttuosa e- secuzene su mobili, sul prezzo degli immobil), con preferenza rispetto ai crediti chirografari. I crediti indican dagli articold 2751 e 2751-bis, ad eccezione di quelli indicad al precedente comma cd i crecirti per contributi dovuti a istituti, enti o fondi speciali, compres) sostitntivi o integrativ) che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per l'invaliditä, la vecchiaia rd i superstiti, di cui all'aricolo 2753, sono collocati sussidiariamente in caso di infruttuosa esecuzione su mobi'i, sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai cre,ddtá chirografari, ma dope i crediti indican al primo comma. I orediti dello Stabo indicati dal ter- Sindocale

44 zo comma dell'articolo 2752 bono collocati sussidiariamente, in caso di in. fruttuosa esecuzione su mobili, sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti chirografari, ma dopo i crediti indicad al comma precedente» ARl'ICOLO 1 (Fondo di ganancia) E' istituito presso l'istituto nazionale della previdenza socale it Fondo di garanzia per.il trattamento di fine rapport» con lo scopo di sostituirsi al datore di lavoro in caso di insolvenza del medestimo not pagamento del trattamento di fine rapporto di cal all'articolo 2120 dol codice zivile, spet. tante ai lavoratori o loro aventi diritto. Trascorsi qoindici giorni dad depos:to dello stato passive, reso esecutivo ai sensi dell'articolo 97 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero dopo la pubblicazione della sentenza cid coi all'articolo 99 dello stosso decreto, per il caso alano abate propone opposizioni o.impugnazioni riguardanti II suo ore- Oto, ovvero dalla pubblicazione delta sentenza di omologazione del concordato preventivo, dl lavoratore o i suoi aventi dando, possono ottenere a domando ti pagamento, a canco del Fondo, del trattamento di fine rapport di lavoro e dei relat:mi crediti accessori, previa detrazione delle somme eventualmente corrisposte. Nell'ipotesi di dichiarazione tardiva di creceti di lavoro di cul all'articolo 101 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, la domando di cui al comma precedente puä essere presentaba dono.il decreto di ammisalune al passivo o dopo la sentonza che decide il giudizio insorto per l'eventuale contestazione del cumbre fallimentare. Ove l'impresa sia sottoposta a diquidazione coatta amministrativa la domando puä essere presentaba trascorsi quindioi giorni dat deposito dello stato passivo, di cui all'articolo 209 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvaro, ove nano nate proposte opposizioni o impugnazioni riguardanti 41 credita di lavoro, dalla sentenza che decide su di esse. Gualora II datore di lavoro, non sog. gelte alle disposizioni del regio decreto 16 marzo n. 267, non adernpa, in caso di risoluzione dcl rapport di lavoro, alla corresponsione del trattamento dovuto o vi adempia in misura parziale, II lavoratore o i suoi a- venti diritto possono chiedere al Fondo il pagamento del trattamento di fine rapporto, sempreché a segun doll'esperimento dell'esecuzione forzata per la realizzazione del credito relativo a detto trattamento, le garanzie patrimoniali siano risultate in tutto o in parte insufficienti. II Fondo ove non sussista.' c m :3indocale contestazione in materia esegue ti pagamento del trattamento insoluto. Ouanto prev:sto nei commi precedenti si applica soltanto noi casi in cui la risoluzione del rapporto di lavoro e la procedura concoma-ele od esecutiva nano intervonute successivamente allen' trato in vigore dolia presente.legge. I pagamenti di cui al II, III. IV, e V, comma del presente articolo sono eseguiti del Fondo entro 60 giorni dalla richiesta dell'interessato. II Fondo e sur. engatodi diritto al.lavoratore o ai suoi eventi causa net priv:legio spettante sul patrimonio dei datori di lavoro ai venal dell'articolo 2751-bis e 2776 del codice oivile por le summe da esso pagate. II Fondo, per le coi entrate cd usadte e tenuta una c,ontabilitä separata mita gestione dell'assicurazione obbligatoria conten la disoccupazione, e alienenbato con un eontributo a canco dei datori di lavoro pan allo 0,03 per cento della retribuzione di col all'articolo 12 delia legge 30.aprile 1969, n. 153, a decorrere dat periodo di paga in corso al l o luglio Per tale contributo si osservano stesse disposiz'oni vigenti per l'accertamento e la riscossione der contributi dovuti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Le disponbilitä del Fondo di garanzia non possono in alcus modo essere utilizzate al di fuori della finalitä ist:tuzionale del Fondo stesso. Al fine di assicurare Ii pareggio della gestione, l'aliquota contributiva puä essere modifcata, in diminuzione o in aumento, con decreto del ministro del Lavoro e della Previdenza sodale, di concerto con 51 mhistro del Tesoro, sentito II Consigno di amtninistrazione dell'inps, sollo base delle risultanze del hilando consuntivo del Fondo medesimo. 11 datore di lavoro deve integrare le coi ai comed 11, 111 e IV dell'art. 4 dol comrna, del decreto legge 6 luglio 1978, n. 352, convertito, con modificazioni, nona legge 4 agosto 1978, n. 467, con l'indicazione dei dad necessari all'applicazione delle norme contenute nel presente articalo, nonchd dei dati retativi all'ac,oertamento effettuato nell'anno precedente ed all'accantonamento complessivo.r:soltante a credito del lavoratore. Si applicano altresl le disposizioni di coi ai comnd II, III e IV dell'art. 4 del predehto di. Le d'sposizioni del presente comma non si applicano al rapporto di lavoro domestico. Per i giornalisti e per i dirigenti di aziende industrian, il Fondo di garanzia per il tranamento di fine rapporto E gestito, rispettivamente, dall'istituto nazionale di previdenza dei giornalisti ttatiani«giovanni Amendola» e dall'istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industrian. ARTICOLO 3 (Nonne in materia pensionistica) A decorrrerc dall'anno 1983 e con effetto dat 1 aprile, t lilao e I ',nobre di oiascun anno gli importi delle pensioni alle quali si applica la penequazione automatizo di cul all'articolo 19 della legge 30 aprile 1969, n. 153, cd all'artieolo 9 della legue 3 giugno 1975, n. 160, e successive modificazioni cd integrazioni, ivi compense quelle ea-ogate in favore dei soggetti it cal tratlamento E regolato dall'articolo 7 della predetta legge 3 giugno 1975, n. 160, e dall'artioolo 14-septies del decretolegge 30 dicembre 1979, n. 663, conventilo, con modificazioni, nena legge 29 febbraio 1980, n. 33., sono aumentad in MiSlITO pan olla variaz:one percentuale come definita nel comma seguente dell'indice del costo della vila calcolato dall'istat ai fini dalla acato mobile delle retribuzioni dei lavoratori dell'industria.?ole date di cal al comma precedente la variazione si determina confrontando il valore medio dell'indice relativo al per:odo compreso tra Pottevo ed seno mese con il valore medio doll'indice relativo al periodo compreso Ira l'undicosimo cd.il nono mese anteriori a quelle da cui ha effetto l'aumento. Con la stessa decorrenza le pensioni alle quali si appl:cano le norme di cui all'articolo 10 della legge 3 giugno 1975, n. 160, vengono aumentate di una quota aggiuntiva pan al prodotto che si obtiene moltiplicando il valore unitario (innato per c :ascun punto in.1.dre mensili por il numero dei punti dii contingenza che sono accortati nel modo indicato nel comma seguente. II numero dei punti E uguale alta differenza arrotondata valori mcdi degli ludid indicad not secondo comma del presente articolo. Gil aumenti di cui ai precedenti commi primo o terco sono esclusi dalla misora delia pensione da assoggettare olla perequazione annualc avente decorrenza dat 1 gennaio dell'anno successivo. L'adeguamento periodico del con. tribual caleolato con la perequazione automat:ca delle pensioni e effettuato con decorrenza dal 1 gennaio di ciascun anno e comprende anche le variaziorsi intervenute con decorrenza dial I aprile, dad 1 luglio e dal 1" ottobre. A decorrere dat 1 0 gennaio 1983 ai titolari di pensione o assegno indicad nell'arlicolo 1 della.legge 29 aprile 1976, n. 177, le variazioni cella rot-aura mensile dell'indennitä integrativa speoiale di coi olla legge 27 maggio 1959, n. 324, e successive modificaz:oni, sono

45 1 apportate trimestralmente m' Ida base dci pund di variazione del costo della vita registrad tra gli indic.i indicad nel secondo comma del presente articolo. Con decreto del m:n : stro del Tesoro sano adeguate dalla predetta data le a- liquote contributive delle relative gestioni previdenziald. Per le pensioni liquidase con decorrenza successiva al 30 giugno 1982, la retribuzione annua pensionabile per l'assicurazione generale obbligator:a per l'invaliditä, la vecchiaia cd s superstiti dei lavoratori dipendenti e costituita dalla quinta parte della somma delle retribuzioni pene:pite in costanza di rapport di lavoro, o corrispondenti a periodi riconoseitui figurativamente, ovvero ad eventuale contribuzione volontaria, risultante dalle ultime 260 settimane di contribuzione unteeedenti la decorrenza delta pensione. A oiascuna settimana si attribuisce il valore retributivo o corrispondente alta retribuzione moda dell'anno solare cui la settimana stessa si riforisce. La rernibuzione media di ciascun anno solare si determina sucld'videnclo le retribuzioni percepite in costanza di rapporto di lavoro o corrispondenti a periodi riconosciut: figurativamente ovvero ad eventuale contribuzione obbligatoria, effettiva o figurativa, o volontaria. Per l'armo solare in cui cade la devorrenza dala pensione sono prese in consddcrazicne le retribuzioni corrispondenti ai periodi di paga scadutd anteriormente alta decorrenza stessa. La retribuziene media settimanale determ:nata per chtscun anno solare al send del precedente nono comma e rivaiutata in misura corrispondente alla variazione delrndice annuo del costo dein vita calcolato dall'istat ai fini della mala mobile delle retribuzioni dei lavoratori dell'industria, tra l'amo solare cui la retribuzione ci riferisce e quello precedente la decorrenza delia pensione. La retribuzione media settdmanale di dame) anno solare o frazione di esso, rivalutata zi semi del comino precedente, nen e presa in considerazione per la parte eccedente la retribuzione massima settimanale pentionabile in vigore rell'anno solare da cui &corre la pensione. Con decorrenza dei 1" gennaio 1983, il lirnil masst:mo di retribuzione annua, di cui all'art. 19 della :egge 23 apile 1981, n. 155, ai fdrd &Ha determ:nazione delta pensione a caldeo del Fcndo pensioni lavoratori dipendenti, e adeguato annualmente, con cffetto dal 1 0 gennaio, con la disciplina della perequazione automatica prevista per le pensioni a canco dol Fondo predetto di importo superiore al trattamento minimo. Ottalora ii numero delle settimane di vontribuzione utill per la determinazione della retribuzione annua pensionabile sia inferiore e 260, ferma restando la determinazione della retribuzione media settimanale nell'ambito di oiascun anno solare di cui ai commi VII, VIII, IX X e XI del presente ardeolo, la retribuzione annua pensionad-3e e data dalla media aritmettica delle retribuzioni corrisponclenti are settimane di contrdbuzioni esistenti. Agli oseni derivanti al Fondo pensioni per i lavoratori dipendenti cazione del presente articulo si provvede elevando le aliquote contributive a carie dei datori di lavoso, per l'assicuraziene generala ohbligatoria per l'invalklitä, la vecchiaia ed i superstiti dei lavcsatori dipendenti, in compresi addetti ai servidi donando' e famillari cd i pescatori della piceo:a pesca, con clecorrenza del periodo di paga in corso ulla dala del 1 luglio 1982 nella misura dello 0,30 per unto delta retribti- /done taponib::e e con decorrenza dal periodo di paga in corso ala data del I" gennolo 1983 nella misura ulteriore dello 0,20 per cento delta retribuzione itnponibile. I datori di lavoro detraggono per ciase= lavoratore l'importo della contr:buzione aggiuntiva di cut al comma precedente dall'ammontare delta quota del trattamento di fine rapporto relativa al periodo di t'ice:mento della contribuzione stessa. Qua/ora si trattamento fine rapporto sia erogato mediante forme previdenziabl, la contribuzione aggiuntiva e detratta dal contribitto doveto por il finanziamento del trattameato stesso, al cui importo spettante al lavoratore e corrispondentemente ridotto. ARTICOLO 4 (Disposizioni finali) Le indonnitä di cui agli articoli 351, 352, 919 e 920 del codice della navigazione approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, sono sostituite dal trattamento di fine rapporto discipidnato dall'articolo 2120 del codee Quando a norma del capo IV del titolo IV del codice della navdgazione approvato con -regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, ii trattamento o altra indenstitä di Une rapporto sono comrnisurati alta retribuzione, questa si leitende ' determinata e regolata dai contratti collettivi di lavoro. La disposizione di mi al sesto com. ma dell'articolo 2120 del cocuce eiv"e non si applica alle aziende dichiarate in crisi ai sensi dela legge 12 agosto 1977, n. 675, e successive Le norme di cul all'articolo 2120 del codice civile e ai commi secondo, terzo, quarto. quinto e sesto dell'articolo 5 delta presente legge, si applicano a tutti i rapporti di lavoro subordinan) per i quah siano previste forme di indennitä di anzianith, di fine lavoro. di buonuscita comunque denom:nate e da qualsiasi fonte disciphnote. Restan salve le indennitä corrisposte alla cessazione del rapport nventi natura e funzione diverse da quelle delle indennitä di cui al comma precedente. Resta altresi terma la Wscip'ina legislativa del trattamcnto di fine servicio dej dipe.ndenti pubblici. II Fondo di cui all'articolo 3 del regio decreto legge 8 gennaio 1942, n. 5, ceo modificazioni, nena legge 2 ottobre 1942, n. 1251, 0 soppiesso. La disponihd litä del Fondo di citi al precedente cornada seno devolute al datori di lavoro aventi divino proponzionalmente agli aceantonamenti effetwad a norma di legge. Le modalitä di diquidazione delle disponibilitä anziclette sono stabi'dtc con decreto del m tl stro del lavero e dalla Previdenza cicle di concerto con di ministro t1.1 Tesoro. Sono abrogad gli articoli 1 e 1-bis del decretwlegge 1" febbraio 1977, n. 12, convertito, con moclificazoni, nella legge 31 marzo 1977, n. 91. Sono abrogatc tulio le altre norme t' legge o aventi ferro di legge che ti sciplinano le forme di indennitä di anziaddä, di fine rapport e di buonuseita comunque denorninate. Seno anille e vengono sostituite di diritto dalle norme della presente legge tutte le clausole dei contratti collettivi regolanti la materia del trattamento di fine rapport. Nei casi in cui norme di legge o aventi forza di legge o elausole di ccntratti collettivi facciano richiamo a- istituti indicad al precedente X comma o alle 1:0nd regolatriei di casi, richiamo deve intendcrsi riferito al trattamento di fine rapport dt cui all'art Jalo 1 delta presente leggc. ARTICOLO 5 (Disposizioni transitorle) L'indenn:tä di anzianitä che sarebbe spettata ai singoli prestatori di lavoro in caso di cessazione del rapporto al- 'alto dell'ertrata in vigore delta presente legge e calce'ata azocado la disciplina vigente sino a tele momento e si cumula a tutti pi effetti con il tratlamento di cui atarticolo 2120 del cadice c :vile. Si applicano le disposizioni del IV e V, comma cl:tarticolo 2120 del codicc civile. A parziale deroga del secondo c terzo comma dell'arlicolo 2120 del codice cavile, gli aumenti dell'indennitä di Sindocale Plnirg 43

46 contingen,a o di emolumemti di anuloge natura, rnaturati a partire dal 1" febbraio 1977 e fino al 31 maggio 1982, sono computad ella retribuzione annua utile nette seguenti misure e scadenze: 25 punti a partire dal 1 gennaio '83: ulteriori 25 punti a partire del In luglio 1983; ulteriori 29 punti a partire del 1" gennaio 1984: ulterioni 25 punti a partire dat 1" ludo 1984; ulteriori 25 punbi a partire dat I" genndo 1985; ulteriori 25 punti a partire dat I itiglio 1985; residui punti u pardee del 1 0 gennaio In caso ch risoluzione del rapporto di lavoro anteriormente all'anno 1986, gli aumenti dell'indennite di conringenze o di emolumenti di analoga natura maturati a partire dat 1" febbraio 1977 e fino al 31 maggio 1982 e non ancora computati a norma dei comme precedente sono cornisposti in aggiunta al trattamento di fine rapport maturato Frito al 31 dicembre e silvo disposizioni pili favorevoli dei contratti nei confronti dei lavonatori che all'atto dell'entrata in vigore della presente legge fruiscono deleindennite di annianitä in altura inferiore a quella prevista dalla legge 18 dicembre 1960, n. 1561, le misure espresse in ore o giorni indicase dai contratti collettivi per Eindennite di anzianitä sones commisurate proporrionalmente all'importo della retribunione di ciascun anno divisa per 13,5. Entro la data di cui al comme precedente tutte le categorie di lavoratoni debbono fruire del trattamento previsto dall'articolo 1 della presente legge. Le disposizioni di cui ei precedenti quarto e quinto corma si analicen anche al personale navigante con le qualifiche di «sottufficiale 0 e di naomune u. E' riaperto. fino al 31 maggio 1982, il termine stabilito nell'articolo 23 del decretoelegge 8 aprile n. 95, convernto, con modificazioni, nella legge 7 giugno 1974, n. 216, per il versamenso degli accantonamenti e per l'adeguamento dei contratti di aiicuirazione e capitalizzazione di cui al deoreto-legge gennaio 1942 n. 5, convertito, con modificazioni. nella legge 2 ottobre 1942, n Per l'anno 1982 l'incremento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati del mese di dicembre e quello risultante r'spetto all'indice del mese di maggio. La presente legge entra in vigore il giorno successivo ulla sua pubblicazione nella Gazzetta.."111MMIIIMPri~ Sindacale Sciopero del 28 maggio 1982 I I dati forniti dalle segreterie regionali Pubblichiamo i dati relativi alta partecipazione alio sciopero del 28 maggio con esclusione di quelli del Lacio che non ci sono pervenuti. Sclopero generale nene regioni del Mezzogiorno Abruzzo: partecipazione allo sciopero: industria 88 per cento; pubblico impiego 65 per cena. servizi 70 per costo; (nei dad dell'industria non viene specincelo se riguardano il totale lavoratori o solo gli operai). Partecipazione ella manifestazione regionale a Pescara: persone con significative presenze di giovani e donne. Fuglia: partecipazione allo sciopero: industria: Foggia 80 per cento; S. Severo 90 per censo; Casarano 30 per censo; Brindisi: meccanici 40 per censo: chimici non ha scioperato ii Petrolchimico; Taranto 90 per censo; Bari 80 per censo; Andria 80 per cento. (non viene specificato se il dato si riferisce ai soli operai o se riguarda anche gli impiegati). pubblico impiego: Foggia 25 per cento; S. Severo 50 per censo; Casarano 50 per cento; Tunantes 60 per censo; Brindisi 10 per censo: Bari 10 per censo: Andria 10 per rento; braccianti: Foggia 50 per censo; S. Severo non hanno scioperato; Taranto 90 per rento; Andria 20 per censo. Manifestazioni: Giovinazzo: manifesta zione provinciale di Bari e Andria per la chiusura delle acciaierie. Chiusi scuole e negozi presenti. Molle donne e giovani. Foggia: presonti. Larga presenza di contadini per il problema della S. Severo: partecipanti in preve. lenza lavoratori dell'industria. Brindisi: un migliaio di partecipanti Basilicata: partecipazione alio sciopero: Potenza: tulle le categorie hanno scioperato. Vulture-Matese: industria 95 per conto, agricoltura 85 per cesto. Val d'agri: tutte le categorie 80 per cento. Zona del erstere: tulle le categorie 100 per censo. Matera: tulle le categorie 90 per cento. Manifestazioni: Potenza: panul panti. Vulture Matese: partecipanti. Val d'agri: partecipanti. Baragiano: 600 partecipanti. Calabria: partecipazione alto sciopero: Castrovillari: industria 80 per censo, pubblico impiego 50 per censo. Catanzaro, industria 80 per censo, pubblico impie,go 50 per cento. Gioia Tauro: industria 90 per censo. Crotone: industria 90 per cento. Manifestazioni: Crotone: partecipanti. Reggio Calabria, partecipanti. Praia a Mare: partecipanti. Molise: partecipazione ello sciopero: Campobasso: industria 40 per cento, pubblico impiego 30 per cento, commercio 50 per cento. Isernia: industria: operai 100 per censo impiegati 30 per cento, pubblico impiego 75 per censo. Termoli: industria 90 per cento (Fiat 65 per censo), pubblico impiego 50 per censo. Sicilia: sintesi complessiva a cura della segreteria regionale: In Sicilia lo sciopero e stato di 8 ore e la piattaforma comprendeva gli obiettivi di lotta contra la mafia. Si 8 tenuta

47 un'unica mannestazione regionale a Palermo con lavoratori. Hanno partecipato i sindaci e le segreterie re. &donan della Dc, Pal, Psi. La partecipazione alio sciopero stata dell'80 per cesto degli operai (e particolarmente riuscito selle grandi industrie chimiche) e non vi hanno partecipato gli impiegati. Discreta la partecipazione dei braccianti. Massimo del 30 per cesto sei pubblico impiego; non hanno scioperato le scuole e le banche. Sardegna: Sciopero particolarmente riuscito sei complessi chimici: industria: 90 per cesto operai, 70 per censo impiegati, pubblico impiego 50 per censo, banche 25 per censo, commercio 50 per cesto. Manifestazioni: unica regionale a Ca. gliari con presenti. N.B. - Non sono pervenuti i dati della Campania. Per le mandestazioni valgono i resoconti della stampa: Salerno: partecipanti. Caserta: partecipanti. Sciopero dei settori industriali neue regioni Nord e Centro Italia Piemonte. partecipazione ano sciopero: TorMo: 100 per censo nene fabbriche gomma-plastiche e chimiche tea gli operai; 50 per cesto tea gil impiegati; Fiat Mirafiori: meccanici 45 per censo, carrozzerie 75 per cento, presse 40 per cesto. Alessandria: tutti i settori: 75 per cesto operai. Novara: tutti i settori 85 per cesto operai. Manifestazioni: Torino: corteo all'associazione industriali. Lombardia: disponiamo di dati particolareggiati comprensorio per comprensione. La segreteria regionale ha fasto la sevente valutazione di sintesi: 1) la partecipazione ano sciopero degli peral e altissima; 2) la percentuale di scioperanti Ira gli impiegati e al di sotto del 20 per cesto; 3) sono presenti, anche questa volta, i casi di richieste di ferie e permessi; 4) non poche fabbriche hanno apostato lo soiopero alle ultime ore; 5) la presenza selle piazze ai comizi statu appena sufficiente, in pochi casi soddisfacente, e in qualche caso si sono avuti autentici buchi. Veneto: sciopero: operai: Sra 90 e 100 per cesto; impiegati: 60 per canto. Manifestazione regionale a Padova con presenti. Friull Venezia Glulia: partecipazione alio sciopero: operai 90 per canto; impiegati 20 per censo. Manifestazioni: Trieste partecip. Pordenone partecipanti. Tolmezzo 800 partecipanti. Gorizia partecipanti. Udine partecipanti. Trentino Alto Adige: sciopeio: 95 per censo operai; 90 per censo impiegati. sciopero: Ira il 90 e il 100 per censo gil operai (unica difficoltä nel settore ceramica); tra il 20 e il 30 per cesto gli impiegati. Manifestazioni: Bologna partec. Modena partecipanti. Forli partecipanti. Rimini partecipanti. Ravenna partecipanti. Parma 500 partecipanti. Toscana: sciopero: operai Ira il per cento; impiegati: massimo 30 per censo (presente la richiesta di ferie e perrnessi). Manifestazioni: F:renze partecip. Grosseto 800 partecipanti. Piombino partecipanti. Pisa partecipanti. Aindacale Direttore Agostino Marianett: Olrettore responsabile Francesco Cuozzo RedazIone Luisa Benedettinl, Enrico GalantInl, Carlo Gnettl, Rau! Wittenberg Segretarla di redazione Paola Marincola Grafico Aldo Slmonclnl Redazione: Corso d'italia, 25, Roma, tel Amministrazione via Vincenzo Brunaccl 53/55, Roma, telefono Abbonamento: annuo lire estero L Sostenitore Ilre Cc. p. n Concessionaria esclusiva per la pubblicitä SOCOP S.p.A. - Societä Con cessionl PubblIcitarle - Direzione Generale Milano, Via Baracchini 7 - Tel. 02/ Uffici: Bolo- Duesto numero ä stato chluso In tipografia martedl 1 giugno. Valdarno partecipanti. Pistola partecipann. Lucca 800 partecipanti. Leuda: sciopero: operai Ira il per censo; impiegati: massimo 35 per censo esempi di permessi: Ansaldo meccanica 23 per censo. Italcantieri 42 per cesto. Manifestazioni: Genova: presenti Sa yona: presenti. lmperia: non fasta. Tigullio: 600 presenti. Umbria: sciopero Ira il per cesto (non viene specificato se riguarda anche gli impiegati). Manifest.: Citar di Castello partec. Foligno partecipanti. Spoleto partecipanti. Marche: sciopero: operai 95 per cesto non si sa per gil impiegati. Manifestazioni: Pesaro partecip. Fano partecipanti. Fabriano 500 partecipanti. Ancona partecipanti. Fermo 250 partecipanti. Non sono pervenuti i dati del Lujo. gna, Via BoldrInl 18/b - Tel. 051/ ; Roma, Via Fuclno 2 - Tel. 06/ Agenzle; Torino, C.so Turati 11/C - Tel. 011/ Genova, Via Brigata Liguria 105/R - Tel. 010/ Venezla Marghera, Via Ulloa 5 - Tel. 041/ UdIne, Vis Bartolinl 18 Tel. 0432/ Arenze, Via Nazionale 4. Tel. 055/ Sub-concesslonaria: SIPRA S.p.A. Direzione Generale Torino, Via Bertola 34 - Tel. 011/5753; Milano, P.zza IV Novembre 5 - Tel. 02/ 6982; Roma, Via degli Scialoja 23 - Tel. 06/369921; Bologna, Via della Liberazione 6/C - Tel. 051/371071; Flrenze, Via del Tornabuoni 1 - Tel. 055/211842; Genova, L.go S. Giuseppe 3/23. Tel. 010/540151; Napoli. Via Orazio 20 - Tel. 081/ ; Venezia-Mestre, Via A. da Mestre 19 - Tel. 041/ Spediz. In abb. post. Gr. 11/70 - Iscritto al n del registro delle pub. blicazioni periodiche del Tribunale di Roma iil 4 febbraio '71 - Autorizzazione a Giornale murale - Proprietaria Editrice Sinda. cale Italiana s.r.l. Roma. Stampa: Stabilimento Grafico Edite. riale F.Hi Spada - Ciampino - Roma Associats all'uspi Unione Stampa Periodica Italiana ;3indocale

48 » I g 7,, 0 3 CD o o -> e g g 7= 2 5-0,9-2 < ji -g <.i.,' cl,.9 i e»,..»? ;5 3.2 g y >,,,, g.5..,,, o ga.14.g.."20 35' '53333 b, LVd030,11, '' 9,1.ene!g.g 511, '21 'g 1.i. o... L, g -.`1' carou, 4", ' a 0,cg2A,-... o s. ä i,«14?:.7 g 9.. <-2-, ::92.7.1E,` e 2 r =->":j Ig,== 12-EEK i El `4"e iä-ä-ä ' llga , 33 g g g-g g E ga Hg 2.3 E; 0 63, 2 5g z CD a g 20-0 g2e mmg.tf6-,170: >2 7-3 i 73 u' ;' E g', 2 < 1 2. j, N 2,._, 1 17,_. 2 8>.»» <.e,-, 3 3 E a e- i' i g er 44-: - - 8' -, 5V4 k; `PIV4 g ri erg fir ää-fär3ä3ä 2' en, Z 11'n!I.1,11 e. g gg e 2 a O.g,2 o rl, r2,73 cnng ticr.'2,u; 2. m. 1,' = u9 ro l' T1, 9...z EL r_. o a -. '...I r s -4 9 to ' s g -4.''.' 2 IU 22ä g ge - o 12,91 ei., 22:' g6 g.2gii 3m. ErEt er Cre

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