Mappa del Progetto Scambi

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1 Premessa Alla pagina 29 della pubblicazione curata del Coordinamento pedagogico provinciale di Bologna "Dal coordinatore al coordinamento - per un sistema qualificato dei servizi " si legge un'affermazione ben precisa: "Il Coordinamento pedagogico provinciale di Bologna ha fatto dell'attività degli "scambi" una punta di diamante del proprio operare pedagogico, in quanto crede che la costruzione di una rete sia fondante dell'identità professionale del gruppo." Tale premessa di fondo rimane alla base dell'attività di formazione rivolta agli educatori dei servizi 0-3 anni, attivata nel 2006 dal Coordinamento pedagogico con l'obiettivo di far incontrare tra loro persone che operano in servizi con tipologie di gestione diverse, organizzando visite guidate all'interno di nidi d'infanzia di Bologna e provincia. Il progetto, che ha durata biennale e coinvolge otto servizi educativi che hanno deciso di iscriversi a questo corso, richiede una regia organizzativa attenta, che viene gestita dall'assessorato ai Servizi Sociali e Sanità della Provincia di Bologna. Quando una comunità si interroga e si dispone a riflettere sulla propria identità, ha bisogno di potersi guardare anche con occhi "stranieri". Il progetto scambi si inserisce proprio in un'ottica di questo tipo, perché parte dalla convinzione che tutti possano imparare da uno sguardo esterno, purché esso sia al tempo stesso critico ed amichevole. Dall'idea di scambiare idee ed esperienze con colleghi che lavorano in altre realtà, simili ma non uguali, al desiderio di allargare la discussione, il passo è breve: il Coordinamento Pedagogico Provinciale in collaborazione con il Laboratorio di Documentazione e Formazione del Settore Istruzione del Comune di Bologna decide, ancora prima dell'inizio dei "lavori", di documentare il percorso e di dare maggior diffusione all'esperienza vissuta dagli operatori dei servizi suddetti e dai rispettivi coordinatori. Il fascicolo che qui presentiamo nasce nell'ambito della convenzione stipulata dalla Provincia di Bologna con il Laboratorio di Documentazione e Formazione al fine di promuovere una positiva cultura dell infanzia sul territorio provinciale bolognese, sensibilizzando sia gli enti che i soggetti privati interessati. Con l'intenzione di restituire nella maniera più immediata possibile gli snodi di un percorso di viaggio reale ma anche "mentale", usa l'andamento del reportage per mettere in evidenza come la scansione temporale delle visite, toccando mano a mano i vari nidi interessati, abbia permesso di avviare una conoscenza reciproca tra operatori e territori e come i gruppi di lavoro abbiano concretamente vissuto un'esperienza di apertura e disponibilità al confronto, indispensabile per crescere all'interno di un contenitore comune. 1

2 Mappa del Progetto Scambi Partecipano al progetto scambi gli Operatori e i Coordinatori dei nidi: Comunale (Comune di Pieve di Cento) Bolzani (Aloucs Crevalcore) Peter Pan (Comune di Calderara di Reno) Abba (Cadiai Bologna) Farlottine (FISM Bologna) Vighi (Comune di Casalecchio di Reno) Bigari (Comune di Bologna) Tra i nidi interessati, ce ne sono quattro a gestione comunale diretta, uno comunale gestito in concessione, uno privato autorizzato con posti in convenzione, uno dato in gestione tramite gara d'appalto. DENOMINAZIONE COMUNE DISTRETTO COORDINATORE SERVIZIO Nido comunale Pieve di Cento Pianura est Antonella Benati Nido comunale Bigari Bologna Bologna Claudia Zerri/ Franca Marchesi Nido comunale Vighi Casalecchio Casalecchio Giulia Preite Nido comunale Peter Pan Calderara di Reno Pianura Ovest Franca Lenzi/ MichelangeloSaldigloria Abba/Karabak Bologna Bologna Daria Quaglia Farlottine/ Fism Bologna Bologna Lara Vannini Bolzani/Aloucs Crevalcore Pianura ovest Antonella Cardone/ Roberta Giacobino 2

3 Per l'anno il programma prevede un momento iniziale di formazione assembleare, che si tiene a Bologna nella giornata di sabato 13 gennaio 2007 presso la sede del Quartiere Porto, visite dialogate presso quattro dei sette nidi d'infanzia interessati al progetto di formazione: l'appuntamento è mensile e la giornata prescelta è sempre il mercoledì GENNAIO R MERCOLEDI 24 ORE 9.30/15.30 Distretto di Bologna NIDO ABBA/CADIAI VIA ABBA 11 Coordinatore Daria Quaglia FEBBRAIO MERCOLEDI 21 ORE 9.30/15.30 Distretto di Bologna NIDO FARLOTTINE/FISM VIA BATTAGLIA 10 Coordinatore Lara Vannini MARZO MERCOLEDI 21 ORE 9.30/15.30 Distretto di Casalecchio NIDO VIGHI VIA PUCCINI 17 Coordinatore Giulia Preite APRILE MERCOLEDI 18 ORE 9.30/15.30 Distretto pianura est NIDO COMUNALE DI PIEVE DI CENTO VIA CIRCONVALLAZIONE EST 63 Coordinatore Antonella Benati mentre la visita agli altri tre servizi (il nido Bigari di Bologna, il nido Peter Pan di Calderara e il nido Balzani di Crevalcore) è prevista per l'anno educativo successivo, Un'educatrice del nido Ada Negri, che svolge attività di anno sabbatico, iscritta al corso come "osservatore", non come rappresentante del proprio collettivo, tiene il diario dell'esperienza formativa per l'anno Le pagine che seguono sono frutto del resoconto della sua partecipazione diretta a questo progetto. 3

4 Seminario del 13 gennaio 2007 ore 9.30/12.30 c/o sala Consiliare Quartiere Porto, via dello Scalo 21, Bologna 4

5 Organizzazione della mattinata A questo incontro partecipano tutti i coordinatori pedagogici dei nidi che aderiscono al progetto, gli educatori dei nidi coinvolti, alcuni rappresentanti dei collaboratori, i coordinatori interessati. Aprono l'incontro gli interventi di Maria Cristina Volta, responsabile del Coordinamento Pedagogico Provinciale di Bologna, e di Franca Marchesi, responsabile dell'unità Intermedia Zerosei del Settore Istruzione e Politiche delle differenze del Comune di Bologna. La dottoressa Volta delinea le funzioni del Coordinamento e le sue attività. Innanzitutto sottolinea che i suoi componenti sono assai numerosi (settanta coordinatori impegnati sui servizi di tutta la provincia), il che significa operare su territori differenziati: per questa ragione, ma anche per poter affrontare più tematiche pedagogiche contemporaneamente, il Coordinamento si suddivide in sottogruppi. Il Gruppo dunque è composto da otto sottogruppi, tra i quali in questa occasione vale la pena di menzionare quelli che concorrono tutti insieme alla valorizzazione della realtà e alla sua messa "in rete": Scambi pedagogici, Progetto pedagogico, Servizi sperimentali. 5

6 In particolare lo scopo del sottogruppo Scambi è quella di imparare a conoscere il proprio vicino, di trovare, nell'altalena tra analogie e differenze, quei fili comuni che possano diventare i tratti riconosciuti come caratteristici di una realtà territoriale. Paradossalmente potrebbero essere le famiglie stesse a fare da guida, perché sono loro che migrano da un comune all'altro, quando si creano nuove coppie ad esempio, e vengono a contatto diretto con i servizi dei quali richiedono il sostegno per la crescita dei propri figli. L'attività del sottogruppo Scambi all'interno del Coordinamento Pedagogico Provinciale si è rivelato negli anni trascorsi una ricchezza e uno strumento di crescita professionale per i coordinatori pedagogici: la riproposizione allargata di questa modalità dialogata di scambio di esperienze e di saperi è stata pensata dal Coordinamento proprio per aiutare i gruppi di lavoro ad assumersi l'importanza del significato delle parole e ad allenarsi ad un atteggiamento di interesse e di ascolto, anziché di contrapposizione, nei confronti di chi svolge lo stesso lavoro. L'intervento sul sistema dei servizi promuoverà la qualificazione dei servizi stessi, darà loro maggior visibilità, grazie al coinvolgimento diretto degli operatori e al raccordo con il territorio e le altre istituzioni. Il tema scelto come filo conduttore del percorso è quello degli spazi e delle relazioni. Lo spazio racconta, comunica, influisce sulle relazioni, incide sulla costruzione dell'identità individuale e sociale. Incontrarsi gli uni con gli altri, nello spazio frequentato quotidianamente, permetterà di formulare molte domande. Lo spazio e il fatto che ci siano elementi comuni nei vari servizi è frutto di una cultura condivisa o di una omologazione non pensata? E ancora: quanto è lontano lo spazio progettato dallo spazio usato? Quanto entriamo, come operatori, nella progettazione dello spazio? Il nido è qualcosa che si apre alla comunità? Come? Lo spazio esterno è legato al quartiere, alla comunità? Quanto è pensato in questi termini? 6

7 La dottoressa Marchesi fa un quadro complessivo del progetto scambi a livello regionale, avviato da parecchi anni perché, a fronte dell'apertura di molti servizi privati, si sentiva l'esigenza di aprire un confronto non solo tra pubblico e privato ma anche tra territori diversi. La scommessa iniziale fu quella di mettere in relazione tre tipologie di servizi (le scuole dell'infanzia, i nidi e i servizi integrativi) e tre tipologie di gestori (comunali, privati e convenzionati). Bologna fungeva da capofila per gli scambi tra i servizi integrativi. Consapevoli che non è per nulla facile mettere in gioco le proprie identità, motivarle e ri-motivarle in un fitto dialogo tra soggetti diversi, gli operatori e i coordinatori pedagogici coinvolti nel progetto hanno costruito un vero e proprio percorso di accoglienza. Ogni visita si è trasformata in una traccia, che veniva ripercorsa e discussa, come occasione per riflettere sulla propria identità, prima addirittura che su quella altrui. In questa ottica le domande che scaturivano durante le visite dialogate erano finalizzate alla comprensione e all'apertura verso quello che "l'altro" stava facendo. Anche se a volte è mancato il tempo materiale per approfondire i contatti, o ci sono state difficoltà nella trasmissione dell'esperienza alle colleghe, l'opportunità di conoscersi di persona promossa dalla Regione Emilia Romagna ha costituito un altro importante tassello nello sforzo che accomuna tutti, quello di costruire una cultura condivisa sulla prima infanzia. Il progetto scambi promosso dal Coordinamento pedagogico proviciale permetterà di conoscere direttamente diverse tipologie di gestione dei servizi educativi presenti sul territorio e di visitare servizi nuovissimi e altri meno nuovi. Interviene poi la Dottoressa Donatella Giovannini del Comune di Pistoia, Servizio Diritto alla Studio e Progetti Educativi: la sua relazione analizza il concetto dello spazio dal punto di vista pedagogico ed essendo centrata sugli spazi già esistenti pone l'accento su "come 7

8 dovrebbero essere" i nidi a misura di bambino. Il focus dell'esposizione è su arredi e spazi interni. Caratteristica dell'esperienza pistoiese è che lo spazio viene considerato come un elemento fondamentale per supportare la competenza e la capacità del bambino di relazionarsi con il mondo. E' una riflessione in itinere che ogni anno viene ripresa per vedere quanto il nido è in sintonia con il progetto culturale. E questo è tanto più importante poiché va moltiplicato per dieci, quanti sono i nidi della città. Si può dire che sia un discorso in controtendenza, rispetto a quanti affermano che non è importante il "dove", ma che quel che conta è il soggetto e le azioni che compie intenzionalmente nei confronti del bambino. L'impostazione pistoiese invece ritiene che l'adulto non è importante per il bambino soltanto quando agisce direttamente, ma anche quando costruisce lo spazio intorno a sé. Non ci si può privare della dimensione affettiva degli spazi. Il luogo è qualcosa di più ampio dello spazio, è la dimensione di uno spazio posseduto che dà l'intimità e la sensazione immediata di accoglienza Come il nido da spazio diventa un luogo Dimensione affettiva degli spazi Luogo come qualcosa di più ampio dello spazio I Luoghi sono spazi abitati fisicamente e mentalmente Abitare non è un fatto di conoscenza La dimensione di uno spazio posseduto dà l'intimità Ogni nido è diverso perché, come la casa, rispecchia la storia culturale del gruppo "Diffidare dei nidi troppo uguali tra loro e che non cambiano nel tempo" Idea di nido: identità, relazione, memoria, conoscenza Idea di bambino: curioso, competente, impegnato, disposto al contatto con gli altri L'impressione suscitata dalle immagini scattate nei nidi di Pistoia è stata di conferma di quanto affermato dalla relatrice = nido come casa, come luogo di intimità e di relazione sperimentata concretamente. Si prosegue con l'intervento di Laura Malavasi, Pedagogista e Direttrice della Cooperativa Socio Educativa ArgentoVivo: l'angolazione di partenza è costituita dall'idea dello spazio dal punto di vista architettonico. 8

9 La affianca nella esposizione l'architetto Luciano Pantaleoni della Cooperativa Andria di Correggio. Si presentano alla platea come due figure professionali nuove: "Archipedagogista" e "Pedarchitetto" due ibridi nati nel corso del progetto Caleidoscopio La loro relazione congiunta spiega come durante questo progetto gli adulti abbiano provato ad ascoltare i bambini, a dare voce e spazio ai loro pensieri sulla casa, su come i bambini vorrebbero che fosse: ne sono uscite rappresentazioni molto suggestive, quasi un dialogo tra persone di culture diverse, gli adulti e i bambini, che ha dato origine al Manifesto delle esigenze abitative dei bambini. Forti di questa esperienza, i soci della Cooperativa Andria, che è costituita da soci lavoratori con percorsi formativi e professionali diversi ma che condividono un idea di servizio come luogo di accoglienza, di benessere e di crescita per i bambini, i padri, le madri e in generale per chi si occupa di loro, hanno pensato che anche la costruzione di un nido deve essere frutto di progettazione partecipata. Progettare un nido in un certo modo, partendo dai bisogni espressi liberamente, è sembrato il modo giusto per dare significato alla progettazione, di modo che la relazione tra spazio interno ed esterno e la progettazione partecipata sono diventati un tutto armonico, che si esprime nella dimensione architettonica prescelta per il nido con- 9

10 notata da spazi molto ampi e trasparenti, visivamente comunicanti tra loro. Anche l'elemento grezzo, inteso come traccia della costruzione del nido, è stato lasciato scoperto appositamente ed ha una funzione mnemonica, di testimonianza. visibile. In settembre del 2007 verrà inaugurato il quartiere Coriandoline a Campagnola di Correggio Equilibrio tra pieno e vuoto Molte più occasioni per i soggetti di trovare delle connessioni personali La sfida è quella di pensare a luoghi significativi che si propongono come situazioni di aggregazione e che facilitano la costruzione di reti amicali. Rimane aperto il discorso sul rapporto nido/comunità e su quali siano le risorse da attivare per promuovere il rapporto nido/comunità/territorio. L'idea del nido aperto all esterno, che si fa perno della vita della comunità e si inserisce nel territorio, rimane soltanto accennata dai relatori. L argomento potrà poi essere maggiormente affrontato durante le visite, e riconsiderato negli appuntamenti previsti per l anno In occasione di questo primo sabato vengono consegnati alcuni materiali di lavoro: lo schema riassuntivo delle visite (giornate, sedi, orari.) e le schede di osservazione relative alle visite, la cui compilazione sarà curata dalle educatrici che vi parteciperanno, mentre altre schede sono state approntate appositamente per le colleghe che le accoglieranno all interno dei servizi. 10

11 Le visite all'interno dei servizi Per l anno scolastico 2006/2007 le visite sono fissate sempre nella giornata di mercoledì dalle ore 9.30 alle ore Ogni visita si svolge secondo uno schema concordato, al quale si attengono tutti i partecipanti: sono presenti un operatore per sezione (al massimo tre per nido) per un numero complessivo di sedici educatori circa, affiancati da sette coordinatori. Di fatto si tratta di una ventina di persone che si ritrovano ciclicamente. La lente prescelta attraverso la quale viene condotta l'osservazione è il tema degli spazi interni ed esterni, dello loro organizzazione e del loro utilizzo, ma il tema della discussione è soprattutto lo spazio come dimensione mentale di accoglienza, come collettore di esperienza e di memoria, come luogo di incontro tra colleghi e famiglie. Il ritrovo è previsto per le ore 9.30 direttamente al nido che si visita. Il coordinatore e le educatrici del nido che accoglie danno il via alla giornata. Ognuno presenta la propria storia, collocandola in un quadro generale e in una cornice istituzionale, per arrivare a delineare meglio l'identità del servizio. La visita si svolge a seconda delle esigenze del servizio che ospita, ma si fa comunque in modo che tutti visitino le sezioni, possibilmente a turno, e che si faccia osservazione. Chi non è impegnato nel momento dell'osservazione rimane nella stanza adibita ad accoglienza, dove, per esempio, può visionare una documentazione sui progetti pedagogici del servizio visitato oppure ascoltarli dalla viva voce di un'educatrice incaricata della presentazione. Importantissimo il momento del pranzo che viene offerto all interno del nido e costituisce un momento di reale condivisione, non soltanto perché gli adulti consumano lo stesso pranzo che viene dato ai bambini, ma soprattutto perché consente anche ai collaboratori ed alle collaboratrici di raccontare 11

12 l attenzione e le modalità con cui è eseguita la routine del pasto (o anche, per esempio, se vengono fatti progetti speciali riguardanti l'alimentazione.) In seguito, intanto che i bambini dormono, tutti possono fare un giro veloce degli spazi del nido, per poi ritrovarsi per uno scambio ed un confronto conclusivo, nel quale parlare della propria esperienza. Il che non vuol dire soltanto svelarsi ad un "pubblico" più vasto rispetto a quello con cui si ha a che fare quotidianamente, ma significa anche fare un lavoro di ricostruzione rispetto al sapere teorico e ai nessi con l'operatività di ciascuno. Mano a mano che le visite programmate permettono alle persone di incontrarsi, appare chiaro che non sono soltanto le somiglianze che permettono alle persone di esprimersi e di aprirsi con fiducia al dialogo. Anzi, si scopre che esiste un meccanismo contrario, e che uno scambio di conoscenze ha senso solo se queste non sono condivise a priori, se, cioè, esiste fra gli interlocutori una differenza che renda lo scambio significativo. Il terreno comune di partenza ha avviato la comunicazione, ma è la differenza che la rende significativa ed arricchente: differenziazioni e somiglianze, abbastanza evidenti o appena percepibili, svelano comunque la loro valenza di orizzonte formativo. La disponibilità all ascolto, alla reciproca accettazione critica, in quanto fondata sulla differenza, conduce il Progetto scambi su binari forse non previsti, introduce svolte significative. Il dialogo diventa un discorso a tutto tondo sull'educazione, ed è talmente intenso e ricco di stimoli che lascia nei partecipanti il desiderio di ritrovarsi ancora. 12

13 Bologna Prima visita 24 gennaio 2007 Nido d'infanzia Abba Nido d'infanzia comunale gestito in concessione Ente gestore: Consorzio KARABAK Coordinatrice: Daria Quaglia Il consorzio che lo ha costruito ha ottenuto la gestione del nido per ventisette anni. Alla progettazione architettonica ha partecipato direttamente la coordinatrice. La capienza attuale è di settantotto bambini, di cui venti lattanti, quattordici eterogenei, ventidue medi e ventidue grandi. Vi lavorano dodici educatori a tempo pieno, assunti con contratto nazionale (35 ore settimanali frontali, più 3 ore di monte ore). L'orario di apertura all'utenza è dalle 7.30 alle 18 per tutti, chiuso il sabato, il mese di agosto e nei giorni festivi. L'orario attuale è suscettibile di modifiche in base alle richieste degli utenti. E' previsto un ampliamento delle fascia di apertura giornaliera fino alle 20,30 nel caso in cui almeno sette famiglie ne facciano richiesta. Lo stesso dicasi per l'apertura nel mese di agosto, che verrebbe attivata a fronte di almeno dodici domande: l'ente gestore motiva questa offerta perché pone in primo piano i bisogni delle famiglie e ritiene che si tratta di offrire servizi diversi per bisogni diversi. 13

14 Le quattro sezioni sono caratterizzate da dominanti cromatiche che si adattano alla fase di sviluppo dei bambini che vi trascorrono la giornata e trasmettono volutamente una sensazione di " vuoto sensoriale" per dare risalto a ciò che di volta in volta le educatrici vogliono comunicare, sia agli adulti che ai bambini. Angoli sezione piccoli Salone sezione piccoli Sezione medi. 14

15 Sezione grandi - comunicazione genitori Sezione grandi Specchi per giocare 15

16 Sezione eterogenea. Cambio e riposo. A fronte della grande richiesta di servizio nido da parte dell'utenza, l'ente gestore ha potuto ampliare l'offerta di posti-bambino (la legge dà la possibilità di aumentare i posti-bambino di quindici unità) grazie anche al fatto che il nido inizialmente era sovradimensionato. E' stata attivata una sezione "supplementare" nella quale confluiscono bambini di età eterogenea, per i quali è comunque previsto il passaggio alla scuola dell'infanzia: questa sezione eterogenea nell'anno educativo ospita quattordici bambini di età diversa. 16

17 Sulle pareti, lasciate volutamente libere, i bambini possono ritrovare tracce di sé e soffermarsi a guardare. L'ampia camera da letto, silenziosa ed ovattata, consente il giusto raccoglimento per rilassarsi ma anche l'occasione di godersi drammatizzazioni e spettacoli. 17

18 Una stanza per sognare e per narrare Quanto a poter esplorare quello che sta "al di fuori", bambini e adulti hanno a disposizione uno spazio ampio e recintato anche visivamente, per esplicita richiesta dei genitori. un prato su cui scorrazzare e le case del quartiere Le comunicazioni e i lavori dei bambini vengono registrate dagli educatori su un quaderno apposito, mentre un piccolo gruppo editoriale si occupa della rivista del nido che raccoglie i contributi di ogni sezione 18

19 su di una tematica specifica (nell'esempio riportato qui a fianco si parla dell'inserimento) e dedica una rubrica agli interventi dei genitori. Il titolo di questa rubrica? "La posta del nido Abba". Flessibilità e apertura alle esigenze dei genitori potrebbero essere due parole da sottolineare: l'ente gestore privato non intende contrapporsi a quello pubblico, bensì porre l'accento sui bisogni delle famiglie. Ritornando al discorso iniziale, si tratta di offrire servizi diversi per bisogni diversi: non va mai dimenticato da chi opera in un servizio per la primissima infanzia che le famiglie si stanno differenziando anche come storia, come cultura, riferimenti e visioni dell'educazione. 19

20 Bologna Seconda visita 28 febbraio 2007 Nido d'infanzia Farlottine Nido d'infanzia privato autorizzato con posti in convenzione Coordinatrice delle attività educativo-didattiche Luciana Lorenzini Pedagogista interna Rossella Ambrosino Coordinatrice Pedagogica Fism Lara Vannini Direttrice Istituto Farlottine Mirella Lorenzini Il nido d'infanzia fa parte dell'istituto Farlottine, istituzione dell'opera di San Domenico per i Figli della Divina Provvidenza fondata nel L'Opera di San Domenico ha affidato la cura e la guida dell'istituto ad una comunità di educatrici Domenicane, che si pongono al servizio dei bambini e delle loro famiglie. Il nido, situato nel quartiere Savena all'interno di un grande parco alberato, accoglie bambini a partire dai dodici mesi. Come la sezione Primavera e la Scuola dell'infanzia, è convenzionato con il Comune di Bologna. Funziona tutti i giorni dalle 7,30 alle 18 escluso il sabato. E' previsto un servizio di apertura estiva fino alla terza settimana di luglio. 20

21 L'Istituto può contare sulla mensa interna, il che non solo garantisce la cura e la freschezza degli alimenti, ma favorisce la collaborazione tra gli addetti alla cucina e le insegnanti. Il percorso educativo è improntato a principi che appartengono alla fede Cattolica e alla tradizione domenicana. Il rapporto con Dio come relazione da coltivare viene spiegato come motivo fondante dell'identità del servizio: il fatto che tale identità venga presentata ai genitori prima dell'iscrizione è segno di chiarezza da parte dell'istituzione e di consapevolezza da parte delle famiglie, alle quali viene data la possibilità di compiere una scelta esplicita e motivata. Nella elaborazione del progetto educativo particolare rilievo viene data all'unità fra le varie dimensioni, corporea e spirituale, cognitiva e affettiva, come anche tra la dimensione di fede e quella di vita. Questi principi di fondo vengono presentati ai genitori fin dall'inizio dell'anno e tradotti nelle varie attività proposte ai bambini. Appena entrati, si scopre subito che ogni aula, sia del nido che della scuola dell'infanzia, è contrassegnata da un nome abbinato ad un simbolo, di modo che anche i bambini possano riconoscerle: 21

22 Le aule della Sezione Medi e della Sezione Grandi, che ospitano sedici bambini ciascuna, sono suddivise in angoli tematici Angoli dedicati al gioco simbolico 22

23 Angoli lettura e drammatizzazione scatole personalizzate dai genitori nel corso di un laboratorio svoltosi durante l'inserimento mentre gli spazi comuni sono dedicati ai momenti di routine. Quanto all'area esterna è unica, non delimitata da divisioni di plesso, e viene utilizzata da tutti i bambini, pur mantenendo una distinzione per gruppi a seconda delle età. 23

24 Aula delle finestre Un discorso particolare riguarda questa sala ampia e spaziosa, la cosiddetta "aula delle finestre", che viene utilizzata in ambiti diversi da Nido, Sezione Primavera e Scuola dell'infanzia: è uno spazio abitato a rotazione da tutti bambini, del nido e della scuola dell'infanzia, in momenti diversi della giornata. Nata come aula dedicata all'accoglienza dei bambini della pre-scuola, viene utilizzata come aula motoria per i più piccoli e come sala da riposo per i bambini della Scuola dell'infanzia. In occasione di un corso di formazione intitolato "Costruiamo il nostro spazio", il gruppo di lavoro ha preso la decisione di trasformare, anzi "stravolgere" il salone in questione, trasformando gli armadi in vere e proprie quinte scenografiche e disponendoli in modo da lasciare più spazio ai bambini, creando al tempo stesse nicchie per giochi di piccolo gruppo. La costruzione di un albero - teatrino, sfruttabile sia dalle insegnanti che dai bambini, per la complessità che presentava è stata affidata ad un falegname, mentre i bambini della scuola dell'infanzia l'hanno dipinto e hanno creato dei personaggi per addobbare l'aula. 24

25 I bambini del nido imparano a conoscere, in un'ottica di continuità interna, anche gli ambienti della scuola dell'infanzia attigua aiutati dalle educatrici e dal racconto delle vicende di una famiglia immaginaria, composta di babbo mamma due fratelli e una sorella, che svolge l'importantissima funzione di sfondo integratore delle attività proposte. Questi personaggi hanno una propria identità e una evoluzione fantastica, che viene narrata di volta in volta ai bambini, per condurli pian piano alle finalità-educative che di anno in anno sono al centro del piano di lavoro: essi si mostrano sempre interessati ai cambiamenti che intervengono nella storia inventata, proiezione di quelli che inevitabilmente avvengono anche nella loro. 25

26 Casalecchio di Reno Terza visita 21 marzo 2007 Nido d'infanzia Vighi Nido d'infanzia comunale Coordinatrice Giulia Preite Il Comune di Casalecchio di Reno mette a disposizione dell'utenza una rete di sei nidi a gestione comunale, un micronido e un nido d infanzia a gestione convenzionata. Il nido Vighi, situato in una struttura degli anni '80, è suddiviso in quattro sezioni contigue, compresa la sezione piccoli; dispone di sessanta posti e di cucina interna. La sezione piccoli ospita dodici bambini, seguiti da tre educatrici. La sezione medi è composta di dodici bambini e due educatrici. La sezione mista, medi - grandi, è composta da quindici bambini con due educatrici. Infine la sezione grandi è composta di ventun bambini e tre educatrici. In totale le educatrici in servizio sono 10 a tempo pieno e un part -time a 18 ore, più due jolly per le sostituzioni. 26

27 Nel nido, che è dotato di cucina interna, sono presenti una cuoca a tempo pieno e un part-time a 18 ore come aiuto in cucina. Le collaboratrici sono quattro a tempo pieno più un part time a 18 ore, che è impiegato a supporto della sezione grandi nelle ore pomeridiane. Svolgono anche un ruolo educativo, difatti sono molto presenti in sezione, fin dal periodo più "critico" dell'anno, quello dell'inserimento. Le sostituzioni per le malattie brevi sono coperte da tre jolly comunali che si spostano sui nidi, mentre per le assenze lunghe vengono assunte persone esterne. Il servizio è aperto da settembre a giugno. L'orario giornaliero va dalle 7,30 alle 16,30; l'orario posticipato di uscita alle ore 18 è gestito da una cooperativa. L'apertura di luglio funziona a richiesta dei genitori, le educatrici sono presenti una settimana, in caso di necessità sono previsti accorpamenti dei bambini presenti in estate all'interno dei nidi più grandi. Nell'anno educativo il gruppo di lavoro, nell'ambito di un progetto sugli spazi, ha affrontato innanzitutto il valore dello spazio dal punto di vista educativo, e si è poi impegnato in un lavoro di "revisione", evidenziando i punti critici dell'ambiente: la prima decisione presa è stata quella di modificare i colori delle pareti e 27

28 degli infissi, che erano assai accesi, e di dotare tutte le sezioni di un arredo in legno chiaro. Sezione medi Sezione grandi Sezione piccoli 28

29 Sezione mista Un altro elemento su cui il gruppo di lavoro si è confrontato è quello della flessibilità degli spazi, raggiungendo questa consapevolezza: occupare uno spazio in un modo anziché in un altro è fondamentale, soprattutto quando ci si sente un po' "stretti" (ed è ciò che avviene nella sezione grandi dove sono ospitati venti bambini). Il gruppo di lavoro ha deciso dunque di utilizzare tutti gli ambienti disponibili: il salone viene allestito di volta in volta per attività particolari, come del resto anche le singole sezioni e a volte persino le camere. Siccome non tutto può avvenire nelle sezioni, si lavora per sottogruppi e si fanno corrispondere alcuni spazi a determinati laboratori. 29

30 Per i genitori vengono programmate serate dedicate alla psicomotrcità, ma anche merende di gioco e laboratori di costruzione di materiale. Si sperimenterà pure la festa al parco. Per le comunicazioni di ogni giorno, il genitore ha a disposizione un foglio del tutto simile a quello che usano le educatrici 30

31 ma ad esso speculare, nel senso che il genitore ha uno spazio nel quale annotare notizie importanti riguardanti lo stato di salute di suo figlio, oppure dettagli della quotidianità. inventato e pure ricamato Per scrivere della propria esperienza al nido e per mettere in comune con altri adulti le proprie riflessioni, proposte, impressioni, è stato "il diario del nido" 31

32 Pieve di Cento Quarta visita 18 aprile 2007 Nido d'infanzia Comunale Nido d'infanzia comunale Coordinatrice Antonella Benati Ci troviamo davanti ad una piccola realtà che costituisce l'unico servizio zero-tre del paese. Il nido è situato all'interno di una villa padronale, che una famiglia di Pieve ha donato al Comune con la clausola che non venisse destinata ad altro uso. Il servizio è comunale, si avvale della cooperativa per quanto riguarda alcune figure che collaborano al funzionamento della sezione piccoli, ma che sono pienamente inserite nel gruppo di lavoro e rimangono le stesse per tutto l'anno. La capienza è di 49 posti, ma quest'anno è stata potenziata, quindi attualmente il nido ospita 54 bambini: 26 piccoli di cui 11 bambini che frequentano metà giornata con quattro educatrici a tempo pieno 32

33 28 grandi di cui 13 bambini che frequentano metà giornata con tre educatrici a tempo pieno ed una educatrice part-time (9,30-12,30) per il sostegno ad un bambino Occorre tenere presente che il numero dei frequentanti il servizio part-time cambia ogni anno Piano superiore: sezione piccoli Scala di accesso al piano superiore Piano terra. Sezione grandi 33

34 Gli inserimenti sono di tipo "globale" e si svolgono su cinque settimane. La prima è considerata di visita, durante la seconda avvengono i primi distacchi e contemporaneamente si avviano laboratori con i genitori per favorire la conoscenza reciproca, alla terza si comincia ad assaggiare anche la pappa. A proposito di questo importante momento di routine va detto che i pasti, forniti al nido, alla scuola dell'infanzia, alla scuola primaria e pure agli operatori, provengono dalla cucina centralizzata. Il pasto per i bambini arriva alle 11,15, quello per gli adulti alle 12,30 Per ultimo si sperimenta l'avventura della nanna in compagnia. 34

35 Le figure ausiliarie sono tre a tempo pieno, collaborano con le educatrici di sezione durante il periodo dell'inserimento e a sostegno delle attività che vengono svolte durante l'anno. Settecento ore vengono coperte dalla cooperativa e utilizzate per la sostituzione delle assenze che viene decisa dal personale stesso, al quale l'amministrazione Comunale ha affidato la gestione delle sostituzioni, ottenendo buoni risultati nel funzionamento complessivo del servizio. Lo stesso vale per i rapporti con la cittadinanza, con la quale si instaura un'atmosfera familiare. A volte, proprio perché in paese ci si conosce un po' tutti, si fa addirittura fatica a mantenere un corretto rapporto professionale! 35

36 Lo spazio esterno che si sviluppa lungo il lato sinistro della villa viene utilizzato anche per il servizio di giocheria, gestito dalle educatrici con l'aiuto della cooperativa. Il servizio è rivolto alle famiglie che non frequentano il nido, resta aperto il martedì e il giovedì dalle 9 alle 11 nei mesi di maggio e giugno, funziona ad iscrizione gratuita ed accoglie i bambini insieme all'adulto accompagnatore. L'arrivo della primavera è attesissimo in paese anche per questo: la Giocheria è diventato un punto di ritrovo per le famiglie (che ne usufrirebbero volentieri anche per periodi più lunghi) e si recano tutte in fila al gradito appuntamento. Un'altra occasione che viene offerta ai genitori è il «nido aperto». Durante il periodo delle iscrizioni alle graduatorie per l asilo nido (maggio-giugno) i genitori interessati possono visitare l asilo e con l aiuto di due educatrici vengono informati sull organizzazione degli spazi e delle attività che si svolgono durante l anno. Questa visita è organizzata in un'unica giornata dalle alle 19.30, è aperta anche ai bambini ed è l occasione per conoscersi mangiando anche qualche pasticcino!! 36

37 Conclusioni provvisorie Nel gruppo dei viaggiatori ho sentito l'iniziale curiosità un po' neutra, distaccata, concettuale, forse imbarazzata, di chi entra in un territorio sconosciuto, fare strada a una curiosità partecipata, a un clima caldo di riconoscimento delle strade, dei luoghi, delle parole. La terra non è così straniera e gli abitanti si somigliano molto. Hanno in comune gli stessi desideri pedagogici, la stessa passione per l'infanzia. Mi sembra di viaggiare insieme. Chi visita e chi accoglie, l'uno alla scoperta, l'altro alla riscoperta, l'uno alla ricerca delle altrui identità, l'altro alla definizione delle proprie. Quasi lo stupore delle similitudini e dei fantasmi preconcettuali che cadono, quasi la fierezza delle differenze e dei bisogni diversi che si soddisfano. Il gusto e l'entusiasmo di confrontarsi sulle questioni aperte, di provocare la discussione, l'azzardo di interrogarsi durante un viaggio così "spartano" su orientamenti filosofici, cambiamenti socio/ culturali, valori etici e spirituali, modelli familiari. Il mescolarsi nel viaggio delle diverse professionalità educatori, pedagogisti, responsabili istituzionali, ognuna delle quali guarda con gli occhi delle proprie competenze e sente con il cuore della propria esperienza. Respiro il diverso grado di storia, e quindi di appartenenza. La Cooperativa, nuova negli spazi, nelle persone, ancora in formazione e trasformazione, fresca di un percorso iniziato insieme, di soluzioni appena sperimentate per modelli nuovi, domande nascenti; le Farlottine, inserite in un'esperienza complessa, in una struttura più articolata (nido, materna, scuola primaria e secondaria) in una storia che è già STORIA, che sperimenta strade nuove per obiettivi e punti di partenza già assodati; il nido aperto tre decenni fa, che ha ripensato i propri spazi e ha cambiato anche i propri colori, e spinge tutti a confrontarsi sulla funzione del salone centrale e ad esprimersi sul modello anni'70-80; il nido di paese, una villa padronale riconvertita nelle sue funzioni e lasciata "in eredità" al Comune, con l'impegno che le sue porte siano sempre aperte ai piccolissimi e che i suoi muri di una volta sappiano custodirli senza mai farli sentire reclusi. 37

38 Le stanze, gli spazi per i bambini, i ritmi del tempo, le declinazioni dell'accoglienza, sono patrimonio comune. I colori, i linguaggi, sono diversi. Ognuno di noi ha avuto modo di scoprire gli aspetti originali che caratterizzano i nidi che ha visitato, di intuirne le potenzialità, di cogliere sfumature e ombreggiature pedagogiche. Tutti insieme abbiamo parlato di spazi oggettuali, abbiamo riflettuto sul fatto che se le educatrici espongono poche cose alla volta e le cambiano spesso riescono a fare "ordine", che una comunicazione di questo tipo serve per aiutare il bambino (il quale fino a tre anni guarda il particolare anziché il tutto) a crearsi un proprio ordine mentale. Ci siamo anche posti domande impegnative, sulla verità e sulla giustizia, ad esempio. Certo, la verità è un'esigenza che diamo per scontata, ma è difficile dire: Qual è la verità?o addirittura C'è la verità o soltanto la ricerca della verità? Dal canto mio, unendo le intramontabili virtù del taccuino di viaggio alla flessibilità delle immagini digitali, ho tentato di raccontare le prime quattro tappe di un percorso di formazione che sta rafforzando la nostra capacità di stare in gruppo ma ci sta anche portando ad immaginare la struttura architettonica "ideale" nella quale ci piacerebbe svolgere il nostro lavoro.un nido che sappia rapportarsi in maniera equilibrata con il territorio, che sia pensato per le necessità del bambino, un nido "a forte valenza di attrazione sociale", che sia capace di soddisfare i bisogni delle famiglie e, perché no?.. di indovinare i desideri delle generazioni future. 38

39 Indice Premessa pag. 1 Mappa del Progetto scambi pag. 2 Seminario 13 gennaio 2007 pag. 4 Le visite all interno dei servizi pag. 11 Prima visita Nido d infazia Abba Bologna pag. 13 Seconda visita Nido d infanzia Farlottine Bologna pag. 20 Terza visita Nido d infanzia Vighi Casalecchio di Reno pag. 26 Quarta visita Nido d infanzia Comunale Pieve di Cento pag. 32 Conclusioni provvisorie pag

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