POLITICA DI VALUTAZIONE E PRICING E REGOLE INTERNE PER LA NEGOZIAZIONE/EMISSIONE DEI PROPRI PRESTITI OBBLIGAZIONARI

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1 POLITICA DI VALUTAZIONE E PRICING E REGOLE INTERNE PER LA NEGOZIAZIONE/EMISSIONE DEI PROPRI PRESTITI OBBLIGAZIONARI Delibera del CdA del 22/09/2015

2 Indice Premessa Politica di valutazione e pricing Caratteristiche delle metodologie di pricing e processo valutativo Monitoraggio Aggiornamento e revisione Controlli interni Prestiti obbligazionari di propria emissione Prestiti obbligazionari non subordinati (Senior) Obbligazioni Plain Vanilla Metodologia di pricing: approccio metodologico Commissioni implicite ed esplicite di collocamento: Valore di Offerta delle obbligazioni in sottoscrizione Obbligazioni strutturate con componenti opzionali implicite Prestiti obbligazionari subordinati Obbligazioni Plain Vanilla Metodologia di pricing: approccio metodologico Commissioni implicite ed esplicite di collocamento: Valore di Offerta delle obbligazioni in sottoscrizione Obbligazioni strutturate con componenti opzionali implicite Merito di credito dell emittente Regole interne di negoziazione dei prestiti Note Entrata in vigore ALLEGATO A - Tabella decisionale con le probabilità di default pluriennali aggiornate al 18 ottobre Pag. 2 di 19

3 Premessa La presente Politica di valutazione e pricing (d ora innanzi Politica ) è redatta in coerenza con quanto previsto nella Comunicazione Consob inerente al dovere dell intermediario nella distribuzione di prodotti finanziari illiquidi (di seguito Comunicazione Consob ) 1 e le relative Linee Guida interassociative ABI, Assosim, Federcasse (di seguito Linee Guida interassociative ) e in conformità al documento Linee Guida per la redazione della Politica di valutazione e pricing trasmesso con circolare Federveneta n. 429 del 18/10/2010 e ha ad oggetto esclusivamente gli strumenti finanziari emessi dalla Banca. Qualora la Banca dovesse distribuire prodotti finanziari illiquidi emessi da soggetti terzi, la stessa si impegna ad avvalersi dei servizi di pricing forniti dagli istituti centrali di categoria (Iccrea Banca e/o Cassa Centrale Banca). Il presente documento si articola in due parti principali: nella prima parte (Cap. 1) sono descritti i presidi di correttezza in relazione alle modalità di pricing previste dalla Comunicazione Consob e dalle Linee Guida interassociative; nella seconda parte (Cap. 2), con specifico riferimento ai PO di propria emissione sono riportate: a) le metodologie di determinazione del fair value adottate dalla Banca; b) i criteri e le metriche utilizzabili per determinare lo spread denaro/lettera e del c.d spread commerciale ; c) le regole interne di negoziazione adottate dalla Banca in coerenza con quanto previsto dalle Linee Guida Interassociative. 1 Cfr Comunicazione Consob n del 2 marzo 2009 Pag. 3 di 19

4 1. Politica di valutazione e pricing I citati documenti prevedono che la politica individui per ogni prodotto/famiglia di prodotto finanziario: le metodologie di valutazione; i parametri di input e le relative fonti; il mark up massimo applicabile. La presente Politica deve essere adottata dalla banca sia nell ipotesi di distribuzione di prodotti connotati da una condizione di illiquidità, sia nel caso di adozione da parte della banca di una qualsiasi delle soluzioni per la connotazione di liquidità dei prodotti finanziari declinate nelle Linee guida interassociative (negoziazione su una sede di esecuzione quale un Mercato regolamentato o un sistema multilaterale di negoziazione; adozione di regole interne per la negoziazione; impegno al riacquisto e internalizzazione sistematica). La presente Politica individua i criteri e parametri di valutazione e di pricing adottati dalla banca con riferimento alle fasi del processo di emissione / offerta / collocamento / negoziazione in cui è necessario che l intermediario determini il valore dei prodotti finanziari di propria emissione e ne fornisca opportuna informativa in sede di proposizione al cliente e in sede di rendicontazione periodica. NB L onere di indicare il valore del prodotto finanziario, nonché il presumibile valore di realizzo, in sede di rendicontazione periodica ricade sulla banca a prescindere dal loro ruolo di emittente o negoziatore, solo per i prodotti finanziari illiquidi e ad esclusione dei casi di distribuzione di prodotti finanziari assicurativi. La banca può dotarsi anche mediante accordi con soggetti terzi di sistemi che consentano la fornitura di informazioni periodiche affidabili sul presumibile valore di realizzo e del fair value dei singoli strumenti offerti. La Politica deve essere approvata dall organo di Governo aziendale ed è soggetta a monitoraggio periodico e a revisione su base almeno annuale (vedi infra). L organo di Governo aziendale può delegare l approvazione delle fonti dei parametri previsti dalle metodologie al Direttore Generale. 1.2 Caratteristiche delle metodologie di pricing e processo valutativo I modelli di pricing utilizzati devono essere coerenti con il grado di complessità dei prodotti offerti/negoziati, affidabili nella stima dei valori, impiegati e conosciuti anche dagli altri operatori di mercato. Le metodologie di pricing, nonché i relativi parametri di input, applicati sul mercato primario devono essere coerenti con quanto effettuato ai fini della valorizzazione del portafoglio titoli e derivati della proprietà. Tale coerenza deve essere assicurata anche sul mercato secondario. Più specificamente, il processo valutativo si articola nelle seguenti fasi: 1.Individuazione dei parametri e delle relative fonti da utilizzare. Pag. 4 di 19

5 Tale fase, comune sia al mercato primario che secondario, richiede di specificare le diverse componenti utilizzate per calcolare il prezzo di ciascuna tipologia di prodotto finanziario quali, ad esempio: la curva dei tassi d interesse utilizzati per l attualizzazione e la stima dei flussi finanziari futuri; eventuali spread creditizi che riflettano la rischiosità dell emittente del prodotto finanziario; volatilità e correlazioni dei parametri di mercato alla base dell indicizzazione dei flussi futuri di ciascun prodotto finanziario. Volatilità e valorizzazione di eventuali componenti opzionali Per ciascuna delle componenti sopra elencate è necessario indicare anche le fonti e le tipologie di dati utilizzati, nonché prevederne la storicizzazione al fine di assicurare la ricostruzione dell attività svolta. 2. Specificazione per ciascuna tipologia di prodotto della metodologia di pricing. 3. Determinazione del pricing del prodotto finanziario. 1.3 Monitoraggio La banca deve effettuare, quantomeno annualmente, un attività di monitoraggio periodico dell efficacia e della correttezza delle metodologie individuate per la determinazione del fair value dei prodotti finanziari e delle fonti informative utilizzate per il funzionamento dei relativi modelli. A tale proposito, provvede a confrontare i risultati prodotti dalla metodologia individuata con i prezzi disponibili sul mercato per lo stesso prodotto/famiglia di prodotti o con i prezzi di prodotti aventi caratteristiche simili. In particolare la banca effettua, con cadenza almeno mensile, il monitoraggio della coerenza delle valutazioni delle transazioni concluse con la clientela durante la giornata operativa con le rivalutazioni di fine giornata. 1.4 Aggiornamento e revisione La banca, prima di procedere all offerta di un nuovo prodotto finanziario ovvero prima di inserirlo nell elenco dei prodotti finanziari negoziati in conto proprio, provvede ad individuare la metodologia da utilizzare per la determinazione del fair value dello stesso. Sottopone, inoltre, a revisione le metodologie individuate per ciascun prodotto/famiglia di prodotti con cadenza annuale e comunque ogni qual volta siano disponibili nuove metodologie riconosciute e diffuse sul mercato ovvero l attività di monitoraggio abbia evidenziato criticità in merito ai risultati delle metodologie scelte. 1.5 Controlli interni Il processo di validazione della Politica prevede il coinvolgimento delle strutture di controllo di primo e secondo livello, ciascuna per le attività di propria competenza. La banca definisce, nell ambito delle proprie procedure interne, le attività di competenza delle strutture di controllo di primo, secondo e terzo livello con riferimento alla verifica della adozione della Politica. Pag. 5 di 19

6 In particolare, l Ufficio Compliance verifica che la Politica sia stata definita ed effettivamente applicata in conformità alle regole organizzative delle Linee Guida interassociative. L Ufficio Rischi verifica l effettivo utilizzo delle metodologie approvate e l applicazione dei mark up nei limiti previsti. La funzione Internal Audit verifica l esistenza e l adeguatezza della Politica nonché dei presidi di primo e secondo livello con riferimento all applicazione della stessa. Al fine di assicurare la ricostruzione dell attività svolta, tenuto conto delle attività previste per il monitoraggio, la banca provvede ad archiviare quotidianamente il set di parametri utilizzati dalle metodologie di pricing ritenuto rappresentativo di ogni giornata operativa in cui vengono effettuate le transazioni. Pag. 6 di 19

7 2. Prestiti obbligazionari di propria emissione 2.1 Prestiti obbligazionari non subordinati (Senior) Obbligazioni Plain Vanilla Metodologia di pricing: approccio metodologico Di seguito si riportano i criteri adottati per la determinazione del pricing dei prestiti obbligazionari emessi dalla Banca, al fine di conciliare, in conformità alle disposizioni normative e contabili in materia, le seguenti prerogative: coerenza della metodologia con le attuali prassi operative della Banca, ivi compreso il mantenimento della peculiare relazione commerciale della Banca con la clientela; contenimento dei relativi oneri di implementazione e degli impatti di adeguamento operativo per la Banca, nel rispetto e nella tutela del maggiore interesse per la clientela. La soluzione metodologica individuata, in considerazione dei citati presupposti, nonché del contesto operativo di riferimento e delle prassi metodologiche in uso presso la Banca e presso altri intermediari bancari, individua le tecniche di valutazione che concorrono alla definizione del prezzo di emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari della Banca. Il processo valutativo dei titoli obbligazionari di propria emissione prevede che il fair value sia calcolato mediante la curva free risk, a cui viene applicato uno spread di emissione che tiene conto del merito di credito dell'emittente. Le valutazioni successive a quella iniziale riflettono variazioni delle condizioni di mercato per il merito creditizio dell emittente. Per la definizione del Merito di Credito dell Emittente si rimanda al paragrafo 2.3. Pertanto il fair value è calcolato, con l ausilio di idonee procedure informatiche, secondo l'approccio dell'attualizzazione dei flussi futuri, attraverso l applicazione della seguente formula: FV = n i 1 C i * ti * DF i + VR * DF n dove: C i nel caso di un titolo a tasso variabile C i =(F wi + s) è la cedola i-esima calcolata come somma dell i-esimo tasso forward F wi e dell eventuale spread di emissione s; nel caso di un titolo a tasso fisso (costante, crescente o decrescente) C i è il tasso di riferimento del titolo, costante per tutta la vita del titolo o crescente o decrescente rispettivamente per emissioni di tipo Fisso, Step-Up/Down; Δ ti è la i-esima durata cedolare; DF i è il fattore di sconto del flussi i-esimo determinato sulla basse del tasso risk-free di mercato e dello spread creditizio dell Emittente, entrambi riferiti alla data di valutazione. VR è il valore di rimborso del titolo Laddove sia prevista una opzione (es. Cap e/o Floor), l'obbligazione sarà un'obbligazione strutturata, scomponibile, sotto il profilo finanziario, in una componente obbligazionaria pura, valutata come sopra descritto, ed una componente derivativa valutata mediante modelli finanziari che possono variare in base al tipo di opzione implicitamente acquistata o venduta dall Emittente. Pag. 7 di 19

8 2.1.3 Commissioni implicite ed esplicite di collocamento: Valore di Offerta delle obbligazioni in sottoscrizione Si specifica che in sede di Offerta delle obbligazioni, potranno essere applicate commissioni implicite ed esplicite di collocamento. Le commissioni implicite di collocamento misurano, di fatto, lo Spread Commerciale dell Emittente, dovuto alla sua capacità relazionale con la clientela, al rapporto di fiducia che lo lega alla stessa, ed alla sua presenza radicale sul territorio proprio perché Credito Cooperativo. Lo Spread Commerciale/Commissione implicita di collocamento è dato dalla differenza tra lo spread creditizio della Banca al momento dell emissione e lo spread effettivo di emissione del titolo rispetto alla curva free risk. Il Valore di Offerta VO sarà allora così determinato: VO = n i 1 Con OIC = C i * n i 1 ti * DF i + VR * DF n + OIC + OEC SC i * ti * DF i dove: C i nel caso di un titolo a tasso variabile C i =(F wi + s) è la cedola i-esima calcolata come somma dell i-esimo tasso forward F wi e dell eventuale spread di emissione s; nel caso di un titolo fisso Ci è il tasso fisso di riferimento del titolo, costante per tutta la vita del titolo o crescente o decrescente rispettivamente per emissioni di tipo Step-Up/Down; Δ ti è la i-esima durata cedolare; DF i è il fattore di sconto del flussi i-esimo determinato sulla basse del tasso riskfree di mercato e dello spread creditizio dell Emittente, entrambi riferiti alla data di valutazione. VR è il valore di rimborso del titolo SC i è lo Spread Commerciale, cioè dalla differenza tra lo spread creditizio della Banca al momento dell emissione e lo spread effettivo di emissione del titolo rispetto alla curva free risk OIC sono gli oneri impliciti di collocamento OEC sono gli oneri espliciti di collocamento: commissioni di sottoscrizione ed altri oneri o spese connesse alla sottoscrizione stessa espressi in valore percentuale del nominale sottoscritto Gli oneri espliciti di collocamento non potranno mai essere superiori allo 0,50% Alla luce dell analisi effettuata sulle emissioni degli ultimi due anni, con riferimento ai prossimi 12 mesi, di limitare il proprio spread commerciale nella misura massima del 100% dello spread creditizio relativo a ciascuna emissione. Con particolare riferimento alle emissioni di prestiti obbligazionari a tasso variabile, inoltre, la Banca, comunque, si impegna a non effettuare emissioni a spread inferiori a -50 punti base rispetto al parametro di indicizzazione prescelto di volta in volta indicato nelle singole emissioni. Pag. 8 di 19

9 In caso di disinvestimento dei titoli prima della scadenza, il sottoscrittore potrebbe subire delle perdite in conto capitale, in quanto l eventuale vendita potrebbe avvenire ad un prezzo inferiore a quello di emissione dei titoli Obbligazioni strutturate con componenti opzionali implicite Laddove sia prevista una opzione (es. Cap e/o Floor, Inflazione, Indici azionari ), l'obbligazione sarà un'obbligazione strutturata, scomponibile, sotto il profilo finanziario, in una componente obbligazionaria pura, valutata come sopra descritto, ed una componente derivativa valutata mediante modelli finanziari che possono variare in base al tipo di opzione implicitamente acquistata o venduta dall Emittente. Per Obbligazioni di questa tipologia la Banca si riserva la facoltà di ricorrere a parti terze per la valutazione della componente derivativa e/o della componente obbligazionari. 2.2 Prestiti obbligazionari subordinati Obbligazioni Plain Vanilla Metodologia di pricing: approccio metodologico Di seguito si riportano i criteri adottati per la determinazione del pricing dei prestiti obbligazionari subordinati emessi dalla Banca, al fine di conciliare, in conformità alle disposizioni normative e contabili in materia, le seguenti prerogative: coerenza della metodologia con le attuali prassi operative della Banca, ivi compreso il mantenimento della peculiare relazione commerciale della Banca con la clientela; contenimento dei relativi oneri di implementazione e degli impatti di adeguamento operativo per la Banca, nel rispetto e nella tutela del maggiore interesse per la clientela. La soluzione metodologica individuata, in considerazione dei citati presupposti, nonché del contesto operativo di riferimento e delle prassi metodologiche in uso presso la Banca e presso altri intermediari bancari, individua le tecniche di valutazione che concorrono alla definizione del prezzo di emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari della Banca. Il processo valutativo dei titoli obbligazionari subordinati di propria emissione prevede che il fair value sia calcolato mediante la curva free risk, a cui viene applicato uno spread di emissione che tiene conto del merito di credito dell'emittente al momento dell emissione stessa. Le valutazioni successive a quella iniziale riflettono solo le variazioni delle condizioni di mercato e non quelle per il merito creditizio dell emittente. Esse vengono effettuate secondo la metodologia del frozen spread che cristallizza lo spread di emissione del titolo al momento dell emissione stessa. Pertanto il fair value è calcolato, con l ausilio di idonee procedure informatiche, secondo l'approccio dell'attualizzazione dei flussi futuri, attraverso l applicazione della seguente formula: FV = n i 1 C i * ti * DF i + VR * DF n dove: C i nel caso di un titolo a tasso variabile C i =(F wi + s) è la cedola i-esima calcolata come somma dell i-esimo tasso forward F wi e dell eventuale spread Pag. 9 di 19

10 di emissione s; nel caso di un titolo a tasso fisso (costante, crescente o decrescente) C i è il tasso di riferimento del titolo, costante per tutta la vita del titolo o crescente o decrescente rispettivamente per emissioni di tipo Fisso, Step-Up/Down; Δ ti è la i-esima durata cedolare; DF i è il fattore di sconto del flussi i-esimo determinato sulla basse del tasso risk-free di mercato incrementato/diminuito del maggior/minor rendimento riconosciuto dal titolo al momento dell emissione rispetto al tasso risk-free al momento stesso rilevato VR è il valore di rimborso del titolo Laddove sia prevista una opzione (es. Cap e/o Floor), l'obbligazione sarà un'obbligazione strutturata, scomponibile, sotto il profilo finanziario, in una componente obbligazionaria pura, valutata come sopra descritto, ed una componente derivativa valutata mediante modelli finanziari che possono variare in base al tipo di opzione implicitamente acquistata o venduta dall Emittente Commissioni implicite ed esplicite di collocamento: Valore di Offerta delle obbligazioni in sottoscrizione Si specifica che in sede di Offerta delle obbligazioni, potranno essere applicate commissioni implicite ed esplicite di collocamento. Le commissioni implicite di collocamento misurano, di fatto, lo Spread Commerciale dell Emittente, dovuto alla sua capacità relazionale con la clientela, al rapporto di fiducia che lo lega alla stessa, ed alla sua presenza radicale sul territorio proprio perchè Credito Cooperativo. Lo Spread Commerciale/Commissione implicita di collocamento è dato dalla differenza tra lo spread creditizio della Banca al momento dell emissione e lo spread effettivo di emissione del titolo rispetto alla curva free risk. Il Valore di Offerta VO sarà allora così determinato: VO = n i 1 Con OIC = C i * n i 1 ti * DF i + VR * DF n + OIC + OEC SC i * ti * DF i dove: C i nel caso di un titolo a tasso variabile C i =(F wi + s) è la cedola i-esima calcolata come somma dell i-esimo tasso forward F wi e dell eventuale spread di emissione s; nel caso di un titolo fisso Ci è il tasso fisso di riferimento del titolo, costante per tutta la vita del titolo o crescente o decrescente rispettivamente per emissioni di tipo Step-Up/Down; Δ ti è la i-esima durata cedolare; DFi è il fattore di sconto del flussi i-esimo determinato sulla basse del tasso riskfree di mercato incrementato/diminuito del maggior/minor rendimento riconosciuto dal titolo al momento dell emissione rispetto al tasso risk-free al momento stesso rilevato VR è il valore di rimborso del titolo SC i è lo Spread Commerciale, cioè dalla differenza tra lo spread creditizio della Banca al momento dell emissione e lo spread effettivo di emissione del titolo rispetto alla curva free risk Pag. 10 di 19

11 OIC sono gli oneri impliciti di collocamento OEC sono gli oneri espliciti di collocamento: commissioni di sottoscrizione ed altri oneri o spese connesse alla sottoscrizione stessa espressi in valore percentuale del nominale sottoscritto Gli oneri espliciti di collocamento non potranno mai essere superiori allo 0,50% Alla luce dell analisi effettuata sulle emissioni degli ultimi due anni, con riferimento ai prossimi 12 mesi, di limitare il proprio spread commerciale nella misura massima del 100% dello spread creditizio relativo a ciascuna emissione. Con particolare riferimento alle emissioni di prestiti obbligazionari a tasso variabile, inoltre, la Banca, comunque, si impegna a non effettuare emissioni a spread inferiori a -50 punti base rispetto al parametro di indicizzazione prescelto di volta in volta indicato nelle singole emissioni. In caso di disinvestimento dei titoli prima della scadenza, il sottoscrittore potrebbe subire delle perdite in conto capitale, in quanto l eventuale vendita potrebbe avvenire ad un prezzo inferiore a quello di emissione dei titoli Obbligazioni strutturate con componenti opzionali implicite Laddove sia prevista una opzione (es. Cap e/o Floor, Inflazione, Indici azionari ), l'obbligazione sarà un'obbligazione strutturata, scomponibile, sotto il profilo finanziario, in una componente obbligazionaria pura, valutata come sopra descritto, ed una componente derivativa valutata mediante modelli finanziari che possono variare in base al tipo di opzione implicitamente acquistata o venduta dall Emittente. Per Obbligazioni di questa tipologia la Banca si riserva la facoltà di ricorrere a parti terze per la valutazione della componente derivativa e/o della componente obbligazionari. 2.3 Merito di credito dell emittente Lo spread di emissione ed il prezzo di negoziazione dei soli titoli obbligazionari non subordinati tengono conto, come detto precedentemente, del merito creditizio della Banca. Con riferimento alle emissioni della Banca, attualmente prive di rating ufficiale, ed in previsione dell imminente istituzione del Fondo di Garanzia Istituzionale per il credito cooperativo, ai fini della valutazione dello spread creditizio, viene utilizzato il rating elaborato dalle agenzie specializzate (Moody s, Fitch, S&P) corrispondente alla classe di appartenenza attribuita alla banca dal Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti. Nello specifico il Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti attribuisce ad ogni Banca aderente una classe di merito rappresentativa della sua probabilità di default come da note tecniche del Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti. Ai fini della determinazione della curva di tasso di riferimento la Banca considera l ultima classe di appartenenza comunicata dal Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti e la associa alla corrispondente Classe di rating. Nell ALLEGATO A si riportano: Pag. 11 di 19

12 1. le tabelle aggiornate con le probabilità di default pluriennali per classi prodotte da: - Fondo di Garanzia Obbligazionisti; - Società di rating Standard & Poor; - Società di rating Moody s; 2. Il rating assegnato a Crediveneto dal Fondo di Garanzia Obbligazionisti. In seguito all istituzione del Fondo di Garanzia Istituzionale (FGI), la Banca userà il rating puntuale determinato dal FGI (transcodificato sulla scala Fitch, S&P). L impostazione si basa in primo luogo sulla considerazione che, in assenza di rating ufficiali, i rating puntuali determinati dal FGI possono rappresentare la soluzione operativa più appropriata in quanto: derivano da una sistema di stima del merito creditizio delle BCC-CR: 1. conforme dal punto di vista metodologico alle prescrizioni previste dalla normativa prudenziale di Basilea 2 per i sistemi IRB (Internal Rating Based); 2. oggetto di valutazione da parte della Banca d Italia nell ambito del processo di riconoscimento formale del FGI; garantiscono la coerenza rispetto alle valutazioni effettuate ai fini interni dal FGI. Sulla base di un approccio che si va affermando presso le Agenzie internazionali di Rating, i network bancari cooperativi che si doteranno di schemi di tutela istituzionali potranno ottenere, a seconda delle condizioni, un rating floor ovvero un rating di sistema che potranno essere estesi alle singole BCC-CR aderenti. Con specifico riferimento al primo, poiché il concetto di rating floor sottende una uniformazione delle BCC-CR aderenti al FGI in termini di rating minimo, la Banca ritiene coerente utilizzare, in assenza di un rating individuale ufficiale, il rating puntuale della Banca determinato dal FGI nel caso risulti migliore del rating floor. Ciò premesso e atteso che la garanzia del FGI coprirà le sole obbligazioni sottoscritte dalla clientela retail 2 emesse in data successiva a quella di avvio operativo dello stesso e nel presupposto dell attribuzione di un rating floor ufficiale, seguendo il citato approccio si prospettano le seguenti soluzioni operative: a) per le emissioni obbligazionarie emesse precedentemente all avvio operativo del FGI: rating puntuale della Banca determinato dal FGI; b) per le emissioni obbligazionarie emesse successivamente all avvio operativo del FGI: 1. non coperte da garanzia del FGI: come nel punto a); 2. coperte da garanzia del FGI e nelle more di assegnazione del rating floor ufficiale: come nel punto a); 3. coperte da garanzia del FGI con rating floor ufficiale: rating floor del FGI; oppure rating puntuale della Banca determinato dal FGI se migliore del rating floor. La componente di merito creditizio dell emittente sarà calcolata come differenza, relativamente alla struttura a termine dei tassi, tra la curva dei titoli di debito di emittenti bancari dell Area Euro corrispondente al rating selezionato (diversa per livello di seniority), secondo quanto descritto in precedenza, e quella risk-free. 2 Sono esclusi dalla garanzia i prestiti obbligazionari subordinati Pag. 12 di 19

13 Nel caso non risultino disponibili curve a termine per classi di rischiosità inferiori ad alcuni livelli di rating si procederà dapprima considerando la curva corrispondente al rating selezionato dei titoli di debito di emittenti finanziari dell Area Euro, poi la media dei rendimenti delle obbligazioni senior dei principali gruppi creditizi italiani e, in assenza, a determinarle attraverso opportune tecniche interpolative. Pag. 13 di 19

14 3. Regole interne di negoziazione dei prestiti Con riferimento ai prestiti obbligazionari di propria emissione, coerentemente con quanto riportato nel prospetto di base, l Emittente non assume l onere di controparte, non impegnandosi incondizionatamente al riacquisto di qualunque quantitativo di Obbligazioni su iniziativa dell investitore. Le Obbligazioni non saranno oggetto di domanda per l ammissione alla quotazione su mercati regolamentati. La Banca, al fine di assicurare la liquidità delle proprie obbligazioni, definisce, adotta e mette in atto regole interne formalizzate che individuano procedure e modalità di negoziazione dei prodotti finanziari in oggetto. Tali regole sono state definite in coerenza con quanto previsto dalle Linee Guida ABI-Assosim-Federcasse validate dalla Consob in data 5 agosto 2009 e sono sintetizzabili come segue: Prodotti finanziari oggetto delle regole interne Clientela ammessa alla negoziazione Proposte di negoziazione della clientela Esecuzione dell ordine Quantitativo massimo di riacquisti di prestiti di propria emissione Tutti i Prestiti obbligazionari emessi dalla Banca ed oggetto del presente prospetto di base Clientela al dettaglio (retail) Raccolta presso tutte le filiali della Banca Entro tre giorni lavorativi dal momento dell inserimento nella procedura. L Emittente si riserva la facoltà di negoziare le obbligazioni in contropartita diretta (servizio di negoziazione in conto proprio). L Emittente garantisce l esecuzione degli ordini delle obbligazioni non subordinate fino ad un ammontare massimo pari al 25% del controvalore collocato di ciascuna emissione. L Emittente garantisce l esecuzione degli ordini delle obbligazioni subordinate in ottemperanza di quanto previsto dalle Istruzioni di Vigilanza della Banca d Italia in materia e, pertanto, fino ad un ammontare massimo pari alla percentuale del controvalore collocato di ciascuna emissione stabilita dall Autorità di Vigilanza. In ogni caso l Emittente non garantisce l esecuzione degli ordini al superamento del 10% del valore nominale calcolato sul valore complessivo dei prestiti obbligazionari collocati. L Emittente potrà altresì sospendere la negoziazione delle proprie obbligazioni in caso di gravi crisi di mercato tali da compromettere la stabilità dell Emittente stesso in particolare e del sistema in generale Si assumono gli eventi di sotto indicati, individualmente considerati, come rappresentativi di uno stato di grave crisi di mercato: Fallimento e/o rinegoziazione del debito di uno dei paesi OCSE 3 Incremento del Credit Default Swap 4 a 5 anni dello stato Italiano del 20% negli ultimi 7 giorni di contrattazione. 3 L'Organizzazione OCSE è stata istituita con la Convenzione sull'organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, firmata il 14 dicembre 1960, con sede a Parigi. Gli obiettivi dell'ocse, che tendono alla realizzazione di più alti livelli di crescita economica alla luce del concetto di sviluppo sostenibile, di occupazione, di tenore di vita, favorendo gli investimenti e la competitività e mantenendo la stabilità finanziaria, sono altresì orientati contribuire allo sviluppo dei Paesi non membri. Ne fanno parte 30 Paesi (Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Repubblica Slovacca, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria). Aggiornamenti: 4 Il credit default swap (CDS) è uno swap che ha la funzione di trasferire l'esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti. È il derivato creditizio più usato. È un accordo tra un acquirente ed un venditore per mezzo del quale il compratore paga un premio periodico a fronte di un pagamento da parte del venditore in occasione di un evento relativo ad un credito (come ad Pag. 14 di 19

15 Per i valori del Credit Default Swap si farà riferimento ai dati rilevati dal circuito telematico Bloomberg alla pagina CITLY1U5 Corp Incremento del Credit Default Swap a 5 anni medio degli emittenti finanziari area Euro del 10% negli ultimi 7 giorni di contrattazione. Per i valori del Credit Default Swap si farà riferimento ai dati rilevati dal circuito telematico Bloomberg alla pagina ITRXESE Corp Riduzione del rating 5 del debito sovrano Italiano di due livelli simultaneamente Riduzione del rating del debito sovrano nazionale al di sotto dell investment grade 6 Variazioni maggiori del 5% sia in aumento che in diminuzione, di almeno 2 dei 3 parametri presi come riferimento per il mercato monetario 7 : - tasso Euribor 8 a un mese - tasso Euribor a tre mesi - tasso Euribor a sei mesi avvenuti negli ultimi 7 giorni di contrattazione. In caso di sospensione totale delle negoziazioni, Crediveneto provvederà a dare comunicazione tramite avviso a disposizione del pubblico presso la Sede Legale dell Emittente in Via Matteotti Montagnana (PD), presso tutte le sue filiali in formato cartaceo e contestualmente sul sito internet Qualora la sospensione fosse avvenuta per il raggiungimento del limite massimo di obbligazioni riacquistabili, singolarmente o totalmente, Crediveneto riprenderà la negoziazione in conto proprio, per singola obbligazione o per totale, non appena il esempio il fallimento del debitore) cui il contratto è riferito. Il CDS viene spesso utilizzato con la funzione di polizza assicurativa o copertura per il sottoscrittore di un'obbligazione. Tipicamente la durata di un CDS è di cinque anni e sebbene sia un derivato scambiato sul mercato over-the-counter (non regolamentato) è possibile stabilire qualsiasi durata. 5 Opinione espressa da un organizzazione indipendente, detta correntemente agenzia di rating, sulla capacità di un emittente o di un emissione di far fronte agli impegni finanziari (pagamento di interessi o dividendi e rimborso del capitale. 6 Investment grade: primo gruppo di rating per titoli ed emittenti con relativamente bassa probabilità di inadempimento contrattuale (default), con quattro categorie o gradi di notazioni Rating Moody s Fitch S&P Investment Grade AAA Aaa AAA AAA AA Aa1,Aa2,Aa3 AA+, AA, AA- AA+, A, A- A A1,A2, A3 A+, A, A- A+, A, A- BBB Baa, Baa1,Baa2, BBB+, BBB, BBB- BBB+, BBB, BBB- Baa3 Non Investment Grade BB Ba1, Ba2, Ba3 BB+, BB, BB- BB+, BB, BB- B B1, B2, B3 B+, B, B- B+, B, B- CCC Caa1, Caa2, Caa3 CCC+, CCC, CCC+, CCC, CCC- CCC- CC Ca CC+, CC, CC- CC+, CC, CC- C C C+, C, C- C DDD DDD DDD DDD DD DD DD DD D D D D 7 Mercato monetario è un mercato dove si negoziano strumenti finanziari a breve termine, convezionalmente fino a 18 mesi. 8 Euribor è l acronimo di Euro Interbank Offered Rate è espresso in termini percentuali, e rappresenta il tasso con il quale le banche prestano denaro ad altre banche nell area dell Euro. La stima di questo tasso interbancario viene attuata tutti i giorni feriali dall Euribor Panel Steering Committee, cioè un comitato di esperti, in base ai dati ricevuti dalle 57 banche più rappresentative della comunità europea. Per conoscerla in tempo reale basta rivolgersi al sito ufficiale Pag. 15 di 19

16 rapporto rientrerà nei limiti previsti soddisfando le eventuali richieste della clientela in ordine cronologico. Giornate e orario di funzionamento del sistema Trasparenza pre negoziazione Trasparenza post negoziazione Liquidazione e regolamento dei contratti Controlli interni Qualora la sospensione fosse dovuta a gravi crisi di mercato, L emittente riprenderà le negoziazione appena tutti i parametri rientreranno nei limiti previsti. Qualora uno o più parametri non rientrassero entro i limiti previsti, dopo 15 giorni massimi di sospensione, le contrattazioni riprenderanno se la media delle rilevazioni giornaliere del Credit Default Swap a 5 anni dello stato Italiano rilevate nei 180 giorni precedenti di calendario, quoteranno sotto la soglia di 200 punti base. L ammissione alla negoziazione è consentita dalle ore 8.15 alle ore nei giorni in cui la Banca è aperta Durante l orario di negoziazione, per ogni prodotto finanziario: - codice ISIN e descrizione titolo; - divisa; - migliori condizioni di prezzo in vendita e in acquisto e le rispettive quantità; - prezzo, quantità e ora dell ultimo contratto concluso Entro l inizio della giornata successiva di negoziazione, per ogni prodotto finanziario: - codice ISIN e la descrizione dello strumento finanziario; - divisa; - numero dei contratti conclusi; - quantità complessivamente scambiate e il relativo controvalore; - prezzo minimo e massimo Le operazioni effettuate vengono liquidate per contanti, con valuta il terzo giorno lavorativo dalla data di negoziazione La Banca adotta, applica e mantiene procedure di controllo interno idonee a garantire il rispetto delle regole per la negoziazione definite nel presente documento e più in generale l adempimento degli obblighi di correttezza e trasparenza nella prestazione dei servizi di investimento. Lo spread denaro/lettera (ossia la differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita proposto dalla controparte contrattuale dell investitore) potrà arrivare ad un massimo di 200 punti base in presenza delle seguenti condizioni: percentuale di riacquisto in essere non superiore al 25% del controvalore collocato di ciascuna emissione; percentuale di riacquisto in essere non superiore al 10% del valore nominale complessivo dei prestiti obbligazionari di propria emissione; presenza di condizioni di mercato normali, ossia diverse da quelle che determinato una situazione di crisi così come indicate nelle tabelle precedenti.. Lo spread denaro/lettera (ossia la differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita proposto dalla controparte contrattuale dell investitore) potrà arrivare ad un massimo di 300 punti base in presenza di almeno una delle seguenti condizioni: percentuale di riacquisto in essere superiore al 25% del controvalore collocato di ciascuna emissione; percentuale di riacquisto in essere superiore al 10% del valore nominale complessivo dei prestiti obbligazionari di propria emissione; presenza di uno stato di grave crisi di mercato così come individuato nelle tabelle precedenti. Pag. 16 di 19

17 4. Note Le procedure messe in atto per la negoziazione operano nei limiti di quanto previsto di volta in volta dalla documentazione di offerta dei prodotti finanziari emessi e distribuiti dalla Banca, alla quale gli investitori sono invitati a fare riferimento. In caso di disinvestimento dei titoli prima della scadenza, il sottoscrittore potrebbe subire delle perdite in conto capitale, in quanto l eventuale vendita potrebbe avvenire ad un prezzo inferiore a quello di emissione dei titoli. Pag. 17 di 19

18 5. Entrata in vigore La metodologia prevista nella presente Politica è adottata dalla Banca con riferimento alle emissioni di prestiti obbligazionari effettuate a partire dal 1 dicembre Pag. 18 di 19

19 ALLEGATO A - Tabella decisionale con le probabilità di default pluriennali aggiornate al 18 ottobre 2011 Probabilità di default pluriennali per classi Fondo di Garanzia Obbligazionisti Calsse ,12% 0,24% 0,36% 0,48% 0,60% 2 0,27% 0,54% 0,81% 1,08% 1,34% 3 0,70% 1,40% 2,09% 2,77% 3,45% 4 1,59% 3,15% 4,69% 6,21% 7,70% 5 2,50% 4,94% 7,31% 9,63% 11,89% 6 9,03% 17,24% 24,72% 31,52% 37,70% 7 10,00% 10,00% 10,00% 10,00% 10,00% Probabilità di default S&P Calsse AAA 0,00% 0,03% 0,14% 0,26% 0,39% AA 0,02% 0,07% 0,14% 0,24% 0,33% A 0,08% 0,21% 0,35% 0,53% 0,72% BBB 0,26% 0,72% 1,23% 1,86% 2,53% BB 0,97% 2,94% 5,27% 7,49% 9,51% B 4,93% 10,76% 45,65% 19,46% 22,30% CCC/C 27,98% 36,95% 42,40% 45,57% 48,05% Probabilità di default Moody s Calsse Aaa 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% Aa 0,00% 0,10% 0,10% 0,10% 0,20% A 0,10% 0,40% 0,60% 0,90% 1,20% Baa 0,10% 0,40% 0,70% 1,00% 1,20% Ba 1,00% 2,60% 3,80% 4,70% 5,20% B 2,90% 7,80% 12,60% 17,10% 21,20% Caa/C 15,30% 25,40% 34,50% 41,10% 45,60% Il Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti, per il periodo Luglio/Dicembre 2012, ha attribuito a Crediveneto una classe di appartenenza 3 cui corrisponde un Rating S&P BB. Con decorrenza 01/01/2013 il Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti, ha attribuito a Crediveneto una classe di appartenenza 6 cui corrisponde un Rating S&P B. Pag. 19 di 19

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