Crescere è lasciare il vecchio per il nuovo

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1 Crescere è lasciare il vecchio per il nuovo Emanuel 12 anni

2 PRATIC. THE OPEN AIR CULTURE. REVERSE La pergola Reverse è una soluzione autoportante sintesi di design e funzionalità. Pratic consente di vivere open air in una dimensione nuova, elegante, su misura, con svariate possibilità di personalizzazione per creare un ambiente che risponda perfettamente alle proprie esigenze di protezione e stile. Foto L. Crasnich Cose semplici e banali Dopo cinque ore appassionate passate ad ascoltare startupper, venture capitalist, e business angel americani - chiamati a Venezia dall ambasciata statunitense per il Digital economy forum - lui, lo studente italiano che d ora in poi chiameremo lo startupper ignoto (un monumento immateriale e preventivo alla condizione di tanti coetanei) si è alzato in piedi, ha preso il microfono, e a Riccardo Donadon, presidente di Italia Startup, ha chiesto: Cosa dobbiamo dire ai nostri business angel che da sei mesi aspettano i decreti attuativi del Ddl sviluppo per investire nella nostra startup?. è in quell esatto momento che Donadon notoriamente persona mite ha deciso di battere i pugni sul tavolo. Perché cose che in qualsiasi altra parte del mondo sono troiate (applauso stile corazzata Potëmkin) noi ce le dobbiamo sudare. Non vogliamo soldi, chiediamo solo di creare più imprese. Cose semplici e banali, soprattutto in tempi di crisi in cui nessuno chiede allo Stato di mettere mano al portafoglio, anche perché sarebbe il nostro. Ma, caro startupper ignoto, la politica non sarà la tua scusa: il mondo esisteva anche prima del Decreto sviluppo bis, e lo spirito d impresa prima della politica. Il mondo è tuo, se saprai convincerlo. Lascia il vecchio, abbraccia il nuovo: proprio come dice Emanuel, 12 anni, il bambino che ci ha illuminato, pochi giorni fa in un aula di Ca Foscari a Venezia. Anche perché crescere (in modo sostenibile, ecologico, eticamente e socialmente responsabile), proprio come invecchiare, è decisamente preferibile alla sua alternativa: morire giovani. INDEX Numero 5 Giugno 2013 TAG STRUMENTI TALENTI Crescere di Carlo Bagnoli e Luca Barbieri Le storie di Sandro Mangiaterra e Marika Damaggio Un Paese dell'innovazione di The European House - Ambrosetti La nuova etica del fare impresa di Emil Abirascid Agenda Chance Start News Ci siamo Eccheccos è Il crepaccio dell'arte di Cristiano Seganfreddo L acchiappa talenti Innovation moments di Massimiano Bucchi ALTRE SILICON VALLEY Info al Numero Verde FOR IPAD DOWNLOAD THE APP Tempotest Tessuti Acrilici Tessuti P.V.C. Motori e automatismi Think Small di Marika Damaggio La nuova terra da conquistare di Sandro Mangiaterra Se cresce la complessità di Fabio Candussio Contro Canto di Maria Luisa Frisa Se possiedi un iphone, ipad o uno smartphone o tablet Android, scarica dallo store l'app gratuita Layar. Inquadra con la fotocamera del tuo dispositivo le pagine che contengono il logo Layar e avrai accesso a contenuti multimediali esclusivi. La rinascita irlandese di Piero Formica Attraversare il ponte di Alberto Onetti Reprise di Francesco Inguscio

3 CRESCERE di Carlo Bagnoli e Luca Barbieri fotografie di Giandomenico Ricci Il Pil cala, il futuro è incerto, ma non ci sono altre vie d uscita se non la crescita. L esordio del nuovo ministro allo Sviluppo economico e il decalogo di Ambrosetti. Infine la proposta di un modello che potrà sembrare provocatorio: aiutiamo chi vince per farlo crescere sempre di più La Freedom Tower parla friulano Il servizio fotografico dedicato alla crescita, realizzato da Giandomenico Ricci, di Udine, mostra alcune fasi della costruzione della Freedom Tower a New York, l'edificio che sorge sul sito delle Torri Gemelle abbattute l'11 settembre del Parte dei lavori sono realizzati dallla Collavino Construction Company di Windsor (Canada). L azienda è di proprietà dei fratelli Mario e Arrigo Collavino, friulani di Muris di Ragogna (Udine) emigrati con la famiglia negli anni 50

4 6 TAG TAG 7 Chiamiamola pure ricetta. Chiamiamolo modello. Quello che serve all Italia è un nuovo modo di concepire il proprio futuro. Chiudere gli occhi, fare un bel respiro e provare a vedere la realtà con uno sguardo completamente differente. Dopo Wake up Italia, la lettera al Paese contenente sei punti da cui ripartire, che affronteremo uno ad uno nei prossimi mesi, Corriere Innovazione ha una sola tag da proporre ai suoi lettori: crescere. Una parola che ad alcuni sembrerà impudente, ad altri imprudente, a molti visionaria. Con un calo del Pil ritoccato dall Ocse al -1,5% per il 2013 e incerte previsioni per gli anni futuri, parlare di crescita può sembrare forse un azzardo. Ma è un azzardo necessario. Di quelli da compiere quando l alternativa è quella dell impoverimento, dei lucchetti da mettere alle fabbriche e dell espatrio cui sono spinti tanti giovani. Ci, con questo numero, propone un modello, un percorso, un atteggiamento: un nuovo Serve un po di follia visionaria Enrico Letta sistema di sviluppo in cui le aziende piccole e medie che già hanno successo sul mercato possano connettersi tra loro per aggredire il mercato mondiale e dove quelle di grandi dimensioni già consolidate generino al loro interno startup. Un alleanza necessaria e non più rimandabile. Una scelta imprescindibile anche per le istituzioni: aiutare chi già vince sui mercati perché in futuro cresca e riesca a trainare il resto del Paese, creando ecosistemi in cui l innovazione si generi in modo quasi naturale, mettendo in azione un nuovo motore per la crescita. UNA NUOVA RIPARTENZA Intanto, la novità, dopo due mesi (e due numeri di Ci) senza un governo, non è di poco conto: il mondo dell innovazione ha finalmente un interlocutore nella pienezza dei suoi poteri. Un governo, quello guidato da Enrico Letta, che deve subito affrontare il nodo sviluppo. Ci vuole un po di follia visionaria ha detto il neopremier per rilanciare l Expo di Milano. E su questo Corriere Innovazione non può che concordare. Ci vuole un po di follia e moltissima visione. L Italia, se vuole crescere, deve decidere cosa fare da grande: manifattura, cultura e turismo e sono tre settori sui quali scommettere. One World Trade Center, denominata anche Freedom Tower, sarà alto 1776 piedi, pari a 541 metri. L'inaugurazione è prevista per fine 2013 A maggio l indice Ifiit*, che ad aprile aveva registrato uno dei più bassi valori di sempre, registra una piccolissima ripresa 30,3 *percentuale di imprese dichiarano di aver intenzione di investire in innovazione nei prossimi sei mesi L agenda digitale e la banda larga che nello scorso numero chiedevamo a gran voce i primi punti strutturali da cui ripartire. È una questione di cui mi occuperò personalmente promette il ministro allo sviluppo Flavio Zanonato - È imbarazzante che all'estero la rete wi-fi funzioni dappertutto e invece in Italia, per mancati investimenti, sia difficilissimo trovarla. Una prima risposta a un appello partito dal Nordest, che viene da un (ex) sindaco del Nordest. Certo, non basta. L Agenda digitale di Corrado Passera necessita di decreti attuativi, la manifattura di respiro e risposte per ripartire. In Germania la manifattura è cresciuta del 10% negli ultimi 7 anni continua Zanonato -, noi siamo calati del 20%. Occorre avere un assetto industriale forte e competitivo e lavorare per la riduzione dei costi di produzione, così da favorire il rilancio dell'economia. Penso all'accesso al credito, al costo dell'energia, alle infrastrutture, tutti fattori che assieme al costo del lavoro possono essere leve per dare nuovo slancio alla nostra economia. Buoni punti per iniziare a ragionare. Una politica industriale In altre parole, diciamo che in Italia da troppo tempo manca una politica industriale, termine forse vecchio e polveroso ma sul quale ci si intende tutti, e soprattutto manca una visione strategica. Quella che, nel suo piccolo e nella sua specificità, il Trentino sembra invece avere. In questi giorni TechPeaks, programma di accelerazione messo a punto da TrentoRise, dopo aver selezionato 70 delle 619 proposte arrivate, sta per iniziare la sua corsa verso la costruzione di una Silicon Valley Ict nelle Alpi. Crescere spiega Paolo Lombardi, responsabile del programma TechPeaks - è possibile se hai delle buone università, dei buoni imprenditori e un sistema di governo favorevole all innovazione. Quello che manca in Italia è il sistema di governo, in Trentino per fortuna a livello locale quello lo abbiamo. Tra i problemi principali, è evidente, anche in presenza di un governo, c è quello di garantire continuità alle politiche di incentivazione dell investimento in tecnologie e ricerche. Ne è convinto The European House-Ambrosetti, che ha presentato al Technology Forum di Castelbrando tenutosi lo scorso 24 e 25 maggio, una lista di azioni volte a costruire un sistema favorevole alla crescita. Prima richiesta, la costruzione di una strategia nazionale per l innovazione. Il Paese spiega il rapporto - è tra i pochi a livello UE-15, a non avere proceduto all elaborazione di un approccio In Germania la manifattura è cresciuta del 10% negli ultimi 7 anni, noi siamo calati del 20% Flavio Zanonato strategico nazionale di medio-lungo periodo con chiara definizione delle priorità scientifico-industriali. Tra gli strumenti da adottare: il credito di imposta per investimenti e spese per R&S da rendere automatico, permanente e strutturale; lo sblocco dei debiti dello Stato alle imprese relativi ai finanziamenti alla attività di R&S, la promozione di interventi misti pubblicoprivati; la creazione di un Transferlab nazionale per il trasferimento tecnologico e la riforma dei meccanismi di selezione da parte degli enti di ricerca per favorire l arrivo di intelligenze dall estero. IL CASO / 1 Illy ha saputo affermarsi su scala globale configurando in modo originale e in logica ecosistemica il proprio modello di business creando un alternativa, più equa e sostenibile, al modello delle multinazionali del caffè. Nel 2011 è stata la prima impresa al mondo ad aver ottenuto da DNV la certificazione di responsible supply chain. Dell ecosistema di Illy fanno parte migliaia di piccole e micro imprese produttrici di caffè in Brasile. Ai produttori in grado di fornire caffè verde di qualità Illy riconosce un markup di prezzo rispetto alla quotazioni di mercato. Per facilitare la condivisione della conoscenza e la diffusione della cultura del caffè espresso di qualità, Illy ha inoltre istituito in Brasile un Club e una Università del Caffè per i produttori locali. In Italia Illy organizza corsi di formazione per i baristi e anche a loro ha riservato una apposita Università a Trieste. È stata una delle fondatrici del Distretto del caffè della provincia di Trieste (Trieste Coffee Cluster) e del Master Universitario in Economia e Scienze del caff. In questo modo Illy sta proponendo un proprio concetto di lifestyle italiano strettamente connesso ed intrecciato alla cultura del caffè e del territorio triestino che da sempre valorizza l unione tra il buono e il bello. freedom tower, l'evoluzione del progetto Dicembre 2002 AUTUNNO 2003 AGOSTO 2003 DICEMBRE 2003 GIUGNO 2005 Daniel Libeskind, architetto di fama mondiale che nel 2002 ha vinto il concorso per la ricostruzione del World Trade Center, non aveva costruito niente prima del 2001 quando a cinquantacinque anni inaugura il Museo Ebraico di Berlino. Poco dopo viene chiamato a progettare il vuoto lasciato dall enormità della perdita delle Torri Gemelle di New York. Quando visita Ground Zero è l unico architetto a voler scendere nella voragine lasciata dopo la rimozione delle macerie dove trova un gigantesco muro di contenimento: una barriera che divide il fiume Hudson dal cuore di Manhattan. Il suo progetto parte da li, da ciò che crolla e da ciò che resiste, innalzandosi direttamente dalle fondamenta di roccia di New York. Il progetto di Libeskind per la Freedom Tower è stato revisionato più volte per un mancato accordo tra lo stesso architetto, Lerry Silverstein, immobiliarista, e David Childs, architetto dello studio Skidmore, Orwings & Merrill che possiede il 51% del progetto. Oggi è rimasto poco dell originale, anche il nome della Freedom Tower è stato sostituito nel 2009 con One World Trade Center. Su una cosa Daniel Libeskind però non ha mai ceduto: deve essere una torre alta 1776 piedi (541 metri) come la data d indipendenza degli Stati Uniti d America. Perché a volte crescere vuol dire anche avere la forza e la tenacia per resistere. Punto di osservazione Ristorante Uffici Punto di osservazione Ristorante Uffici Performing Art Center Punto di osservazione Ristorante Uffici Ristorante Punto di osservazione Uffici Punto di osservazione Uffici Basamento in acciaio

5 TAG 9 LE STORIE / 1 Innovazione, formazione e tanta flessibilità. Il segreto per crescere attraverso le storie di quattro imprese che in questi anni di crisi hanno moltiplicato opportunità e fatturato. Le prime tre voci, in particolare, testimoniano anche l importanza di un percorso formativo: infatti hanno frequentato un MBA del CUOA e parteciperanno, il prossimo 31 maggio, alla celebrazione del 10 anniversario di questi percorsi, fiore all'occhiello della Business School di Altavilla Vicentina, che ha preparato centinaia di dirigenti e imprenditori. MED Alberto Venturato e la Med: Il segreto è fornire un prodotto chiavi in mano di Sandro Mangiaterra «Il fiore all occhiello? Le due sale operatorie e la terapia intensiva collocate all interno della portaerei Cavour». Alberto Venturato, 42 anni, è un avvocato folgorato sulla via della medicina. La Med (Manufacturing engineering development) di Maserà, provincia di Padova, l azienda di cui è presidente, ha rimesso a nuovo i blocchi chirurgici di numerosi ospedali italiani, dalle Molinette di Torino al Sant Andrea di La Spezia, al Giovanni XXIII di Bari. Lui, però, se deve indicare una realizzazione di eccellenza assoluta, pensa alla Cavour: «Perché gli spazi erano ridotti e bisognava rendere tutto efficientissimo. E perché con la Cavour siamo andati a dare una mano alla gente terremotata di Haiti». Alta tecnologia al servizio della salute. Un settore di nicchia dove la Med, nata nel 2004, vuole ritagliarsi uno spazio importante. A colpi di innovazione. L anno scorso il fatturato è stato di 5,5 milioni, quasi triplicato rispetto al 2011, con un utile di un milione, ovviamente reinvestito. Suo punto di forza: fornire agli ospedali sale operatorie e reparti specialistici chiavi in mano. Il che significa - spiega Venturato - presentarsi come quelli che risolvono da capo a piedi una varietà infinita di complessità: normative, requisiti per le certificazioni, standard di sicurezza per medici e pazienti, percorsi sterili di entrata e uscita e così via. Naturale dunque che il cuore di Med sia rappresentato dall ufficio tecnico, guidato dal fratello di Alberto, Enrico, ingegnere, in cui si muovono fianco a fianco 6 dei 15 dipendenti: ingegneri, architetti, informatici, esperti di meccanica e di idraulica, che intrecciano il loro know how per arrivare alla progettazione completa. Non basta. «Stiamo mettendo a punto un contratto di rete destinato a coinvolgere una dozzina di aziende del Nordest che già collaborano con noi: imprese edili, di gas medicali, società di software, elettricisti, idraulici. L obiettivo è controllare passo per passo l intera filiera. Solo in questo modo si possono ottenere tempi e costi certi, oltre che garanzie di assoluta qualità nei lavori da eseguire. Ma la Med non intende fermarsi. La scommessa si chiama More (Modular operating room evolution). Camere operatorie, sale parto, terapie intensive, gabinetti odontoiatri e oculistici, diagnostica per immagini: tutto quel che si vuole ideato su misura e, particolarità fortemente innovativa, mobile, cioè trasportabile su camion e montabile massimo in una settimana. «Strutture del genere esistono esclusivamente di concezione militare. Spesso non sono adeguate all evoluzione tecnico-scientifica. More, invece» assicura Venturato «non è un container e non ha nulla di provvisorio. Si presenta come un reparto altamente specialistico a tutti gli effetti. È hi-tech trasportabile». Inutile sottolineare le possibili applicazioni, specie nelle situazioni di calamità naturale o nei Paesi in via di sviluppo. «Non a caso Emergency si è subito mostrata interessata...». Le grandi aziende dovranno creare startup aziendali in serie per poter scegliere poi quelle sulle quali puntare L evoluzione necessaria Ora in attesa dei primi passi del nuovo governo la proposta di Ci per un nuovo approccio. Partendo dalla considerazione che in Italia il tasso di imprenditorialità è uno dei più alti al mondo, se vogliamo salvare questa nostra peculiarità bisogna studiare un percorso che da una parte sviluppi nuove imprese, senza però richiedere per la loro nascita la dispersione di grandi capitali (che non abbiamo), e dall altra porti le aziende piccole e medie già vincenti sul mercato ad aggregarsi in reti capaci di competere a livello internazionale. A livello dimensionale le piccole hanno bisogno di innovare il loro modello di business in maniera radicale ridefinendo i clienti da servire, i prodotti da offrire e i processi da sviluppare. Le medie, per assumere una leadership nel governo delle catene del valore globali dovranno invece realizzare in modo quasi seriale startup aziendali e nel contempo ecosistemi di business. Le catene globali del valore sono la conseguenza del continuo processo di frammentazione internazionale della produzione. Le imprese sono ora in grado di ridefinire le proprie competenze attraversando, qualora necessario, le proprie frontiere nazionali in modo da stabilire reti produttive con altre imprese localizzate dove è possibile sfruttare al massimo i vantaggi comparati nella produzione di beni e servizi intermedi. Ciò permette loro di focalizzarsi sul segmento di attività in cui creano maggior valore, portando fuori dal proprio perimetro produttivo le attività che considerano secondarie per affidarle ad altre imprese che possano portarle a termine in maniera più efficiente. Ne deriva un organizzazione della produzione in forma sequenziale: dalla concezione del prodotto alla vendita diretta al consumatore, tutte le fasi intermedie di produzione possono coinvolgere reti di imprese che si disperdono in diversi paesi.

6 10 TAG Inquadra questa pagina con la fotocamera del tuo smartphone o tablet per visualizzare contenuti esclusivi. Per info leggi a pag. 3 TAG 11 Le STORIE / 2 IL CASO / 2 FRIDLE Arianna Fridle e il modello flessibile: Un servizio su misura e 21 magazzini automatizzati per rispondere ad ogni esigenza in tempi record Si fa presto a dire guarnizione. Se si ascolta Arianna Fridle, che ne gestisce e distribuisce 60 mila di ogni specie e grandezza, si apre un mondo tanto sconosciuto quanto strategico. «Perché le guarnizioni oliodinamiche, la nostra specializzazione» spiega «sono fondamentali in tutti i macchinari industriali. Chi progetta gli impianti ne inserisce quattro o cinque per cilindro, per giunta di tipo diverso. E devono tenere, altrimenti si blocca la produzione». Risultato: per fortuna c è la Fridle di Costabissara (Vicenza), che dal 1979 commercializza in Italia, patria delle macchine utensili, guarnizioni di decine di marche italiane ed estere, comprese quelle realizzate da colossi del calibro di Parker, Trelleborg, Saint-Gobain. Destinazione finale, i settori più disparati: acciaierie, aziende alimentari, del mobile-arredo, delle piastrelle, della farmaceutica. Dove c è movimentazione, una pressa idraulica, un sistema di taglio, non possono che esserci guarnizioni per il contenimento dell olio. «Abbiamo lavorato anche per il Mose, le famose paratie mobili destinate a controllare le maree di Venezia». In realtà la Fridle, 14 milioni di fatturato, una quarantina di dipendenti, è molto più di un impresa commerciale. «I produttori di guarnizioni - sostiene Arianna, da maggio 2012 amministratore delegato dell azienda di famiglia, - ci vivono come partner: alcuni ci hanno concesso la patente di rivenditori autorizzati per l Italia rinunciando alla loro rete commerciale. Chi fa assistenza ai macchinari industriali sa che può contare su di noi per avere ricambi in tempi brevissimi. Gli stessi singoli imprenditori si rivolgono direttamente a noi quando hanno qualche problema: in questo modo hanno una consulenza da parte di autentici esperti e riducono al minimo lo stop degli impianti». Conclusione: «Il servizio che offriamo noi non lo garantisce nessuno. E per richieste che spesso valgono poche decine di euro». Già, il servizio. Chiave del successo anche per le imprese commerciali e strategia che ha permesso alla Fridle di crescere per anni a doppia cifra e nel 2012, in piena crisi, «appena» del 6 per cento. In concreto, significa un organizzazione moderna ed efficiente. Per cominciare in quel di Costabissara hanno puntato sull information technology. «Noi disponiamo pure di prodotti fuori catalogo da decenni. Siamo la memoria storica di ogni singola guarnizione. La sola ricostruzione e archiviazione dei codici richiederebbe un lavoro impossibile senza un adeguata architettura informatica, cui vanno aggiunti i software giusti». Non basta: «Abbiamo investito nei magazzini e oggi ne abbiamo ben 21, interamente automatizzati». In totale sono metri di scaffalatura, per un altezza che va dai 4 ai 10 metri. Ogni mattina arrivano sul computer gli ordini per le 80-cento spedizioni di materiale da inviare in tutta Italia entro 24 ore. Al magazziniere è sufficiente un clic e i cassetti con i vari pezzi, tracciati nella provenienza e mappati all arrivo, si aprono da soli. Un enorme risparmio di spazio, di tempo, di costi. «Prima o poi - sorride Arianna Fridle - mi metterò a calcolare i chilometri giornalieri evitati dai nostri addetti». S.Man Le startup aziendali Le startup aziendali sono nuove realtà imprenditoriali protette incubate cioè all ombra di un impresa consolidata ma autonome dall ultima. La protezione permetterà a queste startup di sfruttare le risorse possedute dall impresa consolidata, in primis la conoscenza, contribuendo nel contempo ad aumentarla. Questo perché la conoscenza è una risorsa a costi marginali di utilizzo pressoché nulli non essendoci rivalità nel consumo e che addirittura si alimenta utilizzandola e condividendola. Tutto ciò senza dover scontare le inerzie organizzative tipiche delle imprese consolidate. Una volta identificato il business promettente, poi, le imprese consolidate lo internalizzeranno per garantirne lo sviluppo con strutture e capacità manageriali. Ecosistemi di business Gli ecosistemi di business sono comunità di imprese eterogenee per dimensioni e settori di appartenenza capaci di sviluppare e presidiare - cooperando e competendo - nuovi mercati, significati e tecnologie per creare prodotti innovativi. D altra parte la competizione a livello internazionale in tutti i settori si gioca sempre più tra sistemi di imprese che tra singole imprese. Un ecosistema di business nasce dalla volontà di un impresa leader, solitamente di medie dimensioni perché non ha l obiettivo di dominare l intero ecosistema, di fungere da keystone, di condividere cioè le risorse possedute, in primis la conoscenza, con le altre imprese appartenenti all ecosistema, solitamente di piccole dimensioni, permettendo alle ultime di specializzarsi diventando dei produttori di nicchia. In particolare, il keystone solitamente agisce per semplificare le relazioni tra le imprese appartenenti all ecosistema attraverso la condivisione di piattaforme informatiche, organizzative o distributive, e per aumentarne l efficienza produttiva attraverso la condivisione delle innovazioni sviluppate. Rafforzando le altre imprese, il keystone aumenta la produttività e la robustezza dell ecosistema nonché la sua capacità di creare nuove nicchie produttive e quindi nel contempo rafforza sé stesso. L impresa keystone (pietra angolare) offre agli altri player dell ecosistema di business asset e risorse da condividere che permettono di aumentarne le potenzialità, permettendo loro di identificarsi progressivamente come niche player (produttori di nicchia). Tale ruolo tipicamente si concretizza con la semplificazione delle relazioni tra i componenti dell ecosistema (es. attraverso la condivisione di piattaforme informatiche o distributive avanzate) o l aumento dell efficienza nella produzione da parte di player fornitori (es. attraverso la condivisione di nuove innovazioni che l impresa leader riesce a sviluppare più facilmente per la maggiore dimensione). Loccioni è un gruppo industriale marchigiano riconosciuto a livello internazionale come una sartoria tecnologica per l innovazione nei sistemi di misurazione e controllo. Nel tempo ha adottato la logica dei mercati trasversali, ricombinando le competenze maturate on demand in funzione del presidio di nuove nicchie di mercato ad alto contenuto tecnologico. Del Gruppo fa parte Summa, una società di servizi interna, la cui mission consiste nel pensare e progettare lo sviluppo delle imprese del Gruppo nel medio-lungo periodo. Loccioni ha elevato il gioco a modello di gestione organizzativa grazie alla collaborazione con Hisao Hosoe, tanto da definirsi una play factory. Da sempre ha creduto nel valore delle reti da coltivare a livello sia locale che internazionale. Oggi può vantare solide relazioni con i grandi gruppi mondiali appartenenti ai principali settori industriali e collaborazioni con centri di ricerca ed Università. Con la Facoltà di Economia dell Università di Ancona ha promosso nel 2006 un laboratorio di business marketing. Negli anni ha poi lanciato circa 80 startup con propri dipendenti. In questo modo Loccioni sta proponendo un proprio concetto di lifestyle italiano strettamente connesso ed intrecciato alla cultura della creatività e del territorio marchigiano che da sempre valorizza il fare. Puntare sui vincenti Lo sviluppo di questo modello richiede però coraggio e capacità decisionale da parte delle istituzioni pubbliche: viste le limitate risorse a disposizione occorre avviare politiche a sostegno dello sviluppo economico del territorio che abbiano il più ampio effetto leva possibile. Continuare a sostenere gli investimenti in risorse tangibili (ad esempio acquisizione di impianti) delle molte imprese, soprattutto di piccole o piccolissime dimensioni, che si vedono costrette a innovare il loro modello di business in maniera radicale, con tra l altro remote probabilità di successo (a meno che non siano parte di un ecosistema di business), rappresenta una modalità di intervento inefficace. La competizione globale non si fa più tra singole imprese ma tra ecosistemi di business

7 TAG 13 MAINETTI Stefano Serena L hi-tech che non t aspetti: Distinguersi per non estinguersi. Anche nel campo degli appendini Le STORIE / 3 Che cosa significa internazionalizzazione? Magari avere 52 aziende controllate in 36 Paesi del mondo, 46 delle quali produttive. Come si traduce concretamente il concetto (chiave) di innovazione? Per esempio, nel riuscire a introdurre alta tecnologia pure in un prodotto che sul mercato mondiale vale appena 10 centesimi. Eccoli i segreti del successo della Mainetti, specializzata nella realizzazione di appendiabiti. Proprio così: un oggetto in apparenza rimasto sempre uguale a se stesso, una commodity come dicono gli esperti, sul quale l azienda di Castelgomberto (Vicenza) ha saputo introdurre valore aggiunto e centinaia di brevetti nel corso dei suoi 52 anni di vita. A partire dall introduzione della plastica al posto del tradizionale legno. Nata nel 1961 per un intuizione dei fratelli Gianni, Luigi, Romeo e Mario Mainetti, passata nel 1986 nelle mani della ricchissima famiglia indo-kenyiota-londinese Chandaria, l impresa sforna oggi 4 miliardi di appendiabiti, fattura 400 milioni di euro e conta 5 mila dipendenti sparsi nei cinque continenti. Tra i suoi clienti, le maggiori catene della grande distribuzione, dall inglese Marks & Spencer all americana Walmart, oltre che le principali griffe della moda: Armani, Prada, Dolce & Gabbana e così via. La classica multinazionale tascabile. Un eccellenza italiana riconosciuta a livello globale. Grazie anche agli stabilimenti progressivamente aperti in Messico, Cile, Sri Lanka, Bangladesh e via di questo passo. «La verità - spiega Stefano Serena, condirettore generale per l Italia e il bacino europeo, è che siamo al servizio dei nostri clienti. Quindi li dobbiamo seguire là dove vanno a produrre i loro capi d abbigliamento. Poi c è un problema di costi: trasportare da un angolo all altro del pianeta appendiabiti leggerissimi non è assolutamente conveniente. Molto meglio realizzarli in loco». Risultato: la crescita della Mainetti non conosce battute d arresto. E una delle chiavi del successo è proprio la capacità di affiancare la clientela, di fornire prodotti diversi per dimensione, materiale, design, tipo di gancio. In pratica, ogni marchio può avere il suo modello di gruccia. Una sorta di segno caratteristico. Non solo: di recente è stata introdotta la linea Total look accessories: una gamma completa di appendini, copriabiti, scatole, packaging, coordinata nell immagine e creata su misura. «Distinguersi per non estinguersi» allarga le braccia Serena. Ma non finisce qui. Gli appendiabiti made in Castelgomberto hanno un anima hi-tech. Dal primo stampo a iniezione degli anni Sessanta, gli investimenti in ricerca non si sono mai fermati. Ultima arrivata, una linea per lo stampaggio a coiniezione di un mix di plastica e gomma. Il tutto frutto di una società ad hoc, la Mainetti tecnologie, dove operano una ventina di specialisti di materiali, ingegneri, chimici, informatici, disegnatori, esperti di automazione. «Anche perché - dice Serena - i progetti elaborati al computer su programmi Cad vanno poi industrializzati. Le nostre fabbriche sono fortemente automatizzate. E la movimentazione, nelle varie fasi di lavorazione, è impressionante». Altro che settori e prodotti maturi. Le idee vincono sempre. S.Man Occorre invece iniziare a sostenere gli investimenti in risorse intangibili di quelle poche imprese di medie dimensioni che presentano performance di successo o comunque potenzialità di performare con successo, se si candidano a fungere da keystone di un ecosistema di business (ad esempio Illy, vedi la scheda) e se avviano in modo quasi seriale startup aziendali per occupare le nuove nicchie produttive che un ecosistema produttivo e robusto naturalmente crea (ad esempio Loccioni, vedi la scheda). Insomma aiutare solo le aziende medie che possono crescere e quelle piccole che possono entrare a far parte di una rete in crescita. Se queste medie imprese e quindi, indirettamente, quelle piccole e micro appartenenti ai loro ecosistemi di business, riusciranno ad assumere una leadership nel governo di catene del valore globali sempre più estese, costituiranno dei casi italiani di successo (ad esempio Eataly) che potrebbero essere copiati dalle altre imprese, anche se di piccole o piccolissime dimensioni, o almeno diffondere presso loro un messaggio positivo. Un effetto domino in grado di contagiare tutto il sistema produttivo del nostro Paese. Uno spazio senza confini La sfida, in ultima istanza, diventa quindi la (ri)creazione di uno spazio cognitivo capace di stimolare nel tessuto industriale una nuova o rinnovata imprenditorialità che permetta innanzi tutto alle medie imprese di successo di attivare o rafforzare percorsi di crescita nei mercati internazionali dando vita a un innovativo modello di sviluppo imprenditoriale. Uno spazio cognitivo sconfinato in cui le imprese riescano a confrontarsi creativamente per sviluppare progetti comuni d innovazione strategica che abbiano come fine ultimo la crescita Lo spazio cognitivo "sconfinato" è un ambiente fisico e/o virtuale in cui sono create: - di nuovo le condizioni per l efficace acquisizione e esternalizzazione della conoscenza e formazione di relazioni di fiducia con i fornitori, i concorrenti, i clienti attuali e potenziali, nonché con i finanziatori anche appartenenti a diversi contesti nazionali; - ex novo le condizioni per l efficace acquisizione ed esternalizzazione della conoscenza rispetto a soggetti diversi per evitare che quella prodotta dai centri ricerca o dalle imprese non sia riconosciuta

8 Inquadra questa pagina con la fotocamera del tuo smartphone o 14 TAG tablet per visualizzare contenuti esclusivi. Per info leggi a pag. 3 TAG 15 UN PAESE DELL'INNOVAZIONE di The European House - Ambrosetti infografica di Patricia Gimeno Un punto di partenza, lo stato attuale dell innovazione in Italia, e uno di arrivo, auspicato: un Paese dell innovazione e della tecnologia. Eccolo il rapporto The European House - Ambrosetti presentato al Technology Forum di Castelbrando (Treviso) il 24 e 25 maggio scorsi. Una due giorni che ha concluso un percorso lungo un anno, che ha coinvolto economisti, intellettuali, imprenditori. Le forze vive di un Paese che, periodicamente, hanno voluto dedicare parte del proprio tempo alla costruzione di proposte volte alla crescita. Eccole: Organizzare in maniera coerente le politiche della ricerca, dell industria e del lavoro, con un programma nazionale di investimento nell innovazione. Formulare e implementare una strategia nazionale dell innovazione che: Promozione interventi misti pubblico privati. Lanciare sperimentazioni di Partnership pubblico-privato canalizzate al finanziamento di iniziative pilota in settori chiave adottando un modello che abbia le seguenti caratteristiche: Tasso % crescita PIL Correlazione tra spesa in ricerca e sviluppo (R&S) e crescita del PIL , dati in dollari costanti al 2000 (Fonte:TEH-A su dati OECD e Banca Mondiale 2013) Francia Belgio Paesi Bassi Regno Unito Italia Austria Germania Svizzera Usa Svezia Finlandia Israele Variazione % produttività totale (Fonte: TEH-A su OCSE 2013) Variazione % , ,0 1 0,6 Italia 0,5 0,3-0,1 0 1, Investimenti in R&S, 2011; valori 2010 (Fonte: TEH-A su dati OECD e Eurostat) Leghi le politiche della ricerca, del lavoro e della formazione, dello sviluppo industriale Individui gli ambiti tecnologici e dell innovazione prioritari per il Paese. Abbia un referente politico chiaro con potere sostanziale di indirizzo, coordinamento e spesa. Credito di imposta per la ricerca e sviluppo. Avviare un percorso che miri a introdurre per il sistema Paese un meccanismo di stabilizzazione del credito di imposta per la R&S che sia: Automatico, permanente e strutturale Applicabile alle attività di R&S in house e in collaborazione Con importo del 10% e senza tetti di spesa massima, con un'aliquota maggiorata per le commesse di ricerca e innovazione delle imprese al sistema di ricerca pubblico. Sblocco dei debiti dello Stato alle imprese relativi ai finanziamenti alla attività di R&S. All interno del processo in atto per il pagamento dei crediti, prevedere per quelli relativi al finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo, modalità di sblocco immediate come ad esempio: Compensazione con i debiti dell impresa oppure compensazione con titolo di Stato. Certificazione del credito maturato da parte dello Stato (Miur o Mise) per agevolare la concessione di prestiti dal sistema bancario / factoring (misura a costo zero per lo Stato). Possieda forti competenze professionali per la valutazione ex ante e ex post dei progetti finanziati (sul modello del Fondo Italiano di Investimento). Supporti lo sviluppo di un mercato di venture capital dinamico sulla scena nazionale. Stimoli la nascita di iniziative di Corporate Venture Capital ossia fondi che a partire dalle grandi aziende del Paese sviluppino piani di investimento congiunto pubblico-privato per il sostegno e lo sviluppo delle filiere innovative in settori strategici. Realizzare un TransferLab nazionale che: Operi in logica di sussidiarietà e supporto ai TTO locali (senza duplicazione di attività), in particolare per le aree critiche (ad es. selezione di progetti ad alto potenziale di mercato, licensing, marketing e business development, conoscenza di impresa, amministrazione e finanza). Abbia professionalità specifiche con profilo internazionale (TTO manager/manager della ricerca come esistono all estero) assunti con meccanismi aperti e competitivi, attraendoli anche dall estero. Riforma dei meccanismi di selezione con direct recruiting per gli enti di ricerca pubblici. In linea con le best practice europee (es. Regno Unito), predisporre meccanismi di direct recruiting in tutti i principali centri di ricerca pubblici con meccanismi di selezione gestiti attraverso bandi in lingua inglese e panel di esperti nazionali e internazionali capaci di valutare la pertinenza con la posizione aperta su base aperta e meritocratica. Spesa media in R&S in % del PIL Rapporto % di rientro finanziario tra sostegno al budget EU27 e budget generale del 7 Programma Quadro (Fonte TEH-A su dati MIUR 2012) EA NL SE FI BE CY SI UK GR IR T DK BG DE HU MT PT ES FR IT LV LT CZ LU PL RO SK Posizione European Innovation Scoreboard; indice di sintesi 2013, min=0, max=1 (Fonte: Commissione Europea 2013) 0,700 0,600 0,500 0,400 0,300 0,200 0,100 0 Finlandia Svezia Giappone Danimarca USA Germania Austria Francia Media EU 15 Numero di famiglie di brevetti triadici per milione di abitanti, 2010 (Fonte TEH-A su dati OCSE 2012) innovatori modesti innovatori moderati follower dell innovazione leader dell innovazione Giappone Svezia Germania Finlandia UE 15 Spagna Daniamrca Paesi Bassi Austria Belgio USA Paesi Bassi Lussemburgo Media EU 27 Francia Regno Unito Belgio Irlanda UE 27 Cipro Regno Unito Portogallo Irlanda Spagna Italia Italia Portogallo Grecia Grecia

9 16 TAG TAG 17 Le STORIE / 4 METALSISTEM Antonello Briosi: "Il segreto? Un'innovazione almeno una volta a settimana" di Marika Damaggio Ogni sette giorni l appuntamento si ripete. Sempre, mai un ritardo. Il venerdì è il momento della Metalsistem informa : clienti e dipendenti ricevono una mail con la scoperta della settimana. Un nuovo brevetto, un prodotto rivisto, aggiornato, migliorato. L innovazione continua, mai sazia, è uno dei segreti di Antonello Briosi e della sua azienda per continuare a crescere anche in tempi di crisi economica. La storia di Metalsistem oggi è una lezione e al tempo stesso un iniezione d ottimismo. quantitativa, ma come premessa iniziale la crescita qualitativa, ossia la crescita in termini di conoscenze possedute e di capacità di gestione delle stesse. Questo spazio cognitivo è stato nel passato garantito dalla continua interazione fisica con i fornitori, i concorrenti e i clienti resa possibile dalla loro contiguità geografica. L ultima ha inoltre permesso la costruzione di relazioni di fiducia anche rispetto a soggetti diversi da quelli citati quali, in primis, i finanziatori, permettendo alle piccole e medie imprese di integrarsi secondo diverse modalità quali quelle distrettuali e, più in generale, di partecipare ai processi d innovazione. La sfida diventa quindi rendere possibile la ricostruzione e l ampliamento dello spazio cognitivo con una prospettiva che coniughi efficacemente la componente locale con quella globale (sconfinamento geografico) e che renda possibile anche l inclusione di soggetti non operativi quali, in primis, i parchi scientifici e le università (sconfinamento settoriale). Il rapporto con l Università La creazione e animazione di spazi cognitivi sconfinati è resa difficile dal fatto che le logiche, i tempi e soprattutto i linguaggi diversi che caratterizzano il mondo della ricerca e quello dell impresa creano forti difficoltà di comunicazione e interazione. D altronde, se il primo problema da superare per l animazione di questi terreni d incontro riguarda la diversità di linguaggio, essa è anche la motivazione che ne rende particolarmente interessante l incontro. Per un impresa parlare con un suo cliente o un suo fornitore rispetto che con un università è tanto più facile quanto meno potenzialmente interessante. Per questo le diversità a livello di linguaggio e quindi d identità, vanno mantenute. I tentativi di avvicinare i tempi, le logiche e i linguaggi delle università a quelli delle imprese sono gravi errori in quanto, diminuendo le diversità intercorrenti tra questi due mondi, si diminuisce anche il potenziale d innovazione che può derivare dalla loro connessione. La sfida è quindi costruire un ponte tra il sistema delle imprese e quello delle università senza che questi sistemi perdano la loro diversa identità. Nel collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell impresa la parola d ordine non deve essere più trasferimento di conoscenza, ma traduzione della conoscenza sia scientifica che pratica per attivare dei fenomeni di co-generazione di conoscenza competitiva. La cinghia di trasmissione Se nella traduzione della conoscenza scientifica un ruolo attivo lo devono continuare ad assumere i parchi scientifici, in quella della conoscenza pratica lo devono invece iniziare ad assumere le associazioni di imprese. Anche le università e le imprese sono comunque chiamate a ripensare il loro modo di funzionare se non altro per valorizzare quella preziosa risorsa intellettuale ed operativa costituita dai migliori studenti universitari durante i loro progetti di stage ed elaborazione delle tesi di laurea. La loro presenza in impresa li rendono infatti, se debitamente preparati e seguiti, una cinghia di trasmissione fra la domanda e l offerta di innovazione. Per l università si apre definitivamente una terza missione oltre alla ricerca e alla didattica, rappresentata dall eliminazione di quello che può essere definito il tradizionale divide università-impresa. Una sfida chiave per fare dell innovazione un motore della crescita. Il Veneto studia da Innovarea Un progetto che punta a creare un area dell innovazione, una regione nella quale le aziende più innovative possano essere spinte a fare rete e trainare la ripresa dell intero sistema. E il progetto di Innovarea, promosso da Regione Veneto, Università Ca Foscari Venezia e Confindustria Veneto e al quale, durante il mese di giugno, inizieranno a lavorare gli studenti del Dipartimento di Management dell ateneo veneziano. Primo step: fare uno screening delle aziende più innovative del Veneto, approfondirne la conoscenza e contattarle per coinvolgerle nel progetto. Ad InnovArea lavora un team coordinato dal professor Carlo Bagnoli, docente di strategie aziendali, e dall assessore al bilancio della Regione Veneto Isi Coppola. In autunno InnovArea verrà lanciato con un grande evento che chiamerà a raccolta tutte le imprese più innovative del territorio che verranno poi coinvolte in un percorso di formazione e accompagnamento organizzato tra Ca Foscari e alcuni partner internazionali. Dalle prossime settimane intanto, sul sito di corriereinnovazione.it potrete seguire il lavoro degli studenti di Ca Foscari in diretta attraverso un loro blog. È sufficiente citare un dato: Metalsistem ha chiuso il 2012 con un raddoppio dell utile (pari a 4 milioni) a fronte di un fatturato in linea con il 2011 (stabile sui 100 milioni). Merito di una strategia iniziata nel 2006, rivolta al contenimento dei costi. In questo modo spiega Briosi riusciamo ad essere più competitivi, raggiungendo mercati che mai avremmo immaginato d intercettare. L export, per intenderci, oggi rappresenta il 70% del fatturato. Riduzione dei costi, nessun intervento straordinario per rivedere l organico, tante idee. Poi collaborazioni illustri con l archistar Renzo Piano e col premio Nobel Carlo Rubbia. La ricetta di Metalsistem - azienda specializzata nella lavorazione di acciaio inox, ottone, alluminio e ferro - si rivela esempio. L headquarter è a Rovereto, in Trentino. Ma il mercato è il mondo, letteralmente. Per noi la scadenza è stata nel 2006 racconta il presidente Antonello Briosi - vedendo che stava succedendo qualcosa abbiamo accettato di rivedere le posizioni sui mercati, questo ha portato un minimo di contrazione. Di pari passo s è cercato di rivedere la spesa: Abbiamo lavorato sui costi aggiunge - abbiamo fatto un lavoro di accorpamento, avevamo molte partite Iva con gestione di singole attività. Tradotto: una progressiva centralizzazione. Quindi un unico ufficio acquisti, un unico ufficio commerciale, un solo consiglio di amministrazione. Questo spiega ci ha permesso di essere competitivi anche nei mercati più difficili. Il capitolo export, del resto, rappresenta una fetta cospicua del fatturato: Adesso spiega l industriale - siamo al 70% e puntiamo ad alzare ancora questa quota. Le strategie messe in campo per ridurre i costi consentono d inserirsi in contesti che, fino a qualche anno fa, parevano inarrivabili: Oggi approcciamo mercati impensati, la Lituania, la Mongolia. Sempre meglio i rapporti con gli Stati Uniti, col Sudafrica, l Est Europa. Il vero segreto è un altro, però: La chiave vera spiega - è l innovazione, le idee, i brevetti, i prodotti super innovativi. C è una tradizione che prosegue da anni: Ogni venerdì diffondiamo la Metalsistem informa, una newsletter che dà una notizia su un innovazione realizzata quella settimana, lo facciamo da decine d anni. I progetti in cantiere sono molti. La scorsa estate Metalsistem ha portato in toscana i prototipi della pala eolica disegnata da Renzo Piano (chiamata Libellula ). Chiuso l anno solare, necessario per i test, si passerà alla fase della produzione. C è poi la sperimentazione con il Nobel Carlo Rubbia per creare una serra coperta di pannelli solari, una soluzione pensata per l agricoltura. Francia, Germania, Inghilterra, Italia. La lista dei clienti è già lunga. Con Rubbia stiamo sviluppando nuove tipologie di serra spiega - una serra minimale che sia semplice da installare, ma che consenta anche l utilizzo industriale. Non solo eolico ed energia solare. Metalsistem si occupa anche di sistemi antisismici. È il caso degli scaffali pensati per gli stabilimenti del Parmigiano Reggiano. Di più: Da poco conclude Biosi - abbiamo fornito un Ikea a Catania con grado di sismicità massima.

10 18 TAG TAG 19 IL GURU La nuova etica del fare impresa di Emil Abirascid illustrazione di Patricia Gimeno L innovazione è un po come la politica. Se non si cambia il modo di pensare si rischia lo stallo. Anche nell ecosistema dell innovazione serve ora un cambiamento di passo che non sia solo inteso come le cose nuove che si fanno, elemento intrinseco dell innovazione, ma anche come modo in cui le cose nuove possono, e devono, crescere, svilupparsi e dare nuovo slancio all economia e alla società. Una nuova etica imprenditoriale della crescita che si sta ora facendo strada grazie a una nuova generazione di imprenditori, sogno di oggi che sarà la regola del domani. Si tratta di un cambiamento che non risiede solo nella capacità di tradurre un idea innovativa in un business di successo finanziario e sociale, ma anche nella presa di coscienza che ci sono dei paradigmi di base che non sono più validi. Bisogna iniziare a guardare oltre, non tutto sta cambiando, c è molto che può e deve essere conservato, ma ci sono anche cose che non funzionano più come siamo abituati a pensare. I più radicali sostengono che la fase storica in cui ci troviamo potrebbe essere paragonata a quella della rivoluzione industriale durante la quale le regole di base del lavoro, dei rapporti sociali, dell urbanizzazione cambiarono profondamente rispetto a quanto avvenuto fino a quel momento quando l economia era in gran parte agricola e legata alla terra. Ecco forse un pensiero così radicale del tutto peregrino non è. Pensiamo per un attimo al concetto di crisi, oggi siamo in crisi, sono in crisi Le aziende, quelle innovative soprattutto, quelle nascenti ancora di più, l'impatto sociale lo hanno reso intrinseco nei loro piani di sviluppo i valori, è in crisi il lavoro, sono in crisi le relazioni sociali, sono in crisi intere aree geografiche, si parla di effetto domino tra i Paesi, di effetto contagio, a testimonianza che la globalizzazione ha superato nei fatti e negli effetti ogni tentativo di regolarla, di canalizzarla, di fermarla. Non è più possibile pensare a politiche protezionistiche o a norme sull immigrazione capaci di solo di creare muri e barriere. Non è più pensabile considerare le singole economie come entità indipendenti e non solo nelle strategie macroeconomiche ma anche in quelle che puntano al ritorno della crescita. La crisi, quasi paradossalmente, non è solo un male, se ci si ferma a pensare al momento storico attuale si può avvertire che, benché sia un momento difficile, è anche un momento colmo di opportunità. Non ci sono momenti allo stesso tempo così drammatici e così potenzialmente entusiasmanti e forieri di grandi cambiamenti come quelli delle crisi strutturali come quella che stiamo attraversando, che l intero pianeta sta attraversando. Crisi strutturale quindi e non semplice crisi economica, non semplice congiuntura negativa, non semplice contrazione dell economia, ma periodo di profondo cambiamento che va studiato, possibilmente compreso e affrontato con tanta lungimiranza e un pizzico di rischio. Se poi si pensa che questo momento di crisi coincide anche con la disponibilità di tecnologie e di strumenti che consentono, come I nuovi imprenditori sono innovativi anche per la considerazione data all impatto sociale mai prima nella storia dell umanità, di creare qualcosa di nuovo, di dare forma a un idea, di trasformare l idea in impresa, allora si inizia a disegnare il contorno dei nuovi paradigmi possibili: crisi che diventa opportunità, imprenditoria alla portata di tutti. Aggiungiamo altri ingredienti: impatto sociale, nuova cultura imprenditoriale e ruolo fondante e fondamentale della formazione e della scuola. La responsabilità sociale d'impresa, nota con la sigla di Csr (Corporate social responsibility), al di là di quelle imprese che l'hanno vissuta solo come imposizione o come dovere, per tante aziende e organizzazioni tradizionali si è rivelata cartina di tornasole della volontà di innovare e cambiare, un cambiamento che è evoluto rapidamente tanto che oggi parlare di Csr sembra quasi anacronistico. Oggi le aziende, quelle innovative soprattutto, quelle nascenti ancora di più, l impatto sociale lo hanno reso intrinseco nei loro piani di sviluppo. Non è più il tempo di strategie separate tra ritorni economici e ritorni sociali, non è più il tempo della divisione netta Concorrenza fa rima con collaborazione. Il successo del vicino apre nuove strade ed esclusiva tra profit e no-profit. La considerazione data all impatto sociale è uno degli elementi che denotano come i nuovi imprenditori sono innovativi non solo per le cose che fanno ma anche per come le fanno, per come approcciano il mondo, compreso quello degli affari. L internazionalizzazione diventa elemento da considerare dall inizio e non solo quando il mercato casalingo si è saturato; l idea di fallimento non è più un concetto negativo ma parte della crescita e della esperienza e la concorrenza non è più l individualismo imprenditoriale ma fa quasi rima con collaborazione e a dimostrarlo ci sono i luoghi online e offline dove i nuovi imprenditori lavorano fianco a fianco con altri come loro e dove si scambiano, idee, opportunità, risorse. Insomma il successo del vicino diventa il successo di tutti perché apre la strada ad altri, perché contribuisce a creare il mercato, perché è meglio avere una piccola fetta di una grande torta che una grande fetta di una torta minuscola. E poi c è la relazione con i soci di capitale, pensate all imprenditore quello più tradizionale, magari a conduzione Il socio di capitale non solo è benvenuto, ma diventa anche nuovo valore per l'azienda L'AUTORE Il suo nome corrisponde esattamente al fenomeno degli ultimi anni: startup e innovazione. Un guru nel settore ma che si rimette sempre in discussione. Open mind e open share. Uno speciale one, per finire con inglesismi d'ordinanza. familiare, rannicchiato su se stesso, che scopre l importanza delle esportazioni solo quando il mercato interno non tira più, che probabilmente ha un odio viscerale per i suoi concorrenti, che solo all idea di avere un socio esterno, benché portatore di capitali, che si siede nel consiglio di amministrazione inorridisce. Ecco i nuovi imprenditori sono l opposto, il socio di capitale non solo è benvenuto, insieme ai suoi soldi, ma diventa anche nuovo valore per l azienda, nuove competenze ed estensione della rete di conoscenze. Quindi la felice idea di fare sì che imprenditori tradizionali e imprenditori innovativi si incontrino perché i primi hanno bisogno dell innovazione dei secondi e i secondi delle esperienze, delle strutture, delle risorse dei primi, può funzionare solo se i primi acquisiscono e comprendono i principi della nuova cultura dell innovazione, altrimenti sarà un disastro, altrimenti è meglio che le startup volino da sole. E infine, la scuola, che cito per ultima perché è perno di tutto. Senza una scuola rinnovata e lungimirante non si avrà mai la capacità di comprendere i nuovi paradigmi e il nuovo mondo che si sta preparando, senza una scuola che insegna i concetti dell imprenditorialità, che insegna veramente le lingue straniere, che insegna anche ai bambini delle elementari i rudimenti della programmazione software che non solo è utile qualsiasi cosa il bimbo farà da grande in un mondo in cui i computer saranno sempre più presenti, ma è anche logica, matematica, è un po come il greco e il latino con in più la funzione pratica. Senza una scuola così non si uscirà mai dalla retorica consunta dei giovani che vogliono cambiare il mondo, degli eroi del talento, e dell inutile, vecchio, falso fuga dei cervelli.

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12 22 TAG TAG 23 Think small first. Ovvero: pensare anzitutto in piccolo. In queste poche parole è racchiusa una filosofia. Di più: al di là del motto c è un pacchetto d interventi pratici, urgenti, necessari. Tutti rivolti alle piccole e medie imprese d Europa. Si tratta dello Small Business Act adottato dall'unione Europea nel Un documento che, per la prima volta, ha tracciato il percorso da seguire per accompagnare le aziende dei Paesi membri. A distanza di cinque anni, nel corso del Festival dell Economia a Trento si fa il punto della situazione: la Germania ha recepito le direttive meglio della Francia, con l Italia che mostra luci e ombre. A tracciare il quadro è Alessandra Perrazzelli, responsabile dell ufficio International Affairs del gruppo Intesa Sanpaolo. Il 31 maggio alle 15, a Palazzo Calepini, ne discutono con lei anche Alessandra Lanza, presidente del Gruppo Economisti d'impresa, Matteo Lunelli, presidente delle Cantine Ferrari, Mario Marangoni, presidente di Marangoni holding company. Lo Small Business Act (Sba) spiega Perrazzelli per la prima volta delinea un quadro politico articolato a sostegno delle piccole e medie Imprese, sia a livello di Unione Europea che di singolo Stato membro: attraverso lo Sba la Commissione europea si prefigge di promuovere la crescita delle Pmi europee, creando un contesto giuridico e amministrativo ad esse favorevole e condizioni di concorrenza paritarie. C è un principio, in particolare, che Perrazzelli ricorda. Think small first. Vale a dire precisa - il pensare anzitutto in piccolo nei processi decisionali, nella formulazione delle norme e nel pubblico servizio. Il documento argomenta poi la necessità di sostenere politiche rivolte alla promozione dello spirito imprenditoriale, l agevolazione delle Pmi nell accesso al credito e la possibilità per gli imprenditori onesti che abbiano sperimentato l insolvenza di ottenere Tra le nazioni europee quella che ha meglio tradotto lo Small Business Act è la Francia IL FESTIVAL DELL'ECONOMIA THINK SMALL di Marika Damaggio illustrazione di Matteo Cibic rapidamente una seconda chance. A distanza di quasi cinque anni, l Unione europea ha adottato tutte le iniziative legislative annunciate nel documento (eccetto la proposta di regolamentare lo Statuto della società privata europea). In particolare ricorda l esperta - sono state adottate la direttiva sulla fatturazione dell Iva, volta ad assicurare la parità di trattamento tra la fatturazione cartacea e quella elettronica e la direttiva contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Ora verrebbe da chiedersi: il nostro Paese ha risposto con puntualità? L Italia dice - ha recepito con direttiva del presidente del consiglio del 4 maggio 2010 la Comunicazione sullo Sba, definendo una serie di direttrici d azione da attuare nel breve e medio periodo. Tra le più significative: Il sostegno a imprenditorialità femminile e giovanile ricorda - il sostegno alle reti d impresa, la semplificazione del contesto normativo, la riduzione di tempi e costi di rilascio di licenze e permessi necessari per l avvio dell attività di impresa, la promozione dei rapporti Pmi-Università e dell internazionalizzazione sui mercati extra Ue. Fin qui tutto bene. L Italia e, insieme, tutti gli Stati membri hanno riconosciuto l importanza dello Small Business Act. Eppure i metodi adottati dai vari Paesi sono differenti. Secondo il rapporto 2012 della Commissione Europea sullo stato di attuazione dello Sba aggiunge - l Italia, pur avendo trend in crescita negli indicatori di attuazione di differenti principi, risulta ancora sotto la media Ue per competenze e innovazione, accesso ai finanziamenti, provvedimenti per il mercato unico, seconda possibilità per gli imprenditori, mentre si è mossa in linea con gli altri Stati membri soprattutto sul fronte del principio pensare in piccolo, Dal 2014 al 2020 entra in scena Horizon2020 con un budget di circa 70 miliardi di euro da destinare a imprese, Università e centri di ricerca dell ambiente, degli appalti pubblici e degli aiuti di Stato. A trainare il continente è la Francia che, spiega Perrazzelli, sembra essere significativamente sopra la media Ue, soprattutto in termini di internazionalizzazione e di capacità dell amministrazione pubblica di essere recettiva rispetto ai bisogni delle Pmi. Meglio ancora la Germania. Se questi sono i riferimenti, il nostro Paese ha ancora un po di strada da fare: L Italia deve ancora lavorare molto per migliorare il contesto sia giuridico ed amministrativo sia finanziario in cui operano le imprese commenta la responsabile di Intesa Sanpaolo Va tuttavia sottolineato che lo stesso rapporto della Commissione europea riconosce come tra il 2011 e il 2012 siano state introdotte anche nel nostro Paese misure significative. È il caso dei provvedimenti a favore dell agenda digitale, delle startup e, più nello specifico, il decreto sviluppo. La strada sembra dunque tracciata rimarca Perrazzelli - bisogna adesso muoversi in continuità. L intento è presto detto: colmare le lacune nostrane e ridare ossigeno alle imprese. Sono tante, del resto, le criticità: L estrema lentezza dell apparato burocratico e l incertezza del diritto sono sicuramente fattori penalizzanti per le nostre Pmi, che condizionano negativamente anche la propensione all imprenditorialità dei giovani italiani. Non solo: Anche i tempi di pagamento della pubblica amministrazione rimangono un cronico punto debole. E un altro aspetto problematico è la mancanza di liquidità. Per uscire dal guado, ad ogni modo, il mantra è il medesimo: internazionalizzazione. Il mercato interno spiega Perrazzelli riferendosi all Europa con i suoi 500 milioni di cittadini e la libertà di circolazione di lavoratori, merci e servizi, rappresenta oggi uno sbocco fondamentale per le Pmi che intendono internazionalizzarsi ed affacciarsi su mercati esteri. Il secondo pilastro è l innovazione. Sul fonte della ricerca e dell innovazione, l Unione Europea ha già da tempo dettato la sua linea, rinnovata di recente con la Strategia Europa 2020 ricorda Perrazzelli per essere competitive sul mercato non solo europeo ma anche mondiale, le imprese devono puntare sulla ricerca e sulla trasformazione dei suoi risultati in nuovi prodotti e servizi ad alto valore aggiunto. In cantiere c è un nuovo programma: Proprio in questi mesi l Unione Europea sta predisponendo Horizon 2020, il nuovo programma a sostegno della ricerca e dell innovazione in Europa, che sarà in vigore dal 2014 al 2020 con un budget di circa 70 miliardi di euro da destinare a imprese, Università e centri di ricerca. Più d una le potenzialità per le aziende: Il programma non prevederà solo sovvenzioni, ma anche strumenti finanziari innovativi, come linee di credito, garanzie e capitale di rischio, per migliorare il contesto finanziario in cui operano le imprese innovative. Il consiglio è d obbligo: sfruttare questa chance. IL PROGRAMMA Incontri sulla sovranità in conflitto L abbandono dell euro, le ricette per la crescita, la difficile armonia tra il potere politico e il potere economico. Sono solo tre dei temi trattati al Festival dell Economia di Trento (30 maggio-2 giugno), dedicato quest anno a Sovranità in conflitto : quattro giorni di dibattiti aperti con grandi personaggi della politica, dell economia e della finanza in un unico grande salotto, il centro storico di Trento (su www. festivaleconomia.eu il programma completo e aggiornato). Tra gli appuntamenti di maggior richiamo, venerdì 31 maggio alle 11 a Palazzo Geremia, Andy Haldane (Banca d Inghilterra) parla delle vie della crescita economica, mentre alle al Teatro Sociale l ex premier Mario Monti, l economista Lucrezia Reichlin e l europarlamentare Sylvie Goulard discutono de La democrazia in Europa. Sabato primo giugno alle 16, al Teatro Sociale, Sergio Romano, editorialista del Corriere della Sera analizza la situazione italiana in un incontro dal titolo La sovranità dimezzata: l Italia e la Chiesa da Cavour a Crispi, da Mussolini a Berlusconi. Alle 18, sempre al Teatro Sociale, Stefano Rodotà si occupa di Sovranità, proprietà e diritti ; alle 18.30, alla Biblioteca comunale Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d Italia anima il Processo alle finanza con l economista Marco Onado e il vicesegretario generale dell Ocse, Pier Carlo Padoan. Il 2 giugno alle 10.30, a Palazzo Geremia, il vicedirettore del Fondo monetario internazionale, Nemat Shafik, si esprime su Dov è e dove sta andando l economia globale, mentre alle 11, nell aula magna della facoltà di Giurisprudenza, l ex ministro delle finanze greco George Papaconstantinou racconta come Convivere con la troika. Alle 16.30, nel palazzo della Provincia, chiusura con James Mirrlees, Nobel per l Economia nel 1996, sul tema Abbandonare l euro?.

13 24 TAG TAG 25 Provare per credere. Come nel caso di Raffaella Della Valle. Che, per sua stessa ammissione, è arrivata all e-commerce un po per caso. E alla fine si è convertita sulla via della Rete. Raffaella Della Valle guida la Epitech di Saccolongo, in provincia di Padova, 9 milioni di fatturato, 80 dipendenti, azienda chimico-farmaceutica che realizza preparati per dermatologia, sistema pelvico e neuroscienze. Il canale di vendita, da sempre, è quello delle farmacie. «Ci siamo accorti - racconta -che su internet e i social network si sviluppava un interesse crescente e spontaneo verso i nostri prodotti. Molti pazienti hanno cominciato a contattarci direttamente, per chiedere chiarimenti, consigli, a volte per farsi spedire le medicine all estero. Ai primi dell anno, siamo partiti con il commercio elettronico. I numeri, per il momento, sono modesti, ma ha poca importanza. Quello che conta è che il tam tam dal basso funziona realmente: sul web sono i diretti interessati, le persone che i farmaci li prendono perché ne hanno bisogno, a trainare la comunità scientifica e non viceversa. Nasce un rapporto che non è necessariamente mediato dal medico specialista. Non basta. Grazie all e-commerce è possibile raggiungere Paesi lontanissimi, dove credevamo di essere completamente sconosciuti: abbiamo avuto ordini persino dall Australia». Conclusione: «Quando si dice che la Rete è globale, beh, è proprio così». Credere per provare. Stessa provincia, Padova, ma altro settore e altra esperienza, opposta. Fabio Nicoletto, amministratore delegato della Nic Dean di Villatora di Saonara, nel cuore del distretto calzaturiero del Brenta, 5 milioni di fatturato al 95 per cento sui mercati internazionali, è uno che nell e-commerce, come nella comunicazione sui new media, crede fino in fondo. «È una grande opportunità - sostiene -. E le potenzialità di crescita sono enormi. Senza dubbio è la strada giusta». Perciò è stato tra i primi ad aderire alla piattaforma I love italian shoes, creata dall Anci (Associazione nazionale calzaturifici italiani). «Il Paese che risponde meglio è l Inghilterra» dice spulciando i dati. «Bello, perché noi da quelle parti abbiamo viavia ridotto la presenza. Significa che la gente ci conosce, ci ricorda e ci cerca su internet». Due storie emblematiche, così lontane così vicine a quelle di molte piccole e medie imprese del Nordest (e dell Italia intera), che con l e-commerce vivono un rapporto di amore e odio, di attrazione La frontiera dell e-commerce LA NUOVA TERRA DA CONQUISTARE di Sandro Mangiaterra e nello stesso tempo di timore. Secondo l Osservatorio e-commerce B2C Netcomm-Politecnico di Milano, il commercio elettronico è cresciuto nel 2012 del 19 per cento, a dispetto di una contrazione generale dei consumi superiore al 2 per cento, raggiungendo i 9,5 miliardi di valore assoluto. I Commercio elettronico in inglese. Indica la possibilità di vendere beni e servizi in Internet gestendo transazioni finanziarie per il pagamento e gli ordini per le spedizioni. Con l aumentare della sicurezza delle transazioni e nuovi metodi di pagamento sta crescendo molto rapidamente Link compratori via computer sono ormai 12 milioni, pari al 40 per cento degli utenti di internet. Eppure le Pmi attive rimangono poche: appena il 4 per cento per le vendite e l 11 per cento per gli acquisti, contro una media europea rispettivamente del 12 e del 19 per cento. Peccato che anche nell Agenda digitale, voluta dall ex ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, non ci sia niente per favorire l accesso a questo canale. «Nei tavoli tecnici - allarga le braccia Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano - avevamo messo a punto un meccanismo rivolto specificamente alla piccola impresa: si prevedevano agevolazioni fiscali per l attivazione di progetti finalizzati alla crescita dell export online. Purtroppo non ne è uscito niente». E allora? Allora ci si muove da soli. Qualcuno ha le idee chiarissime. Per esempio Sara Grotto, responsabile vendite online della Gas Jeans di Chiuppano (Vicenza), 100 milioni di fatturato, il 45 per cento dei Il commercio elettronico è cresciuto nel 2012 del 19 per cento, a dispetto di una contrazione generale dei consumi superiore al 2 per cento, raggiungendo i 9,5 miliardi di valore assoluto Le Pmi attive sono poche: il 4 per cento per le vendite e l 11 per cento per gli acquisti, contro una media europea rispettivamente del 12 e del 19 per cento quali in una cinquantina di Paesi esteri, 160 dipendenti. «Intanto. spiega - con i social network e l e-commerce in senso stretto abbiamo creato una community di 200 mila fan, molto giovani, sparsi ai cinque continenti, con cui ci confrontiamo quotidianamente. Ma non vogliamo fermarci qui. Entro un paio d anni contiamo di arrivare a una quota del 3 per cento sui ricavi. Soprattutto, il commercio elettronico deve essere la chiave per penetrare in mercati internazionali dove non siamo presenti. Per questo abbiamo deciso di esporci anche su portali globali, tipo Zalando per intenderci». Qualcun altro, più semplicemente, parla di sfida e di scommessa. Come Aldo Franchi, direttore della Val d Oca di Valdobbiadene, cooperativa vinicola con 32 milioni di fatturato e 37 dipendenti: «Chi ci compra prosecco in Rete lo fa sul passaparola o sulla fiducia. Ne possono nascere nuove stretegie di marketing. Vedremo». C è poi chi non è per nulla interessato ai numeri, ma si pone un obiettivo ugualmente ambizioso. È il caso di Gianluca Bisol, patron di un altra azienda in terra di prosecco, che ha sperimentato la forza del web con Venissa, il vino bianco più caro d Europa (120 euro a bottiglia da mezzo litro), richiesto da appassionati di mezzo mondo e letteralmente a ruba non appena sul sito si aprono le prenotazioni. «Ora - sorride -lanceremo in Rete altri prodotti rari o annate particolari. Vogliamo far nascere un Club Bisol, sulla scia delle maggiori maison francesi dello champagne». L online, 2 Mar E-commerce Sales to Continue Rapid Growth ly/hvzenq Don t let your business get left behind! #FiloBlu può essere (o almeno tentare di essere) un argine alla crisi che colpisce interi settori. Lo dimostra il successo del portale Sediarredo di Manzano (Udine), Una comunità virtuale, che si relaziona tramite internet, aggregata attorno a uno specifico interesse. In questo caso la comunità dei clienti. Per le aziende presenti online lo sviluppo della community è uno strumento essenziale per testare, sviluppare e controllare prodotti e servizi che nel 2012 ha toccato i 3,5 milioni di fatturato, la metà dei quali all estero, con un incremento del 40 per cento sul «Per carità - si schermisce Patrik De Sabbata, uno dei soci - non siamo di sicuro la soluzione alle difficoltà del distretto. Alle aziende produttrici, comunque, offriamo la possibilità di farsi vedere e, perché no, di incrementare gli ordini. E attenzione: portiamo nuovi clienti anche ai negozi tradizionali». Tutto vero, tutto giusto. Rimane un fatto. L e-commerce è ancora visto dalle imprese come un canale di secondo piano. Insomma, rimane uno strumento ampiamente sottoutilizzato. E pensare che la presenza sul digitale, oggi, richiede investimenti modesti. Specialmente se ci si appoggia alle società che gestiscono questa attività "Il commercio elettronico deve essere la chiave per penetrare in mercati internazionali dove non siamo presenti" Sara Grotto chiavi in mano, dall allestimento del sito internet alla spedizione dei prodotti, fino ai pagamenti. «Abbiamo un nostro magazzino e in 48 ore la merce arriva in tutta Italia. Ci occupiamo pure dei reclami e del cambio delle taglie sbagliate» garantisce Lorenzo Gottin, numero uno della vicentina Fullycommerce, che tra l altro sta lanciando il portale Tutto casa e giardino: una decina di aziende riunite appositamente in Rete per piazzare i loro prodotti home e garden. «Chiediamo una quota fissa di qualche decina di migliaia di euro e una percentuale sul venduto» aggiunge Stefano Mocellini, presidente della padovana Diana, società di e-commerce all inclusive specializzata nell abbigliamento. «Siamo un negozio a tutti gli effetti, ancorché virtuale. Solo che la nostra è una vetrina Warby Parker CEO: 'E-Commerce As A Term Will Become Obsolete In Five Or Six Years' Padova verso la Smart City A proposito di tecnologie smart: si chiama Soft City il progetto elaborato dal sistema Padova per traghettare la zona che va dalla stazione a Padova Uno (alla Stanga) verso il futuro. Un area della città ad altissima densità di servizi e imprese Ict, l epicentro veneto del terziario avanzato. Il progetto mette insieme Comune, Camera di Commercio, Confindustria e Università che hanno costituito una cabina di regia che punta ad aggiudicarsi bandi europei nell ambito del progetto Horizon2020. Dopo la mappatura dell area e delle imprese nasceranno singole progettualità che verranno sviluppate per singoli step in Padova 2020

14 26 TAG TAG 27 Viviamo tempi difficili, per i quali è necessaria una chiave di lettura diversa, creativa, capace innanzi tutto di distinguere complicato (che può essere spiegato attraverso un approccio analitico) da complesso (che richiede un approccio sistemico). I meccanismi possono essere complicati. Ma le aziende, come gli organismi, sono inequivocabilmente sistemi complessi, operanti a loro volta in complesse reti di domanda e offerta. Ed è proprio nella capacità di bilanciare la complessità ambientale esterna con la complessità organizzativa interna che si gioca il successo di un azienda. Si tratta di un equilibrio continuamente sfidato: alla complessità esterna contribuiscono infatti non solo la numerosità e la varietà dei mercati, dei fabbisogni dei clienti, dei fornitori e dei concorrenti, ma anche l estrema dinamicità ed incertezza con cui tali relazioni si riconfigurano. Le imprese inizialmente tentano di rispondere all incremento di complessità ambientale diversificando i propri prodotti o servizi e orientandoli a nuovi mercati, modificando i processi operativi, introducendo nuove tecnologie, evolvendo i sistemi informativi. Si potrebbe anche dire che aumentano la complessità interna della propria organizzazione per incrementarne le prestazioni, come teorizzato nel 1958 da William Ross Ashby, sociologo britannico pioniere della cibernetica. La risposta adattiva, tuttavia, non sempre dà i suoi frutti: superato un certo limite emergono criticità che penalizzano le performance globali. All aumentare della complessità COME si adatta L'AZIENDA Se cresce la complessità di Fabio Candussio* infografica di Patricia Gimeno Quando la vita scorreva lentamente come un pigro fiume, la complessità esisteva, ma non veniva percepita. Oggi tutti la sentono addosso, perché il ritmo si è fatto serrato, come un torrente vorticoso, scrivevano nel 2005 De Toni e Comello in Prede o ragni, uno dei primi libri a interrogarsi sul rapporto fra complessità e organizzazione aziendale. Tema più che mai attuale per le imprese italiane, chiamate ad affrontare non solo la crisi economica e la perdurante incertezza di risposte strutturali ad essa, ma anche e soprattutto un contesto competitivo in continua mutazione. interna (prodotti diversi per mercati diversi con tecnologie diverse) le economie di scala non sono infatti più conseguibili e la marginalità viene intaccata, in una spirale crescente di costi. Si assume nuovo personale, ma l efficienza cala; cataloghi e listini non sono quasi mai allineati con le novità introdotte; gli impianti pensati per grandi lotti di produzione soffrono la frammentazione delle richieste dei TECNOLOGICHE STRATEGICHE ORGANIZZATIVE INTERVENTO LEVE DI CONCORRENZA FORNITORI CLIENTI MERCATI COMPLESSITà ESTERNA COMPLESSITà PRODOTTI PROCESSI TECNOLOGIE clienti; la domanda reale sconfessa le previsioni di vendita; gli strumenti software si trasformano da supporti a freni. Negli ultimi anni molte aziende hanno sperimentato questi effetti indesiderati e, istintivamente, hanno reagito tornando sui propri passi, selezionando prodotti, processi e tecnologie in modo da ridurre la complessità interna. Tale approccio risponde a quanto enunciato nel 1984 INTERNA PRESTAZIONI EFFICIENZA EFFICACIA FLESSIBILITà dal sociologo tedesco Niklas Luhmann: semplificando un sistema riducendo la quantità di informazioni necessaria per descriverlo e gestirlo se ne aumentano i gradi di libertà e, conseguentemente, le prestazioni. Chi ha ragione? Ashby o Luhmann? La risposta non è facile perché un azienda dovrebbe innanzi tutto conoscere il proprio posizionamento lungo la parabola rappresentata nel grafico a fianco. Si trova forse in una situazione di bassa complessità interna (lato sinistro), che può essere incrementata in modo da conseguire prestazioni maggiori? Oppure è già sul lato destro, con una complessità elevata che al contrario suggerisce una semplificazione del proprio sistema per recuperare competitività? Una considerazione forse scontata: le performance sono massime quando vi è coerenza fra complessità esterna e complessità interna. Meno scontato è comprendere come raggiungere e mantenere nel tempo tale coerenza, identificare cioè le leve di intervento a disposizione delle aziende per risolvere il dilemma. Come rappresentato nello schema, esistono essenzialmente tre classi di risposta alla complessità. A livello strategico la risposta è la focalizzazione: suddividere il proprio business su più unità operative, concentrate su un insieme limitato di prodotti e tecnologie. Un concetto, introdotto nel 1974 da Wickham Skinner (docente alla Harvard Business School), che equilibra gli opposti approcci di Ashby e Luhmann, dando di fatto ragione ad entrambi: quando la complessità interna cresce eccessivamente, l incremento di prestazioni non è più conseguibile (Ashby), a meno che non si semplifichi il sistema (Luhmann), specializzandolo in sotto-unità focalizzate. Così hanno fatto molte piccole e medie aziende del Nord-Est, ma anche grandi realtà come la Zanussi, che riorganizzò la propria produzione - inizialmente realizzata in un unico sito operativo - su più stabilimenti distinti per tipologie di prodotto. A livello tecnologico la risposta è la modularizzazione, ovvero la declinazione, in ambito di prodotti e processi, del concetto di focalizzazione. Il principio è il medesimo del Lego: ripensare i propri articoli come risultato della ricombinazione potenzialmente infinita di un numero limitato di componenti standard, garantendo in tal modo un elevato grado di differenziazione nel business con un simultaneo incremento nelle prestazioni. A livello organizzativo, infine, la risposta risiede nell auto-organizzazione e nei suoi principi: interconnessione (capacità di creare reti e informazioni distribuite), ridondanza (di risorse e soprattutto di competenze), condivisione (attitudine ad operare sulla base di valori comuni) e riconfigurazione (capacità di coevolvere con l ambiente). Approcci alla base dell affermazione di realtà come Google, 3M e General Electric, che incentivano l autonoma gestione del tempo lavorativo, leadership emergenti e cooperazione creativa. Sono forse percorsi di intervento difficilmente realizzabili? Non necessariamente: il mondo naturale li ha fatti propri prima ancora di quello industriale. E sufficiente pensare alle api, maestre di focalizzazione (quando la complessità dell'alveare non è più sostenibile, nuove colonie vengono create attraverso il fenomeno della sciamatura), di modularizzazione (la struttura geometrica dei favi è un incredibile esempio di efficienza) e soprattutto di auto-organizzazione (articolate informazioni veicolate da semplici ferormoni, rotazione dei ruoli nel percorso di crescita delle api operaie). Esempi manageriali e naturali positivi, che disegnano una porta spalancata sul futuro: la crescente complessità non è un abisso, pronto ad inghiottire il business, ma piuttosto una scala, in grado di elevare verso il successo le aziende che sapranno accoglierne fino in fondo la sfida. * Docente a contratto di Sistemi Informativi Aziendali, Università di Udine performance aziendali massime prestazioni aumento di complessità: le prestazioni migliorano oltre un certo livello di complessità le prestazioni decadono complessità interna UN MODELLO OPERATIVO Un detto africano afferma che la conoscenza è come il tronco di un baobab: non si può abbracciarla da soli. Aforisma che ben si addice al cammino che hanno seguito il Laboratorio di Ingegneria Gestionale dell Università di Udine, la ALF Uno Spa di Francenigo (Treviso) e la Quin Srl di Tavagnacco (Udine). Tre realtà - in rappresentanza rispettivamente del mondo della ricerca, dell industria e della consulenza - che si sono incontrate sul terreno della complessità e che insieme hanno contribuito a inizio 2013 alla definizione e validazione operativa del modello descritto nell articolo a fianco. Il Laboratorio di Ingegneria Gestionale dell Università di Udine, coordinato da Alberto Felice De Toni (www.diegm.uniud.it/detoni, professore ordinario di Organizzazione della Produzione e Gestione dei Sistemi Complessi), da anni ha inserito nei propri percorsi di ricerca le tematiche della complessità in ambito di organizzazione aziendale e sistemi produttivi. La Alf Uno (www.alf.it) è una realtà consolidata nel mondo della produzione del mobile italiano, specializzata negli ambienti della zona notte (camere ed armadi), del living (soggiorni, librerie e sale da pranzo) e cucine (con il marchio Valdesign). Tre gli stabilimenti produttivi in provincia di Treviso, fatturato annuo superiore ai 50 milioni di, oltre 300 i collaboratori. La Quin (www.quinlive.it) offre i propri servizi di consulenza attraverso soluzioni organizzative ed informatiche in ambito operations, con particolare specializzazione nelle tematiche di pianificazione e controllo della produzione, nell ottimizzazione dei processi aziendali e nella definizione di sistemi per la misura ed il controllo delle prestazioni. Attraverso un progetto congiunto Università di Udine Quin è stato possibile testare presso gli stabilimenti della Alf Uno nuove metriche per la valutazione della complessità e misurare le corrispondenti prestazioni operative, principalmente in termini di costi produttivi e di livello di servizio al mercato. L analisi di tali informazioni ha immediatamente evidenziato una curva di comportamento riconducibile alla parabola della complessità (disegno a fianco). La consapevolezza delle condizioni operative che determinano l insieme di prestazioni (consentendo di rispondere alla domanda: in che punto della parabola mi colloco? ) ha agevolato la Alf Uno nella ricerca di risposte coerenti con il livello di complessità da affrontare. Non essendo possibile - sul breve periodo - intervenire con leve strategiche quali la focalizzazione, si è operato soprattutto sul tema della modularizzazione, introducendo un innovativo sistema di pianificazione della produzione in grado di semplificare l attività dell ufficio programmazione attraverso l accorpamento di cicli e prodotti omogenei. Una ricetta antica, ben riassunta da Alan Jay Perlis, scienziato americano: La semplicità non precede la complessità, ma la segue.

15 29 CONTRO CANTO di Maria Luisa Frisa illustrazioni di Matteo Cibic Ma la crescita non è sempre progresso Ci sono parole che definiscono molto bene le ossessioni contemporanee. Direi che la parola crescita è una di queste. Bisogna crescere, diventare sempre più grandi, espandersi. Pare che, nella nostra società, sia un obbligo continuare a crescere, altrimenti, arrivati a una certa curva, si torna indietro, perché non si può scegliere di fermarsi, decidendo che basta così. Accontentarsi equivale a soccombere. TAG Quando parliamo di crescita pensiamo sempre a dei numeri accompagnati dal segno + che definiscono le performance positive di aziende, titoli, e molto altro. E che paiono l unico valore al quale dover fare riferimento. E molto spesso si confonde l idea di progresso con quella di crescita. Ma le magnifiche sorti e progressive non si possono più considerare la stella polare di una umanità in cammino verso un radioso futuro, fatto di condomini perfetti abitati da uomini e donne elegantissimi e paritari, nelle loro divise di lycra, guidati da entità illuminate, come ci insegnava la fantascienza pulita degli anni sessanta. Oggi dopo Alien e Blade Runner sappiamo che il futuro sarà veramente un Odissea nello spazio, se non riusciamo a frenare il consumo vorace delle merci. La smisurata ansia di possesso, il desiderio di essere nel mondo non attraverso quello che siamo come persone, ma attraverso la rappresentazione di noi che danno gli oggetti e gli stili di vita. Forse prima di tutto dovremmo chiarire che la crescita non va letta solo con un segno + davanti. L idea della crescita come atto positivo del non accontentarsi mai, del voler sempre migliorare è sicuramente uno dei principali motori dell evoluzione umana. Ma forse, oggi, è arrivato il momento di usare la parola crescita in una dimensione sociale, culturale ed etica. La parola crescita è diventata una delle ossessioni contemporanee. Come se fosse obbligatorio andare sempre avanti è arrivato il momento di usare la parola crescita in una dimensione sociale, culturale ed etica In una prospettiva intima che può farci stare meglio con noi stessi, invece che essere sempre obbligati a un confronto su chi ha di più, o conta di più. L obesità dilagante, la malattia più grave e costosa di una società affamata, è la raffigurazione di questa tensione cieca alla crescita. Penso sarebbe molto utile ispirarsi ai concetti del Critical Design, che ci propone attraverso il lavoro di Anthony Dunne e Fiona Raby di usare la parola cittadini invece di consumatori, oppure in the service of society invece di in the service of industry, ethics invece di user-friendliness. Sappiamo tutti molto bene come usare parole diverse voglia dire anche pensare in modo diverso. Pensare alla crescita che ciascuno di noi può fare come individuo, alla crescita personale per cercare di essere migliori può essere veramente una grande conquista. Qualcosa che sicuramente migliorerebbe il mondo. Appunto, una grande crescita. Sacrifica il #passato per il #futuro: è l'unico modo per #crescere. #Osho

16 STRUMENTI 31 GIUGNO Rovereto Trieste Venezia San Francisco La startup dell anno La finale nazionale del premio Start Up dell Anno si tiene presso il Polo Tecnologico di Rovereto. L iniziativa, giunta alla settima edizione e promossa da PNI Cube, l Associazione degli Incubatori e delle Business Plan Competition accademiche italiane, fa tappa per la prima volta in Trentino. Rovereto raccoglie così il testimone di città importanti quali Sassari, Bologna e Napoli, dentro una cornice importante quale il Festival dell Economia. Un riconoscimento alla vivacità della Provincia autonoma di Trento, ed in particolare di Trentino Sviluppo, nel sostegno alle startup e alla nascita di imprese innovative STATE OF THE NET 2013 State of the Net è la conferenza sullo stato della rete in Italia. Analizza le influenze di internet sulla società ed esplora i cambiamenti nella cultura, nell economia, nella politica. Sul divano di State of the Net siedono ogni anno i più originali e autorevoli interpreti italiani e internazionali della cultura digitale. La terza edizione si svolgerà a Trieste nella nuova location del Molo IV. La partecipazione è libera ma è necessario registrarsi IL PALAZZO ENCICLOPEDICO La 55 Esposizione Internazionale d Arte curata da Massimiliano Gioni si svolgerà dal 1 giugno al 24 novembre 2013 ai Giardini e all Arsenale e in vari luoghi di Venezia. Il titolo scelto dal curatore è Il Palazzo Enciclopedico. La cerimonia di premiazione della 55 Esposizione si svolge sabato 1 giugno quando i Leoni d oro alla carriera verranno consegnati a Maria Lassnig e a Marisa Merz. Il Palazzo Enciclopedico formerà un unico percorso espositivo dal Padiglione Centrale dei Giardini all Arsenale con opere che spaziano dall inizio del secolo scorso a oggi e con molte nuove produzioni, includendo più di 150 artisti provenienti da 37 nazioni. La Mostra sarà affiancata da 88 Partecipazioni nazionali, con 10 paesi presenti per la prima volta, e da 47 Eventi collaterali, promossi da enti e istituzioni, e organizzati in numerose sedi della città SEMANTIC TECHNOLOGY & BUSINESS CONFERENCE Il programma della conferenza prevede panel innovativi, casi studio, tutorial, tavole rotonde, conferenze e sessioni di approfondimento per esplorare come le imprese utilizzano la tecnologia semantica. Durante la conferenza esperti del settore e luminari d impresa daranno consigli utili e guide pratiche su come usare la tecnologia semantica per generare entrate, risparmiare denaro e risolvere problemi reali in un epoca in cui la tecnologia rappresenta tante opportunità ma anche una grande sfida semanticweb.com/

17 32 STRUMENTI STRUMENTI CHANCE Bologna Tel Aviv Milano SMAU BOLOGNA Smau è un importante momento d'incontro tra i principali fornitori di soluzioni ICT, gli imprenditori e i decisori aziendali di imprese e pubbliche amministrazioni: un appuntamento in cui vengono raccontate tutte le principali novità in ambito tecnologico e le connesse implicazioni per il business derivanti dall'adozione di tecnologie digitali. 19 Altavilla Vicentina (VI) Convegno del FORUM ICT Al CUOA il convegno Oltre il CRM. Le nuove frontiere per l integrazione delle attività di relationship management al servizio del business in partnership con Microsoft e con il contributo di Altitudo. Dalle ore 17 MEDinISRAEL Organizzato in collaborazione con l'israel Export Institute e il Ministero dell Industria, Commercio e Lavoro, MEDinISRAEL prevede panel di discussione, incontri one-on-one, visite organizzate per le imprese ed una mostra sulle tecnologie. La manifestazione di quest'anno avrà come tematiche l Ospedale intelligente per pazienti ospedalizzati, Efficienza nella gestione ospedaliera, Diagnostica e monitoraggio per ambulatori e pazienti domiciliati, Tecnologia medicale e telemedicina, Strumentazione per la ricerca, laboratori, IVD e centri di assistenza e Emergenza e Incontri con i subcontractor Padova LA FIERA DELLE STARTUP L'evento è innovativo sia nei contenuti sia nella formula: chiunque abbia idee e progetti ed è alla ricerca di qualcuno che creda in essi potrà presentarsi a una platea di addetti ai lavori, incubatori, venture capital e business angel. A chi volesse partecipare viene chiesto di girare e caricare sul sito un video di 3 minuti con la presentazione della propria iniziativa unita a una breve descrizione. Le iniziative saranno votate dal pubblico tramite il pulsante Like di Facebook. Le votazioni pubbliche saranno considerate elemento della decisione di ammettere o meno un iniziativa, fino ad una capienza massima di 100 startup Galileo Innovaction Festival Alla sua prima edizione il Galileo Innovaction Festival si farà catalizzatore di tutte le realtà del Nordest, nazionali ed europee, legate all innovazione e ai processi di trasferimento tecnologico. Galileo Innovaction Festival si inserisce nel percorso di candidatura di Venezia con il Nordest a Capitale Europea della Cultura 2019 chiamando i maggiori esperti nazionali ed internazionali a dibattiti, presentazioni, tavole rotonde, laboratori ed eventi collaterali con l obiettivo di stimolare interazioni tra mondo della ricerca, impresa e cittadinanza Firenze CONTEMPORARY GLOBAL LIFESTYLE Il salone-evento firmato Pitti Immagine e punto di riferimento per la moda maschile annuncia grandi novità per la prossima primavera/estate, in cui presenta la sua 84 edizione. Pitti Uomo è la piattaforma più importante a livello internazionale per le collezioni di abbigliamento e accessori uomo e per il lancio dei nuovi progetti sulla moda maschile. Milano MILANO MODA UOMO Insieme a Milano Moda Donna, Milano Moda Uomo è l appuntamento Internazionale con le novità del prèt-à-porter per uomo presentate dalle maison più importanti della Moda Italiana; la manifestazione ospita ad ogni edizione più di 100 sfilate e presentazioni e accoglie 1000 giornalisti Italiani e stranieri e circa buyers Dedicato agli startupper Parte, con questo post di Marco Villa, la rubrica on line che IAG, Italian Angels for Growth, terrà su corriereinnovazione.it. Un appuntamento mensile dedicato agli startupper, un mini-corso on line su come sviluppare e promuovere la propria idea di business. Siete angeli o demoni? E questa una delle domande più classiche a cui i business angel nostrani sono spesso chiamati a rispondere. Un po perché suona bene come domanda, un po perché il mondo dell angel investing è ancora piccolo per dimensioni e poco conosciuto per le sue caratteristiche. Quindi chi sono e cosa fanno gli angeli (i demoni li lasciamo in pace per il momento)? La definizione standard di angel investor è: investitore individuale che fornisce capitale per una start up in cambio di quote dell azienda. La definizione è molto ampia e potrebbe comprendere la pizzeria sotto casa sponsorizzata dallo zio Mario. Nulla di male nell avere pizzerie sotto casa, ma una definizione più calzante identifica gli angel come investitori semi-formali non legati all imprenditore da rapporti di amicizia o parentela e le start up che sostengono sono solitamente solo quelle caratterizzate da un alto tasso di innovazione. Per la verità l origine del termine angel non ha relazioni con l innovazione o la tecnologia, ma veniva usato nei teatri di Broadway per identificare gli individui che finanziavano le produzioni teatrali. Solo in uno studio del 1978 a cura del Centre for Venture Research il termine angel ha iniziato ad essere utilizzato per descrivere chi sosteneva gli imprenditori di start up innovative. Altra domanda evergreen Ma allora siete come i venture capitalist?. No, non proprio. I venture gestiscono fondi, gli angel investono soldi propri. E questa è una differenza fondamentale. Gli angel investono tradizionalmente e forzatamente somme più limitate rispetto ai venture capitalist. Ma sono angeli custodi, quindi più presenti nel supportare l imprenditore con le proprie competenze, i propri contatti e garantendo una presenza e un sostegno costanti alla fase di start up. Questa è già una prima risposta positiva alla domanda di partenza ma i business angel servono davvero a qualcosa? Continua su Cinquemila euro per sviluppare un idea innovativa Cinquemila euro per la migliore idea innovativa di startup e imprese. A metterli a disposizione è l unione delle Round Table del Veneto orientale. La data di apertura del concorso è il 31 maggio 2013 e la domanda di ammissione deve essere presentata sul sito internet Le domande di ammissione al Premio, redatte secondo le modalità indicate e corredate dal relativo business plan, devono essere inviate tramite submission elettronica all interno del Sito entro le ore del 29 novembre 2013 Trenta nuovi spazi co-working a Progetto Manifattura per assistere giovani imprenditori della green-economy Alla ex-manifattura Tabacchi di Rovereto si inaugurano 30 ulteriori spazi di co-working per coltivare nuove idee imprenditoriali, innovative e sostenibili. Si aprono infatti gli ambienti dell edificio dell Orologio recentemente recuperati. Progetto Manifattura raddoppia i suoi spazi per ampliare la sua offerta di incubazione e tutoraggio di nuove imprese green, con un focus particolare sui giovani. Oltre a 12 postazioni in grado di ospitare aziende già consolidate, dotate di ogni servizio (dal WiFi alle sale meeting attrezzate), saranno messe a disposizione con il programma GreenHouse Flex, soluzioni di accompagnamento e di consulenza pensate appositamente per chi muove i primi passi verso la costituzione di nuove imprese. Le iscrizioni per gli spazi Flex sono iniziate martedì 7 maggio. Chi è interessato può rivolgersi a Manifattura per visitare gli spazi oppure trovare informazioni su Giugno al CUOA Al via la programmazione del mese di giugno al CUOA. I master: Master in Finance Full Time (4 giugno - 9 maggio 2014), Executive Master in Banking (14 giugno - 27 settembre 2014) e Master in Gestione d'impresa Full Time (12 giugno - 13 giugno 2014). I corsi: Percorso di alta formazione in Retail Management (18 giugno - 8 ottobre), Percorso di alta formazione in Gestione delle Aziende Edili e Immobiliari (Finanza base 25/05 e 7/06, Analisi e pianificazione strategica 28/06, 20/07, 26/07), Treasury Management (27 giugno - 19 ottobre), Analisi della liquidità d impresa e sostenibilità finanziaria del debito (6-7 giugno), Il Financial Advisor per la certificazione EFA (14 giugno - 26 novembre), I controlli esterni: i nuovi compiti assegnati alla Corte dei conti (3 giugno), I controlli sulle società partecipate (10-17 giugno), Problem solving creativo: intelligenza creativa e metodo nella soluzione dei problemi (25 giugno), JOBLEADER Innovation Management e R&D (21 giugno - 14 dicembre), JOBLEADER Il Diversity Management (21-22 giugno)

18 Inquadra questa pagina con la fotocamera del tuo smartphone o tablet per visualizzare contenuti esclusivi. Per info leggi a pag. 3 STRUMENTI 35 START NEWS Il metro per acquisti online su misura Un metro circolare, che si può avvolgere come un braccialetto al polso e permette di prendere le misure del proprio corpo e adattarle alle taglie dei diversi brand. Xyse è la risposta ad uno dei problemi dello shopping online: il timore ovvero che il capo di abbigliamento non sia della misura giusta. La tecnologia mette in relazione le misure in centimetri con le diverse taglie creando un codice di conversione. La startup di Andrea Mazzon, Paolo Spiga e Cristian Veller prevede accordi commerciali con i maggiori brand per offrire sconti agli acquirenti e un abbattimento del reso ai venditori. I dati corporei dei clienti potrebbero poi fornire utili indicazioni alle case di moda per sviluppare le proprie linee. Incubati in H-Farm grazie al programma di accelerazione di H-Camp ora cercano sul mercato 300mila euro per sviluppare la proprio La bici ibrida che ottimizza la pedalata Muoversi. Questo è il problema. Nasce ora da E-novia, società del Politecnico di Milano, un prototipo di bicicletta ibrida capace di ottimizzare la pedalata per ridurre al minimo la fatica fisica e di ricaricarsi senza bisogno di prese elettriche. Bike+ infatti basa la sua efficienza su un algoritmo che calcola la fatica del ciclista e che fa intervenire di conseguenza il motorino elettrico dissimulato nella ruota anteriore quando c è bisogno (in salita, controvento ecc.). Lo stesso algoritmo approfitterà del piano o della discesa per ricaricare il motore mantenendo l andamento della pedalata. Al prototipo, realizzato dallo staff di Sergio Matteo Savaresi, è stato collegato uno smartphone che comunica in tempo reale le informazioni necessarie a gestire la pedalata e le indicazioni stradali. Dante, il parcometro intelligente Dante è il parcometro intelligente che diventa infopoint. Sul retro della classica colonnina è possibile installare infatti il modulo Infopoint con display 15 pollici touchscreen, webcam, speaker e microfono. Si trasforma così in uno strumento in grado di fornire servizi pubblicitari e di helpdesk per cittadini e turisti. Dante, della veronese Smart Parking Systems, è l evoluzione di FL200, parcometro intelligente che a Smau Padova è valso il premio Smart Cities al Comune di Treviso: si tratta di un sistema che sfrutta sensori wireless privi di alimentazione esterna per rilevare la presenza di uno o più veicoli in sosta e comunicarla ad un sistema informatico per la gestione operativa. In questo modo, il gestore può conoscere in tempo reale lo stato di pagamento di ogni veicolo e la disponibilità dei posti per zona, via e singolo stallo. Le radici che consolidano il terreno Bio Soil Expert è una startup nata nel gennaio 2012 da tre ragazzi veronesi che nel 2011 avevano vinto il premio D2T in Trentino. Insediatasi a Manifattura Domani a Rovereto, e sviluppatasi grazie al finanziamento di alcuni business angel, coniuga ambiente e tecnologia sostenibile per aiutare la tutela del paesaggio e scongiurare le frane. L ultimo prodotto, presentato nelle scorse settimane a Rovereto, si chiama Erosion-5: si tratta di un sistema che prevede essenze vegetali ad elevato sviluppo radicale consorziate a specifici microrganismi del suolo in grado di aumentare la resistenza al taglio del terreno. Un sistema studiato per il consolidamenti di scarpate e pendii soggetti a frane e smottamenti e per la riqualificazione del paesaggio. Un tipo di bonifica ecocompatibile che ha già avuto diverse attestazioni in ambito green.

19 36 STRUMENTI Inquadra questa pagina con la fotocamera del tuo smartphone o tablet per visualizzare contenuti esclusivi. Per info leggi a pag. 3 CI SIAMO Tre giorni di giornalismo partecipativo, live twitting, posting e videointerviste. Un esperimento (riuscito) quello che ha coinvolto durante la Ca Foscari Digital Week 25 aspiranti web-giornalisti che hanno scritto, ascoltato e filmato i protagonisti del festival dedicato alle nuove tecnologie svoltosi dall'8 al 10 maggio a Venezia. Armati di cartellino identificativo fornito da Ci, gli open journalist hanno pressato da vicino i 150 relatori e protagonisti degli oltre cinquanta incontri in cartellone. In gran parte sono studenti cafoscarini di Economia, altri di Lettere, altri semplici curiosi. Cosa abbiamo imparato? Che dormire è superfluo, dice scherzando (ma non troppo) Liliana. Fare i giornalisti non è facile come si crede ma è veramente divertente concorda Andrea. Ieri, in chiusura della giornata, i ragazzi hanno assistito e partecipato alla chiusura delle ultime pagine di Corriere Innovazione, il magazine mensile dedicato a innovazione, territorio e network in edicola il prossimo 31 maggio. Questi i partecipanti: Amparito Moreno; Lorenzo Bellini; Giulia Biasi; Nicolò Bortoletto; Alessandra Busanel; Giulia Campanini; Maddalena Ciesa; Giulia Colletti; Andrea Da Villa; Eleonora Drago; Anna Favero; Sandra Patricia Giacometti; Sebastiano Grasso; Antonella Licata; Liliana Manzo; Sara Mazzoni; Beatrice Oddi; Giada Palumbo; Nadia Pezzulla; Francesco Ramagli; Maria Regina Rubinetti, Roberta Sandri; Giulia Saya; L'avvolgicuffie che nasce dalla stampante 3D. Desall alla #cfdw13 "Ritardi inammissibili sul Decreto sviluppo." Riccardo il futuro è già qui ma non è uniformemente distribuito "In Italia ci sono tanti innovatori. Non si conoscono perchè nessuno ne Digital_Week #cfdw13 #openci #cfdw13 #openci Da Smau a H-Farm passando per il La redazione di corriere innovazione al lavoro per il prossimo numero del 31/05 #cfdw13 #openci "Se ho un'idea sono uno startupper, se conosco Arduino sono un maker, c'è un abuso dei termini" Giorgio Soffiato Quella sbocciata ad aprile, in anticipo su quella meteorologica, è stata la primavera dei pitch. Cinque minuti a testa (a volte meno) per convincere potenziali investitori a scommettere sulla propria idea di business. Decine di progetti, tutti interessanti, raccontati nel corso di due mesi su corriereinnovazione.it. Il via è stato dato ufficialmente da H-CAMP: quindici startup in cerca d autore, quindici pitch, quindici richieste di finanziamento. Il primo ciclo di accelerazione di H-Camp ha messo in circolo moltissime idee: dal social network del calcio dilettantistico a Wote, la app per partecipare anche virtualmente a un evento. Ci siamo poi spostati a Smau Padova dove una pioggia di premi ha investito i progetti più interessanti del Nordest e infine a VeneziaCamp: il format ideato da Michele Vianello, anima di VegaInCube ha acceso i riflettori per tre giorni sull incubatore veneziano ed è servito a lanciare il Premio Gaetano Marzotto che ha ora iniziato il suo roadshow in giro per l Italia. E poi, dopo la Ca Foscari Digital Week, di cui vi parliamo nella pagina accanto, ultima tappa sempre ad H-Farm, il 14 maggio per il Fabulous Talk L innovazione non è un pranzo di Gala con Francesco Daveri e Massimo Colomban organizzato da Legal Pad STRUMENTI 37

20 38 STRUMENTI Inquadra questa pagina con la fotocamera del tuo smartphone o tablet per visualizzare contenuti esclusivi. Per info leggi a pag. 3 ECCHECCOS'è TETTO E FACCIATA IDEALI PER LA RISTRUTTURAZIONE * Tegola PREFA in antracite P.10 Prefalz PREFA in facciata LiftOff è un minicomputer volante, una piattaforma software per UAV (Unmanned Aerial Vehicles) che si comandano con uno smartphone attraverso internet. LiftOff, progetto di Luca Mottola del Politecnico di Milano, uno dei dieci vincitori di Innovators Under 35 il premio promosso da Rieforum e MIT Technology Review, è dotato di cinque sensori a bordo che rilevano in tempo reale alcuni dati ambientali, tra cui pressione, luce, accelerazione in luoghi che altri sensori statici non potrebbero raggiungere. Attraverso due mini video camere, LiftOff montato su un Parrot 2.0 acquistabile in internet per una cifra attorno ai 250 dollari trasmette in diretta le immagini al tablet di controllo. Un applicazione potrebbe essere quella di rilevare la stratificazione degli inquinanti in aree metropolitane. UNO DEI VANTAGGI PER CUI SCEGLIERE PREFA Casa vecchia, tetto nuovo è facile a dirsi. La ristrutturazione del tetto può rivelarsi un intervento complicato e costoso scegliendo una copertura tradizionale. Un tetto PREFA è 10volte più leggero di un tetto tradizionale. Scegliendo un tetto PREFA in alluminio per ristrutturazione della copertura è possibile mantenere la sottostruttura esistente (se ben conservata), senza rinforzi aggiuntivi, in tempi veloci e con garanzia di 40 anni su materiale e colore. 100% alluminio. 40 anni di garanzia. Il tetto PREFA è un prodotto di alta qualità, chiedi al tuo installatore di zona o chiama. PREFA Italia Srl Bolzano ( ). Luca Mottola è ricercatore Politecnico di Milano (Italy) e senior researcher al Swedish Institute of Computer Science *Con il termine garanzia colore si intende la garanzia sulla verniciatura del prodotto contro la scheggiatura, la sfaldatura, la formazione di bolle e la rottura. Per ulteriori informazioni consultare il sito TETTO FACCIATA solar

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