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1 ANNO IV - NUMERO 2 - SPEDIZIONE IN A. P. 45% ART. 2 COMMA 20 LETT. B LEGGE 662/96 - ROMA - FEBBRAIO 2003 PERIODICO DELL ASSOCIAZIONE ANDROMEDA BR: un capitolo rimasto aperto Ricordiamo l eroismo dell agente di Polizia Emanuele Petri barbaramente assassinato nell adempimento del suo dovere I perchè dell inevitabilità della guerra S impone il disarmo dell Iraq Cerchiamo di conoscere meglio questo paese succube del sanguinario Raìs Il volto delle Brigate Rosse; tutta la società civile respinge con fermezza e sdegno questo nuovo attacco allo Stato Franco Maccari Non vi è mai una frase capace di descrivere appieno l angoscia ed il dolore che ci prende quando perdiamo un collega: forse è per questo che normalmente,fra di noi, ricordiamo e celebriamo questi eroi col silenzio. Ci capita spesso, purtroppo, ed è la medesima sensazione per qualsiasi di noi cada in servizio, sia che succeda in modo eclatante, sia che invece avvenga senza particolari clamori, inseguendo un balordo o compiendo un semplice giro di perlustrazione. pag. 2 pag. 3 Speciale convegno»» Professionisti in Sicurezza 5 Marzo Idee e tecnologie al servizio del cittadino pagg. 4-5 Sicurezza Privata analisi e prospettive Considerazioni sulla proposta di legge presentata dagli Onorevoli Ascierto e La Russa. Intervista al Presidente dell Associazione Carabinieri in servizio Pastrengo Uniti e solidali al servizio dell Arma Un associazione apartitica e asindacale che opera per il benessere dei Carabinieri. pag. 6 pag. 8 S O M M A R I O ORDINE E SICUREZZA Tutti in rete per un Europa sicura Alberto Denzler. pag.7 ORDINE E SICUREZZA Gli Alpini: nobili soldati dalla penna nera Maurizio Lintozzi pag.9 ANDROMEDA ATTUALITÀ La follia della clonazione umana Siro Mazza pag.11 ANDROMEDA ATTUALITÀ Un sorriso ad un anziano Enrico Paolo Raia pag.12 ANDROMEDA MEDICA Chirurgia conservativa del melanoma cutaneo Prof. Nicola Mozzillo pag.14 ANDROMEDA CULTURA Frida Kahlo, pittrice di passione e vitalità Patrizia Coleti pag Marzo Appuntamento alla Sala del Cenacolo L Associazione Andromeda organizza il convegno sulle Polizie Locali

2 Febbraio P R I M O P I A N O ANDROMEDA NEWS Franco Maccari on vi è mai una frase capace di N descrivere appieno l angoscia ed il dolore che ci prende quando perdiamo un collega: forse è per questo che normalmente, fra di noi, ricordiamo e celebriamo questi eroi col silenzio. Ci capita spesso, purtroppo, ed è la medesima sensazione per qualsiasi di noi cada in servizio, sia che succeda in modo eclatante, sia che invece avvenga senza particolari clamori, inseguendo un balordo o compiendo un semplice giro di perlustrazione. E però vero che il caso clamoroso, come quello del Sovrintendente della Polizia Ferroviaria Emanuele Petri, accomuna il nostro dolore con quello dei cittadini, delle persone perbene, perché, ahinoi, lo stesso identico freddo attanaglia i cuori di tutti. Pare invece che qualcuno stranamente viva tutto ciò con una forte dose di ottimismo, rilevando che probabilmente il sacrificio del poliziotto ha salvato la vita di altri, persone che i terroristi si apprestavano ad uccidere, rallegrandosi del grave colpo subito dagli eversori con la cattura di due latitanti importanti e sottolineando anche quanto poco pericolosa appaia la situazione attuale rispetto ai tristi anni di piombo. Ma nel frattempo le cose vanno chiaramente peggiorando e si è lentamente, ma inesorabilmente passati da una tappa all altra del classico percorso di sviluppo della lotta armata. Si è cominciato, anzi è più giusto dire ricominciato, con gli agguati ai bersagli eccellenti, elementi scelti con cura per il loro alto valore simbolico e per l importanza sostanziale del ruolo ricoperto: prima D Antona e poi, mentre i soliti buonisti rassicuravano sul carattere del tutto estemporaneo dell iniziativa, ecco la precisa replica con l omicidio del Prof. Biagi. Ora riemege anche l altro fenomeno tipico del terrorismo e cioè la reazione omicida dei latitanti ai controlli operati delle Forze dell Ordine: è quanto successo domenica 2 marzo quando una verifica di quelle che si definiscono di routine ha toccato dei brigatisti in clandestinità.da notare poi che è in corso anche la pratica delle rapine per il finanziamento della lotta armata e delle latitanze, fattispecie che completa il ventaglio della brutalità terroristica. Quindi in questa battaglia contro i sovversivi ci sono tutti gli elementi di scontro militare che hanno caratterizzato l epopea degli anni 70/ 80, non manca proprio nulla. Sempre gli stessi buonisti, intangibili Il volto delle Brigate Rosse; tutta la società civile respinge con fermezza e sdegno questo nuovo attacco allo Stato. Terrorismo: male da sradicare Ricordiamo l eroismo dell agente di Polizia Emanuele Petri barbaramente assassinato nell adempimento del suo dovere. nella loro visione rosea, sostengono però che la certezza assoluta di non ricadere nel baratro della guerra civile ci viene dall attuale assenza di un movimento di base che funga da base, sostegno e bacino per la costruzione delle bande armate: il famoso humus da cui sono nate le nefande sigle che firmavano gli attentati più efferati. E tutta la DISUBBIDIENZA e l AN- TAGONISMO che sta imperversando da diversi anni sulle piazze? Contrasti,assalti, sabotaggi, travisamenti, ecc : anche qui c è una progressione che continua a far salire il tono dei messaggi, ma anche il livello degli effetti pratici. O qualcuno pensa che i black block siano solo stranieri? E ovvio che comunque serve a ben poco controllare che non venga ripercorsa pari pari dai contestatori di oggi la strada che ha portato dal 68 alle Brigate Rosse, perché necessariamente le vie di maturazione dell eversione saranno tanto differenti quanto diverso è il mondo di adesso rispetto a quello di allora. Ecco perché è assurdo voler dormire a tutti i costi sonni tranquilli e non impegnarsi per depotenziare i focolai della violenza attrezzandosi con strumenti più pronti ed efficaci di quelli che furono a disposizione all insorgere del prime Brigate Rosse. Non ci consola per nulla pensare a questi nuovi terroristi come ad uno sparuto gruppo, isolato dalla società e fortemente legato ai fantasmi di un tempo, ci preoccupa invece che possano tirare la volata a nuove generazioni di estremisti pronti a scavalcarli e aprire un altra stagione di sangue. Anche perché abbiamo mille motivi per dolerci della scomparsa di Emanuele Petri, un ottimo professionista, un padre di famiglia che si è scoperto essere persona eccezionale sul piano umano, amatissimo da molte persone. Ma la moglie, il figlio e i concittadini che gli hanno tributato grandi dimostrazioni d affetto andranno ad ingrossare la già nutrita schiera delle vittime della criminalità, e del terrorismo in particolare, una fetta della società italiana che gode di scarsissima protezione delle Istituzioni. Ci sono voluti decenni interi per veder affermarsi, timidamente, il diritto al risarcimento di chi si è visto privato dell integrità fisica o di un congiunto, ed altrettanto tempo è dovuto trascorrere per arrivare alla fine di qualche importante vicenda processuale: salvo poi constatare la volatilità della pena nel nostro Stato! Eppure, nelle scorse settimane qualche infervorato parlamentare ha sospinto le proposte di provvedimenti di indulto scrivendo progetti in cui si afferma che la stagione del terrorismo è ormai un capitolo chiuso che fa solo parte della storia d Italia. Complimenti per la tempestività e la lungimiranza! Brigate Rosse: presente e passato Claudio Alberti Il filo conduttore che lega questi due momenti dell eversione rossa E tornato, purtroppo, drammaticamente attuale il tema legato alle Brigate Rosse e crediamo, a tal proposito, che sia opportuno osservare attentamente questo fenomeno eversivo, rilevando quante coincidenze e quanti parallelismi emergano con quello che ha afflitto il nostro Paese nel corso degli anni 70 ed 80. Un elemento evidente di queste nuove Brigate Rosse è che sono legate da un unico filo con le cellule eversive del passato e questo è rappresentato dal mito per le masse pelestinesi e islamiche. I terroristi Galesi e Lioce, responsabili dell efferata uccisione dell agente Emanuele Petri, tra i loro proclami farneticanti, parlano di abbattere l egemonia dell entità sionista, di masse arabe e islamiche umiliate dal capitalismo che costituiscono il naturale alleato del proletariato europeo. Aggiungiamo, inoltre, che tra i documenti che stanno vagliando gli inquirenti, spicca la proposta di un asse con il terrorismo arabo e islamico in chiave anti-americana. Gli obiettivi delle nuove B.R. trovano un perverso alimento nella propaganda antioccidentale, dove la data dell 11 settembre 2001 rappresenta un vero e proprio spartiacque in senso opposto a quello elaborato dalle società civili e democratiche di tutto il mondo; essi parlano, infatti, di come le avanguardie rivoluzionarie non possano fermarsi all Italia, ma si debbano saldare con le masse islamiche per combattere il fronte antimperialista. Per chi ha un buon ricordo dei famigerati anni di piombo, non dimenticherà, per esempio, la brigatista Mara Cagol, moglie di Renato Curcio, la quale si ispirava ad una giovane palestinese specializzata in dirottamenti aerei,diventando una figura simbolo della lotta armata. Lo stesso Mario Moretti, terrorista rosso, manteneva stretti contatti con i dissidenti dell OLP,a conferma di una ricerca di riconoscimento internazionale alla propaganda eversiva, nella quale la causa palestinese ha sempre avuto una funzione mitizzante. Non meno importanti erano anche i rapporti di affari tra le due organizzazioni terroristiche, se si pensa che mitragliatori, fucili ed esplosivo erano tutti di matrice palestinese,che riforniva anche altre cellule terroristiche quali l ETA e l IRA. Noi, oggi come allora, siamo convinti che lo sdegno si leverà alto e forte contro chi vuole colpire lo Stato ed i suoi fedeli servitori. La società libera e democratica del nostro Paese non consentirà che dei rivoluzionari assassini, in nome di una travisata verità, facciano ripiombare l Italia agli anni bui, speculando oltretutto sulla questione mediorientale, questione nella quale noi tutti sappiamo che da una parte ben precisa si annida il terrorismo sanguinario e dall altra la democrazia. P R I M O P I A N O

3 ANDROMEDA NEWS P R I M O P I A N O Febbraio Fausta Cuzzocrea a storia non è mai a senso unico, e L come avrebbe voluto che si scrivesse sulla sua lapide il grande storico Marc Bloch dilexit veritatem, cioè amò la verità, proprio tale principio piacerebbe che in questi giorni venisse seguito da tutti coloro che della verità storica ogni tanto sembrano omettere qualcosa, o per smemoratezza,o per malafede. Non piacciono a chi scrive le dimostrazioni oceaniche contro la guerra, mosse, organizzate, finanziate da grandi blocchi di potere i quali sono i primi a voler dire la loro sull eventuale spartizione del paese Iraq, una volta che Hussein fosse messo k.o.dalle forze armate americane.il tutto innaffiato dal buon vinello del pacifismo armato di bandiere multicolori (nate-ahimè- in quel di Assisi), di slogan unilaterali (contro Bush e Berlusconi), di file di scout e di appartenenti al mondo cattolico, che farebbe meglio ad aver un po più di considerazione pacifista anche sulle migliaia di cattolici uccisi nel Sudan ed in altre parti del globo. Sappiamo, d altronde, che la cecità ricca di malafede politica fa crescere e sviluppare una quantità infinita di pensieri idioti che poco hanno a che vedere con la realtà dei fatti. Ed i fatti, in questo caso, si riassumono nei due centri nevralgici della crisi medio-orientale, e cioè il conflitto che si protrae incessantemente dal 1945 tra Palestinesi e Israeliani e il grande buco nero rappresentato dal regime di Saddam Hussein in Iraq. Della Terra Palestinese e dello Stato d Israele molto sarebbe da dire. Le condizioni di costante attività bellica in quell area affonda le radici nel periodo postbellico, esattamente nel 1945, quando furono per primi gli inglesi ad imporre in terra di Palestina un regime di terrore dapprima anti-ebraico e poi anti palestinese. Come, del resto, quegli stessi inglesi (gran parte dei quali si professano contro la guerra) sono i pronipoti di coloro che misero a ferro e a fuoco la città di Washington nel 1812, o si impegnarono alacremente contro la popolazione civile in Italia ed in Europa durante la seconda guerra mondiale. Parallelamente si potrebbe ascrivere la responsabilità dell ascesa al potere nel 1979 di Saddam Hussein agli stessi Stati Uniti,per contrastare l allora neonata repubblica dell Imam Khomeini nel limitrofo Iran. Ma adesso, dopo l 11 settembre, dopo gli attentati nell estremo Oriente, dopo il massacro di Mosca, la realtà ha superato ogni limite. E l Iraq, non solo per l imbargo operato dagli Stati Uniti successivamente alla Guerra del Golfo del 1991, ma per lo strapotere criminale del suo dittatore in questi ultimi venticinque anni ha vissuto nell incubo. Dove sono i pacifisti quando il regime iracheno uccide sommariamente (anche se solo sospettati) tutti coloro che possono essere d ostacolo al potere costituito? E dove sono quelli delle bandiere multicolori, allorchè si viene a sapere- cifre ufficiali alla mano- che gli iracheni sonno vessati nelle loro libertà di espressione e sono uccisi giorno dopo giorno da un regime che non consente loro di curarsi o di mangiare, anche se l Iraq è il secondo produttore di petrolio nel mondo dopo l Arabia Saudita? Dove fallisce la diplomazia si impone l obbligo della fermezza. L Iraq, un paese da incubo Le grandi manifestazioni pacifiste hanno invaso le strade delle città più importanti e significative della Terra per gridare un no alla guerra. Ma i pacifisti conoscono le condizioni in cui versa la popolazione irachena per colpa del suo dittatore Saddam Hussein? Inoltriamoci in Iraq,in questa terra bella e dannata, che vive da decenni nel terrore e nel culto della personalità di un folle chiamato Saddam Hussein. L Iraq ha una popolazione oggi di circa 24 milioni di abitanti, meno della metà vive ai confini dell Iran ; le grandi masse di abitanti popolano le città, e Baghdad ha una popolazione di circa 5 milioni di persone che vivono lì stabilmente. L aspettativa di vita mediamente è di 66 anni per gli uomini e di 68 anni per le donne. Il 95 per cento dell economia dipende dal petrolio, e nel 95 si è intrapreso un alleggerimento delle condizioni dell imbargo,denominando l operazione Oil for food, petrolio in cambio di cibo,per far sì che intere fasce di popolazione potesse essere sfamata con gli aiuti umanitari dell Occidente e di altri paesi, dato che la mortalità per fame stava uccidendo soprattutto i bimbi iracheni, i giovani, le donne. Anche le malattie sono state la causa di un alta incidenza di mortalità: malattie di origine endemica (epidemie di virus esentematici che si sarebbero potuti curare con poco), ma anche importante causa di morte tra i giovanissimi iracheni sono stati gli effetti dei bombardamenti all uranio impoverito del 1991, che hanno provocato numerosi decessi per leucemia o per altre manifestazioni di tipo tumorale. Oil for food ha consentito all Iraq in questi ultimi anni di far esportare il petrolio in quantità controllate, a condizione che il ricavato sia reinvestito in beni umanitari. Si pensi che nella seconda metà di gennaio di quest anno l Iraq ha esportato 11,4 milioni di grezzo, guadagnando 300 milioni di euro. L oro nero iracheno è particolarmente appetibile, perché i costi dell aestrazione sono bassi ed anche per la qualità del petrolio che presenta un basso contenuto di zolfo, andando incontro così alle aspettative ambientaliste che vogliono un petrolio più leggero e meno inquinante. La vita quotidiana dell iracheno medio è abbastanza dura. Il livello medio lavorativo di un impiegato, dopo due guerre (Iran e Golfo) è quello di una persona supersfruttata, senza grandi guadagni. In media si lavora 8/16 ore al giorno, con uno stipendio che va dai 4 ai 20 dollari al mese. La maggiorparte dei lavoratori, anche quelli impiegati nella pubblica amministrazione, svolge un secondo lavoro. A scuola si va dai 6 ai 16 anni obbligatoriamente, e la frequenza sottopone gli allievi ad una docenza ed a una didattica militarizzata, con tanto di alzabandiera e inni a Saddam. La quasi totalità dei bimbi,però, non frequenta, per le condizioni misere in cui versa. Ci sono 14 università in tutto il paese, ma sono poverissime. Sono frequentate soprattutto le facoltà di medicina, ingegneria,agraria. La gran parte degli iracheni che hanno la possibilità fugge verso l estero, per poter vivere e studiare. Come studiare in patria,d altronde, se i libri sono carissimi e si fa fatica a trovarli, se non in qualche rara biblioteca o nel mercatino dell usato? In quest ultimo decennio la disponibilità dell acqua potabile si è più che dimezzata. E stata ridotta moltissimo nelle zone rurali, mentre a Baghdad si è passata da 330 litri a 150. Da considerare che ogni giorno nei fiumi da cui derivano le acque di pubblica utilità vengono versati 500 tonnellate di liquami. Tutto ciò che riguarda il mondo dell informazione e della comunicazione è sotto controllo, o, per meglio, sotto censura. Non esistono cellulari (e chi potrebbe comprarli,o meglio usarli?); la rete internet è bloccata.la televisione è controllatissima: c è un televisore ogni venti abitanti. I programmi si incentrano soprattutto sui proclami di Saddam, sulle parate militari, qualche soap opera e qualche tg proveniente dalla vicina Siria e dalla Giordania. C è il veto sulle parabole, per timore dei satelliti spia americani; i canali statali sono due, di proprietà del figlio di Saddam. Anche lo sport non sfugge al controllo e alla supervisione dell occhio del dittatore; una sola partecipazione ai mondiali di Messico 86 della nazionale di calcio; i giocatori, se non soddisfano il raìs, vengono puniti duramente. Alla guida della nazionale è stato chiamato qualche mese fa Stange, un ex informatore della Stasi, la polizia segreta dell ex- repubblica democratica di Germania. La radio pubblica trasmette canzoni rock e pop, la bevanda più diffusa è la pepsi, il cinema è molto retrò: l ultimo grande successo è Titanic. La gente irachena si sposta soprattutto su autobus obsoleti, anche se adesso gli iracheni sono orgogliosi di alcuni autobus a due piani che circolano per le vie di Baghdad e che fa molto effetto Londra. Le macchine sono vecchie Chevrolet, o Citroen, Volkswagen, Renault, qualche Fiat: i più ricchi si muovono in Mercedes e Bmw. Essendo un paese in eterno assetto di guerra, a capo del quale è al potere un dittatore sempre in divisa, la casta dei militari è quella più folta e più ambita. Far parte della Guardia repubblicana (60mila unità) o della Guardia Speciale (20mila unità) è una delle professioni socialmente più ambite e sicure. Tornando ai temi della malsopportazione di questo regime da parte degli iracheni, facciamo una rapida analisi delle aberrazioni prodotte da Saddam. I bambini al di sotto dei 14 anni sono il 41%: la maggiorparte di loro vivono in condizioni di forte precarietà. C è tuttora un tasso di malnutrizione del 4% che fa temere ancora una forte mortalità infantile. Con oil for food si è riuscito a garantire almeno un tasso calorico giornaliero sufficiente che va da 1090 calorie al giorno di qualche tempo fa a 2215 di oggi. E questo succede mentre Saddam ordina solo per la sua persona decine di scarpe di pregiata manifattura artigianale. Un altro dramma sono i rifugiati; secondo l Onu l Iraq è al terzo posto nel mondo con oltre mezzo milione di profughi. Solo in Iran ce ne sarebbero 200 mila. La situazione più grave è quella del Kurdistan iracheno, dove la deportazione dell etnia curda è di casa, nel solco del processo forzato di arabizzazione in corso. Sono 16 mila i curdi raggruppati nel solo campo di Al-Tash, nell Iraq settentrionale. Nel biennio 87/88 si ebbe la più violenta offensiva contro i curdi: Amnesty International ha calcolato che furono circa 100 mila i morti. Capitolo dolente è quello dedicato alla pena capitale, alle torture, ai desaparecidos. L ultimo rapporto di Amnesty International sull Iraq ha denunciato il ricorso da parte del temibile Consiglio del Comando Rivoluzionario di processi sommari a persone solo sospettate di tramare contro il regime, all applicazione sistematica della tortura sui prigionieri politici, alla pena di morte senza tanti problemi di coscienza. Altrettanto terribili sono le condizioni carcerarie: basti pensare che una delle prigioni più temute del paese, Mahjar, era un ex canile. Infine i desaparecidos ; le organizzazioni umanitarie si chiedono dove siano finite le centinaia di persone sparite dopo la Guerra del Golfo. Tra le persone scomparse, 600 cittadini kuwaitiani e di altri stati limitrofi,più di 100 religiosi e studenti sciiti. Questo ed altro - non dimentichiamoci l armamento nucleare e chimico- produce il regime di Saddam. Dovrebbero farne mente locale coloro che hanno accolto con tutti gli onori il suo vice Tarek Aziz. P R I M O P I A N O

4 Febbraio P R I M O P I A N O ANDROMEDA NEWS Speciale Convegno sulla Sicurezza Privata che si è tenuto il 5 marzo presso la Camera dei Deputati. Professionisti in Sicurezza: idee e tecnologie al servizio del cittadino Una nuova regolamentazione del settore parte dalla proposta di legge Ascierto-La Russa, che intende garantire un adeguato riconoscimento giuridico alle figure professionali che operano nel settore della sicurezza. Importanti stanziamenti economici da parte del Governo sul fronte della formazione della ricerca e dell innovazione tecnologica. Fausta Cuzzocrea re sono le direttive lungo le quali T muoversi per cercare di coordinare al meglio il settore della sicurezza privata: qualità, formazione e tecnologie. Questi concetti sono stati alla base degli interventi dei relatori dell area politico-istituzionale e di quella tecnica che sono intervenuti durante il convegno organizzato dall Associazione Andromeda nella cornice sobria ed elegante di Palazzo Marini a Roma. Numerose le personalità che hanno partecipato, tra le quali ricordiamo l on. Maurizio Gasparri - Ministro delle Comunicazioni, l on. Filippo Ascierto - Responsabile del Dipartimento Sicurezza di Alleanza Nazionale- l on. Giuseppe Galati sottosegretario di Stato del Ministero per le Attività Produttive. Ha portato il suo saluto il Sen. Luigi Ramponi - Presidente della Commissione Difesa del Camera- il quale si è soffermato sulla necessità di combattere il terrorismo radicato ormai a livello mondiale e, con una lettera, ha salutato i presenti il Prefetto di Roma Del Mese. Tra gli interventi politici anche quello dell on. Marcella Lucidi dei D.S., che ha ribadito nel suo intervento la necessaria cooperazione tra opposizione e maggioranza al fine di normare adeguatamente un settore, quello della sicurezza privata,che contribuisce alla sicurezza dei cittadini. L on. Ascierto ha aperto i lavori affermando che al più presto ci sarà una calendarizzazione della discussione della proposta di legge alla Camera, questa è la certezza, che la regolamentazione del settore, integrandosi con le leggi preesistenti e con la legge del Ministero degli Interni, è ormai un dato di fatto. Un passo necessario è la modifica del testo unico presentato dal governo. La normazione, però, si deve affiancare anche alla costruzione di un raccordo di fattori di crescita del settore della sicurezza privata,e cioè la formazione delle professionalità valide, riconosciute e non lasciate all improvvisazione, un impianto tecnologico al passo con i tempi, in competizione con il resto del mondo sviluppato ed in rapporto ad una propositiva e propulsiva ricerca tecno-scientifico.in relazione alla formazione, si potrebbe creare una produttiva e funzionale sinergia tra vigilanza privata e forze dell ordine, pensando a quest ultime come attori della formazione, sulla base delle competenze acquisite e della loro esperienza. È evidente che la cura di una nuova figura professionale volta alla sicurezza dei cittadini e dei beni privati non può essere lasciata all improvvisazione.altrettanto scientifica dovrebbe essere l applicazione di mezzi tecnologici Da destra: il Ministro delle Comunicazioni on. Maurizio Gasparri, l on. Filippo Ascierto, il sottosegretario alle Attività Produttive l on. Giuseppe Galati. L on. Marcella Lucidi. avanzati che siano di supporto (in molti casi essenziale e decisivo) alla lotta delle criminalità comune, organizzata e di matrice terroristica. Articolare nei dettagli queste specifiche necessità inquadrandole sul territorio nazionale, richiamando l attenzione anche degli enti locali alla fattività del progetto basato sulla sicurezza privata, costitusce una priorità. Come, d altronde, risulta prioritario il concorso delle forze degli enti di vigilanza nell impiego di controllo e di sorveglianza non solo nei varchi aeroportuali, ma parimenti sarebbe auspicabile questo impiego anche all ingresso dei ministeri, degli enti pubblici e privati. Ne trarremmo un vantaggio non indifferente in termini di sicurezza sul territorio per i cittadini, se si considera che ora vi sono impiegati uomini tra polizia e carabinieri e che, sottratti a tale funzione, potrebbero costituire pattuglie in più rispetto al presente.altro punto importante è l istituzione del concorso per approfondire le modalità dell esercizio della funzione di vigilante. Infatti, nel momento in cui la persona si trova ad essere impiegato in un attività d ordine, di controllo e di prevenzione deve avere esplicitate le sue caratteristiche di pubblico ufficiale. Tutte queste novità non rappresentano altro che motivi di indubbio ottimismo per il futuro, se si considera che nel sud, che era sotto l obiettivo 1 della Unione Europea per quanto concerne la sicurezza, attraverso l introduzione di alcuni strumenti quali quello del bando, sono stati inseriti nei territori depressi numerosi personaggi di rilievo appartenenti a grandi aziende. Un altro cardine della riforma del settore è l istituzione della figura del security manager che, all interno delle aziende, potrebbe non solo sovrintendere alla sicurezza, focalizzando in termini di fattività le necessità riguardanti il settore, ma potrebbe costituire la figura per eccellenza di raccordo tra azienda ed enti locali. L urgenza di questa nuova figura professionale deriva anche da una ricerca che è stata effettuata dalla Bocconi a Milano, nell autunno scorso, dalla quale risultò che in un azienda con più di 50 dipendenti si avvertiva la necessità nella misura dell 85% di un organizzazione sotto il profilo della sicurezza del posto di lavoro. I portierati, infine, non possono essere lasciati al caso, bensì devono essere attribuiti agli istituti di vigilanza. Il convegno è proseguito con alcuni interventi di tecnici del settore di notevole importanza. Il dottor Giulio Spagnoli, presidente della G.B.S. S.p.A. ha puntato il dito sull innovazione tecnologica non sempre facile da raggiungere. La società di brokeraggio di cui si occupa è nata e si è sviluppata intorno al concetto di gestione della sicurezza, essendo nel settore già da 15 anni. Spagnoli ha previsto un percorso lungo nell ambito delle migliorie da apportare nel comparto della gestione sicurezza, ma, a parer suo, il convegno, sicuramente rappresenta il primo passo. Il dottor Gianluca Neri, presidente di Federvigilanza, rappresenta le istanze della vigilanza privata in Italia. Neri ha espresso il suo augurio affinchè la nuova legge vada al più presto in porto, cosicchè si possa instaurare un clima di possibile confrono anche in termini di legge, assicurando al settore della sicurezza privata la possibilità di un serio confronto con le aziende e con le istituzioni. I concetti della prevenzione e del controllo sono fondamentali nel quadro di tale normativa, confrontandoli in rapporto ai rischi delle forze dell ordine. Neri ha ribadito la necessità di una seria ricerca tecnologica, adeguandosi ai parametri europei, nonché il bisogno effettivo di P R I M O P I A N O

5 ANDROMEDA NEWS P R I M O P I A N O Febbraio Scorcio della sala dei congressi di Palazzo Marini. L ing. Franco Cavagnaro (Elsag spa) e il Dott. Antonio Mosca (Enterprise Ericsson spa). Dott. Giulio Spagnoli (presidente G.B.S. spa). organizzare l intero settore per competenze. L organizzazione di società in network può rispondere alla domanda del mercato, auspicabile è, quindi, l ingresso di gruppi stranieri, che sia sottoposto necessariamente ad una normativa.anche la settorializzazione per consorzi può rappresentare una risposta commerciale nel mercato. Il privato può essere affiancato dallo Stato, per cui entrano in gioco sia un fattore globale che uno nazionale. Bisogna, infine, intercettare qual è il potere contrattuale della struttura della provincia che finanzia un associazione d impresa. Il dottor Petrone, presidente dell U- NIV, un associazione sorta con lo scopo di regolare il settore, ha suggerito che la legge sia di rigore e con regole certe, dato che si constata un attività, quella della sicurezza privata, suscettibile di troppe norme. L ingegner Simino, direttore commerciale della NEC Italia,ha illustrato una serie di strumenti altamente tecnologici, che possano essere di contrasto alla criminalità e al terrorismo, dalla tecnologia informatica- si pensi che internet è stato il primo sistema d accesso alle informazioni non controllate dalle istituzioni- a quella elettronica, ad esempio la telecamera che può vedere al buio. Simino si è soffermato soprattutto sulle tecniche di prevenzione nella lotta al terrorismo, considerando il pericolo che può rappresentare la tecnologia avanzata nelle mani di un individuo o di un associazione criminale. Nell ambito della prevenzione largo spazio possono avere le tecniche della biometrica fotografica, oltre alla impronta digitalizzata,entrambe memorizzate su una carta (una black list) da usare, ad esempio, negli aeroporti. L ingegner Franco Cavagnaro della Project Office Sicurezza Elsag S.p.A. si è soffermato soprattutto nella sperimentazione dei sistemi dell automazione dei processi di sorveglianza e controllo nel meridione d Italia in collaborazione con le forze dell ordine. Sono intervenuti anche il dottor Mosca, responsabile Business Solution Enterprise Ericsson S.p.A. e l ing. Fulvio Caputi, direttore Sviluppo mercati della Codin. Il Sottosegretario del Ministero per le Attività Produttive, l on. Giuseppe Galati, ha confermato la priorità della sicurezza del cittadino, ponendo attenzione a tutti i problemi che vi afferiscono. Tra questi, importanza estrema è data dal confronto con le forze dell ordine, perché bisogna costruire un sistema di sicurezza nel nostro paese che sia sempre più ottimale.il problema non è risolvibile solo dal contributo apportato dalle forze dell ordine, ma anche dal determinante apporto integrato della sicurezza privata. Di certo non si può pensare alla sicurezza privata solamente come una forma di tutela individuale, ma anche alla possibilità che questa sia partecipe di un progetto di sicurezza più ampio, a livello nazionale, in concorso con le forze dell ordine. Due sono i concetti espressi durante il convegno che hanno particolarmente colpito l on. Galati: il primo è stato quello della proposta del principio di pubblico ufficiale, durante lo svolgimento delle propria funzione, del vigilante; così sarà più facile l integrazione del privato nel pubblico. Il secondo la possibilità della defiscalizzazione delle imprese che investono in sicurezza. Dobbiamo fare i conti con il resto del mondo-ha proseguito Galati- considerando che l Italia occupa il 6 posto nella produttività ed il 26 per la competitività. Negli anni abbiamo pensato di più a fare shopping finanziario (se volgiamo lo sguardo alle partecipazioni statali), piuttosto che a fare ricerca nel campo delle innovazioni tecnologiche. In questa logica siamo un paese che esporta manufatti per importare quelli con innovazioni tecnologiche. Nell ottica dell innovazione e dello sviluppo del settore della sicurezza, da non considerare di secondo piano, il sottosegretario Galati, subito dopo il convegno che si è tenuto a Milano, ha detto di aver sottoposto l urgente questione all attenzione del Ministro, per cercare di implementare la necessità di innovazione di tutto il comparto. Le prossime iniziative, quindi, non si faranno attendere- ha concluso il sottosegretario- dato che uscirà un bando tematico nell ambito degli obiettivi 1 e 2 rivolto alla partecipazione di più imprese per l implementazione delle condizioni della sicurezza del nostro paese. Un impegno non solo del ministero, ma anche del governo intero e allargato alla maggioranza parlamentare. Il Ministro delle Telecomunicazioni l On. Maurizio Gasparri ha esordito affermando che- una società moderna e contemporanea non può prescindere da programmi convincenti, tesi alla tutela ed alla salvaguardia dell Ordine e della Sicurezza. Con l evoluzione delle tecnologie, son cambiate anche le strategie criminali. Da qui una serie di reati che hanno preso forma attraverso la rete telematica, di fronte ai quali si può e si deve rispondere solo attraverso una formazione professionale più informatizzata, adeguata ai continui progressi della tecnica, l affermarsi e il realizzarsi di nuovi processi multimediali capaci di garantire un interazione tra i vari uffici e i diversi settori dello stato. Cè una forte domanda di sicurezza, di ordine, di legalità nel paese, che rappresenta un esigenza che, legittimamente, viene reclamata dai cittadini.non è solo un problema di contenimento del flusso migratorio, bensì di tener testa ad una serie di tipologie di crimini commessi contro le comunità e le persone che hanno assunto connotazioni finora sconosciute. La società segue ritmi imprevidibili, così anche a distanza di migliaia di miglia si riesce ad aggirare i controlli e manomettere, clandestinamente, archivi e banche dati tenuti segreti.pensiamo a nuove figure di criminali, come gli hakers, ad esempio. L informatica, dunque, è diventato anche lo strumento necessario per l autenticazione e la protezione dei dati. Ma i ritmi della ricerca non sempre sono compatibili con la legislazione in vigore, per cui è d obbligo aggiornarsi: sarebbe impossibile per un agente operare ignorando le nuove tecnologie.pensiamo al poliziotto di quartiere che è diventato un punto di riferimento per la cittadinanza e che stabilisce con il suo operato un contatto tra la realtà rionale e il centro operativo. Nel suo corredo è previsto un piccolo computer palmare. Recentementecontinua il Ministro- il governo ha previsto una rete digitale (TETRA) che consente di ricevere messaggi, notizie, informazioni che possono essere determinanti. La tecnologia avanza, non ci si può far trovare impreparati. In tal senso il Governo ha posto l attenzione sulla sicurezza informatica nella Pubblica Amministrazione, costituendo un Comitato Nazionale, presieduto dal Segretario generale del ministero delle Comunicazioni, con quattro componenti di varia rappresentatività. Questo organismo ha il compito di fare il punto della situazione ai fini dell adozione di un piano nazionale che sia, quanto più possibile,funzionale e omogeneo. Nel Ministero da tempo opera un gruppo di lavoro, con esperti dell Interno e della Giustizia. L informatica, quindi, con nuove apparecchiature e le forme di comunicazione elettronica possono essere considerate come delle moderne autostrade, ai fini della semplificazione delle procedure, degli incentivi e delle agevolazioni, degli investimenti e dell occupazione. Per concludere, bisogna guardare con interesse alla globalizzazione informatica, ma contemporaneamente dobbiamo stare attenti a tutte le ripercussioni, consapevoli, come siamo, che senza conoscenza e formazione, non potrà mai esserci un adeguato sistema di sicurezza al passo con i nuovi tempi, e le conseguenti esigenze, imposti dall Europa. Dott. Antonio Mosca della società Enterprise Ericsson ha illustrato l importanza delle soluzioni di comunicazione e delle potenti infrastrutture multiservizio a tecnologie integrate, Enterprise Ericsson si rivolge ad un mercato che comprende le aziende e la pubblica amministrazione innalzando lo standard della sicurezza e dell affidabilità dei suoi prodotti. Ha concluso gli interventi dell area tecnica l ingegner Fulvio Caputi, Direttore Sviluppo mercati della Codin, il quale ha sottolineato quanto sia importante l avvento di nuove e sempre più moderne tecnologie ai fini di una maggiore sicurezza, che deve essere necessariamente al passo con i tempi. Infatti, quanto più si affinano le minacce alla sicurezza, tanto più dobbiamo saperle fronteggiare con tecniche innovative. Il gruppo Codin- ha proseguito Caputi- ha una joint venture con Netax, fondata sullo sviluppo di sicurezza da un punto di vista globale: la Gloss (Global Security Service). La conoscenza approfondita di una metodologia fautrice dell accrescimento delle competenze in materia rappresenta il fiore all occhiello di questa azienda. Gloss, dunque, sta sviluppando un centro di controllo per combattere i rischi di attacco alle reti informatiche. Il costante aggiornamento risulta necessario, come base per un processo di miglioramento continuo. Di certo l optimum si raggiungerà qualora, con l accrescimento degli investimenti, aumentino parimenti le capacità per fronteggiare i rischi sempre più insidiosi. Il Vice Segretario generale dell UGL, dott.ssa Renata Polverini, ringraziando l On. Filippo Ascierto per l impegno profuso nel settore della sicurezza a tutto campo,ha ribadito che le tecnologie non devono rappresentare una sostituzione del lavoro degli uomini, ma devono costituire un ausilio ed un supporto agli operatori. Finora- ha proseguito la Polverini- gli uomini della vigilanza hanno rappresentato l anello debole dell intero comparto sicurezza, perciò urge un accrescimento del ruolo che devono assumere gli istituti di vigilanza- confidando in tal senso anche nell impegno dell opposizione- con l auspicio di una migliore qualificazione delle Guardie Particolari Giurate, che ne innalzi il livello e la dignità. La formazione, di conseguenza, si pone come fattore centrale di miglioramento delle condizioni generali degli operatori del settore. P R I M O P I A N O

6 Febbraio O R D I N E E S I C U R E Z Z A ANDROMEDA NEWS saminando la proposta di legge n E 2393 presentata il 21 febbraio 2002, alla Camera dei Deputati, dagli Onorevoli Ascerto - La Russa,dal titolo Nuove norme in materia di sicurezza privata, mi vengono da fare, su questo tema, alcune considerazioni. La prima è certamente di plauso perché questi due Onorevoli hanno avuto il coraggio, e si potrebbe definire l ardire, di presentare una proposta il cui fine sarebbe quello di modificare l ormai famoso T.U.L.P.S. (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). L aggettivo famoso deriva dal fatto che trattasi del Regio Decreto risalente al 18 giugno 1931 n 773 che regolamenta le attività degli Istituti di Vigilanza, fino ad oggi considerati l unica organizzazione di Sicurezza Privata,in grado di svolgere attività di protezione e prevenzione limitatamente agli ambiti territoriali, e nei limiti operativi, stabiliti dalla Prefettura che ha rilasciato la licenza all Istituto stesso. La seconda considerazione, molto significativa, è relativa all intento ed alla volontà di considerare la Sicurezza Privata come un bene dell intera comunità, e conseguentemente del Sistema Paese, che comprende quindi tutte le componenti che costituiscono il patrimonio, Pubblico e Privato dello Stato Italiano; in altre parole il sistema determinante la maggior parte del PIL nazionale e le relative possibilità economiche / finanziarie sia di spese che di investimenti.in questo campo, a parer mio, è evidente l importanza che assumono le Aziende private ed in particolare coloro, i Security Manager, che provvedono alla Sicurezza Aziendale in quanto analisti ed interpreti dei Rischi che le stesse corrono, e promotori delle strategie e delle contromisure che devono essere adottate per la tutela delle persone e delle proprietà, tangibili ed intangibili, dell Azienda. Ruoli dello Stato e dei cittadini Il Capo I della proposta di legge, e gli articoli in esso contenuti, definiscono i principi generali,sia per le persone fisiche sia per quelle giuridiche, ed i diritti - doveri delle stesse affinché possano vivere e svolgere la propria attività senza dover subire offese da parte di altre persone e/o organizzazioni.ogni cittadino ha diritto alla protezione da parte dello Stato ed il dovere di non agevolare il compimento di reati contro se stesso, o contro altri, ponendo in atto tutte le misure volte a prevenire ed a contrastare il verificarsi di atti illeciti.potremmo quindi stabilire la differenza dei due ruoli assegnando allo Stato quello della Sicurezza Pubblica ed ai cittadini quello della Sicurezza Privata intendendo per quest ultima il dovere di procurarsi tutti i mezzi sia tecnologici che umani per la prevenzione ed il contrasto verso il verificarsi di atti illeciti e/o criminosi. Desidererei soffermarmi tuttavia sulla sicurezza privata. Per Sicurezza Privata si intende ogni attività svolta da soggetti, non appartenenti alla Sicurezza Pubblica, che operano nell intento di proteggere le proprietà ed i beni dei singoli siano essi cittadini od Aziende. Questo obiettivo si raggiunge svolgendo compiti di tipo professionale o in qualità di fornitori di servizi, di produttori o di installatori di tutte le apparecchiature tecnologiche il cui scopo è quello di impedire, ritardare o trasmettere dei segnali che indicano la violazione di un bene posto sotto custodia. Finalmente nuove norme in materia di sicurezza privata. I Ruoli e le Responsabilità nel mondo della Sicurezza. Gian Franco Sola - Past President e Socio Onorario AIPSA On. Ignazio La Russa, primo firmatario della PdL n Securitv Manager Aziendali e Consulenti Security La figura del Security Manager Aziendale (e dei Consulenti Security Certificati ) è stabilita e descritta nella Normativa UNI nella quale sono stabiliti i compiti e le responsabilità ad esso assegnate nell ambito dell azienda, il profilo tecnico professionale, i requisiti scolastici e di formazione, i requisiti etico professionali. A titolo puramente esemplificativo elenco i principali compiti/attività dando così modo di meglio comprendere quali, e quante, sono le aree in cui si possono integrare i ruoli, e quali possono essere le collaborazioni, tra la Sicurezza Pubblica ed il Security Manager. Le funzioni principali sono: Definire le Politiche Generali di Security Aziendale: - L attuazione delle politiche nell ambito delle singole funzioni - Verificarne la corretta applicazione - La valutazione delle dinamiche ambientali / territoriali di natura criminosa che possono ricadere sull impresa - L analisi dei rischi interni ed esterni - Studio e progettazione delle contromisure sia tecniche che organizzative da adottare per diminuire il livello dei rischi in un ottica economica (costi/benefici) - Stabilire le tipologie di servizi da adottare per la tutela dei beni aziendali - Studio e predisposizione dei piani di emergenza - Gestione delle situazioni di emergenza interne e/o esterne - Pianificazione dei dispositivi di emergenza - Rilevazione sistematica degli incidenti e successivo studio delle cause e delle modalità di accadimento - Attività investigativa nei limiti consentiti dalla legge - Mantenimento dei contatti con le Forze dell Ordine - Collaborazione, in ambito specialistico,con le Istituzioni - Gestione delle tematiche afferenti la tutela del segreto di Stato - Definizione dei programmi di sensibilizzazione e formazione ai dipendenti sui temi di security - Definizione di programmi di formazione ed addestramento del personale della funzione security aziendale - Gestione delle tematiche afferenti la classificazione e tutela dei dati, nonché la sicurezza dei sistemi e delle reti di trasmissione - Definire comportamenti etici dei dipendenti in materia di Sicurezza - Assicurare la corretta applicazione dei dispositivi e delle leggi emanate dallo Stato in materia di sicurezza ( L. n 547 sui crimini informatici - L.n 59 e D.P.R.n 513 sulla validità dei documenti informatici per la P.A.e privati - L.675 e DPR 318 sulla privacy- L. 231 sulle responsabilità amministrative nei bilanci). Da questa lunga lista di funzioni e responsabilità si può dedurre quale influsso può essere determinato da una corretta gestione della sicurezza in un azienda,inserita in un certo territorio, sia direttamente, perché il presidio costante genera prevenzione, sia indirettamente,perché l applicazione di regole etico/comportamentali in azienda influenzano anche i comportamenti individuali nella vita privata. Non ultima, avendo la possibilità di utilizzo di Istituti di Vigilanza, determina della prevenzione non solo per l Azienda, che utilizza il servizio, ma anche per coloro che vivono o esercitano attività nelle immediate vicinanze (es. Vigilanza ad una banca e attività commerciali adiacenti). Gli Istituti di Vigilanza Gli Istituti di Vigilanza attualmente svolgono la propria attività di prevenzione e di protezione secondo le regole stabilite dal già citato TULPS e quindi sotto il controllo della Prefettura, per quanto riguarda il rilascio delle licenze e la nomina delle Guardie Particolari Giurate, e della Questura per quanto riguarda I operatività. La nuova proposta di legge intende ampliare le possibilità di utilizzo di questi Istituti di Vigilanza dando agli stessi alcuni compiti attualmente svolti dalle Istituzioni e di far intervenire le Guardie Particolari Giurate con gli stessi diritti / doveri concessi ad un Pubblico Ufficiale. Tutto ciò sarebbe auspicabile per aumentare la sicurezza del territorio, e quindi la Sicurezza dei cittadini, affidando loro la responsabilità del primo intervento e lasciando poi, se il caso lo richiedesse, l intervento specializzato alle Forze dell Ordine.Ho detto auspicabile perché difficilmente realizzabile vista l attuale specializzazione del personale degli Istituti di Vigilanza. La delega di alcune responsabilità, oggi attribuita alle Forze dell Ordine,porterebbe gli Istituti ad una immediata e profonda riorganizzazione, basata sull aggiornamento e la preparazione culturale del personale, in funzione delle attività produttive, commerciali ed economiche per le quali sono chiamati ad operare. Per raggiungere questo obiettivo sono necessarie due condizioni: che gli Istituti di Vigilanza si diano una struttura specialistica addestrando il personale allo svolgimento di compiti diversi che richiedono un livello di conoscenza specifica delle leggi e delle responsabilità che si assumono. Che le Istituzioni siano convinte che delegando certe responsabilità agli Istituti di Vigilanza ne trarranno un maggior beneficio potendosi dedicare ad attività più specializzate dalle quali potranno trarre maggiori soddisfazioni personali ed una maggior velocità nella soluzione dei casi a loro affidati. La realizzazione di queste due condizioni porterebbe ad un miglioramento della sicurezza dei cittadini, ad una maggiore qualità dei risultati, ad una maggior soddisfazione degli operatori del settore. La specializzazione sarebbe una determinante per un sistema retributivo diversificato in funzione delle responsabilità e dei risultati ottenuti. Spero vivamente che la Commissione Interministeriale, costituita dal Ministero degli Interni il 27 aprile 2002 e presieduta dal Prefetto dott. Giulio Cazzella - il cui obiettivo è quello di predisporre un disegno di legge di modifica delle disposizioni in materia di Vigilanza Privata - stia lavorando ponendosi lo stesso obiettivo di cui sopra e non solo quello di mantenere uno stretto controllo dell operatività degli Istituti di Vigilanza. I Costruttori e gli Installatori Tornando alle altre figure che compongono la Sicurezza Privata potremmo dire che, sia per i produttori che per gli installatori di apparecchiature di sicurezza, siano esse passive che attive, esistono delle normative UNI che definiscono: la qualità dei materiali, le certificazioni relative agli installatori di ogni mezzo di protezione e di collegamento con i centri di sorveglianza e gestione degli allarmi. Per queste due categorie dovrebbero esistere delle certificazioni professionali, rilasciate da Enti Certificatori indipendenti, riconosciute dalle Società di Assicurazione, ed accettate dall ANIA, senza le quali le aziende non potrebbero stipulare polizze né potrebbero effettuarsi rimborsi assicurativi. Ciò porterebbe automaticamente all isolamento di installatori non certificati ed al non utilizzo di prodotti privi del marchio di Qualità. Queste condizioni influirebbero sui costi di manutenzione e sugli investimenti per le aziende che dovrebbero ottenere dallo stato defiscalizzazioni o altre agevolazioni. Centrali di Controllo e di Gestione degli Allarmi Queste centrali sono dei punti di raccolta di ogni tipo di allarme proveniente da piccoli o grandi sistemi e che provvedono a far intervenire tempestivamente le persone giuste per gestire il tipo di problema che viene segnalato. I sistemi di allarme possono essere installati in luoghi pubblici, e quindi utilizzabili da ogni cittadino, in case di abitazione,negozi od Aziende.Per ogni tipo di allarme gli operatori della centrale seguiranno procedure diverse, già predeterminate, in modo da accelerare i tempi di reazione, e di intervento di personale adeguato, nell esatto punto in cui esso si è verificato. Esistono possibilità di controllare quanto tempo è intercorso tra la segnalazione dell evento, ed il momento in cui viene effettuato l intervento, sia della Sicurezza Pubblica che della Sicurezza Privata, determinando eventuali responsabilità per il mancato o ritardato intervento. Gli Istituti di Investigazione Privata Anche questi Istituti di investigazione sono regolamentati dalle leggi e dai regolamenti dettati loro dal Ministero degli Interni e la loro possibilità di azione è abbastanza limitata. Secondo quanto si vede in altri paesi della UE queste Agenzie investigative svolgono un ruolo diverso e vengono utilizzate, da studi legali, per poter acquisire informazioni atte a difendere, in modo adeguato, il proprio cliente in caso di controversie contrattuali/legali. Inoltre possono, associandosi tra loro, ottenere informazioni sull andamento socio economico di Paesi nei quali si svolgono attività commerciali e/o produttive di una certa Azienda. Questo tipo di Business Intelligence fa parte delle attività dell analisi dei rischi, e delle attività preventive, svolte dalla Funzione Security, per avvalorare od allertare il Management su decisioni da prendere. La vera formula vincente è quella di integrazione tra tutte le organizzazioni che costituiscono la Sicurezza Pubblica e la Sicurezza Privata perché solo così si potrà far fronte ai bisogni del singolo cittadino ed ai bisogni di un sistema paese che necessita di mantenere il passo, sia in termini di competitività sia di leadership socio economica, con gli altri della Comunità Europea. O R D I N E E S I C U R E Z Z A

7 ANDROMEDA NEWS O R D I N E E S I C U R E Z Z A Febbraio Tutti in rete per un Europa sicura La Nuova Frontiera della Globalizzazione Comunicativa Alberto Denzler uando George Orwell scrisse Q 1984, con il suo Grande Fratello, ebbe la visione di un mondo grigio dominato dagli occhi onnipresenti di controllori del pensiero. La realtà del Nuovo Millennio non potrebbe essere più diversa. La Rete, intesa come Internet, le Videocamere e le trasmissioni in diretta, non rappresentano un elite burocratico vecchia maniera, d oltre Cortina, che spia i propri cittadini, bensì un Mondo aperto, d ispirazione democratica, che si guarda nello specchio. La curiosità su quel che sta facendo il vicino non ha nulla di morboso, ma rappresenta la voglia di conoscere e di vivere una vita più libera, più ampia, che anima la nuova generazione di Navigatori e Telespettatori. Questo Mondo Globale, partito durante la Guerra Fredda come mezzo di trasmissione satellitare delle nostre libertà verso i paesi dell Est europeo, ebbe un balzo in avanti negli anni novanta con l avvio della Rete. Mezzo di comunicazione globale per eccellenza, la Rete, che non è più un gioco d elite di pochi giovani in, ora, grazie alla semplificazione dei mezzi, include intere famiglie e conta quasi 400 milioni di appassionati. Contestualmente le famiglie europee che dispongono di una TV con ricevitore satellitare hanno superato gli 80 milioni. Ne consegue che sempre più persone sbirciano i vicini, imparano la loro lingua, scoprono i loro costumi ed hanno voglia di conoscerli. Qual è la molla che fa scattare questa curiosità di partecipare alla vita altrui. Un segnale ce lo da Cicerone, che, nella veste di un proto-sociologo,descrive gli spettatori dei teatri di allora ed i lettori delle antiche pergamene dei personaggi che desiderano partecipare alla vita altrui attraverso la fantasia della narrativa. Una tesi affascinante che trova pronta conferma nelle persone sole e isolate d oggi, riunite in una grande popolazione globale, tramite televisione e Rete. Come vivono i Navigatori di oggi può essere dedotto dalla tabella sui dati Nielsen del L Europa degli ottanta milioni di famiglie satellitari e dei centocinquanta milioni di Navigatori in Rete non viaggia, però, ad una velocità identica (vedi tabella).in testa alla classifica,in termini assoluti, Vi sono i paesi anglo sassoni, tedeschi e scandinavi, mentre quelli latini hanno la titolarità dei maggiori indici di crescita nel Nuovo Millennio, I NAVIGATORI IN RETE Luca Baccarelli L EUROPA NON VIAGGIA AD UNA VELOCITÀ IDENTICA ma la gara è tutt altro che conclusa. Ultimo arrivato degli strumenti di globalizzazione comunicativa è la Videocam, ossia la telecamera in Rete. Dai programmi live dell odierno Grande Fratello, fino alle videocamere fisse nelle Piazze e quelle mobili della TW1 austriaca, che copre l intero arco alpino con le previsioni del tempo in TV, gli appassionati sono in rapida crescita. L Australia, che in termini di Navigatori e Videocam per abitante ci batte sonoramente, ha installato una fitta rete su tutte le spiagge, per assistere i surfisti (quelli d acqua salata) a scegliere il momento giusto per tuffarsi. Si tratta di un espansione rapida di uno strumento duttile, da impiegare sia a favore del turismo sia per incoraggiare gli scambi commerciali ed economici. Analisi dei Navigatori MONDO N. sessioni al mese 19 N. di siti originali visitati 49 Pagine viste al mese 778 Pagine viste per sessione 40 Tempo passato in rete/mese 10:17:45 Tempo passato navigando 31: 44 Tempo visione una pagina 00 : 48 Navigatori attivi 220,444,008 Navigatori totali 385,564,028 Mese di riferimento set 2002 Fonte: Nielsen In tutto questo sviluppo video la Sicurezza, intesa come safety, ma soprattutto come security sta per giocare un ruolo primario. Le attuali funzioni di vigilanza interna, adottate da banche, centri commerciali, depositi e altri impianti a rischio, vengono affiancate sempre di più da strutture roaming, inserite nel tessuto cittadino. Per i gestori dei comuni si tratta di un occasione unica per integrare un sistema mobile, con Nasce Andromeda Lombardia. Andromeda Lombardia: da oggi una nuova realtà operativa nel campo della sicurezza. La sicurezza trattata ad ampio raggio: ecco la finalità della neonata associazione lombarda presieduta dal dott. Bruno Sebastiani. Come in tutte le famiglie quando nasce un nuovo erede la gioia è grande, allo stesso modo siamo lieti di annunciare che Andromeda comincerà presto, anzi prestissimo, ad essere operativa anche nella regione Lombardia. Questo è il frutto di una lunga serie di impegni ed eventi che hanno avuto sede a Milano e che certamente i nostri affezionati soci ricorderanno, a cominciare dal convegno svoltosi nella prestigiosa cornice del Circolo della Stampa sul tema Una 626 sulla security, che è stato molto importante per l avvio dell iter parlamentare della proposta di legge sulla sicurezza privata; altro appuntamento di rilievo nel capoluogo lombardo è stato quello della Fiera della Sicurezza, dove Andromeda è stata presente con un suo stand per tutta la durata della manifestazione. Via via proseguendo sino a giungere ai più recenti incontri, dove sono stati programmati, a cadenza mensile, alcuni meeting sugli aspetti della sicurezza ad ampio raggio, da quella primaria a quella privata, dalla sicurezza aeroportuale a quella delle reti informatiche, meeting che saranno ospitati in un prestigioso albergo milanese, al cospetto di professionisti del settore e delle autorità istituzionali. Siamo, quindi, compiaciuti ed entusiasti di assistere alla nascita di Andromeda Lombardia, certi di veder crescere questa associazione che, ne siamo convinti, diventerà un importante punto di riferimento per i cittadini, così come per le imprese e le istituzioni, per tutto ciò che riguarda la galassia della sicurezza. Da qui i nostri migliori auguri a tutti i componenti dell Associazione ed al suo Presidente,l amico dott.bruno Sebastiani. Analisi dei Navigatori USA GERMANIA G.BRETAGNA ITALIA FRANCIA SPAGNA OLANDA N. sessioni al mese N. di siti originali visitati Tempo passato in rete/mese 12: 07: 47 10: 57: 39 8: 52: 41 4: 57: 58 10: 37: 20 9: 47: 27 9: 42: 06 Tempo passato navigando 32: 21 31: 04 30: 55 31: 10 30: 20 34: 27 30: 23 Tempo visione una pagina 00 : 55 00: 36 00: 48 00: 41 00: 44 00: 57 00: 48 Navigatori attivi 109,517,858 22,000,355 17,450,858 10,298,343 9,542,629 6,527,640 6,372,785 Navigatori totali 168,131,644 37,098,661 28,995,205 22,670,953 15,995,853 12,284,589 10,074,032 Mese di riferimento Dic 2002 Gen 2003 Gen 2003 Ago 2002 Gen 2003 Gen 2003 Gen 2003 comandi telescopici, di pertinenza delle Forze dell Ordine, con un sistema fisso,aggiornabile ogni 5 minuti, del servizio di promozione del turismo e degli scambi. I due sistemi, poi, possono ricorrere ad una sola Videocam, con funzioni ad alta precisione per la Security (visi e targhe) e panoramiche promozionali (piazze e vie), che garantiscono tutte le regole della privacy. Il Libro Bianco del Turismo, presentato nella recente Borsa del Turismo di Milano ( ) esige che s intraprenda nuove strade per promuovere il turismo verso il Bel Paese. Pietro di Pierro, presidente del Centro Studi che lo ha realizzato, ha commentato non basta più definire l Italia il Paese del mare, della cultura, del sole per attrarre stranieri. Occorre che il turista sia al centro del sistema e la sfida consiste nell ipotizzare quali siano tutte le sue esigenze, per attrezzarsi a risolverle. L Italia, che nell ultimo biennio è ferma (-0,3% di quota di mercato), avrebbe bisogno di un Destination Manager, dice il Libro Bianco, una figura con il compito di coordinare amministrazione centrale ed autonomie locali. Di fatto, anche se il Centro Studi sta perorando la causa dell ENIT, che dopo la devolution ha perso molto del suo potere contrattuale alle Regioni, non possiamo essere contrari all invito di porre il cittadino al centro del turismo, con tutti i mezzi a nostra disposizione. Se, però, dobbiamo rispettare le priorità dei cittadini e le indicazioni demografiche presenti nei diversi paesi d Europa si discostano poco, occorre promuovere l Italia Sicura prima di ogni altro nuovo aspetto. Nel binomio Turismo-Sicurezza il nostro paese può fare molto, anzi può farsi carico di un mandato più ampio verso un Europa Sicura, con tutti i mezzi messi a disposizione della Security, abbinati al compito di promuovere turismo e scambi. Gli esempi d oltr Alpe di paesini di mille abitanti, dotati di sei Videocam, non sono un sogno,come si può vedere dall immagine di Mallnitz, villaggio turistico della Carinzia, che consuntiva oltre 80% delle richieste via Internet. Un Italia Sicura in un Europa Sicura, infine, è una garanzia della svolta giusta verso una globalizzazione pacifica ed armoniosa delle tante culture europee, che compongono il nostro continente. O R D I N E E S I C U R E Z Z A

8 Febbraio O R D I N E E S I C U R E Z Z A ANDROMEDA NEWS Intervista al Presidente dell Associazione Carabinieri in servizio Pastrengo. Uniti e solidali al servizio dell Arma Un associazione apartitica e asindacale che opera per il benessere dei Carabinieri in servizio. Claudio Alberti Sig. Presidente sono molti i carabinieri che ci chiedono che fine ha fatto l Associazione Pastrengo, vuole spiegarci che è successo? L Associazione ha dovuto superare una difficile fase di transizione e quindi ci siamo presi un periodo di riflessione per poterci riorganizzare e ripartire alla grande. D accordo ora ci vuole ricordare cos è l Associazione Pastrengo? L Associazione Pastrengo è una organizzazione costituita fra il personale in servizio dell Arma dei Carabinieri, riconosciuta dal Ministero della Difesa, è come tale si avvale della priorità riservata, dall art.7 del Decreto 31 dicembre 1998, nr.521 e nr.522 del Ministero della Difesa, proprio a tali organizzazioni. La priorità riguarda la gestione degli organismi di protezione sociale (ndr: spacci)? Si, è il nostro statuto che ci riserva tale priorità ed abbiamo intenzione di esercitarla, ma ovviamente con le dovute cautele e progressivamente nel tempo cercando di attuare una politica di piccoli passi. Ma oltre alla gestione di queste attività, quali sono i vostri programmi futuri? Le gestione degli o.p.s., è solo una delle nostre molteplici attività. La prima cosa che faremo sarà la Carabinieri Card, in pratica il nostro Cral. Vuole spiegarci bene di che si tratta? M.llo Vincenzo Bonaccorso, Presidente Ass. Carabinieri in servizio Pastrengo. Vogliamo inserirci a pieno titolo in questo settore di assistenza al personale,per poter realizzare una serie di convenzioni a livello nazionale ma soprattutto a livello regionale, stipulando una serie di accordi che prevedano degli sconti all esibizione di questa carta. Com è noto nell Arma sono i Servizi Sociali che se ne occupano e sono convenzioni che riguardano tutti i carabinieri con l esibizione della tesserino personale, mentre le nostre saranno applicate solo ai nostri iscritti. Insomma il tesserino conosciuto come la tessera della povertà? Infatti, da sempre il personale dell Arma dei Carabinieri, soffre di questa disparità di trattamento. Si va in un qualsiasi negozio o supermercato della propria città e si scopre che sono convenzionati con tutti, tranne che con l Arma e quindi come sempre si va avanti con l arte di arrangiarsi. Potrei citare centinaia di esempi Vuole darci qualche esempio di convenzione? Stiamo lavorando a 360 gradi. Abbiamo stipulato un interessante accordo con La Compagnia delle Opere per estendere ai nostri iscritti tutte le loro convenzioni. Comunque copriamo tutti i settori commerciali per esempio, banche,assicurazioni,viaggi,telefonia, abbonamenti satellitari, compagnie aeree, treni, navi etc. In più il nostro socio riceverà ogni mese una copia della nostra rivista, all indirizzo che lui ci comunicherà, con l elenco delle ditte convenzionate e le ultime novità che riguardano l attività associativa. Ma come si fa ad aver diritto a tutti questi vantaggi? Guardi iscriversi alla Pastrengo, è la cosa più facile che c è nell Arma. Grazie ad una recente convenzione stipulata con i Servizi Sociali,il Carabiniere in servizio dovrà semplicemente compilare una delega di pagamento ed inviarla al proprio servizio amministrativo di competenza che provvederà ogni mese a trattenere la quota associativa suddivisa in dodici comode rate mensili di tre euro ciascuna, direttamente dal suo stipendio. Cosa avviene dopo che il carabiniere ha redatto la delega e l ha consegnata al servizio amministrativo? L iscrizione è valida un anno a partire dalla prima trattenuta, e con l avvenuta ricezione della prima quota l Associazione provvederà ad inviare al carabiniere unitamente alla lettera di benvenuto anche la propria Carabinieri Card che è personale e non cedibile e che grazie ad una accordo con un importante istituto di credito la stessa ha anche la funzione di carta di debito aderente al circuito maestro. Ma forse l Associazione Pastrengo rappresenta qualcosa di più? Da molti anni assistiamo, nell interno dell Arma, ad un inaridirsi del dialogo fra le diverse categorie, ad una inutile e dannosa contrapposizione fra le stesse e, principalmente ai tentativi di strumentalizzazione politica e sindacale di queste dinamiche. In sostanza, quel processo di modernizzazione rispettoso della tradizione a suo tempo avviato si è fermato, ed in questa situazione di stallo, emergono spunti di malessere, conflittualità ed isolamento,all interno della nostra Istituzione. Il vostro statuto dice che siete apolitici ed asindacali. Ma la pubblicazione e la diffusione di una vostra rivista non vi espone a qualche pericolo di politicizzazione? Siamo apolitici perché convinti che solo così potremmo confrontarci con tutti gli schieramenti politici e potremmo esporre liberamente il nostro pensiero. Siamo antisindacali perché crediamo nella intelligenza dei singoli e nella comunità degli intenti. La nostra rivista poi, ha il solo scopo di informare, senza faziosità, i soci sulle novità interne ed esterne all Arma, per aspetti di interessi sociale, economico-finanziario, legislativo e gestionale, ricollegabile alle nostre attività. Nessun pericolo dunque! Ma voi perché vi siete costituiti? L Associazione Pastrengo sorge proprio per contribuire ad una rinascita dell Arma richiamandosi da un lato, alle sue più gloriose radici - di cui la carica di Pastrengo è una pagina indimenticabile - e dall altro alla sua necessità di sviluppo e di attualizzazione. È per questa sua carica etico-morale che riteniamo possa costituire una bandiera, sotto la quale nuovamente raccoglierci, tutti Noi che non abbiamo motivi di risentimento verso l Arma e siamo uniti dalla voglia di renderla più grande ed adeguata. Noi miriamo ad elevare e non ad abbattere! Quale il vostro desiderio? Desideriamo, dunque, agire per il raggiungimento di tali obiettivi con la massima chiarezza e negli spazi oggi offerti dall ordinamento, convinti come siamo che l Arma non ha bisogno di ridicole carbonerie, di critiche personalizzate e distruttive, ma di uomini leali, onesti e competenti che sappiano dialogare su problematiche di comune interesse e formulare un coraggioso pensiero propositivo, da attuare direttamente ovvero da porgere a tutti gli interlocutori, istituzionali e non, interessati ad elaborarlo. Avete un motto? Si! Nati per unire. Grazie. Grazie a Voi ed alla vostra rivista per lo spazio che mi avete dedicato. I sistemi di Videosorveglianza Digitale distribuiti da DICOM ITALIA S.p.A. rappresentano, con la loro tecnologia, lo stato dell arte per quanto riguarda le possibilità di monitorare aree, anche estese di territorio. Le specifiche competenze di Dicom Italia S.p.A. nell ambito del trattamento delle immagini, la capacità tecnica di integrare tecnologia digitali avanzate, hanno consentito alla nostra azienda di diventare partner importante delle Forze dell Ordine nelle installazioni di sicurezza per numerose strutture portuali ed aeroportuali del Meridione d Italia. Le caratteristiche principali dei nostri sistemi riguardano le possibilità di: Accentramento in un unico dispositivo sia dei segnali video provenienti da telecamere sia di altre tipologie di segnali di allarme (microonde, infrarossi, sensori di pressione etc..); Tecnologia motion detection attivabile su qualunque telecamera, anche su quelle preesistenti; Certificazione del sistema da parte della European Court of Law: la registrazione delle immagini avviene ad alta qualità (formato MPEG2 - Full frame 704 x 576) e ne consente l uso come prova processuale; I costi infrastrutturali e le tecnologie di trasmissione dati di tipo LAN (TCP/IP) oltre che ADSL, HDSL, ISDN o PSTN consentono un accesso rapido alle immagini anche da postazioni remote; Livelli complessi di sicurezza garantiscono l accesso alle immagini registrate solo al personale dotato di specifiche autorizzazioni, anche di tipo biometrico; Registrazione delle immagini in digitale con configurazione del tempo di permanenza, nel rispetto delle norme dettate dal Garante della Privacy in tema di conservazione delle immagini; Possibilità di configurare il sistema da postazioni remote, intervenendo di conseguenza su tutte le cause di generazione di falsi allarmi; Possibilità di ricerca delle informazioni registrate da più telecamere sincronizzate prendendo il tempo come chiave di ricerca; Possibilità di visualizzare su un monitor da personal computer fino a 16 telecamere contemporaneamente in Live view, procedendo ad una rotazione continua delle immagini; Facoltà di procedere alla visualizzazione delle immagini che hanno scatenato l allarme in modalità pre-alarm, post-alarm e real time contemporaneamente, mentre continua la registrazione; Attivazione intelligente dei livelli di allarme tarate per fasce orarie o giornaliere. Dicom Italia S.p.A. Viale Caduti per la Guerra di Liberazione Roma - Tel Fax O R D I N E E S I C U R E Z Z A

9 ANDROMEDA NEWS O R D I N E E S I C U R E Z Z A Febbraio Cap. Giuseppe Parrucchetti Maurizio Lintozzi li Alpini, mai come in questo G periodo sono alla ribalta delle cronache,dei giornali e dei telegiornali. Tutti ne sentono parlare, molti sanno che sono quei soldati con quella strana penna su quello strano cappello, ma pochi ne conoscono la storia, le vicende, le tradizioni, la nobiltà. È bene, quindi, ripercorrere, seppur brevemente, la storia di questo corpo così particolare, così invidiato, così saldo. È bene evidenziare subito che gli Alpini, i gloriosi Alpini, sono una specialità della Fanteria, quindi l essenza massima del soldato. Il Re Vittorio Emanuele soleva ripetere che nessun territorio è veramente conquistato finché non ci passerà sopra lo scalcinato anfibio del Fante. I tempi sono più moderni e le armi si sono evolute, si effettuano bombardamenti chirurgici e tante altre diavolerie, ma (e la vecchia guerra del Golfo lo ribadisce) un territorio è effettivamente conquistato quando ci passa sopra lo scalcinato anfibio del Fante ancorché trasportato da imponenti e sofisticati mezzi corazzati o altro. L Alpino, fante tra i fanti,ha però una sua storia particolare che lo vede particolarmente preparato, efficiente ed efficace,in terreni particolarmente difficili, sia per la tipologia del terreno che per le temperature: la Montagna. Ripercorriamo brevemente la storia degli Alpini. Il Capitano del Regio Esercito Italiano Giuseppe Perrucchetti, nel 1872, già cultore della montagna e di essa appassionato, propose al proprio Comando di affidare la difesa della cerchia alpina a truppe appositamente preparate e da reclutare sul posto, quantomeno per avere una preparazione di base ed un atteggiamento verso la montagna già positivo. Inizialmente l idea (come ancora oggi avviene per ogni idea che perviene dalla base) fu contrastata e guardata con lo scetticismo tipico proposto contro ogni novità. L entusiasmo e la determinazione del Capitano Perrucchetti ebbero però la meglio e già nell autunno di quello stesso anno erano già in attività ben 15 compagnie di Alpini, costituiti tramite un Regio Decreto. L addestramento, nonostante la preparazione di base di tutti i soldati, già montanari per nascita, fu durissimo, ma contribuì a costituire parte integrante dell Alpinità che è poi giunta fino ai giorni nostri, in barba a tutte le tecnologie del mondo. Il numero degli Alpini cresce rapidamente, e solo dieci anni dopo la loro costituzione sono inquadrati in sei Reggimenti su 72 compagnie,suddivise in 20 battaglioni, per un totale di uomini.il particolare addestramento, il reclutamento Regionale, l atipicità di questo specialissimo reparto della Fanteria, fanno sì che ormai appartenere al corpo degli Alpini è segno di orgoglio. Lo spirito di corpo, immutato fino ad oggi, ne è una caratteristica fondamentale, come pure il patriottismo genuino, il senso di solidarietà,l impegno.non a caso quasi tutti i C.A.I. ed i Centri di soccorso alpino sono costituiti da ex alpini. È il caso di dire che lo spirito degli Alpini non lascia il Reparto, così il Reparto non dimentica i suoi Alpini. Il primo contatto con zone di guerra avviene nel 1896, allorché il primo La gloriosa storia del Corpo degli Alpini. Gli Alpini: nobili soldati dalla penna nera Gli Alpini alla ribalta per la missione in Afghanistan, costituiscono un Corpo particolare, invidiato, saldo, dalla lunga tradizione storica battaglione di Alpini viene inviato in Eritrea, dove nonostante il coraggio dimostrato, subì la prima sconfitta della loro storia; in fin dei conti il divario di forze era talmente marcato che nulla poté il coraggio. Le perdite furono gravissime, ma, nonostante la sconfitta, immutato rimase l onore, il coraggio ed il senso di abnegazione. Successivamente, a causa delle strane idee che a volte partono da coloro che vedono le guerre solo attraverso rapporti, gli Alpini, specialisti della montagna, furono mandati, siamo nel 1911, a combattere nelle calde terre africane in quella che era la guerra italo-turca. Successivamente, è ormai il periodo della Grande Guerra, gli Alpini furono impiegati,con 52 battaglioni, a difesa di 500 chilometri di fronte alpino. Qui hanno scritto la loro storia e la storia d Italia, e l hanno scritta con il sangue e le lacrime,con la tenacia ed il coraggio. Pagine che vengono rievocate da nomi troppo noti a noi ed ai nostri nemici, pagine che si chiamano Monte Grappa, Pasubio, Tofane, Adamello, fino ad arrivare al Monte Ortigara, più noto come Calvario degli Alpini dove noi perdemmo ben dei nostri valorosi soldati.ad una temperatura che arrivò a ben 38 gradi sottozero. Nel 1940, ancora una volta, ben alpini vengono inviati Africa per la campagna d Etiopia e siamo agli inizi della seconda guerra mondiale dove gli Alpini furono impiegati in territori a loro non congeniali, come l Albania e la Grecia. L Ultimo grande impiego e nella sconvolgente 1968 campagna di Russia dove tre Divisioni, la Julia, la Cuneense e la Tridentina furono dislocate su 270 chilometri di fronte lungo il Don, con il personale sottoposto ad ogni tipo di privazione, in condizioni terribili. La disfatta fu terribile, provocata anche dal ritardo con cui arrivarono gli ordini di ritirarsi. Dopo l armistizio dell 8 settembre gli Alpini furono ancora impiegati, in un clima assolutamente confuso, in vari punti del territorio nazionale, da nord a sud. Il secondo conflitto mondiale segno un tragico bilancio: oltre Alpini persero la vita. La fratellanza alpina si vive oggi nelle Associazioni, che, oltre alla continua attività portata avanti con il consueto spirito, annualmente si ritrovano in un raduno che potrebbe essere definito storico. È, infatti, inconsueto vedere l armonia che lega alpini di ieri, o meglio dell altro ieri, con alpini di oggi, legati da un unico linguaggio che, più che nei campi di battaglia, dove comunque hanno saputo esprimere il loro indomito valore, è cresciuto sulle strade di montagne ed ancor più la dove le strade non ci sono; è cresciuto con le continue attività di sostegno civile, è cresciuto all ombra sempre forte del Tricolore. Gli Alpini sono una nostra memoria storica, sono parte della nostra storia e della storia più bella dell Italia e dell italianità, ma sono anche parte della nostra cronaca, così fortemente impegnati in ogni occasione di pubblica calamità, dalla lontana tragedia del Vajiont all ultimo terremoto in Umbria; ed il loro intervento è sempre caratterizzato dallo stesso ardore, dallo stesso spirito di fratellanza,dallo stesso coraggio e senso del sacrificio. INQUADRAMENTO ATTUALE: Dal 1 ottobre 1997 diviene COMAN- DO TRUPPE ALPINE ed ha alle dipendenze le Brigate Alpine JULIA, TRIDENTINA e TAURINENSE con i supporti 2 Rgt. Genio Guastatori, 2 Rgt. trasmissioni, 4 Rgt.AVES Altair, 16 Rgt. Alpini (RAR), 24 Rgt. logistico man. Dolomiti, btg. Alpini Paracadustisti Monte Cervino, btg. Edolo (BAR), nonché il Centro Addestramento Alpino. INNO DEGLI ALPINI Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza ci ha posto a baluardo fedele delle nostre contrade, noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto, eleviamo l animo a Te, o Signore, che proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani, e ci aiuti ad essere degni delle glorie dei nostri avi. Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi, salva noi, armati come siamo di fede e di amore. Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta, dall impeto della valanga, fa che il nostro piede posi sicuro sulle creste vertiginose, su le diritte pareti, oltre i crepacci insidiosi, rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana. E Tu, Madre di Dio, candida più della neve, Tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza e ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti, tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza di tutti gli Alpini vivi ed in armi. Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni e ai nostri Gruppi. Così sia. O R D I N E E S I C U R E Z Z A

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11 ANDROMEDA NEWS ANDROMEDA ATTUALITÀ Febbraio Siro Mazza E così in America, come parrebbe, è stata eseguita con successo (sic!) la prima clonazione di un essere umano. Il parrebbe è di rigore, essendo protagonisti della sinistra vicenda i membri di una setta dai principi discutibili, la cui credibilità è assai dubbia. Tuttavia le aperture che alla possibilità stessa di clonare un uomo sono venute da illuminati settori dell ambiente scientifico e culturale non fanno scorgere nulla di buono all orizzonte di un prossimo futuro da fantascienza.fatto sta che le pratiche magiche del rinascimento, le fumisterie cabalistiche sul golem, gli esperimenti nazisti per la realizzazione della super-razza - espulsi dalla storia ufficiale - ritornano,sotto nuova veste,nel mondo postmoderno e globalizzato. E politicamente scorretto affermare la riemersione del nazionalsocialismo, tramite sperimentazioni degne del dr. Mengele? Non siamo i soli a farlo: Francesco D Agostino, presidente onorario del Comitato di Bioetica, ha ricordato, rispetto a chi parla di autonomia della scienza o magari di interferenze clericali (le proteste del Vaticano), che anche i medici nazisti avevano acquisito risultati scientifici. E d altronde, già nel 1938, uno scienziato tedesco, Hans Spemann, aveva teorizzato la clonazione animale attraverso la fusione di un embrione con una cellula-uovo. Non che la materia fosse esclusiva del Terzo Reich: Maurizio Blondet, in Complotti (Il Minotauro, Milano 1995) ha scritto pagine illuminanti sull eugenetica teorizzata e praticata nei paesi anglosassoni prima e dopo il secondo conflitto mondiale. Rispetto a questo quadro, le posizioni del presidente Bush, che già lo scorso agosto aveva decisamente stigmatizzato la riproduzione di embrioni per scopi terapeutici (se ne occuperà fra breve il Congresso), costituiscono un netto mutamento di rotta,in linea,del resto, con le sue convinzioni in tema di ecologia e di aborto, altri capisaldi di ciò che metaforicamente, abbiamo più volte interpretato come neonazismo risorgente. Non si tratta di Le Pen, né dei nazionalpopolari danesi e nemmeno, magari, di Saddam Hussein, contro cui la propaganda giornalistica ha sempre pronta la magica parolina da affibbiare a sproposito. Si tratta di ben altro: di quella cultura di morte tante volte condannata dal regnante Pontefice e che ha nell attacco alla vita, nella società umana secondo la legge naturale, nell animalismo e nell ecologismo,nell omosessualismo e nell eutanasia le sue colonne portanti. Esiste ormai una vasta letteratura in merito: diversi studiosi europei (e qui in Italia, per ultimo ma non ultimo, l ottimo Antonio Gaspari) hanno analizzato le radici naziste dell ambientalismo anti-umano. In America ha recentemente suscitato vasta eco lo studio The pink swastika (di Scott Lively e Kevin Abrams), che ha evidenziato la matrice omosessuale del movimento crociuncinato, giungendo, per altre vie, alle stesse conclusioni de Il segreto di Hitler di Lothar Machtan, da poco pubblicato dalla Rizzoli.E ancora: le campagne terroristiche contro il tabacco (a vantaggio, magari,di altri tipi di fumo ) e la carne trovano esatta corrispondenza con analoghe iniziative promosse dal Terzo Reich, sotto il potente influsso di C é un confine netto tra sperimentazione scientifica e la ricerca di uno smodato protagonismo mediatico. La follia della clonazione umana L inquietante notizia che arriva dagli USA sulla clonazione umana suscita in tutti noi uno sdegno totale non solo per motivi etici e morali, ma soprattutto perchè contraria al diritto naturale. teorie orientali (shivaite), che, tramite il teosofismo e le mode asiatiste, ammorbavano la cultura germanica (non solo nazista) e che, tramite movimenti come la new age tornano oggi a dilagare in un Occidente disorientato e dimentico di se stesso. Dobbiamo allora, traducendo tutto ciò in termini politici, arrivare alle logiche conclusioni, definendo, ad esempio, i radicali, in euforica effervescenza per le notizie che ci giungono dall America, quali novelli nazisti? Forse il paragone è un po pesante. Ma serve, almeno, per provare a far riflettere Ma la politica radicale è neonazista? Daniele Capezzone, segretario del Partito Radicale, ha salutato con sinistro entusiasmo le notizie di clonazioni umane provenienti da oltre Atlantico, parlando di una delle pagine più straordinarie della storia dell umanità (sic!). Non è certo la prima volta che i radicali giudicano positivamente un esempio di quella che il Santo Padre ha spesso stigmatizzato come cultura di morte. Anzi: da sempre i pannelliani liberali, liberisti e libertari sono impegnati in battaglie contro il diritto naturale, gli istituti positivi che lo assecondano e, più semplicemente, l umano buonsenso. Non per niente, nel momento in cui l ex-pci ha spostato la sua attenzione politica e la sua impostazione culturale dal progressismo,dal solidarismo e dall operaismo verso tematiche edonistico-individualiste (i cosiddetti diritti dei diversi, la promozione di pratiche asociali, ecc.) è stato puntualmente definito partito radicale di massa. La costante spinta verso modelli ideologici e comportamentali - dalla droga alla pederastia, dalle manipolazioni genetiche all eutanasia - totalmente in contrasto con il senso comune e con i pilastri (ebraico-cristiani ed ellenico-romani) della cultura occidentale sembra porre i radicali in una singolare quanto inquietante continuità con quella realtà storica che, insieme al comunismo, ha devastato il XX secolo: il nazismo. Non è affatto un caso che il padre della clonazione sia stato Hans Spemann, lo scienziato tedesco che nel 1938 ( in epoche e in ambienti che sul concetto di uomo erano abbastanza creativi, come ha osservato Cristiano Gatti sul Giornale ) teorizzò per primo la clonazione animale attraverso la fusione di un embrione con una cellula-uovo. Difficile stabilire se ciò fosse concepito come fine a se stesso o se rappresentasse il preambolo agli studi compiuti dai colleghi del dr. Mengele sulle sottorazze e per la super-razza. Di sicuro è il contesto etico di tali sperimentazioni, assolutamente relativista e nichilista, oggi sposato dalla cultura radicale. Nel citato saggio, il giornalista di Avvenire Maurizio Blondet, ha documentato le teorie e pratiche eugenetiche in voga in Gran Bretagna e U.S.A. nel secolo scorso. Un altro segno della superiorità anglosassone decantata da Pannella & c., contro l Italia cattolica e oscurantista? Fu a Londra, nel 1925, che venne fondata l International Federation of Eugenics Organizations; ma fu uno svizzero, tedesco d adozione, a guidarla a partire dal 1932: si trattava dello psichiatra Ernst Ruedin, dal 1933 direttore della Società per l Igiene Razziale del Terzo Reich, nonché elemento di spicco del Gruppo di Studio sull Eredità presieduto da Heinrich Himmler. Ma non solo: Ruedin guidò anche il gruppo di scienziati consulenti dell ufficio nazista T-4, preposto alla produzione di materiale di propaganda per l eutanasia. Forse non è lo stesso materiale, riciclato da Cappato e Bonino per la relativa campagna radicale, ma il fine è praticamente lo stesso L intronazione di Ruedin alla Federazione Eugenetica Mondiale avvenne a New York, nel 32 appunto, nell ambito del suo Terzo Congresso Internazionale, ove si discusse sul modo con cui attraverso gli studi eugenetici, aprire la strada per produrre il superuomo. L eugenetica venne qualificata come il mezzo più importante dell avanzamento umano : parole che potrebbero logicamente accompagnare la dichiarazione citata all inizio. Altrettanto intrigante è la notizia che il più stretto collaboratore di Ruedin, Otto Verschuer (nel cui staff operava un certo Josef Mengele ) fu assunto dopo la guerra dal Bureau of Human Heredity di Londra, ove poté continuare i suoi studi sull eugenetica e l eutanasia. Più recentemente, Verschuer ed altri scienziati denazificati hanno fondato l American Society of Human Genetics: la stessa che in questi anni ha proceduto alla mappa del genoma umano. Ma non fu l unico caso di riciclaggio post-bellico: la IG Farben, azienda leader nell industria chimica nazista, con stabilimenti anche ad Auschwitz, si scorporò dopo la guerra in varie imprese, fra cui la Hoechst, l attuale detentrice dei brevetti della pillola abortiva RU-486, fabbricata dalla consociata Norplant. Fin troppo banale l indovinello: chi sostiene strenuamente oggi in Italia l introduzione di tale farmaco? A N D R O M E D A A T T U A L I T À

12 Febbraio ANDROMEDA ATTUALITÀ ANDROMEDA NEWS Dalla sezione di Bologna dell Associazione Onlus Andromeda. Un sorriso ad un anziano Il Presidente dela sezione bolognese dell Associazione Onlus Andromeda ci illustra la pregevole iniziativa rivolta alle Convivenze per anziani dislocate nel capoluogo emiliano. Enrico Paolo Raia associazione del Volontariato L Andromeda Sezione di Bologna ONLUS organizza con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna ed in collaborazione con la DUCATI MOTOR S.P.A. e la Fondazione CARISBO, il progetto Un sorriso ad un anziano. L anziano ha sempre avuto, nella cultura antica, nelle culture rurali, ma anche in quella della famiglia, che sembra ormai scomparsa, una posizione di gran rispetto, che rappresentav,a la saggezza, il sapere acquisito dall accumulo d esperienza di vita. L anziano in virtù di questo ricopriva un ruolo importante ed invecchiare era acquisire rilevanza, il ruolo svolto all interno della famiglia era importante cosi come molto importante era la funzione educativa che svolgevano i nonni nei confronti dei nipoti. Ora, la ricchezza di questo rapporto, si è perso, l anziano ha perso questo rispetto e l importanza che ha avuto. Forse a causa di una società che corre molto veloce e che sembra richiedere ai giovani d oggi, conoscenze, competenze d altro genere rispetto a quelle che gli si chiedevano in gioventù ai loro nonni o addirittura ai loro padri. Ecco che l anziano viene spesso, sempre più spesso, emarginato e chiuso in strutture che se pur attrezzate COUPON DI ADESIONE ALL ASSOCIAZIONE ANDROMEDA non possono mai trasmettere quella voglia di vivere e quell affetto che proprio nella famiglia trovano la loro massima realizzazione. Le Convivenze per anziani, sono oggi, una realtà con caratteristiche strutturali e funzionali sempre più all avanguardia con personale qualificato in grado di rispondere alle diverse esigenze dell anziano, nel rispetto della COGNOME NOME Luogo e data di nascita Cod.Fisc Residente in Prov Via Tel Cell sacralità umana. Tuttavia, crediamo sia nostro dovere aiutare gli anziani a cogliere il senso della loro età, apprezzandone le risorse e sconfiggendo la tentazione del rifiuto. della rassegnazione, del sentimento d inutilità, della disperazione. Il progetto è dunque rivolto agli anziani delle Convivenze dislocate nella Città di Bologna che avrebbero così l opportunità di potere svolgere attività di carattere ricreativo - culturale, altrimenti non realizzabili, attività che servirebbero ad alleviare in parte, le sofferenze di chi s avvia alla conclusione della propria esistenza. L intervento prevede l organizzazione d uscite di gruppo: anziani con la partecipazione attiva di volontari dell associazione Andromeda e di personale delle Convivenze per anziani. Proprio per questi motivi, con questo progetto pensiamo che possa essere di grande utilità di poter dotare l associazione di un pulmino attrezzato e, proprio a tal riguardo, un grazie di cuore alla Regione Emilia Romagna, alla Fondazione Carisbo e alla Ducato Motor Holding che hanno patrocinato e finanziato una parte del progetto. Si, è arrivato, infatti, un Fiat Ducato nuovo fiammante, già allestito per il trasporto di anziani deambulanti e non!!! Finalmente si puo pensare di programmare visite di gruppo per momenti di svago, per raggiungere luoghi conosciuti particolarmente cari alla memoria degli anziani o per trascorrere un intera giornata in campagna o nelle colline della nostra città. Le mete possibili sono tante e diverse. Ricordiamo che abbiamo già ricevuto molte adesioni all iniziativa, ma che comunque è sempre possibile partecipare contattando l Associazione ai numeri chiedendo del Sig. Rocco. SOCIO ORDINARIO (la quota annuale è di Euro 15,00 e dà diritto all abbonamento gratuito per un anno al periodico Andromeda News, oltre alla partecipazione gratuita alle iniziative e alle convenzioni attivate dall Associazione Andromeda) SOCIO SOSTENITORE (l importo della quota annuale è libero da Euro 50,00) Acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della legge 675/96 Non autorizzo al trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della legge 675/96 Versamento su c/c postale n intestato a Andromeda Associazione di volontariato. Specificare nella causale: SOCIO ANDROME- DA Data N.B. da ritagliare e spedire in busta chiusa a : Associazione Andromeda, Piazzale Clodiio, Roma, allegando la ricevuta dell avvenuto pagamento. A N D R O M E D A A T T U A L I T À

13 Arrivare lontano è anche impegnare meglio le proprie energie. La globalizzazione dei mercati, il crescere delle opportunità e 1 allargarsi della competizione, richiedono alle Aziende di concentrare le proprie risorse, in maniera sempre più esclusiva, sulle finalità istituzionali. Questo significa individuare e trasformare molti impegni interni in servizi acquisibili all esterno. La gestione assicurativa, cioé l identificazione delle aree di rischio e la ricerca e il collocamento delle relative coperture, è uno di questi servizi. Il Broker di Assicurazione, per le specifiche competenze tecniche e la profonda conoscenza dei mercati, è la figura più qualificata per intrattenere i contatti con le Compagnie di Assicurazione, in rappresentanza degli interessi degli assicurati. Un ruolo di costante affiancamento in cui il Broker garantisce un supporto esclusivamente informativo e propositivo, senza andare mai a sostituirsi all assicurato nelle valutazioni o in qualsiasi situazione decisionale. General Broker Service ha questa missione. Grazie al know how di un gruppo di managers-partners da molti anni nel brokeraggio internazionale, General Broker Service offre consulenza assicurativa alle Aziende ed agli Enti Pubblici, occupando una posizione di rilievo tra i gruppi di brokeraggio primari, grazie ad un servizio di alto profilo: attento, completo, capillare. Oggi, arrivare lontano, è assicurato. General Broker Service SEDE E DIREZIONE GENERALE Roma - Via Bargoni, 8 tel fax UFFICI: Milano - Potenza - Palermo - Bari Per un contatto più diretto con gli Enti Pubblici Per le tematiche specifiche del mondo della Sanità LABOR & PARTNERS PROFESSIONE SERVIZIO Il nuovo consorzio Labor & Partners fornisce servizi alle aziende affiancandole anche nella progettazione, nella gestione e nel controllo dei servizi stessi. Labor & Partners è un nuovo consorzio di aziende specializzate nel settore dei servizi alle imprese, costituito per rispondere in modo moderno e razionale alle esigenze di professionalità e qualità della fornitura di servizi di supporto ad ogni tipo di attività: industriale, civile e ospedaliera. In Labor & Partners sono confluiti cinquant anni d esperienza accumulata dai suoi associati nei diversi settori di competenza e che ha permesso di formulare una nuova concezione della fornitura del servizio. Labor & Partners, nel produrre i suoi servizi (pulizia e sanificazione ambientale, disinfezioni, disinfestazioni e derattizzazioni, raccolta rifiuti, logistica e facchinaggio, servizi di portierato e custodia, manutenzione aree verdi, prodotti e servizi per l igiene della persona, manutenzioni Industriali, piccola manutenzione, pulizia, consolidamento e protezione facciate e monumenti) opera infatti con la più moderna filosofia della gestione dei servizi in partnership. I servizi di Labor & Partners non sono quindi una mera e semplice esecuzione delle prestazioni tecniche nei tempi e nei modi concordati, ma si compongono di una funzionale formulazione, progettazione e realizzazione, che si completa poi in un controllo e una gestione dei servizi in modalità calibrate sulle esigenze di ogni cliente. Labor & Partners, prima ancora che servizi, produce idee che elevano l efficienza dei servizi stessi a supporto di qualsiasi attività. La competenza e la professionalità di Labor & Partners di progettare singolarmente ogni intervento ed eventualmente di modificarne le caratteristiche al mutare delle esigenze di ogni cliente, al fine di seguirne e favorirne lo sviluppo. Tutto questo è possibile perché un altra caratteristica qualificamene di Labor & Partners, è l assistenza diretta nell innovazione, che è molto più di un semplice complemento al servizio erogato. L essenza stessa del ricorso ad un partner affidabile, nasce dalla volontà di affidarsi alla sua capacità di apportare idee e soluzioni innovative. I servizi di Labor & Partners, progettati da un team di tecnici specializzati, sono pensati proprio per fornire un valore aggiunto fatto di esperienza e soluzioni che possano far crescere la qualità generale del lavoro. Fra i tanti valori aggiunti della costante ricerca operata dai tecnici di Labor & Partners vi è anche la certezza di ottenere le più economiche e veloci tecniche di intervento nell erogazione di qualsiasi servizio. In ossequio alla sua filosofia produttiva, Labor & Partners ha voluto dotarsi da subito di un sistema di qualificazione aziendale UNI EN ISO Un traguardo che è anche il punto di partenza per ottenere un miglioramento costante della qualità dei servizi erogati. Labor & Partners ha sede a Roma, in via Della Camilluccia, 285 Tel. 06/ ma ha sedi operative anche a Bergamo, Milano, Parma, Ravenna e Padova, per essere vicina ad ogni suo cliente.

14 Febbraio ANDROMEDA MEDICA ANDROMEDA NEWS Intervento del Prof. Mozzillo, direttore della Divisione di Chirurgia oncologica dell Istituto nazionale dei Tumori di Napoli. Chirurgia conservativa del melanoma cutaneo La tecnica del Linfonodo Sentinella : una metodica che ha rivoluzionato la chirurgia dei tumori. Prof. Nicola Mozzillo a chirurgia del cancro è radicalmente cambiata nell ultimo de- L cennio, sostituendo agli interventi fortemente demolitivi ed invalidanti di un tempo, operazioni più mirate e rispettose dell integrità della funzione e dell immagine corporea. Questo grande progresso che vale a smantellare la terrificante prospettiva della chirurgia di una volta, sostituendola con qualcosa più facilmente accettabile e che non allontani il pubblico dal chirurgo, è dovuto in larga parte alle migliorate conoscenze della biologia dei tumori, alla disponibilità di più efficaci terapie integrate, a tutti gli studi che faranno sì che oggi più di metà dei malati oncologici sopravvive alla propria malattia. Esempi evidenti di questa mutazione strategica sono sotto gli occhi di tutti: la chirurgia conservativa della mammella, la preservazione degli sfinteri nel cancro del retto, il salvataggio degli arti nei tumori dei tessuti molli. Ma forse l esempio più emblematico sta nell adozione della tecnica del Linfonodo Sentinella. Una metodica che sta rivoluzionando la chirurgia dei tumori, evitando in circa l 80% dei casi le estese e mutilanti asportazioni delle catene linfonodali che hanno finora costituito una tradizionale estensione degli interventi su organi malati. L analisi del linfonodo sentinella è nato nell approccio chirurgico della terapia del melanoma. L Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli, Fondazione Pascale, è stato tra i primi al mondo, e l unico in Italia, ad avviare nel 1997, l identificazione del linfonodo sentinella in via sperimentale e nell ambito del programma del National Health Institute (Istituto Superiore di Sanità Americano). Tale procedura è divenuta golden standard nel trattamento del melanoma e di molte altre neoplasie attraverso l escissione del linfonodo sentinella, spiega il Prof. Nicola Mozzillo, direttore della Divisione di Chirurgia oncologica dell Istituto nazionale dei Tumori di Napoli. Perché è importante l identificazione e l analisi del linfonodo sentinella? Nel trattamento chirurgico della maggior parte delle neoplasie, l atteggiamento del chirurgo, di fronte a linfonodi clinicamente non palpabili, oscilla tra un comportamento fortemente aggressivo, teso ad estese linfoadenectomie di principio, e un comportamento d attesa, tenendo il paziente sotto osservazione e riservando la linfadenectomia all eventuale comparsa di linfonodi clinicamente apprezzabili. I più interventisti, invocano il vantaggio di condurre l intervento in un unico tempo, nel rispetto dei dettami classici della chirurgia oncologica, e con una maggiore tempestività nei confronti di una malattia evolutiva. Gli attendisti ribattono sostenendo che, in tal modo, si evitano inutili mutilazioni e un significativo numero di linfadenectomie inutili, con il relativo peso di morbidità, mortalità e sequele post-operatorie senza nulla togliere alla sopravvivenza a distanza. Esistono altre tecniche, non chirurgiche, per identificare il linfonodo sentinella? Molti sforzi sono stati compiuti per selezionare i pazienti con malattia micrometastatica, utilizzando diverse tecniche (ecografia, Tac, Pet, Risonanza magnetica), ma con un incidenza di falsi negativi e falsi positivi troppo alta. Quando è nata e come è nata la tecnica del linfonodo sentinella? Nel 1994, le osservazioni di un chirurgo californiano, Donald Morton, hanno dato una svolta a questa ricerca. Morton, infatti ha potuto dimostrare che il drenaggio linfatico non è erratico, ma anatomicamente costante, così che una certa area di cute tanto per fare un esempio, è drenata da un determinato linfonodo unico (o talora duplice), a cui è stato dato il nome di linfonodo sentinella. Da questo primo linfonodo il drenaggio si diffonde a cascata attraverso una precisa catena linfoghiandolare posta a valle. Il vantaggio immediato di quella scoperta? L intuizione di Morton, ha trovato immediata verifica ed applicazione nella valutazione delle possibili micrometastasi linfonodali del melanoma cutaneo. Successivamente, lo stesso principio è stato sperimentato per il cancro della mammella e, attualmente, sono in corso studi per verificarne l applicabilità in altre neoplasie, come ad esempio del cavo orale, del colon, del polmone, della vulva ecc. Quale è la metodologia chirurgica seguita per individuare il linfonodo sentinella? Subito dopo l escissione bioptica della lesione cutanea sospetta, i cui margini sono quasi sempre esigui (non più di 1-2 millimetri), si esegue una linfoscintigrafia con colloide di albumina marcata con Tecnezio 99, iniettati nello spessore del derma circostante la lesione iniziale, così da poterne seguire il drenaggio linfatico fino al primo linfonodo in cui sito viene marcato, sulla cute, con una penna indelebile. A che serve la marcatura indelebile? Fondamentale, in questa fase, è lo studio anatomopatologico. È per questo necessaria una valutazione minuziosa di numerose sezioni dello stesso linfonodo, con ematossilina-eosina e, in caso di negatività, con colorazioni immunoistochimiche. Il test è attendibile? I risultati dell esperienza di Morton, hanno dimostrato che, in caso di melanoma, i falsi negativi sono meno del 5% e che soltanto il 12% dei pazienti, allo Stadio I e II, presentano micrometastasi al momento della diagnosi. Una tale elevata attendibilità e, di conseguenza, la possibilità di risparmiare al paziente un considerevole aggravio dell intervento, spiegano il successo della tecnica, che è semplice nella sua concezione, ma sofisticata nella sua realizzazione. L applicazione su vasta scala della tecnica del Linfonodo Sentinella, pone l Istituto nazionale dei Tumori di Napoli, sotto la guida dell ing. Sergio Florio, all avanguardia delle nuove terapie: vaccini, chirurgia radioguidata, trattamento delle metastasi con radiofrequenza, ipertermia, etc., creando nel Mezzogiorno d Italia un polo oncologico di eccellenza, raccordato agli Istituti di ricerca nazionali nell ambito di un ambizioso programma, denominato Alleanza contro il Cancro. Le prospettive per i malati oncologici appaiono assai promettenti alla luce delle ricerche in corso, coordinate nella Fondazione Pascale dal Direttore Scientifico prof. Enrico Di Salvo ed incentrate sull approccio multidisciplinare ad una malattia che impone per le migliori soluzioni una convergenza di competenze ed una massa critica di conoscenza che solo Istituzioni dedicate possono disporre. L Istituto nazionale dei Tumori di Napoli ha dedicato al tema del Melanoma un particolare interesse con l attivazione del Gruppo Interdisciplinare per il Melanoma, realizzando una sinergia specialistica: chirurgia, immunologia, oncologia medica, anatomia patologica, radiologia, medicina nucleare, ricerca di base, che ottimizzano i risultati sia della assistenza che della ricerca. MENSILE OSSERVATORIO SULLA SICUREZZA E SULLA LEGALITÀ Direttore responsabile: Giuseppe Saluppo Direttore editoriale: Filippo Ascierto Coordinatore editoriale: Claudio Alberti Luca Baccarelli Progetto e realizzazione grafica: SERET SRL Via Edoardo D Onofrio, 212 Tel ANDROMEDA Associazione per i servizi per il volontariato e per un osservatorio sulla sicurezza Sede Legale e Sede Operativa: Piazzale Clodio, Roma Tel. e Fax Stabilimenti stampa: IGTI srl IMPIANTI GRAFICI TIPOGRAFICI ITALIANI Via Paolo Frisi,7/A Roma Tel Chiuso in tipografia febbraio 2003 Del contenuto degli articoli e degli annunci pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori Autorizzazione ai sensi della Legge 675/96 È vietata la riproduzione non autorizzata anche parziale di testi, grafica, immagini A N D R O M E D A M E D I C A

15 ANDROMEDA NEWS ANDROMEDA CULTURA Febbraio Patrizia Coleti miei quadri sono ben dipinti, I con pazienza, non con negligenza, la mia pittura porta in sé il messaggio del dolore, scrisse Frida Kahlo nel Eppure all occhio dello spettatore privo di conoscenza i quadri della pittrice messicana Magdalene Fida Kahlo Calderòn sono carichi di emozioni così forti da porre quello del dolore come ultimo sentimento emergente. La sofferenza fisica che non abbandonò mai la sua vita fu coscientemente trasformata e trasposta nelle tele in alta e percettibile vitalità. Nata il 6 luglio 1907 a Coyoacan amava essere considerata figlia della rivoluzione, dichiarando così di essere dell anno Donna dal temperamento travolgente, sensibile e combattiva, aveva l aria di un efebo enfaticamente femminile. Il suo animo era costellato di mille contraddizioni che convivevano risolvendosi nella costruzione di un personaggio che ostacolava la comprensione dei suoi effettivi sentimenti. Ma il sé intimo è svelato negli autorittratti dove la fusione con la maschera del sé pubblico non basta a nasconderla ed ad intrappolare il suo profondo amore per la vita. I problemi fisici iniziati da bambina a causa della poleomelite, e poi andati peggiorando sempre più negli anni a seguire un terribile incidente in autobus nel 1925, per il quale subirà numerosissime operazioni, la costringeranno a tre aborti e ripetutamente alla completa immobilità sino alla morte nel Nel 1950 scrisse: Devo portare un busto di gesso, una pena terribile, ma mi aiuta a reggere la spina dorsale. Non ho dolori, ma sono sempre stanchissima e, ma questo è naturale, spesso sono disperata, in modo indescrivibile. E tuttavia ho ancora voglia di vivere. La colonna spezzata, opera dipinta nel 1944, è un esplicito riferimento all agonia fisica e psicologica, espressa in metafora di tipo magrittiano, che le complicate operazioni le causarono. Ma non furono solo le sofferenze di tipo corporeo a segnare l animo dell artista; protagonista di un periodo della storia del Messico nel pieno della rivoluzione e di una spesso travagliata storia d amore con il pittore Diego Rivera, il suo Panzon, come amava chiamarlo. Sarà la stessa, in un momento di rottura del loro rapporto, a dichiarare al compagno: Ci sono stati due grandi incidenti nella mia vita, il tram e tu. Tu sei il peggiore.. Un rapporto tormentato il loro, ma equivalente ad una grande ed infinita passione mai cancellata. Neppure i numerosi tradimenti di Rivera, noto per la facilità di costumi che usava con altre donne, tra le quali Cristina Kahlo, sorella della stessa Frida, basteranno a tagliare quell inspiegabile nastro d amore, legato dalla passione per l arte, che li unirà per tutta la vita. Dopo il divorzio nel 1939 si risposarono infatti nel Nel 1938 scrisse all amica Ella Wolfe: Dipingo. Il che è già qualcosa, poiché ho trascorso tutta la mia vita sino ad ora amando Diego ed essendo una buona a nulla nei confronti del lavoro; ma ora continuo ad amare Diego.. Proprio il dolore dunque fu il punto di partenza della sua produzione; vettore di un messaggio dell anima lo Salma Hayek, in una scena del film Frida di Julie Taymer. mutò in risorsa interiore. La costretta immobilità le fece sperimentare l utilizzo dello specchio per ritrarre il proprio volto alla maniera dei pittori rinascimentali. Nel primo autoritratto del 1925, Autoritratto con vestito di velluto, è chiara l influenza della conoscenza del Bronzino ed in particolare della sua Eleonora da Toledo. Ebbe relazioni con altri uomini e data la sua bisessualità con alcune donne amanti del marito, legandosi in particolare a personaggi noti del tempo. Come il leader politico russo Leon Trockij che si rifugiò con la moglie, nel 1937, nella casa blu dove Frida nacque e morì, oggi divenuta Museo Frida Kahlo. Vita e opere della grande artista messicana. Frida Kahlo, pittrice di passione e vitalità Un esistenza contrassegnata dal dolore, mutata in vitalistica presa di coscienza di sé e della sua arte. Frida e Diego (1931) Frida Kahlo, Museum of Modern Art, San Francisco. La colonna retta (1944) Frida Kahlo. Quello fu un anno fondamentale per il futuro riconoscimento dell arte della Kahlo poiché venne inclusa in una mostra collettiva della Galeria de Arte con quattro lavori che suscitarono l interesse del gallerista newyorkese Julien Levy, per il quale esporrà con una personale nel novembre dell anno successivo. La strada è ormai spianata. Andrè Bretòn, che l aveva conosciuta ed ammirata durante la sua visita in Messico a Trockij nel 1938, le proporrà di trasportare le sue opere a Parigi. Potrà sdoganarle solo grazie a Marchel Duchamp che le finanziò la mostra alla Galleria Renou et Colle nel Bretòn aveva riconosciuto nell arte della Kahlo quella pura surrealtà per la quale l avrebbe voluta tra le file del suo movimento Surrealista. Opere come Quello che l acqua mi ha dato, realizzata nel suo soggiorno negli Stati Uniti nel 1938, riconducono al Surrealismo dei paesaggi metafici di Salvator Dalì o Ives Tanguy; Autoritratto con collana di spine e colibrì,del 1940,al primitivismo di Rousseau. Ma quelle stesse fonti, suggestioni e soggetti surrealiste nel suo caso rifiutano ogni restrizione sociale ed artistica. I suoi stati mentali e le reazioni che la vita produceva in sé sono oggettivizzati nei suoi dipinti per esprimere non solo le proprie esperienze interiori ma anche la propria tradizione; quella di una cultura messicana dalle lontane origini precolombiane e dell arte azteca. Fiera della sua discendenza usava abiti e gioielli tipici della regione di Tehuantepec, adornando i capelli con un acconciatura detta Tlacoyal. Alla fine degli anni Trenta inizierà a firmare molti quadri con il nome Xochitl (divinità azteca dei fiori, del grano, dell amore, nonché dei pittori). È del 1938 la natura morta Xochtil fiore della vita. Molta della sua produzione è una chiara manifestazione della contraddizione,della relazione di cose tra loro sconosciute, attraverso la mescolanza di culture e religioni diverse. Figure, oggetti e sensazioni contrastanti le servirono a minare il preconcetto dello spettatore che decodificava l opera d arte. Le due Frida, del 1939, condividono una simbiotica esistenza materiale ma tutto quello che le circonda e riveste sta a significare i differenti mutamenti culturali e sociali. Nel 1953 realizzò il sogno di una personale a Città del Messico. I visitatori furono così tanti da bloccare il traffico. Frida aveva subito da poco l ennesimo intervento ma non mancò al suo trionfo, giungendo alla mostra su un letto a baldacchino. Poco prima di morire disegnò la più suggestiva delle sue nature morte, Piedi a che mi servono se ho le ali della fantasia, che più d ogni altra cattura nel vortice del suo stato emotivo sempre sospeso nella potente irruenza della sua ironica vitalità. Le sue ultime parole furono: Attendo con gioia la mia dipartita.e spero di non tornare mai più.. Arte e cinema La vita di Frida Kahlo diventa un film È approdato nelle sale cinematografiche di tutta Italia Frida, il film sulla biografia della pittrice messicana Frida Kahlo. Presentato in anteprima a settembre del 2002 all apertura della Mostra internazionale del cinema di Venezia ha ricevuto diverse stroncature, ma legate più ad un eccessivo criticismo festivaliero che ad un effettiva valutazione di una pellicola di tutto rispetto nella sua fedele trasposizione dei fatti e rispecchiante in toto una storia d amore anomala ma travolgente, come quella che la Kahlo visse con il marito Diego Rivera. D altro canto un soggetto così interessante e colorato come una vita, di quella che era una donna fuori dal comune, fatta di passioni d amore, dolore, arte e relazioni complesse, non poteva che generare da sé il film stesso. Un film al femminile realizzato grazie all attrice protagonista Salma Hayek, per questo ruolo candidata all Oscar, che da tempo voleva rendere omaggio all artista conterranea; bruciando tra l altro l idea a Madonna e Jennifer Lopez. Anche la regia è affidata ad una donna, Julie Taymor; giovane regista teatrale americana già nota al grande schermo per il suo Titus con Anthony Hopkins. Tutto è ben orchestrato per essere un film a basso costo (lo si nota specialmente nella fantasiosa risoluzione delle scene che avrebbero dovuto girare negli esterni di Parigi e dell America), grazie anche all impegno di attori come Alfed Molina, Ashley Judd, Antonio Banderas e Valeria Golino. A N D R O M E D A C U L T U R A

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