CNF - CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

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1 CNF - CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE Rassegna Stampa del 14/06/2010 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio.

2 INDICE CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE 13/06/2010 Il Mattino - CASERTA Biagio Salvati Edilizia giudiziaria, incarichi fal... 14/06/2010 Affari Finanza Manovra, agevolazioni fiscali per le "reti di imprese" Ma i professionisti restano fuori 14/06/2010 ItaliaOggi Sette codici & pandette 11/06/2010 Giornale delle Assicurazioni Asse Roma-Trieste per il nuovo Leone CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - MEMBRI Il capitolo non contiene articoli AVVOCATI 13/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE Morando: la Costituzione non è un tabù ma non ferma le liberalizzazioni 14/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE LE BARRIERE ALLA CRESCITA 14/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE «L'urgenza è un'altra: ci sono troppe leggi» 12/06/2010 Il Sole 24 Ore Brunetta: su Pa e federalismo andremo avanti 12/06/2010 Il Sole 24 Ore Ancora poche donne in ruoli di vertice 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Vademecum per ridurre il contenzioso 12/06/2010 La Repubblica - Bari Quel calvario chiamato causa "Torni nel 2014" 12/06/2010 La Repubblica - Bari "Prove copiate o sbagliate" strage all'esame per avvocati

3 13/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Offerta di acquisto irrevocabile e aggiudicazione definitiva nella vendita senza incanto 14/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Intercettazioni, Fini avvisa Alfano: ci sono problemi di costituzionalità 13/06/2010 Il Giornale - Nazionale PRODI «INTERCETTATO» CI CHIEDE SOLDI 14/06/2010 Il Giornale - Nazionale Giustizia Alfano: «Riforma a settembre». Gli avvocati: «Svolta storica» 12/06/2010 Il Resto del Carlino - Bologna Giovannini: «Indagini più difficili» Gestri (Anm): «Effetti devastanti» 13/06/2010 Il Resto del Carlino - Forli Assolto dall'accusa di stupro chiede 500mila euro di danni 13/06/2010 Avvenire - Nazionale «Legge 194 inapplicata»: da mercoledì gli incontri di Avvocatura in missione 12/06/2010 Il Manifesto - Nazionale Mancino: «Donne poco meno della metà Ma ai vertici sono ancora in minoranza» 12/06/2010 Il Mattino - CASERTA II generale Lops premia gli avvocati militari 13/06/2010 Il Secolo XIX - Nazionale «Balducci, casa in affitto dai Legionari di Cristo» 12/06/2010 Il Foglio L'ALTRO BENEDETTO 14/06/2010 L Unita - Nazionale «Meno regole e Stato» L'assalto di Tremonti 14/06/2010 L Unita - Nazionale Alfano: «Riforma della giustizia a settembre» Pd: la Carta non si tocca 14/06/2010 Corriere Economia Antitrust Le pagelle delle liberalizzazioni 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Una manovrina per il civile dalla legge Pinto 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Come tenersi stretti i collaboratori

4 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Avvocati, più tempo per notificare 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Avvocato e revisore 14/06/2010 ItaliaOggi Sette AVVOCATI OGGI 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Un diritto del lavoro new style 12/06/2010 Il Fatto Quotidiano - Nazionale Gasparri e altre porcate: quei no dei presidenti 11/06/2010 Giornale delle Assicurazioni Quali strategie per il mercato delle imprese? PROFESSIONI 12/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE L'OPACITA' DEL POTERE 12/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE «C'è tempo per approvare la legge entro agosto» 12/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE I pm di Firenze e l'inchiesta trasferita: non ci arrendiamo 12/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE Modello Unico, proroga al 6 luglio per i pagamenti 13/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE Berlusconi, nuove accuse alle toghe: in tanti negano la democrazia 13/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE Intercettazioni e dubbi di Fini Il Pdl chiude alle modifiche 13/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE «Al Senato abbiamo ascoltato i finiani E ricordo che 5 giorni fa ci hanno detto sì» 13/06/2010 Corriere della Sera - MILANO Ricostruire la comunità partendo dai bisogni del proprio quartiere 14/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE Doppio Csm e carriere separate, l'opposizione dice no alla riforma 12/06/2010 Il Sole 24 Ore I pm indagano su un pranzo Matteoli-Verdini

5 12/06/2010 Il Sole 24 Ore Unico 2010 con doppio calendario 12/06/2010 Il Sole 24 Ore Associazioni anche commerciali 12/06/2010 Il Sole 24 Ore Non sparate (troppo) sulle correnti del Csm 13/06/2010 Il Sole 24 Ore «Il Parlamento non spolpi la manovra» 13/06/2010 Il Sole 24 Ore L'audit su Street View mette all'angolo Google 14/06/2010 Il Sole 24 Ore La manovra cambia le carte su affitti e rogiti 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Planimetrie ad alta fedeltà 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Catasto e registro devono riportare lo stesso titolare 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Arriva la ritenuta sui bonifici del 36% e 55% 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Mercoledì dall'istat l'andamento dei prezzi 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Intercettazioni con il freno 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Il ministero non paga le imprese investigative 12/06/2010 La Repubblica - Nazionale IL CAVALIERE IMPUNITO E LA REGOLA DEL SILENZIO 12/06/2010 La Repubblica - Nazionale IL BLACK-OUT DELL'INFORMAZIONE 13/06/2010 La Repubblica - Nazionale "I pm vogliono ribaltare il voto talk show tutti contro di me" 13/06/2010 La Repubblica - Nazionale Bersani e Di Pietro fanno muro "La Carta non si cambia a piacere" 13/06/2010 La Repubblica - Nazionale Libertà d'impresa, arriva la legge Tremonti: poi mano alla Costituzione

6 13/06/2010 La Repubblica - Palermo Caccia ai professionisti di Cosa nostra un ingegnere grand commis dei lavori 12/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Studi di settore, slitta al 6 luglio il termine per l'invio di Unico 13/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Berlusconi: i pm politicizzati vogliono sovvertire il voto 13/06/2010 Il Messaggero - Nazionale I colonnelli ex An: Gianfranco si allinei, il leader è Silvio 12/06/2010 ItaliaOggi Non nominare le riforme invano 12/06/2010 ItaliaOggi Il fisco dà una doppia proroga 12/06/2010 ItaliaOggi brevi 12/06/2010 ItaliaOggi Manovra, norme previdenziali da correggere 12/06/2010 ItaliaOggi Il fisco dà una doppia proroga 14/06/2010 Affari Finanza "Sulla medicina apriamo le porte alle società multiprofessionali" 14/06/2010 Corriere Economia Nomine Cardia, Ortis & C. Il risiko delle Authority 14/06/2010 Corriere Economia Le scadenze della settimana 14/06/2010 Corriere Economia LETTERE 14/06/2010 Corriere Economia Il ritorno di Laurini ricompatta i notai 14/06/2010 ItaliaOggi Sette professioni in movimento 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Scomputo ritenute, iter semplificato 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Formazione professionale

7 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Manovra iniqua e poco selettiva 138 GIUSTIZIA 12/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE Tramonta la sponda tra finiani e sinistra ma l'esito resta incerto 12/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE Intercettazioni, ora la battaglia è sui tempi 12/06/2010 Corriere della Sera - MILANO Legge bavaglio «In piazza per dire no» 13/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE L'informazione (sacra) nel modello Usa 13/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE Il governo piace ma delude su pensioni e intercettazioni 14/06/2010 Corriere della Sera - NAZIONALE Intercettazioni, i finiani non arretrano: cambiare o si rischia l'incostituzionalità 12/06/2010 Il Sole 24 Ore «La verità? Salterà il controllo sui pm» 12/06/2010 Il Sole 24 Ore Camera, il rinvio a settembre è la via per stemperare le tensioni 12/06/2010 Il Sole 24 Ore Berlusconi: priorità a fisco, Costituzione e giustizia 12/06/2010 Il Sole 24 Ore Intercettazioni, finiani alla sfida 13/06/2010 Il Sole 24 Ore «Libertà d'impresa: pronto il piano» 14/06/2010 Il Sole 24 Ore L'accesso al segreto di Stato è ancora avvolto dal mistero 12/06/2010 La Repubblica - Nazionale Disobbedire, per la democrazia 12/06/2010 La Repubblica - Nazionale Legge-bavaglio, finiani all'attacco "Alla Camera bisogna cambiare" 12/06/2010 La Repubblica - Nazionale "La libertà di stampa va difesa più deboli le indagini dei magistrati"

8 12/06/2010 La Repubblica - Nazionale Stampa in rivolta, Popolo viola in piazza 12/06/2010 La Repubblica - Bologna "Le nostre indagini a rischio" 12/06/2010 La Repubblica - Nazionale Berlusconi teme la melina di Fini "Voglio la legge prima dell'estate" 13/06/2010 La Repubblica - Bari Tribunale, il no del ministero "Per ora nessun giudice in più" 13/06/2010 La Repubblica - Nazionale LO SPETTRO DEL BAVAGLIO E DELLA DEFLAZIONE 13/06/2010 La Repubblica - Nazionale Il Cavaliere tenta l'ultimo patto con Fini "Ma se fallisce, resa dei conti nelle urne" 13/06/2010 La Repubblica - Nazionale "La legge-bavaglio richiama il Ventennio" 13/06/2010 La Repubblica - Nazionale Intercettazioni, è scontro nel Pdl Bossi: se si cambia, la legge va ko 13/06/2010 La Repubblica - Nazionale "Norme per scoraggiare gli ascolti ora il Paese la pagherà in sicurezza" 13/06/2010 La Repubblica - Napoli "Incostituzionale la legge che annulla i contratti" 13/06/2010 La Repubblica - Nazionale Privacy, trasparenza e diritto di sapere 14/06/2010 La Repubblica - Nazionale Intercettazioni, i finiani insistono "Cambiare la legge alla Camera" 14/06/2010 La Repubblica - Nazionale "Niente timbri alla cieca Fini dia la precedenza alla manovra anti-crisi" 14/06/2010 La Repubblica - Nazionale I pm antimafia si sentono disarmati "Follia solo tre giorni di microspie" 14/06/2010 La Repubblica - Nazionale "In democrazia la libertà di stampa non si tocca" 12/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Intercettazioni, il Pd dà battaglia: «Alla Camera sarà un Vietnam» 12/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Editori e giornalisti: legge sbagliata

9 12/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Marini: «Un limite è necessario ma il diritto di cronaca è essenziale» 12/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Alfano: la sinistra non tutela la privacy Ma nel Pdl tornano critiche e dubbi 12/06/2010 Il Messaggero - Nazionale «Misure cautelari fondate e legittime» 13/06/2010 Il Messaggero - Nazionale LASCIATE IN PACE LA COSTITUZIONE, SFIDATE LE CORPORAZIONI 13/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Tremonti: «Subito la legge per la libertà d'impresa» 13/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Art. 41, sarà un percorso accidentato 13/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Intercettazioni, il Pd: sarà battaglia Casini: il Pdl si fermi e ragioni 13/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Malinconico: «Con queste norme il governo cerca di intimidirci» 13/06/2010 Il Messaggero - Nazionale «Sono leale, ma qualcosa si può cambiare. E prima va votata la manovra» 14/06/2010 Il Messaggero - Nazionale Anche i costituzionalisti divisi sulle nuove norme GIURISPRUDENZA 12/06/2010 Il Sole 24 Ore Incostituzionale la vaghezza dei nuovi reati 13/06/2010 Il Sole 24 Ore Altolà di Sacconi al referendum sulle leggi fiscali 13/06/2010 Il Sole 24 Ore E il re delle class action affila le armi 13/06/2010 Il Sole 24 Ore La cena della cricca per festeggiare la nomina di De Santis 13/06/2010 Il Sole 24 Ore «Le toghe vogliono sovvertire il voto» 13/06/2010 Il Sole 24 Ore L'accertamento esecutivo deroga ai principi

10 13/06/2010 Il Sole 24 Ore Esente Ici la prima casa di più unità attigue 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Semplificazione in tre mosse 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Attacco hacker con il kit fai-da-te 14/06/2010 Il Sole 24 Ore In Italia penalità doppia per le mamme che lavorano 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Sui dirigenti addizionale del 10 per cento 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Solo la sentenza definitiva ha gli effetti della vendita 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Il turno su 7 giorni non dà diritto a un aumento extra 14/06/2010 Il Sole 24 Ore LE MASSIME 14/06/2010 Il Sole 24 Ore I diritti sui beni del fondo finiscono a diciotto anni 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Non è reato prelevare acqua per l'attività industriale 14/06/2010 Il Sole 24 Ore La gravidanza a rischio cancella l'albergo prenotato 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Condannato il calciatore che fa male all'avversario 14/06/2010 Il Sole 24 Ore Giudici divisi sui quorum 12/06/2010 ItaliaOggi Infortuni, i sindacati parte civile 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Transazioni fiscali con la zavorra 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Introdotto il litisconsorzio necessario 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Maternità garantita alle autonome

11 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Casa fresca senza liti col vicino 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Il giudice penale funge da guida 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Ipo, occhi puntati sulle azioni per le pmi 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Note legali 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Il figlio cambia città con la madre 14/06/2010 ItaliaOggi Sette È revocabile la donazione dell'usufrutto a vita sulla casa 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Debiti in favore della famiglia, il creditore si rivale sui fondi SCENARIO ASSOCIAZIONI FORENSI Il capitolo non contiene articoli

12 CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE 4 articoli

13 13/06/2010 Il Mattino - Caserta Pag. 46 (diffusione:79573, tiratura:108314) Biagio Salvati Edilizia giudiziaria, incarichi fal... Biagio Salvati Edilizia giudiziaria, incarichi fallimentari e doglianze della classe forense per alcuni uffici del settore civile: sono stati questi i temi al centro di un incontro tenutosi tra il presidente del Palazzo di Giustizia di Santa Maria Capua Vetere Andrea Della Selva e una delegazione dell'ordine degli avvocati del foro sammaritano presieduto da Elio Sticco. Il consiglio dell'ordine ha infatti predisposto un deliberato con il quale a difesa della competenza, territorialità e trasparenza per la tutela della professionalità dell'avvocatura di Terra di Lavoro «evidenziando che più volte è stata segnalata la opportunità - diventata oggi necessità - che nei fallimenti di rilievo il curatore debba essere un avvocato mentre il coadiutore un commercialista in modo da rimuovere alcune disfunzioni lamentate da più parti». Nel documento si è chiesto alla presidenza del tribunale di elaborare un protocollo di intesa con il consiglio forense per garantire sia la massima trasparenza e pubblicità nel conferimento degli incarichi giudiziari, non solo per l'adozione di un criterio che soddisfi l'esigenza di giustizia anche distributiva ma anche valorizzare le scuole di formazione «che assolvono l'ineludibile ruolo di formazione continua dell'avvocatura sotto la vigilanza dell'ordine e della magistratura». Intanto, il presidente del Tribunale, Della Selva, dopo una ricognizione presso gli uffici del settore civile, ha verificato gli interventi più utili da adottare per evitare l'ingolfamento e le lunghe file di toghe presso l'ufficio del Ruolo Generale per il quale emergono ogni giorno doglianze dei professionisti. Si è infine discusso delle disfunzioni nei vari presidi giudiziari tra cui quelli di Piedimonte Matese, Aversa e Marcianise, con particolare riguardo alle carenze di risorse umane. Sul fronte dell'edilizia giudiziaria, l'avvocatura ha ribadito la soluzione di Palazzo Melzi per allocare gli alcuni uffici alla luce dei trasferimenti per adeguamento dei lavori mentre sono in corso di valutazione le varie proposte emerse in sede di commissione di manutenzione dell'amministrazione comunale demandata ai pareri finali sulla base delle varie indicazioni dei componenti e degli aspetti tecnici. RIPRODUZIONE RISERVATA CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Rassegna Stampa 14/06/

14 14/06/2010 Affari Finanza Pag. 16 (diffusione:581000) Manovra, agevolazioni fiscali per le "reti di imprese" Ma i professionisti restano fuori L'UNIONE fa la forza, tantopiù necessaria in un periodo di crisi. Per questo le imprese vedono certo di buon occhio le novità del decreto legge 78 che introduce, mediante l'art. 42, alcune disposizioni volte ad incentivare la creazione di reti di società, facendo riferimento alle reti di imprese di cui all'art. 3 DL 5/2009. Con il "contratto di rete" le imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato. Il contratto di rete deve, tra l'altro, indicare obiettivi strategici e attività comuni poste alla base della rete, che dimostrino il miglioramento della capacità innovativa e della competitività sul mercato e, di conseguenza, l'individuazione di un programma di rete, che contenga l'enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascuna impresa partecipante e le modalità di realizzazione dello scopo comune da perseguirsi attraverso l'istituzione di un fondo patrimoniale comune, la durata, le modalità di adesione di altre imprese e le relative ipotesi di recesso. La manovra correttiva dispone che l'agenzia delle Entrate, con apposito provvedimento, stabilirà le condizioni per la sussistenza dei requisiti idonei a far riconoscere le imprese come appartenenti ad una delle reti di imprese come sopra descritte cui saranno riconosciuti vantaggi fiscali, amministrativi e finanziari, nonché la possibilità di stipulare convenzioni con l'abi. Queste agevolazioni escludono ancora una volta i professionisti, che invece potrebbero trarre vantaggio dall'unirsi in rete in una fase congiunturale così difficile. «È inspiegabile dicono a Unico (Unione commercialisti italiani), una delle associazioni del settore - la limitazione della portata dell'intervento alle sole imprese e non anche agli altri operatori economici, come i professionisti, che solo operando in rete potranno affrontare al meglio le difficoltà del mercato. Ci batteremo affinché in sede di conversione del decreto il Parlamento ampli anche ai professionisti questa possibilità». (a.bon.) L'AMAREZZA DIUN AVVOCATO IL CN DEI COMMERCIALISTI COSTA 28 MILIONI ALL'ANNO In questi giorni i commercialisti italiani stanno pagando la quota di iscrizione all'ordine. Di questa ben metà) finiscono al consiglio nazionale guidato da Siciliotti e Sganga il cui bilancio preventivo approvato dallo stesso Ente porta il già abnorme livello di spesa del 2009, in virtù degli ulteriori avanzi, ad oltre 28 milioni di previsioni di cassa. Ignorate del tutto le istanze di contenimento delle spese provenienti dalla base ed il dettato normativo che le limiterebbe a quelle strettamente necessarie. Anche quest'anno sulle spalle di noi commercialisti, soprattutto giovani (per l'eliminazione di ogni agevolazione in loro favore), lo stesso paradosso di un organismo pletorico che costa una cifra esorbitante. Quota e livello di spese cinque volte più alte degli altri consigli nazionali. Impressionante la differenza del trattamento economico dei consiglieri. Agli avvocati nessun emolumento. Per ingegneri ed architetti un gettone di presenza. I consiglieri nazionali dei commercialisti sorprendono con appannaggi individuali di 170mila euro (di compensi e rimborsi). Completa il quadro degli sprechi una pianta organica di sessanta dipendenti con addirittura un dirigente ed un direttore generale. Il Consiglio Nazionale Forense gestisce più del doppio degli iscritti con dieci unità. Un'autentica pacchia le procedure. Il nostro consiglio nazionale forma e approva il preventivo, impiega le risorse e approva il consuntivo senza alcun intralcio. L'assemblea dei presidenti (rappresentanti della base) sta a guardare non avendo alcun potere. Gli ordini locali subiscono invece la beffa della riscossione obbligatoria ed il rapporto con gli iscritti contribuenti. Una situazione intollerabile sotto il profilo morale, etico e finanziario oltre che politico-associativo. Urgente il ridimensionamento del Consiglio nazionale attraverso la riprogettazione dell'intera struttura e delle attività svolte, molte delle quali non previste dall'ordinamento e che gli iscritti sono costretti a finanziare. Daniela Granata - Gaeta ( LT) Con questa lettera vorrei dare una voce e una speranza a chi ormai ha perso ogni aspettativa nel futuro. La mia è una storia di crisi aziendale ed economica: come tante di questi tempi. È la storia di un'impresa familiare del Sud che da quaranta anni commercializza piante e fiori e ora è schiacciata dai debiti, contratti con lo Stato per privilegiare CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Rassegna Stampa 14/06/

15 14/06/2010 Affari Finanza Pag. 16 (diffusione:581000) il pagamento dei propri dipendenti. Lo Stato, rappresentato da Equitalia S.p.A., ha fermato, pignorato ed ipotecato ogni bene mobile ed immobile dell'impresa. È una storia di mancato accesso al credito per saldare i debiti erariali: che garanzie dare alle banche se tutto è stato vincolato dalla società di riscossione? È una storia di mancato ascolto da parte delle istituzioni locali a cui si è fatto riferimento anche mediante l'istituto del reclamo alla Prefettura territoriale. È una storia di strade sempre e comunque chiuse, perché il fallimento di una piccola attività d'impresa e il licenziamento di dodici dipendenti non suscita clamore e sostanzialmente non interessa nessuno. A questo punto soltanto gli usurai consentono la sopravvivenza. E allora perché gridare all'allarme sociale se nessuno propone alternative credibili e concrete? E dire che Equitalia S.p.A. è a partecipazione statale (I.N.P.S e Agenzia delle Entrate): rappresenta tutti noi, è lo Stato. Mi chiedo quale Stato può definirsi tale se agisce così. Mi si dirà: perché in quanto imprenditore non si è rivolto alle associazioni di categoria? Perché l'azienda non è di mia proprietà: io sono solo l'avvocato che ha assistito l'impresa in questi cinque anni di contenzioso fiscale e che, nonostante l'impegno, non è riuscito ad evitare il fallimento dell'azienda e la fine di una storia di lavoro onesto, competente e dignitoso. Ne avrei altre di storie così da raccontare, perché ho esercitato la mia attività in Puglia per sette anni, ma non voglio tediarla oltre. Rimane in me un senso profondo di impotenza e di ram- marico: la mia coscienza professionale è serena, ma la mia delusione di fronte all'indifferenza delle istituzioni è cocente. Non è questo certo che ci si aspetta quando si decide di diventare un avvocato, quando si percorrono le strade del diritto (teorico) negli anni universitari, quando, affiancati dal presidente dell'ordine si giura innanzi ad un collegio di magistrati, mentre la scritta LA LEGGE [ UGUALE PER TUTTI ci guarda dall'alto. Elena Palladino CONTRARIO ALLA RIFORMA FORENSE Sono contrario alla riforma sulla professione forense in quanto prevede norme a dir poco UN FALSO PROBLEMA, I REVISORI LEGALI incostituzionali e va contro gli interessi dei consumatori.: la riforma prevede la cancellazione dagli Albi dei professionisti che non raggiungeranno un certo tetto di cause o di reddito, con la conseguenza che si alzeranno automaticamente le tariffe e la necessità di andare in causa sempre più spesso; se passerà la riforma inoltre ci sarà la conseguenza ulteriore che resteranno sul mercato solo gli avvocati ricchi che potranno applicare, per la diminuzione della concorrenza, tariffe sempre più alte a discapito proprio dei consumatori. Alessandro Barbieri Un falso problema ha alimentato l'ampio dibattito delle ulti- me settimane. La nascita di una nuova professione o di una nuova attività professionale per la riforma della revisione legale introdotta dal dlgs 39/2010. Si tratta di un'attività tradizionale, quella di revisore, vecchia quanto il mondo delle imprese che da oggi viene regolamentata diversamente ed in modo uniforme nell'unione Europea. Con nuovi percorsi di accesso, nuove modalità di gestione dell'elenco e altre innovazioni. La definizione dei criteri di svolgimento della verifica dei requisiti in capo ai revisori, distinti tra società private ed Enti pubblici. Molto più interessante concentrarsi sul principio della qualità. Sotto tale profilo, l'introduzione del limite agli incarichi è auspicabile, altrimenti si sanci- CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Rassegna Stampa 14/06/

16 14/06/2010 ItaliaOggi Sette Pag. 201 (tiratura:136577) codici & pandette Accelerazione sull'informatica processuale. È stato infatti esteso anche al Consiglio nazionale forense il protocollo di intesa siglato il 23 dicembre 2009 tra il Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze, il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, l'agenzia delle entrate e il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili per la sperimentazione del Processo tributario telematico presso la Commissione tributaria provinciale e quella regionale del Lazio. «La partecipazione degli avvocati tributaristi nella sperimentazione del processo telematico tributario», informa una nota, «produrrà effetti positivi sia nella fase applicativa, incrementando il flusso dei documenti informatici inviati nell'applicativo telematico, sia nella fase di studio delle necessarie modifiche alla normativa vigente». Procede spedito, insomma, il processo di informatizzazione della giustizia, anche di quella tributaria. Speriamo solo che qualcuno inizia a mettere via i timbri e i faldoni... CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Rassegna Stampa 14/06/

17 11/06/2010 Giornale delle Assicurazioni - N.6 - giugno 2010 Pag. 24 (diffusione:10000, tiratura:12000) GENERALI II riassetto dei vertici Asse Roma-Trieste per il nuovo Leone Con una mossa a sorpresa Caltagirone affianca l'amico Geronzi ai vertici del Leone. La terza vicepresidenza ridisegna i poteri e apre per la prima volta la governance della compagnia ai soci privati. Ma per l'ingegnere della Capitale è solo un tassello di un progetto più ampio. Andrea Tomistico 9ualcuno lo ha già ribattezzato «podere romano». Una sintesi estrema, forse, ma calzante del nuovo ) delle Generali uscito da un'assemblea che ha lasciato di stucco anche il più smaliziato degli osservatori. La mossa a sorpresa, imprevista e imprevedibile, che ha portato Francesco Gaetano Caltagirone a conquistare la vicepresidenza e ad affiancare Cesare Geronzi ai vertici del Leone di Trieste, non è stata chiaramente maturata nell'arco di una notte. Ma sulle trattative serrate che hanno preceduto l'accordo, a differenza di quanto solitamente accade, il riserbo è stato rigoroso e assoluto. Troppo delicata la posta in gioco per gettarla in pasto a giornali e retroscenisti di professione. Anche chi evidentemente sapeva, come qualche commentatore vicino a Geronzi che negli ultimi mesi non ha risparmiato l'inchiostro sulla vicenda, ha scelto di restare in silenzio. L'ascesa di Caltagirone, del resto, al di là di una lettura geografica che farà storcere il naso alla Lega Nord, ha coinciso con una svolta che è stata probabilmente discussa e meditata a lungo. Forse fino all'ultimo. La terza vicepresidenza concessa all'imprenditore romano rappresenta infatti il primo vero segnale di vita degli imprenditori privati delle Generali, che hanno cercato e ottenuto una rappresentanza nella governance finora negata. Qualcuno ha parlato dell'assemblea del 24 aprile come della data in cui si è chiusa l'era Cuccia, quella in cui le azioni si pesavano. Difficile dire se sia stato proprio Geronzi a favorire il nuovo corso. Fatto sta che i soci del Leone, questa volta, le azioni le hanno volute contare. E alla fine si è scoperto che quel 12,3% che i vari Caltagirone (2%), Mps (1,49%), Luxottica (1,87%), De Agostini (2,43%), Effeti (2,26%), Ferak (1,7%), Kellner (2,02%), B e n e t t o n (0,96%) hanno messo sul tavolo, non era poi così lontano da quel 14,72% con cui Mediobanca da sempre detta legge nel board di Trieste. Di qui le complicazioni per il designato Bollore, che non ha mai investito un euro nel Leone, e l'opportunità per l'outsider Caltagirone, che negli ultimi mesi non ha fatto altro che conquistare, azione su azione, quote sempre crescenti del capitale delle Generali. Di qui la sorpresa finale, con una terza vicepresidenza uscita dal cilindro dei mediatori, che ha preservato gli interessi della minoranza senza sconfessare le decisioni del comitato nomine di Mediobanca, che aveva scelto come vice l'amministratore delegato di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, e il finanziere bretone vicino all'ex presidente del Leone, Antoine Bernheim, Vincent Bollore, con una terza opzione per Giovanni Perissinotto, che avrebbe raccolto sotto di sé il doppio incarico di numero due e amministratore delegato. I r e t r o s c e n a Diverse le ricostruzioni del percorso con cui si è arrivati al compromesso. Alcuni sostengono che sia stato lo stesso Caltagirone ad aver forzato la mano facendo pesare (o contare) il suo 3,5% del Leone (2% in proprio più l'l,5% di Mps). Altri raccontano che a districare la matassa ci abbia pensato il plenipotenziario di Crt nonché vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona, forte del suo 3,96% detenuto attraverso il complicato intreccio Ferak-Effeti, ma soprattutto delle sue buone conoscenze. Il suo nome, del resto, è circolato più volte sia per la guida di Unicredit sia per quella di Mediobanca. Molti però sono pronti a scommettere che a tirare la volata a Caltagirone sia stato alla fine l'amico Geronzi. Di un asse tra Geronzi e l'imprenditore romano per la conquista delle Generali si è parlato molto negli ultimi mesi. E i rastrellamenti di azioni del Leone da parte di Caltagirone sono stati spesso letti come la conferma di un progetto che vedeva il costruttore impegnato ad affilare le armi per sostenere il vecchio alleato di Capitalia. «Vogliamo diventare un punto di riferimento per gli azionisti di maggioranza», aveva detto l'ingegnere a febbraio in un'intervista al Foglio. Potere romano, appunto. Esistono però altre versioni della storia secondo le quali i due si sono limitati a giocare di sponda fino al raggiungimento dell'obiettivo, e ora sarebbero pronti a incrociare le spade su alcune partite che riguardano proprio gli assetti finanziari ed economici della Capitale. I n u o v i p o t e r i Dovunque stia la verità, le Generali cambiano rotta. CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Rassegna Stampa 14/06/

18 11/06/2010 Giornale delle Assicurazioni - N.6 - giugno 2010 Pag. 24 (diffusione:10000, tiratura:12000) Dall'assemblea di aprile è uscita una governance decisamente nuova rispetto al passato. Sotto la presidenza ci sono i tre vice Nagel, Bollore e Caltagirone. A quest'ultimo, in base a un criterio di anzianità previsto dallo statuto di Generali, spetterà il compito di sostituire il presidente qualora ce ne sia bisogno. La vera novità arriva dal comitato esecutivo, che acquista anche il potere di proposta degli indirizzi strategici. E qui, insomma, dove tutto ruota intorno all'equilibrio dei grandi soci, che prenderanno le decisioni che contano. Non a caso l'impegno dei soci è quello di riunire l'organismo con maggiore frequenza, almeno una volta al mese, rispetto ai due-tre appuntamenti annuali del passato. Nel comitato, presieduto da Geronzi, oltre ai tre vicepresidenti e ai due amministratori delegati Sergio Balbinot e Perissinotto, siederanno anche Leonardo Del Vecchio (Luxottica) e Lorenzo Pellicioli (De Agostini). Altre novità relative ai comitati riguardano quello investimenti e quello governance. Quest'ultimo, già presente nell'organizzazione societaria del Leone, viene reso pienamente operativo e vede sempre Geronzi alla presidenza con Ana Botin, Nagel, Alessandro Pedersoli, Pellicioli e Paolo Scaroni. Quello Investimenti sarà presieduto da Perissinotto. Tra i membri siederanno Caltagirone, Francesco Saverio Vinci e Petr Kellner. Non cambia nulla invece per il controllo interno (Pedersoli alla presidenza, Carlo Carraro, Angelo Miglietta) e il comitato remunerazioni (Scaroni alla presidenza, Del Vecchio, Pellicioli). Quanto ai poteri, appare del tutto chiaro che Geronzi, pur senza deleghe operative, non resterà a guardare. Tutt'altro. Al presidente spetterà infatti la sovrintendenza sull'attuazione delle delibere del consiglio, dell'esecutivo e delle strategie aziendali, sui rapporti con gli organismi istituzionali e sulle relazioni esterne. Praticamente tutto dovrà passare sulla sua scrivania. All'amministratore delegato Perissinotto, che assume la qualifica di group ceo, è stata attribuita la guida e la gestione operativa in Italia e all'estero in sintonia con gli indirizzi stabiliti dal consiglio di amministrazione. Il ruolo di Perissinotto passa dunque da semplice capo azienda a supermanager che avrà in mano tutte le leve del Leone. All'altro amministratore delegato, Sergio Balbinot, il consiglio ha affidato la gestione operativa degli affari assicurativi esteri e della riassicurazione in Italia e all'estero. Ai poteri precedenti aggiunge responsabilità sulle attività tecniche e attuariali del vita e danni in Italia e all'estero. La scalata dell'ingegnere Al di là delle deleghe e dei poteri, i riflettori restano puntati sull'outsider Caltagirone. All'indomani della nomina l'ingegnere romano si è limitato a tratteggiare scenari di ampio respiro per il futuro delle Generali. «Sul piano ordinario», ha spiegato, «penso che la compagnia debba proseguire sulla strada seguita sinora, perché mi pare che il gruppo stia uscendo bene dalla crisi. Sul piano straordinario la sfida è l'espansione internazionale, in particolare a est». Ma è facile prevedere che il suo ruolo non sarà solo proiettato sulle occasioni di business che il mercato può offrire, per quanto la sua capacità su questo terreno non sia in discussione. Caltagirone cercherà senza dubbio di dare voce alle istanze dei soci privati, per la prima volta rappresentati ai vertici del Leone, e tenterà sicuramente di favorire una ripartenza del colosso assicurativo che garantisca agli azionisti di riportare i valori delle quote al livello di quelli ben più alti iscritti a bilancio. Basti pensare che il titolo della compagnia triestina è passato dai 40 euro del 2000 ai 16,75 del Con picchi del -59% per De Agostini o -38% per Leonardo Del Vecchio. Un tracollo cui bisognerà inevitabilmente correre ai ripari. Progetto più vasto Ma l'approdo alle Generali per l'ingegnere è l'ultimo tassello di un progetto più ambizioso, che nel corso dell'ultimo anno lo ha visto conquistare posizioni strategiche nel mondo dell'industria, delle banche e della finanza. Simboli del potere o postazioni strategiche? I maligni sostengono che il Leone per il costruttore romano sia una rivincita «sociale», una questione di blasone. Un modo per liberarsi una volta per tutte da etichette fastidiose. Nello stesso modo andrebbe letta la vicepresidenza del Monte dei Paschi di Siena. La poltrona, ottenuta grazie a una partecipazione di oltre il 4%, sarebbe stata conquistata solo per fregiarsi del titolo di banchiere. Non a caso, sostengono sempre le male lingue, l'incarico cui Caltagirone tiene di più è la vicepresidenza dell'abi. Ma i conti non tornerebbero, in questa prospettiva, se consideriamo l'ascesa in Acea, dove Caltagirone a forza di acquisti sul mercato è diventato il secondo socio (dopo il Comune di Roma che ne controlla il 51%) con oltre il 10% delle azioni (malgrado i diritti di voto siano limitati all'8%), scavalcando i francesi di Suez-Gdf. Quale coccarda gli permetterebbe di appuntarsi sul petto l'investimento nella multiutility romana? La realtà sta probabilmente nel mezzo. Caltagirone continua a fare affari, come ha sempre fatto. Ma questa volta, oltre a CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Rassegna Stampa 14/06/

19 11/06/2010 Giornale delle Assicurazioni - N.6 - giugno 2010 Pag. 24 (diffusione:10000, tiratura:12000) mettere i denari, l'ingegnere ha deciso anche di scendere in campo in prima persona. Voglia di riflettori? Forse. Ma per un po' di gloria e qualche mostrina sulle spalle non si spendono più di 900 milioni di euro, che è la somma, agli attuali valori di Borsa, delle quote detenute da Caltagirone in Generali, Mps e Acea. La sensazione, piuttosto, è che a spingerlo sia stata la voglia di controllare il business, di gestire in maniera attiva gli investimenti. Di dirigere il gioco anche al di fuori del suo impero industriale, dopo anni passati a finanziare progetti da far dirigere ad altri. Un passo che dall'uomo più «liquido» d'italia, prima o poi, bisognava aspettarsi. La prima trimestrale II «potere romano» eredita comunque una macchina che ha già ripreso a camminare. Generali ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un utile netto di 527 milioni, quintuplicato rispetto ai 104 milioni di utile segnati nello stesso periodo del Salgono anche i premi, con una raccolta di 20,9 miliardi in crescita del 16,2%. Frutto, in particolare, dell'ottimo andamento del segmento vita, che ha beneficiato del miglioramento dei mercati finanziari e del contenimento dei costi. Il risultato operativo vita è salito a 866 milioni (+60,8%) contribuendo alla crescita del risultato operativo complessivo a milioni (+22%). Quanto alla solidità del gruppo, il patrimonio netto sale a milioni, dai milioni di fine L'indice di Solvency I (calcolato secondo le disposizioni dell'organismo di vigilanza italiano) si attesta al 129% e migliora di un punto percentuale rispetto a fine 2009, malgrado il capitale assorbito dall'elevata crescita nel segmento vita. «Nonostante il perdurare di un difficile contesto macroeconomico», ha spiegato Geronzi commentando la sua prima trimestrale, «il gruppo è stato capace di chiudere il periodo con un forte progresso, accentuando le strategie di lungo periodo e di diversificazione dell'operatività a livello territoriale e settoriale». Questi risultati, ha proseguito, «premiano la capacità d'innovazione e la competitivita del gruppo, dimostrando di essere in grado di migliorare la redditività e di corrispondere alle aspettative di una clientela diversificata». L'approvazione dei conti è stata l'occasione per Bollore di esprimere tutto l'entusiasmo per il nuovo assetto: «C'è unanimità su tutto, va tutto bene e in modo ragionevole». La governance? «Per un investitore estero è ottima». Il primo segnale del nuovo corso si è palesato nella busta paga di Geronzi. Stando a quanto riferito dal finanziere bretone la remunerazione del nuovo presidente delle Generali è stata ridotta rispetto a quella del suo predecessore. L'ex presidente di Mediobanca dovrà «accontentarsi» di 3,3 milioni. Più o meno la stessa cifra che prendeva a Piazzetta Cuccia. Vi sembra troppo? Lo stipendio di Bernheim si aggirava sui 5 milioni. I soci del Leone % Nomi Francesco Gaetano Caltagirone 2 % De Agostini 2,43% Mediobanca 14,72% Banca d'italia 4,48% BlackRock 2,94% Effeti 2,26% 1,7% Ferak Intesa Sanpaolo 1,4% InvAg 1,35% Fonsai 0,99% Benetton 0,96% Cassa naz.le forense 0,76% Commerzbank 1,05% Carige 1,36% Mps 1,49% Cariplo 1,52% Leonardo Del Vecchio 1,87% Petr Kellner 2,02% Fonte- Generali Foto: Imprenditori Foto: L'ascesa di Francesco Gaetano Caltagirone alla vicepresidenza di Generali ha coinciso con una svolta che è stata probabilmente discussa e meditata a lungo. Forse fino all'ultimo. La terza vicepresidenza concessa all'imprenditore romano rappresenta infatti il primo vero segnale di vita degli imprenditori privati delle Generali, che hanno cercato e ottenuto una rappresentanza nella governance finora negata. Foto: Come Mediobanca Difficile dire se sia stato Cesare Geronzi a favorire il nuovo corso nel rinnovo dei vertici del gruppo Generali. Fatto sta che i soci del Leone, questa volta, le azioni le hanno volute contare. E alla fine si è scoperto che quel 12,3% che i vari Caltagirone (2%), Mps (1,49%), Luxottica (1,87%), De Agostini (2,43%), Effeti (2,26%), Ferak (1,7%), Kellner (2,02%), Benetton (0,96%) hanno messo sul tavolo, non era poi così lontano da quel 14,72% con cui Mediobanca da sempre detta legge nel board di Trieste. Foto: Gestione operativa All'amministratore delegato GiovanniPerissinotto, che assume la qualifica di group ceo, è stata attribuita la guida e la gestione operativa in Italia e all'estero in sintonia con gli indirizzi stabiliti dal consiglio di amministrazione. Foto: Comitato esecutivo Nel comitato esecutivo di Generali, presieduto da Cesare Geronzi, oltre ai tre vicepresidenti e ai due amministratori delegati Sergio Balbinot e Giovanni Perissinotto, siederanno anche Leonardo Del Vecchio di Luxottica (sopra) e Lorenzo Pellicioli di De Agostini (in alto a destra). Minoranza CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Rassegna Stampa 14/06/

20 11/06/2010 Giornale delle Assicurazioni - N.6 - giugno 2010 Pag. 24 (diffusione:10000, tiratura:12000) salvaguardata La sorpresa-caltagirone ha preservato gli interessi della minoranza senza sconfessare le decisioni del comitato nomine di Mediobanca, che aveva scelto come vice l'amministratore delegato di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel (nella pagina a fianco), e il finanziere bretone Vincent Bollore (a lato), con una terza opzione per Giovanni Perissinotto, che avrebbe raccolto sotto di sé il doppio incarico di numero due e amministratore delegato. CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE - Rassegna Stampa 14/06/

Pagina 1 di 12 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 agosto 2012, n. 137 Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011,

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