La contabilizzazione dei derivati secondo i principi contabili nazionali

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1 Corso di Laurea Magistrale in Amministrazione, finanza e controllo Tesi di Laurea La contabilizzazione dei derivati secondo i principi contabili nazionali Relatore Ch.mo Prof. Carlo Marcon Laureando Riccardo Roux Matricola Anno Accademico 2013 / 2014

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3 INDICE INTRODUZIONE... 5 CAPITOLO 1: GLI STRUMENTI DERIVATI Le origini Le caratteristiche dei derivati Le principali tipologie di strumenti derivati e le finalità di utilizzo I mercati di negoziazione Il funzionamento dei derivati I Forward La copertura tramite Forward Le Opzioni La copertura tramite Opzioni Gli Swap Gli Interest Rate Swap (IRS) La copertura tramite IRS I Currency Rate Swap (CRS) L utilizzo dei derivati nelle imprese italiane CAPITOLO 2: LA RILEVAZIONE CONTABILE SECONDO I PRINCIPI NAZIONALI Asimmetria contabile fra principi nazionali e internazionali Il ruolo dell OIC Le informazioni da inserire in Nota Integrativa Le informazioni da inserire nella Relazione sulla Gestione Le rilevazioni contabili: principi attuali e possibili sviluppi Dalla separatezza alla coerenza valutativa Il D.lgs 87/1992 e i principi OIC utili per la definizione di una regola contabile Le regole di valutazione e contabilizzazione dei derivati non valutari

4 I derivati di copertura I derivati speculativi Le regole di valutazione e contabilizzazione dei derivati valutari I derivati di copertura Contratti a termine di natura speculativa La contabilizzazione dei derivati maggiormente utilizzati dalle imprese Rilevazione contabile di un contratto Future Rilevazione contabile di un Interest Rate Swap Rilevazione contabile di un Opzione Rilevazione contabile di un Currency Rate Swap CAPITOLO 3: UN INDAGINE EMPIRICA SULLA CONTABILIZZAZIONE DEI DERIVATI DA PARTE DELLE AZIENDE ITALIANE Introduzione Le caratteristiche del campione L analisi del campione CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA

5 INTRODUZIONE L aumento della complessità e del rischio di fluttuazioni improvvise delle variabili finanziarie presenti nei mercati ha portato le imprese italiane a negoziare degli strumenti che permettessero loro di coprirsi da questi rischi: i derivati. Con il presente lavoro, si intende affrontare il tema della mancanza di una normativa nazionale specifica in merito alla valutazione degli strumenti derivati da parte delle imprese che redigono il bilancio secondo i principi contabili nazionali. Rifacendosi alle parziali indicazioni fornite dal Codice Civile e alle normative integrative emanate dagli organismi professionali (OIC), si cercherà di individuare una linea guida di come le imprese dovrebbero rappresentare a bilancio questi strumenti. Lo studio verrà completato da un indagine empirica sulla trasparenza e sulla correttezza delle informazioni fornite a bilancio dalle aziende in possesso di strumenti derivati. L analisi sarà così presentata: nel primo capitolo verranno esposte le principali caratteristiche degli strumenti finanziari derivati descrivendo, con degli esempi, il funzionamento dei principali derivati presenti nei mercati e le loro finalità di utilizzo. Inoltre verrà presentata l evoluzione del contesto macroeconomico che negli anni ha favorito l utilizzo di questi strumenti nel mercato globale e in particolare nelle imprese italiane. Il secondo capitolo descriverà le informazioni relative ai derivati che devono essere inserite in Nota Integrativa e nella Relazione sulla Gestione e come questi strumenti dovrebbero essere contabilizzati in bilancio. Il terzo e ultimo capitolo sarà un analisi di come le società contabilizzano realmente gli strumenti derivati in loro possesso. 5

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7 CAPITOLO 1 GLI STRUMENTI DERIVATI 1.1 Le origini I derivati sono degli strumenti finanziari presenti nel mercato da diversi anni creati ed utilizzati, almeno inizialmente, per la copertura del rischio. I primi e rudimentali esempi di contratti derivati sono stati i cosiddetti Forward Contract su materie prime come cereali, legname e metalli. Questi contratti venivano utilizzati già a metà del 1700 dai contadini statunitensi, che dovevano portare il raccolto al mercato senza sapere a che prezzo l avrebbero venduto; poteva succedere che, in caso di scarso raccolto, il compratore fosse costretto a spendere cifre molto consistenti per poco prodotto o, al contrario, un eccesso di produzione avrebbe impedito al contadino di vendere tutta la merce e, data la deperibilità, il contadino poteva trovarsi costretto ad abbandonare l invenduto per strada. A causa dell insostenibilità della situazione, coltivatori e commercianti incominciarono a 7

8 stipulare dei contratti che prevedevano la consegna futura della merce ad un prezzo prefissato, garantendo al contadino un acquirente e al commerciante la quantità voluta di merce. Questa prima tipologia di contratti aveva nel complesso ridotto il rischio di impresa, ma non offriva alcuna garanzia sulla qualità minima che doveva avere la merce scambiata. I primi contratti ad incorporare questa garanzia, rendendo più sicure le transazioni, nacquero a metà del 1800 e furono scambiati alla borsa merci di Chicago. Erano nati i primi Futures che, oltre a tutte le garanzie che davano i precedenti contratti derivati, indicavano anche il luogo e il momento della consegna. 1 Il mercato dei derivati ha iniziato a manifestare la sua importanza dagli anni 70 del novecento a seguito, prima della caduta degli accordi di Bretton Woods che portarono ad un abbandono del sistema dei cambi fissi in favore di un sistema a cambi flessibili, poi della crisi petrolifera che andò ad innalzare il tasso di inflazione. La grande e sempre più crescente instabilità e volatilità delle variabili finanziarie (tassi di cambio, tassi di interesse, spinte inflazionistiche), associata all aumentata integrazione e globalizzazione dei mercati, ha mutato l atteggiamento degli operatori e delle aziende verso il rischio e l incertezza con un conseguente passaggio da una gestione passiva del rischio ad una gestione attiva e oculata finalizzata alla protezione della redditività e del valore aziendale. L ottica di gestione passiva del rischio era focalizzata sul fatto che esso fosse un elemento negativo e dannoso per l azienda che poteva portare a gravi danni al patrimonio. Rappresentava, di conseguenza, un elemento che andava in qualche modo eliminato o quantomeno minimizzato. L ottica di gestione attiva del rischio, invece, fa sì che esso venga visto non solo come un elemento che può provocare perdite, ma anche come un fattore che, se opportunamente gestito attraverso appositi strumenti, può portare a dei benefici aziendali e a possibili guadagni. L ottica del financial risk management ha prodotto un esponenziale crescita dell utilizzo degli strumenti finanziari derivati, utilizzati principalmente per 1 Come e quando nasce il derivato, 8

9 neutralizzare una parte del rischio presente in azienda, il rischio finanziario. Spesso, però, i derivati vengono negoziati a fini speculativi scommettendo sul ribasso o rialzo del prezzo del sottostante, dando la possibilità al possessore di realizzare profitti. È facile da intuire che, assumendo una posizione speculativa, si va ad acquistare uno strumento derivato che non andrà a compensare un rischio di segno opposto già presente in azienda, ma andrà invece ad aumentare il rischio totale dell attività. È importante ricordare che a fronte di un incremento del rischio, di pari passo, deve aumentare la possibilità di trarre profitto. È compito della figura aziendale che ricopre il ruolo di risk manager capire da quali rischi l azienda può trarre profitto e quali, invece, occorre trattare con maggiore cautela e, di conseguenza, porre in essere appositi strumenti di copertura, i derivati. Dai dati analizzati nel rapporto del General Accounting Office degli Stati Uniti del maggio 1994, emerge come, nel periodo che va dal 1989 al 1992, ci sia stata un esplosione nell utilizzo degli strumenti derivati, rilevandone una crescita nell utilizzo del 245%. Negli anni a seguire, quest impennata è andata via via diminuendo a causa del manifestarsi di diversi episodi di gravi dissesti causati dall utilizzo poco prudente di questi strumenti 2. Anche a fronte di una diminuzione della crescita del loro utilizzo, l Europa e gli USA hanno mantenuto sempre alta l attenzione e l interesse su questi strumenti (il valore del nozionale 3 dei soli contratti derivati Over the Counter si aggirava attorno ai miliardi di dollari all inizio del ) con l intento di riuscire a fornire una maggiore trasparenza e una maggiore tracciabilità dei loro scambi perché considerati elementi di grosso impatto sull economia mondiale e concausa della grande crisi. Dalle ultime analisi svolte dalla World Federation of Exchanges, il numero dei derivati nel 2013 è incrementato del 3% rispetto al 2012 raggiungendo circa 22 mila 2 Jean-Pierre Gourlaouen - Edizione italiana a cura di Maurizio Faroni, I nuovi strumenti finanziari: swap, futures, options e altri prodotti derivati, ETAS libri, 1993, pag.5 3 Il valore del nozionale rappresenta il valore dell attività sottostante a cui un derivato è legato. 4 Nuovi record mondiali per i contratti derivati OTC nel 2013, dicembre

10 miliardi di contratti scambiati come è possibile vedere dalla figura 1.1 e dalla tabella 1.1 sotto riportate. Figura 1.1. Worldwide Exchange Traded Derivatives (billion contracts) Fonte: Anno Δ% Americas ,7% Asia, Pacific ,7% Europe, Africa, Middle East ,5% Total ,2% Tabella 1.1. Worldwide Exchange Traded Derivatives (billion contracts) Fonte: 10

11 1.2 Le caratteristiche dei derivati Per poter comprendere appieno l importanza degli strumenti derivati all interno dei bilanci delle aziende è importante studiarne approfonditamente le loro caratteristiche e utilizzi. I contratti derivati sono degli strumenti finanziari il cui valore dipende dall andamento di una variabile a cui sono riferiti, denominata attività sottostante. L attività sottostante può essere di natura finanziaria (tassi di interesse, tassi di cambio, valute, titoli, indici di borsa, ecc.) o reale (si riferisce al valore di materie prime, metalli, merci, ecc.) ed è caratterizzata dall essere rischiosa, nel senso che il suo valore è variabile nel tempo. Lo schema contrattuale di base di uno strumento derivato prevede la stipulazione di un contratto per la negoziazione di un differenziale (cioè la differenza fra il prezzo a pronti del sottostante alla data di scadenza e il prezzo determinato dal contratto), oppure la vendita e l acquisto, ad una determinata data futura, del sottostante ad un prezzo predeterminato. 5 Altri importanti elementi da tenere in considerazione quando si parla di strumenti derivati sono i seguenti: il prezzo di consegna o strike price, che rappresenta il prezzo stabilito alla data di stipula del contratto per la consegna futura dell attività sottostante, la dimensione del contratto, che definisce la quantità di sottostante negoziata nel singolo contratto derivato, il prezzo spot, che rappresenta il prezzo corrente del sottostante, la data di consegna e le condizioni di consegna, che rappresentano rispettivamente la data in cui il contratto dovrà essere eseguito e le eventuali condizioni a cui la consegna dovrà avvenire. Un esempio semplificato di utilizzo di un derivato è il caso di un azienda che acquista materie prime provenienti dal settore agricolo al fine di rilavorarle e trasformarle in prodotti destinati ai consumatori. Succede sempre più 5 C.Mattiello G.Rebecca R.Spiller L.Triban, Derivati in bilancio, Guida pratico-operativa agli aspetti giuridici e contabili, problematiche fiscali e strategie di copertura, trattamento contabile secondo OIC e Ias/Ifrs, Il Sole 24 Ore, 2006, pag.3. 11

12 frequentemente, soprattutto nel caso in cui le materie prime abbiano un grosso valore intrinseco e siano difficilmente sostituibili con prodotti equivalenti, che l azienda debba decidere se acquistare le materie prime in futuro, pagandone il prezzo di mercato, oppure ricorrere alla stipulazione di un contratto derivato su una determinata quantità della materia in questione. Nel secondo caso l azienda negozierà uno strumento derivato il cui valore dipenderà dal sottostante (in questo caso il valore della materia prima), per coprirsi dal rischio che il prezzo del bene in questione salga. Il rischio risulterà coperto in quanto il prezzo di acquisto sarà svincolato dal prezzo di mercato. Prima di definire e spiegare il funzionamento delle diverse tipologie di derivati, è opportuno rammentare che questi contratti possono essere con scambio di capitale oppure senza scambio. La prima tipologia di strumenti prevede la facoltà o l obbligo, a scadenza del contratto, di vendere o acquistare il sottostante al prezzo stabilito alla data di stipulazione del derivato. La seconda tipologia, utilizzata solitamente nel caso in cui non c è l effettiva necessità della merce sottostante, ad esempio quando il derivato è utilizzato per speculazione, prevede che il capitale di riferimento non venga scambiato, ma venga utilizzato solamente come base di calcolo per il differenziale. Sarà poi solamente questo ad essere liquidato alla parte creditrice. 12

13 1.3 Le principali tipologie di strumenti derivati e le finalità di utilizzo Il mercato degli strumenti finanziari derivati si è sviluppato negli anni: si è passati dal settecento, quando gli strumenti derivati permettevano a contadini e commercianti di assicurare le loro transazioni, ad oggi, in cui, accanto ai più standard e semplici derivati, se ne sono affiancati altri con strutture più complesse, come i derivati esotici il cui valore dipende dalle più differenti variabili sottostanti o addirittura da più sottostanti, come i derivati sulle condizioni atmosferiche, derivati energetici ecc.. Coerentemente con lo scopo di questo elaborato, si analizzeranno solamente i derivati più semplici, in quanto strumenti più complessi difficilmente sono utilizzati dalle imprese non finanziarie e, in particolar modo, dalle imprese industriali e commerciali italiane. Gli strumenti finanziari derivati si distinguono in due principali macro-categorie, i contratti derivati simmetrici e quelli asimmetrici. Gli strumenti simmetrici sono così denominati in quanto le controparti hanno tutte e due le stesse facoltà e gli stessi obblighi da rispettare: per esempio, a scadenza del contratto, uno dei contraenti è obbligato ad acquistare una certa quantità di merce ad un determinato prezzo, mentre l altro è obbligato a vendere la stessa quantità al prezzo stabilito. La simmetria delle posizioni può inoltre essere vista dal lato puramente economico, infatti, se un soggetto ottiene un guadagno dal contratto, la controparte rileva una perdita per lo stesso importo. I tipici contratti derivati simmetrici sono i seguenti: A. Forward: i forward sono degli accordi per comprare o vendere un attività in una certa data futura per un prezzo predeterminato. Solitamente questi strumenti vengono negoziati fuori borsa tra un istituzione finanziaria e i suoi clienti. Sia nel caso in cui il forward preveda o meno lo scambio di capitale, il sottostante può essere qualsiasi elemento di natura reale (oro, petrolio, 13

14 materie prime, ecc.) o di natura finanziaria (tassi di interesse, titoli, tassi di cambio, ecc.); B. Futures: i futures hanno le stesse caratteristiche negoziali degli strumenti forward, con l unica differenza che sono quotati in un mercato regolamentato e quindi soggetti a restrizioni e ad un apposita normativa; C. Swap: gli swap sono degli strumenti negoziati sui mercati non regolamentati attraverso i quali le parti coinvolte si impegnano a versare alla controparte, a scadenze concordate, dei flussi finanziari calcolati in funzione di una determinata attività sottostante. Le più comuni tipologie di swap utilizzati dalle imprese sono le seguenti: I. IRS: gli Interest Rate Swap prevedono che le controparti si scambino flussi finanziari futuri calcolati su un dato capitale nozionale, in periodi prefissati. Per determinare l importo da versare, una parte utilizza un tasso di interesse fisso per tutte le transazioni, mentre l altra utilizza un tasso di interesse variabile. Questa tipologia di swap è utilizzata infatti per convertire le passività e le attività presenti a bilancio da un tasso fisso ad uno variabile, o viceversa. II. CS: i Currency Swap, a differenza degli IRS, prevedono lo scambio di flussi finanziari denominati in diverse valute. La forma più semplice di Currency Swap prevede che, dato un certo ammontare di capitale nozionale rappresentate un debito o un credito in valuta, le parti coinvolte si scambino, nei periodi prefissati, dei flussi di cassa corrispondenti agli interessi e al capitale. Diversamente rispetto agli strumenti simmetrici, negli strumenti asimmetrici, o anche definiti option based, non si ha una specularità delle prestazioni: a fronte di un obbligo da parte di un soggetto di eseguire la prestazione richiesta dal contratto, l altro, avrà la facoltà di decidere o meno se esigerla. In questo caso, il titolare dell opzione potrà decidere di esercitare la prestazione solamente nel caso in cui questa gli permetterà di realizzare un profitto, annullando il rischio di dover dare 14

15 esecuzione al contratto nel caso in cui per lui non sia conveniente. L esistenza di questo sbilanciamento fra le posizioni viene accettata dalla parte sfavorita a fronte di un compenso monetario chiamato premio che viene trasferito dall acquirente dell opzione al venditore. Questo compenso viene versato immediatamente al momento dell acquisto dell opzione e calcolato in funzione della possibilità che questo diritto venga esercitato o meno alla scadenza. Tanto più c è la possibilità che questo diritto venga esercitato, sfavorendo il venditore, tanto più il prezzo a cui l opzione verrà venduta sarà elevato. Le opzioni si distinguono in due diverse tipologie: I. Opzioni call: le opzioni call danno la facoltà al possessore di acquistare il sottostante alle condizioni definite dal contratto e l obbligo della controparte di venderlo; II. Opzioni put: le opzioni put danno al possessore la facoltà di vendere il sottostante alle condizioni definite dal contratto e l obbligo alla controparte di acquistarlo. Le opzioni si possono suddividere ulteriormente in opzioni americane e opzioni europee. Le prime prevedono che il diritto di esercizio possa essere esercitato in qualsiasi momento fino alla scadenza; per quanto riguarda le seconde, invece, tale diritto può essere esercitato solo contestualmente alla data di scadenza. Anche le opzioni, come i contratti forward, possono fare riferimento ad una grande varietà di sottostante: esistono quindi opzioni su valuta, sui tassi di interesse, sui titoli, su merci, sugli indici, ecc.. Gli strumenti derivati possono essere utilizzati dalle aziende in diversi modi a seconda delle esigenze e delle strategie che l operatore vuole creare. Come abbiamo già accennato, i derivati possono essere utilizzati come strumento di copertura (hedging) di uno specifico rischio a cui l attivo o il passivo di stato patrimoniale è sottoposto (ad esempio, il rischio di una variazione dei tassi di interesse, dei tassi di cambio o del prezzo dei titoli). In sostanza, l utilizzo di un derivato come copertura permette di fare i modo che i guadagni (o perdite) legati all elemento coperto siano compensati dalle perdite (o guadagni) derivanti dall andamento del derivato. 15

16 I derivati possono anche essere utilizzati con finalità di speculazione. La speculazione prevede che l acquisto dello strumento non venga fatto in funzione di copertura di un rischio, ma in base alle aspettative future di profitto calcolate sulla base di come varierà il prezzo del sottostante. In particolare, lo speculatore acquista derivati con quotazione bassa per poi rivenderli quando il loro valore è più elevato, guadagnando la differenza fra il prezzo di acquisto e quello di vendita, oppure, vende al prezzo spot i contratti in suo possesso per ricomprarli a termine, quando il prezzo è più basso. Come per gli altri strumenti finanziari, la vendita e l acquisto di derivati a fini speculativi si fonda su delle aspettative più o meno probabili di rialzo o ribasso dei prezzi. Con l acquisto di un derivato, lo speculatore si assume un rischio (diversamente da quanto accade se si mette in atto una copertura): ha infatti sia la possibilità di ottenere degli alti guadagni, ma allo sesso tempo potrebbe andare incontro a delle forti perdite. L ultima tipologia di operatori che si possono trovare sul mercato dei derivati sono gli Arbitraggisti: soggetti alla ricerca di profitti a rischio zero guadagnabili con la sola attività di negoziazione di strumenti finanziari. Gli arbitraggisti, entrando simultaneamente in transazioni su due o più mercati, traggono vantaggio dai disallineamenti dei prezzi dei titoli, ad esempio, potrebbero acquistare derivati sul mercato europeo e rivenderli immediatamente su quello americano se la quotazione è maggiore. Questo tipo di attività si svolge in un lasso di tempo molto breve, infatti, appena gli arbitraggisti iniziano ad acquistare titoli su un mercato, ne causano l aumento del prezzo e, sul mercato in cui questi vengono rivenduti, il prezzo scende portando ad una nuova situazione di equilibrio in cui i prezzi diventano uguali in entrambi i mercati. 16

17 1.4 I mercati di negoziazione I derivati vengono negoziati in mercati regolamentati, i Mercati di Borsa, oppure scambiati in mercati non regolamentati, comunemente chiamati Over the Counter (OTC). I mercati regolamentati sono soggetti ad una particolare disciplina e normativa che monitora l attività dei soggetti che vi operano e definisce le caratteristiche e i prezzi che devono avere i contratti per essere scambiati. Per questa ragione, i derivati che vengono negoziati all interno di questi mercati hanno delle caratteristiche standardizzate riguardo al prezzo di scambio, al valore del sottostante, alle condizioni di negoziazione, alla qualità della merce e alle scadenze o termini di consegna. Ciò comporta una limitazione assai notevole alla varietà delle specificità concretamente applicabili a questi contratti, con l effetto di porre delle grosse limitazioni alle esigenze dei soggetti che ne vorrebbero fruire; ogni individuo infatti ha differenti esigenze da coprire che non sempre sono soddisfabili attraverso prodotti standard. A differenzia dei mercati Over the Counter, nei mercati regolamentati le negoziazioni non possono essere fatte direttamente dalle parti interessate. L acquirente e il venditore del contratto devono affidare l ordine di comprare o vendere lo strumento a determinati soggetti abilitati ad operare in borsa, i broker. Il prezzo dello strumento oggetto della negoziazione non viene deciso in maniera autonoma dalle controparti, bensì si forma secondo la legge della domanda e dell offerta e varia in funzione della quantità di operatori che desiderano vendere o acquistare quella determinata tipologia di contratto. Nel caso in cui nel mercato ci sia una grande quantità di acquirenti e pochi venditori il bene risulterà scarso, per cui il prezzo che gli acquirenti saranno disposti a pagare per avere il bene sarà maggiore. All opposto, nel caso in cui ci siano più venditori che acquirenti, il prezzo di equilibrio sarà minore. La borsa, per evitare forti variazioni dei prezzi dei beni scambiati causati da eccessi speculativi dannosi per il mercato, potrà fissare dei limiti di prezzo (massimi o minimi) 17

18 per la negoziazione di ogni determinata tipologia di contratto. Ogni qualvolta il prezzo di una data tipologia di contratti supera uno dei limiti, le contrattazioni vengono sospese per tutto l arco della giornata. Attraverso una rigida regolamentazione si cerca di fare in modo che le transazioni che avvengono nei mercati regolamentati siano il più sicure e trasparenti possibile, minimizzando i rischi a cui le controparti sono sottoposte. Uno dei rischi che riescono ad eliminare, ad esempio, è la possibilità che gli investitori non vogliano mantenere l impegno preso attraverso il contratto derivato oppure, non abbiano le risorse finanziarie sufficienti, provocando un danno non solo per la controparte ma anche per la fiducia complessiva nel mercato. La borsa ha adottato diverse cautele e norme al fine di minimizzare il rischio di insolvenza della controparte. Uno dei più importanti strumenti che rispondono a questo fine è rappresentato dai depositi di garanzia. Ogni soggetto che entra nel mercato regolamentato dei derivati deve, attraverso il supporto di un broker, versare un determinato ammontare denominato margine iniziale, calcolato in proporzione al valore dello strumento negoziato, che sia esso acquistato o venduto, in un conto deposito. A partire dalla data chiusura della borsa del giorno in cui il contratto è stato negoziato fino alla sua scadenza, il valore del conto di deposito dell acquirente e quello del venditore vengono aggiustati per tener conto dei profitti o delle perdite giornaliere registrate. Un ulteriore cautela presa dalla borsa è quella di fissare dei margini di mantenimento minimi (che possono essere eventualmente aumentati dal broker coinvolto nella negoziazione) che rappresentano l ammontare minimo di denaro che dev essere sempre presente nel conto al fine di mantenere l integrità del margine iniziale. All investitore, nel caso di perdite di valore dello strumento che vanno al di sotto del margine di mantenimento, viene chiesto di reintegrare il conto, riportando il saldo al valore iniziale entro la fine del giorno successivo, pena la chiusura della posizione del cliente da parte del broker. I valori del margine iniziale e del margine di mantenimento vengono fissati dalla borsa in funzione della variabilità del prezzo del sottostante: minore sarà la variabilità, 18

19 minore sarà il margine richiesto dalla borsa per quella determinata tipologia di contratti. Solitamente il margine di mantenimento è circa il 75% del margine iniziale. L organizzazione dei mercati regolamentati è composta da un altro importante elemento che garantisce la solvibilità delle parti coinvolte nelle transazioni, la Cassa di Compensazione o Clearing House. Quest organo di borsa, il cui compito principale è quello tenere conto di tutte le transazioni avvenute durante il giorno, è composto da diversi soci che agiscono come controparte sia dell acquirente sia del venditore assicurando e garantendo la regolare esecuzione dei contratti. Per il corretto funzionamento di quest organo, ogni membro deve avere un proprio conto deposito presso la clearing House stessa che verrà regolato giornalmente rilevando le eventuali perdite (che dovranno essere reintegrate) o guadagni (che potranno essere prelevati) relativi a tutti i contratti sotto la sua gestione. 6 I mercati Over the Counter sono dei mercati fuori borsa dove vengono trattati titoli e strumenti finanziari di ogni genere. In questi mercati non si negoziano strumenti di compravendita standardizzati e quindi soggetti a tutte le regolamentazioni e restrizioni dei mercati borsistici bensì, i contratti sono personalizzati in relazione alle esigenze dei contraenti che ne decidono liberamente tutte le caratteristiche. A fronte del vantaggio della personalizzazione delle caratteristiche contrattuali, i mercati OTC presentano alcune limitazioni rispetto a quelli regolamentati: essi sono soggetti ad un maggior rischio di liquidità e di credito a causa della mancanza di un soggetto garante, di una precisa regolamentazione e di un mercato secondario 7 dove dismettere l investimento. Per tali ragioni, i derivati scambiati in questi mercati sono in media più costosi che quelli scambiati sui mercati regolamentati. Inoltre, bisogna ricordare che effettuare degli scambi nei mercati organizzati 8 ha il vantaggio di avere un prezzo ufficiale di 6 Per un maggior approfondimento: John C.Hull, Opzioni, Futures e Altri Derivati, Ottava edizione, Pearson, 2012, pag Sul mercato finanziario secondario sono trattati i titoli già in circolazione che possono essere negoziati fino alla scadenza. Tutti i titoli nascono nel mercato finanziario primario e, dopo l'emissione e il collocamento, passano al mercato secondario che raccolte tutte le operazioni successive all'asta. 8 Il mercato organizzato è un mercato gestito da una apposta società che istituisce un regolamento nel quale vengono dettate appunto le regole di funzionamento del mercato stesso, gli strumenti ed i 19

20 riferimento per ogni tipologia di strumento negoziato, elemento mancante nei mercati OTC. Per quanto riguarda le dimensioni dei mercati dei derivati, il mercato OTC risulta nettamente più grande rispetto al mercato borsistico. Da un analisi effettuata dalla Consob relativa alle dimensioni dei mercati finanziari, si stima che nel 2012 il valore mercato degli strumenti derivati OTC era dieci volte superiore al mercato dei derivati negoziati in borsa, con dei valori rispettivamente di miliardi di dollari per quello OTC, mente quello dei derivati negoziati in borsa si fermava ad appena miliardi di dollari (Figura 1.2). Figura 1.2. Valore nozionale lordo degli strumenti finanziari derivati nelle principali economie avanzate (consistenze di fine periodo; miliardi di dollari Usa) Fonte: soggetti ammessi alle negoziazioni e le modalità stesse di negoziazione. Un esempio di mercato organizzato è la Borsa Italiana S.p.a. 20

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