N. 35 C O N S I G L I O C O M U N A L E. Seduta pubblica del 8 novembre 2005

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1 N. 35 C O N S I G L I O C O M U N A L E Seduta pubblica del 8 novembre 2005 CDVI MOZIONE 01239/2005/IMI PRESENTATA DA CONS. A.N., IN MERITO A NUOVA VERSIONE DELL AFFRESCO DI RENZO PIANO. MOZIONE 01257/2005/IMI PRESENTATA DA CONS. MARGHERITA, D.S., COMUNISTI ITALIANI, GRUPPO MISTO, IN MERITO A AFFRESCO DI RENZO PIANO. INTERPELLANZA 01060/2005/IMI PRESENTATA DA CONS. COSMA SALVATORE, IN MERITO A SVILUPPO PIANO REGOLATORE PORTUALE AFFRESCO-BIS. (continuazione e fine della discussione) Il Presidente ricorda che la discussione delle iniziative consiliari in oggetto è iniziata nella seduta consiliare del 25 ottobre ed è riportata in appendice con il n. CCCXC. MOZIONE N Il Consiglio Comunale, IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

2 a relazionare in tempi brevi in merito alla nuova versione dell Affresco di Renzo Piano. Firmato: Bernabò Brea (A.N.) In data: 30/09/2005. MOZIONE N PREMESSO CHE Il tema delle infrastrutture, del loro impatto sulle comunità e sulle città, della loro utilità relativa è divenuto decisivo per il futuro sia sul versante dello sviluppo, sia su quello della qualità dell ambiente e della vita. Sulla gestione dei conflitti collegati a questo tema si misura oggi buona parte della politica della nostra Regione. In particolare sul progetto di water front cui sta lavorando Renzo Piano si gioca oggi una partita decisiva per il rilancio o viceversa per il declino- di Genova e della Liguria. La Liguria è oggi ad un bivio tra modernità e declino. Da una parte c è uno scenario possibile fatto di declino demografico, invecchiamento della popolazione, comode sicurezze domestiche, piccoli e medi interessi familiari, difesa dei confini dai foresti, conservazione a volte travestita da difesa dell ambiente. Per questa Liguria non sono importanti la competizione, l apertura dei mercati, le reti di collegamento, le nuove tecnologie, l internazionalizzazione. Un futuro diverso è però possibile. La Liguria e Genova sono state nei secoli motore di sviluppo, ricerca di nuove frontiere, coraggio dell innovazione e dell intrapresa non a discapito dell ambiente naturale, modellando i luoghi senza paura, ma con grandi idee progettuali e realizzative. Si pensi solo alla terrazze delle Cinque Terre o alle grandi opere portuali del bacino di Genova. Noi sogniamo per la Liguria una nuova fase di sviluppo che la renda aperta e competitiva, moderna e innovativa, di nuovo giovane e coraggiosa. Siamo convinti che sia più dannoso per l ambiente uno stillicidio di piccoli progetti sconnessi, mediocri e improvvisati, piuttosto che una sola grande idea dotata di visione. Per questo l affresco di Piano assume oggi il carattere di snodo verso un nuovo modo di intendere lo sviluppo e diventa paradigma della risposta di una comunità alle sfide dei tempi nuovi.

3 Abbiamo da una parte i nuovi traffici del lontano Oriente che inondano come una marea crescente il Mediterraneo attraverso Suez. Enormi potenzialità di sviluppo per i Porti liguri e per l economia nazionale che oggi sfuggono verso il mare del Nord. Dall altra una domanda crescente di qualità della vita, di riqualificazione delle città, di turismo di qualità, di cultura e di ambiente, di verde e di tecnologie avanzate. L affresco di Renzo Piano ha alla base la volontà ambiziosa di trasformare la scelta tra sviluppo ed ambiente in una collaborazione positiva senza rinunciare a nessuno dei due. La domanda di fondo che contiene è: come raddoppiare il porto senza distruggere la città, ma anzi migliorandola? Per questo al di là delle singole e specifiche previsioni del progetto- sarebbe una vera sfida perduta se Genova perdesse l opportunità di programmare il proprio futuro IMPEGNA LA GIUNTA 1. a favorire lo sviluppo armonico tra la città e il suo porto, con l obiettivo di espandere i traffici portuali senza penalizzare la città ma, anzi, prendendo questa occasione per contribuire fattivamente ad una idea più complessiva dello sviluppo al fine di territoriale compatibile con l ambiente e la vocazione turistica insita nelle nostre coste marine; 2. a favorire in ogni modo il raccordo tra le previsioni attuali e parziali del Piano Regolatore Portuale e l idea organizzativa progettuale del futuro, proposta da Piano, attraverso uno sforzo di dialogo con gli operatori del settore, che consenta di gestire il presente senza però dimenticare il futuro; 3. a studiare ed istituire organismi di analisi e confronto aperti a istituzioni, soggetti interessati ed a rappresentanze di cittadini, per l esame e la risoluzione delle problematiche legate allo sviluppo del progetto di riorganizzazione del waterfront così come già avviene mediante l Agenzia Porto Città. Firmato: Gronda, Lo Grasso, Striano (Margherita), Fedrazzoni (D.S.), Delogu (Comunisti Italiani), Cosma (Gruppo Misto). In data: 13 ottobre 2005.

4 INTERPELLANZA N Il sottoscritto Salvatore Ottavio Cosma, Consigliere Comunale del Gruppo Misto, INTERPELLA LA S.V. ILL.MA per conoscere come si sta sviluppando il piano regolatore portuale e quali varianti sono proposte se ci sono allo stesso, con riferimento all affrescobis del waterfront genovese rielaborato dall architetto Piano. Firmato: Cosma (Gruppo Misto) In data: 23/05/2005. *8$67$9,1235(6,'(17( Le mozioni nn e 1257 e l interpellanza n sono già state illustrate nel precedente consiglio, così come gli ordini del giorno. Vi ricordo che abbiamo rimandato la discussione perché la situazione in aula non era completamente tranquilla e rispetto all esposizione delle iniziative e, in particolare, degli ordini del giorno c era stata poca chiarezza. '(/3,12'6 I due ordini del giorno che avevamo sottoscritto in relazione alle due mozioni che avevano attinenza con il cosiddetto affresco di Piano, sono semplicemente delle sottolineature, una delle quali era rivolta all interno e l altra all esterno. La prima riguarda il nostro ordinamento e che spessore vogliamo dare alla questione porto, al settore della logistica e al settore marittimo portuale nel nostro ordinamento. Noi chiediamo direttamente al Presidente del Consiglio, mentre si sta redigendo il nuovo regolamento del Consiglio Comunale e si discute anche su come dovranno essere organizzate le commissioni e il relativo lavoro, nelle norme transitorie venga comunque evidenziata questa materia o con la commissione specifica o, in un altra commissione. Nel frattempo chiediamo anche che al più presto sia convocata una commissione consiliare che discuta ampiamente su questi temi. Questa è la prima richiesta. La seconda richiesta, che era già stata illustrata, riguarda l esterno, cioè l attenzione che devono avere gli altri a livello statuale e a livello europeo verso questo comparto in ragione del fatto, noto a tutti ed è persino una banalità rilevarlo in questa sede, che se l economia si sviluppa il comparto marittimo portuale e la logistica si sviluppano in maniera

5 molto superiore, per cui è un settore sul quale ci deve essere attenzione anche per quanto riguarda i flussi finanziari, facendo sì che il nostro sistema portuale sia sullo stesso piano non dico dei porti del nord, perché sarebbe quasi utopico, ma per lo meno con il sistema portuale mediterraneo della Francia e della Spagna, chiedendo quindi che ci vengano dati i dovuti finanziamenti perché nella Finanziaria 2006 c è anche un taglio alle autorità portuali che, peraltro, c è già stato in corso d opera e prima della precedente Finanziaria. Chiediamo quindi che tutti i nostri deputati liguri, di qualsiasi appartenenza, abbiano attenzione verso questo approvvigionamento di risorse che posa, in qualche modo, rendere sicuro il flusso finanziario per il nostro sistema portuale. *521'$0$5*+(5,7$ Approfitto anche per non illustrare l ordine del giorno già presentato la volta scorsa essendo stato già così largamente condiviso con le forze di maggioranza. Ringrazio ulteriormente anche per il fatto che poniamo ancora l accento su questo argomento a testimonianza che ne abbiamo veramente tanto bisogno. Credo che sentiamo profondamente il bisogno di avere un dibattito in Consiglio Comunale; non un dibattito sporadico o provocato da un urgenza o da una tematica immediata. Del resto abbiamo un piano regolatore ma la commissione, non me ne voglia il consigliere preposto alla presidenza della commissione, si è riunita ben poche volte in questi tre anni. Eppure c è un piano regolatore vigente e credo che, come Consiglio Comunale, abbiamo l esigenza di seguire passo passo l evoluzione di questo piano regolatore, sia come amministratore che come Consiglio Comunale propriamente. Sono intimamente convinto che il porto non lo si debba considerare solo ed esclusivamente una proprietà di chi vi opera in senso esclusivo. Nel tempo abbiamo avuto un evoluzione notevole nel porto e, per fare un esempio, cito l apertura dei cancelli e l apertura del porto antico, cosa che reputo un momento storico per la nostra città. Questo dà appunto sfogo alla città nel porto, ma dopo aver aperto questi cancelli penso che si debba fare molto di più perché si concretizzi una completa sinergia fra la città e il suo porto. L obiettivo è quello di considerarlo un unica realtà e non due città o, comunque, due ambiti interconnessi fra di loro. A Genova, quando si parla di porto e di come è strutturato, è un po come parlare della nazionale di calcio. Siamo cioè un po tutti commissari tecnici e tutti pensiamo di avere qualcosa da dire; tutti reputiamo di avere notizie e qualcosa da proporre all amministrazione al riguarda e anche a coloro che vi operano. Però, come spesso accade, così come quando ci raffrontiamo alla nazionale di calcio, credo che spesso non abbiamo tutti queste conoscenze

6 tecnico-tattiche per vedere come possa evolvere veramente il nostro porto. E altresì da dire che i cosiddetti operatori e tutti coloro che hanno degli interessi nel nostro ambito portuale contribuiscano, a volte anche in maniera improvvida, ad alimentare questa stravagante confusione. La definisco stravagante da uomo della strada, non ovviamente da amministratore, però l uomo della strada la vive in questo modo. Infatti confrontandosi e partecipando a convegni è veramente difficile farsi un idea precisa di un mondo così variegato che propone una tale molteplicità di funzioni e attività da rendere arduo formulare ipotesi di sviluppo economico in senso armonico. E corretto però parlare di sviluppo, così come testè ricordato, quando da più parti si critica proprio la netta volontà di molti operatori di mantenere lo status quo? Ma qual è lo status quo? Credo che se è così ci poniamo in contrapposizione con la enorme evoluzione di tutti i porti del Mediterraneo e la previsione di un notevole boom di transiti nei nostri mari nei prossimi anni. Spesso mi è capitato di provare ad approfondire i numeri del porto. Noi, consiglieri comunali, veniamo anche informati attraverso riviste come il mensile di informazioni dell attività portuale di Genova, se vado a vedere i grandi numeri determino che siamo a un decremento, nell ultimo anno, del 4,9% riguardo al flusso dei contenitori nel nostro porto e a un decremento del 2,6% del traffico complessivo, a fronte di un complessivo aumento del resto dei porti d Italia e del Mediterraneo. Ovviamente ci riferiamo a questi e non ai porti del Nord Europa dove, ovviamente, la proporzione sarebbe diversa ma non sarebbe neppure rapportabile. Ho citato queste cifre perché anche su queste, per l uomo della strada, c è un po di confusione perché sono cifre in termini assoluti; d altro canto se parliamo in termini relativi il porto non ci viene presentato in questa maniera, anzi. Credo, poi, che i numeri vadano anche un po interpretati e questo, purtroppo, un po mi spaventa dal punto di vista dell amministratore perché non dobbiamo interpretare i numeri ma dobbiamo leggerli e dargli una proporzione. A livello romano è ormai da molto tempo che si è intrapresa la strada per una profonda riforma della legge n. 84. Credo che ci sia da scongiurare la iattura per cui questa legge venga approvata per la fine di questa legislatura perché si tratterebbe di una legge veramente poco costruita e poco dibattuta, con il rischio che da una gatta frettolosa nascano dei gattini ciechi. C è bisogno di un dibattito a 360 perché è necessario che la cosiddetta economia del mare diventi definitivamente un punto di forza per ridare competitività al nostro paese. La politica deve trovare ancor più le forze per approntare tutti i percorsi virtuosi necessari ad un definitivo decollo dell attività portuale e non solo nella nostra Regione e non solo reputandolo un porto della nostra Regione o, comunque, solo un porto della nostra città.

7 Allora, in questo quadro, come non pensare al sogno di Renzo Piano come ad un invito impedibile per entrare nel futuro di tutti noi. La storia dell affresco ci ha appassionato molto poco in questo periodo ma ne dobbiamo parlare come una divisione prospettica con molti punti di eccellenza ed alcuni aspetti critici che giustamente e doverosamente dobbiamo affrontare anche in quest aula. Quel che è certo è che come l Autority si è dotata da un agenzia preposta allo studio e allo sviluppo di tale progetto anche noi dobbiamo prenderne coscienza non solo per l evoluzione del porto stesso ma anche perché dobbiamo pensare alla sua evoluzione compatibile inserita nel nostro contesto cittadino. Il momento è questo, non possiamo più aspettare e incartarci nell atroce dilemma del binomio infrastrutture-porto o su chi debba partire prima. Il futuro è oggi, non domani. %(51$%Ñ%5($$1 Voglio ringraziare il Sindaco che ha reso possibile questo ulteriore intervento sulle mozioni ancorché le avessimo già esposte. Voglio solo riepilogare brevemente quanto ho già anticipato. Siamo arrivati alla terza versione dell affresco dell architetto Piano e a parte alcuni tratti gettati a grandi linee il piano continua ad essere abbastanza oscuro e oscuri continuano ad essere soprattutto certi dettagli non certo minori ma importantissimi per il futuro di Genova. Faccio riferimento, ad esempio, al Levante genovese e alla zona della Foce per i quale era stato presentato, a suo tempo, un progetto conflittuale e ora non è che io difenda ora questo progetto di cui, tra l altro, avevo appreso solo dalla stampa cittadini e di cui non ho la possibilità di esprimere un giudizio, positivo o negativo che sia, ma che comunque conteneva un idea diversa. Altri problemi di questo tipo sicuramente esistono e vano a mio avviso risolti prima di poter esprimere un giudizio autentico sull affresco. Resta comunque, a nostro avviso, la mancanza di un rapporto aperto tra l architetto Piano che ha fatto questo grande disegno e la città. In questo senso si sono pronunciati con grande precisione sia l ordine degli architetti (sono note a tutti le dichiarazione del Presidente, a nostro avviso assolutamente condivisibili), sia gli operatori portuali, quando negli ultimi incontri mi è sembrato che per bocca del presidente dell agenzia per il Waterfront sia stato detto che gli operatori portuali vogliono una cosa e lo studio Piano ne prevede un altra. Ci sarebbero, quindi, visioni assolutamente lontane e mi auguro che il Sindaco possa darci delle ulteriori informazioni. Certo che la conoscenza che abbiamo di questo piano resta veramente lacunosa e quando lei, Signor Sindaco, dice che è un problema tecnico complesso e che non possiamo certo interessarcene noi, come consiglieri comunali, mi lascia sinceramente molto

8 perplesso perché l affresco è un problema sicuramente politico anche nei suoi aspetti che attengono al levante, al porto o all aeroporto di cui, a nostro avviso, si deve discutere ampiamente in Consiglio Comunale. Mi auguro che a questo dibattito sulla terza versione dell affresco possano poi seguire altri dibattiti, sia in commissione che in Consiglio, per chiarire i tanti aspetti che restano oscuri. Per quanto riguarda gli ordini del giorno si esprimerà il collega Murolo. 1$&,1,35& Anch io voglio ringraziare il Sindaco che ha rimandato la discussione ad oggi e anche i presentatori della mozione che oggi è messa in discussione e ci dà la possibilità di poter discutere di questa ipotesi di affresco già presentato circa un anno e mezzo fa alla città e presentato anche in Consiglio Comunale e mai discusso nelle sedi proprie, intendendo con ciò la commissione istituzionale permanente del Porto che ci potrebbe anche permettere di entrare non solo nel metodo della discussione ma soprattutto nel merito. Noi abbiamo presentato questo ordine del giorno per due motivi principali: intanto ringraziamo anche l architetto Renzo Piano che ci fa discutere di un progetto che, per noi, quando è stato iniziato il percorso, è stato certamente una cosa diversa nel senso che come metodo doveva essere presentato dalle istituzioni e invece è stato presentato da una singola persona, altamente qualificata, ma che all interno delle istituzioni non aveva ancora, a quel momento, la copertura politica di questo affresco. La cosa principale è che sul problema del metodo crediamo sia profondamente giusto, una volta tanto, che ci sia una programmazione urbanistica della città e dello sviluppo del porto consona a tutta la città e non soltanto, come abbiamo vissuto fino ad oggi, con un riempimento a Ponente, uno a Levante e così via. Crediamo sia giusto che la città sappia decidere e discuta su questa cosa, tenendo presente che sia messo al primo punto proprio la cittadinanza, la vivibilità dei cittadini e il suo rapporto di sviluppo, sia urbanistico che dell efficienza del porto. La seconda cosa, infatti, è l efficienza del porto. Già prima il consigliere Gronda, nel suo intervento, nella presentazione della mozione lo diceva. Noi abbiamo un efficienza portuale di 0,88 container per mq, quando a livello europeo ma anche in Italia (cito La Spezia che è molto vicino a noi) il parametro è quasi di 3 container ogni mq. Noi chiediamo, con forza, che prima di causare ulteriori sacrifici al nostro territorio e alla nostra città, oltre a quelli già programmati dal piano regolatore portuale votato nel 2001, si riesca a sfruttare le aree attualmente libere all interno del porto perché, secondo noi, con questo studio sull efficienza, con i riempimenti del sesto modulo a Voltri presenti nel piano

9 regolatore portuale, avremo una potenzialità di superare addirittura i di Teu nel Per questo chiediamo che sia costruita una commissione che vada proprio a studiare l efficienza delle nostre aree che oggi non sono assolutamente sfruttate. La terza cosa che chiediamo nel nostro ordine del giorno riguarda la partecipazione, cioè che ogni cittadino si esprima sulla proposta di Piano, approfondendo altresì lo studio nell apposita commissione. Il vero problema, però, è lo smaltimento pertanto quando si fa un discorso complessivo bisogna farlo sulle infrastrutture per cui deve essere potenziato il nodo ferroviario genovese con le attuali tracce che sussistono, in particolare il collegamento della bretella di Genova-Voltri con Fegino per avere uno smaltimento diretto verso la cosiddetta Padania e, in contemporanea, l uso della ferrovia a livello costiere come metropolitana. &267$), Abbiamo avuto modo, quando è stata presentata la mozione, di esprimere i nostri convincimenti, che sintetizzo. Ringraziamo le istituzioni Regione, Provincia e Comune e i suoi vertici che hanno consentito all architetto Renzo Piano di elaborare questo progetto, questa speranza per la città che noi interpretiamo come un progetto dal quale cogliere gli aspetti più funzionali allo sviluppo economico e produttivo di Genova. A questo punto va dato un chiaro ricordo e un ringraziamento a tutte le istituzioni, per prima la Giunta Regionale di Biasotti, e a tutti gli interventi diretti del nostro Governo che ha già investito e dato risorse affinchè la città e il porto di Genova avessero le risorse per migliorare le potenzialità. Su questo ho dato un riconoscimento anche al Signor Sindaco e al presidente della Provincia perché responsabilmente hanno dato atto a questo progetto. C è però da parte mia una forte preoccupazione perché noi abbiamo bisogno di sperare per il futuro e per rilanciare Genova e tutti noi, insieme ai colleghi della Casa delle Libertà, siamo impegnati in questo senso. Spesso, però, nelle discussioni in quest aula e, recentemente, anche da alcune rappresentanti della Sinistra (faccio riferimento alle espressioni di Rifondazione Comunista) sentiamo delle espressioni che ci preoccupano fortemente. Collega Nacini, ho letto il tuo ordine del giorno che nei primi punti è condivisibile, però questo eccesso di partecipazione democratica che sfocia nella demagogia rischia di paralizzare tutto perché gli enti eletti dalle rappresentanze e dai cittadini devono assumersi la responsabilità di decidere perché, spesso, questo Consiglio ha discusso su grandi progetti ma poi, alla fine, per cercare di mettere insieme tutte le istanze, tutte le necessità e tutte le richieste, non si è riusciti a fare una sintesi per cui siamo ancora a segnare il passo e abbiamo ancora tutto bloccato.

10 L invito, Signor Sindaco, è che prenda quello che ritiene opportuno del progetto Piano, che se ne parli qui in aula quanto se ne vuole, ma poi alla fine chi ha la responsabilità di decidere deve farlo e realizzare i progetti perché bisogna passare dalla fase della discussione e della partecipazione alla fase delle cose fatte perché la città non può più aspettare. 5,;,/1/3 Credo che sia abbastanza superfluo dire come lo sviluppo dell attività portuale sia fondamentale per una città come Genova che nella sua storia si è sempre basata sul porto e sulle attività legate al commercio e al mare. Purtroppo credo ci sia stata una mancanza, come è emerso in questo Consiglio Comunale, da parte della classe politica genovese che forse non si accorge di avere un porto nella propria città. Mancanza grave perché quando si arriva ad un punto di chiamare un progetto con il nome di un architetto e magari non con un idea nata dalla società civile e, magari, mediata tramite una classe politica capace, efficiente e attenta alle istanze della città, vuol dire che, di fatto, il ruolo della politica in questa città è diventato qualcos altro ma non certo quello di dare sviluppo e prosperità ad una comunità. Oggi sono emerse alcune affermazioni significative come ad esempio quelle del consigliere Gronda quando dice che la riunione bilancio si è riunita poche volte e non ha concluso nulla. Forse non si ricorda cosa è successo in commissione porto e perché non si è più riunita. Non si è riunita perché nel momento in cui era stato redatto un sunto di quello che si era fatto in quasi due anni di attività ci sono stati gruppi di maggioranza che non hanno voluto firmare il verbale della commissione e, di fatto, hanno portato in crisi la commissione porto. Perché bisogna riunirsi quando, alla fine, non possiamo neanche dire cosa ci viene domandato dagli operatori piuttosto che dai rappresentanti dei cittadini o altro. Si vuole negare le vere esigenze della città portando avanti dei progetti che, molto spesso, sono più legati ad una situazione di marketing territoriale ma che di fatto sono spesso vuoti di contenuti e di esigenze che nascono invece dal lavoro e da quelli che sono gli operatori, i quartieri e la città. Per questo sono contento che dopo un anno e mezzo arriviamo a parlare di questo progetto in Consiglio Comunale e mi stupisce che nessuno si scandalizzi che nono si sia parlato a monte. Io pensavo, quando facevo parte della commissione Porto, magari perché ero al primo mandato e ancora fuori dalla realtà abbastanza triste della politica genovese, che la commissione porto servisse effettivamente per portare avanti le istanze e anche per portare una sintesi tra la vivibilità dei quartieri e le esigenze del porto, che devono andare comunque di pari passo. Sono contento che si sia finalmente aperto questo capitolo che, spero e penso, si concluderà anche con delle indicazioni da parte di questo Consiglio

11 che finalmente si è accorto di avere un porto nella propria città. Sicuramente il problema non si ferma a questo Consiglio Comunale ma va anche nei confronti di quei parlamentari o di quei rappresentanti che, molto spesso, portano avanti un sacco di esigenze tranne quelle effettive legate a una città che dovrebbe essere la leader se non del Mediterraneo almeno della portualità italiana e di un modello rappresentato dalla possibilità di sviluppare una città, così come è stato fino a 30 anni fa nei momenti in cui magari si studiava di meno ma si lavorava di più, che comunque a Genova si trovavano tutte le aziende, tutti gli armatori e, comunque, tutti quelli che sul Mediterraneo andavano a trafficare perché era necessario avere un ufficio o comunque essere presenti sulla piazza di Genova. Oggi non è più così perchè abbiamo un ruolo marginale e difficilmente, se non ci sarà una volontà politica forte e unitaria, sarà possibile riprendere in mano questo ruolo di grande città. Credo che non sarà un architetto a farcelo riprendere a meno che non cediamo di candidare Renzo Piano come Sindaco alle prossime elezioni. Quindi, o l indicazione è quella e in questo caso si tratterebbe di marketing politico, oppure se l indicazione è diversa vorrei capire come mai prima si sono fatte operazioni come la Fiumara e poi ci sia accorge che c è il porto a Genova. Come mai, prima, si sono fatte operazioni, anche sulla viabilità a Ponente o viadotti inservibili dal punto di vista ferroviario e poi ci si accorge che c è la portualità a Genova. Forse, visto che questa Giunta è da due mandati che governa questa città, era il caso magari di spingere, come avevo chiesto più volte negli ordini del giorno anche durante i bilanci, anche per andare a vedere se era possibile influenzare magari appoggiando anche alcune istanze del mio movimento piuttosto che di altri, per far sì che ci fosse una forma di contribuzione al reddito della città maggiore da parte di chi operava sul nostro territorio o comunque utilizzava le infrastrutture sul nostro territorio. Questa sensibilità è secondo me mancata. Poi, magari, non sono a conoscenza di atti formalizzati da questa Giunta ma, a mio avviso, mentre si va a perdere tempo per fare ricorso sul voto agli extracomunitari non si fa la stessa cosa per chiedere le risorse a Genova per l attività portuale o il traffico merci che passa in città che potrebbero servire per risolvere una serie di problemi che, sicuramente, vivono i cittadini che abitano soprattutto nel ponente genovese. Altrimenti si fanno, magari, delibere dove si dice che si bloccano gli autotreni quando, in realtà, si bloccano due autotreni al giorno su 60. Il problema è quello di capire se vogliamo analizzare la questione in termini generali o se si tratta solo di far fare una passerella a un progetto che, sinceramente, al di là del fatto che architettonicamente possa essere bello o meno, non capisco dal punto di vista economico che significato abbia per questa città. Non lo capisco perché, siccome mi sono occupato anche di andare a parlare in varie associazioni, molti dicono che per loro potrebbe essere interessante, ma se la logica è solo quella del riempimento questo progetto non

12 soddisferà già quello che avrà Genova se si dovesse sviluppare la portualità fra 10 anni, per cui prima di essere ultimato sarà già vetusto. Se questa è la logica con cui ci si muove secondo me non porterà da nessuna parte. Ci sono altre soluzioni altrettanto intelligenti e meno impattanti di ristrutturazione dell intermodalità a Genova che dovrebbero essere prese in esame. Non so se questo è stato discusso e non so quale sia stato il mandato dato a questo architetto e non so neanche da chi lo sia stato dato, tranne che, credo, dalla Regione Liguria nella vecchia Giunta che so che aveva in parte sponsorizzato la progettazione. Vorrei però capire, effettivamente, cosa c è dietro questo progetto. 0852/2$1 Intervengo brevemente sui tre ordini del giorno. Sul primo ordine del giorno credo che questo Consiglio abbia l autorità e l autorevolezza di fare quello che vuole e chiedere al Presidente del Consiglio di indicarci gli argomenti su cui noi dovremmo trattare mi sembra un po eccessivo. Noi chiediamo o un apposita commissione, riguardo alla quale è già intervenuto il collega, o comunque di inserire in commissione argomenti riguardanti la politica portuale. Questa è una cosa che dobbiamo e possiamo prenderci quando vogliamo. E quasi umiliante per un consigliere comunale chiedere al proprio presidente di farsi carico di portargli il compitino da fare in commissione. Se qualcuno di noi ha qualche cosa da dire o un documento sul porto credo che, fino a prova contraria, il presidente della commissione per le attività produttive o il presidente di un altra commissione è quasi obbligato ad inserirlo. Non riusciamo quindi a capire il senso di questo ordine del giorno per cui, pur essendo presenti, non lo voteremo. *8$67$9,12±35(6,'(17( Tenete presente che è comunque un invito per quanto riguarda la partecipazione a presentare delle norme per cui credo non sia un problema. 0852/2$1 Gli inviti servono per non decidere. Ognuno ha le proprie considerazioni ma c è la politica del fare e quella dell invitare e noi crediamo che un Consiglio Comunale sia la politica del fare. Quindi questo Consiglio Comunale non deve invitare altri a dirgli cosa deve fare ma deve prendere delle iniziative.

13 Il secondo ordine del giorno è un qualche cosa da fare e a riprova che non abbiamo pregiudizi di sorta nei confronti di chi presenta ordini del giorno siamo pienamente d accordo per portare qui tutti i parlamentari liguri e cercare di evitare che la Finanziaria penalizzi le attività portuali della nostra città. Chiaramente ognuno, poi, si assume la responsabilità perché se chiediamo ai nostri parlamentari di beccarsi un milione di Euro in più per il porto non so poi quanto riusciamo ad avere la faccia di bronzo a chiedergli un milione in più per il Carlo Felice, oppure per fare il terzo, quarto, quinto, binario. O qui facciamo le persone serie e facciamo delle priorità oppure ci trasformiamo in quei politici che chiedono tutto perché tanto sono sicuri che non gli interessa ottenere poi nulla. Se facciamo un discorso bi-partisan e chiediamo quali sono le priorità per la nostra città e decidiamo se è prioritario costruire un altro pezzo di metropolitana, finanziare il Carlo Felice, fare il tunnel sotto il porto o, comunque, avere altri finanziamenti per il porto, penso che un accordo bipartisan del Consiglio Comunale, del Consiglio Regionale, eventualmente, e di tutti i parlamentari liguri sia una cosa positiva. Ben venga, quindi, questo ordine del giorno su cui voteremo a favore. Sul terzo ordine del giorno sono pienamente d accordo con Nacini che ha detto, testualmente, che il progetto di Piano non doveva essere presentato dalle istituzioni e che la rete ferroviaria deve essere incrementata. Queste cose però non le trovo nel tuo ordine del giorno, che è come il primo, ed è come se chiedessimo al Sindaco di respirare; ma significherebbe, come prima cosa, che il Sindaco di solito non respira e che, comunque, siamo noi che dobbiamo chiedere al Sindaco di respirare. Voi, infatti, chiedete al Sindaco di organizzare uno studio accurato per lo sviluppo dei traffici portuali e questo mi preoccupa perché significa che il Sindaco, fino ad oggi, dei traffici portuali non se n è occupato. Questo, detto da voi che eravate in maggioranza, mi preoccupa. Se io fossi il Sindaco vi querelerei perché chiedete al Sindaco di lavorare per lo sviluppo dell attività portuale. Ciò significa che il Sindaco, fino ad oggi, non ha lavorato per lo sviluppo dell attività portuale. Come terza cosa chiedete al Sindaco di non fare niente; apriamo cioè un grande dibattito, facciamo parlare tutti, facciamo un po di sfogatoio di tutte le organizzazioni sindacali, comitati, ecc., per non chiedere quello che Nacini ha chiesto nel suo intervento. La prossima volta, se voi come Rifondazione Comunista, fate un ordine del giorno in cui obbligate questa Giunta a presentare tutti i prossimi affreschi in Consiglio, e lo mettete per iscritto, avrete il nostro voto. Se chiedete alla Giunta di aprire un grande dibattito per non fare niente. non ho mai visto un grande dibattito avere più potere di una delibera di Giunta.

14 Il giorno in cui mi farai l esempio di un grande dibattito che ha avuto un effetto giuridico, legale e di cambiamento più di quella che può essere l ultima delibera dell ultimo Comune di Genova probabilmente cambierò anche partito. Fino ad allora, però, sono convinto che riaprire i grandi dibattito serva soltanto ad una parte di questa Amministrazione per decider di non decidere. Quindi di fronte a questo, che è offensivo per l Istituzione che lo riceve perché gli dite delle cose che dovrebbe già fare e visto che non gli chiedete niente se non fare una grande ammuina, come dicono a Napoli, per non combinare niente possiamo anche votare a favore o astenerci, perché dopo l approvazione di questo ordine del giorno Genova sarà come prima. E questa la gravità delle cose. )('5$==21,'6 "Io credo che la materia portuale sia una materia complicatissima; se poi alla complicazione aggiungiamo la disinformazione o magari anche un po'di malafede, è evidente che i discorsi diventano complicatissimi e difficilissimi. Io vorrei partire dalla mozione che abbiamo presentato. Non vi è ombra di dubbio che rispetto a una vecchia portualità, la cosiddetta portualità imperiale, abbiamo un assetto sia portuale che della città che è attribuibile agli anni '40 '60. Tant'è vero che le sofferenze che oggi alcuni colleghi richiamano sono proprio sofferenze perché c'è una serie di traffici che hanno bisogno non di quattro metri in più o in meno, ma di aree di servizio, perché è quello che chiedono, e hanno bisogno di avere un sistema infrastrutturale, dentro e fuori porto, che consenta la massima velocizzazione della merce. Abbiamo, d'altro canto, un professionista genovese che ritiene di dare un contributo a questa città predisponendo un progetto e dicendo ai genovesi: guardate che è dovere di tutti vedere questo porto in prospettiva tra dieci o vent'anni. E in virtù del fatto che io voglio dare il mio contributo per vedere questo porto tra dieci o vent'anni, vi metto di fronte a un progetto. Questo progetto è stato già in parte rivisto, quindi vuol dire che il tempo che è passato è servito forse allo stesso progettista per perfezionare alcune cose. Io come parte politica non mi sento sminuito da questo contributo perché qualcuno ci ricorda che abbiamo il dovere di ridisegnare politicamente questa città. Forse noi non siamo capaci perché non siamo degli architetti o degli ingegneri, ma abbiamo qualcuno che comunque ha dato un contributo e io non capisco la riottosità nei confronti di questo contributo. Questo non significa che la questione non debba essere discussa in una sede competente quale è la commissione porto che io ritengo vada attivata al più presto, non per fare i progettisti, Sindaco, perché io non sono un progettista, ma per ritornare a pensare in politica le sorti di questa città. Credo che questo sia l'alveo entro il quale poi questo contributo va esaminato. Ci avvarremo ovviamente di chi sa

15 più di noi, di tanti elementi e da questi ricaveremo delle sintesi politiche su cui manifestare degli orientamenti. E'sotto gli occhi di tutti la crisi del porto. Io vorrei ricordare che alcuni colleghi la volta precedente parlavano di questi traffici così fiorenti; non è così: questo porto, come altri, sta soffrendo. Non dobbiamo riempirci la bocca per due o tre anni in cui il traffico è salito perché pensate che la Turchia, l'egitto, ci stanno sorpassando. Abbiamo dei grossi problemi e quindi io credo che questa crisi la dobbiamo valutare per operare immediatamente un rilancio e questo rilancio lo si fa in una città che effettivamente non ponga dei paletti e dei veti, ma una città che intorno a un suo bene così conclamato e riconosciuto sappia stringersi dietro progetti e idee per rilanciarlo. Io credo che la commissione, che va sicuramente ripristinata rapidamente, abbia anche altri compiti. Credo che non sfugga a nessuno che la legge 84/94 ha passato i dieci anni; è stata una legge di rottura, però guardate che dentro questa legge ci sono tre cose delle quali prima o poi bisognerà parlare; magari hanno anche coincidenza con un momento di mancata autorevolezza che c'è in questo momento a Genova sul versante portuale e che abbiamo sicuramente bisogno di recuperare, ma nell'ambito della 84 io trovo tre punti su cui politicamente dovremo misurarci. La statualità degli enti portuali. Il fattore lavoro, perché la precarizzazione costante del lavoro è un elemento che non può diventare il perno su cui s'incentro lo sviluppo di un sistema portuale e abbiamo bisogno di risorse. Mi dispiace che il mio amico consigliere Costa non si ricordi che non solo ci sono i tagli adesso nella finanziaria, ma che l'anno scorso incorso d'opera sugli investimenti è intervenuto un decreto del Ministero delle Finanze che ha tagliato le risorse. Allora la nostra commissione e qua mi ricollego all'ordine del giorno che ha presentato il compagno Delpino deve avere la funzione di richiamare tutti i parlamentari e risensibilizzarli perché poi i rilanci, le infrastrutture, i completamenti delle opere, piaccia o non piaccia, si fanno con i soldi e quindi quanto meno i soldi programmati non è possibile che vengano sottratti perché altrimenti poi non c'è sviluppo e ci troviamo nel quadro che ben conosciamo. Io dico che poi magari, secondo la mia modesta opinione di cui mi assumo tutta la responsabilità, mentre parliamo di legge 84/94 potremmo anche vedere se siamo bravi a ragionare nuovamente un attimo sui sistemi delle autorità portuali. Io mi assumo la responsabilità di pensare che forse oggi potremmo fare un saltino in avanti con le municipalità, ma questo è un mio vecchio concetto da portuale e quindi vorrei ragionarci e se possibile porre all'attenzione del Consiglio e di quella commissione alcuni elementi perché secondo me oggi c'è un governo della municipalità che è sicuramente per certi aspetti molto più ampio e attiva molte più sinergie di quelle che non attiva una singola Autorità portuale.

16 Io sono tra quelli che hanno messo mano alla legge 84 in allora e mi assumo quelle responsabilità; oggi non più. Vorrei concludere quindi dicendo che noi voteremo a favore di questa mozione e dei due ordini del giorno". *5,//2), "Intervengo sull'ordine del giorno n. 1 presentato dal collega Delpino. Come già è stato evidenziato da tutti gli interventi, e non soltanto in questa sede ma anche in dibattiti precedenti, il porto di Genova è molto importante sotto l'aspetto economico della nostra città e della nostra Regione. Ora, considerata l'importanza di ciò, è inspiegabile come la commissione porto costituita all'inizio di questo ciclo amministrativo dopo poche sedute non si sia più riunita, o meglio che il Presidente dimissionario non sia stato sostituito. L'ordine del giorno evidenzia il fatto e rinvia al prossimo regolamento il fatto di istituzionalizzare questa commissione. Vorrei rammentare però che questa commissione era già stata istituita e che inspiegabilmente non si è mai riunita per cui noi dei problemi del porto ne parliamo quando vengono rilasciate dichiarazioni alla stampa e quindi non svolgiamo un ruolo propulsivo e di indirizzo. Per cui, concludendo, io riterrei, a prescindere dall'ordine del giorno, anche se condivisibile, che siano attivate subito le procedure per attivare i lavori di questa commissione, sapendo che praticamente abbiamo soltanto un anno di lavoro attivo e che le questioni poste oggi nel dibattito e in occasioni precedenti sono tante, importanti e quindi meritevoli di approfondimento". &260$*0,672 "Discutiamo ancora una volta partendo da una riflessione che riguarda il nostro porto. Io trovo viziosa questa impostazione perché non credo che ci sia una persona a Genova che possa pensare che il porto non sia il primo strumento e la prima ricchezza della città. Questa ormai è una acclarata convinzione tra le forze politiche e tra tutti i cittadini genovesi. E allora, se questo è vero, come è vero, è chiaro che noi vogliamo discutere del porto. Qualsiasi cosa succede e si agita dentro e fuori dal porto coinvolgendo la città è chiaro che vogliamo discuterla. Ora, qual è il punto? Il punto di noi consiglieri comunali eletti democraticamente è che vogliamo discuterla qua; vogliamo che le proposte siano discusse qua dentro. Qui è il luogo dove possono nascere proposte da qualsiasi punto cardinale della città, ma il punto d'incontro e di sintesi è qua. Allora io non ho mai detto che sono contrario all'ipotesi Piano, che tra l'altro, ridisegnata per la terza volta così come è adesso, si avvicina molto per alcuni aspetti alla mia proposta, signor Sindaco; quell'isola è un po'spostata, ma è

17 sempre isola. Mi meraviglia però, signor Sindaco, che i miei colleghi consiglierei mentre reclamano un ruolo del Consiglio non si siano mai battuti affinché quella mia proposta, che legittimamente io ho avanzato ed è stata elaborata con me dall'ingegner Contri e dall'architetto Causa, non gli ultimi arrivati (Contri ha sviluppato il porto di Voltri), non si è potuta discutere qua dentro. Allora diciamo che le proposte in campo sono modestamente due. Una, è quella grande, del grande architetto Renzo Piano che, ripeto, nella sua terza versione mi convince perché dice alcune cose, ad esempio dice no alla costruzione di un porticciolo davanti alla foce del Bisagno. Dice anche altre cose sulle quali non concordo; per esempio sostiene quello spostamento del porto petroli a Voltri. Diciamocelo se vogliamo risolvere il problema del porto petroli: o lo mettiamo oltre Appennino, oppure lo mettiamo là, è già la piattaforma Contri che dice questo e in un anno lo facciamo. Questo significa governare e decidere. Signor Sindaco, è vero che ci vogliono i soldi, ma questo vale anche per l'affresco di Renzo Piano e ce ne vogliono parecchi. Quindi ci sono delle cose nella terza versione che mi convincono e mi consentono di discutere. Io vorrei semplicemente discuterne per vedere se riusciamo a mettere insieme tutte quelle che sono le forze che devono operare all'interno del porto e vorrei, molto modestamente, che si discutesse anche questa proposta che io ho fatto da ormai più di un anno e che mi si dica dove è sbagliata e perché non si deve discutere, non chiedo altro nel momento in cui rivendichiamo un ruolo del Consiglio. In conclusione vorrei dire che sono d'accordissimo con quanto il collega Fedrazzoni ha voluto dire nell'ultima parte del suo intervento sulla questione della commissione porto e soprattutto sull'agenda politica che ha disegnato per questa commissione. Tant'è vero, signor Sindaco, che nella sua prima legislatura lei fece un gruppo di lavoro sotto la sua presidenza e questo gruppo di lavoro licenziò un documento che diceva due di quelle cose che ha messo il consigliere Fedrazzoni nell'agenda per la commissione, quindi c'era già allora questa esigenza. Io credo che se noi abbiamo un po'di coraggio dobbiamo mettere in discussione la statualità del porto e circa la questione delle municipalità lei sa, collega Fedrazzoni, che io mi sono battuto, insieme con il collega Ferretto che allora rappresentava il porto, per queste due cose e mi auguro anche che questa Giunta della Regione Liguria ponga nella sua agenda politica anche queste due cose, sarebbe un atto di grande coraggio e una devolution vera. Io penso che il Sindaco di Genova, una volta tracciato il cerchio del territorio, debba essere lui a decidere, non altri, sono sovrastrutture che derivano da un certo periodo storico e vanno superate. Io me lo auguro e se abbiamo un po'di coraggio su questo possiamo riflettere e cominciare a fare questa battaglia politica.

18 Gli ordini del giorno li ho firmati e quindi li voterò. Voto anche la mozione perché ritengo che sia utile, non bisogna avere riserve mentali su queste proposte, bisogna discutere e io chiedo che vengano discusse soprattutto qua dentro". 3,=,2), "Io volevo intervenire sull'ordine del giorno n. 3 perché in linea di massima le cose dette non sono non condivisibili, semplicemente mi è sorto un pensiero riguardo anche alle cose che stanno succedendo adesso in Italia; mi riferisco in particolare a quanto succede in Val Susa. Io credo che anche nei confronti di questa idea di Renzo Piano che ha descritto comunque una proposta, si debba sempre fare i conti con la realtà di chi deve accettare sul proprio territorio determinate opere che possono avere anche un certo impatto dal punto di vista ambientale e della vita di tutti i giorni. A me sembra che una riflessione sull'importanza di queste opere e sul fatto che si possa condividere un'idea di rinnovamento di una città, di un territorio, pensando in grande, secondo me può dare anche alla politica lo slancio per fare delle cose importanti. Quindi coglievo lo spunto per dire che nei confronti di questa proposta credo che dobbiamo avere tutti il coraggio di pensare in grande e di cercare di volere un cambiamento, un miglioramento. Stiamo attenti a stare fermi, a non voler andare avanti per paura di quello che può succedere. Io credo che la proposta di Piano possa essere una grande provocazione in questo senso ed è giusto accettarla". 6,1'$&2 "Ringrazio il Consiglio di aver ripreso, dopo l'interruzione dell'altro giorno, questo dibattito al quale io riconnetto grande importanza, non tanto perché evidentemente abbia effetti conclusivi, ma perché il tema è complesso e dovrà essere affrontato sia oggi che in futuro; un tema veramente, oggettivamente complesso. La prima mozione chiede di riferire in merito alla nuova versione dell'affresco di Renzo Piano. Non esiste né una vecchia né una nuova versione, sono semplificazioni giornalistiche che possono indurre in errore nel senso che l'iniziale proposta di Renzo Piano, è evidente, doveva passare ad uno studio degli apparati pubblici competenti. Di questo si è occupato il comitato portuale che ha dato incarico ad una serie di persone affinché facciano gli approfondimenti necessari mantenendosi naturalmente in relazione con Renzo Piano.

19 Gli approfondimenti sono in corso e quindi esistono di volta in volta l una o l altra soluzione che vengono a essere proposte, modificate e verificate in attesa che si giunga ad una proposta che non so se sarà globale o sarà parziale per singoli settori del porto, sia pure se inserita in un discorso unitario, e che poi si formalizzi nell'adozione di una variante al piano regolatore portuale. La strada amministrativa è una variante al piano regolatore portuale la cui responsabilità di elaborazione compete all'autorità portuale. Su questa variante deve essere espressa l'intesa del Consiglio Comunale e quindi del Comune di Genova che deve condividerla nel merito e poi seguono le approvazioni da parte della Regione, dei lavori pubblici e così via. Noi siamo nella fase della elaborazione della variante. Si è ovviamente ritenuto, mi sembrava logico, che le ipotesi avanzate da Renzo Piano fossero considerate delle ipotesi su cui si discute e si lavora per arrivare ad una loro più esatta configurazione. Io penso che non ci sarà soltanto una prima, una seconda, una terza ipotesi, ce ne saranno diverse che verranno mano a mano confrontandosi; però tutte queste diverse ipotesi restano impostate su alcuni principi di fondo che non si modificano. Un principio di fondo è che l'acquisizione di spazi portuali possa avvenire soltanto attraverso un'espansione verso il mare e non sulla costa. Il secondo principio di fondo è che la costa, sia a ponente che a levante, meriti di essere recuperata a maggiore utilità per la città. Questa è l'idea di fondo su cui si sta lavorando; un'idea che a me piace molto; mi farebbe piacere, come ha detto qualche consigliere, di qui a venti o trent'anni poter vedere la città di Genova rinnovata secondo questo disegno. Non dobbiamo avere premura perché in realtà bisogna che il disegno sia elaborato al meglio. Nel frattempo esistono spazi portuali che possono essere utilizzati e attuando il vecchio piano regolatore portuale avremo nuovi spazi portuali che possono essere utilizzati. Abbiamo premura soltanto per un profilo, perché ci sono delle coincidenze che a mio giudizio sembrano quasi indurci a delle scelte; coincidenze che sono costituite dalla elaborazione dei progetti relativi al terzo valico e al nodo autostradale che prevedono una grande quantità di materiale di risulta (cosiddetto smarino) che dovrà essere collocato. Fra l'altro se non riusciremo a individuare dove collocarlo, i progetti non potranno partire e le quantità in discussione sono dell'ordine di diversi milioni di metri cubi e naturalmente per noi genovesi il luogo naturale dove queste quantità vengono ad essere portate è facilmente il mare, quindi siamo in un'ipotesi di espansione degli spazi destinati all'attività portuale verso il mare utilizzando questi materiali di risulta ma contemporaneamente operando dei recuperi che sono molto evidenti per quanto riguarda il ponente ma che a mio giudizio potranno essere molto utili anche sul levante. Questo è il disegno complessivo su cui si lavora. Su questo disegno complessivo noi non possiamo restare indifferenti ovviamente, dobbiamo

20 occuparcene. Dobbiamo occuparcene a livello di indirizzo politico, non a livello di scelte progettuali concrete perché ce ne occuperemo a livello di scelte progettuali concrete quando la variante al piano regolatore portuale sarà adottata e trasmessa formalmente. Allora i nostri uffici la istruiranno e noi esperiremo le nostre valutazioni. Ma al fine di evitare che la scelta che l'autorità portuale andrà a fare sia del tutto non in sintonia con il nostro indirizzo politico amministrativo è bene che noi ci confrontiamo sull'indirizzo politico complessivo che questa scelta può andare a effettuare. Quindi ben venga una riunione della commissione e una discussione nel merito con riguardo ad alcune indicazioni. Non andiamo a discutere le fattibilità tecniche, queste sono nella responsabilità dell'autorità portuale e noi le verificheremo dopo che saranno adottate le varianti. Discutiamo invece la scelta di una città come sarà per effetto di questo tipo di intervento. Altra considerazione che intendevo fare: è evidente che discutere di questi argomenti non è semplice perché in realtà non abbiamo l'istruttoria tecnica complessiva che ci fornisca degli elementi e a volte ci mancano anche dei dati. Il consigliere Murolo si meraviglia che il Comune di Genova non abbia una statistica degli spazi aperti o non utilizzati nel porto di Genova: non l'abbiamo, non mi sento per questo in colpa e l'ordine del giorno che viene presentato io lo interpreto come una sollecitazione all'autorità portuale ad approfondire questi studi e fornirceli. Quindi sono tanti i dati e poi in realtà si tratta di ragionare su degli scenari futuri che sono a dieci vent'anni in cui le variabili economiche sono elevatissime. Però, guardate, i nostri vecchi sia alla fine dell'800 col porto di Sampierdarena, sia fra le due guerre e poi con la seconda guerra mondiale e col porto di Voltri, fecero delle operazioni che dal punto di vista ambientale oggi non faremmo più, ma se non fossero state fatte Genova non sarebbe più un'entità portualmente rilevante. Tutto il nostro traffico oggi si svolge e nel porto di Sampierdarena e nel porto di Voltri. Nel porto vecchio è rimasto il traffico passeggeri e un po'di traffico containers, ma se nel 1938 non fosse stato inaugurato il porto di Sampierdarena, che cominciò ad essere pensato sostanzialmente alla fine dell'800, Genova sarebbe una cosa profondamente diversa. Noi abbiamo la stessa responsabilità; abbiamo la responsabilità di pensare e di fare delle scelte che eminentemente tengano conto di una preazione della realtà futura ma nel contempo, nel momento in cui vengono ad essere effettuate e si realizzano, condizionano il futuro. Se noi avremo uno scalo ampio e aperto potremo richiamare dei traffici e condizioneremo l'andamento del sistema dei traffici; se invece non l'avremo questo non lo potremo fare. Questo è lo scenario su cui sarebbe opportuno discutere e confrontarsi. Vi è un secondo scenario che mi sta a cuore, che è stato trattato in alcuni interventi dei consiglieri e che diventa sempre più urgente, e cioè il sistema di governo del porto. Noi abbiamo trovato anche recentemente particolari

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