Settore delle Industrie Alimentari e Bevande

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1 Settore delle Industrie Alimentari e Bevande Tendenze e prospettive strategiche Gennaio 2015

2 La rilevanza del settore agroalimentare In Italia il processo di produzione e distribuzione di prodotti agroalimentari coinvolge il 13,2% degli occupati della nostra economia. Il settore agroalimentare italiano (composto da aziende agricole, imprese di trasformazione alimentare, grossisti, grandi superfici distributive, piccoli negozi al dettaglio ed operatori della ristorazione) rappresenta l 8,7% del PIL (ossia 119 miliardi di euro). Se si considera anche l indotto generato (vale a dire servizi essenziali quali trasporto, packaging, logistica, energia, mezzi strumentali, servizi di comunicazione e promozione), il settore agroalimentare arriva a rappresentare fino al 13,9% del PIL italiano, in tendenziale crescita dal 2008 ad oggi. Il settore agroalimentare ha un rilevanza socio-economica tale da essere considerato un asset strategico per l economia del nostro Paese. 2

3 Settore INDUSTRIE ALIMENTARI 3

4 Industrie Alimentari (Ateco 10) Esportazioni Industrie Alimentari cod. Ateco Sottocomparto Alimentare LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE DI CARNE E PRODUZIONE DI PRODOTTI A BASE DI CARNE ,6% 10.2 LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE DI PESCE, CROSTACEI E MOLLUSCHI ,2% 10.3 LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE DI FRUTTA E ORTAGGI ,5% 10.4 PRODUZIONE DI OLI E GRASSI VEGETALI E ANIMALI ,3% 10.5 INDUSTRIA LATTIERO-CASEARIA ,6% 10.6 LAVORAZIONE DELLE GRANAGLIE, PRODUZIONE DI AMIDI E DI PRODOTTI AMIDACEI ,2% 10.7 PRODUZIONE DI PRODOTTI DA FORNO E FARINACEI ,4% 10.8 PROD. ALTRI PRODOTTI ALIMENTARI (zucchero, cacao, tè, caffè, condimenti e spezie, piatti preparati) ,0% 10.9 PRODUZIONE DI PRODOTTI PER L'ALIMENTAZIONE DEGLI ANIMALI ,1% 10 TOTALE INDUSTRIE ALIMENTARI ,3% Le esportazioni di tutti i sottocomparti delle Industrie Alimentari hanno registrato tassi di crescita medi annui decisamente positivi. Negli ultimi scorsi l export è stato quindi il principale motore di crescita per le imprese alimentari italiane ed è prevedibile che la spinta proseguirà nel corso dei prossimi anni. 4 Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

5 Industrie Alimentari Esportazioni Valore, volume e valore unitario medio Industrie Alimentari Valore Volume Valore Medio Unitario milioni di euro tonnellate indice base ,1% Fonte Istat Fonte Istat Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat A partire dal 2010, le esportazioni delle Industrie Alimentari sono cresciute tanto in volume quanto in valore medio unitario. Questo significa che è progressivamente cresciuta la quota di valore aggiunto inclusa nei prodotti. 5

6 Industrie Alimentari Esportazioni, importazioni e saldo commerciale Industrie Alimentari dati in migliaia di euro F 2015F 2016F Valore della produzione Importazioni Esportazioni Saldo commerciale ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) Mercato interno milioni di euro Esportazioni 4,8% milioni di euro Importazioni 3,4% milioni di euro Saldo commerciale 6 Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

7 Industrie Alimentari Esportazioni per paese di destinazione Industrie Alimentari Le esportazioni del settore alimentare sono dirette prevalentemente verso i Paesi dell Unione Europea. Tuttavia negli ultimi tre anni l export verso i Paesi extra-ue è cresciuto a tassi molto maggiori, sebbene da valori iniziali relativamente bassi ,8% Esportazioni italiane di Alimentari per paesi di destinazione (migliaia di euro) ,4% 6,8% 11,8% 18,0% 11,6% 11,6% 8,8% 0 Unione Europea 28 Altri Europa NAFTA Altri America Cina Altri Asia Africa Oceania Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

8 Industrie Alimentari Fatturato totale, domestico e estero Industrie Alimentari = 5,7% = 2,7% Il fatturato totale delle Industrie Alimentari ha evidenziato del periodo * un del 2,7% = 2,2% Nel medesimo periodo il del fatturato estero è stato del 5,7%, mentre per il mercato domestico si è attestato intorno al 2,2% 0 Fatturato totale Fatturato estero Fatturato domestico * dati aggiornati a settembre Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

9 Industrie Alimentari (Ateco 10) Dati chiave del settore Industrie Alimentari dati in migliaia di euro * 2013F 2014F 2015F 2016F Numero delle imprese Fatturato Costo delle materie prime e servizi Costo del personale MOL Investimenti Occupazione Fatturato medio per impresa MOL/Fatturato 6,9% 7,4% 8,4% 7,6% 5,9% 6,5% 7,2% 7,6% 7,8% Investimenti/Fatturato 4,1% 4,5% 3,9% 3,1% 3,1% 3,2% 3,4% 3,6% 3,6% Fatturato medio per dipendente Costo medio per dipendente * stime UBI Banca su dati Istat Nei prossimi anni si prevede un aumento del MOL in percentuale del fatturato per effetto del recupero del mark-up, che è stato fortemente penalizzato dalla pressione esercitata dalla Grande Distribuzione Organizzata Gli investimenti dovrebbero tornare a crescere in percentuale del fatturato dopo il declino registrato nel corso degli ultimi tre anni 9 Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

10 Industrie Alimentari (Ateco 10) Margine EBITDA e prezzi delle materie prime alimentari Industrie Alimentari MOL/Fatturato e prezzi delle materie prime 9,0% 8,5% 8,0% 7,5% 7,0% 6,5% 6,0% 5,5% 5,0% ,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% -5,0% -10,0% -15,0% MOL/Fatturato (sx) CRB Materie Prime Alimentari - var. annua (dx) Nel comparto alimentare, le fasi di rialzo dei prezzi delle materie prime sono seguite da fasi di ripresa del rapporto MOL/fatturato. Poiché prevediamo che la fase di contrazione delle quotazioni delle commodities del settore proseguirà, il margine MOL/fatturato aumenterà. 10 Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

11 Settore delle BEVANDE 11

12 Industrie delle Bevande (Ateco 11) Esportazioni Settore Bevande dati in milioni di euro cod. Ateco Sottocomparto Bevande Distillazione, rettifica e miscelatura degli alcolici ,7% Produzione di vini da uve ,5% Produzione di sidro e di altri vini a base di frutta ,2% Produzione di altre bevande fermentate non distillate ,9% Produzione di birra ,2% Produzione di malto ,3% Industria delle bibite analcoliche, delle acque minerali e di altre acque in bottiglia ,1% 11 TOTALE INDUSTRIA DELLE BEVANDE ,7% Nell ambito delle bevande, le esportazioni di vino hanno registrato tassi di crescita medi annui decisamente eccezionali. 12 Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

13 Industrie delle Bevande Esportazioni Valore, volume e valore medio unitario Settore Bevande Valore Volume Valore Medio Unitario milioni di euro tonnellate indice base ,4% Fonte Istat Fonte Istat Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat 13

14 Industrie delle Bevande Esportazioni, importazioni e saldo commerciale Settore Bevande dati in migliaia di euro F 2015F 2016F Valore della produzione Importazioni Esportazioni Saldo commerciale Mercato interno Esportazioni Importazioni Saldo commerciale ,54% milioni di euro milioni di euro ,16% milioni di euro Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

15 Industrie delle Bevande Esportazioni per paese di destinazione Settore Bevande Gran parte delle esportazioni italiane sono rivolte all Europa, mentre mercati potenzialmente amplissimi e con elevato potenziale quali Asia e Cina sono ancora poco battuti dalle imprese italiane ,0% Esportazioni italiane di Bevande per paesi di destinazione (migliaia di euro) ,3% ,3% -1,4% 8,0% 12,3% 43,7% 15,3% 0 Unione Europea 28 Altri Europa NAFTA Altri America Cina Altri Asia Africa Oceania Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

16 Industrie delle Bevande Fatturato totale, domestico e estero Settore Bevande = 1,4% = 5,6% = 2,4% Il fatturato totale del Settore Bevande ha evidenziato del periodo * un del 2,4%. Nel medesimo periodo il del fatturato estero è stato del 5,6% annuo, mentre per il mercato domestico si è attestato intorno all 1,4% 0 Fatturato totale Fatturato estero Fatturato domestico * dati aggiornati a settembre Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

17 Industrie delle Bevande (Ateco 11) Dati chiave del settore Settore Bevande dati in migliaia di euro * 2013F 2014F 2015F 2016F Numero delle imprese Fatturato Costo delle materie prime e servizi Costo del personale MOL Investimenti Occupazione Fatturato medio per impresa MOL/Fatturato 5,8% 8,5% 12,9% 12,9% 8,7% 9,1% 9,7% 10,1% 10,1% Investimenti/Fatturato 4,7% 4,5% 4,3% 3,3% 4,4% 4,4% 4,6% 4,7% 4,8% Fatturato medio per dipendente Costo medio per dipendente * stime UBI Banca su dati Istat Nei prossimi anni si prevede un aumento del MOL in percentuale del fatturato per effetto del recupero del mark-up, che è stato fortemente penalizzato dalla pressione esercitata dalla Grande Distribuzione Organizzata Gli investimenti dovrebbero tornare a crescere in percentuale del fatturato dopo il declino registrato nel corso degli ultimi tre anni 17 Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat

18 Analisi STRATEGICA 18

19 La questione dimensionale Settore Alimentari & Bevande Nel contesto della crescente internazionalizzazione del settore, le dimensioni aziendali, tendenzialmente molto contenute e a controllo familiare rappresentano un limite allo sviluppo. Il settore alimentare italiano è infatti estremamente frammentato, con migliaia di aziende con fatturati molto bassi. Industrie Alimentari: aziende 2,0% 0,2% 18,1% Industria delle Bevande: aziende 4,8% 0,8% 29,5% 64,9% 79,6% 3-9 addetti addetti addetti >250 addetti 3-9 addetti addetti addetti >250 addetti 19 Fonte elaborazioni UBI Banca su dati Istat - Censimento dell'industria e dei servizi 2011 (pubblicato in novembre 2013)

20 La questione dimensionale Imprese e addetti per classi di fatturato dell industria alimentare, delle bevande e del tabacco e nell industria manifatturiera in Italia (anni 2007 e 2010 composizione %) Settore Anno < Industria alimentare, delle bevande e del tabacco Industria manifatturiera Industria alimentare, delle bevande e del tabacco Industria manifatturiera tra e Imprese Classi di fatturato in euro tra e tra e > Totale (valore assoluto) ,3 58,4 6,2 4,0 8, ,9 56,1 6,4 4,1 8, ,4 45,9 9,2 6,8 10, ,0 44,0 8,8 6,3 9, Addetti ,6 28,4 7,0 5,8 54, ,9 26,5 7,1 6,0 54, ,7 16,5 8,1 8,7 63, ,9 16,3 8,0 8,4 61, Circa l 80% del totale delle imprese dell industria alimentare, delle bevande e del tabacco presentano un fatturato inferiore a 500 mila euro. D altra parte solo l 8,5% del totale delle imprese del settore realizza un fatturato superiore a 2 milioni di euro. Queste ultime, però, impiegano oltre la metà degli addetti del settore. 20 Fonte : ISMEA, Istat

21 La questione dimensionale Dimensione media delle imprese dell industria alimentare, delle bevande e del tabacco e dell industria manifatturiera per alcuni Paesi dell UE27 e Dimensione media delle imprese dell industria alimentare e delle bevande e dell industria manifatturiera in Italia (numero di addetti per impresa - anno 2010) , ,0 13,8 12,7 12,4 12,8 14 7,6 9,4 10,5 14,6 26,8 33,1 13,3 10,7 20,4 5,9 6, ,8 8,1 7,2 6,4 7,3 8,8 8,6 7,8 6,8 7,6 10,6 9,9 9,5 9,0 9, Italia Francia Germania Spgna Gran Bretagna UE27 Alimentare Totale 0 Industria alimentare Industria delle bevande Industria alimentare, dell bevande e del tabacco Industria manifatturiera 0 Le dimensioni aziendali del settore in Italia sono minori di quelle rilevate nei principali Paesi europei. 21 Fonte : ISMEA, Istat

22 La questione del valore aggiunto Settore Alimentari & Bevande La debolezza strutturale derivante da dimensioni molto ridotte trova riflesso nel fatto che le imprese dell industria alimentare si appropriano di una quota bassa del valore aggiunto prodotto dall intera filiera agroalimentare. Nel 2011 (ultimo dato disponibile) fatto 100 il valore totale del valore aggiunto prodotto dall intera filiera agroalimentare, la quota relativa all industria alimentare era pari solo al 10,3%. Inoltre questa quota è diminuita nel 2011 (ultimo dato disponibile) rispetto al livello registrato nel 2008 ed è molto probabile che si sia verificato un calo ulteriore nel corso degli ultimi tre anni. Negli ultimi anni, infatti, dovrebbe essere cresciuta la quota del valore aggiunto a beneficio del commercio per effetto della pressione che la Grande Distribuzione Organizzata ha esercitato sul mark-up delle imprese alimentari per far fronte al calo dei consumi che ha riguardato anche i generi alimentari. La quota di valore aggiunto delle imprese italiane dell industria alimentare e delle bevande è molto inferiore a quella delle imprese tedesche e francesi. 22

23 La questione del valore aggiunto Ripartizione del valore aggiunto lordo fra gli attori della filiera (2008 e 2011) ,3 10,7 6,1 24,2 15,2 16, ,7 10,3 5,1 24,1 15,8 16,5 19, Prodotti esteri destinati al consumo VA prodotti alimentari trasformati VA prodotti agricoli VA trasporto e commercio VA altri settori Import di beni intermedi Imposte Fatto 100 il valore aggiunto lordo complessivamente realizzato dall intera filiera agroalimentare italiana, nel 2011 soltanto il 10,3% è andato a remunerazione dell industria alimentare 23 Fonte : elaborazioni UBI Banca su dati ISMEA

24 Il comparto della trasformazione alimentare: dal valore aggiunto lordo al NOPAT Industria alimentare ,3 5,3 2,9 3,0 2,4 2,0 Totale valore aggiunto 10,3 10,6 Agricoltura ,9 3,1 1,1 6, ,6 2,7 0,7 5,0 Commercio e trasporto ,3 10,6 3,1 3,3 10,9 10,2 24,3 24, ,7 2,7 6,8 15,2 Altri settori ,1 2,8 6,8 15, Salari Ammortamenti Risultato netto Nel 2011 il risultato netto dell industria alimentare era equivalente solo al 2,0% del valore aggiunto lordo totale prodotto dall intera filiera agroalimentare italiana 24 Fonte : elaborazioni UBI Banca

25 Le risposte strategiche La qualità come principale punto di forza competitiva Settore Alimentari & Bevande Nell industria alimentare e delle bevande italiana la qualità è stata individuata come principale leva competitiva dalla quasi totalità delle imprese (dalle piccole alle grandi). L obbiettivo strategico principale, quindi, è acquisire un vantaggio competitivo facendo leva sulla qualità dei prodotti, non sul prezzo Indipendentemente dalla dimensione, infatti, il prezzo è indicato come punto di forza competitiva solo da circa un terzo del campione del settore alimentare, mentre nel settore delle bevande questa percentuale risulta essere lievemente più alta. 100% 90% Industrie Alimentari e delle Bevande - Principali punti di forza competitiva delle imprese per attività economica (in % del totale aziende) -Anno % 90% 80% % sul totale aziende del settore 70% 60% 50% 40% 30% 20% 30% 24% 38% 29% 20% 20% Prezzo Qualità Flessibilità produttiva Diversificazione Produttiva 10% 0% Industrie alimentari Industria delle bevande 25 Fonte : elaborazioni UBI Banca su dati ISTAT

26 Le risposte strategiche Le imprese alimentari sulla difensiva Settore Alimentare Se la qualità rappresenta la principale leva competitiva delle imprese italiane tanto dell industria alimentare quanto delle bevande, le strategie adottate differiscono fra i due comparti Nell industria alimentare, infatti, la strategia principale consiste nel difendere la quota di mercato Tuttavia, al crescere della dimensione aziendale assumono un rilevo crescente le strategie di sviluppo. Fra le imprese con oltre 50 addetti, infatti, difesa della quota di mercato, aumento della gamma prodotti e accesso a nuovi mercati sono indicate come strategie adottate dalla stessa percentuale di imprese. 90% Industrie Alimentari -Principali strategie adottate dalle imprese per attività economica (in % sul totale) - Anno % 70% 72% 75% 77% 71% 69% 68% 67% 68% % sul totale aziende del settore 60% 50% 40% 30% 20% 10% 40% 23% 6% 53% 50% 11% 13% 13% Difesa della quota di mercato Aumento gamma prodotti/servizi Accesso a nuovi mercati Attivazione/incremento di relazioni tra imprese 0% 3-9 addetti addetti addetti > 250 addetti 26 Fonte : elaborazioni UBI Banca su dati ISTAT

27 Le risposte strategiche Le imprese delle bevande all offensiva Settore Bevande Le imprese del settore bevande appaiono molto più orientate di quelle alimentari verso strategie di sviluppo. Infatti l accesso a nuovi mercati viene indicata dal 73,3% del campione complessivo quale strategia principale. Questa quota è stabile attraverso le classi dimensionali, a differenza di quanto osservato nel settore alimentare. Quindi le imprese italiane delle bevande sono fortemente orientate allo sviluppo delle vendite all estero anche quando le dimensioni aziendali sono molto contenute. 90% Industria delle Bevande -Principali strategie adottate dalle imprese per attività economica (in % sul totale) - Anno % 78% 79% 77% % sul totale aziende del settore 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 70% 63% 38% 14% 68% 50% 8% 70% 61% 12% 69% 46% 8% Difesa della quota di mercato Aumento gamma prodotti/servizi Accesso a nuovi mercati Attivazione/incremento di relazioni tra imprese 0% 3-9 addetti addetti addetti > 250 addetti 27 Fonte : elaborazioni UBI Banca su dati ISTAT

28 Le risposte strategiche Il livello di internazionalizzazione Settore Alimentari & Bevande La maggior rilevanza strategica delle vendite all estero nel settore delle bevande rispetto a quello alimentare trova riflesso nel diverso livello di internazionalizzazione delle imprese. Infatti mentre nel settore alimentare solo il 24% delle imprese ha l estero come principale mercato di riferimento, questa percentuale sale al 76% nel settore delle bevande. 100% Industrie Alimentari e delle Bevande per mercato di riferimento (in % del totale aziende) - Anno % 24% % sul totale aziende del settore 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 16% 60% 76% 18% Mercati esteri Mercato nazionale Mercato locale 0% Industrie alimentari 6% Industria delle bevande 28 Fonte : elaborazioni UBI Banca su dati ISTAT

29 Le risposte strategiche Il livello di internazionalizzazione Settore Alimentari & Bevande Nel settore alimentare la quota di fatturato realizzata nei mercati esteri è direttamente proporzionale alle dimensioni aziendali. Infatti mentre l estero rappresenta il mercato di riferimento solo per il 17% delle piccole imprese, questa quota sale all 89% per le imprese con oltre 250 addetti. Nel settore delle bevande il livello di internazionalizzazione delle vendite è elevato anche per le piccole imprese. Infatti l estero rappresenta il mercato di riferimento per il 71% delle piccole imprese, una percentuale non lontana dall 85% rilevato fra le imprese con oltre 250 addetti. 100% Industrie Alimentari per mercato di riferimento (in % del totale aziende) - Anno 2011 Industria delle Bevande per mercato di riferimento (in % del totale aziende) - Anno % 90% 17% 90% % sul totale aziende del settore 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 14% 44% 72% 89% 24% 69% 20% 32% 8% 3-9 addetti addetti addetti > 250 addetti Mercati esteri Mercato nazionale Mercato locale % sul totale aziende del settore 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 71% 83% 85% 90% 21% 14% 8% 7% 15% 3% 2% 3-9 addetti addetti addetti > 250 addetti Mercati esteri Mercato nazionale Mercato locale 29

30 Gli ostacoli alla competitività Mancanza di finanza oppure di domanda? Settore Alimentari & Bevande La mancanza di risorse finanziarie è un ostacolo per la competitività per il 45% delle imprese alimentari e per il 39% delle imprese delle bevande. Tuttavia questa percentuali scendono drasticamente all aumentare delle dimensioni aziendali: per le imprese con oltre 250 addetti la mancanza di risorse finanziarie è un ostacolo per la competitività solo per il 21% delle imprese alimentari e per il 15% di quelle delle bevande. Per le imprese di dimensioni maggiori è molto maggiore la quota di imprese che indica nella mancanza di domanda il principale ostacolo alla competitività. % sul totale aziende del settore 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% Industrie Alimentari e delle Bevande - Principali fattori che hanno ostacolato la competitività delle imprese per attività economica (in % del totale aziende) - Anno % 26% 36% 39% 32% 42% 22% 22% Mancanza di risorse finanziarie Scarsità/mancanza di domanda Oneri amministrativi e burocratici Contesto socio ambientale 10% 5% 0% Industrie alimentari Industria delle bevande 30

31 La questione della finanza Settore Alimentari & Bevande Dai dati dell ultimo censimento imprese dell Istat emerge che la mancanza di risorse finanziarie è un ostacolo alla competitività delle imprese del settore soltanto per le micro imprese. Queste evidenze coincidono con quanto rilevato elaborando i dati di bilancio delle medie imprese sia del settore alimentare che delle bevande. Le nostre analisi mostrano infatti livelli di indebitamento in tendenziale diminuzione. Pertanto per le imprese del settore di dimensioni maggiori la finanza non costituisce in genere un ostacolo per lo sviluppo dei piani aziendali. Esse dispongono di risorse sufficienti per finanziare sia i programmi di investimento per l internazionalizzazione che per l eventuale crescita per linee esterne. In molti casi, infatti, le imprese maggiori del settore godono di un elevata capacità di generazione di liquidità che potrebbe consentire di aumentare i livelli di indebitamento rispetto a quelli correnti, sempre allo scopo di finanziare i programmi di espansione, sia organici che per linee esterne. 31

32 Le risposte strategiche Sintesi Settore Alimentari & Bevande Imprese di piccole dimensioni Per le imprese di piccole dimensioni, che hanno nel mercato interno il loro mercato di riferimento, la strategia seguita dalla maggior parte delle imprese è stata orientata alla difesa della quota di mercato. L atteggiamento strategico prevalente, quindi, è di carattere difensivo. Imprese di dimensioni medie Per le imprese di dimensioni medie la strategia adottata è stata più complessa: per una quota elevata delle imprese, infatti, la difesa della quota di mercato si è accompagnata infatti alla ricerca di nuovi accessi sui mercati esteri Imprese di dimensioni maggiori Per le imprese di dimensioni maggiori l accesso ai nuovi mercati è stata una strategia fortemente adottata per dare spinta alla crescita. Tuttavia questa strategia è stata unita all allargamento della gamma prodotti. Infatti ampliare l offerta di gamma consente di ottimizzare la scala relativamente ai costi di marketing e distribuzione, un obiettivo particolarmente rilevante quando si sostengono i costi di ingresso nei mercati esteri 32

33 Il quadro competitivo e le prospettive del settore Limiti strutturali vs potenzialità elevate STRENGHT WEAKNESS Forte patrimonio di produzioni tradizionali Notorietà mondiale dei prodotti tipici Stretto legame fra prodotti tipici e territorio Prevalenza di piccole imprese Dipendenza elevata dal mercato interno Scarsità di marchi propri SWOT OPPORTUNITY THREATH Crescita per linee esterne Accesso nuovi mercati Ampliamento gamma prodotti Redditività inadeguata Pressione crescente da parte della GDO Costi elevati di internazionalizzazione 33

34 Linee di sviluppo Consolidamento I limiti della dimensione aziendale rappresentano un vincolo sia per la crescita, sia per la redditività dell impresa. Il loro superamento rappresenta quindi una condizione imprescindibile per raggiungere ritorni adeguati che consentano di creare valore. Allargamento gamma prodotti Marketing e distribuzione presentano delle forti economie di scala. Quindi l incidenza dei rispettivi costi sul fatturato tende a diminuire al crescere dei volumi venduti. Ciò rende attraente l allargamento del perimetro dei prodotti commercializzati/distribuiti attraverso i canali già esistenti, sia allargando il perimetro a prodotti collaterali a quelli già venduti, sia creando dei nuovi filoni di prodotti che possono essere distribuiti mediante la piattaforma commerciale e logistica già esistente. Sviluppo marchi propri Sia nel mercato nazionale che in quelli esteri la redditività può essere migliorata se il prodotto viene caratterizzato da un marchio proprio fortemente riconosciuto. Questa necessità diviene ancor più sentita in questa fase in cui la grande distribuzione organizzata tende a ridurre il numero delle referenze, concentrandosi soltanto su quelle che raggiungono un turnover soddisfacente. Sviluppo estero L internazionalizzazione richiede investimenti elevati quando si tratta di entrare nella distribuzione organizzata estera. Questi investimenti non riguardano solo il marketing, ma anche la produzione (che deve essere in linea con gli standard di sicurezza alimentare richiesti) e la logistica. Pertanto anche l internazionalizzazione richiede dimensioni minime adeguate. 34

35 Conclusioni L industria alimentare e delle bevande italiana presenta dei limiti strutturali legati principalmente alle ridotte dimensioni aziendali. Nell attuale fase di crisi dei consumi interni anche di generi alimentari e di conseguente forte pressione commerciale da parte della GDO, il settore realizza dei ritorni insufficienti per creare valore. In questo quadro le piccole imprese del settore alimentare sono orientate verso strategie puramente difensive, mentre nel settore delle bevande tutte le imprese, comprese quelle piccole, sono orientate verso strategie di sviluppo, in particolare per quanto riguarda l accesso ai mercati esteri. Le imprese alimentari di dimensioni maggiori, però, sembrano più propense ad adottare strategie di sviluppo basate sia sull internazionalizzazione che sull allargamento della gamma prodotti. Nel complesso, quindi, l intero settore appare dinamicamente orientato a cogliere le opportunità di crescita legati ai mercati esteri. Per realizzare queste strategie di sviluppo, è prevedibile che nei prossimi due anni accelererà il processo di crescita per linee esterne ed allo stesso aumenteranno gli investimenti per il potenziamento organico della capacità produttiva. 35

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