La Direttiva Mifid. Principali novità e procedure di adeguamento. Avv. Fabio Civale Milano, 17 aprile 2007

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1 La Direttiva Mifid Principali novità e procedure di adeguamento Milano, 17 aprile

2 Linea dell intervento A. La Direttiva MIFID B. Regole di condotta e categorie di clientela C. Valutazione di adeguatezza - Valutazione di appropriatezza 2

3 Linea dell intervento D. Il servizio di execution only E. Consulenza in materia di investimenti F. Promotore finanziario - tied agent 3

4 Linea dell intervento G. Conflitti di interesse - Inducemtens H. Best execution I. Requisiti organizzativi - Outsourcing 4

5 A. La Direttiva MIFID 5

6 A. La Direttiva Mifid In data 11 maggio 1999 la Commissione Europea ha approvato il Financial Services Acion Plan il cui obiettivo dichiarato è la creazione di un mercato unico europeo dei servizi finanziari. Nella sessione del 17 luglio 2000 il Consiglio ha istituito il Comitato dei saggi (Committee of Wise Men) per la regolamentazione dei mercati dei valori mobiliari europei. Il rapporto finale del comitato (c.d. rapporto Lamfalussy, dal nome del suo presidente) presentato nel febbraio 2001, è stato approvato dal Consiglio Europeo di Stoccolma del 23 marzo

7 A. La Direttiva Mifid Il rapporto Lamfalussy prevede un approccio basato su 4 livelli: 1) Principi quadro - normativa primaria; 2) Misure di esecuzione - normativa secondaria; 3) Cooperazione - recepimento della normativa primaria e secondaria 4) Verifica - controllo dell adeguamento da parte dei singoli Stati Membri 7

8 A. La Direttiva Mifid La Direttiva 2004/39/CE adottata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio in data 21 aprile 2004 individua i principi quadro (primo livello). La Direttiva 2006/73/CE adottata dalla Commissione in data 10 agosto 2006 contiene indicazioni in merito alle modalità di esecuzione della Direttiva 2004/39/CE con particolare riferimento ai requisiti di organizzazione e le condizioni di esercizio dell attività degli intermediari (secondo livello). 8

9 A. La Direttiva Mifid Il 10 agosto 2006 è stato altresì emanato il Regolamento (CE) n. 1287/2006 della Commissione recante modalità di esecuzione della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli obblighi in materia di registrazioni per le imprese di investimento, la comunicazione delle operazioni, la trasparenza del mercato, l ammissione degli strumenti finanziari alla negoziazione e le definizione di taluni termini ai fini di tale direttiva (secondo livello) 9

10 A. La Direttiva Mifid Direttiva 2004/39/CE Direttiva 2006/73/06 Regolamento 1287/06 Entrata in vigore 30 aprile settembre settembre 2006 Attuazione - recepimento 31 gennaio gennaio 2007 Applicazione - efficacia 1 novembre novembre novembre giugno 2007 (art ) 10

11 A. La Direttiva Mifid La Direttiva MIFID è stata recepita in Italia (cfr. legge 18 aprile 2005, n art. 10 della legge 6 febbraio 2007, n. 13). Il legislatore si è peraltro limitato a fissare solo i principi quadro della nuova disciplina, delegando al governo l adozione dei dovuti provvedimento attuativi. 11

12 A. La Direttiva Mifid Il Ministero del Tesoro, nel mese di marzo 2007, ha pubblicato un documento di pubblica consultazione relativo alla bozza di decreto di recepimento della Direttiva MIFID, contenente modifiche al Testo Unico della Finanza (d. lgs. 24 febbraio 1998, n. 58). A seguito dell approvazione del decreto di recepimento e di modifica del T.U.F., la CONSOB sarà chiamata ad adottare i dovuti provvedimenti secondari di attuazione che implicheranno una modifica del Regolamento Intermediari n /98. 12

13 A. La Direttiva Mifid Obiettivi della Direttiva Creazione di un mercato unico europeo dei servizi finanziari Rafforzamento del sistema di tutela per gli investitori Innalzamento del livello di competizione tra le imprese di investimento Innalzamento del livello di competizione tra mercati regolamentati, sistemi multilaterali e internalizzatori sistematici 13

14 A. La Direttiva Mifid Titolo I: Definizioni e ambito di applicazione (artt. 1-4); Titolo II: Condizioni per l autorizzazione e l esercizio delle attività applicabili alle imprese di investimento (artt. 5-35); Titolo III: Mercati regolamentati (artt ); Titolo IV: Autorità competenti (att ); Titolo V: Disposizioni finali (artt ) 14

15 A. La Direttiva Mifid Ambito di applicazione La Direttiva MIFID si applica alle imprese di investimento e ai mercati regolamentati. Le norme relative alle condizioni di esercizio dei servizi e delle attività di investimento, si applicano altresì agli enti creditizi. 15

16 A. La Direttiva Mifid La Direttiva MIFID non si applica: Esenzioni (artt. 2-3) alle imprese di assicurazioni; agli OICR; alle persone che prestano servizi di investimento esclusivamente alla propria impresa madre; alle persone che forniscono consulenza in materia di investimenti nell esercizio di un altra attività professionale non disciplinata dalla MIFID, a condizione che tale consulenza non sia remunerata 16

17 A. La Direttiva Mifid Servizi e attività di investimento (Allegato I) 1) Ricezione e trasmissione di ordini riguardanti strumenti finanziari 2) Esecuzione di ordini per conto dei clienti 3) Negoziazione per conto proprio 4) Gestione di portafogli 5) Consulenza in materia di investimenti 6) Assunzione a fermo di strumenti finanziari e collocamento di strumenti finanziari sulla base di un impegno irrevocabile 7) Collocamento di strumenti finanziari senza impegno irrevocabile 8) Gestione di sistemi multilaterali di negoziazione 17

18 A. La Direttiva Mifid Servizi e attività di investimento (Allegato I) La gestione di portafogli è definita come la gestione su base discrezionale e individualizzata di portafogli di investimento nell ambito di un mandato conferito dai clienti, qualora tali portafogli includano uno o più strumenti finanziari. L esecuzione di ordini per conto dei clienti è definito come la conclusione di accordi di acquisto o di vendita di uno o più strumenti finanziari per conto dei clienti. 18

19 A. La Direttiva Mifid Servizi e attività di investimento (Allegato I) La negoziazione per conto proprio è definita come la contrattazione ai fini della conclusione di operazioni riguardanti uno o più strumenti finanziari nelle quali il negoziatore impegna posizioni proprie. Il negoziatore in conto proprio si distingue dal: market maker la cui funzione è fornire liquidità al mercato e che non ha clienti diretti ; internalizzatore sistematico che si pone in contropartita diretta con il cliente in modo organizzato, frequente e sistematico (cfr. art. 4, paragrafo 1, n. 7 Direttiva 2004/39/CE - art. 21 del Regolamento 1287/06). 19

20 A. La Direttiva Mifid Servizi e attività di investimento (Allegato I) La gestione di un sistema multilaterale di negoziazione rappresenta un servizio di investimento soggetto a specifica autorizzazione. Un sistema multilaterale di negoziazione è definito come un sistema multilaterale gestito da un impresa di investimento o da un gestore del mercato che consente l incontro - al suo interno ed in base a regole non discrezionali - di interessi multipli di acquisto e vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, in modo da dare luogo a contratti ai sensi del Titolo II. 20

21 A. La Direttiva Mifid Servizi accessori (Allegato I) 1) Affitto di cassette di sicurezza e amministrazione di strumenti finanziari per conto dei clienti, custodia di contante e collateral 2) Concessione di finanziamenti finalizzati all esecuzione di operazioni in strumenti finanziari in cui interviene l impresa di investimento 3) Consulenza alle imprese 4) Servizio di cambi collegato alla prestazione di servizi di investimento 5) Ricerca in materia di investimenti e analisi finanziaria o altre forme di raccomandazioni generali riguardanti operazioni in strumenti finanziari 6) Servizi connessi con l assunzione a fermo 7) Servizi collegati ad operazioni in strumenti finanziari derivati 21

22 A. La Direttiva Mifid Strumenti finanziari L Allegato I, Sezione C, della Direttiva 2004/39/CE contiene l elencazione degli strumenti finanziari. Le principali novità sono: strumenti finanziari derivati su merci; strumenti finanziari derivati per il trasferimento del rischio di credito (credit derivatives); strumenti finanziari derivati relativi a variabili climatiche (weather derivatives); strumenti finanziari derivati connessi a quote di emissioni (emission derivatives). 22

23 B. Regole di condotta e clientela 23

24 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Il Considerando n. 31 della Direttiva 2004/39/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio stabilisce che: Uno degli obiettivi della presente direttiva è proteggere gli investitori. Le misure destinate a proteggere gli investitori dovrebbero essere adeguate alle specificità di ciascuna categoria di investitori (clienti retail, professionali e controparti). 24

25 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Il Considerando n. 5 della Direttiva 2006/73/CE della Commissione delle Comunità Europee stabilisce che: per quanto riguarda la tutela degli investitori ed in particolare la comunicazione di informazioni agli investitori o la richiesta di informazioni agli investitori si deve tenere conto della natura del cliente o potenziale cliente, ovvero della sua qualità di cliente al dettaglio o di cliente professionale. 25

26 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela La Direttiva 2004/39/CE distingue 3 categorie di investitori: Controparti qualificate (Eligible counterparties); Clienti professionali (Professional client); Clienti al dettaglio (Retail client). 26

27 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Il cliente professionale è il cliente che soddisfa i criteri stabiliti nell Allegato II della Direttiva 2004/39/CE (cfr art. 4, paragrafo 1, punto 11 della Direttiva 2004/39/CE). Cliente al dettaglio è il cliente che non è un cliente professionale (cfr art. 4, paragrafo 1, punto 12 della Direttiva 2004/39/CE). 27

28 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela La categoria delle controparti qualificate è un sottoinsieme della categoria dei clienti professionali. In particolare: tutte le controparti qualificate rientrano nella categoria dei clienti professionali ; non tutti i clienti professionali rientrano nella categoria delle controparti qualificate. 28

29 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Ai sensi dell Allegato II della Direttiva 2004/39/CE: un cliente professionale è un cliente che possiede l esperienza, le conoscenze e la competenza necessarie per prendere le proprie decisioni in materia di investimenti e valutare correttamente i rischi che assume. 29

30 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela L Allegato II della Direttiva 2004/39/CE distingue i clienti professionali in due categorie: i clienti professionali (di per sé); i clienti che possono essere trattati come professionali su richiesta. 30

31 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Ai sensi della Direttiva 2004/39/CE, dovrebbero essere considerati come clienti professionali (di per sé) per tutti i servizi e gli strumenti di investimento: 1. enti creditizi, imprese di investimento, altri istituti finanziari autorizzati o regolamentati, imprese di assicurazione, organismi di investimento collettivo e società di gestione di tali organismi, fondi pensione e società di gestione di tali fondi, negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci, singoli membri di una borsa, altri investitori istituzionali. 31

32 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela 2. Le imprese di grandi dimensioni che rispondano, a livello di singola società, ad almeno due dei seguenti criteri dimensionali: - totale di bilancio: 20 milioni di Euro; - fatturato netto: 40 milioni di Euro; - fondi propri: 2 milioni di Euro 32

33 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela 3. i governi nazionali e regionali, gli enti pubblici incaricati della gestione del debito pubblico, le banche centrali, le istituzioni internazionali e sovranazionali, come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Centrale Europea, la Banca Europea per gli Investimenti ed altre organizzazioni internazionali analoghe; 4. altri investitori istituzionali la cui attività principale è investire in strumenti finanziari, compresi gli enti dediti alla cartolarizzazione di attivi o altre transazioni finanziarie. 33

34 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela L impresa di investimento deve informare il cliente, prima di qualunque prestazione di servizi, che il cliente è stato classificato e verrà considerato quale cliente professionale. L impresa di investimento deve altresì informare il cliente del fatto che lo stesso potrà richiedere un livello più elevato di protezione. 34

35 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela I clienti professionali possono richiedere all impresa di investimento un trattamento non professionale, qualora ritengano di non essere in grado di valutare o gestire correttamente i rischi assunti. A tal fine, è necessario un accordo scritto tra il cliente professionale che richiede un livello di protezione più elevato e l impresa di investimento, ove si precisi quale o quali sono i servizi o le operazioni o il tipo o i tipi di prodotti o operazioni cui intende applicarsi. 35

36 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Ai sensi della Direttiva 2004/39/CE, possono essere considerati clienti professionali, qualora ne facciano specifica richiesta all impresa di investimento: - gli investitori che non siano considerati professionali di per sé, inclusi gli organismi del settore pubblico; - i singoli investitori privati; purché a seguito di una valutazione della competenza, delle esperienza e delle conoscenze dell investitore l impresa di investimento possa ragionevolmente ritenere (...) che l investitore è in grado di adottare proprie decisioni di investimento e di comprendere i rischi che assume. 36

37 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela In sede di valutazione della competenza del cliente dovrebbero essere rispettati almeno due dei seguenti criteri: - l investitore deve aver effettuato operazioni di dimensioni significative sul mercato in questione con una frequenza media di 10 operazioni a trimestre nei quattro trimestri precedenti; - il valore del portafoglio di strumenti finanziari dell investitore, ( ) deve superare Euro; - l investitore lavora o ha lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che richieda la conoscenza delle operazioni e dei servizi previsti. 37

38 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Per essere considerati clienti professionali su richiesta, occorre esperire la seguente procedura: - i clienti devono comunicare per iscritto all intermediario che desiderano essere trattati come clienti professionali rispetto a tutti o a specifici rapporti o operazioni; - l intermediario deve avvertire i clienti per iscritto di quali sono le norme di tutela cui i clienti rinunciano; - i clienti devono dichiarare per iscritto, in un documento separato al contratto, di essere a conoscenza delle conseguenze derivanti dalla non applicazione di tali norme di tutela. 38

39 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Prima di accettare richieste di rinuncia a protezione, le imprese di investimento devono adottare tutte le misure ragionevoli possibili per accertarsi che il cliente che chiede di essere considerato cliente professionale soddisfi i requisiti previsti. 39

40 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Controparti qualificate sono i soggetti nei confronti dei quali le imprese di investimento, allorquando prestano i servizi di negoziazione per conto proprio o per conto terzi, ovvero di ricezione e trasmissione ordini, non sono tenute ad osservare gli obblighi di cui agli artt. 19, 21 e 22 paragrafo 1 della Direttiva 2004/39/CE. 40

41 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Nell ambito della categoria delle controparti qualificate, è possibile distinguere le controparti qualificate (di per sé); i clienti che possono essere trattati come controparti qualificate su richiesta. 41

42 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Ai sensi dell art. 24, paragrafo 2, della Direttiva 2004/39/CE, sono da considerare controparti qualificate: le imprese di investimento, gli enti creditizi, le imprese di assicurazioni, gli OICVM e le loro società di gestione, i fondi pensione e le loro società di gestione, altri istituzioni finanziarie comunitarie; negoziatori per contro proprio di merci e strumenti derivati su merci; 42

43 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela imprese che prestano servizi e/o esercitano attività di investimento consistenti esclusivamente nel negoziare per conto proprio nei mercati dei contratti finanziari a termine (future) o di opzione o in altri mercati di strumenti derivati ( ); 43

44 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Governi nazionali e i loro corrispondenti uffici, compresi gli organismi pubblici incaricati della gestione del debito pubblico; le banche centrali; le organizzazioni sovranazionali 44

45 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Gli Stati Membri, in sede di recepimento della Direttiva, potranno ampliare la categoria delle controparti qualificate (di per sé) inserendovi anche altre imprese considerati clienti professionali ai sensi dell Allegato II, parte I, punti 1, 2 e 3 della Direttiva 2004/39/CE (ad esempio le imprese di grandi dimensioni che superino le soglie quantitative stabilite nell Allegato II, parte I, punto 2 della Direttiva). 45

46 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela I soggetti inseriti tra le controparti qualificate (di per sé) in sede di recepimento della Direttiva, potranno essere trattati come controparti qualificate solo nel caso in cui abbiamo manifestato una conferma esplicita di accettazione di tale qualifica sotto forma di accordo generale o in relazione alle singole operazioni (cfr. art. 24, paragrafo 3, della Direttiva 2004/39/CE). 46

47 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela La classificazione come controparte qualificata (di per sé) non pregiudica il diritto del soggetto di chiedere, in via generale o per ogni singola negoziazione, di essere trattato come un cliente i cui rapporti con l impresa di investimento sono soggetti agli articoli 19, 21 e 22 (cfr. art. 24, paragrafo 2, comma 2 della Direttiva 2004/39/CE - art. 50, paragrafo 2 della Direttiva 2006/73/CE). 47

48 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela In sede di recepimento della Direttiva 2004/39/CE, gli Stati membri avranno la facoltà di riconoscere come controparti qualificate su richiesta imprese che rientrano in una delle categorie di clienti che devono essere considerati clienti professionali ai sensi dell Allegato II, parte II, della Direttiva 2004/39/CE (cfr. art. 50 della Direttiva 2006/73/CE). 48

49 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela I clienti al dettaglio sono i soggetti che non rientrano in alcuna delle categorie proprie dei clienti professionali (cfr art. 4, paragrafo 1, punto 12 della Direttiva 2004/39/CE). 49

50 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela I clienti professionali (e le controparti qualificate) devono informare l impresa di investimento di eventuali cambiamenti che potrebbero influenzare la loro classificazione. Se l impresa di investimento constata che il cliente non soddisfa più le condizioni necessarie per ottenere il trattamento riservato ai clienti professionali (ed alle controparti qualificate) deve adottare provvedimenti appropriati. 50

51 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Le imprese di investimento sono autorizzate a continuare a considerare clienti professionali i clienti che sono già stati così classificati in base alle vecchie metodologie, purché la classificazione sia stata accertata dall'impresa di investimento sulla base di un'adeguata valutazione della perizia, dell'esperienza e delle conoscenze del cliente, per cui esiste una sicurezza ragionevole, alla luce della natura delle transazioni o dei servizi previsti, che il cliente è in grado di prendere le proprie decisioni in materia di investimenti ed è consapevole dei rischi che assume. Dette imprese di investimento informano i propri clienti sulle condizioni fissate nella Direttiva in materia di classificazione dei clienti (art. 71, paragrafo 6 della Direttiva 2004/39/CE). 51

52 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Se i clienti sono già stati classificati come clienti professionali in base a parametri e procedure simili alle nuove disposizioni, la loro classificazione non dovrebbe cambiare per effetto dell'entrata in vigore dei nuovi criteri di classificazione (Diretta 2004/39/CE, Allegato II, punto II.2); 52

53 B. Regole di condotta e clientela Classificazione della clientela Il contenuto letterale dell art. 6, comma 2-quinquies, lett. b), punto 4 della bozza di decreto di recepimento della Direttiva MIFID pubblicato dal Ministero del Tesoro, induce a ritenere che il legislatore italiano abbia inteso esercitare la facoltà prevista dalla Direttiva di estendere la categoria delle controparti qualificate di per sè ad altre categorie di imprese che saranno individuate dalla Consob. Dalla lettura del testo della bozza di decreto, sembrerebbe peraltro che il legislatore italiano non abbia ritenuto di esercitare le facoltà previste dalla Direttiva di secondo livello in merito all individuazione della categoria delle controparti qualificate su richiesta. 53

54 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: a) deve informare chiaramente i clienti, prima di agire per loro conto, della natura generale e/o delle fonti dei conflitti di interesse non diversamente evitabili ed in grado di arrecare un pregiudizio per il cliente (cfr. art. 18, paragrafo 2, della Direttiva 2004/39/CE); 54

55 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: b) deve notificare al cliente la sua classificazione ( cliente al dettaglio, cliente professionale o controparte qualificate ) e deve informarlo sulla possibilità di richiedere una diversa classificazione (illustrando anche le conseguenze che ne deriverebbero) (art. 28, paragrafi 1 e 2, della Direttiva 2006/73/CE); 55

56 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: c) deve comunicare chiaramente al cliente, prima della prestazione del servizio di investimento, l'esistenza, la natura e l'importo (o il metodo di calcolo) di commissioni e competenze versate a terzi o percepite da terzi (art. 19, paragrafo 1 della Direttiva 2004/39/CE - art. 26 della Direttiva 2006/73/CE); 56

57 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: d) deve adottare tutte le misure ragionevoli per ottenere il migliore risultato possibile per il cliente, nell'ambito del servizio di esecuzione degli ordini (art. 21, paragrafo 1, della Direttiva 2004/39/CE - art. 44 della Direttiva 2006/73/CE); 57

58 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: e) deve comunicare al cliente la strategia di esecuzione degli ordini che l'impresa di investimento intende adottare, deve ottenere il relativo consenso del cliente, facendo poi in modo di poter dimostrare al cliente che l'ordine è stato eseguito in conformità alla strategia stabilita (cfr. art. 21, paragrafi 3 e 5, della Direttiva 2004/39/CE - art. 46 della Direttiva 2006/73/CE); 58

59 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: f) deve comunicare al cliente se la strategia di esecuzione degli ordini che l'impresa di investimento intende adottare prevede che gli ordini possono essere eseguiti al di fuori di un mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione, e deve ottenere il relativo consenso esplicito e preventivo del cliente (cfr. art. 21, paragrafo 3, comma 3 della Direttiva 2004/39/CE); 59

60 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: g) deve fornire al cliente una descrizione generale della natura e dei rischi degli strumenti finanziari (cfr. art. 19, paragrafo 3, della Direttiva 2004/39CE - art. 31 della Direttiva 2006/73/CE); 60

61 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: h) è tenuta a fornire al cliente "adeguate relazioni" sui servizi prestati (cfr. art. 19, paragrafo 8, della Direttiva 2004/39/CE - artt. 40 e 41, paragrafo 1, della Direttiva 2006/73/CE); 61

62 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: i) quando presta servizi di investimento diversi dalla consulenza e gestione patrimoniale, deve ottenere dal cliente le informazioni necessarie in merito a conoscenze ed esperienza in materia di investimenti, nonché valutare l appropriatezza del servizio prestato (cfr. art. 19, paragrafo 5, della Direttiva 2004/39/CE); 62

63 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: j) quando presta i servizi di investimento di consulenza e gestione patrimoniale deve ottenere dal cliente le informazioni necessarie in merito a conoscenze ed esperienza in materia di investimenti, situazione finanziaria ed obiettivi di investimento, nonché valutare l adeguatezza del servizio prestato (cfr. art. 19, paragrafo 4, della Direttiva I); 63

64 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: k) deve ottenere il consenso esplicito del cliente al fine di utilizzare, per conto proprio, gli strumenti finanziari di pertinenza del cliente (cfr. art. 13, paragrafo 7, della Direttiva 2004/39/CE); 64

65 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: l) deve adottare tutte le misure necessarie al fine di ottenere l esecuzione rapida degli ordini dei clienti aventi ad oggetto azioni quotate sui mercati regolamentati (cfr. art. 22 paragrafo 2, della Direttiva 2004/39/CE); 65

66 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: m) deve scegliere e monitorare con competenza, cura e diligenza i terzi depositari presso i quali l intermediario deposita gli strumenti finanziari del cliente (cfr. art. 13, paragrafo 7, della Direttiva 2004/39/CE - art. 17, paragrafo 1, della Direttiva 2006/73/CE); 66

67 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: n) deve agire nel migliore interesse del cliente nell ambito del servizio di gestione individuale di portafogli e del servizio di ricezione e trasmissione di ordini (cfr. art. 19, paragrafo 1, della Direttiva 2004/39/CE - art. 45, della Direttiva 2006/73/CE); 67

68 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: o) deve informare il cliente della possibilità di aggregazione di un suo ordine con altri ordini (cfr. art. 48, della Direttiva 2006/73/CE); 68

69 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: p) non deve assegnare le operazioni in modo dannoso per il cliente quando l ordine del cliente è stato aggregato con un ordine in conto proprio dell intermediario (cfr. art. 49, della Direttiva 2006/73/CE); 69

70 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: q) deve fornire al cliente informazioni in merito: (i) il nome e l indirizzo dell impresa di investimento ed i relativi contatti; (ii) le lingue nelle quali il cliente può comunicare con l impresa di investimento; (iii) i metodi di comunicazione; (iv) una dichiarazione che l impresa di investimento è autorizzata ed il nome e l indirizzo di contatto dell autorità competente che l ha autorizzata; (v) quando l impresa di investimento opera tramite un agente collegato, una dichiarazione in tal senso in cui viene specificato lo Stato membro in cui tale agente è registrato; 70

71 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: q) (vi) la natura, la frequenza e le date delle relazioni sull esecuzione del servizio che l impresa di investimento presta al cliente, (vii) se l impresa di investimento detiene strumenti finanziari o fondi di clienti, una descrizione sintetica delle misure adottate dall impresa per assicurare la loro protezione, compresi i dati principali di qualsiasi sistema di indennizzo degli investitori o di garanzia dei depositi pertinente che si applichi all impresa in virtù delle sue attività in uno Stato membro; 71

72 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: q) (viii) una descrizione, eventualmente in forma sintetica, della politica seguita dall impresa in materia di conflitti di interesse; (ix) ogniqualvolta il cliente lo richieda, maggiori dettagli circa tale politica in materia di conflitti di interesse su un supporto durevole o tramite un sito Internet (qualora esso non costituisca un supporto durevole) (cfr. art. 19, paragrafo 3, della Direttiva 2004/39/CE - art. 30, paragrafo 1, della Direttiva 2006/73/CE); 72

73 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: r) quando propone di fornire il servizio di gestione del portafoglio ad un cliente al dettaglio (in aggiunta alle informazioni sopra previste) deve comunicare al cliente i seguenti dati: (i) informazioni sul metodo e sulla frequenza di valutazione degli strumenti finanziari contenuti nel portafoglio del cliente; (ii) i dettagli di eventuali deleghe della gestione discrezionale della totalità o di una parte degli strumenti finanziari o dei fondi contenuti nel portafoglio del cliente; (iii) la descrizione di qualsiasi parametro di riferimento al quale verrà raffrontato il rendimento del portafoglio del cliente; 73

74 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: r) (iv) i tipi di strumenti finanziari che possono essere inclusi nel portafoglio del cliente e i tipi di operazioni che possono essere realizzate su tali strumenti, inclusi eventuali limiti; (v) gli obiettivi di gestione, il livello del rischio entro il quale il gestore può esercitare la sua discrezionalità ed eventuali specifiche restrizioni a tale discrezionalità (cfr. art. 30, paragrafo 3, della Direttiva 2006/73/CE); 74

75 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: s) deve fornire ai clienti al dettaglio informazioni sui costi e sugli oneri connessi ai servizi (cfr. art. 19, paragrafo 3, della Direttiva 2004/39/CE - art. 33 della Direttiva 2006/73/CE); 75

76 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: t) deve fornire al cliente informazioni in ordine alla salvaguardia degli strumenti finanziari e dei fondi del cliente (cfr. art. 19, paragrafo 3, della Direttiva 2004/39/CE - art. 32 della Direttiva 2006/73/CE); u) deve informare il cliente quando le perdite relative a operazioni di gestione di portafoglio o operazioni con passività potenziali abbiano superato determinate soglie (cfr. art. 19, paragrafo 8, della Direttiva 2004/39/CE art. 42 della Direttiva 2006/73/CE); 76

77 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: v) allorquando fornisce servizi di investimento diversi dalla consulenza in materia di investimenti ad un nuovo cliente al dettaglio, per la prima volta dopo la data di applicazione della Direttiva MIFID, deve concludere un accordo di base scritto, su carta o altro supporto durevole, con il cliente in cui vengono fissati i diritti e gli obblighi essenziali dell impresa e del cliente (cfr. art. 19, paragrafi 1 e 7 della Direttiva 2004/39/CE - art. 39 della Direttiva 2006/73/CE); 77

78 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: w) deve assicurare che tutte le informazioni indirizzate al cliente al dettaglio, comprese le comunicazioni di marketing, siano presentate in maniera tale da risultare corrette, chiare e non fuorvianti. Le comunicazioni di marketing devono essere chiaramente identificabili come tali (cfr. art. 19, paragrafo 2, della Direttiva 2004/39/CE - art. 27 della Direttiva 2006/73/CE); 78

79 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili a tutte le categorie di clientela L'impresa di investimento: x) deve sottoporre al cliente le informazioni relative al contratto in tempo utile ed in ogni caso prima della stipulazione del contratto stesso o prima della prestazione del servizio di investimento (cfr. art. 19, paragrafo 3, della Direttiva 2004/39/CE art. 29, paragrafo 1, della Direttiva 2006/73/CE). 79

80 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili ai clienti professionali Nei rapporti con i clienti professionali gli intermediari sono tenuti a rispettare le regole di condotta indicate in precedenza dalla lettera a) alla lettera p). 80

81 B. Regole di condotta e clientela Regole di condotta applicabili alle controparti qualificate Nei rapporti con le controparti qualificate, le imprese di investimento allorquando prestano i servizi di negoziazione per conto proprio o per conto terzi, ovvero di ricezione e trasmissione ordini, non sono tenute ad osservare gli obblighi di cui agli artt. 19, 21 e 22 paragrafo 1 della Direttiva 2004/39/CE. Fermo quanto sopra, nei rapporti con le controparti qualificate si applicano le regole di condotta applicabili ai clienti professionali. 81

82 C. Adeguatezza / Appropriatezza 82

83 C. Adeguatezza / Appropriatezza L art. 19 della Direttiva 2004/39/CE distingue tra: valutazione di adeguatezza (at. 19, paragrafo 4); valutazione di appropriatezza (art. 19, paragrafo 5). 83

84 C. Adeguatezza / Appropriatezza Il Considerando n. 56 della Direttiva 2006/73/CE stabilisce che: è necessario prevedere regole distinte per le modalità pratiche della valutazione dell adeguatezza ( ) e della valutazione di appropriatezza ( ). Tali valutazioni hanno un ambito di applicazione diverso per quanto riguarda i servizi di investimento ai quali si riferiscono e hanno diverse funzioni e caratteristiche. 84

85 C. Adeguatezza / Appropriatezza Valutazione di adeguatezza Ai sensi dell art. 19, paragrafo 4, della Direttiva 2004/39/CE, quando effettua consulenza in materia di investimenti o gestione di portafoglio, l impresa di investimento ottiene le informazioni necessarie in merito alle conoscenze e esperienze del cliente o potenziale cliente in materia di investimenti riguardo al tipo specifico di prodotto o servizio, alla situazione finanziaria e agli obiettivi di investimento per essere in grado di raccomandare i servizi di investimento e gli strumenti finanziari adatti al cliente o potenziale cliente. 85

86 C. Adeguatezza / Appropriatezza Valutazione di adeguatezza Le informazioni riguardanti la situazione finanziaria di un cliente o potenziale cliente includono, laddove pertinenti, dati sulla fonte e sulla consistenza del suo reddito regolare, delle sue attività, comprese le sue attività liquide, dei suoi investimenti e beni immobili e dei suoi impegni finanziari regolari (cfr. art. 35, paragrafo 3, della Direttiva 2006/73/CE). 86

87 C. Adeguatezza / Appropriatezza Valutazione di adeguatezza Le informazioni riguardanti gli obiettivi di investimento di un cliente o potenziale cliente includono dati sul periodo di tempo per il quale il cliente desidera conservare l investimento, le sue preferenze in materia di rischio, il suo profilo di rischio e le finalità dell investimento, laddove pertinenti (cfr. art. 35, paragrafo 4 della Direttiva 2006/73/CE). 87

88 C. Adeguatezza / Appropriatezza Disposizioni comuni Le informazioni relative alle conoscenze ed esperienza del cliente in materia di investimenti - presupposto sia della valutazione di adeguatezza che della valutazione di appropriatezza - devono essere basate su: (i) i tipi di servizi, operazioni e strumenti finanziari con i quali il cliente ha dimestichezza; (ii) la natura, il volume e la frequenza delle operazioni su strumenti finanziari realizzate dal cliente e il periodo durante il quale queste operazioni sono state eseguite; (iii) il livello di istruzione e la professione o, se rilevante, la precedente professione del cliente. (cfr. art. 37 della Direttiva 2006/73/CE). 88

89 C. Adeguatezza / Appropriatezza Valutazione di adeguatezza Un operazione di investimento potrà essere ritenuta adeguata se soddisfa i seguenti criteri: (i) corrisponda agli obiettivi di investimento del cliente; (ii) sia di natura tale che il cliente sia finanziariamente in grado di sopportare qualsiasi rischio connesso all investimento compatibilmente coni suoi obiettivi di investimento; (iii) sia di natura tale per cui il cliente possiede le necessarie esperienze e conoscenze per comprendere i rischi inerenti all operazione o alla gestione del suo portafoglio. (cfr. art. 35, paragrafo 1, della Direttiva 2006/73/CE) 89

90 C. Adeguatezza / Appropriatezza Valutazione di adeguatezza Quando l impresa di investimento non ottiene le informazioni necessarie ai fini della valutazione di adeguatezza, non raccomanda i servizi di investimento o gli strumenti finanziari al cliente o potenziale cliente (cfr. art. 35, paragrafo 5 della Direttiva 2006/73/CE). 90

91 C. Adeguatezza / Appropriatezza Valutazione di appropriatezza Quando prestano servizi di investimento diversi dalla consulenza in materia di investimenti o gestione del portafoglio, le imprese di investimento chiedono al cliente di fornire informazioni in merito alle sue conoscenze e esperienze in materia di investimenti riguardo al tipo specifico di prodotto o servizio proposto o chiesto, al fine di determinare se il servizio o il prodotto in questione è appropriato al cliente (cfr. art. 19, paragrafo 5, della Direttiva 2004/39/CE - art. 36, della Direttiva 2006/73/CE). 91

92 C. Adeguatezza / Appropriatezza Valutazione di appropriatezza L impresa di investimento ha il diritto di presumere che un cliente professionale abbia il livello di esperienze e conoscenze necessario per comprenderei rischi connessi a quei determinati servizi di investimento od operazioni o a quei tipi di operazioni o prodotti per i quali il cliente è classificato come cliente professionale. (cfr. art. 36, della Direttiva 2006/73/CE). 92

93 C. Adeguatezza / Appropriatezza Valutazione di appropriatezza Qualora il cliente scelga di non fornire le informazioni richieste dall impresa di investimento circa le sue conoscenze ed esperienze, ovvero qualora tali informazioni siano insufficienti, l impresa di investimento avverte il cliente che la sua decisione impedirà di determinare se il servizio o prodotto sia appropriato a lui. Qualora l impresa ritenga che il prodotto o servizio non sia appropriato al cliente, avverte il cliente di tale circostanza. 93

94 C. Adeguatezza / Appropriatezza Valutazione di appropriatezza Le imprese di investimento non sono tenute a compiere la valutazione di appropriatezza quando prestano servizi di investimento che consistono unicamente nell esecuzione e/o nella ricezione e trasmissione di ordini del cliente (c.d. execution only ) 94

95 D. Execution only 95

96 D. Execution only Art. 19, paragrafo 6, della Direttiva 2004/39/CE Le imprese di investimento quando prestano servizi di investimento che consistono unicamente nell'esecuzione e/o nella ricezione e trasmissione di ordini del cliente (execution only), con o senza servizi accessori, non sono tenute ad acquisire dai clienti le informazioni relative alle sue conoscenze ed esperienze in materia di investimenti, né ad effettuare la valutazione di appropriatezza se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni: 96

97 D. Execution only (segue) Art. 19, paragrafo 6, della Direttiva 2004/39/CE -il servizio prestato deve avere ad oggetto azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, o in un mercato equivalente di un paese terzo, strumenti del mercato monetario, obbligazioni o altri titoli di credito (escluse le obbligazioni o titoli di credito che incorporano uno strumento derivato), OICVM ed altri strumenti finanziari non complessi; -il servizio è prestato su iniziativa del cliente o potenziale cliente (cfr. considerando n. 30 della Direttiva 2004/39/CE); 97

98 D. Execution only (segue) Art. 19, paragrafo 6, della Direttiva 2004/39/CE -il cliente o potenziale cliente è stato chiaramente informato che l'impresa di investimento non è tenuta a valutare l'idoneità dello strumento o servizio prestato o proposto. Quest'avvertenza può essere fornita utilizzando un formato standardizzato; - l'impresa di investimento rispetta i propri obblighi in tema di conflitto di interessi. 98

99 D. Execution only Art. 38 della Direttiva 2006/73/CE Uno strumento finanziario che non sia menzionato all articolo 19, paragrafo 6, primo alinea, della Direttiva I è considerato non complesso se soddisfa i seguenti criteri: a) non deve trattarsi di strumenti finanziari che rientrano nell ambito di applicazione dell articolo 4, paragrafo 1, punto 18), lettera c), né dell Allegato I, sezione C, punti da 4) a 10), della direttiva 2004/39/CE; b) devono esistere frequenti opportunità di cedere, riscattare o realizzare altrimenti tale strumento a prezzi che siano pubblicamente disponibili; 99

100 D. Execution only Art. 38 della Direttiva 2006/73/CE (segue) c) non deve implicare alcuna passività effettiva o potenziale per il cliente che vada oltre il costo di acquisizione dello strumento; d) devono essere pubblicamente disponibili informazioni sufficientemente complete e di agevole comprensione sulle sue caratteristiche, in modo tale che il cliente al dettaglio medio possa prendere una decisione informata in merito alla realizzazione o meno di un operazione su tale strumento. 100

101 D. Execution only Considerando n. 30 della Direttiva 2004/39/CE Un servizio dovrebbe essere considerato come prestato su iniziativa del cliente a meno che il cliente lo richieda in risposta ad una comunicazione personalizzata da o per conto dell'impresa a quel particolare cliente, che contiene un invito o è intesa a influenzare il cliente rispetto ad uno strumento finanziario o operazione finanziaria specifici. Un servizio può essere considerato come prestato su iniziativa del cliente nonostante il cliente lo richieda sulla base di comunicazioni contenenti una promozione o offerta di strumenti finanziari effettuate con mezzi che siano per natura generali e rivolti al pubblico o a un più ampio gruppo o categoria di clienti o di potenziali clienti. 101

102 D. Execution only Nell ambito del servizio di execution only l impresa di investimento: a) non è tenuta ad effettuare la valutazione di appropriatezza; b) deve rispettare la regola della best execution. In caso di ricezione e trasmissione ordini la regola si tramuta in un obbligo di diligente ed efficace selezione degli intermediari che possano garantire la miglior esecuzione possibile dell ordine; c) deve rispettare la disciplina dei conflitti di interesse. 102

103 E. Consulenza in materia di investimenti 103

104 E. Consulenza in materia di investimenti L attività di consulenza in materia di investimenti, ad oggi, non risulta soggetta al principio della riserva di attività, ossia può essere liberamente prestata da qualunque soggetto, sia in forma individuale che in forma societaria. 104

105 E. Consulenza in materia di investimenti La Direttiva MIFID ha introdotto importanti modifiche alla disciplina del servizio di consulenza in materia di investimenti, tra cui: l inclusione della consulenza in materia di investimenti tra i servizi di investimento (art. 4, paragrafo 1, punto n. 4 e Allegato 1, Sezione A); la possibilità per le autorità nazionali competenti di delegare le funzioni di vigilanza e di autorizzazione delle imprese di investimento che esercitino in via esclusiva il servizio di consulenza ad organismi di regolamentazione privati (art. 5, paragrafo 5, della Direttiva 2004/39/CE); 105

106 E. Consulenza in materia di investimenti obblighi più stringenti in materia di conflitti di interesse e per le imprese di investimento multifunzionali che prestino cioè, accanto al servizio di consulenza, altri servizi di investimento (art. 18, paragrafo 1, della Direttiva 2004/39/CE); regole di comportamento più severe per le imprese di investimento che prestino il servizio di consulenza, in materia di informazioni che l intermediario è tenuto ad acquisire dal cliente (art. 19, paragrafo 4, della Direttiva 2004/39/CE); definizione di un regime particolare in materia di adeguatezza patrimoniale per le imprese di investimento che forniscono in via esclusiva il servizio di consulenza in materia di investimenti (art. 67, paragrafi 1 e 3 della Direttiva 2004/39/CE) 106

107 E. Consulenza in materia di investimenti La Direttiva definisce il servizio di consulenza in materia di investimenti come la prestazione di raccomandazioni personalizzate ad un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa dell impresa di investimento, riguardo ad una o più operazioni relative a strumenti finanziari (art. 4, paragrafo 1, punto n. 4 della Direttiva 2004/39/CE). 107

108 E. Consulenza in materia di investimenti Il considerando n. 3 della Direttiva 2004/39/CE, prevede che Per via della sempre maggior dipendenza degli investitori dalle raccomandazioni personalizzate è opportuno includere la consulenza in materia di investimenti tra i servizi di investimento che richiedono un autorizzazione. L Allegato I Elenco dei servizi, delle attività e degli strumenti finanziari della Direttiva, ricomprende la consulenza in materia di investimenti tra i servizi e le attività di investimento (Allegato I, Sezione A, punto n. 5 della Direttiva 2004/39/CE ). 108

109 E. Consulenza in materia di investimenti La ratio alla base della scelta del legislatore comunitario di definire la consulenza finanziaria come servizio di investimento deriva dalla considerazione che tale servizio costituisce un attività delicata (o, se si vuole, pericolosa ) dal momento che coinvolge, alla stregua degli altri servizi di investimento, direttamente il pubblico risparmio. Essa quindi necessita di essere riservata a soggetti in possesso di determinate caratteristiche e sottoposti a controlli pubblicistici. 109

110 E. Consulenza in materia di investimenti Il considerando n. 79 della Direttiva 2006/73/CE prevede che La consulenza in merito a strumenti finanziari fornita in un quotidiano, giornale, rivista o in qualsiasi altra pubblicazione destinata al pubblico in generale (incluso tramite Internet) o trasmissione televisiva o radiofonica non deve essere considerata come una raccomandazione personalizzata ai fini della definizione di «consulenza in materia di investimenti» di cui alla direttiva 2004/39/CE. 110

111 E. Consulenza in materia di investimenti Il considerando n. 81 della Direttiva 2006/73/CE prevede che una consulenza generica in merito ad un tipo di strumento finanziario non è una consulenza in materia di investimenti ai fini della direttiva 2004/39/CE, in quanto la presente direttiva specifica che, ai fini della direttiva 2004/39/CE, la consulenza in materia di investimenti è limitata alla consulenza in merito a determinati strumenti finanziari. 111

112 E. Consulenza in materia di investimenti La definizione dell attività di consulenza in materia di investimenti ex art. 4, paragrafo 1, punto n. 4 della Direttiva 2004/39/CE va raccordata con il disposto dell art. 52 della Direttiva 2006/73 ove si precisa che per raccomandazione personalizzata deve intendersi una raccomandazione che viene fatta ad una persona nella sua qualità di investitore e che deve essere presentata come adatta per tale persona o basata sulla considerazione delle caratteristiche della persona. 112

113 E. Consulenza in materia di investimenti Ai sensi dell art. 52 della Direttiva 2006/73/CE, tale raccomandazione personalizzata deve avere ad oggetto la realizzazione di un operazione quale: a) comprare, vendere, sottoscrivere, scambiare, riscattare, detenere uno strumento finanziario o assumere garanzie nei confronti dell emittente rispetto a tale strumento; b) esercitare o non esercitare i diritti connessi allo strumento finanziario (comprare, vendere, sottoscrivere, scambiare o riscattare) 113

114 E. Consulenza in materia di investimenti L inclusione dell attività di consulenza in materia di investimenti tra i servizi di investimento ha le seguenti implicazioni: i consulenti in materia di investimenti saranno definiti come imprese di investimento ai sensi dell art. 4, paragrafo 1, punto n. 1) della Direttiva 2004/39/CE; i consulenti in materia di investimenti saranno soggetti ai requisiti di autorizzazione iniziale (artt. 5-15) nonché alle condizioni di esercizio (artt ) previsti per la prestazione dei servizi di investimento nella Direttiva 2004/39/CE; 114

115 E. Consulenza in materia di investimenti i soggetti, ivi comprese le persone fisiche che, sotto il vigore della attuale disciplina, prestano consulenza in materia di investimenti come attività esclusiva, dovranno obbligatoriamente ottenere l autorizzazione ad operare quali imprese di investimento, con l eccezione dei c.d. consulenti indipendenti; le imprese che svolgono attività di consulenza in materia di investimenti potranno svolgere la loro attività su base transfrontaliera o a distanza con clienti stabiliti in tutta la Comunità sotto il controllo esclusivo dell autorità del paese d origine, avvalendosi del c.d. passaporto unico. 115

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