Sperimentazione del sistema di valutazione della qualità dei servizi educativi:

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1 Sperimentazione del sistema di valutazione della qualità dei servizi educativi: l esperienza del territorio piacentino Provincia di Piacenza Settore Sistema Scolastico ed educativo Istruzione e università. Servizi alla persona e alla comunità Fotografia di Giulio Merli

2 Piacenza: terra di confine Il territorio di Piacenza è caratterizzato dall essere terra di confine. Collocate al confine tra due regioni dal forte profilo identitario (la regione Emilia Romagna e la Lombardia) Piacenza si caratterizza per apertura all eterogeneità e contemporaneamente è costantemente coinvolta in un faticoso processo di definizione identitaria.

3 Il Tavolo di Coordinamento Provinciale: il suo profilo Il Cpp di Piacenza 24 coordinatori pedagogici 69 servizi educativi 6 cp realtà comunali 18 cp privato sociale.

4 Dalle linee guida regionale alla sperimentazione territoriale

5 Premesse alla sperimentazione bisogni espressi dai servizi educativi ( Educatori e genitori a confronto ): miglioramento della qualità dei servizi e della cultura che li sostiene forte bisogno di co-evolvere insieme ritrovando identità territoriale per sostenere e di includere le diversità locali.

6 Premesse alla sperimentazione Sostenere senza sostituire Percorso formativo triennale rivolto ai cp e a tutto il personale dei servizi. piattaforma comune su cui appoggiare il lavoro di sperimentazione ha permesso di cogliere le potenzialità del sistema di qualificazione e valutazione.

7 Motivazioni e obiettivi territoriali tre fondamentali obiettivi: istituzionalizzazione dei valori educativi condivisi in un Progetto Pedagogico territoriale. Sistematizzazione di una metodologia di lavoro caratterizzata dall alternarsi di praticariflessone-pratica. rafforzare la risposta alla richiesta identitaria del territorio

8 Dimensionamento della sperimentazione territoriale 22 servizi educativi (1 per cp) : 18 nidi d'infanzia 1 sezione di nido aggregata a scuola per l'infanzia 1 spazio bambini 1 centro bambini genitori 1 gruppo educativo domiciliare. Di questi servizio 21 sperimentano tutte le voci del progetto pedagogico, 1 servizio sperimenta solo la tematica relazioni proposte educative.

9 metodologia le scelte procedurali atte a garantire: Il coinvolgimento e la partecipazione a diversi livelli di tutti gli attori Piattaforme procedurali comuni e spazi di flessibilità Analizzare il documento delle Linee Guida in modo dettagliato ed approfondito

10 SEGMENTAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE IN 4 FASI CORRISPONDENTI ALLE DIMENSIONI E ALLE SOTTODIMENSIONI INDICATE DALLE LINEE GUIDA REGIONALI. Fotografia di Alessandro Usuelli

11

12 Struttura procedurale per ciascuna fase cp e servizi in sperimentazione: attività riflessiva e auto valutativa sulla dimensione in oggetto. cpp: analisi e interpretazione del materiale prodotto dai servizi in sperimentazione in riferimento alla dimensione tutto il personale dei servizi educativi: appuntamento formativo di condivisione dei contenuti trasversali emersi in termini riflessivi,relativamente ai temi offerti dalla dimensione in oggetto e diffusione dell informazione rispetto agli aspetti procedurali dell intero sistema.

13 Processo attivato

14 Il nuovo Progetto Pedagogico Provinciale e la competenza professionale degli operatori VALERIA MARIANI TUTOR DEL COORDINAMENTO PEDAGOGICO PROVINCIALE DI PIACENZA

15 Strumenti: esito della sperimentazione GRAZIE ALLE FATICHE DEI SERVIZI IN SPERIMENTAZIONE IL CPP HA POTUTO MIGLIORARE LO STRUMENTO DI VALUTAZIONE E PRODURRE ALTRI DUE STRUMENTI A VANTAGGIO DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE: Quaderno di lavoro del sistema di valutazione dei servizi educativi di Piacenza. Approfondimenti metodologici del sistema di valutazione dei servizi educativi di Piacenza Progetto pedagogico territoriale e strumento di valutazione rielaborato

16 PP territoriale e Strumento di valutazione della qualità dei servizi educativi di Piacenza: un esempio DIMENSIONE: FUNZIONAMENTO DEL GRUPPO DI LAVORO SOTTODIMENSIONE: COORDINAMENTO DEL GRUPPO DI LAVORO

17 Collegialità CRITERIO Il gruppo di lavoro è composto da profili professionali differenti che hanno il compito di realizzare uno stile educativo coerente, pur nel rispetto delle loro specificità. Il suo scopo è la qualità del lavoro con bambini e famiglie a cui le diverse figure concorrono in modo conforme agli obiettivi del progetto pedagogico del servizio. La condivisione di tale scopo si realizza attraverso la chiarezza dei ruoli, ma anche attraverso la corresponsabilità e la valorizzazione di tutte le funzioni, garantendo una circolarità di confronti e scambi che consentano l ascolto ed il rispetto di tutte le figure. Pertanto la cura delle relazioni e la creazione di sistematici e programmati incontri del gruppo sono essenziali alla qualità del suo lavoro. Questo criterio di qualità è essenziale nella fase di cambiamento del gruppo, soggetto a modifiche per ricambio di personale o per riorganizzazione del servizio.

18 DESCRITTORI IL PERSONALE SI DISTRIBUISCE GLI INCARICHI DI LAVORO E PROGRAMMA INCONTRI DI CONFRONTO E VERIFICA PER MIGLIORARE IL SERVIZIO.

19 PER NULLA: IL DESCRITTORE E COMPLETAMENTE GUDIZIO ASSENTE Al descrittore non corrisponde una pratica, non è osservabile né direttamente né indirettamente e/o non è previsto nell organizzazione del servizio. POCO: IL DESCRITTORE E PRESENTE IN MODO INSODDISFACENTE Il descrittore corrisponde occasionalmente a una pratica, è faticosamente osservabile e rintracciabile e/o poco favorito dall organizzazione. ABBASTANZA: IL DESCRITTORE E PRESENTE IN MODO SODDISFACENTE Il descrittore è praticato ma non con continuità, è osservabile direttamente e/o indirettamente, presenta una buona sistematicità nell organizzazione del servizio MOLTO: IL DESCRITTORE E PRESENTE IN MODO PIU CHE SODDISFACENTE Il descrittore è verificabile da più fonti, esso rappresenta una pratica consueta in coincidenza con quanto dichiarato nel PP del servizio, oppure è elemento consolidato che si riflette nell organizzazione del servizio.

20 IPOTESI A REGIME

21 Risultati in termini di riflessività Fotografia di Annamaria Belloni

22 E nato un processo autoformativo che alterna osservazione della pratica, riflessività e ritorno innovativo nella pratica. Tale processo guida dal basso le trasformazioni mostrando una notevole potenza professionalizzante. modificazioni nel ruolo professionale percepito dagli operatori. conferme e trasformazioni relative al ruolo del coordinatore pedagogico. Fotografia di Annamaria Belloni

23 Nuove declinazioni di ruolo dell educatore Fotografia di Annamaria Belloni

24 COERENZ A rinnovata attenzione agli aspetti di coerenza tra ciò che il servizio dichiara nel proprio progetto pedagogico e ciò che è praticato nella quotidianità Fotografia di Annamaria Belloni

25 IDENTITA DI SERVIZIO visione d insieme: ruolo professionale come un insieme di competenze che appartengono ad una cultura di servizio. Fotografia di Annamaria Belloni

26 Idea di competenza meno incentrata sulle pratiche (saper fare) ma focalizzata sulla capacità di individuare gli aspetti significativi dei processi che si intendono attivare nei percorsi evolutivi La qualità del servizio è un prodotto del gruppo educativo GRUPPO DI LAVORO E COMPETENZE PROFESSIONALI Fotografia di Annamaria Belloni

27 Fotografia di Marco Rigamonti L immagine globale di qualità del servizio dipende dalla presenza di aspetti, tutti ugualmente rilevanti La capacità consapevole e esplicita di fare scelte è essenziale per la professionalità i Servizi educativi hanno per il territorio implicazioni sociali, politiche, istituzionali ZE Z E L O V E CONSAP

28 OSSERVAZIONE, GIUDIZIO E VALUTAZIONE La percezione dell incongruenza di giudizio è percepita come occasione evolutiva Il processo valutativo percepito come legato ad un oggetto specifico e ad un obiettivo concreto è stato vissuto e compreso nella propria aspirazione evolutiva ed auto formativa senza osservazione e valutazione non c è evoluzione Fotografia di Marco Rigamonti

29 FAMIGLIE E TERRITORIO Gli educatori riconoscono come propria responsabilità professionale la costruzione e il mantenimento di una relazione significativa con i genitori. Fotografia di Annamaria Belloni

30 PROGETTI DI MIGLIORAMENTO E FORMAZIONE I progetti di miglioramento sono percepiti come risposta ad un bisogno formativo che nasce dall analisi del quotidiano e persegue obiettivi concreti rivolti al bambino nati in seno alla riflessione collegiale Fotografia di Marco Rigamonti

31 Qualità, valutazione e ruolo del coordinatore pedagogico VIVIANA TANZI, FORMATRICE DEL COORDINAMENTO PEDAGOGICO PROVINCIALE DI PIACENZA

32 Nuove declinazio ni di ruolo del coordinato re pedagogic o Fotografia di Marco Rigamonti

33 UNICO SCOPO DEL CP RICERCARE LA QUALITA DEL SERVIZIO, FONDATA SU 4 ASSI: SOSTEGNO ALLO SVILUPPO DEL BAMBINO AFFIANCAMENTO NELLE RELAZIONI CON FAMIGLIE SUPPORTO AL GRUPPO DI LAVORO COSTRUZIONE DELLA COMUNITA EDUCANTE Fotografia di Marco Rigamonti

34 Il CP ha il compito di indirizzare, supportare, governare il confronto per trovare consapevoli e chiare coerenze tra quanto l utenza richiede, l ente gestore propone nelle sue finalità e gli operatori del servizio realizzano nella pratica COERENZA Fotografia di Annamaria Belloni

35 ESPLICITAZIO NE collegare il sapere pratico, in una cornice di senso pedagogica che ne espliciti le radici teoriche Fotografia di Annamaria Belloni

36 LETTURA DEI CAMBIAMENTI E RIPROGETTAZIONE Il CP ha il compito di interrogarsi sui bisogni delle famiglie, sulle trasformazioni sociali e culturali che portano a nuovo modelli educativi, sulle esigenze di sostegno che il gruppo di lavoro esprime per far fronte alla complessità della domanda dell utenza Fotografia di Marco Rigamonti

37 SUPPORTO AL GRUPPO DI LAVORO Consente la piena funzionalità del gruppo e realizzare gli obiettivi di qualità del servizio. Il suo scopo è potenziare le competenze professionali di tutti i componenti al fine di convergere coerentemente con gli obiettivi educativi scelti, Fotografia di Marco Rigamonti

38 QUALIFICAZIONE E VALUTAZIONE Governo del processo di qualificazione del servizio collegando le diverse dimensioni di qualità delle linee guida e traducendole nel proprio servizio in un insieme coerente e coordinato di azioni Fotografia di Marco Rigamonti

39 Risultati in termini di sostenibilità L ipotesi di sostenibilità del sistema di valutazione non sembra avere un forte impatto dal punto di vista della quantità di ore spesa dagli attori in gioco (20-25h) Piuttosto è onerosa in termini di fatica del gruppo di lavoro nell assumere una metodologia di lavoro così strutturata e nel trasformarla in ordinarietà. Comporta una riorganizzazione strutturale e un riassestamento del lavoro dei servizi in termini di priorità e di migliore Fotografia strutturazione dei di Annamaria Belloni

40 Punti critici Ridondanza di alcuni passaggi dovuti alla suddivisione in fasi, superabile in fase di messa a regime Carico di lavoro eccessivo dovuto all inserimento della sperimentazione nell ordinarietà lavorativa difficoltà per il personale non coinvolto nella sperimentazione di cogliere tutti i passaggi logici dei vari processi Non tutti gli enti gestori riescono al momento a ritagliare con sistematicità tempi esclusivamente dedicati alla valutazione sia ai coordinatori che al personale Fotografia di Marco Rigamonti

41 GRAZIE A TUTTI Fotografi Piacentini Giulio Merli Alessandro Usuelli: immagini prodotte ai fini del progetto di tesi "Resilient water traces" Marco Rigamonti e Annamaria Belloni: immagini tratte dalla mostra fotografica Strade straviste e mai viste: un itinerario in una Piacenza che non siamo abituati a vedere, a cura di laboratorio FOTOFABBRICA (Pc) Fotografia di Valeria Mariani

42 Un racconto, una metafora, un augurio SWING OF CHANGE Réalisé par Harmony BOUCHARD ; Raphael CENZI ; Joakim RIEDINGER ; Andy LE COCQ. Ecole Supérieure des Métiers Artistiques. Montpellier. France. ESMA. 2011

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