Linee programmatiche della X Legislatura

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2 Linee programmatiche della X Legislatura La DGR n 37/2013 individua le prime linee programmatiche per la redazione del Programma Regionale di Sviluppo della X Legislatura in ambito sociale e socio-sanitario La DGR individua i temi principali di sviluppo del sistema di welfare lombardo, poi ripresi e declinati nel PRS, parte Area Sociale, approvato nella seduta consiliare del 9 luglio Di seguito i capisaldi del PRS: Interventi per le famiglie Interventi per i soggetti a rischio di esclusione sociale Interventi per l infanzia, i minori e per gli asilo nido Ulteriore sviluppo della Legge regionale sulla famiglia Riorganizzazione della funzione dei consultori in Centri per la famiglia Valutazione degli esiti della sperimentazione del Fattore Famiglia Lombardo Istituzione di uno specifico fondo a sostegno delle famiglie fragili Sviluppo e rafforzamento delle politiche inclusive, con specifica attenzione alle situazioni di povertà, anche conseguenti alla crisi economica Istituzione di uno specifico fondo per la realizzazione di interventi e programmi di reinserimento sociale Ottimizzazione degli interventi di tutela dei minori e di quelli, anche economici, di sostegno alla natalità, alla maternità e alla paternità, nonché la valorizzazione dei Centri di Aiuto alla Vita Interventi per la disabilità Prosecuzione nell attuazione del Piano d Azione Regionale per le persone con disabilità con particolare attenzione ai minori e alle fragilità psichiche 2

3 Linee programmatiche della X Legislatura Programmazione e governo della rete dei servizi sociosanitari e sociali Differenziazione della rete d offerta sociale e sociosanitaria secondo criteri di intensità assistenziale, appropriatezza delle prestazioni e dei costi con conseguente marginalizzazione delle inappropriatezze Sviluppo di azioni nell area delle cure intermedie e potenziati gli interventi domiciliari Sviluppo di iniziative per prevenire e limitare il dilagare del fenomeno delle ludopatie Creazione di uno Sportello Unico per il Welfare Cooperazione ed associazionismo Potenziamento del Terzo Settore Introduzione di strumenti innovativi per la gestione del servizio civile Sviluppo di interventi finalizzati alla protezione, cura e sostegno delle vittime di violenza, con particolare riguardo alle donne e ai minori 3

4 L offerta dell ASL di Bergamo Offerta sociosanitaria Offerta sociale Anziani Disabili Minori Persone con dipendenze Malati terminali Famiglie Residenziale 60 RSA: RSD: 374 Post acuto: 7 progetti con 84 in sperimentazione 1 Alloggio protetto anziani: 7 4 Alloggi per l autonomia: Com. alloggio: Comunità educative e familiari: Comunità: Hospice: 42 Semi residenziale 29 CDI: Centri diurni per anziani: CSS: CDD: CSE: SFA: Servizi per l infanzia (nidi, micronidi, etc.): Servizi per i minori (CAG,etc): Riabilitaz. 6 Strutture Riabilitazione sociosanitaria: 276 degenza piena, 18 diurno continuo, di trattamenti ambulatoriali, trattamenti domiciliari Servizi Domiciliari Ambulatoriali Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) : utenti SAD: utenti SADH: 344 utenti ADM: 296 utenti 1 SMI e 6 SERT 23 Consultori 4

5 I provvedimenti della X Legislatura (1/2) Secondo le priorità individuate nella DGR 37/2013 e nel PRS sono stati assunti i seguenti provvedimenti: DGR n 45/2013 Differimento applicativo della DGR n IX/4879 del 21/2/2013 e disposizioni per assicurare continuità dell'erogazione delle prestazioni DGR n 63/2013 Definizione degli obiettivi aziendali di interesse regionale dei DDGG delle ASL per l anno Particolare riferimento agli indicatori di programmazione ed alle azioni innovative delle ASL DGR n 116/ Determinazioni in ordine all'istituzione del fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili: atto di indirizzo DGR n 144/2013 Determinazioni per l attuazione di interventi e misure a favore dei genitori separati con figli minori, con particolare riferimento alle situazioni di fragilità, integrata successivamente dalla DGR 681/2013 DGR n 326/2013 Modalità attuative del Fondo Sociale Regionale 2013 DGR n 392/2013 Attivazione di interventi a sostegno delle famiglie con la presenza di persone con disabilità, con particolare riguardo ai disturbi pervasivi dello sviluppo e dello spettro autistico DGR n 499/2013 Indicazioni per la fase migliorativa delle sperimentazioni avviate nell ambito della DGR 3239/2012 5

6 I provvedimenti della X Legislatura (2/2) DGR n 646/ Modalità operative per la predisposizione del bando per il sostegno dell associazionismo e delle reti di mutuo aiuto (Bando legge 23/1999) DGR n 740/2013 Approvazione del programma operativo regionale in materia di gravi e gravissime disabilità di cui al fondo nazionale per le non autosufficienze anno 2013 e alla DGR 2 agosto 2013, n determinazioni conseguenti DGR n 801/2013 Determinazioni in ordine alla promozione e qualificazione e sviluppo del servizio civile in Lombardia DGR n 856/ Primo provvedimento in attuazione della DGR n 116/2013 A breve è prevista l approvazione della DGR di riparto del Fondo Nazionale Politiche Sociali per anno

7 La DGR 63/2013 DGR n 63/2013 La DGR 63/2013 individua, tra gli obiettivi dei Direttori Generali delle ASL, l implementazione di 2 azioni innovative in ambiti strategici rispetto alle linee strategiche di sviluppo della X Legislatura. L obiettivo, oltre che attivare azioni finalizzate a garantire servizi ed interventi sempre più attenti alle esigenze delle persone residenti in Lombardia, è di sviluppare modelli che, partendo da una specifica analisi dei bisogni, siano in grado di essere applicati ai differenti contesti, come ben evidenziato nelle linee programmatiche dell attuale Legislatura. Gli ambiti di progettazione rispetto ai quali hanno presentato progettualità le ASL sono i seguenti: Sportello unico del welfare Evoluzione dei consultori in centri per la famiglia Attuazione DGR 116/2013 sui diversi ambiti: disabilità, anziani non autosufficienti, ludopatie, vittime di violenza Counseling a favore di soggetti con disturbi pervasivi dello sviluppo (attuazione DGR 392/2013) Supporto ai genitori separati 7

8 Sportello unico del welfare Numero progetti presentati: 7 ASL coinvolte Como Bergamo Cremona Lodi Lecco Monza - Brianza Milano I progetti presentati si pongono l obiettivo di creazione di uno Sportello unico e integrato in grado di informare i cittadini su tutte le iniziative e azioni in atto e di semplificare e facilitare le modalità di accesso del cittadino ai servizi sociosanitari del territorio, in un ottica di superamento della frammentazione dei servizi e degli interventi sul territorio. I progetti prevedono: di fornire risposte flessibili, appropriate, aggiornate e personalizzate agli utenti e alle famiglie ed eventualmente di riformulare la domanda per indirizzare gli utenti correttamente nella rete di offerta. in alcuni casi lo sportello unico del welfare sarà sede della valutazione multidimensionale del bisogno di garantire la continuità di presa in carico con i servizi specialistici competenti di divenire osservatori dei bisogni presenti sui territori locali 8

9 Centro per la famiglia Numero progetti presentati: 6 ASL coinvolte Bergamo Lecco Vallecamo Como nica Mantova Milano 2 I progetti presentati dalle ASL hanno l obiettivo di far evolvere i consultori familiari in centri per la famiglia, in grado di supportare la centralità della persona nei termini della tutela della vita in ogni sua fase e in ogni sua fragilità. Viene riconosciuto al consultorio familiare un ruolo cardine quale servizio multidisciplinare integrato finalizzato ad accompagnare e sostenere l individuo, coppia o famiglia nella risposta ai bisogni emersi. I progetti prevedono: l ampliamento delle funzioni dei consultori famigliari per accogliere i nuovi bisogni delle famiglie, come la presenza di anziani non autosufficienti o disabili a carico, allargando i target di utenza alle donne vittime di violenza e ai famigliari di soggetti colpiti dal gioco d azzardo patologico, ai genitori separati/divorziati il consolidamento degli interventi di orientamento e accompagnamento delle famiglie nella rete dei servizi, attraverso anche interventi di prevenzione dei bisogni. In una progettualità è prevista la funzione di valutazione multidimensionale del bisogno il rafforzamento e consolidamento delle azioni di rete per garantire una presa in carico integrata del territorio della famiglia l introduzione o la collaborazione con nuove figure professionali quali l educatore, il mediatore famigliare, il consulente legale e finanziario. 9

10 La DGR 116/2013: gli obiettivi Il Fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili viene istituito nel maggio 2013 con una serie di obiettivi: Orientare le politiche al bisogno di maggiore flessibilità espresso dalle famiglie Valorizzare le reti di prossimità: risorse professionali, organizzative e di servizi che si fanno carico delle persone nei loro contesti di vita Affiancare la persona e la sua famiglia con una programmazione articolata e flessibile Sostenere le persone fragili che non accedono alla rete d offerta sociosanitaria o che ricevono risposte frammentarie rispetto ai bisogni espressi Con DGR 856 del 25 ottobre 2013 viene approvato il primo provvedimento attuativo per dare un sostegno concreto alle famiglie che convivono con problematiche complesse derivanti da fragilità. 50 MILIONI per sostenere circa persone che oggi non accedono alla rete sociosanitaria dei servizi 10

11 La DGR 856/2013: primo provvedimento attuativo della DGR 116/2013 Misura Beneficiari / Posti sostenibili Strumento Residenzialità minori con grave disabilità 80 Voucher mensile corrispondente a 115 euro pro die Residenzialità leggera 500 Voucher mensile corrispondente a 12 euro pro die RSA/RSD aperta persone Voucher mensile di euro 500 Presa in carico ambulatoriale delle persone affette da gioco d azzardo patologico Sensibilizzazione ed informazione Accoglienza, presa in carico e cura Popolazione residente persone Voucher di 200 mensili Valore di massima per 6 mesi Euro Euro Euro Euro Euro Assistenza socio sanitaria di minori inseriti in comunità residenziali con provvedimento dell autorità giudiziaria minori Contributo giornaliero di 35 euro al comune affidatario Euro Valutazione del bisogno Tutti i soggetti coinvolti nelle misure Risorse attribuite alle ASL Euro

12 La DGR 326/2013 DGR n 326/2013 La D.G.R. 326 del 2013 dispone, per l anno 2013, 70 mln di Euro per il Fondo Sociale Regionale. Si tratta di risorse che, sommate alle risorse autonome dei Comuni e ad eventuali altre risorse, concorrono alla realizzazione delle azioni previste dal Piano di Zona Tali risorse andranno a cofinanziare i servizi e gli interventi afferenti alle aree seguenti: Minori: affidi, assistenza domiciliare per minori, servizi residenziali per minori, servizi per la prima infanzia, servizi diurni per minori Disabili: servizio di assistenza domiciliare, centro socio educativo, servizi di formazione all autonomia, comunità alloggio Anziani: assistenza domiciliare, alloggio protetto per anziani Rispetto alle suddette aree, verrà data particolare attenzione alle situazioni caratterizzate da specifiche fragilità socio-economiche È fondamentale per la Regione una regia unitaria di tutte le risorse, sociosanitarie e sociali, per soddisfare i bisogni attraverso un forte coordinamento tra tutti gli attori coinvolti. A tal fine, la DGR 326 del 2013 prevede che le ASL ed i Comuni per evitare duplicazioni e frammentazione, nell utilizzo delle risorse e nell erogazione degli interventi, e contestualmente garantirne appropriatezza, dovranno costituire una cabina di regia. 12

13 La DGR 740/2013 DGR n 740/2013 FNA 2013 RISORSE complessive di cui: cui si aggiungono da FSR a favore di persone con disabilità gravissima in ottica di budget di cura (misura 1) a supporto della permanenza al domicilio delle persone non autosufficienti/disabili gravi ed alle loro famiglie (misura 2) PRINCIPALI INTERVENTI Buono mensile di 1000 per l acquisto di prestazioni di assistenza (tutelare e/o educativa) o la fornitura diretta delle stesse da parte di famigliari o assistenti personali a favore delle persone con gravissima disabilità (misura 1) Buono mensile, anche a diversa intensità, fino ad un importo massimo mensile di 800 per l acquisto di prestazioni di assistenza (tutelare e/o educativa) o la fornitura diretta delle stesse da parte di famigliari o assistenti personali, con riferimento anche alla formulazione di progetti per la vita indipendente realizzata con l ausilio di assistenti personali (misura 2) Voucher mensile: per l acquisto di servizi complementari all'assistenza domiciliare o contributi sociali per periodi di sollievo (misura 2) Aspetti innovativi: La valutazione del bisogno multidimensionale è integrata tra ASL e Comuni Il Progetto Individuale è predisposto dall ASL in collaborazione con il Comune Viene introdotto il concetto di budget di cura 13

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