Le interviste integrali ai 7 gestori italiani vincitori

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1 + Sette gestori italiani incoronati dal Grand Prix + Come viene assegnato il rating ai fondi e ai gestori delle società di risparmio Le interviste integrali ai 7 gestori italiani vincitori Glauco Maggi parigi Queste le domande comuni per tutti: 1) Quale è stato il fondo che ha dato la miglior performance nel 2011 tra quelli della vostra scuderia, in assoluto e relativamente al benchmark di riferimento? 2) Che previsione di mercato prospettate in questi giorni alla vostra clientela, per il 2012, per i vostri fondi azionari? 3) E per quelli obbligazionari? 4) Qual è, per un investitore di lungo periodo, cioè oltre i anni, la ripartizione di portafoglio tra fondi monetari, obbligazionari e azionari che state suggerendo in questo periodo? 5) Futuro dell euro. Entro fine 2012 pensate che l eurozona abbia gli stessi paesi di adesso? E quale cambio con il dollaro ipotizzate per l euro per fine dicembre 2012? 6) Gli indici Usa sono da mesi in rally. Durerà? Credete nella ripresa Usa che pare avviata? 7) Borse in Europa e nei Paesi Emergenti. Quali prospettive di crescita hanno secondo voi nel corso del 2012? Ed ecco le risposte dei responsabili delle sette società vincitrici Per EPSILON Maria Bruna Riccardi, responsabile investimenti quantitativi 1) Il fondo di Epsilon SGR con la performance assoluta più elevata nel 2011 è Epsilon Cash, un prodotto di liquidità che ha realizzato un rendimento di +1,8% al netto di tutti gli oneri gravanti. In termini relativi, invece, il miglior fondo è stato il bilanciato Epsilon DLongRun che ha superato il proprio indice di riferimento dello 0,7%. 2) I nostri modelli di asset allocation suggeriscono di mantenere invariato il peso delle azioni in portafoglio, con un esposizione moderata. Da un lato, è necessario attendere conferme sull evoluzione del ciclo economico globale, dall altro, il rischio connesso con la situazione politica nell area Euro appare ancora elevato. Da inizio 2012 a oggi i mercati azionari hanno avuto un andamento positivo, in parte sulla spinta di un possibile rallentamento negli Stati Uniti meno marcato di quanto previsto, ma soprattutto per l impegno mostrato dai paesi della zona Euro nel voler risolvere la crisi del debito. Non aver colto l occasione consiglierebbe cautela nell aumentare il peso delle azioni in portafoglio in questo momento, d altra parte chi è riuscito a realizzare buoni rendimenti può comunque mantenere un posizionamento più prudente. 3) Quando si parla di obbligazioni è opportuno distinguere e specificare bene a quale mercato ci si riferisce, anche all interno dell area Euro. Con differenziali di rendimento tra governativi di diverso paese, e tra emissioni societarie, è possibile costruire un portafoglio che generi un buon reddito, anche con una duration contenuta. 4) Non crediamo opportuno dare indicazioni per un allocazione statica su un orizzonte temporale così lungo. Preferiamo suggerire prodotti di risparmio gestito che si pongano dei limiti di rischio e che lascino alla professionalità della società di gestione la libertà di definire, di periodo in periodo, l allocazione ottimale delle attività. Abbiamo visto, infatti, il mondo cambiare drasticamente negli ultimi 5 anni. Le allocazioni di portafoglio che la teoria definiva vincenti nel lungo periodo si sono dimostrate poco efficienti alla prova dei fatti: i mercati azionari europei in 10 anni (dal 2001 al 2011) non hanno generato valore, ma anche un indice globale come il MSCI World ha realizzato una performance media annua del 4%, con un premio per il rischio sostanzialmente nullo. 5) E una nostra ferma convinzione e riteniamo che nessuno dovrebbe augurarsi il contrario. L esclusione della Grecia creerebbe un pericoloso precedente togliendo credibilità al progetto di Unione Monetaria e riportando grande confusione e incertezza nei mercati. Difficile fare previsioni per il cambio Euro/Dollaro a fine anno, ci sono, infatti, fattori che possono supportare sia un forte apprezzamento sia un deprezzamento del cambio. Da non sottovalutare anche situazioni esogene come le elezioni presidenziali negli Stati Uniti: se escludiamo il 2004, in occasione delle ultime 10 elezioni il dollaro si è apprezzato nel corso dell anno. 6) Potrebbe proseguire il trend degli ultimi mesi, grazie al buon momentum di mercato, soprattutto se per la zona Euro dovesse profilarsi una soluzione più chiara attraverso, per esempio, il rafforzamento dei fondi salvastati (ESM-ESFS). Tuttavia a oggi le valutazioni non sono più particolarmente interessanti. Dal punto di vista macroeconomico aspettiamo che escano dati di conferma che il ciclo economico sia avviato effettivamente su un percorso migliore di quello ipotizzato nei mesi precedenti: di recente il mercato del lavoro è tornano a mostrare una dinamica brillante e l andamento dei consumi è rimasto sempre abbastanza sostenuto. 7) Le prospettive di crescita in Europa non sono buone per il 2012 e ci si attende un miglioramento solo a partire dal 2013, ma tutto dipenderà dalla capacità di agire dei governi dell Euro Zona. Per il momento, quindi, consigliamo cautela, pur essendo pronti ad aumentare l esposizione in portafoglio sulla base delle evoluzioni politiche. Come già accaduto tra la metà di dicembre e la prima decade di febbraio, infatti, importanti novità positive sul fronte

2 politico genererebbero un incremento nell andamento dei principali indici. Anche i mercati emergenti hanno realizzato buone performance dall inizio dell anno. Ma il trend potrà proseguire solo se non si materializzeranno cattive sorprese negli Stati Uniti e in Europa. Per ERSEL Marco Covelli, Direttore Investimenti Diretti di Ersel, e Andrea Nascè, Direttore Investimenti Multimanager di Ersel. 1) Due fondi si sono particolarmente distinti: un obbligazionario a breve termine e un azionario internazionale. Il fondo obbligazionario che ha registrato nel 2011 la migliore performance in termini assoluti è Fondersel Reddito con +3,7%, battendo anche il proprio benchmark di riferimento del 1,4%. Fondersel Reddito è il fondo comune d investimento gestito dal team interno di Ersel dedicato all investimento in titoli governativi dell area Euro con scadenza media inferiore ai due anni. La buona performance del fondo è frutto di una gestione tattica del rischio paese che nella seconda metà dell anno ha privilegiato l investimento sui titoli degli emittenti aventi un elevato merito creditizio rispetto ai titoli dei paesi "periferici" e di quelli emessi da Italia e Spagna. Tale scelta ha permesso di proteggere il capitale investito dai forti movimenti negativi degli spread. Questa posizione è stata modificata nell ultimo mese dell anno, investendo su emissioni italiane soprattutto e sulle scadenze più brevi. Il fondo ha quindi tratto beneficio dalla decisa riduzione dei tassi che su questo settore di curva l Italia ha vissuto.globersel Equity è stato il fondo azionario internazionale della scuderia Ersel ad ottenere la migliore performance assoluta e relativa, avendo registrato un +4,05% rispetto all indece MSCI World. In termini assoluti è riuscito a chiudere l anno praticamente invariato: un risultato notevole considerando l estrema volatilità e i ripetuti trabocchetti presentati dai mercati azionari nel corso dell anno. Con una performance assoluta pari a -0,1% il fondo ha infatti dimostrato il suo carattere difensivo, frutto della scelta di aziende che combinano bassi livelli di indebitamento ad elevate prospettive di crescita utili. E significativo sottolineare che il netto vantaggio conseguito rispetto al benchmark (+4,05%) si è verificato in un anno di massima crisi di tutti gli stili di gestione attiva. Guardando ai contributi su base annua, gli effetti positivi sono arrivati soprattutto dalle posizioni detenute sul mercato USA. Gli investimenti sul mercato giapponese hanno complessivamente deluso, erodendo in modo consistente i guadagni altrove conseguiti. 2) Dopo due mesi di ininterrotte salite temiamo che vi sia la possibilità di una fase di consolidamento che possa venir sfruttata tatticamente. In un ottica più strategica manteniamo invece un posizionamento costruttivo sul comparto azionario. A livello di area geografica, in questa prima parte del 2012, abbiamo proceduto ad aumentare l esposizione sui paesi emergenti, in virtù di valutazioni attraenti rispetto a quelle dei paesi sviluppati. Forza relativa del ciclo economico e minori squilibri di bilancio restano punti di forza di queste aree. 3) Sul mercato obbligazionario governativo europeo ci si interroga se il fattore determinante della riduzione degli spread dei paesi periferici sia stata la decisione della BCE di espandere il proprio bilancio con ben due aste triennali di liquidità oppure se siano state le prospettive di miglioramento dei fondamentali nei due paesi chiave Italia e Spagna. Probabilmente, entrambe i fattori in questa fase sono risultati determinati, anche se il primo ha valenza più di breve periodo, mentre il secondo induce ad aspettative che via sia ancora spazio per ulteriori chiusure dello spread, in particolare in Italia, nel corso dell anno. 4) L elevata volatilità dei mercati finanziari di questi ultimi anni ha reso l investitore medio molto attento alla conservazione del capitale. Questo ci porta a consigliare una esposizione ai mercati azionari nell ordine del 20-25%, una quota allocata in obbligazioni del 60% circa, di cui un 15% circa in emissioni societarie europee, altrettanto in obbligazioni dei paesi emergenti e la quota restante in obbligazioni governative europee di medio periodo, in particolare italiane. Da ultimo, una quota ancora consistente in strumenti di liquidità nell ordine del 15-20%. 5) Seppure attraverso un processo di progressivi aggiustamenti, foriero sui mercati di tensioni e volatilità, lo scenario interno all area euro può oggi contare su alcune importanti evoluzioni: a) un nuovo quadro politico nei paesi periferici; b) una progettualità più netta nell omogeneizzare le politiche economiche e fiscali (fiscal compact); c) un più chiaro ruolo dei fondi salva stato (sebbene ancora di dimensioni contenute); d) un ruolo di forte sostegno alla circolazione della liquidità da parte della BCE.Tutto ciò porta a ritenere che non vi saranno eventi traumatici legati alla modifica del perimetro di composizione dell area monetaria comune. In tale contesto, il cambio dollaro euro, seppur con ampia volatilità, rimane all interno della banda di oscillazione compatibile con i fondamentali, banda che ha come valore centrale il livello di 1,35. 6) In questa fase i segnali di maggiore vitalità provengono proprio dall economia USA, mentre per l Europa la dinamica del ciclo appare decisamente più contenuta. I dati di tenuta del mercato del lavoro e di maggior fiducia in alcuni indicatori anticipatori (tra cui si evidenziano, da ultimo, anche alcuni del settore immobiliare) sono benauguranti per un proseguimento della dinamica di moderata ripresa in atto.in merito al mercato azionario, da inizio anno, si è registrato un rialzo quasi in linea con l intera crescita annuale attesa per i profitti (8% ca), per i quali è improbabile che si possa assistere a revisioni al rialzo. Ulteriori incrementi del mercato è più probabile quindi che possano venire solo da un aumento delle valutazioni nel rapporto prezzo/utili e quindi da una maggior fiducia degli investitori sulla stabilità del ciclo americano e più in generale internazionale. 7) Per entrambi i mercati le aspettative sono moderatamente positive. In Europa il tema del debito continuerà ad essere il principale fattore nel determinare la dinamica di mercato, mentre i paesi emergenti dovrebbero trarre vantaggio da tassi di crescita dell economia ragionevoli e dal supporto della politica monetaria. Per ANIMA Sgr Armando Carcaterra, Direttore Investimenti 1) Il fondo che ha generato la miglior performance assoluta nel 2011 è stato il Prima Bond Dollar, fondo obbligazionario governativo che ha registrato una performance dell 11,68%. Il fondo che ha presentato il miglior rendimento relativo, in territorio positivo, è il fondo azionario Americhe che ha generato un rendimento del 4,52% contro il 4,07% dell indice di riferimento. Con il contesto di incertezza ed elevata volatilità sui mercati del 2011, complice soprattutto la crisi del debito sovrano nell Eurozona, i nostri fondi flessibili sono stati quelli che hanno ottenuto i risultati migliori. Questo perché ANIMA ha sviluppato prodotti finalizzati al raggiungimento di performance decorrelate dall andamento dei mercati, in sintonia con la ricerca di rendimenti assoluti positivi degli investitori; fra questi rientrano i prodotti Alto Potenziale e in particolare il fondo PRIMAStrategia Italia Alto Potenziale (della gamma Sistema PRIMA) che l anno scorso nonostante il mercato azionario italiano a picco ha registrato ugualmente risultati molto soddisfacenti e lo stesso discorso vale per il fondo Star High Potential Europe o il PRIMA Star Market Neutral Europe (della gamma irlandese Anima PRIMA Funds). Sono tutti fondi che rientrano nella Linea d offerta Strategie, una serie di prodotti a rendimento assoluto, il cui valore aggiunto sta nell ampia discrezionalità attribuita al gestore e dall utilizzo di strumenti finanziari e strategie di investimento innovative. 2) L impostazione dei mercati finanziari rimane positiva e in chiave strategica i mercati mostrano ancora buone potenzialità supportate dalle consistenti dosi di liquidità immesse nel sistema dalle Banche Centrali, in particolare dalla Bce. A ciò va aggiunto un cambiamento favorevole di buona parte degli indici di fiducia, un miglioramento delle condizioni macro e della crescita a livello globale, veicolata soprattutto dal progresso degli Usa con i dati principali che si confermano moderatamente positivi insieme a un livello di occupazione che ha superato le aspettative. Tuttavia, i mercati sono relativamente minacciati sia dal rallentamento del rally attuale, inficiato da probabili prese di profitto, sia dal rischio Grecia che incide ancora sul sentiment degli investitori e spiega buona parte della sottoperformance degli indici europei rispetto ai listini americani. Positivi quindi, ma tenendo conto di possibili fasi di consolidamento di breve periodo in chiave tattica. 3) Se il quadro macro è in miglioramento, va ancora evidenziato un disallineamento temporale tra mercati e risposte della governance, senza contare che restano da risolvere in modo definitivo alcune questioni, prima fra tutte quella relativa alla delicata situazione finanziaria della Grecia, per la quale si prospetta un nuovo piano di salvataggio. In particolare, sul fronte obbligazionario il mercato dei tassi dell Europa Core evidenzia ancora una notevole avversione al rischio. La parte a breve della curva è ancorata e la domanda per titoli di Stato poco rischiosi e con alto merito di credito è ancora elevata. Molto più interessante si presenta il mercato dei dei titoli di stato periferici e quello corporate. Per quanto riguarda il primo è da guardare con interesse l Italia, che sta beneficiando di un cambio di sentiment del mercato in seguito alle misure fiscali di fine anno e alla rinnovata fiducia degli investitori. In merito al secondo segmento, invece, il restringimento degli spread sui titoli di Stato ha favorito una riduzione dei rendimenti delle obbligazioni corporate con benefici sui relativi prezzi; a proposito, nonostante il settore dei finanziari rappresenti quello che più ha beneficiato del rally dei mercati delle ultime settimane, continua a presentare buone potenzialità grazie ad una situazione patrimoniale del sistema bancario generalmente piuttosto solida e all iniezione di liquidità fornita dalla Bce anche con seconda operazione di rifinanziamento a tre anni (pronti contro termine) dello scorso 29

3 febbraio. 4) Premesso che ogni investitore ha propensione al rischio, orizzonte temporale e disponibilità differente, e pertanto non è possibile generalizzare, a nostro avviso il modello indicativo di ripartizione di portafoglio per un investitore di lungo periodo, dovrebbe contemplare: 60% di fondi azionari; 30% di fondi obbligazioni e il residuale 10% in fondi monetari. 5) Riteniamo che non ci saranno cambiamenti per quanto riguarda i Paesi aderenti all Eurozona. Per quanto riguarda le prospettive per il cambio eurodollaro a fine 2012 pensiamo che si attesterà intorno a quota 1,25. 6) La ripresa ciclica è avviata, come dimostra il miglioramento dei dati macro e in relazione a occupazione e mercato immobiliare. Inoltre, riteniamo che la ripresa in USA sia supportata soprattutto da due aspetti strutturali: la crescita demografica e l indipendenza energetica. 7) Per quanto riguarda le Borse europee ci attendiamo una fase di consolidamento dopo il forte rialzo nel mese di gennaio e delle ultime settimane. In Italia prosegue il recupero di credibilità, confermato dal progressivo restringimento degli spread sui titoli di Stato, in particolare i rendimenti sulla parte a breve della curva (1-3 anni) sono tornati ai livelli di inizio Invece, nei Paesi emergenti il miglioramento nell appetito per il rischio negli ultimi mesi ha dato benefici. Sono migliorate le aspettative sulla crescita globale e in Cina (un terzo del PIL dei Paesi Emergenti). Il Giappone ha ben performato da inizio anno e continua a rimanere interessante. Per UbiPramerica EmilioFranco, Cfa, responsabile investimenti 1) Nel 2011, la migliore performance assoluta è stata realizzata da UBI Pramerica Obbligazioni Dollari (+10,6%), mentre il migliore fondo contro benchmark è stato UBI SICAV EURO Equity High Dividend (+10,8%). 2) Siamo cauti sui mercati azionari. I recenti rialzi, dovuti alle sorprese macro positive in USA, agli effetti dell azione della BCE a supporto della liquidita delle banche e al posizionamento difensivo degli investitori, hanno riassorbito l opportunita valutativa. I rischi ciclici (recessione in Area Euro) e strutturali (deleveraging, vulnerabilità banche, sostenibilità fiscale, crisi istituzionale dell EMU e problemi di competitività) restano elevati. 3) Sulle obbligazioni governative core, suggeriamo una sottoesposizione alla duration. Le valutazioni sono ricche e riflettono la ricerca di sicurezza e gli effetti degli straordinari interventi di politica monetaria. Continuiamo a preferire i bond societari, che offrono nel medio termine il miglior profilo rischio rendimento. 4) Per un investitore dinamico con un orizzonte temporale lungo suggeriamo un portafoglio composto per il 40% in azioni e per il 30% ciascuno in obbligazioni e comparto monetario, con una ampia diversificazione per asset class, geografica e valutaria. 5) Nel nostro scenario centrale, sì. Resta pero possibile che errori di policy, come un fallimento disordinato della Grecia, possano causare una ridefinizione del perimetro dell Unione Monetaria. Perchè il circolo virtuoso innescato dalla BCE prosegua e riesca a stabilizzare durevolmente la situazione, è necessario che l Euro si deprezzi contro il dollaro. 6) In un contesto di rallentamento, gli USA sono una eccezione. Il mercato del lavoro ha iniziato a migliorare, ma restano dubbi sulla sostenibilità di questa fase. Preoccupano, il processo di riduzione dell indebitamento pubblico e delle famiglie. Valutazioni neutrali e rally recente rendono probabile una fase di consolidamento o correzione del listino americano. 7) I nostri mercati azionari preferiti sono quelli dei Paesi Emergenti. I trend strutturali di crescita sono estremamente favorevoli, guidati dalle dinamiche demografiche. Le valutazioni sono attraenti e le politiche economiche hanno ampi spazi di manovra per contrastare eventuali rallentamenti ciclici. Per Fideuram Investimenti Tommaso Corcos, amministratore delegato 1) In termini assoluti la migliore performance è stata messa a segno dal comparto obbligazionario americano del fondo multicomparto di diritto lussemburghese Fonditalia Bond USA che ha avuto una performance di circa il 13%.In termini relativi i migliori risultati sono stati conseguiti dal comparto Fonditalia Global che ha avuto una performance positiva dell 1,9% contro un -4% del benchmark e dal comparto Flexible Italy che ha avuto una performance positiva del 3% contro una performance negativa del mercato italiano di circa il 22%. 2) Le valutazioni sul mercato, a nostro parere ancora contenute e la forte liquidità presente nel sistema, ci farebbero propendere per un mercato azionario ancora in crescita. Tuttavia sono ancora molti i fattori di incertezza che potrebbero condizionare i mercati nel corso dell anno. Fattori legati alla gestione del debito sovrano, in particolare nell Area Euro, e ai rischi di recessione economica, nonostante le politiche monetarie espansive delle Banche Centrali, derivanti dai piani di austerità fiscale attivati dai vari governi. Pertanto il nostro approccio si basa su un ampia diversificazione, innanzi tutto fra azionario ed obbligazionario. Per quanto riguarda il mercato azionario guardiamo con interesse all America e siamo favorevoli ad un attenta selezione di opportunità di investimento sui mercati emergenti, in particolare in Cina ed India dove riteniamo che la discesa dell inflazione offra degli spazi di manovra maggiori per attuare delle politiche espansive qualora il quadro macro economico dovesse deteriorarsi. 3) La parte obbligazionaria europea a breve beneficia, da un lato, della politica monetaria espansiva (convenzionale e non) della BCE e del processo di riforme strutturali che stanno avendo luogo in Italia e in Spagna. La parte a lunga della zona core beneficia ancora del differenziale di rating dei paesi core e dell outlook debole della crescita, mentre la parte dei paesi non core hanno visto un restringimento dei rendimenti molto significativo che potrebbe arrivare a breve a un floor. Nell area Euro rimangono tuttavia delle incertezze derivanti dai paesi come la Grecia e il Portogallo, oltre a un rischio relativo alla Francia, che potrebbe avere un deficit fiscale maggiore delle attese. Per questo motivo si ritiene che nella prima meta dell anno si possa vedere ancora un po di volatilita sui rendimenti europei, in particolare a medio termine. Inoltre un po di volatilita potrebbe derivare da un assestamento sulle aspettative di crescita degli Usa, che potrebbero temperare i movimenti di rendimento anche negli Usa. Ci attendiamo che, nella seconda parte dell anno, la gestione del rischio sovrano nell area euro possa essere considerato di minore importanza rispetto ai dodici mesi precedenti e quindi stabilizzare i rendimenti nei vari paesi dell area. Mentre per gli Usa la gestione del deficit fiscale potrebbe avere un impatto sulla parte lunga della curva. Per quanto riguarda i mercati corporate investment grade, considerando che il sistema bancario europeo ha ritrovato forza grazie alle operazioni di rifinanziamento a tre anni della Bce, questo comparto dovrebbe offrire dei buoni spunti di rendimento, mentre la componente high yield essere un po volatile, in quanto maggiormente esposta agli aggiustamenti del ciclo economico. Relativamente alla componente emergente, i fondamentali di questi paesi continuano a essere positivi, benche negativamente influenzati da un aumento dei prezzi delle materie prime, che potrebbe temperare le aspettative di tagli da parte delle banche centrali di quelle zone. Quindi, si consiglia una esposizione differenziata fra debito esterno (esposto ai fondamentali) e quello locale (esposto alla valuta e ai rendimenti locali). 4) Un investitore per cui è possibile definire un orizzonte di investimento di lungo termine come quello individuato puó opportunamente farsi carico di gestire un livello di esposizione importante ad asset class rischiose. La cosa importante è che ció avvenga non dimenticando mai di mantenere un elevato livello di diversificazione.con un orizzonte temporale cosí ampio non è efficiente investire strutturalmente in monetario. Questa è un asset class da tenere nei limiti delle esigenze di cassa o in modo opportunistico. Il portafoglio potrebbe, quindi, essere investito per circa il 35% in obbligazioni ed il 65% in azioni diversificando ampiamente tra mercati.volendo è possibile arricchire ulteriormente la diversificazione introducendo asset class come le obbligazioni convertibili, le materie prime e il real estate. In questo caso il portafoglio potrebbe contenere un 30% di esposizione alle obbligazioni, un 50% di azioni, distribuite ugualmente tra azioni europee ed azioni di mercati diversi, un 10% di esposizione al tema delle materie prime, ed un 5%, ognuno, su convertibili e real estate. 5) Dopo l approvazione da parte delle autorità europee del secondo pacchetto di aiuti alla Grecia, le probabilità che quest ultima dichiari default in modo

4 incontrollato ed esca dalla zona euro si sono notevolmente ridotte. Pur riconoscendo che il paese deve affrontare ancora molte sfide cruciali nei prossimi mesi (dalla ristrutturazione del debito del settore privato, che si terrà a marzo, alle elezioni politiche), restiamo moderatamente costruttivi e riteniamo che l area euro terminerà l anno con lo stesso numero di paesi membri con cui l ha iniziato. Del resto, un uscita della Grecia dall area euro non conviene nella fase attuale a nessuna delle parti in causa, visti da un lato i notevoli rischi di contagio al resto dei periferici e dall altro la non auto-sufficienza della stessa Grecia (che non è ancora arrivata ad avere un avanzo primario, al netto della spesa per interessi), senza considerare l enorme incertezza sistemica che un tale evento potrebbe scatenare.siamo negativi sull euro nei confronti del dollaro, attendendo che ritorni a deprezzarsi e chiuda l anno su livelli inferiori a quelli attuali. Il livello attuale ci appare elevato e non allineato coi fondamentali delle due aree: la politica monetaria della BCE resterà infatti espansiva (grazie alle aste straordinarie a tre anni e anche all eventualità di un altro taglio dei tassi), per alleviare una politica fiscale invece molto più restrittiva che negli USA. Tale politica fiscale a sua volta determina un divario crescente tra le prospettive di crescita per l area euro e quelle degli Stati Uniti, a favore di questi ultimi. 6) Siamo costruttivi per le prospettive della ripresa negli Stati Uniti: ci aspettiamo quest anno una crescita in media annua vicina al 2.5%, in accelerazione dall 1.7% del Pur riconoscendo i rischi relativi alla dinamica dei consumi e della spesa pubblica, riteniamo che gli Usa possano sostenere ritmi di crescita tra il 2% e il 2.5% t/t annualizzato (con un rischio al rialzo): ci sono continui segnali positivi sia dal mercato immobiliare (che ha ormai raggiunto il fondo e dovrebbe gradualmente tornare a contribuire positivamente alla crescita) che, soprattutto, dal mercato del lavoro. Se si aggiunge la predisposizione della Fed per una politica monetaria ancora espansiva, che dia un ulteriore stimolo alla crescita attraverso un terzo programma di Quantitative Easing questa primavera, nonché lo stimolo fornito da un dollaro ancora debole rispetto alla sua media storica, le prospettive restano positive, soprattutto per la prima metà dell anno. La seconda metà potrebbe risentire dell incertezza delle elezioni di novembre, e soprattutto delle conseguenze che queste avranno per la conduzione della politica fiscale nel 2013, che dovrebbe diventare più restrittiva. 7) Per i paesi emergenti le prospettive macroeconomiche del 2012 sono positive. La Cina sembra sempre più orientata verso una stabilizzazione/rallentamento morbido della crescita, il che fornisce un supporto importante al resto del mondo emergente. Nella maggior parte dei paesi, soprattutto in Asia e America latina (meno nell Est Europa, che più risente delle difficoltà dell area euro), la crescita mostra una sostanziale tenuta, se non una riaccelerazione, grazie alla continua espansione della domanda interna che resta l elemento che più contraddistingue i paesi emergenti rispetto a quelli avanzati, alle prese invece con prospettive molto negative della propria domanda interna (a causa della riduzione del debito, sia pubblico che privato, accumulato nel decennio precedente). L inflazione sta scendendo, grazie all impatto delle politiche restrittive dello scorso anno e alla discesa dei prezzi delle materie prime (dopo gli eccezionali aumenti tra fine 2010 e avvio 2011). Il rallentamento dell inflazione, a sua volta, consente una politica monetaria più espansiva e di supporto alla crescita, rispetto a quanto fatto nel Gli asset finanziari emergenti traggono beneficio anche dalle politiche monetarie espansive di Fed e BCE, nonché dal deprezzamento delle loro valute contro dollaro, a cui si è assistito nella parte finale dello scorso anno (durante l aggravio della crisi del debito dell area euro), che ha corretto alcuni eccessi, ristabilendo livelli di tasso di cambio maggiormente competitivi. I rischi sono legati da un lato a sorprese negative sul fronte della crescita mondiale (rallentamento forte della Cina, un altro deragliamento della crisi del debito sovrano dell area euro), ma dall altro anche dal ritorno al rialzo dell inflazione, a causa di shock ai prezzi delle materie prime (il recente rialzo del petrolio desta qualche preoccupazione) e/o di uno stimolo delle politiche economiche che si riveli eccessivo rispetto all effettivo rallentamento della crescita. Per Eurizon Capital Sgr Alessandro Solina, direttore investimenti 1) Il fondo Eurizon Obbligazioni Internazionali ha generato un rendimento assoluto pari a 8.04%, grazie alla diversificazione valutaria e al calo dei rendimento obbligazionari. Tra i fondi col miglior risultato rispetto a benchmark segnalo Eurizon Obbligazionario Etico. 2) Per il 2012 dei mercati azionari abbiamo un messaggio di un cauto ottimisto. La cautela sta nel fatto che ancora temiamo i colpi di coda della crisi da cui stiamo uscendo. Però siamo ottimisti sul fatto che il peggio sia passato e che lo scenario sia in graduale, ma costante miglioramento. 3) Ci aspettiamo che i fondi obbligazionari proseguano nel buon andamento che hanno mostrato da fine dello scorso anno. Il rientro delle tensioni in Eurozona dovrebbe infatti continuare a supportare i titoli di stato italiani e vediamo ancora spazi di apprezzamento per le obbligazioni corporate. 4) Dipende dall obiettivo dell investitore. Suggeriamo un investimento "finalizzato". Ad esempio con obiettivo di rivalutazione del capitale, rischio moderato e orizzonte 15 anni, oggi consigliamo una ripartizione iniziale con 40% azioni, 50% obbligazioni e 10% monetario. La componente in valuta ammonta al 35%. I pesi andranno però ribilanciati nel tempo al variare delle condizioni di mercato. 5) Sì, vediamo un Eurozona ancora a 17. Ciò non toglie che nei prossimi mesi i mercati continueranno ad interrogarsi sul rischio di un abbandono, ad esempio della Grecia. Il cambio ce lo immaginiamo nel corridoio Anche senza un opinione forte sul cambio riteniamo comunque opportuno mantenere un certo grado di diversificazione valutaria, come parziale protezione da eventuali colpi di coda della crisi in eurozona. 6) Da ottobre la borsa USA è salita di quasi il 30%. Dopo una tale velocità di apprezzamento è probabile che nel corso dei prossimi mesi il mercato avrà la necessità almeno di rifiatare. I segnali di miglioramento ciclico ci sembrano tuttavia solidi. Un eventuale correzione, a meno che non intervenga uno stravolgimento dello scenario, potrebbe essere l occasione per aumentare le posizioni. 7) Se lo scenario di ripresa ciclica a livello globale e rientro delle tensioni in Eurozona sarà confermato, le borse dei Paesi Emergenti e dell Europa dovrebbero fare meglio di quella USA quest anno, al contrario di quando successo nel Per entrambe le aree, valgono le considerazione di cautela fatte per gli USA, circa la probabile necessità di una presa di respiro dopo il forte rialzo degli ultimi mesi. Per DEXIA AM Renato Guerriero responsabile Italia 1) Il fondo che ha generato la miglior performance in euro nel 2011 è stato il Dexia Bonds World Government Plus. Si tratta di un fondo obbligazionario governativo mondiale che ha avuto un rendimento del 10.19%. Il fondo che ha presentato il miglior rendimento relativo è il Dexia Sustainable North America che ha generato un rendimento del 6.15% contro un indice di riferimento che ha avuto un rendimento del -0.07%. 2) I mercati azionari sono partiti molto positivamente nel 2012 e stanno cercando di trovare un nuovo Equilibrio. Le valorizzazioni sono particolarmente basse, ma giustificate dal difficile contesto macro e microeconomico. Per poter contare su un ulteriore rimbalzo dell equity è necessario trovare una maggiore stabilità e evitare di ripetere gli errori del mondo politico che hanno influenzato troppo gli andamenti di mercato nel corso degli ultimi 18 mesi. In quest ambito stiamo assistendo a cambiamenti significativi e strutturali quali ad esempio l importanza dell Asia, l impennata del prezzo delle materie prime e l esaurimento dei carburanti fossili. Infine l Europa deve scegliere tra declino e riforme e ci sembra che un maggiore federalismo possa essere un cammino da perseguire. Le società scegliere a nostro avviso sono quelle aziende europee che sono capaci di innovare, i grandi gruppi che possono contare su una presenza internazionale ed infine il tema dei mercati emergenti ritorna d attualità dopo un 2011 un po deludente. 3) Nel mercato obbligazionario si apre un forte dilemma tra qualità e rendimento. I paesi core della zona euro, offrono rendimenti poco interessanti e il rischio di rialzo dei tassi si comincia a fare importante. In termini di finanze pubbliche Francia e Usa sono abbastanza in difficoltà. La ricerca della qualità deve continuare al di fuori dei paesi della zona Euro. I periferici si sono ripresi bene, in particolare Irlanda, Italia e Spagna, ma su questi paesi siamo ancora prudenti, soprattutto alla luce della gestione dei deficit di bilancio. La diversificazione geografica resta dunque la parola chiave, ma anche la diversificazione in titoli societari, obbligazionari bancari garantiti e sovranazionali può rappresentare una buona prospettiva d investimento. Tutto ciò non dimenticando che l esposizione obbligazionaria non deve tralasciare le economie emergenti. 4) Secondo i nostri calcoli relativi ai rendimenti attesi, in una prospettiva a lungo termine le azioni hanno attualmente i più alti ritorni. Le valutazione nelle varie regioni (mercati sviluppati ed emergenti) sono attraente; le società sono globalmente ben gestite e presentano una situazione finanziaria sana. Nella crisi precedente le aziende hanno ridotto le spese e realizzato nuovi incrementi di produttività: sono quindi pronte per trarne profitto nel prossimo ciclo di crescita. A seconda del profilo di rischio dell investitore, noi suggeriremmo di allocare gran parte del portafoglio in titoli azionari. Inoltre, la nostra

5 allocazione obbligazionaria favorirebbe le asset class più rischiose e in crescita, come le obbligazioni dei mercati emergenti (sia in valuta locale o in valuta forte) e obbligazioni ad alto rendimento. Abbasseremmo anche la duration globale del portafoglio e suggeriremmo anche di sotto pesare le obbligazioni governative a lungo termine emesse dai Paesi sviluppati, le asset class meno interessanti a nostro giudizio in una prospettiva a lungo termine. 5) Noi crediamo che l'europa riuscirà a cavarsela e che entro la fine dell'anno l'euro continuerà ad esistere con un inalterato assetto dal punto di vista dei Paesi membri. Il tasso di cambio Euro/dollaro dovrebbe rimanere ai livelli attuali, probabilmente al di sotto dell 1,30 se la crisi rimarrà ancora in una fase acuta, ma facilmente sopra i 1,40 se le cose miglioreranno in Europa e contestualmente l'attenzione dei mercati si sposterà sui problemi fiscali degli Stati Uniti. 6) Sì, crediamo che la ripresa degli Stati Uniti abbia attualmente guadagnato slancio e continuerà, ma ad una velocità modesta (2,5%, al massimo per il 2012). tale trend potrebbe deragliare a causa di shock esterni, in particolare un forte aumento dei prezzi del petrolio. 7) Mentre entrambe le aree presentano attualmente valutazioni attraenti, privilegiamo chiaramente un sovrappeso dei mercati emergenti rispetto ai mercati europei. I mercati emergenti potrebbero trarre beneficio dalla ripresa globale e da un maggiore supporto da politiche monetarie accomodanti rispetto allo scorso anno. Riguardo ai mercati europei riteniamo che i problemi siano ancora ben lungi dall'essere risolti per cui si meritano un premio al rischio più elevato ancora per un pò. La percezione degli investitori del rischio di coda in Europa è andata scemando a partire dall'inizio dell'anno grazie all'intervento della BCE, ma non sono state adottate misure strutturali e durature per ripristinare un ambiente favorevole alla crescita e per garantire la solvibilità di alcuni paesi periferici. Inoltre, non sono stati compiti significativi passi volti a rafforzare le fondamenta della zona euro. Potrebbe essere necessaria una rinnovata la pressione per giungere infine ad una soluzione accettabile i Paesi core e periferici. Mentre i mercati azionari emergenti, in assenza di shock esterno, potrebbero registrare un rialzo tra il 5 e il 10, a fine anno ci aspettiamo un andamento piatto per i mercati europei.

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