Lavorare con le cellule staminali

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1 Accademia Alfonsiana Lavorare con le cellule staminali Prof. Maurizio Pietro Faggioni

2 Introduzione Uno dei campi più affascinanti della ricerca biomedica odierna e uno fra gli ambiti più promettenti delle biotecnologie è quello legato alle ricerche sulle cellule staminali. Gli studi in corso per penetrarne le dinamiche differenziative e per poterle impiegare in ambito terapeutico hanno ormai raggiunto la ribalta dei mezzi di comunicazione di massa e sono destinati ad accendere un nuovo e appassionante dibattito pubblico. Accanto alle urgenti e delicate questioni etiche e legali connesse con la produzione e la manipolazione delle cellule staminali,, si profilano infatti orizzonti inediti e forse rivoluzionari per la stessa comprensione del fenomeno della vita.

3 La biologia delle cellule staminali Le cellule staminali (stem cells) sono cellule che hanno già compiuto alcuni passi sulla via della trasformazione da cellule del tutto indifferenti e ancora totipotenti in cellule specializzate. Esse possono derivare da organismi adulti e o da quelli embrionari.

4 Staminali da embrioni CELLULE STAMINALI DA EMBRIONI: provengono dalla blastoci- sti,, un embrione in fase immediatamente preimpiantatoria,, prele- vando con tecniche di immunochirurgia i singoli blastomeri della massa cellulare interna,, quella che darà origine al corpo del nuovo essere, o dalle cellule germinali primordiali,, cellule presenti dopo la 4 a settimana, da cui si formeranno spermatozoi ed ovociti. Sono cellule pluripotenti: mantengono una grande flessibilità potendo dare origine praticamente a qualsiasi tipo cellulare e tessuto, esclusi solo quelli degli annessi.

5 La blastocisti contiene cellule staminali pluripotenti

6 Una volte poste in coltura, anche se sono isolate dall embrione di provenienza, mostrano una spontanea tendenza a differenziarsi e a formare strutture organizzate multicellulari note come corpi embrioidi (embryoid bodies) che contengono elementi riferibili ai tre foglietti embrionali, ectoderna,, mesoderma ed endoderma. Si possono riconoscere in essi una ampia varietà di tipi cellulari e tissutali: masse disorganizzate di tessuto nervoso o cartilagineo; miociti o miocardiociti (cellule cardiache che ben presto mostrano la proprietà fisiologica di pulsare sincronicamente).

7 Differenziazione spontanea in un ampia gamma di tipi cellulari e tissutali

8 Isolare cellule staminali da embrioni è relativamente agevole, mantenerle in coltura allo stato pluripotenziale impedendo la loro spontanea progressione verso la specializzazione è invece arduo,, in accordo con la visione tradizionale che afferma l intrinseca l tensione delle forme viventi a muoversi verso stadi evolutivi e maturativi sempre più definiti. Il 5 novembre 1998, dopo lunghe esperienze con gli animali, la Geron Corporation ha annunciato che un gruppo di scienziati era riuscito a stabilire linee di coltura di cellule staminali embrionali umane dando origine a cellule virtualmente immortali,, capaci cioè di riprodursi indefinitamente[4] [4].

9 I blastomeri della massa cellulare interna continuano a proliferare in coltura

10 Colture di cellule staminali

11 Staminali da organismi adulti CELLULE STAMINALI PROVENIENTI DA ORGANISMI ADULTI: sono cellule non specializzate e non ancora idonee a svolgere le funzioni tipiche delle cellule dei diversi organi e tessuti, ma che possono andare incontro a mitosi e dare origine a una progenie di d cellule figlie parte delle quali progredisce nel cammino differenziativo sino a uno specifico tipo cellulare; un altra parte permane indifferenziata e funge da serbatoio.

12 Cellule staminal nell adulto

13 Presenza ubiquitaria Classicamente si pensava che le cellule progenitrici fossero presenti nei tessuti adulti che vanno incontro a rapida e fisiologica ogica sostituzione (turn( turn-over), per il mantenimento della omeostasi tissutale: epidermide, mucosa intestinale; midollo osseo [tessuti labili o rinnovabili ]. Una delle novità più interessanti riguarda la loro presenza in tessuti finora ritenuti non rinnovabili. Era convinzione generale che il tessuto nervoso dell adulto fosse un tipico tessuto non rinnovabile, in cui le possibilità di moltiplicazione del neurone fossero nulle. Ciò spiegava perché, dopo la distruzione di aree più o meno vaste del SNC per ictus o trauma, il recupero anatomico e funzionale è alquanto ridotto.

14 Anche nel SNC sono presenti cellule staminali che possono dare origine ai principali tipi cellulari del tessuto nervoso: le cellule gliali e i neuroni. Sono state isolate dalla zona subventricolare del ventricolo laterale del cervello, dove costituiscono una popolazione cellulare esigua (0.1-1% 1% del totale) e relativamente quiescente, ma, in particolari situazioni, possono dividersi e differenziarsi. JOHANSSON ha dimostrato che nel ratto la sede delle cellule staminali neurali è l ependima,, il sottile rivestimento epiteliale monostratificato che ricopre la superficie ventricolare stessa. Si pensa che le cellule staminali dell ependima ependima si dividano asimmetricamente per dare origine a due cellule figlie,, una che rimane come cellula indifferenziata nell ependima ependima e una che si trasferisce nella sottostante zona sottoventricolare dove forma un pool di cellule progenitrici pronte a migrare dove sia necessario.

15 Plasticità delle staminali da adulto Una seconda novità è la scoperta di una flessibilità maggiore di quella che si era classicamente supposta. A differenza delle cellule staminali embrionali, pluripotenti, si è a lungo ritenuto che le cellule staminali dell adulto fossero meno versatili e potessero differenziarsi entro un ambito alquanto più ristretto. Questa persuasione era in linea con la comprensione tradizionale della biologia sulla unidirezionalità del processo differenziativo normale, ma deve ora essere rivista. Le cellule progenitrici contenute nello stroma del midollo osseo,, di origine mesenchimale,, possono differenziarsi non solo negli elementi del sangue e in altre cellule di analoga derivazione embriologica (miociti( miociti, osteociti, condrociti; ; cellule della microglia del SNC) ma perfino, sia pure in percentuale minore, in cellule di derivazione neuroepiteliale,, quali gli astrociti. Tale capacità è detta plasticità o transdifferenziazione.

16 Nel gennaio del 1999 C. Bjornson e A. Vescovi hanno riferito di aver osservato che alcune cellule staminali nervose prelevate dal cervello di topo, trasferite in topi il cui midollo osseo emopoietico era stato distrutto per irradiazione, potevano evolvere in cellule ematiche. La possibilità di poter avere colture di cellule staminali neurali per lunghi periodi di tempo e l osservazione l che le tali cellule possono naturalmente evolvere sia in senso neurogliale sia in senso ematico, fa sperare con fondamento che «le cellule staminali nervose umane possano fornire una fonte rinnovabile e caratterizzata di cellule che potrebbero essere usate in approcci tesi alla ricostituzione ematopoietica in varie malattie e disordini dini del sangue». L anno seguente lo stesso gruppo ha mostrato come le cellule staminali cerebrali umane, al pari di quelle murine,, sono in grado di dare origine a cellule di muscolo scheletrico.

17 Esempi di plasticità nel ratto

18 Uso terapeutico delle cellule staminali Le potenziali applicazioni terapeutiche delle cellule staminali sono entusiasmanti,, soprattutto per quanto riguarda la sostituzione di cellule e tessuti danneggiati: nell infarto miocardico e nei processi degenerativi (nel diabete insulinodipendente o nel Parkinson). Nel morbo di Parkinson sono già stati sperimentati trapianti di cellule dopaminoproduttrici prelevate da feti umani e si va studian- do la possibilità di trapianti a partire da cellule staminali neuronali prelevate dal cervello fetale o addirittura dall embrione, messe in coltura e fatte sviluppare, con gli opportuni fattori di crescita a e di differenziazione, verso il tipo neuronale desiderato. In base alle nuove acquisizioni sulle cellule staminali dell adulto, si pensa però che «in futuro si potrebbero utilizzare cellule staminali provenienti dallo stesso individuo maturo per un autotrapianto. Questo risolverà tutta la problematica etica connessa con l uso l di materiale fetale».

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20 Uso terapeutico delle cellule staminali Una forma singolare di combinazione di terapia genica e autotrapianto potrebbe essere realizzata in soggetti affetti da gravi malattie genetiche: le cellule stipite di un certo tipo cellulare un volta estratte dal soggetto ed opportunamente manipolate, potreb- bero essere corrette dall anomalia anomalia genica e reintrodotte nel sog- getto di provenienza per costituire una nuova popolazione sana. Un campo nel quale si ha una esperienza clinica ormai consoli- data è quello del trapianto di cellule staminali ematopoietiche. I tentativi di trapianto in utero di cellule staminali offrono notevoli vantaggi: essendo il sistema immunitario del ricevente ancora immaturo, sono meglio tollerate; ; la rapida espansione del compartimento emopoietico fetale permette alle cellule trasferite e di trovare più facilmente spazio per attecchire; ; la correzione precoce della disfunzione permette uno sviluppo più soddisfacente del feto.

21 Uso terapeutico delle cellule staminali Un altro settore è quello della produzione di tessuti ed organi bioartificiali: la possibilità di poter disporre di una fonte sicura di cellule umane ha dischiuso orizzonti nuovi per questa branca della la bioingegneria. Un saggio impiego di interazioni cellulari e tissutali e l uso l di matrici extracellulari potrebbe permetterci in futuro di produrre organi complessi come rene o polmone.

22 Fonti di cellule staminali a. Embrioni e feti Le cellule staminali embrionali sono prelevate da embrioni provenienti da tecniche di procreazione artificiale (soprannumerari ari o prodotti ad hoc ) o provenienti da aborti spontanei o indotti. Per il trapianto in utero si sono impiegate, per esempio, cellule fetali ematopoietiche estratte dal fegato o dal timo di feti abortiti, per lo più aborti procurati.

23 Fonti di cellule staminali b. Organismi adulti Le cellule staminali da organismo adulto provengono usualmente da donatori (pratica diffusa del dono di midollo osseo per le staminali emopoietiche). Si possono fare anche autotrapianti nell organismo stesso che se ne gioverà. di staminali raccolte Un grande vantaggio dell autotrapianto è l assenza di rigetto. Si sta perfezionando il prelievo dal sangue con la centrifugazione ne e la staminoaferesi,, previa stimolazione con fattori di crescita.

24 Fonti di cellule staminali c. Cordone ombelicale Una ulteriore fonte, è costituita dal sangue del cordone ombeli- cale: le cellule fetali hanno mostrato di essere meglio tollerate immunologicamente dai riceventi rispetto a quelle dei donatori adulti e, anche se in scarsa quantità rispetto alle necessità di un organismo adulto, hanno il vantaggio di essere facilmente e largamente disponibili,, senza danneggiare nén le madri nén i neonati da cui proviene la placenta. È stata sottolineato la necessità di non disperdere un capitale biologico così ingente e si è proposta la creazione di banche di sangue ombelicale.

25 Le cellule staminali potranno essere utilmente impiegate per lo studio della biologia dello sviluppo e chiarire lati oscuri dell embri embri- logia umana ed animale, in riferimeno al funzionamento dei geni, alla regolazione dei rapporti fra i tessuti, all azione azione dei fattori di crescita, con benefiche ricadute in campo clinico e terapeutico. Si può prevedere anche l utilitl utilità pratica delle cellule staminali come sistemi di riferimento per valutare la tossicità e l efficacia l di nuovi farmaci e sostanze chimiche.

26 Accademia Alfonsiana Problemi etici sulle cellule staminali Prof. Maurizio Pietro Faggioni

27 1. Rischi e cautele nell uso delle cellule staminali Le nostre conoscenze sulle cellule staminali sono ancora larga- mente frammentarie. conosciamo ancora in modo insufficiente i segnali biochimici che determinano la differenziazione dei blastomeri embrionali totipotenti in cellule pluripotenti e infine nei vari tipi di cellule specializzate; non sappiamo ancora abbastanza sui markers biologici che le contraddistinguono e le fanno riconoscere; non sappiamo molto sui meccanismi fisiologici che presiedono al loro funzionamento e al loro ciclo vitale nell organismo adulto. Non possiamo sottacere i pericoli e i rischi che può comportare l uso terapeutico di cellule staminali di derivazione embrionale: quelle murine si sono dimostrate tumorigeniche,, sviluppandosi in teratomi o teratocarcinomi,, quando sono state inoculate in topi adulti e non c èc motivo per ritenere che le cellule staminali embrionali umane si comportino diversamente.

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29 2. Prelievo di cellule staminali Applicando le regole generali del prelievo da vivente, sono da ritenersi in generale eticamente corretti i prelievi di cellule staminali provenienti da organismi umani viventi se a. viene rispettata la dignità e la libertà del donatore. b. non ci sono danni per l integritl integrità e la sussistenza del donatore.

30 Provenienza delle cellule staminali

31 Prelievo da adulto Il prelievo e l uso l di staminali provenienti da un adulto,, a parte i consueti problemi clinici legati alla incompatibilità genetica e al rigetto, non pone questioni morali sostanzialmente diverse da quelle poste da qualsiasi prelievo di materiale biologico a fini di trapianto o di sperimentazione.

32 Prelievo da bambino Quando il donatore è un bambino si propone la questione del consenso da parte dei genitori nei confronti di un prelievo da figli minorenni se non è motivato dal bene del minore stesso (es. prelievo di midollo osseo a vantaggio di un fratellino con grave patologia di natura linfoematica). Ancora più delicata la situazione del concepimento in vitro e della selezione di un potenziale donatore per il fratellino o la sorellina bisognosi di un trapianto di cellule staminali. In California, la piccola Molly di otto anni, affetta dall anemia anemia di Fanconi,, grave malattia genetica, si è salvata grazie al sangue del cordone ombelicale del fratellino Adam, concepito in vitro e selezionato in base alla compatibilità tissutale con Molly.

33 Prelievo da cordone ombelicale Raccolto, centrifugato, purificato e congelato 100 grammi scarsi di sangue che possono salvare la vita

34 Prelievo da cordone ombelicale Riguardo all uso di cellule staminali ricavate dal sangue del cordone ombelicale non esistono problemi morali insuperabili, ma sono stati evidenziati alcuni aspetti etico-deontologici peculiari che hanno condotto alla compilazione di apposite linee-guida. Prima di tutto c èc da considerare il consenso all uso di un organo, che alla nascita viene tagliato e poi distrutto insieme alla placenta, ma sul quale la madre del bambino può rivendicare diritti di possesso. C è poi la questione della tutela della privacy nel caso della creazione di banche delle staminali cordonali per donazioni.

35 Prelievo da feti abortiti Il ricorso a embrioni o feti come fonte di cellule staminali si inscrive nel più vasto problema del prelievo di organi e tessuti fetali a scopo di trapianto. La soppressione diretta di una vita umana in fase iniziale sia embrionale sia fetale per ridonare la salute ad un altra o per far progredire le conoscenze a vantaggio dell umanit umanità, è una prassi contraddittoria e quindi moralmente inaccettabile. Nel caso di embrioni e feti uccisi con aborto procurato, anche se l aborto non è stato praticato da chi poi userà i tessuti, il ricorso a cellule staminali di siffatta provenienza potrebbe facilmente confi- gurare una forma di complicità lato sensu inaccettabile, anche se non si può parlare stricto sensu di cooperazione all atto atto abortivo.

36 Prelievo da feti abortiti Diverso è il discorso se l aborto è avvenuto spontaneamente, ma sarebbe ipocrita giustificare l impiego l di tessuti di dubbia origine con l impossibilitl impossibilità morale di venire a conoscere le circo- stanze dell interruzione di gravidanza, essendo a tutti noto che la fonte principale di tali tessuti sono gli aborti procurati. Il sospetto di una possibile relazione fra induzione dell aborto e uso dei tessuti embrionali o fetali non è infondato dal momento che in un documento ufficiale del Comité Consultatif National d Èthique francese (11 marzo 1997), si raccomanda di realizzare gli aborti in modo da evitare il più possibile la lacerazione dei tessuti da avviare a scopi terapeutici o scientifici. È breve il passo fra la semplice accortezza nello scegliere il metodo abortivo così da non rendere inutilizzabili i tessuti degli embrioni e dei feti alla raccolta sistematica e commercializzazione dei prodotti abortivi.

37 Prelievo da embrioni precoci È molto acceso il dibattito a livello scientifico, etico e giuridico sul ricorso a embrioni precoci o pre-embrioni embrioni ottenuti tramite tecniche di fecondazione in vitro o tramite clonazione. Il prelievo di cellule staminali dall embrione ne prevede la distruzione, per cui la questione di fondo ci riporta al valore della vita embrionale soprattutto quando sono in gioco gli interessi e i progetti degli esseri umani.

38 La blastocisti contiene cellule staminali pluripotenti

39 Prelievo da embrioni precoci È significativo è il fatto che, prima ancora di dare l annuncio l dei successi ottenuti nel campo delle cellule staminali embrionali, nel novembre del 1998, la Geron aveva fatto elaborare linee guida per fornire la necessaria copertura bioetica alle ricerche sulle cellule staminali umane di derivazione embrionale. L Ethics Advisory Board è giunto ben presto al documento definitivo, intitolato A Statement on Human Embryonic Stem Cells il 20 ottobre GERON ETHICS ADVISORY BOARD, Research with human embryonic stem cells: Ethical considerations,, in Hastings Center Report 29 (1999), 2,

40 «Il Comitato è unanime nel suo giudizio che la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane può essere condotta in modo etico. Perché tale ricerca sia condotta eticamente nell attuale contesto, devono soddisfarsi alcune condizioni. Inoltre, sarà necessario un ulteriore dibattito pubblico su una gamma di questioni eticamente complesse generate da questa ricerca. Le condizioni sono: 1. La blastocisti deve essere trattata con il rispetto dovuto ( appropriate )) a tessuto embrionale umano precoce. 2. Le donne o le coppie che donano blastocisti prodotte nel processo di fecondazione in vitro devono dare un consenso pieno ed informato per l uso l delle blastocisti nella ricerca e nello sviluppo di linee cellulari da quel tessuto. 3. La ricerca non includerà nessuna clonazione finalizzata a riproduzione umana, nessun trasferimento in utero e nessuna creazione di chimere. 4. L acquisizione e lo sviluppo del terreno di coltura ( feeder( layer ) ) necessario per la crescita in vitro delle linee cellulari di cellule staminali embrionali umane non deve violare le norme accettate per la ricerca umana o animale. 5. Ogni ricerca di questo tipo deve essere svolta in un contesto di attenzione per la giustizia globale. 6. Ogni ricerca dovrebbe essere approvata da un Comitato Consultivo di Etica in aggiunta al Comitato Istituzionale di Revisione».

41 I due problemi fondamentali Il Documento rileva correttamente che i problemi fondamentali sono: lo status ontologico e assiologico conferito alla blastocisti umana e all embrione precoce. la considerazione etico-giuridica dell embrione embrione ottenuto per clonazione.

42 Valore della vita embrionale In una visione utilitarista è agevole ammettere che, qualunque sia la risposta alla domanda sullo statuto ontologico dell embrione, embrione, possono darsi situazioni nelle quali sia socialmente vantaggioso permettere la sua manipolazione e che, di contro, sia irrazionale proibire la destinazione di embrioni a studi e applicazioni che potrebbero migliorare la vita e la salute di molte persone. La distinzione, cara ai neocontrattualisti,, fra gli esseri umani persone e gli esseri umani non persone fornisce ulteriori eleganti legittimazioni a queste pratiche, anche se insinua all interno del genere umano pericolose e arbitrarie discriminazioni.

43 Non tutti gli esseri umani sono persone. I feti, gli infanti, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in coma senza speranza costituiscono esempi di non persone umane. Tali entità sono membri della specie umana. Non hanno status in sé e per sé, nella comunità morale. Non sono partecipanti primari all impresa morale. Solo le persone umane hanno questo status H. T. Engelhardt, 1999

44 Valore della vita embrionale Per la bioetica personalista l embrione, l incluso l embrione l precoce, è una forma di vita umana e, quindi, merita lo stesso rispetto che si deve ad ogni essere umano innocente. Non si ritiene perciò accettabile distruzione diretta di embrioni per qualsiasi motivo o finalità,, anche nobile: l essere umano non può mai diventare un mezzo.

45 Prelievo da embrioni soprannumerari Esiste una certa convergenza, esclusa le legge inglese, sul divieto di produrre embrioni per scopi diversi da quello riproduttivo. Si propone da più parti l uso l sperimentale e terapeutico degli embrioni soprannumerari, provenienti cioè dalla fecondazione in vitro e rimasti inutilizzati in situazione di crioconservazione. Il Parlamento europeo si è dichiarato contrario all uso strumentale degli embrioni soprannumerari, ma altri organismi si sono mostrati più aperti a soluzioni di questo genere, come la National Bioethics Advisory Commission degli Stati Uniti e questa opinione sta guadagnando favori anche in Francia, Spagna e Germania. In Italia il Comitato Nazionale per la Bioetica,, benché in modo non unanime, e la Commissione Ministeriale istituita ad hoc dal ministro Veronesi nel 2000 si sono pronunciati a favore del ricorso agli embrioni soprannumerari altrimenti destinati alla distruzione ne.

46 La ragione più spesso addotta per usare gli embrioni soprannu- merari è che essi sono certamente destinati alla morte e che, quindi, impiegarli per fini utili alle persone non muta il loro destino, mentre procura benefici ad altri. La vita dell essere essere umano non può mai essere strumentalizzata e diventare un mezzo per il conseguimento di fini anche buoni e che, dal punto di vista etico, esiste una grande differenza tra il lasciar morire,, quando non è possibile impedire la morte, e causare la morte, quando l estinzione l della vita dipende da un atto volontario evitabile. L ineluttabile destino di morte verso cui sono avviati gli embrioni soprannumerari non toglie il significato etico una loro soppressione diretta, ma anzi dovrebbe portare ad impedire come di fatto è previsto in alcune legislazioni la loro stessa formazione.

47 Che rapporto c è fra clonazione e cellule staminali? Le cellule staminali provenienti dal proprio cordone ombelicale o dal proprio organismo adulto non vanno incontro al rigetto (autotrapianti( autotrapianti). Le staminali da cordone ombelicale sono più compatibili con i consanguinei e, in generale, meglio tollerate. Per le staminali da embrione si profila l ostacolo l del rigetto, superabile con la produzione di embrioni per clonazione.

48 Terapia con cellule staminali autologhe o istocompatibili da clonazione

49 Cellule staminali e clonazione La principale metodica prospettata prevede il trasferimento di materiale nucleare prelevato dalle cellule somatiche degli stessi individui che hanno bisogno di cellule staminali e dei loro derivati. Si è sperimentato anche il trasferimento in ovociti denucleati di altri mammiferi (ottenuto con questa tecnica un embrione chimerico, incrocio fra uomo e vacca). Una terza possibilità allo studio, consiste nella riprogrammazione del nucleo cellulare (carioplasma) di un certo soggetto fondendolo con il citoplasma di una cellula staminale embrionale di specie diversa e ottenendo così un cybrid (ibrido nucleo-citoplasma). citoplasma). Si possono conservare larghe quantità di stipiti cellulari da cui scegliere i più compatibili con i riceventi, anche intervenendo sugli antigeni di istocompatibilità per via genetica o rimuovendo dalla superficie cellulare le sostanze proteiche causa del rigetto

50 Venerdì 5 luglio 1996 nasce DOLLY pecora Finn Dorset (nella foto con con la madre surrogata Scottish Blackface) il primo mammifero clonato a partire da cellule di adulto: unico nato di 8 embrioni ottenuti su 277 tentativi presso il Roslin Intitute di Midlothian in Scozia.

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52 Prelievo da embrioni clonati Quanto si è detto circa la produzione di embrioni come fonte di cellule staminali non cambia sostanzialmente quando si parla di embrioni umani ottenuto per clonazione: le modalità attraverso le quali viene chiamato alla vita un nuovo essere umano non cambiano la qualità ontologica ed etica di questa esistenza. È stata introdotta una distinzione fra clonazione terapeutica e clonazione procreativa e si è proposto di riservare il termine clonazione alla sola clonazione riproduttiva per evitare le difficoltà morali e spicologiche connesse con la clonazione umana, indicando la clonazione terapeutica come cell nuclear replacement o sostituzione del nucleo della cellula.

53 Riflessioni sulla clonazione umana Le perplessità intorno alla clonazione umana sono molteplici: di natura scientifica e di natura etica. Nella riproduzione per clonazione si oscura il legame fra trasmissione ssione della vita e relazionalità umana, espressa dal rapporto di coppia, e si tende a negare, almeno a livello intenzionale, l unicitl unicità irripetibile la libertà esistenziale della persona. Pur dichiarandoci contrari alla clonazione umana, se una forma di d clonazione può vantare qualche giustificazione razionale (mettendo fra parentesi i rischi di natura bio-medica medica), si tratterebbe della clonazione procreativa. La clonazione procreativa mantiene una connessione con il senso umano del generare perché pone in essere un creatura e quindi ne ammette, sia pure in modo contraddittorio, la autonomia e ne riconosce, pur nella n artificiosità del processo impiegato, la dignità personale.

54 La clonazione terapeutica, invece come si legge nel Documento del Centro di Bioetica dell Universit Università Cattolica stravolge il significato umano della generazione, non più pensata ed attuata per scopi riproduttivi, ma programmata per finalità medico-sperimentali (e perciò anche commerciali). Nella clonazione terapeutica e in ogni forma di procreazione finalizzata ad analoghi scopi strumentali si vuole distruggere un esistenza dopo averle conferito una vita effimera. A fronte di questo atto clonatorio si legge in un Documento della Pontificia Academia Pro Vita - e delle sue conseguenze sull embrione umano, il giudizio morale è di assoluta inaccettabilità La generazione per clonazione di un individuo umano al fine di utilizzarlo come fonte di cellule staminali è un azione indegna della persona umana perché si oppone al suo bene e nessuna intenzione buona o circostanza particolare è capace di cancellarne la malizia [14] [14].

55 Senza considerare gli ostacoli morali presentati da queste metodiche clonatorie e soprattutto quelle che comportano l uso l di ovociti animali, dal punto di vista pratico il passaggio obbligato attraverso la clonazione costituisce una tappa limitante per tutta ta la procedura e aggiunge a una tecnica già delicata ulteriori difficoltà.

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