CHI SIAMO. -crediamo nella solidarietà, ogni qual volta si presenti

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2 CHI SIAMO L Associazione Culturale Zenit nasce come comunità militante già nel 2003 costituendosi poi ufficialmente nel dicembre del Le nostre posizioni non possono essere etichettate nelle classiche categorie di destra o sinistra. Abbiamo radici culturali che si rifanno al fascismo ma non per questo possiamo accettare di essere storicizzati o emarginati dalla storia. Noi vogliamo confrontarci con il presente, analizzare i fatti e trarne da esse le indicazioni valide e necessarie per costruire il futuro. Il nostro motto è sempre stato Filtra la Verità e il nostro simbolo è una maschera antigas perchè crediamo che attraverso queste categorie create ad arte e attraverso il caos creato dalla modernità il sistema allontani l uomo dal vero e dal reale. Quindi il motto Filtra la Verità vuole esprimere in modo diretto e provocatorio il nostro approccio critico verso i mass media ma il nostro pensiero politico non si ferma qui, ovviamente noi di Zenit non siamo solo una Associazione Culturale che si occupa di controinformazione ma siamo soprattutto una comunità militante e cioè un nucleo di persone che persegue la formazione umana dei propri membri attraverso appunto l impegno comunitario e militante che mostrando uno spiccato interesse verso i temi dell approfondimento culturale e dell informazione determina il proprio agire politico. I nostri punti cardini sono i seguenti: -noi crediamo che l unità, l indipendenza e l integrità territoriale della Patria debbano risultare l obiettivo essenziale della politica estera del nostro paese; -crediamo nella Tradizione, nella concreata realizzazione di una comunità europea e rifiutiamo la subordinazione di quest ultima alle subculture disumanizzanti quali mondialismo, plutocrazia e nichilismo; -crediamo nella solidarietà, ogni qual volta si presenti il bisogno di un tangibile aiuto alla comunità e verso tutti quei popoli che vedono stringersi intorno a sè la morsa livellante dell imperialismo e che lottano per la propria sovranità. La nostra caratteristica principale è sicuramente quella di non voler essere il solito gruppo politico che abbia obiettivi di egemonia o che abbia come scopo la sola mera aggregazione fine a se stessa. Noi vogliamo formare ragazzi e renderli liberi dalle logiche della democrazia occidentalista, noi vogliamo che i ragazzi possano aspirare a trasformare la propria rabbia, la propria suggestione nei confronti di simboli e tradizioni in sentimenti costruttivi, perchè a noi piace la sostanza e della superficialità non sappiamo che farne. Noi vogliamo che i ragazzi e gli uomini che si avvicinano abbiano voglia di sapere, approfondire perchè solo respirando liberamente si può diventare soldati addestrati, perchè per noi non esiste l agire senza il pensiero. Il nostro operato di militanti politici è quindi riscoprire la gioia di donarsi e di metterci a disposizione di tutti coloro che sono stufi di accettare la realtà che ci viene preconfezionata dal sistema attraverso la manipolazione delle informazioni e della cultura. Per questo motivo quindi il nostro motto è FILTRA LA VERITA e invitiamo anche voi ad indossare come noi le maschere antigas per resistere ai gas omologanti di questa coatica società moderna che sta allontanando sempre più l uomo dal vero e dal reale.

3 IL MARTELLO Dopo una breve pausa di riflessione abbiamo deciso di riprendere a martellare perchè Zenit senza il suo Martello non poteva continuare la sua opera di controinformazione, perchè Zenit senza il suo Martello era orfano di una parte importante del suo operato che in passato lo aveva caratterizzato per la serietà e dedizione con cui chi prima di noi lo aveva ideato e curato rendendoci orgogliosi del nostro disinteressato approccio alla militanza politica. Il Martello allora ritorna per fare da megafono alle nostre ambizioni e al nostro sano modo di fare politica e allora ecco che ritorna forte in noi quel monito che abbiamo fatto nostro attraverso la locuzione latina Gutta cavat lapidem. Questa frase latina resta sempre la più adatta per descrivere il nostro pensiero e agire politico, la paternità è da ricercare nel poeta Ovidio, sebbene ripresa e riadattata anche in prosa da diversi autori fino in età medievale, è la formula dialettica che abbiamo designato ad emblema del nostro organo di diffusione. Tre parole che, nella loro inflessibile semplicità, possiedono una forza intrinseca che può essere sprigionata solo attraverso la perseveranza della lotta, così rendendo fede alla cultura delle idee che diventano azione. Lapidem, la pietra, dall aspetto fermo, incrollabile, apparentemente insormontabile da ogni agente esterno, sempre avrà ragione di chi, soggetto al richiamo dell istintività, tenterà di scalfirne la massiccia fermezza con un gesto estemporaneo, violento e chiassoso. Gutta, la goccia, trova la sua forza nella volontà di dominare ogni vezzo ad abbandonarsi in un disordinato ed inconcludente getto. Al contrario, a renderla efficace è la sua capacità di riconoscere la ponderatezza e la costanza quali virtù. Il gesto ritmico, scandito dal suono basso e ripetitivo che ne sancisce la monotona caduta, è il simbolo della sua vittoria su di un nemico che non può vincere in altro modo, se non col suo continuo stillicidio. E dunque solo attraverso questa azione costante e perfettamente coerente che la goccia potrà perforare la pietra (gutta cavat lapidem, appunto). Il tempo sarà garante della bontà della sua meticolosa azione, inosservata dallo sguardo distratto dei suoi contemporanei, eppure fieramente implacabile nel perseguire il proprio obiettivo. Nella sensibilità dei nostri avi, la dimostrazione che la natura custodisce ancestrali riferimenti dai quali poter trarre ispirazione. Le coscienze, oggi sopite dall intossicazione e dall alienazione dei media di massa e della società dei consumi, potranno essere scavate per mezzo del lavoro durevole dell informazione libera e dall esempio del sacrificio e della militanza.

4 L Europa, la Serbia e il Kosovo Agreement di Davide Ciotola Un Europa capace di tracciare da sé la propria politica estera è ciò che ogni europeo indubbiamente si augura da sempre, nel frattempo si assiste invece alla perdurante carenza di prospettive e capacità decisionali in materia, colmata, realpolitikamente parlando, dal sempre costante livello di ingerenza delle inevitabili indicazioni in questioni strategiche da parte degli USA. In un periodo in cui l amministrazione statunitense tira il fiato nel suo impegno in molti scenari internazionali, ogni raro risultato raggiunto dall Alto Rappresentante dell Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Lady Catherine Ashton, ha l obiettivo di far credere, tra i foreign policy makers degli Stati membri e non, che un qualche cambiamento a livello strutturale e operativo di ciò che è stato sviluppato dalle istituzioni europee, rivedute a seguito del Trattato di Lisbona del 2007, sia pienamente funzionante. In questo quadro rientra la recente evoluzione della politica estera dell UE nei confronti della Serbia, che trova piena applicazione negli importati ultimi eventi rappresentati dai cosiddetti Accordi di Bruxelles sulla situazione del Kosovo, sottoscritti da Belgrado e Pristina il 19 Aprile 2013, mediati da Lady Ashton. Essi da una parte hanno come conseguenza l auspicabile avvio della trattativa vera e propria di adesione all UE della Serbia; parallelamente creano le basi per cui il Kosovo possa intraprendere da sé il più praticabile, almeno per ora, cammino della richiesta di associazione all UE. L Accordo definisce i principi che disciplinano la normalizzazione delle relazioni tra i firmatari, e si delinea in quindici punti che lasciano, volutamente, quello stretto margine di manovra ai contraenti tale da permettere all UE di poter controllare strettamente la sua implementazione, prevedendo (qui in somme linee): 1. la creazione una Comunità di municipalità a maggioranza serba in Kosovo, la cui adesione sarà aperta a qualsiasi altro comune, a condizione che le Parti (Serbia e Kosovo) siano d accordo; 2. l istituzione per legge della suddetta Comunità, regolando quindi che un suo eventuale scioglimento potrà avvenire solo con una decisione degli stessi comuni partecipanti. Garanzie giuridiche ulteriori saranno fornite dalla legge applicabile e dal diritto costituzionale (tra cui la regola della maggioranza dei due terzi); 3. la strutturazione della Comunità sulla stessa base dello statuto vigente dell Associazione dei Comuni del Kosovo, ad esempio: Presidente, Vice Presidente, Assemblea, Consiglio; 4. il diritto, in conformità con le competenze fornite dalla Carta Europea dell Autonomia Locale e dal diritto del Kosovo, dei comuni partecipanti di cooperare nell esercizio delle loro competenze collettivamente attraverso la Comunità. La Comunità dunque avrà completa supervisione delle aree di sviluppo economico, istruzione, sanità, pianificazione urbana e rurale; 5. l esercizio di altre competenze aggiuntive, eventualmente delegate dalle autorità centrali; 6. la garanzia di una rappresentanza della Comunità sia presso le autorità centrali, sia con un posto nel consiglio consultivo delle comunità. Nel perseguimento di questo è prevista una funzione di monitoraggio dell UE; 7. l istituzione una sola forza di polizia in Kosovo, chiamata la Polizia del Kosovo. Tutti i corpi di polizia nel nord del Kosovo dovranno essere integrati nel quadro della Polizia del Kosovo, per cui anche gli stipendi saranno erogati solo dalla Polizia del Kosovo; 8. l assicurazione che ai membri di altre strutture di sicurezza serbe sarà offerto un posto in strutture equivalenti del Kosovo; 9. la nomina di un comandante di polizia regionale per le quattro municipalità settentrionali a maggioranza serba (nord di Mitrovica, Zvecan, Zubin Potok e Leposavici): il comandante di questa regione sarà un serbo del Kosovo nominato dal Ministero degli Interni da un elenco fornito dai quattro sindaci, a nome della Comunità. La composizione della polizia del Kosovo nel nord rifletterà la composizione etnica della popolazione dei quattro comuni (ci sarà anche un altro Comandante Regionale per i comuni di Mitrovica sud, Skenderaj e Vushtri); dunque il comandante regionale dei quattro comuni del nord collaborerà con gli altri comandanti regionali; 10. l integrazione delle autorità giudiziarie all interno del quadro giuridico del Kosovo: la Corte d appello di Pristina stabilirà una giuria composta da una maggioranza di giudici serbo-kosovari, responsabile per tut-

5 le municipalità a maggioranza di serbi del Kosovo; una divisione di questa Corte d Appello, composta da personale amministrativo e magistrati, siederà in permanenza a Mitrovica nord (Mitrovica District Court). Ogni giuria della divisione di cui sopra sarà composta da una maggioranza di giudici serbi del Kosovo; il giudice del caso infine dipenderà dalla natura dello stesso caso in questione; 11. l organizzazione di elezioni comunali nei comuni del nord nel 2013, con il monitoraggio dell OSCE in conformità alla legge del Kosovo e agli standard internazionali; 12. l attuazione, inclusa in un calendario condiviso con l UE, del presente accordo, seguendo il principio della trasparenza dei finanziamenti; 13. l intensificazione delle discussioni su energia e telecomunicazioni tra le due Parti, da completarsi entro un tempo condiviso con l UE; 14. la condivisione del fatto che nessuna delle due Parti bloccherà o incoraggerà altri a bloccare il progresso del lato opposto nei rispettivi percorsi europei; 15. l istituzione di un comitato di attuazione stabilito dalle due Parti, in condivisione con l UE. Quello che quindi davvero propriamente può essere definito solamente come un accordo di principi (con tutto ciò che deriva in senso politico e di diritto internazionale da questa definizione) firmato a Bruxelles tra Belgrado e Pristina, non è dunque un riconoscimento reciproco ufficiale, ma lo è de facto, a meno di cambiamenti ancora più traumatici nelle prospettive geopolitiche dei prossimi anni. In questa partita, come in molte altre, i veri registi dirigono la scena da dietro le quinte. Da una parte la Russia che, ormai da più di un decennio, è tornata ad essere pienamente protagonista e sempre più determinante nello scacchiere internazionale, e che ha nella Serbia il principale storico avamposto nell Area Balcanica, ora dunque in prospettiva inserito anche appieno all interno dell UE. Dall altra gli USA, in affanno e alla ricerca sempre e comunque di nuovi alleati in ogni area strategica del pianeta, in questo caso individuandone uno nel Kosovo e, infatti, contribuendo in ogni modo alla sua accettazione nel sistema internazionale, soprattutto attraverso uno stimolo costante all azione europea in merito. L UE in mezzo a questo affaire si dimostra ancora una volta mera costruzione burocratica, la quale difatti solo quando opera in supporto alle pressioni statunitensi, e solo grazie a queste, ottiene un qualsivoglia risultato diplomatico, in questo caso il primo di un certo livello, di cui farsi un immeritato vanto. D altronde e stata la stessa Commissioni Affari Esteri del Parlamento Europeo ad affermare, nella bozza di un suo recentissimo rapporto ad hoc, che, nonostante l accordo sulla normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo, l EEAS ( European External Action Service, agenzia per la cooperazione internazionale dell UE creata nel 2010) nel suo operare non è riuscito a impiegare adeguatamente nemmeno il meccanismo per la cooperazione rafforzata introdotto dal Trattato di Lisbona (il quale rende possibile un accordo sulla cooperazione da parte di un gruppo selezionato di Paesi a proposito di una singola politica UE), nonostante fosse spesso la migliore opzione percorribile. Secondo quanto scritto dalla Commissione, la direttrice di questo ufficio, ovvero l Alto Rappresentante dell Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, non sta ottenendo molto soprattutto per le divisioni sulla politica estera del Consiglio dell Ue, ma anche per la scarsa lungimiranza e capacità organizzativa della stessa Ashton: la riscontrata scarsa influenza dell EEAS deriva infine poi da difetti strutturali dell istituzione stessa, caratterizzata da diversi conflitti di competenze che ne rallentano il processo decisionale. In ogni caso risulta ben comprensibile che già la scelta, volutamente di medio profilo, di mettere a capo della cosiddetta diplomazia europea una rappresentante di una nazione che di certo non fa dell europeismo la sua bandiera, la Gran Bretagna, che anzi è storicamente la partner (e solo in parte) necessaria ma comunque più critica nell UE stessa, rende molto discutibile la reale determinazione degli Stati membri e la loro concreta convinzione sul fatto che, nel momento dell istituzione, questo tipo di strumenti siano stati creati per funzionare davvero, mentre sembra ormai più credibile pensare che, piuttosto, siano stati realizzati per indicare solamente una via da percorrere, in un tempo che ancora non è dato sapere. Le nette divisioni interne all UE infatti riemergono chiare in sede di politica estera comune sulla decisione della partenza di negoziati concreti per l adesione della Serbia come stato membro: se il 25 giugno 2013, durante una riunione dei Ministri degli Esteri dell UE, tutti gli stati europei hanno deciso di aprire i negoziati effettivi per l adesione della Serbia, e l Italia, con la forza che le è concessa, ha preso dunque posizione in prima linea a favore in questa direzione, d altra parte Francia e Germania frenano l apertura del negoziato vero e proprio tra Bruxelles e Belgrado. Tanto che nel parlamento tedesco, di conseguenza, si giunge ad approvare il 27 giugno una chiara dichiarazione proposta dalla maggioranza di governo per sottolineare che i negoziati concreti di adesione della Serbia all Ue potranno cominciare non da subito ma da gennaio 2014,

6 Per continuare il gioco degli equilibri, e per mettere ancor più in chiaro la situazione, questo tanto agognato annuncio arriva finalmente e non a caso, naturalmente, proprio a pochi giorni dall ingresso ufficiale come stato interno all UE dell altro storico e determinante attore dell Area Balcanica insieme alla Serbia, giunto al termine del suo processo di adesione, il 1 luglio 2013: la Croazia, fortemente sponsorizzata dalla Germania, ma naturalmente sostenuta ora in questo suo passo da tutti gli stati membri. Scarsa coesione, incertezze, una gestione poco dinamica portano ad un burocratismo che di certo continua a minare l evoluzione di una integrazione europea che, recepita lontana dalla vita degli europei, viene percepita solo come intesa di banche, o al peggio si manifesta come sede di interessi voluti da altre potenze. La direzione giusta rimane invece quella, da sempre auspicata, della realizzazione di una vera fratellanza di valori nazionali, portati avanti da uomini e donne capaci e pronti a collaborare, ottenere e rinunciare a qualcosa ma sempre al fine di un migliore, il più possibile condiviso e sostenibile futuro prossimo d Europa. di Livio Basilico Belgistan: la nuova scuola di jihadisti inviati in Siria Sono decine i giovani belgi spariti in Siria grazie a Sharia4belgium e non sono soltanto i cattivi fiamminghi del Vlaams Belang a dirlo ma adesso a denunciarlo è anche il Ministro dell Interno, Joelle Milquet, che, spinta dai genitori, è stata costretta a istituire una task force per capire dove siano finiti, come aiutarli a tornare e come controllarli una volta tornati. Fece scalpore qui in Belgio la storia del 19enne Brian De Mulder, poi ripreso in un video al fronte, ma storie simili ne spuntano ormai una al giorno. Jeroen Bontick, un 18enne di Anversa dopo essere sparito da casa a febbraio ha telefonato al padre dicendo di essere tenuto prigioniero dagli islamisti con cui era partito e di voler tornare in Belgio. Gli hanno sequestrato i documenti dice il padre- e lo tengono in Siria in una casa, pronto ad essere gettato al fronte contro la sua volontà. Quando aveva 15 anni un marocchino lo ha fatto entrare nel gruppo di Sharia4belgium e lo hanno plasmato come volevano loro. Gli ho detto di lasciarlo stare e l ho detto alla polizia-aggiunge il padre- ma non mi hanno ascoltato. Quando ha chiamato urlava, si sente in trappola, ma poi hanno buttato giù il telefono. Sharia4belgium però non si può sciogliere: ha gravissime responsabilità, ma incredibilmente il Consiglio di Stato ha deciso che il gruppo non si può sciogliere utilizzando la legge contro i movimenti antidemocratici, perché non essendosi mai costituito come persona giuridica, per la legge non esiste. Però ad esempio il servizio d ordine del partito Vlaams Belang fu sciolto in un attimo: si disse che era paragonabile ad associazioni paramilitari eversive e fu messo subito fuorilegge. Due pesi due misure fa notare il polarissimo giornale HLN.be- che si chiede anche cosa farà la polizia una volta che i comandanti e i reclutatori del gruppo di fanatici torneranno a Bruxel-

7 les ancora più addestrati e pericolosi. In Germania il governo ha fatto sapere- scrive HLNche i combattenti islamisti tedeschi perderanno la nazionalità e saranno espulsi ma in Belgio visto l andazzo temiamo che non si farà nulla!. Molti pensano a Bruxelles come al centro dell Europa senza sapere che a pochi metri dai palazzi della burocrazia Ue batte invece il cuore dell Eurabia con innumerevoli quartieri dove gli extracomunitari sono la maggioranza e dove oltre il 30% degli abitanti sono musulmani. Uno stato nello stato dove polizia e leggi belghe sono un optional. Una pacchia per gli estremisti e non a caso a Bruxelles ha prosperato per anni il movimento Sharia per il Belgio che attraverso radio e tv propone la trasformazione del Belgio in un Califfato e l eliminazione delle leggi occidentali per lasciar posto alla legge islamica. «La democrazia proclamano i leader del gruppo in tv è una cosa da infedeli che noi non possiamo accettare, ma non ce ne andremo da qui. Saranno i belgi a sottomettersi». E in effetti sta accadendo proprio questo sia dal punto di vista culturale che demografico. Svegliatasi dopo un lungo sonno, la stampa belga, supportata da polizia e servizi segreti, dichiara in questi giorni che i giovani musulmani del paese sono finiti nelle mani degli estremisti e che centinaia di ragazzi immigrati, ma anche belgi convertiti, sono stati convinti a partire per la Siria e ad arruolarsi nelle brigate islamiste vicine ad Al Qaida. Alcuni imam non radicalmente indottrinati dalla follia jihadista raccontano ai giornali che ci sono già stati almeno 12 morti e che molti sono pronti a fare i kamikaze. Ragazzi normali, dicono, trasformati in estremisti dai predicatori fanatici di Bruxelles tanto coccolati dalla sinistra belga. I principali responsabili sono infatti l imam Belkacem (leader di Sharia for Belgium) e il gruppo dell imam Ayachi, che è stato in galera anche in Italia per reati legati al terrorismo. «Belkacem è venuto alla nostra moschea. Era vestito come un saudita e pretendeva di predicare racconta l imam di Vilvoorde ma noi l abbiamo cacciato. Allora lui ha parlato nella piazza del mercato e ha convinto i nostri giovani che sono diventati suoi seguaci e sono arrivati ad accusarci di essere dei traditori, ancora peggio che infedeli». Questo racconto che da un lato mostra l esistenza di imam e musulmani non estremisti, dall altro allarma perchè spiega che è facilissimo (come anche la vicenda libica insegna) infiammare i cuori e trasformare molti moderati in pericolosi esaltati. Ad accoglierli in Siria e ad addestrarli al terrorismo ci pensa poi un altro belga : Abdel Ramad Ayachi, figlio dell imam della moschea di Bruxelles, che in teoria dovrebbe essere in galera in Belgio, ma è scappato e con la sua brigata combatte per abbattere il laico Assad e costruire il califfato siriano. Un importante imam racconta alla stampa belga che Ayachi attira i giovani promettendo ragazze siriane e tunisine per il riposo del guerriero, ma che poi quelli che arrivano in Siria senza denaro vengono brutalmente sfruttati come carne da cannone, come confermato da alcuni ragazzetti che hanno chiamato dicendo di essere di fatto prigionieri. Non a caso in questi giorni, Dimitri Bontick, padre di un giovanissimo finito nelle rete è partito in solitaria alla sua ricerca al fronte. Unici a contrastare gli islamisti sono i parlamentari del Vlaams Belang, partito identitario e secessionista fiammingo che chiede l espulsione dei predicatori pericolosi, ma che viene sempre zittito con accuse di razzismo da una sinistra ambigua. Così, mentre chi denuncia i terroristi finisce sotto processo per xenofobia, un importante parlamentare socialista di origine magrebina, Fouad Ahidar, si è permesso di mandare un messaggio di supporto sulla pagina facebook del terrorista latitante Ayachi («fai attenzione a te caro Abderahman, qualcuno deve pur farlo, preghiamo per te») e ha condiviso una foto del ricercato armato di tutto punto. Sembrano storie inventate, ma è tutto vero ed è solo una piccola parte della cronaca quotidiana del Belgistan che nel resto d Europa è ovviamente censurata per non creare allarme e resistenza al piano immigrazionista-mondialista. Intanto i servizi antiterrorismo belga, tedesco e inglese si chiedono cosa succederà quando le centinaia di estremisti torneranno a casa addestrati, ancor più esaltati e con una rete di ex commilitoni affiatati e pronti a tutto. Putroppo dopo l 11 settembre 2001 il Belgio si è rivelato essere un vero e proprio punto di partenza per molti Jihadisti europei, in effetti molti passaporti ritrovati addosso a terroristi provvenivano dal belgio ; a farne le spese di fronte a questo lassismo da parte delle autorità belghe ne fu vittima il comandante MASSOUD che rilascio un intervista a due pseudo-giornalisti tunisini che si avverarono essere invece due «emissari» di al-qaeda che hanno transitato, guarda caso, proprio dal Belgio. MASSOUD fu ucciso dai due kamikaze due giorni prima dell attentato alle due torri gemelli. In questo caso, l intelligence di molti paese europei sono stati messi in guardia, mentre tutti guardavano ai campi d attestramento di al-qaeda in Afghanistan, nessuno si accorgeva di quanto succedeva dentro le mura di casa nostra! Allarmismo? Oppure una reale minaccia? Nel caso di sharia4belgium, all inizio nessuno prendeva sul serio questi fantocci un po folcloristici che inneggiavano per le vie di Bruxelles alla Guerra santa, ma con il passare del tempo le autorità belghe hanno realmente preso coscienza che S4B rappresentava un vero problema quando una mattina, presso il mercato di molenbeeck (quartiere di Bruxelles dove risiedono molti musulmani), un agente della

8 les dove risiedono molti musulmani), un agente della polizia chiese a una donna di confessione islamica di togliersi il burqa (cioè il velo integrale) affinchè potesse procedere ad un semplice controllo d identificazione, nel giro di pochi minuti scoppiò la fine del mondo e chi fu guarda caso ad istigare violenza verso gli infedeli? (vale a dire noi!) c era il nostro caro Fouad Belkacem che scandalizzato dall accaduto inneggio a bruciare tutta la città.. e tutto questo a pochi chilometri dal palzzo reale da un lato e gli uffici dell UE dall altro! Il risultato fu che durante 2 giorni e 2 notti il comune di Molenbeeck fu messa a ferro e fuoco nel nome della guerra santa!! Chi semina odio raccoglie tempesta! Dopo i tumulti, la polizia belga arresto un centinaio di persone, non tutti erano Jihadisti ci mancherebbe, ma piu preoccupante ancora fu che tutti gli arrestati erano cittadini di nazionalità belga nati e cresciuti tranquillamente in Belgio, come Fouad Belkacem (ancora lui!) che dopo il suo arresto, i suoi amici organizzarono una conferenz stampa, come non se n erano piu viste dai tempi di Bin Laden con tanto di bandiere islamiche. Adesso SI che questo presunto vero Islam rappresenta un reale problema per la nostra cultura ma non perchè l Islam in Europa ha preso spazio, ma perchè durante piu di 50ANNI l Occidente indietreggia su tutti i punti di vista sia culturale che spirituale. C è però un pericolo più grande di quanto sopra raccontato a cui noi tutti dobbiamo fare attenzione e cioè non cadere nel discorso opposto e quindi nella trappola dell anti-islam pro sionista! E giunta quindi oggi piu che mai l ora di filtrare la verità e ritornare a respirare liberamente per difendere il nostro futuro. di Luca D Amico Immigrati in rivolta? Milano, 11 maggio, un clandestino del Ghana, Madaì Adamî Kabobo, camminando per le vie del quartiere Niguarda, colpisce a bastonate e picconate dei passanti. Il bilancio della mattanza vede 1 morto e 5 feriti, due dei quali, a distanza di tre giorni, moriranno anche loro. Perchè un simile gesto? Tante spiegazioni ci sono e non ci sono; c è dice che è squilibrato, chi come un Onorevole durante una seduta delle Camere una settimana dopo l eccidio come gesto causata dalla sua emarginazione e mancanza di lavoro, chi con altre e varie spiegazioni. Qualcun altro, con la scusante che aveva chiesto asilo in Italia (come se chiederlo significhi santificare il richiedente), minimizza l accaduto e ne dimentica i fatti. Sta di fatto che tre persone (italiane) sono morte e l omicida, pur se arrestato, si trova in carcere come se avesse rubato delle caramelle. Certamente, se fosse successo al contrario, si sarebbe scatenato un putiferio con accuse di razzismo da ogni parte. Lui, invece, sia chiaro non che debba esser condannato a morte, se ne sta in prigione con la richiesta di una perizia psichiatrica da parte dei Pm. Se dovesse risultare incapace di intendere e di volere al momento del fatto, verrebbe assolto e non finirebbe in carcere, ma in una struttura psichiatrica giudiziaria. Se si verificherà tale soluzione il canovaccio sarà come al solito seguito perchè Kabobo visto i suoi precedenti criminali qui in Italia che lo videro, due anni fa, come uno dei protagonisti nella rivolta del CIE in Sicilia si salverebbe grazie a questo ipocrita clima da buonismo imperante che ogni qual volta mediaticamente impone poi simili scelte. Ma Kobobo a parte, in Europa la situazione non è sicuramente migliore o più serena. Tempo una decina di giorni ed ecco che per motivi diversi e non riconducibili all assassino di tre italiani

9 a Londra, il 22 di maggio, un paio di cittadini inglesi, ma di chiarissima origine africana, sgozzano un militare inglese mentre usciva dalla caserma. Il tempo di rendersi conto dell orrore verificatosi ed ecco che a Parigi, un immigrato, tenta anche lui di sgozzare un militare. Cosa sta accadendo? Non per cotruire complotti o arrampicarci su fantasiose teorie ma il dubbio sale e non vorremmo che dietro a questi avvenimenti possa esserci una regia. Perchè tutti questi episodi che si susseguono? Semplice ma pur sempre grave e preoccupante emulazione dovuto a un senso di rivalsa latente, o dell altro? Quello che è certo sono i morti, sia chiaro, e non ci sarebbe neanche da fare dietrologia. Purtroppo non ci vediamo nulla di strano, da parte di gente che non si è mai integrata e vive scollegata dalla realtà che ha usi e modi di fare opposti (pur se tramandati), una rabbia latente e sempre tenuta nascosta. Basta una scintilla per incoraggiarsi a vicenda a colpire e assassinare. E rimane sempre una dimostrazione che l immigrazione senza controllo, ovunque essa avviene, porta ad una mescolanza razziale esplosiva, oltre ad una buona manovalanza grazie ai non controlli alle frontiere atta a compiere gesti terroristici. Per ritornare ai dubbi iniziali esposti all inizio dell articolo, potrebbe esserci un induzione all omicidio per provocare disordini, grazie alla gran quantità di immigrati slegati e non integrati nelle città europeee da usare a proprio uso e consumo grazie a manipolazioni mentali tipo gli esaltati che si professano appartenenti ad Al-Qaeda? Ricordiamo pure che da domenica 19 maggio, alcune citta svedesi sono messe a ferro e fuoco da centinaia di immigrati che, stando all ufficialità delle fonti, protestano perchè nel sobborgo povero di Husby, dove l 80% degli undicimila abitanti sono immigrati e il tasso di disoccupazione è altissimo, la polizia ha ucciso un anziano di 69 anni armato di coltello: una reazione giudicata eccessiva dagli abitanti del quartiere che sono scesi in piazza per protestare. A chi gioverebbero i disordini? Non sappiamo, ma ricordiamo che è istituita, ormai dal 2004 (ed operativa dal 2006), la gendarmeria europea denominata EU- ROGENDFOR. Essa ha tra le sue caratteristiche quella di essere sovrannazionale e non giudicabile nei suoi compiti. Manca la scintilla per vedersela camminare fra le strade delle nostre città? E la sua presenza sarebbe uno schieramento preventivo in vista di eventuali scontri di piazza per via dell incancrenita crisi economica? Insomma, si fa leva sull immigrazione massiccia presente in molti stati dell Unione Europea per ottenere altri scopi? E non crediamo che sia una macchinazione contro l immigrazione in se, in fin dei conti essa, soprattutto in stati mal governati e senza un solido sentimento di identità come può essere anche l Italia, è usata a mo di cavallo di Troia per limare sempre più al ribasso la qualità della vita lavorativa, oltre ad impiegarla nel rendere gli stati un amalgama senza senso di appartenenza e di unione fra la popolazione. Pensateci: secondo voi, chi progetta l Unione Europea, vorrebbe stati accondiscendenti o con una popolazione riottosa ai diktat di Bruxelles? Ovvio che è la prima ipotesi quella scontata. Ecco, quindi il perchè, se ci dovesse essere una macchinazione, non la vedrei contro l immigrazione, ma contro i popoli autoctoni dei singoli stati. Oppure si vuole uno scontro razziale in Europa e che si estenda, cosa assai improbabile, nel resto del mondo? Non lo so, non ho cultura in merito. Quello che conta è la realtà dei fatti che fa pensare e preoccupare non poco. Restare vigili!

10 di Guglielmo Casalini È un mondo in rivolta È un mondo in rivolta, è un Europa in rivolta, è una Francia in rivolta Non solo l immensa onda economica sta coprendo, soffocando e uccidendo, tutto ciò che incontra, ma ora hanno deciso anche di puntare a smantellare la società, intesa come civile e tradizionale. Hollande, oltre ad essere il presidente francese, è anche membro dell ormai noto Club Bilderberg, ristretto circolo nella quale partecipano solo politici, economisti, banchieri e mostri che hanno nella loro mani gran parte delle sorti del mondo attuale e futuro. Dunque probabilmente anche questa nuova legge, cioè la possibilità delle coppie dello stesso sesso di sposarsi liberamente e ancora peggio, la possibilità di adottare bambini, approvata in Parlamento con 331 voti favorevoli, era già stata pianificata a tavolino era tutto scritto! La Francia, insieme all Italia e ancor di più insieme alla Spagna fanno parte, da sempre, di quei baluardi cattolici dell Europa meridionale, che sempre hanno fondato le proprie leggi su valori quali la famiglia e l ordine naturale. Zapatero, ieri nel 2005 e Hollande, oggi nel 2013, hanno aperto una crepa di dimensioni incredibili. Se uno volesse andare a vedersi la mappa gay in Europa, emergerà da solo il fatto che ormai quasi tutti i paesi dell Europa occidentale sono entrati, chi prima chi dopo, in quest ottica per un progresso sfrenato, senza limiti, né tradizionali né morali né naturali. Ovviamente chi resiste, senza avere cenni di cedimento, è l Est, i quali paesi non lobotomizzati dalla cultura americana-occidentale non vogliono neanche sentirne parlare! Tutti ci ricordiamo le immagini dei gay-pride di Mosca, di Belgrado, di Kiev ecc dove i monaci ortodossi, con le loro lunghe barbe, sono in piazza, spalla a spalla con la loro gente, per fermare qualsiasi pagliacciata indecente! Mentre là (Est) è una cosa normale, ovvia qua noi non siamo più abituati a vedere certe immagini. Questa è la cosa che più fa male. Forse è proprio per questo che le immagini di Parigi e di tutta la Francia ci fanno un certo effetto; persone di tutte le classi sociali, di età diverse e probabilmente anche con idee diverse sono in piazza per sputare in faccia a questi Signori illustri tutta la loro rabbia. Qua non si sta parlando dell omosessualità in se, cioè di una persona che è attratta dallo stesso sesso (elemento non certo da additare alla modernità, ma esistente da secoli ), qua si sta criticando la società, la classe politica ed il loro piano di distruzione e di rottura con qualsiasi tipo di cordone ombelicale tradizionale; qua si sta parlando di politici, i quali dovrebbero gestire uno Stato e le sue antiche tradizioni come tesori unici, ma che invece si inginocchiano davanti ai capricci di questi fenomeni da baraccone pervertiti che sculettano per tutte le principali strade del Vecchio Continente. Già un anno fa, il Parlamento di Strasburgo, era stato chiaro con il nostro governo italiano, e queste righe lo dimostrano: Il minimo che possiamo fare nell Ue aveva detto la stessa parlamentare olandese In t Veld nel settembre scorso è applicare il principio di mutuo riconoscimento. Lo facciamo per la marmellata, il vino, la birra: perché no per i matrimoni e le relazioni personali?» Insomma i governi europei, secondo il Parlamento di Strasburgo, non devono dare «definizioni restrittive di famiglia». E a ratificare questa nota di indirizzo sono stati 342 parlamentari (i no si sono fermati a 322). L Europa vuole imporci i matrimoni tra gay. Il parlamento di Strasburgo chiede il riconoscimento in tutti i Paesi. Dopo aver perso la sovranità economica, ora rischiamo di farci imporre l etica (il Giornale 14/03/2012). Certo, fa strano che il n ostro governo, il più succube, servo e tappetino dei governi, non abbia immediatamente dato vita a caroselli per le strade Io all inizio dicevo che, oltre alla micidiale e distruttiva onda economica, si sta scatenando anche quella più prettamente sociale; questi sradicamenti, proprio come se le radici solide e profonde di un albero venissero strappate via, non solo creano caos e disorientamento, ma portano anche odio e morte. Sono due le vittime importanti di queste giornate francesi: da una parte Clement Meric, giovane 19enne, vittima NON dell odio fascista, ma della sua stessa visione del mondo probabilmente anche lui troppo giovane per capire quello che stava facendo, veniva incitato dalle retrovie dell odio anti-fascista per colpire! Clement non aveva capito, e ancor peggio non gli veniva detto, che quelle sue azioni nei confronti dei nazionalisti francesi, erano azioni contro la Francia, contro la sua madre-patria! In piazza non c erano mostri fascisti ma

11 francesi come lui che cercavano di invertire l ordine delle cose; Clement non aveva capito che stava facendo il gioco dei burattinai e delle loro leggi infami. Anche in questo caso l Anti-Fascismo ha mostrato a tutti il suo limite il limite di non captare i segnali, di non capire quando è giusto fare determinate scelte e quando invece bisogna farne altre. Anche questa volta l Anti-Fascismo ha evidenziato il suo lato più vero, e cioè l omologazione a tutto ciò che il Mondo Moderno ci offre: la droga, l immigrazione, il sionismo, ed ora anche i matrimoni gay! La seconda vittima è il Samurai d Occidente, Dominique Venner, saggista, storico, camerata francese ed io aggiungerei anche un soldato politico. Io, da cattolico, non condivido il suicidio, ma lo rispetto in quanto gesto forte ed estremo. Come valeva per Jan Palach, a Praga, oppure per i piloti giapponesi, che tenendo in mano la foto della famiglia e sulla fronte la bandiera del Sol levante, si andavano a schiantare, così anche Venner ha voluto sacrificarsi per noi, per lasciarci un messaggio, quasi ad avvertirci che se nessuno farà nulla, sarà troppo tardi Nella sua toccante lettera, rivolta a tutti gli europei, in particolar modo ai più giovani, sottolinea la decadenza morale e culturale della società stessa. Io credo che si sentisse, come molti di noi, un pesce fuor d acqua all interno di questa società così variopinta ed essendo non più giovanissimo, questo suo sentimento era di sicuro più accentuato; questa legge infame, approvata da Hollande, è stata quella goccia che il Samurai d Occidente non poteva più sopportare. A proposito della decadenza della società, alla quale si riferisce Venner, volevo chiudere proprio con un esempio, chiaro e reale, per confermare questa tesi e per mostrarvi quanto la società democratica e liberale sia la peggiore, e la più pervertita che la mente umana abbia mai partorito: qualche anno fa nella liberale Svezia, è nata una nuova scuola materna dove l obiettivo è l annullamento dei sessi ; una scuola costosa e per pochi ricchi, a voler mandare il messaggio che solo pochi eletti che possono permetterselo possono ricevere il meglio. Senza che continuo, vi allego alcune righe che si posso prendere da centinaia di siti internet: Per prima cosa si sono dovuti inventare il pronome neutro, che in svedese non esiste: bando a «hon» e «han» e spazio a un generico «hen». Di lì in poi la strada non è stata certo in discesa e si presume che di lavoro ce ne sarà sempre, per la direttrice e gli insegnanti di Egalia, una scuola materna del liberale distretto di Sodermalm, Stoccolma, che hanno deciso di affrancare il loro progetto educativo dalle distinzioni di genere. Niente più «bambini» e «bambine», ma soltanto «amici». Niente più fiabe classiche dove i maschi stanno da una parte e le femmine dall altra al bando l affettata Biancaneve e l ammiccante Cenerentola, così come i nerboruti sette nani e il virile Principe Azzurro. Al loro posto la storia di due giraffi maschi che sono ansiosi di adottare un figlio e ripiegano su un uovo di coccodrillo, con tanto di scontato lieto fine. All asilo Egalia un nome una garanzia il reparto mattoncini da costruzione sta accanto alla cucina giocattolo, per invitare i piccoli a un fertile e continuo scambio di ruoli (e fin qui, si dirà, niente di nuovo, soprattutto in questi ultimi tempi in cui la cucina è un attrazione sempre più fatale per il sesso forte). Niente barriere mentali. Tutto è fatto, pensato e detto per eliminare le differenze fra i sessi e contemplare, per contro, tutta la gamma possibile di appartenenze e ibridazioni: «Egalia dà loro la fantastica opportunità di essere quello che vogliono» decanta un insegnante trentunenne. L obiettivo, dice Lotta Rajalin, direttrice dell asilo, è quello di affrancare i bambini dalle «discriminazioni di genere» perché «le differenze di genere sono alla base dell ineguaglianza». Il mezzo è la creazione di un territorio neutrale dove ognuno possa sviluppare le proprie potenzialità senza essere in qualche misura condizionato dall identità di genere. Ricordiamoci sempre che i pazzi, i mostri, coloro che odiano e che distruggono non siamo noi, non lo eravamo prima, non lo siamo ora e non lo saremo mai. Noi siamo i costruttori, l amore e la civiltà, e abbiamo l obbligo di non permettere a nessuno di tagliare questo cordone ombelicale che ci tiene uniti alla Madre-Europa, la quale ci nutre di tutte le sue più fantastiche tradizioni. Sono sano di corpo e di mente, pieno d amore per moglie e figli. Amo la vita e dall aldilà non m attendo nulla, salvo che si perpetuino la mia razza e il mio spirito. (D.Venner) Per non dimenticare!

12 La repubblica delle larve umane di Jacopo Trionfera La non essenza della situazione politica italiana di oggi può essere colta attraverso la metafora del teatro, dove gli attori (i politici) e gli spettatori (i cittadini-elettori) sono perfettamente consapevoli dell universo di finzione in cui sono contenuti. Questo teatro, tuttavia, di cui si possono ripercorrere, osservandolo, i fasti del passato, appare ormai obsoleto, trascorso e sempre meno popolato da quella componente che un tempo ne garantiva la vitalità: il pubblico. L italiano medio del 2013 esulta per le condanne inflitte a Silvio Berlusconi personaggio, è vero, che ha portato alla ribalta il volto più becero, corrotto e materialista di un sedicente centrodestra liberista autoinfliggendosi, allo stesso tempo, la condanna ben più grave, all inerzia, di fronte a un sistema politico a sua volta impotente rispetto a dinamiche economiche europee all interno delle quali scontiamo, con sproporzionati interessi sul pagamento del debito pubblico e possibilità limitatissime di spesa a sostegno della popolazione, una strutturale condizione di debolezza. Il Partito Democratico riflette con evidenza questa caratterizzazione : giunto alle elezioni con una maggioranza parlamentare risicata, è riuscito, successivamente, con Bersani, nell impresa di trasformare una vittoria di misura in una sconfitta totale, con l ex premier prodigatosi, inutilmente, per osteggiare l inevitabile formazione di un governo insieme al Pdl, allo scopo di non perdere ulteriore terreno nella siderale distanza che separa il partito dai suoi elettori, dagli operai e dal mondo del lavoro in generale. Il recente accordo tra il centrodestra e il centrosinistra, mascherato da compromesso storico voluto da Giorgio Highlander Napolitano, ha partorito il governo di Enrico Letta, rappresentante del Pd, espressione ideale dell ultima fase di un partito ciecamente europeista, ovvero rigido e asettico esecutore di politiche rigoriste che, in teoria, dovrebbero ridurre il debito pubblico ma che in pratica, oltre ad ottenere l effetto opposto, continuano a ridurre drasticamente la capacità di acquisto e risparmio delle classi medie, avviando i giovani verso un futuro di precarietà lavorativa ed esistenziale. Il Movimento 5 Stelle, vincitore simbolico alle politiche come proposta sovvertitrice nei confronti del sistema partitico italiano in toto, perde quota per l emergere di alcune contraddizioni al suo interno, come lo scollamento delineatosi in più occasioni tra Grillo e Casaleggio e i parlamentari pentastellati e tra la medesima dirigenza e la base elettorale, crollando così la validità dell idea di un movimento non partito con modalità decisionali democratiche. Guardando le ultime realizzazioni del governo Letta, ci rendiamo conto che l ostentata civile coalizione di partiti per risolvere le emergenze del paese in un momento di difficoltà di tenuta per il tessuto sociale italiano, può essere definita come l ennesimo anestetico cerebrale volto a nascondere lo stato reale della nostra condizione: le risorse dell Unione Europea arrivano con il contagocce, dipendentemente dal rendimento dei nostri titoli di stato, dal contenimento del deficit sotto soglie specifiche, dalla ripresa economica mondiale (che come paese importatore abbiamo il dovere di sostenere) e da un ritorno alla crescita produttiva che, tuttavia, senza capacità di spesa autonoma, non capiamo da dove possa arrivare. Ci hanno fatto passare per rivoluzionaria l abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ma in questo modo si favoriranno quelli più grandi in quanto radicati sul territorio e con solidi rapporti con editori, industrie, imprenditori, società per azioni e cordate finanziarie; promettono occupazione con sgravi per chi assume e poi tassano il lavoro con la scusa del rinvio dell aumento dell Iva che comunque ci sarà (quindi, anche per un microcefalo si capisce che è un operazione a perdere); si preparano a controllarci fino all ultimo centesimo di euro sui conti mentre i grandi evasori trasferiscono il proprio denaro, come sempre, sulla Luna e fanno i loro porci comodi; le banche nel frattempo, accumulano nuovi debiti di derivati con perdite miliardarie e che hanno solo avuto l effetto di scaglionare il pagamento del debito pubblico italiano con banche straniere a condizioni, però, più svantaggiose. Che faremo per impedire tutto questo o perlomeno per far sentire la nostra voce? Manifestazioni, rivolte e barricate? Macchè, è luglio mica ottobre! Frasi strappalacrime o da apocalisse su facebook, aperitivi e tavoli prenotati!

13 Mi Ribello Addio a Maria Pasquinelli «Mi ribello, col fermo proposito di colpire a morte chi ha la sventura di rappresentarli, ai Quattro Grandi i quali, alla Conferenza di Parigi, in oltraggio ai sensi di giustizia, di umanità e di saggezza politica, hanno deciso di strappare ancora una volta dal grembo materno le terre più sacre d Italia, condannandole o agli esperimenti di una novella Danzica o con la più fredda consapevolezza, che è correità, al giogo jugoslavo, sinonimo per la nostra gente indomabilmente italiana, di morte in foiba, di deportazioni, di esilio.» di Alessandro Catalano Era il 10 febbraio del 1947, a Parigi si stava firmando il trattato di pace che avrebbe definitivamente consegnato Pola e la sua enclave al governo jugoslavo; a Pola invece il generale inglese delle truppe alleate W. De Winton si apprestava a passare in rassegna le proprie truppe per consentire e ufficializzare il passaggio di poteri. Ma questa è la storia, quella dei generali, dei trattati, quella scritta e imposta dai vincitori, ed in questa storia trova posto invece l atto eroico, quello dirompente, esteticamente perfetto; una donna di 33 anni, Maria Pasquinelli, aprì il fuoco, tre volte, in rapida successione, De Winton non si rialzerà mai più. Iscritta fin dal 1933 al Partito Nazionale Fascista, frequentatrice della Scuola di Mistica Fascista, crocerossina volontaria al seguito delle truppe italiane in Africa, truppe tra le quali tentò anche di infiltrarsi travestendosi da uomo per poter prendere parte al combattimento. Una donna d azione, un amazzone del 900, una donna illuminata dalla fede Fascista, Italianissima. Ci lascia il 3 luglio del 2013, portando a noi ancora una volta quel foglietto stropicciato che portava nelle tasche quel lontano 10 febbraio del 1947.

14 Il Corsaro Nero intervista Antistasi.info di Matteo Caponetti Dalla tappa finlandese della scorsa settimana ritorniamo nell Europa del sud andando ad intervistare l amico greco Dimitris del portale Antistasi.Info. Il clima rispetto a quello trovato in Finlandia è decisamente più caldo ma non solo per ovvie ragioni climatiche ma soprattutto per le interessanti problematiche politiche di tipo economico e geopolitico che i nostri fratelli ellenici stanno vivendo. Una cosa però la voglio sottolineare prima di lasciarvi inoltrare in questa delicata ed interessante intervista, c è un comune denominatore tra tutti i gruppi e movimenti nazionalisti ed identitari gruppi, ed è la speranza per il futuro. Una speranza e una voglia di lottare accompagnata da uno sforzo di analisi che sorprenderebbe chi non fosse abituato a confrontarsi con certe tematiche e certi ambienti politici. Ma il viaggio del Corsaro Nero è solo all inizio avremo tempo per riflessioni più approfondite su quanto abbiamo raccontato e andremo a raccontare. Buona lettura 1) Dimitris, presentaci Antistasi.Info, cos è e di cosa vi occupate? Antistasi in greco significa Resistenza. Il nostro sito è un Open Collective Information Media e nasce come una necessità per lavori di cooperazione in materia di informazione, nel lontano E iniziato come una piattaforma multimediale per gli attivisti greci in un periodo in cui abbiamo potuto vedere l arrivo della tempesta. Tutti noi abbiamo un punto di vista nazionale comune contro la globalizzazione e l economia liberale. Ma non tutti quelli che scrivono in Antistasi. Info hanno la stessa ideologia politica. Attraverso le differenze, abbiamo costruito uno spazio di pensiero e di informazione alternativa. Uno dei nostri principali obiettivi di questo progetto è quello di imparare il funzionamento della comunità e lo spirito cooperativo. Ci sforziamo per questo. 2) In Grecia state vivendo un momento economico difficilissimo, illustraci meglio qual è la situazione e cosa sta accadendo al popolo greco. Più di suicidi in due anni. Oltre il 50% dei greci vive in estrema povertà. Oltre il 50% dei greci è disoccupato da molti anni. Migliaia (non centinaia) di famiglie vivono senza elettricità e riscaldamento. Strade piene di senzatetto. Non ci sono farmaci per gli anziani. Violenza estrema da parte di immigrati illegali. Molte rapine e omicidi ogni giorno. Nessuno è più sicuro di camminare da solo nel centro di Atene. I numeri illustrano la dura verità. Questa è la realtà crudele oggi in Grecia. In questo momento lo Stato è completamente crollato. Non vi è stato affatto. Solo un meccanismo di raccolta fiscale e di polizia contro il popolo. Dal 1974, dopo la caduta del regime dei colonnelli e il ritorno della democrazia, il sistema politico greco ha sistematicamente distrutto l economia nazionale e intenzionalmente creato un grosso debito. Era un piano. Tutto l economia produttiva è stata sciolto. La grande produzione industriale, l agricoltura, la pesca e tutto il settore privato è stato metodicamente distrutto. Inoltre hanno sprecato e rubato enormi quantità di denaro pubblico senza applicare alcuna politica di sviluppo. Lo Stato ha investito solo nel corrotto settore pubblico e tutte le risorse per lo sviluppo di altri settori dell economia sono finiti nelle tasche degli oligarchi corrotti. Nel settore pubblico hanno creato un esercito di elettori con l impiego di migliaia di loro in modo permanente e con stipendi alti rispetto al settore privato. Quindi, una folla di ben retribuiti dipendenti pubblici e di oligarchi corrotti (sistema bancario, gli investitori del mercato, grandi media, ecc.), hanno sostenuto questa classe politica corrotta. Nessuna produzione e molti prestiti bancari per il popolo. L ingresso della Grecia nella zona euro è stato poi il colpo sociale più grosso. L E.U ha costretto la Grecia a fermare la sua economia agricola, l industria, la pesca e le attività produttive, a favore della sopravvivenza delle grandi economie europee. Con l Euro il paese ha perso completamente la sua indipendenza economica e il costo della vita è aumentato almeno del 300%. La Grecia era già in bancarotta perchè era stata decisa anzitempo da un piano internazionale. Il passo successivo di questo piano era una crisi al fine di obbligare la Grecia ad esaurire tutte le sue risorse nazionali a favore del grande capitale internazionale. Ultimo, ma non meno importante, è il grande problema di milioni di immigrati illegali provenienti dal terzo mondo. Questa invasione ha completamente distrutto l economia. L E.U puntò l indice contro la Grecia su questo

15 problema. Secondo Lisbona e il secondo trattato di Dublino, l E.U obbliga la Grecia a tenere dentro il suo confine e dare asilo a tutti gli immigrati illegali. Alla Grecia non è consentito di chiudere le frontiere, non ha aiuti per difenderli e non ha il permesso di lasciare che gli immigrati escano dal nostro paese per andare in Europa. Un mercato, no? Ma qui dobbiamo menzionare il punto più critico di questa storia. La Grecia ha una grande differenza rispetto agli altri paesi europei. La Grecia ha vicini aggressivi. In tutti questi anni quasi la metà del nostro bilancio nazionale viene speso per le spese militari. L Europa ignora ciò e noi siamo lasciati completamente soli ad affrontare l aggressione turca. L Europa ignora che abbiamo ogni giorno conflitti militari sulle nostre frontiere che sono difficili da tenere al sicuro. Oltre a questo lo stato turco trasferisce poi ogni giorno centinaia di immigrati asiatici in Grecia che attraversano i nostri confini. Si tratta di una scientifica e ufficiale operazione militare dell esercito turco contro la Grecia. La maggior parte dei fondi della Grecia per il riarmo sono stati assegnati alle industrie militari dei paesi europei e degli USA. Ma l E.U non è mai stata vicina alla Grecia su questo problema. Inoltre l Europa ha riconosciuto le rivendicazioni turche nel Mar Egeo su Cipro schierandosi contro la Grecia. Nessun altro paese europeo è tenuto a spendere così tanti soldi per il suo esercito solo per difendere i propri confini. 3) Qual è l Europa che sognate? Prima di tutto siamo fortemente contro il capitalismo dell UE. Vogliamo che il nostro paese esca da questa nuova Unione Sovietica dei banchieri e di trust imperialisti che hanno rovinato la nostra economia. In generale sognamo un Europa unita e forte che includa la Russia e che sia basata sull idea spirituale greco-romana. L Europa non deve essere una federazione economica ma una grande forza culturale che deve sorgere su di una nuova visione del mondo. In questo momento questo impero europeo sembra fantascientifico quindi, considerando la situazione geopolitica, dobbiamo lottare per nuove cooperazioni tra gli stati nazionali, al fine di: a) difendere le nostre nazioni e identità, b) creare strutture sociali economiche contro l economia di mercato aperta e globale e contro questa forma di moderno neo-feudalesimo c) formare una nuova alleanza geopolitica di un mondo multipolare. 4) L Europa si sta dimostrando di essere debole con i forti e forti con i deboli, è stata premiata con il Nobel per la Pace ma continua ad appoggiare le guerre imperialiste di Usa ed Israele, qual è il vostro giudizio sull operato dell Unione Europea in politica estera? L E.U è un burattino a servizio dei piani sionisti sul mondo. I leader europei hanno dimostrato fino ad ora che non vogliono una politica estera comune europea. Loro non la vogliono perché ognuno serve differenti interessi geopolitici. In realtà non vi è alcuna Unione. Ecco perché boicottano tutti i piani per la creazione di un forte esercito europeo e per una politica estera comune. E vero il premio Nobel è stato uno scherzo. I macellatori del mondo si sono dati un premio per la pace. Si tratta di una cattiva propaganda di tipo sovietico credibile solo per gli idioti Tutti vedono che l Europa si tinge di sangue per delle guerre che sono contro i nostri interessi e la nostra sicurezza. E, a proposito, non abbiamo mai voluto un confronto con il mondo islamico. Questa Europa delle guerre sporche non è la nostra Europa. Non rappresenta la volontà dei popoli europei. Noi vogliamo la pace e la nostra Europa per gli europei. 5) Un pensiero sull ennesima tragedia che ha vissuto il popolo palestinese a Gaza? Si tratta di un genocidio a sangue freddo con la tolleranza criminale dell Europa. Il popolo palestinese è un popolo forte, ma non c è niente di peggio che sentire di essere stato lasciato a morire da solo. La cosiddetta comunità internazionale ha lasciato sola un intera nazione ad essere bombardata da uno stato terrorista e criminale. Tutti i paesi occidentali sono burattini di Israele e ipocriti quando osano parlare di diritti umani. Il popolo greco ha subito la stessa tragedia con un genocidio durato 400 anni a causa dell occupazione turca. Ecco perché tutti in Grecia possono comprendere il dolore del popolo palestinese così profondamente come nessun altro. Ed è per questo che la Grecia è accusato come il paese più antisemita d Europa. Abbiamo un legame molto forte con il popolo palestinese perché abbiamo avuto lo stesso destino. Yasser Arafat aveva un grande legame emotivo con la Grecia. La comunità palestinese qui è molto forte. Collaboriamo con gli studenti palestinesi e l ambasciatore palestinese, il signor Samir Abu Gazaleh, il quale ci ha rilasciato un intervista alla nostra trasmissione RBN grecia, Radio Antistasi. E stato un onore. 6) In Italia ha colpito molto, mediaticamente parlando, il fenomeno Alba d Oro quali sono i gruppi nazionalisti ed identitari che lottano in Grecia? Alba d Oro ha improvvisamente riunito molte persone che erano delusi dai politici, che erano incazzati con gli immigrati e con la disintegrazione dello Stato. E volevano punirli. Volevano un salvatore bad to the bone (cattivo fino al midollo) e lo hanno trovato in Alba d Oro che non ha però nessuna caratteristica di movimento e non ha una ideologia. (L intervista continua al seguente link:

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