IMPOSIZIONE FISCALE SUI PREMI E SULLE VINCITE IN ITALIA, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE IMPOSTE SUI REDDITI di Achille Mattei, Promotion Plus Uno

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1 IMPOSIZIONE FISCALE SUI PREMI E SULLE VINCITE IN ITALIA, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE IMPOSTE SUI REDDITI di Achille Mattei, Promotion Plus Uno QUANTO è TASSATA LA FORTUNA? Nell attuale periodo di incertezza politico-economica ci si affida sempre più all industria della fortuna. E del 21,45% la crescita percentuale del mercato dei giochi nel primo semestre del 2014 (guadagno per l Erario di 5 miliardi di euro). Lo scopo del presente lavoro è quello di illustrare il trattamento fiscale, ai fini delle imposte dirette, dei redditi derivanti da premi e vincite conseguiti da persone fisiche al di fuori dell esercizio di imprese, arti o professioni. E il legislatore a disciplinare specificamente concorsi e manifestazioni a premio con il Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) del 26 Ottobre 2001, n.430 (rubricato Regolamento concernente la revisione organica della disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, nonché delle manifestazioni di sorte locali ). Con tale Decreto vengono definite le modalità e le condizioni alle quali ci si deve attenere per organizzare una manifestazione a premio. Lo stesso regolamento riconduce le manifestazioni a premio alla fattispecie della promessa di premio al pubblico di cui all art e seguenti del Cod. Civile. Distingue inoltre tre categorie di manifestazioni a premio: - LE OPERAZIONI A PREMIO, che prevedono l erogazione di un premio una volta dimostrato l acquisto o la vendita di un determinato quantitativo di prodotti o servizi (premi di minimo valore, non subordinati all acquisto); - I CONCORSI A PREMIO, dove il premio viene conferito in base alla sorte o all abilità del concorrente (ALEA gratta&vinci, telefona&vinci, instant-win); - I CONCORSI MISTI, che comprendono le caratteristiche di ambedue le categorie sopracitate (Esempio Sara Lee; primi 100 ecc.) 1

2 I premi e le vincite, se conseguiti da un consumatore finale, rientrano nella categoria dei REDDITI DIVERSI (definizione Redditi diversi, art. 67 del D.P.R., Testo Unico delle imposte sui redditi TUIR- : Le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte, nonché quelli attribuiti in riconoscimento di particolari meriti artistici, scientifici o sociali ). Tale articolo non fa alcun riferimento alle vincite derivanti da operazioni a premio: si ritiene che le stesse non rientrino nella categoria dei redditi diversi. Le vincite conseguite attraverso operazioni a premio assumono quindi rilevanza reddituale esclusivamente nell ipotesi in cui le stesse vengano percepite nell esercizio di un attività di impresa, di lavoro autonomo o di lavoro dipendente. L art. 30 del D.P.R. del 29/9/1973, n.600, così come modificato dall art. 19 della legge del 27/12/1997, n.449, prevede che i premi derivanti da operazioni a premio assegnate a soggetti per i quali gli stessi assumono rilevanza reddituale ai sensi dell art. 6 del TUIR, gli altri premi (diversi da quelli su titoli) e le vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premio, pronostici e scommesse, corrisposti dallo Stato, persone giuridiche pubbliche o private o da sostituti d imposta di cui all art. 23 dello stesso D.P.R. n. 600/1973, siano assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, con facoltà di rivalsa, ad eccezione dei casi in cui altre disposizioni già prevedano l applicazione di ritenute alla fonte (singole pattuizioni commerciali). Relativamente alle SINGOLE PATTUIZIONI, occorre tenere in considerazione che: - La promessa al pubblico (essenza della manifestazione) non è necessario che sia effettuata indiscriminatamente essendo sufficiente che sia rivolta ai possibili promissari; - La pubblicità della promessa può essere effettuata con qualsiasi mezzo; - Entrambe, la promessa e la pubblicità, si realizzano nella lettera inviata ai possibili destinatari considerando che un insieme di lettere individuali costituisce una promessa al pubblico; 2

3 - La caratteristica della manifestazione a premio non muta pur se effettuata con singole pattuizioni contrattuali. In tal senso la sentenza n del 7/4/1998 della Corte di Cassazione sez. 1^ che sottolinea di non fermarsi alla ricognizione prima facie del significato delle parole e di ricercare in ogni caso la comune volontà delle parti attraverso un complesso esame della dichiarazione contrattuale secondo il canone della totalità dell interpretazione. Le pattuizioni commerciali in argomento sembrano doversi limitare esclusivamente agli sconti di prezzo o alle facilitazioni di pagamento. Appare quindi difficile poter escludere dall ambito applicativo le fattispecie accennate. Utilizzare singole procedure contrattuali potrebbe apparire solo un modo per sottrarsi alla disciplina mutando la forma. Se cosi non fosse, tutte le manifestazioni a premio rivolte ad intermediari, concessionari, rivenditori, ecc., potrebbero essere svolte utilizzando lo strumento contrattuale. Vanno escluse dall ambito delle manifestazioni a premio, poi, anche quelle facilitazioni o sconti accordati, con carattere del tutto occasionale al consumatore finale in conseguenza di contingenti necessità per le aziende, che inducono a stimolare la commercializzazione di particolari beni o di tutti i beni oggetto della propria attività (vendite promozionali, sopravvalutazione dell usato, risparmi su pagamenti rateali, ecc). Lo sconto non assume natura di premio solo se viene concesso all atto dell acquisto del prodotto o è contestuale al pagamento dell avvenuta transazione commerciale tra fabbricanti e negozianti. Ove, invece, il beneficio è disancorato dal pagamento degli acquisti che hanno determinato gli sconti ed è possibile che si concretizzi nell ottenimento da parte del rivenditore, in un secondo momento, ad acquisto già concluso e liquidato, di una somma di denaro corrispondente all importo degli sconti cumulati, a parte il divieto vigente di corrispondere premi in denaro, l operazione si identifica chiaramente in una manifestazione a premi come disciplinata dall art. 3 e seguenti del D.P.R. 430/2001. Dall analisi della disposizione emerge che i premi derivanti da operazioni a premio sono assoggettati alla ritenuta di cui all art. 30 in esame solo nell ipotesi in cui gli stessi siano riconducibili ad una delle categorie reddituali indicate all art. 6 del TUIR; in caso contrario gli stessi non si qualificano come reddito 3

4 quindi non viene operata alcuna ritenuta. Le ritenute su vincite in operazioni a premio NON trovano applicazione qualora i premi siano rivolti al consumatore finale. D altro canto gli stessi premi costituiscono reddito e, come tale, assoggettati a tassazione, nell ipotesi in cui gli stessi siano percepiti nell esercizio di un attività di impresa, di lavoro autonomo o di lavoro dipendente. Variazione dell aliquota della ritenuta d imposta: - 10% per i premi di lotterie, tombole, pesche o banchi di beneficenza autorizzati a favore di enti e comitati di beneficenza; - 20% su premi di giochi svolti in occasione di eventi radiotelevisivi, competizioni sportive o altre manifestazioni in cui i partecipanti si sottopongono a prove basate su abilità e alea; - 25% tutti gli altri casi. L Art. 30 sopracitato precisa inoltre che la ritenuta di imposta NON si applica nel caso in cui i premi derivanti da operazioni a premio attribuiti dal sostituto di imposta, abbiano un valore complessivo non superiore a 25,82 (una sola volta nel periodo d imposta). La base imponibile della ritenuta è data dal valore normale dei premi. Tale Valore normale, è determinato secondo le disposizioni di cui all art. 9 del TUIR: Il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi (CAMBI PUBBLICITARI). per la determinazione del valore normale si fa riferimento ai listini o alle tariffe del soggetto che ha fornito io beni o i servizi e, in mancanza, alle mercuriali e ai listini della camere di commercio e alle tariffe professionali, tenendo conto degli sconti d uso. Per i beni e i servizi soggetti a disciplina dei prezzi si fa riferimento ai provvedimenti in vigore. Art. 30, comma 1 del D.P.R. n. 600/1973 specifica che il sostituto d imposta ha la facoltà di rivalsa nei confronti del vincitore, in relazione alla ritenuta alla fonte che esso applica. Spesso accade per ragioni di immagine che il promotore 4

5 non eserciti tale facoltà e di conseguenza si incarichi interamente di sostenere il costo della ritenuta, che costituisce un onere indeducibile ai sensi dell art. 99, comma 1 del TUIR. In ogni caso, qualora il promotore eserciti la rivalsa e i premi siano costituiti da beni diversi da denaro o servizi, al beneficiario viene riconosciuta la possibilità di chiedere un premio di valore inferiore, differente rispetto a quello originario, per un importo pari all imposta gravante sul premio originario, con conguaglio in denaro delle eventuali differenze (singole pattuizioni). Se premi e vincite vengono erogati da un soggetto che non è sostituto d imposta, il contribuente deve adempiere ai propri obblighi dichiarativi: infatti è tenuto ad indicare le proprie vincite nel rigo RL del Modello Unico Persone Fisiche. Premi e vincite concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente nel periodo di imposta in cui vengono percepiti (senza possibilità di effettuare alcuna deduzione delle spese sostenute per la loro produzione). L agenzia delle Entrate nella Risoluzione n. 141/E del 30/12/2010, precisa che rientrano nell ambito di applicazione dell art. 67, comma 1, lett. D, anche le vincite realizzate accedendo via internet ad un Casinò on-line che non ha sede in Italia. Questa circostanza dunque prevede una dichiarazione scritta della vincita da parte del beneficiario. NON rientrano nella disciplina di cui all art. 30 del D.P.R. n. 600/1973 i premi attribuiti in riconoscimento di particolari meriti artistici, scientifici o sociali, anch essi elencati tra i redditi diversi di cui all art. 67, comma 1, lett. D. L art. 30, comma 1, del D.P.R. n. 600/1973 precisa che, qualora tra chi eroga il premio e il beneficiario vi sia un rapporto che prevede l applicazione di altre ritenute alla fonte, prevale la tassazione ordinaria secondo l aliquota e le modalità prescritte per la tipologia di reddito nella quale rientra la vincita erogata e la ritenuta in esame non opera. (E il caso ad esempio dei premi erogati ai lavoratori dipendenti. Qualora i premi siano corrisposti in relazione al rapporto di lavoro, ai sensi degli art. 49 e 51 del TUIR, gli stessi concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente). Nell ipotesi in cui i premi assegnati siano beni in natura o servizi, il loro valore deve essere determinato conformemente alle disposizioni di cui all art. 9 del 5

6 TUIR e gli stessi non concorrono a formare il reddito se il loro importo non supera, nel periodo di imposta, 258,23. Si qualificano come redditi di lavoro dipendente, se percepiti in relazione alla prestazione lavorativa, anche i premi derivanti da manifestazioni a premio organizzate da soggetti diversi dal datore di lavoro. La circolare n. 326/E del 23/12/1997 chiarisce che costituiscono redditi di lavoro dipendente le somme e i valori che siano in qualche modo riconducibili al rapporto di lavoro, anche se non provenienti direttamente dal datore di lavoro, indicando a titolo esemplificativo proprio i premi percepiti per operazioni a premio organizzate dal datore di lavoro o da altri per suo conto. L art. 23 del D.P.R. n. 600/1073 obbliga ad applicare la ritenuta in tutti i casi in cui vengano corrisposte somme o valori qualificabili come redditi di lavoro dipendente ai sensi dell art. 51 del TUIR, a prescindere dal fatto che i percipienti siano propri lavoratori dipendenti. A tal proposito, la Risoluzione n. 101/E del 27/7/2005 ha precisato che i premi erogati da una società promotrice di un operazione a premio ai dipendenti dei propri concessionari in base al raggiungimento di un predeterminato quantitativo di vendite sono riconducibili fra i redditi di lavoro dipendente e, come tali, devono essere assoggettati dalla società stessa alla ritenuta alla fonte a titolo di acconto di cui all art. 23 del D.P.R. n. 600/1973. NON si applica la ritenuta su premi e sulle vincite di cui all art. 30 del D.P.R. n. 600/1973 nemmeno ai premi corrisposti ai commissionari, agenti, intermediari, rappresentanti di commercio e procacciatori di affari, i quali sono assoggettati a ritenuta alla fonte con obbligo di rivalsa prevista dall art. 25 bis del D.P.R. n. 600/1973; ovvero, ancora, alle vincite corrisposte a lavoratori autonomi, per i quali opera l art. 25 del D.P.R. n. 600/1973. Al verificarsi di tale ipotesi, i premi si considerano conseguiti nell esercizio dell attività lavorativa e il loro valore normale concorre alla formazione del reddito complessivo del contribuente. 6

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