INTERNET-PATIA. Un rapporto sulla dipendenza dal web

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1 INTERNET-PATIA Un rapporto sulla dipendenza dal web

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3 SOMMARIO PREfAzIoNE federico Tonioni... Pag. 5 CAPIToLo PRIMo INTERNET E LA SUA EVOLUZIONE La solitudine della tastiera I social network I giochi, le scommesse, l azzardo I siti pornografici La pedofilia on line I siti violenti CAPIToLo SECoNDo INTERNET E LA DIPENDENZA Introduzione La letteratura scientifica sul tema: dai primi studi alle acquisizioni recenti Varie tipologie di dipendenza dalla Rete Dipendenza dalle relazioni virtuali Dipendenza dal sesso virtuale Dipendenza da cyber pornografia Dipendenza dal gioco in Rete: i videogame Dipendenza dal gioco in Rete: il gioco d azzardo patologico Dipendenza da commercio compulsivo in Rete: il trading online Dipendenza da commercio compulsivo in Rete: lo shopping e le aste online Dipendenza dal controllo delle Sovraccarico cognitivo: l Information overload Verso la dipendenza I soggetti a rischio

4 CAPIToLo TERzo LA PREVENZIONE E LA CURA... Pag I primi sintomi avvertiti dall internauta e dai familiari fattori psicofisici che inducono alla dipendenza fattori sociali e ambientali che favoriscono la dipendenza Comportamenti a rischio CAPIToLo QUARTo L AZIONE SOLIDALE DI CONTRASTO ALLA INTERNET-PATIA Il ruolo della famiglia La scuola e la media education Il ruolo della famiglia Il servizio sanitario nazionale e gli ambulatori per la cura della dipendenza Dipendenza da Internet e SSN L esperienza pilota nell area pistoiese a. L esperienza del Policlinico Gemelli di Roma b. L esperienza dell ospedale Villa Santa Giuliana di Verona c. L esperienza pilota nell area pistoiese d. L esperienza del Dipartimento Dipendenze Patologiche della ASL di Bari L iniziativa della Chiesa cattolica La formazione dei giovani attraverso i genitori e gli educatori 167 Il sistema dei media (web, televisioni e giornali) 174 CAPIToLo QUINTo ESPERIENZE DI INTERNET-PATIA E CASI DOCUMENTATI 177 4

5 PREFAZIONE di federico Tonioni Internet ha rivoluzionato la comunicazione dando vita, per la prima volta, ad una rete di contatti globale ed accessibile a tutti. Questo strumento interattivo consente di svolgere molte attività del quotidiano con un notevole risparmio di tempo e risorse. Costituisce una integrazione della nostra realtà, ma può divenirne un alternativa, un mondo parallelo. Questa nuova realtà rende possibile un esplorazione senza punti di riferimento né spaziali (si può navigare senza meta, senza scopo) né temporali. Il tempo, mentre navighiamo, non è più scandito dai parametri della vita reale. In quest ottica è inevitabile che venga sottratto tempo alle relazioni vissute in famiglia. È questa la prima fonte di preoccupazione per molti genitori che colgono in questo comportamento non una risorsa ma un segnale che indica la difficoltà di loro figlio ad avere relazioni in un mondo reale. Disorientati i genitori tendono a reagire imponendo restrizioni, punizioni o ricatti che si rivelano poco utili. Si può essere indotti a mettere in atto atteggiamenti di controllo, contribuendo ad aumentare la distanza dall adolescente che non accetta di buon grado compromessi o controlli sovraimposti, specie se a sua insaputa. 5

6 É utile relazionarsi rispettando lo spazio e l intimità dei ragazzi, domandando incuriositi cosa stia facendo o pensando ricevendo così risposte più o meno soddisfacenti le nostre aspettative. Ciò che non viene detto appartiene alla sfera dell intimità che ognuno di noi ha diritto a proteggere. I genitori, anche spinti dal desiderio di colmare la distanza, possono sorvegliare di nascosto i loro figli. L atto di spiare contiene in sé un pregiudizio di colpa, inducendo un alterata percezione e interpretazione di ciò che si osserva. Ciò può contribuire ad un ulteriore allontanamento dovuto ad un interpretazione distorta della realtà, frutto della posizione da cui si guarda. Spesso controllare è più dannoso per chi lo attiva piuttosto che per chi inconsapevolmente lo subisce. Così guardare di nascosto può dare l illusione di prestare le dovute attenzioni ai nostri figli, quando in realtà può contribuire ad un ulteriore perdita di intimità nei loro confronti. Di fatto si assiste, tramite lo sviluppo della rete virtuale, ad una moltiplicazione esponenziale delle relazioni con il gruppo dei pari a discapito della comunicazione con la generazione precedente, quella dei genitori. D altro canto, durante l adolescenza è comune sperimentare la sofferenza, il trasgredire le regole e il sentirsi incompresi, spesso il parere di un amico assume un valore superiore rispetto a quello di un famigliare. Relazionarsi con un adolescente significherà prima di tutto accettare che possa essere così distante e che non sempre è possibile attirare la sua attenzione. Come quando connesso a internet ci appare completamente impermeabile al resto del mondo, suscitando in chi lo osserva preoccupazione per una condizione che è, invece, vissuta come perfettamente normale dal ragazzo stesso. Spesso il tentativo di impedire o mettere limiti alle ore di connessione, in risposta magari al tempo sottratto allo studio, genererà una reazione di difesa aggressiva da parte dell adolescente. La rete ha indotto modificazioni nel modo di vivere e di pensare, favorendo una riduzione delle relazioni personali vissute vis à vis aumentando, di contro, quelle web mediate che assumono sembianze patologiche solo se non sono più in funzione della realtà ma tendono a sostituirla. Ciò che appare normale per chi è nato e cresciuto nell era digitale genera in noi prima diffidenza che curiosità, perché da sempre l ignoto desta allarme e preoccupazione. Porre l attenzione sul concetto di psicopatologia web mediata, nato all interno dell esperienza clinica svolta presso il Policlinico Gemelli di Roma, è servito a separare la dipendenza patologica comportamentale da quelle forme morbose espansive, caratterizzate da dinamiche disfunzionali complesse, che lasciano pensare ad acquisizioni di basi mentali diverse, quelle di bambini e adolescenti nativi digitali. 6

7 I cambiamenti evolutivi, generati dalla diffusione di internet, possono presentarsi come un paradosso. Come detto, si assiste ad un aumento delle possibilità di comunicare tra coetanei tramite la rete, ma si complicano le relazioni con i genitori. D altro canto per la prima volta nella storia dell evoluzione umana, il ruolo genitoriale, che propone l adulto come riferimento, è spesso inficiato dal fatto che si è meno competenti dei nostri figli nell ambito del cyber spazio. Per dirla con Nicholas Negroponte, fondatore e il direttore del Media Laboratory del Massachusetts Institute of Technology: io, come voi, appartengo ad una generazione che non è nata nel mondo globale, che conosce anche un prima del computer ed è cresciuta al di fuori di certi input nei quali sono invece immersi i nostri figli che rappresentano una nuova civiltà, descrivendo, una divisione assoluta tra chi è digitale e chi non lo è, quelli che io chiamo i senza tetto digitali sono molto intelligenti, molto bravi, di solito sono persone benestanti di quarant anni o più, ma hanno un problema: sono giunti in questo paese troppo presto. Queste persone imparano dai loro figli (Negroponte, 2010). Questa evoluzione ha ampliato la normale distanza generazionale, fondamentale per ogni adolescente per crescere e definire la propria identità, tale per cui il livello contro-transferale sembra essere caratterizzato non tanto, come era stato per noi, da vissuti di conflitto ma da sentimenti di vuoto o addirittura assenza. In questa nuova visione evolutiva, se il processo di crescita acquisisce caratteristiche patologiche, spesso si assiste al configurarsi di veri e propri stati di dissociazione emotiva. Essere nativi digitali significa vivere in un mondo dove i riferimenti spazio-temporali appaiono molto modificati. Il concetto di spazio si è rivoluzionato a tal punto che sembra invertirsi, per cui ciò che è concretamente distante può apparire vicino ed al contrario ciò che è potenzialmente vicino sembra lontanissimo. Il tempo digitale, a sua volta, risulta essere molto più intenso, tende a sovrapporsi: pensiamo al multitasking e quindi alla possibilità di fare più cose insieme. Tale caratteristica tende a favorire la compulsione proprio perché viene ridotta l attesa e di conseguenza anche la nostra capacità di attendere. È in questa nuova ottica che cerchiamo di comprendere i nostri pazienti, i quali presentano una dissociazione sia con il corpo inteso concretamente che a carico dell identità, e cerchiamo di capire il significato di quadri caratterizzati dal passare tutto il tempo disponibile su internet, nella maggior parte dei casi compromettendo l andamento scolastico o universitario. Spesso è presente un incremento dell ideazione paranoide e una difficoltà a riconoscere e gestire le emozioni che va ad inficiare le relazioni inter- 7

8 personali vis à vis fino ad arrivare ad un progressivo ritiro sociale. La maggior parte si presenta come ragazzi razionali e logici con una difficoltà specifica nel riconoscere e vivere le proprie emozioni: faticano a sentirle come proprie e a dargli un significato, un nome e, di conseguenza, valore. Vi è, come detto, un assenza di rapporto con il corpo e con le sue funzioni, tanto da rendere difficile il solo potersi immaginare in un attività sportiva o nella sessualità. L aggressività è spesso coartata o rimossa e tende ad esplodere solo se sentono minacciate le ore di connessione. Presentano spesso storie di separazioni e conflitti affettivi mai elaborati, a volte hanno anche subito atti di bullismo. Sono ragazzi che esprimono e ricercano nella rete il loro bisogno e la loro difficoltà di interagire con gli altri, evidenziando una tendenza all interattività, che li differenzia dagli adulti. Sembrano avere una famelica necessità di relazioni che può però al tempo stesso essere negata comportando il rischio del ritiro sociale. L adolescenza è per tutti coloro che la vivono un momento in cui il sentimento di solitudine è molto profondo e questo spinge chi lo vive a cercare di compensarlo all esterno, nel gruppo dei pari che in questa fase rappresenta il vero punto di riferimento fondamentale per la costruzione dell identità propria che si acquisisce al di fuori di regole ed esempi genitoriali che non possono essere accettati. Attraverso la comunicazione online, pensiamo ai social network o ai giochi di ruolo, le conferme e la necessità di rispecchiarsi, necessarie per la formazione di una propria identità, avvengono in un ambito più protetto rispetto alle relazioni dal vivo. Si possono avvertire in misura minore le naturali incertezze o difficoltà nel relazionarsi così da permettere ai ragazzi che si sentono inadeguati la possibilità di rendersi competenti oltrepassando le proprie insicurezze. È così che il monitor assume una funzione di barriera contro gli stimoli emotivi avvertiti come troppo forti. In questo senso la rete può funzionare da stampella e quindi essere funzionale alla crescita o come rifugio, in cui gli spunti emotivi non riescono a diventare esperienza e da una potenziale evoluzione si può regredire fino all instaurarsi di una condizione patologica. Di fatto le relazioni web-mediate sono parziali, non mettono in gioco la persona nella sua interezza, come avviene dal vivo, ma consentono di favorire l espressione di certi aspetti e di nascondere ciò che viene avvertito come non presentabile. Se l utilizzo di chat, social network o giochi online non possono essere inquadrate come dipendenze patologiche perché rappresentano un nuovo modo di comunicare tra aspetti parziali nostri con quelli altrui, ci si può però alienare dalla realtà o, come nelle psicosi, mettere in atto le uniche relazioni possibili. In questo 8

9 senso l hikikomori, una grave condotta di ritiro sociale sviluppatasi in Giappone, ci appare come la conseguenza di un fallimento nelle relazioni dal vivo in un particolare ambiente, che genera la necessità di isolarsi, nella propria stanza, e di comunicare con il mondo esterno solo tramite la rete in una condizione di alienazione mentale ed impoverimento affettivo. Tale fenomeno si è espanso, in forme attenuate, come possibile manifestazione di una difesa, ad eccezione delle condizioni psicotiche primarie, in cui la relazione con l altro non viene inficiata ma al contrario viene favorita, come se fosse un nuovo modo di stare al mondo. Il progressivo ritiro può nascere come risposta all impossibilità di tollerare gli stimoli emotivi che l interazione con la realtà comporta. Come detto, stati di tensione emotiva, come l aggressività, sono difficilmente tollerabili e vengono più spesso negati, vissuti come non propri e fonte di pericolo dal quale è necessario difendersi. Il ritiro sociale, in questo senso, ci appare funzionale a proteggere il ragazzo dal mondo esterno ma anche da se stesso. Ci troviamo di fronte a cambiamenti socioculturali tali per cui essere genitori oggi è un compito davvero arduo e la possibilità di considerare patologici i comportamenti dei nostri figli è spesso la conseguenza del fatto che questo nuovo modo di stare al mondo ci risulta incomprensibile. Inoltre, la capacità di avere fiducia e la conseguente possibilità di lasciare lo spazio vitale, necessario ad ognuno per crescere, spesso si avverte come sensazione di essere assenti nei loro confronti. Sarà allora importante non solo comprendere le paure dei nostri figli ma anche e soprattutto dare un posto dentro di noi ai loro pensieri e alle loro angosce. I giovani che manifestano un progressivo ritiro sociale, alla stessa stregua dei giovani che soccombono di fronte ad esperienze di umiliazione e vergogna, presentano una specifica difficoltà nella percezione e gestione delle emozioni, in particolare ad usare in modo costruttivo l aggressività che viene talmente tanto coartata da potersi esprimere solo attraverso esplosioni di rabbia. Una sana aggressività non solo ci fa sentire vivi e reali ma è anche necessaria per conquistare e difendere il nostro spazio nel mondo e per permetterci di esprimere il nostro punto di vita. Questa diventa rabbia se non ha tale possibilità. La rabbia può seguire due strade; può essere trattenuta e quindi determinare condizioni depressive e ritiro sociale o essere scaricata all esterno attraverso comportamenti antisociali. Da qui sembra trarre origine la possibilità di essere vittima o persecutore. Anche all interno della rete e quindi del mondo virtuale si è manifestato il fenomeno del bullismo detto appunto cyberbullismo. Si presenta 9

10 come in stretta continuità con il bullismo classicamente inteso ma con caratteristiche qualitativamente diverse e conseguenze spesso fuori controllo. L aggressività è esponenzialmente aumentata online; ciò che nella vita reale limita la manifestazione di istinti e quindi comportamenti è la presenza fisica dell altro, che nel mondo virtuale non è presente. Pensiamo alla facilità con cui alziamo i toni in un litigio telefonico rispetto ad un contrasto dal vivo. Inoltre l assenza del corpo permette una comunicazione che non tiene conto del linguaggio non verbale e di conseguenza tende a favorire la disinibizione, l incremento dell aggressività e la sessualizzazione nelle relazioni. Altra differenza è data dall assenza degli adulti che, insieme alla condizione di anonimato consentita da internet, favoriscono il manifestarsi di istinti senza provare sentimenti di colpa. Le conseguenze di questo fenomeno hanno un alto potenziale di condurre ad esiti drammatici anche perché la visibilità è senza confini. Se per esistere un atto di bullismo necessita sicuramente di vittima e di persecutore, la presenza degli spettatori è essenziale affinché questo si compia. E proprio chi assiste che può inconsapevolmente esacerbare la violenza anche tramite un osservazione silenziosa o può interrompere l atto tramite un intromissione diretta o più semplicemente voltando le spalle alla scena. Se un atto di bullismo, un insulto o un pettegolezzo, cioè tutto ciò che può rappresentare fonte di imbarazzo e vergogna per chi lo subisce, entra nel mondo virtuale diviene visibile a tutti. È questo un altro aspetto che la rete comporta, cioè l impossibilità di fuggire, quella possibilità che magari ci ha permesso di risolvere una brutta figura, andandocene. Appare evidente come questo non possa verificarsi nel mondo virtuale in cui un video caricato, una foto o un insulto scritto rimangono li, sempre visibili a tutti, generando nel malcapitato protagonista sentimenti di dolore profondo, incapacità di stare con gli altri e conseguenti dinamiche di ritiro sociale. Per un genitore, che osserva dall esterno, può capitare di confondere un normale litigio tra giovani con un episodio di bullismo. Sarà allora importante capire come nostro figlio ha vissuto tale evento; d altronde conoscere i nostri figli non significa sapere tutti i pensieri che essi fanno o nascondere il bisogno che abbiamo di compartecipare alla loro esistenza ma piuttosto consiste nell accettare che questo legame presenti delle distanze, necessarie alla crescita dei ragazzi, impegnati nell arduo compito di costruire la loro identità, e a noi, che per continuare a crescere, dobbiamo rinunciare all illusione di poter creare il mondo a nostra immagine e somiglianza. 10

11 CAPIToLo 1 INTERNET E LA SUA EVOLUZIONE di francesco Giacalone 1.1. La solitudine della tastiera La comunicazione sociale è oggi sostenuta da moderni strumenti che consentono di superare le barriere e i vincoli di tempo e di spazio e, fra i nuovi modi di comunicare, internet è certamente uno dei mezzi che offre maggiori opportunità. Tra atteggiamenti sociali di attrazione e diffidenza, il popolo di navigatori quotidiani è cresciuto e comprende ormai ogni razza ed ogni età e, grazie alla rete, i bambini trovano nuove opportunità di gioco e i giovani, gli adulti e perfino gli anziani si informano, comunicano, commerciano e sperimentano se stessi attraverso la cosiddetta comunicazione virtuale. Ma come tutti gli strumenti di comunicazione, anche la rete non è esente da cattivi usi e da abusi che, negli ultimi anni, hanno portato ad osservare nel campo della salute mentale, una moderna forma di dipendenza, definita internet-dipendenza. Nel 1995 infatti lo psichiatra americano Ivan Goldberg ha introdotto l espressione Internet Addiction Disorder (I.A.D.) prendendo come 11

12 modello di riferimento il gioco d azzardo patologico. Questi sono i principali sintomi da lui individuati come caratteristici dell I.A.D.: bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione; marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano internet; sviluppo, di agitazione, depressione e pensieri ossessivi su cosa accade on-line; necessità di accedere alla rete per periodi più prolungati rispetto all intenzione iniziale; impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l uso di internet; dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete; impossibilità di interrompere l uso di Internet di fronte a problemi sociali, fisici e lavorativi. A partire dall osservazione e dallo studio di casi clinici dalla lettura di storie autobiografiche narrate da internet-dipendenti e dai risultati di questionari specifici compilati da un utenza che avverte sintomi di dipendenza dalla rete, sono state descritte, come ricordato dalla psicologa Monica Monaco, esperta di patologie legate al web, tre categorie di elementi che contribuiscono all insorgere della sindrome da dipendenza da internet: le psicopatologie predisponenti, i comportamenti a rischio e le potenzialità psicopatologiche proprie della Rete. Relativamente alle psicopatologie predisponenti, va sottolineato che le dipendenze dalla rete rappresentano spesso un ulteriore tassello che configura il quadro clinico di persone che presentano una precaria stabilità emotiva o in cui sono già presenti altri disturbi psicologici quali, ad esempio, depressione, disturbi bipolari o anche ossessivi-compulsivi. In questi casi, infatti, il ricorso ad internet sembra strettamente collegato ad un tentativo di compensare le difficoltà relazionali reali, ricercando nella rete amici o relazioni sentimentali attraverso una via più veloce e che consente di superare delle insicurezze che, invece, sono amplificate dalle quotidiane relazioni faccia a faccia. Il contatto sociale attraverso chat, comunity ed , infatti, se utilizzato con prudenza, si configura come un utile strumento per superare le difficoltà di comunicazione, in quanto consente di mettersi in gioco mediante una graduale conoscenza che, tuttavia, non è esente da rischi connessi al cattivo uso e all abuso. Questa prima considerazione riguarda da vicino tutte le persone con 12

13 certi tipi di disagio psicologico, le quali dovrebbero moderare l utilizzo di Internet e riflettere (o essere guidate a riflettere) sui bisogni che la Rete talvolta crea l illusione di poter soddisfare (in questi casi, infatti, non mette in relazione, ma illude di essere in grado di relazionarsi) e sugli aspetti della propria personalità e sulle insicurezze che bisogna invece affrontare gradualmente, poiché la necessità di comunicare deve essere appagata imparando a farlo realmente, piuttosto che accontentandosi di compromessi. La rete, ricca di potenzialità e opportunità di informarsi, conoscere e confrontarsi, risponde molto bene ai bisogni anche di persone che non hanno mai avvertito alcun disturbo psicologico, le quali non sono esenti dalla possibilità di divenire vittime dei propri stessi bisogni, attraverso dei comportamenti rischiosi di eccessivo consumo, talvolta associati ad una complementare riduzione delle esperienze di vita e di relazione reali. L abuso nell utilizzo delle informazioni disponibili in rete, infatti, può portare ad un sovraccarico cognitivo che satura il cervello, riducendo l attenzione razionale; contemporaneamente il conseguente isolamento sociale sostiene il ricorso ad Internet per cercare occasioni di socializzazione virtuale che possono sconvolgere i delicati equilibri dell identità, creando la possibilità di sperimentare ruoli e parti del Sé altrimenti non sperimentabili nella vita reale che, tuttavia, accrescono il numero di ore trascorso on-line, con il risultato che si può finire incollati ad una sedia e ad un monitor per giornate intere, rinunciando a salutari e reali esperienze di vita. Alla base di un ricorso frequente alla Rete da parte di alcune persone che non mostrano segni psichiatrici è stata riscontrata spesso una tendenza comportamentale definita solipsismo telematico, ossia la propensione ad eleggere il web come luogo di rifugio in cui appartarsi per trovare sollievo da problemi quotidiani, secondo una modalità che potenzialmente potrebbe aumentare le possibilità che la Rete conquisti fette sempre più ampie del tempo delle proprie giornate. Si aggiunge a tutto questo che la Rete, in virtù delle sue enormi risorse, possiede delle cosiddette potenzialità psicopatologiche, quali la capacità di indurre sensazioni di onnipotenza, come vincere le distanze e il tempo, o cambiare perfino identità e personalità, si comprende come sia necessario utilizzare questo potente strumento rimanendo padroni di tutte le proprie capacità razionali di controllo del proprio comportamento. Al di là delle diverse componenti che possono contribuire ad originare i diversi casi di rete-dipendenza, la caratteristica costante che fa da sfondo ad ogni dipendenza da internet è la capacità della rete di ri- 13

14 spondere a molti bisogni umani, consentendo di sperimentare dei vissuti importanti per la costruzione del Sé e di vivere delle emozioni sentendosi, al contempo, protetti. Internet, infatti, annulla lo spazio e consente ciò che nella realtà non si può realizzare o che si può fare in molto tempo, viaggiando per ore ed interagendo più lentamente e spesso in strutture diadiche o in piccoli gruppi. Le chat, invece, abbattono le frontiere e consentono di parlare con gruppi numerosi in stanze che la realtà difficilmente rende disponibili, consentendo spesso discorsi paralleli, solo virtualmente possibili. Inoltre, le comunity più stabili creano, più o meno vere, sensazioni di appartenenza, rispondendo ad un grande bisogno umano e consentendo di esercitare quella che è stata definita la moratoria psico-sociale, ossia l allenamento ai ruoli e alle interazioni che sospende le conseguenze e quindi le responsabilità, le scelte e i vincoli definitivi. Nelle stanze virtuali si può sperimentare la propria identità in tutte le sue sfumature, cambiando l età, la professione e perfino il sesso di appartenenza, ascoltando le reazioni degli altri e maturando delle convinzioni, attraverso il confronto con altre personalità più o meno reali. La recita nel teatro on-line diventa perfino dichiarata. Il gioco di ruolo viene infatti esaltato ai limiti della fantasticheria e in cui, all ombra del personaggio che si interpreta, si possono tirare fuori, rimanendo al sicuro, perfino gli istinti più crudeli. I rischi sono quelli legati ad ogni situazione che consenta di far emergere e di soddisfare i bisogni più profondi e inconsapevoli: si sperimentano parti di sé che potrebbero sfuggire al controllo, soprattutto quando si dispone di uno strumento di comunicazione che consente di rimanere uomini e donne senza volto, una condizione che potenzialmente può favorire la comparsa di comportamenti guidati da una minima morale. Per i più giovani in età di sviluppo e per alcuni soggetti predisposti, il rischio è che l abuso della rete per comunicare crei confusione nella distinzione tra reale e virtuale (soprattutto nel senso di Sé), che non sia più facile comprendere cosa fa parte di Sé realmente e cosa è possibile sperimentare solo virtualmente, poiché ciò che è concesso in Rete non ha le stesse conseguenze che si produrrebbero nella realtà. In considerazione di ciò, soprattutto i bambini e i giovani dovrebbero limitare il tempo trascorso su Internet ed integrare delle esperienze di comunicazione reale, al fine di evitare di sviluppare delle abilità emotive e sociali prevalentemente attraverso questo strumento tecnologico che, in questo caso, risulterebbero estremamente limitate o deformate rispetto a quelle poi richieste per adattarsi nella vita reale. 14

15 Più recentemente per individuare e distinguere i segni di rete-dipendenza dal consumo non patologico di internet, si fa riferimento ad alcuni comportamenti, che rappresentano indicatori qualitativi o quantitativi di differenza tra normalità e patologia e che hanno permesso di distinguere 3 tappe nel percorso verso la forma più stabile della dipendenza patologica dalla rete i. La prima tappa verso la rete-dipendenza o fase iniziale è caratterizzata dall attenzione ossessiva e ideo-affettiva a temi e strumenti inerenti l uso della rete, che genera comportamenti quali controllo ripetuto della posta elettronica durante la stessa giornata, ricerca di programmi e strumenti di comunicazione particolari, prolungati periodi in chat. La seconda tappa o tossicofilia è caratterizzata dall aumento del tempo trascorso on-line, con un crescente senso di malessere, di agitazione, di mancanza di qualcosa o di basso livello di attivazione quando si è scollegati (una condizione paragonabile all astinenza). Inizialmente ciò era accompagnato anche da un notevole aumento delle spese, che spesso rappresentava un lieve fattore di inibizione della tossicofilia, oggi pressoché irrilevante, date le numerose possibilità di rimanere a lungo collegati a basso costo. Restano, tuttavia, importanti indicatori di tossicofilia il malessere soggettivo off-line e l abuso on-line, spesso anche nelle ore lavorative e nelle ore notturne, in cui si è disposti a rinunciare anche al sonno. La terza tappa o tossicomania è la fase in cui la rete-dipendenza agisce ad ampio raggio, danneggiando diverse aree di vita, quali quella lavorativa, delle relazioni reali e quella scolastico-lavorativa e in cui si rilevano problemi di scarso profitto, di assenteismo scolastico-lavorativo e di isolamento sociale anche totale. Dalla classificazione precedente, è facile intuire che più sono presenti comportamenti tossicomanici, che indicano la cronicizzazione e l aggravamento del disturbo, più difficile e lungo potrebbe risultare ripercorrere a ritroso la via della guarigione, tornando verso un utilizzo non patologico della Rete. Un altra importante distinzione che viene operata nella descrizione della sintomatologia associata alla rete-dipendenza concerne la differenziazione tra: condizioni on line e condizioni off line. Nella prima classe di sintomi si fanno rientrare in genere i comportamenti relativi all abuso del tempo in rete (in genere anche ore settimanali); nella seconda categoria si comprendono invece i sintomi di ansia e irrequietezza, nonché le predette problematiche relazionali, lavorative o scolastiche che permangono tra un collegamento ed un al- 15

16 tro, accompagnando il corteo sintomatologico che caratterizza la sindrome multimediale. Così come hanno fatto discutere i principi-guida adottati inizialmente per la diagnosi della retomania ii, sono state numerose anche le critiche ai cosiddetti gruppi di auto-aiuto on-line, uno dei primi metodi utilizzati, soprattutto in America, allo scopo di fornire un supporto per superare il problema della rete-dipendenza. Tale modalità di trattamento, infatti, è paragonabile al trattamento di un tossicodipendente con la sua stessa droga e sembra non aver avuto sempre successo, se non esclusivamente come momento iniziale per condividere insieme la presenza di un problema da affrontare con decisione, ma lontano da un computer e da un modem. Al contrario sono sempre più diffusi utili test e questionari on line di autovalutazione del proprio rapporto con la Rete, che possono rappresentare un punto di partenza per rendere consapevole il problema che spesso è vissuto a lungo in modo non disturbante. Il passo successivo dalla consapevolezza può essere un aiuto professionale individuale o una condivisione reale del problema con un gruppo omogeneo, anche attraverso delle riflessioni guidate sulla necessità di superare le eventuali insicurezze che possono essere alla radice del ricorso ad Internet per socializzare. Infine, la prevenzione rimane un utile strumento per tutti, con speciale attenzione ad alcune regole nell utilizzo di Internet da parte di chi già è coinvolto in un disagio psicologico. Pertanto, in quest ultimo caso, occorre ricordare: che occorre limitare la quantità di tempo trascorso quotidianamente on line (non più di una o due ore), possibilmente non instaurando un abitudine quotidiana che deve essere a tutti i costi rispettata e che è importante integrare le attività on line con simili attività reali (es. acquisti, svaghi o relazioni sociali), poiché in tal modo non si trasforma la Rete nello strumento privilegiato di relax, di evasione e di contatto con se stessi. Inoltre è bene ricordare che la socializzazione reale non deve mai essere totalmente sostituita da quella virtuale e che, nel caso in cui si avverta una necessità coatta e incontrollabile di collegarsi ad Internet, occorre chiedere un aiuto competente. Le modificazioni psicologiche prodotte nell individuo che diviene dipendente dalla rete sono: perdita delle relazioni interpersonali; modificazioni dell umore; alterazione del vissuto temporale; 16

17 cognitività completamente orientata all utilizzo compulsivo del mezzo; tendenza a sostituire il mondo reale con un oggetto artificioso con il quale si cerca di costruire un proprio mondo personale e in questo caso virtuale (feticismo tecnologico); oltre ai problemi di tipo psicologico si assiste in molti casi alla presenza di veri e propri sintomi fisici come tunnel carpale, dolori diffusi al collo e alla schiena, problemi alla vista ecc. I sintomi fisici sono una conseguenza del protrarsi di lunghi periodi di attività in rete in situazioni poco ergonomiche. La dipendenza da internet si sviluppa solitamente verso una specifica applicazione che funge da esca per il soggetto che sviluppa la dipendenza. La dipendenza da internet è un termine ampio che racchiude in sè una serie di comportamenti problematici che possiamo raggruppare in: Dipendenza da cybersesso Dipendenza cyber-relazionale (o da social network) Dipendenza da gioco d azzardo e shopping compulsivo Ricerca di informazioni Dipendenza da giochi on-line Chi soffre di dipendenza cybersessuale è solitamente impegnato in attività che prevedono la visione, il download e l acquisto di materiale pornografico online. I siti porno hanno conosciuto uno sviluppo enorme e ad oggi rappresentano la forma di commercio elettronico più redditizia. Proprio per questo l offerta di materiale è talmente varia e ampia che il dipendente può trovare in rete una inesauribile fonte di contenuti per la propria ricerca di soddisfacimento. Le persone affette da dipendenza cyber-relazionale trascorrono una grande quantità di tempo all interno di Chat Room, servizi di Instant Messaging o Social Network impegnandosi in relazioni online che molto spesso portano a veri e propri adulteri. Le conoscenze fatte su internet divengono presto più importanti di quelle offline e questo tipo di dipendenza (che colpisce maggiormente il genere femminile) porta spesso ad un deterioramento nei rapporti con amici e famiglia e problemi coniugali. Per Dipendenza da gioco d azzardo si intendono quei comportamenti compulsivi che portano le persone ad impegnarsi in attività nelle quali si trovano a spendere quantità eccessive di denaro come gioco d az- 17

18 zardo o trading on line. Le persone che hanno problemi con questo tipo di comportamento passano molto tempo in casinò virtuali e siti per scommettere. L abbondanza di dati disponibile sul web ha creato un nuovo tipo di comportamento compulsivo caratterizzato da eccessiva navigazione e ricerca all interno di database online. Le persone affette da questo tipo di problema spendono molto tempo in rete nel cercare e successivamente nell organizzare informazioni di vario genere. Se già dagli anni 80, giochi come campo minato o solitario iniziavano a costituire dei problemi per quelle organizzazioni i cui lavoratori passavano gran parte del tempo impegnati in questi giochi, lo sviluppo di giochi interattivi online e dei giochi di ruolo ha fatto aumentare esponenzialmente i fenomeno. Le persone caratterizzate da questa dipendenza conducono una vita parallela all interno del gioco assumendo una seconda identità. Caratteristica di questa dipendenza è il pensare costantemente a fatti avvenuti, a strategie e personaggi dei giochi anche quando si è offline. Internet rende più semplice e rapida la comunicazione, può divenire un luogo dove coltivare la propria passione e incontrare persone che la condividano, può aiutare a creare relazioni. oggi però per molti soggetti, il rischio è di farne l unico mezzo di legame con il mondo. La dipendenza da internet non coinvolge solo i ragazzi più giovani, ma si estende ad una popolazione molto più ampia, toccando gli adulti di tutte le età. Come abbiamo visto, la dipendenza da internet riguarda numerose tematiche diverse per età, sesso, interessi. La rete permette di cercare e di trovare esattamente ciò di cui si sente il bisogno: relazioni amicali, amorose, giochi di ruolo, scambi commerciali, forum e informazione giornalistica. Il rischio è che l infinita offerta della rete riesca da sola a saturare la domanda di riconoscimento dell essere umano, soddisfacendolo in ogni suo aspetto e non lasciandogli lo spazio per desiderare altro e altrove. Nei prossimi paragrafi saranno descritti nel dettaglio le varie forme di dipendenza associate all abuso di internet I social network L avvento di internet e l uso che le persone ne hanno fatto nel corso degli anni, lo hanno reso un compagno onnipresente nelle vite di gran parte di noi. La tecnologia oggi, più di ogni altra epoca storica, si adat- 18

19 ta e segue questo trend: non solo computer portatili sempre più maneggevoli, ma ora anche smartphone e tablet garantisco l accesso al web ovunque ci troviamo. È possibile usufruirne comodamente da casa o in ufficio o a scuola. Non c è più bisogno di andare in edicola a comprare il quotidiano per sapere cosa accade nel mondo o andare in biblioteca per fare una piccola ricerca. I social network permettono di comunicare in tempo reale a qualsiasi distanza ci si trovi e con qualunque parte del mondo. Così facendo si sono diminuite le distanze e le informazioni vengono scambiate istantaneamente e si può sempre essere aggiornati sui fatti di cronaca, su eventi culturali o anche semplicemente su come sta un nostro amico o parente che vive lontano. Più di un miliardo di persone nel mondo hanno un account e circa la metà comunicano regolarmente con Twitter. Il primo grande merito dei social network è indubbiamente quello di aver facilitato la comunicazione: basta avere la connessione a Internet per parlare in tempo reale con persone dall altra parte del globo e grazie alle webcam addirittura vederne il volto. I social network rappresentano un aggregatore di persone che cercano e vogliono mantenere contatti con vecchi e nuovi amici, condividendo foto, video e contenuti della propria vita. La dipendenza da social network è molto diffusa e, come avviene nelle altre dipendenze, è causa di alcuni problemi. Gli atteggiamenti di uso ed abuso di questi siti web ed il loro perpetrarsi, fino addirittura alla dipendenza, sono innescati e portati avanti da meccanismi psicologici e neurologici di piacere, soddisfazione, affettività ed autostima. A livello celebrale vengono rilasciate maggiori quantità di sostanze psicoattivanti e a livello mentale si creano meccanismi e schemi ricompensatori che portano al riutilizzo continuo e sempre maggiore iii. Inizialmente ad essere letteralmente rapiti dai social network sono i giovani: moltissimi ragazzi in Italia sono considerati a rischio di dipendenza da social network, visto che trascorrono da 2 a 3 ore al giorno sui vari profili disponibili in Internet. Secondo una recente ricerca otto adolescenti su dieci sono connessi a un social network e aggiornano continuamente il profilo. Nel 2008 la diffusione di facebook è stata così esponenziale da posizionare l Italia al primo posto della classifica mondiale dei paesi con maggiore percentuale di incremento utenti. In pochi anni facebook e divenuto uno dei dieci siti maggiormente cliccati e frequentati del web, acquisendo in breve tempo milioni e milioni di utenti in tutto il globo. Purtroppo però, accanto alle caratteristiche positive di visibili- 19

20 tà, aggregazione, condivisione, recupero di vecchie conoscenze ed amicizie e nascita di nuove, sono comparse anche delle note assai negative, in particolare legate a problemi e, sempre più spesso, veri e propri casi di dipendenza. I giovani, i quali trovandosi in una fase della vita in cui non hanno ancora delle certezze, né un identita definita, passano la maggior parte del loro tempo sul web perdendo così ogni contatto con la realtà ed anche la voglia di vivere i rapporti in maniera più concreta e umana. ora non solo gli adolescenti ma anche gli adulti sono a rischio di dipendenza da social network. Se sommiamo il tempo trascorso ogni giorno con il computer, internet, cellulari e tv arriviamo a una media di 8-9 ore al giorno passate con uno schermo. Rimane spesso poco tempo per dedicarci ad attività rilassanti e curare le relazioni personali. Il rischio di ammalarsi di videodipendenza e tecnostress è concreto. La dipendenza dai social network sembra essere dovuta al forte senso di sicurezza, di personalità e di socialità (in una società sempre meno connotata dai contatti sociali) che tale forma di siti sono in grado di fornire. L assuefazione dai social network potrebbe essere causata dalla fermezza e dalla socialità che questi siti sono appunto in grado di fornire grazie alle loro infinite applicazioni. Come le altre dipendenze, porta le proprie conseguenze e i propri problemi. Quelli più riscontrati a causa di questa patologia sono l emicrania (l effetto più diffuso), la tachicardia e una ipersudorazione. Purtroppo questa dipendenza si sta diffondendo a macchia d olio. Ansia, depressione, stress sono decisamente degli elementi gravissimi e da tenere in considerazione. Quando si attraversa un momento di difficoltà, il computer e le sue risorse illimitate possono ridurre notevolmente lo stato di disagio sperimentato, l ansia o il senso di solitudine, offrendo opportunità di svago e alleggerimento della mente (un veloce calmante che devia dal problema vissuto in quel dato momento). Si rischia in questo modo di instaurare un circuito vizioso per cui, ogni volta che si è in una situazione conflittuale, si preferisce tornare a distrarsi creando una dipendenza, non una soluzione al problema che invece permane ed, anzi, viene così alimentato. Un altro elemento può essere la preesistenza di un altra condizione di dipendenza (ad esempio alcol, droghe o gioco compulsivo; difficoltà relazionali; fobie o isolamento sociale). Certamente è molto difficile valutare se e quando un uso eccessivo del web si trasformi in un problema vero e proprio. Molti giovani e meno giovani passano ormai una quantità significativa di ore sul computer senza per questo sviluppare forme di dipendenza. Quello che diventa un 20

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