21 gennaio 2014 anno XIV n. 1

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1 21 gennaio 2014 anno XIV n. 1 Periodico a cura della Scuola di giornalismo diretta da Paolo Mieli nell Università Suor Orsola Benincasa di Napoli I L O P A N U T R FO SG E T R O S A L L E N A R E P S E H C à T T I C A L L U S UARDO PAG. 5 L INCHIESTA I centri antiviolenza per le donne PAGG. 2-3 Fotocopertina di Sergio Siano PEOPLE ECONOMIA Tre volti vincenti della Campania HAPPENING Boom dei centri scommesse in città PAG. 4 PAG. 6 Come cambia lo spettacolo PAGG

2 L INCHIESTA Pochi fondi per le donne A Napoli le strutture di accoglienza si scontrano con la mancanza di risorse di Rita Murgese La norma non fotografa la realtà soprattutto per i centri antiviolenza A volte hanno nomi di fantasia, vivono vite nascoste, sono costrette a rimanere nello stesso contesto che le ha viste maltrattate, violentate, deluse da un uomo che diceva di amarle. La donna di Ponticelli presa a martellate dal suo ex compagno mentre attendeva l autobus o le tre vittime di stalking e maltrattamenti che solo pochi giorni fa hanno mobilitato le forze dell ordine napoletane potrebbero dirci cosa si prova. Cosa si prova quando si è sole mentre si subiscono violenze continue e omesse da chi ti circonda. Capita sempre più spesso di ascoltare storie del genere, sebbene negli ultimi anni sia stata promossa una campagna più mediatica che educativa sul tema della violenza di genere. Anche la legge sul femminicidio sembra essere un palliativo alla lacuna culturale nel nostro Paese in materia di violenza femminile. La norma infatti non sempre fotografa la realtà sull attuale fenomeno, soprattutto quando si tratta di centri antiviolenza. Le strutture conformi all accoglienza, al supporto e all ascolto delle donne maltrattate rientrano nelle misure di protezione, a cui la legge 119/2013 dedica un intero articolo. Qui le vittime di aggressioni fisiche, psicologiche o economiche vengono accolte da un team formato da volontari e psicologi, che in base alla gravità del caso indirizzano la donna sul percorso da affrontare. A Napoli i centri antiviolenza fanno i conti con varie problematiche, che vanno dalla mancanza di fondi alla non sempre efficiente organizzazione interna. Le risorse economiche non servono a pagare i volontari bensì a finanziare progetti di educazione a una cultura di genere. La presidente dell associazione Maddalena, Rosaria Esposito sottolinea: E necessario creare un equilibrio tra lo stanziamento di fondi e i percorsi di crescita delle donne. I programmi introspettivi e sociali allo stesso tempo dei centri di accoglienza aprono le vittime a spazi di riflessione su ferite difficili da curare dichiara la presidente di Dream Team, Patrizia Palumbo. Nella sede di Telefono Rosa di Napoli, la presidente Laura Russo parla delle quotidiane difficoltà che il suo centro affronta. In una piccola struttura nel cuore del quartiere popolare Soccavo è complicato offrire un aiuto concreto alle donne che richiedono un aiuto quando non c è comunicazione tra le varie associazioni locali. Le vittime si ritrovano spesso in balia di centri territoriali piccoli, gestiti da volontari e non da professionisti, con carenza di posti letto. Basti pensare che a Napoli esiste un unico centro per il rifugio semipermanente. Casa Fiorinda con sei sistemazioni, dove la priorità è data a donne con bambini. In casi gravi può accadere che la donna debba aspettare prima di ricevere la possibilità di risiedere fuori la sua abitazione, anche se per un periodo di tempo limitato. La causa sta proprio nella mancanza di una rete strutturale che permetta alla vittima di usufruire di un servizio, come quello dell alloggio sicuro, in maniera diretta. Ad avvalorare questo problema ci sono le stentate dichiarazioni della presidente di una piccola associazione periferica di Napoli, che parla di una circostanza limite ancora in attesa di una collocazione sicura. Ma perché accade questo? Non c è chiarezza sulle reali competenze della struttura di ascolto. Quando una vittima di violenza bussa alla porta perché ha appena subito un aggressione e non sa dove andare, le volontarie oltre ad ascoltarla devono provvedere a ricercare una soluzione temporanea oppure devono affidare il caso ai servizi sociali? E l interrogativo che emerge dal contatto con la situazione in cui vivono i centri minori, quelli che non fanno parte della rete ministeriale Gli stessi che per potenziare la propria struttura devono accedere ai bandi comunali appoggiandosi alle cooperative, in quanto da soli non possono partecipare. Più del 50% delle vittime torna indietro per problemi economici RACCOLTA SCOMMESSE SPORTIVE A LIVELL Si rischia spesso di perdere fondi perché i centri collaborano per alcuni progetti con partner che poi abbandonano - specifica Rosaria Esposito di Maddalena. La realtà è che molte strutture fondano la loro forza sui volontari, sulla precaria rete interna e sui forti obiettivi per cui sono nate: aiutare concretamente le donne vittime di violenza. Molte volte, proprio per queste ragioni, i centri sono costretti a chiudere. Si avverte una scarsa consapevolezza dell importanza di queste strutture, che vanno sicuramente implementate perché sono il motore per una diffusione territoriale di cultura ed educazione, aiutano 2009le vittime 2010 a comprendere i loro diritti e le supportano in tutto l iter che parte dal primo contatto. Il lavoro dei centri di accoglienza si scontra ogni giorno con un altro problema: la recidiva delle donne. Secondo la stima approssimativa di Telefono Rosa di Napoli più del 50% delle donne torna indietro per problemi economici. E proprio su questo punto che c è RACCOLTA necessità SCOMMESSE di costruire SPORTIVE A percorsi efficienti basati soprattutto sull aspetto culturale e psicologico. Bisogna rendere 2009 queste 2010donne 2011 consapevoli e forti per affrontare il duro percorso che hanno 201 scelto: smascherare una violenza e combattere un humus culturale dell io uomo, tu donna, affinchè si dia 524 davvero peso alla legge scritta di grande impatto sociale ma scarsamente radicata alla realtà della nostra cultura di genere. * dati in milioni di euro, proiezione Agipronews su dati Monopoli di Sta RICHIESTE DIA AIUTO PERVENUTE AI CENTRI ANTIVIOLENZA DI NAPOLI 360 (all anno) DONNE ACCOLTE NEI CENTRI NAPOLETANI DI ASILO TEMPORANEO (all anno) TELEFONATE QUOTIDIANE AI CENTRI ANTIVIOLENZA STRUTTURE DI SEMI PERMANENZA PRESENTI A NAPOLI DONNE CHE TORNANO A VIVERE CON I PROPRI AGGRESSORI % INCHIOSTRO N. 1 PAGINA 2

3 È ora di alzare la voce A colloquio con Valeria Valente e Oria Gargano: azzeriamo la burocrazia Oria Gargano, giornalista per Rai, La Repubblica e Paese Sera ha abbandonato, nella seconda metà degli anni Novanta, la sua carriera per dedicarsi delle donne vittime di violenza. Nel 2007 ha fondato la cooperativa BeFree, l organizzazione con cui si occupa di tratte, violenze e discriminazioni. Rappresentante per l Italia all Osservatorio sulla violenza della European Women Lobby di Bruxelles è un punto di riferimento riguardo le tematiche di genere. Valeria Valente, deputato Pd Da sempre in prima fila per la difesa delle donne, Valeria Valente, deputata Pd, è un avvocato napoletano. Ex assessore alle pari opportunità di Napoli, durante il suo incarico ha promosso la stipula di un Protocollo Antiviolenza tra le principali istituzioni della città per la costruzione di una Rete Antiviolenza, ha predisposto l apertura di una casa per donne maltrattate, e incentivato il progetto Sentimenti Differenti, per l educazione sentimentale e il contrasto agli stereotipi di genere. Come e quando le istituzioni nazionali e regionali intendono sollecitare la dotazione di un fondo a favore dei centri antiviolenza? La legge sul Femminicidio, che abbiamo votato in Parlamento, prevede uno stanziamento di fondi destinati ai centri antiviolenza che ammonta intorno ai 20 milioni di euro. E il primo impegno concreto del Parlamento in merito a questo fenomeno. Per quanto riguarda la regione Campania, invece, la legge regionale che disciplina questa emergenza prevede la dotazione di risorse economiche, che ancora non trovano copertura finanziaria. Il Consiglio regionale, le istituzioni territoriali di competenza e il Comune di Napoli possono e devono far sentire la loro voce. I nostri centri antiviolenza gridano aiuto e ogni giorno il fabbisogno della nostra regione continua a essere altissimo a fronte di scarsissime risorse. Che responsabilità hanno le strutture di competenza riguardo questa emergenza? Non affrontano in modo adeguato la problematica. E necessaria una rete di collaborazione tra le strutture sanitarie, le forze dell ordine e i tribunali, e la costruzione di un database condiviso da tutte queste strutture, in maniera tale da individuare subito il potenziale autore della violenza. Bisogna incentivare le attività di prevenzione negli istituti scolastici, e potenziare i piani di formazione per gli operatori sanitari. Messi in condizione di riconoscere la violenza, la comunicazione di questa alle altre strutture avverrebbe molto più velocemente. Un lavoro possibile, previsto dalla legge regionale. Il punto è vedere se chi governa attualmente abbia realmente la volontà di metterlo in atto. Qual è, secondo lei, la soluzione per la inadeguata dislocazione dei centri sulla Regione Campania? Ci sono alcune associazioni, spesso legate al volontariato sociale, laico e non, che si occupano di dare ospitalità a queste donne. Per la costruzione di queste strutture c è bisogno di risorse, da qui non si scappa. Anche il finanziamento diretto a favore dell associazionismo più diffuso e del volontariato può fare la sua parte, ma la soluzione deve arrivare dagli enti locali e le istituzioni territoriali competenti. Quali sono le reali difficoltà che una donna maltrattata deve affrontare dopo la denuncia? Per una donna denunciare il proprio partner o ex partner è sempre un momento di estrema difficoltà, in quanto è stata legata a lui da una relazione affettiva. Autodefinirsi vittima di violenza è un passo necessario ma gravido di implicazioni, sofferenze, incertezze. Molto spesso la tutela è del tutto inesistente. La maggior parte delle donne uccise nell ambito della coppia avevano sporto denuncia segnalando una difficoltà e un reale rischio di pericolo. Inoltre, la nuova legge cosiddetta sul femminicidio rende la denuncia irrevocabile in gran parte dei casi. Questo vuol dire che la donna deve essere sostenuta e tutelata nel migliore dei modi. L esperienza internazionale e nazionale dei centri antiviolenza qualifica questi luoghi come gli unici adeguati a farlo. Le strutture di asilo per donne sono sufficienti rispetto alle richieste di aiuto? Secondo la Task Force del Consiglio d Europa impegnata a combattere la violenza contro le donne, l Italia, con i suoi circa cinquecento posti letto nelle case rifugio, copre l 8% del numero ritenuto adeguato. Quei cinquecento posti sono spesso virtuali, sia perché molte strutture di ospitalità si vedono costrette a chiudere per mancanza di finanziamenti adeguati, sia perché i rinvii burocratici inerenti ai processi e il perseguimento degli obiettivi per la messa in sicurezza delle donne e i loro bambini fanno in modo che il turn-over delle donne ospitate sia rallentato. Il numero effettivo delle donne e dei nuclei mamma-bambino che effettivamente trovano rifugio è inferiore. Rispetto alle difficoltà che i centri antiviolenza affrontano, il maggior stanziamento di fondi potrebbe risolvere i loro problemi? A fronte degli altissimi costi sociali della violenza contro le donne, rilevati per quanto riguarda l Italia dall indagine di Intervita Onlus, ogni euro speso per affrontare il problema è effettivo. Bisogna dotare l Italia di un piano nazionale antiviolenza stabile e adeguatamente finanziato, che persegua le cosiddette quattro P : prevenzione, protezione, previsione, punizione. E necessario mettere in rete tutte le istituzioni e i servizi che lavorano sul problema della violenza di genere e introdurre nelle formazioni professionali specifici percorsi formativi sul tema. Bisogna agire con l obiettivo di modificare il contesto culturale che sottende alla violenza contro le donne. r.m. Oria Gargano, presidente BeFree p.m. SCRIVERE IL SETTORE PAGINA 3

4 PEOPLE Clementino, Anna Chiara De Luca e Luigi Di Maio: la Campania che spacca Napoli, la carica dei trentenni Il rapper di periferia che fa impazzire l Italia di Francesco Ungaro Clementino non si ferma mai. Tra qualche giorno uscirà il singolo il Dio del rap, traduzione in italiano del brano di Eminem, Rap god. Solo io in Italia posso rappare alla stessa velocità dell artista di Detroit, commenta il cantante campano. In cantiere, anche la attesa collaborazione con Pino Daniele. La iena, come lo chiamano gli amici, non ha ancora smesso di sognare: Mi piacerebbe recitare in un film e lavorare con Manu Chao. Il rap italiano ha trovato una nuova punta di diamante. Il suo nome all anagrafe è Clemente Maccaro, ma ormai tutti lo conoscono come Clementino, o Iena whiterman. Rappresenta il nuovo che avanza per la città di Napoli. È di Camposano di Nola. Cresce tra la strada e il teatro e da giovanissimo, viene catturato dalla cultura hip hop. Importante per la sua crescita musicale sarà l opera dei gruppi americani della vecchia scuola del rap, come Afrika Bambaataa e Run Dmc ma anche quella degli esponenti di seconda generazione come Snoop Dogg ed Eminem. L artista napoletano, si cimenta con il rap freestyle, di cui in poco tempo diventa il più importante esponente a livello nazionale. Dimostra di essere un vero giocoliere delle rime. Partecipa, vincendo, a tutte le competizioni di rap improvvisato. Il pubblico lo elegge Re dell hip hop indipendente. Parafrasando una sua espressione, è più underground delle patate. Dal punto vista discografico, Clementino è piuttosto prolifico. Nel 2006 esce Napolimanicomio, album d esordio. Nel 2010 è la volta di Afterparty realizzato con i Videomind; nel 2011 esce il secondo album solista, I.E.N.A. L anno dopo dalla collaborazione con Fabri Fibra, prenderà forma il gruppo Rapstar, che pubblicherà l album Non è Gratis. Nel 2013 la Iena pubblica insieme a Dope one e OluWong, Armagheddon e pochi mesi dopo finalmente esce Mea Culpa, terzo album solista dell artista di Nola, in cui collabora con artisti del calibro di Jovanotti. Clementino è diventato un simbolo per i giovani napoletani. È il portavoce della parte positiva della sua città: ironica, teatrale, graffiante, mai banale, generosa. Si schiera contro la criminalità e la violenza. Le faide nel rap non mi interessano, la musica deve unire, portare amore, dichiara il cantante. Consiglio ai giovani napoletani di uscire dalla Campania, di fare esperienze fuori, come ho fatto io, ma poi dovete tornare perché i buoni siamo noi e non dobbiamo lasciare la nostra terra a chi da troppi anni la distrugge. Da Cicciano a St. Andrews la storia della ricercatrice di Vincenzo Nappo L applicazione e lo sviluppo dell effetto Raman per la diagnosi precoce del cancro l ha resa famosa in Italia e all estero. È Anna Chiara De Luca, la ricercatrice che a 34 anni dirige un laboratorio creato da lei grazie al finanziamento Airc presso il Cnr di Napoli. Qui studia la possibilità di utilizzare la Raman per l analisi di campioni biologici, in cui possono ritrovarsi cellule di tumori dell apparato genitourinario. Ma che cos è questo metodo? Lo spiega lei dicendo: Si basa sull utilizzo di una microspia laser dotata di una luce che entra in contatto con un campione di cellule. Prelevando direttamente l urina dal paziente, ho la possibilità di studiare i tumori della prostata. Fin da bambina condivide con il papà due grandi passioni: quella per il Napoli, che le permette di vedere Maradona allo stadio, e quella per la fisica. Un amore, quest ultimo, che sboccerà appieno nel liceo scientifico di Cicciano, a qualche chilometro da casa. Così, dopo il diploma, opta per la facoltà di fisica. Ottenuta la laurea nel 2003, intraprende il dottorato. Nel gennaio del 2009, terminati gli studi e a soli 29 anni, si ritrova nel gelido inverno scozzese: si trasferisce a St Andrews per lavorare nel laboratorio del professor Kishan Dholakia, uno dei mostri sacri della ricerca internazionale. Nel 2011 l assegnazione del finanziamento Airc le cambia la vita, permettendole di rientrare in Italia. Se sia stato più difficile il momento del distacco dalla sua famiglia o la scelta di ritornare nel proprio paese, risponde: Il secondo è stato di sicuro il momento più difficile. Perché non ero sicura di riuscire ad avere una buona offerta di lavoro. Tra i tanti progetti alla fine ho scelto di aderire a quello dell Airc Sul fenomeno della fuga dei cervelli che costringe tanti giovani come lei a dover lasciare la loro terra d origine per poter ampliare le proprie competenze, Anna Chiara esprime due concetti: Da un lato non deve essere visto come un qualcosa di negativo. Fare un esperienza all estero è bello perché serve a crescere e a confrontarsi con culture ed ambienti lavorativi diversi. Dall altra parte però questi giovani, compresi tanti miei colleghi con cui ho lavorato, dovrebbero avere la possibilità di poter tornare. Purtroppo, molti non ci riescono per difficoltà economiche o per mancanza di offerte dall Italia. Questione di entusiasmo parola di deputato A 26 anni è diventato il più giovane vice presidente della Camera nella storia repubblicana. È Luigi Di Maio, uno degli emblemi del ricambio generazionale che nell ultimo anno si è avuto nel mondo politico. Nato ad Avellino ma residente a Pomigliano d Arco, ha mosso i primi passi per l impegno civile nel liceo Imbriani, dove già dieci anni fa si impegna a contattare amministratori pubblici e giornalisti ogni volta che qualcosa non funzionava nella sua scuola. Dopo il conseguimento del diploma classico nel 2004 con il massimo dei voti, frequenta la facoltà di giurisprudenza presso l università degli studi di Napoli Federico II. Diventa presidente del consiglio degli studenti e fonda nel 2006 l Associazione StudentiGiurisprudenza.it, con lo scopo di fornire informazioni agli studenti e di renderli partecipi della vita universitaria. Nello stesso anno entra a far parte del Movimento 5 Stelle del suo paese. Anche qui fa parlare di sé per alcune azioni volte alla trasparenza dell attività amministrativa. Come l iniziativa di riprendere con la telecamera le sedute del consiglio comunale, che infastidisce non poco il presidente dell assemblea cittadina della giunta di centrosinistra dell epoca. E quando gli si chiede quali consigli si sente di dare a un giovane come lui che decide di entrare in politica, le sue parole confermano questo modo di agire: Non farlo mai per carriera. Sempre per indignazione. È un motore potentissimo per andare verso il cambiamento. Se le cose non vanno intorno a noi, dobbiamo impegnarci a cambiarle. L importante è che sfoci nel processo democratico di accesso alle nostre istituzioni. Nel 2010 si candida come consigliere al comune di Pomigliano, senza riuscire ad essere eletto. Ma Luigi non si arrende e, dopo la vittoria alle parlamentarie indette dal movimento, viene candidato ed eletto alla Camera dei deputati per la circoscrizione Campania 1 in occasione delle ultime elezioni politiche. Se al rinverdimento della carta d identità possa corrispondere un rinnovamento nei contenuti da proporre ai cittadini, risponde: È prima di tutto una questione di entusiasmo e soprattutto di coerenza. Più che l età anagrafica, c è bisogno di una giovane età politica. Essere stato poco nel sistema aiuta a non essere ipocriti e a perseguire gli obiettivi prefissati. v.n. INCHIOSTRO N. 1 PAGINA 4

5 COSTUME E SOCIETÀ foto di Sergio Siano La scaramanzia nei racconti di giornalisti e vecchie glorie Il calcio è superstizione Ecco i riti della domenica Quando l ingegner Ferlaino girava in auto intorno allo stadio San Paolo pagina a cura di Roberto Panetta Ho visto cose mai viste da nessuna parte. Così lo scrittore Maurizio De Giovanni parla dei riti a Napoli. Un mio amico chiude la moglie fuori in terrazza durante le partite del Napoli, anche quando è inverno e piove. Un giorno il Napoli segnò mentre sua moglie era sul balcone, da quel momento ogni partita la chiude fuori. Per fortuna lei è consenziente. E uno dei tanti momenti sacri di una città che non nasconde la propria scaramanzia. A Napoli va di moda - ricorda l idolo dei tifosi Nando Rambo De Napoli -. Maradona era un superstizioso, oltre al bacio in fronte a Carmando prima di scendere in campo ci dava sempre il cinque, faceva tutto il riscaldamento con gli scarpini slacciati ed entrava nel terreno di gioco così. Un giorno regalò a tutta la squadra dei braccialetti colorati, portavano fortuna e li abbiamo tenuti fino a che non abbiamo perso. Il mio l ho indossato sempre, mi piaceva. Il presidente Ferlaino le provava tutte pur di far vincere il suo Higuaìn entra sempre in campo facendo due balzi con il piede sinistro amato Napoli. Era molto molto scaramantico - continua De Napoli - aveva dei santini in tasca, lo sapevamo tutti ma lui non si faceva mai vedere. Dal racconto di Antonio Giordano, giornalista al Corriere dello Sport, e Francesco De Luca, redattore capo dello sport al Mattino, emergono altri rituali interessanti sull ex presidente: Ferlaino prima di ogni partita faceva sempre lo stesso giro in macchina per le strade della città intorno allo stadio. Poi quando perdeva cambiava itinerario, dice Giordano. Andava sempre via alla fine del primo tempo anche quando il Napoli giocava bene e vinceva, spiega Francesco De Luca. Tra i presidenti Roberto Fiore negli anni 60 indossava sempre la stessa cravatta di color granata, ed anche Aurelio De Laurentiis è un patron molto superstizioso. De Laurentiis allo stadio ha sempre la stessa postazione, vuole la tribuna sistemata: il sindaco De Magistris alla sua destra, la moglie Jacqueline sulla sinistra, alle spalle Formisano e davanti l avvocato Cipriani Marinelli, descrive De Luca. Dal cappotto color cammello di Bruno Pesaola a quello blu di Renzo Ulivieri, c è sempre un minimo comun denominatore anche tra gli allenatori: la superstizione domenicale nell ambiente Napoli. Walter Mazzarri vietava alle squadre avversarie di avvicinarsi alle immagini dei Santi esposte sulla parete delle scale che conducono al campo e voleva che gli steward si mettessero davanti per impedirlo, ricorda Gianfranco Coppola, giornalista della Tgr Campania. Non è andata bene invece a Gigi Cagni: sembra che il mister, interpellato da Ferlaino come possibile nuovo allenatore del Napoli, si sia presentato all appuntamento vestito di nero, mettendo in serio imbarazzo il presidente che decise di far saltare l accordo. Come non menzionare il mitico Eraldo Monzeglio, il terzino campione del mondo con l Italia di Pozzo nel e allenatore del Napoli anni 50, un sergente di ferro molto superstizioso. Quando il Napoli giocava al Vomero, Monzeglio era solito andare a fare i propri bisogni nel bagno degli spogliatoi ogni domenica prima della partita, questa la chicca raccontata da Giuseppe Pacileo, storica firma de Il Mattino. Anche massaggiatori e magazzinieri hanno una vena scaramantica. Un vecchio massaggiatore del Napoli, Michelangelo Beato, quando stringeva la mano a noi giornalisti, lasciava le caramelle sul nostro palmo. C era poi un magazziniere molto elegante, Gaetano Masturzo del Vomero, che dopo le varie interviste della settimana portava sempre il caffè a noi giornalisti. Ripetevano ogni volta questi rituali. Parole di Mimmo Carratelli, storico giornalista partenopeo. Stessi calzini, stesse maglie, stessi scarpini, alla fortuna non bisogna mai voltare le spalle. Se vincevi la partita con i calzini rossi sotto gli altri calzettoni o vincevi con la maglia da gioco rossa o bianca fuori casa, li indossavi fino a quando non perdevi, ricorda De Napoli. Episodio ribadito anche dal simbolo del calcio napoletano, il massaggiatore Salvatore Carmando: Quel Napoli metteva i calzettoni rossi sotto gli altri calzini in segno di scaramanzia. Carnevale giocava sempre con le mezze maniche, anche con il freddo. C era poi chi segnava con un paio di scarpini e continuava a mettere sempre gli stessi - conclude Rambo De Napoli -. Mia nonna mi regalò la collanina di Padre Pio prima del Mondiale di Messico 86, la indossai per tutto il torneo e poi la misi da parte come amuleto prezioso. Omar Sivori prima dell inizio della gara calciava sempre la palla verso la porta - spiegano De Giovanni e Pacileo - se la sfera prendeva la traversa o andava fuori era malaugurante. In tempi più recenti Nicola Caccia strappava i fili d erba e se li mangiava, mentre Morgan De Sanctis andava vicino ai pali e li benediva con le corna, racconta Coppola. Lo stesso De Sanctis indossava sempre la maglietta da gioco con dietro raffigurati tre simboli scaramantici, tra cui il corno. Higuaìn entra sempre in campo con il piede sinistro e fa due balzelli, anche Reina è molto scaramantico e a Liverpool andava a fare il pieno dallo stesso distributore ogni volta prima del match, dice Giordano. Infine il dilemma Bruscolotti. Più giornalisti hanno confermato che mettesse la Madonnina di Pompei all interno dei suoi calzettoni come amuleto portafortuna, ma lui - interpellato sull argomento - smentisce seccamente. Scaramantico Morgan De Sanctis nella foto di Franco Romano Niola: culti segreti contro l invidia La scaramanzia ci aiuta a vivere meglio. Ne è convinto Marino Niola, antropologo di spicco nel panorama nazionale, autore di un libro sulle superstizioni. Con la confusione che ci circonda nella realtà contemporanea, affidarsi alla scaramanzia è una forma di saggezza, un modo per arrangiarsi, agire per far sì che le cose vadano nel verso giusto. Non bisogna pensare che la superstizione riguardi in particolar modo i napoletani, lo sono anche gli italiani. In Italia circa il 50% delle persone sono scaramantiche, stanno nella dimensione non è vero ma ci credo continua Niola. Napoli è superstiziosa come del resto tutta Italia, con la differenza che i napoletani non hanno vergogna a palesarlo, ci si diverte, diventa un gioco sociale. Gli altri invece hanno paura di essere giudicati creduloni. Soprattutto nel mondo dello sport assistiamo a rituali domenicali sacri, scaramanzia e calcio vanno a braccetto: Il calcio è sempre stato un mondo pieno di superstizioni, il peso dell imprevisto aumenta e cresce la necessità di proteggersi. Giocare con la sorte è una forma di esorcismo. Guai a chiedere a qualcuno di svelare i propri amuleti: Molti pensano che il rito sia un segreto, dietro di tutto c è la paura dell invidia. Mentre altri condividono il carico emotivo, così da sentirsi meglio. Infine l antropologo rafforza il suo pensiero. La scaramanzia è fantasia, ma se la fantasia aiuta ben venga. Ognuno ha le sue forme di rassicurazione e di rimedio contro l imprevisto, c è bisogno di rassicurazioni psicologiche, di effetti placebo. PAGINA 5

6 ECONOMIA L analisi dei dati Aams specchio di un settore che non conosce crisi Napoli è la regina delle scommesse Il capoluogo campano primo in Italia per numero di giocate registrate Pagina a cura di Claudio Pellecchia La rete è la nuova frontiera del mondo delle scommesse sportive. Negli ultimi cinque anni si è registrata un autentica impennata, con le puntate online che costituiscono oltre un terzo di quelle complessive. Il 2013 ha confermato questo andamento, con una crescita dell 1,9% rispetto al 2012, per una raccolta che supera ampiamente il muro del miliardo di euro. Il calcio è lo sport più giocato (quasi il 90% del totale scommesso) con tennis, basket e pallavolo a raccogliere le briciole. E solo uno degli aspetti di un settore che, anche in tempi di crisi economica, mostra ampi margini di crescita, nonostante si sia dovuto fare i conti con le difficili contingenze del periodo: i dati forniti dall Aams (Agenzia delle dogane e dei Monopoli) mostrano come nel 2013, a livello nazionale, vi sia stata una flessione del 5% nel volume d affari medio rispetto all anno precedente (3,8 miliardi contro i quasi 4 del 2012). Ma sono numeri che preoccupano relativamente gli addetti ai lavori, poiché chi non gioca nelle agenzie lo fa da casa, davanti al proprio pc. Quasi il 50% delle scommesse è stato effettuato al sud, con la Campania regione leader; la percentuale di giocatori si attesta intorno al 19% del totale nazionale, rispetto al 18% del Lazio e al 14% della Lombardia. Napoli è la città nella quale si è puntato di più, con 494 milioni di euro (contro i 517 del 2012); seguono, a debita distanza, Roma e Milano, rispettivamente con 202 e 153 milioni. Da sole, queste tre province, raccolgono il 30% di quanto scommesso in Italia nell anno appena concluso. Numeri impressionanti, legati a un altro dato: nel napoletano sono presenti circa 780 centri scommesse, oltre il 10% di quelli dell intero territorio nazionale. Senza contare, poi, i tanti esercizi irregolari che, appoggiandosi a società aventi sede all estero, non pagano tasse e concessioni ai mono- RACCOLTA SCOMMESSE SPORTIVE A LIVELLO NAZIONALE RACCOLTA SCOMMESSE SPORTIVE A LIVELLO NAZIONALE poli di Stato, aggirando la legge 111/2011, ultima normativa in un settore notoriamente a rischio. La bolletta è una consuetudine cui i napoletani difficilmente rinunciano. E una sorta di rito, al pari della pizza o del caffè, cui tanti partecipano. In molti vorrebbero assicurarsi una fetta di questo enorme giro d affari ed è per questo che, in ogni angolo della città, sono presenti tantissimi esercizi commerciali (legali e non) legati al mondo del betting. Difficile tracciare un profilo del giocatore medio. Qui scommettono praticamente tutti commenta Alessio Conte, responsabile di uno dei centri nel cuore del Vomero dal giovane all anziano, dal disoccupato allo stimato professionista, dall operaio all avvocato. Chiunque, almeno una volta, ha puntato sulle partite di Serie A o su quelle di Coppa. Vario è anche l importo delle giocate: C è chi scommette i 2 euro che si ritrova in tasca, ma c è anche chi arriva a bruciarsi quasi 1000 euro a settimana continua Molti, purtroppo, arrivano a giocarsi i soldi per comprare un pezzo di pane, con la speranza di vincere e poterne poi comprare due. E se va male, si è più invogliati a giocare di nuovo per poter rientrare di quanto si è perso. Tuttavia un recente studio del Politecnico di Milano ha mostrato come, per gli italiani, la scommessa sia ancora un passatempo, un modo per sentirsi maggiormente partecipi dell evento sportivo. Conte è d accordo: Personalmente le partite della domenica senza la bolletta non hanno lo stesso sapore. Quando c è in ballo una potenziale vincita ti senti più coinvolto da quello che stai guardando. E emozionante, oltre che un modo per provare la propria competenza calcistica RACCOLTA SCOMMESSE SPORTIVE A NAPOLI RACCOLTA SCOMMESSE SPORTIVE A NAPOLI Per i giovani napoletani il mondo delle scommesse è il nuovo paese dei balocchi. E facile vedere fuori i centri di betting Lucignoli e Pinocchi di ogni estrazione sociale: scarpe ultimo modello, jeans attillati e quote alla mano, discutono con l amico sulle partite da giocare. Molti sono minorenni. A poco è servita la legge 111 del 2011 che vieta espressamente la partecipazione degli under 18 ai giochi con vincita in denaro; non sono un efficace deterrente le sanzioni comminate a chi consente a minori di scommettere su avvenimenti sportivi. Pochi chiedono di esibire un documento per controllare la reale età del giocatore. Dal 2010 il Moige (Movimento Italiano Genitori) recita il ruolo di grillo parlante, avviando, in collaborazione con i Monopoli di Stato e Lottomatica, il progetto 18+ M.R. Munizzi la prima regola del gioco per informare e sensibilizzare sul gioco responsabile. Con l entrata in vigore della legge 111 il progetto, patrocinato dall Aams, ha avuto come obiettivo di informare le famiglie sull esistenza della normativa. Dallo scorso novembre è partita la terza edizione della campagna, attraverso giornate informative che coinvolgeranno 20 centri commerciali in 12 regioni italiane. Il presidente del Moige Maria Rita Munizzi ha le idee molto chiare sugli aspetti di questo fenomeno: Molti giovani che iniziano a giocare precocemente rischiano di rimanere vittima non solo di una vera e propria dipendenza, ma di entrare nel vortice delle richieste di prestiti per soddisfare la necessità di giocare. Ci sono tanti ragazzi e ragazze consapevoli di divieti e limitazioni al gioco con vincita in denaro, ma questo ha una debole influenza nel dissuaderli. Dipende dal fatto che nei punti vendita non vengono trovate indicazioni relative ai divieti sul gioco e raramente il personale verifica l età di chi gioca. Che cosa spinge un ragazzino a scommettere? Per la Munizzi è un problema di rapporti con i coetanei e i familiari: I ragazzi che giocano sono amici solitamente di altri giovani scommettitori. Ugualmente importante è l approvazione di questo comportamento da parte dei genitori. È dimostrato inoltre che si tende ad associare al gioco diversi comportamenti trasgressivi o vietati, ad esempio il fumo e il consumo di materiale pornografico. Un primo passo verso una soluzione del problema deve essere fatto all interno del nucleo familiare. Sul piano dell educazione, è bene dare il buon esempio conferma il presidente - Ai genitori consigliamo di non enfatizzare la speranza di vincite milionarie, di non farsi accompagnare dai figli nelle ricevitorie o nelle sale giochi, di non farsi aiutare nei giochi di fortuna né di regalare giochi con vincite in denaro. Poiché ormai è possibile giocare anche on line, consigliamo di non fornire mai il proprio numero di carta di credito e di identità per nessun tipo di registrazione. E buona regola non lasciare i propri figli soli al pc, ma tenere in computer in una zona di passaggio e installare un filtro sul pc che prevenga l accesso a siti di scommesse, soprattutto se non legali. Da parte loro, i rivenditori devono rispettare la legge, controllare l identità dei giovani che si rivolgono a loro anche solo per comprare un gratta & vinci, evitando di vendere schedine e quant altro ai minori Il Moige: rischio dipendenza RACCOLTA SCOMMESSE SPORTIVE IN CAMPANIA RACCOLTA SCOMMESSE SPORTIVE IN CAMPANIA DIFFERENZA PERCENTUALE RELATIVA ALLA RACCOLTA DELLE SCOMMESSE SPORTIVE IN CAMPANIA DIFFERENZA PERCENTUALE RELATIVA ALLA RACCOLTA DELLE SCOMMESSE SPORTIVE IN CAMPANIA Diff. % Diff. % ,0 737,0-4,5% 772,0 737,0-4,5% * dati in milioni di euro, proiezione Agipronews su dati Monopoli di Stato * dati in milioni di euro, proiezione Agipronews su dati Monopoli di Stato INCHIOSTRO N. 1 PAGINA 6 RICHIESTE DIA AIUTO PERVENUTE

7 LEGALITÀ La commissione Ambiente riqualifica la Terra dei fuochi con i soldi della camorra Diamo scacco alle mafie Intervista con Isaia Sales: Chi ha inquinato deve bonificare il territorio Pagina a cura di Lucia Francesca Trisolini Riqualificare la Terra dei fuochi con i soldi sequestrati alla camorra: la Commissione Ambiente ha accolto la proposta di Raffaele Cantone, presentata dalla senatrice del Pd, Rosaria Capacchione. I 14 milioni di euro confiscati a Cipriano Chianese, avvocato di Parete e regista delle ecomafie per oltre vent anni, dopo esser confluiti nelle casse del Fondo unico per la giustizia gestito da Equitalia, serviranno a bonificare i territori contaminati. Restituire quel denaro alla Terra dei fuochi equivale a dire Loro hanno inquinato e coi loro soldi si disinquina : sarebbe un segnale di enorme importanza per i cittadini che avrebbero più fiducia nelle istituzioni - dice Isaia Sales, docente di Storia delle mafie nell Università Suor Orsola Benincasa. Significherebbe rimborsare la collettività dei danni procurati e dimostrare che tutto ciò che è conquistato con la violenza e con il crimine può essere restituito. Sales, approfondisce le questioni relative ai beni confiscati alla camorra e analizza i nuovi orizzonti della criminalità in Campania. Quali sono i problemi legati alla confisca dei beni? Bisogna distinguere due aspetti: uno relativo ai beni immobili e l altro alle attività produttive. Nel primo caso, grazie alla legge degli anni 90 fatta su pressione sociale di Libera, si è ottenuto il riuso sociale dei beni confiscati. Non di tutti i beni e non dappertutto: in alcuni posti, nonostante gli immobili siano stati acquisiti al patrimonio pubblico, sono ancora occupati dai famigliari di delinquenti. Gran parte di questi beni sono devastati, vandalizzati e quindi c è, ad oggi, un grosso problema di costi per riqualificarli, costi che i Comuni al momento non possono sostenere. Tuttavia l obiettivo di restituire alla collettività parte della ricchezza malavitosa può dirsi realizzato. Diverso è il discorso per le attività produttive. Ad oggi solo il 5% di questi beni sono stati rimessi in attività. Ciò significa che su più di 5000 imprese confiscate soltanto 90 sono state riattivate. Per quale ragione, secondo lei, è così difficile rimettere in attività le imprese confiscate? Qui subentrano problemi teorici che partono da ciò che si vuole intendere per impresa mafiosa. Si ritiene, cioè, che, poiché quell attività stava sul mercato ed era competitiva per gli elementi illegali presenti in essa sequestrando l impresa si ripristina una logica corretta di mercato. Così la pensano i magistrati e gli economisti, convinti che l economia criminale distrugga la ricchezza. E invece? L economia criminale fa circolare la ricchezza. L impresa sequestrata non è importante solo per chi la dirige e fa profitti ma è importante anche e soprattutto per chi ci lavora. Ed è a questo punto che si pone un problema sociale serio. I lavoratori che prima erano impiegati in un impresa di camorristi ma che non erano camorristi, ma semplici lavoratori, vedono che quando lo Stato interviene gli toglie il lavoro. Ad oggi ci sono imprese che rispettano le leggi di mercato e sono solo i capitali ad essere stati accumulati in modo scorretto. Penalizzare i lavoratori sarebbe tutt altro che positivo. Quale potrebbe essere, a suo parere, una possibile soluzione? Se un impresa è mafiosa, è necessario togliere la proprietà ai mafiosi ma senza chiudere l attività. Non si può ignorare il lavoratore, mostrare indifferenza al circuito della ricchezza che, pur partendo da un elemento malato, arriva a delle persone buone e pulite. L azienda, una volta sul mercato, diventa ridistributrice di ricchezza e la cosa importante è che di quella ricchezza non ne tragga profitto il mafioso ma che possano continuare a trarne profitto tutti gli altri non mafiosi. Uno degli obiettivi di un serio Movimento antimafia dovrebbe essere quello di non far mai rimpiangere al lavoratore l attività mafiosa che li impiegava e l unico modo per farlo è separare la proprietà dall attività. Qual è oggi il peso delle mafie nell economia? Le cifre parlano del 7% dell economia mondiale. Ma la globalizzazione ha fatto muovere i capitali anche a lunghissime distanze per cui è quasi impossibile capire qual è il loro peso effettivo. Anche i sequestri dei beni non sono altro che una parte di quelli che vengono scoperti. Le mafie più che organizzazioni criminali sono istituzioni con un loro codice, una loro legge che ha da sempre a che fare con l economia. Com è cambiata la camorra in Campania? La Camorra ha 200 anni. Durante questo tempo le modalità di fare ricchezza sono rimaste identiche: l uso della violenza, la capacità di non farsi punire, attraverso le relazioni che si stabiliscono con coloro che dovrebbero punire, e la capacità di non farsi considerare delinquenti. La Campania ha due camorre: una a Napoli città, con attività legate al vizio, alla prostituzione e una di provincia legata agli appalti e ai rifiuti. La Campania oggi continua a essere uno dei mercati della droga più importanti del mondo. Un mercato all aperto a Napoli città soprattutto nella zona di Scampia e Secondigliano, che continua a fare ricchezza. Oggi la Camorra dopo la Ndrangheta occupa una posizione internazionale e impressiona anche per la sua capacità di essere struttura, di muoversi a proprio agio nella modernità. Negli anni 60 o 70 nessuno lo avrebbe mai detto. Crede che ci sia stata una sottovalutazione di questa istituzione criminale? Lo Stato ha sottovalutato, per quasi 10 anni, le novità che intervenivano nelle mafie. Negli anni 70 era distratto dal terrorismo e non si è accorto che intanto la camorra compiva un salto di qualità, conquistava un piglio imprenditoriale. I camorristi diventavano imprenditori sia di legalità che di illegalità, ossia svolgevano attività illegali come una struttura aziendale. Poi abbiamo spostato l attenzione esclusivamente alla camorra di città, trascurando quella provincia e successivamente abbiamo guardato ai Casalesi dimenticando quello che avveniva in città. Quale mercato consente oggi maggiori guadagni? Il traffico della droga consente un utile che nessuna merce al mondo consente. Prima del 1970, quando la mafia è entrata nel mercato della droga, queste istituzioni non possedevano la ricchezza di adesso. I mafiosi erano benestanti nelle loro comunità, non ricchi. Oggi la criminalità, grazie al traffico di droga ha conquistato una ricchezza che non ha mai avuto nel passato in nessuna forma semplice o organizzata. Le mafie si adeguano ai tempi: nell 800 la convenienza era nel settore agricolo, negli anni 50 era l edilizia, la ricostruzione dell Italia, poi per un periodo ha funzionato benissimo il contrabbando di sigarette. Oggi il mercato della droga e quello degli appalti pubblici è il più redditizio. Qual è il rapporto tra i campani e la camorra? La camorra si configura come un sistema politico, fiscale, culturale ed economico che ha un grandissimo consenso perché attraverso l illegalità dà lavoro ai campani. Quando gira ricchezza, il consenso è assicurato. La causa della criminalità non è, quindi, la mentalità campana o italiana che sia. La forza delle mafie è nell economia e se ancora riescono a inserirsi nella vita economica del nostro paese significa che c è un mercato che li richiede, che richiede i loro servizi. Più che nella testa degli italiani, è necessario verificare se nell economia italiana o mondiale non ci sia qualcosa da rivedere. PAGINA 7

8 TRASPORTI Prossime fermate: Centro direzionale nel 2014 e Capodichino nel 2019 Metropolitana Garibaldi un treno per l Europa Alta affluenza a un mese dall inaugurazione, una crescita costante Pagina a cura di Paola Marano Sembra di essere in una grande città europea. E davvero una bella emozione. Giuseppe, studente di informatica della provincia, commenta così la sua prima attesa alla fermata della metro della Linea 1 di piazza Garibaldi. Federico II utilizzando il collegamento su ferro che dalla Stazione Centrale raggiunge la periferia nord di Napoli, passando per la collina e il centro antico della città. Inaugurata lo scorso 2 dicembre dal ministro Maurizio Lupi, la fermata ha aperto le corse al pubblico solo il 31 dicembre. Una tappa epica per Napoli, che sta cambiando le abitudini e gli stili di vita dei cittadini. Secondo dati forniti da Metronapoli, tra l ultima settimana del 2013 e la prima settimana di esercizio del 2014, si è riscontrato un incremento del 35% dei passeggeri. La crescita rimane costante anche il 7 gennaio, giorno di riprese delle attività scolastiche e lavorative. I pannelli in acciaio specchiante, pensati da Michelandei napoletani dinanzi al cambiamento. Diciotto chilometri di rete, percorsi in trentatré minuti per un totale di 17 fermate. Ostacolato da ritardi e incidenti di percorso, il traguardo segna la storia dei trasporti partenopei. L apertura di Garibaldi è un grande passo avanti per la città. Abbiamo lavorato senza sosta per portare a termine questo progetto e possiamo dire con orgoglio di avercela Ramaglia, amministratore delegato della società unica del trasporto. Seppur sull onda dell entusiasmo, qualche mancanza, Corso Umberto I, hanno deciso di abbandonare i mez- Medina in metrò. Nonostante usufruiscano della nuova tratta da più giorni, il senso di disorientamento ancora persiste a causa della carenza di indicazioni segnaletiche e di display che aggiornino i viaggiatori in merito alla frequenza delle corse, prevista ogni 8 minuti. Nella stazione di Toledo, che è passata dai 1600 ai 9000 transiti in sette giorni, le mappe della linea non sono ancora state aggiornate. Fondamentale per i due pendolari l apertura del sottopassaggio che metterà in comunicazione diretta l interno della struttura metrò con la stazione di Garibaldi Centrale. Un punto di snodo strategico che velocizzerebbe l accesso alle Ferrovie Nazionali, all Alta Velocità, alla Circumvesuviana e alla Linea 2 della metropolitana. Dopo l incorporazione di Metronapoli nell Azienda Napoletana Mobilità avvenuta a ottobre 2013, è stato necessario uno sforzo di sintesi e di sinergia per integrare le due realtà.-spiegano dall amministrazione di A.N.M. S.p.A.-la società unica attualmente esistente necessita un restyling della parte comunicativa, nella quale rientrano i servizi di informazione. Purtroppo i costi per un operazione del genere sono molto elevati, e non è stato possibile fornire indicazioni del tutto esaustive per gli utenti. Ma è un punto su cui lavoreremo. Per quanto riguarda il sottopassaggio, invece, Antonio e - Grande passo avanti per la città grazie alla collaborazione di tutti dei lavori in corso. Si aggiunge, poi, qualche altra seccatura: ascensori e scale mobili a intermittenza, obliteratrici che non marcano i titoli da viaggio, e macchinette per l acquisto dei biglietti fuori servizio. Piccoli nei di un tessuto suburbano che si estenderà sempre più. E previsto entro la - legamento con il Centro Direzionale, così come l apertura della stazione di Municipio. Scadall architetto Massimiliano Fuksas, il cui progetto ha subìto una variazione a seguito di ritrovamenti di reperti archeologici di Diciotto chilometri di rete percorsi in trentatré minuti straordinario interesse storico per la città. E per concludere la metropolitana svolterà in direzione Capodichino. Il comitato interministeriale per la programmazione ecoe stanziato i fondi necessari. Probabilmente il sogno europeo di Giuseppe e dei napoletani si realizzerà entro il Incremento del 35% degli utenti nella prima settimana del gennaio (giorno di ripresa delle attività): crescita costante Boom per Toledo: dai 1600 ai 9000 passeggeri in 7 giorni * dati forniti da Metronapoli INCHIOSTRO N. 1 PAGINA 8

9 TENDENZE Ssc Napoli Fantasy Manager: tutto il calcio partenopeo a portata di clic Apportata di mano: istruzioni per l uso My Artists, Skyscanner e Bitstrips: software per essere al passo con i tempi Pagina a cura di Germana Squillace È l utente il vero protagonista delle nuove applicazioni del 2014, scaricate sul cellullare. Ai primi posti della hit parade dell anno passato, programmi come Wechat, Whatsapp e Hangout, mettevano la comunicazione al primo posto.il nuovo anno ha incoronato fra le app più ambite quelle dove il consumatore non è passivo, ma deve interagire in prima persona. Tra i software più ricercati del 2014 si segnalano My Artists, Skyscanner, e Bitstrips. Il successo delle applicazioni dipende dalla categoria, dalla fascia di prezzo, dal marketing e dalla popolarità. Più i programmi sfruttano gli strumenti dei cellulari, quali fotocamera, videocamera e gps, più l esperienza sarà completa e gratificante per l utente. Se avete fatto della musica la vostra unica ragione di vita, allora My Artists 2.0 diventerà indispensabile sul vostro iphone, ipad o ipod Touch. Questo lettore musicale consente di ottenere foto, news, informazioni, album e tanto altro sui vari artisti presenti nell enorme database, preso direttamente da Last.Fm. Con un semplice click sul tasto Scopri è possibile vedere filmati del vostro artista preferito su Youtube, essere aggiornati sui suoi ultimi album o conoscere cantanti simili. Se invece siete degli instancabili viaggiatori, Skyscanner è l applicazione da scaricare. Resa recentemente compatibile con ios 6 e iphone 5, trova le date in cui i voli sono più economici, l aeroporto più vicino all utente e permette di condividere le informazioni di volo con i propri amici, la famiglia o i colleghi tramite , Facebook e Twitter. Per la prima volta un programma riunisce le varie offerte proposte dalle compagnie aeree dice Giuseppe V., uno studente di 28 anni. Infine Bitstrips è l applicazione per tutti coloro che si divertono a disegnare fumetti virtuali. Con questo software è possibile creare un avatar per esprimere il proprio stato d animo, mandare messaggi ai propri amici e scegliere tra più di 2000 scene personalizzabili. E una delle app più popolari e di tendenza del momento - dice Rosa G., studentessa di 23 anni. Mi diverto a creare vignette con dialoghi avvenuti realmente e che meritano di essere resi pubblici. L applicazione sta spopolando su Facebook, dove si cerca di far sentire partecipi i propri amici in maniera sempre più realistica. Uno dei suoi punti di forza non è dato solo dalle vignette, ma dagli avatar stessi. Alessandra D., studentessa di 24 anni dice Potendo scegliere da chi farmi rappresentare ho scelto una proiezione migliorata di me stessa. Sembra che Bitstrips faccia bene anche alla propria autostima. Come costruire la squadra dei sogni Se a Napoli il calcio è una fede, anche le applicazioni non fanno eccezione: in città il software più scaricato del 2014 è la nuova versione di SSC Napoli Fantasy Manager. Il programma è già disponibile per il download su smartphone Android e iphone ed è scaricabile dall App Store o da Google Play. Ogni appassionato di calcio ha sempre desiderato di poter dirigere la propria squadra del cuore. Il fantasy manager del team partenopeo permette al tifoso di ingaggiare i migliori giocatori del mercato per creare la rosa adatta a vincere i vari campionati o le amichevoli, sfidando utenti di tutto il mondo. Grazie a questa app posso giocare dovunque. Tramite il mio cellulare posso decidere chi mandare in campo, controllare il torneo, o semplicemente consultare la rosa della mia squadra senza perdermi niente, dice Antonio G., 25 anni, perito elettronico. Giocare è facile. La sessione di calcio mercato permette di selezionare i giocatori del team, in alternativa la formazione può essere affidata al computer e scegliere di intervenire sulle decisioni solo in un secondo momento. Con questa app game si è sia allenatori che manager. Una parte del gioco consente di mettere da parte i soldi degli incassi dello stadio per poter costruire strutture ricettive di ogni sorta, dal museo della squadra al centro commerciale. Quante più ricchezze si accumulano, più si ha la possibilità di acquistare calciatori di livello che danno forza alla squadra. L applicazione prevede anche una sezione Messaggi in cui è possibile scambiare informazioni e tattiche con altri utenti-amici del gioco. SSC Napoli Fantasy Manager 2014 ha avvicinato ancora di più i tifosi al team partenopeo, anche se come afferma Vittorio P., studente di 24 anni, questa app non sostituisce l amore e l interesse per la squadra reale. LE PIÙ SCARICATE DEL 2014 GRATIS 0,75 3,99 TUBE NOW Mentre si sta guardando un video è possibile comporre sms o avviare altre applicazioni come Facebook e Google. Scarica l app da Google Play INSTANT Il ritorno della Polaroid. L applicazione imita il funzionamento della classica macchina fotografica istantanea polaroid, con effetti visivi e sonori realistici. Scarica l app da Google Play SWIFT KEY Il programma che legge nel pensiero. Questa applicazione sostituisce la tastiera del telefono o del tablet prevedendo la prossima parola prima che tu la scriva. Scarica l app da Google Play PAGINA 9

10 ISTRUZIONE Come internet e la crisi stanno cambiando la cultura Da grande voglio fare il direttore Al Suor Orsola nasce un master ad hoc e gli operatori si incontrano al Trianon Spettacoli ed eventi dal vivo? Sono il frutto di una vera e propria gestione aziendale : parola di Stefano Valanzuolo (nella foto), direttore artistico del Ravello Festival. Secondo il critico musicale, gli obblighi di rendicontazione dei fondi europei implicano la padronanza delle tecniche di gestione dell impresa. Ecco perché i festival sono sempre più spesso gestiti come aziende. pagina a cura di Ciriaco M. Viggiano Una rubrica telefonica sterminata non basta. Non sono sufficienti amicizie con artisti né agganci nelle agenzie. Quello del direttore artistico non è un mestiere per tutti. Vuoi per il boom delle tecnologie, che hanno trasformato il mondo degli spettacoli, vuoi per la crisi economica, che ha ridotto il numero degli spettatori. La figura del direttore di eventi culturali ha subito profonde trasformazioni negli ultimi trent anni. Un tempo, per allestire un cartellone di buon livello bastavano passione e amicizie. Oggi non è più così. Occorre delineare eventi più ampi, capaci di attirare il grande pubblico, e indovinare i canali giusti di finanziamento. Se, negli anni Ottanta, sponsor e istituzioni potevano assicurare una maggiore quantità di risorse, nel 2014 i modelli sono cambiati.la strada maestra è quella dei fondi europei, che impongono una serie di adempimenti e obblighi di rendicontazione. A spiegarlo è Stefano Valanzuolo, direttore artistico del Ravello Festival: Bisogna essere esperti di gestione aziendale: ogni kermesse è un azienda con organigramma, mansioni che non possono sovrapporsi e risorse da gestire in modo rigoroso. Intercettare i fondi europei implica un attività di programmazione per la quale i tempi sono spesso molto stretti. Risultato? I finanziamenti arrivano a pochi mesi dalla data dell evento, complicandone non poco la gestione. Alla questione economica si è poi aggiunto il boom della tecnologia. Il web agevola i contatti tra artisti, agenti, manager e direttori delle kermesse. Internet ha favorito sistemi di comunicazione più efficaci e relazioni internazionali più forti spiega Onofrio Piccolo, direttore artistico di Pomigliano Jazz Grazie alla rete è possibile apprendere informazioni, conoscere gli interpreti e stipulare contratti a migliaia di chilometri di distanza. Ma le tecnologie vanno padroneggiate perché da sole non possono fare la professione. In questo contesto, una formazione professionale ad hoc diventa una soluzione obbligata. Ne è certo pure Luca De Fusco, direttore del Napoli Teatro Festival e del Teatro Stabile: In Italia e nel mondo, quello degli eventi culturali dal vivo è un settore in espansione ma privo di figure professionali specifiche. Occorrono soggetti dotati di competenze manageriali e culturali, in grado di strutturare manifestazioni di grande spessore. Il che vale soprattutto per kermesse come Giffoni Experience, attive 365 giorni l anno e articolate in molteplici attività: Un semplice direttore artistico non basta, bisogna trasformarsi in managing director aggiunge il patron di Giffoni Claudio Gubitosi La capacità di immaginare il futuro va associata alle competenze amministrative. In questi giorni, dunque, l università Suor Orsola Benincasa di Napoli ha lanciato il primo master italiano in direzione artistica dello spettacolo dal vivo per formare le diverse figure professionali del settore: direttore artistico di teatri e festival, organizzatore dello spettacolo dal vivo, amministratore di compagnia, addetto a comunicazione, promozione e ufficio stampa. Napoli vanta una straordinaria tradizione artistica: non è un caso che qui abbia sede il San Carlo, il teatro lirico più antico d Europa sottolinea il rettore Lucio D Alessandro Questo patrimonio di stimoli, culture e gestualità non può essere lasciato a professionisti improvvisati, ma va implementato introducendo percorsi di alta formazione. La tecnologia ha cambiato ruolo del direttore di eventi dal vivo: è il parere di Onofrio Piccolo (nella foto). Un tempo, per inviare un contratto negli Stati Uniti si utilizzava la posta prioritaria spiega il direttore artistico di Pomigliano Jazz Oggi, internet ci consente di delineare sistemi di comunicazione più efficaci e instaurare relazioni più forti, risparmiando tempo e risorse. Claudio Gubitosi (nella foto), fondatore e direttore artistico di Giffoni Experience: Un vero managing director deve abbinare la capacità di immaginare il futuro a quella di padroneggiare l aspetto amministrativo di una kermesse, senza aver paura di mettere in cantiere idee progettuali destinate a concretizzarsi a lungo termine. La prima cineteca campana dedicata ai giovani, nuovi percorsi espositivi e un arena da 6000 posti per i grandi eventi dal vivo: ci sarà questo e molto di più nella Giffoni Multimedia Valley. Dalla Regione Campania è in arrivo l ok al progetto, ideato più di dieci anni fa dal managing director Claudio Gubitosi. Nel piccolo centro del Salernitano, dal 1971 location del più grande evento cinematografico dedicato ai ragazzi, troveranno spazio anche il museo Testimoni del tempo e due sale da 800 e 400 posti. Giffoni si conferma industria della cultura sottolinea Claudio Gubitosi La realizzazione della Multimedia Valley rafforzerà un brand conosciuto in tutto il mondo e alimenterà l economia della regione. La Multimedia Valley completerà l evoluzione di una kermesse che, a distanza di 44 anni, continua a incantare grandi e piccoli. Edoardo Bennato e Lina Sastri saranno ospiti degli Stati generali della musica e dello spettacolo in Campania, in programma al Teatro Trianon dal 28 al 30 gennaio. Ad aprire la kermesse, ideata da Giorgio Verdelli, sarà Massimiliano Pani: martedì 28 alle 17, il compositore milanese discuterà del rapporto tra la madre Mina e la città di Napoli. Il giorno dopo sarà la volta di Ernesto Assante e Gino Castaldo, impegnati in una lezione-spettacolo alla quale parteciperanno anche Rocco Hunt, Daniele Sepe, Enzo Gragnaniello, Lina Sastri e Daniele Sanzone degli A67. Protagonista dell appuntamento di giovedì 30 sarà Edoardo Bennato. A seguire, il dibattito sul legame tra educazione musicale e infanzia: al tavolo dei relatori siederanno Toni Esposito, il commissario del conservatorio San Pietro a Majella Achille Mottola e il Garante per l infanzia Vincenzo Spadafora. In Italia, proprio come nel resto del mondo, il settore degli spettacoli dal vivo conosce un momento di forte espansione : secondo Luca De Fusco (nella foto), direttore del Napoli Teatro Festival e del Teatro Stabile di Napoli, per organizzare manifestazioni di alto livello è indispensabile il giusto mix di competenze culturali e manageriali. INCHIOSTRO N. 1 PAGINA 10

11 SPETTACOLI La drammaturgia contemporanea rompe gli schemi tradizionali e sceglie altri spazi Teatro senza frontiere Anche i Quartieri spagnoli diventano palcoscenico Con Dignità Autonome di Prostituzione il teatro tradizionale rompe gli argini per straripare in un mondo alternativo, senza consuetudini, dedicato alla drammaturgia contemporanea che instaura un rapporto diretto e immediato con il pubblico. Si tratta di reali provocazioni volte a cambiare il volto del teatro contemporaneo, a innovare, a sperimentare o semplici operazioni di marketing con l obiettivo di riempire le platee e ottenere il sold out? Dignità Autonome di Prostituzione non è un caso isolato. Nel 2008, al Teatro Italia Festival va in scena Come se nulla fosse avvenuto. Roberto Andò propone l idea di un teatro che punta sulla narrazione. Il luogo scelto è la Darsena Acton, spazio del porto di Napoli oggi chiuso al pubblico, perché sede della Marina militare. Sempre per il Teatro Italia Festival un omaggio a un capolavoro della letteratura russa e a una Napoli, sorprendentemente simile alla San Pietroburgo descritta da Dostoevskij: i Quartieri Spagnoli si prestano a una speciale versione di Delitto e Castigo. Un altro esempio di teatro che esce fuori dal palcoscenico è Under Ground. Interazioni nei sottosuoli dell arte. Nei sotterranei della metro, dal 9 Gennaio al 2 Febbraio, le stazioni dell arte si trasformano in teatri di posa in cui figuranti d eccezione interagiscono con opere e installazioni. Tra i più recenti, Do not disturb al Chiaja Hotel de Charme, il format teatrale che trasforma le stanze d albergo in palcoscenici, che ha per filo conduttore l erotismo. Gli spettatori si introducono nella stanze di due coppie che hanno appena terminato di fare l amore ed è in quei discorsi che vengono dopo il sesso che si metteranno a nudo personaggi, dinamiche e storie avvolte dal buio della segretezza. Luciano Melchionna, invece, si serve del metateatro plautino per provocare, divertire ed emozionare la platea, rompendo però con la tradizione. In Diglità Autonome di Prostituzione il luogo scenico diventa un postribolo in cui lo spettatore/cliente munito di dollarini (il denaro locale ricevuto con il biglietto d ingresso) paga le performances degli attori/prostitute scelte, contrattando direttamente con loro o con le maitresses tenutarie della casa. Gli attori vendono i propri monologhi, la propria arte. Ogni pillola di teatro, della durata di circa 10 minuti che hanno luogo nei posti più disparati (automobili, camerini, uffici, sottoscala), avrà il compito di avvincere lo spettatore, solleticandolo. Lo spettacolo di Luciano Melchionna al Bellini pagina a cura di Valentina Trifiletti A grande richiesta riapre la casa chiusa di Papi Melchionna. Dal 23 Gennaio Dignità Autonome di Prostituzione torna al teatro Bellini di Napoli per trascinare gli spettatori in un mondo frivolo e vanitoso solo all apparenza. E la quarta volta che Luciano Melchionna, attore e regista, propone questo spettacolo al pubblico partenopeo. Gli spettatori, muniti di dollarini (il denaro ricevuto al botteghino insieme al biglietto d ingresso) reclutano gli attori/prostitute per godere delle pillole di teatro preparate da Melchionna. Questo spettacolo è una provocazione? Si, anche se l idea di realizzare questo format avviene prima dei tagli al Fus (Fondo unico per lo spettacolo). Però, nonostante sia troppo arbitraria l assegnazione delle sovvenzioni statali, la provocazione non è solo rivolta alle istituzioni, ma anche all attore. E un esortazione a non svendersi in ogni caso e in qualsiasi contesto. Mi paghi prima e anche dopo, se ti è piaciuto!, che vuol dire? E una frase provocatoria dedicata alla riscoperta dell attore, dell artista e dell intuizione della performance. In generale, non vi è una grande percezione del teatro e delle sue potenzialità. Volevamo giocare sul fatto che lo spettatore mentre prima ha contrattato il prezzo della prestazione, come se fosse alla fiera delle vacche, dopo aver fruito della pillola di teatro ed essersi emozionato, stabilisce che quello che ha appena visto ha un valore inestimabile e sarebbe disposto a pagare ancora. Dignità Autonome di Prostituzione è andato in scena anche in Spagna. Come ha reagito il pubblico spagnolo? La cosa sconvolgente di questo spettacolo è che è assolutamente trasversale, adatto a un pubblico di qualsiasi età e nazionalità. La reazione del pubblico spagnolo è assolutamente identica a quella del pubblico italiano. Ho un profondo rispetto verso lo spettatore che a prescindere da età, sesso o nazione, non va deriso, non va preso in giro ma va coccolato, guidato alla fruizione dello spettacolo. Da cosa è nata l idea di questo format estremamente particolare? Parecchi anni fa ho ideato il sistema delle pillole di teatro, allestivo stanzette in cui l attore si esibiva, che inserivo poi in altri contesti. L ho fatto anche in uno spazio gestito da Elisabetta Cianchini e così è venuta l idea, anche ha cominciato a ruotarmi in testa ad Amsterdam. In occasione del mio primo film Gas ho visto le prostitute della zona rossa e da lì è venuta l idea di creare una casa chiusa dell arte per proteggere questi artisti e dargli opportunità di esibirsi. Ci racconta qualche aneddoto accaduto nel corso di tutti questi anni? Qualche anno fa a Milano arrivarono degli spettatori russi convinti che si trattasse realmente di un bordello. Un aneddoto davvero particolare è legato alle primissime messe in scena. Inizialmente, infatti, non avevo previsto il pagamento di un biglietto, ma facevo pagare direttamente il pubblico come se fosse una questua rischiando l arresto. Sono stato ore negli uffici della Siae cercando di spiegare il concept dello spettacolo e chiedendo anche aiuto a loro. Da questa cosa è nata l idea dei dollarini. Cosa consiglierebbe a un giovane che si affaccia al mondo del teatro visti i tempi duri che attraversa il settore dell arte? L unica cosa che voglio fare è raccontare il mio percorso, descrivere il fuoco sacro che è dentro di me e che non sono mai riuscito a spegnere, neanche quando ho tentato di cambiare strada. Non ho mai smesso di crederci, è questa la verità. Inchiostro Anno XIV numero 1 21 gennaio Periodico a cura della Scuola di giornalismo diretta da Paolo Mieli nell Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Direttore editoriale Lucio d Alessandro Direttore responsabile Pierluigi Camilli Coordinamento scientifico Arturo Lando Coordinamento redazionale Alfredo d Agnese Carla Mannelli Alessandra Origo Guido Pocobelli Ragosta Caporedattore Valentina Trifiletti Capi servizio Francesco Ungaro Ciriaco M. Viggiano In redazione Rita Murgese Paola Marano Vincenzo Nappo Germana Squillace Claudio Pellecchia Lucilla Trisolini Roberto Panetta Grafica Biagio Di Stefano Fotocopertina per gentile concessione di Sergio Siano Spedizioni Enrico Cacace, tel Editore Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Napoli via Suor Orsola 10 Partita Iva Redazione Napoli via Suor Orsola 10 tel /226/234 fax Registrazione Tribunale di Napoli n del 2/5/2001 Stampa Imago sas di Elisabetta Prozzillo Napoli via del Marzano 6 Partita Iva PAGINA 11

12 Giuseppe Catozzella Non Giuseppe dirmi che Catozzella hai paura Non dirmi che hai paura Informazione pubblicitaria Vi auguro la commozione e la rabbia che ho provato Vi auguro la commozione quando ho letto e la rabbia che ho provato Non dirmi che hai paura. quando ho letto Non dirmi che hai paura. Carlo Feltrinelli

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