Gli ebrei nell Italia fascista

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1 MASARYKOVA UNIVERZITA Filozofická fakulta Ústav románských jazyků a literatur Gli ebrei nell Italia fascista Lo sviluppo e gli obiettivi della politica razziale in Italia VEDOUCÍ PRÁCE: Mgr. Zuzana Šebelová VYPRACOVALA: Jana Bartošová Brno 2006

2 ČESTNÉ PROHLÁŠENÍ Prohlašuji, že jsem bakalářskou práci vypracovala samostatně a že jsem uvedla všechny prameny, jichž jsem použila. V Brně, Podpis 2

3 Vorrei ringraziare la docente Mgr.Zuzana Šebelová per avermi aiutata nella stesura e nella revisione finale di questa tesi. Jana Bartošová 3

4 Indice 1. Introduzione p Cronologia della persecuzione degli ebrei p La situazione negli anni 20 e 30 p La campagna di stampa antisemita prima del 1938 p L idea fascista della razza prima del 1938 p Le leggi razziali p La situazione degli ebrei tra il 1938 e il 1943 p Lo sviluppo della situazione nella Repubblica sociale italiana p I Campi di concentramento fascisti p Campo di Fossoli p Campo di Bolzano-Gries p Campo di Risiera di San Sabba p Il carcere di San Vittore p Le cifre delle deportazioni in Italia p Gli ebrei deportati dall Italia per provincia di arresto p Gli ebrei in Italia nel 1938 p Testimonianze p Conclusione p Bibliografia p. 51 4

5 1. Introduzione La questione degli ebrei durante il periodo fascista è stata scelta come tema della presente tesi soprattutto perché si vuole approfondire il quesito della politica razziale del regime fascista ed i suoi obiettivi. La scelta di trattare questo tema è motivata non solo dalla intenzione di conoscere la posizione del regime fascista riguardo agli ebrei e dalla voglia di scoprire se anche in Italia gli ebrei vennero perseguitati come in altri paesi europei. L altro motivo della scelta di questo tema è il desiderio di ricordare una pagina della storia ebraica, ma anche della storia umana, segnata tragicamente da martiri, esodi, persecuzioni. Ricordare doverosamente le offese alla dignità umana, le persecuzioni di persone innocenti, gli stermini di massa. Abbiamo ammesso per ipotesi che la posizione degli ebrei durante il ventennio fascista mutasse e che variasse anche l atteggiamento del governo fascista verso gli ebrei. Verificare questa ipotesi sarà dunque lo scopo del presente lavoro. Cercheremo di verificare quest ipotesi utilizzando le fonti che trattano la questione degli ebrei in Italia nella prima metà del Novecento, la storia d Italia, la storia dell Olocausto. L ordine in cui viene svolta la presente tesi è cronologico. Subito all inizio sarà presentato l odine cronologico della persecuzione degli ebrei. Come punto di partenza per questa tesi abbiamo stabilito gli anni 20, cioè gli anni dell avvento del fascismo al potere, e da quel momento seguiremo lo sviluppo della questione ebraica. Saranno menzionati gli avvenimenti che influirono sullo status degli ebrei nella società italiana e non dimenticheremo di presentare le loro conseguenze. In un capitolo saranno riportati i numeri esatti dei deportati e dei liberati. Un capitolo sarà dedicato alle testimonianze di alcuni ebrei italiani sopravvisuti, testimonianze che cercheremo di analizzare. 5

6 2. Cronologia della persecuzione degli ebrei Come primo capitolo presentiamo in ordine cronologico la storia della persecuzione degli ebrei durante il ventennio fascista. Le date sono raccolte dai testi di Liliana Picciotto Fargion Gli ebrei in provinicia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione 1 e dalla Storia degli italiani 2 di Giuliano Procacci. 23 maggio Benito Mussolini fonda a Milano il primo Fascio di combattimento 28 ottobre i fascisti effettuano la Marcia su Roma, il giorno seguente il re Vittorio Emanuele III incarica Mussolini di formare il nuovo governo 11 novembre vengono firmati i Patti Lateranesi tra l Italia e Chiesa cattolica 11 ottobre La Società delle Nazioni sanziona l Italia per l invasione in Etiopia 9 maggio finisce la guerra etiopica con la vittoria dell Italia 18 luglio scoppia la guerra civile in Spagna che vede in lotta il Fronte Popolare, che è al potere dalle elezioni del 1936, e la Falange, una forza ideologicamente vicina al fascismo. Mussolini e Hitler appoggiano ufficialmente la Falange diffusione dell antiebraismo nella stampa italiana febbraio Il Ministero dell Interno ordina il censimento della religione professata maggio Hitler visita l Italia 14 luglio sui maggiori quotidiani nazionali è pubblicato il Manifesto della Razza 22 agosto censimento speciale degli ebrei dal quale risultano persone con un genitore ebreo, persone effetivamente ebree 1-2 settembre il Consiglio dei Ministri approva i primi decreti antiebraici 5 settembre sono varati i Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista 7 settembre entrano in vigore i Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri 23 settembre vengono istituite scuole elementari per fanciulli di razza ebraica 15 novembre viene pubblicata una Integrazione e coordinamento in testo unico delle norme già emanate per la difesa della razza nella Scuola Italiana 1 L.P.Fargion, Gli ebrei in provinicia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione, Arcadia Editore, Milano 1992, pp. 7, 8, 9, G.Procacci, Storia degli italiani, Gius.Laterza &Figli S.p.A., Roma-Bari

7 17 novembre sono promulgati i Provvedimenti per la razza italiana 29 giugno è pubblicata la Disciplina per l'esercizio delle professioni da parte dei cittadini di razza ebraica 7-8 aprile l Italia conquista l Albania 22 maggio firma del Patto d Acciaio; accordo tra i governi dell Italia e Germania 1 settembre la Germania invade la Polonia, inizia la Seconda guerra mondiale 4 settembre Mussolini firma il decreto che approva l istituzione dei primi 43 campi di internamento per cittadini di paesi nemici 10 giugno l Italia dichiara guerra alla Francia e all Inghilterra, comincia l internamento degli ebrei italiani e stranieri considerati pericolosi 28 ottobre l Italia atacca la Grecia 6 aprile l Italia invade la Jugoslavia che viene in parte annessa all Italia maggio viene decretato il lavoro obbligatorio per alcune categorie di ebrei italiani maggio-giugno in Italia comincia l istituzione dei campi di internamento e lavoro obbligatorio per gli ebrei italiani 10 luglio sbarco degli Alleati in Sicilia 15, il 25 luglio l Italia consegna alla polizia tedesca gli ebrei di nazionalità tedesca rifugiatesi nella Francia sudorientale occupata dall Italia. Trasferimento degli internati del campo degli ebrei, per la maggior parte stranieri, da Ferramonti a Bolzano 25 luglio caduta di Mussolini estate il nuovo governo del generale Badoglio lascia in vigore le leggi razziali 8 settembre l armistizio fra il Regno d Italia e gli Alleati. Fuga del re e del governo italiano al Sud 10 settembre inizia l occupazione militare tedesca dell Italia settentrionale settembre prima deportazione di ebrei arrestati a Merano e primi massacri degli ebrei in Italia; sul Lago Maggiore 23 settembre costituzione di un nuovo governo in Italia settentrionale e centrale da parte di Mussolini. La polizia tedesca inserisce ufficialmente gli ebrei di cittadinanza italiana tra quelli sottoposti alla deportazione 7

8 16 ottobre la polizia tedesca attua a Roma un rastrellamento di ebrei per un totale di persone. Dopo due giorni vegono deportate ad Auschwitz persone 14 novembre1943- con il Congresso di Verona- è approvato il nuovo programma del Partito fascista repubblicano. Nascita ufficiale della RSI 30 novembre pubblicazione dell ordine di polizia del Ministero dell Interno che prescrive di arrestare gli ebrei di tutte le nazionalità e di sequestrare tutti i loro beni 5 febbraio il capo della Polizia della RSI ordina al prefetto di Reggio Emilia di consegnare ai tedeschi gli ebrei italiani arrestati. In seguito gli ebrei sono trasferiti al campo nazionale di Fossoli febbraio partono i primi convogli di ebrei da Fossoli per Auschwitz 23 marzo massacro alle Fosse Ardeatine a Roma; tra i 335 uccisi 77 sono ebrei 4 giugno liberazione di Roma fine luglio- inizio agosto si chiude il campo di Fossoli, il campo nazionale si trasferisce a Bolzano 24 febbraio l ultimo convoglio di ebrei deportati dall Italia 25 aprile liberazione dell Italia settentrionale 8

9 3. La situazione negli anni 20 e 30 Al fine di chiarire l atteggiamento della politica fascista nei confronti degli ebrei riteniamo all inzio necessario presentare la situazione nella quale si trovano gli ebrei viventi in Italia nel periodo dell avvento del fascismo al potere. Dobbiamo rilevare che gli ebrei pur costituendo una minoranza nella società italiana, sono molto assimilati alla popolazione italiana. Prima del fascismo la società non teme di affidare agli ebrei i posti e ruoli importanti e dunque il fascismo, come nuovo partito e nuova ideologia, nei suoi inizii non trova molti ebrei all opposizione. Dall avvento del fascismo al potere e durante gli anni 20 il regime fascista non rompe neppure i rapporti tra gli ebrei e il resto della società. Nella riunione in piazza San Sepolcro a Milano del 23 marzo del 1919 tra i 119 fondatori del partito fascista ci sono anche 5 ebrei. Più di 230 ebrei partecipano alla Marcia su Roma e gli ebrei iscritti al partito fascista sono 746. A Fiume insieme a D Annunzio ci sono ebrei, tra i quali Aldo Finzi che poi diviene sottosegretario agli interni di Mussolini e membro del Gran consiglio. Mentre un altro ebreo Dante Almansi occupa il posto di vice capo della polizia fascista. Guido Jung è eletto deputato e tra gli anni è nomimato Ministro delle Finanze. Maurizio Rova diviene vicegovernatore della Libia, governatore della Somalia e generale della milizia fascista. 3 L anno successivo i Patti Lateranesi del 1929 Mussolini fa elaborare la Legge Falco sulle comunità israelitiche italiane. In conseguenza a tale legge le piccole Comunità vengono assorbite dalle grandi, che assumono il compito di custodire il loro patrimonio storico e artistico. 4 In questo modo molte Comunità delle piccole città, ormai molto assotigliate in seguito al continuo esodo degli ebrei verso le le grandi città, smettono di esistere autonomamente. Comunque la legge è accolta molto favorevolmente dagli ebrei. Ma non si è trattato piuttosto di un modo del fascismo di garantirsi un controllo sulle comunità ebraiche? 3 I dati forniti da M. Avagliano, Ebrei e fascismo, trovati sul sito Ebrei in Italia nei primi anni del Fascismo, le informazioni di questo sito sono tratti da un volume pubblicato nel 1961 dall'histadruth Hamorìm (Associazione Insegnanti Ebrei d'italia - Milano) a seguito di un seminario organizzato nel 1959 a Vigo di Cadore) 9

10 Possiamo osservare un fatto interessante, cioè che il governo elabora dei provvedimenti affinché si rafforzi la posizione del Paese anche nella Società delle Nazioni: per esempio i consoli italiani persuadono gli ebrei italiani all estero di non rinunciare alla cittadinanza italiana; diventa altresì più facile iscriversi alle università italiane da parte degli studenti stranieri che provengono da paesi dove è in vigore il numerus clausus; dopo l avvento di Hitler al potere, nel 1933, i profughi ebrei dalla Germania vengono accolti e il loro stanziamento in Italia non viene ostacolato dalle autorità, in particolare il Ministero degli Esteri dà il permesso a tutti gli ebrei, che lo desiderino, di venire a stabilirsi in Italia, a condizione che non si tratti di persone che hanno partecipato ad attività antifasciste. 5 Ai poveri viene data assistenza, mentre per i ricchi diventa più facile trasferire i soldi nelle banche italiane. Nel 1938 sono già presenti in Italia più di ebrei soprattutto tedeschi ed austriaci stabilitisi per la maggior parte nelle città di Bolzano, Milano, Roma, Fiume e Genova. 6 Come potrebbero essere spiegati tali passi compiuti dal governo fascista? Da una parte nella stampa apparivano articoli di contenuto antisemita, di cui parleremo dettagliatamente nel capitolo seguente, dall altra lo Stato italiano accoglieva i profughi ebrei. Abbiamo certamente detto che furono varati provvedimenti affinché si rafforzasse la posizione dello Stato Italiano all interno della Socità delle Nazioni, ma perché allora tollerare la pubblicazione di stampa antiebraica se appunto essa poteva suscitare apprensione? Notiamo dunque chiaramente una certa contraddizione. Nonostante i passi solidari del governo fascista nei confronti dei profughi ebrei, possiamo registrare alcuni segni premonitori del radicale cambiamento in senso antisemita. Lo testimonia nel 1934 l avvenimento, menzionato nel libro Italia Judaica, Gli Ebrei nell Itallia unita , dell arresto di 17 persone, tra le quali alcuni ebrei, accusate di antifascismo poiché tentavano di introdurre in Italia materiale propagandistico antifascista. 7 Un altra testimonianza dell aggravamento della situazione si manifesta per esempio nel 1936 a Tripoli dove i capi della Comunità ebraica vengono fustigati in pubblica piazza perchè gli ebrei di Tripoli rifiutano di aprire negozi il sabato. 8 5 Cfr. M. Avagliano. 6 Cfr. ivi. 7 Cfr. S. Minerbi, cap. I prodromi dell antisemitismo fascista nei documenti dell Archivio sionistico, Italia Judaica, Gli Ebrei nell Itallia unita , Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, Roma 1993, p Cfr. M. Avagliano. 10

11 Ad un evidente cambiamento contribuisce anche la conquista dell Etiopia, allorquando il regime acquisisce per così dire un respiro più nettamente imperiale e l Italia comincia a rilevare umori e atteggiamenti più razzisti. Così assistiamo all inizio dell evoluzione in senso razzista di Mussolini. Il 1 aprile 1936 Mussolini dà istruzioni per un orientamento più filotedesco e quasi contemporaneamente appaiono i primi articoli razzisti sul giornale Popolo d Italia. E per dare un esempio aggiungiamo il punto di vista del gerarca fasista Farinacci, il quale ritiene l antisemitismo necessario per rendere totale l alleanza con la Germania 9. Il leader sionista, Nahum Goldmann, crea nel 1936 il Congresso mondiale ebraico che si tiene a Ginevra tra l 8 e il 15 agosto, durante il quale si discute del peggioramento della situazione degli ebrei europei. 10 Qualche mese dopo, Goldmann esprime in una sua lettera preoccupazione per la campagna antisemita lanciata da Farinacci sul Regime fascista. Si ricorda a proposito che questo quotidiano pubblica il 12 settembre 1936 un articolo di notevole importanza nel quale si dice tra l altro: Perché non sono ancora insorti contro i loro correligionari, autori di stragi, distruttori di chiese, seminatori di odi, sterminatori audaci e malvagi di cristiani? 11. Vediamo che già durante gli anni 20 e 30 l atteggiamento del regime nei confronti degli ebrei comincia a mutare. Gli ebrei italiani, molto assimilati alla società maggioritaria, si trovano improvvisamente davanti ai nuovi attacchi con i quali devono confrontrasi e il regime fascista come se volesse ora ricordare le vecchie accuse contro gli ebrei, l antica maledizione del popolo ebraico, la loro presunta pericolosità per lo stato. Dall intervento di Goldmann possiamo capire che già negli anni 30 gli ebrei manifestano la preoccupazione per l atmosfera antiebraica che si crea in Italia. Ed è importante sottolineare che ciò avviene ancor prima delle leggi razziali e delle conseguenti persecuzioni. Temono forse che l Italia addotti una posizione verso gli ebrei simile a quella della Germania? Se il loro timore fosse giustificato o no, lo cercheremo di verificare. Abbiamo già rilevato che i primi attacchi del regime fascista contro gli ebrei si effettuano attraverso la stampa. E appunto la campagna di stampa antisemita italiana è trattata nel prossimo capitolo. 9 Cfr. S. Minerbi, Italia Judaica, Gli Ebrei nell Itallia unita , op.cit., p Ivi, p Cfr. ivi, p

12 4. La campagna di stampa antisemita prima del 1938 Come abbiamo già detto nel precedente capitolo intendiamo riportare una rassegna di articoli di stampa antisemiti che appaiono sui giornali italiani ancora prima della promulgazione delle leggi razziali. Come abbiamo visto al Congresso mondiale ebraico oltre alla situazione degli ebrei nei diversi paesi europei viene discussa anche la campagna di stampa antisemita che inizia in Italia nei mesi di marzo, aprile e maggio 1937, la quale oltre a tutto preannuncia il clima a venire. In Italia infatti vari giornali trattano la questione ebraica, si può menzionare ad esempio il quotidiano romano Il Tevere, che si distingue per il suo attivo antisemitimo pur potendosi considerare di poca importanza data la piccola tiratura; il 30 marzo 1937 pubblica il seguente articolo:...la teoria razzista italiana è basata sulla dignità biologica della quale l Italia avrebbe avuto bisogno mentre continuava la sua espansione imperiale. Solo individui del sangue inquinato potevano avere delle idee internazionaliste; questo era il caso degli ebrei, ebrei mimetizzati, mezzi ebrei, un quarto di ebrei. L Italia aveva bisogno di una politica per la difesa ed il rafforzamento della razza, una politica della purificazione 12 Inoltre la stampa antiebraica mette in rilievo l alta percentuale di ebrei tra gli scrittori, i filosofi, gli uomini politici, i giuristi. Il quotidiano fa eco ad articoli antisemiti pubblicati in Inghilterra, Francia e Ungheria. Il 17 aprile 1937 Il Tevere pubblica un catalogo dei crimini ebraici in vari paesi, dove tra l altro si dice: La stampa britannica è controllata dagli ebrei; nell Unione Sovietica gli ebrei sono responsabili del terrore (...); in Francia la politica estera ed interna è nelle mani degli ebrei e dei massoni; gli ebrei palestinesi sono in connivenza con la Spagna rossa 13. I giornali italiani più importanti basano la loro campagna antisemita sulle tesi esposte nel libro di Paolo Orano, rettore dell Università di Perugia, Gli ebrei italiani (Mondadori, 2001) pubblicato in prima edizione nell aprile In questo libro Oriani tra l altro chiede agli ebrei di diventare in tutto e per tutto italiani, di prendere le distanze dal sionismo e di tagliare i ponti con gli ebrei dei paesi liberal-democratici per sostenere la lotta contro l internazionale ebraica Cfr. S. Minerbi, Italia Judaica, Gli Ebrei nell Itallia unita , op.cit., p Ivi, p Cfr. M. Avagliano. 12

13 Non solo i giornali di piccola tiratura pubblicano articoli antisemiti ma anche nel giornale più diffuso dell epoca Il Corriere della sera appaiono aricoli contro gli ebrei. Ne riportiamo un esempio: La rivoluzione permanente di Trotzky è un esempio dell animo agitato dell ebreo; l intelligenza ebraica manca della stabilità latina; l attività economica degli ebrei serve concetti messianici per i quali nessun sacrificio è troppo pesante 15. Altro giornale che adotta la campagna antisemita è Il Regime fascista. Esso pubblica periodicamente articoli antiebraici nei quali si ripetono le ormai usuali accuse violente contro gli ebrei e gli si attribuisce la responsabilità di tutte le disgrazie della storia umana e chiede di mettere al margine della società gli elementi pericolosi. Per per farne un idea ne riportiamo un brano: È impossibile non ammettere l assurdità di un movimento sionista nel nostro paese, scrive il giornale di Mussolini, Il sionismo tende a creare nel Mediterraneo un raggio permanente di espansione britannica in opposizione alla politica italiana nel Mediterraneo. Come può chi si proclama italiano e fascista favorire un movimento che è ostile agli arabi ed ai musulmani mentre la politica pro-islamica del regime è chiara 16? In queste parole riconosciamo chiaramente l orientamento di Mussolini stesso. La politica mussoliniana infatti nel prendere un orientamento filoislamico si pone logicamente in opposizione con gli ebrei, sia quelli del Medio oriente sia quelli italiani. Mussolini autonominatosi protettore dell islam, apoggia gli Arabi di Palestina, inviando loro armi, si parla di minaccia ai luoghi santi da parte del Sionismo, sostenuto dalla Gran Bretagna 17. Vediamo dunque l altro motivo della politica antiebraica fascista. Oltre all alleanza con la Germania, come secondo motivo la scelta strategica di appoggiare i musulmani palestinesi. La stampa italiana diffonde lo spirito antiebraico. Sembra che voglia ricordare la presenza degli ebrei nella società italiana e ricordare la loro pericolosità, la loro potenza, si richiama agli antichi pregiudizi e infine chiama assurdo un movimento siosnosta in Italia. Sorge spontanea la domanda a che cosa miri la stampa antisemita: deve aprire la strada per la persecuzione degli ebrei? Deve preparare gli italiani ad una inedita epoca razzista? Nei seguenti capitoli cercheremo di dare la risposta a queste domande. 15 Cfr. S. Minerbi, Italia Judaica, Gli Ebrei nell Itallia unita , op.cit., p Cfr. ivi, p Trovato sul sito internet

14 5. L idea fascista della razza prima del 1938 È necessario menzionare il fatto che il fascismo manifesta sì una politica razziale, ma fino all anno 1938 non ha una teoria razziale ufficiale. Prima del 1938 le sue idee paiono confuse, o piuttosto cambiano con il variare della politica estera. Diventano definitive solo quando l alleanza con Germania porta l antisemitismo in prima linea. Ed è interessante notare che neanche in quel periodo il comportamento fascista è univoco. L idea della razza viene sicuramente esposta in modo più evidente attraverso i discorsi del capo stesso del governo fascista. Presentiamo dunque alcuni discorsi di Mussolini i quali segnano meglio il suo atteggiamento verso gli ebrei. Egli prima del 1938 mostra certa propensione al razzismo laddove afferma una scala di valore tra le razze, superiori e inferiori. Come si può notare già in quegli anni appaiono nei suoi discorsi idee antisemite, come testiomoniano le seguenti parole che citiamo dal libro, Italia Judaica, Gli ebrei nell Italia unita : Il primo comunismo in Russia era in gran parte controllato dagli ebrei. Il leninismo fu una vendetta degli ebrei contro la razza ariana che li ha condannati alla dispersione per tanti secoli e la pace di Versailles è un opera della plutocrazia internazionale ebraica 18. Ma nello stesso tempo non esita ad appoggiare gli ebrei come testimoniano le sue parole sul Popolo d Italia del 1920: In Italia non si fa assolutamente nessuna differenza fra ebrei e non ebrei, in tutti i campi, dalla religione, alla politica, alle armi, all economia... la nuova Sione, gli ebrei italiani, l hanno qui, in questa nostra adorabile terra 19. Nel 1932 sono in prima edizione pubblicati i Colloqui con Mussolini, di Emil Ludwig (Mondadori, 2001). Mussolini vi condanna il razzismo e dichiara che l antisemitismo non esiste e non può esistere in Italia e afferma che le razze non esistono in nessun luogo concludendo: La razza è un sentimento, non una realtà; il 95% è sentimento D. M. Smith, cap. L idea fascista della razza, Italia Judaica, Gli Ebrei nell Itallia unita , op.cit., p Cfr. M. Avagliano. 20 Cfr.D. M. Smith, op.cit., p

15 Infine fondamentale a tale proposito risulta essere nelle posizioni del Duce trattare l argomento della razza italiana, sul quale, come vediamo nel capitolo seguente, in buona parte sarà basata l ideologia fascista e porterà alla persecuzione degli ebrei. Nel 1928 Mussolini sostiene che l Italia era un paese etnicamente omogeneo, anzi, più omogeneo di qualsiasi altro paese in Europa e sostiene la tesi che da mille anni gli italiani si riproducono soltanto fra di loro, e dall anno 1000 d. C. sino ad oggi non ci sono state in Italia infiltrazioni straniere 21. Mussolini continua a esprimersi in questo modo anche all inizio degli anni 30. Ma nonostante tali discorsi il Duce doveva tenere un atteggiamento ben distinto e diversificato nei confronti di molti ebrei. Altrimenti non si potrebbe spiegare il fatto che non esitava a nominare molti di loro al Senato e a posti di grande responsabilità nell amministrazione. Possiamo riconoscere un altra contraddizione del regime fascista: da una parte Mussolini diffondeva lo spirito antiebraico, dall altra non esitava ad appoggiare gli ebrei. Ma è ben noto che Mussolini difendeva questa o quella tesi allorquando servivano alle diverse fasi della sua politica. Nei suoi discorsi voleva sempre impressionare qualcuno. Voleva colpire sia parlando ad una persona che parlando alla massa. Il suo opportunismo dipendeva dalle persone con le quali parlava, dalla situazione internazionale e dalle necessità della politica estera. Fino all anno 1938 il suo comportamento era ambiguo, dava istruzioni affinché la stampa trattasse argomenti antisemiti, ma nello stesso tempo convinceva gli ebrei della non esistenza dell antisemitismo in Italia. Abbiamo avuto modo di dire che il suo atteggiamento era ambiguo fino all anno Perché appunto quest anno è significativo per lo sviluppo della questione ebraica italiana e fornisce le prime prove per la verifica della nostra ipotesi. 21 D. M. Smith, Italia Judaica, Gli Ebrei nell Itallia unita , op.cit., p

16 6. Le leggi razziali Nei capitoli precedenti abbiamo parlato dello sviluppo della situazione degli ebrei durante gli anni 20 e 30. Giunti alla fine degli anni 30, in questo capitolo seguiremo come va mutando la vita degli ebrei presenti in Italia dopo la promulgazione delle leggi razziali, avvenimento fatale per gli israeliti. Nonostante un continuo afflusso dei profughi tedeschi che in Italia non era ostacolato dal governo, l atmosfera negli anni 30 si faceva sempre più cupa e sfavorevole per gli ebrei italiani. La situazione in Italia andava peggiorando con graduale avvicinamento del governo fascista a quello hitleriano. È evidente che la costituzione dell asse Berlino-Roma nel 1936 doveva portare in Italia la persecuzione antisemita. Per il Regime è neccessario avere delle cifre precise degli ebrei e perciò occorre effettuare dei censimenti, e come documenta Liliana Picciotto Fargion nel suo libro, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione, il Ministero dell Interno effetua il febbraio 1938 il censimento della religione professata. Il 22 agosto 1938 viene fatto il censimento generale degli ebrei dal quale risultano presenti ebrei di cittadinanza italiana. 22 Ed è proprio in questo periodo che vengono varati diversi provvedimenti che conosciamo come le leggi razziali. Il 14 luglio 1938 è pubblicato sul Giornale d Italia il Manifesto della razza. Firmato da 400 scienziati e professori fascisti, è noto infatti come Manifesto degli scienziati razzisti. Il manisfesto sostiene la teoria della purezza della razza italiana, prettamente ariana, gli ebrei quindi sarebbero pericolosi ed estranei al popolo italiano. 23 Il 5 settembre 1938 sono varati i Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista, il 7 settembre i Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri, il 23 settembre 1938 l Istituzione di scuole elementari per fanciulli della razza ebraica. Segue poi il 6 ottobre 1938 la Dichiarazione sulla razza italiana ed il 17 novembre 1938 i Provvedimenti per la razza italiana. Il 29 giugno è pubblicata la Disciplina per l esercizio delle professioni da parte dei cittadini di razza ebraica in L. P. Fargion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione, op.cit., p Cfr. M. Avagliano,in 24 Cfr. ivi. 16

17 Entrano dunque in vigore delle leggi le quali in modo assoluto cambiarono la vita di più di persone, cioè ebrei di cittadinanza italiana più i profughi ebrei stabilitisi in Italia. Questo periodo, cioè l estate e l autunno del 1938, è molto significativo per la storia italiana perché dalla promulgazione delle leggi razziali da parte di re Vittorio Emanuele III, l Italia diventò un paese non rispettoso delle libertà fondamentali, soprattutto il diritto alla non discriminazione e segregazione. L Italia diventò per 7 anni, dal 1938 al 1945,un paese ufficialmente antisemita. Adottò come dottrina ufficiale la normativa antiebraica. E fu appunto da questo periodo approvata e leggittimata la persecuzione di migliaia di persone innocenti. Una delle opere letterarie più famose la cui ambientazione temporale è appunto in questo periodo e tratta tale problematica è il Giardino dei Finzi-Contini 25 di Giorgio Bassani, il quale attraverso i sentimenti e le vicessidudini dei personaggi, ebrei ferraresi, descrive l atmosfera sfavorevole che si crea in Italia alla fine degli anni 30. Ma torniamo alla nostra problematica. Mentre prima della pubblicazione dei decreti antiebraici la politica razziale verso gli ebrei non era precisa, dopo che ciò avvene, le intenzioni del governo fascista diventarono chiare. La politica di discriminazione si manifestò attraverso dei provvedimenti violenti e mirati. Ogni provvedimento tende a costituire le condizioni per il futuro isolamento totale degli ebrei. (...) isolamento in questo caso non vuole né può voler dire ritorno nel ghetto. Gli ebrei nel 1938 non sono più quelli del 1848 o del Il processo di assimilazione e quello di integrazione delle diverse comunità nella società erano andati nel frattempo molto avanti. Ma soprattutto era cambiata la società che gli stessi ebrei aveva saputo assimilare o integrare, grazie fra l altro alle conseguenze dell industralizzazione, alle trasformazioni del tessuto urbano delle maggiori città, alla crescente articolazione e all ampliamento dell apparato statale, al cambiamento dei rapporti in contesto internazionale 26. Come abbiamo già detto nel capitolo precedente, durante l estate del 1938 la stampa italiana pubblicava articoli antisemiti: i giornali erano zeppi di articoli nei quali veniva descritta e giustificata la campagna antisemita.col passare del tempo questa problematica cominciò a far parte della routine dell informazione quotidiana. Uno dei pregiudizi antiebraici che veniva spesso ricordato nella stampa era la pretesa esigenza ebraica del denaro e la loro avarizia. In questo caso dobbiamo rilevare una contraddizione tra l ideologia del regime fascista che difendeva ferventemente la proprietà privata, la quale forma uno dei pilastri su cui è basata, e la confisca dei beni degli ebrei avvenuta nel G. Bassani, Il Giardino dei Finzi-Contini, Mondadori, Milano F. Levi, cap. Per la storia degli italiani dal 1938 al 1943: tipologia delle fonti conservate al di fuori degli Archivi dello Stato, Italia Judaica, Gli Ebrei nell Itallia unita , op.cit., p

18 Questa contraddizione era uno degli aspetti più imprevedibili e dunque più duri da accettare da parte degli ebrei. Anzi proprio questa opposizione fascista al comunismo, per quanto riguarda la proprietà privata, fece entrare molti ebrei nel partito fascista. È importante notare inoltre che il regime fascista non poteva contare su un forte sostegno nella campagna antiebraica degli strati bassi della società, come sostiene anche Fabio Levi nel libro Il ritorno alla vita:vicende e diritti degli ebrei in Italia dopo la seconda guerra mondiale, a cura di Michele Sarfatti: (...) in Italia non sono diffusi né radicati sentimenti antiebraici come negli altri paesi d Europa: in Germania, in Francia, dove umori antisemiti sono presenti per lunga tradizione nella cultura e nel mondo cattolico. Tra i paesi occidentali l Italia è il paese, dove sono più avanzati l emancipazione e il processo di integrazione, soprattutto nella sfera economica e politica dopo l anno Durante l estate 1938 la stampa italiana pubblica articoli antisemiti ed incomincia uscire la rivista La difesa della razza 28, per giustificare e far diffondere in Italia la campagna antisemita. Dovremmo quindi porci la domanda su quali siano le origini dell antisemitismo in Italia e se la normativa antiebraica abbia origine nella profonda storia politica e sociale del Paese o se si tratti di una scelta strategica del governo fascista per raggiungere l alleanza con la Germania, per assomigliare alla Germania. Oppure se l antigiudaismo cattolico, indubbiamente presente in Italia, insieme all antisemitismo fascista contribuisca al crescere dello spirito antiebraico. Non è possibile dare una risposta univoca, ma riteniamo che alla diffusione di atteggiamenti antisemiti contribuiscono tutti gli aspetti nominati. Nonostante le leggi razziali del 1938 l antisemitismo non trovò una vasta eco nel popolo italiano, perciò si rese necessario fare una grande propaganda per diffonderlo. Ciò però non esclude che in Italia non fosse presente il pregiudizio antiebraico. Intendiamo in questo caso il pregiudizio presente da secoli nella coscienza del popolo italiano, ma che non si può collegare assolutamente alla persecuzione degli ebrei, i quali erano molto assimilati alla popolazione italiana. Abbiamo già menzionato che negli strati sociali più bassi non era presente una forte antipatia verso gli ebrei e dunque neanche dopo la pubblicazione della normativa antiebraica non si notò una risposta assenziente. 27 M. Sarfatti, a cura di, F. Levi, cap. La restituzione dei beni, Il ritorno alla vita: vicende e diritti degli ebrei in Italia dopo la seconda guerra mondiale, La Giuntina, Firenze 1998, p Cfr. M. Avagliano. 18

19 Ciò che non dobbiamo dimenticare, anzi è assai significativo e ci svela molto sul clima dell epoca, è il punto di vista del Vaticano. Già i Patti Lateranesi dell 11 febbraio 1929 avevano determinato l ubbidienza della Chiesa Cattolica al regime fascista, in cambio dell'indipendenza e della sovranità della Santa Sede e della creazione dello Stato della Città del Vaticano nonché della restituzione del ruolo di religione di Stato al cattolicesimo. 29 Citiamo dunque un comunicato dell ambasciatore italiano presso la Santa Sede il quale annuncia il 10 ottobre 1938 a Mussolini la reazione del Vaticano alle approvate leggi razziali: (...) le recenti deliberazioni del Gran Consiglio in tema di difesa della razza non hanno trovato in complesso in Vaticano sfavorevoli accoglienze (...) le maggiori per non dire uniche preoccupazioni della Santa Sede si riferiscono al caso di matrimoni con ebrei convertiti 30. Il messaggio del Vaticano al governo fascista è chiaro. La Santa Sede, la quale per molti perseguitati pur significava una certa garanzia della sicurezza, in nessun modo intervenne, anzi diciamo che la sua posizione era consenziente. Per 7 anni l Italia diventò un paese ufficialmente antisemita. Se dall estate 1938 fino al 25 luglio 1943 si può parlare di discriminazione dei diritti degli ebrei, dall 8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 dobbiamo parlare di vera soppressione fisica degli ebrei stessi. Come si è già detto prima della promulgazione delle leggi razziali gli obiettivi del regime fascista verso gli ebrei non erano ben chiari, dopo che esse entrarono in vigore gli ebrei italiani si trovavano davanti ad una normativa che cambiava in modo assoluto le loro vite.quali sono dunque i provvedimenti delle nuove leggi razziali? Come vuole risolvere il regime fascista il problema ebraico che evidentemente oramai esisteva in Italia? In generale possiamo dire che nelle intenzioni dei fascisti era di separare totalmente gli ebrei italiani dal resto della società, togliergli i mezzi per mantenersi, privarli dei diritti civili, espellere gli ebrei stranieri e togliere la nazionalità di quelli divenuti italiani dopo Per fornire informazioni più precise presentiamo dei provvedimenti approvati alcuni dei punti più significativi trovato in Cfr. M.Avagliano. 31 Le informazioni sono forniti dall articolo Le leggi razziali, trovate sul sito

20 Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista - agli appartenenti alla razza ebraica è vietato insegnare nelle scuole statali e parastatali di qualsiasi ordine - gli alluni di razza ebraica non possono frequentare le scuole di qualsiasi ordine o grado - i professori e docenti universitari sono sospesi dall esercizio - gli ebrei cessano di far parte delle Accademie, degli Istituti, delle Associazioni di scienze, di lettere ed arti - nelle scuole frequentate dagli alluni italiani non si possono usare i libri di autori di razza ebraica. Il divieto si riferisce anche ai libri scritti da più autori di cui uno appartiene alla razza ebraica, ad anche i libri commentati o rivisti da persone di razza ebraica. Gli appartenenti alla razza ebraica - è di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se appartenga a religione diversa da quella ebraica - è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di cui uno di razza ebraica e l'altro di nazionalità straniera - è considerato di razza ebraica colui che è nato da madre di razza ebraica qualora sia ignoto il padre - è considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, appartenga alla religione ebraica, o sia, comunque, iscritto ad una comunità israelitica, ovvero abbia fatto, in qualsiasi altro modo, manifestazioni di ebraismo. Non è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, che, alla data dell ottobre 1938, apparteneva a religione diversa da quella ebraica 20

21 Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri -dal 7 settembre 1938 è vietato agli ebrei stranieri di stabilirsi in Italia, in Libia e nei Possedimenti dell Egeo -gli ebrei stranieri a cui è stata ammessa la cittadinanza italiana dopo il 1 gennaio del 1919 è immediatamente revocata -gli ebrei stranieri che si sono stabiliti nel Regno d Italia posteriormente al 1919 e i quali alla data della pubblicazione della legge vi vivono, devono lasciare il territorio del Regno, della Libia e dei possedimenti dell Egeo entro 6 mesi. Quelli che non obbediranno a tale provvedimento saranno espulsi Provvedimenti per l esercizio delle professioni da parte degli ebrei Gli ebrei non possono essere impiegati nei seguenti istituti: -amministrazioni civili e militari dello Stato - Partito Nazionale Fascista e le organizzazioni che da esso dipendono e che da esso sono controllate -amministrazioni di Provincie, dei Comuni, delle Istituzioni pubbliche -agli ebrei sono vietate le professioni di giornalista, notaio, medico-chirurgo, farmacista, veterinario, ostetrico, avvocato, procuratore, patroncinatore legale, esercente in economia e commercio, ragioniere, ingegnere, architetto, agronomo, chimico -agli ebrei tra l altro è vietato esercitare il commercio ambulante, il commercio dei preziosi, di essere mediatori, piazzisti, l esercizio di tipografia, commisionare la vendita di oggetti d arte, commercio dei libri, la vendita di oggetti usati, la vendita di articoli per bambini, l attività commerciale ottica, di essere insegnanti privati, di pilotare aerei di qualsiasi tipo, di fare la guida e interprete, la gestione di aziende di viaggio e turismo, di affittare camere, di essere portieri in case abitate da ariani - agli ebrei è vietato esercitare servizio militare in pace e in guerra, avere in proprietà aziende di qualsiasi tipo che impiegano di più di 100 persone, né esserne il direttore, né professarvi l ufficio di amministrazione o sindaco, essere in proprietà di terreni, il cui prezzo è superiore a lire, essere proprietari di fabbriche, il cui imponibile è superiore a lire -gli ebrei non possono prendere in professione di domestici italiani di razza ariana 21

22 Dichiarazione sulla razza -è vietato il matrimonio dei cittadini italiani con quelli che appartengono alla razza camita, semita e altre razze non ariane -è vietato ai dipendenti dello Stato e Enti pubblici di sposare donne straniere di qualsiasi razza -il matrimonio di cittadini italiani con stranieri di razza ariana deve essere consentito dal Ministero dell Interno Il divieto d entrata e l espulsione degli ebrei stranieri -il Gran Consiglio del Fascismo ritiene che la legge concernente il divieto d'ingresso nel Regno, degli ebrei stranieri, non poteva essere più oltre ritardata, e che l'espulsione degli indesiderati è indispensabile -l espulsione non si applica alle persone la cui età è superiore a 65 anni o chi ha contratto un matrimonio con un cittadino italiano prima del 1 ottobre 1938 Discriminazione degli ebrei di cittadinanza italiana -la persecuzione non si applica agli ebrei che appartengono alle famiglie di caduti, di volontari, di soldati, a cui è stata conferita la croce al merito di guerra nelle guerre sostenute dall Italia: gerra libica, mondiale, etiopica, spagnola. -la persecuzione non è applicata alle famiglie i cui membri erano iscritti al Parito Fascista negli anni 1919, 1920, 1921, 1922 e nella prima metà dell anno 1924 Gli altri ebrei -non possono iscriversi al Partito Nazionale Fascista -non è fatto divieto di professare la religione ebraica e non è sospesa l attività delle comunità ebraiche -sono costituite le scuole elementari e medie per gli alluni di razza ebraica 22

23 7. La situazione degli ebrei tra il 1938 e il 1943 Il periodo che va dall estate 1938 al settembre del 1943 è molto significativo per gli sviluppi della questione ebraica: la promulgazione delle leggi razziali muta drasticamente la vita degli ebrei presenti in Italia. Si tratta cca di persone le quali vengono perseguitate. È lecito chiedersi di quale tipo di persecuzione si tratti: se sia cioè di tipo religioso o razziale. Come testimonia il libro Milano Centrale, Binario 21, Destinazione Auschwitz la persecuzione è di tipo razzista. Ciò è confermato indirettamente dal fatto che ad esempio il bambino nato da genitori non ebrei e professante religione ebraica, è considerato non ebreo. 32 Quali sono dunque le conseguenze della normativa antiebraica? Come prima conseguenza le leggi razziali determinano la forzata partenza degli ebrei stranieri: in un anno dei ebrei stranieri presenti in Italia, sono costretti a lasciare l Italia. 33 Un altra conseguenza della legislazione razziale è legata al divieto di frequentare le istituzioni educative italiane da parte degli allievi e studenti di razza ebraica: in seguito a questo provvedimento sono istituite delle strutture educative all interno delle Comunità ebraiche e nello stesso tempo, in conseguenza alle nuove leggi, gli ebrei italiani sono allontanati dai loro posti di lavoro e dunque rimangono privi di mezzi di sostentamento. È evidente che l inizio della persecuzione suscita negli ebrei paura e preoccupazione per il futuro insicuro. Si rompono i legami che collegavano gli ebrei con il mondo circostante e ciò significa per i perseguitati l assenza di qualsiasi riferimento sicuro. Come si è già rilevato uno dei luoghi in cui maggiormente si manifesta lo spirito antisemita sono le scuole e le università. Nel giro di poche settimane 96 professori universitari, 133 assistenti universitari, 279 presidi e professori di scuole medie, oltre un centinaio di maestri di elementari, oltre 200 docenti, 200 sudenti universitari, allunni delle scuole secondarie e alluni delle scuole elementari vengono allontanati dalle loro abituali attività lavorative o di studio. Nella stessa tragica situazione vengono atrovarsi 400 dipendenti pubblici, 500 dipendenti privati, 150 militari e professionisti i quali perdono il lavoro. 34 Ma nonostante tutte le normative discriminanti si deve ricordare che gli ebrei italiani si trovano davanti ad un problema più di carattere materiale che in reale pericolo di vita. 32 Cfr. in Milano Centrale, Binario 21, Destinazione Auschwitz, Proedi Editore, Milano 2004, p Cfr. M.Avagliano. 34 Cfr. ivi. 23

24 Dobbiamo anche rilevare come reagiscono gli ebrei assoggettati alla persecuzione. Quelli che possono, emigrano. Destinazione degli emigranti è nella maggior parte di casi la Palestina e l America. Fino al 28 ottobre 1941 risulta che avessero lasciato l Italia ebrei di nazionalità italiana. 35 Però la maggioranza degli ebrei si adatta alle peggiorate condizioni raggruppandosi all interno delle Comunità ebraiche. Ed è logico che in quegli anni assistiamo ad una forte prosperietà della cultura ebraica ed al rafforzamento della stessa identità ebraica. Nel 1939 Dante Almansi, il presidente dell Unione delle Comunità ebraiche italiane, ottiene dal governo l autorizzazione di istituire un organizzaione per aiutare i profughi ebrei arrivanti in Italia. Nasce l organizzaione Delegazione Assistenza Emigranti Ebrei, nota come Delasem. Tra il 1939 ed il 1943 la Delasem aiuta oltre profughi ebrei ad abbandonare l Italia ed a ragguingere paesi neutrali. 36 Viene tuttavia da chiedersi perché non emigrino più ebrei dall Italia se pure avevano questa possibilità. Fino al giugno del 1940 il confine è aperto. Ma logicamente sorge la domanda se gli ebrei italiani capiscano la gravità della situazione vedendo arrivare in Italia gli ebrei stranieri perseguitati. Va detto che in Italia la situazione non è così grave come negli altri paesi europei, anche se pure qui gli ebrei sono discriminati. Ma è ugualmente vero che il comportamento, in un certo senso ambiguo, del governo fascista disiorienti quelli che ancora esitano ad emigrare. È importante rilevare che dopo l inizio della seconda guerra mondiale gli ebrei italiani non sanno nulla della sorte degli altri correligionari nel resto d Europa, specialmente in Germania, in Austria, in Cecoslovacchia, in Polonia. Liliana Picciotto Fargion esprime bene la situazione degli ebrei durante la persecuzione nel suo libro, Gli Ebrei in provincia di Milan: 1943/45, Persecuzione e deportazione, dal quale citiamo: Nessuna eco di retate o di deportazioni avvenute in altri paesi europei era guinta in Italia. Le frontiere erano chiuse, le communicazioni difficili. Testimonianze sulle brutalità naziste erano arrivate solo attraverso i racconti di profughi fuggiti in Italia dall est europeo, luoghi diversi, luoghi lontani Cfr. M. Avagliano. 36 Cfr. ivi. 37 Cfr.L. P. Fargion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione, op.cit., p

25 Quali intenzioni abbiano le autorità italiane nei riguardi degli ebrei presenti in Italia è possibile comprederlo solo verso la fine degli anni 30, quando diventa evidente l intenzione di far culminare la persecuzione con l esodo di tutti gli ebrei dall Italia. Nell autunno 1938 si decide di espellere tutti gli ebrei stranieri e nel febbraio 1940 si stabilisce l espulsione entro dieci anni di tutti gli ebrei italiani. 38 È interessante notare che la persecuzione degli ebrei si compie in un periodo assai lungo, se pensiamo che ufficialmente inizia nel 1938 con l emanazione dei vari provvedimenti citati. E si manifesta tramite piccoli passi, passi mirati e ben ponderati. E così viene emanato nel maggio 1940 un altro provvedimento persecutorio: due lettere circolari del Ministero dell Interno invitano le Prefetture a mandare gli elenchi degli ebrei italiani da internare. 39 Non si può non ricordare che in questo periodo, cioè l inizio del 1940, le leggi razziali finora emanate non sono sufficienti per l internamento degli ebrei di cittadinanza italiana. Gli italiani di razza ebraica vengono colpiti da tale provvedimento solo nel caso vengano giudicati pericolosi per motivi politici o sociali. Anche se le autorità ricordano sempre l appartenenza alla razza ebraica della persona in questione. Dunque l internamento al prinicipio degli anni 40 colpisce solo ebrei appartenenti all antifascismo o sospettati di appartenervi. L entrata dell Italia in guerra il 10 giugno 1940 cambia totalmente le condizioni, in particolare il menzionato esodo di tutti gli ebrei dall Italia, e questi rimangono bloccati in Italia. Solo pochi giorni dopo la situazione comincia a peggiorare, il 15 giugno 1940, è pubblicato l ordine di arresto per gli ebrei stranieri che provengono dagli Stati che dichiarano la politica razziale e per gli apolidi tra 18 e 65 anni. 40 Il 4 settembre 1940 Mussolini firma il documento che istituisce i primi 43 campi di internamento per cittadini di paesi nemici. In questi 43 campi sono riunite varie categorie di persone: gli ebrei italiani antifascisti, gli ebrei stranieri, gli zingari, gli antifascisti italiani. Alla data del giugno del 1940 sono presenti in Italia poco meno di ebrei e persone prive di cittadinanza alle quali si riferisce l ordine di internamento. 41 Sono soprattutto tedeschi, austriaci, polacchi, cecoslovacchi ed apolidi che sono divenuti tali dopo l abrogazione della loro cittadinanza italiana, se concessa dopo l anno In Milano Centrale, Binario 21, Destinazione Auschwitz, op.cit., p Cfr. M. Avagliano. 40 L informazione trovata sul sito internet il cui autore è Carlo Spartaco Capogreco, nell articolo I campi di concentramento fascisti per gli ebrei, Cfr. M. Avagliano. 25

26 L altra lettera circolare aggiunge che non sono da internare gli appartenenti alla razza ebraica venuti in Italia prima del Possiamo quindi notare che in questo caso decide non tanto l appartenenza alla razza quanto la data dell immigrazione. Ciò testiomonia chiaramente che il governo italiano non vuole ospitare nel Paese gli ebrei stranieri cittadini di stati nemici, perché tale provvedimento potrebbe contribuire a peggiorare i rapporti con la Germania e dunque potrebbe mettere in pericolo la sicurezza interna e militare. Il 6 aprile 1941 l esercito italiano insieme a quello tedesco occupa la Jugoslavia, la quale è in parte anessa.gli ebrei delle zona occupata ed i croati rastrellati in consegeunza all invasione italiana formano il secondo grande contingente inviato, nell aprile 1941, nei campi di concentramento. 43 Nel maggio del 1942 è imposto agli ebrei tra i 18 e i 55 anni il lavoro forzato, ma dei precettati ne sono mandati al lavoro Dopo un anno nel maggio-giugno del 1943 sono istituiti altri campi di concentramento, dei quali parleremo dettagliatamente nei prossimi capitoli. La caduta di Mussolini ed il scioglimento del Partito fascista del 25 luglio 1943 porta negli animi dei perseguitati nuova speranza. Le autorità ebraiche chiedono al nuovo governo presieduto dal generale Badoglio di abrogare le leggi razziali. Il governo decide di abolire solo le normative sul lavoro obbligatorio e sui campi di concentramento. Tale decisione attestata dalle parole di Badoglio citate nel testo di L.P.Fragion Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione: Non era possibile addivenire a una palese abrogazione delle leggi razziali senza porsi in violento urto con tedeschi 45. È importante ricordare che il nuovo governo commise oltre a tutto un errore fatale: quello cioè di non aver distrutto gli elenchi e i dati raccolti dai censimenti generali, in cui sono segnate tutte le persone da perseguitare e che nel tempo a venire si troveranno così nelle mani dei tedeschi. 42 Cfr. C. S. Capogreco. 43 Cfr. ivi. 44 Cfr. M. Avagliano. 45 Cfr. L. P. Fagion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione,op.cit., p

27 8. Lo sviluppo della situazione nella Repubblica sociale italiana Pure in questo capitolo cercheremo di verificare ipotesi di partenza, cioè se e come cambia la situazione degli ebrei presenti sul territorio dello Stato italiano e quali sono gli obiettivi del governo nei loro confronti. Dunque il compito di verificare quest ipotesi attraverso le informazioni raccolte sarà il punto principale anche di questo capitolo. Abbiamo già riportato nel primo capitolo in ordine cronologico l elenco degli avvenimenti più importanti del periodo che ci interessa e che riguarda la nostra problematica, e dunque in questo capitolo menzioniamo solo le date ed i fatti che riguardano direttamente gli ebrei ed i quali in modo fondamentale influiscono sulle loro vite. L avvenimento storico da cui partiremo in questo capitolo è l 8 settembre 1943, cioè il giorno dell Armistizio tra l Italia e gli Alleati. Da tale data la situazione ebraica radicalmente cambia. Prima menzioniamo la situazione degli ebrei situati nell Italia meridionale:gli ebrei qui rifugiati sono liberi e la loro persecuzione finisce, anche se non sono immediatamente abrogate le leggi razziali. La loro abrogazione giunge quasi dopo tre mesi, il 24 novembre Uno sviluppo assolutamente diverso prende la situazione nell Italia centro-settentrionale. Questa parte del paese è occupata dai tedeschi ed il 18 settembre 1943 nasce la Repubblica sociale italiana (che in seguito indicheremo con la forma abbreviata RSI), diretta da Mussolini. La sua sede è situata sulle coste del Lago di Garda, la sede dei vari ministeri è infatti a Salò e si tratta di zone militarmente sicure perché distanti dalle regioni meridionali in cui sono già entrate le truppe alleate. La regione Venezia Giulia invece non appartiene più all Italia e passa direttamente sotto l amministrazione tedesca. Questo territorio, il quale è denominato Litorale Adriatico, comprende le province di Trieste, Udine, Gorizia, Pola, Fiume e Lubiana. Come sostiene la Fragion gli ebrei presenti sul territorio della RSI dal settembre all aprile 1945 sono cca È pure da ricordare che la Germania è l unico stato che riconosca ufficialmente la nuova repubblica e dunque risulta chiaro che leggi simili, se non addiritura identiche, per quanto riguarda la questione ebraica, vengono emanate anche nella RSI. Già il settembre 1943 i nazisti iniziano ad effettuare azioni brutali sugli ebrei. A Merano sono arrestati e deportati 22 ebrei e negli stessi giorni vengono uccise 54 persone nelle vicinanze del Lago Maggiore, a Meina, Baveno, Arona Cfr. M. Avagliano. 48 Cfr. L. P. Fargion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione, op.cit., p Cfr. ivi, p

28 Un altro evento che non può essere dimenticato, anzi esso costituisce un segno premonitore di quello che sta per avvenire, è il rastrellamento di ebrei nel ghetto romano il 16 ottobre Due giorni dopo ne vengono deportati ad Auschwitz, dei quali sopravviveranno solo Verificheremo ora qual è il programma politico della RSI riguardo la questione ebraica. Nel nuovo programma politico, il quale è discusso al congresso di Verona durante il mese di novembre 1943, la RSI si dichiara uno stato razziale e antisemita. Il 14 novembre è pubblicato il Manifesto politico della Repubblica sociale italiana, la cosiddetta Carta di Verona, in cui si risolve la questione ebraica con la dichiarazione che tutti i membri della razza ebraica sono stranieri e appartengono alla razza nemica 51. L aggravamento della situazione si manifesta attraverso l emanazione dell Ordine di Polizia n.5 del Ministero dell Interno del 30 novembre 1943 dove tra l altro è detto: Gli ebrei di tutte le nazionalità devono essere arrestati, con l eccezione per quelli malati e persone la cui età è superiore a 70 anni, inviati nei campi di concentramento ed i loro beni sono sequestrati 52. Con questa proclamazione, la RSI leggittima la persecuzione antiebraica. È evidente che gli obiettivi della politica razziale verso gli ebrei cambiano. Dopo 5 anni dall entrata in vigore delle leggi razziali dell anno 1938, gli ebrei si trovano davanti a nuovi provvedimenti, provvedimenti che devono portare al loro arresto, alla loro deportazione nei lager nazisti, alla loro eliminazione. Ormai non si tratta più di discriminazioni sul piano amministrativo e sociale: con l emanazione della Carta di Verona, gli ebrei nell Italia occupata si trovano in una situzione simile, se non addiritura identica, di quelli tedeshi. austriaci, polacchi ecc. Fermiamoci per un istante sulla questione dei beni ebraici. In Germania il sequestro dei beni ebraici è direttamente di competenza del Ministero dell economia. Mentre in Italia questo compito è affidato al Ministero dell Interno e di questa funzione è incaricata anche l organizzazione EGELI( Ente Gestione e Liquidazione Immobiliare). Con l ordine del 30 novembre 1943 è cancellata una parte della legge del 9 febbraio 1939, in cui è prevista una quota dei beni ebraici consentita, cioè una parte dei beni immobiliari lasciata a disposozione dei proprietari, la seconda parte deve invece essere consegnata all EGELI Cfr. M. Avagliano. 51 trovato in Cfr. ivi. 53 Cfr. M.Sarfatti, a cura di, F. Levi, cap. Restituzione dei beni, Il ritorno alla vita: vicende e diritti degli ebrei in Italia dopo la seconda guerra mondiale, op.cit., p

29 È importante ancora aggiungere che con questo passo si mettono in moto i sequestri e le confische, cioè interessi economici dei fascisti, i quali all inizio della persecuzione ebraica non erano primari. Il 4 gennaio 1944 entra in vigore la legge sulla confisca dei beni appartenenti agli ebrei. 54 Il governo della RSI leggittima dunque non solo l arresto degli ebrei ma anche il sequestro dei loro beni. Vogliamo aggiungere un osservazione. L antisemitismo italiano, già da 5 anni legalizzato, fino all anno 1943 si manifesta solo sul piano amministrativo e sociale. Abbiamo già detto che tali aspetti disorientano quelli che ancora esitano a rifugiarsi all estero e parimenti non si ferma il flusso dell arrivo dei profughi in Italia. È utile anche rilevare che l istituzione che in qualche modo tranquilizza gli ebrei è la città di Vaticano. La Santa Sede gli dà un raggio di speranza e garantisce una certa sicurezza. Gli ebrei credono che la sua autorità li protegga dallo scoppio della guerra e dalla persecuzione antiebraica in particolare. Tale idea possiamo ritrovarla anche nel famoso romanzo di Elsa Morante, La storia 55, nel quale la presenza del Vaticano aiuta psichicamente la gente vittima passiva della guerra. Ma torniamo allo sviluppo nella RSI. Gli arresti e le deportazioni sono affidate sia alla polizia gestita dai tedeschi e che alla polizia italiana. Già in dicembre, sempre nel 1943, cominciano gli arresti degli ebrei. Le autorità italiane hanno a disposizione i nomi degli ebrei raccolti dal censimento dell anno Ma oltre ai nomi del censimento, nella ricerca degli ebrei li aiutano anche spie prezzolate. In tale situazione numerosi ebrei cercano di sottrarsi all internamento rifugiandosi nelle zone dell Italia meridionale liberate, cambiando identità, nascondendosi o fuggendo in Svizzera. Data la pericolosità della fuga in Svizzera, la maggior parte degli ebrei decide di nascondersi o di cambiare identità, trovandosi costretti spesso a rompere i rapporti sociali precedenti, con la parentela, con gli amici, per paura di essere riconosciuti. Riassumiamo ora in quale modo la RSI effettua la deportazione degli ebrei. Il primo passo è l emanazione dell ordine di arresto per gli ebrei di tutte le nazionalità e la confisca dei loro beni. Il secondo passo è quello di istituire campi di concentramento per gli ebrei, tema che tratteremo nel capitolo seguente. 54 Cfr. M. Avagliano. 55 E. Morante, La storia, Einaudi, Torino

30 Terzo passo è la consegna dei prigionieri ebrei ai tedeschi. Liliana Picciotto Fargion fa risalire questi fatti alla metà marzo del Alla fine di questo capitolo è doveroso ricordare che molti ebrei si salvarono grazie all aiuto di numerosi italiani. Vero è che dopo l emanazione della normativa antiebraica non molte persone si ribellano, ma dopo che avvengono le deportazioni gli italiani manifestano grande solidarietà. La gente consapevole del pericolo a cui si espone, aiuta gli ebrei perseguitati nascondendoli nelle loro case, i partigiani invece li accompagnano in Svizzera. Molti perseguitati si nascondono anche nelle case di cura o nelle istituzioni religiose. La gente, i religiosi e semplici cittadini, aiutano per iniziativa individuale o si riuniscono in varie organizzazioni, tra le quali una delle più attive l OSCAR ( Organizzazione Soccorsi Cattolici Antifascisti Ricercati) Cfr. L. P. Fargion, cap.la ricerca del Centro di documentazione ebraica contemporanea sugli ebrei deportati dall Italia, Italia Judaica,Gli ebrei nell Italia unita , op.cit., p Cfr. L. P. Fargion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione, op.cit., p

31 9. I campi di concentramento fascisti Nel presente capitolo intendiamo approfondire la questione dei campi di concentramento italiani. Tale pratica, cioè l internamento delle persone ritenute pericolose per motivi politici e sociali in una località non militarmente importante, si pratica sul territorio italiano per la prima volta durante la prima guerra mondiale. In tale periodo non si tratta però di veri campi di concentramento, ma le persone internate sono obbligate a risiedere in determinate località. Ancora prima di parlare dei campi fascisti vale la pena menzionare il ruolo dei campi di internamento come pratica generalmente adottata a livello internazionale durante vari conflitti: tutte le nazioni, infatti, in tempo di guerra controllano i cittadini dei paesi nemici presenti sul proprio territorio e, talvolta, anche una determinata categorie dei propri (avversari politici, sospetti di spionaggio, ecc.), attraverso la pratica dell'internamento civile che, pur non essendo regolata da particolari accordi internazionali, si attiene generalmente alla convenzione sul trattamento dei prigionieri di guerra, siglata a Ginevra nel Come si è già detto nei capitoli precedenti, il 4 settembre 1940 Mussolini firma un decreto in seguito al quale sono istituiti i primi 43 campi di concentramento.l organizzazione dei campi è di competenza del Ministero dell Interno. I campi di concentramento sono situati in luoghi isolati, lontani dalle zone di guerra, nelle zone poco abitate. È dunque logico, seguendo tale intendimento, che i campi siano situati nelle zone centro-meridionali le quali non verrebbero interessate dalle azioni di guerra. Possiamo anche notare che per gli stessi motivi si era deciso di inviare i confinati politici nelle regioni povere dell Italia centro-meridionale. Viva testiomonianza, del resto, la riporta Carlo Levi nel suo libro Cristo si è fermato a Eboli 59, nel quale narra appunto del suo soggiorno obbligato in Lucania, l odierna Basilicata. Ma torniamo alla questione iniziale: dopo che le persone da internare vengono arrestate, sono trasportate nel campo di concentramento o nella località d internamento. Riteniamo importante far capire come sono divise e dove vengono inviate le persone arrestate. Dipende dalla loro pericolosità per lo Stato. Quelli ritenuti più pericolosi, spesso per ragioni politiche, sono inviati nelle piccole isole. Ad un secondo grado erano poste quelli di media pericolosità. Persone ritenute tali sono mandate nei campi situati in terraferma. Infine il terzo grado, cioè i poco pericolosi sono condotti in varie località d internamento o nei luoghi di confino. 58 Cfr. C. S. Capogreco. 59 C. Levi, Cristo si è fermato a Eboli, Einaudi, Torino

32 Oggi vediamo chiaramente, sapendo che gli Alleati cominciarono con la liberazione dell Italia dalle regioni meridionali, che la scelta di situare i campi nelle zone dell Italia del centro-sud, fu un calcolo iniziale sbagliato da parte del governo fascista. Ciò si manifesta anche nelle statistiche: mentre nel 1940 i primi campi si trovano in 20 province del centro-sud, nel 1943 sono solo 8 nel sud, 18 nel centro e 28 nell Italia settentrionale. 60 Per i campi di concentramento fascisti si usa generalmente il termine campo, ma in realtà solo in pochi casi possiamo usare tale indicazione. Nella maggior parte dei casi per istituire un campo si utilizzano edifici già esistenti, cioè ville, castelli, fattorie, fabbriche, ex-conventi, scuole, cinematografi, ecc. 61 Parlando dei campi fascisti dobbiamo anche stare attenti a non usare il termine lager. I campi di concentramento fascisti non vengono istituiti con lo scopo di eliminare gli internati. L unico scopo è il loro concentramento. Invece il lager è un campo il cui scopo è lo sterminio degli internati. Per noi è senza dubbi difficile immaginare la vita in campo di concentramento e le sue condizioni. Ma possiamo almeno immaginare che tutta la vita in un campo, tutto l assurdo soggiorno di persone innocenti deve essere umiliante. A questo va aggiunta la privazione della libertà, l affolamento, il freddo, la malnutrizione, l umidità, le cimici e i pidocchi, le malattie. L assistenza sanitaria è garantita, ma nel caso degli ebrei, l assistenza viene rifiutata. Tale provvedimento viene ricordato nelle parole di Vincenzo Stella, adetto al carcere di San Vittore a Milano, nei mesi tra il 43 e 44: Ero impiegato nell ufficio sanitario del comune di Milano: fui chiamato telefonicamente dal comando tedesco, mi dissero che cercavano qualcuno per combattere le malattie infettive al carcere di San Vittore. Ci andai io stesso. Appena entrato, fui ricevuto da due ufficiali, i quali mi dissero subito, di non trattare con gli ebrei, che gli ebrei, lì erano considerati pidocchi e trattati di conseguenza. Ebbi la possibilità di vederli. Erano tutti insieme, in un raggio del carcere, uomini e donne frammisti, rimasi colpito dalla situazione in cui si trovavano. Incontrai un medico, un collega ebreo che anch egli era prigioniero là(...) Mi raccontò la situazione, la paura che la gente aveva di essere uccisa. Sapevano già, avevano una vaga idea di quel che doveva capitare a loro. Non volli assolutamente credervi, mi sembrava troppo duro Cfr. C. S. Capogreco. 61 Cfr. ivi. 62 L. P. Fargion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/45,Persecuzione e deportazione, op.cit., p

33 Quanti furono i campi di concentramento in Italia? È vero che non è stato ancora fatto un censimento definitivo, ma è documentato che in ogni regione d Italia ci fosse almeno un campo. Gli storici tra cui Renzo De Felice parlano cca. di 400 luoghi di confino e campi di concentramento. 63 I campi sono diretti da civili o militari e possono essere misti, o soltanto maschili o femminili. È sicuramente importante rilevare quanti furono in totale gli internati nei campi fascisti durante gli anni : alla data del 30 settembre 1942 risultano essere internate persone. 64 Poiché lo scopo della tesi è di approfondire la situazione degli ebrei nell Italia durante gli anni del fascismo, cercheremo ora di vedere come si sviluppa la questione dell internamento degli ebrei sia italiani che stranieri. Abbiamo già detto che l internamento degli ebrei di cittadinanza italiana avviene durante gli anni solo nel caso che questi siano ritenuti pericolosi per il regime o sospettati di fare delle attività antifasciste. Gli sviluppi della questione ebraica durante l esistenza della Repubblica sociale italiana sono stati del resto approfonditi nel capitolo precedente e si è visto dunque come la maggior parte degli internati in determinati anni siano ebrei stranieri. Questi arrivati in Italia dopo che i loro stati avevano intrapreso una politica antiebraica, credono di trovare rifugio in Italia. Ma dopo che l Italia si dichiara francamente razzista e in conseguenza diventano indiserati, la loro situazione è uguale a quella dei loro stati di provenienza. Dobbiamo certo ammettere che l internamento degli stranieri provenienti dagli stati nemici è un provvedimento generalmente utilizzato durante la guerra nei tempi passati, affinché sia garantita la sicurezza interna e militare del paese. Prendendo in considerazione tale aspetto, nel nostro caso riterremmo che sarebbero dunque stati da arrestare soltanto gli ebrei stranieri provenienti da stati nemici, cioè quelli polacchi, cecoslovacchi ecc. La realtà fu però diversa. Il governo fascista ritenne necessario internare tutti gli ebrei presenti sul territorio dell Italia, nonotante provenissero dai paesi neutrali o dai paesi alleati: pensiamo a quelli tedeschi. 63 Trovato in I campi di concentramento italiani , Fornito dall articolo Campi italiani di internamento e di deportazione, dal sito

34 Come abbiamo detto nei capitoli precedenti il Ministero dell Interno dichiara nel maggio del 1940 che tutti gli ebrei stranieri devono essere internati. Nel ottobre 1940, su un totale di ebrei stranieri internati in campi fascisti, più di 700 si trovani nel campo di Ferramonti- Tarsia, nella provincia di Cosenza. Nell agosto del 1943, a quasi un mese dalla liberazione del campo, a Ferramonti sono presenti ebrei stranieri e 412 non ebrei. Il campo viene liberato il 14 settembre Riportiamo infine ancora una tragica circostanza: durante gli anni gli ebrei internati presentano frequentamente domanda per essere trasferiti dai campi dell Italia meridionale nei campi dell Italia del nord, con la speranza di trovare lì condizioni più favorevoli. Non potendo allora conoscere il successivo svolgimento dei fatti risulta chiaro che compiono così un errore fatale, perché dopo l armistizio si trovano sul territorio della RSI. Il che significa di fatto trovarsi in mano ai nazisti. Riassumiamo ora lo sviluppo della situazione dopo la caduta di Mussolini. La parte meridionale del paese è liberata, gli internati sono sotto la tutela degli Alleati. Due giorni dopo l armistizio tra l Italia e gli Alleati, il 10 settembre 1943, è revocato il provvedimento d internamento 66. Gli ebrei italiani residenti nel sud e gli ebrei stranieri lì internati sono liberi. Spostiamoci però nell Italia settentrionale dove nasce la Repubblica sociale italiana. Sono stati già spiegati, all inizio del presente capitolo, i motivi dell istituzione dei campi di concentramento e perché la maggior parte di essi era situata nelle zone meridionali. Col variare della situazione politica, cioè la liberazione dell Italia meridionale, il governo della RSI con la collaborazione nazista comincia a gestire i campi di concentramento nella parte settentrionale dell Italia. Dal settembre del 1943 sono dunque istituiti vari campi di smistamento, tra cui il campo di Fossoli, Bolzano-Gries e Borgo San Dalmazzo. 67 Menzioniamo anche il carcere di San Vittore a Milano dove sono concentrati molti ebrei arrestati. Un altro campo che ci interesserà è il campo situato a Trieste, la Risiera di San Saba. In questo caso sarebbe errato nominarlo campo, perché questo è l unico campo di streminio sul territorio italiano. Poiché si tratta di campi più grandi, attraverso i quali passano migliaia di ebrei arrestati, riporteremo un immagine più dettagliata del campo di Fossoli, Bolzano, la Risiera di San Saba e il carcere San Vittore di Milano. 65 Cfr. C. S. Capogreco. 66 Cfr. ivi. 67 Fornito dall articolo Campi di concentramento italiani , trovato su

35 9.1. Fossoli Il campo di Fossoli, situato in provincia di Modena, è un centro di raccolta per ebrei. È istituito nel maggio 1942 come campo per prigionieri inglesi. Ma trovandosi in un luogo strategico della Repubblica sociale italiana, viene occupato dai tedeschi. Il 5 dicembre 1943 il campo funge da campo di concentramento per gli ebrei presenti in Italia, mentre alla data dell 8 febbraio 1944 il campo entra sotto la diretta amministrazione dei nazisti ed inizia la deportazione. 68 Le persone arrestate per motivi razziali o politici, vi fanno una breve sosta per essere poi deportati nei lager nazisti. Internato per ragioni razziali è a Fossoli anche Primo Levi, il quale viene poi deportato da Fossoli ad Auschwitz. È lui stesso a descrivere in modo sincero e aperto la sua terribile esperienza. Il tema dell olocausto, le condizioni di vita nei lager e la stessa esistenza dei campi di sterminio sono i temi fondamentali del suo libro Se questo è un uomo. 69 Il primo treno partito verso Auschwitz segna l inizio delle deportazioni, l inizio dei viaggi da cui vi non è ritorno. Durante i sette mesi di funzionamento del campo vengono deportate dall Italia cca persone, tra le quali metà sono ebrei, un terzo degli ebrei deportati in totale parte proprio da Fossoli 70 Il campo dopo 7 mesi di funzionamento, cioè dopo un tempo relativamente breve periodo, viene chiuso. Ciò a causa dell avvicinamento degli Alleati e dal moltiplicarsi delle attività partigiane nella zona. Perciò i nazisti il 2 agosto 1944 per motivi di sicurezza decidono di chiudere il campo e trasferirlo in una zona più sicura. 71 Gli internati sono trasferiti in un altro campo situato più a nord nel territorio italiano: il campo di Bolzano-Gries. 68 L informazione fornita dall articolo I campi italiani-fossoli, trovata su P.Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino Cfr. nell articolo I campi italiani-fossoli. 71 Cfr. L. P. Fargion, cap. La ricerca del centro di documentazione ebraica contemporanea sugli ebrei deportati dall Italia, Italia Judaica, Gli ebrei nell Italia unita , op.cit., p

36 9.2. Bolzano-Gries Il campo di Bolzano-Gries è un campo di smistamento e di raccolta dove vengono internati i politici, zingari, ebrei, partigiani. Questo campo è situato nella zona annessa al Reich tedesco. La zona del Trentino è considerata una zona militamente e politicamente sicura e perciò, per i motivi già esposti, vengono trasferiti a Bolzano gli internati del campo di Fossoli. I trasferimenti iniziano nell estate 1944 e questo periodo è considerato anche come l inizio del funzionamento del campo. 72 Parlando del campo di Bolzano usiamo corettamente il termine campo perché in questo casi si tratta di un campo vero e proprio. I prigionieri ricevono un distintivo a seconda della categoria a cui appartengono: un triangolo rosso per gli internati per motivi politici, azzurro per gli stranieri provenienti dagli stati nemici, rosa per le persone rastrellate e considerate meno pericolose, giallo per gli ebrei. I prigionieri sono divisi in diversi gruppi ed adetti a vari lavori. Agli uomini sono imposti mansioni come la riparazione dei binari distrutti dai bombardamenti, il trasporto di materiale per costruzione, l escavo di fosse per i cavi telefonici, la raccolta di pietre ecc. Per quanto riguarda le donne, queste sono addette ai lavori di pulizia o lavorano in cucina. Come vediamo si tratta, almeno nei caso dei maschi, di lavori duri, per i quali occorre notevole forza fisica. Un uomo nello svolgere un lavoro del genere deve essere ben nutrito, riposato. Il regime a cui erano sottoposti i prigionieri era esattamente all opposto, patendo continuamente la fame, soffrendo malattie che spesso non venivano curate, vivendo in condizioni precarie, essendo umiliati e torturati. Per il campo di Bolzano passano molti ebrei, in maggioranza arrestati nelle città settentrionali come Milano, Torino, Genova in seguito all ordine approvato il 30 novembre La Repubblica sociale italiana approva l ideologia dello sterminio totale degli ebrei, la nota soluzione finale della questione ebraica. E dunque tutti gli ebrei sia italiani che stranieri internati a Bolzano, restano nel campo solo alcune settimane o qualche mese. In seguito vengono caricati nei treni merce e deportati nei campi di sterminio nazisti. Le destinazioni degli ebrei deportati sono Mauthausen, Flossenburg, Auschwitz, Ravensbrueck, Dachau, ultimo convoglio diretto verso la Germania e la Polonia parte il 22 marzo Cfr. nell articolo I Campi italiani-bolzano, Cfr. ivi. 36

37 Pur restando soltanto un mese alla liberazione, quanto ormai è chiara la sconfitta dell alleanza nazi-fascista, ancora in quel periodo vengono uccise in massa persone innocenti. Non è noto il numero degli ebrei passati per questo campo, i nazisti distruggono tutto il materiale compromettente prima della liberazione. Il campo di Bolzano viene liberato nell aprile del 1945, alla liberazione sono presenti in campo cca progionieri Risiera di San Saba Come abbiamo già avuto modo di dire nel capitolo sulla RSI, dopo l armistizio dell 8 settembre 1943 la regione Venezia-Giulia non appartiene più al Regno d Italia ma è annessa alla Germania, la zona da quel momento è nota sotto il termine di Litorale Adriatico. Il campo della Risiera di San Saba è situato in un edificio che era adibito alla pilatura del riso. Prima è campo utilizzato dai nazisti pei i prigionieri italiani arrestati dopo l 8 settembre 1943 e dall ottobre, sempre del 1943, il campo triestino diventa un campo di raccolta e di smistamento per le persone destinate alle deportazioni in Polonia e Germania. I prigionieri arrivano in campo in seguito ai rastrellamenti effettuati non solo a Trieste, ma sull intero territorio delle regioni Venezia-Giulia, Veneto ed anche in Slovenia. È un campo dove sono internati partigiani, ebrei e prigionieri politici. San Saba diventa tristemente famoso perché si può parlare dell unico campo di sterminio sul territorio dello Stato italiano. Il campo ha pure un forno crematorio che entra in funzione il 4 aprile La città di Trieste è liberata tra il 29 e 30 aprile Prima che i partigiani jugoslavi giungano alla Risiera di San Saba, i nazisti fanno saltare il forno crematorio. Secondo le informazioni tratte dal già citato sito internet, basati sulle testimonianze dirette dei sopravvissuti, le vittime uccise nel campo sarebbero cca e il numero dei prigionieri raccolti nella Risiera di San Saba e deportati nei campi, tra cui Buchenwald, Dachau ed Auschwitz, ammonterebbero a Cfr. nell articolo I campi italiani-bolzano, sul sito internet 75 fornito dall articolo I campi italiani-risiera di San Saba, trovato su Cfr. ivi. 37

38 9.4. Il carcere di San Vittore Il carcere di San Vittore, situato nel centro di Milano, da carcere penale viene adibito a campo di concentramento per gli ebrei. È un campo di raccolta per gli ebrei di Milano, di tutta la Lombardia, della zona della frontiera italo-svizzera e delle grandi città settentrionali come Torino e Genova. Oltre agli ebrei vi sono rinchiusi anche i prigionieri politici. Il campo è gestito dai nazisti i quali il 10 settembre 1943 occupano alcune parti del carcere 77. Si tratta, come nella maggior parte dei campi fascisti, di un campo di raccolta. Le persone di razza ebraica sono spesso sottoposte ad un interrogatorio, il cui scopo è rilevare i nomi i gli indirizzi di altri ebrei in clandestinità o il nascondiglio dei loro beni. In quei momenti, secondo le testimonianze, i nazisti non risparmiano schiaffi, pugni, calci. Da numerose testimonianze raccolte nel testo di Liliana Piciotto Fargion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione, sappiamo che nella vita quotidiana del campo non mancavano maltrattamenti e umiliazioni che gli ebrei dovevano subire. Per darne un immagine menzioniamo per esempio che in un periodo agli ebrei è vietato sedersi dalle ore 7 alle 19 o che nella notte tutti i prigionieri sono svegliati per fare ginnastica. Tutti devono mettersi in ginocchio ai lati di un corridoio ed al commando delle guardie devono saltare senza pausa. A nessuno è permesso di evitarlo, neanche agli anziani o ai malati. Oppure alcuni prigionieri, per far divertire le guardie, sono costretti a pulire le latrine con la lingua. 78 L arrivo degli arrestati al carcere è continuo, sia di giorno che di notte. Gli ebrei sono arrestati durante le retate i rastrellamenti, o semplicemente in strada o nelle loro case.gli ebrei arrestati passano un determinato periodo nel campo e poi sono inviati nei lager polacchi o tedeschi. Dal carcere di San Vittore partono 15 convogli. Nella maggior parte dei casi i convogli hanno come meta il campo di Auschwitz, l ultimo convoglio lascia la stazione centrale di Milano il 15 gennaio Il carcere di San Vittore viene liberato nell aprile Fornito dall opera di L. P.Fargion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943/45, Persecuzione e deportazione, op. cit., p Cfr. ivi, p Cfr. ivi, p

39 10) Le cifre delle deportazioni in Italia Prima di riportare le cifre delle deportazioni, dobbiamo avvertire che le dati riguardanti i deportati e le vittime degli anni della persecuzione variano, perché spesso risulta difficile stabilire un numero esatto, dato che la maggior parte dei documenti è stata distrutta dai nazisti o dai fascisti. Riportiamo le cifre fornite da L.P.Fargion e M.Sarfatti, in particolare il numero di deportati ebrei nei singoli campi di sterminio così come nello schema elaborato da Liliana Picciotto Fargion 80 : Campo Deportati Auschwitz Bergen Belsen 408 Ravensbrueck 99 Buchenwald 24 Flossenburg 39 Altri campi per politici 38 Luogo ignoto 187 Totale Da rilevare, oltre al numero delle persone deporate dall Italia, pure il numero delle persone liberate nei singoli campi, anche in questo caso i dati sono forniti dalla stessa Fargion: Campo Auschwitz 114 Bergen Belsen 85 Biberach 150 Buchenwald 39 Dachau 32 Flossenburg 7 Gross Rosen 4 Mauthausen 37 Natzwiler 2 Neuengamme 2 Ravensbrueck 33 Terezin 24 Vittel 145 Altri luoghi 30 Luogo ignoto 126 Totale 830 Liberati 80 Da M. Sarfatti, a cura di, L. P. Fargion, cap. La liberazione dei campi di concentramento, Il ritorno alla vita: vicende e diritti degli ebrei in Italia dopo la seconda guerra mondiale, op.cit., p

40 Al numero delle vittime dobbiamo aggiungere anche ebrei deportati delle isole di Rodi e Kos, isole nel mare Egeo, i quali avendo la cittadinanza italiana, attribuitagli nel 1924, non sfuggono all ordine dell internamento. 81 Al numero degli ebrei morti nei campi nazisti, che ammonta a 8.954, si devono aggiungere inoltre 303 ebrei uccisi sul territorio italiano 82, il che significa in totale cca. il 20% della popolazione ebraica italiana. Dobbiamo quindi verificare quante persone si salvino. Secondo i dati forniti da Michele Sarfatti gli ebrei che riescono a sottrarsi alla deportazione sono cca tra cui cca. 500 si rifugiano nell Italia meridionale, raggiungono la Svizzera e il resto, cioè cca persone, vivono in clandestinità. 83 Come vediamo il numero delle vittime della persecuzione e deportazione in Italia non è così elevato come in altri paesi d Europa. Questo è dovuto principalmente a due fattori: le deportazioni degli ebrei iniziano in Italia solo alla fine del 1943, quindi più tardi che negli altri stati, in secondo luogo tale dato si deve anche all aiuto della popolazione italiana, la quale aiuta gli ebrei a nascondersi e in conseguenza a sopravvivere. 81 Cfr. L.P. Fargion, cap. La ricerca del Centro di documentazione ebraica contemporanea sugli ebrei deportati dall Italia, Italia Judaica, Gli ebrei nell Italia unita , op.cit., p Cfr. ivi, p trovato sul sito internet il cui autore è M. Avagliano, Ebrei e fascismo, 40

41 10.1. Gli ebrei deportati dall Italia per provincia di arresto 84 Provincia n. Provincia n. Alessandria 48 Padova 55 Ancona 3 Parma 70 Aosta 19 Pavia 15 Arezzo 29 Pescara 1 Ascoli Piceno 33 Piacenza 5 Asti 45 Pisa 17 Belluno 6 Pistoia 77 Bergamo 37 Pola 7 Bologna 110 Ravenna 22 Bolzano 35 Reggio Emilia 18 Brescia 20 Rieti 15 Chieti 21 Roma Como 114 Rovigo 41 Cremona 2 Savona 9 Cuneo 383 Siena 16 Ferrara 71 Sondrio 55 Firenze 291 Teramo 156 Fiume 221 Torino 246 Forlì 11 Trento 12 Frosinone 15 Treviso 25 Genova 152 Trieste 546 Gorizia 34 Udine 37 Grosseto 36 Varese 172 Imperia 41 Venezia 230 L Aquila 26 Vercelli 20 La Spezia 8 Verona 45 Latina 1 Vicenza 44 Livorno 35 Viterbo 11 Lucca 107 Territori jugoslavi 26 Macerata 63 ex italiani Mantova 46 Dato ignoto 618 Milano 302 TOTALE Modena 70 Nato in stato di 1 Novara 20 arresto 84 Da Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria. Gli Ebrei deportati dall'italia ( ). Ricerca del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Mursia, Milano 1991, p. 29, trovato in 41

42 10.2. Gli ebrei in Italia nel Da Michele Sarfatti, Gli ebrei nell Italia fascista. Vicende, identità, persecuzione, Einaudi, Torino 2000, pp , trovato in 42

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