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2 Si ringraziano: Lucio Formigoni, Renato Michelatti e Ferdinando Pagnoncelli, ABACUS (Milano), che hanno realizzato l indagine su Il monitoraggio sull applicazione della riforma universitaria, curando il piano di campionamento, la rilevazione e l elaborazione dei dati e la rappresentatività del campione; Giunio Luzzatto che ha predisposto i questionari per la rilevazione di cui sopra. Copyright 2003 by Fondazione CRUI, Roma, Italy Tutti i diritti riservati. E vietata la riproduzione, anche parziale o ad uso interno o didattico, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia, non autorizzata dalla Fondazione CRUI. Editing: Marina Delli Quadri Finito di stampare nel mese di luglio 2003 dalla tipografia Città Nuova della P.A.M.O.M. Via S. Romano in Garfagnana, Roma - tel

3 l università che cambia: un primo contributo per un analisi del mutamento del sistema universitario italiano La riforma universitaria Una indagine sui docenti: dall estraneità al coinvolgimento di Patrizia Dilorenzo e Emanuela Stefani I Volume

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5 Fondazione CRUI V INDICE Prefazione Alessandro Bianchi » IX Introduzione Emanuela Stefani » XI PARTE PRIMA CAPITOLO PRIMO Quadro istituzionale e descrizione dell indagine 1. Finalità e obiettivi » 1 2. Durata e fasi » 1 3. Descrizione delle attività svolte » 1 4. Obiettivi e articolazione del documento » 2 CAPITOLO SECONDO Quadro metodologico 1. Impostazione metodologica generale » 3 2. Universo e campione » 3 3. Strumenti tecnici » 4 PARTE SECONDA CAPITOLO TERZO La riforma universitaria: un primo parere degli attori del sistema 1. L opinione espressa in merito all impianto normativo della riforma universitaria » 7

6 VI Fondazione CRUI 2. Alcune osservazioni sulla riforma espresse dai Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea e dai Presidi di Facoltà » Le opinioni espresse in merito all attuazione della riforma universitaria da parte degli Atenei » Le strategie didattiche e la definizione dei corsi di laurea » 16 CAPITOLO QUARTO L autonomia degli atenei: un parere sui rischi e sui fattori di forza 1. La definizione delle attività e degli obiettivi formativi » La denominazione dei corsi di laurea » Il rapporto tra le università e il mondo del lavoro » 24 CAPITOLO QUINTO Il rapporto tra formazione scientifico-culturale e formazione professionalizzante 1. La cultura universitaria e le competenze professionali: un rapporto conflittuale? » La differenziazione dei corsi di laurea » 34 CAPITOLO SESTO Gli studenti e la riforma universitaria 1. La valutazione dello stato di preparazione iniziale degli studenti..» L utilizzazione di strumenti di valutazione della preparazione degli studenti da parte delle università » Il ruolo dello studente nella nuova organizzazione universitaria...» 39 CAPITOLO SETTIMO L introduzione di elementi di valutazione nelle università 1. L opinione dei docenti in merito all utilizzazione di sistemi di valutazione all interno delle università » 41

7 Fondazione CRUI VII 2. L opinione dei docenti in merito alle aree di valutazione della qualità all interno del sistema universitario » 43 ALLEGATI - I questionari » 47 - La documentazione ABACUS » 83

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9 Fondazione CRUI IX PREFAZIONE ALESSANDRO BIANCHI Rettore dell Università Mediterranea di Reggio Calabria, Componente del board di CampusOne La pubblicazione qui presentata sintetizza i risultati di una indagine condotta sui docenti universitari in merito alla riforma universitaria e dell analisi dei Regolamenti didattici di ateneo. Le metodologie e le tecniche adottate per le attività di ricerca, e gli esiti che ne sono scaturiti, sono ampiamente illustrati nel testo e sinteticamente richiamati nella introduzione. Ciò che qui preme sottolineare è che l uscita della pubblicazione cade in un momento particolarmente delicato del percorso di attuazione della riforma degli ordinamenti didattici, introdotta dal D.M. n. 509/99 e avviata in quasi tutte le Università a partire dall a.a Come è noto, infatti, il Ministro dell Università e della Ricerca ha di recente presentato una proposta di decreto che modifica in modo sostanziale taluni aspetti del precedente provvedimento, per cui almeno due considerazioni in merito appaiono ineludibili. La prima è che i risultati dell indagine mostrano chiaramente che la riforma avviata ha innescato un processo di cambiamento all interno del sistema universitario di grande portata e tale da modificarne in prospettiva alcuni dei caratteri fondativi, anche se, come diversamente non poteva essere, permangono numerosi aspetti che richiedono ancora grande attenzione e, soprattutto, necessitano di strumenti di supporto per consentirne un efficace implementazione nei diversi contesti universitari. Di fatto, il Progetto CampusOne ha certamente rappresentato un valido strumento di supporto all avvio della riforma, sia pur rivolto ad un numero limitato di corsi di laurea (circa 270). Il successo riscontrato, tuttavia, ha convinto molti Atenei a coinvolgere altri corsi di laurea nelle attività, tanto che al momento i corsi

10 X Fondazione CRUI di laurea interessati dal Progetto CampusOne sono più di 400 e sembrano destinati ad aumentare ulteriormente. Il processo di riforma ancora in atto necessita, quindi, di ulteriori strumenti a supporto delle università che garantiscano il passaggio delle informazioni tra i differenti contesti territoriali, la condivisione delle buone pratiche attivate nei differenti campi di azione della riforma (valutazione, management didattico, rapporti con il territorio, e via dicendo), il supporto gestionale e formativo necessario all adeguamento del sistema universitario alle specifiche richieste di miglioramento, legate all applicazione della riforma. Ciò detto, la seconda considerazione appare quasi scontata ed è che quanto finora emerso dall attuazione della riforma consolida il convincimento, ampiamente condiviso dal sistema universitario italiano, che prima di introdurre modifiche alla riforma stessa, sia opportuno seguirne l attuazione per lo meno fino al termine del primo triennio della nuova laurea, sviluppando nel frattempo in modo più incisivo l attività di monitoraggio e l analisi dei risultati che scaturiscono dalle esperienze in corso. La Fondazione CRUI si augura che il lavoro raccolto in questi volumi possa andare in questa direzione, fornendo elementi di conoscenza utili all analisi della realtà universitaria e alla scelta delle soluzioni migliori per il suo futuro, che è parte non irrilevante del futuro della società italiana.

11 Fondazione CRUI XI INTRODUZIONE EMANUELA STEFANI Direttore Operativo CRUI Nel 2000 veniva avviata la riforma universitaria che completava il ciclo dell autonomia universitaria, statutaria, budgetaria ed infine didattica. La Conferenza dei Rettori, considerata l importanza di questo passaggio, decise di monitorarne l applicazione e, allo stesso tempo, di sostenerne gli elementi più significativi ed innovativi: valutazione, rapporti con gli stakeholders, management didattico, certificazione linguistica ed informatica, diffusione dell ICT. Tutto ciò attraverso CampusOne, un progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che coinvolge 71 dei 77 atenei italiani e quasi 500 corsi di studio, tra quelli finanziati direttamente dal progetto (270) e altri che ne seguono le linee guida sperimentandone gli aspetti più significativi. All avvio di CampusOne la Conferenza dei Rettori ha chiesto alla Fondazione CRUI (che gestisce il progetto) la realizzazione di uno studio che, da un lato, fotografasse il pensiero dei docenti, chiamati in prima persona ad applicare una riforma epocale ma sconosciuta nelle sue molte caratteristiche, per proiettarne la reale portata nel medio periodo; dall altro, analizzasse le modalità di applicazione della riforma stessa, così come interpretate dall autonomia dei singoli atenei. Tutto ciò nella consapevolezza che una verifica costante dell applicazione della riforma fosse necessaria per correggere il tiro in itinere, secondo lo stesso processo continuo applicato ai corsi CampusOne che prevede, in successione, le fasi di pianificazione, azione, verifica e miglioramento. Oggi il dibattito è più che mai aperto, soprattutto in seguito alle modifiche del D.M. n. 509/99 proposte dal Ministro Moratti. In questo senso il Progetto CampusOne svolge un indiscutibile funzione di servizio, evidenziando alcuni aspetti critici della riforma ed altri, invece, vincenti. Questa pubblicazione intende offrire un ulteriore contributo di riflessione a

12 XII Fondazione CRUI coloro che con tanta passione hanno lavorato e lavorano nell Università. Un istituzione uscita finalmente dalla sua torre eburnea, che vuole oggi raccogliere sfide difficili, confrontandosi alla pari con le altre istituzioni, e che vuole essere riconosciuta risorsa strategica per il Paese in grado di incidere con forza sulle sue strategie di sviluppo. Nel primo semestre dello scorso anno la CRUI, al fine di raccogliere le opinioni degli attori del sistema universitario, ha commissionato ad ABACUS un indagine che ha coinvolto 400 Presidi di Facoltà, Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea e docenti. Sempre nel 2002 è stata avviata la raccolta delle norme comuni (parte generale) di tutti i Regolamenti didattici di Ateneo, con l obiettivo di creare una banca dati aggiornabile e realizzare una prima analisi e un primo confronto tra le differenti soluzioni adottate nei vari contesti universitari. Questa pubblicazione descrive i risultati di tali attività. L indagine commissionata ad Abacus e realizzata a pochi mesi dall avvio della riforma, non poteva che presentare pareri non definitivi su un processo che è, di fatto, ancora in corso. La banca dati dei Regolamenti didattici - ormai completata e reperibile sul sito della CRUI - ha rappresentato un grande sforzo per la Fondazione CRUI, impegnando per quasi un anno il Centro studi nella raccolta e nell aggiornamento di tali documenti. Il risultato è stato ragguardevole e ha consentito di evidenziare, da un lato, la capacità del sistema universitario di recepire gli stimoli provenienti dal legislatore e, dall altro, di toccare con mano la vivacità del sistema riscontrabile nelle differenti soluzioni - in molti casi originali e precise - che gli atenei hanno saputo dare alle molteplici richieste di intervento provenienti dal D.M. 509/99. A conclusione di queste attività, che possono rappresentare un primo contributo al monitoraggio dell applicazione della riforma universitaria, il giudizio che si può trarre è complessivamente positivo. Se da un lato il sistema universitario sembra aver reagito prontamente alla riforma, d altro lato, la riforma sembra aver svegliato un sistema intorpidito da un lungo periodo di stasi.

13 Fondazione CRUI XIII L indagine Abacus - che ha lavorato essenzialmente sulla percezione della riforma da parte dei docenti universitari, dei Presidenti di Corso di Laurea e dei Presidi di Facoltà presenta un quadro abbastanza rassicurante. I Presidi di Facoltà e i Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea esprimono un giudizio prevalentemente positivo rispetto all assetto normativo della riforma. Individuano, però, due aree critiche: le rigidità dell impianto normativo tale da ostacolare, in alcuni casi, l efficace attuazione del dettato legislativo da parte degli Atenei; la mancata previsione di risorse aggiuntive per l attuazione della riforma. Una elevata percentuale di docenti universitari ritiene che, nonostante un forte disorientamento legato alla genericità del quadro normativo di riferimento, la riforma sarà in grado di rispondere ad esigenze a cui da tempo il sistema universitario cerca di dare risposta. Si tratta di aspetti importanti, quali la possibilità di abbreviare i tempi di conseguimento del titolo di studio; la capacità del sistema universitario di rispondere a differenti esigenze formative; la possibilità di facilitare la mobilità degli studenti a livello nazionale e internazionale e, infine, la possibilità di ridurre il fenomeno degli abbandoni che, insieme a quello dei fuori corso, rappresenta uno degli elementi che caratterizzano in negativo il sistema universitario in Italia. Il parere espresso rispetto alla capacità di attuare la riforma universitaria è generalmente più critico e non presenta differenze di rilievo tra i differenti target coinvolti nell indagine (solo il 23% dei Presidi di Facoltà e dei Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea e il 18% dei docenti esprimono un giudizio positivo in merito all attuazione della riforma da parte degli Atenei). Una percentuale elevata dei soggetti coinvolti nell indagine (circa il 50%) preferisce non sbilanciarsi ed esprime un parere intermedio, giudicando né bene, né male l applicazione della riforma da parte degli atenei. Rispetto ad un argomento tanto discusso, quale il rapporto tra formazione scientifico-culturale e formazione professionalizzante, i risultati emersi mostrano una molteplicità di opinioni. Una elevata percentuale degli intervistati è convinta

14 XIV Fondazione CRUI che la laurea possa avere validità sia per la spendibilità immediata sul mercato del lavoro, che per la prosecuzione degli studi (è di questo parere, il 77% dei Presidenti di Consiglio Corso di Laurea, il 70% dei Presidi di Facoltà e il 49% dei docenti). D altro canto la possibilità di una esplicita differenziazione tra lauree con obiettivi pratici e lauree con obiettivi scientifici viene considerata negativamente dal 66% dei Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea, dal 58% dei Presidi di Facoltà e dal 49% dei docenti. Ormai è chiaro che è sul primo livello di studi che si gioca la difficile scommessa dell equilibrio (necessariamente instabile e variabile nelle diverse specificità) tra formazione metodologica di base e formazione più professionalizzante. L obiettivo rimane quello di creare figure dotate di una solida preparazione di base, capaci di padroneggiare l evoluzione e di proseguire nei livelli successivi di studio e, contemporaneamente, in grado di inserirsi validamente nel mondo del lavoro. Questa duplice valenza del primo livello è proprio la garanzia dell assunzione di responsabilità delle università verso la società e verso lo stesso sistema universitario e la ricerca. In definitiva, questa responsabilizzazione rappresenta l anticorpo ideale contro il virus della dequalificazione, che il sistema nel suo complesso e le singole università sono chiamate a contrastare. Come ha fatto osservare un docente, rinunciare a questa sfida significherebbe tradire lo spirito della riforma. Informazioni interessanti emergono anche dall analisi dei Regolamenti didattici di ateneo. Alcuni critici della riforma universitaria hanno rilevato una contraddizione tra l idea generale di autonomia didattica delle università e le norme piuttosto dettagliate presenti nel D.M. n L analisi puntuale del decreto mostra invece che, relativamente a molti aspetti, esso non individua soluzioni dettagliate ma enuncia esplicitamente l esigenza che ogni ateneo adotti la necessaria normativa. È evidente, quindi, che i Regolamenti didattici di ateneo rappresentano l elemento centrale in grado di consentire l attuazione stessa dell autonomia. Per l importanza di questi materiali, la Fondazione CRUI ha ritenuto utile costruire una banca dati,

15 Fondazione CRUI XV che sarà aggiornata in tempo reale, e che intende porsi come strumento di conoscenza reciproca per gli atenei, oltre che come utile strumento di analisi dell attuazione della riforma. La banca dati è stata costruita classificando i contenuti dei Regolamenti didattici secondo specifiche voci desunte dal D.M. n La lettura di alcune di queste voci e il confronto tra le differenti soluzioni adottate dagli atenei consente alcune riflessioni legate all avvio della riforma e al ruolo che sta svolgendo nella modernizzazione del sistema universitario italiano. Una prima riflessione riguarda l area della valutazione: il tema, così importante per il futuro delle università, sembra essere definitivamente entrato a far parte del linguaggio dell intero sistema universitario. A questo proposito è possibile rilevare la presenza di scelte di enorme interesse, quale, ad esempio, quella effettuata dall ateneo di Firenze di prevedere analisi di valutazione anche degli esiti occupazionali, i cui risultati costituiranno criterio di programmazione dell attività didattica e saranno utilizzati anche al fine di una revisione periodica dei regolamenti didattici dei corsi di studio. Sono molti i Regolamenti didattici che attribuiscono importanza al supplemento al diploma, aggiungendo ulteriori elementi a quanto previsto dal D.M. n Alcuni atenei stabiliscono che, su richiesta dell interessato, il supplemento al diploma potrà essere redatto anche in lingua inglese. Fermo restando il riferimento al modello europeo, diversi Regolamenti didattici prevedono che gli organismi accademici precisino ulteriormente le modalità di redazione, attribuendo questo compito in molti casi al Senato Accademico. Quanto emerso dall analisi dei Regolamenti didattici consolida la convinzione che, prima di dar luogo a eventuali modifiche al D.M. n. 509, sarebbe importante seguirne l attuazione - ancora troppo recente per poter trarre conclusioni in merito alla sua efficacia - sviluppando ulteriori attività di monitoraggio e analisi di quello che sta accadendo nei vari contesti universitari. I risultati emersi dalle attività della Fondazione CRUI evidenziano come la

16 XVI Fondazione CRUI riforma abbia innescato un processo di cambiamento all interno del sistema universitario, anche se sono riscontrabili numerosi aspetti che meritano ancora attenzione e necessitano sicuramente di attività di supporto perché la loro implementazione da parte di tutti i contesti universitari sia allo stesso tempo originale ed efficace. I risultati di queste prime attività di analisi e monitoraggio della riforma negli atenei vengono pubblicati contemporaneamente alla decisione del Ministero di apportare alcune modifiche alla riforma. E auspicabile che esso possa costituire un utile contributo all analisi della realtà e alla scelta delle soluzioni migliori per il futuro delle università, dei suoi studenti e della società italiana in generale.

17 PARTE PRIMA

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19 Fondazione CRUI 1 CAPITOLO PRIMO Quadro istituzionale e descrizione dell indagine 1. FINALITÀ E OBIETTIVI La Fondazione CRUI, nell ambito del progetto CampusOne, ha commissionato ad Abacus un indagine sulla riforma universitaria. L obiettivo generale che la Fondazione CRUI ha inteso perseguire con la realizzazione di questa indagine è stato quello di approfondire la conoscenza in merito alla percezione dei differenti soggetti del sistema università rispetto alla riforma universitaria. In particolare, l indagine si proponeva di: raccogliere informazioni sul processo di riforma in atto nelle università; confrontare il parere dei differenti attori del sistema universitario sulla riforma. 2. DURATA E FASI L indagine si è svolta in un periodo di 6 mesi (gennaio-giugno 2002) ed è stata articolata nelle seguenti fasi: una prima fase (gennaio 2002), che ha previsto l individuazione dei vari target di riferimento, la predisposizione degli strumenti tecnici e la definizione del campione; una seconda fase (febbraio-maggio 2002) in cui sono stati inviati e compilati i questionari; una terza fase (giugno 2002) in cui i dati pervenuti sono stati elaborati e interpretati. 3. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ SVOLTE La prima fase, come si è detto, ha comportato, innanzitutto, l individuazione dei differenti target a cui indirizzare l indagine (Presidenti dei Consigli di Corso di Laurea, Presidi di Facoltà, docenti). Si è passati all elaborazione degli strumenti

20 2 Fondazione CRUI tecnici. Infine, sono state individuate le unità campionarie a cui inviare i questionari per la raccolta dei dati. La seconda fase ha previsto la ricerca sul campo, tramite l invio dei questionari per posta elettronica a circa Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea; 400 Presidi di Facoltà; docenti universitari. Durante la terza fase dell indagine, i dati e le informazioni raccolte durante la ricerca sul campo sono stati elaborati e interpretati da Abacus che ha provveduto a elaborare un documento finale. 4. OBIETTIVI E ARTICOLAZIONE DEL DOCUMENTO Questo documento è stato elaborato dalla Fondazione CRUI, sulla base dei dati dell indagine realizzata da Abacus ed ha l obiettivo di offrire uno strumento di analisi e di informazione particolarmente utile nell attuale dibattito sui possibili aggiustamenti della riforma didattica, mediante la diffusione dei principali risultati emersi dall indagine e, soprattutto, di individuare gli elementi della riforma che già un anno fa apparivano di maggior successo e, d altro lato, gli aspetti che meritano ulteriore sostegno al fine di migliorare l efficacia della recente riforma universitaria, indipendentemente dalle ragioni per le quali questi siano punti deboli (o presentati tali) o vengono considerati come possibili punti deboli. La prima parte del documento è dedicata alla presentazione del quadro istituzionale dell indagine e della metodologia utilizzata per la sua realizzazione. Nella seconda parte saranno illustrati i risultati dell indagine relativi, in particolare, ai questionari inviati tramite posta elettronica. L analisi riguarderà i seguenti aspetti: la riforma universitaria; i rischi e i fattori di forza derivanti dall autonomia degli atenei; il rapporto tra formazione scientifico-culturale e formazione professionalizzante; gli studenti e la riforma universitaria; la valutazione nelle università.

21 Fondazione CRUI 3 CAPITOLO SECONDO Quadro metodologico dell indagine 1. IMPOSTAZIONE METODOLOGICA GENERALE Per la realizzazione dell indagine è stato scelto un approccio di tipo quantitativo e uno di tipo qualitativo. Attraverso l analisi di tipo quantitativo si intendeva raccogliere dati e pareri in merito a numerosi aspetti della riforma, sia relativi al suo impianto normativo che alla sua prima fase di attuazione. L analisi di tipo qualitativo, invece, ha inteso approfondire alcuni aspetti della riforma attraverso le osservazioni espresse dai differenti soggetti coinvolti nell indagine e, in particolare, dai Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea e dai Presidi di Facoltà. I target di riferimento dell indagine sono stati scelti, cercando di prendere in considerazione soggetti che, sin dall inizio sono stati coinvolti nelle varie fasi del processo di attuazione della riforma universitaria e soggetti che, invece, non sono stati coinvolti attivamente in tale fase. In particolare, i target della ricerca sono stati individuati nelle seguenti categorie: - i Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea, competenti per almeno un Corso di Laurea triennale avviato; - i Presidi di Facoltà, in cui è stato avviato almeno un Corso di Laurea triennale (escludendo i Presidenti di Corso di Laurea); - i docenti universitari (escludendo i Presidi e i Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea). 2. UNIVERSO E CAMPIONE Per quanto riguarda i primi 2 target, i Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea e i Presidi di Facoltà, non è stato individuato alcun campione, e il questionario è stato inviato ai circa Presidenti e 400 Presidi che rappresentano l universo di riferimento. Per quanto riguarda i docenti, invece, su un totale di circa individui,

22 4 Fondazione CRUI è stato selezionato un campione casuale semplice composto da docenti. I questionari, come si dirà nel prossimo paragrafo, sono stati inviati per posta elettronica e auto-compilati. La numerosità dei questionari compilati in rientro è stata di 826 questionari per i Presidenti, corrispondente al 47% dei questionari inviati; di 172 questionari compilati per i Presidi, corrispondente al 43% del totale dei questionari inviati; e, infine, di questionari compilati dai docenti sui inviati, corrispondenti a circa il 22%. Per il target dei docenti, nonostante l alto tasso di non risposta, la rappresentatività del campione, rispetto alla popolazione di riferimento è garantita dall analisi riportata in allegato (pag. 87, slide 6), in cui risulta evidente che le mancate risposte non hanno avuto un impatto distorsivo sulla struttura del campione. 3. STRUMENTI TECNICI Per la raccolta dei dati, sono stati elaborati 3 differenti questionari, uno per ogni target di riferimento. I questionari elaborati per i Presidenti dei Consigli di Corso di Laurea e per i Presidi di Facoltà hanno domande prevalentemente comuni, con alcune differenziazioni legate al particolare ruolo svolto nel conteso universitario, e hanno consentito la raccolta di dati e informazioni in merito agli obiettivi e alle attività formative; alla preparazione degli studenti; ai curricula e alla loro spendibilità nel mondo del lavoro; agli ordinamenti didattici; alla riforma in generale. Il questionario elaborato per i docenti universitari, invece, conteneva solo alcune domande comuni agli altri due target. Infatti, si è preferito dare particolare attenzione alle opinioni dei docenti in merito all organizzazione degli studi e alla didattica; alla funzione del docente a seguito della riforma; e, infine, alla riforma nel suo complesso. I questionari sono stati inviati via Internet e auto-compilati dai soggetti coinvolti nell indagine.

23 PARTE SECONDA

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25 Fondazione CRUI 7 CAPITOLO TERZO La riforma universitaria: un primo parere degli attori del sistema Una prima grande area di indagine ha riguardato il parere dei differenti attori del sistema universitario rispetto alla riforma, al suo impianto normativo e all effettiva attuazione da parte degli atenei. Rispetto a questa specifica area di indagine, si è preferito dare particolare attenzione alle opinioni del target composto dai docenti, in quanto sono gli attori del sistema universitario che hanno avuto minore possibilità di esprimere il proprio parere in merito alla riforma, rispetto ai Presidenti di Corso di Laurea e ai Presidi di Facoltà. Occorre sottolineare che l indagine è stata condotta immediatamente dopo l avvio della riforma e, dunque, in un periodo temporale in cui molte università erano ancora totalmente immerse nella progettazione dei curricula e nella conseguente riorganizzazione delle strutture di sostegno della didattica. Questo documento, dunque, vuole costituire oltre che un primo monitoraggio dell applicazione della riforma, un punto di partenza rispetto al quale confrontarsi, per esempio tra un triennio, per poter meglio verificare la veridicità dei dubbi, delle perplessità, dei timori e delle certezze ora riscontrati. 1. L OPINIONE ESPRESSA IN MERITO ALL IMPIANTO NORMATIVO DELLA RIFORMA UNIVERSITARIA L opinione generale fornita dai vari attori del sistema universitario in merito all impianto complessivo della riforma al livello normativo presenta qualche differenza. Come si può notare dal Grafico 1, i Presidi di Facoltà esprimono il giudizio più positivo (42%) rispetto alla normativa che ha introdotto la riforma universitaria, contro il 41% dei Presidenti di Consiglio di Corso di Laurea e solo il 23% dei docenti 1. I docenti, quindi, sembrano più scettici rispetto alla normativa che 1. Le percentuali indicate sono la somma delle percentuali delle risposte bene e molto bene.

26 8 Fondazione CRUI disciplina la riforma universitaria. È anche vero, però, che ben il 38% ha preferito esprimere un giudizio intermedio ( né bene, né male ), mentre ad esprimere un giudizio decisamente negativo ( male o molto male ) è il 39% dei docenti che hanno risposto al questionario. Come è stato già accennato, un obiettivo dell indagine era quello di raccogliere le opinioni dei docenti sulla riforma universitaria e a tal fine ai docenti sono state fatte altre domande. In particolare, è stato chiesto se il quadro normativo di riferimento della riforma fosse, a loro parere, troppo generico, determinando un forte disorientamento da parte dei docenti e degli organi chiamati ad applicarla, oppure giustamente generico, per garantire una forte autonomia didattica ai singoli Atenei, il 56% dei docenti si è dichiarato d accordo con la prima interpretazione. Quindi, più della metà dei docenti dichiara di aver avvertito un forte disorientamento durante l applicazione della riforma universitaria ed è questo forse il motivo che porta i docenti ad esprimere un giudizio non positivo sulla normativa di riferimento della riforma universitaria. Senza voler anticipare risposte, è comunque interessante notare come dopo un anno esatto, nel dibattito sulle modifiche da apportare alla riforma, il mondo accademico chiede di non toccare l impianto normativo perché è necessario un periodo di sedimentazione dell applicazione della riforma. Graf. 1 Risposte fornite dagli intervistati alla domanda Come giudica l impianto complessivo della riforma a livello normativo? % Presidi di facoltà 39 Pres. Consiglio di corso di laurea Docenti Molto male Male Né bene, né male Bene Molto bene Fonte: elaborazione Fondazione CRUI su dati Abacus

27 Fondazione CRUI 9 Ai docenti è stato chiesto di esprimere una valutazione sul livello di coinvolgimento, nel processo di riforma, dei vari attori del sistema universitario. I singoli docenti, a parere degli intervistati, sono gli attori del sistema che, insieme agli studenti, sono stati meno coinvolti nel processo di riforma (Graf.2). Gli stati d animo che sembrano caratterizzare il rapporto dei docenti nei confronti del cambiamento in atto all interno dell università sono, quindi, sintetizzabili in un senso di disorientamento e nello scarso coinvolgimento nell attuazione della riforma. Graf. 2 Risposte fornite dai docenti intervistati, alla domanda Facendo riferimento alla Sua Università, quale è stato, a Suo parere, il livello di coinvolgimento nel processo di riforma dei diversi organi d Ateneo e dei singoli pubblici interessati? % Coinvolgimento nullo Coinvolgimento elevato 0 Senato accademico Consiglio della facoltà di appartenenza Altri consigli di CdL della facoltà di appartenenza Singoli docenti Organizzazioni studentesche Non sa Fonte: elaborazione Fondazione CRUI su dati Abacus Rispetto alla riforma universitaria, ai soli docenti è stato chiesto un ulteriore giudizio in merito alla capacità dell impianto normativo della riforma di rispondere adeguatamente agli obiettivi indicati nei documenti istitutivi. In particolare, è stato chiesto un parere in merito alla capacità dell impianto normativo di: - abbreviare i tempi di conseguimento del titolo di studio; - ridurre il fenomeno degli abbandoni;

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