Il riconoscimento e la tutela dei dislessici sono finalmente legge dello Stato

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Il riconoscimento e la tutela dei dislessici sono finalmente legge dello Stato"

Transcript

1 Associazione Docenti Italiani Il riconoscimento e la tutela dei dislessici sono finalmente legge dello Stato

2 Biografie che imboccheranno la strada giusta? Quante biografie di dislessici imboccheranno la via giusta o raddrizzeranno quella pesantemente obliqua già intrapresa ora che la legge dello Stato li riconosce e li tutela? Si tratta di circa bambini e ragazzi nella popolazione compresa tra 6 e i 19 anni (per la verità le stime oscillano tra il 3 e il 5 %), le cui storie personali sono effettivamente gravate da difficoltà di lettura, scrittura, calcolo fortemente condizionanti, derivanti da una singolarità di funzionamento mentale su base neurobiologica. Questi disturbi possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana, come ricorda la legge stessa (art.1, comma 1), che pone tra le proprie finalità anche quella di ridurre i disagi relazionali ed emozionali dei dislessici (art.2, lettera c). Biografie: il piccolo libro di testimonianze autobiografiche curato da Giacomo Stella ( Storie di dislessia, Libriliberi, 2002) è forse il modo più efficace per entrare nella reale dimensione che il problema può assumere: Qualche volta di notte sogno che di colpo imparo a leggere. Le prime volte, quando mi svegliavo la mattina provavo [a leggere], per vedere se era vero, per fortuna non sapevo in anticipo che avrei dovuto leggere [è la sposa che parla: la formula di matrimonio fu letta poi al suo posto dal sacerdote] sennò non avrei voluto sposarmi in chiesa davanti a tutti, Oggi ho 16 anni la ragazza mi scrive i bigliettini; io non sono capace di leggerli, ma faccio finta di sapere quello che c'è scritto, Ci sono tante cose importanti nella vita: ad esempio le date alcune volte mi vergogno perché non ricordo quando sono nati i miei figli se mi sforzo, magari mi ricordo Non c'è niente di immediato, a causa di questo si creano tanti malintesi, Quando rientrava da scuola aveva l'aria cupa, il respiro pesante, come se provasse odio e rancore si buttava nel letto con gli occhi lucidi e sbarrati e fissava il vuoto Per i suoi insegnanti Gianluca era svogliato e deficiente, La prof ha detto che non mi porta all'esame perché sono un analfabeta del Lei dice che non può credere che io non riesca a scrivere e a leggere come gli altri, non ci crede che io sono un dislessico, ha detto che sono scuse e che io ho solo poca voglia di studiare, Faccio la terza media e sono già stato bocciato una volta Sono stato a parlare col preside che ha detto che se un dottore mi fa un certificato di dislessia loro mi promuovono. Io gli ho promesso che, se lui mi fa promuovere, io non vado alle superiori 2

3 Un iter normativo tormentato Ora la legge c'è e si direbbe un'ottima legge, che si rivolge a tutto il percorso formativo, dalla scuola dell'infanzia all'università. L'inclusione dell'università superando il precedente testo del Senato del 2009, che non la comprendeva rappresenta una bella scommessa; anche l'inclusione della scuola dell'infanzia non era del tutto scontata, come risulta dai lavori della commissione, mentre l'intervento sia di individuazione precoce sia di aiuto fonologico è di estrema importanza proprio nei primi anni del linguaggio. La legge è stata preceduta da un travaglio davvero lungo: la prima proposta di legge fu presentata nel 2002, altre proposte seguirono nel 2004 e nel 2006; nel 2007 un testo fu presentato al Senato (l'iter si interruppe per la caduta del governo); un nuovo testo fu poi presentato al Senato nel Infine, nel maggio 2010, veniva approvato alla Camera frutto della unificazione di due proposte (Ddl e Ddl. 1036) il testo ora divenuto legge dello Stato, licenziato in via definitiva il 29 settembre scorso. In questo lungo periodo qualcosa si è mosso, e nelle scuole come nella società la questione della dislessia si è comunque imposta, producendo sia buoni frutti, sia elusioni e resistenze da parte di dirigenti e docenti. A portare alla maturazione di una certa diffusa sensibilità al problema hanno contribuito sotto l'impulso delle associazioni dei dislessici gli interventi del ministero, dapprima con il Protocollo n. 4099/A/4 del , che invita le scuole ad applicare strumenti compensativi e dispensativi, elencati piuttosto puntualmente, poi con il Protocollo n. 26/A/4 del 5/1/2005 sulle misure a tutela dei candidati dislessici in sede di esami di Stato di scuola secondaria sia di 1 che di 2 grado, ripreso successivamente con precise disposizioni in Circolari e Ordinanze a partire dal

4 La scommessa di un'adeguata formazione dei docenti Il problema che ora si pone è quello della piena e corretta applicazione della legge. Preoccupazioni a questo proposito sono già state avanzate dalla presidente dell'associazione Italiana Dislessia, Rosabianca Leo, che invoca sanzioni in caso di mancata applicazione. Più ancora che questo, la cosa importante e difficile è l'impegno ad una seria ed efficace azione di formazione di dirigenti e docenti su tutto il territorio nazionale, sulla quale attendiamo entro quattro mesi apposito decreto del Ministro. Basta ricordare, tra l'altro, che, per l'ambiguità del contratto dei docenti, la partecipazione alle iniziative di aggiornamento e formazione in servizio in molte scuole è ancora lasciata alla libera adesione del singolo docente ed è presumibile che, se pure si riuscirà a mettere in atto un serio piano di formazione, l'adesione dei docenti sarà progressivamente minore passando dalla scuola di infanzia e dalla primaria alla secondaria, soprattutto di 2 grado. E' ancora diffusa, essenzialmente nella scuola secondaria, una tipologia di docente evocata dagli spaccati di storie di scuola sopra riportati - per il quale o un alunno è normale, e allora pretendo quello che pretendo dagli altri, o uno non è normale, e allora mi accontento di quello che fa. Per questi docenti il riconoscimento di DSA viene ad essere una specie di statuto di diversità protetta sulla quale è posto il divieto di infierire, mentr e le misure dispensative sembrano dispensare soprattutto il docente dall'introdurre qualche cambiamento nella propria visione e pratica didattiche Si tratta dunque, a volte, di modificare atteggiamenti profondi. Per questo una diffusa buona formazione incisiva, che apra la mente è una condizione essenziale: la sola presa d'atto e applicazione delle provvidenziali, preziosissime misure compensative e dispensative già raccomandate dal Ministero dal 2004 non è sufficiente, se non si entra nella consapevolezza dei vari aspetti e componenti del disturbo, delle conseguenti molteplici difficoltà, delle dinamiche di riduzione del problema e delle grandi differenze che il disturbo e le risposte del singolo presentano nei diversi soggetti. L'obiettivo della formazione non può che essere alto e la preparazione di dirigenti e docenti assicurata dalla legge in tema di DSA (art.4) e per la quale è autorizzata una spesa pari a un milione di euro nel 2010 e un altro milione nel 2011 intende effettivamente esserlo, essendo finalizzata (giustamente, ma forse piuttosto ottimisticamente) ad acquisire la competenza per individuarne precocemente i segnali e la conseguente capacità di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate. L'ADi si è attrezzata per fare fronte anche a queste esigenze ineludibili di formazione dei docenti, e all'interno del pacchetto complessivo dei corsi ne ha previsti due che affrontano questo tema: uno dedicato esclusivamente ai Disturbi Specifici di Apprendimento, e uno più complessivo su tutte le diverse difficoltà di apprendiemto, comprensivo di una parte dedicata ai DSA. 4

5 La portata dell'impegno diagnostico: diagnosi e identificazione precoce Altro impegno di grande portata è quello relativo all' attività diagnostica, che consta di due aspetti: la diagnosi e l'identificazione precoce. Le regioni in cui il Servizio sanitario non sia in grado, nell'ambito dei propri trattamenti specialistici, di garantire la diagnosi di DSA - dunque ancor meno l' identificazione precoce - devono prevedere che questa sia effettuata da specialisti o strutture accreditate nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente (art. 3, comma 1). Ancora più arduo l'impegno ad effettuare l'identificazione precoce dei DSA intervenendo tempestivamente nei casi sospetti, che le scuole dovranno segnalare alle famiglie qualora, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, l'alunno presenti persistenti difficoltà (art.3, comma 2; le eventuali resistenze delle famiglie a tale indagine precoce saranno meno forti per il fatto che essa non può avere valore di diagnosi). Entro quattro mesi, il Miur (art. 7, comma 1), di concerto con il Ministero della salute, emanerà proprie linee guida per la predisposizione di protocolli regionali per l'identificazione precoce (da emanare entro i successivi sei mesi: un iter di un anno, nell'insieme). Va precisato che sia la diagnosi di dislessia che l'identificazione precoce condizione assolutamente fondamentale, soprattutto nei casi di dislessia mediograve e severa richiedono al diagnosta una preparazione puntuale, che non si può improvvisare con un'azione formativa sbrigativa, sicché anche la formazione di neuropsichiatri e psicologi delle ASL costituirà un compito piuttosto serio là dove non si sia ancora sviluppata una cultura dei DSA abbastanza diffusa e vivace. L'impegno diagnostico si profila, oltretutto, quantitativamente davvero cospicuo e non sarà facile evitare, da un lato, che molte situazioni di DSA non vengano riconosciute e trattate o lo siano solo tardivamente e, dall'altro, che bambini e ragazzi pasticcioni e con problemi di altra natura da conoscere e affrontare appropriatamente vengano presi per alunni con DSA, come, a volte, già attualmente accade, creando situazioni false, cariche di conseguenze stranianti e malsane. 5

6 Affidata al Ministero l'individuazione delle misure didattiche e di supporto e le forme di verifica e valutazione L'atteso decreto del Ministro sulla formazione dei docenti dovrà anche prevedere le misure didattiche di supporto (art. 2) che le scuole devono garantire e cioè (art. 5, comma 2) una didattica individualizzata e personalizzata strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche e misure dispensative, compresa, per le lingue straniere, ove risulti utile, la possibilità dell'esonero. Il ministero stabilirà inoltre (art. 5, comma 4 e 7, comma 2) le forme di verifica e valutazione anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all'università nonchè gli esami universitari. Tutto ciò, a differenza che in passato, corrisponde ora ad un preciso diritto sancito dalla legge: il diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari (art. 5, comma 1). La tutela del soggetto con DSA richiede certamente questa delicata azione di decretazione ministeriale, che dovrà sia essere efficace in quanto tutela, sia non invasiva in quanto intervento del Ministro nella didattica. Oltre la scuola In due punti la legge travalica i confini dell'ambito scolastico: 1. quando pone tra le proprie finalità quella di assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale (art. 2, lettera h): la prospettiva è generosa, ma meriterebbe di essere declinata in qualche concreta esplicitazione. Certamente, la formazione professionale, con i suoi intrecci con il mondo del lavoro, è particolarmente interpellata da questa norma; 2. di grande portata la norma che (art. 6) toccando un campo molto delicato e complesso - stabilisce che fino alla secondaria di 1 grado i familiari con DSA hanno diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili, se impegnati nell'aiuto a casa ai figli dislessici, e che le modalità di esercizio di tale diritto sono determinate dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati (stando a recenti vicende contrattuali, sembra, per la verità, che, almeno per una parte dei lavoratori, le cose stiano andando in una direzione poco favorevole a tanta flessibilità: possiamo stare sicuri che in questo diritto i dislessici non saranno certamente tutti uguali). 6

7 Gli aspetti definitori L'identificazione dei destinatari delle nuove norme è molto chiara attraverso la definizione (art. 1) di dislessia disgrafia disortografia e discalculia. A differenza del testo precedente (Senato 2009), che definiva le DSA come Difficoltà Specifiche d'apprendimento (creando una certa ambiguità con la successiva dizione di disturbo, anch'essa utilizzata), qui, nel pieno rispetto della letteratura scientifica, si parla senza ambiguità di disturbi, specificando che essi si manifestano con specifiche difficoltà, che vengono sinteticamente richiamate nei quattro commi relativi ai quattro ambiti di DSA (distinguendo, tra l'altro, con chiarezza la disgrafia, come disturbo della realizzazione grafica della scrittura, dalla disortografia, come disturbo della transcodifica, in pratica della composizione delle parole). Si precisa che rientrano nei DSA le situazioni non associate a deficit o disturbi delle capacità cognitive (ritardo mentale o patologie psichiatriche) o a patologie neurologiche o a deficit sensoriali (ipoacusia e sordità): i bambini e ragazzi con DSA sono assolutamente intelligenti, vivaci, normali come tutti gli altri bambini e ragazzi non affetti da patologie o deficit. Va da sé la legge non lo specifica neppure, distinguendosi dalla precedente proposta del Senato che la loro situazione è del tutto fuori dall'ambito di competenza della L.104/92. (nota 2) Infine si precisa che i DSA possono sussistere separatamente o insieme. Perché le definizioni non fissino le situazioni entro confini troppo rigidi, l'articolo si conclude correttamente vincolandone l'interpretazione all' evoluzione delle conoscenze scientifiche in materia. Si può solo osservare, nell'insieme, che il riferimento alla difficoltà negli automatismi è esplicitato solo per il calcolo e l'elaborazione dei numeri, il che può risultare sviante, dal momento che la mancata formazione dell'automatismo è precisamente il cuore stesso del disturbo di dislessia e di tutti i DSA. nota 2 I soggetti con DSA non rientrano nella definizione della L.104/92 di persona handicappata. Oltretutto l'osservazione è di Giacomo Stella, qui ricordata con riferimento ad un conferenza (ma l'osservazione figura anche in suoi scritti) la percentuale di popolazione che presenta questa singolarità di funzionamento mentale la dislessia, i DSA - è troppo alta perché si possa parlare di deficit (che da un punto di vista scientifico evoluzionistico - dovrebbe essere molto più raro) e non, appunto, di singolarità di funzionamento mentale. Si tratta ben dell'8% della popolazione (la stessa incidenza del piede piatto), anche se in Italia, grazie alla buona corrispondenza fonema-grafema propria del nostro sistema di scrittura, solo il 4 o 5% emerge al disturbo conclamato: in Inghilterra o in Olanda, dove la corrispondenza fonema-grafema è molto più complicata, i soggetti con DSA riconosciuti sono appunto l'8%. Il 3%-4% di situazioni che, qui da noi, rimangono a livello subclinico non mancano di dar luogo anch'esse frequentemente a complicazioni e storie scolastiche disturbate (su questo cfr. in questo sito l'articolo sopra citato, al paragrafo Il livello subclinico ). 7

8 Ridurre i disagi relazionali ed emozionali Vale la pena di ricordare le finalità che la legge persegue (art. 2): garantire il diritto all'istruzione e favorire il successo scolastico (e cioè una formazione adeguata e lo sviluppo delle potenzialità), ridurre i disagi relazionali ed emozionali, adottare forme di verifica e di valutazione adeguate, preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori, favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi, incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari, assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale. Tra le tante possibili, due sottolineature. 1) La prima riguarda la finalità di ridurre i disagi relazionali ed emozionali: tutta la legge è ovviamente orientata a questo scopo, ma certamente il riferimento esplicito a possibili sofferenze sul piano relazionale ed emotivo implica il riconoscimento del fatto che, oltre ad una adeguata preparazione, fa parte della professione docente anche la buona comunicazione, l'attenzione partecipe ed empatica alla situazione emotiva dell'alunno, al suo possibile disagio o isolamento relazionale. Il docente che, per esimersi da questo intelligente lavoro di coinvolgimento comprendente, che costituisce una funzione alta della sua professione, tiene a dichiarare, di fronte allo stato di sofferenza emotiva dell'alunno, io non sono uno psicologo, è evidentemente professionalmente inadeguato (le conoscenze in campo psicologico sono sarebbero sempre più necessarie al docente di oggi, mentre, evidentemente, qualunque sorta di intervento pseudoclinico sulle emozioni, ecc., mascherato da didattica alternativa, sarebbe un obbrobrio e un atto illegittimo). 2) La seconda riguarda i percorsi didattici riabilitativi (evitando la medicalizzazione) La legge non fa mai riferimento a interventi logopedici, né assegna compiti riabilitativi al servizio sanitario, ma parla solamente di percorsi didattici riabilitativi. Ciò non esclude che, laddove lo specialista lo ritenga necessario, l'intervento riabilitativo specialistico possa e debba essere attuato, ma la legge evita qualunque tentazione medicalizzante, assegnando al servizio sanitario solo compiti diagnostici: diagnosi e identificazione precoce. Competono invece alla scuola le strategie didattiche, metodologiche e valutative e la capacità di applicarle, che l'adeguata formazione ha il compito di assicurare (art.4, comma 1). Che la riabilitazione, insomma, avvenga all'interno dell'azione didattica ed educativa (salvo i casi in cui interventi propriamente logopedici siano insostituibili; ma quanti sono questi casi? la questione non può essere elusa) è una via obbligata, date le dimensioni del problema, ma è proprio questa la vera grande scommessa che la legge pone. 8

9 Una duplice scommessa: un'azione efficace verso i DSA, uno scatto evolutivo di tutta la scuola La decretazione ministeriale relativa ai protocolli regionali per l'identificazione precoce e quella relativa alla formazione dei docenti, alle misure educative e didattiche di supporto e alle forme di verifica e valutazione sarà preparata (art. 7) da un Comitato tecnico-scientifico composto da esperti di comprovata competenza sui DSA (ai quali non spetta alcun compenso!). Il compito è veramente arduo, perché a questi esperti è richiesto di affrontare in realtà una duplice scommessa: 1. che l'azione efficace nei confronti delle difficoltà derivanti da DSA divenga forma ordinaria della didattica nelle nostre scuole 2. che, date le dimensioni e la natura del problema, si ponga in essere uno stile diffuso di attenzione differenziata a tutte le situazioni di apprendimento nella loro diversità e a tutte le situazioni di disagio, e una visione dell'apprendere a scuola che non può non andare nella direzione del bambino e ragazzo costruttore, artigiano, artista del proprio apprendimento in un clima e un ambiente laboratoriali e di operatività cooperativa, fortemente centrati sulla signficatività del sapere e saper fare a scuola. E l'abbandono della triste visione impiegatizia, esecutiva, mortificante, relazionalmente autistica dell'apprendimento scolastico che ancora affligge profondamente tanta parte della nostra scuola e nella quale tutto il fenomeno delle difficoltà scolastiche risulta esaltato, comprese in primis quelle derivanti da DSA. Un'azione efficace nei confronti dei DSA, insomma, in un contesto in cui le situazioni di difficoltà, nella loro estrema varietà e rilevanza quantitativa, sono il primo problema della scuola - insieme a quello opposto di garantire livelli di massimo profitto nei bambini e ragazzi con forte disponibilità all'apprendimento - non può non trascinare la scuola nel suo insieme verso gradi di consapevolezza e forme del fare più avanzati; uno scatto evolutivo di cui si sente una necessità ormai inderogabile. 9

LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170. Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. (10G0192)

LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170. Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. (10G0192) Gazzetta Ufficiale N. 244 del 18 Ottobre 2010 LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. (10G0192) La Camera dei deputati ed il Senato

Dettagli

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI?

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI? FAQ: AREA DELLA PROGRAMMAZIONE (PDP) QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO SUI DSA NELLA SCUOLA? Al momento è in vigore la Legge 170 che regola in modo generale i diritti delle persone con DSA non soltanto

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Indicazioni ai fini della stesura del PDP 1. Informazioni

Dettagli

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente)

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Il documento va compilato in forma digitale per poter ampliare gli spazi dello schema (ove necessario) e togliere

Dettagli

che serve Corso base sui Disturbi Specifici dell Apprendimento Direttore: Dr. Marco Leonardi 26 ottobre 2013 CEFPAS Caltanissetta 6 CREDITI E.C.

che serve Corso base sui Disturbi Specifici dell Apprendimento Direttore: Dr. Marco Leonardi 26 ottobre 2013 CEFPAS Caltanissetta 6 CREDITI E.C. laformazione che serve Corso base sui Disturbi Specifici dell Apprendimento Direttore: Dr. Marco Leonardi 26 ottobre 2013 CEFPAS Caltanissetta 6 CREDITI E.C.M Premessa Di recente i disturbi specifici dell

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI PREMESSA L integrazione è un processo di conoscenza di sé e dell altro, di collaborazione all interno della classe finalizzato a creare le migliori condizioni

Dettagli

DSA e EES ESIGENZE EDUCATIVE DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO SPECIALI

DSA e EES ESIGENZE EDUCATIVE DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO SPECIALI DSA e EES DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO ESIGENZE EDUCATIVE SPECIALI DISTURBI SPECIFICI dell APPRENDIMENTO Interessano alcune specifiche abilità dell apprendimento scolastico in un contesto di funzionamento

Dettagli

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali L Istituto Leopoldo Pirelli si propone di potenziare la cultura dell inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO SULL'INTEGRAZIONE E LA PREVENZIONE DEL DISAGIO E DELL'ABBANDONO SCOLASTICO PRECOCE

PROGETTO EDUCATIVO SULL'INTEGRAZIONE E LA PREVENZIONE DEL DISAGIO E DELL'ABBANDONO SCOLASTICO PRECOCE PROGETTO EDUCATIVO SULL'INTEGRAZIONE E LA PREVENZIONE DEL DISAGIO E DELL'ABBANDONO SCOLASTICO PRECOCE PREMESSA La Dispersione Scolastica è un fenomeno complesso che riunisce in sé: ripetenze, bocciature,

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Enrico Ghidoni Arcispedale S.Maria Nuova, UOC Neurologia, Laboratorio di Neuropsicologia, Reggio Emilia La situazione psicologica dei bambini

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO N.1

ISTITUTO COMPRENSIVO N.1 PIANO ANNUALE PER L INCLUSIONE ANNO SCOLASTICO 2013-2013 Sommario PIANO ANNUALE PER L INCLUSIONE... 1 Bisogni educativi speciali... 2 Sezione 1. Definizioni condivise... 3 I B.E.S. non sono una categoria...

Dettagli

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014 LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014 CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI La formazione delle classi e l assegnazione delle risorse di organico deve essere coerente: - con gli interventi

Dettagli

Prot. N. 4089-15/6/2010 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali Loro Sedi

Prot. N. 4089-15/6/2010 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali Loro Sedi Prot. N. 4089-15/6/2010 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali Loro Sedi Oggetto: Disturbo di deficit di attenzione ed iperattività Premessa In considerazione della sempre maggiore e segnalata

Dettagli

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE IL PASSAGGIO da INTEGRAZIONE a INCLUSIONE NON si basa sulla misurazione della distanza da normalità/standard ma sul processo di piena partecipazione e sul concetto di EQUITA.

Dettagli

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato

Dettagli

Cos è il Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA)?

Cos è il Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA)? Cos è il Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA)? Si parla di disturbi specifici di apprendimento (dsa) nel caso in cui il soggetto indenne da problemi di ordine cognitivo, neurologico, sensoriale, presenti

Dettagli

PREMESSA QUADRO NORMATIVO

PREMESSA QUADRO NORMATIVO RACCORDI TRA I PERCORSI DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI E I PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: L ACCORDO IN SEDE DI CONFERENZA UNIFICATA DEL 16 DICEMBRE 2010 PREMESSA Il 16 dicembre scorso

Dettagli

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA:

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: BILANCIO E PROPOSTE Edizioni Erickson Presentano il Rapporto: Attilio Oliva Vittorio Nozza Andrea Gavosto Intervengono: Valentina Aprea Maria Letizia

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP SCUOLA PRIMARIA PARITARIA SCUOLA PRIMARIA PARITARIA via Camillo de Lellis, 4 35128 Padova tel. 049/8021667 fax 049/850617 e-mail: primaria@donboscopadova.it website: www.donboscopadova.it GRUPPO DI LAVORO

Dettagli

La disponibilità di tecnologie informatiche per favorire l apprendimento scolastico

La disponibilità di tecnologie informatiche per favorire l apprendimento scolastico Quando è opportuno proporre agli alunni con DSA l uso di tecnologie compensative? Ricerche e proposte italiane Quando è opportuno proporre agli alunni con DSA l uso di tecnologie compensative? Flavio Fogarolo

Dettagli

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011. Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Decreto N. 5669 IL MINISTRO VISTO VISTA VISTO VISTA VISTA l articolo 34 della Costituzione; la Legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

I DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO: inquadramento generale

I DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO: inquadramento generale Sezione di Treviso I DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO: inquadramento generale Treviso, 27.2.2009 Dr.ssa Gabriella Trevisi SCHEMA DELLA RELAZIONE 1. Alcune caratteristiche generali dei DSA

Dettagli

La didattica personalizzata: utopia o realtà?

La didattica personalizzata: utopia o realtà? La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se

Dettagli

L ESAME DI STATO E GLI ALUNNI CON DISABILITA. I.S.I.S. "COSSAR -da VINCI" GORIZIA - prof.ssa Giancarla Giani

L ESAME DI STATO E GLI ALUNNI CON DISABILITA. I.S.I.S. COSSAR -da VINCI GORIZIA - prof.ssa Giancarla Giani L ESAME DI STATO E GLI ALUNNI CON DISABILITA I.S.I.S. "COSSAR -da VINCI" GORIZIA - prof.ssa Giancarla Giani Esso pertanto, anche per gli alunni con disabilità deve costituire l occasione per un oggettivo

Dettagli

PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PERCORSI DI INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ALCUNI DATI L Istituto Trento 5 comprende 3 scuole primarie e 2 scuole secondarie di I grado. Il numero totale di alunni

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico

Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico IRCCS Burlo Garofolo U.O. Neuropsichiatria Infantile Trieste Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico Dott.ssa Isabella Lonciari Bolzano, 28 Febbraio 2008 Disortografia Aspetti linguistici

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%. COMUNE di SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI PROTOCOLLO D INTESA INTERISTITUZIONALE FINALIZZATO ALLA CONOSCENZA DEL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PRIMA INDIVIDUAZIONE DI MISURE DI

Dettagli

I D.S.A.: FISIOLOGIA E CASISTICA Rimedi procedimento giurisdizionale risultati ottenibili * Premessa: Le figure di rilievo nella SCUOLA

I D.S.A.: FISIOLOGIA E CASISTICA Rimedi procedimento giurisdizionale risultati ottenibili * Premessa: Le figure di rilievo nella SCUOLA Bologna, 24 febbraio 2014 I D.S.A.: FISIOLOGIA E CASISTICA Rimedi procedimento giurisdizionale risultati ottenibili * Premessa: Le figure di rilievo nella SCUOLA Il P.O.F. La DIAGNOSI Il PDP Il GIUDIZIO

Dettagli

A cura dei Supervisori SSIS-Sostegno Modena. E.Tarracchini V.Bocchini A.Barbieri. La documentazione. Dall ICF alla DF al PDF al PEI

A cura dei Supervisori SSIS-Sostegno Modena. E.Tarracchini V.Bocchini A.Barbieri. La documentazione. Dall ICF alla DF al PDF al PEI A cura dei Supervisori SSIS-Sostegno Modena. E.Tarracchini V.Bocchini A.Barbieri La documentazione Dall ICF alla DF al PDF al PEI La Diagnosi Funzionale (DF) 1. Utilizzo degli items di ICF nella definizione

Dettagli

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Che cos è il Bisogno Educativo Speciale? Il Bisogno Educativo Speciale rappresenta

Dettagli

LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI: LA PROSPETTIVA IN BASE AL MODELLO ICF LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Ins. Stefania Pisano CTS I.C. Aristide

Dettagli

Adriana Volpato. P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria

Adriana Volpato. P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria Adriana Volpato P.D.P. Piano Didattico Personalizzato sc. Primaria 19 Dicembre 2011 STRUMENTO didattico educativo individua gli strumenti fa emergere il vero alunno solo con DIAGNOSI consegnata si redige

Dettagli

La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la "Buona Scuola" di Matteo Renzi Confronto sintetico per punti

La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la Buona Scuola di Matteo Renzi Confronto sintetico per punti La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la "Buona Scuola" di Matteo Renzi Confronto sintetico per punti Genesi Principi Finalità Metodologia e didattica Apertura

Dettagli

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ESPERIENZE CHE INSEGNANO IL FUTURO BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI GUIDA ALLA NUOVA NORMATIVA AA. VV. AGOSTINO MIELE Il presente volume nasce dall esperienza maturata all interno dell Istituto Tecnico per il

Dettagli

RELAZIONE FINALE PROGETTO IDA VENUTI UN FORMATORE AID NELLA TUA SCUOLA

RELAZIONE FINALE PROGETTO IDA VENUTI UN FORMATORE AID NELLA TUA SCUOLA RELAZIONE FINALE PROGETTO IDA VENUTI UN FORMATORE AID NELLA TUA SCUOLA A CURA DELLA DOTT.SSA MARIANGELA BRUNO (LOGOPEDISTA E FORMATRICE AID) ANNO SCOLASTICO 2011-2012 1 INDICE 1. ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO...

Dettagli

Vademecum per il sostegno. Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe

Vademecum per il sostegno. Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe Vademecum per il sostegno Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe Gli strumenti della programmazione DIAGNOSI FUNZIONALE: descrive la situazione clinicofunzionale dello stato

Dettagli

RELAZIONE a.s. 2009-10

RELAZIONE a.s. 2009-10 per l'innovazione scolastica e l'handicap "Mario Tortello RELAZIONE a.s. 2009-10 a.s. 2009-10 Ampliamento patrimonio librario Aggiornamento sito Seminario Alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento

Dettagli

PERSONA, SESSUALITA, AFFETTIVITA : PER UNA NUOVA ALLEANZA EDUCATIVA TRA FAMIGLIA E SCUOLA Roma, novembre 2014

PERSONA, SESSUALITA, AFFETTIVITA : PER UNA NUOVA ALLEANZA EDUCATIVA TRA FAMIGLIA E SCUOLA Roma, novembre 2014 PERSONA, SESSUALITA, AFFETTIVITA : PER UNA NUOVA ALLEANZA EDUCATIVA TRA FAMIGLIA E SCUOLA Roma, novembre 2014 UN PO DI STORIA Nel corso degli ultimi anni, in un numero crescente di scuole medie superiori

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI

CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO v. Marconi, 62 15058 VIGUZZOLO (AL) Tel. 0131/898035 Fax 0131/899322 Voip 0131974289 Mobile 3454738373 E_mail: info@comprensivoviguzzolo.it

Dettagli

Codice di autoregolamentazione Polite Pari Opportunità nei Libri di Testo (testo integrale)

Codice di autoregolamentazione Polite Pari Opportunità nei Libri di Testo (testo integrale) Codice di autoregolamentazione Polite Pari Opportunità nei Libri di Testo (testo integrale) Premesso che A) IL CONTESTO POLITICO - CULTURALE 1. Col Quarto Programma d azione (1996-2000) la politica europea

Dettagli

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~(c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i(' qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('!11~",fi:j:/lé'i7(?:/l(?/u~/(v,',f7t:{(jn~/lrt//lé':/iu kyjlf?jtf..ét:'é' h l/m f /tf7.. ~t:;'j/i'é' (~/;àk//lrt /IUXr(;/lrT~

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

Disturbi dell Apprendimento

Disturbi dell Apprendimento Master in Disturbi dell Apprendimento in collaborazione con IPS nelle sedi di MILANO ROMA PADOVA BARI CAGLIARI CATANIA RAGUSA Questo modulo d iscrizione, unitamente alla fotocopia della ricevuta del versamento

Dettagli

Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, LA DIDATTICA DEL FARE

Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, LA DIDATTICA DEL FARE Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, TEATRO LA DIDATTICA DEL FARE 1 BISOGNI Sulla scorta delle numerose riflessioni che da parecchi anni aleggiano sulla realtà

Dettagli

Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11

Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11 Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11 Per la quarta annualità ho ricoperto il ruolo di Responsabile del Piano dell'offerta Formativa e dell Autovalutazione di

Dettagli

TROPPI PER ESSERE VERO

TROPPI PER ESSERE VERO TROPPI PER ESSERE VERO Un po di dati preliminari Nell anno scolastico 2010/11 gli alunni con certificazione di DSA, nel sistema formativo italiano, sono stati 65.219, pari allo 0,9% dell intera popolazione

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

Facilitare l individuazione precoce dei disturbi di apprendimento della lettura e della scrittura

Facilitare l individuazione precoce dei disturbi di apprendimento della lettura e della scrittura Laboratorio DiLCo Dipartimento di Linguistica Università degli studi di Firenze Facilitare l individuazione precoce dei disturbi di apprendimento della lettura e della scrittura Ricerca in collaborazione

Dettagli

RISULTATI DELL INDAGINE SVOLTA A NOVEMBRE/DICEMBRE 2009 SULLE INIZIATIVE INTRAPRESE NELLE SCUOLE TOSCANE A FAVORE DI ALUNNI CON DSA

RISULTATI DELL INDAGINE SVOLTA A NOVEMBRE/DICEMBRE 2009 SULLE INIZIATIVE INTRAPRESE NELLE SCUOLE TOSCANE A FAVORE DI ALUNNI CON DSA Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Direzione Generale RISULTATI DELL INDAGINE SVOLTA A NOVEMBRE/DICEMBRE 29 SULLE INIZIATIVE INTRAPRESE

Dettagli

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti 1 L educatore professionale nasce negli anni successivi alla seconda guerra mondiale Risponde alle esigenze concrete lasciate

Dettagli

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale.

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale. PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA NORME DI COMPORTAMENTO DOCENTI: I docenti si impegnano a: 1. Fornire con il comportamento in classe esempio di buona condotta ed esercizio di virtù. 2. Curare la chiarezza

Dettagli

Camera dei deputati - Senato della Repubblica Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Camera dei deputati - Senato della Repubblica Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Allegato 1 Camera dei deputati - Senato della Repubblica Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Progetto e Concorso Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione

Dettagli

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD CHIARA DE CANDIA chiaradecandia@libero.it 1 IL CONCETTO DI SE È la rappresentazione delle proprie caratteristiche e capacità in relazione

Dettagli

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo

Dettagli

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione La natura del linguaggio e il processo di acquisizione Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio. Affinché ciò avvenga normalmente è necessario che

Dettagli

I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED

I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED AMMINISTRATIVI: QUALE CONVIVENZA PER LA MIGLIORE FUNZIONALITÀ DELL ISTITUZIONE SCOLASTICA 1 A cura di Maria Michela Settineri IL

Dettagli

VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE)

VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE) Normativa VADEMECUM SUL PART-TIME (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE) a cura di Libero Tassella da Scuola&Scuola, 8/9/2003 Riferimenti normativi: artt. 7,8 legge 29.12.1988, N. 554; artt. 7,8 Dpcm 17.3.1989,

Dettagli

Il Ministro della Pubblica Istruzione

Il Ministro della Pubblica Istruzione Prot. n. 30/dip./segr. Roma, 15 marzo 2007 Ai Direttori Generali Regionali Loro Sedi Ai Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali Loro Sedi Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO Premessa L estate per i bambini è il tempo delle vacanze, il momento in cui è possibile esprimersi liberamente, lontano dalle scadenze, dagli impegni, dai compiti, dalle

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente Articolo 1 (Principi generali) 1. Ogni persona ha diritto all apprendimento permanente. 2. Per apprendimento permanente si

Dettagli

PAI Piano Annuale per l Inclusione

PAI Piano Annuale per l Inclusione ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA Via Albergati 30 40069 Zola Predosa (BO) Tel. 051/755355 755455 - Fax 051/753754 E-mail: BOIC86400N@istruzione.it - C.F. 80072450374 Pec : boic86400n@pec.istruzione

Dettagli

ALLEGATO 2 A) TITOLI ABILITANTI DI ACCESSO ALLA GRADUATORIA

ALLEGATO 2 A) TITOLI ABILITANTI DI ACCESSO ALLA GRADUATORIA ALLEGATO 2 TABELLA DI VALUTAZIONE DEI TITOLI DELLA TERZA FASCIA DELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO DEL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO DELLE SCUOLE ED ISTITUTI DI OGNI ORDINE E GRADO, APPROVATA CON D.M 27

Dettagli

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 TITOLO DEL PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 Settore e Area di Intervento: SETTORE: ASSISTENZA AREA: ESCLUSIONE GIOVANILE OBIETTIVI DEL

Dettagli

La formazione professionale di base su due anni. con certificato federale di formazione pratica. Guida

La formazione professionale di base su due anni. con certificato federale di formazione pratica. Guida La formazione professionale di base su due anni con certificato federale di formazione pratica Guida 1 Indice Premessa alla seconda edizione 3 Introduzione 4 1 Considerazioni preliminari 7 2 Organizzazione

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni! Statuto del Politecnico di Torino TITOLO 2 - ORGANI DI GOVERNO DEL POLITECNICO Art. 2.3 - Senato Accademico 1. Il Senato Accademico è

Dettagli

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi

Dettagli

Carnacina Bardolino. Indagine anno scolastico 2005-06 Genitori 1

Carnacina Bardolino. Indagine anno scolastico 2005-06 Genitori 1 Conosce il regolamento scolastico che suo figlio deve rispettare? Conosce il regolamento scolastico che suo figlio deve rispettare? 12% molto 29% 20% molto 34% abbastanz a 59% abbastanz a 46% Conosce il

Dettagli

Organici scuola personale ATA A.S. 2013-2014 Scheda di approfondimento

Organici scuola personale ATA A.S. 2013-2014 Scheda di approfondimento Organici scuola personale ATA A.S. 2013-2014 Scheda di approfondimento Indice (cliccabile) Premessa Terziarizzazione Regole per la definizione degli organici di ciascun profilo o DSGA o Assistenti Tecnici

Dettagli

Senato della Repubblica. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Senato della Repubblica. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Senato della Repubblica Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Progetto e Concorso Vorrei una legge che... Anno scolastico 2014-2015 1. Oggetto e finalità Il Senato della Repubblica,

Dettagli

tm \, ~. "'K,', :, ~;-.,-,.,.,..y,... " COMUNE DI AGRIGENTO SETTORE III Servizi Sociali - DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. d6::l DEL,Il - 02.

tm \, ~. 'K,', :, ~;-.,-,.,.,..y,...  COMUNE DI AGRIGENTO SETTORE III Servizi Sociali - DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. d6::l DEL,Il - 02. tm \, ~. "'K,', :, ~;-.,-,.,.,..y,... " COMUNE DI AGRIGENTO SETTORE III Servizi Sociali - r:..,... i f,p.:

Dettagli

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione Rapporto di Autovalutazione GUIDA all autovalutazione Novembre 2014 INDICE Indicazioni per la compilazione del Rapporto di Autovalutazione... 3 Format del Rapporto di Autovalutazione... 5 Dati della scuola...

Dettagli

Circolare n.20 Roma, 4 marzo 2011 Prot. n. 1483 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI

Circolare n.20 Roma, 4 marzo 2011 Prot. n. 1483 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI Circolare n.20 Roma, 4 marzo 2011 Prot. n. 1483 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali LORO SEDI Al Sovrintendente Scolastico della Provincia di BOLZANO Al Dirigente del Dipartimento Istruzione

Dettagli

CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE DELL I.C. S.G. BOSCO PALAZZO SAN GERVASIO (PZ)

CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE DELL I.C. S.G. BOSCO PALAZZO SAN GERVASIO (PZ) CORSO AD INDIRIZZO MUSICALE DELL I.C. S.G. BOSCO PALAZZO SAN GERVASIO (PZ) La musica è l'armonia dell'anima Alessandro Baricco, Castelli di rabbia Premessa L insegnamento di uno strumento musicale nella

Dettagli

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti,

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, si è conclusa con una lezione aperta per i genitori.

Dettagli

Presentazione di un caso

Presentazione di un caso Presentazione di un caso Corso Tutor per l autismo (Vr) Roberta Luteriani Direzione Didattica (BS) Caso: Giorgio 8 anni! Giorgio è un bambino autistico verbalizzato inserito in seconda elementare. Più

Dettagli

MISURIAMOCI...CON LE INDICAZIONI Convegno di studio Mestre, 19 ottobre 2013

MISURIAMOCI...CON LE INDICAZIONI Convegno di studio Mestre, 19 ottobre 2013 MISURIAMOCI...CON LE INDICAZIONI Convegno di studio Mestre, 19 ottobre 2013 Oltre le discipline: criteri per la costruzione del curricolo unitario (Simonetta Fasoli) Questo incontro di studio, molto opportunamente

Dettagli

In classe con un allievo con disordini dell apprendimento.

In classe con un allievo con disordini dell apprendimento. In classe con un allievo con disordini dell apprendimento. Prof. Giacomo Stella Michele è un ragazzo di dodici anni, abita in un paese di provincia e fa la seconda media. Gli insegnanti hanno fatto chiamare

Dettagli

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità Introduzione AIAS Bologna onlus, in collaborazione con altre organizzazioni europee, sta realizzando un progetto che intende favorire lo sviluppo di un ambiente positivo nelle famiglie dei bambini con

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI Pagina 1 di 5 PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER PREMESSA Il Protocollo di Accoglienza intende presentare procedure per promuovere l integrazione di alunni stranieri, rispondere ai loro bisogni formativi e rafforzare

Dettagli

Che cos è un emozione?

Che cos è un emozione? Che cos è un emozione? Definizione Emozione: Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta all organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l equilibrio (Devoto

Dettagli

AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015

AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015 AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015 DATA DI PUBBLICAZIONE DELL ESTRATTO DEL BANDO SULLA GURI: DATA DI SCADENZA

Dettagli

IL SENSO DELLA CARITATIVA

IL SENSO DELLA CARITATIVA IL SENSO DELLA CARITATIVA SCOPO I Innanzitutto la natura nostra ci dà l'esigenza di interessarci degli altri. Quando c'è qualcosa di bello in noi, noi ci sentiamo spinti a comunicarlo agli altri. Quando

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca ORDINANZA MINISTERIALE n. 11 Prot. n. 320 del 29 maggio 2015 Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami

Dettagli

Prof. Luigi d Alonzo

Prof. Luigi d Alonzo La complessità in classe Prof. Luigi d Alonzo Università Cattolica Ordinario di Pedagogia Speciale Centro Studi e Ricerche sulla Disabilità e Marginalità Presidente della Società Italiana di Pedagogia

Dettagli

Il Consiglio di Istituto

Il Consiglio di Istituto Prot. n. 442/C10a del 03/02/2015 Regolamento per la Disciplina degli incarichi agli Esperti Esterni approvato con delibera n.7 del 9 ottobre 2013- verbale n.2 Visti gli artt.8 e 9 del DPR n275 del 8/3/99

Dettagli

ELEMENTI DI NOVITÀ E DI CAMBIAMENTO

ELEMENTI DI NOVITÀ E DI CAMBIAMENTO Ufficio XVI - Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia Ufficio Educazione Fisica e Sportiva ELEMENTI DI NOVITÀ E DI CAMBIAMENTO Prof. PAOLO SECLÌ Docente di Attività motoria per l età evolutiva

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

studio dei titolari di protezione internazionale

studio dei titolari di protezione internazionale Il riconoscimento dei titoli di studio dei titolari di protezione internazionale IL RICONOSCIMENTO DEI TITOLI DI STUDIO LA NORMATIVA L art 170 del RD 1592 del 3/ 31/08/33 /33di approvazione del Testo Unico

Dettagli

SINTESI NORMATIVA E COMMENTO SULLE RECENTI DISPOSIZIONI IN MATERIA DI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

SINTESI NORMATIVA E COMMENTO SULLE RECENTI DISPOSIZIONI IN MATERIA DI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI SINTESI NORMATIVA E COMMENTO SULLE RECENTI DISPOSIZIONI IN MATERIA DI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI SINTESI NORMATIVA Riferimenti: 1. DIRETTIVA MINISTERIALE del 27 dicembre 2012; 2. CIRCOLARE MINISTERIALE

Dettagli