OGGETTO: Impianti termici civili Adempimenti previsti dal D. Lgs 152/06

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1 OGGETTO: Impianti termici civili Adempimenti previsti dal D Lgs 152/06 Premessa Il DLgs 152/06, emanato dal precedente Governo con l'intento di essere il Testo Unico dell'ambiente ha introdotto diverse modifiche al modo di realizzare taluni tipi di impianti e alla notifica dell'esistenza degli stessi impianti all'autorità demandata al controllo delle immissioni in atmosfera Il Decreto si presenta come un collage di vari atti di legge successivi e l'insieme, oltre che introdurre adempimenti del tutto inutili, non è in molte parti nè organico nè appropriato Si è sollecitata e sperata fino ad oggi una modifica di questa parte del DLgs, come peraltro già avvenuto per altre parti dello stesso Non essendo ciò avvenuto, è necessario ed opportuno fare il punto su quanto previsto dalla norma Campo di applicazione Il DLgs 3 aprile 2006 n 152 (cd Testo Unico Ambientale) disciplina nella Parte Quinta - Titolo II, ai fini della prevenzione e della limitazione dell inquinamento atmosferico, gli impianti termici civili di potenza termica nominale superiore a 35 KW Sono definiti impianti termici civili gli impianti termici la cui produzione di calore è destinata, anche in edifici ad uso non residenziale, al riscaldamento o alla climatizzazione di ambienti o al riscaldamento di acqua per usi igienici e sanitari In particolare sono soggetti alle disposizioni del Titolo II: a) gli impianti di combustione, compresi i gruppi elettrogeni a cogenerazione, di potenza termica nominale inferiore a 1 MW, alimentati a biomasse (di cui all'allegato X alla Parte Quinta del DLgs 152/06), a gasolio, come tale o in emulsione, o a biodiesel; b) gli impianti di combustione alimentati ad olio combustibile, come tale o in emulsione, di potenza termica nominale inferiore a 0,3 MW; c) gli impianti di combustione alimentati a metano o a GPL, di potenza termica nominale inferiore a 3 MW; d) gli impianti di combustione, ubicati all'interno di impianti di smaltimento dei rifiuti, alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas, di potenza termica nominale non superiore a 3 MW (se l'attività di recupero è soggetta alle procedure autorizzative semplificate previste dalla Parte Quarta del DLgs 152/06 e tali procedure sono state espletate); e) impianti di combustione alimentati a biogas di cui all'allegato X alla Parte Quinta del DLgs 152/06, di potenza termica nominale complessiva inferiore o uguale a 3 MW; f) gruppi elettrogeni di cogenerazione alimentati a metano o a GPL, di potenza termica nominale inferiore a 3 MW; g) gruppi elettrogeni di cogenerazione alimentati a benzina di potenza termica nominale inferiore a 1 MW; h) impianti di combustione connessi alle attività di stoccaggio dei prodotti petroliferi funzionanti per meno di 2200 ore annue, di potenza termica nominale inferiore a 5 MW se alimentati a metano o GPL ed inferiore a 2,5 MW se alimentati a gasolio;

2 i) impianti di emergenza e di sicurezza, laboratori di analisi e ricerca, impianti pilota per prove, ricerche, sperimentazioni, individuazione di prototipi Va evidenziato che gli impianti termici di potenza superiore a quella sopra indicata sono di fatto equiparati ad impianti industriali e quindi soggetti a diverse e specifiche prescrizioni, tra le quali l obbligo della richiesta di autorizzazione allo scarico in atmosfera Adempimenti Per gli impianti termici civili di cui sopra ed esistenti alla data del 29 aprile 2006 deve essere trasmessa all autorità competente (il Comune per gli impianti ubicati in comuni aventi una popolazione superiore a abitanti, la Provincia per gli impianti ubicati nella restante parte del territorio) apposita denuncia redatta da parte del responsabile dell esercizio e della manutenzione dell impianto, mediante il modulo di cui in allegato 1, entro il 29 aprile 2007 L adempimento è quindi a carico dell impresa installatrice/manutentrice solo qualora questa svolga la funzione di terza responsabile In caso di impianti termici individuali, se il responsabile dell esercizio e della manutenzione non è il proprietario o il possessore o un loro delegato, la denuncia deve essere messa a disposizione del proprietario o del possessore, che provvedono alla trasmissione Infine, alla denuncia devono essere allegati i documenti che accompagnano il libretto di centrale, ovvero i documenti relativi alle manutenzioni necessarie a garantire il rispetto dei limiti di emissione e al controllo annuale (completi dei valori di emissione misurati, con l indicazione delle relative date, dei metodi di misura utilizzati e del soggetto che ha effettuato la misura) Quanto sopra non si deve applicare se per l impianto termico sono state esplicate le procedure previste degli articoli 9 e 10 nella Legge 13 luglio 1966, n 615 (domanda presentata al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e conseguente approvazione del progetto; denuncia di installazione presentata al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e conseguente collaudo dell impianto) Successivamente alla data del 29 aprile 2006, in caso di nuova installazione o di modifica di un impianto termico civile rientrante nel campo di applicazione di cui al Titolo II della Parte Quinta del DLgs 152/06, la denuncia, redatta secondo i criteri sopra indicati, deve essere trasmessa all autorità competente entro 90 giorni dall esecuzione dell intervento La mancata effettuazione della suddetta denuncia comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da 516 a 2582 Euro Va inoltre segnalato che il modello per la comunicazione (Allegato 1) contiene alcuni inesattezze o parti non chiare In particolare: a) il riferimento all art 109 del DPR 6 giugno 2001, n 380 è errato: tale articolo non è mai entrato in vigore Quindi l unico riferimento corretto è quello al DPR 26 agosto 1993, n 412 che al comma 1 dell art 11 individua la responsabilità del proprietario o l affidamento da parte di quest ultimo ad un terzo responsabile; b) al punto 5, nel caso di presenza di più generatori, appare opportuno indicare la sezione e lo sviluppo di ciascun canale da fumo; c) al punto 6, si ritiene opportuno indicare l altezza dello sbocco dei fumi (ovvero del terminale del camino) rispetto a eventuali zone di reflusso (colmo del tetto, vani tecnici, ecc ); 2

3 d) al punto 8, si ritiene opportuno fare riferimento alle indicazioni fornite dal costruttore dell impianto o degli apparecchi; ove queste siano assenti si fa presente almeno quanto previsto dalla norma UNI (Impianti di combustione alimentati a gas con bruciatori ad aria soffiata di portata termica nominare maggiore di 35kW Controllo e manutenzione) Emissioni in atmosfera Le emissioni in atmosfera (ad eccezione degli impianti termici alimentati a biomassa e biogas) devono essere inferiori ai seguenti valori limite: polveri totali: 50 mg/nm 3 riferito ad un ora di funzionamento, esclusi avviamento, arresto e guasti; tenore volumetrico di ossigeno nell effluente gassoso arido: 3% per i combustibili liquidi e gassosi Il responsabile dell esercizio e della manutenzione deve controllare almeno annualmente il rispetto di tali valori limite ed annotare i risultati nel libretto di centrale Per impianti alimentati a gas o gasolio vi è l esonero dall adempimento se l impianto è regolarmente sottoposto alle manutenzioni periodiche previste dal DPR 412/93 Si sottolinea: a) che il testo del Decreto parla di manutenzione, non del semplice controllo del rendimento di combustione; b) che il DLgs 192/05 ha introdotto come riferimento per la periodicità delle manutenzioni le indicazioni date dal costruttore dell impianto o, in subordine, degli apparecchi o delle specifiche norme tecniche UNI Caratteristiche tecniche dell impianto Il DLgs 152/06 specifica l obbligo di rispondenza per gli impianti realizzati dopo il 29 aprile 2006, a specifiche caratteristiche tecniche Tali specifiche sono in dettaglio elencate nell allegato 2 E però necessario sottolineare che tali specifiche tecniche confliggono in alcune parti con altre norme legislative Si segnala in particolare l obbligo, per impianti termici installati o modificati dopo la data dal 29 aprile 2006, di garantire che siano evitati per i camini fenomeni di condensa, evidentemente in contrasto con la normative introdotta dal DLg 192/05 e 311/06 e con l evoluzione della tecnologia Inoltre, gli articoli (numerosi) relativi alla costruzione dei camini, appaiono onerosi e, in certe condizioni, o inutili o assai difficili da realizzare Analiticamente: difficile ipotizzare un camino posto all'interno di un muro strutturalmente distaccato dalla muratura circostante; le norme tecniche armonizzate, pubblicate in applicazione della direttiva Prodotti da Costruzione, non pongono tale limitazione, anzi consentono di considerare al muratura ai fini del calcolo termodinamico 212, viene descritto il sistema di fori campione come nella predente regolamentazione Tuttavia, come in precedenza indicato, per gli impianti a combustibile tradizionale (metano-gpl-gasolio) non è richiesta la misurazione delle emissioni qualora si 3

4 eseguano le manutenzioni previste dal DPR 412/93 Quindi di fatto il testo impone, contraddicendo se stesso, opere non necessarie 37 - La previsione di avere dei canali da fumo (quelli che collegano la caldaia al camino) con tratti lunghi oltre 10 metri lascia sconcertati Tratte così lunghe di condotto con andamento sub-orizzontale possono rappresentare un serio problema di sicurezza 4 Obbligo di abilitazione alla conduzione Il DLgs 152/06 estende anche agli impianti alimentati a gas di potenza superiore a 232 kw, l obbligo (già vigente in base alla già citata Legge 615/66 per gli impianti alimentati a combustibile liquido o solido) di possesso di patentino di abilitazione per il personale addetto alla conduzione degli impianti Quindi tutto il personale delle imprese che svolgono attività di terzo responsabile dell impianto o anche di semplice conduttori dello stesso deve essere munito di patentino E invece esonerato il personale delle imprese che svolgono unicamente attività di manutenzione Il patentino è rilasciato dall Ispettorato del Lavoro (in precedenza erano competenti le Province)

5 5 ALLEGATO 1 Io sottoscritto in possesso dei requisiti di cui all'articolo 109 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n 380, all'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n 412, dichiaro: di aver installato un impianto termico civile avente le seguenti caratteristiche, presso di essere responsabile dell'esercizio e della manutenzione di un impianto termico civile avente le seguenti caratteristiche, presso 1 Potenza termica nominale dell'impianto (MW): 2 Combustibili utilizzati: 3 Focolari: numero totale: potenza termica nominale di ogni singolo focolare (MW): 4 Bruciatori e griglie mobili: numero totale: potenzialità e tipo del singolo dispositivo (MW): apparecchi accessori: 5 Canali da fumo: sezione minima (m 2 ): sviluppo complessivo (m): aperture di ispezione: 6 Camini: sezioni minime (cm 2 ): altezze delle bocche in relazione agli ostacoli e alle strutture circostanti: 7 Durata del ciclo di vita dell'impianto: 8 Manutenzioni ordinarie che devono essere effettuate per garantire il rispetto dei valori limite di emissione per l'intera durata del ciclo di vita dell'impianto: 9 Manutenzioni straordinarie che devono essere effettuate per garantire il rispetto dei valori limite di emissione per l'intera durata del ciclo di vita dell'impianto : 10 Varie:

6 6 Dichiaro che tale impianto è conforme ai requisiti previsti dalla legislazione vigente in materia di prevenzione e limitazione dell'inquinamento atmosferico ed è idoneo a rispettare i valori limite di emissione previsti da tale legislazione per tutto il relativo ciclo di vita, ove siano effettuate le manutenzioni necessarie, lì Firma

7 7 ALLEGATO 2

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9 9

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