IL GOVERNO DELLA SPESA SANITARIA RIGORE ED EQUITÀ. pubblicato su Panorama della Sanità, 19 marzo 2012, n. 11

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1 COME NASCE L IDEA DELLA MIA PARTECIPAZIONE L INVITO A PARTECIPARE ALLA TAVOLA ROTONDA MI È STATO RIVOLTO DAL PRESIDENTE DELL ASSOCIAZIONE AMBIENTE E SOCIETÀ A SEGUITO DELLA LETTURA DI UN MIO ARTICOLO IL GOVERNO DELLA SPESA SANITARIA RIGORE ED EQUITÀ pubblicato su Panorama della Sanità, 19 marzo 2012, n. 11 1

2 I CONTENUTI DELL ARTICOLO L ARTICOLO ANALIZZA L ANDAMENTO DELLA SPESA SANITARIA NELL ULTIMO DECENNIO, NEL CONTESTO PIÙ GENERALE DELL ANDAMENTO DELLA SPESA PUBBLICA, TEMATICA DI PARTICOLARE INTERESSE IN UN MOMENTO COME L ATTUALE, IN CUI LA DIFFICILE CONGIUNTURA ECONOMICA INDUCE A RICERCARE IN MODO SISTEMATICO TUTTE LE POSSIBILI RIDUZIONI DELLA SPESA PUBBLICA (LA COSIDDETTA SPENDING REVIEW) METTENDO A RISCHIO LA SOPRAVVIVENZA STESSA DI UNO STATO SOCIALE CHE DOVREBBE ASSICURARE PROTEZIONE ALLE CLASSI PIÙ DEBOLI DEL PAESE 2

3 I CONTENUTI DELLA RELAZIONE LA RELAZIONE PRESENTATA AL CONVEGNO RIPRENDE I TEMI CENTRALI DELL ARTICOLO, ATTUALIZZANDO L ANALISI CON RIFERIMENTO AI DATI RELATIVI ALL ANNO QUESTI DATI NON SONO ANCORA STATI PUBBLICATI NELLA RELAZIONE GENERALE SULLA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE CHE OGNI ANNO VIENE PREDISPOSTA DAL MINISTERO DELL ECONOMIA E SONO STATI CORTESEMENTE MESSI A DISPOSIZIONE DAL DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE SANITARIA DEL MINISTERO DELLA SALUTE 3

4 LE EVIDENZE CHE SCATURISCONO DALL ANALISI DEI DATI CON IL MIO INTERVENTO HO INTESO RICHIAMARE L ATTENZIONE SU ALCUNE EVIDENZE CHE TROVANO IL PROPRIO FONDAMENTO NEI DATI RIPORTATI NEI GRAFICI DI SEGUITO RIPRODOTTI, E CHE DOVREBBERO COSTITUIRE RIFERIMENTO INELUDIBILE DI UN AZIONE POLITICA COERENTE LA PRIMA DI TALI EVIDENZE CONCERNE IL FATTO CHE LA SPESA PER IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PRESENTA NEGLI ULTIMI ANNI UNA SENSIBILE FLESSIONE, SIA IN TERMINI ASSOLUTI, SIA IN TERMINI RELATIVI, (CON RIFERIMENTO AL PRODOTTO INTERNO LORDO) 4

5 figura 1 - I COSTI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE valori correnti e valori attualizzati valori correnti valori attualizzati fonte: Ministero della Salute Direzione Generale della Programmazione Sanitaria 5

6 figura 2 - I COSTI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE incidenza percentuale sul prodotto interno lordo 7,2 7,2 7,1 6,8 6,7 6,7 6,8 6,5 6,3 6,1 6,0 6,2 6,1 6,2 5,7 5,7 5,6 5,6 5,3 5, fonte: Ministero della Salute Direzione Generale della Programmazione Sanitaria 6

7 LE DIMENSIONI DELLA SPESA SANITARIA PUBBLICA LA SECONDA DI TALI EVIDENZE CONCERNE IL FATTO CHE LA SPESA SANITARIA NEL NOSTRO PAESE NON PUÒ ASSOLUTAMENTE ESSERE CONSIDERATA ECCESSIVA IL CONFRONTO CON LA SPESA SANITARIA REGISTRATA NEI DIVERSI PAESI EUROPEI COLLOCA INFATTI IL NOSTRO PAESE AL PENULTIMO POSTO SE SI ANALIZZA LA SPESA COMPLESSIVA, ED AL QUARTULTIMO POSTO SE SI ANALIZZA LA SPESA PUBBLICA, NONOSTANTE L ELEVATISSIMA INCIDENZA DI ULTRA65ENNI (CHE SONO COME NOTO I PRINCIPALI CONSUMATORI DI PRESTAZIONI SANITARIE) 7

8 figura 3 - SPESA SANITARIA COMPLESSIVA valori espressi in PPP$ NORVEGIA OLANDA AUSTRIA BELGIO GERMANIA DANIMARCA IRLANDA FRANCIA SVEZIA REGNO UNITO FINLANDIA SPAGNA GRECIA ITALIA PORTOGALLO fonte: European health for all database (HFA-DB) World Health Organization Regional Office for Europe anno

9 figura 4 - SPESA SANITARIA PUBBLICA valori espressi in PPP$ NORVEGIA OLANDA DANIMARCA IRLANDA AUSTRIA GERMANIA FRANCIA SVEZIA BELGIO REGNO UNITO FINLANDIA ITALIA SPAGNA GRECIA PORTOGALLO fonte: European health for all database (HFA-DB) World Health Organization Regional Office for Europe anno

10 figura 5 - INCIDENZA PERCENTUALE DI ULTRA65ENNI 20,2 20,1 18,7 17,6 17,5 17,3 17,1 16,6 16,6 16,6 16,2 15,3 14,9 14,7 10,9 GERMANIA ITALIA GRECIA SVEZIA PORTOGALLO AUSTRIA BELGIO FINLANDIA SPAGNA FRANCIA REGNO UNITO DANIMARCA OLANDA NORVEGIA IRLANDA fonte: European health for all database (HFA-DB) World Health Organization Regional Office for Europe anno

11 LA COMPATIBILITÀ CON LE RISORSE DISPONIBILI IL PROBLEMA NON SI PONE IN TERMINI DI CONGRUITÀ DEI LIVELLI DI SPESA, CHE SONO DI GRAN LUNGA INFERIORI A QUELLI REGISTRATI IN ALTRI PAESI. IL PROBLEMA SI PONE IN TERMINI DI SOSTENIBILITÀ ECONOMICA, CONSIDERATO CHE OGNI ANNO LA SPESA SANITARIA PUBBLICA SI È ATTESTATA SU LIVELLI SUPERIORI ALLE RISORSE DISPONIBILI, VIOLANDO COSÌ AL CONTEMPO UN PRINCIPIO ELEMENTARE DELL ECONOMIA ED UNA SPECIFICA NORMA CHE A SUO TEMPO LA STESSA LEGGE 23 DICEMBRE 1978, N. 833, ISTITUTIVA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, AVEVA PREVISTO 11

12 LA RESPONSABILIZZAZIONE SUL RISPETTO DEL BILANCIO GLI AMMINISTRATORI E I RESPONSABILI DELL'UFFICIO DI DIREZIONE DELL'UNITÀ SANITARIA LOCALE SONO RESPONSABILI IN SOLIDO DELLE SPESE DISPOSTE OD AUTORIZZATE IN ECCEDENZA ALLA QUOTA DI DOTAZIONE LORO ATTRIBUITA, SALVO CHE ESSE NON SIANO DETERMINATE DA ESIGENZE OBIETTIVE DI CARATTERE LOCALE DA COLLEGARE A FATTORI STRAORDINARI DI MORBILITÀ ACCERTATI DAGLI ORGANI SANITARI DELLA REGIONE E FINANZIABILI CON LA RISERVA CHE LE REGIONI DEVONO COSTITUIRE PER INTERVENTI IMPREVISTI (NELLA MISURA NON SUPERIORE AL 5 % DELLE RISORSE DISPONIBILI) LEGGE 23 DICEMBRE 1978, N. 833, ARTICOLO 51, COMMA 7 12

13 figura 6 - COSTI E RICAVI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE costi ricavi fonte: Ministero della Salute Direzione Generale della Programmazione Sanitaria valori espressi in miliardi di euro 13

14 I LIVELLI DI ASSISTENZA E LE RISORSE ECONOMICHE È STATO IN SOSTANZA SISTEMATICAMENTE VIOLATO QUELLO CHE SECONDO LA LEGGE ISTITUTIVA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DOVEVA ESSERE UNO DEI PRESUPPOSTI FONDANTI IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE: LA FISSAZIONE, ATTRAVERSO IL PIANO SANITARIO NAZIONALE, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA CHE DOVEVANO ESSERE ASSICURATI IN MODO UNIFORME ALLA POPOLAZIONE E DEL RELATIVO FINANZIAMENTO, TENENDO CONTO DEI VINCOLI POSTI DAL QUADRO MACRO ECONOMICO 14

15 QUESTO PRINCIPIO È STATO RIBADITO DAL DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, N. 502 CHE APPORTA SIGNIFICATIVE MODIFICHE ALL ASSETTO ORGANIZZATIVO ED ISTITUZIONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE MA RICHIAMA LA CENTRALITÀ DELLA PROGRAMMAZIONE COME METODO DI GOVERNO SPECIFICANDO TRA L ALTRO CHE IL PIANO SANITARIO NAZIONALE DEVE INDICARE: I LIVELLI UNIFORMI DI ASSISTENZA SANITARIA, DA INDIVIDUARE SULLA BASE ANCHE DI DATI EPIDEMIOLOGICI E CLINICI, CON LA SPECIFICAZIONE DELLE PRESTAZIONI DA GARANTIRE A TUTTI I CITTADINI, RAPPORTATI AL VOLUME DELLE RISORSE A DISPOSIZIONE 15

16 IL DISAVANZO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE L ANALISI DEI DATI RELATIVI AL DISAVANZO DEL SSN SUGGERISCE DUE CONSIDERAZIONI: 1) PER QUANTO CONCERNE LA SUA EVOLUZIONE NEL TEMPO SI REGISTRA UNA PROGRESSIVA E COSTANTE RIDUZIONE DAL 2004 IN AVANTI, A SEGUITO DELL IMPEGNO DEL RISPETTO DELL EQUILIBRIO ECONOMICO CHE LE REGIONI HANNO ASSUNTO E CHE TROVA LA SUA FORMALE RATIFICA NELL INTESA STATO REGIONI DEL 23 MARZO ) PER QUANTO CONCERNE LA SUA DISTRIBUZIONE TRA LE VARIE REGIONI SI OSSERVA CHE NEL 2011 SOLO 9 REGIONI HANNO CHIUSO I LORO BILANCI IN DISAVANZO, E TRA QUESTE TRE REGIONI DA SOLE SONO RESPONSABILI DEL 70% DEL DISAVANZO COMPLESSIVO. 16

17 figura 7 - DISAVANZO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE (INCIDENZA PERCENTUALE SULLE ENTRATE) 9,7 7,9 8,5 8,3 6,8 6,3 5,7 6,3 3,3 4,3 4,8 3,8 2,9 4,7 3,7 3,5 3,2 2,2 2,0 1, fonte: Ministero della Salute Direzione Generale della Programmazione Sanitaria 17

18 CONTRIBUTO AL DISAVANZO DELLE DIVERSE REGIONI NELL ANNO 2011 MLN % %cum LAZIO 872,218 45,6 45,6 CAMPANIA 254,482 13,3 58,9 SARDEGNA 219,596 11,5 70,4 LIGURIA 143,761 7,5 77,9 CALABRIA 129,920 6,8 84,7 PUGLIA 118,530 6,2 90,9 SICILIA 99,229 5,2 96,0 MOLISE 39,383 2,1 98,1 BASILICATA 36,260 1,9 100, ,379 fonte: Ministero della Salute Direzione Generale della Programmazione Sanitaria 18

19 IL SUPERAMENTO DEGLI SQUILIBRI TERRITORIALI SONO TRASCORSI ORMAI PIÙ DI TRENT ANNI DALL APPROVAZIONE DELLA LEGGE ISTITUTIVA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE CHE INDICAVA TRA GLI OBIETTIVI STRATEGICI DA PERSEGUIRE IL SUPERAMENTO DEGLI SQUILIBRI TERRITORIALI NELLE CONDIZIONI SOCIO-SANITARIE DEL PAESE I DATI RIPORTATI NEL GRAFICO IN FIGURA 8, DIMOSTRANO NON SOLO CHE QUELL OBIETTIVO NON PUÒ DIRSI CERTO RAGGIUNTO MA ANCHE CHE LA STRATEGIA NON PUÒ ESSERE QUELLA DI UNA RIDUZIONE GENERALIZZATA DELLA SPESA 19

20 figura 8 - SPESA SANITARIA PRO CAPITE VALLE D'AOSTA TRENTO BOLZANO LIGURIA FRIULI LAZIO MOLISE SARDEGNA TOSCANA PIEMONTE EMILIA ROMAGNA BASILICATA UMBRIA LOMBARDIA ABRUZZO MARCHE VENETO CALABRIA PUGLIA SICILIA CAMPANIA fonte: Ministero della Salute Direzione Generale della Programmazione Sanitaria valori espressi in euro 20

21 SPESA SANITARIA E FINANZA PUBBLICA IL TEMA DELLA SOSTENIBILITÀ DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE NON PUÒ PRESCINDERE DA UN ANALISI DELL EVOLUZIONE COMPLESSIVA DELLA SPESA PUBBLICA, STANTE IL VINCOLO CHE LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA DOVREBBE ASSICURARE TRA LIVELLI DI ASSISTENZA E RISORSE DISPONIBILI. I GRAFICI RIPRODOTTI IN FIGURA 9 E 10 MOSTRANO L ANDAMENTO DEI PRINCIPALI AGGREGATI MACROECONOMICI NEGLI ULTIMI 25 ANNI, UN PERIODO SUFFICIENTEMENTE ESTESO PER VALUTARE LINEE DI TENDENZA LA PORTATA DELLE QUALI NON PUÒ ESSERE COLTA DA UNA ANALISI DI BREVE PERIODO 21

22 figura 9 - I PRINCIPALI AGGREGATI MACROECONOMICI NEL PERIODO DAL 1987 AL 2011 VALORI ATTUALIZZATI PIL entrate uscite debito fonte: Ministero dell Economia relazione generale sulla situazione economica del Paese 22

23 IL PAREGGIO DI BILANCIO LA PRIMA RIFLESSIONE CHE LA LETTURA DEI DATI RIPORTATI IN FIGURA 9 SUGGERISCE CONCERNE IL FATTO CHE LA SPESA È STATA OGNI ANNO E PER DECENNI SUPERIORE ALLE RISORSE DISPONIBILI: QUESTO IRRESPONSABILE COMPORTAMENTO HA CREATO NEL TEMPO UN DEBITO PUBBLICO CHE RAPPRESENTA UNO DEI PRINCIPALI PROBLEMI DELL ECONOMIA NAZIONALE. SI PARLA DI INSERIRE IL PAREGGIO DI BILANCIO COME OBBLIGO COSTITUZIONALE: PRIMA ANCORA CHE UN OBBLIGO DI LEGGE ESSO DOVREBBE ESSERE UN OBBLIGO POLITICO E MORALE 23

24 LA CRESCITA ABNORME DEL DEBITO PUBBLICO LA SECONDA RIFLESSIONE CHE LA LETTURA DEI DATI RIPORTATI IN FIGURA 9 SUGGERISCE CONCERNE IL FATTO CHE IL DEBITO PUBBLICO, ANNO DOPO ANNO, È CRESCIUTO SU SE STESSO CON UNA VELOCITÀ SUPERIORE A TUTTI GLI ALTRI AGGREGATI MACROECONOMICI. 24

25 IL DEBITO PUBBLICO UN MOSTRO CHE DIVORA IL PAESE IN OCCASIONE DI UNA CONFERENZA STAMPA PER LA PRESENTAZIONE DI UNA DELLE ULTIME MANOVRE FINANZIARIE DEL PRECEDENTE GOVERNO, L ALLORA MINISTRO TREMONTI AFFERMÒ CHE IL DEBITO PUBBLICO È UN MOSTRO CHE RISCHIA DI DIVORARE IL NOSTRO FUTURO. CORREGGEREI QUELL AFFERMAZIONE SOSTENENDO CHE IL DEBITO PUBBLICO, CHE HA RAGGIUNTO SECONDO LA PIÙ RECENTE RILEVAZIONE DELLA BANCA D ITALIA L ASTRONOMICA CIFRA DI MILIARDI DI EURO, STA DIVORANDO IL NOSTRO PRESENTE 25

26 figura 10 - I PRINCIPALI AGGREGATI MACROECONOMICI NEL PERIODO DAL 1987 AL 2011 NUMERI INDICE 100,0 106,0 PIL entrate uscite debito 123,2 117,3 111,5 108,4 113,1 197,8 196,7 198,2 192,9 188,3 188,7 185,3 183,2 184,2 187,3 180,5 180,8 182,4 178,8 175,5 174,4 173,6 172,9 171,2 164,9 163,0 164,8 158,8 159,9 159,9 159,9 155,1 156,3 154,1 150,2 152,9 151,9 150,0 151,3 146,2 147,1 151,5 148,6 145,3 142,0 142,3 143,2 139,9 141,3 139,0 137,7 133,6 137,6 133,6 145,6 146,5 145,2 128,5 131,4 130,1 125,9 128,3 137,8 133,9 133,9 139,2 142,1 146,7 147,7 148,1 130,2 123,0 127,4 125,5 126,4 126,1 125,9 122,5 124,0 119,6 115,8 114,5 116,5 115,9 208,2 214,1 214, fonte: Ministero dell Economia relazione generale sulla situazione economica del Paese 26

27 L IMPATTO DEL DEBITO PUBBLICO SULL ECONOMIA L IMPATTO DEL DEBITO PUBBLICO SULL ECONOMIA NAZIONALE È RESO EVIDENTE DAI DATI RIPORTATI IN FIGURA 11, DAI QUALI SI EVINCE COME GLI INTERESSI SUL DEBITO ABBIANO VANIFICATO L IMPEGNO CHE È STATO POSTO NEL CONTENIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA: NONOSTANTE IL CONSISTENTE INCREMENTO DELL AVANZO PRIMARIO CHE È STATO REGISTRATO NEL PERIODO DAL 1992 AL 2000 GLI INTERESSI SUL DEBITO HANNO DETERMINATO UN DISAVANZO CHE HA ULTERIORMENTE INCREMENTATO IL DEBITO PUBBLICO. 27

28 L ESIGENZA DI INTERVENIRE SULLO STOCK DEL DEBITO SORPRENDE CHE UN GOVERNO DI TECNICI, DI MATRICE CULTURALE TRA L ALTRO ECONOMICA, NON PRENDA FINALMENTE COSCIENZA DEL FATTO CHE OCCORRE AGIRE E CON ESTREMA URGENZA SULLO STOCK DEL DEBITO, ATTUANDO POLITICHE CHE NE RIDUCANO DRASTICAMENTE LA DIMENSIONE (E CHE NON NECESSARIAMENTE SONO SOLO LA DISMISSIONE DEL PATRIMONIO PUBBLICO). UN AZIENDA IN CONDIZIONI FALLIMENTARI, QUALI SONO STATE DICHIARATE ESSERE QUELLE DEL NOSTRO PAESE, NON SI SALVA AGENDO SOLO SUL CONTO ECONOMICO: OCCORRONO INTERVENTI DRASTICI ANCHE SULLO STATO PATRIMONIALE 28

29 figura 11 - I PRINCIPALI AGGREGATI MACROECONOMICI NEL PERIODO DAL 1987 AL 2011 saldo primario interessi saldo finale -0,1 4,1 5,5 4,0 8,5 9,6 13,9 11,2 10,8 12,7 6,9 5,6 3,4 2,7 0,4 2,6 7,2 5,3 0,0 2,1-1,4-2,3-1,7-3,1-3,7-3,5-5,6-6,4-6,1-5,8-7,7-7,0-7,0-8,1-8,0-7,5-11,4-10,7-10,6-10,1-10,2-9,9-9,8-9,9-8,5-10,7-11,1-10,6-11,6-12,6-14,5-14,1-14,0-16,8-15,5-17,3-23,3-20,1-19,5-20,4-20,6-19,6-20,1-21,4-22,7-23,7-23,4-24,7-24,0-25,1-25,3-25,1-27,8-26,8-25, fonte: Ministero dell Economia relazione generale sulla situazione economica del Paese 29

30 L ABNORME INCIDENZA DEI TRASFERIMENTI SUL BILANCIO DELLO STATO I DATI RIPORTATI IN FIGURA 12 PONGONO IN EVIDENZA QUANTO LA GESTIONE DELLA FINANZA PUBBLICA SIA LONTANA DA ACQUISIZIONI CONSOLIDATE ORMAI DA DECENNI L ESIGENZA DI COLLOCARE IL TEMA DELLA SPESA PUBBLICA ALL INTERNO DI UN NUOVO SISTEMA DI RAPPORTI TRA STATO ED ENTI LOCALI CHE SIA VERAMENTE FONDATO SUI PRINCIPI DEL DECENTRAMENTO E DELLA RESPONSABILIZZAZIONE E NEL QUALE ENTRINO NUOVI ELEMENTI DI RAZIONALITÀ ECONOMICA, CHE POSSONO DERIVARE SIA DALLA APPLICAZIONE DI NUOVI SCHEMI CONCETTUALI AL RAPPORTO STATO ENTI LOCALI, SIA DA UNA NUOVA VISIONE DI POLITICA ECONOMICA. 30

31 IL FEDERALISMO QUALE INELUDIBILE ESIGENZA DI RAZIONALITÀ ECONOMICA SI TRATTA IN SOSTANZA DI REALIZZARE QUEL FEDERALISMO CHE COSTITUIVA UNA DELLE DIRETTRICI PORTANTI DEL GRANDE DISEGNO RIFORMATORE ATTUATO DAL GOVERNO AMATO CON LA LEGGE DELEGA 23 OTTOBRE 1992, N. 421, E CHE RISPONDE AD UNA ESIGENZA INELUDIBILE DI RAZIONALITÀ ECONOMICA UN FEDERALISMO EQUO E SOLIDALE, UN FEDERALISMO BASATO SU UNA RESPONSABILIZZAZIONE DEI DIVERSI SOGGETTI ISTITUZIONALI CHIAMATI AL GOVERNO DELLA SPESA PUBBLICA, UN FEDERALISMO CHE APPARE COMUNQUE UNA UTOPIA SE NON SI RISOLVE IL PROBLEMA DELL ARRETRATEZZA DELLE REGIONI MERIDIONALI 31

32 figura 12 - LE SPESE A CARICO DELLO STATO anno 2011 valori assoluti espressi in miliardi di euro 9,7% TRASFERIMENTI ,2% SERVIZI 105 INTERESSI 74 ALTRE SPESE 46 15,6% TOTALE ,4% fonte: Ministero dell Economia relazione generale sulla situazione economica del Paese 32

33 figura 13 I TRASFERIMENTI A CARICO DELLO STATO anno 2011 valori assoluti espressi in miliardi di euro 11,1% PREVIDENZA 94 6,8% SANITÀ 68 37,7% ENTI LOCALI 42 EUROPA 17 17,0% ALTRI 28 TOTALE ,5% fonte: Ministero dell Economia relazione generale sulla situazione economica del Paese 33

34 FEDERALISMO E SVILUPPO ECONOMICO IN QUESTA LOGICA IL TEMA DEL FEDERALISMO SI RICONNETTE INESTRICABILEMENTE CON IL TEMA DELLA CRESCITA ECONOMICA, CHE COSTITUISCE L UNICA EFFETTIVA ED INELUDIBILE PRIORITÀ. UNA PRIORITÀ CHE NON DEVE ESSERE VISTA COME CONTRAPPOSTA A QUELLA DEL RIGORE, PERCHÉ IL RISPETTO DEL PAREGGIO DI BILANCIO DEVE ESSERE CONSIDERATO SEMPRE E COMUNQUE UN VINCOLO INELUDIBILE. 34

35 RIGORE E SVILUPPO PROPRIO DA QUEL VINCOLO SCATURISCE L ESIGENZA, ALTRETTANTO INELUDIBILE, DI ASSICURARE, ATTRAVERSO LO SVILUPPO ECONOMICO, LE RISORSE NECESSARIE PER GARANTIRE QUEI LIVELLI DI PROTEZIONE SOCIALE CHE SONO SEGNO DI CIVILTÀ, E CHE NON POSSONO ESSERE MANTENUTI ACCUMULANDO UN DEBITO PUBBLICO CHE INIQUAMENTE TRASFERISCE SULLE GENERAZIONI FUTURE L ONERE DI SCELTE IRRESPONSABILI 35

36 figura 14 - I PRINCIPALI AGGREGATI MACROECONOMICI NEL DECENNIO DAL 2002 AL 2011 valori indice PIL entrate uscite debito 116,1 115,5 114,0 115,5 115,9 103,0 101,9 100,6 104,0 103,1 102,7 101,1 106,2 104,1 103,4 103,2 109,6 109,1 106,8 105,4 112,2 108,3 106,1 114,2 107,0 106,3 102,3 109,4 112,4 108,1 103,0 111,0 108,6 107,1 102,0 100,0 99, fonte: Ministero dell Economia relazione generale sulla situazione economica del Paese 36

37 LE PRIORITÀ VERE CHE I DATI EVIDENZIANO I DATI RIPORTATI IN FIGURA 14 DOVREBBERO RICHIAMARE TECNICI E POLITICI A QUELLE CHE SONO LE PRIORITÀ VERE DEL PAESE, AD ABBANDONARE STERILI CONTRAPPOSIZIONI IDEOLOGICHE SU QUESTIONI MAL POSTE NEL MERITO E NEL METODO (QUALI AD ESEMPIO QUELLA DELL ARTICOLO 18) PER COSTRUIRE INSIEME CON LE FORZE SOCIALI UNA STRATEGIA DELLO SVILUPPO, UNA POLITICA ECONOMICA CHE RESTITUISCA FIDUCIA E SPERANZA AI TANTI CHE PURTROPPO L HANNO PERDUTA. 37

38 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE SORPRENDE, E PER CERTI VERSI SCONFORTA, CONSTATARE CHE LE RIFLESSIONI PROPOSTE IN QUESTE DIAPOSITIVE, RIPRENDONO TEMI CHE DA ANNI COSTITUISCONO OGGETTO DELLA MIA ANALISI SULL EVOLUZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA, AVVIATA NEL LONTANO 1996 CON L ARTICOLO CONTENIMENTO DELLA SPESA PUBBBLICA E SALVAGUARDIA DELLO STATO SOCIALE: UN BINOMIO POSSIBILE 38

39 UNA STRATEGIA PER IL FUTURO DEL PAESE RIFLESSIONI CHE RIPROPONEVO ANCORA UNA VOLTA NEL RECENTE ARTICOLO UNA STRATEGIA PER IL FUTURO DEL PAESE considerazioni sul decreto legge 31 maggio 2010, n. 78. IN QUELL ARTICOLO CITAVO ALCUNI PASSAGGI DI UN INTERVISTA CHE ERA STATA DA POCO PUBBLICATA SUL QUOTIDIANO LE MONDE CON IL PROF JOSEPH STIGLITZ PREMIO NOBEL PER L ECONOMIA, E CITAVO ANCORA UN PASSAGGIO SPLENDIDO DELLE CONSIDERAZIONI FINALI DELL ALLORA GOVERNATORE DELLA BANCA D ITALIA. 39

40 DA UN INTERVISTA DI JOSEPH STIGLITZ A LE MONDE L UNIONE EUROPEA VUOLE UN PIANO COORDINATO DI AUSTERITÀ. SE CONTINUA IN QUESTA DIREZIONE VA INCONTRO AD UN DISASTRO. L EUROPA HA BISOGNO DI SOLIDARIETÀ, DI EMPATIA, NON DI UNA AUSTERITÀ CHE FARÀ CRESCERE LA DISOCCUPAZIONE E PORTERÀ LA DEPRESSIONE. NEGLI STATI UNITI QUANDO UNO STATO È IN DIFFICOLTÀ TUTTI GLI ALTRI SI SENTONO COINVOLTI. SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA. È INNANZITUTTO LA MANCANZA DI SOLIDARIETÀ CHE MINACCIA LA SOPRAVVIVENZA DEL PROGETTO EUROPEO. 40

41 CONSIDERAZIONI FINALI DEL GOVERNATORE DELLA BANCA D ITALIA NELLA RELAZIONE DEL 2009 NEL 1992 AFFRONTAMMO UNA CRISI DI BILANCIO BEN PIÙ SERIA DI QUELLA CHE HANNO OGGI DAVANTI ALCUNI PAESI EUROPEI. IL GOVERNO DELL EPOCA PRESENTÒ UN PIANO DI RIENTRO CHE, CONDIVISO DAL PAESE, FU CREDUTO DAI MERCATI, SENZA ALCUN AIUTO DA ISTITUZIONI INTERNAZIONALI. ANCHE LA SFIDA DI OGGI, CONIUGARE LA DISCIPLINA DI BILANCIO CON IL RITORNO ALLA CRESCITA, SI COMBATTE FACENDO APPELLO AGLI STESSI VALORI CHE CI HANNO PERMESSO INSIEME DI VINCERE LE SFIDE DEL PASSATO: CAPACITÀ DI FARE, EQUITÀ; DESIDERIO DI SAPERE, SOLIDARIETÀ. CONSAPEVOLI DELLE DEBOLEZZE DA SUPERARE, DELLE FORZE, RAGGUARDEVOLI, CHE ABBIAMO, AFFRONTIAMOLA. 41

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