La Facoltà di Agraria incontra le imprese: Ricerche, Innovazione e Trasferimento tecnologico. Agricoltura. Alimentazione. Ambiente

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1 La Facoltà di Agraria incontra le imprese: Ricerche, Innovazione e Trasferimento tecnologico Agricoltura Alimentazione Ambiente

2 LA FACOLTA DI AGRARIA INCONTRA LE IMPRESE: RICERCHE, INNOVAZIONE E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO A cura di Claudia Sorlini e Marcello Duranti con la collaborazione di Chiara Magni, Roberto Rovelli e Carmela Carone

3 Prefazione In coerenza con la missione del Consiglio Europeo di Lisbona di trasformare il territorio europeo in un avanzata economia basata sulla conoscenza, Regione Lombardia, nel corso dell VIII legislatura che volge ormai al termine, ha puntato ad operare come motore di progettualità e fattore di connessione tra le diverse componenti del sistema (cittadini, imprese e istituzioni pubbliche e private), attivando una strategia complessiva di sostegno alla ricerca e allo sviluppo. E in tale contesto che l Assessorato all Agricoltura, a scadenza triennale, predispone i Programmi regionali di ricerca in campo agricolo, con i quali individua linee strategiche, strumenti, obiettivi e risorse al fine di sostenere la competitività del settore, di tutelare le risorse, di salvaguardare e valorizzare il territorio, con un attenzione particolare alla qualità delle produzioni e alla sicurezza alimentare. Fra le linee strategiche delineate dall ultimo Programma, spicca l impegno a finanziare progetti di ricerca di forte impatto sul sistema rurale regionale, a rafforzare la rete di relazioni, il confronto e la collaborazione fra enti di ricerca e fra questi e le filiere produttive lombarde e a favorire l accesso all innovazione tecnologica da parte delle imprese tramite un complesso di iniziative di comunicazione e trasferimento dei risultati scaturiti dalle ricerche. E con vero piacere quindi che ho accolto la proposta della Preside della Facoltà di Agraria dell Università degli Studi di Milano di mettere a disposizione, tramite la pubblicazione di questo volume, una sintesi di quanto i ricercatori hanno recentemente elaborato, spesso anche con il contributo di Regione Lombardia, in termini di informazioni, prodotti e strumenti di immediato interesse applicativo. Un iniziativa perfettamente in linea con le strategie del mio Assessorato, che sono certo sarà ben utilizzata dalle imprese, ma anche dai tecnici e da tutti quei soggetti associativi e istituzionali che giocano un ruolo di fondamentale importanza nel trasferimento delle innovazioni. Luca Daniel Ferrazzi Assessore all Agricoltura Regione Lombardia II

4 Introduzione Questa brochure, curata dalla Facoltà di Agraria dell Università degli Studi di Milano, è rivolta agli imprenditori che forniscono prodotti e servizi nei settori dell agro-alimentare e ambientale. Raccoglie più di 200 schede che illustrano i risultati di ricerche già raggiunti o che si intende raggiungere in prospettiva. E un invito alle imprese a prenderne visione e, nella misura del possibile, a trasferire i risultati di interesse all interno delle proprie aziende, per migliorare la qualità della produzione e la produttività, offrendo prodotti più qualificati al consumatore e all utente e preservando l ambiente. Acquisire le innovazioni offerte dalla ricerca da parte sia della grande impresa sia di quella piccola e media è un passo indispensabile per aumentare la competitività e per contribuire ad affrontare in modo più attrezzato l attuale crisi economica. Inoltre le tematiche in oggetto si relazionano perfettamente con il tema dell EXPO 2015, Nutrire il pianeta Energia per la vita, che vedrà Milano impegnata nel grande evento dell esposizione universale. L EXPO del 2015 può essere un occasione per il sistema delle imprese lombarde per presentare al mondo intero le proprie eccellenze, migliorate attraverso una continua innovazione tecnologica ed un alta qualità della produzione. La Lombardia è la Regione che da sola produce il 13,7% della produzione agricola e forestale italiana. Dispone di industrie, tecnologie avanzate, capitale umano, risorse ed iniziativa. La vocazione agricola della pianura più fertile d Italia è fuori discussione; al sud di Milano si estende il parco agricolo più grande di Europa. I prodotti dell industria alimentare italiana sono conosciuti e apprezzati dappertutto. Anche la piccola e media azienda, favorita dalle numerose relazioni create dall EXPO, può beneficiarne attraverso l esportazione nei paesi in via di sviluppo di tecnologie semplici ma solide, il cui funzionamento sia basato sul risparmio energetico e sulla efficienza produttiva e nei paesi ricchi di prodotti alimentari di nicchia. In questo contesto la Facoltà di Agraria dell Università di Milano, contribuisce per la sua parte. Infatti, per sua stessa vocazione, sviluppa ricerche di base con ampie possibilità di arrivare a risultati applicabili in tempi ragionevoli, risultati che possono comportare prospettive promettenti per le aziende dei settori coinvolti. D altra parte l interesse delle imprese per le ricerche della Facoltà è manifestato dai numerosi contratti e convenzioni che vengono ogni anno stipulati. Il fatto che al loro scadere tali contratti vengano spesso rinnovati sta a testimoniare il consolidamento del rapporto di fiducia che si è creato tra aziende e gruppi di ricercatori. Tuttavia molto di più si potrebbe fare. Infatti sono ancora troppi i risultati di interesse applica- III

5 tivo, ottenuti con ricerche finanziate da enti pubblici, che finiscono nei cassetti senza un futuro, mentre potrebbero essere utilizzati per creare innovazione ed incrementare la competitività del sistema Italia. Per questo motivo ho invitato tutti i ricercatori della Facoltà a compilare le schede contenute in questo volume, con l obiettivo di far conoscere i temi sui quali vengono svolte le ricerche. Come si potrà leggere nel testo, le indicazioni che emergono dalle ricerche possono essere di rilevante utilità per il mondo delle imprese in quanto affrontano problemi di grande attualità, per i quali si suggeriscono possibili soluzioni nei campi dell agricoltura, dell industria alimentare e dell ambiente: si lavora sulla selezione di piante resistenti a stress abiotici e biotici; su metodi innovativi per debellare vecchi e nuovi agenti patogeni e parassiti delle piante; sulla innovazione nella produzione e utilizzazione di energie alternative e sulla riduzione dei consumi energetici nel settore delle produzioni agro-alimentari; sull innovazione di processo industriale per migliorare la qualità dei prodotti finiti, sull innovazione di prodotto alimentare; sulla produzione di alimenti per settori particolari di consumatori (es. affetti da intolleranze alimentari); sulle tecniche più avanzate per il monitoraggio di filiera ed il controllo della qualità igienico-sanitaria degli alimenti; sul valore nutrizionale degli alimenti ed i loro effetti sulla salute; sulle modalità avanzate di fertilizzazione dei suoli, di gestione delle risorse idriche e dei reflui, sulla progettazione delle aree verdi e la conservazione del patrimonio rurale. Questo è solo per citare qualche esempio. D altronde l impegno a trasferire i risultati delle ricerche da anni investe tutta l Università di Milano attraverso la costituzione di spin off, il sostegno alla registrazione di brevetti, l istituzione di incubatori di grandi dimensioni, come il Filarete ed una serie di altre importanti iniziative. Il nostro paese ha bisogno di creare innovazione tecnologica che a sua volta crei valore aggiunto al prodotto e di incrementare la competitività per rispondere alle esigenze di una società che richiede posti di lavoro, sicurezza, benessere con uno sguardo di attenzione particolare anche alle esigenze dei Paesi in via di Sviluppo e questo passa inesorabilmente attraverso un rapporto più stretto e qualificato tra imprese private, enti pubblici, università e istituti di ricerca. Milano, La Preside Claudia Sorlini IV

6 Indice 1. AGRICOLTURA 1.1 PRODUZIONE E DIFESA Attività di sostanze naturali e di sintesi per il controllo dei fitoplasmi Gemma Assante 4 Valutazione dello stato sanitario della mammella di bovina attraverso lo studio della produzione di latte Luciana Bava 5 Caratterizzazione di reflui zootecnici e digestati ai fini dell impiego agronomico Luca Bechini 6 Diagnosi precoce di patogeni delle piante Piero Attilio Bianco 7 Reti di sensori per il monitoraggio automatico degli insetti fitofagi Luigi Bodria 8 Batteri promotori della crescita vegetale Sara Borin 9 Valorizzazione della qualità del frutto: individuazione di indicatori fisiologici, biochimici e molecolari per il miglioramento genetico del pesco Maurizio Cocucci 10 Sviluppo delle produzioni di erbe officinali di elevato valore qualitativo e salutistico nell area alpina Maurizio Cocucci 11 Nuovi strumenti di lotta biologica al cancro del castagno Paolo Cortesi 12 Ricerca di SNPs in geni candidati per la fertilità maschile nella specie bovina Paola Crepaldi 13 Ricerca di polimorfismi in geni candidati per le variazioni quanti-qualitative della frazione lipidica del latte caprino Paola Crepaldi 14 Prestazioni produttive ed emissioni ammoniacali in suini alimentati conformemente a vari disciplinari Matteo Crovetto 15 Tecniche alimentari per una riduzione dell'escrezione di azoto (N) e fosforo (P) nella bovina da latte Matteo Crovetto 16 Sintesi di nuovi fungicidi Sabrina Dallavalle 17 Recupero e valorizzazione di vecchie varietà di mele con elevate proprietà nutraceutiche Tommaso Eccher 18 Controlli biochimici e fisiologici di assorbimento ed assimilazione dell'azoto in Zea mays Luca Espen 19 Qualità enologica dell'uva in relazione alle condizioni ambientali e vocazionalità alla viticoltura Osvaldo Failla 20 Impiego di chitosani nell'induzione di resistenza agli stress biotici e abiotici delle piante Franco Faoro 21 Tecniche di identificazione e prevenzione dei danni da ozono su frumento Franco Faoro 22 L'impianto di colture arboree a rapido accrescimento Marco Fiala 23 Valorizzazione dei cereali minori di montagna Anna Giorgi 24 Interazioni pianta-insetto e stress abiotici: induzione in specie di piante officinali della sintesi di metaboliti secondari Anna Giorgi 25 Sintesi di metaboliti secondari della vite in seguito ad elicitazione: applicazioni in agricoltura Marcello Iriti 26 V

7 VI Impiego del chitosano come antivirale e antitraspirante nelle piante Marcello Iriti 27 Modalità di conservazione del mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum L.) Ilaria Mignani 28 Utilizzo di linee gene trapping di Arabidopsis thaliana per la costituzione di piante biondicatrici dello stato nutrizionale dello zolfo Fabio Francesco Nocito 29 Selezione di attinomiceti con attività di promozione della produttività vegetale Sergio Quaroni 30 Identificazione di geni per il controllo dello sviluppo in orzo (Hordeum vulgare) Laura Rossini 31 Genomica per il miglioramento delle Triticeae (frumenti e orzo) Laura Rossini 32 Impiego di markers fisiologici per l'identificazione di genotipi di riso a basso contenuto di cadmio in granella Gian Attilio Sacchi 33 Strumenti per la diagnosi di nuove malattie batteriche e fungine delle piante Marco Saracchi 34 Difesa dalle malattie dei vegetali in campo e in post raccolta mediante uso di oli essenziali Paola Sardi 35 Caratterizzazione e valorizzazione dei vitigni minori italiani e conservazione delle risorse genetiche Attilio Scienza 36 Valorizzazione della qualità nutrizionale di mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum L.) Anna Spinardi 37 Effetto dell'addizione alla dieta di acidi organici sulle performance di crescita del coniglio Ivan Toschi 38 Rilevazione di funghi tossinogeni associati ai cereali Annamaria Vercesi 39 Comportamento epidemico di Plasmopara viticola su vite Annamaria Vercesi 40 Resistenza ai fungicidi in Plasmopara viticola Annamaria Vercesi 41 Analisi integrata dei diversi aspetti della nutrizione ferrica nelle piante arboree da frutto per l'individuazione di genotipi resistenti alla clorosi Graziano Zocchi 42 Analisi del proteoma di radici di piante allevate in condizioni di Fe carenza Graziano Zocchi 43 Ottenimento di piante di interesse alimentare biofortificate per il ferro Graziano Zocchi GESTIONE ED ECONOMIA Multifunzionalità dell'impresa agricola ed integrazione nel paesaggio Stella Agostini 47 Costruzioni rurali in area urbana Stella Agostini 48 Nuovi scenari di pianificazione del territorio agroforestale Stella Agostini 49 Valutazione della sostenibilità agro-ambientale dei sistemi agricoli Luca Bechini 50 Ottimizzazione della filiera del postraccolta vitifrutticolo mediante sistemi innovativi Luigi Bodria 51 Metodologie per la valutazione multifunzionale degli alpeggi Michele Corti 52 Modelli di gestione silvo-pastorali orientati al miglioramento e conservazione dell ambiente Michele Corti 53 Valutazione dei consumi energetici delle aziende agricole e tecniche di risparmio Marco Fiala 54

8 Generazione di energia da fonti energetiche rinnovabili in aziende agricole nazionali Marco Fiala 55 Modello di calcolo per la valutazione della sostenibilità globale di filiere agro-energetiche in Italia Marco Fiala 56 Applicazione di un indice spazializzato di siccità agricola a comprensori agrari situati in differenti ambiti climatici Bianca Ortuani 57 Criteri di progettazione delle strutture di stabulazione negli allevamenti di bovini da latte lombardi Giorgio Provolo 58 Sviluppo e standardizzazione di metodiche di fermentazione per la valutazione energetica dei foraggi Luca Rapetti 59 Analisi del settore agricolo e strategie di sviluppo rurale in Libano Guido Sali 60 La automazione della alimentazione negli allevamenti bovini Franco Sangiorgi 61 Sicurezza in agricoltura e zootecnia Franco Sangiorgi ALIMENTAZIONE 2.1 TECNOLOGIA Formulazione e caratterizzazione nutrizionale di prodotti da forno a basso indice glicemico M. Cristina Casiraghi 66 Strategie di contenimento del danno termico nel latte UHT Stefano Cattaneo 67 Sviluppo di bioprocessi per la preparazione di idrolizzati di proteine del latte ad attività immunomodulante Ivano De Noni 68 Analisi di processo nella produzione di alimenti con metodi innovativi Marcello Duranti 69 Ottimizzazione dell impiego dei batteri lattici nelle produzione lattiero-casearie caprine Roberto Foschino 70 Selezione della microflora degli impasti acidi per prodotti da forno a lievitazione naturale Roberto Foschino 71 Selezione di lieviti autoctoni per impiego enologico Roberto Foschino 72 Messa a punto di trattamenti di trasformazione per la valorizzazione delle caratteristiche nutrizionali del mirtillo Gabriella Giovanelli 73 Messa a punto di derivati innovativi della mela fortificati con tè verde Vera Lavelli 74 Ottimizzazione della fase di raffinazione-concaggio del cioccolato mediante mulino a sfere Mara Lucisano 75 Ottimizzazione delle formulazioni e delle tecnologie di produzione di pane e pasta gluten-free Mara Lucisano 76 Nuove membrane di nanofibre ottenute mediante elettrospinning Saverio Mannino 77 Ottimizzazione delle formulazioni e delle tecnologie di produzione di pane con madre acida o arricchito con cereali minori e pseudocereali Manuela Mariotti 78 Ottimizzazione della produzione di prodotti dolciari non convenzionali Manuela Mariotti 79 VII

9 VIII Fermentazioni di interesse in campo alimentare ed energetico Francesco Molinari 80 Miglioramento delle caratteristiche tecnologiche in microrganismi di interesse alimentare Diego Mora 81 Produzione di pasta alimentare su impianti pilota (in grado di simulare condizioni di processo industriali) M. Ambrogina Pagani 83 Progettazione di alimenti / ingredienti alimentari con strutture ingegnerizzate Laura Piazza 84 Imballaggi per la protezione degli alimenti sensibili alla luce Luciano Piergiovanni 85 Previsione ed estensione della shelf-life di prodotti alimentari sensibili allo scambio di umidità Luciano Piergiovanni 86 Sviluppo di un coating ibrido barriera ai gas per applicazioni nell'imballaggio alimentare Luciano Piergiovanni 87 Sviluppo di un saldante ottenuto da biomacromolecole per applicazioni nell'imballaggio alimentare Luciano Piergiovanni 88 Ottimizzazione del processo di tostatura delle nocciole in relazione alla stabilità ossidativa del prodotto finito Margherita Rossi 89 Aspetti tecnologici e nutrizionali nella produzione di gelati e sorbetti artigianali Margherita Rossi 90 Tecnologie avanzate innovative per la produzione ed il controllo di qualità di preparazioni alimentari a base di sfarinati di farro Fernando Tateo QUALITÀ E SICUREZZA Controllo dei fattori che influenzano la struttura e il comportamento in cottura della pasta fresca all uovo Cristina Alamprese 93 Evoluzione delle caratteristiche qualitative e nutrizionali di frutta conservata con metodi tradizionali e innovativi non distruttivi Ernestina Casiraghi 94 Tecniche avanzate per la rilevazione dell'autenticità e della qualità dei prodotti alimentari e dei processi di trasformazione Ernestina Casiraghi 95 Applicazione di metodi innovativi non distruttivi allo studio della shelf-life di prodotti alimentari Ernestina Casiraghi 96 Riconoscimento di ingredienti lattieri essiccati in formaggi tradizionali dell'area mediterranea Stefano Cattaneo 97 Sensori elettrochimici specifici e aspecifici nell'analisi degli alimenti Maria Stella Cosio 98 Tracciabilità molecolare dei prodotti alimentari tipici di origine animale Paola Crepaldi 99 Fenomeni di migrazione nelle pellicole estensibili per la conservazione dei formaggi tradizionali Ivano De Noni 100 Analisi di processo nella produzione di alimenti con metodi innovativi Marcello Duranti 101 Approcci innovativi per lo studio della maturazione dei frutti Luca Espen 102 Analisi non distruttive per la valutazione della qualità di ortaggi di IV gamma durante la shelf life Antonio Ferrante 103 La carta di identità microbiologica di formaggi artigianali italiani Maria Grazia Fortina 104

10 Metodologie innovative per il controllo dello sviluppo microbico in sistemi complessi Maria Grazia Fortina 105 La sicurezza nella tipicità di prodotti alimentari di origine animale: individuazione e tipizzazione di ecotipi batterici contaminanti Maria Grazia Fortina 106 Metodi avanzati per la determinazione di Escherichia coli verotossici nelle filiere alimentari Roberto Foschino 107 Metodologie molecolari e tradizionali per lo studio e la caratterizzazione di prodotti artigianali di origine animale Laura Franzetti 108 Microbiologia dei prodotti ortofrutticoli, individuazione dei punti critici all'interno del processo produttivo per la sua ottimizzazione Laura Franzetti 109 Valutazione dell'attività antimicrobica di materiali di imballaggio alimentare Laura Franzetti 110 Influenza dell'ambiente (luce, umidità, temperatura, igiene) e delle operazioni sulla qualità del prodotto finito e sulla salute degli operatori Laura Franzetti 111 Valutazione della qualità nutrizionale e tecnologica del frumento monococco Alyssa Hidalgo 112 Identificazione e valutazione di markers d igiene nel settore delle uova, del pomodoro e prodotti derivati Alyssa Hidalgo 113 Tecniche avanzate nel monitoraggio di Tribolium castaneum e T. confusum nelle industrie alimentari Lidia Limonta 114 Tecniche avanzate di utilizzo dell'ozono per la disinfestazione dei cereali Daria Patrizia Locatelli 115 Valutazione delle caratteristiche qualitative di varietà italiane di riso tradizionale e aromatico Mara Lucisano 116 Ottimazione della concimazione degli ortaggi da foglia raccolti per sfalcio Pietro Marino Gallina 117 Cereali e derivati: valutazione della qualità e monitoraggio dei processi di trasformazione mediante l'applicazione di tecniche innovative Manuela Mariotti 118 Nuovi approcci strumentali per la valutazione della qualità della semola e del comportamento in cottura della pasta M. Ambrogina Pagani 119 Miglioramento della qualità dei prodotti derivati dal frumento (duro e tenero) mediante il processo di decorticazione M. Ambrogina Pagani 120 Impiego della granella immatura di frumento come ingrediente funzionale M. Ambrogina Pagani 121 Studio dei parametri sensoriali e strumentali durante e a fine stagionatura di prosciutto crudo a diversa DOP e loro influenza sul gradimento Ella Pagliarini 122 Modelli multi-parametro per la difesa di formaggi DOP Luisa Pellegrino 123 Valutazione di aspetti tecnologici e nutrizionali in relazione al danno termico di latti liquidi per la prima infanzia Luisa Pellegrino 124 Criteri innovativi per la valutazione strumentale della texture e di altri attributi della qualità sensoriale Laura Piazza 125 Messa a punto di derivati di frutta ed ortaggi a basso contenuto in allergeni Carlo Pompei 126 IX

11 X Produzione biotecnologica di sakacina A, molecola impiegabile nel settore dell'active packaging Manuela Rollini 127 Stabilità e ruolo dei fattori che determinano l adsorbimento di olio da parte dell alimento nella frittura ad immersione Margherita Rossi 128 Fattori che influenzano le caratteristiche compositive e le proprietà funzionali delle uova e degli ovoprodotti Margherita Rossi 129 Sistema di diagnosi delle fonti di contaminazione microbiologica del latte alla stalla Anna Sandrucci 130 Alternative al bromuro di metile nella disinfestazione di industrie alimentari Luciano Suss 131 Tecniche avanzate per l identificazione di coadiuvanti tecnologici e contaminanti in contenitori ad uso alimentare Fernando Tateo 132 Criteri integrati di verifica di qualità, di valore nutrizionale e di sicurezza di prodotti alimentari di larga distribuzione Fernando Tateo 133 Definizione di indici di qualità e di sicurezza alimentare in formulati aromatizzanti Fernando Tateo 134 Innovazione in formulazione, applicazione, controllo qualità e sicurezza alimentare di semilavorati aromatizzati per settori food e non food Fernando Tateo 135 Valutazione di sicurezza alimentare e controllo qualità in aceto balsamico di Modena Fernando Tateo 136 Determinazione di micotossine in alimenti Angela Vecchio 137 Rilevazione di funghi tossinogeni associati ai cereali Annamaria Vercesi GESTIONE Valorizzazione di prodotti alimentari tradizionali dell'unione Europea Alessandro Banterle 141 Modelli econometrici per studiare la relazione tra obesità e alcune variabili economiche e socio-demografiche Alessandro Banterle 142 Nuove forme di riorganizzazione delle filiere agro-alimentari e costi di transazione Alessandro Banterle 143 Studio di modelli gestionali per la ristorazione Riccardo Guidetti 144 Analisi energetica delle industrie alimentari Riccardo Guidetti 145 Influenza della memoria e delle emozioni nelle scelte alimentari Ella Pagliarini 146 Il consumatore celiaco e le valutazioni sensoriali dei prodotti senza glutine Ella Pagliarini 147 Caratteristiche sensoriali e valutazione dell'accettabilità di nuovi composti attivi sulla chemorecezione gustativa e sulla chemestesi Ella Pagliarini 148 Biosensori per la valutazione del ruolo della dieta nella prevenzione di patologie degenerative Marisa Porrini 149 Criteri di analisi e progettazione integrata per l industria agro-alimentare Franco Sangiorgi 150 La valorizzazione dei prodotti caseari tipici della montagna Franco Sangiorgi NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Prodotti bioattivi da piante eduli e cibi tradizionali Angela Bassoli 154

12 Peptidi bioattivi di derivazione casearia Franco Bonomi 155 Valutazione degli effetti funzionali di prodotti arricchiti in fibra alimentare sul tratto gastrointestinale M. Cristina Casiraghi 156 Produzione biotecnologica di un polipeptide di soia ad azione ipolipidemizzante Marcello Duranti 157 Attività ipoglicemizzante di una proteina del seme di lupino Marcello Duranti 158 Effetti metabolici dell'assunzione di isoflavoni Daniela Erba 159 Caratterizzazione molecolare di batteri probiotici e studio della loro interazione con l'ospite Simone Guglielmetti 160 Studio delle caratteristiche funzionali di alimenti tipici e di nuova formulazione Marisa Porrini 161 Studio delle caratteristiche sazianti di alimenti tipici e di nuova formulazione Marisa Porrini 162 Diete ad alto contenuto di antiossidanti naturali per la modulazione dello stress ossidativo in soggetti anziani Paolo Simonetti 163 Identificazione di colture microbiche intestinali in grado di trasformare la daidzeina nel composto bioattivo equolo Paolo Simonetti 164 Valorizzazione della qualità nutrizionale di mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum L.) Anna Spinardi AMBIENTE 3.1 TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Supporti decisionali per la gestione delle risorse idriche in aree vulnerabili del Sud d Italia Marco Acutis 169 Produzione di bio-idrogeno ed energia rinnovabile da residui agro-zootecnici Fabrizio Adani 170 Bilancio dell azoto nella filiera di produzione del biogas da reflui zootecnici e qualità del digestato Fabrizio Adani 171 Biomasse per biogas Fabrizio Adani 172 Metodi enzimatici per abbassare il puor point del biodiesel a base di olio di palma Fabrizio Adani 173 Modificazione della nanostruttura delle biomasse per la produzione di bioenergie Fabrizio Adani 174 Utilizzo delle proprietà surfattanti degli acidi umici nella decontaminazione di suoli da pesticidi Fabrizio Adani 175 Utilizzo degli acidi umici da biomasse nei processi di decontaminazione fotocalitica di acque inquinate da CrVI Fabrizio Adani 176 Evoluzione della sostanza organica di rifiuti in discariche simulate Fabrizio Adani 177 Influenza della modificazione genetica sull'ultrastruttura del mais e possibili applicazioni nella produzione di bioenergie e biocarburanti Fabrizio Adani 178 Monitoraggio degli odori durante la stabilizzazione dei rifiuti solidi urbani Fabrizio Adani 179 XI

13 XII Fanghi in agricoltura, inquinanti organici e analisi del rischio Fabrizio Adani 180 Criteri di caratterizzazione del sistema agricolo Stella Agostini 181 Riconoscere e valutare il patrimonio rurale Stella Agostini 182 Popolazioni batteriche rizosferiche coinvolte in processi di ossidoriduzione dell'arsenico Vincenza Andreoni 183 Dinamica spazio-temporale del sistema multitrofico Achillea collina/afidi/predatori Johann Baumgartner 184 Caratterizzazione dei reflui zootecnici e digestati ai fini dell impiego agronomico Luca Bechini 185 Ottimizzazione della produzione di energia con biomasse e gestione degli impatti correlati Stefano Bocchi 186 Produzione di bioidrogeno da biomassa e reflui agrozootecnici Luigi Bodria 187 Digestione anaerobica di biomasse di scarto Daniele Daffonchio 188 Pioppo da biomassa: ottimizzazione dei cantieri di raccolta e trasporto del cippato Marco Fiala 189 Valutazione della stabilità biologica di rifiuti bioessiccati per la valorizzazione energetica Pierluigi Genevini 190 Fermentazioni di interesse in campo alimentare ed energetico Francesco Molinari 191 Utilizzo dell'analisi multicriteria per la caratterizzazione del territorio rurale nella pianificazione territoriale e nelle procedure di VAS Giorgio Provolo 192 Soluzioni tecnologiche e impiantistiche per la gestione sostenibile degli effluenti di allevamento nelle zone a elevata vocazione zootecnica Giorgio Provolo 193 Sistema per la tutela e valorizzazione dei fontanili del territorio lombardo Alessandro Toccolini 194 Analisi territoriale e ambientale attraverso l'utilizzo di indicatori Alessandro Toccolini 195 Pianificazione e progettazione di sistemi di percorsi verdi (greenways) Alessandro Toccolini 196 Analisi e progettazione delle aree verdi Alessandro Toccolini 197 Monitoraggio della trasformazione del territorio rurale: evoluzione dell'uso del suolo agricolo nel sud Milano Alessandro Toccolini GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Monitoraggio dell azoto rilasciato dai suoli agricoli nelle acque superficiali, sotterranee e in atmosfera Marco Acutis 201 Governo dell acqua in Lombardia verso standard europei: definizione e validazione delle azioni prioritarie previste dal piano di bacino idrografico-2 Dario Casati 202 Valutazione del deflusso subsuperficiale in un versante montano a forte pendenza Maria Laura Deangelis 203 Metodologie per lo studio di colate detritiche e correnti iper-concentrate conseguenti al crollo di dighe Daniele De Wrachien 204 Sviluppo di un modello preliminare del flusso idrico nel sistema acquifero della provincia di Cremona Claudio Gandolfi 205

14 Un modello preliminare del bilancio idrologico dei suoli agrari e del flusso idrico nel sistema acquifero della pianura bergamasca Claudio Gandolfi 206 Modelli di flusso nei mezzi porosi insaturi: uno studio comparativo a differenti scale territoriali Claudio Gandolfi 207 Valutazione del deficit traspirativo in forma distribuita nel territorio dei comprensori di irrigazione e bonifica lombardi Claudio Gandolfi 208 Messa a punto di metodologie a supporto dell'implementazione della Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/EC) nel territorio lombardo Claudio Gandolfi 209 Messa a punto di metodologie a supporto dell'implementazione della Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/EC) nel territorio lombardo - Fase 2 Claudio Gandolfi 210 Messa a punto di un sistema per la Pianificazione delle Risorse Idriche, applicazione pilota ad un bacino lombardo Claudio Gandolfi 211 L irrigazione delle risaie e la conseguente ricarica della falda Mauro Greppi 212 Valutazione del deflusso di piena di un bacino idrologico ed applicazione di un modello 2D per acque poco profonde Mauro Greppi 213 Applicazione di un indice spazializzato di siccità agricola a comprensori agrari situati in differenti ambiti climatici Bianca Ortuani 214 Sviluppo di software e di sistemi di supporto alla decisione per la gestione degli effluenti di allevamento e la sostenibilità ambientale Giorgio Provolo 215 Utilizzo dell'analisi multicriteria per la caratterizzazione del territorio rurale nella pianificazione territoriale e nelle procedure di VAS Giorgio Provolo 216 Messa a punto di un sistema di monitoraggio ambientale negli allevamenti zootecnici intensivi Giorgio Provolo 217 Soluzioni tecnologiche e impiantistiche per la gestione sostenibile degli effluenti di allevamento nelle zone a elevata vocazione zootecnica Giorgio Provolo 218 Programmi di assistenza tecnica alle aziende agricole in vista degli obblighi previsti dalla condizionalità e delle normative ambientali Giorgio Provolo 219 Analisi del settore agricolo e strategie di sviluppo rurale in Libano Guido Sali 220 Lotta contro le mosche sul territorio urbano Luciano Süss 221 Valutazione dell'impatto ambientale della zootecnia da latte in aree montane mediante Lyfe Cycle Assessment Alberto Tamburini APPLICAZIONI IN ALTRI SETTORI Biorimozione del tiodiglicole, prodotto dell'idrolisi dell'iprite (gas nervino) Vincenza Andreoni 225 Proteina immunomodulante da mollusco Oreste Vittore Brenna 226 Biopulitura di croste nere su materiali lapidei Francesca Cappitelli 227 Strategie anti-fouling innovative e non-tossiche Francesca Cappitelli 228 XIII

15 XIV Valutazione della possibile trasmissione delle proteine prioniche a differenti specie di pesci Salvatore Ciappellano 229 Sviluppo di un approccio di "Controllo Simbiotico" Daniele Daffonchio 230 Valorizzazione di composti naturali biologicamente attivi Sabrina Dallavalle 231 Sintesi di nuovi composti ad attività antitumorale Sabrina Dallavalle 232 Elettrodi modificati con film scambio-ionici per analisi di matrici reali d interesse farmacologico, ambientale ed alimentare Elio Desimoni 233 Sviluppo di metodi statistici per il miglioramento della qualità dei risultati analitici Elio Desimoni 234 Proteine come dispositivi molecolari per il controllo dell'omeostasi redox Fabio Forlani 235 Sviluppo di procedure di trasformazione per l'espressione di allergeni in microrganismi Food-Grade Maria Grazia Fortina 236 Sviluppo di microfiliere di prodotti da piante officinali di montagna Anna Giorgi 237 Produzione di intermedi per la sintesi di principi attivi da lieviti non-convenzionali Francesco Molinari 238 Biotrasformazioni con nuove idrolasi microbiche Francesco Molinari 239 Riproduzione e sopravvivenza animale in microgravità Claudia Ricci 240

16 1. AGRICOLTURA

17 AGRICOLTURA 1.1 PRODUZIONE E DIFESA 3

18 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Attività di sostanze naturali e di sintesi per il controllo dei fitoplasmi Inglese: Activity of natural and synthetic compounds for the control of phytopalsma diseases Gemma Assante Pierattilio Bianco, Stefania Prati, Dario Maffi Dipartimento di Produzione vegetale-sezione Patologia Vegetale Università degli Studi di Milano - Via Celoria 2 - Milano Phytoplasma, Catharanthus, antibiotic activity Una serie di metaboliti naturali o da essi derivatizzati possiedono attività antibiotica, ma non hanno storia in in programmi R&D. L'indagine è costituita da saggi di attività nei confronti dei fitoplasmi, gruppo di patogeni per i quali non si conoscono agrofarmaci efficaci. La ricerca è effettuata su vinca, scelta come pianta modello ed ha un duplice obbiettivo: trovare una molecola attiva e studiare l'interazione tra pianta e patogeno, inserendo come terza variabile il trattamento con la molecola eventualmente attiva. Se Sì, indicare partnership/s: E' stato messo a punto un sistema di saggio e sono stati raccolti dati utili alla eventuale validazione di test di efficacia. Miglioramento delle strategie di controllo delle fitoplasmosi e approfondimento sul rapporto ospite-patogeno Chiesa S.et al.(2007) Bulletin of Insectology 60 (2): Chiesa S. et al. (2008). A tentative discrimination between healthy and phytoplasma-infected periwinkles by infrared thermography. II International Phytoplasma Workshop. Havana, Cuba 4

19 Italiano: Valutazione dello stato sanitario della mammella di bovina attraverso lo studio della produzione di latte Inglese: Assessment of udder health status throughout milk flow emission in dairy farm Luciana Bava Alberto Tamburini, Anna Sandrucci, Maddalena Zucali Dipartimento di Scienze Animali, sezione di Zootecnica Agraria Università degli Studi di Milano - via Celoria, 2 - Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Emissione del latte; Sanità mammella; Qualità latte Milk flow; Udder health; Milk quality Nella produzione del latte una corretta procedura di mungitura è fondamentale per poter mungere in modo rapido ed efficiente, garantendo il benessere dell animale, riducendo i rischi di infezione mammaria e consentendo l ottenimento di un latte di buona qualità. Lo scopo della ricerca è stato quello di individuare i principali punti critici del processo di mungitura mediante l'analisi dei dati ottenuti da flussometri elettronici in grado di misurare in continuo le caratteristiche individuali delle curve di emissione del latte da parte delle bovine. Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria, UNIMI; ARAL I risultati dello studio hanno confermato che le caratteristiche della curva di emissione sono dei buoni indicatori predittivi per l'identificazione rapida di situazioni prblematiche sia in terrmini di efficienza della mungitura che in termini di stato sanitario della mammella. L'utilizzo dei flussometri in sala di mungitura consente sia all'allevatore che al tecnico di individuare gli errori gestionali nell'esecuzione della mungitura e apportare rapidamente dei correttvi che consentono il miglioramento sia della sanità della mammella che della qualità del latte. A. Sandrucci et al., Italian J. Anim. Sci. (2005) 4:(2) A. Sandrucci et al., J. Dairy Sci. (2007) 90: L. Bava et al., Italian J. Anim. Sci. (2007) 6:(1) L. Bava et al., Quaderni Ricerca Regione Lombardia (2008) 82 M. Zucali et al., Italian J. Anim. Sci. (2009) in press 5

20 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: : Caratterizzazione dei reflui zootecnici e dei prodotti della digestione anaerobica a supporto del loro impiego agronomico Inglese: Characterisation of raw and digested animal manures to support their agronomic application Luca Bechini Pietro Marino, Giovanni Cabassi, Daniele Cavalli, Andrea Manfredini, Marco Negri, Tommaso Maggiore Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano - Via Celoria 2, Milano Mineralizzazione, Analisi rapide, Azoto Mineralisation, Rapid analyses, Nitrogen. In Lombardia i reflui zootecnici, tal quali o digeriti anaerobicamente, costituiscono un problema gestionale ed ambientale, sia per la variabilità compositiva, sia per la difficoltà di stimare la dinamica di mineralizzazione dell'azoto. In alternativa alle analisi convenzionali, che sono costose e quindi raramente usate, sono stati sviluppati approcci analitici rapidi basati sulla spettroscopia nel vicino infrarosso (NIR). Per la comprensione e la gestione dei processi di rilascio dell azoto sono stati sviluppati modelli di simulazione basati su prove di incubazione condotte in laboratorio. Se Sì, indicare partnership/s: Associazione Regionale Allevatori della Lombardia Utilizzando 101 campioni di liquami bovini sono state sviluppate calibrazioni NIR che consentono stime utili per la loro gestione agronomica. Dalle prove d incubazione si evince che l effetto fertilizzante nel breve termine del liquame è dovuto soprattutto all ammonio, e poco alla quota organica. Le calibrazioni NIR ottenute consentono la caratterizzazione dei liquami con strumenti da laboratorio e, in prospettiva, con strumenti semplificati per l azienda agricola. I modelli di simulazione consentono il confronto di scenari applicativi, a scala di campo e territoriale. G. De Ferrari et al., Near Infrared Spectr. - Proc. 12th Int. Conf. (2007) G. Cabassi et al., J. Near Infrared Spectr. (2008) 16: P. Marino et al., Biosys. Eng. (2008) 100: P. Marino, L. Bechini, 15th N Workshop (2008) L. Bechini et al., 10th ESA Congress (2008) 6

21 Italiano: Diagnosi precoce di patogeni delle piante Inglese: Early detection of plant pathogens Bianco Piero Attilio Casati Paola Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano - via Celoria 2, Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Fitopatogeni, diagnostica precoce Plant pathogens, early detection È' sempre più urgente disporre di metodi diagnostici rapidi, specifici e sensibili per il rilevamento dei patogeni delle piante al fine di ottemperare alle norme in vigore in materia di circolazione dei vegetali (passaporto verde). Il progetto prevede l individuazione e la caratterizzazione di isolati di fitovirus e di fitoplasmi da quarantena e di qualità, la selezione di marcatori molecolari ad hoc, la preparazione di sonde molecolari e verifica della loro efficienza su estratti da piante infette e la predisposizione di kit diagnostici Se Sì, indicare partnership/s: Parco Tecnologico Padano di Lodi Individuare polimorifismi genici e marcatori molecolari tipici di patogeni da quarantena e agenti di gravi malattie della vite (Flavescenza dorata, Legno nero e Accartocciamento fogliare) del pesco (sharka) e del melo (scopazzi o apple proliferation) Messa a punto e produzione di kits diagnostici Bianco et al., (2004). Detection of phytoplasmas associated with grapevine Flavescence dorée disease using Real-time PCR. J. of Plant Pathology, 86 (3), Casati P. et al Identification and Molecular Characterization of 'Ca. P. mali' Isolates in N- western Italy. J. of Phyt. in press. 7

22 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Reti di sensori per il monitoraggio automatico degli insetti fitofagi Inglese: Sensor network for automatic monitoring of pest insects Luigi Bodria Pierattilio Bianco, Stefania Prati, Dario Maffi R. Oberti, E. Naldi Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria, 2 Milano Difesa colture, semiochimici, reti monitoraggio L impiego di segnali chimici (semiochimici) per interferire nella comunicazione e nel comportamento degli insetti può aprire decisive possibilità allo sviluppo di nuovi sistemi di difesa delle piante, caratterizzati da capaci di coniugare efficacia e selettività fitosanitaria a esigenze di sicurezza tossicologica, alimentare e ambientale. Un contributo fondamentale per la gestione di queste nuove tecniche viene da sistemi automatici in grado di monitorare, direttamente in campo e con continuità nell arco della stagione, la popolazione degli insetti bersaglio e il loro comportamento. Se Sì, indicare partnership/s: Istituto Agrario San Michele all'adige Sono state messe a punto unità automatiche di campo che associate a stazioni di attrazione semiochimica permettono di registrare l'andamento delle popolazioni parassite e la loro reazione all'esposizione alla sorgente semiochimica. Reti territoriali di monitoraggio dei parassiti di interesse agrario; difesa di comprensori agricoli specializzati; difesa dei parchi e delle foreste; presidio dei punti di ingresso delle specie esogene invasive (IAS), come aeroporti e porti; sviluppo di nuovi prodotti semiochimici Oberti (2008), "Tecnologie innovative per il monitoraggio automatico delle popolazioni di insetti fitofagi", Quaderni dei Georgofili Oberti et al. (2008), "Automatic remote monitoring of attractant-based insecticide delivering systems", Proc. of Agricultural& Biosystem Engineering, AgEng

23 Italiano: Batteri promotori della crescita vegetale Inglese: Plant growth promoting bacteria Sara Borin, Daniele Daffonchio, Claudia Sorlini Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria 2 Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Biostimolazione, biofertilizzazione, biocontrollo Biostimulation, biofertilisation, biocontrol La ricerca si propone di studiare la microflora associata alle piante, allo scopo di isolare colture batteriche aventi attività di promozione della crescita vegetale, con particolare riferimento all'attenuazione dello stress idrico. Vengono studiate le attività dirette sulla crescita, quali l'apporto di nutrienti disponibili per la nutrizione vegetaler (biofertilizzazione) o l'interferenza con l'assetto ormonale della pianta (biostimolazione), e le attività indirette sulla crescita, quali la produzione di sostanze antagoniste di fitopatogeni (biocontrollo). Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Produzione Vegetale (Università di Milano) Produzione di inoculi per le colture agrarie 9

24 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Valorizzazione della qualità del frutto: individuazione di indicatori fisiologici, biochimici e molecolari per il miglioramento genetico del pesco Inglese: Study of physiological, biochemical and molecular aspects of peach fruit ripening and development of quality traits Maurizio Cocucci ) Silvia Morgutti, Noemi Negrini, Fabio Nocito Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Pesca, etilene, qualità del frutto Peach; ethylene; fruit quality La qualità del frutto ha importanti implicazioni economico-commerciali e dietetiche. La ricerca esamina gli aspetti biochimico-molecolari dell evoluzione, durante la maturazione, delle caratteristiche qualitative (tessitura, composti nutraceutici) di frutti con diverso pattern di maturazione ed ammorbidimento della polpa. Vengono studiati le caratteristiche ed i livelli di espressione di geni implicati nella ristrutturazione delle pareti delle cellule della polpa e di geni coinvolti nel signalling etilenico, allo scopo di individuare marcatori molecolari della qualità del frutto. Se Sì, indicare partnership/s: DISTAM, UniMi; UniMiBicocca; UniBo; CRA - Centro Ricerca per la Frutticoltura, Roma Marcatore molecolare della tessitura Conoscenze di base sui meccanismi coinvolti nella maturazione del frutto Sequenze geniche Uso dei marcatori per selezione assistita (MAS) S. Morgutti et al., Acta Hort. 682, S. Morgutti et al., New Phytol. 171, A. Ghiani et al., In: Advances in Plant Ethylene Research (Ramina, A. et al., eds.). Springer, pp

25 Italiano: Sviluppo delle produzioni di erbe officinali di elevato valore qualitativo e salutistico nell area alpina Inglese: Development of high quality and salutistic herb productions in the alpine area Maurizio Cocucci Anna Giorgi, Marco Mingozzi Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano via Celoria, 2 Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Erbe officinali, qualità, area alpina Herbs, quality, alpine area Progetto che mira all individuazione delle strategie di miglioramento della produzione di piante officinali in aree montane, con metodi compatibili con l ambiente, al fine di ottenere una una gamma di prodotti con differente funzionalità nel settore erboristico. Studio sul comportamento agronomico e della produttività quali-quantitativa di cultivar di piante officinali in differenti condizioni pedo-climatiche. Studio dell'influenza di fattori ambientali sulla produzione di metaboliti secondari in campo e in modelli in vitro. Se Sì, indicare partnership/s: Comunità Montana di Morbegno; Università dell'insubria Attuazione ed implementazione di una microfiliera di piante officinali in montagna. Individuazione di composti caratterizzanti la qualità delle produzioni e delle condizioni che ne influenzano la sintesi in contesto montano. Trasferibilità in altri contesti montani; caratterizzazione delle produzioni officinali con criteri qualitativi nuovi. 1. GIORGI A., BOMBELLI R, LUINI A, SPERANZA G, CASENTINO M, LECCHINI S AND COCUCCI M (2009). Phytother. Res. 23, GIORGI A., LICHERI GL, MINGOZZI M, COCUCCI M (2007) PLANTA MEDICA, 73,

26 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Nuovi strumenti di lotta biologica al cancro del castagno Inglese: New tools for the biological control of chestnut blight Paolo Cortesi Marco Saracchi, Matteo Cerea, Andrea Gazzaniga Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità Università degli Studi di Milano Celoria 2, Milano Cryphonectria parasitica, ipovirulenza, CHV1 Cryphonectria parasitica, ipovirulence, CHV1 Il castagno è un'essenza multifunzionale molto importante per il territorio. Nel tempo la superficie occupata dal castagno (10% della superficie forestale nazionale e 13-15% di quella lombarda) diminuisce progressivamente a causa dell'abbandono, determinato principalmente dai danni causati dal cancro indotto da Cryphonectrai parasitica. Tale malattia può essere curata attraverso l'uso di ceppi del fungo ipovirulenti. Vengono predisposti ceppi per gli interventi di lotta biologica al cancro nelle diverse realtà anche in formulazioni innovative. Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Scienze Farmaceutiche "Pietro Pratesi", Università degli Studi di Milano Ceppi ipovirulenti formulati per applicazioni su castagno. Lotta biologica al cancro del castagno Cortesi P., et al., Genetics, 159: Milgroom M.G., Cortesi P Annual Review of Phytopathology, 42: Papazova-Anakieva I., Cortesi P., et al European Journal of Plant Pathology, 120:

27 Italiano: Ricerca di SNPs in geni candidati per la fertilità maschile nella specie bovina Inglese: SNPs detection in candidate genes for male fertility in cattle Paola Crepaldi Letizia Nicoloso, Elisabetta Milanesi Dipartimento di Scienze Animali - Sezione di Zootecnica Agraria Università degli Studi di Milano Via Celoria, 2 - Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Fertilità maschile; bovini; SNP Male fertility; cattle; SNP Nella specie bovina, la fertilità maschile contribuisce al successo economico dell allevamento. Le nuove conoscenze biochimiche e fisiologiche su questo carattere e le crescenti informazioni molecolari frutto del sequenziamento e dell annotazione dei genomi animali, hanno permesso di individuare un alto numero di geni candidati per la fertilità maschile, anche per la specie bovina. L identificazione di marcatori SNP (Single Nucleotide Polymorphism) in questi geni bovini e studi di associazione con questo carattere, possono costituire un utile strumento per la valutazione dei riproduttori. Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Produzioni Animali, UNITUS; Istituto di Zootecnica, UNICATT; VSA, UNIMI Un pannello di marcatori SNP associati a caratteristiche fenotipiche del materiale seminale di giovani riproduttori maschi. La valutazione dei riproduttori maschi e l'individuazione di varianti genetiche associate a migliori o peggiori caratteristiche di fertilità. Crepaldi P, Nicoloso L, Milanesi M, Colli L, Santus E, Negrini R. (2009). Towards the understanding of bull fertility: phenotypic traits description and candidate gene approach. ITALIAN JOURNAL OF ANIMAL SCIENCE, ISSN:

28 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Ricerca di polimorfismi in geni candidati per le variazioni quanti-qualitative della frazione lipidica del latte caprino Inglese: Identification of polymorphisms in candidate genes for milk fat traits in goat Paola Crepaldi Elisabetta Milanesi, Letizia Nicoloso Dipartimento di Scienze Animali - sezione di Zootecnica Agraria Università degli Studi di Milano Via Celoria 2, Phytoplasma, Catharanthus, antibiotic activity La componente lipidica del latte influenza le caratteristiche nutrizionali e aromatiche del prodotto e ha implicazioni di ordine tecnologico legate alla sua conservazione e trasformazione. Obiettivo del progetto è lo studio del polimorfismo di geni coinvolti nelle variazioni quanti-qualitative del grasso del latte di capra delle principali razze allevate in Italia, al fine di individuare varianti alleliche associate alla variabilità di questo carattere e quindi utili per la selezione dei riproduttori. Se Sì, indicare partnership/s: Progetto SELMOL (MIPAAF) Identificazione di marcatori SNP (Single Nucleotide Polymorphism) associati alla variazione quantitativa e qualitativa dei lipidi del latte di capra. Sviluppo di marcatori utili per la selezione dei riproduttori caprini; miglioramento di caratteristiche qualitative dei prodotti lattiero-caseari delle diverse razze caprine allevate; valorizzazione della diversità delle razze autoctone. Ramunno L., Cosenza G., Crepaldi P., Pilla F. (2008) Large Animal Review, 14: Milanesi E., Nicoloso L., Crepaldi P. (2009) It. J. Anim. Sci. (XVIII Congresso ASPA, Palermo, 9-12 Giugno 2009) 14

29 Italiano: Prestazioni produttive ed emissioni ammoniacali in suini alimentati conformemene a vari disciplinari Inglese: Productive performance and ammonia emissions in pigs fed according to the guidelines of the PDO ham production consortia Matteo Crovetto Gianluca Galassi, Luca Malagutti AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Dipartimento di Scienze Animali Università degli Studi di Milano - Via Celoria 2, Milano Suino pesante, prestazioni zootecniche, azoto Heavy pig, performance, nitrogen Gli allevamenti zootecnici necessitano sempre più di strategie in grado di ridurre l'impatto ambientale derivante. Il progetto di ricerca ha avuto lo scopo di valutare l'effetto di diete ad alto contenuto di polisaccaridi non amidacei e alto tenore di fibra, abbinato alla riduzione della quota proteica, sui parametri produttivi e le emissioni ammoniacali dai reflui di suini alimentati con razioni che consentissero la produzione del prosciutto tipico italiano da suino pesante coerentemente con quanto proposto dai disciplinari di produzione dei maggiori consorzi. Se Sì, indicare partnership/s: Prestazioni zootecniche e digeribilità degli alimenti, bilancio dell'azoto, parametri qualitativi alla macellazione, emissione ammoniacale dai reflui E' possibile attraverso strategie alimentari basate sulla riduzione del tenore proteico e sull'introduzione di polisaccaridi non amidacei nella dieta del suino pesante, ridurre l'escrezione azotata nel suino pesante, senza penalizzare le prestazioni zootecniche G. Galassi, L. Malagutti, G.M. Crovetto, Italian Journal of Animal Science, 2007, 6, G. Galassi, L. Malagutti, G. M. Crovetto, Quaderni della Ricerca della Regione Lombardia- 2006, n. 56 L. Malagutti, G. Galassi, G. M. Crovetto, Quaderni della Ricerca della Regione Lombardia- 2008, n 79 15

30 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Tecniche alimentari per una riduzione dell'escrezione di azoto (N) e fosforo (P) nella bovina da latte Inglese: Feeding tecniques for the reduction of N and P excretion in the dairy cow Matteo Crovetto Luca Rapetti, Gianluca Galassi, Stefania Colombini Dipartimento di Scienze Animali Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Escrezione azotata, bovina da latte, fosforo N excretion, dairy cow, phosphorous Obiettivo del progetto è quello di mettere a punto razioni che minimizzino l'escrezione azotata e fosforica nella bovina in lattazione. Verranno testate 4 diete, metà destinate a bovine ad alta produzione e metà a bassa produzione. I due gruppi di bovine saranno ulteriormente suddivisi in due sottogruppi alimentati con due razioni a diverso rapporto "amido:proteine". Si registreranno ingestione, produzione quanti/qualitativa di latte, bilancio azotato e fosforico di ogni bovina. Se Sì, indicare partnership/s: ERSAF Mantova A ricerca conclusa i risultati verranno pubblicati sia su riviste scientifiche che su riviste divulgative. Si valuterà inoltre l'opportunità di organizzare un seminario specifico per ricercatori, tecnici e allevatori. Suggerire ai tecnici e alimentaristi aziendali, ai formulisti di mangimificio e agli stessi allevatori razioni che possano contenere il più possibile l'escrezione di N e di P da parte della bovina, fatto questo essenziale nell'ottica della Direttiva Nitrati. Alimentazione ed escrezione azotata nei bovini da latte - G.M. Crovetto e S. Colombini, in corso di pubblicazione. 16

31 Italiano: Sintesi di nuovi fungicidi Inglese: Synthesis of new fungicides Sabrina Dallavalle Paolo Cortesi, Loana Musso, Paola Sardi Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari Università degli Studi di Milano - Via Celoria Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Sintesi, Fungicidi, Micosi Synthesis, Fungicides, Mycosis Vengono progettati e sintetizzati nuovi composti organici, anche analoghi di prodotti naturali, ad attività antifungina e viene valutata la loro attività biologica verso funghi patogeni delle piante e dell'uomo, sia in vitro che in vivo. Se Sì, indicare partnership/s: Dip. Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità - UniMI Alcune serie di composti organici attivi contro funghi patogeni delle piante, e una classe di composti molto attivi su dermatofiti, responsabili di infezioni fungine nell'uomo. Impiego come agrofarmaci e/o farmaci per il trattamento delle micosi. A. Arnoldi et al. J. Agr. Food Chem. 55, (2007) N. Chakor et al. Tetrahedron Lett. 49, (2008) N. Chakor et al. J. Org. Chem. 74, (2009) Brevetto a nome Università di Milano in preparazione 17

32 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Recupero e valorizzazione di vecchie varietà di mele con elevate proprietà nutraceutiche Inglese: Recovery and exploitation of old Apple varieties with higher nutraceutical substances content Tommaso Eccher Giuseppe Granelli, Rossana Pontiroli, Roberto Lo Scalzo Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano - Via G. Celoria, Milano Antiossidanti, Acido ascorbico, Polifenoli Ascorbic acid, Antioxidants, Polyphenols Molte vecchie varietà di melo, non più coltivate, producono frutti di pregio sia per caratteristiche morfologiche e organolettiche che per le loro caratteristiche nutraceutiche, decisamente superiori a quelle delle cv commerciali attualmente sul mercato. Scopo del progetto è la conservazione del patrimonio genetico raccolto in un campo collezione e la valorizzazione delle cv più promettenti anche sotto l'aspetto della resistenza ai patogeni, per la loro reintroduzione nel mercato. Se Sì, indicare partnership/s: C.R.A.- I.A.A., ERSAF Conservazione del patrimonio genetico del melo e individuazione delle vecchie cultivar che presentano resistenza ai patogeni, con conseguente minore impatto ambientale e frutti con caratteristiche qualitative ottimali sia sotto l'aspetto organolettico che per il loro contenuto nutraceutico Reintroduzione in coltura e sul mercato per consumo fresco e per la trasformazione di cultivar con alto valore nutrizionale P. Cambiaghi, G. Granelli, R. Lo Scalzo, (2006). Workshop COST 924, Praga, T.Eccher et al. (2006). Italus Hortus, 13 (2) : R. Lo Scalzo,et al. Italus Hortus, 13 (2) : R. Lo Scalzo et al. (2001) Food Chemistry, 73 : 333 R. Lo Scalzo et al. (2005) Food Chemistry, 93 :

33 Italiano: Controlli biochimici e fisiologici di assorbimento ed assimilazione dell'azoto in Zea mays Inglese: Study of biochemical and physiological mechanisms involved in nitrogen uptake and assimilation in Zea mays Luca Espen Fabio Francesco Nocito, Maurizio Cocucci AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Azoto, nitrato, ph cellulare, proteomica Nitrogen, nitrate, cellular ph, proteomics L'azoto, presente nei suoli agrari prevalentemente come nitrato, costituisce uno dei principali fattori che possono limitare la produttività delle specie coltivate. La ricerca si prefigge di meglio caratterizzare le basi molecolari implicate nell'assorbimento e nell'assimilazione del nitrato. Sono attualmente in atto due ricerche. La prima ha l'obiettivo di chiarire il ruolo del ph cellulare come secondo messaggero nell'induzione dei trasportatori del nitrato, la seconda si prefigge di analizzare i cambiamenti del proteoma e del fosfo-proteoma in relazione al diverso stato nutrizionale. Se Sì, indicare partnership/s: Comprensione dei meccanismi implicati nell'induzione dei trasportatori del nitrato Approfondimento dei processi implicati nell'assimilazione dell'azoto Caratterizzazione del fosfo-proteoma in Zea mays Caratterizzazione di proteine Individuazione di marcatori da impiegarsi in progetti di selezione assistita Espen et al., (2004). Journal of Experimental Botany, 5: Bhakti et al. (2009). BMC Plant Biology (submitted) 19

34 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Qualità enologica dell'uva in relazione alle condizioni ambientali e vocazionalità alla viticoltura Inglese: Enological quality of grapes in relation to environmental conditions and land suitability to viticulture Osvaldo Failla Mara Rossoni, Laura Rustioni Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano - via Celoria 2, Milano Vitis vinifera, polifenoli, agro-ecologia Vitis vinifera, polyphenols, agroecology La qualità enologica dell'uva da vino è il risultato del metabolismo secondario della bacca che porta ad accumuli selettivi di polifenoli e di molecole aromatiche. Il metabolismo della bacca è modulato dalle condizioni ambientali e colturali. Tra i fattori che esercitano una particolare importanza vi è il microclima termico e radiativo del grappolo. Il progetto affronta questa problematica a scale diverse, da quella micrometeorologica a quella territoriale con strumenti di analisi molecolare e di modellistica. L'obiettivo generale è di valorizzare la qualità enologica dell'uva. Se Sì, indicare partnership/s: Piattaforma di Proteomica del CISI - Università di Milano Modelli ecofisiologici utili alla razionalizzazione delle tecniche colturali del vigneto in diversi contesti vitivinicoli: vitigni, ambienti, obiettivi enologici. Miglioramento delle pratiche colturali e trafile di vinificazione adatte a valorizzare la qualità dell'uva. Failla O. et al., 2004 Am. J. Enol. Vitic. 55, 2: Rustioni et al Italus Hortus, 14, 3: Negri et al BMC Genomics, vol. 9, doi: /

35 Italiano: Impiego di chitosani nell'induzione di resistenza agli stress biotici e abiotici delle piante Inglese: Chitosans as resistance inducers to biotic and abiotic plant stresses Franco Faoro Marcello Iriti, Dario Maffi, Valentina Picchi Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria 2, Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Chitosano, induzione di resistenza, stress Chitosans, induced resistance, stress L'induzione dei meccanismi di resistenza della pianta ai patogeni e agli stress abiotici è una strategia alternativa e/o complementare all'utilizzo di agrofarmaci. Tra gli induttori, notevole interesse rivestono i chitosani ottenuti a basso costo dalla chitina, scarto della lavorazione dei crostacei. La ricerca si prefigge di verificare quali siano i chitosani più efficaci nei confronti dei vari tipi di stress, il loro meccanismo di azione e come poterli solubilizzare facilmente per l'utilizzazione in pieno campo. Se Sì, indicare partnership/s: CNR, Istituto di Virologia Vegetale, Valagro SpA. Meccanismi di azione dei vari tipi di chitosano nell'induzione di resistenza agli stress. Formulati a base di chitosano di facile solubilità ed impiego in pieno campo. Protezione delle colture da patogeni e da stress idrico con un prodotto naturale, a basso impatto ambientale ed in grado di abbassare il livello di micotossine. Iriti M, et al., Plant Physiol Biochem, 2006, 4, Faoro F and Iriti M, Caryologia, 2007, 60, Faoro F, Maffi D, Cantu D, Iriti M, Biocontrol , Iriti M, Faoro F, Plant Physiol Biochem, 2008, 46: Iriti M et al., Exp Environ Bot, 2009 doi: /j.envexpbot

36 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Tecniche di identificazione e prevenzione dei danni da ozono su frumento Inglese: Ozone injury on wheat: sintomatology, crop yield quality, plant antioxidant defences, control strategies Franco Faoro Marcello Iriti, Sergio Quaroni,Valentina Picchi Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria 2, Milano Ozono, frumento, sintomatologia Ozone, wheat, sintomathology Il frumento è una delle colture più sensibili ai danni da ozono, con perdite di produttività fino al 20%. Il progetto si propone di validare i sintomi da ozono, spesso sovrapponibili a quelli da patogeni, e la sensibilità all'inquinante delle varietà più coltivate. Si propone inoltre di verificare le perdite di produttività in un ambiente molto inquinato come quello della Pianura Padana e il modo di prevenire i danni con trattamenti specifici. Se Sì, indicare partnership/s: Università Cattolica Sacro Cuore, Brescia Sintomatologia indotta da ozono su varietà di frumento tenero e duro; individuazione di varietà tolleranti; alterazioni quali-quantitative delle cariossidi; sostanze in grado di limitare i danni. Discriminazione dei danni da ozono da quelli indotti da patogeni o altri stress abiotici; semina di varietà tolleranti all'inquinante e/o prevenzione del danno con trattamenti specifici. Iriti et al., Environ. Pollution, 2006, 141, Picchi et al., J. Plant Pathol., 2007, 89 S18. Faoro F, Iriti M, Environ. Pollution, 2008, doi: /j.envpol Iriti M, Faoro F, Water Air Soil Pollution 2008, 187: Iriti et al., J.Agric. Food Chem. 2009, 57, , 22

37 Italiano: L'impianto di colture arboree a rapido accrescimento Inglese: SRF transplanting Marco Fiala Jacopo Bacenetti Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - via G. Celoria, Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Biomassa, colture arboree, impianto Biomass, tree crops, transplanting La ceduazione quinquennale delle specie legnose a rapido accrescimento destinate alla produzione di legno cippato appare per molti aspetti vantaggiosa rispetto a un taglio più frequente dei polloni. In tali coltivazioni, la ridotta densità di impianto impone l'uso di trapiantatrici particolari in grado di operare con astoni. Per contenere i costi di produzione e valutare le prestazioni dei prototpi di trapiantatrici si svolgono prove sperimentali mirate al rilievo di tutti i parametri operativi. Se Sì, indicare partnership/s: CNER, Centro Nazionale Energie Rinnovabili Agricole 1 tirocinio (in esecuzione) Meccanizzazione raccolta biomasse legnose per filiere energetiche 1 articolo su rivista nazionale 23

38 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Valorizzazione dei cereali minori di montagna Inglese: Valorization of cereal productions in mountain areas Anna Giorgi Moira Madeo, Marco Mingozzi Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Cereali; Grano saraceno; montagna Cereals; buckwheat; mountain areas Il progetto Valorizzazione dei cereali minori di montagna in provincia di Brescia con capofila la Comunità Montana di Valle Camonica e finanziamento del Centro Studi sulla Montagna Bresciana, ha la finalità di riproporre la messa in coltura di cereali minori nelle aree montane della provincia di Brescia, verificando l attuabilità e la sostenibilità di una filiera corta legata a tali produzioni. Se Sì, indicare partnership/s: Centro Studi sulla Montagna c/o Assessorato all Agricoltura della provincia di Brescia Verificare la sostenibilità delle produzioni in oggetto. Offrire la possibilità agli agricoltori di coltivare cereali minori su più vaste superfici, diversificando l offerta di prodotti delle aree montane. 24

39 Italiano: Interazioni pianta-insetto e stress abiotici: induzione in specie di piante officinali della sintesi di metaboliti secondari Inglese: Plant-insect interaction and abiotic stress: induction of the synthesis of secondary metabolites in herbs Anna Giorgi - M. Madeo, M. Mingozzi, M. Cocucci, J. Baungartner, G. C. Lozzia, P. Morlacchi AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Piante officinali, interazione pianta-insetto Herbs, plant-insect interaction Il progetto consiste in uno studio interdisciplinare teso a verificare attraverso approcci di tipo chimico, biochimico, fisiologico e modellistico, l influenza di stress abiotici e biotici sul contenuto di specifici metaboliti secondari in specie officinali. In particolare, lo studio mira ad indagare come l attacco di specifici insetti fitofagi possa influenzare la sintesi di principi attivi e quale sia l'effetto sul ciclo vitale dei fitofagi. Se Sì, indicare partnership/s: Messa a punto di modelli in vitro e in vivo per lo studio dell'influenza di stress abiotici e biotici sulla produzione di metaboliti secondari in specie officinali. Individuazione di composti fitochimici prodotti in risposta alle condizioni di stress applicate e potenziale utilizzo. Individuazione di condizioni che favoriscano la sintesi di composti attivi nelle specie indagate per utilizzo nei settori erboristico, farmaceutico, alimentare, agricolo (insetticidi), ecc. 1. GIORGI A., MINGOZZI M, MADEO M, SPERANZA G, COCUCCI M (2009). - FOOD CHEMISTRY, 114, , ISSN: A. Giorgi, M. Madeo, M. Mingozzi, P. Morlacchi, E. Onelli, G.C. Lozzia, J. Baumgärtner (2009). - Obergurgl - Austria, April

40 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Sintesi di metaboliti secondari della vite in seguito ad elicitazione: applicazioni in agricoltura Inglese: Elicitor-induced improvement of grapevine phytochemical content Marcello Iriti Franco Faoro, Sara Vitalini Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Uva, polifenoli, melatonina Grape products, polyphenols, melatonin Lo scopo del progetto è quello di migliorare il contenuto di polifenoli e di melatonina in uve trattate con elicitori. Tali molecole sono in grado di attivare i meccanismi di difesa della pianta verso i patogeni, tra i quali la sintesi di fitoalessine (polifenoli). Se Sì, indicare partnership/s: Valagro SpA, CRA, Centro di Ricerca per la Viticoltura I principali risultati attesi includono la possibilità di ottenere dei prodotti (uve e vini) con un maggior contenuto di molecole bioattive di interesse farmaco-nutrizionale. Trattamenti in pieno campo con elicitori al fine di incrementare la sintesi di metaboliti secondari da parte della pianta, oltre che per il controllo di alcune malattie della vite. In termini di sostenibilità, tali prodotti hanno un profilo tossicologico più basso rispetto ai fitofarmaci. Iriti et al., J. Agric. Food Chem. 2004, 52, Iriti at al., J. Agric. Food Chem. 2005, 53, Iriti M, Rossoni M, Faoro F, 2006, J Sci Food Agric 86, Iriti M, Faoro F, Med Hypothesis, 2006, 67: Iriti M (2008) J. Pineal Res. 2008, Doi: /j X x81. 26

41 Italiano: Impiego del chitosano come antivirale e antitraspirante nelle piante Inglese: Mechanisms involved in antiviral and antitranspirant activity of chitosan (CHT) Marcello Iriti Franco Faoro Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Chitosano, virus, antitraspiranti Chitosan, virus, antitranspirant Il chitosano è una molecola naturale in grado di attivare i meccanismi di difesa della pianta, oltre che di regolare la funzionalità del complesso stomatico. In particolare, lo scopo del progetto è quello di valutare il ruolo di alcuni ormoni (acido abscissico ed etilene) sui processi modulati da CHT. Se Sì, indicare partnership/s: Chiarire il meccanismo d'azione del CHT, sia come induttore di resistenza che come antitraspirante, in merito alla regolazione ormonale eventualente indotta da CHT. Tra le applicazioni, la possibilità di utilizzare, in pieno campo, un composto ad attività antivirale, data la mancanza di presidi fitosanitari ad hoc. Inoltre, CHT potrebbe ridurre il consumo irriguo in aree rurali particolarmente siccitose. Iriti M, Faoro F (2008) Plant Physiol Biochem 46: Iriti M, Faoro F (2009) Plant Signaling Behavior : 1-3 Iriti M, Picchi V, Rossoni M, Gomarasca S, Ludwig N, Gargano M, Faoro F (2009) Exp Environ Bot doi: /j.envexpbot

42 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Modalità di conservazione del mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum L.) Inglese: Effect of storage conditions on antioxidant content of blueberry (Vaccinium corymbusum L) Ilaria Mignani Anna Spinardi, Giacomo Cocetta Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Atmosfera controllata, mirtillo, antociani Controlled Atmosphere, blueberry, antocyanin content Il mirtillo gigante americano (V. corymbosum, L.) ha suscitato negli ultimi anni un elevato interesse sia sotto il profilo nutrizionale che salutistico, a causa del suo ricco contenuto di fitonutrienti (antociani, flavonoidi, polifenoli e acido ascorbico) dall elevata attività antiossidante, importante nella prevenzione di patologie degenerative.nella sperimentazione è stato valutato l'effetto delle modalità di conservazione a lungo termine (90gg) ad atmosfere controllate, sul contenuto di sostanze antiossidanti in due varietà differenti, Duke e Brigitta, di mirtillo gigante americano. Se Sì, indicare partnership/s: DISTAM; Fondazione Fojanini (Sondrio) Definizione delle migliori modalità di conservazione del mirtillo e dell'attitudine varietale alla conservazione prolungata, per la salvaguardia del contenuto in fitonutrienti; estensione del calendario di commercializzazione a periodi dell'anno in cui non è reperibile il frutto appena raccolto. La modalità ottimale di conservazione, la salvaguardia del contenuto in fitonutrienti e l'estensione del calendario di commercializzazione può servire alle aziende per incrementare e valorizzare la produzione. Guidetti R., Beghi R., Bodria L., Spinardi A., Mignani I. and Folini L. Acta Horticulturae. In press Spinardi A., Mignani I., Folini L. and Beghi R. Acta Horticulturae. In press 28

43 Italiano: Utilizzo di linee gene trapping di Arabidopsis thaliana per la costituzione di piante biondicatrici dello stato nutrizionale dello zolfo Inglese: Using Arabidopsis thaliana gene trapping lines to develop plant bioindicators for sulfur nutritional status Fabio Francesco Nocito Clarissa Lancilli, Gian Attilio Sacchi AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano Sulfur, bioindicator, gene trapping Zolfo, bioindicatore, gene trapping La ricerca ha lo scopo di valutare il possibile utilizzo della strategia gene trapping per sviluppare bioindicatori vegetali in grado di monitorare lo stato nutrizionale dello zolfo nelle piante e/o la disponibilità di solfato in rizosfera. La popolazione di linee gene trapping di Arabidopsis thaliana, precedentemente generata dal consorzio EXOTIC, viene analizzata allo scopo di identificare in pianta elementi genici in grado di rispondere a condizioni di solfo-carenza in modo specifico e precoce, e quindi potenzialmente utili per lo sviluppo di bioindicatori. Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologie, UNIMI Identificazione di una sequenza genica, ad oggi non caratterizzata, in grado di indurre la trascrizione di un gene reporter in condizione di solfo-carenza. Costituzione di un bioindicatore dello stato nutrizionale dello zolfo nelle piante. Lancilli et al. (2008) 7th Workshop on Sulfur in Plants Nocito et al. (2007) Plant Stress 1:

44 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Selezione di attinomiceti con attività di promozione della produttività vegetale Inglese: Selection of actinomycetes with specific biological activity Sergio Quaroni Marco Saracchi, Paola Sardi, Paolo Cortesi Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità Università degli Studi di Milano Celoria 2, Milano Streptomiceti, PGPR, biocontrollo Streptomycetes, PGPR, biocontrol Gli attinomiceti sono noti per la loro ricca produzione di metaboliti ad attività biologica e per le relazioni che intrattengono con altri microrganismi e con le piante. In questa indagine vengono attuati isolamento e caratterizzazione di attinomiceti, con particolare interesse agli streptomiceti, in grado di produrre metaboliti secondari dotati di attività biologica e/o capaci di promozione o modulazione della crescita vegetale. Se Sì, indicare partnership/s: Ceppi microbici con particolari attività biologiche e determinati tassonomicamente. Biocontrollo delle malattie radicali, promozione della crescita vegetale, biodegradazione di substrati di difficile deterioramento, produzione di metaboliti secondari con attività biologica S. Quaroni et al., Boll. Soc. It. Sc. Suolo (2005) 54 (3): L. Valenti, M. Saracchi et al., Atti 5 Giornate Scientifiche SOI (2000) B. Petrolini, P. Sardi et al., Actinomycetes (1996) 7:

45 Italiano: Identificazione di geni per il controllo dello sviluppo in orzo (Hordeum vulgare) Inglese: Comparative genomic approaches for the identification of candidate developmental genes in barley (Hordeum vulgare) Laura Rossini Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano V. Celoria 2, Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Orzo, architettura della pianta, genomica comparativa Barley, plant architecture, comparative genome L'orzo si colloca fra le prime quattro specie di cereali per importanza economica e l'ue nel suo complesso è il primo produttore al mondo. Obiettivi primari per il miglioramento genetico comprendono il controllo della staura della pianta, dell'accestimento e della fertilità della spiga. Mutanti utili per la dissezione di tali caratteri sono stati isolati e 40 loci sono così stati posizionati in una mappa molecolare del genoma d'orzo. Questo progetto era volto all'identificazione di geni coinvolti nell'architettura della pianta di orzo mediante analisi comparative col genoma di riso. Se Sì, indicare partnership/s: UNIVERSITA' di BOLOGNA, UNIVERSITA' di MILANO - Dip. Scienze Biomolecolari e Biotecnologie Identificazione di regioni genomiche di riso colineari con 23 loci mutanti di orzo Identificazione di geni candidati per 23 mutanti di orzo Validazione preliminare di un gene candidato per la ramificazione della spiga I risultati faciliteranno l'isolamento di geni coinvolti nel controllo di caratteri di interesse agronomico, con potenziali ricadute su programmi di miglioramento genetico. Rossini L, Vecchietti A, Nicoloso L, Stein N, Franzago S, Salamini F and Pozzi C (2006). Candidate genes for barley mutants involved in plant architecture: an in silico approach. Theoretical and Applied Genetics,112:

46 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Genomica per il miglioramento delle Triticeae (frumenti e orzo) Inglese: Genomics for Triticeae improvement Laura Rossini Francesco Salamini, Emanuele Quattrin Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano V. Celoria 2, Milano Orzo, accestimento, mappe genetiche Barley, tillering, genetic maps Limitare le aree coltivate è un obiettivo importante per la sostenibilità dell'agricoltura. In questo ambito, incrementi nelle rese cerealicole si possono ottenere manipolando l'architettura della pianta. Nel miglioramento genetico dei cereali, il controllo dell'accestimento ha potenziale impatto sulle rese e il controllo delle infestanti. L'orzo è il quarto cereale al mondo per importanza economica. Obiettivo di questo progetto è la clonazione di un gene responsabile dell'accestimento in orzo come punto di partenza per ottenere varietà migliorate. Se Sì, indicare partnership/s: Ampio progetto di collaborazione internazionale, finanziato della EU (7 PQ). Coinvolti 17 partner. Risultati attesi: mappa genetica ad alta risoluzione di un locus per l'accestimento di orzo. Marcatori molecolari strettamente associati a locus per l'accestimento di orzo di potenziale utilità in programmi di breeding. Gene responsabile dell'accestimento in orzo e alleli utili per il breeding. Marcatori e alleli associati all'accestimento possono essere utili per il miglioramento delle rese in orzo. Rossini L, Vecchietti A, Nicoloso L, Stein N, Franzago S, Salamini F and Pozzi C (2006). Candidate genes for barley mutants involved in plant architecture: an in silico approach. Theoretical and Applied Genetics,112:

47 Italiano: Impiego di markers fisiologici per l'identificazione di genotipi di riso a basso contenuto di cadmio in granella Inglese: Identifying and characterizing the physiological and molecular determinants for the cadmium content trait in rice grain Gian Attilio Sacchi Alessandro Abruzzese, Bianca Dendena, Clarissa Lancilli, Giorgio Lucchini, Fabio Francesco Nocito AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano Rice, cadmium, metal transporters Riso, cadmio, trasportatori di metalli La ricerca ha lo scopo di chiarire i meccanismi fisiologici e molecolari responsabili dell'accumulo di cadmio nella granella di riso. Si vogliono descrivere i comportamenti di diverse varietà di riso italiane, caratterizzate da diversi contenuti in cadmio, allevate in condizioni di sommersione o asciutta su terreni moderatamente contaminati da cadmio. Inoltre nei diversi organi della pianta vengono identificati alcuni geni codificanti per trasportatori di metalli, successivamente caratterizzati per i loro profili di espressione e le loro caratteristiche cinetiche. Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologie, UNIMI Ente Nazionale Riso Identificazione di varietà di riso italiane a basso, medio ed alto accumulo di cadmio nella granella. Descrizione dei profili di espressione dei geni di riso codificanti per trasportatori di metalli. Caratterizzazione funzionale e cinetica dei trasportatori dei metalli ad oggi non caratterizzati. Selezione precoce di varietà di riso a basso accumulo di cadmio. Nocito et al. (2008). New Phytol. 179: Nocito et al. (2007). Plant Stress 1: Nocito et al. (2006). Plant Physiol. 141: 1-11 Sacchi et al. (2005). In: Plant nutrition for food security, human health and environmental protection (Li et al., eds), Tsinghua University Press p

48 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Strumenti per la diagnosi di nuove malattie batteriche e fungine delle piante Inglese: Diagnostic tools for new bacterial and fungal plant diseases Marco Saracchi Paolo Cortesi, Sergio Quaroni, Paola Sardi Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità Università degli Studi di Milano Celoria 2, Milano Diagnosi, batteri fitopatogeni, funghi fitopatogeni Diagnosis, phytopathogenic bacteria, fungi Rilevare e identificare batteri e funghi fitopatogeni negli organi vegetali sono fattori chiave per la diagnosi delle malattie che essi provocano, specialmente per quelle di nuova introduzione. Tale aspetto presenta spesso notevoli difficoltà e, talvolta, le tecniche tradizionali richiedono tempi analitici particolarmente lunghi. Vengono sviluppati strumenti biomolecolari specifici per il riconoscimento di agenti patogeni nelle matrici vegetali. Se Sì, indicare partnership/s: Sintesi di primer specie-specifici. Messa a punto di protocolli per il rilevamento e identificazione di funghi cariogeni in matrici legnose. Diagnosi rapida di nuove malattie delle piante erbacee e arboree. Identificazione tassonomica di agenti di malattie. M. Saracchi et al., Atti 5 Congresso EFPP (2000) P. Cortesi et al., J. Plant Path. (2005) 87 (1): 76. P. Cortesi, C. Pizzatti, J. Plant Path. (2007) 89: S76 M. Saracchi, F. Rocchi, J. Plant Path. (2007) 89: S

49 Italiano: Difesa dalle malattie dei vegetali in campo e in post raccolta mediante uso di oli essenziali Inglese: Essential oil activity for the control of field and post-harvest diseases Paola Sardi Marco Saracchi, Paolo Cortesi, Sergio Quaroni Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità Università degli Studi di Milano Celoria 2, Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Oli essenziali, post raccolta, difesa Essential oils, post harvest, disease management Gli oli essenziali delle piante aromatiche sono miscele di composti terpenici che hanno evidenziato capacità antimicrobiche. Questi composti sono stati ampiamente studiati come antibatterici e numerosi studi sono stati anche effettuati sulla loro attività antifungina. Nella ricerca vengono effettuate la selezione e la valutazione di oli efficaci verso i principali agenti di alterazioni postraccolta, come Botrytis cinerea, Penicillium spp., Rhizopus spp., Alternaria spp., e di epifitie di campo, quali ad esempio gli oidi. Se Sì, indicare partnership/s: Individuazione di oli utili per il controllo di malattie delle piante. Difesa dei vegetali da malattie in post-raccolta e in campo con composti naturali e non tossici. G. Farina, P. Sardi et al., Atti Congresso COST Action 924 (2008) G. Farina, P. Sardi et al., J. Plant Path. (2006) 88 (3 suppl.): S43 G. Farina, P. Sardi et al., J. Plant Path. (2005) 87 (4):

50 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Caratterizzazione e valorizzazione dei vitigni minori italiani e conservazione delle risorse genetiche Inglese: Characterisation, valorisation and conservation of Italian wild and cultivated grapevine genetic resources Attilio Scienza Osvaldo Failla, Lucio Brancadoro, Serena Imazio, Barbara Biagini Dipartimento di.produzione Vegetale (DIPROVE) Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Variabilità genetica, mercatori molecolari, vite Genetic diversity, molecular markers, grapevine Analisi tramite marcatori molecolari SSR del patrimonio genetico viticolo (vitigni coltivati e vite selvatica) pesente sul territorio italiano, per valutare la ricchezza genetica della piattaforma viticola italiana e lo stato di salute delle risorse genetiche spontanee. Al fine di tutelare le risorse genetiche in pericolo di erosione costituendo vigneti collezione in cui preservare il materiale coltivato e selvatico censito. Se Sì, indicare partnership/s: Ist. Agrario San Michele all'adige (TN); Fondazione Symbola (Roma); Parco naz. Cinque Terre (SP) Realizzazione di vigneti collezione presso Parchi e Istituti Agrari. Monitoraggio dell'erosione genetica della specie V.vinifera. Individuazione di nuove varietà e cloni idonei alla coltivazione. Attività divulgativa di sensibilizzazione verso la tutela dell'agro-biodiversità. Attività vivaistica. Individuazione e messa a punto di marcatori molecolari associati a caratteri di interesse agronomico. Costituzione di Databases molecolari funzionali al riconoscimento varietale. Imazio et al., Rendiconti Lincei (2008). 19: De Mattia et al, J.Int.Sci.Vigne Vin (2007). 41(4): Grassi et al, Plant Biology (2003). 5:

51 Italiano: Valorizzazione della qualità nutrizionale di mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum L.) Inglese: Antioxidant contents of blueberry (Vaccinium corymbusum L) during ripening processes Anna Spinardi Ilaria Mignani, Giacomo Cocetta Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Mirtillo, antociani, acido ascorbico Blueberry, antocyanin content, ascorbic acid Il mirtillo gigante americano (V. corymbosum, L.) ha suscitato negli ultimi anni un elevato interesse sia sotto il profilo nutrizionale che salutistico, a causa del suo ricco contenuto di fitonutrienti (antociani, flavonoidi, polifenoli e acido ascorbico) dall elevata attività antiossidante, importante nella prevenzione di patologie degenerative. Nella sperimentazione è stata valutata l evoluzione degli indici di qualità e del contenuto in fitonutrienti presenti nel mirtillo nel corso della maturazione, in due varietà differenti, Duke e Brigitta ; coltivate a due altitudini diverse. Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Ingegneria Agraria di Milano, Fondazione Fojanini (Sondrio) Definizione dei principali indici di maturazione e fitonutrienti (antociani, flavonoidi, polifenoli totali e acido ascorbico) del mirtillo, dell ottimale momento di raccolta per il maggior effetto salutistico e dell areale di coltivazione per un frutto in grande espansione colturale. Il monitoraggio della qualità, la definizione dell'ottimale momento di raccolta e l'ampliamento dell'areale di coltivazione può servire alle aziende per valorizzare la tipicità di produzione. Sinelli N., Spinardi A., Di Egidio V., Mignani I. and Casiraghi E Postharvest Biology and Technology 50: Guidetti R., Beghi R., Bodria L., Spinardi A., Mignani I. and Folini L. Acta Horticulturae. In press Spinardi A., Mignani I., Folini L. and Beghi R. Acta Horticulturae. In press 37

52 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Effetto dell'addizione alla dieta di acidi organici sulle performance di crescita del coniglio Inglese: Effect of dietary acidification on growth performance and caecal characteristics in rabbits Ivan Toschi Valentina Cesari, A.M. Pisoni, Guido Grilli, Nicoletta Cesari Dipartimento di Scienze Animali Sezione di Zootecnica Agraria Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Dietary acidification, growth performance, rabbits Acidificanti, performance zootecniche, conigli Negli allevamenti cunicoli intensivi gli antibiotici sono abitualmente utilizzati per prevenire problemi enterici durante la fase di accrescimento; il continuo utilizzo di queste molecole ha indotto negli animali fenomeni di antibiotico-resistenza, che hanno stimolato lo studio di soluzioni alternative per migliorare la salute intestinale del coniglio. Tra queste, l utilizzo degli acidi organici addizionati alla dieta potrebbe rappresentare un approccio interessante per migliorare l'equilibrio della microflora ciecale e per promuovere le performance zootecniche. Se Sì, indicare partnership/s: Regione Lombardia, UNIMI DIPAV, Raggio di Sole Mangimi S.p.A., Granda Zootecnici s.r.l. L'utilizzo degli acidificanti sembra migliorare le performance di accrescimento degli animali nella seconda fase del ciclo di ingrasso e l'indice di conversione alimentare, senza però ridurre la mortalità e la morbilità quando la patologia enterica si manifesta con vigore. Sviluppare approcci multidisciplinari per prevenire l'insorgenza delle forme enteriche nel coniglio, anche attraverso l'addizione di acidi organici con formulazioni differenti. V. Cesari et al., Proc. of 9th World Rabbit Congress (2008)

53 Italiano: Rilevazione di funghi tossinogeni associati ai cereali Inglese: Mycotoxinogenic fungi associated with cereal crops Annamaria Vercesi Gemma Assante, Giovanni Venturini Dipartimento di Produzione Vegetale, sez. Patologia Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Toxinogenic fungi, mycotoxin Funghi tossinogeni, micotossine Le indagini mirano all'individuazione delle principali specie fungine tossinogene associate ai cereali, soprattutto mais e grano, le loro modalità di interazione con la specie ospite per quanto concerne l'infezione e la colonizzazione delle strutture riproduttive. La caratterizzazione degli individui isolati riguarda in particolare le loro potenzialità tossinogene in varie situazioni ambientali e nutrizionali al fine di evidenziare l'influenza di diversi fattori sulla produzione di sostanze tossiche. In tale ambito viene indagato l'effetto sui miceti tossinogeni isolati di alcuni fungicidi. Se Sì, indicare partnership/s: Università di Sassari, Università di Padova Composizione e potenzialità tossinogene della comunità fungina associata a cereali; efficacia di varie sostanze nel contenimento dei danni L'indagine permette di tracciare una mappa della distribuzione dei miceti tossinogeni, della loro potenziale produzione di micotossine, individuando le aree nelle quali è opportuno cercare di limitare il loro insediamento sull'ospite, segnalando nel contempo la possibilità di interventi mirati. Moretti et al., 2008, J. Plant Pathology., S63 Venturini et al., 2009, Micologia Italiana, in corso di stampa. 39

54 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Comportamento epidemico di Plasmopara viticola su vite Inglese: Epidemiology of Plasmopara viticola in vineyard Annamaria Vercesi Silvia Laura Toffolatti, Giovanni Venturini Dipartimento di Produzione Vegetale, sez. Patologia Vegetale Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Peronospora della vite, Plasmopara viticola, difesa Il progetto ha l'obiettivo di indagare il comportamento epidemico di Plasmopara viticola, l'agente della peronospora della vite, in diverse zone dell'italia settentrionale, verificando nel contempo l'attendibilità di modelli matematici che mirano a stimare il rischio di infezione presente in vigneto. Particolare importanza viene attribuita sia al processo sia alla dinamica di germinazione delle strutture di svernamento del patogeno al fine di raccogliere dati che ne permettano la modellizzazione mediante metodi innovativi. Se Sì, indicare partnership/s: CNR-IMATI Informazioni sui meccanismi che determinano la germinazione delle oospore di Plasmopara viticola Modelli matematici La modellizzazione del processo epidemico della peronospora della vite è fondamentale per l'impostazione di razionali strategie di intervento nei confronti di Plasmopara viticola, al fine di applicare i trattamenti in funzione di un accertato rischio di infezione dell'ospite da parte del patogeno. Vercesi et al., 2008, J. Plant Pathology, 173 Fremiot et al., 2006, Atti G. Fitopatologiche,

55 Italiano: Resistenza ai fungicidi in Plasmopara viticola Inglese: Fungicide resistance in Plasmopara viticola Annamaria Vercesi Silvia Laura Toffolatti Dipartimento di Produzione Vegetale, sez. Patologia Vegetale Università degli Studi di Milano via Celoria Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Fungicidi, resistenza, Plasmopara viticola Fungicide, resistance, Plasmopara viticola L'obiettivo della ricerca è la quantificazione degli individui resistenti a diverse sostanze ad attività antiperonosporica nell'ambito delle popolazioni di Plasmopara viticola. Le indagini vengono effettuate sulle oospore, le strutture svernanti del patogeno utilizzando metodi molecolari insieme a saggi di inibizione della germinazione su substrato agarizzato. E' possibile in tal modo evidenziare la presenza di individui resistenti in vigneto e quantificarne la consistenza, permettendo di impostare opportune strategie di trattamento nel vigneto/areale monitorati. Se Sì, indicare partnership/s: Syngenta CropProtection, Research Centre, Stein (CH) Quantificazione ceppi resistenti di Plasmopara viticola Il metodo consente di quantificare la presenza di ceppi di Plasmopara viticola resistenti a varie sostanze attive nel periodo immediatamente precedente l'inizio dei trattamenti fungicidi in vigneto, che potranno quindi essere effettuati con i fungicidi in grado di proteggere al meglio la vite. Toffolatti et al., 2006, Pest Management Science, 155 Toffolatti et al., 2008, Modern Fungicides and Antifungal compounds, 159 Toffolatti et al., 2008, J. Plant Pathology

56 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Analisi integrata dei diversi aspetti della nutrizione ferrica nelle piante arboree da frutto per l'individuazione di genotipi resistenti alla clorosi Inglese: Integrated analysis in the acquisition and transport of iron in fruit trees aimed to individuate genotypes resistant to the lime-induced chlorosis Graziano Zocchi Dell'Orto Marta, De Nisi Patrizia, Donnini Silvia, Vigani Gianpiero Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano Piante arboree, clorosi ferrica Fruit trees, iron chlorosis Analisi integrata dei diversi aspetti della nutrizione ferrica nelle piante arboree da frutto, che consideri: il ruolo delle condizioni ambientali (presenza di bicarbonato, forme azotate diverse, chelati naturali del Fe e consociazione con graminacee) nell'influenzare la disponibilità del Fe; la funzionalità dei meccanismi di acquisizione e l'utilizzazione dell'elemento all'interno dei tessuti vegetali; l operatività dei sistemi di membrana; il ruolo del Fe nel preservare la funzionalità e l'integrità dell'apparato fotosintetico. Se Sì, indicare partnership/s: Aumentare le conoscenze sugli aspetti fisiologici, biochimici e molecolari dell acquisizione del Fe in specie arboree da frutto; individuazione di genotipi resistenti; impiego dell espressione di geni come marcatori funzionali per lo screening di genotipi tolleranti. Importanti ricadute sullo sviluppo di tecniche di miglioramento genetico di piante arboree da frutto e di tecniche colturali eco-compatibili di controllo e prevenzione della clorosi ferrica in frutteti e vigneti, contenere i costi e limitare il rischio ambientale derivante dall'uso di Fe-chelati. Donnini S. et al. (2009) J Plant Phys, in press Donnini S. et al. (2008) PLANT CELL TIS. ORG. CULT 93; Zocchi G. et al (2007) J EXP BOT 58; Dell'Orto M. et al (2000) J PLANT NUTR 23;

57 Italiano: Analisi del proteoma di radici di piante allevate in condizioni di Fe carenza Inglese: Proteomic analysis of plant roots grown under iron deficiency condition Graziano Zocchi Silvia Donnini, Marta Dell'Orto, Patrizia De Nisi Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria,2-Milano AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Proteomica, cetriolo, Fe carenza Proteomic, cucumber, Fe deficiency Sebbene nelle piante a Strategia I, il meccanismo che regola l'assorbimento del Fe sia stato caratterizzato, i meccanismi che presiedono la sua regolazione sono ancora poco noti. Il primo obiettivo è la messa a punto di un protocollo di estrazione/purificazione del materiale vegetale. Le proteine separate mediante elettroforesi bidimensionale (2-DE) e quelle up- o down-regulated in Fe carenza rispetto ad una condizione di controllo sono identificate mediante LC-ESI-MS/MS. Se Sì, indicare partnership/s: Department Plant Nutrition, Estación Experimental de Aula Dei (CSIC), Zaragoza, Spain Conoscenza dei pattern proteici correlati alle modificazioni metaboliche e ai meccanismi di regolazione della Strategia I di acquisizione del Fe Molte specie arboree ed erbacee soffrono di clorosi ferrica con cali di rese e di qualità del prodotto finale che si traducono in danni economici. La conoscenza dei meccanismi che presiedono/regolano la risposta alla Fe carenza potrebbe essere fondamentale per la realizzazione di varietà tolleranti. Donnini et al., Plant cell Tiss Organ Cult (2008) 93: M'Sehli et al., Plant Soil (2008) 312: Donnini et al., J Plant Physiol (2009) DOI / J.Jplph

58 AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA Titolo del progetto Italiano: Ottenimento di piante di interesse alimentare biofortificate per il ferro Inglese: Achievement of iron biofortified plant of food interest Graziano Zocchi Marta Dell'Orto, Silvia Donnini, Gianpiero Vigani Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano - via Celoria Milano Fe carenza, Strategia I, dgl Fe deficiency, Strategy I, dgl Il progetto è finalizzato 1) allo studio dei meccanismi di regolazione delle risposte alla Fe carenza in pisello, con particolare riguardo all'attività di acidificazione della rizosfera; 2) allo studio delle variazioni a carico del metabolismo associate a tali risposte. A tal fine si utilizza un mutante di pisello (dgl) iperaccumulatore di Fe in quanto caratterizzato da sovraespressione costitutiva di FRO1 (gene codficante per una FeIII-chelato reduttasi di membrana. Se Sì, indicare partnership/s: Dr. M. Grusak, U. S. Dept. of Agriculture-Agricultural Research Service, Houston, TX 1)La costitutiva acidificazione della rizosfera in dgl non è ascrivibile solo all'h+-atpasi del plasmalemma 2)L'attività di enzimi coinvolti nel catabolismo del carbonio è aumentata in Fe carenza e in dgl La caratterizzazione dei meccanismi di acquisizione del Fe, della loro regolazione e delle modificazioni metaboliche associate è necessaria per il miglioramento genetico volto ad ottenere varietà biofortificate e/o tolleranti la carenza di Fe in specie leguminose di interesse alimentare. M'sehli et al. (2009) Plant Soil DOI /s Zocchi et al. (2007) J. Exp. Bot. 58,

59 AGRICOLTURA 1.2 GESTIONE ED ECONOMIA 45

60 Italiano: Multifunzionalità dell'impresa agricola ed integrazione nel paesaggio Inglese: Multifunctional farm into the landscape Stella Agostini Francesca Mesiti Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e valorizzazione delle biodiversità Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Multifunzionalità, agriturismo, turismo rurale, Diversification, agri-tourism, rural tourism La ricerca analizza le modalità ed indici per valorizzare la multifunzionalità dell'azienda agricola nel territorio agroforestale. Gli indicatori definiti sono finalizzati a misurare/definire il grado di efficacia dell intervento, sull'attività dell'azienda e sulla qualità del paesaggio, consentendo in modo da rimodulare gli interventi e/o gli obiettivi sulla base delle opportunità e delle criticità emerse nell area esaminata. Se Sì, indicare partnership/s: Indicazioni per la validazione di sistemi di gestione agricola sostenibile, strategie innovative per garantire la competitività dell'azienda e la salvaguardia del territorio e del paesaggio. Supporti esperti di scelta per valutare la convenienza e la competitività della trasformazione dell impresa agricola, applicazione misure Piano Sviluppo Rurale, pianificazione provinciale e regionale. S. Agostini (2008), Learning Sustainability of Rural Tourism: in Subir Ghosh (editor), "RuralTourism"., Hyderabad, India : Icfai University Press, India, ISBN: , pag S. Agostini, F. Mesiti (2008). Landscaping the sustainability of the farm of tomorrow. In Education in. 47

61 AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Titolo del progetto Italiano: Costruzioni rurali in area urbana Inglese: Rural settlement in urban sprawl Stella Agostini Dalila Cairoli Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e valorizzazione delle biodiversità. Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Consumo di suolo, costruzioni rurali, territorio agroforestale Urbanization, farm, farmland La ricerca analizza il ruolo degli insediamenti rurali che, assorbiti dall'urbanizzazione, rischiano di essere considerati vuoti agricoli in area urbana, con la cancellazione di ogni funzione agricola e separazione dal sistema rurale di riferimento. Lo studio si concentra sulle cascine di Milano per sviluppare degli indicatori che ne mettano in luce potenzialità e criticità, rispetto alla preparazione dell evento Expo 2015 e ne propone una rilettura finalizzata alla costruzione di un sistema agroalimentare urbano. Se Sì, indicare partnership/s: Best Politecnico di Milano Analisi delle costruzioni rurali esistenti in area urbana, in relazione alla caratteristiche strutturali e paesistiche; valutazioni d'interazione fra sistema rurale, sistema urbano e politiche di governo del territorio. Linee guida alla progettazione e al recupero, pianificazione d'area, comunale, sovracomunale e provinciale. S.Agostini, D. Cairoli, (2008) Farming governance and landscape management. In Agricultural and Biosystem Engineering for a sustainable world, Eurageng S. Agostini, D. Cairoli, (2007). The governance of rural identity in urban areas, in Anticipating the future of cultural past, CIPA, Icomos 48

62 Italiano: Nuovi scenari di pianificazione del territorio agroforestale Inglese: Planning the future of agricultural land Stella Agostini Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e valorizzazione delle biodiversità. Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Imprese agricole, pianificazione, sviluppo sostenibile Farm, planning, sustainable development La ricerca analizza i riflessi delle attuali politiche di governo del territorio sulle imprese agricole della provincia di Milano, valutando le attese degli operatori del settore agroforestale rispetto ai processi innescati dalla nuova urbanistica. Obiettivo è frenare il consumo di suolo agricolo innescato dalle politiche territoriali, esplorando un modello di sviluppo territoriale che definisca gli elementi fondamentali che ne condizioneranno gli scenari futuri dell'agricoltura nell'area metropolitana milanese. Se Sì, indicare partnership/s: Provincia di Milano, Milano Metropoli I risultati relativi al sistema agricolo milanese, presentati in un workshop rivolto alla cittadinanza, sono andati a formare il corollario della proposta del nuovo PTCP della provincia di Milano nel processo di adeguamento alla nuova legge di governo del territorio. Governo del territorio delle are agricole/rurali, normativa di supporto ai processi di pianificazione e di attuazione in ambito agricolo/rurale. S. Agostini, (2009), La voce degli attori: il sistema agricolo, in Aa.Vv., Il Fattore territorio nel sistema economico milanese. Elementi per uno scenario metropolitano al 2020, Provincia di Milano, Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo. 49

63 AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Titolo del progetto Italiano: Valutazione della sostenibilità agro-ambientale dei sistemi agricoli Inglese: Evaluation of agro-ecological sustainability of agricultural systems Luca Bechini Nicola Castoldi Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano - Via Celoria 2, Milano Indicatori, modelli, analisi multicriterio Indicators, models, multicriteria analysis Obiettivo del progetto è quello di valutare la sostenibilità dei sistemi agricoli attraverso strumenti di facile applicazione (indicatori e semplici modelli), utilizzando dati ottenibili attraverso interviste, o disponibili in database pubblici. Le analisi sono state condotte a quattro scale d applicazione: singola coltura, campo, azienda e comprensorio. Sono state anche eseguite indagini per valutare l effetto dell incertezza degli input sull'incertezza dei risultati e per l integrazione dei vari indicatori in un unico indice, in grado di sintetizzare i molteplici aspetti della sostenibilità. Se Sì, indicare partnership/s: University of Zürich (CH); Dep. Earth Observation Sci. ITC, Enschede (NL). Gli indicatori indicatori descrivono l'utilizzo di nutrienti, dei fitofarmaci e dell'energia fossile, e la gestione del suolo. I risultati ottenuti forniscono un quadro dettagliato dello stato dei sistemi agricoli studiati e dell'incertezza legata a tali valutazioni. La metodologia sviluppata per le valutazioni di sostenibilità può essere applicata a molteplici contesti agro-ecologici. Tale metodologia è in grado di fornire al decisore politico gli strumenti e le conoscenze necessarie per la definizione delle politiche agro-ambientali. N. Castoldi, L. Bechini, Eur. J. Agron. (2009) doi: /j.eja L. Bechini, N. Castoldi, Ecol. Indicat. (2009) doi: /j.ecolind N. Castoldi et al., Ecol. Indicat. (2009) 9: L. Bechini, N. Castoldi, Ital. J. Agron. (2006) 1:

64 Italiano: Ottimizzazione della filiera del post-raccolta vitifrutticolo mediante sistemi innovativi Inglese: Enhancement and optimization of the post-harvest supply chain of Valtellina fruit through innovative systems and quality transformations. Luigi Bodria Riccardo Guidetti, Roberto Beghi Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA NIR, Frutta, proprietà nutraceutiche - NIR, Fruit, Nutraceutical properties Il progetto VALORVI si pone l obiettivo di completare l introduzione dei sistemi non distruttivi nelle filiere delle produzioni tipiche valtellinesi, rivolgendosi alle attività post-raccolta. Il fine è la valorizzazione delle produzioni primarie locali, consolidando le produzioni tradizionali, mela ed uva ed incoraggiando le diversificazioni già in atto (piccoli frutti) favorendo l'introduzione di nuove tecnologie (NIR, Naso elettronico, ecc.) a supporto delle decisioni dell'agricoltore. Se Sì, indicare partnership/s: DiProVe, DISTAM, Fond. Fojanini, Cons. Mele Valt., Cons. vini Valt, Coop. Ponte, UNITEC, Prometea. Identificazione delle caratteristiche nutraceutiche delle produtioni valtellinesi tramite tecniche innovative (messa a punto delle curve di calibrazione, definizione delle specifiche per dispositivi semplificati); progettazione e realizzazione di un distributore di mirtilli per la filiera corta. La ricerca porta a risultati di immediata applicazione sia durante le fasi di conferimento dei prodotti ortofrutticoli che possono essere meglio caratterizzati, sia nella gestione del post-raccolta o delle trasformazioni quando è possibile basarsi su un maggior numero di parametri di controllo. R. Guidetti, R. Beghi, L. Bodria, (2009) Vis-NIR technologies for the evaluation of the nutraceutical parameters, Proceeding of the FRUTIC 09, Concepcion (Chile), 5-9 gennaio. 51

65 AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Titolo del progetto Italiano: Metodologie per la valutazione multifunzionale degli alpeggi Michele Corti Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e valorizzazione delle biodiversità Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Multifunzionalità, aree silvo-pastorali, turismo La ricerca è stata finalizzata alla elaborazione di indici di valore multifunzionale dell'uso dei beni silvo-pastorali utilizzando un campione di 18 alpeggi di proprietà regionale e valutando analiticamente la loro potenzialità alla luce di tre valenze principali: produttiva (compreso agriturismo), fruizionale, e socio-ambientale. Per ogni valenza sono stati considerati diversi aspetti e individuati dei parametri operazionali in grado di stimare un indice di potenzialità per ciascuno di essi. Se Sì, indicare partnership/s: Schede per ciascun sito con una valutazione analitica delle potenzialità multifunzionali. Indicazioni circa le correlazioni e raggruppamenti di aspetti multifunzionali ai fini della programmazione di schemi di indagine applicabili ad altri insiemi di beni pastorali. Utilizzo di schemi di valutazione multifunzionale al fine del supporto di scelte decisionali relative all'allocazione di risorse per interventi strutturali e infrastrutturali in funzione della massimizzazione delle diverse valenze multifunzionali. In corso 52

66 Italiano: Modelli di gestione silvo-pastorali orientati al miglioramento e conservazione dell ambiente Michele Corti Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e valorizzazione delle biodiversità Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Gestione fauna, tetraonidi, capre La ricerca è stata finalizzata alla valutazione degli effetti di interventi di miglioramento ambientale a fini faunistici in relazione all'introduzione di sistemi di pascolo con valenza multifunzionale. Gli aspetti pascolivi, studiati nel contesto di precisi contesti vegetazionali rappresentativi e di superfici oggetto o meno di interventi di diradamento, sono stati focalizzati al contenimento della vegetazione e agli effetti sull'habitat monitorati mediante il rilievo dell'entomofauna. Se Sì, indicare partnership/s: Fondazione Fojanini di Studi Superiori, Ersaf, Dip. Patologia animale, igiene e sanità pubblica Indicazioni circa la capacità di contenimento della vegetazione in diversi contesti vegetazionali di arbusteto e pascolo arborato da parte del pascolo con capre. Progettazione in area silvo-pastorale di interventi selvicolturali e di piani di pascolamento complementari alla manutenzione delle superfici interessate dagli stessi. L. Maggioni, M. Corti, Valutazione della capacità di contenimento di essenze arboree ed arbustive attraverso il pascolo con capre. in: Lashabitat. Modelli di gestione silvo-pastorali orientati al miglioramento e conservazione di un ambiente idoneo alla presenza di tetraonidi, pp

67 AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Titolo del progetto Italiano: Valutazione dei consumi energetici delle aziende agricole e tecniche di risparmio Inglese: Mesurement of energy supply profile in Po-valley farms Marco Fiala Riccardo Guidetti Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - via G. Celoria, Milano Energia, curva, aziende agricole Energy, profile, farms Misurare, per le tipologie aziendali più diffuse nella agricoltura lombarda, i consumi annuali di Energia sia Termica (ET) che Elettrica (EE) destinati ai fabbisogni produttivi e loro andamento stagionale. La conoscenza dei consumi interni, del loro andamento stagionale, della loro flessibilità/rigidità, costituiscono informazioni tecniche indispensabili per impostare correttamente ogni business-plan connesso a tecnologie di auto-produzione energetica. Se Sì, indicare partnership/s: Camera di Commercio Milano Risparmio energetico finalizzato alla riduzione dei costi di produzione e dei costi energetici. Razionale applicazione delle filiere agro-energetiche in ambito agricolo. 54

68 Italiano: Generazione di energia da fonti energetiche rinnovabili in aziende agricole nazionali Inglese: Experimental tests on plants for energy generation by Renewable Sources applied in Italian farms Marco Fiala Roberto Oberti, Jacopo Bacenetti Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - via G. Celoria, Milano AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Energie rinnovabili, impianti, aziende agricole Renewable sources, plants, farms L'applicazione di impianti che utilizzano Fonti Energetiche Rinnovabili si sta progressivamente diffondendo nel settore agricolo che è tuttavia chiamato a valutarne attentamente la reale fattibilità. Il monitoraggio di impianti solari (termico e fotovoltaico), di biogas da reflui zootecnici, di combustione e gassificazione di biomasse ligno-cellulosiche, con il rilievo delle prestazioni energetiche e dei limiti operativi nel contesto delle diverse tipologie aziendali, mira a raccogliere informazioni di dettaglio assai importanti per poter esprimere un giudizio di convenienza esaustivo. Se Sì, indicare partnership/s: Aziende agricole della Pianura Padana, Azienda Sperimentale "A. Menozzi" - Facoltà Agraria - UniMi Tesi di Laurea e tirocini (in atto). Valutazione di dettaglio sulla trasferibilità di sistemi energetici in agricoltura. 55

69 AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Titolo del progetto Italiano: Modello di calcolo per la valutazione della sostenibilità globale di filiere agro-energetiche in Italia Inglese: Model to evaluate the full sustainability of the biomass-energy processes in Italy Marco Fiala Jacopo Bacenetti Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - via G. Celoria, Milano Biomassa, energia, sostenibilità Biomass, energy, sustainability Per la valutazione completa delle possibilità applicative delle filiere biomasse-energia si rende necessaria una analisi multidisciplinare che consideri i diversi aspetti del processo; oltre alla fattibilità tecnico-economica va, infatti, contestualmente verificata la sostenibilità ambientale (emissioni) ed energetica (bilancio output/input). Il modello si propone, per le filiere agro-energetiche più diffuse nel nostro Paese, di omogeneizzare i criteri di calcolo e restituire una informazione di "sostenibilità complessiva". Se Sì, indicare partnership/s: 1 Dottorato di Ricerca (in esecuzione) Razionale applicazione delle filiere agro-energetiche con informazioni di sintesi per operatori e decisori pubblici. 1 comunicazione a Convegno nazionale (in preparazione) 56

70 Italiano: Applicazione di un indice spazializzato di siccità agricola a comprensori agrari situati in differenti ambiti climatici Inglese: Evaluation of spatially distributed transpiration deficit for irrigation districts in different climatic conditions Bianca Ortuani Arianna Facchi, Maria Laura Deangelis AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Dip. di Ingegneria Agraria, sez. Idraulica Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Siccità agricola, indice Agricultural drought, distributed index Al fine di testarne le potenzialità, si intende applicare la metodologia per la stima di un indice spazializzato di siccità agricola messa a punto nell ambito di un altro Progetto, a comprensori irrigui situati in aree siccitose, quali l entroterra di Caltanissetta (Regione Sicilia) o la Piana di Marjayoun-Khiam (sud del Libano). Tali comprensori sono aree pilota per ulteriori progetti in corso presso la Sez. Idraulica del DIA, per cui ad oggi è in fase di completamento l implementazione delle banche di dati territoriali necessarie all applicazione dell indice spazializzato. Se Sì, indicare partnership/s: Implementazione delle banche di dati territoriali necessarie all applicazione della metodologia per la stima dell'indice spazializzato di siccità agricola. Calcolo delle distribuzioni di probabilità dei valori giornalieri dell'indice sulla base dei dati meteorologici relativi a serie storiche. Se si considera la stima dell indice in assenza di irrigazione e per una coltura di riferimento, quindi esprimendo l insorgenza di stress idrico colturale per effetto delle sole condizioni meteorologiche, l implementazione in tempo reale dell'indice richiede solo l aggiornamento dei dati meteo. 57

71 AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Titolo del progetto Italiano: Criteri di progettazione delle strutture di stabulazione negli allevamenti di bovini da latte lombardi Inglese: Design criteria of cowshed for dairy farms in Lombardy Giorgio Provolo Elisabetta Riva, Eleonora Rossi Dairy cows, behaviour, THI Vacche da latte, comportamento, THI Dairy cows, behaviour, THI Il progetto ha affrontato alcuni aspetti del sistema produttivo della filiera del latte in relazione alle condizioni microclimatiche nelle strutture di stabulazione e al comportamento degli animali, mettendo in luce l importanza di una corretta progettazione degli edifici zootecnici e l effetto negativo delle carenze progettuali delle strutture di stabulazione sulle performances e sul benessere delle bovine. Se Sì, indicare partnership/s: Sono stati definiti i principali criteri per la progettazione degli edifici per bovine da latte e sono stati elaborati due indici riferiti alla ventilazione naturale e l inerzia termica delle stalle per valutare l'adeguatezza ai requisiti per le condizioni climatiche. La metodologia messa a punto può essere applicata nella valutazione di nuove realizzazioni e di ristrutturazione, da tecnici o da funzionari pubblici, nel caso di erogazione di contributi pubblici. Provolo G., Riva E., Rossi E. (2007) Condizioni microclimatiche nelle strutture stabulative per bovine da latte. Quaderni della Ricerca n 63, Regione Lombardia Provolo G., Riva E Influence of Temperature and Humidity on Dairy Cow Behaviour in Freestall Barns. AgEng2008, Crete Greece 58

72 Italiano: Sviluppo e standardizzazione di metodiche di fermentazione per la valutazione energetica dei foraggi Inglese: Improvement and standardization of in vitro fermentation methods for the energy evaluation of forages Luca Rapetti Gianluca Galassi, Stefania Colombini, G. Matteo Crovetto AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Dipartimento di Scienze Animali - Sezione di Zootecnica Agraria Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano In vitro NDFd, fermentazioni ruminali, Daisy In vitro NDFd, ruminal fermentation, Daisy Il programma sviluppa una attività di ricerca nel settore delle tecniche di valutazione nutrizionale dei foraggi per mettere a punto procedure di stima semplici ed accurate ad uso dei tecnici e dei laboratori agrozootecnici che svolgono consulenza alle aziende zootecniche. Il programma si propone di creare un inventario di campioni di foraggi rappresentativi delle produzioni della Pianura Padana che saranno analizzati con metodi chimici, prove biologiche in vitro e con tecnica NIRS per ottenere parametri nutrizionali innovativi. Se Sì, indicare partnership/s: Univ. degli Studi UD, Univ. degli Studi PD, Univ. degli Studi TO, Univ. Cattolica Sacro Cuore PC Il progetto propone di sviluppare una attività di ricerca nel settore delle tecniche di valutazione nutrizionale dei foraggi mettendo a punto procedure di stima semplici ed accurate del valore energetico dei foraggi supplendo ad una carenza di informazioni nutrizionali sui foraggi nazionali. - Creazione di modelli di previsione dei valori energetici dei foraggi specifici per la realtà italiana mediante equazioni lineari e multiple sulla base dei dati di composizione chimica. - Diffusione di curve di calibrazione NIRS messe a punto su foraggi nazionali per parametri chimici e biologici. Rapetti et al. (2005) Ital. J. Anim. Sci., VOL. 4 (SUPPL. 2), Colombo et al. (2007) Ital. J. Anim. Sci. VOL. 6 (SUPPL. 1), Colombini et. al. (2008). J. Anim. Sci. Vol. 86, E-Suppl. 2 / J. Dairy Sc 59

73 AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Titolo del progetto Italiano: Analisi del settore agricolo e strategie di sviluppo rurale in Libano Inglese: Emergency Interventions in the Marjayoun-Khiam Plain and in West Bekaa, Lebanon Guido Sali A. Facchi, A. Vercesi, P. A. Bianco Dip. Economia e Politica Agraria, Agroalimentare e Ambientale (DEPAAA) Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Sviluppo agricolo, fabbisogno irriguo Rural development, irrigation requirement Si tratta di un cluster di progetti di cooperazione universitaria, finalizzati a supportare lo sviluppo agricolo in alcune aree libanesi. Tra gli obiettivi principali la riorganizzazione strutturale e gestionale dei sistemi irrigui delle aree di studio. Le attività del Dip. di Ingegneria Agraria sono indirizzate: (a) all'applicazione di modellistica per la stima dei fabbisogni irrigui territoriali per supportare una migliore gestione dell'irrigazione ed una corretta pianificazione della risorsa idrica, (b) al sostegno alla strutturazione e all'avviamento di associazioni di utenti irrigui. Se Sì, indicare partnership/s: DEPAAA UNIMI, Dip. Produzione Vegetale UNIMI, ONG AVSI, Ministero degli Affari Esteri (MAE) Stima dei fabbisogni irrigui a scala di schema irriguo (valori medi e percentili significativi). Costruzione di data-base territoriali per le aree di studio. Stesura di linee guida per la costituzione e l'avviamento di Water Users Associations (WUAs).. La valutazione dei fabbisogni irrigui territoriali è un passo fondamentale sia per la valutazione del bilancio idrologico a scala di bacino finalizzata ad una migliore pianificazione della risorsa idrica, che per il supporto ad una gestione più efficiente dell'irrigazione a scala di schema irriguo. Facchi et al. (2008) Rapporto conclusivo del Progetto ROSS2 " Esperienze e strumenti per il supporto alla costituzione e all avviamento di Water Users Associations (WUAs) Sali et al. (2008, 2009) Rapporti conclusivi dei Progetti ROSS1, ROSS2, ROSS4 60

74 Italiano: La automazione della alimentazione negli allevamenti bovini Inglese: Enhancing the value of mountains' produce: the case of Toma della Valsesia Franco Sangiorgi Carlo Bisaglia Dipartimento di..ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Automazione in agricoltura, alimentazione del bestiame, unifeed Automation in agriculture, cattle feeding, unifeed L'alimentazione delle bovine stabulate permanentemente si basa sulla somministrazione di alimenti totalmente miscelati (unifeed) generalmente distribuiti una o due volte al giorno, che richiedono periodici avvicinamenti alla mangiatoia del miscelato rimanente. Ciò comporta un forte decadimento delle caratteristiche nutrizionali dell'alimento stesso e una sua minore appetibilità, una minore ingestione e una minore produzione. Ecco, pertanto, l'importanza di realizzare un sistema in grado di portare nuovo alimento fresco più volte nel corso delle 24 ore. Se Sì, indicare partnership/s: CRA-ISMA Studio preliminare delle caratteristiche operative di un sistema automatico per la distribuzione di foraggi e mangimi vari, soli o miscelati, negli allevamenti di bovine da latte e realizzazione di un primo prototipo. Sviluppo di una nuova tecnologia con potenziali rilevanti ricadute sia sul piano industriale sia su quello produttivo agricolo C. Bisaglia, F. Nydegger, A. Grothmann, F. Sangiorgi (2009) L automazione dell unifeed: le tecnologie disponibili. L'Informatore Agrario, in press. C. Bisaglia, F. Nydegger, A. Grothmann (2009) L automazione dell unifeed: esperienze concrete e aspetti economici. L'Informatore Agrario, in press 61

75 AGRICOLTURA GESTIONE ED ECONOMIA Titolo del progetto Italiano: : Sicurezza in agricoltura e zootecnia Inglese: Health and safety in agriculture and animal husbandry Franco Sangiorgi Loredana Dioguardi Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano Agricoltura, sicurezza, salute Agriculture, safety, health Il settore agro-zootecnico si pone ai più alti livelli nella negativa classifica degli infortuni sul lavoro. Il complesso normativo della prevenzione è di difficile applicazione nel settore primario. E' pertanto importante trovare, attraverso la messa a punto di un sistema informatizzato, nuovi metodi di gestione della sicurezza. La conoscenza delle più frequenti dinamiche di infortunio, fornisce ulteriori strumenti a supporto della pianificazione di adeguate politiche di prevenzione degli infortuni. Se Sì, indicare partnership/s: ASL di Lodi Analisi delle dinamiche infortunistiche, individuazione delle emergenze in agricoltura e nelle attività zootecniche, messa a punto di un Sistema Informativo di Gestione della Sicurezza a supporto delle attività ispettive, materiale formativo sul linee guida regionali integrate Campagne di prevenzione mirate per riduzione i rischi emergenti, diffusione di corrette pratiche agricole e procedure di lavoro, formazione delle figure del sistema della prevenzione aziendale, sui temi di edilizia rurale, di sicurezza delle macchine agricole. Sangiorgi F. Dioguardi L. (2003). Linee guida regionali per la prevenzione degli infortuni in zootecnia. Dioguardi L. Sangiorgi F. Ariano E.(2008) Identifying physical hazard for intensive pig and cattle breeding operators and defining prevention measures Proc. RAGUSASHWA 62

76 2. ALIMENTAZIONE AGRICOLTURA PRODUZIONE E DIFESA

77 2.1 TECNOLOGIA ALIMENTAZIONE 65

78 Italiano: Formulazione e caratterizzazione nutrizionale di prodotti da forno a basso indice glicemico Inglese: Modelling Low Glycemic Index Bakery Products M.Cristina Casiraghi Ambrogina Pagani ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Dipartimento di Scienze e Tecnologie alimentari.. Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Pane e prodotti da forno,fibra alimentare, indice glicemico Backery P, Dietary fiber,glycemic Index Studi recenti dimostrano che gli stati di iperglicemia, ed i conseguenti stati di iperinsulinemia, possono costituire un fattore di rischio nello sviluppo delle malattie cronico-degenerative e suggeriscono quidi che diete a basso indice glicemico possono costituire un ottimo strumento nel combattere le malattie legate a sindromi metaboliche.la ricerca si prefigge dunque la formulazione e la verifica degli effetti funzionali di prodotti da forno,arricchiti in fibra alimentare, con basso indice glicemico Se Sì, indicare partnership/s: Pane e prodotti da forno a basso indice glicemico. Dossier di supporto scientifico per richieste a EFSA, a norma Reg 924,2007, Health and Nutritional Claims. Casiraghi MC et al (2006) J Am Coll of Nutr25: , Wolever TM et al (2008) Am J Clin Nutr ;87:247S-57S. 66

79 Italiano: Strategie di contenimento del danno termico nel latte UHT Inglese: Limiting the heat damage in UHT milk processing Stefano Cattaneo Luisa Pellegrino, Fabio Masotti, Veronica Rosi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano Latte UHT, danno termico, indici chimici UHT milk, heat damage, chemical markers Il consumo di latte UHT in Italia oggi supera quello di latte pastorizzato. Contrariamente a quanto avviene per quest'ultimo, la legge italiana non prevede un limite massimo al danno termico per il latte UHT. Il processo UHT induce nel latte reazioni chimiche che ne alterano i costituenti e che proseguono durante la conservazione. Da prove su impianti industriali, è emerso che il danno termico del latte UHT in commercio, valutato con indici chimici derivanti dalle predette reazioni (furosina, lattulosio, lisinoalanina, beta-piranone), deriva in buona parte da condizioni di non corretta GMP. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: Individuazione di punti critici e delle relative modalità di intervento nel processo di sterilizzazione UHT del latte che consentono di limitare il danno termico. Individuazione degli indici chimici più idonei per la valutazione del danno termico del latte UHT. Gli indici chimici suggeriti costituiscono, per gli operatori, uno strumento per ottimizzare le condizioni di processo direttamente sul proprio impianto. La produzione di latte UHT a ridotto danno termico costituisceuna via di valorizzazione di questo prodotto sicuramente apprezzata dal consumatore. Resmini et al. (2003) Ital. J. Food Science, 15, 473- Cattaneo et al. (2008) Eur. Food Res. Technol. 226, Cattaneo et al. (2008) Ital. J. Food Sci., 20,

80 Italiano: Sviluppo di bioprocessi per la preparazione di idrolizzati di proteine del latte ad attività immunomodulante Inglese: Development of bioprocesses for the production of milk protein hydrolysates with immunomodulatory properties De Noni Ivano Guglielmetti Simone, Cattaneo Stefano, Pellegrino Luisa, Zanoni Ivan, Rossi Filippo ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano via G. Celoria Milano Peptidi bioattivi,bioprocessi, immunomodulazione Bioactive peptides, bioprocesses, immunomodulation La ricerca intende mettere a punto bioprocessi basati sullo sfruttamento dell attività delle proteinasi di parete di batteri food-grade per la preparazione di idrolizzati di proteine del latte (IPL) contenenti peptidi ad attività immunomodulante e in grado di influenzare lo sviluppo e la maturazione delle cellule dendritiche. L obiettivo finale è la definizione di bioprocessi completamente food-grade, trasferibili a livello industriale e finalizzati alla preparazione di idrolizzati utilizzabili come ingredienti in formulazioni alimentari. Se Sì, indicare partnership/s: Università di Milano Bicocca, Università Cattolica di Piacenza Identificare ceppi batterici food-grade capaci di liberare peptidi immnumodulanti in grado di influenzare lo sviluppo e la maturazione delle cellule dendritiche anche sulla base di evidenze derivanti da sperimentazioni in vivo su animali. Definizione di bioprocessi di grado alimentare trasferibili su scala industriale e capaci di produrre IPL con attività immunomodulante controllata. 68

81 Italiano: Analisi di processo nella produzione di alimenti con metodi innovativi Inglese: Innovative methods of industrial process analysis of food products Marcello Duranti Jessica Capraro, Chiara Magni Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Proteine di lupino, prodotti gluten-free Lupin proteins; Gluten-free products; 2D electrophoresis Nel processo di produzione di un alimento le proteine possono andare incontro a diversi tipi di modificazioni. Al fine di evidenziare eventuali variazioni nel profilo proteico durante la produzione di pasta a base di lupino, campioni a diverse fasi di processo tra cui materie prime, semilavorati e prodotto finito, sono stati analizzati tramite elettroforesi bidimensionale. Il progetto ha previsto anche l'analisi Western blotting per la rivelazione dello stato di glicosilazione delle proteine. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: PLADA s.r.l., Milano Le mappe bidimensionali ottenute mostrano che nel corso dello specifico processo produttivo non si verificano modificazioni covalenti a carico delle principali proteine presenti né modificazioni nell'assetto dei ponti disolfuro e neppure del profilo di glicosilazione. La ricerca descritta dimostra l'efficacia dell'impiego della tecnica di elettroforesi bidimensionale per la tracciabilità di proteine e la valutazione degli effetti indotti nelle proteine stesse durante il processo di produzione di alimenti. J. Capraro et al., LWT (2008) 41:

82 Italiano: Ottimizzazione dell impiego dei batteri lattici nelle produzione lattiero-casearie caprine Inglese: Biodiversity and role of Lactic Acid Bacteria in dairy products from goat milk Roberto Foschino Claudia Picozzi, Giorgio Volponi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Latte, formaggio, batteri lattici, Lactococcus, Enterococcus, Milk, cheese, lactic acid bacteria, Le produzioni lattiero-casearie da latte di capra rappresentano una opportunità per lo sviluppo economico delle piccole imprese nei territori montani lombardi. La conoscenza della biodiversità e del ruolo dei microrganismi coinvolti nelle trasformazioni casearie consentono da un lato di proteggere la tipicità del prodotto e dall'altro di tutelare la sicurezza al consumo del prodotto finito, che talvolta deriva direttamente da latte crudo. Se Sì, indicare partnership/s: Università di Torino, Prof. M.T. Bottero. Collezione di ceppi con potenziale attività casearia appartenenti a differenti specie. Produzione di starter per l'industria lattiero-casearia; produzione di vaccini. Fortina M.G., Ricci G., Foschino R., Picozzi C., et al. (2007). J. Appl. Microbiol., 103, Cocolin L., Foschino R., et al. (2007).Food Microbiol., 24 (7-8), Foschino R., Nucera D., Volponi G., Picozzi C., et al. (2008).J. Appl. Microbiol. 105 (3),

83 Italiano: Selezione della microflora degli impasti acidi per prodotti da forno a lievitazione naturale Inglese: Study on sourdough microflora for baked products. Roberto Foschino Claudia Picozzi, Ileana Vigentini Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Batteri lattici, lieviti, impasti acidi, tracciabilità Lactobacillus, yeast, sourdough I prodotti da forno a lievitazione naturale costituiscono preparazioni tipiche del nostro Paese. La maturazione degli impasti operata da una associazione microbica mutualistica costituita da batteri (L. sanfranciscensis) e da lieviti (C. humilis) consente il raggiungimento delle peculiari proprietà sensoriali ed una prolugata shel-life. La possibilità di identificare le specie microbiche anche dopo il trattamento di cottura costituisce un potente strumento di tracciabilità per la tutela della tipicità. Il ruolo dei batteriofagi come vettori naturali di trasferimento genico è stato investigato. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: University of Freising (D), Prof. R. Vogel Collezione di ceppi di lieviti, batteri lattici e batteriofagi. Produzione di starter, produzione di enzimi. Foschino R., et al. (2004). C. FEMS Yeast Res. 4 (6), Foschino R., Venturelli E., Picozzi C. (2005). Curr. Microbiol. 51, Picozzi C., D Anchise F., Foschino R. (2006). Eur. Food Res. Technol. 222 (3/4),

84 Italiano: Selezione di lieviti autoctoni per impiego enologico Inglese: Genetic and physiological aspects of microorganisms used in oenology. Roberto Foschino Ileana Vigentini, Claudia Picozzi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Vino, lieviti Wine, yeast Lo studio del ruolo e la conoscenza della biodiversità dei microrganismi presenti nelle operazioni di vinificazione sono punti fondamentali per il miglioramento della qualità e della sicurezza dei prodotti enologici. Tali informazioni possono risultare utili come strumento di tracciabilità lungo la filiera per la tutela della tipicità. Le risposte fisiologiche allo stress ambientale di lieviti e batteri sono oggetto delle ricerche più recenti. Se Sì, indicare partnership/s: Università di Pisa, Prof. M. P. Nuti.; Università del Molise, prof. G. Ranalli. Collezione di ceppi di lieviti e batteri lattici. Innovazione di tecniche enologiche. Produzione di starter, produzione di coadiuvanti per enologia. Vigentini I. et al. (2008). FEMS Yeast Res. 8 (7), Vigentini I., Fracassetti D., Picozzi C., Foschino R. (2008). Curr. Microbiol. DOI /s x. Agnolucci M., Vigentini I. et al (2009). Int.J. Food Microbiol. (in press). 72

85 Italiano: Messa a punto di trattamenti di trasformazione per la valorizzazione delle caratteristiche nutrizionali del mirtillo Inglese: Study of the nutritional characteristics of blueberries and optimisation of dehydration processes for product valorisation. Gabriella Giovanelli Ernestina Casiraghi, Nicoletta Sinelli Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari (DISTAM) Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Mirtilli, polifenoli, attività antiossidante Caratterizzazione di mirtilli coltivati e selvatici e messa a punto di trattamenti di osmodisidratazione ed essiccamento in corrente d aria, per l ottenimento di derivati ad umidità relativa intermedia con elevate caratteristiche sensoriali e nutraceutiche. Dopo l'ottimizzazione dei trattamenti di osmodisidratazione (composizione della soluzione osmotica, durata del trattamento e pretrattamenti ai frutti) si studierà l'essiccamento in corrente d'aria e si caratterizzanno i prodotti finiti dal punto di vista nutrizionale e sensoriale, anche con metodi innovativi. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: Fondazione Fojanini (So); Istituto per la Valorizzazione Tecnologica dei Prodotti Agricoli (Mi) Mirtilli IMF con elevate caratteristiche sensoriali (consistenza, colore, turgidità), di attività antiossidante e di stabilità che li rendono adatti al consumo tal quale, oltre che come ingrediente per preparazioni complesse. Mercato dei prodotti freschi; mercato dei semilavorati per industria alimentare; valorizzazione di produzioni locali, con particolare riferimento a mirtillo selvatico e coltivato. G. Giovanelli, S. Buratti(2009) Food Chem.112: N. Sinelli, A. Spinardi, V. Di Egidio, I. Mignani, E. Casiraghi. (2008) Post. Biol and Technol. 50, G. Giovanelli. (2007) Proceedings of CIGR- Section VI 3rd International Symposium (CD-ROM). 73

86 Italiano: Messa a punto di derivati innovativi della mela fortificati con tè verde Inglese: Development of novel apple products fortified with green tea Vera Lavelli William Kerr, Claudia Vantaggi, Mark Corey Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Tè verde; mela; fortificazione Green tea; apple; fortification Il tè verde è uno degli agenti dietetici maggiormente promettenti per la prevenzione ed il trattamento di molte malattie, proprietà attribuite all elevato contenuto di flavanoli. In una prima fase la ricerca ha avuto per obiettivi la messa a punto di prodotti disidratati e ad umidità intermedia a base di mela e tè verde, lo studio della loro efficacia nell inibire reazioni che simulano in vitro patologie umane e la definizione di un modello predittivo della stabilità ossidativa e del colore. Lo studio prosegue con l obiettivo di sperimentare la fortificazione con tè verde di altri frutti. Se Sì, indicare partnership/s: Department of Food Science and Technology, University of Georgia, USA Modello predittivo della stabilità dei flavanoli del tè verde incorporati in mele disidratate e a umidità intermedia. La fortificazione con il tè verde della mela, quarto frutto in termini di produzione mondiale, è una prospettiva di innovazione per i produttori, che offre al consumatore un opportunità di assumere regolarmente contenuti elevati di flavanoli, implicati nel mantenimento dello stato di salute. V. Lavelli, C. Vantaggi, M. Corey, W. Kerr, Eur Fed Food Sci Tech Congr, Ljubljana, V. Lavelli, J Agric Food Chem, 2008, 56, M. Corey, W. Kerr, V. Lavelli, C. Vantaggi, 237th Am Chem Soc Congr, Salt Lake City, V. Lavelli, C. Vantaggi, J Agric Food Chem, 2009, 57,

87 Italiano: Ottimizzazione della fase di raffinazione-concaggio del cioccolato mediante mulino a sfere Inglese: Optimization of processing parameters of chocolate ball mill refining Mara Lucisano Cristina Alamprese, Ernestina Casiraghi, Manuela Mariotti Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche. Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Cioccolato, raffinazione, viscosità Chocolate, refining, viscosity La fase di raffinazione del cioccolato è generalmente condotta con un impianto a cinque cilindri sovrapposti. Recentemente, per soddisfare le esigenze di piccoli produttori, è stato proposto l impiego del mulino a sfere. Il gruppo di ricerca si è occupato soprattutto di studiare gli effetti dell impiego di tale impianto su alcuni parametri fisici del cioccolato, valutando anche gli effetti di alcune variabili di formulazione. Ci si è inoltre occupati di ottimizzare il processo al fine di minimizzare il tempo di raffinazione e la spesa energetica, applicando tecniche di disegno sperimentale. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: Packint (Milano) Individuazione dei parametri che maggiormente influenzano i tempi di lavorazione ed i parametri fisici del cioccolato. Ottimizzazione del processo di raffinazione del cioccolato con mulino a sfere. Alamprese C., Datei L., Semeraro Q. (2007). J. Food Eng., 83: Lucisano M., Casiraghi E., Mariotti M. (2006). Eur. Food Res. Technol., 223: Lucisano M., Casiraghi E., Mariotti M. (2001). 5 Congresso Italiano di Scienza e Tecnologia degli Alimenti. Cernobbio (CO), settembre. 75

88 Italiano: Ottimizzazione delle formulazioni e delle tecnologie di produzione di pane e pasta gluten-free Inglese: Optimization of ingredients and processing parameters for the production of gluten-free bread and pasta Mara Lucisano M. Ambrogina Pagani, Manuela Mariotti, Gabriella Bottega, Alessandra Marti, Carola Cappa ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche. Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Alimenti gluten-free, reologia, ultrastruttura Gluten free products, rheology, ultrastructure La ricerca si focalizza sulla messa a punto di formulazioni (amidi, sfarinati di pseudocereali, farine di riso e di mais, idrocolloidi e fibre alimentari) e sulla definizione di tecnologie di trasformazione in grado di garantire un prodotto gluten-free di elevata qualità. La sperimentazione prevede anche l'applicazione di tecniche di analisi d immagine per la definizione delle caratteristiche macroscopiche dei prodotti, nonché l utilizzo di tecniche reologiche e ultrastrutturali per la comprensione dei fenomeni coinvolti nella formazione e trasformazione di matrici non-convenzionali. Se Sì, indicare partnership/s: Prof. Franco Bonomi, Prof. Stefania Iametti - DISMA (UNIMI) Pasta gluten free di buona qualità in cottura, pane gluten free di elevata sofficità e limitata tendenza al raffermimento; messa a punto di metodiche idonee alla valutazione di matrici gluten-free. Ottimizzazione di formulazioni e di processi gluten free. Mariotti M., Lucisano M., Pagani M.A., Ng P.K.W. (2009). Submitted to: Food. Res. Int. Bonomi F., Iametti S., Lucisano M., Pagani M.A., Mariotti M., Ragg E. (2008). 4th Central European Congress on Food, Cavtat, Croatia. May,

89 Italiano: Nuove membrane di nanofibre ottenute mediante elettrospinning Inglese: Novel membranes based on electrospun nanofibers Saverio Mannino Matteo Scampicchio, Alessandra Arecchi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria Milano Nanofibre, membrane, sensori Nanofiber, membrane, sensors I nanomateriali fibrosi hanno ampie applicazioni per la loro elevata porosità ed ampia area superficiale. L elettrospinning è una semplice tecnica per generare nanofibre da una grande varietà di materiali anche biologici. Lo scopo principale è quello di produrre membrane con questa tecnologia basate su nanofibre otteneute da biopolimeri biodegradabili e/o edibili (proteine, carboidrati e lipidi). Le membrane con materiali attivi (composti chimici, proteine, cellule, etc.) miglioreranno le loro proprietà consentendone nuove applicazioni nel settore alimentare. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: Sviluppo di nuove membrane per la realizzazione di nuovi agenti di rilascio, sensori bioelettronici o active food packaging. Sensori, packaging, agenti di rilascio di molecole biologiche attive. M. Scampicchio, A. Bulbarello, A. Arecchi, S. Mannino. Electrochemistry Communications. - ISSN (2008) M. Scampicchio et al. - In: Electroanalysis. - ISSN S. Drusch, S. Benedetti, M. Scampicchio, S. Mannino.: AGRO FOOD INDUSTRY.HI-TECH.- ISSN :4( 2008) pag 31 77

90 Italiano: Ottimizzazione delle formulazioni e delle tecnologie di produzione di pane con madre acida o arricchito con cereali minori e pseudocereali Inglese: Optimization of the ingredients and of the baking process for the production of sourdough bread or enriched bread with minor and pseudo-cereals Manuela Mariotti Mara Lucisano, M. Ambrogina Pagani ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche.. Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Cereali minori, pseudocereali, pane Minor cereals, pseudocereals, bread Il progetto riguarda l'uso in panificazione di madre acida, cereali minori e pseudo-cereali, una linea di ricerca di grande interesse in quanto il loro uso è associato ad un miglioramento delle proprietà nutrizionali e ad un rallentamento del raffermimento del pane. Sono stati valutati gli effetti sulla strutturazione dell impasto e sulla qualità del prodotto finito della presenza di diverse tipologie di sfarinati: avena (interessante per l'alto contenuto di polisaccaridi non-amido), amaranto e grano saraceno (ricchi di costituenti funzionali), cereali trattati termicamente e/o soffiati. Se Sì, indicare partnership/s: Prof. F. Bonomi, Prof. S. Iametti - DISMA (UNIMI); Prof. E. Berghofer, Dr. R. Schoenlechner, BOKU Pane arricchito con migliorate proprietà nutrizionali, elevata sofficità e limitata tendenza al raffermimento. Messa a punto di un protocollo per la panificazione di matrici non convenzionali. Uso alternativo di farine ottenute da cereali soffiati. Mariotti M., Lucisano M., Pagani M.A. Iametti, S. (2008). J. Agr. Food Chem., 56: Mariotti M., Lucisano M., Pagani, M.A. (2006). Int. J. Food Sci. Tech., 41(s2): Schoenlechner R., Scelsi C., Lucisano M., Mariotti M., Berghofer E. (2006). WGS, San Francisco (USA). 78

91 Italiano: Ottimizzazione della produzione di prodotti dolciari non convenzionali Inglese: Non-conventional sweet products Manuela Mariotti Cristina Alamprese Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche. Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Alimenti non convenzionali, intolleranza, struttura Non-conventional food, intolerance, structure Le industrie alimentari studiano continuamente la formulazione di nuovi prodotti non convenzionali, importanti per persone con specifiche diete, esigenze o restrizioni alimentari. Tuttavia, la definizione della formulazione di questi alimenti avviene spesso mediante approcci dettati dalla sola esperienza. Il gruppo di ricerca sta pertanto focalizzando l attenzione sulla struttura di prodotti dolciari non convenzionali (es. budini per intolleranti al lattosio o allergici alle proteine del latte, croissant ipocalorici), settore poco presente nella letteratura scientifica. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: Maggiore conoscenza dei meccanismi alla base della strutturazione di prodotti dolciari non convenzionali (ottimizzazione di metodi di reologia empirica e fondamentale, Image Analysis, microscopia). Individuazione degli ingredienti più idonei alla produzione di prodotti dolciari non convenzionali. Alamprese C., Mariotti M. (2009). Effects of different milk substitutes on the pasting, rheological and textural properties of puddings. Proceedings of the International Symposium on Food Rheology and Structure. Zurich, June,

92 Italiano: Fermentazioni di interesse in campo alimentare ed energetico Inglese: Fermentations of interests in food, pharma and energy fields Francesco Molinari Diego Romano, Raffaella Gandolfi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Mangiagalli 25, Milano ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Enologia, fermentazioni, bioetanolo Oenology, fermentations, bioethanol La ricerca si propone di studiare fermentazioni per la produzione di bioetanolo dalla frazione cellulosica di mais; un altro aspetto della sperimentazione riguarda la caratterizzazione enzimatica di lieviti (Brettanomyces/Dekkera) che intervengono negativamente in fermentazioni enologiche. Se Sì, indicare partnership/s: Istituto di Cerealicoltura (Stezzano, Bg) IRM (CNR), Dip. Scienze Biomolecolari e Biotecnologie Caratterizzazione di processi enzimatici e di fermentazioni. Sistemi di controllo di fermentazioni enologiche; processi per la produzione di bioetanolo di seconda generazione. Physiological and oenological traits of different Dekkera/Brettanomyces bruxellensis strains under wine-model conditions FEMS Yeast Research 2008, 8,

93 Italiano: Miglioramento delle caratteristiche tecnologiche in microrganismi di interesse alimentare Inglese: Improvement of the technological traits in food-grade microrganisms Diego Mora Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - via Mangiagalli Milano Batteri lattici, metabolismo, mutanti food-grade Lactic bacteria, metabolism, food-grade mutant L'obiettivo di questa ricerca è quello di migliorare le caratteristiche tecnologiche di microrganismi di interesse alimentare attraverso approcci di ingegnieria metabolica anche mediante l'ottenimento di mutanti spontanei o indotti utilizzando tecnologie food-grade. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: Miglioramento delle performance di fermentazione e delle attitudini tecnologiche di microrganismi di interesse alimentare. Mora D. et al. (2005). Research in Microbiology, 155, Arioli S. et al., (2007). Applied and Environmental Microbiology, 73, Arioli S. et al. (2009). Microbiology-SGM, 155, Arioli S. et al., (2009). Journal of Applied Microbiology, /j x. 81

94 Italiano: Produzione di pasta alimentare su impianti pilota (in grado di simulare condizioni di processo industriali) Inglese: : Pasta-making processes M. Ambrogina Pagani Mara Lucisano, Gabriella Bottega, Alessandra Marti. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria 2, Milano Pasta secca, diagrammi di essiccazione, semola Dried pasta, drying diagrams, semolina Gli impianti-pilota di pastificazione del DISTAM permettono di simulare, in ogni fase, le condizioni di processo applicate su linee industriali. E' possibile produrre sia formati lunghi che corti. L'essiccazione, condotta in cella statica gestita da personal computer, può applicare diagrammi a bassa o ad alta temperatura; in particolare, l'umidità del prodotto è monitorata in continuo come variazione del peso rilevato da una cella di carico. Il centro sperimentale possiede anche un impianto per la produzione di paste gluten-free con pre-cottura dell'impasto prima della sua estrusione. Se Sì, indicare partnership/s: CRA-ISC sezione S. Angelo Lodigiano La flessibilità degli impianti pilota di pastificazione permette di produrre pasta a partire sia da semola che da formulazioni arricchite con ingredienti funzionali e di essiccare con diagrammi ad alta o bassa temperatura al fine di indurre modificazioni macromolecolari di diversa entità. Comprensione delle relazioni tra condizioni di processo/struttura delle macromolecole/qualità in cottura/disponibilità di nutrienti della pasta. Ottimizzazione di formulazioni interessanti per proprietà nutrizionali e funzionali. De Noni I., Pagani M.A., Accepted for publication: Critical Reviews Food Science & Nutrition. Pagani M.A., Lucisano M., Mariotti M., Traditional Italian products from wheat and other starchy flours. In: Handbook of food products manufacturing, Hui Y.H. ed., John Wiley Ltd, New York 82

95 Italiano: Progettazione di alimenti/ingredienti alimentari con strutture ingegnerizzate Inglese: Structure design for Tailor Made Foods and Ingredients Laura Piazza Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologia - DISTAM Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano Alimenti mirati, proprietà fisiche, tecnologie di formilazione Tailor-made foods; physical properties of foods; formulation technology L'obiettivo della ricerca è la produzione di tailor-made foods, alimenti disegnati ad hoc con proprietà specifiche, come richiesto dai consumatori. In particolare, la sperimentazione è rivolta: 1) all indagine sull influenza del processo di produzione e della formulazione sulla struttura e sulle proprietà chimico-fisiche e sensoriali di nuovi ingredienti, alimenti e/o imballaggi; 2) alla progettazione di ingredienti, semilavorati, alimenti e/o imballaggi ingegnerizzati, con prestazioni tecnologiche predeterminate. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: UNINA - Istituto Ronzoni (MI) - film edibili per il controllo della migrazione di umidità nei prodotti multifasici - carrier a base di polisaccaridi per la veicolazione di pricipi attivi/composti di interesse tecnologico in prodotti formulati. Innovazione di prodotto e riposizionamento di prodotti già esistenti con miglioramento della shelf-life (film edibili) e con riduzione dell'impatto tecnologico per la ritenzione/rilascio di sostanze "delicate" (aromi, pricipi di intersse nutrizionale, ingredienti ) nei prodotti formulati. Piazza, L., Gigli; J In: Proceedings 8 CISETA. CD rom Piazza L., Gigli J., Arecchi A In: 3rd International Symposium Food and Agricultural Products: Processing and Innovation,CD rom Piazza L., Gigli J., Bulbarello A Journal of Food Engineering, 84:

96 Italiano: Imballaggi per la protezione degli alimenti sensibili alla luce Inglese: Light effects on sensitive food products and protective capacity of packaging materials Luciano Piergiovanni Sara Limbo, Luisa Torri Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Fotodegradazione, fotossidazione, packaging Photodegradation, photooxidation, packaging Si è avviato uno studio della foto-degradazione e foto-ossidazione nei prodotti alimentari confezionati. Un indagine presso la GDO ha permesso di identificare quali sorgenti luminose siano impiegate per illuminare i prodotti alimentari e di selezionare le lampade da adottare durante le prove di shelf-life simulata. Si è sviluppato un nuovo approccio strumentale per valutare l efficacia schermante dei materiali di confezionamento, realizzando in seguito uno screening delle prestazioni dei diversi film plastici in commercio. Se Sì, indicare partnership/s: Università di Sciennze Gastronomiche Pollenzo, AMB PACKAGING srl San Daniele Metodologie analitiche, protocolli di esposizione per test di conservazione. Studi di shelf-life accelerata, nuovi materiali di confezionamento, prodotti sensibili alla luce. Limbo S., Torri L., Piergiovanni L J. Agric. Food Chem. 55, Torri L., Limbo S., Piergiovanni L Industrie Alimentari, 46 (V): Piergiovanni L., Limbo S., Packaging Technology and Science, 17:

97 Italiano: Previsione ed estensione della shelf-life di prodotti alimentari sensibili allo scambio di umidità Inglese: Forecasting and extension of food products moisture-dependent shelf-life Luciano Piergiovanni Sara Limbo, Stefano Farris, Pietro Lamiani Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Food packaging, shelf-life extension, shelf-life modelling Molti prodotti alimentari si rivelano sensibili agli scambi di umidità con l ambiente, che determinano variazioni di texture e più in generale di qualità. Le scelte di packaging, l'estensione della conservabilità e ottimizzazione del processo, richiedono spesso la capacità di prevedere e modellare la conservazione dei prodotti, in ambienti a diversa umidità relativa e temperatura. La ricerca in atto spazia su diversi alimenti ed ha anche la finalità di mettere a punto metodologie di valutazione della qualità e di modellazione degli scambi di umidità. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: RDE company srl Società di Ingegneria Modelli di previsione della shelf-life, dispositivi di rilevazione di parametri sensibili, nuove soluzioni di confezionamento. Prodotti da forno tradizionali e vegetali disidratati Farris S., Piergiovanni L., Limbo S Ital. J. Food Sci. n. 1, vol. 20:75-90 Farris S., Piergiovanni L. J. Food Process Eng. (accepted) DOI: /j Del Nobile, M.A., Fava, P., Piergiovanni, L J. of Food Eng.. 53 (2002):

98 Italiano: Sviluppo di un coating ibrido barriera ai gas per applicazioni nell'imballaggio alimentare Inglese: Development of a hybrid gas barrier coating for food packaging applications Luciano Piergiovanni Stefano Farris, Laura Introzzi ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Materiale barriera, imballaggio, sostenibilità Barrier material, packaging, sustainability Materiale barriera, imballaggio, sostenibilità Barrier material, packaging, sustainability Obiettivo della ricerca e' quello di sviluppare sottili strati (coatings) con elevate performance di barriera ai gas (ossigeno in particolare) a partire da matrici di origine naturale ed inorganica (struttura ibrida). In questo modo è possibile ottimizzare il packaging attualmente presente sul mercato, implementando le performance dell'imballaggio ed utilizzando una minore quantità di materiale. Non meno importante, la possibilità di ottenere una struttura performante senza l'utilizzo di molecole di origine petrolifera. Se Sì, indicare partnership/s: Metalvuoto Spa Prototipi. Tutti gli alimenti per i quali l'ossigeno rappresenta un fattore di degradazione primario. Farris S., Piergiovanni L., Ronchi G., Rocca R., Introzzi L. MI2009A

99 Italiano: Sviluppo di un saldante ottenuto da biomacromolecole per applicazioni nell'imballaggio alimentare Inglese: Development of a sealant from biomacromolecules for food packaging applications Luciano Piergiovanni Stefano Farris, Laura Introzzi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano Bio-saldante, imballaggio, sostenibilità Bio-seal, packaging, sustainability Obiettivo della ricerca e' stato lo sviluppo di una nuova soluzione di imballaggio, attraverso la combinazione sintetico/naturale. E' stato pertanto sviluppato un sottilissimo strato saldante a partire da macromolecole naturali (proteine, lipidi, polisaccaridi), che possa essere depositato sui comuni films plastici. Il biocoating saldante è stato specificatamente progettato per applicazioni nel settore dell imballaggio alimentare, al fine di sostituire i comuni polimeri saldanti, per ridurre la massa dei materiali plastici, ma soprattutto per proporre una alternativa ai cold sealants. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: Metalvuoto Spa Prototipi. Settore gelati e snacks. Farris S., Piergiovanni L., Ronchi G., Rocca R. WO 2008/ Farris S., Introzzi L., Piergiovanni L. Evaluation of a bio-coating as a solution to improve barrier, friction and optical properties of plastic films. Packaging Technology and Science (in press) DOI: /pts

100 Italiano: Ottimizzazione del processo di tostatura delle nocciole in relazione alla stabilità ossidativa del prodotto finito Inglese: Optimization of hazelnut roasting process to improve oxidation stability of roasted products Margherita Rossi Cristina Alamprese ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche. Università degli Studi di Milano via Celoria 2, 20133, Milano Nocciole, tostatura, ossidazione Hazelnut, roasting, oxidation La tostatura delle nocciole è un processo termico condotto per sviluppare il flavour, il colore e la texture desiderati. Tuttavia, questo trattamento, comunemente condotto in singolo stadio, provoca una destrutturazione cellulare che rende il prodotto tostato più sensibile all ossidazione nel corso della conservazione. Il gruppo di ricerca sta lavorando all ottimizzazione e alla semplificazione di un processo "two steps", la cui finalità principale è quella di ottenere un prodotto a più lunga conservazione. Se Sì, indicare partnership/s: Industria dolciaria Quaranta (Milano). Ottimizzazione del processo di tostatura delle nocciole, con ottenimento di un prodotto finito più stabile durante la conservazione. Semplificazione tecnologica del processo di tostatura "two steps". L'esperienza maturata può essere messa a disposizione di aziende che tostano frutta secca e vogliano ottimizzare il loro processo per ottenere un prodotto finito più stabile durante la conservazione. Rossi M., Alamprese C., Ratti S., Quaranta M. 3rd International Symposium on Food and Agricultural Products: Processing and Innovations. Naples, September Rossi M., Alamprese C., Ratti S. J. Food Eng., submitted. 88

101 Italiano: Aspetti tecnologici e nutrizionali nella produzione di gelati e sorbetti artigianali Inglese: Technological and nutritional features of artisanal ice creams and sherbets Margherita Rossi Cristina Alamprese, Ernestina Casiraghi, Roberto Foschino, Carlo Pompei Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche. Università degli Studi di Milano via Celoria 2, 20133, Milano Gelato, sorbetto, probiotici Ice cream, sherbet, probiotics Vengono studiati gli effetti di differenti ingredienti, additivi e/o variabili di processo sulle caratteristiche chimiche, fisiche e sensoriali dei gelati e dei sorbetti artigianali. In particolare, le ultime ricerche hanno riguardato lo studio della sopravvivenza di microrganismi probiotici in un gelato prodotto con diverse concentrazioni di zuccheri e grassi e la possibilità di sostituire gli stabilizzanti normalmente impiegati nella formulazione di sorbetti con polpa di caco, naturalmente ricca di pectine. ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Se Sì, indicare partnership/s: IVTPA (Milano) Produzione di un gelato probiotico non fermentato, che preserva un elevato numero di microrganismi anche durante la conservazione prolungata; ottimizzazione di una formulazione di sorbetto priva di stabilizzanti aggiunti. Le formulazioni messe a punto sono direttamente trasferibili alla produzione artigianale di gelati e sorbetti. Alamprese et al. 3rd International Symposium on Food and Agricultural Products: Processing and Innovations. Naples, September Alamprese et al., Int. J. Dairy Technol., 58(4): Casiraghi et al. Second International Symposium on Ice Cream. IDF. Thessaloniki, May

102 Italiano: Tecnologie avanzate innovative per la produzione ed il controllo di qualità di preparazioni alimentari a base di sfarinati di farro Inglese: Innovative technologies for the production and quality control of emmer specialities Fernando Tateo Monica Bononi ALIMENTAZIONE TECNOLOGIA Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Farro medio; selezione; trasformazione Emmer; breeding; processing technology Gli studi condotti ad oggi sulle proprietà nutrizionali ed anche relativi all attitudine alla trasformazione del farro medio (Triticum dicoccon Schrank) hanno evidenziato sostanziali differenze per i numerosi genotipi considerati. Le esperienze di caratterizzazione di popolazioni miste di Triticum dicoccon Schrank costituiscono gli stadi fondamentali di conoscenza utili al fine di documentare le tappe di filiera produttiva per preparazioni alimentari realizzate con processi caratteristici della pasta alimentare. Se Sì, indicare partnership/s: PastaZara S.p.A. - Riese Pio X (Tv) Identificazione di caratteristiche di composizione di varietà selezionate di farro medio dal punto di vista sensoriale e nutrizionale, con riferimento alle proprietà reologiche degli sfarinati derivati. Ottimizzazione di processi di decorticazione-perlatura e di macinazione. Produzione di preparazioni alimentari di farro 100%, considerate come alternativa parallela ma nutrizionalmente differenziata rispetto a quella delle tradizionali produzioni di pasta di semola di grano duro. M. Bononi, F. Tateo et al.,tecnica Molitoria 58(11), (2007). M. Bononi, F. Tateo, et al.,tecnica Molitoria International 59 (9/A), (2008) M. Bononi, F. Tateo, et al., Tecnica Molitoria 59 (7), (2008). M. Bononi, F. Tateo et al.,tecnica Molitoria 59 (10), (

103 2.2 QUALITA E SICUREZZA ALIMENTAZIONE 91

104 Italiano:Controllo dei fattori che influenzano la struttura e il comportamento in cottura della pasta fresca all uovo Inglese: Fresh egg pasta: factors influencing structure and cooking behavior Cristina Alamprese Ernestina Casiraghi, Margherita Rossi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche. Università degli Studi Pasta fresca, struttura, comportamento in cottura Fresh pasta, texture, cooking behavior Il gruppo di ricerca si occupa da alcuni anni dello studio delle caratteristiche della pasta fresca all'uovo, soprattutto dal punto di vista strutturale e del comportamento in cottura, cercando anche di stabilire una correlazione con gli attributi sensoriali percepiti dai consumatori. Particolare attenzione è rivolta all influenza dell ingrediente uovo e del trattamento di pastorizzazione, che è obbligatorio per legge nel caso di paste fresche preconfezionate. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Conoscenza approfondita delle caratteristiche qualitative della pasta fresca all'uovo e dei parametri di formulazione e di processo che le influenzano; produzione di analoghi gluten-free della pasta fresca. L'esperienza maturata può essere messa a disposizione di aziende produttrici di pasta fresca all'uovo per ottimizzare formulazioni o parametri di processo. Alamprese et al., J. Food Eng. doi: /j.jfoodeng Alamprese et al., J. Food Eng., 89:

105 Italiano: Evoluzione delle caratteristiche qualitative e nutrizionali di frutta conservata con metodi tradizionali e innovativi non distruttivi Inglese: Study of qualitative and nutritional characteristics of long-term stored fruit with traditional and non-destructive methods Ernestina Casiraghi Nicoletta Sinelli, Gabriella Giovanelli, Anna Spinardi, Ilaria Mignani, Susanna Buratti ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari (DISTAM) Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Mirtillo, mela, spettroscopia FT-NIR e FT-IR Blueberrry, apple, FT-NIR and FT-IR Ottimizzazione delle condizioni di shelf-life e riflessi delle modalità di conservazione, con particolare riferimento ad atmosfere modificate sulle caratteristiche qualitative e nutraceutiche di frutti a diversa deperibilità (mirtilli, mele) mediante utilizzo di tecniche tradizionali e innovative quali spettroscopia FT-NIR, naso elettronico, image-analysis. Se Sì, indicare partnership/s: Fondazione Fojanini (So); Consorzio Melavì (So) Individuazione delle condizioni ottimali (temperatura, atmosfera) per la conservazione a lungo e medio termine di frutta; miglioramento delle caratteristiche nutraceutiche dei frutti conservati; metodiche analitiche non distruttive per la valutazione della qualità dei frutti. Mercato dei prodotti freschi; valorizzazione di produzioni lombarde; protocolli analitici per il controllo della qualità. Giovanelli. Antioxidant activity of cultivated and wild blueberries: effects of processing and frozen storage. Proc. CIGR,

106 Italiano: Tecniche avanzate per la rilevazione dell'autenticità e della qualità dei prodotti alimentari e dei processi di trasformazione Inglese: Advanced spectroscopic techniques to determine food quality and authenticity and to monitor food processing Ernestina Casiraghi Nicoletta Sinelli, Valentina Di Egidio Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari (DISTAM) Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Spettroscopia NIR e MIR, metodi innovativi, autenticità di prodotto NIR and MIR, new methods, authenticity La spettroscopia NIR e MIR viene applicata come metodo innovativo per l autenticazione e il controllo degli alimenti e per il monitoraggio delle trasformazioni indotte dai trattamenti tecnologici. Sono stati sviluppati modelli di classificazione di oli extra vergini e di mieli in funzione dell origine e sono state costruiti modelli per la stima del contenuto di sostanze nutraceutiche di alcuni prodotti ortofrutticoli. Mediante tecniche spettroscopiche sono stati studiati alcuni processi fermentativi (lievitazione, fermentazione malolattica) ed èstata valutata la shelf life di prodotti freschi. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Teagasc, Ashtown Food Research Centre, Ashtown, Dublino 15, Irlanda Modelli di regressione per la stima quantitativa di costituenti degli alimenti. Metodi di classificazione per l'individuazione di prodotti autentici. Monitoraggio di processo con sistemi rapidi, non distruttivi e "in-line". Metodi veloci per il controllo di qualità. Valorizzazione di produzioni tipiche. Controllo di processo. N. Sinelli, M.S. Cosio, C. Gigliotti, E. Casiraghi. (2007) Anal. Chim. Acta.. 598, N. Sinelli, E. Casiraghi, G. Downey. (2008).J. Agric. Food Chem., 56, N. Sinelli, E. Casiraghi, D. Tura, G. Downey. (2008). J. Near Infrared Spectrosc.; 16:

107 Italiano: Applicazione di metodi innovativi non distruttivi allo studio della shelf-life di prodotti alimentari Inglese: Innovative methods for shelf-life studies Ernestina Casiraghi Sara Limbo, Nicoletta Sinelli, Luisa Torri ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari (DISTAM) Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Shelf life, spettroscopia NIR e MIR, naso elettronico Shelf-life, NIR and MIR, electronic nose Studio del decadimento qualitativo dei prodotti alimentari mediante tecniche innovative, non distruttive e rapide. Le tecniche classiche di indagine basate sulla valutazione di indicatori specifici del decadimento qualitativo (variazione di ph, di composizione, di struttura, di caratteristiche sensoriali e nutrizionali) sono affiancate da indagini sensoristiche, basate su approcci fisici o fisico-chimici, e caratterizzate da rapidità di esecuzione, limitata invasività e possibile applicazione "on"- o "in-line". Si impiegano spettroscopia NIR e MIR, naso elettronico e analisi di immagine. Se Sì, indicare partnership/s: Nuovi approcci analitici caratterizzati da rapidità, non invasività della matrice analizzata, possibilità di essere gestiti on- e in-line. Valutazione della shelf-life di numerosi prodotti freschi. Mercato dei prodotti freschi; sviluppo di prodotti ad estesa shelf-life. Limbo S. et al., LWT - Food Science and Technology - doi: /j.lwt Di Egidio et al. Postharvest Biology and Technology. Submitted. Cattaneo T.M.P. et al., International Dairy Journal, 15,

108 Italiano: Riconoscimento di ingredienti lattieri essiccati in formaggi tradizionali dell'area mediterranea Inglese: Detection of dried dairy ingredients in traditional cheeses of the Mediterranean area Stefano Cattaneo Fabio Masotti, Luisa Pellegrino, Veronica Rosi Dipartimento di Scienze etecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Formaggi tradizionali, ingredienti lattieri essiccati Traditional cheeses, dried dairy ingredients L'utilizzo di ingredienti lattieri in polvere per standardizzare la composizione del latte e aumentare la resa in caseificazione, vietato in Italia ma non altrove, è oggetto di acceso dibattito. La tecnologia di produzione dei formaggi freschi si presta all'impiego di tali ingredienti con notevole vantaggio economico. La determinazione nei formaggi di idonei marker molecolari (es. furosina, lisinoalanina) ha finora consentito di riconoscere i prodotti ottenuti esclusivamente da latte naturale nel caso di Mozzarella, Caciocavallo, Halloumi. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Test Aankoop Organisation (Belgium); Cyprus Milk Organisation. Definizione dei livelli di furosina e lisinoalanina caratteristici di alcuni formaggi tradizionali in funzione della tecnologia produttiva. Protocollo analitico per la distinzione di Mozzarella, Mozzarella STG, Caciocavallo e Halloumi da prodotti di imitazione. Controllo della genuinità di prodotti in commercio, utilizzati nella ristorazione collettiva, nei ristoranti, bar, pizzerie. Valorizzazione di formaggi tradizionali Resmini P., Pellegrino L., Cattaneo S. (2003) Ital. J. Food Sci., 4, Resmini P., Pellegrino L. (2005) International Standard ISO IDF

109 Italiano: Sensori elettrochimici specifici e aspecifici nell'analisi degli alimenti Inglese: Specific and non-specific electrochemical sensors in food analysis Maria Stella Cosio Saverio Mannino, Susanna Buratti, Simona Benedetti Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Sensori electrochimici, electrochemical sensors La ricerca ha per obiettivo lo sviluppo di nuove metodologie in grado di soddisfare le attuali esigenze nell ambito dell'analisi degli alimenti. I sensori elettrochimici, permettono di operare con sensibile riduzione di tempi e costi su un elevato numero di campioni rendendo più efficace il sistema di controllo. Le ricerche sono inerenti alla messa a punto di sensori specifici e array di sensori aspecifici (per gas e per liquidi rispettivamente), alla verifica e alla ottimizzazione della loro attività e capacità discriminante da utilizzare nel settore alimentare per numerose determinazioni. Se Sì, indicare partnership/s: Sensori specifici e array di sensori aspecifici per liquidi e gas, semplici da usare, senza pretrattamenti del campione, sufficientemente robusti ed in grado di specificare con buona precisione livelli di adulterazione, presenza di contaminanti e/o per l'individuzione di marker di processo. L individuazione di nuove metodiche più rapide e accurate, meno costose e di più semplice applicazione è di fondamentale importanza nelle indagini di routine per valutare parametri di qualità, per l individuazione di frodi e, per la caratterizzazione sensoriale di prodotti alimentari tipici. M. S. Cosio et al., Ital. J. Food Sci. (2003) 15: M.S. Cosio et al., J. Dairy Sci. (2000) 83 (9): E. Desimoni et al., Electroanal.(2006) 18 (3): M.S. Cosio et al., Anal. Chim. Acta (2006) 567: M.S.Cosio et al., Food Chem.(2007) 101:

110 Italiano: Tracciabilità molecolare dei prodotti alimentari tipici di origine animale Inglese: Molecular traceability of animal-derived products in Trentino region Paola Crepaldi Letizia Nicoloso, Elisabetta Milanesi Dipartimento di Scienze Animali - sezione di Zootecnica Agraria Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Tracciabilità; bovini; SNP Traceability; cattle; SNP Nei territori dove esiste una forte tradizione dell allevamento bovino e di produzione di specialità locali di origine animale, come il Trentino, risulta interessante lo sviluppo di un sistema di tracciabilità molecolare che leghi i prodotti di origine animale alle razze autoctone come la razza Rendena, tipiche di una specifica zona geografica. Si intende identificare un pannello di marcatori SNP (Single Nucleotide Polymorphism) sui geni del colore del mantello, date le differenze della pigmentazione nelle razze, come strumento di tracciabilià molecolare per i prodotti zootecnici monorazza. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Istituto di Zootecnica UNICATT, Bioanalisi Trentina s.r.l., ANARe. Un pannello di marcatori SNP che consenta di identificare la razza di provenienza di animali e dei prodotti di origine animale. Applicare la tracciabilità molecolare ai prodotti monorazza in modo da tutelare le esigenze di trasparenza e garanzia richieste dal mercato e di garantire l autenticità dei prodotti reclamizzati come tradizionali e frutto di produzioni legate a realtà produttive locali. Nicoloso L, Milanesi M, Passerotti S, Malavolta M, Gilmozzi I, Crepaldi P (2009). Cattle breeds traceability using SNPs in coat colour gene. ITALIAN JOURNAL OF ANIMAL SCIENCE, ISSN:

111 Italiano: Fenomeni di migrazione nelle pellicole estensibili per la conservazione dei formaggi tradizionali Inglese: Migration of flexible films components to traditional cheeses De Noni Ivano Limbo Sara, Cattaneo Stefano, Pellegrino Luisa, Piergiovanni Luciano, Chiesa Luca, Battelli Giovanna ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano via G. Celoria Milano Pellicole estensibili, migrazione, formaggi DOP Flexible films, migration, PDO cheeses Le pellicole estensibili (PES) sono utilizzate per il confezionamento di formaggi porzionati, anche DOP. In funzione delle condizioni di conservazione e delle caratteristiche del formaggio, l ampia superficie di contatto tra alimento e materiale plastico può favorire ed accelerare fenomeni di migrazione di componenti dalle PES ai formaggi. Lo studio vuole valutare sul formaggio tipico il tipo e i livelli di migrazione che si verificano in condizioni di conservazione che riproducono quelle di uso corrente. Se Sì, indicare partnership/s: Regione Lombardia, Dip. VSA (UNIMI), CNR-ISPA Milano, Esselunga Procedure analitiche per l identificazione e quantificazione delle molecole nelle PES e nei formaggi. Individuazione delle condizioni di utilizzo che limitano/evitano la cessione di molecole. Indicazioni per la GDO in base alle quali orientare le scelte delle PES da utilizzare. Il lavoro si propone come un contributo a garanzia della qualità e sicurezza della filiera latte lombarda. In questo contesto, lo studio vuole fornire ulteriori garanzie sulla qualità dei formaggi tipici lombardi, tra i quali molti DOP, che normalmente vengono porzionati e confezionati in PES. 100

112 Italiano:Analisi di processo nella produzione di alimenti con metodi innovativi Inglese: Innovative methods of industrial process analysis of food products Marcello Duranti Jessica Capraro, Chiara Magni Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Proteine di lupino, prodotti gluten-free; Lupin proteins; Gluten-free products; 2D electrophoresis Nel processo di produzione di un alimento le proteine possono andare incontro a diversi tipi di modificazioni. Al fine di evidenziare eventuali variazioni nel profilo proteico durante la produzione di pasta a base di lupino, campioni a diverse fasi di processo tra cui materie prime, semilavorati e prodotto finito, sono stati analizzati tramite elettroforesi bidimensionale. Il progetto ha previsto anche l'analisi Western blotting per la rivelazione dello stato di glicosilazione delle proteine. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: PLADA s.r.l., Milano Le mappe bidimensionali ottenute mostrano che nel corso dello specifico processo produttivo non si verificano modificazioni covalenti a carico delle principali proteine presenti né modificazioni nell'assetto dei ponti disolfuro e neppure del profilo di glicosilazione. La ricerca descritta dimostra l'efficacia dell'impiego della tecnica di elettroforesi bidimensionale per la tracciabilità di proteine e la valutazione degli effetti indotti nelle proteine stesse durante il processo di produzione di alimenti. J. Capraro et al., LWT (2008) 41:

113 Italiano: Approcci innovativi per lo studio della maturazione dei frutti Inglese: Study of the ripening processes in fruits by using a proteomic approach Luca Espen Maurizio Cocucci, Attilio Scienza, Osvaldo Failla Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano via Celoria Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Maturazione, qualità del frutto Ripening; fruit quality La maturazione del frutto è un processo caratterizzato da profonde modificazioni biochimiche e fisiologiche. Partendo dalle conoscenze attuali, essenzialmente riguardanti il trascrittoma, la ricerca in oggetto ha l'obiettivo di analizzare l'evoluzione del proteoma nelle diverse fasi di maturazione, allo scopo di ottenere informazioni a livello traduzionale e post-traduzionale. L'analisi si prefigge inoltre di individuare potenziali marcatori utili a definire in modo maggiormente dettagliato la fase fenologica e la qualità del frutto di vite, pesca e ciliegia. Se Sì, indicare partnership/s: Marcatori del processo di maturazione Conoscenze di base sui meccanismi coinvolti nella maturazione del frutto Caratterizzazione di proteine. Uso dei marcatori per la definizione della qualità del frutto. Marsoni et al., 2005 Vitis 44(4): AS.Negri et al., Acta Hort. (in press). AS.Negri et al., Journal of Plant Physiology 165: AS.Negri et al., BMC Genomics 9:

114 Italiano: Analisi non distruttive per la valutazione della qualità di ortaggi di IV gamma durante la "shelf-life" Inglese: Non-destructive analysis for the quality evaluation of ready-to-eat vegetables during the shelf-life Antonio Ferrante Ilaria Mignani, Anna Spinardi, Livia Martinetti Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano NIR, fluorescenza clorofilla a, acido ascorbico NIR, chlorophyll a fluorescence, ascorbic acid La valutazione della shelf-life degli ortaggi baby leaf è una questione di crescente interesse per le aziende di produzione e commercializzazione alimentare. La messa a punto di un sistema non distruttivo di monitoraggio della shelf-life attraverso l impiego di tecniche NIR/IR, luminometriche o a fluorescenza può permettere di stimare le caratteristiche qualitative del prodotto in qualsiasi momento durante la conservazione, anche su base giornaliera e consentire di prevedere con precisione il tempo massimo di commercializzazione. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Istituto Lattiero Caseario di Lodi, Linea Verde di Manerbio Protocolli che utilizzano analisi rapide per valutare lo stato di conservazione di ortaggi della IV gamma e per verificare, a monte della produzione, le caratteristiche della materia prima impiegata. Il monitoraggio della qualità con metodi rapidi e non distruttivi può servire alle aziende di produzione e di commercializzazione per valutare lo stato di conservazione degli ortaggi da foglia della IV gamma. M. Vaona, E. Quattrini, L. Martinetti, M. Schiavi, A. Ferrante, Italus Hortus (2006) 13 (5): A. Alberici, E. Quattrini, M. Penati, L. Martinetti, M. Schiavi, P. Marino Gallina, A. Ferrante, Acta Horticulturae(2008) 801:

115 Italiano: La carta di identità microbiologica di formaggi artigianali italiani Inglese: The microbiological identity card of Toma del Mottarone cheese Maria Grazia Fortina Giovanni Ricci, Francesca Borgo Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria 2, Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Toma, tipizzazione molecolare Toma cheese, Microbiological characterization, Molecular typing Il progetto si propone la definizione di una dettagliata carta di identità microbiologica di un prodotto caseario tipico del territorio della Provincia di Novara, ai fini di una valorizzazione della qualità globale del prodotto in relazione anche ai suoi legami con il territorio di produzione, attarverso l'impiego di indagini molecolari e metodi di typing. Se Sì, indicare partnership/s: Allestimento di una ceppoteca significativa di ecoptipi microbici isolati lungo la filiera produttiva della Toma del Mottarone; individuazione delle componenti microbiche direttamente coinvolte nel conferimento della qualità globale e unicità del prodotto. La definizione della qualità microbiologica di un prodotto tradizionale di nicchia rappresenta per le aziende operanti nel settore un fondamentale strumento di garanzia con il quale documentare la genuinità, l'origine e la tipicità dell'alimento. In preparazione 104

116 Italiano: Metodologie innovative per il controllo dello sviluppo microbico in sistemi complessi Inglese: Alternative methodologies for the control of microbial growth in a complex system Maria Grazia Fortina Giovanni Ricci, Francesca Borgo Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria 2, Milano Il progetto si propone di saggiare nuove procedure di sanificazione di contenitori ad uso alimentare e di sviluppare nuove metodologie genetico-molecolari per la valutazione della salubrità di prodotti ittici freschi. Se Sì, indicare partnership/s: RDE Srl, Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Sviluppo di un processo di sanificazione di contenitori di vetro ad uso alimentare mediante impiego di ozono in fase gassosa; ottenimento di un protocollo di monitoraggio dello sviluppo di microrganismi produttori di ammine biogene in prodotti ittici. L'mpiego di un metodo molecolare altamente specifico per la valutazione della presenza di microrganismi potenziali produttori di ammine biogene può consentire una più completa valutazione della salubrità ed una più corretta determinazione della shelf-life dell'alimento. 105

117 Italiano: La sicurezza nella tipicità di prodotti alimentari di origine animale: individuazione e tipizzazione di ecotipi batterici contaminanti Inglese: Safety in the tipicity of food products of animal origin: detection and typing of emerging contaminating bacterial ecotypes Maria Grazia Fortina Francesca Borgo, Giovanni Ricci ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Prodotti lattiero-caseari, tipicità Lactococcus garvieae, dairy products, food tipicity and safety Studi di tipizzazione di ecotipi potenziali contaminanti emergenti isolati lungo la filiera produttiva di formaggi tipici artigianali, con lo scopo di individuare per ogni ecotipo specifici fingerprint molecolari, peculiari proprietà biotecnologiche, fattori di patogenicità e virulenza. Se Sì, indicare partnership/s: DIVAPRA e Dip. Patologia Animale -Università Torino-Dip. Scienze degli Alimenti-Università di Udine Allestimento di una ceppoteca specifica; individuazione della potenziale patogenicità degli isolati; deteminazione del ruolo tecnologico attivo degli isolati nel conferimento della salubrità e tipicità del prodotto. L'individuazione e lo studio approfondito di ecotipi batterici contaminanti emergenti apporta nuove conoscenze necessarie per una corretta definizione dell'alimento, con particolare riguardo alla presenza di eventuali fattori di rischio per la salute dei consumatori. Lett Appl. Microbiol. 44, (2007) J. Appl. Microbiol. 103, (2007) Food Microbiol. 24, (2007) Int. J. Food Microbiol. 123, (2008) 106

118 Italiano: Metodi avanzati per la determinazione di Escherichia coli verotossici nelle filiere alimentari Inglese: Detection of VTEC in food chains Roberto Foschino Claudia Picozzi, Giorgio Volponi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Escherichia coli verotossici, alimenti, sicurezza alimentare VTEC, foods, food safety Escherichia coli è universalmente considerato un valido indicatore di contaminazione fecale nelle filiere alimentari essendo stabile ospite nel tratto intestinale degli animali. Alcuni ceppi, tuttavia, sono considerati pericolosi poichè veicolano fattori di virulenza in grado di causare patologie anche gravi nel consumatore. La determinazione rapida e la tipizzazione genetica di VTEC (Escherichia Coli Verotossici) sono alla base delle attività di prevenzione e degli studi epidemiologici per la tutela della sicurezza alimentare. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: University of Wageningen (NL), Prof. R. Beumer; University of Liverpool (UK), Prof. A.J. MacCarthy Collezione di ceppi VTEC. Protocolli per l'identificazione e la tipizzazione rapida di ceppi VTEC; produzione di vaccini. Picozzi C., Foschino R., Heuvelink A., Beumer R. (2005). Lett. Appl. Microbiol. 40 (6), Bernasconi C., Volponi G., Picozzi C., Foschino R. (2007). Appl. Environ. Microbiol. 73 (19),

119 Italiano: Metodologie molecolari e tradizionali per lo studio e la caratterizzazione di prodotti artigianali di origine animale Inglese: Culture independent and dependent methods to study microbial communities in animal food products Laura Franzetti Mauro Scarpellini, Marco Frusca, Elena Colombo ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Sez Microbiologia Agraria Alimenta. Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano Microrganismi autoctoni, dinamica della popolazione Microbial population and dynamics La preparazione dei prodotti artigianali non prevede l'utilizzo di starter, ma la trasformazione e maturazione del prodotto sono operate dalla popolazione residente autoctona. In questo modo si realizzano quei caratteri sensoriali tipici di ciascun prodotto. Diventa quindi necessario per la valorizzazione di questi prodotti studiarne l'ecosistema per selezionare ceppi che posseggano opportune proprietà tecnologiche e sensoriali ma che siano nel contempo sicuri da un punto di vista igienico-sanitario. Se Sì, indicare partnership/s: La ricerca ha portato alla realizzazione di database che ha consentito il riconoscimento delle specie lattiche e non, coinvolte nella preparazione di formaggi di capra. Attualmente il lavoro sta proseguendo per formaggi di origine bovina e continuerà con salumi. Realizzazione di starter con determinate e specifiche proprietà tecnologiche. Colombo E., Frusca M., Scarpellini M., Franzetti L. 1 Microbial Ecology Of Artisanal Italian Cheese: Molecular Microbial Characterization by Culture- Indipendent Method. Convegno SIMTREA Giugno

120 Italiano: Microbiologia dei prodotti ortofrutticoli, individuazione dei punti critici all'interno del processo produttivo per la sua ottimizzazione Inglese: Microbiology of fruit and vegetables ready to use, identification of CCP and optimization of the process Laura Franzetti Mauro Scarpellini, Marco Frusca, Elena Colombo Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Sez Microbiologia Agraria Alimenta Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Indicatori di qualità, tempo di stabilità Quality indicators, ready-to-eat, stability time Accanto ai prodotti vegetali, la cui presenza sul mercato è ormai indiscussa, si stanno diffondendo i prodotti base frutta le cui prospettive di sviluppo sono decisamente ottimistiche. La loro composizione (ricchezza di composti zuccherini) e tenore in aw, non costituiscono un limite allo sviluppo microbico, principale responsabile dei processi alterativi. Conoscere la composizione microbiologica dei frutti e la sua evoluzione durante la lavorazione è quindi necessario per stabilire dei tempi di conservazione, indispensabile per ottenere un prodotto di qualità. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Sono stati studiati i processi di lavorazione di due differenti frutti, il cocco e l'ananas. Per ciascuno si sono effettuati contrrolli lungo la linea di produzione e identificato i vari microrganismi. Ottimizzazione del processo produttivo e possibilità di effettuare delle previsioni mediante l'utilizzo di idonei modelli matematici a fini della determinazione per i vari prodotti dei tempi di stabilità. D'Egidio, Sinelli, Casiraghi, Limbo, Torri, Franzetti Evaluation of shelf life of fresh cut pinaple by using FT-NIR and FT IR spectroscopy Postharvest Biol. Technol. in press. Franzetti, Scarpellini Characterization of Pseudomonas spp. Isolated from Foods. Ann.Microbiol. 57(1)

121 Italiano: Valutazione dell'attività antimicrobica di materiali di imballaggio alimentare Inglese: Evaluation of antimicrobial activity of food packaging Laura Franzetti Mauro Scarpellini, Marco Frusca Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Sez Microbiologia Agraria Alimenta Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Fotocatalisi, attività antibatterica Photocatalysis, antibacterial activity L'imballaggio sempre di più sta assumendo importanza nell'influenzare la shelf-life dei vari prodotti alimentari. La possibilità di inserire nella formulazione dei vari materiali sostanze che possano rallentare i fenomeni alterativi di origine microbica è ormai una realtà. Lo scopo del lavoro è quindi quello di valutare la possibilità di trasferire in campo alimentare sostanze con azione attimicrobica già utilizzate in altri settori industriali. Se Sì, indicare partnership/s: Attualmente è stata valutata la capacità di rallentare la crescita microbica da parte di prodotti forniti dall'azienda finanziatrice nei confronti di differenti microrganismi indici di qualità ed indici di sicurezza d'uso. Tale ricerca consentirebbe la messa a punto di materiali destinati a contenere alimenti (film, vassoi, ecc.) che permettano l'allungamento della shelf-life di alimenti sia a livello di distribuzione che domestico. 110

122 Italiano: Influenza dell'ambiente (luce, umidità, temperatura, igiene) e delle operazioni sulla qualità del prodotto finito e sulla salute degli operatori Inglese: Influence of environmental and processing on the quality of final products and safety of workers Laura Franzetti Mauro Scarpellini, Loredana Dioguardi, Elena Colombo Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Sez Microbiologia Agraria Alimenta Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Contaminazione ambientale, tecnica luminescenza Environmental contamination, Bioluminometer La microflora presente nell'aria e che va a ricadere sulle superfici con le quali il prodotto viene a contatto possono influenzare negativamente la qualità finale del prodotto. Sono stati considerati differenti ambienti di lavoro in particolare ambienti a produzione artigianale quali: caseifici (alpeggio e fondovalle), prodotti IV gamma. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Il lavoro, ancora in atto, ha evidenziato come la realtà artigianale sia estremamente critica. Nel settore caseario artigianale il lay-out del prodotto nonché la disposizione delle zone sono fondamentali. In generale tuttavia la situazione è apparsa confortante. Ottimizzazione del processo produttivo e realizzazione di prodotti igienici e sicuri nell rispetto delle caratteristiche di tipicità dei prodotti artigianali. Dioguardi, Franzetti 2006.Condizioni di lavoro e qualità igienica in piccoli caseifici e malghe del nord Italia. Ind. al. 45: Dioguardi,Franzetti,Colombo,Scarpellini. Microbial ecology of craft Italian cheese: environment and working conditions 3 IMEBE Palma di Maiorca settembre

123 Italiano: Valutazione della qualità nutrizionale e tecnologica del frumento monococco Inglese: Evaluation of nutritional and technological quality of einkorn wheat Alyssa Hidalgo Carlo Pompei, Daniela Erba Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche (DISTAM) Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Frumento monococco; qualità nutr. e tecn. Einkorn; wheat; nutritional and technological quality Obiettivo di questa linea di ricerca è di studiare la qualità nutrizionale e tecnologica del frumento monococco comparandolo con altre tipologie di frumento allo scopo di sviluppare una filiera di trasformazione per l'ottenimento di alimenti (pane, prodotti da forno e pasta) a base di monococco e con alto valore nutrizionale. Se Sì, indicare partnership/s: Andrea Brandolini, CRA-SCV Sant'Angelo Lodigiano Il monococco dimostra un contenuto in proteine, carotenoidi, tocoli e microelementi superiore ad altri frumenti. Presenta inoltre minor proporzione in SFA e maggiore in MUFA, così come una minor tendenza al danno termico. Ci sono linee adatte per la produzione di pane, pasta e biscotti. Le migliori linee identificate potrebbero essere utilizzate dall'industria alimentare. I risultati relativi all'influenza della conservazione e dei processi tecnologici sulle diverse caratterisitiche di qualità in studio possono essere utilizzati dalla piccola e grande industria. Hidalgo et al. J Cereal Sci. 2006, 44: Hidalgo, Brandolini J Agric Food Chem 2008, 56: Hidalgo et al Food Chem 2008, 111: Hidalgo, Brandolini Food Chem 2008, 107: Brandolini et al J Cereal Sci 2008, 47: Hidalgo et al Food Chem doi /j.foodchem

124 Italiano: Identificazione e valutazione di markers d igiene nel settore delle uova, del pomodoro e prodotti derivati Inglese: Identification and evaluation of hygiene markers in eggs, tomatoes and their products Alyssa Hidalgo Margherita Rossi, Carlo Pompei, Laura Franzetti Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie e Microbiologiche (DISTAM) Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano Hygienic quality; egg; tomato Qualità igienica; uovo; pomodoro Lo scopo di questa linea di ricerca è identificare parametri chimici per valutare la qualità di ovoprodotti e conserve di pomodoro. La legislazione comunitaria attualmente non fornisce oggettivi ed efficienti indici di controllo della qualità igienica della materia prima misurabili in ovoprodotti e conserve di pomodoro. Lo sviluppo di indicatori chimici che, a differenza delle analisi microbiologiche, permettano la valutazione dello stato igienico della materia prima nel prodotto pastorizzato e/o sterilizzato risulta essenziale. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: E' stato identificato l uracile, una base azotata termostabile assente in uova e pomodoro che si forma solo in seguito ad alterazione microbica, per effetto dell attività idrolitica dei microrganismi nei confronti dell uridina, naturalmente presente in questi substrati. La presenza di uracile è indice di utilizzo di materia prima di qualità igienica scadente e/o ricontaminazione durante il processo produttivo che potrebbe essere considerato a livello legislativo come parametro di controllo. Hidalgo A., Franzetti L., Rossi M., Pompei C. J Agric Food Chem 2008, 56: Hidalgo A., Pompei C., Galli A. Food Chem 2007, 104: Hidalgo A., Pompei C., Galli A., Cazzola S. J Agric Food Chem 2005, 53: Hidalgo A., et al Proceed Eur Symp Qual Eggs, Prague, 040,

125 Italiano: Tecniche avanzate nel monitoraggio di Tribolium castaneum e T. confusum nelle industrie alimentari Inglese: Development of a trap for monitoring Tribolium spp. Lidia Limonta Daria Patrizia Locatelli, Massimiliano Stampini ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano Trappole, Triboli, monitoraggio Trap, Flour beetles, monitoring I Triboli sono fra i Coleotteri più frequenti nei locali di stoccaggio e trasformazione delle derrate. Le trappole attualmente in commercio per il monitoraggio dei Triboli difficilmente forniscono un indicazione sufficientemente precisa del livello di infestazione di un ambiente. In questa ricerca si vuole individuare il materiale più idoneo per la realizzazione di un prototipo di trappola, e testare la capacità di cattura attivandolo con diverse sostanze attrattive presenti sul mercato. Le prove verranno effettuate anche in magazzini e ambienti di lavorazione delle derrate. Se Sì, indicare partnership/s: In laboratorio sono stati individuati il materiale con le caratteristiche migliori per favorire l'ngresso nella trappola dei Triboli. E' stato ideato e preparato il prototipo della trappola, attivandolo con la sostanza maggiormente attrattiva, e saggiato in laboratorio con esiti positivi. Produzione di una trappola per Triboli maggiormente efficiente rispetto a quelle attualmente in commercio. Limonta L., Locatelli D.P., 2007 Boll. Zool. agr. Bachic., Ser. II, 39 (3): ) Limonta L., Locatelli D.P., Stampini M., In: Atti dell VIII Simposio sulla difesa antiparassitaria nelle industrie alimentari e la protezione degli alimenti, Piacenza settembre 2007:

126 Italiano:Tecniche avanzate di utilizzo dell'ozono per la disinfestazione dei cereali Inglese: Efficacy of ozone fumigation to control some cereals insects Daria Patrizia Locatelli Lidia Limonta, Massimiliano Stampini Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano Fumigazioni, ozono, insetti Fumigation, ozone, insects L'ozono è un gas tossico che non lascia residui, agisce in tempi brevi e può sostituire il bromuro di metile nella disinfestazione dei cereali. Sono state effettuate prove preliminari in laboratorio trattando risone infestato da coleotteri e lepidotteri in una colonna prototipo con concentrazione di 600 ppm a 20±2 C per differenti periodi (da 30 min a 3 ore). Sono previste prove in silos di stoccaggio. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: In laboratorio con una concentrazione di 600 ppm di ozono si è ottenuto il 100% di mortalità di tutte le specie e degli stadi considerati con un tempo di contatto di tre ore. Disinfestazione dei sili in tempi brevi, possibile applicazione anche ad altri tipi di derrate che attualmente sono trattate con bromuro di metile il cui uso è sempre più limitato. LIMONTA L., STAMPINI M., LOCATELLI D.P., Efficacy of ozone fumigation to control some stored product insects. Proceedings of the 8th International Conference on Controlled Atmosphere and Fumigation in Stored Products, Chengdu, China September 21-26:

127 Italiano: Valutazione delle caratteristiche qualitative di varietà italiane di riso tradizionale e aromatico Inglese: Quality evaluation of traditional and aromatic Italian rice varieties Mara Lucisano Manuela Mariotti, Gabriella Bottega, Nicoletta Sinelli, M. Ambrogina Pagani ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche. Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Riso, qualità in cottura, struttura Rice, cooking quality, texture La sperimentazione condotta su alcune varietà italiane di riso, sia tradizionali che aromatiche, ha portato ad una completa definizione del profilo qualitativo dei campioni attraverso metodiche di diversa natura: valutazioni chimiche, fisiche e reologiche (consistenza e collosità del riso dopo cottura). Correlazioni significative sono state evidenziate tra la texture dei prodotti cotti e alcuni indici viscoamilografici. E' stato evidenziato che non solo il contenuto di amilosio gioca un ruolo di primaria importante nella definizione della qualità del riso, ma anche il contenuto proteico. Se Sì, indicare partnership/s: Dr. Elisabetta Lupotto (CRA Novara) Definizione delle caratteristiche qualitative di varietà di riso e definizione del comportamento di gelatinizzazione-retrogradazione di farine di riso. Messa a punto di un protocollo oggettivo di valutazione dell alkali score, mediante tecniche di analisi d immagine. Definizione di procedure reologiche e spettroscopiche per monitorare le cinetiche di retrogradazione delle farine di riso, aspetto fondamentale per l'utilizzo in prodotti gluten-free. Mariotti M., Sinelli N., Catenacci F., Pagani M.A., Lucisano M. (2009) J. Cereal Sci., 49: Lucisano M., Pagani M.A., Lupotto E., Mariotti M., Bottega G. (2007). Proc. 4th Int. Temperate Rice Conf. Catenacci F., Fongaro L., Mariotti M. (2007). Proc. 4th Int.Temperate Rice Conference. 116

128 Italiano: Ottimizzazione della concimazione degli ortaggi da foglia raccolti per sfalcio Inglese: Nutrient uptake, optimization of nitrogen fertilisation and quality of the ready-to-eat leafy vegetables Pietro Marino Gallina Antonio Ferrante, Livia Martinetti Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Nitrati, ortaggi baby leaf, asportazioni La concimazione azotata degli ortaggi da foglia richiede particolare cura, poichè se eccessiva può provocare accumulo di nitrati nel prodotto edule, oltre all inquinamento ambientale. Scopo del progetto è l acquisizione di conoscenze utili per la redazione di razionali piani di concimazione degli ortaggi baby leaf per la IV gamma, coltivati sia in terreno, sia in floating system, in modo da ottimizzare la produzione sia dal punto di vista quantitativo, sia da quello qualitativo. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Ist. Sper. Orticoltura (Montanaso Lombardo), Linea Verde (Manerbio), Bonduelle (S.Paolo d'argon) Determinazione delle esigenze nutritive degli ortaggi baby leaf e protocolli per la loro coltivazione, sia in terreno, sia in floating system, con miglioramento della produzione dal punto di vista quanti-qualitativo. I risultati possono essere utilizzati dai tecnici e dagli agricoltori per attuare una gestione più razionale della concimazione azotata, con vantaggio economico, minore impatto ambientale e riduzione del contenuto di nitrati nel prodotto edule. A. Alberici, E. Quattrini, M. Penati, L. Martinetti, M. Schiavi, P. Marino Gallina, A. Ferrante, Acta Horticulturae(2008) 801:

129 Italiano: Cereali e derivati: valutazione della qualità e monitoraggio dei processi di trasformazione mediante l'applicazione di tecniche innovative Inglese: Cereals and cereal products: quality evaluation and process control by means of innovative techniques Manuela Mariotti Nicoletta Sinelli, M. Ambrogina Pagani, Mara Lucisano, Alessandra Marti ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche. Università degli Studi di Milano Cereali, NIR, MIR, analisi d'immagine, microscopia Cereals, NIR, MIR, Image Analysis, microscopy Applicazione di tecniche innovative per la quantificazione dei costituenti delle cariossidi e per il monitoraggio delle modificazioni molecolari che avvengono nel corso della trasformazione degli sfarinati: spettroscopia NIR e MIR (monitoraggio della lievitazione, studi di previsione delle caratteristiche della farina dagli spettri delle cariossidi); Image Analysis (caratteristiche morfologiche, modificazioni nel corso della trasformazione); microscopia ottica, elettronica e confocale (comprensione dei fenomeni coinvolti nei processi di trasformazione). Se Sì, indicare partnership/s: Dr. Alessandro Ulrici, Dr. Giorgia Foca (UNIMORE); Dr. Maria Corbellini (CRA S. Angelo Lodigiano) Implementazione di tecniche rapide e non distruttive per il controllo di qualità e il monitoraggio dei processi. Previsione delle caratteristiche degli sfarinati e dei prodotti finiti mediante tecniche spettroscopiche applicate al cereale in granella; monitoraggio "in-line" dei processi; valutazioni macro- e micro-strutturali di cereali e derivati. Mariotti M., Sinelli N., Catenacci F., Pagani M.A., Lucisano M. (2009). J.Cereal Sci., 49: Foca G., Ulrici A., Corbellini M., Pagani M.A., Lucisano M., Franchini G.C., Tassi L. (2007). J. Sci. Food Agr., 87:

130 Italiano: Nuovi approcci strumentali per la valutazione della qualità della semola e del comportamento in cottura della pasta Inglese: Evaluation of semolina quality and cooking behaviour of pasta M. Ambrogina Pagani Mara Lucisano, Nicoletta Sinelli, Manuela Mariotti, Gabriella Bottega, Alessandra Marti Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria 2, Milano Qualità semola, qualità in cottura pasta Semolina quality, pasta cooking quality La ricerca si propone di studiare metodi rapidi ed affidabili che possano rappresentare una valida alternativa agli attuali test di previsione della qualità pastificatoria della semola a partire già dall'esame della granella, senza dover ricorrere ad una sua preventiva macinazione. Un altro tema critico è la valutazione della qualità in cottura in quanto non esiste una valida alternativa al test sensoriale. Le ricerche in corso mirano a monitorare i fenomeni a carico di amido e proteine durante la cottura con differenti tecniche di indagine (analisi immagine, spettroscopia, microscopia). ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: DISMA, Università degli Studi Milano; CRA, sez. Roma e S.Angelo; Aziende private La qualità pastificatoria della semola è stata prevista, con buona significatività, a partire dagli spettri NIR dei corrispondenti campioni di granella. Questa tecnica sembra efficace anche per valutare il comportamento in cottura della pasta, ben descritto da tecniche d'analisi d'immagine. Classificazione grano duro e stoccaggio differenziato della granella in classi qualitative di diverso valore economico. Standardizzazione dei metodi di valutazione della qualità in cottura. De Noni I., Pagani M.A., Accepted for publication: Critical Reviews Food Science & Nutrition. Lucisano M., Pagani M.A., Mariotti M., Locatelli D.P Food Research International, 41: Pagani M.A., Sinelli N., Mariotti M., Lucisano M., D Egidio M.G., th ICNIRS, Umeå. 119

131 Italiano: Miglioramento della qualità dei prodotti derivati dal frumento (duro e tenero) mediante il processo di decorticazione Inglese: The debranning process as a tool for improving quality and safety of wheat and wheat products M. Ambrogina Pagani Mara Lucisano, Manuela Mariotti, Gabriella Bottega, Alessandra Marti ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria 2, Milano Decorticazione, Frumento, Valorizzazione sottoprodotti Debranning, Wheat, By-product exploitation La ricerca, condotta sull'impianto-pilota del DISTAM, si propone di verificare gli effetti positivi associati alla decorticazione del frumento. Nella prima parte del lavoro sono state individuate le condizioni di processo e le caratteristiche delle mole abrasive associate ad un asportazione omogenea degli strati cruscali, senza intaccare la mandorla farinosa. La seconda parte degli studi è dedicata alla valorizzazione dei sottoprodotti, individuando interventi fisici e biotecnologici efficaci per modificarne le caratteristiche macromolecolari. Se Sì, indicare partnership/s: DISMA, Università degli Studi Milano; CRA, sez. Roma e S.Angelo; Aziende private Produzione di semola e farina di miglior qualità igienico-sanitaria e tecnologica; miglioramento rese produttive. Recupero sottoprodotti per uso alimentare e loro valorizzazione mediante trattamenti enzimatici per incrementare la frazione solubile. Ottimizzazione del diagramma di macinazione con riduzione tempi di condizionamento e aumento rese processo. Produzione alimenti ricchi in fibra e con caratteristiche sensoriali simili a quelle dei prodotti tradizionali. Bottega G, Caramanico R, Lucisano M, Mariotti M, Pagani MA J. Food Eng. (accepted) Bottega G, Cecchini C, D'Egidio M.G, Marti A, Pagani M.A Tec. Mol. Int., Pagani M.A., De Noni I., D Egidio M.G., Cecchini C Int. Workshop durum wheat & pasta quality. Roma, Nov.,

132 Italiano: Impiego della granella immatura di frumento come ingrediente funzionale Inglese: Immature wheat grains as functional ingredient M. Ambrogina Pagani Maria Cristina Casiraghi, Gabriella Bottega, Alessandra Marti, Stefania Iametti, Enrica Canzi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche.. Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Granella immatura, FOS, proprietà prebiotiche Immature wheat grain, FOS, prebiotic properties Le più recenti indicazioni nutrizionali suggeriscono di aumentare il consumo di alimenti non raffinati quali fonti di carboidrati complessi, micronutrienti e sostanze antiossidanti. La ricerca si propone di implementare le potenzialità funzionali, sviluppando specifici trattamenti/processi, del frumento e altri cereali raccolti allo stadio di maturazione lattea. La granella immatura infatti, presenta una composizione peculiare, caratterizzata da elevate percentuali di FOS e proteine solubili e dalla mancanza di proteine di riserva in grado di formare glutine. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: CRA-ISC sezione Roma; Dip. Biom. & Surg. Sci. Università Verona L'assenza di proteine del glutine limita l utilizzazione di farina di grano immaturo in % massime del 30% per alimenti tipo pasta. Solo nella produzione di biscotti, l arricchimento ha raggiunto il 50% degli sfarinati. Studi in vivo hanno dimostrato le effettive proprietà prebiotiche dei FOS. Produzione di alimenti di base con accresciute proprietà nutrizionali e funzionali (rallentata digeribilità dell amido; alto contenuto in fibra, particolarmente della frazione solubile proprietà prebiotiche). M. G. D Egidio et al. Tecnica Molitoria International, (2005) 56(4/A):89-97 M. G. D Egidio et al Tecnica Molitoria International, (2006) 57(5/A): M. G. D Egidio et al.(2006) Molini d Italia, Maggio;

133 Italiano: Studio dei parametri sensoriali e strumentali durante e a fine stagionatura di prosciutto crudo a diversa DOP e loro influenza sul gradimento Inglese: Study of sensory and instrumental parameters during and after ripening of dry-cured ham at different PDO and their influence on consumers liking Ella Pagliarini Gabriella Giovanelli, Susanna Buratti, Monica Laureati ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari (DISTAM) Università degli Studi di Milano - via Celoria Milano Prosciutto crudo, Analisi sensoriale, Naso elettronico, Dry-cured ham, Sensory evaluation, E nose Caratterizzazione dal punto di vista sensoriale e strumentale durante la stagionatura e come prodotto finitodi prosciutti crudi DOP ottenuti in base a differenti disciplinari di produzione. Il progetto prevede un approccio multi-disciplinare che prende in considerazione oltre all'analisi sensoriale anche la valutazione dei principali parametri chimico-fisici (ph, umidità, attività dell'acqua concentrazione in cloruri) e lo studio dell'evoluzione della componente volatile (naso elettronico) e dell'aspetto visivo del prodotto (analisi computerizzata dell'immagine). Se Sì, indicare partnership/s: Università di Udine, Università di Firenze, Università di Modena e Reggio Emilia Identificazione delle proprietà sensoriali che influenzano la percezione della tipicità dei prodotti testati. Verifica del ruolo delle componenti volatili dei prosciutti (valutate mediante naso elettronico) nel determinare la tipicità dei prodotti. Caratterizzazione e valorizzazione dei prodotti carnei a Denominazione d'origine Protetta e messa a punto di protocolli analitici e sensoriali per il controllo di qualità. 122

134 Italiano: Modelli multi-parametro per la difesa di formaggi DOP Inglese: Multi-parameter models for the protection of PDO cheeses Luisa Pellegrino Fabio Masotti, Stefano Cattaneo, John Hogenboom, Ivano De Noni, Veronica Rosi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Formaggi DOP, formaggi simili, controllo qualità PDO cheese, imitation cheese, consumer protection La difesa di un formaggio DOP dalle imitazioni richiede la combinazione di più parametri analitici che consentano la sua totale tracciabilità. Attraverso lo studio dei fenomeni chimico-fisici e biochimici che meglio caratterizzano la filiera produttiva e il prodotto finito, vengono individuati i parametri più idonei allo scopo. Per ogni parametro viene studiato un opportuno metodo analitico e individuato un valore di riferimento che differenzi i DOP da formaggi similari. La possibilità di valutare l'età viene studiata per i formaggi DOP per i quali è specificata come elemento caratterizzante. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Consorzi di tutela di Grana Padano, Parmigiano-Reggiano, Gorgonzola, Taleggio, MiPAF. Modello multi-parametro per Grana Padano DOP, approvato dal MiPAF e in uso da parte del Consorzio. Metodi di analisi riconosciuti a livello internazionale. La possibilità di accertare l'identità di un formaggio DOP attraverso controlli analitici riconosciuti consente ai produttori di certificare il prodotto in commercio, garantisce gli acquirenti (GDO, ristorazione collettiva, consumatori) e permette azioni di tutela da parte delle autorità preposte. Masotti F., et al. (2005) Ital. J. Food Sci. 4, Cattaneo S., et al. (2008) Dairy Sci. Technol. 88, Pellegrino L. Norma ISO/TS IDF 216 (2009) 123

135 Italiano: Valutazione di aspetti tecnologici e nutrizionali in relazione al danno termico di latti liquidi per la prima infanzia Inglese: Evaluation of some technological and nutritional aspects related to heat-damage in liquid infant formulas Luisa Pellegrino Stefano Cattaneo, Ivano De Noni, Fabio Masotti ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Latti infanzia, danno termico, digeribilità Infant formula, heat damage, in vitro digestibility La qualità nutrizionale dei latti per l'infanzia dipende in parte dal danno termico indotto dal processo produttivo. Su produzioni industriali è stato studiato il contributo delle materie prime e l'effetto di alcuni parametri tecnologici nel determinare il danno termico finale del prodotto e individuate alcune vie di contenimento. Durante la conservazione il danno termico aumenta di oltre il 100% rispetto al prodotto fresco. Si sta studiando come il danno termico influenzi la digeribilità proteica in vitro, la biodisponibilità di alcuni amminoacidi e la possibilità di rilascio di biopeptidi. Se Sì, indicare partnership/s: Plada Industriale s.r.l., Regione Lombardia Individuazione degli step tecnologici che maggiormente incidono sul danno termico finale e di possibili interventi per il suo contenimento. Quantificazione dei livelli di danno termico che influenzano digeribilità proteica e rilascio di biopeptidi nei latti per la prima infanzia. I risultati della presente ricerca potranno essere utilizzati per modificare alcuni aspetti della tecnologia di produzione, al fine di minimizzare il danno termico delle formulazioni a base di latte per la prima infanzia. De Noni I. Food Chem. 110 (2008), Pellegrino L., Masotti F., Cattaneo S., Food Chem. (sottoposto per la pubblicazione). 124

136 Italiano: Criteri innovativi per la valutazione strumentale della texture e di altri attributi della qualità sensoriale Inglese: Innovative criteria in the instrumental assessment of texture and other aspects of sensory quality. Laura Piazza Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologia - DISTAM Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano instrumental sensory analysis, texture, chemometric modelling Nell'ambito della caratterizzazione in termini oggettivi della texture dei prodotti alimentari la ricerca ha le seguenti finalità: 1) implementare tecniche combinate di analisi strumentale-sensoriale (es. tecnica combinata acustico-meccanica); 2) migliorare la qualità dell informazione estraibile dalle analisi strumentali di proprietà fisiche dei prodotti alimentari mediante analisi statistica multivariate e modellazione chemometrica. E' in corso una sperimentazione su nuove varietà di mele da immettere sul mercato a risposta della domanda dei consumatori per particolari indici di texture. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Chemometrics and QSAR Research Group (UNIMIB) IASMA (San Michele all'adige) Protocolli di analisi fisica e protocolli di elaborazione di dati delle indagini strumentali. Trasferimento nella R&D per l'innovazione di prodotto nelle funzioni aziendali di controllo qualità. Piazza, L., et al Journal of Cereal Science. 48: Piazza, L., et al Chemometrics and Intelligent Laboratory Systems.Accepted. Piazza, et al Chemometrics and Intelligent Laboratory Systems 86:

137 Italiano: Messa a punto di derivati di frutta ed ortaggi a basso contenuto in allergeni Inglese: Fruit and vegetable products with reduced allergenic content Carlo Pompei Oreste Vittore Brenna Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche (DISTAM) Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Allergia; alimenti vegetali ipoallergenici Allergy; ipoallergenic vegetable foods; OAS Lo scopo della ricerca è quello di modificare la tecnologia di produzione di alcuni derivati della frutta e degli ortaggi con l obiettivo di eliminare la proteina a basso peso molecolare (Lipid Transfer Protein, LTP) responsabile della Sindrome Orale Allergica (OAS). I risultati acquisiti mostrano che è possibile ottenere derivati di diverso tipo (nettari, succhi, confetture, concentrati di pomodoro, ortaggi in pezzi per la IV gamma o destinati ad altre trasformazioni) presentanti caratteristiche di ipoallergenicità e con caratteristiche sensoriali non dissimili dai prodotti tradizionali. Se Sì, indicare partnership/s: Produzione sperimentale a livello industriale di passata di pomodoro e nettare di pesca ipoallergenici. I brevetti relativi sono stati ceduti in opzione per 2 anni ad Industria del settore. Pompei C, et al. (2006) Brev. It.2006A Primavesi L, et al. (2006) J.Agric.Food Chem. 54, Pompei C, Brenna OV, (2007) US Pat Appl Pompei C, Brenna OV, (2007) Brev. mex. MX PA A. Pompei C, et al.(2007) WO Brenna OV et al. (2005) J.Food Sci. 70, S38-S41 126

138 Italiano: Produzione biotecnologica di sakacina A, molecola impiegabile nel settore dell'active packaging Inglese: Biotechnological production of sakacin A, molecule to be employed in active packaging technology Manuela Rollini Matilde Manzoni, Alida Musatti DiSTAM, Sezione Microbiologia Industriale Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Sakacina A, batteriocina, disegno sperimentale Sakacin A, bacteriocin production improvement, experimental design Il progetto ha previsto la messa a punto di un processo biotecnologico per la produzione e la purificazione di sakacina A su scala applicata. L impiego di un disegno fattoriale ha consentito di valutare l influenza di alcuni parametri e le rispettive interazioni. E stato selezionato un biopolimero adatto all incorporazione della batteriocina per controllare lo sviluppo di Listeria in prodotti alimentari RTE. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: DISMA (Prof. Bonomi, Prof. Iametti), DiSTAM (Prof. Piergiovanni) E' stato messo a punto un processo biotecnologico per l'ottenimento di sakacina A. E' stata condotta l'incorporazione in un biofilm e challenge test su prodotti alimentari di origine carnea, che ne hanno validato l'utilizzo. Active packaging. Trinetta V., Rollini M., Limbo S., Manzoni M. Annals of Microbiology 58: (2008). Trinetta V., Rollini M., Manzoni M. Process Biochemistry 43: (2008). 127

139 Italiano: Stabilità e ruolo dei fattori che determinano l adsorbimento di olio da parte dell alimento nella frittura ad immersione Inglese: Deep-fat frying: studies on the role and stability of natural antioxidants and on the factors affecting oil uptake of foods Margherita Rossi Cristina Alamprese ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Antiossidanti, frittura, assorbimento d'olio Antioxidants, frying, oil uptake Lo scopo è studiare i vari aspetti della frittura ad immersione che coinvolgono la degradazione ossidativa dell'olio e il suo adsorbimento da parte dell'alimento. In particolare, lo studio della stabilità durante la frittura di tocoferoli e tocotrienoli naturalmente presenti in diversi oli vegetali raffinati ha permesso di definire il ruolo antiossidante di questi composti in relazione al grado di insaturazione degli oli. Si è inoltre messo in evidenza come il grado di degradazione raggiunto dall'olio durante la frittura sia uno dei fattori che determinano il livello di adsorbimento dell'olio. Se Sì, indicare partnership/s: Messa a punto di un metodo rapido, basato sulla misura dell'angolo di contatto mediante analisi d'immagine, quale indice globale di degradazione dell'olio durante la frittura. Ottimizzazione del processo di frittura per la produzione di alimenti a ridotto tenore di olio. Rossi, M., Alamprese, C., Ratti, S Food Chem., 102: Rossi M., Alamprese C., Ratti S., Riva M Food Chem., 112:

140 Italiano: Fattori che influenzano le caratteristiche compositive e le proprietà funzionali delle uova e degli ovoprodotti Inglese: Study on the factors affecting the compositional characteristics and the functional properties of eggs and egg products Margherita Rossi Cristina Alamprese, Ernestina Casiraghi, Alyssa Hidalgo Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche. Università degli Studi di Milano via Celoria 2, 20133, Milano Ovoprodotto, proprietà funzionali, composizione Egg product, functional properties, composition Le uova e gli ovoprodotti sono ingredienti cardine che contribuiscono alla struttura e alle caratteristiche sensoriali di molte formulazioni alimentari. Da parecchi anni la qualità delle uova e degli ovoprodotti e la loro funzione tecnologica negli alimenti è oggetto di indagine presso il DiSTAM. La ricerca prende in considerazione tutti gli aspetti della filiera produttiva che possono avere un ruolo nell influenzare la composizione e le proprietà tecnologiche delle uova, a partire dalle condizioni di allevamento delle ovaiole fino ai processi di trasformazione in ovoprodotti. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Ottimizzazione del sistema solvente per l'estrazione contemporanea e esaustiva di tocoferoli, carotenoidi, e retinolo dal tuorlo d'uovo. Messa a punto delle metodologie per la valutazione reologica di albume, tuorlo e misto d'uovo e dei gel d'albume e misto d'uovo. L'esperienza maturata rappresenta un importante supporto scientifico e tecnologico per le industrie utilizzatrici di ovoprodotti, che spesso ne sottovalutano le potenzialità e si trovano impreparate ad intervenire al sorgere di problematiche imputabili a tale ingrediente. Hidalgo et al Food Chem. 106: Rossi et al st Med. Summit of WPSA, 7 10 May Porto Carras, pp Casiraghi et al XVIII Eur. Symp. on the Quality of Eggs and Egg Products, Prague, Sept. 2-5, 05, Hidalgo et al Food Chem., 94:

141 Italiano: Sistema di diagnosi delle fonti di contaminazione microbiologica del latte alla stalla Inglese: Assessment model of factors affecting microbiological quality of milk at farm gate Anna Sandrucci Luciana Bava, Alberto Tamburini, Maddalena Zucali Dipartimento di Scienze Animali, Sezione di Zootecnica Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Qualità del latte, carica batterica Milk quality, bacterial count Obiettivi del progetto sono: l identificazione dei punti critici nella produzione del latte bovino alla stalla nei riguardi dell aspetto igienico e della sicurezza; la quantificazione dell importanza delle differenti fonti di contaminazione (igiene della stalla, mungitura, lavaggio dell'impianto, funzionamento del tank di refrigerazione, ecc.), anche in funzione della temperatura e dell'umidità ambientale; la messa a punto di un sistema di diagnosi basato sull impiego combinato di specifiche analisi microbiologiche e di strumenti elettronici per l individuazione delle fonti di contaminazione. Se Sì, indicare partnership/s: Santangiolina Latte Fattorie Lombarde, ARAL, Ist. Scienze delle Produzioni Alimentari CNR, DIPAV Il prodotto principale del progetto sarà rappresentato da un sistema di diagnosi rapida per l'individuazione delle principali fonti di contaminazione microbiologica del latte alla stalla. La disponibilità di un sistema rapido di diagnosi delle fonti di contaminazione del latte alla stalla potrà consentire ad allevatori, tecnici, acquirenti e trasformatori del latte di far fronte rapidamente alle eventuali situazioni di innalzamento della carica batterica del latte di massa. Bava et al. Sci. e Tecn. Lattiero-Casearia (2008) 59, Morandi et al. Lait (2005) 85, Sandrucci et al. Atti Soc It Sci Vet (1990) 44,

142 Italiano: Alternative al bromuro di metile nella disinfestazione di industrie alimeri Inglese: Methyl bromide alternatives for pest control in food industries Luciano Süss Sara Savoldelli Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità Università degli Studi di Milano Via G. Celoria, Milano Sulfurilfluoruro, aria calda, lotta integrata Sulfurylfluoride, heat treatment, integrated control Con il Protocollo di Montreal è stato eliminato il bromuro di metile. Sono stati messi a punto strumenti tecnici per la sostituzione del bromuro di metile nel settore del post-raccolta. In particolare si tratta di: impiego di CO2; impiego di azoto; frigoconservazione; disinfestazione con alte temperature; microonde; polveri inerti; tecniche di lotta integrata ; utilizzo di nuovi formulati antiparassitari; utilizzo di un gas tossico alternativo, il sulfurilfluoruro; trattamenti abbattenti con strumentazioni automatiche a tempo. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: ASSINCER - Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare E possibile prescindere dall uso del bromuro di metile. Tra le diverse possibilità applicative devono essere privilegiate le più consone a quella determinata realtà produttiva e, a tal proposito, si è in grado di fornire, a richiesta, indicazioni e assistenza tecnica in merito. - Difesa antiparassitaria di magazzini di stoccaggio di cereali. - Disinfestazione di molini e industrie alimentari in genere. - Difesa di derrate conservate da attacchi da insetti, acari e roditori. Süss L., Savoldelli S., 2008 Alternatives to methyl bromide in Italian food industry. Results of two-year practical application. Proceedings 8th International Conference on Controlled Atmosphere and Fumigation in Stored Products, September 2008, Chengdu, Cina:

143 Italiano: Tecniche avanzate per l identificazione di coadiuvanti tecnologici e contaminanti in contenitori ad uso alimentare Inglese: Identification of organic contaminants in food containers Fernando Tateo Monica Bononi ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Contenitori per alimenti; contaminanti; sicurezza Food containers, contaminant, food safety Il progetto prevede l applicazione di tecniche analitiche GC/MS e LC/MS/MS atte alla identificazione di composti indesiderati in varie tipologie di contenitori destinati a cottura e/o trasporto di alimenti. Le ricerche in corso sono mirate ad identificare sostanze organiche la cui presenza non è prevista per i contenitori destinati al contatto con gli alimenti. Se Sì, indicare partnership/s: Studio delle problematiche di cessione di sostanze organiche in diverse fasi di utilizzo di contenitori per alimenti. I risultati delle valutazioni analitiche possono costituire mezzo di valutazione di conformità/non conformità all'utilizzo di contenitori destinati al contatto con alimenti. M. Bononi et al., Industrie delle Bevande 35 (202), , (2006). F. Tateo, M. Bononi, Food Add. Contam., 23 (10), (2006). M. Bononi, F. Tateo, Am. J. Agri. & Biol. Sci. 2 (3), (2007). M. Bononi, F. Tateo, Packag. Technol. Sci. 22, (2009) 132

144 Italiano: Criteri integrati di verifica di qualità, di valore nutrizionale e di sicurezza nello studio di prodotti alimentari di larga distribuzione Inglese: Integrated criteria in quality control, nutritional evaluation and food safety Fernando Tateo Monica Bononi Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Alimenti; qualità; sicurezza Food; quality; safety Il progetto prevede la definizione di criteri integrati da adottare per la verifica di significatività delle risposte e dei referti che le Società GDO ricevono da parte di fornitori esterni di servizio analitico. Il tutto al fine di svolgere un servizio critico sui controlli analitici svolti esternamente oltre che al fine di dimensionare e razionalizzare le richieste rivolte dalle Società stesse ai fornitori di servizio. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Eurospin Italia S.p.A. - San Martino Buonalbergo (VR) La ricerca analitica è rivolta alla conferma di correlazione esistente fra gli standard di qualità, valore intrinseco delle derrate ed entità dei prezzi al consumo. Progetti innovativi in tema di preparazione di alimenti che rispondano ad esigenze di carattere socio-economico e nutrizionale, il tutto con largo raggio di credibilità scientifica. F. Tateo, M. Bononi, Bulletin de l OIV, (Sept.-Oct.), (2003). F. Tateo, M. Bononi, Ital. J.Food Sci. 15 (4), (2003). M. Bononi et al., Industrie delle Bevande 35 (202), , (2006). F. Tateo, M. Bononi et al., J. Food Comp. Anal. 20, (2007). 133

145 Italiano: Definizione di indici di qualità e di sicurezza alimentare in formulati aromatizzanti Inglese: Identification of quality control and food safety indicators in flavourings. Fernando Tateo Monica Bononi Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Aromi; controllo qualità, sicurezza alimentare Flavourings, quality control, food safety La ricerca prevede l applicazione di nuovi criteri di formulazione di aromi che rispondano a innovative logiche di qualità e di sicurezza d uso. Vengono applicate tecniche ed estrattive analitiche avanzate al fine di identificare/quantificare principi attivi in derivati da matrici vegetali (estratti) e di identificare/quantificare sostanze la cui sicurezza alimentare non è ancora ben definita e che possono essere presenti in formulati aromatizzanti. Se Sì, indicare partnership/s: Select Alimenta S.r.l. - Bresso (Mi) L'attività di ricerca è diretta alla realizzazione di formulati aromatizzanti caratterizzati da logiche di qualità e sicurezza d'uso. Realizzazione di certifcazione di prodotto (aromi certificati). F. Tateo, M. Bononi, J. Food Comp. Anal. 16 (6), (2003). M. Bononi, F. Tateo et. al, J. Food Technol., 3 (3), (2005). M. Bononi et al., J. Sci. Food Agric. 86, (2006). M. Bononi, F. Tateo, Int. J. Food Sci. Nutr. 58 (2), (2007). 134

146 Italiano: Innovazione in formulazione, applicazione, controllo qualità e sicurezza alimentare di semilavorati aromatizzati destinati ai settori food e non food Inglese: Innovation in formulation, use, quality control and food safety of semi-finished goods destined to "food" and "non food" industry Fernando Tateo Monica Bononi Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Semilavorati; controllo qualità; sicurezza Semi-finished goods; quality control; food safety La ricerca è rivolta fondamentalmente alla definizione di formulati che possano vantare caratteristiche di qualità e sicurezza di buon livello. Particolare attenzione è rivolta alla identificazione di problematiche oggi emergenti nel settore delle erbe e delle spezie per quanto attiene alla eventuale presenza di inquinanti e/o di principi attivi di limitata sicurezza d uso per le applicazioni alimentari. Per i semilavorati utilizzati in trasformazione di alimenti l attenzione è rivolta alla verifica di utilizzo di additivi appartenenti a categorie a rischio ridotto. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Drogheria & Alimentari - San Piero a Sieve (Fi) L attività di ricerca è diretta alla realizzazione di semilavorati aromatizzati e non aromatizzati destinati alle industrie alimentari, mangimistiche, farmaceutiche e cosmetiche con particolare riferimento agli aspetti di sicurezza alimentare o di impiego non-food. Realizzazione di semilavorati prodotti secondo principi di efficienza, di qualità e di sicurezza. F. Tateo, M. Bononi, J. Agric. Food Chem., 52 (4), (2004). F. Tateo, M. Bononi, J. Food Comp. Anal. 19(1), (2006) M. Bononi, F. Tateo, J. Food Comp. Anal. 21(1), (2008) M. Bononi, F. Tateo et al., Industrie Alimentari, 47, (2008). 135

147 Italiano: Valutazione di sicurezza alimentare e controllo qualità in aceto balsamico di Modena Inglese: Food safety evaluation and quality control in balsamic vinegars of Modena Fernando Tateo Monica Bononi Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Aceto balsamico; sicurezza alimentare; controllo qualità Balsamic vinegar; food safety L attività di ricerca si inquadra sia nella problematica della sicurezza che in quella della verifica della qualità merceologica degli aceti balsamici di Modena. Oggetto specifico della ricerca è quello della messa a punto di metodiche analitiche atte alla identificazione di micro- e macro-elementi con possibili implicazioni di ordine tossicologico e di qualificazione dell aroma con tecniche GC/MS. Se Sì, indicare partnership/s: Acetaia Bellei di Bellei Luigi & Figli - Casoni di Rivarino (Mo) Studio della frazione volatile attraverso tecniche estrattive innovative (SPME, SBSE, SAFE, ecc.) ed identificazione di sostanze aromatiche caratterizzanti. I risultati delle valutazioni analitiche possono costituire mezzo per redazione di giudizio di conformità/non conformità a capitolati definiti da qualificati gruppi di distribuzione. F. Tateo, M. Bononi, Ital. J. Food Sci., 15(1), (2003). F. Tateo, M. Bononi, J. Agric. Food Chem., 52 (4), (2004). M. Bononi, F.Tateo, J. Food Comp.Anal., 22, (2009). 136

148 Italiano: Determinazione di micotossine in alimenti Inglese: Mycotoxin occurrence in foods Angela Vecchio Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Aflatossine, ocratossina A, alimenti Aflatoxins, ochratoxin A, foods Tra le varie micotossine, metaboliti secondari fungini, le aflatossine e l ocratossina A (OTA), sono fra le maggiormente diffuse e pericolose. Sono classificate dall International Agency for Research on Cancer come cancerogene o possibili cancerogene per l uomo e l Unione Europea ne ha fissato i tenori massimi in diversi alimenti. Gli studi hanno permesso di valutare i livelli di micotossine in prodotti lattiero-caseari, cacao in polvere, oli e olive da mensa, vini. Le ricerche proseguono prendendo in considerazione altre derrate alimentari. ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento ITAF, Università degli Studi di Palermo Valutazione dei possibili rischi per la salute dei consumatori. Valutazione dei livelli di assunzione di micotossine tramite la dieta e confronto con i valori di Tolerable Weekly Intake indicati dai diversi comitati scientifici. Finoli C., Vecchio A., (2003) Ital. J. Anim. Sci., 2, Finoli C., Vecchio A., Scarpellini M., Burruano S., (2004) Riv. Vitic. Enol., 57(3), Finoli C., Vecchio A., Planeta D., (2005) 44, Vecchio A., Finoli C., (2007) Industrie Alimentari, 46, ,

149 Italiano: Rilevazione di funghi tossinogeni associati ai cereali Inglese: Mycotoxinogenic fungi associated with cereal crops Annamaria Vercesi Gemma Assante, Giovanni Venturini Dipartimento di Produzione Vegetale, sez. Patologia Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano ALIMENTAZIONE QUALITA E SICUREZZA Funghi tossinogeni, micotossine Toxinogenic fungi, mycotoxin Le indagini mirano all'individuazione delle principali specie fungine tossinogene associate ai cereali, soprattutto mais e grano, le loro modalità di interazione con la specie ospite per quanto concerne l'infezione e la colonizzazione delle strutture riproduttive. La caratterizzazione degli individui isolati riguarda in particolare le loro potenzialità tossinogene in varie situazioni ambientali e nutrizionali al fine di evidenziare l'influenza di diversi fattori sulla produzione di sostanze tossiche. In tale ambito viene indagato l'effetto sui miceti tossinogeni isolati di alcuni fungicidi. Se Sì, indicare partnership/s: Università di Sassari, Università di Padova Composizione e potenzialità tossinogene della comunità fungina associata a cereali; efficacia di varie sostanze nel contenimento dei danni. L'indagine permette di tracciare una mappa della distribuzione dei miceti tossinogeni, della loro potenziale produzione di micotossine, individuando le aree nelle quali è opportuno cercare di limitare il loro insediamento sull'ospite, segnalando nel contempo la possibilità di interventi mirati. Moretti et al., 2008, J. Plant Pathology., S63 Venturini et al., 2009, Micologia Italiana, in corso di stampa. 138

150 2.3 GESTIONE ALIMENTAZIONE 139

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152 Italiano: Valorizzazione di prodotti alimentari tradizionali dell'unione Europea Inglese: Traditional European Union Food Alessandro Banterle Stefanella Stranieri, Laura Carraresi, Alessia Cavaliere Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale (DEPAAA) Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano Marketing, PMI, industria alimentare, UE Marketing, SMEs, Food Industry, EU Il DEPAAA collabora al capitolo Metodi per migliorare le capacità di mercato e l organizzazione della filiera per i prodotti alimentari tradizionali (WP5). La crescente globalizzazione rende difficile per le PMI di prodotti alimentari tradizionali stare sul mercato accanto alle grandi imprese. Si vuole quindi sviluppare uno strumento di valutazione delle capacità di marketing delle PMI per capire i punti di debolezza, e un piano d'azione mirato al miglioramento. In futuro la ricerca si dirigerà alla valutazione della competitività delle PMI considerando le risorse interne e la redditività. ALIMENTAZIONE GESTIONE Se Sì, indicare partnership/s: Federalimentare, Ghent University (B), Campden & Chorleywood Institute (HU), e altri 32 partners. Attraverso un'indagine diretta, sono state valutate le capacità di gestione del marketing, sono stati individuati i punti critici ed è stato sviluppato un piano d'azione mirato al miglioramento. Auto-valutazione delle capacità di gestione del marketing delle PMI mediante lo strumento sviluppato. Organizzazione di corsi e seminari di aggiornamento su temi che sono risultati essere punti deboli per le PMI. Banterle A., Carraresi L., Stranieri S. (2008). An Innovative Tool to Assess Marketing Capabilities of Traditional Producers within the European Food Industry. In Fritz M., Rickert U., Schiefer G. (Editors) ISBN Banterle A., Gellynck X. (Editors) (2008), ISBN

153 Italiano: Modelli econometrici per studiare la relazione tra obesità e alcune variabili economiche e socio-demografiche Inglese: The social and economic determinants of obesity through econometric models Alessandro Banterle Alessia Cavaliere ALIMENTAZIONE GESTIONE Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agroalimentare e Ambientale (DEPAAA) Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Obesità, BMI, modelli econonometrici Obesity, BMI, econometric models L'eccesso di peso è considerato un fattore determinante per le malattie non trasmissibili, in particolare diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione e tumori. Lo studio si pone come obiettivo quello di analizzare attraverso l utilizzo di modelli econometrici le relazioni tra i tassi di obesità e alcune variabili economiche e socio-demografiche. È stata svolta un indagine empirica, attraverso la quale si è predisposto un questionario su un campione di consumatori lombardi, che ha assunto la funzione di database per correlare i livelli di obesità con alcune variabili socio-economiche. Se Sì, indicare partnership/s: CREDA-UPC-IRTA Barcellona Dai primi risultati è emerso che il problema dell obesità tende ad essere più rilevante tra le categorie più svantaggiate, ad esempio tra le persone più anziane, con livelli di istruzione più bassi, con bassi livelli di knowledge nutrizionali e nelle aree con reddito pro-capite più basso. Programmare piani per la prevenzione dei disordini alimentari; superando la logica di interventi a livello di singolo prodotto e considerare, invece, il modello alimentare del consumatore nel suo insieme, frutto di diverse determinanti di natura sociale, economica e psicologica. Cavaliere A., Banterle A. (2008). Economic factors affecting obesity: an application in Italy. 12th Congress of European Association of Agricultural Economists. Ghent, Belgium, August 2008, 142

154 Italiano: Nuove forme di riorganizzazione delle filiere agro-alimentari e costi di transazione Inglese: New forms of food supply chains governance and transaction costs Alessandro Banterle Stefanella Stranieri Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale (DEPAAA) Università degli Studi di Milano Facoltà di Agraria - Via Celoria, Milano Coordinamento verticale, Costi di transazione Vertical coordination, Transaction costs Il presente studio si pone l obiettivo di analizzare gli effetti dell introduzione di sistemi di certificazione volontari sul coordinamento verticale delle filiere agro-alimentari in chiave di costi di transazione. In particolare, si considerano tali sistemi come delle istituzioni in grado di variare l'efficienza degli scambi fra i soggetti economici delle filiere agro-alimentari. Obiettivo della ricerca è, quindi, quello di riuscire a trovare una cornice di riferimento che guidi le imprese del sistema agro-alimentare a selezionare le certificazioni secondo un criterio di efficienza economica. ALIMENTAZIONE GESTIONE Se Sì, indicare partnership/s: Kent Business School La moltitudine di standard presenti nel sistema agro-alimentare possono essere considerate delle nuove forme istituzionali. La teoria dei costi di transazione può essere considerato un approccio di riferimento per orientare in maniera efficiente le scelte organizzative delle imprese agro-alimentari. - Imprese del settore agricolo, indiustria alimentare e distribuzione. - Arricchimento del dibattito politico sulle modalità di intervento all'interno del sistema agro-alimentare. 1) Banterle A. and Stranieri S. (2008). Food Policy, vol 33, 6, pp ) Banterle A., Stranieri S. (2008). Agribusiness: An International Journal, vol 24, 3, pp ) Banterle A., Stranieri S., Baldi L. (2006). Journal on Chain and Network Science, vol 6, 1, pp

155 Italiano: Studio di modelli gestionali per la ristorazione Inglese: Studies of management model for food-service Riccardo Guidetti Roberto Beghi Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE GESTIONE Gestione, modelli, ristorazione Management, model, food-service La ricerca prevede di applicare alcune tecniche tipiche dell'ingegneria gestionale al settore della ristorazione con lo scopo di ottimizzare le fasi di progettazione degli impianti impiegati in questo ambito. Sono studiate sia alcune applicazioni della Ricerca operativa (dimensionamento ottimale del numero di pasti in fuzione della tipologia, studio del dimensionamento ottimale di pizzerie da asporto), sia nell'ambito della Analisi multivariata (valutazione del lay-out ottimale di un self service). I risultati sono incoraggianti alla luce dell'esigenza di crescita culturale del settore. Se Sì, indicare partnership/s: Autogrill, Sodexo, Serist. Metodologie modellistiche a supporto della progettazione di realtà ristorative. Fornire a tutti gli attori del mondo della ristorazione delle metodologie oggettive che supportano la loro esperienza. Contribuire a definire in dettaglio il sistema ristorazione identificando i flussi di ingresso ed uscita (materie prime, energia, pasti, ecc.). R. Guidetti, A. Montanari (2007), La Ristorazione Ospedaliera: aspetti organizzativi e progettuali, Atti del XXXIV Congresso Nazionale della SINU, La nutrizione umana oggi tra tecnologia e prevenzione. Riccione (RN), 8-10 novembre 144

156 Italiano: Analisi energetica delle industrie alimentari Inglese: Energy Analysis of food industries Riccardo Guidetti Roberto Beghi, Valentina Giovenzana Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Analisi energetica, industria alimentare, ambiente Energy Analysis, food industries, environment L'obiettivo del progetto A-POWER è quello di mettere a punto ed applicare una metodologia di analisi energetica per l'industria alimentare con lo scopo di identificare eventuali criticità nella gestione dell'energia nelle realtà che sono oggetto della ricerca. I dati di riferimento sono dedotti sia dalla letteratura specifica sia dalle BAT FDM (Best Availables Techniques - Food, Drink and Milk, agosto 2006). Tramite queste informazioni sarà possibile definire interventi reali (introduzione di inverter, uso di motori ad alta efficienza, ecc.) con sicuri benefici per le industrie coinvolte. ALIMENTAZIONE GESTIONE Se Sì, indicare partnership/s: InnoHub, Agrimercati (aziende speciali della Camera di Commercio di Milano) La ricerca porta ad identificare una metodologia di analisi energetica specifica per il settore alimentare che si caratterizza per alcune peculiarità (tempi di lavorazione a volte stagionali, sottoprodotti con valenza energetica, ecc.). Razionalizzazione dei consumi energetici nell'industria alimentare; possibilità di impiego ai fini energetici dei materiali di scarto dal processo produttivo. Bodria L.,R. Guidetti (2006), Energy analysis of a pasta factory and application of cogeneration, CIGR Congress, Agricultural Engineering for a better World, Bonn, 3-7 sept. 145

157 Italiano: Influenza della memoria e delle emozioni nelle scelte alimentari Inglese: Influence of memory and emotions in food choice Ella Pagliarini M. Laureati, E.P. Koster, J. Mojet, S. Issanchou, C. Sulmont-Rossé Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche (DISTAM) Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE GESTIONE Scelte alimentari,memoria alimentare, Percezione sensoriale Food choice, Memory, Sensory perception La memoria alimentare è un tipo di memoria implicito. Ogni volta che consumiamo del cibo, inconsapevolmente ne immagazziniamo informazioni sull aspetto, il gusto, la consistenza e il gradimento. Tali informazioni, sotto forma di ricordi, serviranno al consumatore ogni volta che incontrerà quel prodotto o un prodotto simile per decidere se mangiarlo oppure no. Pertanto, la memoria svolge un ruolo fondamentale nella scelta di un alimento. L obiettivo di questo progetto è di valutare come le caratteristiche sensoriali degli alimenti vengano memorizzate e come influiscano sul gradimento. Se Sì, indicare partnership/s: Agrotechnology & Food Innovation, CICS-Wageningen Univ. Olanda; INRA-Dijon Francia. I risultati hanno evidenziato che le caratteristiche sensoriali degli alimenti, seppur apprese in maniera inconscia, vengono memorizzate. La capacità di memorizzazione degli alimenti sembra essere influenzata dal fattore gradimento ma non dall'età dei consumatori. Implicazioni sul comportamento di acquisto e sulla preferenza del consumatore per la messa a punto di nuove strategie di marketing. L. Morin-Audebrand et al.,food Qual. and Pref (2009) 20: M. Laureati et al., Appetite (2008) 51: M. Laureati, E. Pagliarini,II Convegno SISS di Scienze Sensoriali, Milano 30 giugno-1 luglio (2008) 146

158 Italiano:Il consumatore celiaco e le valutazioni sensoriali dei prodotti senza glutine Inglese: Celiac consumer and sensory characterization of gluten-free products Ella Pagliarini M. Laureati, M. Trezzi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche (DISTAM) Università degli Studi di Milano - Via Celoria, 2- Milano A.sensoriale, Celiachia,Prod. senza glutine Sensory analysis, Coeliac disease, Gluten-free products Dato il continuo aumento di consumatori celiaci nella popolazione italiana appare interessante studiare la messa a punto di nuovi prodotti senza glutine che siano apprezzati dal consumatore anche da un punto di vista sensoriale. Obiettivo di questo lavoro è stato quindi la caratterizzazione sensoriale e chimico-fisica di differenti tipi di pane senza glutine. L'identificazione delle principali variabili sensoriali di pane privo di glutine può essere di aiuto nella messa a punto di nuovi prodotti rivolti ai consumatori celiaci, mercato in continua espansione. ALIMENTAZIONE GESTIONE Se Sì, indicare partnership/s: Plada Industrie Srl, Milano I risultati hanno mostrato l'importanza dell'argomento ma anche la necessità di un'ulteriore ricerca degli aspetti sensoriali, molto spesso sottovalutati, dei prodotti, in generale, destinati ai consumatori celiaci. Messa a punto di nuovi prodotti da forno privi di glutine con caratteristiche sensoriali sempre più simili ai prodotti da forno tradizionali già presenti sul mercato italiano e mondiale. E. Pagliarini et al., II Convegno SISS di Scienze Sensoriali, Milano 30 giugno-1 luglio (2008) 147

159 Italiano: Caratteristiche sensoriali e valutazione dell'accettabilità di nuovi composti attivi sulla chemorecezione gustativa e sulla chemestesi Inglese: Sensory characteristics and acceptability of new compounds active on taste and chemestesis Ella Pagliarini A. Bassoli, M. Laureati, G. Borgonovo, G. Morini, M.R. Rhyu ALIMENTAZIONE GESTIONE Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche (DISTAM) Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano Accettabilità, Percezione sensoriale, Chemestesi Acceptability, Sensory perception, Chemestesis Il crescente interesse per lo studio della chemorecezione gustativa e della chemestesi è giustificato dal fatto che le industrie alimentare e farmaceutica sono sempre alla ricerca di nuovi composti da impiegare come additivi. Accanto allo studio della persistenza sensoriale di dolcificanti isovanillici, recentemente sono stati studiati i descrittori sensoriali di un infuso di foglie di Perilla, una pianta asiatica sconosciuta nei Paesi occidentali, contenente molecole attive coinvolte nella percezione di sensazioni chemestetiche. Se Sì, indicare partnership/s: DISMA- UNIMI, Univ. Scienze Gastronomiche, Pollenzo, Korea Food Research Institute, Seul. Messa a punto di nuove formulazioni alimentari reali addizionate delle diverse molecole (dolcificanti) e analisi della loro accettabilità da parte dei consumatori. Messa a punto di un laboratorio permanente di studio di formulazioni gastronomiche italianecoreane. Impiego delle molecole in campo alimentare e farmaceutico. E. Pagliarini et al., Chemical Senses (2006) 31E57. M. Laureati et al., II Convegno SISS di Scienze Sensoriali, 30 giugno-1 luglio 2008 A. Bassoli et al., II Convegno SISS di Scienze Sensoriali, 30 giugno-1 luglio 2008 A. Bassoli et al.,chemosensory Perception.(2008) Doi: /s z 148

160 Italiano: Biosensori per la valutazione del ruolo della dieta nella prevenzione di patologie degenerative Inglese: Use of biosensors within a multidisciplinary approach for the study of degenerative disease prevention through diet Marisa Porrini Patrizia Riso Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Alimentazione, composti vasoattivi, biosensori Nutrition, vasoactive compounds, biosensors Lo studio consiste nello sviluppo di biomarker in grado di misurare variazioni di tipo strutturale e funzionale indotte da trattamenti dietetici mirati alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. In particolare si interessa all applicazione di biosensori per l analisi della funzionalità delle arterie in modelli animali e nell uomo in funzione di trattamenti dietetici specifici. ALIMENTAZIONE GESTIONE Se Sì, indicare partnership/s: Department of Food Science and Human Nutrition, University of Maine Identificazione di componenti/alimenti con proprietà vasoattive. Sviluppo di protocolli dieteticii capaci di migliorare le proprietà funzionali delle arterie. Sviluppo del know-how per la formulazione di nuovi prodotti con ricadute sulla salute vascolare. Del Bò C, Riso P et al. Experimental Biology 2009, April 18-22, New Orleans. 149

161 Italiano: Criteri di analisi e progettazione integrata per l industria agro-alimentare Inglese: Integrated analysis and planning criteria for food industry Franco Sangiorgi Loredana Dioguardi, Laura Franzetti, Marina Mastropietro Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE GESTIONE Industria agro-food, disegno integrato, sicurezza alimentare Agro-food industry, integrated design, food safety La presenza di normative, spesso conflittuali, rende necessario stabilire delle priorità nelle scelte progettuali. In particolare, è importante individuare materiali e tecnologie costruttive in grado di minimizzare lo sviluppo dei microrganismi. Inoltre, occorre considerare l'ambiente di lavoro per i suoi riflessi sul benessere degli operatori. Se Sì, indicare partnership/s: Univ. di Bologna, Univ. della Tuscia, Univ. della Basilicata, Univ. di Catania - Modelli progettuali ottimizzati; - Modelli di inserimento territoriale degli opifici; - Valorizzazione e miglioramento della qualità delle produzioni; - Miglioramento delle condizioni di lavoro e della sicurezza; - Corsi e seminari formativi per operatori, tecnici e enti di controllo. - Schede aziendali e modelli progettuali migliorativi alla luce dei punti critici individuati; - Messa a punto di manuali di autocontrollo per le aziende che ne sono sprovviste; - Linee guida sulla progettazione e gestione di nuove strutture relative agli indirizzi produttivi esaminati. Sangiorgi F. Dioguardi L.(2006) PRIN 2003 La progettazione integrata nell industria alimentare. Criteri progettuali e gestionali per il settore caseario. Dioguardi L., Franzetti L. (2006) Condizioni di lavoro e qualità igienica in piccoli caseifici e malghe nel Nord Italia Ind.Alim.XLV,463,141:

162 Italiano: La valorizzazione dei prodotti caseari tipici della montagna Inglese: Enhancing the value of mountains' produce: the case of Toma della Valsesia Franco Sangiorgi Loredana Dioguardi, Laura Franzetti Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano Formaggi, prodtotti di montagna, produzione Cheese, mountains' produce, cheese making L'Italia è ricca di prodotti alimentari che meriterebbero un maggiore valorizzazione. Tale obiettivo si scontra, però con la scarsa attenzione che è stata da sempre riservata ai piccoli produttori che caratterizzano le aree di montagna. In particolare, le carenze riscontrate sono dovute alla non conoscenza degli aspetti applicativi legati alla applicazione delle normative sull'igiene e sicurezza. ALIMENTAZIONE GESTIONE Se Sì, indicare partnership/s: IMONT, IBAF, IARD, A&Q Messa a punto di soluzioni produttive, tecnologiche, meccanico-impiantistiche, organizzative, logistiche, di marketing e di tracciabilità della filiera tradizionale per il miglioramento quali-quantitativo della qualità della Toma e per la valorizzazione del territorio. Creazione di banche dati. Individuzione di strategie di sviluppo territoriale, di nuove linee produttive alternative, riorganizzazione aziendale e territoriale, razionalizzazione e ottimizzazione dei processi produttivi, dei costi, introduzione di layout e impianti più appropriati per le realtà studiate. Dioguardi L. Sangiorgi F. (2008) Small dairies design to improve safety and workers welfare in mountain areas. e Dioguardi L. Franzetti L. Sangiorgi F. (2008) Environmental and surface hygienic quality of small dairies in mountain areas: suggestion to improve food safety. Proc. RAGUSA- SHWA 15-17Set. 151

163

164 2.4 NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA ALIMENTAZIONE 153

165 Italiano: Prodotti bioattivi da piante eduli e cibi tradizionali Inglese: Bioactive compounds from food plants and traditional food Angela Bassoli Gigliola Borgonovo, Leonardo Scaglioni Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari Università degli Studi di Milano - Via Celoria Milano ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Bioactive compounds, taste, TRP Composti bioattivi, sapore, TRP Molte spezie ed erbe spontanee e/o coltivate utilizzate nella cucina tradizionale italiana ed estera contengono composti attivi sul sapore e sulla chemestesi. L'attivazione specifica su alcuni recettori delle famiglie GPCR e TRP dà luogo non solo alle proprietà gustative ma ad altre bioattività interessanti quali l'attività insetto-repellente o la percezione dei segnali dolorosi (nocicezione). Il progetto utilizza il sapore come guida per l'identificazione e l'isolamento di nuovi principi bioattivi di interesse alimentare, agrario, farmaceutico, cosmetico, erboristico. Se Sì, indicare partnership/s: Composti bioattivi con attività specifica sui recettori delle sensazione gustative e della chemestesi delle famiglie GPCR e TRP; composti attivi sul chemical sensing; composti attivi nei meccanismi di percezione della nocicezione. Additivi alimentari (composti sapidi, inibitori o modificatori del gusto); composti attivi sul chemical sensing (es. insetticidi, insetto-repellenti, nematocidi) e sulla nocicezione (es. analgesici); estratti naturali di piante eduli per uso alimentare, cosmetico, farmaceutico, dietetico, agrario. A. Bassoli et al., Chemistry and Biodiversity, 2008, 5, A. Bassoli et al., J. Biorg. & Med. Chem., 2008, ( DOI /j.bmc ). 154

166 Italiano: Peptidi bioattivi di derivazione casearia Inglese: Bioactive peptides of dairy origin Francesco Bonomi Stefania Iametti Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari Università degli Studi di Milano - Via Celoria Milano Peptidi bioattivi, proteine, industria casearia Bioactive peptides, proteins, dairy industry Il progetto si è proposto l'isolamento di peptidi bioattivi da reflui di diversi processi di caseificazione. Se Sì, indicare partnership/s: Torchiani Impianti, BS; CaBre, BS; Stella Bianca, LO; Cas. Gervasina, BS; CRA-ILC, LO ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Si è pervenuti all'isolamento in forma economicamente conveniente di proteine e peptidi con attività biologica interessanti dal punto di vista nutrizionale, farmacologico, e per altre applicazioni industriali. Nutraceutica, supplementazione alimentare, antimicrobici naturali. P. Rasmussen, A. Barbiroli, F. Bonomi, F. Faoro, P. Ferranti, M. Iriti, G. Picariello, S. Iametti. Biopolymers (2007) 86, A. Barbiroli, F. Bonomi, S. Benedetti, S. Mannino, L. Monti, T. Cattaneo, S. Iametti. J. Dairy Sci., (2007) 90,

167 Italiano: Valutazione degli effetti funzionali di prodotti arricchiti in fibra alimentare sul tratto gastrointestinale Inglese: Comparison of high fibre cereal prototypes on intestinal health benefits M.Cristina Casiraghi D.Erba, Canzi, Zanchi ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche. Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Prodotti da forno, prebiotici, ecosistema intestinale; Backery prod, prebiotic, intestinal ecosystem La fibra alimentare è considerata uno dei principali componenti funzionali della nostra dieta poiché promuove effetti fisiologici positivi come la capacità lassativa, l attenuazione della colesterolemia, la modulazione dei livelli ematici di glucosio. Alcune frazioni della fibra mostrano attività prebiotica, favorendo lo sviluppo di microrganismi intestinali positivi per la salute umana.lo studio si propone di verificare meccanismi d'azione ed effetti funzionali di nuove formulazioni arricchite con fibra alimentare e prebiotici sulla funzionalità intestinale e sul suo ecosistema microbiobico. Se Sì, indicare partnership/s: Univ. degli Studi di Modena; AAT-Univ. Cattolica del sacro Cuore di Piacenza Nuovi prodotti funzionali arricchiti in fibra alimentare e prebiotici. Dossier di supporto scientifico per richieste a EFSA, a norma Reg 924,2007, Health and Nutritional Claims. Brighenti,F. et al.(1999) Eur J Clin Nutr 53 : Bianchi-Salvadori B. et al.(2001)new Microbiologica 24:23-33 Casiraghi MC et al (2007 )J Appl Microbiol 103 :

168 Italiano: Produzione biotecnologica di un polipeptide di soia ad azione ipolipidemizzante Inglese: Biotechnological production of a soybean polypeptide with lipid lowering activity Marcello Duranti Alessio Scarafoni, Alessandro Consonni, Mariarosa Lovati Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Soia; proteina ipolipidemica; sovraespressione Soybean; hypolipidemic protein; overexpression Le proteine di soia sono da tempo considerate efficaci agenti di controllo della lipidemia ed in particolare della colesterolemia. L'identificazione della catena polipeptidica della subunità alfa' della beta-conglicinina di soia responsabile di questa attività biologica in cellule modello ha portato al clonaggio ed alla sovraespressione in lievito di alcuni frammenti della stessa. Le ricerche proseguono in direzione della verifica della attività di questi frammenti in modelli animali, della comprensione del meccanismo d'azione e della identificazione del peptide minimo dotato di attività. ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento Farmacologia, UNIMI; INDENA s.p.a., Milano Cloni di Pichia pastoris esprimenti frammenti della catena polipeptidica alfa' di soia. Frammenti polipeptidici purificati. Anticorpi specifici. Il controllo delle concentrazioni ematiche dei lipidi nell'uomo è fondamentale nella prevenzione e trattamento delle iperlipidemie, che notoriamente sono tra gli agenti scatenanti di numerose malattie cardiocircolatorie. M. Duranti, P. Morazzoni, Patent N. WO (2003) C. Manzoni et al., J. Nutr. (2003) 133: M. Duranti et al., J. Nutr. (2004) 134:

169 Italiano: Attività ipoglicemizzante di una proteina del seme di lupino Inglese: Hypoglicemic activity of conglutin gamma, a lupin seed protein Marcello Duranti Alessio Scarafoni, Chiara Magni, Livio Luzi Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Proteina di lupino, glicemia, insulina Lupin protein, glycaemia, insulin Nella medicina tradizionale i semi di lupino sono da tempo descritti come prodotto antidiabetico, ma fino ad ora non è stata individuata la molecola responsabile di questo effetto. La conglutina gamma, proteina del lupino in grado di interagire in vitro con insulina, sembra un'ottima candidata. Per questo motivo sono state realizzate prove da carico di glucosio in ratti pretrattati con conglutina gamma. Inoltre mioblasti di topo sono stati stimolati con conglutina gamma per verificare un'eventuale azione insulino-mimetica della proteina. Se Sì, indicare partnership/s: INDENA, Milano; Facoltà Scienze Motorie, UNIMI; Unità Nutrizione- Metabolismo Osp. S. Raffaele Le prove da carico di glucosio hanno dimostrato che la somministrazione orale di conglutina gamma induce una significativa riduzione dei valori di glucosio nel sangue. La stimolazione di mioblasti di topo con la proteina induce l'attivazione della cascata di chinasi tipica dell'insulina. Possibile impiego della conglutina gamma nel controllo della glicemia e delle malattie insulinocorrelate. C. Magni et al., J. Nutr. Biochem. (2004) 15: Morazzoni P., Duranti M., Patent N.WO

170 Italiano: Effetti metabolici dell'assunzione di isoflavoni Inglese: Metabolic effects of isoflavones intake Daniela Erba Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Isoflavones; antioxidant; human health Isoflavoni; antiossidanti; salute umana Gli isoflavoni sono composti polifenolici presenti in particolare nella soia e prodotti derivati. La loro rilevanza per l'uomo risiede sia nella capacità di legarsi ai recettori estrogenici endogeni che nella possibile attività antiossidante. Le ricerche hanno indagato quest'ultima attività sia in vitro che in soggetti sani supplementati con isoflavoni. Le ricerche proseguono ampliando lo spettro delle possibili attività biologiche esercitate da questi composti (metabolismo lipidico, glicemico, osseo) in soggetti sani. ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Se Sì, indicare partnership/s: Le ricerche hanno confermato sia in vitro, con colture cellulari immortalate e primarie, che in soggetti sani supplementati con alimenti a base di soia l'attività antiossidante degli isoflavoni. Sono in fase di elaborazione i dati relativi agli effetti metabolici degli isoflavoni. L'assunzione degli isoflavoni, esercitando diverse attività biologiche (estrogenica ed antiossidante), può contribuire a mantenere lo stato di salute, in particolare nelle donne in post-menopausa. Foti P, Erba D, et al Arch Biochem Biophys 2005;433: Foti P, Erba D et al Nutr Res 2006,26:284 Spadafranca A, Erba D et al Nutr Met Card Dis 2008;18(9):e45 159

171 Italiano: Caratterizzazione molecolare di batteri probiotici e studio della loro interazione con l'ospite Inglese: Molecular characterization of probiotic bacteria and study of host-microbe interactions Simone Guglielmetti Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - via Mangiagalli Milano ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Batteri probiotici, bifidobatteri, immunomodulazione Probiotic bacteria, immunomodulation L'obiettivo di questa ricerca è quello caratterizzare a livello molecolare i microrganismi probiotici e di valutare i meccanismi di interazione con l'ospite attraverso prove in vitro e in vivo, con particolare attenzione nei riguardi della loro attività immunostimolante. Se Sì, indicare partnership/s: Questa ricerca si propone di migliorare la formulazione di preparati alimentari a base di probiotici o di proporre nuovi prodotti innovativi a base di batteri probiotici con manifestate proprietà immunostimolanti. Guglielmetti S. et al. (2006) Applied Microbiology and Biotechnology 74, Guglielmetti S. et al. (2008) Applied and Environmental Microbiology 74, Guglielmetti S. et al. (2008) International Journal of Food Microbiology 124,

172 Italiano: Studio delle caratteristiche funzionali di alimenti tipici e di nuova formulazione Inglese: Evaluation of functional properties of typical and new foods Marisa Porrini Patrizia Riso Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Proprietà funzionali salute, interventi dietetici Functional properties, health, nutritional studies Il progetto consiste nella validazione, mediante studi di intervento dietetico su gruppi di volontari, delle proprietà funzionali e salutistiche di specifici alimenti e/o componenti di interesse nutrizionale. A tale scopo si prevede la valutazione di diversi biomarker di funzione o attività correlati a specifiche malattie cronico-degenerative. ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Se Sì, indicare partnership/s: Alimenti e formulazioni alimentari con specifiche caratteristiche funzionali e/o salutistiche. La dimostrazione delle proprietà funzionali e salutistiche degli alimenti è necessaria per supportare la definizione di claim salutistici. Guarnieri S, Riso P, Porrini M. Brit J Nutr 2007;97:639. Riso P, Visioli F, Grande S, et al. J Agric Food Chem 2006;54:2563. Riso P, Martini D, Visioli F, Martinetti A, Porrini M. Nutrition and Cancer 2009;61:23. Riso P, Brusamolino A, Moro M, Porrini M. Int J Food Sci Nutr in press. 161

173 Italiano: Studio delle caratteristiche sazianti di alimenti tipici e di nuova formulazione Inglese: Evaluation of satiating properties of typical and new foods Marisa Porrini Patrizia Riso Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Alimenti, sazietà, appetito Foods, satiety, appetite Le caratteristiche chimiche, fisiche e sensoriali degli alimenti giocano un ruolo importante nel modulare i meccanismi di controllo dell'appetito. La formulazione di alimenti nuovi può quindi prendere in considerazione anche la loro capacità di influenzare i consumi alimentari. Il progetto consiste nella valutazione delle proprietà sazianti di specifici alimenti su gruppi di volontari appositamente arruolati. A tale scopo si effettua il rilevamento delle sensazioni soggettive correlate all'assunzione di cibo e la valutazione oggettiva dei consumi alimentari. Se Sì, indicare partnership/s: Alimenti e formulazioni alimentari con definite proprietà sazianti o appetizzanti. Formulazione di alimenti che rispondono a particolari esigenze di gruppi di popolazione. Berti C, Riso P, Brusamolino A, Porrini M. Brit J Nutr 2005;94: Berti C, Riso P, Porrini M. J Am Coll Nutr 2008;00(0) 162

174 Italiano: Diete ad alto contenuto di antiossidanti naturali per la modulazione dello stress ossidativo in soggetti anziani Inglese: Evaluation of the antioxidant status of a sample of elderly subjects following interventions with diets poor or rich in natural antioxidant compounds Paolo Simonetti Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche - Sezione Nutrizione Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Oxidative stress, Markers, Elderly subjects Diversi studi dimostrano che sostanze antiossidanti, assunte con la dieta, sono in grado di modulare lo stress ossidativo e ritardare il declino cognitivo. Obiettivo è effettuare uno studio di intervento con diete ricche e povere di antiossidanti in un gruppo di soggetti anziani e monitorare le concentrazioni plasmatiche di vitamine antiossidanti, carotenoidi, folati, betaina; negli eritrociti i livelli di glutatione, l attività della glutatione perossidasi e superossido dismutasi; nelle urine le quantità di isoprostani e 8-oxo-2 -desossiguanosina. ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Se Sì, indicare partnership/s: Dip Scienze Sanitarie Applicate-Dip Medicina Interna Terapia Medica-UNIPV;Dip Sanità Pubblica-UNIPR Individuare specifici biomarkers dell invecchiamento e la loro correlazione con interventi dietetici. Capire se un miglioramento qualitativo della dieta con alimenti naturalmente ricchi di antiossidanti corrisponda a un miglioramento dello stato ossidativo e dei markers legati all'invecchiamento. Suggerire corretti comportamenti alimentari per ridurre il rischio di stress ossidativo ed invecchiamento precoce nella popolazione anziana. Turconi G., Simonetti P., Brusamolino A., Martini D., Rondanelli M., Cuzzoni G., Ricevuti G., Roggi C., Cena H. Potenziale antiossidante in un gruppo di pazienti affetti da malattia di Alzheimer - SINU - Invecchiamento e longevità: evidenze in campo nutrizionale Roma, Italy, December 11-12,

175 Italiano: Identificazione di colture microbiche intestinali in grado di trasformare la daidzeina nel composto bioattivo equolo Inglese: Identification of intestinal microbiota able to convert daidzein in the bioactive compound S-equol Paolo Simonetti Enrica Canzi ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Daidzein; Equol; Metabolism Valutare la capacità di produrre equolo in donne pre- e menopausa effettuando test di fermentazione in vitro in anaerobiosi su campioni fecali. Studiare la componente microbica intestinale responsabile della biotrasformazione procedendo alla selezione e caratterizzazione, mediante test fisiologici e molecolari, di colture microbiche miste e pure attive nella conversione della daidzeina e/o della DHD in equolo. Studiare in vivo il metabolismo della daidzeina verificando a livello plasmatico ed urinario la capacità di produrre S-equolo e gli altri intermedi di trasformazione. Se Sì, indicare partnership/s: Stima della capacità della popolazione di produrre S-equolo partendo da daidzeina assunta oralmente. Determinazione della cinetica plasmatica della daidzeina e dei suoi metaboliti. Indentificazione di colture microbiche in grado di trasformare la daidzeina in equolo. Identificazione di ceppi batterici con potenzialità probiotiche. The role of diet in the metabolism of daidzein by human faecal microbiota sampled from Italian volunteers C Gardana, E Canzi, P Simonetti. J Nutr Biochem 2008, doi.org/ /j.jnutbio

176 Italiano: Valorizzazione della qualità nutrizionale di mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum L.) Inglese: Antioxidant contents of blueberry (Vaccinium corymbusum L) during ripening processes Anna Spinardi Ilaria Mignani, Giacomo Cocetta Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Blueberry, antocyanin content, ascorbic acid Il mirtillo gigante americano (V. corymbosum, L.) ha suscitato negli ultimi anni un elevato interesse sia sotto il profilo nutrizionale che salutistico, a causa del suo ricco contenuto di fitonutrienti (antociani, flavonoidi, polifenoli e acido ascorbico) dall elevata attività antiossidante, importante nella prevenzione di patologie degenerative. Nella sperimentazione è stata valutata l evoluzione degli indici di qualità e del contenuto in fitonutrienti presenti nel mirtillo nel corso della maturazione, in due varietà differenti, Duke e Brigitta ; coltivate a due altitudini diverse. ALIMENTAZIONE NUTRIZIONE E NUTRACEUTICA Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Ingegneria Agraria di Milano, Fondazione Fojanini (Sondrio) Definizione dei principali indici di maturazione e fitonutrienti (antociani, flavonoidi, polifenoli totali e acido ascorbico) del mirtillo, dell ottimale momento di raccolta per il maggior effetto salutistico e dell areale di coltivazione per un frutto in grande espansione colturale. Il monitoraggio della qualità, la definizione dell'ottimale momento di raccolta e l'ampliamento dell'areale di coltivazione può servire alle aziende per valorizzare la tipicità di produzione. Sinelli N., Spinardi A., Di Egidio V., Mignani I. and Casiraghi E Postharvest Biology and Technology 50: Guidetti R., Beghi R., Bodria L., Spinardi A., Mignani I. and Folini L. Acta Horticulturae. In press Spinardi A., Mignani I., Folini L. and Beghi R. Acta Horticulturae. In press 165

177 AMBIENTE

178 3.1 TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA AMBIENTE 167

179 Italiano: Supporti decisionali per la gestione delle risorse idriche in aree vulnerabili del Sud d Italia Inglese: Decision support systems to manage water resources at irrigation district level in Southern Italy using remote sensing information Marco Acutis Ettore Bernardoni, Alessia Perego Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Gestione risorse idriche, GIS, modelli Hydric resource management, GIS; cropping systems model Il progetto intende sviluppare un approccio metodologico integrato, per l'ottimizzazione delle risorse idriche in comprensori meridionali caratterizzati da sistemi colturali irrigui ad alto valore aggiunto, che possa essere utile alle autorità preposte alla pianificazione territoriale. Il supporto decisionale che si intende produrre si basa su: telerilevamento da satellite, modelli di simulazione e sistemi Informativi Geografici (GIS) per la gestione dei parametri di tipo distribuito riguardanti clima, suolo, sistemi colturali di un determinato territorio, loro regionalizzazione e mappatura. Se Sì, indicare partnership/s: C.R.A. - Unità di Ricerca per i Sistemi Colturali degli Ambienti Caldo-Aridi. Bari Sviluppo di un sistema di supporto alle decisioni (modello AQUATER) che integri dati colturali e pedoclimatici, assimilando nel modello le informazioni derivanti da satellite e interfacciandolo con il GIS, i cui dati saranno spazializzati geostatisticamente individuando così aree omogenee. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Possibilità di stimare settimanalmente su scala territoriale i consumi idrici colturali, correggendo i bilanci idrici con i dati satellitari utilizzando il modello AQUATER. Ciò permette di prevedere situazioni di emergenza idrica aumentando l'efficacia nella pianificazione degli interventi irrigui. Acutis M., Rinaldi M., Mattia F., Perego A., Integration of a crop simulation model and remote sensing information. Proceedings of International Symposium on Crop Modeling and Decision Support, April, Najing ( China ), pdf

180 Italiano: Produzione di bio-idrogeno ed energia rinnovabile da residui agro-zootecnici Inglese: Production of bio-hydrogen and renewable energy from husbandry wastes Fabrizio Adani Barbara Scaglia; Andrea Schievano Sezione di Chimica Agraria - Dip. Produzioni Vegetali Università degli Studi di Milano - Via Celoria, Milano Idrogeno, energie rinnovabili, biomasse Hydrogen, renewable energy, biomasses AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Il progetto mira a studiare e ottimizzare un sistema di produzione di idrogeno e metano basato su un innovativo processo di fermentazione anaerobica a due stadi, alimentato con sottoprodotti agricoli quali reflui zootecnici e biomassa. L interesse per la fermentazione a due stadi separati, rispetto alla classica generazione anaerobica di biogas, si giustifica, oltre che per la significativa produzione di bio-idrogeno nella prima fase del processo, per l elevata resa di metano che si ottiene nella seconda fase. Sarà costruito un impianto pilota da installare presso l azienda agricola sperimentale dell Università degli Studi di Milano. Se Sì, indicare partnership/s: Istituto di Ingegneria Agraria, Università degli Studi di Milano Sezione di Microbiologia Dip. Sc. Tecn. Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano Edison SpA Milano Rhön Energie Systeme Gehaus GmbH Gehaus (D) I risultati acquisiti nella ricerca permetteranno di quantificare l incremento di energia prodotta dalla fermentazione a due stadi rispetto alla digestione anaerobica tradizionale e di valutare la sostenibilità economica di tale tecnologia, così come gli eventuali benefici ambientali. L'idrogeno prodotto nella fermentazione e opportunamente purificato, verrà utilizzato per alimentare una pila a combustibile PEM per la produzione di energia elettrica a emissione zero a livello aziendale. Verrà altresì sperimentato l uso di un sistema di micro-cogenerazione basato su turbina a gas, alimentato da metano o da miscela metano/idrogeno. 170 A. Schievano, A. Tenca, R. Oberti, F. Adan, An operational strategy to produce Bio-hydrogen: the use of digestate for process control. Atti di Ecomondo, 2008 Partecipazione orale al HYdrogen POwer THeoretical and Engineering Solutions International Symposium (Hypothesis 2009)

181 Italiano: Bilancio dell azoto nella filiera di produzione del biogas da reflui zootecnici e qualità del digestato Inglese: Nitrogen balance in the biogas production from organic manure and quality of digestate Fabrizio Fulvia Tambone, Barbara Scaglia, Andrea Schievano, Giuliana D'Imporzano Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Digestione anaerobica; azoto; spettroscopia NMR Anaerobic digestion; nitrogen; NMR spectroscopy Monitoraggio del processo di digestione anaerobica in diversi impianti di scala reale operanti con diverse condizioni di processo (temperatura di esercizio, matrici utilizzate, ecc..), finalizzato a tracciare un quadro completo della mobilità dell azoto. Studio delle caratteristiche fertilizzanti dei digestati finali e dell evoluzione della componente organica a mezzo di 13 C CPMAS NMR. Se Sì, indicare partnership/s: I dati raccolti e la loro elaborazione statistica, dovrebbero permettere di tracciare un quadro attendibile e dettagliato della ripartizione dell azoto nei flussi di materia che entrano ed escono in un impianto di digestione anaerobica, evidenziando eventuali possibilità d intervento a basso costo per una migliore gestione dell azoto attraverso i processi di digestione anaerobica. Il controllo degli input ed output di azoto risultano essere fondamentali nell applicazione a scala territoriale della Direttiva Nitrati. Inoltre, le caratteristiche spettroscopiche della componente organica dei digestati da utilizzarsi in agricoltura, forniscono utili informazioni circa il loro potenziale di mineralizzazione e quindi di disponibilità di elementi nutritivi, tra i quali, anche l azoto. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA 171

182 Italiano: Biomasse per Biogas Inglese: Biomasses for Biogas Fabrizio Adani Fulvia Tambone, Barbara Scaglia, Andrea Schievano, Giuliana D'Imporzano Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Biogas; energia; digestione anaerobica L obiettivo del progetto è quello di fornire informazioni tecnico-economiche circa la filiera produttiva di energia da biogas in seguito a digestione anaerobica di colture vegetali energetiche ed altri scarti organici reperibili sul territorio lombardo.il progetto si propone di perseguire tali obiettivi per mezzo di uno studio completo della filiera produttiva: 1) produzione delle biomasse energetiche vegetali e reperimento di biomasse di scarto; 2) produzione di biogas su scala di laboratorio e reale; 3) produzione di energia da biogas; 4) valutazione economica della filiera produttiva. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Se Sì, indicare partnership/s: Monsanto s.p.a., Associazione Kiloverde Stima delle colture erbacee realizzabili nell aerale di pianura lombarda e ruolo delle biomasse di scarto nella produzione di energia rinnovabile: aspetti economici, agronomici e rese energetiche. Produzione di biogas ed energia in Regione Lombardia attraverso la valorizzazione delle biomasse di scarto. A. Schievano et al., Bioresource Technology, (2008) 99,

183 Italiano: Metodi enzimatici per abbassare il pour point del biodiesel a base di olio di palma Inglese: Lowering the pour point of palm oil bio-diesel by enzymatic desaturation Fabrizio Adani Silvia Salati, Roberto Pilu, Elena Cassani Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Biodiesel, olio di palma, desaturasi Biodiesel, palm oil, desaturase Gli oli vegetali ricchi di acidi grassi monoinsaturi possono essere utilizzati come fonti rinnovabili, l aumento della quantità di questi ultimi offre la possibilità di modificare le proprietà fisiche di oli vegetali. La via enzimatica rappresenta una valida alternativa, per abbassare la temperatura di solidificazione, ai metodi chimici e fisici comunemente utilizzati che possono causare variazioni nelle altre proprietà del biodiesel. Le ricerche proseguono in direzione della verifica dell attività desaturasica di enzimi di origine vegetale sull olio di palma. Se Sì, indicare partnership/s: Estrazione e purificazione di enzimi di origine vegetale in grado di desaturare gli acidi grassi dell'olio di palma. Abbassare la temperatura di solidificazione del biodiesel a base di olio di palma attraverso l'utilizzo di metodi enzimatici. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA 173

184 Italiano: Modificazione della nanostruttura delle biomasse per la produzione di bioenergie Inglese: Nanostructure biomasses modification for bioenergies production Fabrizio Adani Manuela Spagnol, Andrea Schievano, Giuliana D'Imporzano, Marinella Broglia Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Biocarburanti; nanostrutture; biomasse Biofuel; nanostructure; biomasses La composizione ultrastrutturale delle biomasse è un fattore fisico limitante l'attivà enzimatica e la sua modificazione attraverso attacchi chimici e metodi fisici ne può determinare un miglior utilizzo nel campo della produzione di bioenergie. Si intende quindi studiare gli effetti chimico-fisici dei trattamenti sulla composizione di biomasse di diversa origine. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Se Sì, indicare partnership/s: Enea Valutazione delle modificazioni strutturali nelle biomasse. Maggior facilità di trattamento delle biomasse nella produzione di bioenergia. Adani F., Salati S, Spagnol M., Tambone F., Genevini P., Pilu R and Nierop K. (2009). Nanometer scale structure of alkali-soluble bio-macromolecules of maize plant residues explains their recalcitrance in soil.chemosphere (in press) 174

185 Italiano: Utilizzo delle proprietà surfattanti degli acidi umici nella decontaminazione di suoli da pesticidi Inglese: Study of the surfactant properties of humic acid and their application to decontaminate soils Fabrizio Adani Fabrizio Adani, Barbara Scaglia Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Proprietà surfattanti, acidi umici, pesticidi Surfactant properties, humic acid, pesticide Gli acidi umici sono surfattanti di origine naturale in grado di favorire la solubilizzazione di molecole idrofobiche come i pesticidi. Il progetto intende valutare la capacità degli acidi umici estratti da biomasse di solubilizzare i pesticidi presenti in suoli contaminati. Se Sì, indicare partnership/s: Università di Catania La ricerca ha prodotto già alcune pubblicazioni a livello internazionale e la nascita di nuove collaborazioni scientifiche. L'utilizzo degli acidi umici nei processi di decontaminazione dei suoli da pesticidi permetterebbe la diffusione della tecnologia limitata, al momento, dalla necessità di utilizzo di molecole chimiche anch'esse inquinanti. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Montoneri E., Boffa V., Savarino P., Tambone F., Adani F., Micheletti L., Gianotti G., Chiono R. (2008). Use of biosurfactants from urban wastes compost in textile dyeing and soil remediation. Waste Management, in press. 175

186 Italiano: Utilizzo degli acidi umici da biomasse nei processi di decontaminazione fotocalitica di acque inquinate da CrVI Inglese: Fotocatalysis remediation of water contaminated with CrVI using humic acid Fabrizio Adani Fabrizio Adani, Barbara Scaglia Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Acidi umici, cromo esavalente, fotocalisi Humic acid, exavalent cromium, fotocatalysis remediation La contaminazione da CrVI delle acque superficiali è di elevata pericolosità per la salute umana. Al momento è in studio la possibilità di ridurre il CrVI a CrIII per mezzo di processi fotocalitici. L'utilizzo di molecole con attività di scavenger permettere di aumentare l'efficienza del processo. Il progetto intende valutare la possibilità di utilizzo degli acidi umici, molecole di origine naturale, in sostituzione degli scavenger chimici al momento in uso. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Chimica, UNIMI L'utilizzo degli acidi umici nei processi di decontaminazione da cromo permetterebbe la diffusione della tecnologia limitata, al momento, dalla necessità di utilizzo di molecole chimiche anch'esse inquinanti. Quadri, G., Chen X., Jawitz, J., Tambone F., Genevini P.L., Faoro F., Adani F. (2008). Bio-based surfactant-like molecules from organic wastes: the effect of waste composition and composting process on surfactant properties and on the ability to solubilize tetrachloroethene (PCE). Environ. Sci. T 176

187 Italiano: Evoluzione della sostanza organica di rifiuti in discariche simulate Inglese: Evolution of organic matter of municipal solid waste in laboratory scale landfill Fabrizio Adani Barbara Scaglia, Silvia Salati Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano MSW, discariche, impatto MSW, landfill, impact Il progetto intende studiare l'evoluzione della sostanza organica di rifiuti organici in reattori discarica di laboratorio. Il progetto prevede l'incubazione di rifiuti urbani con differente grado di stabilità biologica per 1 anno. Nel corso dell'incubazione i campioni di rifiuto saranno caratterizzati da un punto di vista biologico, chimico e fisico. Se Sì, indicare partnership/s: Sorain Cecchini Tecno Lo studio dell'evoluzione delle sostanza organica in discarica permetterà di trovare relazioni tra l'emissione di gas serra (CH4), la tendenza delle discariche ad agire da sink di carbonio e le caratteristiche della sostanza organica. Scaglia B. and Adani F. (2008). An index for quantifying the aerobic reactivity of municipal solid wastes and derived waste products. Sci Total Environm., 394, AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA 177

188 Italiano: Influenza della modificazione genetica sull ultrastuttura del mais e possibili applicazioni nella produzione di bionergie e biocarburanti Inglese: Influence of genetic modification on maize ultrastucture and possible applications to bioenergies and biofuels production Fabrizio Adani Manuela Spagnol, Andrea Schievano, Salvatore Roberto Pilu Dip. Produzione Vegetale, Dipartimento di Produzione vegetale-sezione Patologia Vegetale Università degli Studi di Milano - Via Celoria Milano Modificazione genetica, bioenergia, ultrastruttura gneteic modification, bioenergy, ultrastructure AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Il progetto si pone l'obiettivo di verificare l'influenza di modificazioni genetiche sulla ultrastruttura fisica delle piante di mais. Al medesimo tipo di coltura saranno apportate differenti modificazioni genetiche di tipo BM3, atte a ridurre il contenuto di lignina in favore della cellulosa. Saranno quindi fatti studi a livello di nano-scale per verificare variazioni di micro o meso porosità. La struttura chimica sarà studiata usando risonanza magnetica nucleare e analisi chimiche. Attraverso test biologici, si verificherà invece un'attesa variazione della degradabilità della sostanza organica. Risposte positive aprirebbero la strada a possibili applicazioni nella produzione di bio-carburanti di seconda e terza generazione da colture energetiche. Se Sì, indicare partnership/s: Possibile influenza della modificazione genetica (tipo BM3) sulla microstruttura, la composizione chimica e la degradabilità della sostanza organica della pianta del mais. Miglioramento delle rese nell'utilizzo del mais per produzione di bio-fuels di seconda e terza generazione. 178

189 Italiano: Monitoraggio degli odori nella stabilizzazione dei rifiuti solidi urbani Inglese: Measurement of the potential odour emission during aerobic and anaerobic biostabilization processes of municipal solid waste Fabrizio Adani Valentina Orzi, Barbara Scaglia, Giuliana D'Imporzano Dipartimento di Produzione Vegetale, sezione Fisiologia Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Biostabilizzazione, Naso elettronico, Composti ogranici volatili Bio-stabilization, Electronic Nose, Volatile Organic Compounds Negli ultimi 30 anni, gli odori provenienti da impianti per il trattamento dei rifiuti sono diventati un grave problema ambientale. E' risaputo che l'odore deriva dai processi degradativi, aerobici, ma soprattutto anaerobici, a carico della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. E' quindi di attuale interesse la conoscenza più approfondita degli odori emessi durante queste lavorazioni in modo da potere migliorare i processi e di conseguenza diminuire la formazioni di odori fastidiosi e dannosi per l'ambiente. Se Sì, indicare partnership/s: Istituto Mario Negri, PCA Technologies s.r.l. La caratterizzazione approfondita della composizione degli odori, provenienti dalle diverse fasi di stabilizzazione, ha permesso di trovare una stretta correlazione tra fase degradativa e produzione di odore che strumentalmente può essere determinata tramite l'utilizzo del Naso Elettronico. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA La popolazione è diventata più sensibile alle questioni della qualità dell'aria e raramente tollera la presenza di odori. Per questo motivo, gli organismi di regolamentazione richiedono un affidabile metodo per valutare l'impatto degli odori provenienti dagli impianti di trattamento dei rifiuti. D Imporzano G., Crivelli F., Adani F. (2008) Science of the Total Environment 402: Pierucci P., Porazzi E., P. Martinez M., Adani F., Carati C., Rubino F. M., Colombi A., Calcaterra E., Benfenati E. (2005) Chemosphere 59:

190 Italiano: Fanghi in agricoltura, inquinanti organici e analisi del rischio Inglese: Use of sewage sludge in agriculture: risk analysis Fabrizio Adani Fulvia Tambone, Silvia Salati, Manuela Spagnol Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Fanghi di depurazione; metalli pesanti; xenobiotici Sewage sludge; heavy metals; xenobiotics AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Studio effettuato su due differenti siti (coltivati a riso e mais) sottoposti a trattamento pluriennale con fanghi di depurazione (più due siti di controllo), delle concentrazioni nel terreno e nei vegetali di diossine e furani, PCB, idrocarburi policiclici aromatici, solventi volatili, alchilfenoli e microinquinanti inorganici. Valutazione delle quantità di assunzione alimentare e messa a punto di un modello di bioaccumulo per stimare l'esposizione a partire da una certa concentrazione ambientale, da confrontare con i valori descritti dalle linee guida internazionali. Particolare attenzione sarà dedicata alla determinazione della qualità dei suoli a mezzo di indici statici e dinamici. Se Sì, indicare partnership/s: Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Messa a punto di un modello di un modello di bioaccumulo specifico, che permetterà di stimare l'esposizione a partire da una certa concentrazione ambientale di xenobiotici. Il modello verrà implementato su un foglio di Excel al fine di renderlo utilizzabile a persone esterne. Il modello messo a punto sarà di supporto per la valutazione su scala territoriale del rischio legato all utilizzo dei fanghi di depurazione su colture agrarie. Adani F., Tambone F. (2005). Long-term effect of sewage sludge application on soil humic acids. Chemosphere, 60,9:

191 Italiano: Criteri di caratterizzazione del sistema agricolo Inglese: A framework for agricultural characterisation Stella Agostini Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Agricoltura, patrimonio rurale, pianificazione Agriculture, Rural heritage, Planning La ricerca definisce una metodologia di analisi preventiva per valutare gli effetti e la caratterizzazione del sistema agricolo sul territorio. I risultati si sviluppano, anche alla luce dei documenti di riferimento internazionali, definendo una serie di indicatori multicriteri delle caratteristiche storico culturali e paesistiche delle aree interessate dall'agricoltura. Lo studio, grazie ai contributi provinciali della Lr. 9/93, è stato applicato a casi esemplificativi del territorio della provincia di Milano. Se Sì, indicare partnership/s: Provincia di Milano, Legambiente, Associazione per la salvaguardia del Borgo di Viboldone Il metodo guida a valutare la congruenza dei progetti in area agricola, come richiesto dalle normative vigenti (Lr. 12/05), fornendo criteri per individuare il patrimonio rurale, guidare le trasformazioni in area agricola e riqualificare e valorizzare il territorio agroforestale. Definizione degli ambiti agricoli strategici e definizione del valore delle aree agricole, individuazione, rilievo, catalogazione e classificazione del patrimonio rurale, strumenti di appoggio alla progettazione e alla pianificazione in area agricola/rurale (PGT, PTCP). AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA S. Agostini. (2007).Vernacular rural housing. Heritage in the landscape. In "Landscape and rural heritage", Council of Europe S. Agostini et alter (2006). Il patrimonio rurale vernacolare ai margini della metropoli. Milano. LibreriaClup, ISBN , pp

192 Italiano: Riconoscere e valutare il patrimonio rurale Inglese: Guidance on rural heritage assessment Stella Agostini Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Centro Interdipartimentale di Ricerca e Servizi per i Beni Culturali Patrimonio rurale, beni culturali, paesaggio Rural heritage, Cultural values, Landscape La ricerca, oggetto di un Memorandum of understanding fra Unimi e UNESCO World Heritage, coinvolge 24 università in 4 continenti nell'ambito del Forum UNESCO University & Heritage con l'obiettivo di riconoscere il patrimonio rurale proprio di ogni luogo e definirne i criteri di preselezione per l inserimento nel World Heritage List. L'individuazione di un patrimonio rurale vernacolare è tesa ad implementare i criteri di valutazione definiti dall'icomos, allargandone la lettura a tutte le relazioni umane, ambientali e paesistiche generate dalle scelte agricole nel tempo. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Se Sì, indicare partnership/s: Forum UNESCO UNiversity&Heritage, UNESCO WHC and università partners del progetto Parametri per applicare la Convenzione UNESCO 1972 alle risorse culturali prodotte dall agricoltura e riconoscerne l'eccezionalità ai fini di un'eventuale proposta di inserimento nel World Heritage List. A livello internazionale: aggiornamento della Convenzione UNESCO 1972 e della Convenzione Europea del Paesaggio sugli ambiti rurali. A livello nazionale e locale: D. Lgs.42/2004 e gestione dei progetti agricoli in aree protette. S. Agostini, (2008), Agriculture, terre et identité populaire en Italie,. In Futuropa, n.1, Counseil d Europe, Strasbourg pp S. Agostini S., P. Kaplan P., J. Tomasi, A. Chaturvedi A (2006). Role of agricultural & agro-pastoral practices in the formation of cultural landscapes in 3 continents 182

193 Italiano: Popolazioni batteriche rizosferiche coinvolte in processi di ossidoriduzione dell'arsenico Inglese: Rhizosphere bacteria involved in arsenic redox processess Vincenza Andreoni ( Lucia Cavalca, Enrica Canzi, Raffaella Zanchi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Batteri rizosferici, Arsenito, Arsenato Rhizobacteria, Arsenite, Arsenate Analizzare la composizione della comunità batterica delle rizosfere di piante spontanee in crescita su terreni contaminati da arsenico con metodi colturali e molecolari al fine di ampliare le conoscenze sulla distribuzione ambientale dei batteri arsenico-resistenti e dei sistemi per la detossificazione da arsenico. Isolare batteri capaci di ossidare As(III) e ridurre As(V) e con caratteristiche di promozione di crescita della pianta per un loro utilizzo in processi di biorisanamento. Se Sì, indicare partnership/s: Università degli Studi di Napoli, Torino, Sassari, Viterbo. Microrganismi arsenito-ossidanti, arsenato-riducenti, sonde molecolari di rilevamento di sistemi di resistenza all'arsenico. Rimozione dell'arsenito da acque inquinate. Mobilizzazione dell'arsenico nei suoli. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA S.P. Bachate, L. Cavalca, V. Andreoni. Arsenic resistant bacteria isolated from agricultural soils of Bangladesh and characterization of arsenate reducing strains. Journal of Applied Microbiology doi: /j x. 183

194 Italiano: Dinamica spazio-temporale del sistema multitrofico Achillea collina/afidi/predatori Inglese: Spatio-temporal dynamics of the multrophic Achillea collina/aphid/predator system Johann Baumgartner Pablo Morlacchi, Moira Madeo Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano Tritrophic population system, herbivore plant interactions, secondary plant compounds L'obiettivo del progetto è di migliorare la conoscenza sulla dinamica temporale di un sistema multitrofico per implementare un sistema di gestione più efficiente. Il sistema è composta da diverse popolazioni che vivono a livelli trofici diversi (pianta, afidi, predatori). La dinamica di queste popolazioni e la loro interazione viene rappresentata con modelli esplicativi. La considerazione delle sostanze secondarie nell'analisi permette la definizione di una strategia di coltivazione che cerca un rendimento alto e stabile delle sostanze di interesse per la medicina umana. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Produzione Vegetale La conoscenza della composizione del sistema di produzione e della formazione di rendimento della pianta. Pianificazione strategica della coltura comprendendo la scelta del sito per la produzione e la gestione delle popolazioni di insetti associati. Giorgi, A. et al. (2009). Aphid infestations influence growth and bioactive compounds, and induce resistance in Achillea collina Becker ex Rchb. Convegno: Plants from High Altitude Phytochemistry and Bioactivity. University Centre Obergurgl/Tyrol, Austria 184

195 Italiano: Caratterizzazione dei reflui zootecnici e digestati ai fini dell'impiego agronomico Inglese: Characterisation of raw and digested animal manures to support their agronomic application Luca Bechini Pietro Marino, Giovanni Cabassi, Daniele Cavalli, Andrea Manfredini, Marco Negri, Tommaso Maggiore Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano - Via Celoria 2, Milano Mineralizzazione, Analisi rapide, Azoto Mineralisation, Rapid analyses, Nitrogen. In Lombardia i reflui zootecnici, tal quali o digeriti anaerobicamente, costituiscono un problema gestionale ed ambientale, sia per la variabilità compositiva, sia per la difficoltà di stimare la dinamica di mineralizzazione dell'azoto. In alternativa alle analisi convenzionali, che sono costose e quindi raramente usate, sono stati sviluppati approcci analitici rapidi basati sulla spettroscopia nel vicino infrarosso (NIR). Per la comprensione e la gestione dei processi di rilascio dell azoto sono stati sviluppati modelli di simulazione basati su prove di incubazione condotte in laboratorio. Se Sì, indicare partnership/s: Associazione Regionale Allevatori della Lombardia Utilizzando 101 campioni di liquami bovini sono state sviluppate calibrazioni NIR che consentono stime utili per la loro gestione agronomica. Dalle prove d incubazione si evince che l effetto fertilizzante nel breve termine del liquame è dovuto soprattutto all ammonio, e poco alla quota organica. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Le calibrazioni NIR ottenute consentono la caratterizzazione dei liquami con strumenti da laboratorio e, in prospettiva, con strumenti semplificati per l azienda agricola. I modelli di simulazione consentono il confronto di scenari applicativi, a scala di campo e territoriale. G. De Ferrari et al., Near Infrared Spectr. - Proc. 12th Int. Conf. (2007) G. Cabassi et al., J. Near Infrared Spectr. (2008) 16: P. Marino et al., Biosys. Eng. (2008) 100: P. Marino, L. Bechini, 15th N Workshop (2008) L. Bechini et al., 10th ESA Congress (2008) 185

196 Italiano: Ottimizzazione della produzione di energia con biomasse e gestione degli impatti correlati Inglese: Energy production from energy crop biomasses by means of anaerobic digestion and mitigation of the related environmental impacts Stefano Bocchi Pierluigi Navarotto, Tommaso Maggiore, Massimo Brambilla, Marco Negri, Andrea Manfredini, Giovanni Cabassi Dipartimento di Produzione Vegetale Sez Agronomia e Coltivazioni Erbacee, Università degli Studi di Milano Facoltà di Agraria Via Celoria, Milano Biogas, Digestione Anaerobica, Biomasse Biogas, Anaerobic Digestion, Biomass AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Studio del processo di digestione anaerobica delle biomasse finalizzato alla produzione di biogas e dei sistemi biologici per la produzione di energia attraverso la valutazione della potenzialità metanigena di matrici di origine agricola, di scarti dell attività agro-indusriale e di allevamento intensivo, lo studio delle problematiche connesse alla produzione di energia con sistemi biologici e implementazione di tecnologie per la gestione e mitigazione di ogni aspetto dell'impatto connesso a tali attività produttive. Se Sì, indicare partnership/s: ERSAF Lombardia Sistema di attrezzature e protocolli di laboratorio per la caratterizzazione di matrici di diversa origine per il loro potere metanigeno e la resa in energia attraverso la fermentazione anaerobica. Banca-dati delle rese energetiche delle diverse matrici organiche. Ottimizzazione della gestione di impianti aziendali di fermentazione anaerobica, gestione dei malfunzionamenti, servizio di ottimizzazione tecnico economica della razione del fermentatore e controllo dei problemi agroambientali correlati. Navarotto P. Inf. Zootecnico. n.8, Navarotto P. Inf. Agrario. n.3, Navarotto P. Inf. Zootecnico. n.8, Navarotto P., Navarotto L. Inf. Zootecnico. n.. 2, M. Guarino, C. Fabbri, M. Brambilla, L. Valli, P. Navarotto. Transactions of the ASABE, 2006, 49 (3). 186

197 Italiano: Produzione di bioidrogeno da biomassa e reflui agrozootecnici Inglese: Biohydrogen production from biomass and agricultural waste Luigi Bodria R. Oberti, A. Tenca Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria, Milano Agroenergie, bioidrogeno, controllo di processo Agro-energy, biohydrogen, process control Separando il processo di digestione anaerobica in due stadi in serie tra loro, oltre a metano, si ottiene una produzione significativa di bioidrogeno a partire da fonti rinnovabili, quali biomasse vegetali o scarti organici. Gli studi in corso mirano a definire le condizioni ottimali di processo e adeguate soluzioni tecnologiche, capaci di garantire la massima produzione di energia complessiva dalle due fasi: idrogenica e metanogenica. Se Sì, indicare partnership/s: DISTAM e DiProVe - Università degli studi di Milano Prototipi di reattori automatizzati a scala di laboratorio; caratterizzazione del potenziale produttivo delle principali biomasse di interesse agricolo; sviluppo di sensori per la determinazione di potenziali instabilità di processo. Produzione di bioidrogeno in azienda agricola; valorizzazione energetica di matrici organiche di scarto; soluzioni tecnologiche per il controllo automaico dei processi di fermentazione. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Schievano et al. (2009), "An operational strategy to produce Bio-hydrogen: the use of digestate for process control", Proc. HypothesisVIII Oberti e Daffonchio (2009), "Idrogeno da biomasse: bioprocessi microbici di produzione, tecnologie di utilizzo e possibili scenari di sviluppo", I Georgofili 187

198 Italiano: Digestione anaerobica di biomasse di scarto Inglese: Anaerobic digestion of waste biomasses Daniele.Daffonchio Claudia Sorlini, Sara Borin, Aurora Rizzi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria Milano Digestione Anaerobica, biogas, bioidrogeno Anaerobic digestion, biogas, biohydrogen La ricerca si propone di mettere a punto processi di digestione anaerobica di biomasse di scarto provenienti dal comparti agro-zootecnico, ottenendo un recupero energetico sotto forma di biogas e/o idrogeno. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Produzione Vegetale, Istituto di Ingegneria Agraria (Università di Milano), ERSAF Messa a punto di impianti e processi in scala di laboratorio per lo smaltimento di biomasse di scarto, con la produzione di biogas e bioidrogeno. Smaltimento scarti con recupero di energia. Rizzi A., Zucchi M., Borin S., Marzorati M., Sorlini C., Daffonchio D. (2006) Response of methanogen populations to organic load increase during anaerobic digestion of olive mill wastewater. Journal of Chemical Technology and Biotechnology 81:

199 Italiano: Pioppo da biomassa: ottimizzazione dei cantieri di raccolta e trasporto del cippato Inglese: Experimental tests on harvesting equipements for SRF-poplar Marco Fiala Jacopo Bacenetti Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - via G. Celoria, Milano SRF, pioppo, raccolta SRF, poplar, harvest Nelle condizioni italiane la specie legnosa più utilizzata per la produzione di bio-combustibile è il pioppo, ceduato ogni due anni. Per la raccolta si impiegano sia macchine taglia-cippatrici specifiche e accoppiate al trattore, sia particolari piattaforme di taglio accoppiate a trinciatrici semoventi. Per contenere il costo di produzione del bio-combustibile è necessario ottimizzare le prestazioni delle macchine e del cantiere di trasporto a esse associato. A tal fine, si svolgono prove di campo su superfici estese, rilevando tutti i parametri operativi. Se Sì, indicare partnership/s: CNER, Centro Nazionale Energie Rinnovabili Agricole 1 tirocinio, 1 tesi di laurea (in esecuzione). Meccanizzazione raccolta biomasse legnose per filiere energetiche. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA 2 comunicazioni a convegni nazionali, 1 comunicazione a convegno internazionale, 2 articoli su riviste nazionali. 189

200 Italiano: Valutazione della stabilità biologica di rifiuti bioessiccati per la valorizzazione energetica Inglese: Biological stability of biodryed waste for energetic recovery Pierluigi Genevini Fabrizio Adani, Fulvia Tambone Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Rifiuti; bioessiccamento; stabilità biologica Waste; biodrying; biological stability Nell ambito del progetto generale la nostra unità di ricerca si occupa dello studio della stabilità biologica dei rifiuti urbani e suoi derivati (bioessiccato) attraverso l applicazione di tecniche respirometriche (Indice di Respirazione Dinamico potenziale e reale), misura della potenzialità di selfheating, test anaerobici per la valutazione della produzione residua di biogas, metodi chimici in grado di distinguerne la frazione biogenica da quella non biogenica. La verifica della validità di tali tecniche avverrà con l ausilio di tecniche spettroscopiche (DRIFT, 1H 13C-NMR in solid state). AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Se Sì, indicare partnership/s: Università degli Studi di Milano Bicocca, di Napoli, di Reggio Calabria, di Genova; Politecnico di Torino; Università Politecnica delle Marche; Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri; Ecodeco s.p.a. Lo studio delle cinetiche di stabilizzazione/essiccazione è di primaria importanza in quanto la conoscenza di tali meccanismi permette la modulazione del processo verso gli obiettivi di massimizzazione della stabilità biologica o dell essiccamento e conservazione del potere calorifico. I risultati della ricerca saranno di estrema utilità delle tecnologie impiantistiche finalizzate ai sistemi per la valorizzazione dei bacini secondari di energia. Metodo UNI/TS ottobre 2006; Adani F. et al., (1998). International Technology 4: 2-8; Scaglia B. et al., (2000). Compost Science & Utilization, 8 (2), 90-98; Adani F. et al., (2000). Waste Management Research, 18: 1-9; Adani F. et al., (2001). Compost Science & Utilization, 9 (29), Adani F. et al., (2002). Bioresource Technology, 83 (3), ; Adani F. et al., (2003). Compost Science & Utilization, 11 (2), ; Adani F. et al., (2004). Journal Environmental Quality, 33: ; Adani F. et al., (2004). Waste Management, 24: ; Adani F. et al., (2005). Waste Management, in press; Sugni M. et al., (2005). Bioresource Technology, 96, (12): ; Pierucci P. et al., (2005). Chemosphere, 59:

201 Italiano: Fermentazioni di interesse in campo alimentare ed energetico Inglese: Fermentations of interests in food, pharma and energy fields Francesco Molinari Diego Romano; Raffaella Gandolfi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Mangiagalli Milano Enologia, fermentazioni, bioetanolo Oenology, fermentations, bioethanol La ricerca si propone di studiare fermentazioni per la produzione di bioetanolo dalla frazione cellulosica di mais; un altro aspetto della sperimentazione riguarda la caratterizzazione enzimatica di lieviti (Brettanomyces/Dekkera) che intervengono negativamente in fermentazioni enologiche Se Sì, indicare partnership/s: Istituto di Cerealicoltura (Stezzano, Bg) IRM (CNR), Dip. Scienze Biomolecolari e Biotecnologie Caratterizzazione di processi enzimatici e di fermentazioni. Sistemi di controllo di fermentazioni enologiche; processi per la produzione di bioetanolo di seconda generazione. Physiological and oenological traits of different Dekkera/Brettanomyces bruxellensis strains under wine-model conditions FEMS Yeast Research 2008, 8, AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA 191

202 Italiano: Utilizzo dell'analisi multicriteria per la caratterizzazione del territorio rurale nella pianificazione territoriale e nelle procedure di VAS Inglese: Use of the multicriteria analysis for the characterisation of the rural districts in planning and the Strategic Environmental Assessment procedures Giorgio Provolo Elisabetta Riva Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - Via Giovanni Celoria, Milano Analisi multivariata; pianificazione rurale, GIS Multicriteria analysis, rural planning, GIS Il ruolo multifunzionale dell agricoltura nel contesto territoriale ha assunto negli ultimi anni una importanza sempre maggiore ed è stato integrato in modo esplicito negli aspetti pianificatori. Obiettivo dell'attività è di sviluppare sistemi di supporto alle decisioni in ambito della pianificazione per l'amministrazione pubblica. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Se Sì, indicare partnership/s: Associazione Regionale Allevatori I risultati ottenuti hanno consentito di validare la metodologia e confermare come l utilizzo di questi strumenti consenta di fornire un supporto efficace per il conseguimento degli obiettivi di pianificazione del territorio e per la valorizzazione del ruolo multifunzionale dell agricoltura. Analisi territoriali relativi al tematismo agricolo a supporto della pianificazione territoriale e in particolare dei piani agricoli, forestali e nelle procedure di VAS di piani e programmi. Provolo G., Riva E. (2008) Management models for a sustainable use of manure in intensive livestock areas. RAMIRAN Conference, Provolo G., Riva E. (2008) Il sistema degli obiettivi integrato nel contesto ambientale di riferimento - Proposta dei principali indicatori di contesto. Pr.Lodi 192

203 Italiano: Soluzioni tecnologiche e impiantistiche per la gestione sostenibile degli effluenti di allevamento nelle zone a elevata vocazione zootecnica Inglese: Technology and plant based solutions for the sustainable management of animal wastes in intensive livestock areas Giorgio Provolo Elisabetta Riva, Salvatore Serù Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - Via Giovanni Celoria, Milano Allevamento; trattamenti, rimozione dell azoto Animal manure, treatments, nitrogen removal Gli allevamenti zootecnici intensivi devono ottemperare alle normative ambientali, per limitare l inquinamento diffuso di origine agricola. Molte aziende producono azoto organico in eccesso rispetto ai limiti fissati dalle normative in vigore. Il progetto ha l obiettivo di individuare percorsi progettuali e le tecnologie utilizzabili che possano essere impiegati per affrontare e risolvere la sostenibilità ambientale ed economica delle aziende zootecniche e che siano condivisibili dalla pubblica amministrazione e accettabili dall opinione pubblica. Se Sì, indicare partnership/s: Provincia di Lodi Settore Agricoltura e Ambiente Rurale ERSAF Lombardia Modelli e scenari di applicazione delle normative ambientali a livello lombardo, realizzate tramite GIS e analisi multicriteria. Le varie ipotesi formulate possono essere aziendali o consortili e comprendono l'uso di tecnologie e impianti di riduzione dell'azoto e relativi costi. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA L'uso dei GIS e dell'analisi multicriteria diventa uno strumento di supporto sia per le imprese agricole, sia per l'amministratore pubblico. Provolo G., Riva E., Serù S. (2008) Gestione e riduzione dell azoto di origine zootecnica : soluzioni tecnologiche e impiantistiche. Quaderno della ricerca n Regione Lombardia. Provolo G., Riva E. (2009) Soluzioni tecnologiche per ridurre l azoto nei reflui. L'Informatore Agrario,

204 Italiano: Sistema per la tutela e valorizzazione dei fontanili del territorio lombardo Inglese: Conservation and valorization of "fontanili" in Lombardy (Italy) Alessandro Toccolini Claudia Ricci, Gian Battista Bischetti, Natalia Fumagalli, Giulio Senes Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Fontanili, valorizzazione, territorio Valorization, landscape Obiettivi del progetto sono: la creazione del Sistema Informativo Territoriale dei Fontanili della Lombardia; la classificazione funzionale degli stessi (funzioni irrigua, naturalistica, paesaggistica e storico-culturale); la definizione di una metodologia per l individuazione la gestione e l organizzazione di una rete di monitoraggio; la definizione di una metodologia per la classificazione e misurazione, mediante indicatori, del biotopo Fontanile ; la definizione delle linee linee guida per la gestione dei fontanili in funzione delle loro caratteristiche funzionali ed ambientali. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Se Sì, indicare partnership/s: Regione Lombardia - DG Agricoltura; URBIM Lombardia Banca dati informatizzata e georeferenziata contenente i dati raccolti riferiti a ciascun fontanile censito; cartografia Provinciale dei Fontanili della Lombardia; metodologia per la classificazione funzionale dei Fontanili; linee guida per la gestione dei fontanili. Salvaguardia e valorizzazione dei fontanili della Lombardia anche in chiave naturalistica; individuazione delle risorse idriche disponibili e gestione della risorsa acqua; monitoraggio nel tempo; studi di pianificazione territoriale e ambientale a livello regionale e locale. G.B. Bischetti et al. (2008), La riqualificazione dei canali agricoli. Linee guida per la Lombardia, Reg.Lombardia A.Toccolini, P. Ferrario (2000) La salvaguardia e lo sviluppo del territorio rurale nei comprensori di bonifica della Reg. Lombardia: metodi ed indicatori, Atti Convegno AIIA 06/

205 Italiano: Analisi territoriale e ambientale attraverso l'utilizzo di indicatori Inglese: : Landscape assessment using territorial indexes Alessandro Toccolini Giulio Senes Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Analisi territoriale, indicatori territoriali Landscape assessment, territorial indexes La ricerca riguarda l'analisi territoriale e la valutazione delle risorse agricole e ambientali attuata attraverso la definizione di indicatori in grado di descrivere, in maniera sintetica e significativa, le caratteristiche e le valenze del territorio, al fine di effettuare confronti temporali e spaziali e di valutare gli effetti delle politiche sul territorio stesso. In tale contesto sono stati definiti indicatori territoriali volti alla valutazione dell impatto fisico-ambientale delle opere realizzate in base alla cosiddetta Legge Valtellina (102/90) Se Sì, indicare partnership/s: IREALP, Regione Lombardia Indicatori territoriali, metodi di analisi e valutazione delle risorse del territorio. Pianificazione territoriale e ambientale, analisi territoriali. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA A. Toccolini, G. Senes, A. Strada (2006) Profilo Italia, Indicatori e modelli per lo sviluppo sostenibile del territorio e la valorizzazione del paesaggio cap 5, , ali&no Editrice A. Toccolini G. Senes (2008) Le diverse vocazioni delle aree boscate, in Svil.sost. in aree protette, Grenzi Ed 195

206 Italiano: Pianificazione e progettazione di sistemi di percorsi verdi (greenways) Inglese: Greenways planning and design Alessandro Toccolini Natalia Fumagalli, Giulio Senes Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Percorsi verdi, pianificazione, progettazione Greenways, planning, design AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA La ricerca affronta le problematiche relative alla definizione di una metodologia, basata sull analisi territoriale, finalizzata alla realizzazione di sistemi di percorsi verdi (greenways) quali elementi per lo sviluppo sostenibile del territorio, nonchè la definizione dei criteri di progettazione dei percorsi stessi. In tale contesto è stato realizzato il sistema informativo territoriale delle greenways del Lago di Como ed è in corso lo studio di fattibilità per la realizzazione di una rete di percorsi dedicati alla mobilità non motorizzata nella provincia di Rovigo. Se Sì, indicare partnership/s: Unione dei Comuni della Tremezzina (Co), Provincia di Rovigo, Ministero dell'ambiente Piano delle greenways, linee guida per la progettazione esecutiva. Utilizzi nei settori della pianificazione territoriale e della valorizzazione turistica e storico-culturale del territorio. A. Toccolini, N. Fumagalli, G. Senes (2004) Progettare i percorsi verdi, Maggioli Editore A. Toccolini, N. Fumagalli, G. Senes (2006) Greenways planning in Italy: the Lambro river Valley Greenways System, Landscape and Urban Planning, n. 76, pp ,

207 Italiano: Analisi e progettazione delle aree verdi Inglese: Green areas design Alessandro Toccolini Giulio Senes, Natalia Fumagalli Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Progettazione, aree verdi Design, green areas La ricerca riguarda la definizione di un percorso procedurale di progettazione del verde, sia urbano sia a scala sovracomunale utilizzando le tecniche di progettazione informatica nelle diverse fasi del disegno, del rendering e dell animazione. Un attenzione particolare è posta alla definizione di criteri progettuali per le aree verdi annesse alle strutture di cura (Healing gardens). In tale contesto sono valutati i benefici che il verde può portare ai fruitori degli Healing Gardens applicata in un caso di studio (casa di cura Ville di Nozzano - LU). Se Sì, indicare partnership/s: Casa di cura Ville di Nozzano (LU) Linee guida per la progettazione delle aree verdi e degli Healing Gardens. Studi e progetti di aree verdi a diversi livelli territoriali. AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA A. Toccolini (2007) Piano e progetto di area verde - III edizione, Maggioli Editore A. Toccolini (2007) Healing Gardens: giardini per guarire, Sistema Università, n

208 Italiano: Monitoraggio della trasformazione del territorio rurale: evoluzione dell'uso del suolo agricolo nel sud Milano Inglese: Transformation of rural landscape: agricultural land use changes in south Milan Alessandro Toccolini Giulio Senes Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano via Celoria 2, Milano Uso del suolo agricolo, GIS, cinture verdi Agricultural land use, GIS, greenbelt AMBIENTE TERRITORIO, TECNOLOGIA, ENERGIA Il progetto ha l obiettivo di analizzare l evoluzione dell uso del suolo agricolo (ultimi 50 anni) nell'area del sud milanese e di valutare l efficacia della funzione di limitazione all espansione urbana svolta dal Parco Sud Milano. La metodologia utilizzata è quella del confronto temporale di dati territoriali (cartografia, dati telerilevati e statistici), elaborati tramite GIS, riferiti a periodi diversi e in grado di evidenziare una sorta di evoluzione storica della tematica oggetto dello studio. Sono derivate informazioni relative ai trend di espansione dell'urbanizzato tramite indicatori. Se Sì, indicare partnership/s: Valutazione efficacia della cintura verde relativamente alla funzione di controllo e limitazione dell espansione urbana. Pianificazione territoriale, politiche di conservazione del suolo. A. Toccolini, G. Senes, et. al. (2008), Controlling urban expansion in Italy with Green Belts, in Urban Green Belts in the twenty-first Century, , Ashgate. 198

209 3.2 GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA AMBIENTE 199

210 Italiano: Monitoraggio dell'azoto rilasciato dai suoli agricoli nelle acque superficiali, sotterranee e in atmosfera Inglese: Nitrogen losses monitoring from cropped fields in shallow and deep groundwater and in atmosphere Marco Acutis Ettore Bernardoni, Marco Carozzi, Mattia Fumagalli, Alessia Perego Dipartimento di Produzione Vegetale Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Gestione dell azoto; inquinamento diffuso; sistemi colturali Nitrogen management; diffuse pollution; cropping systems Primo obiettivo del progetto ARMOSA 2 è la prosecuzione del monitoraggio (avviato con il progetto ARMOSA Hydro) dei rilasci di nitrati in diversi siti per consolidare le serie storiche di dati misurati alla base dell ottimizzazione della modellistica ambientale. Il monitoraggio include le perdite di nutrienti con i processi di ruscellamento superficiale e quelle di azoto sotto forma gassosa in atmosfera, e consentirà una conoscenza più completa della dinamica dell azoto nei sistemi suolo-clima-colture lombardi e applicazioni modellistche di supporto alle decisioni. Se Sì, indicare partnership/s: CNR - Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo; ERSAF Regione Lombardia; C.R.A.-SCA-Bari. Modello di simulazione ARMOSA inteso come strumento per analizzare possibili sistemi e gestioni colturali, relativi alla pianura lombarda, che siano idonei dal punto di vista produttivo ed ecologico. Serie storiche regionali di dati misurati relativi al rilascio di azoto nell'agrosistema. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA I risultati della modellistica di rilasci di azoto verranno utilizzati per approfondire la vulnerabilità del territorio regionale, per confrontare sotto il profilo agroambientale modelli colturali differenti supporto delle politiche regionali in merito alla direttiva comunitaria sui nitrati. Acutis M., Basile A., Brenna S., Terribile F. Quaderni della ricerca ; 65. Modellizzazione della dinamica dell'acqua e dell'azoto nei suoli agricoli lombardi. Regione Lombardia, p

211 Italiano: Governo dell acqua in Lombardia verso standard europei: definizione e validazione delle azioni prioritarie previste dal piano di bacino idrografico-fase 2 Inglese: Towards European standards for water management in Lombardy: analysis and evaluation of the priority measures in the basin plan stage 2 Dario Casati G. Sali, L. Baldi, C. Bulgheroni Dip. di Economia e Politica Agraria, Agro-alimentare e Ambientale Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Fabbisogno irriguo, pmp, modello territoriale Irrigation supply, pmp, regional model AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Nella fase 2 della ricerca, che prosegue e completa la fase 1, per la costruzione di scenari relativi all'evoluzione delle destinazioni produttive nel territorio di pianura lombardo non vengono considerati solo gli effetti della revisione a medio termine della PAC, ma anche i prezzi dei prodotti nei mercati internazionali, i vincoli derivanti dall'applicazione della Direttiva "Nitrati" e di disponibilità e prezzo di acqua per l'irrigazione. Un modello di stima dei fabbisogni irrigui territoriali viene utilizzato per elaborare il vincolo irriguo e per la valutare gli scenari costruiti. Se Sì, indicare partnership/s: Dip.Ingegneria Agraria UNIMI Stima degli effetti sulle destinazioni produttive dei suoli agricoli della pianura irrigua lombarda dovuti a variazione di prezzo dei prodotti agricoli, variazione della disponibilità di acqua irrigua e introduzione di vincoli alla distribuzione di azoto da fonte zootecnica. La messa a punto di uno strumento che consenta di valutare l'evoluzione dell'uso del suolo a causa della modifica dei fabbisogni irrigui o di vincoli ambientali è di estrema utilità per supportare decisioni pianificatorie relative all'utilizzo della risorsa idrica in agricoltura a scala regionale. Sali G., Bulgheroni C. (2009) "Pressure factors affecting Lombardy agricultural system: the environmental consequences of the Fischler Reform", Atti 109th EAAE Seminar, in pubb. 202

212 Italiano: Valutazione del deflusso subsuperficiale in un versante montano a forte pendenza Inglese: Subsurface flow evaluation in a steep hillslope Maria Laura Deangelis Dipartimento di Ingegneria Agraria - Sezione Idraulica Università degli Studi di Milano Via Celoria, 2 - Milano Deflusso subsuperficiale Subsurface flow; pedotransfer functions; groundwater modelling Nell'ambito della valutazione della stabilità dei versanti, soprattutto in relazione ai franamenti superficiali, un aspetto particolarmente critico è quello della valutazione delle pressioni interstiziali nel terreno, e quindi del livello che la falda raggiunge in occasione di eventi meteorici intensi. Si intende modellizzare il transitorio di deflusso subsuperficiale con strumenti semplici, ma efficaci. Se Sì, indicare partnership/s: Modello numerico semplice ma basato fisicamente, in grado di simulare correttamente il moto dell'acqua nel primo strato di terreno di un pendio montano ripido. Valutazione della possibilità di innesco di fenomeni di instabilità dei versanti dovuto a piogge intense e in particolari caratteristiche idrauliche del terreno. M.L. Deangelis, G.B. Bischetti (2007). In Quaderni di Idronomia Montana: Ricerca ed esperienze di sistemazioni idraulico-forestali pp Nuova Bios. ISBN: M.L. Deangelis, M. Pregnolato (2008). IDRA2008. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA 203

213 Italiano: Metodologie per lo studio di colate detritiche e correnti iper-concentrate conseguenti al crollo di dighe Inglese: Modelling of dam-break surges with floating debris Daniele De Wrachien Stefano Mambretti Dipartimento di Ingegneria Agraria. Università degli Studi di Milano Via Celoria,2 - Milano Debris flow ; hyper-concentrated flow ; dam-break AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Le colate detritiche e le correnti iper-concentrate conseguenti al crollo di dighe sono fenomeni parossistici di trasporto solido, con reologia non-newtoniana, che hanno luogo in ambienti prevalentemente montani,dove causano annualmente numerose perdite di vite umane ed ingenti danni economici. Con riferimento a tale problematiche i Coordinatori della ricerca si propongono di sviluppare nuove metodologie di indagine che verranno divulgate nell' ambito del Convegno Internazionale "Debris Flow "che si terra' a Milano nel Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento DIIAR, Politecnico di Milano, Wessex Institute of Technology (UK). Messa a punto e taratura di un nuovo modello reologico multifase e multidimensionale per colate detritiche non stratificate e stratificate. La previsione, descrizione e controllo delle correnti detritiche conseguenti al crollo di dighe è un elemento essenziale della salvaguardia ambientale e della programmazione territoriale. S. Mambretti,E. Larcan,D. De Wrachien -Irrigation and Drainage,(2008),57(5),pp S. Mambretti, E. Larcan,D. De Wrachien -Biosystem Engineering,(2008),100,pp S. Mambretti, D. De Wrachien,E. Larcan -Jour. Agricultural Engineering,(2008),XXXIX(2),pp

214 Italiano: Sviluppo di un modello preliminare del flusso idrico nel sistema acquifero della provincia di Cremona Inglese: A simulation model of the groundwater system in the Cremona province C.Gandolfi G. Ponzini, M. Giudicci, B. Ortuani, A. Facchi, C. Vassena, C. Durante, L. Varola, M. Rienzner, D. Agostani, D. Ferrari, S. Zoia Dip. di Ingegneria Agraria, sez. Idraulica - Dip. di Scienze della Terra, sez. Geofisica Università degli Studi di Milano via Celoria Milano; via Cicognara 7 Milano Bilancio idrico, sistemi acquiferi, irrigazione Hydrological balance, groundwater system, irrigation Il modello matematico del sistema acquifero cremonese è realizzato valutando l adeguatezza dei dati raccolti in un precedente progetto, al fine di individuarne eventuali carenze, ed ottenere un quadro conoscitivo il più possibile completo ed attendibile del sistema idrico cremonese. Il modello così realizzato può essere usato come strumento di conoscenza del sistema idrico, capace di fornire indicazioni sulla necessità e sulla progettazione adeguata di nuove campagne di monitoraggio, coerentemente con la descrizione dei processi fisici. Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Scienze della Terra, sez. Geofisica UNIMI Aggiornamento del database e sviluppo del modello del sistema acquifero. Esso consta di due sotto-modelli: un modello del sistema suolo-vegetazione, per la stima dei flussi di ricarica alla falda; un modello del flusso nell acquifero, per il quale è utilizzato il software Modflow. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Il modello, sebbene preliminare, fornisce ai competenti Uffici provinciali elementi utili per assumere motivate decisioni sull accoglibilità di nuove domande di concessione di derivazione, e sulla sostenibilità complessiva dei prelievi idrici. Cremonini Bianchi M., Durante C., Gandolfi C., Giudici M., Ortuani B., Pesaro M., Ponzini G., Vassena C., 2007, Integrated analysis of water resources for the ground water management in the Province of Cremona (northern Italy), in Proceedings of IUGG XXIV General Assembly 2-13 luglio, Perugia 205

215 Italiano: Un modello preliminare del bilancio idrologico dei suoli agrari e del flusso idrico nel sistema acquifero della pianura bergamasca Inglese: Modeling water balance and water fluxes in agricultural soils and groundwater system in the plain of Bergamo province C.Gandolfi G. Ponzini, Mauro Giudici, Bianca Ortuani, Arianna Facchi, Licia Togni, Michele Rienzner, Davide Agostani, Daniele Ferrari Dip. di Ingegneria Agraria, sez. Idraulica - Dip. di Scienze della Terra, sez. Geofisica Università degli Studi di Milano via Celoria Milano; via Cicognara 7 Milano Bilancio idrico, sistemi acquiferi, irrigazione Hydrological balance, groundwater system, irrigation AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA I recenti studi di tipo modellistico sulle risorse idriche della pianura bergamasca sono la base di partenza di questa ricerca, che ne acquisisce integralmente i dati raccolti, le elaborazioni effettuate ed i risultati ottenuti, in particolare in relazione alla definizione di scenari evolutivi delle risorse idriche nel bacino del fiume Adda e delle loro implicazioni sulla disponibilità idriche per l irrigazione. Quindi la ricerca ha l obiettivo di realizzare un modello integrato del bilancio idrologico dei suoli agrari e del flusso idrico nel sistema acquifero della pianura bergamasca. Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Scienze della Terra, sez. Geofisica UNIMI Modello di simulazione del bilancio idrologico nei suoli agrari e dei flussi di ricarica alla falda; modello di simulazione del flusso in condizioni stazionarie negli acquiferi; uso dei modelli per l analisi di scenari e la progettazione di una rete per il monitoraggio della falda e dei fontanili. Realizzazione di un modello integrato dell intero sistema acquifero compreso tra i fiumi Adda e Oglio, in coordinamento con le Province di Bergamo e Cremona e gli altri enti di gestione e monitoraggio delle risorse idriche (Regione Lombardia, ARPA, Consorzi di Bonifica; Consorzi di Regolazione). Rapporto Conclusivo - agosto 2008: Gandolfi C., Ponzini G., Giudici M., Ortuani B., Facchi A., Togni L., Rienzner M., Agostani D., Ferrari D., Sviluppo di un modello preliminare del bilancio idrologico dei suoli agrari e del flusso idrico nel sistema acquifero della pianura bergamasca 206

216 Italiano: Modelli di flusso nei mezzi porosi insaturi: uno studio comparativo a differenti scale territoriali Inglese: Mathematical models of flow in the unsaturated zone: a comparative study at different territorial scales Claudio Gandolfi A. Facchi, G. Baroni, B. Ortuani, S. Brenna Dip. di Ingegneria Agraria, sez. Idraulica Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Zona insatura, confronto tra modelli, scala spaziale Vadose zone, model comparison, spatial scale Sono comparati alcuni modelli che descrivono il flusso nel suolo insaturo a diverse scale spaziali, con particolare riferimento alle condizioni di territori di pianura interessati da pratiche irrigue intensive. In particolare, si considerano le fonti di incertezza legate al tipo di schema modellistico adottato (i.e. modelli fisicamente basati o modelli concettuali), e alla parametrizzazione (i.e. stima, a partire dai dati disponibili, dei valori dei parametri del modello). Analisi comparate dei diversi approcci modellistici sono rare in letteratura, e in genere riferite alla sola scala locale. Se Sì, indicare partnership/s: ERSAF Si considerano le scale puntuale, parcellare e aziendale. L area di studio si situa nella pianura irrigata con acque derivate dall'adda, presso l azienda sperimentale Menozzi della Facoltà di Agraria, dove sono monitorate l umidità nel suolo, i flussi di ET, i volumi irrigui e lo sviluppo colturale. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA La questione della scala nel confronto tra modelli è rilevante per le ricadute dell uso dei modelli idrologici nella pianificazione e gestione delle risorse idriche. Infatti il peso delle fonti di incertezza, soprattutto nella stima delle proprietà idrauliche dei suoli cresce al crescere della scala. Baroni G., Facchi A., Gandolfi C., Ortuani B., 2008, Analysis of the performances of methods for the evaluation of soil hydraulic parameters and of their application in two hydrological models, Options Méditerranéennes, A

217 Italiano: Valutazione del deficit traspirativo in forma distribuita nel territorio dei comprensori di irrigazione e bonifica lombardi Inglese: Development and evaluation of spatially distributed transpiration deficit for the irrigation districts in Lombardy C.Gandolfi Bianca Ortuani, Arianna Facchi, Michele Rienzner, Davide Agostani, Daniele Ferrari Dip. di Ingegneria Agraria, sez. Idraulica Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Siccità agricola,indice,bilancio idrico; Agricultural drought,distributed index,hydrological balance AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA La siccità agricola provoca danni alle colture e perdite di produzione. Gli indici di siccità agricola sono usati dagli enti di governo e controllo per valutare le condizioni di siccità e decidere le contromisure necessarie. Gli indici basati sull uso di modelli distribuiti per la simulazione della dinamica del contenuto idrico nel suolo e dei flussi evapotraspirativi considerano gli effetti della variabilità spaziale sia dei fattori meteorologici ed idrologici che possono provocare la siccità, sia delle caratteristiche dei suoli e delle colture che contribuiscono a determinarne la gravità. Se Sì, indicare partnership/s: Un codice di calcolo per la valutazione dell'indice di deficit traspirativo cumulato in forma distribuita nel territorio dei comprensori di irrigazione e bonifica lombardi. Calcolo delle distribuzioni di probabilità dei valori giornalieri dell'indice in base ai dati di serie storiche. Se si considera la stima dell indice in assenza di irrigazione e per una coltura di riferimento, quindi esprimendo l insorgenza di stress idrico colturale per effetto delle sole condizioni meteorologiche, l implementazione del modello in tempo reale richiede solo l aggiornamento dei dati meteo. Rapporto intermedio - ottobre 2008: Gandolfi C., Ortuani B., Facchi A., Rienzner M., Agostani D., Ferrari D., Valutazione del deficit traspirativo in forma distribuita nel territorio dei comprensori di irrigazione e bonifica lombardi 208

218 Italiano: Messa a punto di metodologie a supporto dell'implementazione della Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/EC) nel territorio lombardo Inglese: Set up of methodologies to support the implementation of the Water Framework Directive (60/2000/EU) in Northern Italy Claudio Gandolfi A.Facchi, B.Ortuani, M.Rienzner, A.Tediosi, D.Ferrari Dip. di Ingegneria Agraria, sez. Idraulica Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Fabbisogno irriguo,comprensori irrigui, Lombardia Irrigation supply, irrigation districts, Lombardy In Lombardia l agricoltura è il settore con il maggiore consumo idrico, soprattutto ad uso irriguo. La stima dei fabbisogni irrigui è quindi di estrema importanza; essa dipende dal fabbisogno idrico delle colture, dalle precipitazioni, dalle caratteristiche del suolo e del sistema irriguo. Inoltre si deve considerare che gli indirizzi produttivi agricoli sono in profonda evoluzione, a causa della revisione a medio termine della PAC, in attuazione dal L obiettivo è fornire le stime dei fabbisogni irrigui delle diverse zone e delle principali colture nei territori di pianura lombardi. Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Economia e Politica Agraria, Agroalimentare e Ambientale UNIMI Carte dei fabbisogni irrigui mensili e stagionali delle principali colture (valori medi e percentili significativi). Stima dei fabbisogni irrigui comprensoriali (valori medi e percentili significativi) per alcuni comprensori considerando possibili scenari di uso del suolo e di andamenti meteorologi. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Una corretta valutazione dei fabbisogni irrigui è utile sia ai fini della definizione dei criteri per il rinnovo di concessioni di derivazione ad uso irriguo, sia nell ambito della valutazione dei bilanci idrologici a scala di bacino o di comprensorio. Rapp. Conclus.- maggio 2007, Gandolfi C.,FacchiA.,OrtuaniB.,Rienzner M.,TediosiA.,Ferrari D.,Casati D., SaliG.,BulgheroniC., Governo dell acqua in Lombardia verso gli standard europei: definizione e validazione tecnico scientifica delle azioni prioritarie previste dal Piano di Bacino Idrografico 1 209

219 Italiano: Messa a punto di metodologie a supporto dell'implementazione della Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/EC) nel territorio lombardo - Fase 2 Inglese: Set up of methodologies to support the implementation of the Water Framework Directive (60/2000/EU) in Northern Italy - Phase 2 Claudio Gandolfi A. Facchi, B. Ortuani, M. Rienzner, A.Tediosi, D. Agostani, D.Ferrari Dip. di Ingegneria Agraria, sez. Idraulica Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Fabbisogno irriguo,comprensori irrigui, Lombardia Irrigation requirement, Lombardy AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Nella fase 2 della ricerca, che prosegue e completa la fase 1, per la costruzione di scenari relativi all'evoluzione delle destinazioni produttive nel territorio di pianura lombardo non vengono considerati solo gli effetti della revisione a medio termine della PAC, ma anche i prezzi dei prodotti nei mercati internazionali, i vincoli derivanti dall'applicazione della Direttiva "Nitrati" e di disponibilità e prezzo di acqua per l'irrigazione. Un modello di stima dei fabbisogni irrigui territoriali viene utilizzato per elaborare il vincolo irriguo e per valutare gli scenari costruiti. Se Sì, indicare partnership/s: Dip. Economia e Politica Agraria, Agroalimentare e Ambientale UNIMI Stima degli effetti sui fabbisogni irrigui determinati dall evoluzione degli assetti produttivi: carte dei fabbisogni irrigui mensili e stagionali delle principali colture (valori medi e percentili significativi); stima dei fabbisogni irrigui comprensoriali (valori medi e percentili significativi). La messa a punto di uno strumento che consenta di valutare gli effetti dell'evoluzione dell'uso del suolo sui fabbisogni irrigui del territorio agricolo lombardo è di estrema utilità per supportare decisioni pianificatorie relative all'utilizzo della risorsa idrica in agricoltura a scala regionale. Tediosi et al. (2009) "Modelling tools to support the harmonization of Water Framework Directive and Common Agricultural Policy", in Atti EGU, in stampa Tediosi et al. (2009) "Modelli matematici ad ausilio dell armonizzazione tra la Direttiva Quadro sulle Acque e la PAC", Atti AIIA, in stampa 210

220 Italiano: Messa a punto di un sistema per la Pianificazione delle Risorse Idriche: applicazione pilota ad un bacino lombardo Inglese: Set-up of a system for the Integrated Water Resources Planning: pilot application to a river basin in Northern Italy Claudio Gandolfi A. Facchi, B. Ortuani, M. Rienzner, D. Agostani, D.Ferrari Dip. di Ingegneria Agraria, sez. Idraulica Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Pianif. integrata,risorse idriche,scala di bacino Integrated plann.,water resources,catchment scale Obiettivo del progetto TwoLe/B è stata l implementazione di una procedura di Pianificazione Integrata e Partecipata (PIP) della risorsa idrica a scala di bacino, secondo l'indirizzo della Direttiva Quadro europea in materia di Acque (WFD 2000/60/EC), in un MODSS (MultiObjective Decision Support System). Il Dip. di Ingegneria Agraria ha sviluppato un modello distribuito del sistema irriguo che, integrato con i modelli delle altre componenti del sistema di risorse idriche, consente di valutare gli effetti sul sistema di interventi pianificatori. Il MODSS è stato applicato al bacino dell'adda. Se Sì, indicare partnership/s: DEI-POLIMI; DIIAR-POLIMI; DEPAAA-UNIMI; CIRF Sviluppo di un MODSS per l'applicazione di una procedura di pianificazione integrata e partecipata della risorsa idrica a scala di bacino. Costruzione di un data-base territoriale per il bacino dell'adda. Valutazione degli effetti di politiche di gestione dei rilasci del Lario nel bacino dell'adda. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Valutazione degli effetti di interventi strutturali, gestionali e normativi sui sistemi di risorse idriche alla scala di bacino, con il coinvolgimento dei portatori d'interesse. Gandolfi C. et al., 2007, Pianificazione delle risorse idriche a scala di bacino: il caso del Fiume Adda, in Atti di Associazione Italiana di Ingegneria Agraria, Gandolfi C. et al., 2007, IWRM in the Adda basin, Northern Italy, in Atti EGU, ISSN:

221 Italiano: L irrigazione delle risaie e la conseguente ricarica della falda Inglese: Paddy fields groundwater recharge as a water resource Mauro Greppi Maria Laura Deangelis, Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Irrigazione risaie, ricarica falda Paddy fields, groundwater recharge Durante la sommersione delle camere delle risaie l acqua infiltrata nel terreno determina una importante risalita del livello della falda superficiale fino al raggiungimento di uno stato di equilibrio, la cui soggiacenza rispetto al piano di campagna è correlata anche alla struttura e tessitura del suolo. Il volume di acqua immagazzinato dalla falda diventa una importante riserva idrica per l intero territorio. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Se Sì, indicare partnership/s: L irrigazione per sommersione è particolarmente importante per la ricarica della falda acquifera. Una cor-retta definizione del volume d acqua che può essere accumulato nell acquifero durante la stagione irrigua è di fondamentale importanza per valutare le componenti del bilancio di idrico. Una stima del volume immagazzinabile e della sua variazione annuale è stata possibile in un comprensorio con una superficie di circa 860 km2 situato tra i fiumi Dora Baltea, Po, Sesia e il Canale Cavour. Greppi M., Deangelis M. L. Ricerca ed innovazione nell idraulica agraria e nelle sistemazioni idraulico-forestali, Nuova Editoriale Bios, ISBN: , Marzo 2008.Greppi M., Deangelis M. L.- 4th International Temperate Rice Conference, Novara, June,

222 Italiano: Valutazione del deflusso di piena di un bacino idrologico ed applicazione di un modello 2D per acque poco profonde Inglese: Watershed runoff and river flood modeling in Land Use Planning Mauro Greppi Marcello Niedda Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano Via Celoria Milano Deflusso, modello fluviale di piena Watershed runoff, river flood modelling Il problema della simulazione numerica delle inondazioni fluviali e della conseguente definizione delle aree a rischio di allagamento nelle vallate e nelle pianure alluvionali ha assunto una grande rilevanza in relazione alla difesa del suolo e alla pianificazione del territorio. La simulazione numerica degli allagamenti delle aree vallive durante la propagazione delle portate di piena è simulata con un modello di integrazione delle equazioni differenziali per acque poco profonde 2D complete. Se Sì, indicare partnership/s: Il modello di deflusso e il modello 2D sono stati utilizzati per simulare la propagazione della piena nella pianura alluvionale del fiume Padrongiano nella Sardegna nord-orientale che scorre in prossimità della pista di volo dell aeroporto Olbia-Costa Smeralda e di un viadotto stradale. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA I modelli si possono applicare in tutti i bacini idrologici con aree alluvionali. Niedda M., Greppi M., Pirastru M. XXXI Convegno di Idraulica e Costruzioni Idrauliche. Perugia, 9-12 settembre Niedda M., 2004, Water Resources Research (USA), Vol. 40, No. 4, W WR

223 Italiano: Valutazione di un indice spazializzato di siccità agricola: applicazione a comprensori agrari situati in differenti ambiti climatici Inglese: Evaluation of spatially distributed transpiration deficit for irrigation districts in different climatic conditions Bianca Ortuani Arianna Facchi, Maria Laura Deangelis Dip. di Ingegneria Agraria, sez. Idraulica Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Siccità agricola, indice Agricultural drought, distributed index AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Al fine di testarne le potenzialità, si intende applicare la metodologia per la stima di un indice spazializzato di siccità agricola messa a punto nell ambito di un altro Progetto, a comprensori irrigui situati in aree siccitose, quali l entroterra di Caltanissetta (Regione Sicilia) o la Piana di Marjayoun-Khiam (sud del Libano). Tali comprensori sono aree pilota per ulteriori progetti in corso presso la Sez. Idraulica del DIA, per cui ad oggi è in fase di completamento l implementazione delle banche di dati territoriali necessarie all applicazione dell indice spazializzato. Se Sì, indicare partnership/s: Implementazione delle banche di dati territoriali necessarie all applicazione della metodologia per la stima dell'indice spazializzato di siccità agricola. Calcolo delle distribuzioni di probabilità dei valori giornalieri dell'indice sulla base dei dati meteorologici relativi a serie storiche. Se si considera la stima dell indice in assenza di irrigazione e per una coltura di riferimento, quindi esprimendo l insorgenza di stress idrico colturale per effetto delle sole condizioni meteorologiche, l implementazione in tempo reale dell'indice richiede solo l aggiornamento dei dati meteo. 214

224 Italiano: Sviluppo di software e di sistemi di supporto alla decisione per la gestione degli effluenti di allevamento e la sostenibilità ambientale Inglese: Development of softwares and decision support systems for animal manure management and enviromental sustainability Giorgio Provolo Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - Via Giovanni Celoria, Milano Sistemi decisionali, allevamento, inquinamento Decision support systems, animal manure, pollution La gestione degli effluenti di allevamento in relazione agli aspetti ambientali e nel rispetto delle normative si avvantaggia del supporto di strumenti informatici a supporto dei tecnici, degli imprenditori agricoli e amministratori pubblici. Se Sì, indicare partnership/s: Sono stati sviluppati, tra gli altri, software per la predisposizione dei Piani di Utilizzazione Agronomica nell'ambito dell'applicazione della direttiva nitrati e della valutazione delle emissioni per le aziende soggette all'autorizzazione Integrata Ambientale. I software sviluppati vengono utilizzati dai tecnici che operano sul territorio a supporto delle aziende agricole, dagli imprenditori agricoli e dai funzionari pubblici che effettuano valutazioni e controlli sull'applicazione delle normative ambientali in campo agricolo. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Provolo G. (2007) PROGETTO BIAZO. Regione Lombardia. Direzione Generale Agricoltura Milano. Provolo G., Ferrari O. (2007) Valutazione del rischio ambientale derivante dell'uso agronomico degli effluenti di allevamento. Bullettino dell'agricoltura. Volume CXLVI, 2,

225 Italiano: Utilizzo dell'analisi multicriteria per la caratterizzazione del territorio rurale nella pianificazione territoriale e nelle procedure di VAS Inglese: Use of the multicriteria analysis for the characterisation of the rural districts in planning and the Strategic Environmental Assessment procedures Giorgio Provolo Elisabetta Riva Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - Via Giovanni Celoria, Milano Analisi multivariata, pianificazione rurale, GIS Multicriteria analysis, rural planning, GIS AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Il ruolo multifunzionale dell agricoltura nel contesto territoriale ha assunto negli ultimi anni una importanza sempre maggiore ed è stato integrato in modo esplicito negli aspetti pianificatori. Obiettivo dell'attività è di sviluppare sistemi di supporto alle decisioni in ambito della pianificazione per l'amministrazione pubblica Se Sì, indicare partnership/s: Associazione Regionale Allevatori I risultati ottenuti hanno consentito di validare la metodologia e confermare come l utilizzo di questi strumenti consenta di fornire un supporto efficace per il conseguimento degli obiettivi di pianificazione del territorio e per la valorizzazione del ruolo multifunzionale dell agricoltura. Analisi territoriali relativi al tematismo agricolo a supporto della pianificazione territoriale e in particolare dei piani agricoli, forestali e nelle procedure di VAS di piani e programmi. Provolo G., Riva E. (2008) Management models for a sustainable use of manure in intensive livestock areas. RAMIRAN Conference, Provolo G., Riva E. (2008) Il sistema degli obiettivi integrato nel contesto ambientale di riferimento - Proposta dei principali indicatori di contesto. Pr.Lodi 216

226 Italiano: Messa a punto di un sistema di monitoraggio ambientale negli allevamenti zootecnici intensivi Inglese: Development of a environmental monitoring systems for the intensive livestock farms Giorgio Provolo Elisabetta Riva, Andrea Tosini Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - Via Giovanni Celoria, Milano Azoto, inquinamento, allevamento Nitrogen, pollution, animal manure Il progetto si pone come obiettivo la messa a punto di un sistema di automonitoraggio ambientale che possa essere adottato dalle aziende zootecniche per migliorare la gestione ambientale e certificare le loro prestazioni. Se Sì, indicare partnership/s: Associazione Regionale Allevatori I prodotti della ricerca riguardano le attrezzature e le metodologie che possono essere utilizzate in aziende zootecniche per la gestione degli effluenti zootecnici a basso impatto ambientale e per il monitoraggio delle operazioni effettuate. Il sistema di monitoraggio ambientale può essere utilizzato dagli allevamenti che vogliono adottare un sistema di certificazione ambientale o vogliono dimostrare le loro prestazioni ambientali in relazione agli adempimenti normativi. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Provolo G. et al. (2007) In situ determination of slurry nutrient content by electrical conductivity. Bioresource technology, 98, Martinez et al. (2008) Analysis of livestock slurries from farms across Northern Italy: Relationship between indicators and nutrient content. Biosystems Engineering 217

227 Italiano: Soluzioni tecnologiche e impiantistiche per la gestione sostenibile degli effluenti di allevamento nelle zone a elevata vocazione zootecnica Inglese: Technology and plant based solutions for the sustainable management of animal wastes in intensive livestock areas Giorgio Provolo Elisabetta Riva, Salvatore Serù Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - Via Giovanni Celoria, Milano Allevamento, trattamenti rimozione azoto Animal manure, treatments, nitrogen removal AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Gli allevamenti zootecnici intensivi devono ottemperare alle normative ambientali, per limitare l inquinamento diffuso di origine agricola. Molte aziende producono azoto organico in eccesso rispetto ai limiti fissati dalle normative in vigore. Il progetto ha l obiettivo di individuare percorsi progettuali e le tecnologie utilizzabili che possano essere impiegati per affrontare e risolvere la sostenibilità ambientale ed economica delle aziende zootecniche e che siano condivisibili dalla pubblica amministrazione e accettabili dall opinione pubblica. Se Sì, indicare partnership/s: Provincia di Lodi Settore Agricoltura e Ambiente Rurale ERSAF Lombardia Modelli e scenari di applicazione delle normative ambientali a livello lombardo, realizzate tramite GIS e analisi multicriteria. Le varie ipotesi formulate possono essere aziendali o consortili e comprendono l'uso di tecnologie e impianti di riduzione dell'azoto e relativi costi. L'uso dei GIS e dell'analisi multicriteria diventa uno strumento di supporto sia per le imprese agricole, sia per l'amministratore pubblico. Provolo G., Riva E., Serù S. (2008) Gestione e riduzione dell azoto di origine zootecnica : soluzioni tecnologiche e impiantistiche. Quaderno della ricerca n Regione Lombardia. Provolo G., Riva E. (2009) Soluzioni tecnologiche per ridurre l azoto nei reflui. L'Informatore Agrario,

228 Italiano: Programmi di assistenza tecnica alle aziende agricole in vista degli obblighi previsti dalla condizionalità e delle normative ambientali Inglese: Technical assistance to farmers for the implementation of the obligations of th e cross compliance and environmental regulations Giorgio Provolo Elisabetta Riva, Gianluca Rognoni Dipartimento di Ingegneria Agraria Università degli Studi di Milano - Via Giovanni Celoria, Milano Premio unico, condizionalità, autocontrollo Nel quadro delle modifiche al regime di aiuti previsti dalla nuova PAC le aziende agricole devono rispettare i criteri di gestione obbligatori e mantenere la terra in buone condizioni agronomiche e ambientali. Le aziende agricole si trovano, quindi, nella condizione di dover verificare lo stato di adeguamento necessario e di valutare gli interventi gestionali e strutturali necessari. Il progetto pilota ha definito un sistema di autocontrollo aziendale che consente di verificare la coerenza delle modalità di gestione con i requisiti previsti dalla normativa della condizionalità. Se Sì, indicare partnership/s: Provincia di Lodi nell'ambito PSR, Misura n (Servizi per l economia e la popolazione rurale) Percorso di autocontrollo aziendale costituito da schede per il rispetto dei criteri di gestione obbligatori (CGO) e delle norme per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agricole ed ambientali (BCAA), che le aziende agricole beneficiarie di aiuti diretti dovranno rispettare. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Questo lavoro vuole essere una guida all agricoltore che intende verificare, in modo autonomo o con il supporto di un tecnico, la situazione della sua azienda rispetto alla normativa vigente sulla Condizionalità. E' rivolto a tutte le imprese agricole. Provolo G., Riva E., Rognoni G. Percorso di autocontrollo aziendale. Schede tecniche. Provincia di Lodi Provolo G., Riva E. (2008) La gestione delle deiezioni per avere più azoto in campo. L'informatore agrario, LXIV, 38, supplemento,

229 Italiano: Analisi del settore agricolo e strategie di sviluppo rurale in Libano Inglese: Emergency Interventions in the Marjayoun-Khiam Plain and in West Bekaa, Lebanon Guido Sali A. Facchi, A. Vercesi, P. A. Bianco Dip. Economia e Politica Agraria, Agroalimentare e Ambientale (DEPAAA) Università degli Studi di Milano via Celoria Milano Sviluppo agricolo, fabbisogno irriguo Rural development, irrigation requirement AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Si tratta di un cluster di progetti di cooperazione universitaria, finalizzati a supportare lo sviluppo agricolo in alcune aree libanesi. Tra gli obiettivi principali la riorganizzazione strutturale e gestionale dei sistemi irrigui delle aree di studio. Le attività del Dip. di Ingegneria Agraria sono indirizzate: (a) all'applicazione di modellistica per la stima dei fabbisogni irrigui territoriali per supportare una migliore gestione dell'irrigazione ed una corretta pianificazione della risorsa idrica, (b) al sostegno alla strutturazione e all'avviamento di associazioni di utenti irrigui. Se Sì, indicare partnership/s: DEPAAA UNIMI, Dip. Produzione Vegetale UNIMI, ONG AVSI, Ministero degli Affari Esteri (MAE) Stima dei fabbisogni irrigui a scala di schema irriguo (valori medi e percentili significativi). Costruzione di data-base territoriali per le aree di studio. Stesura di linee guida per la costituzione e l'avviamento di Water Users Associations (WUAs). La valutazione dei fabbisogni irrigui territoriali è un passo fondamentale sia per la valutazione del bilancio idrologico a scala di bacino finalizzata ad una migliore pianificazione della risorsa idrica, che per il supporto ad una gestione più efficiente dell'irrigazione a scala di schema irriguo. Facchi et al. (2008) Rapporto conclusivo del Progetto ROSS2 " Esperienze e strumenti per il supporto alla costituzione e all avviamento di Water Users Associations (WUAs) Sali et al. (2008, 2009) Rapporti conclusivi dei Progetti ROSS1, ROSS2, ROSS4 220

230 Italiano: Lotta contro le mosche sul territorio urbano Inglese: Urban pest management against house fly Luciano Süss Sara Savoldelli Dipartimento di Protezione dei Sistemi Agroalimentare e Urbano e Valorizzazione delle Biodiversità. Università degli Studi di Milano - Via G. Celoria, Milano Mosca domestica, infestazioni, lotta antiparassitaria House fly, infestations, pest control L insorgere di ceppi di mosche resistenti ai tradizionali interventi antiparassitari è stato accentuato dalla abnorme moltiplicazione dell insetto in allevamenti avicoli e di suini, in discariche di rifiuti solidi urbani e in ambienti ove viene attuato il compostaggio dei rifiuti urbani. La gestione di tali rifiuti può diventare problema di rilevante interesse igienico in quanto le mosche si moltiplicano in presenza di una ricca flora batterica, a cui si aggiungono nematodi e virus. Se Sì, indicare partnership/s: Comune di Busnago - Comune di Solbiate Olona La messa a punto della lotta larvicida e adulticida contro le mosche in impianti di compostaggio e in allevamenti, in particolare avicoli, consente di mantenere le popolazioni di questi pericolosi infestanti entro valori di accettabilità, con una riduzione d uso degli antiparassitari. Si è in grado di affrontare problematiche inerenti: gestione delle infestazioni in impianti di compostaggio e in discariche a cielo aperto; lotta contro le mosche in ambienti zootecnici; monitoraggio a livello comprensoriale delle pullulazioni muscine, per organizzare razionali interventi di lotta. AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Süss L., Russo A., Trematerra P. - La lotta contro le mosche: risultati di recenti esperienze in diversi ambienti italiani. Igiene Alimenti Disinfestazione & Igiene ambientale, (2), 2003:

231 Italiano: Valutazione dell'impatto ambientale della zootecnia da latte in aree montane mediante Lyfe Cycle Assessment Inglese: Lyfe Cycle Assessment of dairy farming in mountain areas Alberto Tamburini Anna Sandrucci, Luciana Bava, Chiara Penati Dipartimento di Scienze Animali, Sezione di Zootecnica Agraria Università degli Studi di Milano - via Celoria 2, Milano Impatto ambientale, allevamento da latte, montagna Environmental impact, dairy farming, mountains AMBIENTE GESTIONE AMBIENTALE ED IDRAULICA Il progetto si propone di valutare l'impatto ambientale della zootecnia bovina da latte in un'area alpina attraverso il metodo del Life Cycle Assessment. In particolare saranno valutate e confrontate le ricadute in termini di riscaldamento globale, acidificazione ed eutrofizzazione di allevamenti caratterizzati da differenti livelli di intensità produttiva e da diversi sistemi di gestione aziendale e di alimentazione delle bovine. Se Sì, indicare partnership/s: ARAL I risultati della ricerca consentiranno di mettere a punto un sistema di valutazione dell'impatto ambientale tramite LCA degli allevamenti bovini da latte in Italia e di delineare una prima banca dati di riferimento utile per ulteriori applicazioni. La possibilità di effettuare valutazioni dell'impatto ambientale delle attività zootecniche tramite LCA consente l'individuazione dei modelli aziendali a maggiore sostenibilità ambientale, mettendo a disposizione degli enti pubblici uno strumento utile per le scelte di politica agraria. Penati et al. Quaderno SoZooAlp n.5 (2009) In press 222

232 APPLICAZIONI IN ALTRI SETTORI 223

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234 Italiano: Biorimozione del tiodiglicole, prodotto dell'idrolisi dell'iprite (gas nervino) Inglese: Biodegradation of thiodiglycol, the hydrolysis product of Yperite (sulphur mustard gas) Vincenza Andreoni Lucia Cavalca Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche (DiSTAM) Università degli Studi di Milano - via Celoria 2, Milano Biodegradazione microbica, iprite, biorisanamento Microbial biodegradation, yperite, bioremediation L iprite è molto persistente nel suolo e nell acqua. Il disporre di microrganismi capaci di sopravvivere all esposizione all iprite e con capacità degradative nei confronti dell agente chimico può consentire di distruggere la molecola dell iprite ed i suoi derivati e/o precursori di sintesi, come richiesto dalla Chemical Weapon Convention. La ricerca si prefigge di isolare batteri tiodiglicoledegradanti, un prodotto di idrolisi dell'iprite, di caratterizzare i metaboliti formatesi e gli enzimi coinvolti nel processo. Se Sì, indicare partnership/s: Dipartimento di Chimica Organica (Università degli Studi di Milano Bicocca), Ministero della Difesa. Sono stati selezionati due ceppi batterici, Paracoccus denitrificans E4 e Achromobacter xylosoxidans G5, che si sono dimostrate capaci di crescere in presenza di iprite e di degradare il tiodiglicole. Impiego di preparati batterici per la distruzione dell iprite da stoccaggi e superfici e per la decontaminazione di matrici ambientali inquinate. E. Dell Amico, S. Bernasconi, L. Cavalca, C. Magni, B. Prinsi, V. Andreoni. New insights into the biodegradation of thiodiglycol, the hydrolysis product of Yperite (sulfur mustard gas). Journal of Applied Microbiology doi: /j x. APPLICAZIONI IN ALTRI SETTORI 225

235 Italiano: Proteina immunomodulante da mollusco Inglese: An immuno-modulant protein from Abalone Oreste Vittore Brenna Dipartimento di.scienze e Tecnologie Alimentari e Micobiologiche Università degli Studi di Milano via G. Celoria Milano Abalone, allergy, immunotheraphy Abalone, allergia, immunoterapia La tecnica detta EPD(Enzyme Potentiated Immunotheraphy) è in uso da più di 30 anni ed impiega un preparato semigrezzo estratto da Abalone del Sud Africa, la cui efficacia è stata attribuita alla presenza di una attività enzimatica (beta-glucuronidasi). L'obiettivo del progetto era di verificare questo assunto. La ricerca ha portato a stabilire che l'attività non è legata alla presenza dell'enzima, ma ad una proteina di circa 30 kda. Successivamente si cercherà di ottenere peptidi da essa e di identificare in modelli animali l'eventuale peptide minimo dotato di attività. Se Sì, indicare partnership/s: SARM Allergeni, L.Di Berardino MD APPLICAZIONI IN ALTRI SETTORI Lo studio di una preparazione da anni impiegata in allergie (EPD) ha portato ad evidenziare il componente da cui dipende l'attività immunomodulante. Immunoterapia preventiva generalizzata verso allergeni ambientali ed alimentari. Di Berardino L., Brenna O.V. (2008). Proteina da Haliotis Midae e suo uso come agente immunoterapico. Brevetto It. MI2008A357 Di Berardino L., Paro, M; Brenna, O. (2008) Immune tolerance induced in heterologous (mouse/rat) PCA by a new protein purified from Haliotis midae - XXVII EAACI Congres 226

236 Italiano: Biopulitura di croste nere su materiali lapidei Inglese: Biocleaning of black crusts on stone Francesca Cappitelli Claudia Sorlini Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria Milano Biopulitura, biorestauro Biocleaning, bioremediation Impiego di microrganismi solfatoriduttori per la rimozione di croste nere (alterazione di superfici in materiale lapideo). Rispetto ai metodi tradizionali, la biopulitura si dimostra più selettiva, rispettosa del substrato e innocua per l'uomo e l'ambiente. Se Sì, indicare partnership/s: Università del Molise Brevetto italiano. Pulitura di beni culturali costituiti da materiali lapidei. MI2006A000776, domanda depositata in data , "Procedimento di biopulitura di superfici di manufatti di diversa natura chimica ed edifici", inventori C. Sorlini, F. Cappitelli, E. Zanardini, G. Ranalli APPLICAZIONI IN ALTRI SETTORI 227

237 Italiano: Strategie "anti-fouling" innovative e non-tossiche Inglese: Innovative non-toxic antifouling strategies Francesca Cappitelli Claudia Sorlini Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria Milano Biofilm, antifouling Biofilm, antifouling Impiego di sostanze non tossiche di origine naturale per combattere la formazione di biofilm dannosi Se Sì, indicare partnership/s: Dip Chimica Organica e Industriale (UNIMI), Center for Biofilm Engineering, Montana University APPLICAZIONI IN ALTRI SETTORI Pubblicazioni. Su superfici soggette a biofouling per evitare la formazione di biofilm dannosi. Villa F., Giacomucci, Polo A., Principi P., Toniolo L., Levi M., Turri S., Cappitelli F. 2009, accettato. "Nvanillylnonanamide tested as a non-toxic antifoulant, applied to surfaces in a polyurethane coating". Biotechnology Letters. 228

238 Italiano: Valutazione della possibile trasmissione delle proteine prioniche a differenti specie di pesci Inglese: Evaluation of the possible transmission of prions (Scrapie and BSE) to different fish species Salvatore Ciappellano Cristiana Berti, Zenone Dalla Valle Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari Università degli Studi di Milano Via Celoria, Milano Fish, TSE, prion protein Pesce, TSE, proteina prionica La proteina prionica, causa di encefalopatie spongiformi, è stata descritta nei mammiferi e in altri vertebrati. E noto che in alcuni casi le encefalopatie spongiformi siano trasmissibili per via alimentare per assunzione di materiale infetto. La ricerca effettuata è stata centrata sullo studio dell assorbimento intestinale della proteina prionica (scrapie e BSE) da parte del pesce tramite esperimenti condotti in vivo ed in vitro. La proteina è stata ricercata con metodi immunologici e immunistochimici nell'intestino e negli strati sottostanti dei pesci alimentati con cibo infetto. Se Sì, indicare partnership/s: Dip. Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria; Istituto Superiore di Sanità La proteina prionica è riscontrabile nella mucosa ma non nei tessuti sottostanti dopo alcuni giorni successivi alla ingestione. Il pesce di allevamento o catturato presenta bassi livelli di rischio come fonte della proteina prionica potenzialmente patologica. Sviluppo di metodi analitici per valutare la sicurezza del pesce. Raccolta di raccomandazioni per ridurre il rischio e aumentare la sicurezza del consumatore. A.Z. Dalla Valle et al. APMIS 2008;116: L Ingrosso et al. BMC-Vet Res 2006: 2:21 Health risks of feeding of ruminants with fishmeal in relation to the risk of TSE. The EFSA Journal (2007) 443, 1-26 APPLICAZIONI IN ALTRI SETTORI 229

239 Italiano: Sviluppo di un approccio di "Controllo Simbiotico" Inglese: Development of a "Symbiotic Control" approach Daniele Daffonchio Sara Borin, Aurora Rizzi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Università degli Studi di Milano - Via Celoria Milano Insetti vettore di patogeni, controllo simbiotico Insect vector of pathogens, simbiotic control La ricerca si propone di studiare la microflora associata agli insetti vettori di patogeni di piante e dell'uomo, con lo scopo di 1) chiarire l'eziologia e l'epidemiologia di alcune patologie vegetali, 2) identificare simbionti microbici associati stabilmente e positivamente agli insetti vettori per lo sviluppo di un approccio di "controllo simbiotico" dei patogeni, in grado di interrompere la diffusione della malattia. Se Sì, indicare partnership/s: Università di Torino, Università di Pavia, Università di Camerino APPLICAZIONI IN ALTRI SETTORI Identificazione e caratterizzazione di simbionti potenziali candidati per il "controllo simbiotico". Messa a punto di sistemi naturali per interrompere la diffusione di malattie trasmesse da insetti vettori. Favia G, Ricci I, Damiani C, Raddadi N, Crotti E, Marzorati M, Rizzi A, Urso R, Brusetti L, Borin S., Mora D, Daffonchio D. et al. (2007). Bacteria of the genus Asaia stably associate with Anopheles stephensi, an Asian malarial mosquito vector. PNAS 104,

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