Portale Regionale del Prodotto Tipico e Biologico

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1 Portale Regionale del Prodotto Tipico e Biologico Legge Regione Umbria n. 21 del 20/08/2001 Disposizioni in materia di coltivazione, allevamento, sperimentazione, commercializzazione e consumo di organismi geneticamente modificati e per la promozione di prodotti biologici e tipici" Febbraio A Parco Tecnologico Agroalimentare dell Umbria

2 Premessa La storia dell uomo da sempre si collega con la ricerca del cibo e si caratterizza per la conquista e difesa del territorio allo scopo di ricavarne le risorse alimentari indispensabili e necessarie alla vita. Con l aumento del benessere, le società sviluppate oggi devono fare i conti con il problema di un nuovo approccio con l alimentazione:modernizzazione dell'agricoltura, cambiamento delle abitudini alimentari, evoluzione dello stato sociale, globalizzazione dei mercati, omologazione delle produzioni. Molte colture di interesse agrario, un tempo ampiamente diffuse ed utilizzate nei pasti quotidiani, hanno subito una contrazione nonostante abbiano avuto un ruolo fondamentale nella storia dell alimentazione umana e, ad esse, siano legate tradizioni ed usanze popolari tipiche di determinate aree geografiche. La progressiva crescita di interesse della popolazione verso i cibi sani e genuini da un lato e gli incentivi concessi dalla Comunità Europea per la diffusione di produzioni eco-compatibili in grado di meglio tutelare le risorse naturali dall altro, hanno indotto nell ultimo decennio molti imprenditori agricoli ad introdurre tecniche colturali a basso impatto o biologiche, recepite in gran parte grazie alla sensibilità ed intraprendenza dell operatore agricolo, specie di quello più giovane e dotato di titolo di studio elevato. In questi ultimi anni a seguito della maggiore attenzione dei consumatori oltre che alla garanzia di qualità anche ad altri elementi che differenzino il prodotto e che dimostrino i legami con la tradizione, la storia e la cultura, il mondo del consumo, manifesta un protagonismo di tutto rilievo per l approvvigionamento diretto. La vendita senza intermediazione, infatti, favorisce contatti diretti con i consumatori e migliora il rapporto grazie anche ai vantaggi che ne derivano per ciascuno: il risparmio e un attenzione crescente per la qualità di ciò che si porta in tavola e le prospettive di consolidamento e sviluppo aziendale che i singoli produttori hanno nella loro identità e nella loro cultura propria del territorio e delle sue tradizioni. Si tratta quindi di una dimensione di nicchia per un potenziale mercato da costruire, proprio per questo utilissima per testare un intervento pilota in grado di costruire strumenti utili all incontro di domanda e offerta. Si tratta di una strategia di sviluppo per un potenziale mercato da costruire, proprio per questo utilissima per testare un intervento-pilota in grado di costruire strumenti utili all incontro di domanda e offerta, che si incentra non solo sulla agricoltura biologica e di qualità, la sola in grado

3 di supportare e mantenere vivo il sistema di produzione tradizionale e che sul mercato può fare la differenza, ma anche sulla cultura del territorio tesa a promuoverlo e preservarlo come tradizione in senso stretto ma soprattutto come modello di vita. E una nuova visione di brand territoriale nel quale ogni offerta diventa non solo portatrice di economia ma anche dello specifico valore aggiunto dato dalla trasmissione della cultura del territorio di origine e la difesa dell ambientale inteso come componente specifica e dalla quale il territorio non può prescindere. La proposta progettuale nasce dall esigenza di salvaguardare l esistenza economica delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni e, insieme, il tessuto sociale e culturale che le ha da sempre sostenute. Per stimolare il consumo dei prodotti di qualità, oltre alle azioni di sensibilizzazione verso i consumatori, le aziende vanno accompagnate al fine di qualificare i servizi offerti con l obiettivo di valorizzare e rendere evidente la propria attività imprenditoriale basata sulla genuinità e sulla qualità. Obiettivi Obiettivi generali - Contribuire alla tutela della salute umana attraverso la promozione all utilizzo di prodotti agricoli biologici e di qualità con iniziative di comunicazione e di educazione alimentare. - Valorizzare e promuovere le produzioni agroalimentari tipiche e biologiche del territorio regionale. - Stimolare l incontro tra la domanda e l offerta di prodotti agroalimentari di qualità (REG CE 510/2006) e da agricoltura biologica (REG CE 2092/1991 e succ.mod.) consolidando l integrazione tra i soggetti di filiera. - Promuovere nuove forme di aggregazione commerciale tra gli operatori del settore. - Migliorare la competitività e la sostenibilità economica delle Aziende agrarie regionali attraverso la creazione di nuovi strumenti commerciali e di comunicazione. - Migliorare la consapevolezza dei consumatori relativamente agli aspetti culturali, nutrizionali, salutistici e di sicurezza alimentare dei prodotti tipici e biologici. - Contribuire allo sviluppo sostenibile della regione Umbria. Obiettivi specifici 1) Individuare e catalogare la domanda e dell offerta di prodotti agroalimentari tipici e

4 biologici regionali. 2) Creare un luogo virtuale di incontro tra domanda e offerta con la creazione del portale del prodotto tipico e biologico regionale 3) Sensibilizzazione ed informazione dei consumatori sugli aspetti nutrizionali, salutistici e di sicurezza alimentare dei prodotti tipici e biologici. Soggetti coinvolti Il progetto vedrà coinvolti i seguenti soggetti: - Soc. 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell Umbria Scarl - Associazione di promozione sociale Mente Glocale - Associazione Italiana Agricoltura Biologica - Umbria - Associazione Umbria Biologica -.. Descrizione delle attività Il progetto verrà realizzato in 5 fasi distinte ma fortemente integrate che una volta realizzate consentiranno il raggiungimento degli obiettivi generali e specifici sopra elencati. La prima fase riguarda l individuazione dell offerta dei prodotti tipici e biologici e dei relativi produttori. In contemporanea si procederà all individuazione della domanda reale e potenziale di prodotti tipici e biologici. In sostanza verranno individuati tutti i soggetti potenzialmente interessati a tali produzioni ad esempio: gruppi di acquisto locali già costituiti, ristorazione collettiva (mense comunali, scolastiche, ospedali), ristoratori, operatori della distribuzione e singoli consumatori. La seconda fase riguarda la progettazione, la realizzazione grafica e la messa on-line del portale del prodotto tipico e biologico regionale, all interno del quale verranno inseriti anche i materiali e le schede aziendali predisposte nelle fasi precedenti. La terza fase è relativa all organizzazione e realizzazione di incontri di promozione dei prodotti regionali di qualità e di sensibilizzazione degli attori della filiera e dei consumatori finali rispetto ai temi legati alla qualità delle produzioni agroalimentari e alla sicurezza alimentare con particolare attenzione al rapporto con le istituzioni scolastiche e alle relative mense. La quarta fase riguarda la diffusione dei risultati che prevede la realizzazione di un convegno conclusivo nel quale verranno presentato il portale regionale del prodotto tipico e biologico. Prima Fase: a) individuazione dell offerta

5 L individuazione dei soggetti che operano come produttori agricoli avverrà attraverso un intensa attività di animazione territoriale con il supporto delle associazioni dei produttori biologici e dei consorzi di tutela dei prodotti tipici regionali. Al fine di meglio strutturare gli incontri con gli operatori del settore verrà predisposto un questionario che indagherà sulla disponibilità delle aziende a partecipare alle attività progettuali e consentirà inoltre di catalogare l offerta dei prodotti che verranno inseriti nel portale. Il questionario sarà il riferimento principale per la creazione delle schede aziendali in cui, oltre ai dati essenziali dell Azienda (es. nome, indirizzo, contatti), verranno riportate le caratteristiche, le quantità e i prezzi delle produzioni. Gli incontri consentiranno di avere anche delle utili indicazioni e suggerimenti da parte degli operatori del settore al fine di migliorare il servizio in base alle loro reali esigenze di mercato. Infine, in questa fase, si cercherà di rafforzare la capacità organizzativa delle imprese e di favorire l integrazione tra i soggetti del settore primario. L output finale della prima fase sarà una mappatura dell offerta di prodotti tipici e biologici regionali. Seconda fase: b) individuazione della domanda. Verrà condotta in contemporanea alla prima e servirà a individuare un primo campione di soggetti che esprimeranno il proprio interesse all acquisto di prodotti biologici e tipici. L indagine verrà condotta coinvolgendo tutti i soggetti potenzialmente interessati, dai gruppi di acquisto locale ai soggetti della ristorazione collettiva, dai comitati mensa al singolo consumatore finale. Anche in questa fase sarà fondamentale operare un azione di sensibilizzazione e promozione al consumo dei prodotti di qualità illustrando le peculiarità e gli aspetti salutistici legati al loro consumo. L output finale della fase sarà una mappatura della domanda reale e potenziale di prodotti tipici e biologici regionali. Terza fase: creazione del portale del prodotto tipico e biologico Viene indicato con il termine portale un sito internet che costituirà lo spazio d incontro, lo strumento di conoscenza reciproca tra produttori (tipici/biologici) e universo dei potenziali consumatori. Le caratteristiche salienti: - avrà un proprio dominio indipendente;

6 - utilizzerà un sistema operativo cosiddetto open source con la massima attenzione all utilizzabilità anche dalle zone rurali (quasi sempre svantaggiate dal punto di vista dei collegamenti a banda larga digital divide); - usufruirà di un costante aggiornamento (max settimanale); - verrà sostenuto da azioni mirate di promozione: civetta periodica in mailing list, rilancio mediatico all esordio di nuovi servizi offerti, corner informativi all interno delle manifestazioni fieristiche. Le sezioni e i contenuti saranno visualizzabili nel loro insieme e, fin dalla home page, sarà possibile visualizzare una finestra vetrina per ogni macro area costituita da : - le aziende produttrici con apposite schede : caratteristiche, ubicazione (con relativa mappa di accostamento, telefono, e - mail), generi coltivati, metodi agronomici adottati, orari (indicativi) per visite e acquisti, link all eventuale sito internet; - borsino prezzi praticati per i prodotti disponibili; - associazioni dei produttori e consorzi dop igp: caratteristiche, finalità, link ai siti relativi; - soggetti protagonisti di buone pratiche già esistenti nella ristorazione collettiva: indirizzi e descrizione di mense scolastiche, centri cottura, gruppi di acquisto; - news: informazioni di servizio, approfondimenti su singole realtà, rilancio articoli (compresi servizi tv e radio) riferiti al mondo dell alimentazione - forum: lo spazio (regolato dall amministratore redazione) per lo scambio di opinioni, informazioni ed esperienze tra utenti - e commerce: una sezione per la quale dovrà venir costruita un apposita architettura considerate le implicazioni legali e di sicurezza; prevedibile una finestra con link fin dall inizio della pubblicazione - Quarta fase sensibilizzazione e promozione 1) Sensibilizzazione degli attori della filiera e dei consumatori finali rispetto ai temi legati alla qualità delle produzioni e della sicurezza agro-alimentare; per la loro ubicazione e calendarizzazione andranno utilizzati i riscontri (ovvero i segnali d interesse) che verranno raccolti nella fase di individuazione dell offerta e della domanda; in questo modo sarà anche possibile definire delle aree pilota (comunque rappresentative delle due aree provinciali), ovvero quei territori in cui la disponibilità ad agire concretamente per praticare una possibile filiera corta registrano la massa critica utile a fornire modelli e ipotesi praticabili a breve scadenza. Dopodiché gli interventi verranno estesi in tutto l ambito regionale.

7 2) La promozione dei prodotti tipici e biologici verrà sviluppata attraverso seminari di approfondimento e attività di animazione (coinvolgendo in particolar modo alunni, insegnanti e genitori), con le realtà formate dai consumatori utenti individuati e indicati come soggetti protagonisti di buone pratiche ; tali seminari e iniziative saranno precedute da una fase di sensibilizzazione nei confronti dei mediatori naturali attivi nelle realtà identificate (ad esempio, docenti e personale di cucina nelle scuole dotate di mensa propria). Come per la fase di sensibilizzazione si ipotizza di procedere per aree pilota. Anche per questa fase verrà tenuto conto delle manifestazioni fieristiche nel comparto agroalimentare che punteggiano il territorio regionale e nazionale: in tali occasioni potrebbero essere organizzati appositi incontri tra produttori e consumatori, per promuovere l eccellenza agroalimentare umbra. Quinta fase: Diffusione dei risultati Al termine delle attività progettuali comunque promosse durante il loro svolgimento con un apposita attività di disseminazione sarà organizzato un convegno nel quale i risultati conseguiti verranno presentati a tutti gli attori locali, sia pubblici che privati, del settore agricolo, agroalimentare e del turismo. Risultati attesi: l incontro tra domanda e offerta dei prodotti agricoli di agricoltura biologica, tipici e tradizionali. l integrazione tra i soggetti che compongono la filiera. la nascita di forme di aggregazione commerciale degli operatori del settore. l incremento delle produzioni e la valorizzazione del territorio. la valorizzazione economica di settori e di aree marginali penalizzate dalla globalizzazione dei mercati. la creazione di nuovi sbocchi commerciali ed opportunità lavorative. la diversificazione delle produzioni agricole. aumento del consumo dei prodotti tipici e biologici crescita della consapevolezza della peculiarità del prodotto biologico e di qualità per la tutela e diritto alla salute a partire dalle giovani generazioni.

8 Output del Progetto Relazione finale delle attività svolte. Disseminazione delle varie fasi del progetto in corso di lavorazione. Report con le schede descrittive delle aziende che operano nel settore. Report dei destinatari della domanda. Portale regionale del prodotto tipico e biologico. Brochure cartacea volta alla promozione delle produzioni tipiche e biologiche e guida per la consultazione e l utilizzo del Portale. Tempi di realizzazione Il progetto prevede una durata di 8 mesi dalla sua approvazione Diagramma di Gannt Mese 1 Mese 2 Mese 3 Mese 4 Mese 5 Mese 6 Mese 7 Mese 8 Coordinamento tecnico amministrativo Fase 1 Fase 2 Fase 3 Fase 4 Fase 5

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