RETI DI MONITORAGGIO IN REMOTO DELLE EMISSIONI INDUSTRIALI IN ATMOSFERA: ESPERIENZE IN PIEMONTE.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "RETI DI MONITORAGGIO IN REMOTO DELLE EMISSIONI INDUSTRIALI IN ATMOSFERA: ESPERIENZE IN PIEMONTE."

Transcript

1 RETI DI MONITORAGGIO IN REMOTO DELLE EMISSIONI INDUSTRIALI IN ATMOSFERA: ESPERIENZE IN PIEMONTE. Silvio Cagliero Italia Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte (ARPA) Referente regionale emissioni in atmosfera Sessione Tematica : Aria Sommario Il limite principale delle tecniche tradizionali di controllo del rispetto dei limiti di emissione autorizzati a camino è che la significatività del riscontro analitico è strettamente correlata al momento in cui è stato effettuato il prelievo. Esistono nel contempo tipologie di impianti industriali per le quali l esigenza di una efficace azione di controllo delle emissioni in atmosfera è particolarmente sentita dalle popolazioni locali. Questi impianti possono essere classificati come impianti di rilevante interesse ambientale: un esempio significativo è costituito dagli impianti di incenerimento o coincenerimento di rifiuti e di recupero di energia e/o materia da rifiuti e dagli impianti di produzione di energia. Per alcune tipologie impiantistiche particolari normative di settore (es. smaltimento rifiuti in termovalorizzatori) prevedono, a carico delle aziende, un controllo in continuo delle emissioni mediante un Sistema di Monitoraggio delle Emissioni (SME). Un gruppo di lavoro misto Arpa Piemonte e Assessorato regionale all'ambiente ha dettagliato una procedura che definisce le modalità con cui rendere disponibili, anche da postazioni remote, i dati rilevati dallo SME e da altri sistemi di controllo di processo. Tra le peculiarità connesse ad un uso ottimale dei Sistemi di Monitoraggio continuo delle Emissioni accessibile all Organo di controllo (è l accessibilità remota che induce l uso ottimale da parte dell azienda) si sottolinea però non tanto la possibilità di sviluppare un azione di controllo più tempestiva ed efficace, conseguente all indiscutibile aumento della conoscenza sul comportamento dell impianto tecnologico, quanto la possibilità, da parte dei conduttori, di sviluppare azioni di tipo preventivo ai fini di evitare il superamento dei limiti. Nella relazione sarà descritta la situazione attuale in Regione Piemonte con particolare riferimento a quanto realizzato in Provinciali Cuneo dove l ARPA, in qualità di Organo di controllo, può accedere, tramite la normale rete telefonica ed una workstation con browser HTML, ai dati rilevati presso 7 punti di emissione in atmosfera in 4 diversi insediamenti produttivi. Come tutte le attività connesse al controllo dell inquinamento atmosferico il controllo remoto delle emissioni monitorate da uno SME non è da considerare come elemento indipendente ma costituisce parte integrante di un sistema complesso di monitoraggio della qualità dell aria basato sulla rete di controllo dei parametri chimici e meteoclimatici. Pagina 1 di 1

2 Summary The main limitation of the traditional techniques for the control of authorized emission standards is that the significance of the analytical response is closely linked to the moment of sampling. Another critical aspect, particularly important for local populations, is the existence of industrial plants which require an effective control of the emissions in the atmosphere. These plants may be classified as plants of relevant environmental interest: important examples of these are plants for waste incineration or co-incineration with recovery of energy and/or matter and power plants. For certain types of industrial plants, specific regulations require, at the expense of the companies, a non-stop emission control by means of an Emission Monitoring System (EMS). A mixed working group (Arpa Piemonte / Environment Department of the Regional Administration) has written a procedure defining the ways in which data collected by EMS and other systems of process control, including remote stations, are made available. Among the peculiarities connected to an optimal use of non-stop Emission Monitoring Systems accessible to the control Authority (it id the remote accessibility which induces an optimal use by the companies), rather than the possibility of developing a rapid and effective control derived from the evident improvement of the knowledge of the behaviour of the technological plant, we emphasize the possibility for those in charge of the plant to develop a preventive action for the compliance with the emission thresholds. In the presentation, the present situation in the Piemonte Region is described, with particular focus on the Cuneo Province, where ARPA in its role of control Authority has the possibility of accessing 7 points of atmospheric emission in 4 different production plants. Like all the activities linked to atmospheric pollution control, the remote control of emissions monitored by EMS must not be considered as an indipendent element, but as an integrative part of a complex system for the monitoring of air quality based on the network of controls of chemical, meteorological and climatic variables. Pagina 2 di 2

3 Premessa E noto che il sistema di controllo delle emissioni in atmosfera provenienti dal comparto produttivo risulta condizionato dal rapporto tra le risorse che possono essere dedicate al settore e l'alto numero di fonti emissive. L'efficacia dell'azione di controllo e soprattutto la tempestività dello stesso sono infatti vincolate da una molteplicità di fattori quali la normativa tecnica di riferimento per i prelievi al camino e la disponibilità di adeguate risorse umane e strumentali. Le tecniche tradizionali usualmente utilizzate presentato solitamente limitazioni quali periodi di tempo non indifferenti per ottenere i riscontri analitici; la significatività del riscontro analitico è inoltre strettamente correlata al periodo di tempo durante il quale è stato effettuato il prelievo. Molti timori sollevati dai residenti in località nelle quali ci si propone di realizzare impianti per l incenerimento o coincenerimento di rifiuti o gli impianti destinati alla produzione di energia sono riferiti alla reale possibilità di sottoporre gli stessi ad efficaci controlli sulle emissioni in atmosfera. Le Amministrazioni autorizzanti richiedono espressamente all Organo di controllo un supporto sia in fase istruttoria che nelle successive fasi di redazione delle prescrizioni tecniche per l esercizio degli impianti ed i controlli sulla corretta gestione degli stessi. In sintesi all Organo di controllo viene richiesta la realizzazione di un sistema integrato di conoscenze che consenta una risposta positiva alla domanda di autorevolezza rivolta dagli Amministratori al fine di tutelare la collettività locale anche in un settore difficile come quello del controllo delle emissioni in atmosfera. Per alcune tipologie impiantistiche particolari normative di settore (es. smaltimento rifiuti nei termovalorizzatori) prevedono, a carico delle aziende, un controllo in continuo delle emissioni mediante un Sistema di Monitoraggio delle Emissioni (SME). La norma di attuazione tecnica (D.M. 21 dicembre 1995) prevede che i dati rilevati dallo SME debbano essere conservati a disposizione dell Autorità preposta al controllo per un periodo minimo di 5 anni; resta evidente che i dati, se conservati in azienda, non sono immediatamente fruibili. La procedura per il monitoraggio in remoto delle emissioni industriali in atmosfera Genesi della procedura Nella realtà cui ci si riferisce, la provincia di Cuneo, la prima specifica esperienza nel settore risale alla seconda metà degli anni 90 ove una azienda per la produzione di interni per automobile propose di realizzare all interno del perimetro industriale un impianto per la termodistruzione dei residui di produzione; fino a quel momento i rifiuti, dotati di un buon potere calorifico residuo, venivano posti in discarica. La comunità locale richiese specifiche garanzie nel campo della tutela della qualità dell aria e il provvedimento autorizzativo rilasciato comprese fra l altro due prescrizioni che riguardavano la realizzazione di centralina di monitoraggio della qualità dell aria nel cortile dell edificio occupato dalle scuole primarie ed un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni. I dati rilevati dai due sistemi dovevano essere Pagina 3 di 3

4 accessibili dall Organo di controllo per via telematica; l azienda propose e realizzò un sistema dedicato comprendente una postazione hardware presso il Dipartimento ARPA di Cuneo. In fase di esercizio si verificò che il sistema era funzionale agli scopi prefissati e le Amministrazioni coinvolte, Comune e Provincia, si ritennero soddisfatte per le rispettive funzioni. Per quel che riguarda il punto di vista dell Organo di controllo si è rilevato innanzi tutto che la gestione del sistema, seppur esterna, assorbiva risorse in modo non indifferente: essenzialmente occorreva sollecitare con frequenza plurisettimanale la parte a mantenere inalterato lo standard minimo qualitativo dei dati raccolti (controlli della deriva del dato, riavvio dei sistemi analitici dopo le inevitabili interruzioni di funzionamento). Per quel che riguarda in particolare il Sistema di Monitoraggio delle Emissioni, che rilevava, oltre che le concentrazioni in emissione di alcune molecole sottoposte a limite, anche parametri di funzionalità impiantistica, si era potuto apprezzare l elevato grado di efficacia nel controllo del mantenimento delle ottimali condizioni di esercizio. Discutendo delle esperienze raccolte sia in sede locale che presso il competente Settore dell Assessorato Regionale emerse che il principale problema in vista di un ipotetico sviluppo del sistema, con l allargamento ad altre realtà produttive, era costituito dal fatto che le singole aziende, rivolgendosi al mercato, potevano proporre soluzioni anche sostanzialmente differenti tra di loro. L Organo di controllo correva quindi il rischio di dover far fronte a procedure non coerenti e nel contempo di dover ospitare nei propri locali le più svariate ed ingombranti attrezzature. E quindi sorta la necessità di definire ed adottare una procedura standardizzata che potesse eventualmente essere messa a disposizione di tutti i Dipartimenti della nostra Agenzia. Un gruppo di lavoro misto Arpa Piemonte e Assessorato regionale all'ambiente ha dettagliato questa procedura, che è stata formalizzata in un primo documento del maggio 2001, che definisce le modalità con cui rendere disponibili, anche da postazioni remote, i dati rilevati dallo SME e da altri sistemi di controllo di processo. Questa procedura è stata elaborata cercando di perseguire tre obiettivi fondamentali:?? Utilizzo di tecnologie commercialmente diffuse?? Assenza di vincoli tecnico-commerciali sui sistemi hardware/software utilizzati dall Azienda e dall Organo di controllo?? Semplicità e possibilità di crescita in funzione del numero di impianti sottoposti a controllo in continuo In estrema sintesi la procedura di visualizzazione dati in remoto, presentata nella 5 a conferenza nazionale delle Agenzie ambientali tenutasi a Bologna nel dicembre 2001, prevede un Web based Server presso l Azienda accessibile tramite normale rete telefonica, una workstation con browser HTML dell Organo di controllo dalla quale è possibile procedere ad una consultazione di tutti i dati presenti nell archivio, ad un trasferimento degli stessi presso Arpa. (fig. 1 e 2). Pagina 4 di 4

5 figura 1 struttura fisica del sistema figura 2 visualizzazione dati e trasmissione remota Pagina 5 di 5

6 E stata altresì formalizzata la struttura logica (fig.3) da utilizzarsi per la presentazione e la visualizzazione dei dati. Tale struttura è basata su un insieme di pagine HTML collegate in modo da permettere una comoda esplorazione e consultazione di tutti i dati disponibili nell archivio residente sul Web based server dell Azienda. Oltre alle elaborazioni previste dalla legislazione vigente (medie orarie/semiorarie, medie giornaliere, medie mensili, medie orarie, ecc.), la procedura prevede anche l elaborazione di alcuni dati di sintesi su base giornaliera, il cui scopo è quello di garantire una informazione, di basso livello ma di immediata lettura, sulle condizioni emissive dell impianto controllato in continuo. Nelle pagine contenenti i dati di sintesi, al fine di facilitare l operatore nelle operazioni di valutazione, è stata prevista l adozione di specifici codici colore che descrivono lo stato dell impianto. figura 3 struttura logica del sistema Nel periodo intercorso da quella data il Coordinamento Interregionale Aria ha istituito uno specifico gruppo di lavoro interregionale che ha prodotto un documento che dettaglia linee guida sulle varie problematiche inerenti la progettazione e la gestione dei Sistemi di Monitoraggio delle Emissioni (al quale è aderente la nostra procedura, che riguarda le sole fasi progettuali e il sistema di accesso remoto agli SME); il risultato del lavoro del tavolo interregionale, approvato dal Coordinamento Interregionale Aria, risulta essere stato presentato alle competenti sedi ministeriali. Pagina 6 di 6

7 La situazione attuale In Piemonte ad oggi questa tipologia di approccio è stata affrontata con aziende insediate nelle province di Cuneo e di Torino (1 camino); nella provincia del Verbano Cusio Ossola è sperimentato un sistema predittivo su due emissioni di una centrale di compressione sul gasdotto internazionale ed una procedura di visualizzazione molto simile è imposta ad un inceneritore di rifiuti urbani sito in provincia di Vercelli. Analoghe prescrizioni autorizzative sono state recentemente imposte dalle province di Alessandria ed Asti. Ritornando alla esperienza locale della provincia di Cuneo dal 2001, mentre la ditta soggetta alla prima prescrizione ha sospeso l attività di smaltimento in loco anche a causa delle difficoltà del settore automobilistico, sono 4 le nuove aziende, tutte facenti parte di gruppi presenti a livello multinazionale, che hanno realizzato sistemi aderenti a quanto prescritto. Le attività dotate di sistema di monitoraggio in continuo accessibile all Organo di controllo ad oggi sono:?? 2 sistemi di produzione energia (termovalorizzatori) che utilizzano per combustibile materiale di origine vegetale e fanghi di impianti di depurazione acque altrimenti destinati a altri sistemi di smaltimento?? 2 gruppi di produzione di energia turbogas?? 2 forni da cemento utilizzanti altresì per lo smaltimento di combustibili alternativi (emulsioni oleose, farine di origine animale a rischio BSE, CDRP, ecc.)?? 1 forno float per la produzione di vetro Nel prossimo futuro si prevede inoltre l adattamento a questa procedura del terzo forno della cementeria già sottoposta a controllo; nel contempo l altra cementeria presente sul territorio di competenza ha recentemente stipulato un protocollo con l Autorità comunale per la riduzione delle emissioni in atmosfera, comprensivo di cronoprogramma, che prevede l adozione di nuove tecnologie per l abbattimento e l installazione di SME sui tre forni di produzione con procedura concordata con l ARPA. Si ritiene che ad oggi per buona parte degli impianti di rilevante interesse ambientale presenti in provincia di Cuneo sia stata prevista e prescritta questa soluzione per il controllo delle emissioni in atmosfera; l esperienza acquisita ha permesso di apprezzare concretamente i vantaggi offerti da un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni, sia per quanto riguarda gli aspetti strettamente inerenti l attività di controllo, sia per la possibilità di svolgere azioni di tipo preventivo basate su una conoscenza più approfondita e puntuale dell impianto produttivo e delle relative emissioni. I dati raccolti attraverso gli SME hanno anche permesso di svolgere approfondimenti in merito alle immissioni dell impianto; nella procedura si è prevista la possibilità di richiedere il monitoraggio dei principali parametri meteoclimatici. In alcune occasioni, grazie a tecniche di simulazione modellistica delle ricadute al suolo degli inquinanti, è stato possibile evidenziare correlazioni tra il regime emissivo dell impianto e i dati ambientali di qualità dell'aria rilevati nel centro urbano esterno allo stabilimento. Pagina 7 di 7

8 Le svariate possibilità di utilizzo dei dati rilevati, compresi i confronti con tecniche di modellizzazione con i dati rilevati dalla rete di monitoraggio della qualità dell aria confermano che il controllo remoto delle emissioni monitorate da uno SME non è da considerare come elemento indipendente ma costituisce parte integrante di un Sistema Dipartimentale di controllo dell inquinamento atmosferico. Ad oggi infatti il sistema complesso di monitoraggio della qualità dell aria in provincia di Cuneo gestito dal Dipartimento Provinciale ARPA dispone in tempo reale di: dati sulla qualità dell aria dati meteoclimatici rilevati dalla rete del settore meteoidrografico caratterizzazione delle emissioni provenienti dagli stabilimenti produttivi di rilevante interesse ambientale dati quali-quantitativi sui combustibili utilizzati nella fase di termovalorizzazione Tra i dati resi disponibili alle Pubbliche Amministrazioni da SME correttamente funzionanti occorre ancora ricordare il vantaggio di poter disporre, praticamente in tempo reale, di dati attendibili sulle emissioni massiche provenienti da questi impianti; dati che potranno implementare correttamente quanto disponibile negli inventari regionali delle emissioni. Rimane da trattare un ultimo argomento che è di fondamentale importanza: L Organo di controllo è in grado di verificare la veridicità dei dati forniti dagli SME aziendali? A questo proposito l ARPA Piemonte ha acquisito ed ha in utilizzo da pochi mesi due analizzatori portatili dei parametri di combustione che possono funzionare in continuo e che si basano su principi analitici chimico-fisici analoghi a quelli adottati dai sistemi aziendali. Gli analizzatori, che misurano gli ossidi di azoto con sistema a chemilluminescenza, gli ossidi di zolfo, il monossido e il biossido di carbonio con rivelatore infrarosso e l ossigeno tecnologia paramagnetica sono stati dotati dello stesso software adottato da alcune ditte, software che risponde ai requisiti previsti dal D.M. del 21/12/1995. Il sistema analitico dell Organo di controllo, inserito in parallelo anche per alcuni giorni (per ora fino a tre) con alcune delle emissioni sottoposte a prescrizione ha portato ad evidenziare risultati estremamente interessanti, con buone, se non ottime, performance di confronto. Criticita Allo stato attuale una delle più evidenti carenze della norma riguarda la mancata chiara definizione degli atti amministrativi che l organo di controllo è tenuto ad adottare qualora uno SME aziendale evidenzi un superamento del limite alle emissioni. A tal proposito si evidenzia quanto sia necessario un provvedimento di indirizzo; come detto la procedura da noi adottata non contrasta con il risultato del lavoro del tavolo interregionale, approvato dal Coordinamento Interregionale Aria. Allo stato attuale si ha l impressione che il sistema, che risulta preso in considerazione anche in altre realtà regionali, non decolli in quanto gli operatori del sistema agenziale temono di incorrere in reati di omissione qualora un azienda, dotata di SME, si autodenunci per superamento del limite. Pagina 8 di 8

9 Lo scopo di chi ha redatto la procedura in Piemonte non è stato quello di introdurre un nuovo e magari inviolabile strumento coercitivo; è invece quello di convincere le aziende che questo è uno strumento di ottimizzazione della gestione impiantistica, che consente al gestore di prendere pronti provvedimenti al fine di rientrare nelle condizioni ottimali, sapendo che è o può essere osservato dall esterno. Anche per queste considerazioni non si è richiesto l atto attivo aziendale della trasmissione del dato, ma è facoltà dell organo di controllo decidere se e quando accedere ai dati. Bisogna dire che il sistema è stato applicato ad aziende in grado di sostenere l onere tecnico della gestione impiantistica e pertanto gli eventi di supero registrati, peraltro non frequenti, hanno avuto specifiche motivazioni. Così impostato il sistema ha raccolto l assenso del modo produttivo, al quale è stato fra l altro richiesto uno sforzo economico non indifferente. Sviluppo futuro Si ritiene che il sistema potrà avere una diffusione ottimale se supportato da norme o riferimenti amministrativi specifici mentre ora è in stretta dipendenza alla omogeneità di vedute tra Amministrazione autorizzante (che lo impone con prescrizione specifica) e Organo di controllo. Dal punto di vista tecnico resta da realizzare, a carico dell Agenzia, un software per l interrogazione automatica delle varie unità SME disperse sul territorio di competenza; la procedura ha infatti imposto alle aziende di predisporre, come unico elemento veramente vincolante, due files a campo fisso con le informazioni essenziali e cioè se l impianto è o meno in fase di funzionamento ottimale. Nel caso di un ambito territoriale con emissioni da controllare (la Regione Piemonte valuta in poco più un centinaio le emissioni di rilevante interesse ambientale) un software di interrogazione automatica potrebbe collegarsi con i sistemi periferici tutte le notti e al mattino successivo gli operatori potrebbero indirizzare gli approfondimenti sui soli siti segnalanti problemi. Conclusioni Nella realtà su cui si è operato l utilizzo di tutte le opportunità operative prima descritte ha consentito la diffusione sul territorio della consapevolezza che l Arpa è in grado di effettuare controlli puntuali ed efficaci sia in modalità routinaria che nelle occasioni in cui necessitano prestazioni di elevata specializzazione. La realizzazione di un sistema integrato di conoscenze consente risposte comunque positive alla domanda di autorevolezza rivolta dagli Amministratori al fine di tutelare la collettività locale anche in un settore difficile come quello del controllo delle emissioni in atmosfera. Pagina 9 di 9

IMPIANTI I.P.P.C. ATTIVITA DI CONTROLLO PROGRAMMATA ANNO 2009

IMPIANTI I.P.P.C. ATTIVITA DI CONTROLLO PROGRAMMATA ANNO 2009 IMPIANTI I.P.P.C. ATTIVITA DI CONTROLLO PROGRAMMATA ANNO 2009 ARPA - Sezione Provinciale di Bologna Servizio Territoriale Unita Operativa IPPC Novembre 2010 Attività di controllo programmata 2009 svolta

Dettagli

Qualità dell aria Torino, 8 febbraio 2011

Qualità dell aria Torino, 8 febbraio 2011 Qualità dell aria La rilevanza del fenomeno dell accumulo di biossido di azoto nella Pianura Padana rilevato da misure satellitari Concentrazione di biossido di azoto sull Europa tra Gennaio 2003 e Giugno

Dettagli

SCENARIO ESPLORATIVO DOMENICHE A PIEDI

SCENARIO ESPLORATIVO DOMENICHE A PIEDI MISURE DI RIDUZIONE DELL INQUINAMENTO ATMOSFERICO SCENARIO ESPLORATIVO DOMENICHE A PIEDI Elementi di sintesi ARPA PIEMONTE DIPARTIMENTO TEMATICO SISTEMI PREVISIONALI - Struttura Semplice Qualità dell Aria

Dettagli

D. R. S. n. 317 REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA IL DIRIGENTE

D. R. S. n. 317 REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA IL DIRIGENTE D. R. S. n. 317 REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE DIPARTIMENTO DEL TERRITORIO ED AMBIENTE SERVIZIO 3 - Tutela dall inquinamento atmosferico, elettromagnetico, acustico

Dettagli

Oggetto: Procedura di VIA regionale Varianti sostanziali impianto termovalorizzazione Osservazioni.

Oggetto: Procedura di VIA regionale Varianti sostanziali impianto termovalorizzazione Osservazioni. DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICO AREA SALUTE E AMBIENTE Certificato secondo la Norma UNI EN ISO 9001 24122 Bergamo - Via Borgo Palazzo, 130 Direttore: Dott. Pietro IMBROGNO 035/2270494 fax.035/2270486

Dettagli

RELAZIONE DI RIFERIMENTO D.M. 272/14

RELAZIONE DI RIFERIMENTO D.M. 272/14 RELAZIONE DI RIFERIMENTO D.M. 272/14 UNA NUOVA NORMATIVA IN MATERIA AMBIENTALE Con il D.M. n.272/2014 e il D.lgs n.46/2014 l Italia ha accolto le indicazioni normative provenienti dalla Direttiva Europea

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SETTORE AMBIENTE TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI

Dettagli

ALLEGATO 1. 1 Generalità

ALLEGATO 1. 1 Generalità ALLEGATO 1 REQUISITI TECNICI E PRESCRIZIONI PER L ADESIONE ALL AUTORIZZAZIONE GENERALE RELATIVA AGLI IMPIANTI DI COMBUSTIONE RICADENTI NELL'AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TITOLO I DEL DECRETO LEGISLATIVO 152/06

Dettagli

Determinazione del Dirigente del Servizio Pianificazione e Gestione Rifiuti, Bonifiche, Sostenibilità Ambientale

Determinazione del Dirigente del Servizio Pianificazione e Gestione Rifiuti, Bonifiche, Sostenibilità Ambientale Determinazione del Dirigente del Servizio Pianificazione e Gestione Rifiuti, Bonifiche, Sostenibilità Ambientale N. 39 9353 / 2013 (numero - protocollo / anno) OGGETTO: AUTORIZZAZIONE DI IMPIANTO DI RICERCA

Dettagli

LE ESPERIENZE DELL AUTORITA COMPETENTE REGIONALE E LA FUTURA GESTIONE DEGLI SME IN LOMBARDIA

LE ESPERIENZE DELL AUTORITA COMPETENTE REGIONALE E LA FUTURA GESTIONE DEGLI SME IN LOMBARDIA Presentazione della Guida Tecnica del sistema agenziale per la redazione dei manuali di gestione dei Sistemi di Monitoraggio in continuo alle Emissioni in atmosfera (SME) e con particolare riferimento

Dettagli

APPROVAZIONE PROGETTO DEL PIROGASSIFICATORE NEL COMUNE DI CASTELFRANCO D/S DELLA WASTE RECYCLING E AUTORIZZAZIONE ALL ESERCIZIO A TEMPO DETERMINATO

APPROVAZIONE PROGETTO DEL PIROGASSIFICATORE NEL COMUNE DI CASTELFRANCO D/S DELLA WASTE RECYCLING E AUTORIZZAZIONE ALL ESERCIZIO A TEMPO DETERMINATO APPROVAZIONE PROGETTO DEL PIROGASSIFICATORE NEL COMUNE DI CASTELFRANCO D/S DELLA WASTE RECYCLING E AUTORIZZAZIONE ALL ESERCIZIO A TEMPO DETERMINATO Effettuazione del collaudo dell impianto per il periodo

Dettagli

Gestione e controllo del monitoraggio in continuo alle emissioni

Gestione e controllo del monitoraggio in continuo alle emissioni Cagliari, 25-26 marzo 2010 Caesar s Hotel Sala conferenze Gestione e controllo del monitoraggio in continuo alle emissioni a cura di Sandro Garro - ARPAT OBBLIGHI I SMCE si trovano presso: Grandi impianti

Dettagli

problematiche olfattive in Veneto

problematiche olfattive in Veneto La definizione di una Linea Guida per la gestione delle problematiche olfattive in Veneto Dr Alessandro Benassi Regione del Veneto Direttore e Dipartimento Ambiente Dr. Alessandro Benassi Direzione Ambiente

Dettagli

Disponibilità dati *** 2007 / 2010 C

Disponibilità dati *** 2007 / 2010 C EMISSIONI IN ATMOSFERA 2010 Emissioni in atmosfera Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (INEMAR Puglia 2010) Nome indicatore DPSIR Fonte dati Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera

Dettagli

Torino, 18 maggio 2012 DATI E INFORMAZIONI DI INTERESSE AMBIENTALE E TERRITORIALE

Torino, 18 maggio 2012 DATI E INFORMAZIONI DI INTERESSE AMBIENTALE E TERRITORIALE SIRA per le IMPRESE DATI E INFORMAZIONI DI INTERESSE AMBIENTALE E TERRITORIALE Seconda sessione: DATI E INFORMAZIONI INERENTI I FATTORI DI PRESSIONE SULL AMBIENTE Le Valutazioni Ambientali La banca dati

Dettagli

PROCEDURA OPERATIVA PER LA REGISTRAZIONE AL CET

PROCEDURA OPERATIVA PER LA REGISTRAZIONE AL CET PROCEDURA OPERATIVA PER LA REGISTRAZIONE AL CET Revisioni Redatto Rev 01 del 28/02/2013 Gruppo di Lavoro Catasto Emissioni Territoriali Approvato 1/6 1. Premessa e obiettivi La Regione Puglia ha realizzato

Dettagli

Redazione e trasmissione del Report annuale

Redazione e trasmissione del Report annuale Redazione e trasmissione del Report annuale Anna Maria Livraga Emanuela Patrucco Piano di Monitoraggio e Controllo aziende IPPC: Gestione e trasmissione Report annuale 16 maggio 2011 Il cap. 5 del PMC

Dettagli

CEMS. I SISTEMI di ANALISI EMISSIONI IN CONTINUO

CEMS. I SISTEMI di ANALISI EMISSIONI IN CONTINUO CEMS I SISTEMI di ANALISI EMISSIONI IN CONTINUO AGENDA OBIETTIVI DEL MONITORAGGIO IN CONTINUO IMPIANTI SOGGETTI AL CONTROLLO IN CONTINUO DELLE EMISSIONI NORMATIVE INGEGNERIZZAZIONE DI UN SISTEMA MONITORAGGIO

Dettagli

EMISSIONI IN ATMOSFERA DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI CONGLOMERATO BITUMINOSO. Position paper for hot mixing asphalt plants

EMISSIONI IN ATMOSFERA DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI CONGLOMERATO BITUMINOSO. Position paper for hot mixing asphalt plants Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade EMISSIONI IN ATMOSFERA DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI CONGLOMERATO BITUMINOSO Position paper for hot mixing asphalt plants 1. PREMESSA E FINALITA DEL DOCUMENTO

Dettagli

P.O.R. SICILIA 2000/2006. Misura 1.03 Sistema informativo e di monitoraggio acque e servizi idrici (FESR)

P.O.R. SICILIA 2000/2006. Misura 1.03 Sistema informativo e di monitoraggio acque e servizi idrici (FESR) P.O.R. SICILIA 2000/2006 Misura 1.03 Sistema informativo e di monitoraggio acque e servizi idrici (FESR) ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA ATTIVAZIONE DELLA MISURA ART. 1 FINALITA DELL ACCORDO Scopo dell accordo

Dettagli

L applicazione del Modello di Area Industriale Sostenibile (SIAM), il caso di studio dell area industriale di Molfetta (Ba)

L applicazione del Modello di Area Industriale Sostenibile (SIAM), il caso di studio dell area industriale di Molfetta (Ba) L applicazione del Modello di Area Industriale Sostenibile (SIAM), il caso di studio dell area industriale di Molfetta (Ba) Antonella Lomoro alomoro@eco-logicasrl.it, Patrizia Milano, Massimo Guido; Claudia

Dettagli

Monitoraggio in continuo delle emissioni. Normative: applicazioni e criticità

Monitoraggio in continuo delle emissioni. Normative: applicazioni e criticità Il punto sulla direttiva IPPC Palazzo Medici Riccardi Firenze 27 novembre 2013 Monitoraggio in continuo delle emissioni. Normative: applicazioni e criticità Mauro Rotatori Direttiva IED (2010/75/CE) La

Dettagli

AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE - AIA

AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE - AIA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE - AIA Direttiva n. 96/61/CE Le finalità: prevenire fenomeni di inquinamento ridurre l inquinamento attuale evitare di trasferire l inquinamento da un comparto all altro

Dettagli

Un valore chiamato futuro

Un valore chiamato futuro Un valore chiamato futuro Ecopadana nasce nel 1985, si sviluppa e si propone nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti industriali, a volte soverchiando quanto previsto dalle normative in materia,

Dettagli

I sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni (SMCE) Sandro Garro

I sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni (SMCE) Sandro Garro I sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni (SMCE) Sandro Garro Dal BREF Monitoring : 2.1 Perché monitorare? - per controllare che le emissioni rientrino nei VLE e quindi per la valutazione di

Dettagli

ARPA Puglia. Campagna di monitoraggio della qualità dell aria con laboratorio mobile. Barletta Via Trani 10.07.2015-10.11.2015. Centro Regionale Aria

ARPA Puglia. Campagna di monitoraggio della qualità dell aria con laboratorio mobile. Barletta Via Trani 10.07.2015-10.11.2015. Centro Regionale Aria Campagna di monitoraggio della qualità dell aria con laboratorio mobile 10.07.2015-10.11.2015 ARPA Puglia Centro Regionale Aria Ufficio Qualità dell Aria di Bari Corso Trieste 27 Bari 1. Contenuto del

Dettagli

Padova Smart City. Internet of Things. Alberto Corò

Padova Smart City. Internet of Things. Alberto Corò Padova Smart City Internet of Things Alberto Corò Padova 16 ottobre 2013 Smart City Le smart cities ("città intelligenti") possono essere classificate lungo 6 aree di interesse: Economia Mobilità Ambiente

Dettagli

IL NETWORK DEI TERMOVALORIZZATORI HERA. Divisione Ambiente

IL NETWORK DEI TERMOVALORIZZATORI HERA. Divisione Ambiente IL NETWORK DEI TERMOVALORIZZATORI HERA Sommario Il gruppo Hera I termovalorizzatori Obiettivi del progetto La sala telecontrollo Sviluppo progetto Conclusioni Missione Hera vuole essere la migliore multiutility

Dettagli

Gli aspetti innovativi del Draft International Standard (DIS) ISO 9001:2015

Gli aspetti innovativi del Draft International Standard (DIS) ISO 9001:2015 Gli aspetti innovativi del Draft International Standard (DIS) ISO 9001:2015 I requisiti per la gestione del rischio presenti nel DIS della nuova ISO 9001:2015 Alessandra Peverini Perugia 9/09/2014 ISO

Dettagli

Servizio Tutela del Suolo e Rifiuti

Servizio Tutela del Suolo e Rifiuti Servizio Tutela del Suolo e Rifiuti FUNZIONI DEL SERVIZIO 1. Attività su bonifica dei siti contaminati Il Servizio ha il compito di emettere la certificazione di avvenuta bonifica dei siti contaminati.

Dettagli

OGGETTO: Tasse Automobilistiche. Polizze fideiussorie. DISPOSIZIONI PER LE REGIONI NON CONVENZIONATE

OGGETTO: Tasse Automobilistiche. Polizze fideiussorie. DISPOSIZIONI PER LE REGIONI NON CONVENZIONATE AUTOMOBILE CLUB D ITALIA DIREZIONE CENTRALE SERVIZI DELEGATI (D.S.D.) SMT MMZ/aar Messaggio Circolare n. 17183/U del 09/12/2005 e p.c. Sigg. DIRETTORI UFFICI PROVINCIALI ACI LORO SEDI Sigg. DIRETTORI AUTOMOBILE

Dettagli

BOLLETTINO UFFICIALE

BOLLETTINO UFFICIALE Anno XL REPUBBLICA ITALIANA N. 27 Speciale Ambiente BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE ABRUZZO LíAQUILA, 17 LUGLIO 2009 Pag. 66 Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo Anno XL - N. 27 Speciale (17.07.2009)

Dettagli

DIFENDERE AMBIENTE E IMPRESE

DIFENDERE AMBIENTE E IMPRESE Poste Italiane Spa - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art.1, c.1 - CB-NO/Torino Anno 7 n. 26 DEA edizioni s.a.s. Strada del Portone, 127-10095 Grugliasco (TO) marzo 2014 anno vii numero

Dettagli

provincia.udine@cert.provincia.udine.it AREA AMBIENTE SERVIZIO EMISSIONI IN ATMOSFERA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE

provincia.udine@cert.provincia.udine.it AREA AMBIENTE SERVIZIO EMISSIONI IN ATMOSFERA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE provincia.udine@cert.provincia.udine.it AREA AMBIENTE SERVIZIO EMISSIONI IN ATMOSFERA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE Oggetto: AUTORIZZAZIONE DI CARATTERE GENERALE PER LE EMISSIONI IN ATMOSFERA PROVENIENTI

Dettagli

Catalogo attività formative Piano ARES: Ambiente, Rifiuti, Energia per la Sostenibilità produttiva Fondimpresa Avviso 1/2013 Ambito B Ambiente

Catalogo attività formative Piano ARES: Ambiente, Rifiuti, Energia per la Sostenibilità produttiva Fondimpresa Avviso 1/2013 Ambito B Ambiente Catalogo attività formative Piano ARES: Ambiente, Rifiuti, Energia per la Sostenibilità produttiva Fondimpresa Avviso 1/2013 Ambito B Ambiente AREA TEMATICA: Gestione e certificazione ambientale di sistema

Dettagli

Le migliori pratiche e le linee guida per la gestione ottimale dei RAEE

Le migliori pratiche e le linee guida per la gestione ottimale dei RAEE Le migliori pratiche e le linee guida per la gestione ottimale dei RAEE Federico Foschini APAT Servizio Rifiuti IPPC Integrated Pollution Prevention & Control Direttiva 1996/61/CE D.Lgs. 18 febbraio 2005,

Dettagli

Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili.

Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili. REGIONE PIEMONTE BU12 20/03/2014 Codice DB1013 D.D. 12 marzo 2014, n. 52 Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili. Con D.C.R.

Dettagli

IL PUNTO DI VISTA DEL CONSULENTE E DEI GESTORI: CRITICITÀ NELL APPLICAZIONE DEL D.LGS. 46/14

IL PUNTO DI VISTA DEL CONSULENTE E DEI GESTORI: CRITICITÀ NELL APPLICAZIONE DEL D.LGS. 46/14 IL PUNTO DI VISTA DEL CONSULENTE E DEI GESTORI: CRITICITÀ NELL APPLICAZIONE DEL D.LGS. 46/14 Seminario Tecnico D.Lgs. 46/14, modifica del D.Lgs. 152/06 ed attuazione della Direttiva Europea 2010/75/UE:

Dettagli

IL NETWORK DEI TERMOVALORIZZATORI HERA - SALA TELECONTROLLO -

IL NETWORK DEI TERMOVALORIZZATORI HERA - SALA TELECONTROLLO - IL NETWORK DEI TERMOVALORIZZATORI HERA - SALA TELECONTROLLO - VERONA, 25 Ottobre 2007 Sommario Il gruppo Hera I termovalorizzatori La sala telecontrollo Il valore aggiunto Conclusioni Mission Il gruppo

Dettagli

LA RETE DI MONITORAGGIO DELLE RISORSE IDRICHE SOTTERRANEE PUGLIESI

LA RETE DI MONITORAGGIO DELLE RISORSE IDRICHE SOTTERRANEE PUGLIESI GEOLOGI e TERRITORIO Periodico dell Ordine dei Geologi della Puglia - Supplemento al n. 1/2004 89 LA RETE DI MONITORAGGIO DELLE RISORSE IDRICHE SOTTERRANEE PUGLIESI Contenuti di un ipotetico Progetto Tiziano

Dettagli

Determinazione del Dirigente del Servizio Qualità dell'aria e risorse energetiche

Determinazione del Dirigente del Servizio Qualità dell'aria e risorse energetiche Determinazione del Dirigente del Servizio Qualità dell'aria e risorse energetiche N....18-43641 / 2006 (numero-protocollo/anno) Oggetto: autorizzazione ai sensi dell'art. 12 del D. Lgs. 29/12/2003 n. 387,

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE. Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE. Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 21.12.2007 COM(2007) 844 definitivo 2007/0286 (COD) Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulle emissioni degli impianti industriali

Dettagli

SERVIZIO INTEGRATO ENERGIA 3 - Criteri di sostenibilità

SERVIZIO INTEGRATO ENERGIA 3 - Criteri di sostenibilità SERVIZIO INTEGRATO ENERGIA 3 - Criteri di sostenibilità 1. Oggetto dell iniziativa Oggetto dell iniziativa è l affidamento del Servizio Integrato Energia, ovvero di tutte le attività di gestione, conduzione

Dettagli

We take care of your buildings

We take care of your buildings We take care of your buildings Che cos è il Building Management Il Building Management è una disciplina di derivazione anglosassone, che individua un edificio come un entità che necessita di un insieme

Dettagli

La Direttiva sulle emissioni degli impianti industriali: verso il nuovo quadro normativo europeo di riferimento Riassunto Summary 1.

La Direttiva sulle emissioni degli impianti industriali: verso il nuovo quadro normativo europeo di riferimento Riassunto Summary 1. La Direttiva sulle emissioni degli impianti industriali: verso il nuovo quadro normativo europeo di riferimento Nicoletta Valeria Trotta trotta.nicoletta@minambiente.it, Roberta Spinetti Istituto sull

Dettagli

APPENDICE: LA CONTABILITÀ AMBIENTALE E LA RICLASSIFICAZIONE DELLE SPESE AMBIENTALI

APPENDICE: LA CONTABILITÀ AMBIENTALE E LA RICLASSIFICAZIONE DELLE SPESE AMBIENTALI APPENDICE: LA CONTABILITÀ AMBIENTALE E LA RICLASSIFICAZIONE DELLE SPESE AMBIENTALI La contabilità ambientale: uno strumento per la sostenibilità La contabilità ambientale può essere definita come un sistema

Dettagli

%FMJCFSBOm PHHFUUP -3 %-(4 1*"/0 3&(*0/"-& %* (&45*0/& %&* 3*'*65* 130(3"..";*0/&"55*7*5}1*"/*'*$"503*"

%FMJCFSBOm PHHFUUP -3 %-(4 1*/0 3&(*0/-& %* (&45*0/& %&* 3*'*65* 130(3..;*0/&55*7*5}1*/*'*$503* %FMJCFSBOm &TUSBUUPEFMQSPDFTTPWFSCBMFEFMMBTFEVUBEFM HFOOBJP PHHFUUP -3 %-(4 1*"/0 3&(*0/"-& %* (&45*0/& %&* 3*'*65* 130(3"..";*0/&"55*7*5}1*"/*'*$"503*" %FCPSB4&33"$$)*"/* 4FSHJP#0-;0/&--0 1SFTJEFOUF 7JDF1SFTJEFOUF

Dettagli

78 Bollettino Ufficiale. Serie Ordinaria n. 30 - Mercoledì 25 luglio 2012

78 Bollettino Ufficiale. Serie Ordinaria n. 30 - Mercoledì 25 luglio 2012 78 Bollettino Ufficiale D.G. Ambiente, energia e reti D.d.s. 23 luglio 2012 - n. 6576 Approvazione degli allegati tecnici relativi all autorizzazione in via generale ex art. 272 comma 2 del d.lgs. 152/06

Dettagli

Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria

Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria Accreditamento e certificazione del sistema qualità di ARPA Umbria Nadia Geranio, Leonardo Merlini, Olga Moretti Il primo obiettivo di

Dettagli

Doc. 403O30D1.0LO di Origine Regionale emanato/a da: Regione Lombardia e pubblicato/a su: Bollettino. Uff. Regione n 6 del 02/02/2004 NOTE

Doc. 403O30D1.0LO di Origine Regionale emanato/a da: Regione Lombardia e pubblicato/a su: Bollettino. Uff. Regione n 6 del 02/02/2004 NOTE Delib. Giunta Reg. n 7/15957 del 30/12/2003 Definizione di prescrizioni tecniche per il contenimento delle emissioni in atmosfera dagli impianti del Comparto Acciaio. Revoca della d.g.r. 30 luglio 1991,

Dettagli

Amministrazioni comunali di Rezzato e Mazzano

Amministrazioni comunali di Rezzato e Mazzano C.F. n CRRRRT48B06D117X; Partita IVA n 0073846016 1 Amministrazioni comunali di Rezzato e Mazzano Adeguamento tecnologico della cementeria Italcementi di Rezzato-Mazzano Obiettivi di riduzione delle emissioni

Dettagli

LA GIUNTA PROVINCIALE

LA GIUNTA PROVINCIALE LA GIUNTA PROVINCIALE Premesso che: - la congestione del traffico automobilistico richiede soluzioni plurime ed un approccio che integri diverse tecniche di governo della mobilità, quali il controllo degli

Dettagli

PROGRAMMA DI VALUTAZIONE POST LIFE AFTER LIFE EVALUATION PROGRAM

PROGRAMMA DI VALUTAZIONE POST LIFE AFTER LIFE EVALUATION PROGRAM PROGRAMMA DI VALU UTAZIONE POST LIFE AFTER LIFE EVALUATION PROGRAM Versione del 24/ /01/2014 LIFE099 ENV/IT/000068 WASTE LESS in CHIANTI Prevenzione e riduzione dei rifiuti nel territorio del Chianti INDICE

Dettagli

PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO INDICE 1. FINALITÀ DEL PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO...2 2. CAMPO DI APPLICAZIONE...2

PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO INDICE 1. FINALITÀ DEL PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO...2 2. CAMPO DI APPLICAZIONE...2 Pag.: 1/9 INDICE 1. FINALITÀ DEL PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO...2 2. CAMPO DI APPLICAZIONE...2 3. RIFERIMENTI NORMATIVI...2 4. MODALITÀ OPERATIVE...3 4.2. Identificazione dei parametri da monitorare...3

Dettagli

WEBGIS PER LA CONSULTAZIONE, L AGGIORNAMENTO E LO SVILUPPO DEI PIANI DI PROTEZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA DI ROMA E DEI RELATIVI COMUNI

WEBGIS PER LA CONSULTAZIONE, L AGGIORNAMENTO E LO SVILUPPO DEI PIANI DI PROTEZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA DI ROMA E DEI RELATIVI COMUNI WEBGIS PER LA CONSULTAZIONE, L AGGIORNAMENTO E LO SVILUPPO DEI PIANI DI PROTEZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA DI ROMA E DEI RELATIVI COMUNI Monica RIZZO (*), Paolo SCALIA (*), Riccardo SCANO (*), Alessandro

Dettagli

Attività di monitoraggio della qualità dell aria effettuato da ARPA FVG nel Comune di Cormons Gennaio Aprile 2014

Attività di monitoraggio della qualità dell aria effettuato da ARPA FVG nel Comune di Cormons Gennaio Aprile 2014 Attività di monitoraggio della qualità dell aria effettuato da ARPA FVG nel Comune di Cormons Gennaio Aprile 2014 Cormons, 27 marzo 2015 La normativa sulla qualità dell ambiente Decreto legislativo. n.

Dettagli

Impianto di combustione rifiuti di stabilimento. Opuscolo informativo. Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI)

Impianto di combustione rifiuti di stabilimento. Opuscolo informativo. Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI) Impianto di combustione rifiuti di stabilimento Opuscolo informativo Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI) Impianto di combustione rifiuti stabilimento Introduzione F.I.S.

Dettagli

La Gestione del ciclo delle acque in Regione Piemonte: l esperienza del SIRI Sistema Informativo Risorse Idriche

La Gestione del ciclo delle acque in Regione Piemonte: l esperienza del SIRI Sistema Informativo Risorse Idriche La Gestione del ciclo delle acque in Regione Piemonte: l esperienza del SIRI Sistema Informativo Risorse Idriche Giuseppe AMADORE (*), Mauro VASONE (**), Luca VIARENGO (**) (*) Regione Piemonte, via Principe

Dettagli

Città di Bassano del Grappa

Città di Bassano del Grappa PIANO TRIENNALE per l individuazione di misure finalizzate alla razionalizzazione dell utilizzo delle dotazioni strumentali Art 2 comma 594 e segg. L. 244/2007 Indice del documento 1. Premessa... 3 2.

Dettagli

PROVINCIA DI PRATO DETERMINAZIONE DEL RESPONSABILE DELL AREA: Area Ambiente e Infrastrutture. Servizio Ambiente e Energia

PROVINCIA DI PRATO DETERMINAZIONE DEL RESPONSABILE DELL AREA: Area Ambiente e Infrastrutture. Servizio Ambiente e Energia Registro generale n. 3233 del 27/09/2013 Determina senza Impegno di spesa DETERMINAZIONE DEL RESPONSABILE DELL AREA: Area Ambiente e Infrastrutture Oggetto Esercizio competenze L.R. 09/2010. Autorizzazione

Dettagli

LEONARDO ENERGIA Società Consortile a r.l.

LEONARDO ENERGIA Società Consortile a r.l. LEONARDO ENERGIA Società Consortile a r.l. CENTRALE TERMICA OVEST AEROPORTO DI FIUMICINO (ROMA) A.I.A. n.3640/2009 Rapporto sui dati di autocontrollo Anno 2012 Redatto ai sensi del D.Lgs. 152/2006, art.

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 20 febbraio 2015, n. 224

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 20 febbraio 2015, n. 224 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 20 febbraio 2015, n. 224 Servizio di monitoraggio dei corpi idrici sotterranei (P.O. FESR 2007/2013 - Asse II Linea di intervento 2.1.) - Azione 2.1.4.). Approvazione

Dettagli

PARERE. DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio valutazione impatto ambientale. Articolo 15, comma 1, d.lgs.

PARERE. DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio valutazione impatto ambientale. Articolo 15, comma 1, d.lgs. DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE E LAVORI PUBBLICI Servizio valutazione impatto ambientale Articolo 15, comma 1, d.lgs. 152/2006 Valutazione ambientale strategica del Piano regionale di miglioramento della

Dettagli

TRA VISTI. - il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale ;

TRA VISTI. - il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale ; Accordo tra Regione Emilia-Romagna, ATERSIR e Centro di Coordinamento RAEE, per favorire il recupero e l incremento dei tassi di raccolta differenziata dei RAEE di origine domestica attraverso la sperimentazione

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO SULLE SOCIETA PARTECIPATE DAL COMUNE DELLA SPEZIA (ART. 147 QUATER DEL DECRETO LEGISLATIVO 267/2000)

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO SULLE SOCIETA PARTECIPATE DAL COMUNE DELLA SPEZIA (ART. 147 QUATER DEL DECRETO LEGISLATIVO 267/2000) REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO SULLE SOCIETA PARTECIPATE DAL COMUNE DELLA SPEZIA (ART. 147 QUATER DEL DECRETO LEGISLATIVO 267/2000) TITOLO I PARTE GENERALE...- 2-1.1. Premessa e presupposti teorici del sistema

Dettagli

Oggetto: Campagna di rilevamento di inquinanti atmosferici mediante analizzatore LAVOISIER TM presso il casello di Beinasco (Torino).

Oggetto: Campagna di rilevamento di inquinanti atmosferici mediante analizzatore LAVOISIER TM presso il casello di Beinasco (Torino). Oggetto: Campagna di rilevamento di inquinanti atmosferici mediante analizzatore LAVOISIER TM presso il casello di Beinasco (Torino). La campagna di monitoraggio si è svolta presso il casello autostradale

Dettagli

Essence - Emerging Security Standards for the EU power Network controls and other Critical Equipment 2012-2014

Essence - Emerging Security Standards for the EU power Network controls and other Critical Equipment 2012-2014 Alberto_stefanini@virgilio.it Alberto_stefanini@virgilio.it Alberto_stefanini@virgilio.it Essence - Emerging Security Standards for the EU power Network controls and other Critical Equipment 2012-2014

Dettagli

Piano Energetico Cantonale. Schede settoriali. Produzione di energia termica P.8. Biomassa scarti organici P.8

Piano Energetico Cantonale. Schede settoriali. Produzione di energia termica P.8. Biomassa scarti organici P.8 Biomassa scarti organici 97 Situazione attuale Con il termine «scarti organici» ci si riferisce a sostanze di origine organica, animale o vegetale. È possibile classificare tali sostanze in funzione delle

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa dei Consiglieri: PORRELLO Devid. BARILLARI Davide. BLASI Silvia. PERILLI Gianluca. PERNARELLA Gaia.

PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa dei Consiglieri: PORRELLO Devid. BARILLARI Davide. BLASI Silvia. PERILLI Gianluca. PERNARELLA Gaia. PROPOSTA DI LEGGE Norme sulla tutela della salute, dell ambiente e del territorio e sulla valutazione del danno sanitario nelle aree del Lazio ad elevato rischio ambientale d iniziativa dei Consiglieri:

Dettagli

LA RESTITUZIONE DEI DATI AMBIENTALI: DALLA VERSIONE INTEGRALE ALLA CONSULTAZIONE TELEMATICA

LA RESTITUZIONE DEI DATI AMBIENTALI: DALLA VERSIONE INTEGRALE ALLA CONSULTAZIONE TELEMATICA LA RESTITUZIONE DEI DATI AMBIENTALI: DALLA VERSIONE INTEGRALE ALLA CONSULTAZIONE TELEMATICA Ing. Sergio Marino Direttore Generale ARPA Sicilia Ogni Ente Pubblico deve garantire il diritto d accesso, la

Dettagli

APAT SISTEMA NAZIONALE CONOSCITIVO E DEI CONTROLLI IN CAMPO AMBIENTALE. Centro Tematico Nazionale Agenti Fisici

APAT SISTEMA NAZIONALE CONOSCITIVO E DEI CONTROLLI IN CAMPO AMBIENTALE. Centro Tematico Nazionale Agenti Fisici APAT SISTEMA NAZIONALE CONOSCITIVO E DEI CONTROLLI IN CAMPO AMBIENTALE Centro Tematico Nazionale Agenti Fisici Studio di fattibilità per il collegamento automatico degli archivi al DB della rete di monitoraggio

Dettagli

ANALISI DEL CICLO DI VITA (LCA) APPLICATA ALLA

ANALISI DEL CICLO DI VITA (LCA) APPLICATA ALLA ANALISI DEL CICLO DI VITA (LCA) APPLICATA ALLA TERMOVALORIZZAZIONE DEI RIFIUTI Massimo Marino Life Cycle Engineering Torino www.life-cycle-engineering.it SOMMARIO Nel ultimi tempi si sta assistendo ad

Dettagli

IL PUNTO DI UN GESTORE IPPC: CRITICITA NELL APPLICAZIONE DEL PMC

IL PUNTO DI UN GESTORE IPPC: CRITICITA NELL APPLICAZIONE DEL PMC IL PUNTO DI UN GESTORE IPPC: CRITICITA NELL APPLICAZIONE DEL PMC Seminario Tecnico Stabilimenti IPPC: Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC) e Sistemi di Monitoraggio delle emissioni (SME) Provincia di

Dettagli

www.laboratoriolarian.it

www.laboratoriolarian.it LA.RI.AN. Norme in materia ambientale RIFIUTI Dr. ssa Elena Rizzo www.laboratoriolarian.it Decreto Legislativo n. 152 Principi La gestione dei rifiuti è effettuata conformemente ai principi di precauzione,

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, AVVIO E GESTIONE DELLE ATTIVITÀ RESE DA ARPA PIEMONTE A TITOLO ONEROSO INDICE

REGOLAMENTO IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, AVVIO E GESTIONE DELLE ATTIVITÀ RESE DA ARPA PIEMONTE A TITOLO ONEROSO INDICE REGOLAMENTO IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, AVVIO E GESTIONE DELLE ATTIVITÀ RESE DA ARPA PIEMONTE A TITOLO ONEROSO INDICE Art. 1 - Premessa...2 Titolo I - DISPOSIZIONI GENERALI...2 Art. 2 - Oggetto e ambito

Dettagli

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI MISURA DELL ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA DA IMPIANTI DI GENERAZIONE

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI MISURA DELL ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA DA IMPIANTI DI GENERAZIONE Pubblicata sul sito www.autorita.energia.it il 13 aprile 2007 Delibera n. 88/07 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI MISURA DELL ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA DA IMPIANTI DI GENERAZIONE L AUTORITA' PER L ENERGIA ELETTRICA

Dettagli

Piano di Gestione della Qualità dell Aria Provincia di Forlì-Cesena

Piano di Gestione della Qualità dell Aria Provincia di Forlì-Cesena Piano di Gestione della Qualità dell Aria Provincia di Forlì-Cesena Valutazione e gestione della qualità dell aria (situazione attuale, analisi delle tendenze ed azioni) Incontro con le Associazioni economiche

Dettagli

Convegno organizzato da Mater e Federambiente

Convegno organizzato da Mater e Federambiente Convegno organizzato da Mater e Federambiente RECUPERO DI MATERIA ED ENERGIA DA RIFIUTI: DAL PROGETTO PRIN AL CENTRO STUDI MatER Claudio Galli Amministratore Delegato HERAmbiente SpA 29 febbraio 2012 Le

Dettagli

una squadra di esperti, un solo interlocutore

una squadra di esperti, un solo interlocutore una squadra di esperti, un solo interlocutore Il vantaggio di avere una squadra di esperti e la comodità di parlare con un solo interlocutore CHI SIAMO Il Gruppo E.S.G. EURO SERVICE GROUP - SYNTESY - A.IN.COM.

Dettagli

QUANTO COSTA, ALL AMBIENTE, DISINQUINARE?

QUANTO COSTA, ALL AMBIENTE, DISINQUINARE? QUANTO COSTA, ALL AMBIENTE, DISINQUINARE? Qual è l impatto ambientale di un impianto di depurazione? Quali sono e in quali quantità le sostanze immesse in atmosfera per realizzare, condurre e smaltire

Dettagli

Contribution of Emission Sources on the Air quality of the POrt-cities in Greece and Italy CESAPO

Contribution of Emission Sources on the Air quality of the POrt-cities in Greece and Italy CESAPO Contribution of Emission Sources on the Air quality of the POrt-cities in Greece and Italy CESAPO Le attività svolte dai tre partners italiani del progetto CESAPO, l Istituto di Scienze dell Atmosfera

Dettagli

OGGETTO: RICHIESTA DI FINANZIAMENTO REGIONALE PER LA PROSECUZIONE INTERVENTI PER IL RISANAMENTO DELLA QUALITA DELL ARIA APPROVATI CON D.G.C. N.

OGGETTO: RICHIESTA DI FINANZIAMENTO REGIONALE PER LA PROSECUZIONE INTERVENTI PER IL RISANAMENTO DELLA QUALITA DELL ARIA APPROVATI CON D.G.C. N. OGGETTO: RICHIESTA DI FINANZIAMENTO REGIONALE PER LA PROSECUZIONE INTERVENTI PER IL RISANAMENTO DELLA QUALITA DELL ARIA APPROVATI CON D.G.C. N. 924 DEL 28.09.2006 IN ATTUAZIONE AL PIANO REGIONALE (D.C.R.

Dettagli

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 514 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE 515 Conclusioni Le Considerazioni conclusive sulla Fase 2 della VIS possono essere sintetizzate in tre punti: 1. La seconda fase dopo lo screening ha approfondito in primo

Dettagli

PROVINCIA DI BIELLA. Settore Tutela Ambientale Codice: Impegno n. DETERMINAZIONE N. 3795 IN DATA 05/10/2005

PROVINCIA DI BIELLA. Settore Tutela Ambientale Codice: Impegno n. DETERMINAZIONE N. 3795 IN DATA 05/10/2005 PROVINCIA DI BIELLA Settore Tutela Ambientale Codice: Impegno n. Dirigente / Resp. P.O.: SARACCO GIORGIO Codice: DETERMINAZIONE N. 3795 IN DATA 05/10/2005 Oggetto: Determinazione Dirigenziale n. 2357 del

Dettagli

Sabina Bellodi,, Enrica Canossa Ecosistema Urbano, Servizio Sistemi Ambientali ARPA sez.provinciale di Ferrara

Sabina Bellodi,, Enrica Canossa Ecosistema Urbano, Servizio Sistemi Ambientali ARPA sez.provinciale di Ferrara La Qualità dell Aria stimata: applicazioni modellistiche ADMS per uno studio della diffusione degli inquinanti atmosferici nel comune di Ferrara e aree limitrofe Sabina Bellodi,, Enrica Canossa Ecosistema

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. tra

PROTOCOLLO D INTESA. tra PROTOCOLLO D INTESA tra La Regione Emilia-Romagna, con sede in Bologna, Viale Aldo Moro, 52, codice fiscale n. 80062590379, rappresentata dall Assessore Alfredo Peri, in esecuzione della deliberazione

Dettagli

La termovalorizzazione nel nuovo Programma Regionale per la Gestione Rifiuti

La termovalorizzazione nel nuovo Programma Regionale per la Gestione Rifiuti La termovalorizzazione nel nuovo Programma Regionale per la Gestione Rifiuti Con contributi di: Dario Sciunnach S. Cappa, L. Losa, U. Parravicini, P. Zerbinati (Regione Lombardia) M. Lombardi (ARPA Lombardia)

Dettagli

SOMMARIO CICLI TECNOLOGICI... 2

SOMMARIO CICLI TECNOLOGICI... 2 SOMMARIO CICLI TECNOLOGICI... 2 Ambito di applicazione...2 Fasi lavorative...2 Materie prime...2 Sostanze inquinanti e prescrizioni specifiche...2 Schede impianti di abbattimento...2 Soglia massima...3

Dettagli

Campagna di Monitoraggio della Qualità dell'aria

Campagna di Monitoraggio della Qualità dell'aria Dipartimento Provinciale ARPAV di Venezia Via Lissa, 6 3171 Venezia Mestre - Italy Tel. +39 41 5445511 Fax +39 41 54455 e-mail: dapve@arpa.veneto.it Servizio Stato dell Ambiente Responsabile del Procedimento:

Dettagli

TERMOUTILIZZATORE DI BRESCIA

TERMOUTILIZZATORE DI BRESCIA TERMOUTILIZZATORE DI BRESCIA SINTESI DEI DATI RELATIVI ALLE EMISSIONI IN ATMOSFERA - ANNO 2012 1 ANALISI DELLA TIPOLOGIA, QUANTITÀ E PROVENIENZA GEOGRAFICA DEI RIFIUTI TRATTATI NELL IMPIANTO Analisi della

Dettagli

4 6 7 7 8 8 9 10 11 14 15 17 21 25 Riassunto Realizzazione di un Sistema Informativo Territoriale per la sorveglianza sanitaria della fauna nel Parco Nazionale della Majella tramite software Open Source

Dettagli

Il Ruolo di Arpalazio nell ambito dell Autorizzazione integrata Ambientale

Il Ruolo di Arpalazio nell ambito dell Autorizzazione integrata Ambientale Il Ruolo di Arpalazio nell ambito dell Autorizzazione integrata Ambientale Sergio Ceradini Arpalazio Sezione provinciale di Roma Convegno Tutela del territorio, gestione dei rifiuti e controlli ambientali

Dettagli

Le Province, l e-government e le politiche di sviluppo

Le Province, l e-government e le politiche di sviluppo AtoB Piemonte AtoB Piemonte è il progetto di e-government che le Province piemontesi hanno ideato per aziende, utenza e territorio al fine di semplificare, velocizzare e rendere più trasparenti i procedimenti

Dettagli

INFORMAZIONI PERSONALI CHEMERI FRANCESCA. Nome Luogo di nascita Ravenna Data di nascita 18/12/1975

INFORMAZIONI PERSONALI CHEMERI FRANCESCA. Nome Luogo di nascita Ravenna Data di nascita 18/12/1975 CURRI CULUM VI TAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome Luogo di nascita Data di nascita 18/12/1975 CHEMERI FRANCESCA Amministrazione Incarico attuale Posizione Organizzativa Valutazioni e Autorizzazioni ambientali

Dettagli

MANUALE DELSISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE

MANUALE DELSISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE Osservatorio per il Settore Chimico Ministero dell Industria del Commercio e dell Artigianato MANUALE DELSISTEMA DI Responsabile: Aggiornamento: 2 di 49 NOME AZIENDA Manuale del sistema di Gestione Ambientale

Dettagli

Modellistica di Qualità dell'aria a supporto del D. lgs 155/2010. Mauro M. Grosa

Modellistica di Qualità dell'aria a supporto del D. lgs 155/2010. Mauro M. Grosa Modellistica di Qualità dell'aria a supporto del D. lgs 155/2010 Mauro M. Grosa Responsabile del coordinamento delle attività di qualità dell aria di Arpa Piemonte Regione Piemonte nel 2000 ha avviato

Dettagli

RELAZIONE. Pertanto è approvato il seguente testo di deliberazione.

RELAZIONE. Pertanto è approvato il seguente testo di deliberazione. L argomento viene illustrato per sommi capi dall Assessore Aniello Piscopo, che si riporta alla relazione agli atti della proposta di deliberazione. Dopo un breve intervento del Consigliere Moschin, riportato

Dettagli

Istituto per l'innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO INTERNO

Istituto per l'innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO INTERNO Istituto per l'innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO INTERNO Approvato dal CONSIGLIO DIRETTIVO nella seduta del 3 marzo 2009,

Dettagli

ARPACAL EDUCAZIONE ORIENTATA ALLA SOSTENIBILITA

ARPACAL EDUCAZIONE ORIENTATA ALLA SOSTENIBILITA LINEE GUIDA EDUCAZIONE ORIENTATA ALLA SOSTENIBILITA GdL 10: Educazione Ambientale Direzione Generale: Fortunata Giordano Claudia Morabito Antonella Federico 1 INDICE PREMESSA 1. FINALITA 2. STRUMENTI OPERATIVI

Dettagli

Direttive regionali in materia di comunicazione dei dati riferiti al sistema impiantistico per la gestione dei rifiuti. Approvazione.

Direttive regionali in materia di comunicazione dei dati riferiti al sistema impiantistico per la gestione dei rifiuti. Approvazione. Direttive regionali in materia di comunicazione dei dati riferiti al sistema impiantistico per la gestione dei rifiuti. Approvazione. LA GIUNTA REGIONALE PREMESSO che la Regione Abruzzo intende affermare

Dettagli