GLI INDICATORI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

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1 GLI INDICATORI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE Maria Berrini - presidente di Ambiente Italia Istituto di Ricerche (su ricerche e testi predisposti in collaborazione con Duccio Bianchi, Lorenzo Bono, Michele Merola, Valentina Tarzia) IL QUADRO DI RIFERIMENTO La multidimensionalità dello sviluppo sostenibile Durante la conferenza di Rio de Janeiro del 1992, nell ambito della definizione e sottoscrizione dell Agenda 21, si è convenuto sull idea che gli obiettivi ambientali devono coniugarsi strettamente con quelli di carattere sociale, economico ed istituzionale, perseguendo in modo integrato l equità sociale e di genere nella distribuzione e nell accesso alle risorse ambientali e a diritti quali il lavoro, la salute, l assistenza sociale, l accesso ai servizi di base e ad un abitazione. Tutto ciò, si dichiarò in quella sede, deve essere perseguito salvaguardando il diritto delle popolazioni del terzo mondo e quello delle generazioni future di godere del medesimi diritti. Il concetto di sviluppo sostenibile si è quindi articolato in quattro dimensioni: a) sostenibilità ambientale: capacità di mantenere nel tempo qualità e riproducibilità delle risorse naturali, di preservare la diversità biologica e di garantire l integrità degli ecosistemi; b) sostenibilità economica: capacità di generare in modo duraturo reddito e lavoro e di raggiungere un eco-efficienza intesa come uso razionale delle risorse disponibili e come riduzione dello sfruttamento delle risorse non rinnovabili; c) sostenibilità sociale: capacità di garantire l accesso a beni considerati fondamentali (sicurezza, salute, istruzione) e a condizioni di benessere (divertimento, serenità, socialità), in modo equo all interno delle comunità odierne e anche tra la generazione attuale e quelle future; d) sostenibilità istituzionale: capacità di assicurare condizioni di stabilità, democrazia, partecipazione, informazione, formazione e giustizia. Gli indicatori di sostenibilità e il loro ruolo nei processi di Agenda 21 locale L identificazione e l utilizzo degli indicatori di sostenibilità come strumento a supporto delle politiche di sviluppo sostenibile è ormai ampiamente riconosciuta dai principali organismi internazionali ed europei che si occupano di ambiente e sostenibilità; alla Conferenza di Rio si è affermato che: Indicatori di sviluppo sostenibile devono essere sviluppati al fine di fornire una solida base ai processi decisionali a tutti i livelli e per innescare un meccanismo di autoregolazione dei sistemi integrati di ambiente e sviluppo 1. Anche le amministrazioni locali aderenti alla Campagna Europea delle Città Sostenibili, hanno riconosciuto l utilità di questi strumenti ed hanno esplicitamente sottolineato la necessità di individuare un insieme comune di indicatori che possano essere implementati e sperimentati:... le città sono coscienti di dover basare le proprie attività decisionali e di controllo, in particolare per quanto riguarda i sistemi di monitoraggio ambientale, di valutazione degli impatti, nonché quelli relativi alla contabilità, al bilancio, alla revisione e alla informazione, su diversi tipi di indicatori, compresi quelli relativi alla qualità dell ambiente urbano, ai flussi urbani, ai modelli urbani e, ancor più importante, su indicatori di sostenibilità urbani Gli indicatori di sostenibilità rappresentano quindi un autonomo strumento di reporting ma si rivelano utili strumenti anche all interno dei processi di Agenda 21 Locale, in cui consentono non solo di redigere un quadro diagnostico, ma anche di monitorare e verificare l eventuale raggiungimento degli obiettivi che l Agenda 21 dichiara esplicitamente di voler perseguire nel Piano d Azione.

2 GLI INDICATORI DI SOSTENIBILITÀ Tipologie di indicatori, criteri di selezione e indici Linee guida su caratteristiche e criteri di selezione di indicatori e su costruzione di sistemi di indicatori sono state sviluppate in questi ultimi anni a partire dalle esperienze internazionali di reporting socio-economico prima e ambientale dopo. Gli indicatori possono essere classificati, in base alla funzione che svolgono, in 4 grandi categorie: 1) indicatori descrittivi (o sistematici); 2) indicatori prestazionali; 3) indicatori aggregati; 4) indici compositi. Criteri di selezione e validazione degli indicatori sono stati messi a punto da diversi enti; tra questi, i tre grandi requisiti stabiliti dall OCSE - rilevanza, consistenza analitica e misurabilità - sono attualmente accolti e condivisi a livello internazionale. Inoltre ogni qualvolta un sistema di indicatori sia destinato ad essere utilizzato all interno di un processo di pianificazione strategica, ed ancor più nel caso dei processi di Agenda 21 Locale, la scelta degli indicatori deve essere condivisa e la costruzione del sistema finale deve avvenire tramite un processo partecipato. Infatti nel momento in cui gli indicatori superano la mera funzione descrittiva per assumere il più impegnativo ruolo di orientamento di scelte e decisioni (allocazione di risorse e definizione di priorità), acquistano una rilevanza tale da richiedere il coinvolgimento e il consenso di tutti gli attori sociali e istituzionali coinvolti. Questo argomento è ampiamente descritto in Linee Guida per le Agende 21 Locali, curato da Ambiente Italia per conto di ANPA (2000). Indicatori di sostenibilità: modelli ed esperienze internazionali 3 In ambito internazionale, la predisposizione di sistemi di indicatori di sostenibilità ha tratto importanti spunti e impulsi dal lavoro di United Nations Commission for Sustainable Development (UN CSD), World Bank e United Nations Human Settlements Programme (Habitat II). I sistemi di indicatori da loro proposti hanno infatti definito modelli teorici multidimensionali orientati ad uno studio a scala nazionale (UN CSD 4 ) o internazionale (World Bank 5 ) o fortemente riferiti alla situazione dei paesi in via di sviluppo (Habitat II). E importante segnalare anche le esperienze nel campo degli indicatori di sostenibilità di International Council for Local Environmental Initiatives (ICLEI 6 ) e dell Organizzazione Mondiale della Sanità (progetto Città sane 7 ) che anche se più orientati sugli aspetti ambientali, hanno messo in luce il primo gli intrecci con la dimensione globale, il secondo con la tematica salute. Impulso alla definizione concettuale degli indicatori è inoltre derivato dall evoluzione che il reporting ambientale e sociale delle imprese ha avuto verso il reporting di sostenibilità, in cui non solo veniva aggiunta la dimensione economica a quelle ambientale e sociale, ma maggior attenzione si è posta a sinergie e interazioni tra le diverse dimensioni. I primi bilanci sociali d impresa realizzati negli anni 70 hanno determinato l affermarsi di standard quali AccountAbility 1000 (AA 1000, sviluppato dall'isea - Institute of Social and Ethical Accountability) e la certificazione Social Accountability 8000 (SA8000, promosso dal CEP - Council of Economic Priorities) incentrato sul rispetto dei diritti umani e sulla tutela dei lavoratori e dei minori. Anche la redazione di bilanci ambientali, a partire dagli anni 80, ha consentito la creazione di una metodologia uniforme. A partire da queste basi si è quindi sviluppato il concetto di bilancio per la "triple bottom line" (economia, ambiente, società), che rappresenta anche uno strumento per la responsabilità sociale di impresa. Lo sviluppo del reporting di sostenibilità è stato ampiamente promosso a livello internazionale (ONU e World Business Council for Sustainable Development) e sostenuto formalmente dalla Unione Europea sia nel Libro Verde che nella comunicazione del luglio 2002 sulla responsabilità sociale di impresa, in cui si raccomanda in particolare: alle società quotate in borsa con almeno 500 dipendenti di descrivere il loro "triplice approccio" nelle relazioni annuali destinate agli azionisti, in modo tale da consentire di misurare i loro risultati rispetto ad alcuni criteri economici, ambientali e sociali 8. Il prodotto più organico dello sforzo compiuto in questi ultimissimi anni per definire uno standard comune è costituito dal Sustainability Reporting Guidelines" elaborato dalla Global Reporting Initiative 9 (GRI), la cui versione del 2002 rappresenta il naturale sviluppo delle linee guida pubblicate nel 2000; il progetto è stato promosso da istituti di ricerca (World PAGINA: 2: 10

3 Resource Institute), organismi internazionali (UNEP), associazioni ambientaliste e sociali, coalizioni imprenditoriali (WBCSD) e istituti di certificazione. Il sistema di indicatori sviluppato da queste linee guida considera le tre dimensioni della sostenibilità e il modo in cui esse vanno considerate in relazione ad una organizzazione o impresa: sostenibilità economica (salari, produttività del lavoro, creazione di posti di lavoro, utili e remunerazione degli azionisti, spese per ricerca e sviluppo, investimenti, promozione del capitale umano), sostenibilità ambientale (valutazione degli impatti di processi, prodotti e servizi su risorse naturali, aria, acqua, suolo, biodiversità e salute umana) e sostenibilità sociale (sicurezza e salute sul lavoro, condizioni di lavoro, diritti dei lavoratori, diritti umani, partecipazione, equità di genere). Particolare attenzione è posta alle attività che le imprese esercitano direttamente o indirettamente nei paesi del terzo mondo. Indicatori di sostenibilità per il livello locale: modelli ed esperienze europee A livello locale, l impiego di un sistemi di indicatori che comprendano indicatori socioeconomici ed istituzionali è ancora relativamente poco diffuso, anche nell ambito dei processi di Agenda 21 Locale e nella redazione di piani o rapporti inerenti lo sviluppo sostenibile. Un ruolo determinante è stato però svolto dalla Commissione Europea che ha promosso e sostenuto diverse iniziative per lo sviluppo di sistemi di indicatori sulla qualità della vita e sulla sostenibilità, anche nel contesto dei processi di Agenda 21 Locale. Altre esperienze fanno invece riferimento a modelli adottati ed utilizzati dalle amministrazioni pubbliche dei Paesi europei. Urban Audit Il programma Urban Audit 10 è un programma di reporting sulla qualità della vita urbana promosso nel 1998 dalla DG XVI (DG Regioni). Urban Audit, che è sviluppato su 58 città campione, prevede una lista di 107 indicatori raggruppati in 21 aree che riflettono aspetti della qualità della vita che a loro volta fanno riferimento a 5 sezioni: 1) aspetti socioeconomici; 2) partecipazione civica; 3) formazione ed educazione; 4) ambiente; 5) divertimento e cultura. Attualmente è in corso un nuovo round di raccolta dati con un numero più ampio di città. Gli Indicatori sono stati integrati con alcuni degli Indicatori ICE (vedi di seguito). Indicatori Comuni Europei (ICE) 11 Il progetto ICE ha è stato attivato dalla DG XI (DG Ambiente) nel maggio 1999 per iniziativa e sotto la supervisione del Gruppo di Esperti di Ambiente Urbano istituito dalla Commissione Europea nel È stato così costituito un Gruppo di Lavoro sugli Indicatori di Sostenibilità a cui è stato affidato il compito di sviluppare e testare un gruppo ristretto di indicatori in grado di rappresentare nel modo più integrato possibile le azioni locali verso la sostenibilità (in stretta collaborazione con un più ampio gruppo di amministrazioni locali). Il Gruppo di lavoro ha impostato il progetto basandosi su un approccio dal basso (bottomup), con il coinvolgimento delle autorità locali come attori principali al fine di comprenderne le reali necessità. Il risultato delle numerose ed estese consultazioni con le diverse città è stato il raggiungimento di un accordo su una lista di 10 temi/indicatori comuni 12 ciascuno dei quali è pertinente ad almeno 3 dei 6 Principi di Sostenibilità scelti (nell ultima fase del progetto è stato anche inserito un 11 indicatore, l Impronta ecologica). Al progetto hanno partecipato volontariamente 144 di enti locali di 12 Stati europei. Nel sono stati raccolto dati da più di 40 partecipanti. Tabella 1 Tabella 2 Local quality of life (Regno Unito) 13 Il set di indicatori (29) sviluppato dalla Sustainable Development Unit of Government e dal Central-Local Information Partnership Task Force on Sustainable Development (CLIP) con la partecipazione di diverse autorità locali si articola sulle 3 componenti principali della sostenibilità: ambiente, società e economia. Per ciascuna di queste componenti sono stati identificati degli indicatori chiave che possono essere letti in funzione di specifici obiettivi di sostenibilità; è previsto che a questi indicatori chiave ne possano essere aggiunti altri in PAGINA: 3: 10

4 funzione delle specificità locali. Interessante in questo caso la collaborazione creatasi tra il livello di governo nazionale e quello locale. La lista degli indicatori chiave è stata ottenuta a partire da una lista estesa di indicatori, aggregati attorno ad alcuni obiettivi, con un processo di selezione durante un incontro pubblico tra i diversi attori interessati. Gli obiettivi di qualità urbana - che possono essere intesi come obiettivi dell Agenda 21 Locale erano originariamente 18, raggruppati in tre grandi aree: 1) proteggere l ambiente; 2) soddisfare i bisogni sociali; 3) promuovere il successo economico. Tabella 3 Helsinki: The Core Indicator for Sustainable Development in Helsinki 14 Un caso interessante di elaborazione a livello locale è rappresentato dalla città di Helsinki, dove la scelta degli indicatori per lo sviluppo sostenibile è stato parte saliente del Piano d Azione del processo di Agenda 21 Locale, iniziato nel 1995, a cui i cittadini hanno partecipato attivamente attraverso un Forum cittadino e 17 gruppi di lavoro tematici. Il progetto dell amministrazione di Helsinki si riferisce comunque anche al lavoro della Commissione Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile che ha sottolineato come le politiche per la sostenibilità debbano includere le quattro dimensioni ambientale, economica, sociale e culturale. Viene inoltre evidenziata la necessità di definire criteri chiari e misurabili per valutare l efficacia dei progetti e delle azioni locali, attraverso l elaborazione di indicatori specifici e contestualizzati, in grado di fornire anche dati e strumenti per la comparazione con altri enti locali. Gli indicatori elaborati per la città di Helsinki fanno perciò riferimento a 5 tematiche: 1) la sostenibilità globale; 2) lo stato dell ambiente locale e le pressioni ambientali; 3) i fattori socio-economici; 4) la vivibilità e il livello dei servizi dei quartieri; 5) la partecipazione e la responsabilità. Indicatori ambientali affiancati a indicatori socio-economici ed istituzionali: modelli ed esperienze italiane Il Sole 24 Ore: la qualità della vita in Italia Il Sole 24 Ore calcola annualmente, nell ambito di una classifica sulla qualità della vita nelle città, un sistema di indicatori (in parte elaborati sulla base di dati provinciali). Questa classifica propone un sistema di 36 indicatori articolati su sei aree tematiche: 1) tenore di vita; 2) affari e lavoro; 3) servizi e ambiente; 4) criminalità; 5) popolazione; 6) tempo libero. Mentre le aree tematiche rimangono invariate, gli indicatori di ciascuna area possono essere modificati o sostituiti di anno in anno per fornire nuovi punti di osservazione. Italia Oggi: Rapporto sulla qualità della vita in Italia Il Rapporto della rivista Italia Oggi analizza la qualità della vita nelle province italiane attraverso 77 indicatori base che si articolano in otto principali dimensioni di analisi a cui sono attribuiti pesi diversi: 1) affari e lavoro; 2) ambiente; 3) criminalità; 4) disagio sociale e personale; 5) popolazione; 6) servizi; 7) tempo libero; 8) tenore di vita. L indagine confronta quindi aree provinciali, con un approfondimento sulle grandi città. Ecosistema Urbano - Legambiente 15 Il progetto Ecosistema Urbano è dedicato principalmente all ambiente, ma assume una certa importanza nella riflessione sui sistemi multidimensionali di indicatori di sostenibilità perché utilizzato ormai da alcuni anni per predisporre la sezione ambiente di alcuni dei sistemi precedentemente citati (Sole 24 Ore e Italia Oggi). Ecosistema Urbano ha infatti sviluppato un consolidato sistema di 20 indicatori ambientali che valutano qualità, pressione e gestione delle risorse ambientali, calcolati ogni anno (da 10 anni) sui 103 capoluoghi di provincia italiani. I risultati ottenuti consentono di sviluppare una classifica sulla base di un sistema di valutazione, pesatura e ranking assolutamente trasparente e oggetto di discussione con le stesse città partecipanti. Ogni anno, al termine del processo di elaborazione dati, le città che mostrano le migliori performance ambientali vengono premiate durante una conferenza in cui i risultati vengono presentati al pubblico; ciò ha dimostrato di produrre una virtuosa competizione tra le città, PAGINA: 4: 10

5 che si sono sentite maggiormente stimolate a produrre dati ambientali per partecipare alla classifica (chi non li fornisce subisce una penalizzazione) e a migliorare le proprie performance. Ecosistema urbano rappresenta comunque il primo e unico progetto di organizzazione sistematica dei dati ambientali delle città italiane, al fine di identificare criteri per la valutazione della loro sostenibilità e creare un benchmarking delle performance ambientali. Tabella 4 Meglio Milano 16 Di interesse per struttura e finalità è la batteria di indicatori di qualità urbana sviluppata da Meglio Milano, per il periodico monitoraggio della qualità della vita a Milano. Il livello di qualità della vita nella città è misurato da un sistema di 115 indicatori articolato in 15 aree tematiche, che rappresentano le dimensioni sociale, economica ed ambientale/ territoriale. A ciascuna area è stato assegnato un peso diverso, da 1 a 3, che esprime il grado di importanza attribuito (interpretando la struttura delle preferenze della popolazione e le sue preoccupazioni). Le 15 aree tematiche sono: 1) ambiente; 2) popolazione; 3) lavoro; 4) salute; 5) disagio; 6) sicurezza; 7) benessere economico; 8) abitazione; 9) istruzione; 10) mobilità; 11) servizi di assistenza; 12) servizi al pubblico; 13) servizi al terziario; 14) cultura e svago; 15) sport. Ambiente Italia per il Nord Milano Il sistema di 20 indicatori sviluppati da Ambiente Italia per l Area Nord Milano (Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese e Sesto San Giovanni) ha un approccio multidimensionale ed è stato strutturato per obiettivi, così da rendere esplicito il modello di sostenibilità adottato per l area. I sei obiettivi globali identificati per tutte le dimensioni della sostenibilità sono stati: 1) limitare il consumo di risorse, rivitalizzare e qualificare il sistema ambientale e territoriale; 2) programmare infrastrutture e mobilità sostenibili; 3) promuovere un economia competitiva, innovativa e ambientalmente compatibile; 4) migliorare la qualità urbana e rendere visibile il territorio; 5) assicurare un equo benessere sociale e la crescita del capitale umano; 6) rafforzare il governo partecipato e la cooperazione istituzionale. Ambiente Italia per la Provincia di Firenze La Provincia di Firenze, nell ambito del percorso di Agenda 21 avviato nel 2003 e dopo aver completato la redazione della Relazione sullo Stato dell Ambiente, ha deciso di predisporre un Rapporto sulla Sostenibilità (RSS). A questo scopo Ambiente Italia ha proposto un Set di indicatori allargato (120), sviluppato prendendo come riferimento essenziale le esperienze internazionali e nazionali più rilevanti (di cui si è riferito precedentemente) allo scopo di garantire un buon grado di comparabilità delle future attività di reporting sull area. Dal set allargato di 120 indicatori socio-economici ed istituzionali è stato poi estrapolato un set di indicatori chiave (26), tali da rappresentare e analizzare tutti i temi rilevanti delle due dimensioni economica e sociale; sono stati cioè selezionati gli indicatori maggiormente significativi per ciascun tema chiave, anche verificando sul campo l effettiva esistenza, reperibilità ed affidabilità dei dati necessari per la loro elaborazione, possibilmente tali da fornire una serie storica significativa e comparabile. Si sono inoltre privilegiati quegli indicatori di cui si era in grado di garantire la disponibilità nel tempo e la frequenza di aggiornamento, in modo da poter verificare anche in futuro l efficacia di politiche di sostenibilità adottate. Il processo di selezione degli indicatori ha cercato inoltre di garantire continuità e coerenza con il Rapporto sullo Stato dell Ambiente della Provincia di Firenze, con l utilizzo, laddove possibile, di indicatori e dati già presenti nel Rapporto. L attività di reporting e le banche dati della Regione Toscana hanno rappresentato altri riferimenti essenziali per ricostruire un quadro completo della situazione socio-economica del territorio provinciale. Tabella 5 PAGINA: 5: 10

6 CONCLUSIONI In conclusione si può dire che un buon sistema di indicatori di sostenibilità deve essere multidimensionale e quindi in grado di rappresentare le quattro dimensioni della sostenibilità (ambientale, sociale, economica, istituzionale); il sistema deve inoltre essere integrato, cioè saper enfatizzare l armonia tra queste 4 dimensioni, coglierne i collegamenti, e non solo affiancare indicatori di tipo diverso. In questo senso va compiuto anche uno sforzo di sintesi, evitando la produzione di liste con un numero eccessivo di indicatori, ma cercando di costruire indicatori aggregati in grado di catturare il maggior numero di temi e dimensioni. Gli indicatori di sostenibilità, poiché costituiscono, oltre ad un autonomo strumento di reporting, anche una delle componenti fondanti il percorso di costruzione dei processi di Agenda 21 Locale devono essere adottati in modo condiviso dai partecipanti ai processi di pianificazione strategica. La selezione e validazione degli indicatori deve inoltre rispettare i tre grandi requisiti stabiliti dall OCSE: rilevanza, consistenza analitica e misurabilità. Tenendo presenti le diverse dimensioni di sostenibilità e la loro declinazione nello specifico contesto italiano, Ambiente Italia ha messo a punto, attraverso esperienze applicative concrete che hanno permesso una rigorosa verifica di fattibilità e hanno innescato una virtuosa attività di produzione di dati, un proprio modello di selezione di indicatori e di reporting di sostenibilità. I principali terreni su cui sviluppare la maggiore integrazione possibile tra diverse dimensioni possono essere schematizzati come segue: 1) l'efficienza della produzione e del consumo, intesa come internalizzazione e riduzione dei costi ambientali e come valorizzazione nel medio termine di opportunità e vantaggi economici correlati (integrazione delle dimensioni economica e ambientale), possibilità di accesso per tutti alle risorse e alla qualità ambientale, anche in riferimento ai paesi del terzo mondo e alle generazioni future (integrazione delle dimensioni sociale e ambientale); 2) la qualità della vita degli individui e delle comunità, intesa come intreccio tra qualità ambientale e qualità degli spazi costruiti, condizioni economiche, di benessere e di coesione sociale (integrazione delle dimensioni sociale, economica e ambientale); 3) la competitività locale, intesa come capacità innovativa che investe nel capitale naturale e sociale e valorizza e potenzia le risorse locali (integrazione delle dimensioni istituzionale, economica e ambientale); 4) "governance e empowerment" locali, ovvero consapevolezza sui temi della sostenibilità da parte di governi e comunità locali, capacità di dialogo, di assunzione di responsabilità, di gestione, di investimento e valorizzazione di risorse pubbliche e private, e del suo consolidamento nel tempo (integrazione delle dimensioni istituzionale, sociale e ambientale). PAGINA: 6: 10

7 Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori uguaglianza ed inclusione sociale (accesso per tutti a servizi di base adeguati, ad esempio istruzione, occupazione, energia, salute, edilizia, formazione, trasporti); partecipazione/democrazia/governo locale (partecipazione di tutti i settori della comunità locale alla pianificazione locale e ai processi decisionali); relazione fra dimensione locale e quella globale (soddisfazione dei bisogni utilizzando il più possibile risorse disponibili localmente, soddisfazione dei bisogni che non possono essere soddisfatti localmente in maniera più sostenibile); economia locale (promozione dell occupazione e dell impresa, secondo modalità che impattano in misura minimale sulle risorse naturali e sull ambiente); protezione ambientale (adozione di un approccio ecosistemico; minimizzazione dell uso delle risorse naturali e del territorio, della produzione di rifiuti e dell emissione di sostanze inquinanti, accrescimento della biodiversità); patrimonio culturale/qualità dell ambiente edificato (protezione, conservazione e recupero di valori storici, culturali e architettonici, compresi edifici, monumenti, eventi; accrescimento e Tabella 1 Gli Indicatori Comuni Europei 1. Soddisfazione dei cittadini con riferimento al contesto locale Indicatore principale: Soddisfazione (generale e media) con relazione al contesto locale 2. Contributo locale al cambiamento climatico globale Indicatore principale: emissione pro capite di CO 2 3. Mobilità locale e trasporto passeggeri Indicatore principale: Percentuale di spostamenti che avviene con mezzi motorizzati privati 4. Accessibilità delle aree di verde pubblico e dei servizi locali Indicatore principale: Percentuale di cittadini che vive entro 300 metri da aree di verde pubblico>5000 m 2 5. Qualità dell aria locale Indicatore principale: Superamenti netti di PM Spostamenti casa-scuola dei bambini Indicatore principale: Percentuale di bambini che vanno a scuola in auto 7. Gestione sostenibile dell autorità locale e delle imprese locali Indicatore principale: Percentuale di certificazioni ambientali rispetto al totale delle imprese 8. Inquinamento acustico Indicatore principale: Percentuale di popolazione esposta a L night > 55 db(a)) 9. Uso sostenibile del territorio Indicatore principale: Percentuale di aree protette sul totale dell area amministrativa 10. Prodotti sostenibili Tabella 2 SODDISFARE I BISOGNI SOCIALI Salute e istruzione migliore per tutti Mortalità per cause Livello di qualificazione dei giovani PAGINA: 7: 10

8 Istruzione adulti Accesso ai servizi locali e spostamenti Case giudicate inadatte all abitazione Senza casa Accesso ai servizi chiave Trasporti per il lavoro Come i ragazzi si spostano per andare a scuola? Volume di traffico complessivo Governo e partecipazione Partecipazione sociale Benessere della comunità Soddisfazione e partecipazione degli abitanti Struttura del territorio Nuove case costruite su terreno già urbanizzato Percezione del rumore da parte dei cittadini Crimini registrati ogni 1000 abitanti Senso di insicurezza PROMUOVERE IL SUCCESSO ECONOMICO Economia locale sostenibile Occupazione/disoccupazione Assegnatari di sussidi Natalità e mortalità d'impresa Imprese con sistemi di gestione ambientale Imprese sociali e comunitarie Tabella 3 Monitoraggio aria Numero e tipologia di centraline, rispetto agli obblighi di legge differenziati per dimensione delle città (secondo il DM 20/5/91, DM 25/11/94 adattati) NO 2 Media delle medie annuali (µg/mc) registrate in tutte le stazioni PM 10 Centralina che ha rilevato il valore medio annuale (µg/mc) massimo. Consumi idrici Consumo procapite sull erogato civile ( l/ab/gg ) Nitrati Contenuto medio (mg/l) in acqua potabile Depurazione % di abbattimento del carico civile calcolato come: % abitanti allacciati (per gg. funzionamento)*coefficiente di abbattimento del COD Produzione RU Produzione procapite di rifiuti urbani (kg/ab/anno) Raccolta differenziata % RD (esclusi ingombranti) su totale rifiuti prodotti Trasporto pubblico viaggi/ab/anno (differenziato in funzione della popolazione residente) Auto circolanti auto/100 ab Isole pedonali mq/abitante Zone a traffico limitato mq/abitante Piste ciclabili m/abitante Verde urbano fruibile mq/abitante di verde fruibile in area urbana Aree verdi Superficie delle differenti aree verdi (parchi e giardini urbani, verde di arredo e parchi e riserve naturali) sul totale della superficie comunale (mq/ha) Consumi elettrici domestici Consumo elettrico domestico pro capite (kwh/ab/anno) Carburanti Consumo pro capite di benzina e diesel (kep/ab/anno) Industrie certificate ISO n. certificazioni/per 1000 miliardi di valore aggiunto prodotto PAGINA: 8: 10

9 14000 Abusivismo edilizio Eco management Tabella 4 Numero di case abusive/1000 famiglie Indice sintetico su base 100 riguardante: -procedure di acquisto delle p.a. che prevedono prodotti ad alta efficienza energetica e prodotti ecolabel; -utilizzo di cibi biologici nelle mense; -utilizzo di carta riciclata negli uffici pubblici. Elementi Indicatori 1 Ricchezza generata Valore Aggiunto pro capite (disaggregato per settore economico) 2 Consumi familiari Consumi finali interni alimentari e non 3 Costo della vita Indice prezzi al consumo territoriali paniere FOI (Famiglie Operai ed Impiegati) 4 Caratterizzazione sistema economico Imprese per settore economico a 4 Densità d impresa per abitanti b 5 Tasso di evoluzione imprese Tasso natalità-tasso mortalità 6 Infortuni sul lavoro N infortuni sul lavoro ogni occupati 7 Efficienza uso delle risorse Consumo energia/produzione 8 Occupazione e disoccupazione Tassi di occupazione e Tassi di disoccupazione 9 Innovazione N domande brevetti depositate per invenzioni (totale e pro capite) 10 Certificazioni Sistemi di Gestione % imprese certificate su totale imprese (ECI Ambientale 7) 11 Commercio equo solidale Fatturato prodotti Trainsfair 12 Imprese sociali N imprese sociali e no profit 13 Aziende agricole biologiche N aziende agricole biologiche ed ettari 14 Povertà assoluta o relativa N (o %) di famiglie con un reddito inferiore alla metà del reddito medio nazionale 15 Povertà N aventi assistenza sanitaria gratuita 16 Accessibilità ai servizi N prestiti annuali biblioteche, N biglietti cinema acquistati per abitante N posti in asili su popolazione 0-5 anni 17 Livello di istruzione N diplomati, laureati/popolazione 18 Criminalità e Criminalità minorile N delitti/popolazione (TASSO DI CRIMINALITÀ) Minori denunciati ogni punibili 19 Tossicodipendenza N utenti Sert 20 Mortalità Mortalità ogni 100mila residenti per cause (tumori, problemi cardiaci, incidenti, suicidi) 21 Sanità Assistenti a domicilio ogni 100mila residenti 22 Partecipazione elettorale % di votanti alle ultime elezioni amministrative, politiche, europee 23 Parità di genere % donne elette in organismi politici 24 Popolazione Indici di vecchiaia e dipendenza 25 Immigrazione N immigrati/popolazione Imprenditori extracomunitari PAGINA: 9: 10

10 Tabella 5 (per settore di attività) 1 Agenda 21, Rio de Janeiro 1992, capitolo La Carta di Aalborg, 1994, atto costitutivo della Campagna delle città europee sostenibili. 3 Per tutti i modelli riportati (internazionali, europei e nazionali) si sono presi in considerazione solo gli indicatori legati alla sostenibilità sociale, economica e istituzionale. Mentre non sono stati riportati quelli ambientali, salvo quelli con riferimenti alle altre dimensioni della sostenibilità WHO, Health Cities Indicators, Analysis of data from across Europe, Comunicazione della Commissione relativa alla responsabilità sociale delle imprese: un contributo delle imprese allo sviluppo sostenibile; , COM(2002) 347 def PAGINA: 10: 10

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