Regione Marche. Modulo 2. Linee guida per la progettazione integrata

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Regione Marche. Modulo 2. Linee guida per la progettazione integrata"

Transcript

1 Regione Marche Laboratorio formativo per la definizione della metodologia del processo di progettazione integrata per la sicurezza dei territori Modulo 2 Linee guida per la progettazione integrata 1

2 A cura di Marina Pirazzi & Laura Pozzoli 2

3 indice INTRODUZIONE PARTE 1 LA METODOLOGIA 1.1 Cos è il Quadro Logico 1.2 Progetti complessi 1.3 Gestione del ciclo del progetto 1.4 Matrice del Quadro Logico 1.5 Costruire il Quadro Logico Analisi Pianificazione 1.6 Complementi al Quadro Logico Cronogramma delle attività Piano delle risorse e preventivo di spesa (budget) Descrizione del progetto 1.7 Punti di forza e problemi nell applicazione del QL PARTE 2 VERSO LA COSTRUZIONE DEL PROGETTO PER LA BUONA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE NELLA REGIONE MARCHE 2.1 Definizione del problema 2.2 Analisi degli stakeholder 2.3 Analisi dei problemi 2.4 Analisi degli obiettivi e scelta delle strategie 2.5 Matrice 2.6 Considerazioni finali Analisi del metodo e della sua applicazione 3

4 Abbreviazioni Per brevità, nel testo si fa riferimento ad alcuni termini tecnici utilizzando delle sigle. Per agevolare la lettura di quanto segue si riportano di seguito gli acronimi sciolti. GCP: Gestione del ciclo di progetto QL: Quadro logico OG: Obiettivo generale OS: Obiettivo specifico IOV: Indicatori oggettivamente verificabili CE: Commissione europea ONG: Organizzazione non governativa SWOT: Strengths, Weaknesses, Opportunities and Threats (punti di forza, punti di debolezza, opportunità, rischi) GOPP: Goal Oriented Project Planning 4

5 INTRODUZIONE 5

6 Introduzione Il corso Queste linee-guida sulla progettazione sono il risultato del lavoro svolto nel Corso di progettazione integrata tenutosi nelle giornate del 20, 21 e 28 ottobre e 3 dicembre Il corso era rivolto ai funzionari con alte professionalità e diverse posizioni di funzione del Dipartimento per le politiche integrate di sicurezza e per la protezione civile, funzionari di altre strutture connesse al Dipartimento e operatori informatici del Dipartimento. Esso aveva lo scopo di fornire strumenti utili a facilitare, in fase di progettazione, l integrazione dei processi produttivi delle strutture del nuovo dipartimento. Le linee-guida Le linee-guida intendono essere un riferimento per il lavoro del Dipartimento, fondato sullo scambio delle conoscenze, la condivisione delle attività e la sistematizzazione dei processi produttivi delle diverse strutture. Il documento comprende: gli elementi teorici di base necessari per l utilizzo della metodologia del Quadro Logico; l esito della progettazione in aula con l applicazione del Quadro Logico sul tema individuato dalla direzione e precisato dai partecipanti. La squadra DOCENTE: Marina Pirazzi (Extrafondente) CO-DOCENTE: Laura Pozzoli (Extrafondente) TUTOR D AULA: Raffaele Chitarroni I partecipanti Tonino Achilli, Francesco Bocchino, Giuliano Burzacca, Livio Campagnoli, Giorgio Capalti, Roberto Copparoni, Paolo Dionisi, Luigi Diotallevi, Pietro Eleuteri, Michele Fumarola, Alberto Ippoliti, Stefano Leti, Vito Macchia, Alessandro Paccapelo, Daniele Paciaroni, Andrea Vicomandi. 6

7 PARTE 1 LA METODOLOGIA 7

8 1.1 Cos è il Quadro logico Il Quadro logico Il Quadro Logico (o Logical Framework ) è un metodo elaborato per la prima volta alla fine degli anni 60 da un gruppo di consulenti per US-Aid (l agenzia nazionale statunitense di cooperazione allo sviluppo). Successivamente, sotto diverse forme, è stato adottato da altre agenzie impegnate nella cooperazione internazionale allo sviluppo, nella pianificazione urbanistica e, in generale, per la pianificazione, la gestione e la valutazione di progetti complessi in campo sociale e da questi migliorata e perfezionata, specie nella componente partecipata della metodologia (GOPP detta anche ZOPP nell acronimo tedesco è una metodologia oggi identica al QL. Si veda a pag.31). Il metodo consiste di un processo analitico ed un modo di presentare i risultati di questo processo che rende possibile: identificare ed esprimere sistematicamente e logicamente gli obiettivi del progetto e la relazione causale che li lega; identificare indicatori specifici per verificare se questi obiettivi sono stati raggiunti; stabilire quali condizioni esterne allo scopo del progetto, e dunque al di fuori del suo controllo, possano influenzarne la buona riuscita. Si tratta, in sostanza, di strumenti intesi ad aiutare coloro che sono incaricati della preparazione, realizzazione, gestione, monitoraggio e valutazione di progetti complessi, a prendere in considerazione tutti i fattori essenziali che si presentano nel ciclo di un progetto, dalla prima idea alla valutazione ex-post, dopo il termine del progetto. Con l espressione quadro logico (QL) s intende sia la metodologia, sia la matrice. Entrambi sono presentati in questo lavoro. 8

9 Gestire progetti complessi 1.2 Progetti complessi La complessità dei progetti è generalmente dovuta a molti fattori: Le numerose parti in gioco ed i molti soggetti (persone, organizzazioni) coinvolti, ognuno con la propria visione dei problemi e della loro soluzione, i quali, soltanto se messi insieme, possono offrire un immagine unica e abbastanza fedele della realtà; L interdisciplinarità che richiede di gestire l interazione tra diverse attività messe in campo da più settori e finalizzate ad un unico obiettivo; La verticalizzazione dell organizzazione che richiede l approvazione di singoli passaggi a più livelli; La necessità di spendere il denaro bene e nei tempi stabiliti, specie nelle emergenze; Il progetto deve essere realizzabile e sostenibile; I risultati devono essere verificabili; Il raggiungimento di un obiettivo si può ottenere con più soluzioni e si tratta di scegliere la migliore. Perché molti progetti falliscono: Sono costruiti su una limitata analisi della situazione Contengono proposte vaghe e una programmazione insufficiente Non rispondono alle reali necessità dei beneficiari Non tengono sufficientemente in conto i rischi esistenti Sono orientati alle attività piuttosto che agli obiettivi E difficile verificarne l impatto Non tengono sufficientemente in conto i fattori di sostenibilità 9

10 Gestione del Ciclo di Progetto - GCP (o Project Cycle Management) 1.3 Gestione del ciclo di progetto Per prevedere i rischi di fallimento e favorire al meglio la vita del progetto la Commissione Europea (CE) ha elaborato un quadro di regole chiamato il ciclo del progetto (Figure 1 e 2), basato sulla metodologia di analisi e pianificazione del quadro logico. La GCP è un insieme di concetti, compiti e tecniche relativamente semplici: concetto del ciclo del progetto analisi delle parti interessate il QL come strumento di pianificazione i fattori chiave di qualità/sostenibilità il calendario di attività e delle risorse i formati base coerenti e standardizzati dei formati tipo. L impiego di questi concetti, strumenti e documenti-tipo lungo la vita del progetto è chiamata anche visione integrata della gestione del ciclo del progetto. Le diverse fasi del ciclo di un progetto descrivono come un intervento dovrebbe nascere, svilupparsi ed essere valutato e come le lezioni apprese servono per lo sviluppo di nuove politiche. La separazione in fasi distinte è opportuna per fare sì che le decisioni: siano prese da tutte le parti in gioco (beneficiari, agenzie che realizzano, ecc.) si basino su un informazione pertinente e sufficiente. Il sistema è rappresentato come circolare perché si retroalimenta grazie ai risultati della valutazione che dovrebbero concorrere a migliorare le pianificazioni successive. Sebbene la GCP sia uno strumento pensato dalla CE per codificare le procedure relative alla propria struttura ed esigenze, esso rimane una rappresentazione sintetica della vita di un progetto apprezzabile anche al di fuori di quei confini. Per questo riportiamo il diagramma alla figura 1 che mostra il ciclo di vita del progetto così come elaborato dalla Commissione Europea per pianificare, gestire e valutare i progetti di cooperazione internazionale (che è l ambito per il quale il QL è stato pensato originariamente). Come ogni rappresentazione, essa tende a semplificare il reale e a presentare in progressione cronologica fatti e passaggi che, nella realtà, tendono spesso a sovrapporsi, fino a costringere chi pianifica e gestisce a rivedere alcune parti anche in fasi 10 successive.

11 Il ciclo del progetto Programmazione Programmazione indicativa indicativa valutazione identificazione identificazione (studio (studio di di pre-fattibilità) pre-fattibilità) realizzazione formulazione (studio (studio di di fattibilità) finanziamento Figura 1 11

12 Il ciclo di un progetto L idea del progetto, la genesi, la compatibilità con i piani di sviluppo di stato, regione,ecc. Contiene un indicazione, da verificare, di possibili fonti di finanziamento ed una stima grossolana dei costi Prima programmazione indicativa La programmazione indicativa che ha ottenuto autorizzazione a procedere è ripresentata, migliorata, secondo lo schema della linea di finanziamento proposta (in forma ancora morbida ). Il documento può concludersi con la proposta di uno studio di fattibilità. Nel qual caso deve indicarne i TDR. Richiede concertazione con i partner ed un primo approccio ai possibili finanziatori. valutazione Identificazione (studio di prefattibilità) Analisi dei risultati del progetto durante e dopo la realizzazione. Attenzione a possibili rimedi e raccomandazioni per la realizzazione di progetti simili in futuro. Risponde ai TDR indicati nella fase precedente. Tutti i dettagli del progetto sono specificati. Richiede: missione di fattibilità e incarico a consulente esperto realizzazione Formulazione (studio di fattibilità) Esecuzione del progetto sulla base delle risorse disponibili al fine di raggiungere i risultati sperati. Reperimento fondi (accordo di finanziamento) Si sottopone il documento di progetto ai finanziatori e si apportano i necessari aggiustamenti al budget. Figura 2 12

13 Elementi chiave e ruolo della GCP nella gestione della qualità e dell efficacia nel raggiungimento degli obiettivi Il Quadro Logico rappresenta il perno fondamentale della Gestione del Ciclo del Progetto, da applicare in tutte le fasi della vita di un progetto, dallo studio di fattibilità alla formulazione definitiva Più efficace raggiungimento degli obiettivi Qualità della gestione Gestione del Ciclo di Progetto Fasi nella GCP Orientamento al cliente Pianificazione di un progetto completo e sostenibile Documenti trasparenti Analisi attraverso partecipazione e lavoro di gruppo Quadro logico Lezione della valutazione Formati standardizzati 13

14 1.4 Matrice del Quadro Logico La matrice Il Quadro Logico rappresenta il principale strumento di Gestione del Ciclo del Progetto: si presenta in forma di matrice (Figura 4) e riassume e descrive in forma logica e sistematica i risultati dell analisi e gli aspetti più importanti della pianificazione, cioè del progetto. E a partire dalla matrice che si elaborano altri strumenti di gestione del ciclo del progetto come il calendario delle attività (cronogramma), il quadro delle responsabilità, il piano delle risorse, il piano di monitoraggio e valutazione ed il budget. E dunque il primo, fondamentale strumento per la pianificazione, presenta tutti gli elementi necessari alla comprensione chiara degli obiettivi da raggiungere e la strada da percorrere per arrivarci. Sulla base della matrice si costruiranno il testo del progetto e i documenti sopra elencati. 14

15 Matrice del Quadro Logico Obiettivi generali Logica intervento I.O.V. Fonti di verifica Fattori esterni Obiettivo specifico Risultati Attività Mezzi Costi Figura 4 Pre condizioni

16 1.5 Costruire il Quadro Logico Secondo la metodologia del Quadro Logico, sono essenzialmente due le fasi di lavoro necessarie per procedere nella costruzione di un progetto: ANALISI Analisi delle parti interessate stakeholder Analisi della situazione problemi Visualizzazione della situazione futura desiderata obiettivi Analisi e scelta delle strategie PIANIFICAZIONE Sviluppo della matrice di QL: logica, fattori esterni, indicatori Definizione dettagliata di: attività, cronogramma, risorse e piano finanziario (o budget) 16

17 Nel dettaglio, le tappe che scandiscono i tempi di lavoro per la costruzione del QL sono: Verifica finale della qualità Analisi delle parti interessate (stakeholder) Analisi dei problemi Analisi degli obiettivi Analisi delle strategie Scelta dell obiettivo specifico e costruzione della logica dell intervento Definizione delle condizioni esterne e delle pre-condizioni Prima analisi di sostenibilità (o qualità) Definizione degli indicatori di valutazione e delle fonti di verifica La sequenza cronologica delle tappe di lavoro non è, in realtà, perfettamente lineare. Alcuni momenti possono sovrapporsi, per es.: l analisi degli stakeholder, che precede tutte le altre fasi, è già occasione per identificare i problemi; l analisi dei problemi è spesso rivista in fase di analisi degli obiettivi, quando alcuni passaggi possono apparire incompleti, ecc..

18 1.5.1 Analisi Accrescere il coinvolgimento dei beneficiari L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie La valutazione finale dei progetti mette in evidenza come essi siano spesso non rilevanti per i beneficiari (il progetto non è pertinente). Ciò accade quando i problemi dei beneficiari non vengono analizzati sufficientemente ed i loro interessi non sono stati presi adeguatamente in considerazione. È quindi regola fondamentale che i problemi dei beneficiari siano chiaramente identificati e analizzati nelle loro cause, in un lavoro che includa tutte le parti in causa di rilievo, come lo staff che ne dovrà curare l esecuzione, gruppi e organizzazioni che possiedono informazioni importanti e una loro visione dei problemi da risolvere e delle loro possibili soluzioni e, immancabilmente, i beneficiari stessi. La metodologia del QL ci suggerisce un modo per prendere in considerazione tutti gli elementi necessari alla successiva fase di pianificazione chiamando i rappresentanti delle più significative parti in causa (ovvero tutti gli individui, gruppi di persone, istituzioni o aziende che abbiano un collegamento di qualche tipo con il progetto o programma) a partecipare alla fase di analisi e di pianificazione, sin dall inizio. Solo così le diverse percezioni dei problemi e le soluzioni ipotizzate diventano chiare e comprensibili a tutti. E certo che le informazioni su un problema particolare possono essere raccolte attraverso ricerche, dati statistici, relazioni scritte e interviste ma riunire insieme tutti gli stakeholder in un seminario è un ulteriore, fondamentale, opportunità per raccogliere informazioni e per non trascurare o sottovalutare elementi importanti per la buona riuscita del progetto. Secondo la metodologia del QL si definisce stakeholder: qualunque individuo, gruppo di persone, istituzioni, imprese, organizzazioni pubbliche possa avere un interesse significativo nel successo o nel fallimento di un progetto. Sono tali dunque tutti coloro che sono coinvolti nella realizzazione del progetto: chi ne facilita il processo, chi ne beneficia, chi ne trae svantaggi e ne è avversario. Tra gli stakeholder è possibile fare delle distinzioni. Alcuni (Pennati) distinguono tra stakeholder e attori, questi ultimi definiti come tutti coloro che hanno una parte attiva nell ideazione, realizzazione, controllo e valutazione di un progetto. Si tratta di norma di soggetti istituzionali e 18 professionali.

19 L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie Chi sono gli stakeholder da coinvolgere? Alcune domande per poterli identificare: Cosa avete bisogno di sapere? L opinione e l esperienza di chi sarebbe rilevante? Chi prenderà delle decisioni sul progetto? Chi agirà sulla base di quelle decisioni? Il supporto di chi è essenziale per il successo del progetto? Chi ha diritto ad essere coinvolto? Chi potrebbe sentirsi minacciato dal progetto? 19

20 L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie Tre possibili strumenti per condurre un analisi degli stakeholder Diagramma di Venn: mette in evidenza le relazioni tra i soggetti coinvolti. Scheda di analisi delle caratteristiche, aspettative, sensibilità, potenzialità e debolezze, implicazioni: evidenzia il ruolo, il potere relativo e il contributo particolare che ogni stakeholder può avere nel progetto. Analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities and Threats, ovvero punti di forza, elementi di debolezza, opportunità e rischi): è soggettiva ma, riunendo più persone, si può ragionevolmente pensare di avere un quadro abbastanza fedele della situazione. E rapida e di poco costo. Le figure delle pagine successive mostrano alcuni esempi dei tre strumenti menzionati. 20

21 Esempio di diagramma di Venn EE: Ricerca EE.LL. UPI ANCI Enti Parco Servizi regionali e P.C. U.E. VV.FF. C.F.S. Corpo Forestale Privati Autorità Idraulica Ministeri Uncem ADB ASSAM 1 2 AATO Consulenti esterni Legenda: Forniscono dati all Autorità di Bacino per formazione del quadro della quadro conoscitivo Autorità di Bacino OO. Poliz. Ass. Ambientalisti conoscitivo e ricevono i risultati Controllo Diffusione Realizzazione di interventi Contributo: e 1 Supporto elaborazione dati 2 Supporto individuazione criticità 21

22 SCHEDA DI ANALISI L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie A B C D caratteristiche Aspettative sensibilità potenzialità e debolezze implicazioni descrizione di elementi significativi, specie in relazione al problema come gli stakeholder sono toccati dal problema? Qual è la loro visione di problemi e soluzioni Grado di interesse rispetto al progetto (alto, basso, fuori dalle priorità) capacità di e motivazione a produrre cambiamento, risorse cosa mi posso aspettare? quali azioni posso mettere in atto per rispondere agli interessi di questo gruppo?

23 ANALISI S.W.O.T. L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie PUNTI DI FORZA Elementi positivi interni all organizzazione. Su questi punti l organizzazione ha il controllo completo. Cosa sanno fare bene? Che vantaggi possono apportare al progetto? Quali risorse possono mettere in campo? C è un particolare interesse al nostro tema? OPPORTUNITÀ Fattori esterni che possono favorire l intervento su questo tema. Possono aiutare se se ne sa approfittare. Sono previsti cambiamenti che vanno a favore del nostro intervento (nuove leggi, nuovi programmi, cambio di Direzione, ecc.)? Che potere relativo ha l organizzazione? PUNTI DI DEBOLEZZA Elementi negativi interni all organizzazione. Se si conoscono si possono mettere in atto azioni correttive. Cosa èda migliorare? Cosa èda evitare? Cosa infastidisce di più chi ha a che fare con questa organizzazione? C è un particolare disinteresse rispetto al nostro tema? RISCHI Fattori esterni che possono ostacolare l intervento su questo tema. Se si conoscono si possono minimizzare i danni. Ci sono ostacoli alla loro partecipazione alla 23 soluzione del problema? Sono previsti cambiamenti che potrebbero avere effetti negativi?

24 L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie Procedere nell analisi dei problemi Oltre agli strumenti tradizionali per la raccolta delle informazioni (studi, rapporti, ecc.), l analisi dei problemi prevede l organizzazione di un seminario (o più seminari) al quale partecipino le principali parti interessate individuate che, definito il tema, procederanno all identificazione dei problemi correlati ed alla loro organizzazione in una sequenza logica di causa-effetto che culminerà nell albero dei problemi. Più nel dettaglio, occorrerà: Riunire i rappresentanti delle parti interessate più significative. Questo è un passaggio importante perché: 1. la creatività di un gruppo è maggiore della somma del potenziale di ciascun individuo 2. aumenta il senso di appropriazione del progetto 3. rappresenta meglio la realtà Definire il tema del seminario, ovvero il problema al quale si vuole porre rimedio con il progetto. Discutere i problemi collegati: occorre prendere in considerazione e discutere anche i problemi delle parti non rappresentate nel seminario. Costruire un albero dei problemi (concatenazione logica causa-effetto) Procedura. Ciascun problema identificato dalle parti in gioco èscritto su un cartellino di dimensione sufficiente ad essere appeso al muro e in modo da essere visibile ai partecipanti (vedi punto a) alla pagina seguente ); i problemi sono correlati tra di loro in una logica di causa effetto (vedi punto b) ) e, quando la logica sarà giudicata accettabile dai più, saranno tracciate le linee che uniscono i cartellini. E bene che al seminario partecipi un numero di persone gestibile, quindi non superiore a

25 L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie Analisi dei problemi: un esempio a) I rappresentanti delle parti interessate durante il seminario individueranno i problemi: Produzione collinare diminuita Insicurezza alimentare Erosione collinare Produzione di riso diminuita in pianura Rifornimenti irregolari Sistema irriguo in cattive condizioni Raccolto in collina parassitato 25

26 L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie Analisi dei problemi: un esempio b) I i problemi sono esposti ad albero in sequenza logica di causaeffetto (dal basso verso l alto) Insicurezza alimentare Produzione collinare diminuita Logica Produzione di riso diminuita in pianura Erosione collinare Raccolto in collina parassitato causaeffetto Sistema irriguo in cattive condizioni Rifornimenti irregolari 26

27 L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie Dall albero dei problemi all albero degli obiettivi Conclusa l analisi dei problemi, si passa alla costruzione dell albero degli obiettivi. I problemi sono convertiti in obiettivi, ovvero riformulati nella soluzione ipotizzata e realizzabile del problema: diminuzione della produzione di riso aumento della produzione di riso In questa fase si renderà probabilmente necessario rivedere anche la logica dell albero dei problemi fino a che non si sarà raggiunta una sequenza accettabile dalla maggior parte dei presenti. Procedura. Ciascun obiettivo èscritto su un cartellino di colore diverso da quello dei problemi ma della stessa dimensione. Ogni cartellino di obiettivo sarà appeso al muro in modo da coprire il sottostante problema (vedi punto c) alla pagina seguente), riproducendone la logica di correlazione che, a questo punto, esprimerà la relazione mezzo fine, sempre procedendo dal basso verso l alto. 27

28 L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie Analisi degli obiettivi: un esempio c) I problemi sono riformulati in obiettivi. L albero presenta la relazione di mezzo-fine che lega gli obiettivi (dal basso verso l alto) Sicurezza alimentare migliorata Produzione collinare migliorata Produzione di riso migliorata in pianura Erosione collinare ridotta Ridotta infestazione di raccolto collinare logica mezzofine Sistema irriguo in buone condizioni e funzionante Rifornimenti regolari 28

29 Individuare la strategia e l obiettivo specifico Costruito l albero degli obiettivi, apparirà evidente l esistenza di gruppi di obiettivi della stessa natura, che fanno cioè riferimento allo stesso argomento. Essi costituiscono un grappolo di obiettivi o strategia. Una o più di queste strategie verrà scelta come la strategia della futura operazione. La strategia è scelta sulla base di criteri. Tra i più rilevanti sono: priorità secondo coloro che sono coinvolti (in primis i beneficiari) analisi dei costi-benefici budget disponibile pertinenza valutazione dell efficacia e efficienza nel produrre il cambiamento tempo necessario. L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie La scelta della strategia può precedere, seguire o (più frequentemente) essere simultanea alla scelta dell obiettivo specifico (OS). Tutti gli obiettivi compresi all interno della/e strategia/e scelta/e sono potenziali OS. La scelta dell OS del progetto sarà il risultato di un analisi analoga a quella della strategia. Per scegliere si paragonano gli obiettivi allo stesso livello: un obiettivo alto nella gerarchia degli obiettivi in genere implica un programma con più componenti, mentre un obiettivo che compare in basso nel diagramma necessita un progetto di più piccole dimensioni per essere raggiunto. Il diagramma della Figura 5 mostra un esempio di albero degli obiettivi dove il grappolo di obiettivi indicati dalla linea tratteggiata segnala la strategia scelta. All interno della strategia, il quadrato a sfondo ocra segnala la scelta dell obiettivo specifico. 29

30 L ANALISI di: parti interessate problemi obiettivi strategie Analisi della/e strategia/e La strategia è un grappolo di obiettivi della stessa natura che nella rappresentazione degli alberi risulta, in genere, ben visibile. Sicurezza alimentare migliorata Produzione migliorata in collina Produzione di riso migliorata in pianura Erosione collinare ridotta Ridotta infestazione del raccolto collinare Sistema irriguo in buone condizioni e funzionante Rifornimenti regolari Produzione collinare Produzione in pianura 30

31 area della strategia ridotta percezione di insicurezza da parte della popolazione riferita agli adolescenti come autori adolescenti considerati come risorsa e opportunità per la comunità ALBERO DEGLI OBIETTIVI (relazioni mezzi-fini) relazioni positive tra gruppi etnici e generazioni fenomeni di inciviltà microcriminalità bullismo ridotti ridotto rischio di devianza famiglie capaci di svolgere il proprio ruolo e- ducativo presenza di figure adulte ricono sciute come leader presenza di adolescenti leader mancano approfondimenti famiglie capaci e adeguate nel loro ruolo educativo spazi per adolescenti attivi e conosciuti spazi per adolescenti accessibili a costi contenuti ridotto abbandono scolastico e del lavoro da parte di adol. territorio maggiormente coeso mancano approfondimenti sono disponibili informazioni sul territorio R.U. nel quartiere per gestire programmi con adolescenti livello del realizzabile e sostenibile esistono condizioni che facilitano la partecipazione attiva della popolazione indirizzi politici chiari su uso e finalità di spazio Deledda Orientamento condiviso su modalità di sviluppo centro V. Deledda fondi adeguatio e alungo termine i tecnici avanzano proposte pertinenti e sostenibili programmazione adeguata per sviluppo opportunità e servizi indirizzi politici definiti fondi adeguati, dispo nibili e verificabili nell utilizzo contatto e coop. tra soggetti attivi nel territorio differenti strategie di ascolto e codecisoone con i ragazzi ci sono mediatori ambulanti che contatano, informano, ascoltano gli attori del territorio istituzioni sviluppano interventi integrati tavolo tecnico funzionante e permanente si sviluppa la partecipazione alla consulta del welfare approfondire Figura 5 31

32 1.5.2 Pianificazione Pianificazione orientata agli obiettivi Questo sistema di analisi e pianificazione differisce dalla pianificazione per attività, che è un processo, spesso non consapevolmente adottato ma troppo spesso usato, basato su un preconcetto effetto logico di servizi che il progetto dovrebbe fornire. La differenza tra i due modi di pianificare è illustrata dalla Figura 6, dove le frecce rosse indicano il processo di pensiero. Appare evidente che l approccio dal basso verso l alto (o orientato alle attività) può trascurare fattori importanti che si possono invece scoprire attraverso la pianificazione dall alto verso il basso (o orientata agli obiettivi) e che è frutto di consultazioni ampie di tutti gli stakeholder (e non solo l esito dei ragionamenti dei tecnici o dei politici o degli esperti, ecc.) e della logica mezzo-fine. Un metodo oggi completamente sovrapponibile al QL è il GOPP (Goal Oriented Project Planning o ZOPP nell acronimo tedesco in origine usato da GTZ, l agenzia tedesca di cooperazione internazionale allo sviluppo che la elaborò), strumento di pianificazione e gestione dei progetti fondato sul coinvolgimento degli stakeholder nelle diverse fasi di un progetto e volto a garantire l alta qualità dell analisi a partire dalla chiara definizione degli obiettivi. 32

33 Pianificazione orientata alle attività Pianificazione orientata agli obiettivi Aumento dei redditi Aumento dei redditi Aumento della produzione Disponibilità di mercato adeguato Aumento della produzione Riduzione inflazione Formazione e divulgazione Prezzi adeguati Domanda adeguata Sistema di mercato adeguato Disponibili tà delle aziende Formazi one e divulgazi one Credito Figura 6 33

34 LA PIANIFICAZIONE: la matrice: logica attività, risorse, cronogramma Sviluppo della matrice di QL: la logica dell intervento La strategia individuata, a partire dall obiettivo specifico prescelto, è trascritta nella prima colonna della Matrice di Pianificazione (o Matrice del QL): 1) Dapprima si sceglierà l obiettivo specifico che sottende una strategia e verrà riportato nella casella appropriata (Obiettivo Specifico) della prima colonna. 2) Gli obiettivi che, nell albero degli obiettivi, sono situati immediatamente sopra l obiettivo specifico prescelto, rappresentano gli obiettivi generali che verranno riportati nella casella appropriata della prima colonna. 3) Gli obiettivi che, nell albero degli obiettivi, conducono direttamente all obiettivo specifico sono riportati nella matrice come risultati attesi. 4) Allo stesso modo verranno individuate le attività. Procedura. Se, all interno della Matrice, l albero degli obiettivi non presenta obiettivi al livello corrispondente ai risultati attesi (o alle attività), si procederà ad individuare le attività con le consuete modalità di progettazione: consultazione dei tecnici, consultazione ulteriore dei beneficiari, ecc. Questa procedura è comunque da applicare sempre ad integrazione di quanto suggerito dall albero per il livello delle attività. Obiettivi generali Obiettivo specifico Risultati Logica intervento I.O.V. Fonti di verifica Attività Mezzi Costi Fattori esterni P recondizioni 34

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica. Formez PROJECT CYCLE MANAGEMENT MANUALE PER LA FORMAZIONE

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica. Formez PROJECT CYCLE MANAGEMENT MANUALE PER LA FORMAZIONE Formez Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica PROJECT CYCLE MANAGEMENT MANUALE PER LA FORMAZIONE S T R U M E N T I 4 STRUMENTI FORMEZ S T R U M E N T I I l Formez -

Dettagli

Project Cycle Management. 3. La tecnica di valutazione basata sul Quadro Logico. di Federico Bussi

Project Cycle Management. 3. La tecnica di valutazione basata sul Quadro Logico. di Federico Bussi Project Cycle Management 3. La tecnica di valutazione basata sul Quadro Logico di Federico Bussi federicobussi1@gmail.com 1 La tecnica di valutazione basata sul Quadro Logico Nelle pagine precedenti abbiamo

Dettagli

L analisi economico finanziaria dei progetti

L analisi economico finanziaria dei progetti PROVINCIA di FROSINONE CIOCIARIA SVILUPPO S.c.p.a. LABORATORI PER LO SVILUPPO LOCALE L analisi economico finanziaria dei progetti Azione n. 2 Progetti per lo sviluppo locale LA FINANZA DI PROGETTO Frosinone,

Dettagli

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RILEVAZIONE DELLA QUALITA PERCEPITA DAI CITTADINI A tutti i Ministeri - Uffici

Dettagli

MODULO MONITORAGGIO E VALUTAZIONE. Gli indicatori. G. VECCHI esperto del team scientifico di supporto del Centro Risorse Nazionale CAF 1

MODULO MONITORAGGIO E VALUTAZIONE. Gli indicatori. G. VECCHI esperto del team scientifico di supporto del Centro Risorse Nazionale CAF 1 MODULO MONITORAGGIO E VALUTAZIONE 4. Gli indicatori G. VECCHI esperto del team scientifico di supporto del Centro Risorse Nazionale CAF 1 Cosa sono gli indicatori Gli indicatori sono strumenti in grado

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Corso di Certificazione in Business Process Management Progetto Didattico 2015 con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino Responsabile scientifico

Dettagli

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI Requisiti di valutazione per un percorso di Ateneo finalizzato all accreditamento in qualità dei Corsi di Studio:

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina

Sistemi di supporto alle decisioni Ing. Valerio Lacagnina Cosa è il DSS L elevato sviluppo dei personal computer, delle reti di calcolatori, dei sistemi database di grandi dimensioni, e la forte espansione di modelli basati sui calcolatori rappresentano gli sviluppi

Dettagli

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali Cos è un progetto? Un iniziativa temporanea intrapresa per creare un prodotto o un servizio univoco (PMI - Project Management

Dettagli

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE BROCHURE INFORMATIVA 2013-2015 L Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è un organizzazione inter-governativa e multi-disciplinare

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33

PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Settore Segreteria e Direzione generale Ufficio Trasparenza e Comunicazione PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Relazione anno 2014 a cura del Segretario Generale e della

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

LABORATORI DAL BASSO L iniziativa di Arti e Bollenti Spiriti per imparare a fare impresa sostenibile

LABORATORI DAL BASSO L iniziativa di Arti e Bollenti Spiriti per imparare a fare impresa sostenibile LABORATORI DAL BASSO L iniziativa di Arti e Bollenti Spiriti per imparare a fare impresa sostenibile INVITO A PRESENTARE MANIFESTAZIONI DI INTERESSE 1. COSA SONO I LABORATORI DAL BASSO I Laboratori dal

Dettagli

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:!

I Valori del Manifesto Agile sono direttamente applicabili a Scrum:! Scrum descrizione I Principi di Scrum I Valori dal Manifesto Agile Scrum è il framework Agile più noto. E la sorgente di molte delle idee che si trovano oggi nei Principi e nei Valori del Manifesto Agile,

Dettagli

Università degli Studi del Sannio NUCLEO DI VALUTAZIONE RIUNIONE NUCLEO DI VALUTAZIONE

Università degli Studi del Sannio NUCLEO DI VALUTAZIONE RIUNIONE NUCLEO DI VALUTAZIONE Verbale n. 10 del 5 Novembre 2014 RIUNIONE Il giorno 5 Novembre 2014, alle ore 10.40, il Nucleo di Valutazione dell Università degli Studi del Sannio, si è riunito per discutere sugli argomenti iscritti

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC?

Box: Perché sostenere il modello agricolo Biologico nella PAC? La PAC che verrà: Smart change or business as usual? La posizione ufficiale IFOAM EU sulla prossima riforma PAC 2014 2020 Alessandro Triantafyllidis, IFOAM EU Group Siamo a metà dell attuale periodo di

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

Manifesto dei diritti dell infanzia

Manifesto dei diritti dell infanzia Manifesto dei diritti dell infanzia I bambini costituiscono la metà della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Circa 100 milioni di bambini vivono nell Unione europea. Le politiche, la legislazione

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

6. Le ricerche di marketing

6. Le ricerche di marketing Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Corso di Laurea in Lingue e Cultura per l Impresa 6. Le ricerche di marketing Prof. Fabio Forlani Urbino, 29/III/2011

Dettagli

La ricerca empirica: una definizione

La ricerca empirica: una definizione Lucido 35/51 La ricerca empirica: una definizione La ricerca empirica si distingue da altri tipi di ricerca per tre aspetti (Ricolfi, 23): 1. produce asserti o stabilisce nessi tra asserti ipotesi teorie,

Dettagli

DEOR DISSEMINATION AND EXPLOITATION OF RESULTS

DEOR DISSEMINATION AND EXPLOITATION OF RESULTS DEOR DISSEMINATION AND EXPLOITATION OF RESULTS AGENDA Il contesto la strategia europea Significati e definizioni Disseminazione:quando e come, a beneficio di chi? Youthpass Link e materiali di disseminazione

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO

LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO 1 INDICE LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE E IL MONITORAGGIO DEL MIGLIORAMENTO ---------------------------------------------------------------------------------------------1

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Business Process Management Comprendere, gestire, organizzare e migliorare i processi di business Caso di studio a cura della dott. Danzi Francesca e della prof. Cecilia Rossignoli 1 Business process Un

Dettagli

Metodologie e strumenti per la presentazione, il monitoraggio e la valutazione di progetti secondo l'approccio comunitario.

Metodologie e strumenti per la presentazione, il monitoraggio e la valutazione di progetti secondo l'approccio comunitario. Metodologie e strumenti per la presentazione, il monitoraggio e la valutazione di progetti secondo l'approccio comunitario Nunzia Cito Le metodologie e gli strumenti per la presentazione ed il monitoraggio

Dettagli

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM 1. Introduzione 2. Pianificazione dell attività formativa ECM 3. Criteri per l assegnazione dei crediti nelle diverse tipologie di formazione ECM

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

BANDO DEV REPORTER NETWORK

BANDO DEV REPORTER NETWORK BANDO DEV REPORTER NETWORK Premessa La Federazione Catalana delle Ong per lo Sviluppo (FCONGD), il Consorzio delle Ong Piemontesi (COP) e la Rete Rhône-Alpes di appoggio alla cooperazione (RESACOOP) realizzano

Dettagli

PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE

PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE PRINCIPIO DI REVISIONE INTERNAZIONALE (ISA) N. 210 ACCORDI RELATIVI AI TERMINI DEGLI INCARICHI DI REVISIONE (In vigore per le revisioni contabili dei bilanci relativi ai periodi amministrativi che iniziano

Dettagli

Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 IT PROCESS EXPERT

Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 IT PROCESS EXPERT IT PROCESS EXPERT 1. CARTA D IDENTITÀ... 2 2. CHE COSA FA... 3 3. DOVE LAVORA... 4 4. CONDIZIONI DI LAVORO... 5 5. COMPETENZE... 6 Quali competenze sono necessarie... 6 Conoscenze... 8 Abilità... 9 Comportamenti

Dettagli

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

Il lavoro per progetti

Il lavoro per progetti Il lavoro per progetti (personalizzati, di attività,, di servizio, ) nei servizi alla persona Gianmaria Gioga Padova, 7 giugno 2013 QUALI SERVIZI ALLA PERSONA? I servizi alla persona devono connotarsi

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

Business Process Reengineering

Business Process Reengineering Business Process Reengineering AMMISSIONE ALL'ESAME DI LAUREA Barbagallo Valerio Da Lozzo Giordano Mellini Giampiero Introduzione L'oggetto di questo lavoro riguarda la procedura di iscrizione all'esame

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

IL CICLO DI VITA DEL PROGETTO. Elementi essenziali di progetto. Fasi e tappe Gli Approcci

IL CICLO DI VITA DEL PROGETTO. Elementi essenziali di progetto. Fasi e tappe Gli Approcci UNIVERSITA MILANO BICOCCA Corso di laurea di primo livello in servizio sociale anno accademico 2009-2010 Progettare il sociale Prof. Dario A. Colombo IL CICLO DI VITA DEL PROGETTO Elementi essenziali di

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO 1. Attività di valutazione delle Commissioni di Esperti della Valutazione

Dettagli

OMAGGI, PRANZI, INTRATTENIMENTO, VIAGGI SPONSORIZZATI E ALTRI ATTI DI CORTESIA

OMAGGI, PRANZI, INTRATTENIMENTO, VIAGGI SPONSORIZZATI E ALTRI ATTI DI CORTESIA OMAGGI, PRANZI, INTRATTENIMENTO, VIAGGI SPONSORIZZATI E ALTRI ATTI DI CORTESIA Le presenti Linee Guida si applicano ad ogni amministratore, direttore, dipendente a tempo pieno o parziale, docente, esterno

Dettagli

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse CERVED RATING AGENCY Politica in materia di conflitti di interesse maggio 2014 1 Cerved Rating Agency S.p.A. è specializzata nella valutazione del merito creditizio di imprese non finanziarie di grandi,

Dettagli

Project Management Office per centrare tempi e costi

Project Management Office per centrare tempi e costi Project Management Office per centrare tempi e costi Il Project Management Office (PMO) rappresenta l insieme di attività e strumenti per mantenere efficacemente gli obiettivi di tempi, costi e qualità

Dettagli

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO?

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO? Percorso B. Modulo 4 Ambienti di Apprendimento e TIC Guida sintetica agli Elementi Essenziali e Approfondimenti (di Antonio Ecca), e slide per i formatori. A cura di Alberto Pian (alberto.pian@fastwebnet.it)

Dettagli

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management GESTIRE CON SUCCESSO UNA TRATTATIVA COMMERCIALE di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management OTTENERE FIDUCIA: I SEI LIVELLI DI RESISTENZA Che cosa comprano i clienti? Un prodotto? Un servizio?

Dettagli

VADEMECUM Finanziamenti diretti europei. Come redigere un progetto di successo

VADEMECUM Finanziamenti diretti europei. Come redigere un progetto di successo VADEMECUM Finanziamenti diretti europei Come redigere un progetto di successo redazione: Petra Sevvi, Renata Tomi Info Point Europa della Provincia autonoma di Bolzano Alto Adige Ripartizione Europa Ufficio

Dettagli

Panoramica su ITIL V3 ed esempio di implementazione del Service Design

Panoramica su ITIL V3 ed esempio di implementazione del Service Design Master Universitario di II livello in Interoperabilità Per la Pubblica Amministrazione e Le Imprese Panoramica su ITIL V3 ed esempio di implementazione del Service Design Lavoro pratico II Periodo didattico

Dettagli

La disseminazione dei progetti europei

La disseminazione dei progetti europei La disseminazione dei progetti europei Indice 1. La disseminazione nel 7PQ: un obbligo! 2. Comunicare nei progetti europei 3. Target audience e Key Message 4. Sviluppare un dissemination plan 5. Message

Dettagli

Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020. Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020

Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020. Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020 Orientamenti sulla valutazione ex ante dei Programmi 2014-2020 Il sistema di indicatori nella programmazione 2014-2020 Simona De Luca, Anna Ceci UVAL DPS Roma 11 luglio 2013 Indice 1. Indicatori: un modo

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

Seminario Europrogettazione - I nuovi programmi comunitari a gestione diretta per il periodo 2014-2020

Seminario Europrogettazione - I nuovi programmi comunitari a gestione diretta per il periodo 2014-2020 DATA: 29/8/2013 N. PROT: 475 A tutte le aziende/enti interessati Seminario Europrogettazione - I nuovi programmi comunitari a gestione diretta per il periodo 2014-2020 Roma, 15-16 ottobre 2013 Bruxelles,

Dettagli

DENUNCIARE I CASI DI ESCLUSIONE SOCIALE DEGLI IMMIGRATI SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO

DENUNCIARE I CASI DI ESCLUSIONE SOCIALE DEGLI IMMIGRATI SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO DENUNCIARE I CASI DI ESCLUSIONE SOCIALE DEGLI IMMIGRATI SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO L Autopresentazione dell organizzazione e il Modello di report sono stati sviluppati da PICUM con il sostegno di due

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA

CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA (Operazione 2011-796/PR - approvata con Delibera di Giunta Provinciale n. 608 del 01/12/2011) BANDO DI SELEZIONE DOCENTI E CONSULENTI La Provincia di Parma ha

Dettagli

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master Il Rettore Decreto Rep. n 1115 Prot. n 8165 Data 23.04.2009 Titolo III Classe V UOR Post Laurea - Master VISTO lo Statuto del Politecnico di Milano; VISTO il D.M. 3.11.1999, n.509; VISTO Il D.M. 22.10.2004,

Dettagli

Risk management come opportunità per un nuovo welfare

Risk management come opportunità per un nuovo welfare Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa,

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della

Dettagli

L Autovalutazione L Autovalutazione con il con il Modello CAF Massimo Tronci

L Autovalutazione L Autovalutazione con il con il Modello CAF Massimo Tronci L Autovalutazione con il Modello CAF Questa presentazione L autovalutazione e il miglioramento Il processo di autovalutazione La scelta dell approccio all autovalutazione Alcuni approfondimenti sull autovalutazione

Dettagli

COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione

COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione UNICEF Centro di Ricerca Innocenti COSTRUIRE CITTÀ AMICHE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Nove passi per l azione Per ogni bambino Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione Firenze, 15 marzo 2004 UNICEF Centro

Dettagli

FESTIVAL TORINO E LE ALPI 2015: BANDO PER PROGETTI CULTURALI NEI TERRITORI ALPINI

FESTIVAL TORINO E LE ALPI 2015: BANDO PER PROGETTI CULTURALI NEI TERRITORI ALPINI FESTIVAL TORINO E LE ALPI 2015: BANDO PER PROGETTI CULTURALI NEI TERRITORI ALPINI PREMESSA Nell ambito del Programma Torino e le Alpi, la Compagnia di San Paolo ha promosso dal 12 al 14 settembre 2014,

Dettagli

APPRENDERE DAI MIGLIORI

APPRENDERE DAI MIGLIORI APPRENDERE DAI MIGLIORI QUADERNI MANAGERIALI 2008 - NO. 2 Apprendere dai migliori QUADERNI MANAGERIALI 2008 - NO. 2 Indice AVETE PROGETTI PER IL FUTURO? BANDI 2007 Capitolo I pag. 6 Capitolo II pag.10

Dettagli

CORSI AGGIORNAMENTO UNIVERSITARIO BANDO INPS GESTIONE E DIPENDENTI PUBBLICI - INFORMAZIONI INTEGRATIVE TIVE - A.A. 2013/2014

CORSI AGGIORNAMENTO UNIVERSITARIO BANDO INPS GESTIONE E DIPENDENTI PUBBLICI - INFORMAZIONI INTEGRATIVE TIVE - A.A. 2013/2014 CORSI AGGIORNAMENTO UNIVERSITARIO A.A. 2013/2014 BANDO INPS GESTIONE E DIPENDENTI PUBBLICI - INFORMAZIONI INTEGRATIVE TIVE - In data 10 febbraio 2014, l INPS ha pubblicato il bando che mette a concorso

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione Con questa Guida la COVIP intende illustrarti, con un linguaggio semplice e l aiuto di alcuni esempi,

Dettagli

MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE b) unica prova orale su due materie, il cui svolgimento è subordinato al superamento della prova scritta: una prova su deontologia e ordinamento professionale; una prova su una tra le seguenti materie

Dettagli

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO Settore di intervento: Assistenza agli anziani Sede di attuazione del Benevento 1- VIA DEI LONGOBARDI 9 progetto: Numero di volontari richiesti: 4 Attività di

Dettagli

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento, DISPONE

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento, DISPONE Protocollo n. 195080/2008 Approvazione del formulario contenente i dati degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d imposta di cui all articolo 1, commi da 280 a 283,

Dettagli

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING Gianna Maria Agnelli Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Clinica del Lavoro "Luigi Devoto Fondazione IRCCS Ospedale

Dettagli

Operazioni, attività e passività in valuta estera

Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito,

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

Istruzioni per la compilazione del Piano economico rendicontativo

Istruzioni per la compilazione del Piano economico rendicontativo I MATERIALI FORMATIVI costituiscono un supporto pratico alla rendicontazione dei progetti; la loro funzione principale è quella di mostrare l applicazione delle regole a casi concreti con l ausilio degli

Dettagli

Gli Standard hanno lo scopo di:

Gli Standard hanno lo scopo di: STANDARD INTERNAZIONALI PER LA PRATICA PROFESSIONALE DELL INTERNAL AUDITING (STANDARD) Introduzione agli Standard L attività di Internal audit è svolta in contesti giuridici e culturali diversi, all interno

Dettagli

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T

Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori. per la Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA GATTO SAIC83800T Rapporto dai Questionari Studenti Insegnanti - Genitori per la ISTITUTO COMPRENSIVO IST.COMPR. BATTIPAGLIA "GATTO" SAIC83800T Progetto VALES a.s. 2012/13 Rapporto Questionari Studenti Insegnanti Genitori

Dettagli

(adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione)

(adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione) Raccomandazione CM/Rec(2010)7 del Comitato dei Ministri agli stati membri sulla Carta del Consiglio d Europa sull educazione per la cittadinanza democratica e l educazione ai diritti umani * (adottata

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE)

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) 71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) di TIZIANA LANG * Finalmente è partita: dal 1 maggio i giovani italiani possono iscriversi on line al programma della Garanzia

Dettagli

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A tutti i Ministeri - Uffici di Gabinetto -Uffici del

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

Dagli indicatori alla Governance dello sviluppo del contesto campano

Dagli indicatori alla Governance dello sviluppo del contesto campano N UCLEO DI VALUTAZIONE E VERIFICA DEGLI I NVESTIMENTI PUBBLICI Dagli indicatori alla Governance dello sviluppo del contesto campano Melania Cavelli Sachs NVVIP regione Campania Conferenza AIQUAV, Firenze,

Dettagli

A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE

A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE A BEST PRACTICE APPROACH PER PROMUOVERE SALUTE IL MODELLO PRECEDE-PROCEED E L INTERACTIVE DOMAIN MODEL A CONFRONTO A cura di Alessandra Suglia, Paola Ragazzoni, Claudio Tortone DoRS. Centro Regionale di

Dettagli

IL BUDGET. Che cos è il budget.

IL BUDGET. Che cos è il budget. IL BUDGET Che cos è il budget. Ogni progetto deve possedere una sostenibilità economica che permette la realizzazione delle attività e il raggiungimento degli obiettivi. Questa sostenibilità economica

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

Facoltà di Scienze e Tecnologie Corso di laurea magistrale in Gestione dell ambiente naturale e delle aree protette

Facoltà di Scienze e Tecnologie Corso di laurea magistrale in Gestione dell ambiente naturale e delle aree protette Facoltà di Scienze e Tecnologie Corso di laurea magistrale in Gestione dell ambiente naturale e delle aree protette Sede: Dipartimento di Scienze Ambientali, sez. Botanica ed Ecologia - Via Pontoni, 5

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

Rischio impresa. Rischio di revisione

Rischio impresa. Rischio di revisione Guida alla revisione legale PIANIFICAZIONE del LAVORO di REVISIONE LEGALE dei CONTI Formalizzazione delle attività da svolgere nelle carte di lavoro: determinazione del rischio di revisione, calcolo della

Dettagli

FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA

FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA novembre 2004 FAR CRESCERE LA CULTURA DI MARCA IN AZIENDA CICLO DI FORMAZIONE SUL RUOLO E SULLA VALORIZZAZIONE DELLA MARCA NELLA VITA AZIENDALE 3, rue Henry Monnier F-75009 Paris www.arkema.com TEL (+33)

Dettagli

SHORT MASTER: FROM ZERO TO HERO Dal project management al business modeling. settembre dicembre 2014 OBIETTIVI

SHORT MASTER: FROM ZERO TO HERO Dal project management al business modeling. settembre dicembre 2014 OBIETTIVI Organizzato da Impact Hub Rovereto in collaborazione con TrentunoTre con la supervisione scientifica di ISIPM SHORT MASTER: FROM ZERO TO HERO Dal project management al business modeling settembre dicembre

Dettagli

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master Il Rettore Decreto Rep. n 2185 Prot. n 25890 Data 30.06.2014 Titolo III Classe V UOR SOFPL VISTO lo Statuto del Politecnico di Milano; VISTO il D.M. 3.11.1999, n.509; VISTO Il D.M. 22.10.2004, n. 270;

Dettagli

CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE. Associazione delle Università Europee

CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE. Associazione delle Università Europee CARTA DELLE UNIVERSITÀ EUROPEE SULL APPRENDIMENTO PERMANENTE Associazione delle Università Europee Copyright 2008 della European University Association Tutti i diritti riservati. I testi possono essere

Dettagli

ELEMENTI DI TECNICA PROGETTUALE PER GLI INTERVENTI SOCIOSANITARI: INDICAZIONI PRATICHE PER LA STESURA DI UN PROGETTO

ELEMENTI DI TECNICA PROGETTUALE PER GLI INTERVENTI SOCIOSANITARI: INDICAZIONI PRATICHE PER LA STESURA DI UN PROGETTO ELEMENTI DI TECNICA PROGETTUALE ELEMENTI DI TECNICA PROGETTUALE PER GLI INTERVENTI SOCIOSANITARI: INDICAZIONI PRATICHE PER LA STESURA DI UN PROGETTO Giovanni Serpelloni 1), Elisabetta Simeoni 2) 1. Centro

Dettagli

5.1 Complesso delle attività realizzate dall Ente e identificazione dei destinatari dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo:

5.1 Complesso delle attività realizzate dall Ente e identificazione dei destinatari dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: SCHEDA 1/B SCHEDA PROGETTO PER L IMPEGNO DI GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE REGIONALE IN EMILIA-ROMAGNA ENTE 1)Ente proponente il progetto: CARITAS DIOCESANA DI REGGIO EMILIA GUASTALLA (legata da vincoli associativi

Dettagli

1. Qual è l'idea e il progetto che si intende realizzare (il servizio o l'attività e le sue caratteristiche)?

1. Qual è l'idea e il progetto che si intende realizzare (il servizio o l'attività e le sue caratteristiche)? Il Progetto Caratteristiche del progetto 1. Qual è l'idea e il progetto che si intende realizzare (il servizio o l'attività e le sue caratteristiche)? L idea è di creare un centro giovani in Parrocchia

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO PROTOCOLLO D INTESA Comune di Milano Settore Gabinetto del Sindaco Fondazione Cariplo PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO Milano,.. Giugno 2014 2 Il Comune di Milano, con sede in Milano,

Dettagli

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili

Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi

Dettagli

Comincio da tre! I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA LE MIE ESPERIENZE IL MIO PASSATO COSA VOLEVO FARE DA GRANDE LE MIE RELAZIONI

Comincio da tre! I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA LE MIE ESPERIENZE IL MIO PASSATO COSA VOLEVO FARE DA GRANDE LE MIE RELAZIONI I MIEI AMICI LA MIA FAMIGLIA IL MIO PASSATO LE MIE ESPERIENZE COSA VOLEVO FARE DA GRANDE COME SONO IO? I MIEI DIFETTI LE MIE RELAZIONI LE MIE PASSIONI I SOGNI NEL CASSETTO IL MIO CANE IL MIO GATTO Comincio

Dettagli