REGOLAMENTO DEL MUSEO DELLA STORIA DEL GENOA

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1 REGOLAMENTO DEL MUSEO DELLA STORIA DEL GENOA PREMESSA Il presente regolamento disciplina l organizzazione e il funzionamento del Museo denominato Museo della Storia del Genoa. Art. 1 DENOMINAZIONE E SEDE Il Museo espone e valorizza le proprie collezioni e in particolare il patrimonio della storia del Genoa Cricket and Football Club. Il Museo ha sede in Via al Porto Antico 4 a Genova. Il Museo è di proprietà della Fondazione Genoa Art. 2 FINALITÀ Il Museo è un istituzione permanente senza fini di lucro, al servizio della comunità, aperta al pubblico, che ha in custodia, conserva, valorizza e promuove lo studio della propria collezione. In particolare, il Museo della Storia del Genoa promuove la conoscenza e la valorizzazione delle collezioni e di altra documentazione, pervenute al museo attraverso acquisti o donazioni, ponendosi come punto di riferimento imprescindibile per lo studio e la valorizzazione della storia del Genoa Cricket and Football Club. L iniziativa del Museo della Storia del Genoa vuole colmare il vuoto conseguente alla disattenzione del passato e caratterizzato dalla dispersione di documenti e materiali storicamente significativi. Al riguardo si è svolta un opera di ricerca, reperimento, acquisizione di oggetti, cimeli, documenti e filmati che erano andati dispersi nel tempo e che si è voluto ricomporre in una unità storicamente significativa, assicurandone il restauro, la conservazione e la fruibilità da parte del pubblico. Art. 3 FUNZIONI Il Museo della Storia del Genoa CFC nello svolgimento dei propri compiti, assicura la conservazione, l ordinamento, l esposizione, lo studio, la conoscenza e la fruizione pubblica delle sue collezioni, attraverso diverse e specifiche attività. Nell ambito delle proprie competenze, il Museo: incrementa il suo patrimonio attraverso acquisti, depositi, lasciti, donazioni di beni coerenti alle raccolte e alla propria missione; garantisce l inalienabilità delle collezioni, salvo casi eccezionali che motivino l alienazione e/o la cessione dei beni, nel pieno rispetto delle norme di tutela vigenti;

2 preserva l integrità di tutti i beni in consegna e comunque posti sotto la sua responsabilità assicurandone la conservazione, la manutenzione e il restauro; cura in via permanente l inventariazione e la catalogazione dei beni, nonché la loro documentazione fotografica; sviluppa, a partire dalle collezioni, lo studio, la ricerca, la documentazione e l informazione; assicura la fruizione dei beni posseduti attraverso l esposizione permanente, prevedendo inoltre la rotazione delle opere in deposito e la loro consultazione; organizza mostre temporanee, incontri, convegni; partecipa ad iniziative promosse da altri soggetti pubblici e privati con il prestito delle opere; svolge attività educative e didattiche; cura la produzione di pubblicazioni scientifiche e divulgative; promuove la valorizzazione del museo e delle sue collezioni. Art. 4 - ORGANIZZAZIONE E RISORSE UMANE L organizzazione della struttura prevede che siano assicurati in modo adeguato le seguenti funzioni fondamentali: - conservazione e cura delle collezioni e del patrimonio museale; - servizi educativi e didattici;- sorveglianza, custodia e accoglienza. Al Museo della Storia del Genoa è garantita una dotazione di personale con competenze e in quantità adeguate, ferma restando la possibilità di erogare i servizi, anche solo parzialmente, grazie a soggetti esterni, pubblici o privati, comprese le associazioni di volontariato, tramite apposita convenzione e/o contratto di servizio, garantendo comunque il rispetto della normativa nazionale e regionale vigente in materia. In ogni caso, e compatibilmente con le risorse disponibili, alcune delle funzioni fondamentali qui individuate potranno essere accorpate in capo ad una stessa figura professionale operante all interno del Museo, garantendo tuttavia la massima coerenza tra funzione assegnata e competenza professionale. Art. 5 - GESTIONE DELLE COLLEZIONI Per la conservazione e la cura del patrimonio e delle collezioni fa ricorso a professionalità adeguate con riferimento alle attività di ordinamento, cura ed incremento del patrimonio museale, alla inventariazione e catalogazione dei materiali, all individuazione dei percorsi espositivi e degli allestimenti, alla documentazione e ricerca. Egli in particolare: a) collabora alla definizione dell identità e della missione stessa del Museo; b) programma e coordina le attività di inventariazione e catalogazione delle collezioni secondo gli standard nazionali e regionali;

3 c) contribuisce all aggiornamento della metodologia, degli standard e degli strumenti di catalogazione adottati dal Museo attraverso l utilizzo di tecnologie informatiche e telematiche; d) predispone in accordo i piani di manutenzione ordinaria, di conservazione e di restauro; e) partecipa ai programmi per l incremento delle collezioni; f) segue l iter inerente al trasferimento delle opere, all esterno e all interno del Museo; g) collabora alla valorizzazione delle collezioni attraverso le attività culturali, educative e di divulgazione scientifica; h) contribuisce ad elaborare i criteri e i progetti di esposizione delle raccolte; i) predispone la progettazione e il coordinamento delle attività relative alle esposizioni temporanee e di editoria del Museo); j) verifica e controlla i progetti di allestimento delle mostre temporanee; k) cura i cataloghi e le pubblicazioni relativi alle esposizioni; l) collabora alla progettazione delle attività didattiche e educative e degli eventi collaterali connessi alle esposizioni. Art. 6 - DIDATTICA E SERVIZI EDUCATIVI Il Responsabile dei servizi educativi in particolare: a) collabora alla definizione dell identità e della missione del Museo, dei progetti di ricerca e nell organizzazione espositiva delle collezioni, per valorizzarne la componente educativo-didattica; b) sviluppa e coordina i servizi educativi, predisponendo attività a favore dell educazione permanente e ricorrente; c) progetta e coordina attività, percorsi e laboratori didattici in relazione alle collezioni permanenti e alle esposizioni temporanee; d) elabora una proposta di piano delle attività didattiche, in relazione alle potenzialità, all utenza e alle risorse disponibili del Museo; e) analizza le caratteristiche e i bisogni dell utenza reale e potenziale del Museo attraverso ricerche mirate e indagini statistiche; f) favorisce l accessibilità fisica, culturale, sensoriale alle attività educative da parte dei diversi pubblici; g) coordina le attività degli operatori e di altre figure nell ambito del servizio h) progetta e coordina le attività di formazione e di aggiornamento per gli operatori educativi; i) coordina la realizzazione di materiali didattici funzionali alle attività programmate; j) predispone strumenti per documentare, per verificare e per valutare le attività realizzate. La responsabilità dei servizi educativi può essere affidata a personale specializzato interno oppure all esterno, sulla base di un apposito contratto di servizio nel quale vengono precisate le mansioni e le responsabilità del soggetto incaricato.

4 Art. 7 PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA E DELLE RISORSE FINANZIARIE L attività del Museo è definita sulla base dei documenti di programmazione dell Ente, approvati dagli organi della Fondazione. Nei limiti della disponibilità di bilancio, sono assicurate al Museo le risorse economiche e finanziarie adeguate a garantire il rispetto degli standard minimi stabiliti per le strutture, la sicurezza, la cura delle collezioni, i servizi al pubblico. Art. 8 PATRIMONIO E COLLEZIONI DEL MUSEO Il patrimonio del Museo è costituito da tutti i beni pervenuti o che perverranno a diverso titolo alla Fondazione Genoa. Viene favorito l incremento delle collezioni che può avvenire tramite acquisti, donazioni, lasciti testamentari e depositi, coerentemente con la politica e le linee guida stabilite nei documenti programmatici e/o regolamenti. Il materiale del Museo viene registrato in appositi inventari, periodicamente aggiornati, e di ogni opera è redatta la scheda di catalogazione contenente i dati previsti dalla normativa vigente. Il prestito delle opere è di norma consentito, fatti salvi i motivi di conservazione e di sicurezza, tenendo conto della qualità del contesto ospitante ed è effettuato su autorizzazione dei Reggenti. Art. 9 - SERVIZI AL PUBBLICO Il Museo è tenuto a garantire a tutte le categorie di utenti, rimuovendo gli eventuali impedimenti, l accesso alle collezioni e i servizi al pubblico qui di seguito elencati: apertura al pubblico degli spazi espositivi nelle modalità previste dagli standard e obiettivi di qualità per i musei della Regione Liguria; comunicazione sulle collezioni esposte tramite specifici sussidi alla visita (pianta con la numerazione o denominazione delle sale, indicazione evidente dei percorsi in ogni singolo ambiente, segnalazione dei servizi, pannelli descrittivi e didascalie di presentazione delle singole opere); visite guidate; servizi didattici ed educativi rivolti al pubblico scolastico e degli adulti; organizzazione di attività espositive temporanee finalizzate alla valorizzazione delle collezioni di pertinenza; programmazione di eventi culturali o di spettacoli, anche in collaborazione con altri istituti ovvero associazioni culturali locali; agevolazione delle politiche di promozione turistica del territorio. NOTA Il regolamento del Museo ha origine dalla definizione di museo data nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, D.Lgs. n. 41 del 22 gennaio 2004 art. 101, comma 2, a): una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio.

5 È altresì assunta nel presente regolamento la definizione di museo adottata dall ICOM (International Council of Museums) Il museo è un istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto (Seoul 2004).

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