Gli alberi fanno piovere

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1 Gli alberi fanno piovere

2 GLI ALBERI FANNO PIOVERE Esperienze di sviluppo sostenibile A cura di Ettore Tibaldi

3 Sommario Prefazione 7 4 Tramonto sul fiume Mekong a Luang Prabang in febbraio, alla fine dell inverno laotiano. Durante la stagione delle piogge l acqua sale di parecchi metri, coprendo le rive ed arrivando a lambire le abitazioni ed i templi in legno del centro storico. Questo luogo è stato dichiarato dall Unesco patrimonio dell umanità. (RG) Nota metodologica 8 Falso in atto ambientale 11 Tutti colpevoli? 19 Capitolo I - Foreste 26 La foresta restituita 38 Capitolo II - Pesca isole da salvare 52 Capitolo III - Caccia 58 Un parco oltre le frontiere 70 5 Ambiente è sviluppo sostenibile 74 Glossario 76 Bibliografia 78 Webgrafia 79 Il Cesvi 82 La Fondazione Cariplo 83 Cesvi ringrazia 84 Fotografi 85

4 Educazione e ambiente. Potrebbero sembrare temi lontani dalle prassi di un associazione umanitaria come il Cesvi, così concentrata sulle cose concrete da fare giorno per giorno per fronteggiare i bisogni dei poveri del mondo. Ma non possiamo cooperare per lo sviluppo del mondo povero senza educare quello ricco alla solidarietà. E dobbiamo occuparci di ambiente perché non è un argomento come gli altri: è il tema che unisce i vari campi di intervento; riguarda tutti, anche chi deve ancora nascere. L ambiente unisce ogni luogo, sia sulla scala locale che su quella globale, e ogni aspetto della realtà, perché cause ed effetti di ogni azione sono in parte dovuti all'ambiente e hanno sull'ambiente effetti rilevanti. Nella teoria e nella pratica Cesvi vi sono state anche occasioni specifiche; precisi progetti di sviluppo sostenibile nei quali ci siamo impegnati partecipando al Vertice Mondiale di Rio de Janeiro su ambiente e sviluppo, nel Da allora, diversi soggetti - esperti, collaboratori, consulenti e volontari, con competenze differenti - hanno affrontato i temi relativi alla difesa delle foreste, della pesca su piccola scala, della caccia e dell'economia di raccolta nell'ambito di Comunità locali e native sparse in tutto il mondo: dal Sudest asiatico all'africa australe, all'amazzonia peruviana. Si è così accresciuta un'esperienza - condivisa con le Comunità locali e con le Associazioni di Paesi lontani - che oggi il Cesvi vuole mettere in comune. Sapere e saperi che vogliamo trasferire alla scuola italiana. Approfittando del lavoro di eccellenti fotografi, offriamo a insegnanti e studenti un insieme di prove provate su ambienti lontani e problemi vicini, su contesti ambientali amichevoli e su difficoltà insormontabili. In questa iniziativa di educazione ambientale lo sguardo degli esperti si è fuso con il paesaggio raccontato da coloro che sanno bene comunicare per immagini. Nuove scintille di intelligenza possono così brillare in un campo educativo che tradisce, di tanto in tanto, un poco di stanchezza. Giangi Milesi 6 Zimbabwe, una giovane mamma contadina di Sengwe, ha finito il lavoro. Spera in un raccolto migliore grazie alle attività di microirrigazione promosse dal Cesvi in collaborazione con le comunità locali. (EB) 7 PREFAZIONE Presidente del Cesvi

5 Nota metodologica I libri sono oggetti come altri, e, perlopiù, sono fatti di un materiale assai deperibile, la cellulosa. Possono essere ottenuti lavorando della carta che è stata riciclata, come nel nostro caso, oppure abbattendo degli alberi. Tuttavia, i libri, anche se ottenuti con tecniche appropriate non sono mai oggetti innocenti. Anche il fatto di lavorare, sbiancare e ristampare della carta costa in termini di danno ambientale. Anche il fatto di scriverli non può essere colto a cuor leggero ed anche chi li legge deve accogliere con disponibilità i segni e i segnali, i discorsi e le tracce che possono essere utilizzate per descrivere un percorso. Per questo tutti i libri hanno bisogno di una parte, anche piccola, che ne orienti la lettura e l'utilizzo. Delle istruzioni, insomma, per l'uso. e considerare queste pagine come un punto di partenza. E' un sussidiario, non un manuale. Contiene dei materiali e non degli strumenti. Vi dà delle impressioni e non un metodo. Potrà essere utilizzato solo come "fac-simile", per raccogliere prove, testimonianze, perizie e itinerari di conoscenza all'interno di una istruttoria che il progetto di cui il Cesvi è capofila porterà in numerose scuole lombarde. L'istruttoria permetterà di sviluppare capacità di acquisizione di informazioni, di lettura critica delle informazioni stesse, il rispetto delle opinioni, di scegliere la modalità migliore di rivederle e di prendere delle decisioni. Al termine dell istruttoria ha inizio un processo, simulato oppure semplicemente conoscitivo, che avrà avuto inizio con questo volume ma potrà proseguire su altri territori, più vicini alla vita quotidiana e al contesto in cui le diverse scuole si trovano. In fondo a tutto, come alla fine di un processo, in fin della fiera o al novantesimo minuto delle partite di calcio c è l eventualità che le situazioni ambientali cambino e che tale cambiamento sia irreversibile. Perché questo accada una sola è la strategia, quella dell educazione ambientale. 8 ISTRUZIONI PER L USO. In queste pagine i lettori (insegnanti, studenti, il pubblico più in generale) troveranno immagini, idee, informazioni e ipotesi che potranno essere utilizzate per ispirare iniziative di educazione ambientale. Immagini e ipotesi che giungono da terre lontane e che non sempre potranno essere immediatamente utilizzate per comprendere l'ambiente che qui da noi, in prossimità, ci circonda. Eppure un modo è possibile: per vedere il paesaggio del luogo in cui ci troviamo è importante che ci si allontani, che si cambi prospettiva, che si tentino punti di vista diversi ed è questo quanto il volume suggerisce di fare. Le raccomandazioni che tutti coloro che hanno contribuito alla produzione del volume desiderano inviare a coloro che lo guarderanno e lo leggeranno sono, tutto sommato, non molte: riuscire a collegare una parte con il tutto, il presente con il passato, il passato con il futuro, mantenere ben desto il senso critico 9 NOTA METODOLOGICA

6 Falso in atto ambientale 10 Zimbabwe, tra gli alberi, gli alunni di Bubiana iniziano cantando una giornata di scuola. Una maestra li accoglie e fa l appello. In quest area il Cesvi finanzia un progetto didattico per la conservazione della popolazione superstite di rinoceronte nero. (EB) Il fascino delle città d acqua sta nei riflessi, nelle correnti che si incrociano, nelle onde che oscillano ad ogni spostamento dei battelli. Tra queste, la più celebre al mondo, Venezia, è talmente visitata e richiesta che ne sono state prodotte ormai più di venti copie, qui e là nel mondo. Copie, copie davvero. Ricostruzioni in scala ridotta o addirittura in scala uno a uno. Certo, solo una è quella autentica, ma anche quella è stata talmente trasfigurata dall industria turistica che alcune copie, al viaggiatore frettoloso, e quindi a tutti i viaggiatori, potrebbero sembrare più autentiche dell originale! Anche i sapori possono essere analogamente falsificati. È ben noto che in Australia si produce anche Parmigiano Reggiano parmesan cheese, aceto balsamico detto di Modena, prosciutto dotato di fasce tricolori ed è pertanto del tutto comprensibile che si trovi, a Las Vegas, una copia fedele di Venezia. Sono fortissime le tendenze all omologazione, alla falsificazione, alla produzione di non-luoghi un poco ovunque. Si veda, a questo proposito, l ormai classico trattato di Marc Augé 1 dedicato alle sue molto opportune riflessioni sull antropologia del quotidiano, che ci fanno scoprire gli spazi dell anonimato, i Nonluoghi, appunto. I supermercati, le grandi catene alberghiere, le infrastrutture e gli stessi mezzi di trasporto sono definibili come Nonluoghi, perché molto simili l uno all altro, dovunque si vada. Le spinte alla abolizione delle differenze, e delle diversità, sono potenti: sono state definite omologazioni dagli esponenti dei movimenti antiglobalizzazione, ma si tratta di peggio. La produzione di falsità è a tal punto spinta che numerose azioni e ancor più numerose intenzioni sono, e per La diversità dei paesaggi e degli habitat è ritenuta un bene, un valore, una ricchezza, ed il ciclo dell acqua, che più di ogni altra forza plasma il paesaggio, è riconosciuto come il possente motore del cambiamento e come la causa climatica delle differenze che ad esso si accompagnano 11 FALSO IN ATTO AMBIENTALE

7 12 Questo termine era dapprima impiegato solo nelle scienze biologiche, per definire l insieme dei processi che comportano il passaggio da seme a pianta o da uovo fecondato a individuo adulto. Successivamente è stato adottato anche per tentare di descrivere i cambiamenti che portano una nazione ad un livello di industrializzazione e di reddito paragonabile a quello degli Stati Uniti. L eventualità che i Paesi più ricchi possano aiutare quelli più poveri a raggiungere più alti livelli di industrializzazione e di reddito è stata chiamata cooperazione allo sviluppo. fortuna, state dispiegate per contrastarle. La diversità dei paesaggi e degli habitat, nonché delle aree più popolate, è ritenuta un bene, un valore, una ricchezza, ed il ciclo dell acqua, che più di ogni altra forza plasma il paesaggio, è riconosciuto come il possente motore del cambiamento e come la causa climatica delle differenze che ad esso si accompagnano. La diversità ambientale è, evidentemente, un valore. La nozione di diversità ci giunge direttamente dalle scienze dell ambiente alle scienze umane a partire dalle grandi Conferenze che le Nazioni Unite hanno organizzato a Stoccolma, nel 1972, e a Rio de Janeiro, nel Oggi, dopo Johannesburg, 24 anni dopo Stoccolma, è abbastanza chiaro che la biodiversità, specialmente quella dei paesaggi intesi come somma di ecosistemi, è un entità complessivamente non misurabile, e tuttavia dotata di alto ed eccellente valore. Un valore, del resto, incommensurabile. Le Conferenze che abbiamo citato, dedicate alla difficile ipotesi di conciliare diritti con diritti, doveri con doveri, ambiente e sviluppo, hanno individuato nelle diverse biodiversità (quella genetica, quella delle specie, quella degli ecosistemi e così via) una scala di valori, tutti pregevoli. Lo stato del pianeta e lo stato di alterazione delle biodiversità, così come lo possiamo osservare attualmente, deriva in gran parte dalle politiche che i vari poteri locali e internazionali hanno posto in atto nella seconda metà del secolo scorso. Tali politiche hanno sempre coinvolto i sistemi di distribuzione delle acque superficiali e le modalità di sfruttamento dell ambiente pelagico e dei fondali oceanici. Il nostro pianeta, che visto da lontano è blu d acqua, da vicino ci ha permesso di osservare il moltiplicarsi di episodi di sfruttamento intensivo nelle zone economiche esclusive di fronte ad ogni costa, e di pesca senza freni nelle acque extraterritoriali. Il traffico marittimo ha reso particolarmente dinamico anche il traffico di inquinanti che sono scaricati lontano dalle zone di origine, come continuano a dimostrare i rilievi effettuati via satellite. I DIRITTI UMANI DI TERZA GENERAZIONE. I diritti umani detti "di terza generazione" che riguardano l'integrità della natura e cioè dell'ambiente in cui vivono gli esseri umani sono violati soprattutto là dove sono lesi anche gli altri diritti, nelle Periferie del mondo. E tali violazioni sono vissute in modo differente, nei diversi contesti. Tra le diversità da tenere in conto occorre infatti non trascurare quella sociale, culturale, umana che implicano anche diversi atteggiamenti nei confronti delle risorse idriche, della caccia, della pesca, del taglio degli alberi. Ogni regione sviluppa un legame profondo con l ambiente, e in esso con le piante e gli animali. Questo legame è non solo pratico, ma anche pragmatico. Riguarda cioè le attività di raccolta, nelle quali sovente le donne eccellono, la pesca e la caccia. Una pratica che coinvolge tutto: dai miti di origine alla pianificazione territoriale dei futuri possibili. Senza scontri di civiltà, benché gli approcci siano sovente molto diversi. Attività di prelievo di organismi acquatici, praticata da tempo immemorabile da diverse culture umane, anche con tecniche insostenibili. Attività praticata delle Comunità locali in modo efficiente e non da circa anni. La barca del Cesvi risale il Rio Tampobata, nell'area protetta Tambopata-Candamo al confine tra Perù e Bolivia. Nel 1994 era il primo mezzo di trasporto, costruito con materiale locale, utilizzato dal Cesvi per raggiungere le comunità native degli indios Ese-Eja. (GM) 13 FALSO IN ATTO AMBIENTALE DALLA QUALITÀ DEL PRODOTTO ALL ETICA DEL PROCESSO DI PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE. Nell'ultima metà del secolo gli stati nazionali hanno cessato di essere gli attori unici del sistema internazionale. Le 15 più gran-

8 14 Oltre 100 bambini di Don-houat, nel Laos meridionale, hanno avuto una nuova scuola grazie al lavoro volontario degli abitanti del piccolo villaggio e all aiuto del Cesvi. Don-houat è uno dei 130 villaggi del distretto di Khong, disseminati lungo le sponde del Mekong e sulle numerose isole sabbiose formate dal grande fiume. (GDA) I danni ambientali sono genericamente la causa dell estinzione di Comunità fragili. È all origine di difficoltà a carico di Comunità poco elastiche o resilienti. È la prima causa di crollo ambientale. di società del mondo hanno entrate lorde maggiori del prodotto interno di più di 120 stati. Le 500 più grandi società controllano il 70% del mercato mondiale. Alcune produzioni (tessile, abbigliamento e articoli sportivi) sono state delocalizzate nelle Periferie del mondo, e con esse anche la grande massa dei lavoratori implicati si trova ad essere periferizzato. La competizione nel campo dei beni di consumo di massa sta virando dalla qualità del prodotto alla qualità della catena di rifornimento-distribuzione 2. Dunque la nostra attenzione deve correttamente rivolgersi non solo alle caratteristiche sanitarie, chimiche e fisiche dei prodotti ma anche, e soprattutto, a quelle dei processi di produzione e distribuzione! Nel nostro Paese si consuma molta acqua in bottiglia, che viene distribuita lungo filiere lunghissime, occupando strade e ferrovie, parcheggi e magazzini. Il consumo dell acqua potrebbe essere processato, seppure in modo simulato, per i danni che determina all ambiente, essendo l acquedotto il mezzo di trasporto più appropriato e meno costoso che esista, per distribuire acqua. È stato tutto sommato piuttosto facile per gli inquirenti scoprire che, in Italia, durante l ultima siccità, persistevano sistemi di deviazione abusiva delle condutture e depositi clandestini (!) di acqua per irrigare i campi. Anche il traffico di rifiuti tossici e nocivi segue, secondo gli esperti, le stesse vie del commercio illecito di droga e armi e le stesse astuzie, come la triangolazione verso Paesi tolleranti, per eludere i controlli. Persino il traffico di animali in via di estinzione (dai pappagalli parlanti, così richiesti in Germania, fino alle pelli di pitone adorate in California) segue gli stessi percorsi. ALLA RICERCA DI MODELLI VISSUTI DI SVILUPPO SOSTENIBILE. L urgenza di alcuni dei problemi mondiali che si pongono a livello ambientale ha indotto numerose Agenzie internazionali a tentare strade diverse per assicurare la sostenibilità dei processi di sviluppo, e assicurare così il rispetto dei diritti umani di "terza generazione". Una delle strade più autorevoli è stata intrapresa da poco. Deriva anch essa dalla celebre Convenzione di Rio de Janeiro sulla biodiversità aperta alla firma nel 1992, che ha trovato applicazione nella rete delle riserve della biosfera che comprende ormai 411 siti, in 94 Paesi, estesi sulla superficie di circa 300 milioni di ettari. Dagli anni '90 a oggi sono nate e cresciute nelle Periferie del mondo numerose associazioni e organizzazioni non-governative che, come Cesvi, propongono modelli vissuti di Sviluppo Sostenibile. Modelli che possono essere applicati solo se prendono in conto tutti i bisogni sociali, culturali, spirituali ed economici della società, e se ci si basa su una solida conoscenza scientifica 5. Le Periferie mondiali possono dunque, almeno in parte, essere non solo il luogo in cui si sperimentano modelli, ma anche in cui questi stessi modelli possono essere ideati, e vissuti. È altrettanto importante che i modelli vissuti siano studiati, conosciuti e comunicati nelle scuole e in ogni ambito formativo. Sono ormai numerose le esperienze in cui si osserva come i saperi tradizionali di conservazione e gestione delle risorse idriche, di uso del suolo e di tutto quanto tiene conto dell'ambiente siano solidamente ancorati a credenze, valori, convinzioni particolarmente forti. Forti perché ampiamente sperimentati sul territorio, magari da secoli e, dunque, credibili. Nonostante si parli sempre più spesso di sviluppo sostenibile, il suo significato resta in gran parte sconosciuto. Si tratta di un termine alla moda, quasi inflazionato, utilizzato da governi, aziende, ambientalisti, organizzazioni non profit, mass media. Molte sono le definizioni ufficiali che, nel tempo, sono state coniate per cercare di fare chiarezza. Tra queste, la più diffusa è del 1987: Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri 3. Questa definizione non chiarisce però, in termini semplici e divulgativi, cosa sia la sostenibilità e come si possa agire per renderla concreta. Una definizione più significativa è stata elaborata dal governo britannico undici anni dopo: La sostenibilità è un concetto molto semplice. Significa garantire una migliore qualità della vita per tutti, nel presente e per le generazioni future 4. Questa seconda definizione parla di una migliore qualità della vita per tutti, compresi gli abitanti dei Paesi in via di sviluppo. Sviluppo sostenibile significa migliorare la qualità della vita, integrando tre diversi fattori: Sviluppo economico, Tutela dell ambiente, Responsabilità sociale. Questi tre fattori sono dipendenti l uno dall altro. Lo sviluppo sostenibile, infatti, coniuga in sé le tre dimensioni fondamentali e inscindibili di Ambiente, Economia e Società. L azione ambientale, da sola, non basta: ogni piano o politica di intervento deve necessariamente rispondere ad una visione integrata tenendo conto degli impatti economici, sociali e ambientali che ne conseguono. 15 FALSO IN ATTO AMBIENTALE

9 In Africa, le Associazioni locali hanno un ruolo chiave nei programmi di 16 Caratteristica, piuttosto rara, nella cultura di alcuni popoli che hanno avuto successo nella relazione con il loro territorio e le loro risorse, ci invita a seguire il loro esempio. Anche il traffico di rifiuti tossici e nocivi segue, secondo gli esperti, le stesse vie del commercio illecito di droga e armi e le stesse astuzie recupero delle foreste, compresa la costituzione di vivai, la gestione di aree da riforestare, e di cantieri di piantagione. Gli alberi fanno piovere ci hanno detto in un villaggio del Burkina Faso. La riorganizzazione delle Comunità locali è stata utilissima per conciliare le pratiche di raccolta dei prodotti spontanei della foresta, caccia e pesca tradizionali con quelle moderne. Gruppi di guardie ecologiche volontarie si sono attivati, incaricati dalla popolazione, a piedi nudi, letteralmente. Vi è urgente e grande bisogno di modelli vissuti come questi. I diritti umani di seconda generazione (sviluppo economico e sociale) e quelli di terza generazione ( sostenibilità ecologica e integrità) sono conciliabili? Occorre anche mutare atteggiamento verso le culture altre che sono state sovente oggetto di ammirazione ma non di comprensione, di stupore ma non di attenzione 6. Al libero flusso delle correnti marine si oppone El Niño, potenziato dal riscaldamento globale, gli acquedotti sono dirottati verso gli utenti più solvibili, i fiumi sono deviati verso le aree più produttive e grandi dighe sono frapposte al fluire dei fiumi per riorganizzare non solo la produzione agricola, ma anche e soprattutto la società. Purtroppo, l unico liquido, per ora, che ha libera circolazione nel mondo è il denaro, quando è una valuta forte. Due giovani pescatrici, nei pressi di Luang Prabang, tornano a casa portando un piccolo quanto fondamentale contributo all economia domestica. (RG) 17 FALSO IN ATTO AMBIENTALE

10 Tutti colpevoli? 18 Immaginiamo che un ipotetico tribunale multinazionale, dopo un accurata inchiesta, giunga a processare coloro che si sono macchiati dei peggiori delitti nei riguardi dell ambiente. Vedremmo alla sbarra o, piuttosto, dietro le sbarre, ineccepibili uomini d affari, capi religiosi, leader politici, diplomatici, funzionari statali, amministratori degli enti locali. Una schiera di imputati che tutti sospettavamo, e che i più sensibili tra noi si aspettavano. E, tuttavia, se la ricerca dei colpevoli sarà stata estesa non solo ai mandanti ma anche agli esecutori e ai complici troveremo tra gli imputati persone ancor meno sospettabili come certi scienziati, numerosi tecnici, e anche, in molti casi, gli addetti alla sorveglianza delle risorse naturali (agenti forestali, guardiapesca, guardiacaccia) e, infine, coloro che vivono in strettissimo rapporto con le risorse naturali che vanno difese e preservate: boscaioli, pescatori, cacciatori e mercanti, artigiani, trasformatori di Parco marino di Quirimbas, spiaggia di Macaneta dove nidificano le tartarughe, mangiata da passaggi abusivi. (GD) 19 TUTTI COLPEVOLI? materie prime e di cibo. Sono tutti colpevoli? Siamo tutti colpevoli? In queste pagine troveremo argomenti che possono servire a distinguere le competenze e le responsabilità, i ruoli e le capacità. Non perché, come suc- Quirimbas, pesca del polpo. La marea sale di sei metri. (GD) cede nel Grande Paese Amico, gli Stati Uniti, tutto debba per forza entrare nella dimensione giuridica e legale, e finire sempre in tribunale, ma proprio perché quella dimensione, la dimensione giuridica, ci permetterà di comprendere meglio lo stato attuale della situazione ambientale e le dinamiche che l accompagnano. In Francia è stata approvata da poco la Carta dell Ambiente, parte integrante della Costituzione che così riconosce il diritto del cittadino a un ambiente salubre. In Italia, il 28 ottobre 2004, la Camera dei Deputati ha approva-

11 Ibo, edifici coloniali in rovina. (GD) to, dopo che il Senato aveva fatto lo stesso un anno prima, un nuovo comma all art. 9 della Costituzione per il quale la Repubblica tutela l ambien- rispetto al quale lo Stato stesso ha un dovere di garanzia e di responsabilità. Oggi tale competenza è sia evoluta sia devoluta e assegna doveri agli te e gli ecosistemi, anche nell interesse delle future generazioni. Protegge Enti locali, e diritti non solo a chi c è, ma anche a chi non c è. Questi dirit- le biodiversità e promuove il rispetto degli animali. E grande il bisogno di ti, che sono molto importanti e potrebbero essere definiti diritti degli integrazioni di questo tipo, e di nuovi testi, ampi, in grado di raccogliere gli assenti riguardano sia i soggetti che sono lontani (ma poterebbero esse- spunti che via via emergono con l evoluzione dei rapporti tra ambiente e re colpiti dalle conseguenze di un disastro ambientale di vasta portata, o società. Ci si è accorti che la Costituzione italiana dedicava spazio al tema dagli effetti dei cambiamenti globali), sia quelli che non sono ancora nati ambientale, nel Titolo V, solo come competenza esclusiva dello Stato, e che hanno il diritto di godere delle stesse opportunità che la generazio- 20 LA BIODIVERSITÀ DELLA VITA TIPOLOGIA SPECIE NOTE % Insetti ,1% Piante ,3% Altri invertebrati ,7% Protoctisti* ,8% Funghi ,3% Pesci ,5% Batteri ,6% Uccelli ,6% Rettili ,5% Anfibi ,3% Mammiferi ,3% TOTALE SPECIE *Animali unicellulari microscopici ne precedente ha potuto cogliere. Hanno importanza nel nuovo comma proposto per l art. 9 della nostra Costituzione, le biodiversità. Queste sono intese come complessiva varietà di specie vegetali e animali. Questa nozione, non facile da comprendere, è importante da definire perché molte norme internazionali (la Convenzione di Ramsar, quella di Washington, quella di Rio, per citare solo le più importanti) recepite poi dalle leggi nazionali, attribuiscono alla biodiversità, in senso forse troppo astratto, un valore. La Convenzione internazionale sulla biodiversità, aperta alla firma durante il Vertice mondiale su ambiente e sviluppo a Rio de Janeiro la descrive come la variabilità degli organismi viventi di qualsiasi fonte, inclusi, tra l altro gli ecosistemi terrestri, marini e gli altri ecosistemi acquatici e i complessi ecologici dei quali fanno parte I. I problemi dell ambiente sono affrontati anche in campo giuridico, seppure Quirimbas, c erano una volta le mangrovie... (GD) 21 TUTTI COLPEVOLI? non... giustizialista, perché è molto importante riuscire a tenere conto delle leggi della cultura e di quelle della natura, insieme. Uno dei più acuti critici della situazione ambientale e delle inevitabili mistificazioni che alla sua degenerazione si accompagnano, Dario Paccino, avvertiva nel suo Domani il diluvio 7 che la sistematica e incosciente violazione delle leggi ecologiche Fonte: World Atlas of Biodiversity, B. Groombridge e M. Jenkins, Univeristy of California Press, 2002 avrebbe trasformato ogni pioggia in un alluvione, e ogni alluvione in un diluvio. Luigi XV aveva affermato, terribile, dopo di me il diluvio e Dario Paccino, certo molto meno temibile ma più acuto, ci aveva ricordato: Oggi i Luigi XV sono tutti coloro che, per ignoranza o interesse, preparano la catastrofe di domani, costringendo fin d ora l umanità a vivere in condizioni dannose per la salute. Valerio Giacomini II aveva definito Dario Paccino

12 come un Terzo Uomo. Una persona, cioè, che si era collocata tra i produttori specialistici di scienza e tecnica (Primo Uomo) e qualsiasi altro utente del- Bazaruto, momenti di festa. (GD)) le informazioni scientifiche e tecniche (Secondo Uomo). Ecco una collocazione importante che è vitale per trasmettere e ottenere una buona educazione ambientale. Del resto, purtroppo, per chi ha responsabilità di governo e amministrative, non siamo tutti colpevoli. O non lo siamo in eguale misura. Persino gli ecologisti, quando danno un importanza centrale alla natura e impediscono così di individuare le vere centralità, tra le quali la produzione non attenta ai bisogni umani ma alla valorizzazione del capitale investi- 22 Quirimbas, lavorazione artigianale dell argento. (GD) to, sono responsabili del degrado ambientale e culturale. Hanno prodotto confusione a tal punto che, per molti osservatori, quel che si produce è di importanza secondaria: burro o cannoni non importa. Conta solo il sottoprodotto (l inquinamento) e il profitto. La tendenza è giunta a tal punto che anche il modo di produzione passa in secondo e terzo piano. Invece, paradossalmente, anche la produzione di burro può essere micidiale quanto quella di un cannone se si distruggono risorse non più rinnovabili, se i dirit- 23 TUTTI COLPEVOLI? Bambini thailandesi nel villaggio di pescatori di Chao Mai, sulla riva del mare delle Andamane. (GM)

13 24 Mercato di Macaneta. (GD) Questo termine, contrariamente a quello di sviluppo era usato solo in campo economico. In biologia è stato introdotto per sottolineare con forza che alcune caratteristiche sono trasmesse di generazione in generazione, come il denaro, che, tendenzialmente, dovrebbe passare di padre (si suole dire patrimonio, per questo) in figlio senza variazioni apprezzabili. Lo stesso si intendeva dire per i caratteri ereditari. ti dei lavoratori e degli allevatori sono negati. Oltre alle leggi usuali e alle Convenzioni internazionali che determinano le direzione che gli apparati legislativi di molti Paesi assumono occorre ricordare anche che esistono i tribunali di opinione. Essi colgono l eredità dei tribunali internazionali istituiti a Norimberga e a Tokio, che giudicarono i criminali di guerra tedeschi e giapponesi al termine della Seconda Guerra Mondiale. Il primo fu il Tribunale internazionale contro i crimini di guerra commessi in Vietnam, promosso dal filosofo Bertrand Russell. Si riunì a Stoccolma e poi a Roskilde, nel Pochi anni dopo, dal 1973 al 1975 un altra iniziativa, denominata Tribunale Russell II dedicava tre sessioni all America latina. Al termine dell ultima sessione del Tribunale Russell II un uomo politico italiano, Lelio Basso, propose di fondare un Tribunale permanente per il diritto e la liberazione dei popoli, che venne istituito a Lugano il 13 giugno 1976 mediante l istituzione di una Fondazione internazionale. Fu dunque convocata una Conferenza internazionale ad Algeri che, poco dopo, il 4 luglio del 1976, portò alla redazione della Dichiarazione universale dei diritti dei popoli. Dopo tre anni ancora fu istituito formalmente, a Bologna, il Tribunale permanente dei popoli, nel luglio Oggi il Tribunale permanente dei popoli è statutariamente un organo della Fondazione internazionale Lelio Basso. La sua attività è descritta in modo altamente efficace dalle sentenze raccolte a cura di Gianni Tognoni 8. I Processi del Tribunale Russell, quelli del Tribunale Permanente, la Dichiarazione universale dei diritti dei popoli hanno fatto giurisprudenza pur essendo solo tribuna, luogo, tempo, possibilità, auspicio e spazio per ricordare. I tribunali d opinione ci mostrano come sia possibile ripristinare, almeno nelle parole e nella cultura, la dignità di coloro che i rapporti di forza hanno sinora tenuto lontano dal potere, spogliato dei loro beni, privato del loro ambiente. Sono infinite, nelle Periferie del mondo, le Comunità locali che, un tempo formate da poveri, sono oggi costituite, solo e purtroppo, da miserabili e, sempre, si osserva che sono stati lesi anche i diritti all ambiente. Nei centri mondiali molte catastrofi ambientali, sebbene dolorose, hanno costituito un importante occasione per mettere in discussione la situazione attuale, anche sotto l aspetto legale, anche quando le conseguenze giuridiche e processuali sono state insoddisfacenti. Serge Latouche scriveva: Chernobyl ieri, la mucca pazza oggi, l effetto serra domani, per non parlare degli innumerevoli rischi tecnologici quotidiani, sono potenti spinte alla riflessione. La pedagogia delle catastrofi stimola il necessario cambiamento dell immaginario, una delle condizioni necessarie perché le alternative possano farsi luce e trionfare. Tra i diritti oggi inalienabili vi è infatti quello di mantenere e costruire un rapporto di reciprocità con l ambiente, quello che un tempo era chiamato relazione uomo-natura. 9 Con l aumentare del degrado ambientale, aumenta anche la probabilità che si creino conflitti scatenati dalla necessità o dalla (cattiva) volontà di avere il controllo sulle fonti di materie prime come l acqua, le foreste, i territori. Molti studi e numerose ricerche sono in corso: le più importanti sono all Università di Toronto (Peace and conflict study program), all Istituto tecnico federale di Zurigo (Environment and conflict project) e all Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Oslo (nell ambito del Global environmental change and human security program) III. Macaneta, cameriera in un ristorante. Il turismo genera lavoro. (GD) 25 TUTTI COLPEVOLI?

14 Gli alberi fanno piovere 26 Capitolo I Foreste Buone teorie e buone pratiche Foreste sacre Una lezione che viene dal Montana Le foreste ospitali BUONE TEORIE E BUONE PRATICHE. Qualcuno ha scritto che la storia dell umanità ha avuto inizio nella foresta e terminerà nel deserto. Se così è, benché la desertificazione sia un fenomeno allarmante, il patrimonio forestale, specialmente nei Paesi delle Periferie mondiali è ancora molto, molto importante. Si tratta sovente di foreste degradate, anche per ragioni climatiche, o di foreste secondarie (la cui rigenerazione è in corso in modo naturale a seguito di gravi perturbazioni) che, secondo la Fao, nelle regioni tropicali d Asia e d America latina e d Africa, si estendono per 850 milioni di ettari. Nei piccoli stati insulari considerati dalla Fao in via di sviluppo il patrimonio è, relativamente ancora più importante, il 63% della superficie emersa totale, per circa 75 milioni di ettari. In tutte queste aree, tropicali e insulari, il disboscamento si è ridotto in questi ultimi dieci anni, secondo il rapporto Fao State of the world forest del 2005 IV, ma permane intenso e preoccupante. Lo stesso rapporto cita una tendenza globale e preoccupante a privatizzare le risorse forestali, i suoli e le acque, ma questo pericolo riguarda più i boschi che le foreste naturali. Per queste prevale la tendenza a devolvere sempre più funzioni agli Enti locali. Le nuove tecnologie quali l uso di immagini satellitari, i sistemi geografici informativi e vari altri sistemi informatici di supporto alla presa di decisioni rendono più agevole il lavoro di pianificazione e gestione. FORESTE SACRE. Molte religioni e un infinita serie di tradizioni locali attribuiscono allo spazio forestale e agli alberi una vasta gamma di valori. Tra questi anche valori religiosi, proibizioni, pratiche e riti che incutono rispetto. Molte foreste tropicali trovandosi nella fase matura dell evoluzione dei sistemi ambientali presentano un elevatissima stabilità e quindi si trovano in un certo senso al di fuori della storia dei cicli lunari e annuali, ai quali le Comunità locali sono attente. La sacralità delle foreste è sovente in accordo, ben più di molte leggi nazionali, con i Principi forestali adottati dalla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e sviluppo (Unced) e con la Convenzione sulla Diversità biologica aperta alla firma in occasione dell Unced, a Rio de È l Organizzazione per l Alimentazione e l Agricoltura delle Nazioni Unite. Fondata nel 1945 a Quebec City, in Canada, ha sede dal 1951 a Roma e, dal 2005, comprende 189 stati membri. L obiettivo principale delle sue attività è quello di cercare di elevare, attraverso i suoi programmi, i livelli di nutrizione e gli standard di vita, di migliorare produzione, trasformazione, immissione sul mercato e distribuzione di cibo e prodotti agricoli e di promuovere lo sviluppo rurale. Le foreste naturali presenti sul nostro pianeta si stanno pian piano riducendo; i cambiamenti climatici globali provocheranno purtroppo conseguenze molto serie sullo sviluppo delle foreste e dei sistemi agricoli. In basso la foresta di alberi di castaña ad Alerta. (SM) 27 FORESTE

15 Sulla base di uno studio della Banca Mondiale, 60 milioni di indigeni che vivono nelle foreste pluviali dell America Latina, del Sudest asiatico e dell Africa occidentale sono dipendenti dalle foreste; 350 milioni di persone che vivono dentro o in prossimità delle foreste contano su di esse per la propria sopravvivenza e il proprio reddito; per 1,2 miliardi di persone nei Paesi in via di Sviluppo gli alberi rappresentano una risorsa fondamentale per produrre cibo e denaro. (SM) La presenza di alberi e foreste è sempre più importante per la vita di milioni di individui: per 1,6 miliardi di persone le risorse della foresta sono indispensabili per la propria sopravvivenza. A sinistra, una delle falegnamerie dei progetti Cesvi. In basso, operai caricano sui camion i tronchi tagliati e trasportati via fiume. Una piroga sul fiume Madre de Dios, sull altra sponda il Brasile. (SM) FORESTE Inapari, bambini giocano sui tronchi degli alberi trasportati dall'interno della foresta attraverso il fiume Madre de Dios. (SM) È l Organizzazione Culturale Scientifica ed Educativa delle Nazioni Unite. Fondata nel 1946 per incoraggiare la collaborazione tra le nazioni sui temi educazione, scienza, cultura e comunicazione, ha sede a Parigi e riunisce 191 Paesi membri più sei associati. Janeiro, nel Sono in accordo, dunque, con le Convenzioni internazionali più importanti che generano leggi nazionali e locali, che fanno, cioè, giurisprudenza. L idea di partire dalle foreste sacre per estendere da quei nuclei le aree protette è stata utilizzata in diverse occasioni. Le foreste hanno bisogno d aiuto e di appoggio: si difendono anche da sole ma, quando è possibile, è bene che le persone esprimano tutti i comportamenti più adeguati. L Unesco,nella sua Rete di riserve della biosfera (oltre 425 aree in più di 95 nazioni V ) ha a disposizione molti casi eccellenti di aree protette in cui le popolazioni locali sono protagoniste della conservazione degli ecosistemi forestali. In quest area è oggi possibile verificare se si può ottenere un bilancio sostenibile tra gli obiettivi, talvolta conflittuali, di conservazione della diversità biologica, di promozione dello sviluppo economico e di mantenimento dei valori culturali associati. UNA LEZIONE CHE VIENE DAL MONTANA. Jared Diamond, nel suo saggio Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere 10 ricorda un caso

16 In viaggio sul fiume Madre de Dios, nel cuore della foresta amazzonica peruviana. (VT) 30 La storia dell umanità ha avuto inizio nella foresta e terminerà nel deserto Le foreste hanno bisogno d aiuto e di appoggio: si difendono anche da sole ma, quando è possibile, è bene che le persone esprimano tutti i comportamenti più adeguati 31 FORESTE

17 molto interessante e importante di mobilitazione popolare contro la deforestazione nello stato americano del Montana. Fu la conseguenza estrema di una serie di errori nella gestione del patrimonio forestale, iniziati nel 1886 per fare travi da miniera. Il boom edilizio nel secondo dopoguerra determinò una crescita nella domanda di legno da costruzione che raggiunse un picco nel 1972, con livelli di produzione sei volte superiori a quelli che si erano avuti nel Le imprese tagliavano a raso tutti gli alberi indiscriminatamente per fare spazio a boschi formati da alberi coetanei. Gli effetti sull ambiente, e in particolare sui corsi d acqua furono spaventosi: nei ruscelli bruscamente illuminati dal sole i cicli vitali e riproduttivi dei pesci erano alterati, lo scioglimento delle nevi troppo rapido, il deflusso delle acque avveniva con piene violente. In alcuni casi aumentavano i sedimenti trasportati e peggiorava la qualità dell acqua. Per gli abitanti del Montana, che ritenevano la bellezza del loro territorio la risorsa più importante dello Stato, l aspetto peggiore del taglio a raso era che i pendii delle colline completamente disboscate erano orribili a vedersi scrive Diamond gli allevatori, i proprietari terrieri e tutti gli abitanti del Montana protestarono indignati. I responsabili del Corpo forestale statunitense commisero l errore di considerarsi gli unici esperti del settore, intimando ai contadini, ignoranti, di tacere. La mobilitazione che ne nacque è nota come Claircut Controversy L'attività di alcuni castañeros della zona è stata supportata dai progetti Cesvi con l'installazione di essiccatoi per le noci, aiuti nella mappatura delle proprietà e supporto nella vendita del prodotto. (SM) 32 Alerta, castañeros al lavoro nella foresta. (SM) 33 FORESTE (Controversia del taglio a raso). Nei decenni che seguirono la controversia la produzione annuale di legname fu ridotta dell 80% grazie anche alla promulgazione di due leggi speciali sull ambiente. LE FORESTE OSPITALI. Nelle favole e in molte tradizioni popolari le foreste sono luogo nemico, dominio di animali feroci e di spiriti malvagi. Cappuccetto Rosso fa cattivi incontri, Pollicino si perde, Hansel e Gretel sono abbandonati nel folto del bosco e quando infine giungono in una radura trovano una trappola infernale ordita da un orribile strega. Nella realtà invece le foreste sono state per l umanità luoghi ospitali. Tutte le

18 34 Tres Islas, comunità indigena nel dipartimento di Madre de Dios. Esempio di agricoltura non sostenibile: alberi e sterpaglie vengono bruciati con il proposito di ottenere ceneri che fertilizzino il terreno. In realtà l azione rigenerante delle ceneri è impedita dalle forti piogge tropicali che, con lo scorrimento dell acqua, sottraggono alla terra tutti i nutrienti più superficiali. (VT) foreste sono abitate, molte foreste sono nutrienti, numerosi profughi hanno trovato rifugio in caso di guerra proprio nelle foreste. Il rapporto della Fao che abbiamo citato riconosce da un lato il fatto che molti violenti conflitti si svolgono in aree forestali. Le foreste sono territorio in cui i guerriglieri possono nascondersi e, se vi sono risorse naturali di valore, come oro, diamanti ed altro possono finanziare le loro attività. Se serve i guerriglieri che hanno scelto la foresta possono anche assicurarsi finanziamenti mediante la coltivazione di colture illegali e la produzione delle droghe che se ne possono ottenere. Tuttavia sono altrettanto, se non più numerosi le descrizioni di eventi in cui le foreste assicurano beni e servizi alle Comunità locali. È il caso delle foreste di mangrovie che hanno fornito efficace protezione dalle terribili onde tsunami in Asia nel 2004 ed è il caso della foresta tropicale del Congo che ha dato ospitalità e cibo ai rifugiati della guerra, detta civile, nella Repubblica Popolare del Congo fuggiti da Brazzaville, in preda ad un conflitto tra bande nel Nel cuore di tenebra del mondo la foresta fu la sola presenza amica. La foresta costituisce la casa di circa 300 milioni di individui in tutto il mondo. Le foreste costituiscono un elemento essenziale per garantire l approvvigionamento alimentare di milioni di persone. Circa l 80% degli individui che abitano nei Paesi in via di sviluppo dipende dai prodotti delle foreste (frutti, erbe, ecc.) per la propria salute e il fabbisogno alimentare primario. Alla scoperta della biodiversità nel Dipartimento di Madre de Dios. Nella foto, una spettacolare colonia di insetti costruita su un albero. (GM) 35 FORESTE

19 36 Veduta del fiume Madre de Dios. Sulla sponda sinistra si nota una scarpata, in lingua locale barranco. Sulla riva destra gli alberi arrivano fino al livello dell acqua. (VT) Le foreste assicurano beni e servizi alle Comunità locali. È il caso delle foreste di mangrovie che hanno fornito efficace protezione dalle terribili onde tsunami in Asia, nel 2004 ed è il caso della foresta tropicale del Congo che ha dato ospitalità e cibo ai rifugiati della guerra, detta civile, nella Repubblica Popolare del Congo fuggiti da Brazzaville, in preda a un conflitto tra bande nel Nel cuore di tenebra del mondo la foresta fu la sola presenza amica 37 FORESTE

20 La foresta restituita PERÙ COLOMBIA UN ESPERIENZA DEL CESVI Il Perù ed in particolare il Dipartimento di Madre de Dios sono universal- Sull onda di questa nuova sensibilità il governo ha approvato nel 2000 la 38 Lima Durata del progetto: Area d intervento: MADRE DE DIOS Provincia di Tahuamanu, Madre de Dios, Perù Finanziatori: U.E. Partner internazionali ARGENTINA BRASILE European Perspective Development and Education center Partner locali Fondaciòn Peruana para la Conservaciòn de la naturaleza Beneficiari diretti: 350 persone appartenenti ad Associazioni locali: piccoli estrattori forestali, piccoli estrattori di legname, comitato di base degli estrattori della castagna, Istituto Nazionale delle Risorse Naturali Beneficiari indiretti: abitanti della Provincia de Tahuamanu e Tambopata mente conosciuti come aree ad alta biodiversità. Considerando alcuni sistemi di classificazione di aree biologiche, l Amazzonia Peruviana conta su una varietà di 81 zone di vita. Tutti siamo coscienti della necessità di tutelare questo inestimabile patrimonio per noi e per le future generazioni, ma come e cosa fare in un paese dove la percentuale di famiglie in condizioni di estrema povertà è del 28,5% e dove la percentuale di famiglie che risulta avere le necessità basilari insoddisfatte è del 56,8% (il 39,9% in ambito urbano e 87,7% in ambito rurale)? Ogni qualvolta lo stato è intervenuto con la forza per fermare il saccheggio della foresta, piccoli e medi estrattori forestali, spesso anche con l appoggio politico delle grandi imprese, sono insorti, hanno interrotto le vie di comunicazione e hanno assediato gli uffici governativi. Non si può fare conservazione ambientale contro la gente, specie quando si tratta di gruppi sociali particolarmente svantaggiati socialmente ed economicamente; nessuna azione repressiva sarà mai in grado di fermare l assalto alla foresta, se non è accompagnata da una diversa prospettiva di sviluppo, condivisa e fatta propria da coloro che vivono nella e della foresta. Negli ultimi anni, grazie ad un lento lavoro dell Istituto Nazionale delle Risorse Naturali e di molte ONG peruviane e straniere, tra le quali il Cesvi, si è Legge Forestale di Fauna Silvestre: una nuova legge forestale, che seguendo l esempio di alcuni paesi vicini, stabilisce nuovi criteri di sfruttamento della foresta. Studi tecnici hanno individuato oltre 25 milioni di ettari di boschi permanenti come aree ideali per promuovere investimenti privati in prodotti derivati dal legno, nell ecoturismo, nella conservazione del patrimonio boschivo/forestale e in diversi servizi ambientali. Cesvi segue il nuovo quadro normativo coordinando i propri sforzi con quanti si muovono nella stessa direzione. Per questo, d accordo con alcune piccole associazioni di madereros (estrattori), il Cesvi ha promosso un intervento che si prefigge l obiettivo di contribuire allo sviluppo socioeconomico ed alla conservazione dei boschi del Dipartimento di Madre de Dios. Si tratta di fornire alle comunità locali, all interno di una sostanziale garanzia dei loro diritti sull ambiente naturale, quelle minime cognizioni tecniche che consentano di mitigare alcuni dei loro comportamenti non del tutto sostenibili, quali la raccolta dei cuori di palma che comporta la distruzione dell albero, rafforzando e confermando contemporaneamente le pratiche sostenibili, come la raccolta del frutto dei noci del Brasile, un albero monumentale da sempre protetto e difeso nella tradizione dell Amazzonia peruviana. In questo contesto il Cesvi arriva tra i primi, insieme forse al WWF ed a Vendita di frutta al mercato di Puerto Maldonado. In primo piano il sapote, frutto della selva amazzonica dal sapore dolciastro simile al caco. (PF) 39 FORESTE venuta diffondendo una nuova coscienza ambientale e gli stessi produttori di poche altre istituzioni internazionali, a dare una risposta innovativa e di legname hanno cominciato a riflettere sulla necessità di gestire il patrimonio lunga durata al problema della deforestazione, non limitandosi a denuncia- boschivo in modo più razionale, affinché non si esaurisca in breve tempo, ma re gli effetti del fenomeno, ma incidendo sulle cause profonde, coniugando assicuri anche ai loro figli e nipoti un adeguata fonte di sostentamento. finalmente sviluppo e conservazione e trasformando quelli che erano i

21 Presso la comunità indigena di Puerto Arturo, il Cesvi si è occupato di prevenzione e cura di malattie aviarie e ha creato un fondo rotatorio per favorire l allevamento di animali da cortile. (VT) UN ESPERIENZA DEL CESVI depredatori in veri e propri custodi della foresta. Il progetto a Tahuamanu è stato realizzato per tappe. Innanzitutto è stata creata una struttura direttiva e organizzativa basata sulla partecipazione e sulla collaborazione delle istituzioni e della popolazione locale. Questa struttura si è occupata dell elaborazione di documenti e mappe destinate ai produttori, della preparazione di strumenti divulgativi per sensibilizzare sul tema della protezione ambientale e diffondere le esperienze di certificazione dei prodotti (legname e castagna), dell organizzazione di giornate di sensibilizzazione sull ambiente e di altre attività di educazione ambientale presso centri educativi locali. Inoltre in questa stessa area di intervento, sono stati creati tre centri di servizio forestale dotati delle attrezzature necessarie per la loro attività. La gestione dei centri e delle attrezzature si è strutturata in forma comunitaria e quindi affidata ai beneficiari del progetto per favorire la loro indipendenza e per accrescere la loro responsabilità. I piani di gestione sono stati formulati sulla base dei dati raccolti sul campo e soltanto successivamente elaborati e resi esecutivi. Parte importante e integrante del progetto sono state le attività di studio e di formazione. Sono infatti state studiate modalità di riforestazione, diversificazione della produzione di legname, utilizzo delle risorse alternative del bosco forestale con particolare attenzione ai vincoli relativi alle concessioni per la produzione di legname e della castagna e nell intento di poter ottenere la certificazione di buona gestione del patrimonio forestale, come da linee guida della recente legge sulla certificazione della forestazione. Un area di approfondimento ha riguardato la certificazione sulla sostenibilità ambientale del processo di estrazione di risorse forestali legnose e non legnose. Il programma di formazione si è strutturato su tre differenti livelli in relazione ai fruitori: la comunità locale, i tecnici di base incaricati del lavoro di campo e i tecnici direttivi incaricati del monitoraggio e controllo dei piani di gestione con corsi dedicati a tre principali discipline: amministrazione, organizzazione e tecniche. La verifica sul raggiungimento degli obiettivi prefissati e sugli esiti generali del progetto è stata effettuata mediante un sistema di monitoraggio dell area e delle attività svolte. 40 La deforestazione provoca ogni anno una perdita mondiale del patrimonio forestale di 13 milioni di ettari. Dal 1990 al 2000 il tasso netto di perdita del patrimonio forestale era di 8,9 milioni di ettari all anno; dal 2000 al 2005 di 7,3 milioni di ettari pari a 200 Km 2 al giorno, una superficie pari all area della Sierra Leone o dello Stato di Panama. La situazione sta tuttavia lentamente migliorando grazie alle politiche di riforestazione in atto in alcune aree e all espansione spontanea di alcune foreste già esistenti. 41 FORESTE

22 Capitolo II LE BUONE PRATICHE. La tecnica delle attività di pesca si confonde, nelle sue origini, con quella delle Comunità che all inizio della storia sociale dell uomo hanno praticato la caccia e la raccolta delle risorse che gli ambienti naturali rendevano disponibili. Gli animali che venivano prelevati dalle acque dolci e dal mare erano considerati come dei frutti (basta ricordare il termine frutti di mare usato in Italia) degli ecosistemi acquatici. Questo ha reso la pesca molto diversa dalla caccia, di cui tratteremo nel capitolo successivo. Per la stessa ragione non sono disponibili, dall antichità, trattati e codici che siano orientati alla pesca sostenibile e responsabile. Questa precauzione, in campo peschereccio, è molto recente. Si fonda sull acquisizione, in campo politico, e normativo, del fatto che la pesca costituisce una fonte vitale di prodotti alimentari, in grado di assicurare occupazione, attività ricreative, commercio e benessere. Il codice di comportamento per una pesca responsabile, adottato dalla Conferenza della Fao nella sua ventottesima sessione, tenutasi il 31 ottobre 1995, ha ispirato il Codice europeo di buone pratiche per una pesca sostenibile e responsabile. VI Questo afferma, tra l altro, che occorre contribuire alla conservazione delle popolazioni naturali degli animali oggetto di pesca (chiamati in questo campo stock ), e contribuire alla creazione di benessere e occupazione nelle regioni a forte dipendenza dalla pesca. Si ritiene nelle politiche europee che sia utile promuovere il tributo della pesca alla sicurezza alimentare e all offerta di prodotti di alta qualità, e anche garantire condizioni di vita e di lavoro eque, sicure ed adeguate a bordo delle navi, essendo le attività di pesca sovente responsabili di rischi e infortuni molto pesanti e anche intollerabili (anche mortali). Molto peggio che insostenibili! Gli alberi fanno piovere 42 Pesca Le buone pratiche Ritualità Pesca, Comunità locali e ambiente Una lezione che viene dal mare Sapore di mare Uomini e pesci Il mare, nel suo complesso, rappresenta un grande sistema ambientale in cui gli organismi animali e vegetali stabiliscono una serie di complessi rapporti con le acque ed il fondale e tra di loro. Gli organismi, a qualunque categoria appartengano, possono essere divisi in tre grandi componenti: il plancton: comunità di esseri viventi che negli ambienti acquatici vivono sospesi nell acqua; il necton: comunità di viventi che si spostano nell acqua nuotando, opponendosi anche, se necessario, al moto delle correnti, e il benthos o anche benton: che negli ambienti acquatici vive in stretto rapporto con il fondo. Macaneta, piccolo commercio del pesce. (GD) 43 PESCA RITUALITÀ. Gli organismi del mare sono un grande bene comune che per millenni ha assicurato la vita, non solo in termini di sopravvivenza, ma anche in termini di ricchezza e soddisfazione dei desideri, che solo un buon rapporto con gli ecosistemi può assicurare. La pesca come tutte le attività di estrazione di cibo e valori dagli ambienti naturali è collegata a tradizioni antiche che le Organizzazioni internazionali

23 Ibo, alba in barca. (GD) 44 Gli organismi del mare sono un grande bene comune che per millenni ha assicurato la vita, non solo in termini di sopravvivenza, ma anche in termini di ricchezza e soddisfazione dei desideri, che solo un buon rapporto con gli ecosistemi può assicurare 45 PESCA

24 hanno ormai conosciuto e riconosciuto come utili alla conservazione degli stock ittici, preservando contemporaneamente la pesca professionale. Questo può contribuire in modo sostenibile alla creazione di benessere e occupazione nelle regioni in cui la pesca è importante. Nell arcipelago di Tonga, abitato da circa anni, la Comunità locale si fonda ancora oggi su un evento accaduto, secondo tradizione, circa mille anni fa. Una giovane, a pesca di crostacei, fu catturata e sedotta dal dio sole, Tangaloa. Dopo nove mesi la ragazza partorì i discendenti dei tongani. Questi, considerati da molti storici come i vichinghi dell Oceano Pacifico, erano convinti che la guerra fosse l attività più degna per uomini forti e valorosi. L impero tongano fu esteso alle isole Fiji, Samoa,Tokelau e Niue. La pesca, da allora, fu sempre connessa alla loro economia e al loro sistema di dominio. 46 Quirimbas, pesca del granchio tra le mangrovie. (GD) La presenza di nemici può essere una delle cause di crollo di una società, se questa è indebolita da alcune ragioni, tra cui quelle ambientali. PESCA, COMUNITÀ LOCALI E AMBIENTE. Un importante movimento dei pescatori, sostenuto in modo informale anche da associazioni come il Cesvi si è costituito a partire dagli anni 70 nel sud del mondo, iniziando in India. Oggi ha una dimensione globale, planetaria, e registra un infinità di piccole storie importanti, di donne e uomini. Nel movimento si sono realizzate importanti riflessioni sulle relazioni esistenti tra lavoro e disponibilità delle risorse, bisogni e limiti. Questioni di amore e di rispetto, ma pagate col sangue versato negli scontri sempre più duri fra le ragioni del diritto di vivere e le ragioni del profitto, a costo della condanna a morte di molte popolazioni. Ragioni di rispetto della vita, non solo quella di altri uomini ma anche di altri esseri viventi, scritti in termini poetici nei testi che scandiscono il cammino del movimento 11. Quirimbas, pesca con le reti. Trenta chili di pesce in una mattina. (GD) 47 PESCA UNA LEZIONE CHE VIENE DAL MARE. La grande pesca industriale, dopo avere drammaticamente impoverito i mari dell emisfero settentrionale, si è rivolta al Sud planetario, e così attività distruttive di diversa natura, dalla pesca a strascico fino all acquacoltura costiera intensiva, si sono trasferite nelle aree più periferiche rispetto ai Centri industrializzati e consumistici del nostro mondo.

25 Una pesca sostenibile è, purtroppo, ancor di là da venire. Ma il movimento dei pescatori si propone come nuovo protagonista nel movimento dei movimenti, che ha messo al centro della sua iniziativa i rapporti tra il mestiere di pescatore e la salvaguardia degli ecosistemi acquatici che al suo lavoro danno senso e alla sua attività danno una risposta ricca. locali, non solo il diritto di una popolazione a poter produrre il proprio cibo, ma anche il diritto di ottenerlo a sazietà, mediante l uso delle risorse naturali presenti nel tratto di mare fino a 12 miglia dalla costa. L intento era quello di assicurare vantaggio agli abitanti dell area costiera corrispettiva. La speranza è quella di diffondere il diritto a mantenere piccole economie, fondate su un rapporto amichevole tra natura e società, dove le risorse sono, non solo utilizzate, ma anche preservate, entro i limiti che ne permettano la rigenerazione, la rinnovabilità. Quegli uomini, quelle donne, hanno il diritto di condurre i mestieri che si fondano su quegli antichi saperi. 48 Tendenza, presente anche nel comportamento di numerose specie animali, che induce i soggetti a collaborare. Nel contesto della politica internazionale, nella quale si è originata la cooperazione allo sviluppo, il ruolo più rilevante l hanno avuto, di recente, le Agenzie delle Nazioni Unite e le Organizzazioni non governative. L acquacoltura è un attività produttiva che, contrariamente alla pesca (sia sportiva che commerciale), si occupa dell'allevamento e della riproduzione dei pesci. Uno dei primi allevamenti ittici della storia si trovava nelle acque dell isola di Ponza, dove i Romani avevano creato un murenario per soddisfare i piaceri gastronomici degli imperatori. I moderni impianti di acquacoltura rispondono all'esigenza di rendere disponibile abbondante pesce. Esistono sia impianti marini (ad esempio per l orata) che di acqua dolce (trota e alcuni altri Salmonidi). SAPORE DI MARE. La piccola pesca costiera è legata al mantenimento dell equilibrio ambientale, che da solo può assicurare la sovranità alimentare. Questa è il diritto di una popolazione a produrre il proprio cibo. Tale produzione è assicurata solo avendo accesso alle risorse naturali che nel territorio sono continuamente rigenerate. La riproduzione delle risorse non è un fenomeno esclusivamente naturale. Nel campo della pesca si comprende bene che si tratta di un fenomeno anche sociale, che si attua anche attraverso l antica cooperazione tra le Comunità locali e gli ecosistemi naturali, molto o poco modificati dall attività umana. L allevamento di organismi del mare, l acquacoltura, è di certo una valida soluzione alla crisi della pesca, che rende, da anni su scala mondiale, sempre meno. Se non si riesce a pescare abbastanza è meglio allevare pesci, molluschi e crostacei da avviare ad un mercato globale sempre più desideroso di sapore di mare. Molti impianti di acquacoltura sono purtroppo disastrosi per i loro effetti ambientali. Distruggono, infatti, il contesto ambientale e anche le risorse alimentari delle popolazioni delle regioni che hanno accettato di ospitare impianti di allevamento industriale. Hanno, seppure in modo indiretto, un effetto negativo e indesiderato sulle popolazioni naturali di pesci. Per produrre il mangime necessario agli allevamenti intensivi e industriali è necessario continuare a catturare pesci con i pescherecci industriali e con le reti a strascico. UOMINI E PESCI. L articolo 17.3 dell Agenda 21 che si occupa anche della protezione di tutti i mari e di tutte le zone costiere e anche della regolamentazione delle leggi nazionali in materia, stabilisce la tutela delle ZEE (Zone Economiche Esclusive). Indirettamente si tratta di assicurare, alle Comunità Quirimbas, raccolta delle conchiglie. (GD) 49 PESCA

26 50 Quirimbas, un momento della pesca. (GD) La grande pesca industriale, dopo avere drammaticamente impoverito i mari dell emisfero settentrionale, si è rivolta al Sud planetario, e così attività distruttive di diversa natura, dalla pesca a strascico fino all acquacoltura costiera intensiva, si sono trasferite nelle aree più periferiche rispetto ai Centri industrializzati e consumistici del nostro mondo. 51 PESCA

27 4000 isole da salvare Anche se durante l inverno australe la portata dello Zambesi è scarsa, lo spettacolo offerto dalle cascate Vittoria è indimenticabile. (EB) 52 LAOS CINA MYANMAR Ventiane VIETNAM CHAMPASSAK Durata del progetto: Area d intervento: zone umide dello Seephandon, fiume Mekong, provincia di Champassak Laos meridionale Finanziatori: Commissione dell Unione Europea Partner locali: Ministero dell agricoltura e delle Foreste della provincia di Champassak Partner internazionali: Università di Trieste Beneficiari: popolazione dell area dello Seephandon ( persone circa) UN ESPERIENZA DEL CESVI Nel Laos meridionale il grande fiume Mekong, a 700 km dalla sua foce, forma un esteso arcipelago di isole sabbiose, popolate da oltre 130 villaggi. Questo arcipelago fluviale, che si estende per circa 50 km di lunghezza, è noto come Siphandone, che in lingua laotiana significa quattromila isole : una terra magica e affascinante, uno straordinario ecosistema fluviale, un susseguirsi di risaie, villaggi e tratti di foreste; di profondi bracci del fiume, disseminati di reti da pesca e percorsi incessantemente dalle barche dei pescatori; di rapide e cascate, teatro di spettacolari migrazioni di pesci; di una grande ansa, habitat naturale del delfino Irrawaddy (Orcaella brevirostris), un delfino d'acqua dolce in via di estinzione. Ma come spesso accade, dietro al fascino c'è una terra dura, dove oltre persone vivono di faticoso lavoro, coltivando il riso e sfruttando la pesca (con grande varietà di tecniche e profonda conoscenza dei pesci del grande fiume). E mentre i pescatori hanno cominciato anni fa a lamentarsi ben cotta, e la schistosomiasi); anche affezioni polmonari e gastro-intestinali (nella maggior parte dei villaggi non esistono latrine) sono frequenti. Le scuole sono poche ed in povere condizioni. Ma anche a Khong, lentamente, le cose sono cambiate: la strada che collega il distretto a Pakse è stata ricostruita. L'elettricità ha raggiunto il villaggio più grande. Il governo laotiano ha cominciato ad introdurre l'irrigazione per raddoppiare il raccolto di riso. Il progetto promosso dal Cesvi in quest area ha avuto l'obiettivo di rafforzare lo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali, puntando sulla pesca come settore prioritario di intervento. I pescatori hanno sviluppato un sistema di regole per controllare lo sfruttamento di ambienti particolari e bandire forme di pesca dannose, come esplosivi, luci notturne, blocco di rotte di migrazione. Le regole fissate da ciascun villaggio sulla base delle conoscenze tradizio- 53 PESCA della diminuzione del pescato, la terra non basta più per far fronte alla cre- nali sono state riconosciute sia dai villaggi vicini che dall autorità locale. È scita della popolazione con la coltivazione del riso. Soltanto grazie ai poveri stato un processo di sensibilizzazione che ha portato i pescatori a considera- introiti del pescato, infatti, i laotiani riescono ad acquistare parte del riso re gli effetti di lungo termine della pesca e ad acquisire la consapevolezza che non riescono più a produrre. che le risorse ittiche, per essere sfruttate, vanno in primo luogo custodite. Sovente, durante il monsone, il fiume inonda aree estese e distrugge i rac- Nel corso del progetto, per una valutazione di funzionamento e d'impatto è colti. Al contrario, la stagione che segue i monsoni porta la siccità, essiccan- stato realizzato un monitoraggio sui villaggi: il sistema delle regole basato do le colture più lontane dal fiume. A queste calamità ricorrenti ed alla dif- su conoscenze tradizionali è risultato ampiamente accettato e rispettato in ficoltà di aumentare la produzione agricola, si aggiungono la povertà del tutta l'area. Personale locale è stato appositamente addestrato per prose- paese e le pessime condizioni sanitarie: la malaria è diffusissima, così come guire nelle attività di controllo del sistema e di monitoraggio quantitativo numerosi parassiti (come l opistorchiasi, trasmessa dalla carne di pesce non della pesca in otto villaggi campione.

28 Gli abitanti del villaggio di Hang Khone preparano le trappole per la pesca. (GDA) UN ESPERIENZA DEL CESVI Nell ambito del progetto è stato prodotto un manuale a fumetti per far 54 Due esemplari del delfino Irrawaddy (Orcaella brevirostris) (GDA) conoscere questa esperienza ai pescatori degli altri tratti del Mekong. Lo stesso è stato fatto per le scuole sul tema delle risorse naturali. Le caratteristiche geologiche e geomorfologiche dell area sono state analizzate e descritte. Telerilevamento e indagini di campo hanno consentito di identificare e mappare habitat umidi e forestali talora particolarissimi e sconosciuti. Sono state identificate oltre settecento specie floreali e circa 150 specie di uccelli. Ora è possibile capire meglio cosa serve alla conservazione e per la rigenerazione di queste aree. 55 PESCA Il principale fattore di successo di questo progetto è stato il far leva sulla volontà di auto-sviluppo degli interessati e il loro coinvolgimento nella programmazione ed esecuzione delle attività.

29 56 L arcipelago Siphandone si estende nel Laos meridionale per una lunghezza di 50 km. Le isole meridionali dell arcipelago sono separate da canali rocciosi, orlati di foreste decidue e foreste sempreverdi. Alcuni momenti della pesa del pesce, prima della vendita sui mercati locali e della pesca con le reti ( sone nets) all inizio della stagione delle piogge. (GDA) A sinistra, gli abitanti del Siphandone impiegano una grande varietà di tecniche di pesca e conoscono tutte le specie di pesci del fiume Mekong. A destra, le catture durante le migrazioni coinvolgono interi villaggi. La pesca con le trappole e la coltivazione di riso sono le principali attività delle persone che faticosamente vivono nel Siphandone. (GDA) 57 Durante le migrazioni stagionali dei pesci, spettacolari catture hanno luogo nei canali di rapide. La conservazione dell equilibrio ecologico del Mekong è essenziale per preservare le eccezionali risorse del fiume e il tradizionale stile di vita locale. (GDA) Immagine dal satellite Landsat dell arcipelago di Siphandone sul fiume Mekong. L analisi al computer delle immagini satellitari incrociate con rilievi sul campo è fondamentale per lo studio delle caratteristiche ambientali. PESCA

30 Capitolo III IL PIÙ ANTICO TRATTATO. Il più antico trattato di caccia si deve a Xenofonte ( a. C. circa) che nel Cinegetico 12 descrive la riserva di caccia dell imperatore Ciro, le diverse razze di cani utilizzate come ausilio per la caccia e le prede abbattute presso la frontiera dell Armenia, in Macedonia. A questo classico, segue una serie di testi poco interessanti fino al Medio Evo quando Federico II ( d.c.) pubblica il De Arte venandi cum avibus 13 (dell arte di cacciare con gli uccelli). Altri nobili, come Alfonso XI re di Castiglia, contemporaneo di Federico II, si CAUSE DI MORTALITÀ DEGLI ELEFANTI AFRICANI Gli alberi fanno piovere 58 Caccia Il più antico trattato Ritualità Caccia, popolazione e ambiente Una lezione che viene da lontano Sapori selvatici Uomini e animali sono dedicati a descrivere le modalità di caccia e l anatomia e fisiologia degli animali cacciati. Indirizzato alla nobiltà dei comportamenti è invece il trattato di Henri de Ferrières (1380 circa) Il libro del Re Modus e della Regina Ratio 14, fondato su una lunga esperienza di caccia nelle foreste europee e sull opportunità di associare metodi adeguati (modus) e saggezza di comportamenti (ratio). Ancora oggi la questione della caccia, e i giudizi che si possono dare, è organizzata così: è una delicata situazione di equilibri. Occorre ricordare, tuttavia, che ogni forma antica di conoscenza sugli animali, ogni sapere tradizionale, ogni resoconto di esplorazione, scoperta o conquista contiene informazioni sulla caccia, dato che è sempre possibile distinguere fino al 700 una zoologia applicata alla caccia. Il valore d uso degli animali rimane inestricabilmente connesso alla loro conoscenza, alimentandola in un flusso ricco e ininterrotto. 18% 48% 11% 23% Misure di controllo su esemplari isolati Mortalità naturale Abbattimenti massivi controllati Caccia sportiva Fonte: Ma l uomo è cacciatore? di E. Tibaldi 18% 11% 23% 59 CACCIA RITUALITÀ. Si è osservato che la ritualità legata alla caccia, detta ritualità venatoria, ancora oggi mantiene una considerevole ambiguità. Nella tradizione il cacciatore è esecutore delle leggi, salva i buoni, castiga i cattivi e vince i malvagi. Come San Giorgio nei riguardi del drago, il cacciatore vince contro la natura selvatica. Contemporaneamente, nell atteggiamento di molte collettività di cacciatori è presente anche la coscienza di commettere una sorta di peccato, un attività trasgressiva. Agli animali cacciati sono rivolti riti di tipo propiziatorio per ottenerne il favore o, almeno, il perdono. 48% Misure di controllo su esemp Mortalità naturale Abbattimenti massivi controll Caccia sportiva Fonte: Ma l uomo è cacciatore? di E. Tibaldi Invocazioni, doni, danze e sacrifici hanno, sovente, questo significato. Nel

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