Rete provinciale Eurodesk Report 2007

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1 A cura del Punto Locale Decentrato Eurodesk della Provincia Regionale di Enna 1

2 La presente pubblicazione costituisce il Report delle attività svolte dalla Rete provinciale Eurodesk che ogni anno il Coordinamento Tecnico provinciale redige per consentire una verifica ed una valutazione dei risultati conseguiti dal partenariato. La realizzazione del report è stata curata da: Gaetano Mellia (Responsabile del servizio e Coordinatore Tecnico provinciale della Rete Eurodesk di Enna) Michelangelo Taravella (Operatore del Punto Locale Decentrato Eurodesk e Segretario del Coordinamento Tecnico provinciale della Rete Eurodesk di Enna) Il Punto Locale Decentrato Eurodesk opera nell ambito del IV Settore Lavoro e Sviluppo Economico III Servizio Politiche Giovanili, del Lavoro e delle Pari Opportunità della Provincia Regionale di Enna. Rete provinciale Eurodesk di Enna 2008 Progetto grafico e impaginazione: Michelangelo Taravella Enna 2

3 Indice Gestione Punto Locale Decentrato di Enna Youth Summit Progetto Effetto Domino Eurodesk Informa PROGRAMMA DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEGLI OPERATORI DELLA RETE PROVINCIALE EURODESK DI ENNA ANNO 2007 La gestione del colloquio di orientamento specialistico Seminari del 12, 13, 14 e 15 febbraio 2007 Il Bilancio di competenze nell orientamento Seminario del 15 marzo 2007 Programma di azione per l apprendimento permanente Lifelong Learning Programme LLP Seminari del 5 e 18 dicembre 2007 Report Consultazione dei Giovani Sistema Informativo provinciale Report 2007 Intranet Sito Web News Letters Servizio Civile Nazionale Progetto "Europa facile: Informare per partecipare Progetto 2006/07 Progetto 2007/08 Allegati: Valutazione PLD Cronoprogramma Eurodesk Informa 3

4 GESTIONE DEL PUNTO LOCALE DECENTRATO EURODESK IT079 Con Determinazione Dirigenziale n. 255 del 9 novembre 07 per proseguire la gestione del Punto Locale Decentrato Eurodesk, attivato presso lo Sportello Creazione d Impresa e Occupazione, relativamente all attività di orientamento dei giovani sulle opportunità offerte dall Unione Europea nel settore della gioventù, è stata rinnovata, per l anno 2008, l adesione alla Rete Nazionale Italiana dei Punti Locali Decentrati Eurodesk. Al fine di valutare ed eventualmente ridefinire le strategie operativa della Rete Provinciale Eurodesk, e per programmare interventi sempre più tesi allo sviluppo dell autonomia del partenariato, che ad oggi conta n. 126 partner tra Istituzioni ed Organizzazioni si attiveranno: 1. laboratori di orientamento alla progettazione. 2. laboratori di progettazione per verificare idee progettuali e conseguente definizione dei progetti. La strategia operativa sarà definita secondo il metodo del Projet Cycle Management. Nell ambito dell applicazione del sopraindicato metodo è prevista l individuazione di idee progettuali che, secondo priorità operative, condivise potranno consentire il coinvolgimento per competenza ed interesse dei parteners della rete. Ciò presuppone l elaborazione di alcuni progetti da sostenere per l ottenimento delle agevolazioni previste da normative Comunitarie Nazionali e Regionali. Il 2008 è l anno del dialogo interculturale. Quindi è una priorità approfondire le opportunità offerte dalle politiche culturali, formative ed educative espresse in Europa a tutti i livelli. In merito al Programma di Formazione rivolto ai referenti ed operatori della Rete, si rende necessario prevedere un ulteriore fase di formazione ed accompagnamento. Di seguito si elencano alcune tematiche di interventi informativi/formativi: Orientamento alla mobilità internazionale; Nuovi programmi comunitari sulla formazione permanente e l educazione non formale; Seminari di approfondimento e Laboratori di progettazione sul programma Comunitario Gioventù in Azione; Le Istituzioni Comunitarie; L azione di lobby nei confronti delle istituzioni comunitarie. 4

5 YOUTH SUMMIT EVENTI REGIONALI 50 Anniversario del Trattato di Roma Nel 2007, l Unione Europea compirà 50 anni. Il 25 marzo 1957 durante una cerimonia ufficiale in Campidoglio a Roma, i rappresentanti di Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi firmarono il Trattato che creava la Comunità Economica Europea, insieme ad un secondo Trattato che istituiva EURATOM. In cinquant'anni la Comunità partita da sei membri ne conta oggi ventisette, fatto che verrà celebrato nel corso del 2007, con una serie di eventi e attività. Per i giovani è anche l occasione per festeggiare l anniversario di un progetto che ha portato pace, stabilità e prosperità al continente e offerto opportunità di cui le precedenti generazioni non hanno potuto usufruire nella stessa misura. Dopo questi decenni di successo, il progetto europeo sembra aver perso ispirazione. Il rifiuto del Trattato Costituzionale da parte dei cittadini di Francia e Paesi Bassi è un chiaro sintomo della incertezza crescente e del disincanto degli europei per lo sviluppo dell Unione Europea. Oggi, inoltre, in Europa i giovani si trovano ad affrontare numerose difficoltà: una crescente insicurezza e mancanza di giustizia sociale, in particolare rispetto al lavoro e all'istruzione, la casa, il cambiamento climatico. La globalizzazione e gli effetti dell economia globale sui diritti sociali e l ambiente pongono nuove e serie sfide, specialmente per le presenti e le future generazioni. I giovani attendono fiduciosi che questi temi importanti vengano affrontati dai responsabili delle politiche a tutti i livelli. L'Unione Europea rappresenta un livello politico cruciale per rispondere con efficacia, a patto che la società civile venga rafforzata e coinvolta pienamente nel processo decisionale. Per questo motivo, giovani di tutta Europa si incontreranno nello Youth Summit, che si terrà a Roma in concomitanza con il Summit del Consiglio Europeo a Berlino. Scopo dello Youth Summit è quello di mettere in evidenza le aspettative dei giovani circa il progetto europeo nei prossimi 50 anni e di farne partecipi i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dell'unione Europea, il Parlamento e la Commissione Europea. 5

6 Una vasta consultazione a più livelli territoriali Al fine di elaborare una base comune di discussione in tutti i Paesi dell'unione Europea, è stato organizzato un pre-summit a Bruxelles il Gennaio, che ha riunito rappresentanti dei Consigli Nazionali della Gioventù dei 27 Stati membri UE e delle organizzazioni giovanili internazionali. Durante tre giornate di intenso lavoro, i delegati giovanili hanno riflettuto su diversi aspetti del progetto europeo: il Trattato Costituzionale, il modello socio-economico europeo, lo sviluppo sostenibile, il ruolo dell Unione nel mondo, la creazione di una democrazia e una società civile europea, i giovani e l'istruzione nella UE. Il pre-summit ha prodotto un documento di discussione, come prima base per i dibattiti nazionali organizzati dai diversi Stati membri UE. Le organizzazioni internazionali giovanili terranno a loro volta delle consultazioni interne su questo documento. I dibattiti nazionali, nella diversità dei giovani in ciascuno Stato, e le discussioni nel quadro della vasta gamma di organizzazioni giovanili internazionali, rappresenteranno un importante esercizio di consultazione dalla base, che tenterà di raccogliere i punti di vista dei giovani da tutta l Unione Europea. I risultati verranno presentati ai leader europei nella giornata dell Anniversario del Trattato di Roma e nello stesso luogo in cui venne firmato il Trattato durante lo svolgimento dello Youth Summit il 24 e 25 marzo 2007 a Roma. Tuttavia, questo evento di grande visibilità non sarà la conclusione di un processo, ma l inizio di un impegno continuativo della società civile giovanile nel progetto europeo. Nel celebrare l integrazione europea degli ultimi cinquant'anni, lo Youth Summit rappresenterà principalmente un momento di riflessione su quelle che sono le sfide dei prossimi anni e che segneranno larga parte della vita dei giovani di oggi. In Italia, quattro dei sei giovani che formeranno la delegazione nazionale allo Youth Summit saranno designati attraverso un processo di partecipazione dal basso, che prevede lo svolgimento di undici eventi a carattere inter-regionale (diverse località, 3 marzo 2007) ed un evento a carattere nazionale (Roma, 10 marzo 2007). 6

7 Comunicato del 21 febbraio 2007 Al via il dibattito nazionale sullo Youth Summit:11 incontri sul territorio per coinvolgere i giovani. Ad Enna il 3 marzo 2007 l evento per la Sicilia e la Calabria Nel 2007, l Unione Europea compirà 50 anni. Per i giovani in particolare, questa è l occasione per rinnovare l impegno ad un progetto che ha portato pace, stabilità e prosperità al continente e offerto opportunità di cui le nuove generazioni possono usufruire più delle precedenti. Tuttavia oggi i giovani in Europa si trovano ad affrontare numerose difficoltà: una crescente insicurezza e mancanza di giustizia sociale, in particolare rispetto al lavoro e all'istruzione, la casa, il cambiamento climatico, per citarne altre. La globalizzazione dell economia influisce anche sui diritti sociali e l ambiente, ponendo nuove e serie sfide, specialmente per le presenti e le future generazioni. I giovani si attendono che questi temi importanti vengano affrontati dai responsabili delle politiche a tutti i livelli. L'Unione Europea rappresenta dunque un livello politico cruciale per rispondere con efficacia, a patto che la società civile venga rafforzata e coinvolta pienamente nel processo decisionale. Per questo motivo, giovani di tutta Europa si incontreranno nello Youth Summit, che si terrà a Roma in concomitanza con il Summit del Consiglio Europeo a Berlino. Scopo dello Youth Summit è quello di mettere in evidenza le aspettative dei giovani circa il progetto europeo nei prossimi 50 anni e di farne partecipi i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dell'unione Europea, il Parlamento e la Commissione Europea. Lo Youth Summit è organizzato dalla Commissione Europea insieme al Forum Europeo della Gioventù, con il supporto dei Consigli Nazionali della Gioventù dei Paesi membri dell'unione Europea, delle Autorità Nazionali e delle Agenzie Nazionali del programma Gioventù in Azione e con la collaborazione degli Enti Locali e delle reti nazionali Eurodesk. Lo svolgimento dello Youth Summit prevede il coinvolgimento e la consultazione dei giovani a più livelli territoriali, mettendo in pratica i suggerimenti contenuti nel processo di Dialogo Strutturato con la gioventù promosso dalla Commissione Europea. In Italia la Commissione Europea, in accordo con il Forum Nazionale dei Giovani, ha individuato nella rete nazionale italiana dei Punti Locali Decentrati Eurodesk la struttura atta ad organizzare in data 3 marzo gli eventi inter-regionali dello Youth Summit Per la Sicilia e la Calabria è stato incaricato il Servizio Eurodesk di Enna gestito dalla Provincia Regionale di Enna. La consultazione ha lo scopo di avviare il dibattito sui sei temi: Futuro del Trattato Europeo Il modello socio-economico europeo Sviluppo sostenibile L'Unione Europea in un mondo globalizzato Democrazia e società civile Gioventù ed Istruzione 7

8 definendo la posizione italiana sugli stessi e di designare la maggioranza dei membri della delegazione italiana all'evento europeo di Roma, con un processo dal basso verso l alto che non ha precedenti nella forma e nella sostanza. A livello inter-regionale saranno difatti organizzati 11 eventi che prevedono il coinvolgimento diretto di oltre giovani (in età compresa tra i 18 e 30 anni), in rappresentanza di organizzazioni giovanili, consigli e consulte locali, partecipanti ai programmi comunitari in favore della gioventù oppure semplicemente interessati ad incontrare coetanei per discutere sui temi dello Youth Summit. Il programma degli eventi sarà incentrato su sei gruppi di lavoro che analizzeranno i documenti relativi ai temi dello Youth Summit, in maniera da produrre un documento finale dell'evento che rifletta la discussione tra i partecipanti. Da ciascun evento saranno quindi designati 2 giovani che, la settimana successiva, prenderanno parte all'evento nazionale. L'evento nazionale vedrà la partecipazione dei 22 rappresentanti degli eventi inter-regionali e di rappresentanti designati dal Forum Nazionale dei Giovani: il programma dell'evento sarà simile a quello degli eventi inter-regionali e dovrà definire il documento nazionale sui sei temi dello Youth Summit. Infine, l'evento nazionale dovrà designare quattro dei sei membri della delegazione italiana allo Youth Summit. Sia gli eventi inter-regionali, sia l'evento nazionale, saranno facilitati da tutor e vedranno la partecipazione di rappresentanti della Commissione Europea. Informazioni più dettagliate e tutte le procedure per la registrazione dei partecipanti ai singoli eventi interregionali sono riportate sul sito web dello Youth Summit: Youth Summit 2007 Consultazioni Regionali 3 Marzo 2007 A cura di: Rappresentanza in Italia della Commissione Europea PCM Dipartimento delle Politiche Giovanili e Attività Sportive Eurodesk Forum Nazionale dei Giovani 8

9 Perché ci ritroviamo oggi? una premessa. è opinione dello Youth Forum che: In Europa e nel mondo i giovani si trovano ad affrontare difficoltà sempre maggiori: una crescente insicurezza (i cambiamenti climatici, la mancanza di giustizia sociale) in particolare nell'ambito del mercato del lavoro; percorsi di istruzione e formazione non sempre all'altezza del proprio progetto di vita o nella ricerca della casa; la globalizzazione e gli effetti dell economia mondiale sui nostri diritti sociali e l ambiente pongono nuove e serie sfide, specialmente per le presenti e le future generazioni. I giovani si attendono che questi temi così importanti per il loro futuro vengano positivamente affrontati dai responsabili delle politiche a tutti i livelli. L'Unione Europea rappresenta un livello politico cruciale per rispondere con efficacia a questa sfida, a patto che la società civile venga rafforzata e coinvolta pienamente nel processo decisionale. 3 marzo 2007 Youth Summit Scopo dello Youth Summit.Per questo motivo, giovani di tutta Europa si incontreranno nello Youth Summit, che si terrà a Roma in concomitanza con il Summit del Consiglio Europeo a Berlino (23-25 marzo 2007). Scopo dello Youth Summit è quello di mettere in evidenza le aspettative dei giovani circa il progetto europeo nei prossimi 50 anni e di farne partecipi i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dell'unione Europea, il Parlamento e la Commissione Europea. 3 marzo 2007 Youth Summit 9

10 L evento regionale Con l'obiettivo di diffondere i temi dell'iniziativa ed individuare i giovani italiani che parteciperanno allo Youth Summit, si realizzeranno eventi su base interregionale ed un evento su scala nazionale. In un processo di autoselezione che vuol partire dal basso, i giovani interessati sono dunque invitati ad incontrarsi per dibattere su alcuni temi legati al futuro dell'europa: 3 marzo 2007 Youth Summit I temi dello Youth Summit Futuro del Trattato Europeo Il modello socio-economico europeo Sviluppo sostenibile L'Unione Europea in un mondo globalizzato Democrazia e società civile Gioventù ed Istruzione 3 marzo 2007 Youth Summit 10

11 Il percorso della consultazione Le consultazioni regionali e nazionali hanno lo scopo di avviare il dibattito nazionale sui sei temi dello Youth Summit, definire la posizione italiana sui temi stessi. Gli eventi regionali dovranno designare 2 membri che parteciperanno all evento nazionale dello Youth Summit (9-10 marzo 2007) L evento nazionale ha il compito di fare la sintesi del dibattito regionale, e designare 4 membri della delegazione italiana all'evento europeo di Roma (23-25 marzo 2007) 3 marzo 2007 Youth Summit L Evento europeo (Roma, marzo) Seguendo un programma simile a quello degli eventi inter-regionale e nazionale, lo Youth Summit dovrà adottare un messaggio della gioventù sul futuro dell'unione Europea, che sarà portato all'attenzione dei leader europei riuniti, negli stessi giorni, a Berlino 3 marzo 2007 Youth Summit 11

12 Come è organizzata la giornata Apertura dei Lavori Presentazione dell'evento Suddivisione nei Gruppi di Lavoro e Inizio dei Lavori Pranzo Presentazione in plenaria dei risultati dei Gruppi di Lavoro Designazione dei 2 Partecipanti all'evento Nazionale Chiusura dei Lavori 3 marzo 2007 Youth Summit Compito dei gruppi di lavoro Indicare un rapporteur del gruppo; Avviare la discussione sul tema prescelto (sulla base di una traccia di lavoro elaborata dallo Youth Forum); Definire un documento (max 1 pagina) di analisi e proposte; Avviare una preselezione in ogni gruppo di lavoro di 1 persona (o più) che concorrerà alla selezione dei 2 rappresentanti all evento nazionale dello Youth Summit di Roma (9-10 marzo 2007) Alle i rapporteur presenteranno in plenaria la sintesi del lavoro di gruppo. In ogni gruppo è presente un facilitatore 3 marzo 2007 Youth Summit GRUPPO DI LAVORO 12

13 -1- Futuro del Trattato Europeo TRACCIA DI LAVORO ELABORATA DAL PRE-SUMMIT Vi è una forte esigenza di avere una vera costituzione europea di ottenere il serio coinvolgimento dei cittadini europei in questo processo: sia attraverso un referendum, che attraverso un assemblea costituzionale. La Convenzione Giovanile si è tenuta su questo tema nel 2002 e le sue conclusione sono valide ancora oggi. Sono state messe in evidenza alcune opzioni del processo: che il nuovo documento venga discusso dai governi, i parlamenti nazionali, le assemblee costituzionali o da una convenzione. Noi, come partecipanti del pre-summit preferiamo un processo che coinvolga un assemblea costituzionale o una convenzione e comprenda i rappresentanti della società civile. La costituzione dovrebbe creare un quadro di riferimento per le istituzioni, basato sugli obiettivi e la struttura delle parti 1 e 2 del trattato costituzionale originale. Questo dovrebbe comprendere la carta dei diritti fondamentali, i valori e le norme di base per le istituzioni. Le politiche e il funzionamento dettagliato dell unione dovrebbero essere indicati al di fuori della costituzione, in maniera tale che sia più facile apportare eventuali modifiche. Per implementare con maggiore efficacia il processo decisionale europeo ci si deve spostare dall unanimità alla maggioranza nel voto e la codecisione in tutte le competenze dell unione. Il Parlamento Europeo dovrebbe avere maggiore potere, ad esempio il potere di avviare il processo legislativo e di decidere la sua sede. La dimensione della Commissione Europea è problematica rispetto all efficienza dell istituzione. Report Dal dibattito scaturito in merito al tema europea, si evince che l Europa viene percepita da ogni singolo cittadino come una realtà demiurgica, quindi non fornisce una valenza pratica alla loro vita. È interessante notare che tra noi giovani emerge un comune denominatore: l Europa viene concepita come un insieme di popoli che condividono la medesima realtà geografica e ciò assume valore anche in un altro dato: i due blocchi linguistici formati dalle lingue romanze a sud e le lingue sassoni a nord che stanno ad indicare la storia comune di questi popoli. È emerso fra noi giovani, la necessità di sottolinea come istituzionalmente, l Europa sia unita solo a livello monetario ed economico che realizza il modello 13

14 di Unione Europea, ma da solo non è sufficiente a far sentire europei le popolazioni del continente, infatti vengono trascurate le tematiche relative all integrazione ed interscambio sociale che potrebbero favorire l unione sociale del cittadino-tipo europeo. Da una parte emerge la necessità di un grande stato europeo che dia unione politica alle popolazioni autoctone dell Europa, ma c è chi sostiene, con spirito concrito, e comunque a buon ragione che l Unione Europea è un unione forzata da esigenze di tipo nazionalistico. La proposta di noi giovani è la seguente: per un Europa che deve ESSERE e NON SEMBRARE, deve fissare la propria politica sui cittadini, sulle loro esigenze e sulle loro istanze, basterebbe applicare bene alcuni semplici punti, favorire: 1. Gli interscambi socio-culturali; 2. Le strutture, quali gli sportelli informativi comunali (per avere maggiori informazioni in diversi campi, socio-culturali, economico, politico ) ; 3. Le infrastrutture (incentivi comunicazionali); 4. Una maggiore qualità di sistemi di formazione ed informazione. In conclusione l Europa non deve mai perdere il contatto con le sue origini e di come le sue radici giudeo-cristiane hanno portato ad affermare i valori democratici di cui i cittadino europei sono assertori. Questo potrebbe essere l antidoto proposto da noi giovani per una buona Europa. 14

15 GRUPPO DI LAVORO -2- Il modello socio-economico europeo TRACCIA DI LAVORO ELABORATA DAL PRE-SUMMIT Il modello socio-economico europeo rappresenta una visione comune di come la società dovrebbe essere organizzata ed è in qualche modo un modello unico al mondo. Crediamo che questo modello si basi su valori condivisi quali la libertà, l uguaglianza, la giustizia sociale, il dialogo e il rispetto dei diritti umani che si rifanno al principio dell uguaglianza tra gli Stati membri. Desideriamo un Europa caratterizzata dall apertura e l inclusione per tutti. Un modello basato sui diritti umani fondamentali, comprese le pari opportunità e la non discriminazione (genere, età, orientamento sessuale, origine etnica, religione, disabilità ), l uguaglianza e le condizioni eque di lavoro. Insieme dobbiamo trovare il modo per migliorare la fragile posizione dei giovani, l integrazione decorosa della gioventù nel mercato del lavoro deve essere parte essenziale del dibattito sul future del modello socioeconomico dell Unione Europea. Crediamo fermamente che il patto giovanile europeo rappresenti uno strumento cruciale per il miglioramento della situazione dei giovani nella società. La sua piena implementazione necessità di una spinta propulsiva. Gli Stati membri devono pertanto avviare una seria riflessione e coinvolgere le organizzazioni giovanili in questo processo. Siamo convinti che sia necessario affrontare inoltre il tema legato all equilibrio tra flessibilità e sicurezza. Il nuovo concetto di flexicurity significa per noi trovare un equilibrio socialmente accettabile tra le esigenze di imprese/luoghi di lavoro adattabili e un obiettivo a lungo termine di sviluppo umano e sociale. Report La nostra riflessione sul modello socio-economico europeo è partita da tre domande : quali elementi del modello socio-economico europeo dovrebbero essere mantenuti e quali modificati/cambiati? Il modello socio-economico dovrebbe essere ridefinito? E se si, come? Visti i cambiamenti demografici in Europa, come può essere coinvolta la fragile popolazione giovanile? Si dovranno sviluppare nuove forme di solidarietà inter-generazionale? 15

16 Una delle proposte che il nostro workshop avanza all Unione Europea è un patto generazionale nella politica del lavoro: questo patto dovrebbe consistere nell invitare un lavoratore, prossimo al pensionamento, a ridurre il suo lavoro ad un orario part-time in modo da istruire un giovane, che gli sarà affiancato, (anche lui assunto part-time ) in modo da facilitarlo nell ingresso nel mondo del lavoro. In tal modo quando il vecchio lavoratore andrà in pensione il giovane sarà già competente nel campo e quindi potrà essere inserito come effettivo. Pensando all arretramento della nostra Sicilia e ricercandone le cause si è giunti alla conclusione che molto é dovuto alla mafia e al lavoro nero; quello che noi chiediamo, quindi, è di considerare il fenomeno mafioso come un emergenza non soltanto siciliana, non soltanto italiana, ma europea, e in quanto tale agire di conseguenza: chiediamo una campagna di sensibilizzazione antimafiosa nelle scuole in modo da suscitare l interesse per la legalità, eliminando la cultura omertosa e mafiosa che alberga nelle nostre menti. Inoltre si dovrebbe vigilare sul versamento dei contributi lavorativi e si dovrebbe attuare una migliore politica sociale verso i disoccupati. Poi, considerando che la Sicilia è posta al centro del Mediterraneo, riteniamo doveroso sottolineare questa favorevole posizione geografica, e sollecitare l Unione Europea a rafforzare, anche attraverso finanziamenti opportuni, i porti siciliani. Alla luce del fatto che nel nostro territorio è presente la gran parte della cultura ellenica e latina che ha reso possibile la realizzazione dell Europa come oggi la vediamo, crediamo sia giusto sottolineare la natura turistica del territorio; con investimenti in ambito turistico si produrrebbero centinaia di posti di lavoro, che andrebbero ad ammortizzare la disoccupazione dilagante dell isola. Un'altra proposta avanzata dal nostro gruppo è la destinazione di finanziamenti e la promozione dell artigianato locale, poiché anche su questo si basa la nostra società: senza questo settore verrebbero a mancare quelle figure professionali che risolvono i piccoli problemi di ogni giorno. Ultima, ma non meno importante, è la nostra richiesta all UE di impegno per una vera integrazione dei disabili, o, come a molti piace chiamarli, diversamente abili. Concludendo, ricordandoci che il popolo siciliano è stato protagonista di molte emigrazioni, chiediamo che l UE si adoperi per una politica comune a tutti gli stati membri riguardo il fenomeno migratorio. 16

17 GRUPPO DI LAVORO -3- Sviluppo sostenibile TRACCIA DI LAVORO ELABORATA DAL PRE-SUMMIT Lo sviluppo sostenibile è qualcosa che riguarda tutti, ma i giovani in particolare. Chiediamo un chiaro investimento in un energia pulita e nel risparmio energetico e una chiara strategia per ridurre le emissioni di CO2. Una tassa sul kerosene per tutti i voli intra-ue. Questi provvedimenti devono affiancare il sostegno finanziario per modi di trasporto più sostenibili, che riducano la quantità dei voli all interno dell unione. I sussidi UE all agricoltura devono essere più giusti sotto il profilo ambientale e sociale, mirati ad accrescere la coltivazione organica e aumentare le opportunità per i coltivatori dei paesi meno sviluppati di poter rifornire il proprio e il mercato UE. Si auspica una riforma del CAP (Politica Agricola Comune). Gli Obiettivi del Millennio sulla riduzione della povertà devono rappresentare una priorità per l UE, ad esempio investendo l 1% del PIL negli aiuti allo sviluppo nei paesi entrati nell UE prima del 2002 e l 0,5% del PIL nei paesi entrati in seguito. Inoltre, l UE dovrebbe avere il potere di applicare sanzioni nei confronti dei paesi che non seguono le disposizioni menzionate sopra. Report Consapevoli di essere giovani in Europa e di esserlo come giovani del Meridione d Europa, crediamo che la base di quanto pensato e relazionato sia la consapevolezza di una cittadinanza attiva che, informata direttamente o indirettamente, riesca ad essere propositiva. In merito allo sviluppo sostenibile ci siamo sentiti in dovere di pensare ad uno sviluppo che io sostengo eticamente, proprio per sottolineare l impegno personale nella contemporanea e paritaria crescita di un processo tecnologico e di un processo etico. Sulla base di ciò chiediamo una informazione corretta e diversa, punto di partenza per un Europa che vuol vedere i suoi cittadini partecipare attivamente alla vita politica ed impegnarsi per sostenere uno sviluppo che sia rispettoso dell Ambiente; riteniamo, che vi sia l esigenza di rafforzare le politiche già in atto per migliorare i sistemi informativi e proponiamo metodiche diverse affinché i cittadini non subiscano l informazione in maniera passiva ma vengano attivati dalla stessa: 17

18 Sistemi Informativi differenziati, che tengano conto delle diverse fasce di età e delle diverse esigenze generazionali. Informazione capillare, che arrivi direttamente ai cittadini tramite contatto diretto con le fonti, che entri nelle scuole e formi i giovani verso una politica di risparmio energetico e rispetto per l ambiente. Informazione diffusa, cioè sempre più presente sia nei sistemi di comunicazione tradizionali che in quelli nuovi. Ad esempio promuovendo campagne pubblicitarie a favore dello sviluppo sostenibile. Potenziamento dell informazione attraverso internet. Come noto la Politica Agricola Comunitaria è un sistema molto vasto ed articolato di provvedimenti nell'ambito dei quali le aziende possono accedere a finanziamenti per il loro ammodernamento, ma anche richiedere premi relativi a determinate produzioni. Ma proprio questo criterio, per il quale ha optato la Comunità, ha provocato una sorta di selezione naturale nella scelta delle colture in tutto il territorio Europeo, rappresentando una minaccia per la biodiversità. Inoltre vengono ad essere favorite le tecniche di coltivazione intensiva, le quali necessitano di una frequente irrigazione, essenziale per assicurare un alto rendimento della produzione, ma l'estrazione eccessiva di acqua mette sotto pressione le risorse idriche dei territori. Chiediamo che: le colture siano incentivate a produrre con tecniche che garantiscano un ambiente sano per tutti e che limitino l'esposizione agli agenti chimici tossici assicurando di riflesso un profitto equo per i contadini nel mondo. A questo si potrebbe aggiungere un aumento del processo di legiferazione in tale ambito, accrescendo le misure sanzionatorie. In tal modo si renderebbe possibile un maggiore controllo delle tecniche produttive con la conseguente possibilità di investire un più alto numero di incentivi da poter impiegare nella produzione di nuove specie, garantendo quindi la produzione biodiversa. Uno sviluppo sostenibile non può fare a meno di un sistema di trasporti esistenti che debba essere: ottimizzato nell utilizzo e nei mezzi al fine di scongiurare catastrofi che coinvolgano l ambiente. attento all utilizzo dei trasporti alternativi ed intelligenti, basati sull idrogeno, perciò la ricerca su tali fronti è fondamentale. Chiediamo un controllo del traffico aereo sia all interno dell U.E. sia per tutte le tratte che hanno solo come partenza o arrivo il nostro territorio. Nello specifico proponiamo: una soglia che limiti il numero di tali voli, ad esempio introducendo un coefficiente che tenga conto del numero massimo di posti-passeggeri sul quel relativo aereo e del consumo totale di carburante per quella tratta, in tal modo si stimerebbe la minima quantità di carburante necessaria al 18

19 singolo utente. Da tale quantità potrà poi essere decisa una percentuale al di sopra della quale non sia permesso il decollo, garantendo quindi solo quei voli che abbiano raggiunto un certo numero di passeggeri, sia per voli di linea che jet privati (dove questo coefficiente da noi proposto aumenterebbe di molto). Un concetto trasversale a tutti i temi trattati riguarda l aumento e la verifica del rispetto delle sanzioni da trasformare reinvestendole in incentivi. 19

20 GRUPPO DI LAVORO -4- L UE in un mondo globalizzato TRACCIA DI LAVORO ELABORATA DAL PRE-SUMMIT Le relazioni esterne incidono sui cittadini europei nella loro quotidianità, tuttavia sono considerate generalmente troppo lontane da essi causando una mancanza di interesse nel disegno di una politica esterna. Pertanto, vi è l esigenza di un nuovo approccio per collegare le politiche esterne alla vita di tutti i giorni dei cittadini europei. Una politica estera coerente dell Unione Europea è di enorme importanza affinché L UE possa esprimersi con un'unica voce nel mondo. Lo sviluppo di un nuovo modello economico sostenibile per il mondo e l utilizzo di fonti di energia alternative deve rappresentare una priorità nella politica estera dell Unione Europea. Le pari opportunità e i diritti delle donne devono rientrare in tutte le azioni esterne dell UE. La diplomazia dell Unione deve essere centrata sul rispetto dei diritti delle donne in tutto il mondo, in linea con la Convenzione di Pechino. Report In un mondo sempre più investito dal processo di globalizzazione l Europa assume un ruolo fondamentale negli equilibri mondiali. Le azioni di un Europa globalizzata dovrebbero partire da tre perni fondamentali: una politica estera comune; l affermazione del principio d uguaglianza; un modello economico sostenibile. L attuazione di una politica estera comune passa da una serie di fattori decisivi: la sensibilizzazione al senso di appartenenza, d interiorizzazione del concetto di cittadino europeo, valorizzando e promuovendo la cittadinanza attiva attraverso pratiche consultive che includano i cittadini nei processi decisionali; il perseguimento di una legislazione comune che cerchi di limare le differenze nazionali seguendo il modello di Carta Costituzionale Europea; il rafforzamento della posizione dell Unione Europea all interno delle Nazioni Unite, sia a livello consultivo che a livello decisionale. Altro tema fondante è l affermazione del principio di uguaglianza, delle pari opportunità, che parte inevitabilmente dal riconoscimento dei diritti civili e 20

21 sociali di cui l Unione Europea deve esserne promotrice e garante assoluta per eliminare ogni forma di conflitto, d intolleranza e d ingiustizia sociale e civile. I punti su cui bisogna premere maggiormente sono: pari opportunità nel mercato del lavoro e della ricerca scientifica, in maniera tale da limitare la fuga di cervelli verso paesi extracomunitari; pari opportunità uomo-donna, garantendo più spazio alle donne nella sfera politica così come in quella economico-dirigenziale; l eliminazione del digital divide fra i paesi membri, poiché la tecnologia è pre-condizione necessaria non solo allo sviluppo socio-economico, ma anche all accesso alle informazioni; la sensibilizzazione alla tolleranza culturale e alla convivenza pacifica tra popoli, favorendo gli scambi interculturali, cercando inoltre di garantire il giusto equilibrio tra globalizzazione e localizzazione (intesa come mantenimento della dimensione e della tradizione locale). Il terzo obiettivo individuato è la ricerca di un modello economico sostenibile che tenga d occhio soprattutto le problematiche ambientali, quali la lotta all inquinamento e l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e alternative. Il modello economico deve anzitutto creare quelle che sono le condizioni necessarie all attuazione di un progetto di sviluppo dei paesi più arretrati. Occorre premere sull innovazione tecnologica affinché si creino nuovi settori eco-compatibili, e su misure economiche e legislative che incentivino gli investimenti esteri nei paesi meno sviluppati, al fine di sfruttare le risorse disponibili e le potenzialità delle popolazioni locali, creando i presupposti per l avvio di un processo di sviluppo endogeno. 21

22 GRUPPO DI LAVORO -5- Democrazia e società civile TRACCIA DI LAVORO ELABORATA DAL PRE-SUMMIT L attuale crisi nell UE che stiamo affrontando è collegata per lo più al malfunzionamento degli enti democratici di rappresentanza. I cittadini europei non esercitano il diritto di eleggere i propri rappresentanti. Tema di discussione: Perché i cittadini non esercitano il proprio diritto di voto? Tenendo a mente le differenze tra i diversi paesi europei sui dubbi e le possibilità dei cittadini, non possiamo negare l importanza essenziale di essere coinvolti nelle Organizzazioni della Società Civile (CSO) al fine di poter influenzare la costruzione della democrazia. Un Europa del futuro ha bisogno di diversificare le strutture di partecipazione democratica. Temi di discussione: Di cosa hai bisogno per essere coinvolto in qualcosa? In che modo le organizzazioni della società possono coinvolgere su più vasta scala quella fetta di giovani che stanno al di fuori delle organizzazioni e del dibattito? A livello nazionale, è necessaria una dimensione europea nel dibattito politico, che diventa sempre più importante man mano che ci si avvicina all elezione del Parlamento Europeo nel La comunicazione tra le istituzioni UE e i cittadini europei non può realizzarsi senza un coinvolgimento degli Stati membri. Tramite i finanziamenti pubblici anche le organizzazioni della società civile possono dedicare un maggiore impegno e ricoprire un ruolo fondamentale nella conduzione di tale dibattito. E di cruciale importanza che si garantisca credibilità e indipendenza alle CSO attraverso la trasparenze dei finanziamenti pubblici. Temi di discussione: In che modo possiamo garantire una dimensione europea nel dibattito politico a livello regionale e nazionale? Quale deve essere il ruolo degli Stati membri in tal senso? Che ruolo possono ricoprire le CSO? Che ruolo possono avere gli Stati membri in termini di riconoscimento e possibilità di finanziamento per la creazione della democrazia e il coinvolgimento delle CSO? Report La tematica affrontata nel workshop democrazia e società civile si è sviluppata seguendo tre argomenti cardine e cercando di dare delle soluzioni pratiche alle problematiche individuate. Il primo argomento riguarda la scarsa partecipazione alle elezioni del Parlamento Europeo tramite l esercizio del diritto di voto. Dopo una breve discussione si è giunti ad individuare tra le motivazioni a tale comportamento 22

23 un ampia base culturale dove elementi portanti sono: una scarsa fiducia nelle personalità politiche e una concezione dell esercizio del diritto di voto come attività di clientelismo verso le poche figure della scena politica nazionale; questi elementi hanno un inevitabile ripercussione a livello europeo. Le proposte relative alla soluzione di tale problema si sono incentrate soprattutto su uno sviluppo del senso di comunità attraverso un percorso di studi sull educazione civica (con un accento europeo), che si dispiega dalle scuole elementari fino alle medie superiori; tali studi dovrebbero prediligere una metodologia attiva d insegnamento nella quale però si trasmettono comunque gli elementi concettuali fondamentali per la comprensione del sistema europeo e la creazione di una Identità europea. Il secondo argomento-cardine riguarda la modalità di coinvolgimento dei giovani nell esercizio della democrazia. In particolare si sono rilevati la disinformazione di fondo della maggior parte dei giovani italiani in merito alle questioni europee, la poca trasparenza delle istituzioni su qualsiasi iniziativa sia europea che nazionale e una grande sfiducia nella politica, vista come uno strumento finalizzato a vantaggi individuali e non a favore di tutta la popolazione. Le proposte di risoluzione a tale riguardo sono individuabili in: Partecipazione politica attiva dove elemento principale è una volontà di cambiamento dello stato attuale delle cose, come attività realizzabile e non utopica; Maggiore trasparenza delle istituzioni e una più ampia informazione anche a livello pubblicitario in modo da raggiungere un maggior numero di persone. Il terzo e ultimo punto sviluppato, ha come tematica il rapporto tra la dimensione europea e le realtà regionali e provinciali. Ostacolo ad un proficuo rapporto tra questi due livelli sono stati considerati: la condizione di Regione a Statuto Speciale in cui la Sicilia si trova e il poco contatto di questa con le altre realtà europee. Sono state viste come risoluzioni ottimali a questo empasse: L incremento di scambi culturali con altre nazioni europee; La valorizzazione dell insegnamento della lingua inglese come strumento di comunicazione privilegiato in Europa; Guardare agli Stati Membri che hanno già acquisito un identità unitaria e europea più solida della nostra; Avere una maggiore rigidità nelle sanzioni per i Paesi Membri che non rispettano i regolamenti della Comunità Europea; Un filo diretto di comunicazione con la Comunità Europea attraverso gli Europarlamentari nostri rappresentanti. In conclusione, per quanto siano già passati 50 anni dai primi passi della Comunità Europea, solo oggi si sta iniziando un vero percorso d Identità Europea. E solo il tempo potrà permettere che tutti gli sforzi che si fanno in tal senso sviluppino radici più profonde e portino ad una vera e propria Identità Europea e una democrazia più agita in una società civile più consapevole. 23

24 GRUPPO DI LAVORO -6- Gioventù ed Istruzione TRACCIA DI LAVORO ELABORATA DAL PRE-SUMMIT Qualità dell istruzione formale. E di estrema importanza che la qualità dell istruzione di base, primaria e secondaria rimanga sempre alta. Di conseguenza, chiediamo un riesame dei contenuti del sistema educativo formale come è al momento, non solo per quanto riguarda il trasferimento di conoscenze come aspetto importante, ma anche per lo sviluppo di competenze come parte integrante del processo educativo. Ciò renderebbe i sistemi educativi maggiormente gratificanti per i giovani e potrebbe servire come elemento motivante. L istruzione dovrebbe essere centrata maggiormente su come preparare gli studenti al difficile momento di transizione dalla scuola/università al mondo del lavoro. Crediamo fermamente che l istruzione formale debba interagire ed essere complementare all istruzione non-formale. Accessibilità all istruzione formale. L istruzione formale non deve essere solamente obbligatoria, ma anche resa accessibile a tutti. Ciò significa che ciascun individuo deve avere accesso a tutti gli istituti di istruzione. Affinché ciò avvenga, devono necessariamente cadere le attuali barriere, di qualunque natura esse siano (finanziarie o culturali). I governi di tutti gli Stati membri devono sviluppare e applicare dei programmi di finanziamento a sostegno dei giovani durante i loro studi. Il valore dell istruzione non-formale deve essere riconosciuto ed efficacemente comunicato al vasto pubblico. La Comunicazione circa il valore dell istruzione non-formale non deve rimanere a livello nazionale o tra gli attori del settore giovanile, ma essere estesa attraverso attività a livello locale, ad es. nelle scuole e nelle comunità. Inoltre, sia i media che i datori di lavoro devono essere direttamente coinvolti e compresi come partner. Questo può essere realizzato solamente tramite il sostegno istituzionale sia dell Unione Europea che dei governi di tutti gli Stati membri. E necessario rendere maggiormente consapevoli i giovani sui valori che hanno acquisito attraverso la loro partecipazione, poiché siamo convinti che questa consapevolezza aiuti ad evitare un'eccessiva formalizzazione. Report Essere protagonisti di un era dove indecisione e paura del futuro la fanno da padrone, l istruzione può rappresentare per i giovani uno strumento più che indispensabile per la formazione personale. Inoltre questo strumento, talvolta 24

25 odiato e criticato ha un ruolo fondamentale al fine di far assumere la consapevolezza di una cittadinanza attiva a livello europeo. Analizzando i costumi, gli interessi e soprattutto il pensiero di un campione di cittadini (aggiungeremmo europei) è emerso l inquietante aspetto che quasi la totalità delle persone nutre un bassissimo sentimento europeo, cioè non si rispecchia in quell organizzazione chiamata Unione Europea. Pertanto pretendere un riesame del processo educativo non rappresenta solo un semplice diritto da espletare ma diventa una necessità da cui non potere fare a meno. Una maggiore praticità affiancata alla ormai obsoleta didattica dovrebbe essere l idea centrale su cui basare un rinnovamento dell istruzione. Ciò richiede una rivalutazione del valore della cosiddetta istruzione non formale che dovrebbe essere riconosciuto e comunicato a tutti. Prima, comunque, di affrontare un processo di rinnovamento e attualizzazione del sistema scolastico, è indispensabile riconoscere le maggiori problematiche che tutt oggi contraddistinguono l istruzione formale: Scarsa presenza di un istruzione pratica ; E scontata questa considerazione visto che identifica l idea centrale su cui basare l istruzione. Molto probabilmente questo perno educativo nasce semplicemente dal fatto che idee e pensieri sviluppati da un lavoro pratico restano più vivi rispetto ad un lavoro puramente teorico. Non uniformità dell istruzione base; Attualmente l Unione Europea non è stata capace di attuare una strategia educativo-scolastica comune con lo scopo di uniformare quei principi di base che dovrebbero essere presenti in ogni singolo cittadino europeo. Scarso accento all importanza comunicativa e pratica delle lingue; E ormai evidente l importanza del ruolo che svolgono le lingue. Motivo per cui una semplice conoscenza base delle lingue non è più sufficiente per far fronte alle esigenze che il mondo sempre più globalizzato ci mette di fronte. Piani didattici obsoleti; Purtroppo il nostro sistema educativo non si è evoluto alla realtà europea che sta investendo l attualità dei nostri tempi. Mancanza di coinvolgimento e confronto tra attuali/nuove e vecchie generazione da parte delle scuole; E necessario coinvolgere anche le vecchie generazione in quanto sono appunto quest ultime ad influenzare fortemente nelle idee e nei pensieri le nuove generazioni. Carenza d informazione dell istruzione non-formale; La comunicazione circa il valore dell istruzione non-formale deve essere estesa attraverso attività locali, datori di lavoro e mass-media in modo da non far rimanere questa tipologia d istruzione solo un semplice concetto. In funzione delle problematiche analizzate è possibile proporre una serie di soluzioni che mirino all obiettivo fondamentale di creare quella consapevolezza di cittadinanza attiva: Inserimento di moduli Europei; 25

26 Aggiungere agli attuali piani didatti temi inerenti l Europa (es. Educazione Civica europea ) in grado di dare un quadro completo agli studenti dell attuale dimensione europea può rappresentare un buon viatico ai fini che ci siamo prefissati. Facilità d accesso all interazione con dimensioni diverse; Attuare un potenziamento della rete informatica tra scuole e organi centrali può abbattere quei muri che spesso limitano l accesso all informazione. Così come ridurre la burocrazia alle iniziative europee che restringe il bacino d utenza può allargare la partecipazione e il coinvolgimento dei giovani. Apprendimento orizzontale; Cercare forme d apprendimento alternative che non devono essere sostitutive alle attuali ma complementari in modo da ottenere un miglioramento dell apprendimento e del confronto tra nuove e vecchie generazioni mettendoli quindi sullo stesso piano. Creare scambi d idee; Per un maggiore coinvolgimento è necessario che gli organi europei competenti realizzino convegni, forum, rassegne ect. rivolti direttamente alla base di quella piramide sociale che ha per vertice l Unione Europea. Coinvolgimento di enti alternativi alla scuola; Questa soluzione rientra nell ottica dell istruzione non-formale. Questo maggiore coinvolgimento può essere realizzato solamente tramite il sostegno istituzionale sia dell Unione Europea che dei governi di tutti gli Stati membri. Apprendimento permanente; Visto che un obiettivo prefissato è superare il gap generazionale allora è utile coinvolgere non solo i giovani, ma anche gli adulti dato soprattutto che sono proprio le vecchie generazioni ad avere una coscienza minore della dimensione Europa. Il modello educativo deve quindi essere in grado attuare quel processo di formazione non solo culturale ma soprattutto personale, sensibilizzando i giovani all appartenenza di una dimensione non più nazionale ma europea. La ripetitività di alcuni concetti come cittadinanza attiva, istruzione formale e non-formale, partecipazione e coinvolgimento giovanile è stata necessaria in modo da evidenziare la loro l importanza in relazione ai fini che ci siamo prefissati. 26

27 Youth summit Proposta Finale Il modello socio economico europeo La nostra riflessione sul modello socio-economico europeo è partita da tre domande : quali elementi del modello socio-economico europeo dovrebbero essere mantenuti e quali modificati/cambiati? Il modello socio-economico dovrebbe essere ridefinito? E se si, come? Visti i cambiamenti demografici in Europa, come può essere coinvolta la fragile popolazione giovanile? Si dovranno sviluppare nuove forme di solidarietà inter-generazionale? Una delle proposte che il nostro workshop avanza all Unione Europea è un patto generazionale nella politica del lavoro: questo patto dovrebbe consistere nell invitare un lavoratore, prossimo al pensionamento, a ridurre il suo lavoro ad un orario part-time in modo da istruire un giovane, che gli sarà affiancato, (anche lui assunto part-time ) in modo da facilitarlo nell ingresso nel mondo del lavoro. In tal modo quando il vecchio lavoratore andrà in pensione il giovane sarà già competente nel campo e quindi potrà essere inserito come effettivo. Pensando all arretramento della nostra Sicilia e ricercandone le cause si è giunti alla conclusione che molto é dovuto alla mafia e al lavoro nero; quello che noi chiediamo, quindi, è di considerare il fenomeno mafioso come un emergenza non soltanto siciliana, non soltanto italiana, ma europea, e in quanto tale agire di conseguenza: chiediamo una campagna di sensibilizzazione antimafiosa nelle scuole in modo da suscitare l interesse per la legalità, eliminando la cultura omertosa e mafiosa che alberga nelle nostre menti. Inoltre si dovrebbe vigilare sul versamento dei contributi lavorativi e si dovrebbe attuare una migliore politica sociale verso i disoccupati. Poi, considerando che la Sicilia è posta al centro del Mediterraneo, riteniamo doveroso sottolineare questa favorevole posizione geografica, e sollecitare l Unione Europea a rafforzare, anche attraverso finanziamenti opportuni, i porti siciliani. Alla luce del fatto che nel nostro territorio è presente la gran parte della cultura ellenica e latina che ha reso possibile la realizzazione dell Europa come oggi la vediamo, crediamo sia giusto sottolineare la natura turistica del territorio; con investimenti in ambito turistico si produrrebbero centinaia di posti di lavoro, che andrebbero ad ammortizzare la disoccupazione dilagante dell isola. Un'altra proposta avanzata dal nostro gruppo è la destinazione di finanziamenti e la promozione dell artigianato locale, poiché anche su questo si basa la nostra società: senza questo settore verrebbero a mancare quelle figure professionali che risolvono i piccoli problemi di ogni giorno. 27

28 Ultima, ma non meno importante, è la nostra richiesta all UE di impegno per una vera integrazione dei disabili, o, come a molti piace chiamarli, diversamente abili. Concludendo, ricordandoci che il popolo siciliano è stato protagonista di molte emigrazioni, chiediamo che l UE si adoperi per una politica comune a tutti gli stati membri riguardo il fenomeno migratorio. 28

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31 EFFETTO DOMINO ENNA - APRILE 07 Intervento formativo relativo al Programma Gioventù , in occasione dello Scambio Intercultarale avuto luogo nell aprile 2007 con la delegazione Lettone di Jelgava. A questo progetto hanno partecipato 24 ragazzi che in un contesto ludico formativo, hanno condiviso 10 giorni di attivita h24. 31

32 Coordinamento Tecnico provinciale Provincia Regionale di Enna Assessorato alle Politiche Giovanili Prot. n Enna 15 ottobre 2007 Alle Istituzioni ed Organizzazioni della Rete provinciale Eurodesk Ai Referenti Tecnici ed Operatori delle Istituzioni ed Organizzazioni della Rete provinciale Eurodesk Oggetto: EURODESK INFORMA Azione di Informazione ed Orientamento della Rete provinciale Eurodesk di Enna. Adesione. In riferimento alle esigenze espresse dal partenariato di diffusione delle informazioni sui principali programmi comunitari rivolti alla gioventù e sui servizi erogati da Eurodesk, si propone alle Istituzioni ed Organizzazioni della Rete provinciale Eurodesk di partecipare ad un azione di informazione e sensibilizzazione articolata in interventi informativi e di orientamento da realizzarsi nel periodo novembre maggio 2008, presso le Istituzioni Scolastiche, le Associazioni del Terzo Settore, i Servizi Informagiovani, ed in ogni sede a livello comunale e/o sovracomunale che sarà proposta per favorire l accessibilità dei destinatari delle attività. Per definire il crono-programma ciascuna Istituzione ed Organizzazione interessata a partecipare dovrà manifestare entro il 26 ottobre 2007 il proprio interesse indicando nella allegata scheda le tematiche prescelte, gli interventi ed i tempi di realizzazione preferiti. Le adesioni presuppongono l impegno ad individuare sedi adeguate fornite di impianto di amplificazione, PC e video proiettore. Eventuali difficoltà organizzative saranno considerate e risolte con la collaborazione della segreteria organizzativa del Coordinamento Tecnico. Dalla ricognizione delle adesioni e dalle indicazioni espresse scaturirà un ipotesi di cronoprogramma in cui saranno precisate le modalità ed i tempi di realizzazione degli interventi. Tale ipotesi sarà riproposta per essere confermata o per concordare eventuali modifiche. Si precisa che sarà prevista la realizzazione di laboratori di progettazione per coloro che intenderanno, nel corso del periodo indicato ed a seguito delle attività di informazione, verificare le proprie ipotesi progettuali secondo i criteri e le modalità previste dai Programmi Comunitari Gioventù in azione e Formazione permanente. Inoltre, si fa presente con l occasione che l altra attività formativa sui programmi comunitari rivolti alla gioventù prevista per gli Operatori sarà realizzata nel periodo novembre gennaio Il Coordinatore Tecnico provinciale Gaetano Mellia 32

33 EURODESK INFORMA AZIONE DI INFORMAZIONE ED ORIENTAMENTO DELLA RETE PROVINCIALE EURODESK DI ENNA ANNO 2007/2008 Scheda di adesione Inviare il modulo compilato via all indirizzo o tramite FAX ( ) entro il 26 ottobre 2007 Istituzione/Organizzazione Rappresentante legale Cognome Nome Telefono Fax Referente Cognome Nome Telefono Fax Data Firma Rappresentante legale 33

34 INTERVENTI PROPOSTI (per aderire contrassegnare i campi prescelti ed indicare le informazioni richieste) Intervento 1 EURODESK INFORMA - I Servizi Eurodesk e i Programmi europei: Youth in Action (Gioventù in Azione), Lifelong Learning Programme (Formazione permanente) ed Europass - WORKSHOP di approfondimento Partecipanti MAX 100 MAX 25 Indicazione sede Data/e (da novembre 2007 a maggio 2008) Intervento 2 Partecipanti Indicazione sede Data/e (da novembre 2007 a maggio 2008) SEMINARIO DI APPROFONDIMENTO su Youth in Action (Gioventù in Azione) Scambi giovanili, iniziative giovani, servizio volontario europeo MAX 25 Intervento 3 Partecipanti Indicazione sede Data/e (da novembre 2007 a maggio 2008) SEMINARIO DI APPROFONDIMENTO su Lifelong Learning Programme (Formazione Permanente) Comenius, Erasmus, Leonardo Da Vinci, Programma Trasversale, Grundtvig, Programma Jean Monnet MAX 25 Intervento 4 EUROPASS Curriculuum vitae, europass-mobilità, supplemento al diploma, supplemento al certificato e passaporto delle lingue Partecipanti MAX 30 Indicazione sede Data/e (da novembre 2007 a maggio 2008) 34

35 EURODESK INFORMA 2007 Il PLD Eurodesk Enna nell Ottobre del 2007, per diffondere le informazioni e la cittadinanza europea, progetta Eurodesk informa. Il progetto è stato ideato a partire dalla forte consapevolezza che ai giovani del territorio ennese, manca la quantità di informazione adeguata per usufruire delle opportunità offerte dai programmi europei. In linea con gli obiettivi generali principali dell Eurodesk, l Eurodesk informa si propone di diffondere, nel modo più capillare possibile, le informazioni relative ai programmi per la gioventù promossi dalla Comunità Europea quali: Il programma Youth in Action, il programma Lifelong Learning, e il programma Europass. Queste intenzioni si sono concretizzate in una fitta calendarizzazione di interventi direttamente in loco, raggiungendo numerose associazioni, enti e scuole della provincia. Si è deciso di formulare diverse tipologie di intervento, arrivando così alla produzione di 4 differenti interventi: 1. Eurodesk informa : intervento di informazione generale sui programmi europei LifeLong Learning, Youth in Action e Europass. 2. Seminario di approfondimento sul programma Youth in Action 3. Seminario di approfondimento sul programma Lifelong Learning 4. Seminario di approfondimento sul programma Europass Tutti gli incontri sono composti da due parti: una prettamente teorica, consistente nella presentazione del programma (o dei programmi, nel caso del primo incontro) attraverso supporti didattici multimediali; la seconda inspirata ai metodi dell educazione non formale sulla base del learning by doing, cosa tradotta fattivamente in due ore di workshop tematici basati sull argomento centrale dell incontro, successivi ad un ora di esposizione teorica dei programmi stessi. Gli interventi sono stati strutturati in questo modo per solleticare la curiosità sopita dei giovani partecipanti. La parte teorica viene completata e fissata dai workhop attivi della seconda parte che cercano di far toccare con mano le implicazioni dell utilizzo di ciascun programma. L intervento 1 essendo quello più generale e propedeutico agli altri, consiste in una esposizione dei programmi promossi nella parte teorica dell incontro mentre nel workshop si tratta il tema della mobilità dei suoi significati, dei suoi vantaggi e dei suoi possibili svantaggi. L intervento 2 è l incontro che vuole approfondire più aspetti del programma youth in action ; nella parte teorica ciò implica un approfondimento del programma stesso che lascia spazio alle possibili curiosità dei partecipanti. Il workshop invece si propone di far toccare con mano l ideazione di uno scambio giovanile nel quadro generale del programma. 35

36 L intervento 3 si propone di approfondire il programma Lifelong Learning, con interessanti implicazioni per le istituzioni scolastiche quali strutture proponenti il progetto nel quadro del programma; il workshop,invece, si concentra sulla riflessione relativa ai pregiudizi con i quali bisogna confrontarsi nel momento in cui si decide di vivere un periodo- più o meno lungo- in un paese della Comunità Europea. L intervento 4, in fine, si occupa di approfondire il valore e l utilizzo dei documenti Europass che la Comunità Europea mette a disposizione dei cittadini europei per permettere loro di muoversi agevolmente all interno dell Europa in ambito sia formativo sia lavorativo. Il workshop si concentre, in questo caso, sulla conoscenza e il corretto utilizzo del Curriculum vitae in formato europeo in quanto questo è il primo e fondamentale strumento da utilizzare quando ci si affaccia al mondo del lavoro. Al 31 Dicembre 2007, sono stati realizzati 10 interventi nelle varie Istituzioni ed Organizzazioni della provincia così distribuiti: - 28 Novembre, Istituto Magistrale di Piazza Armerina. Intervento 1; - 29 Novembre, Associazione C.Eur di Barrafranca. Intervento 1; - 3 Dicembre, Istituto di Istruzione Superiore Fedele di Agira, Intervento1; - 4 Dicembre, Istituto di Istruzione Superiore Medi di Leonforte, Intervento1; - 6 Dicembre, Istituto di istruzione Superiore E.Majorana di Piazza Armerina, Intervento1; - 12 Dicembre, Istituto di istruzione Superiore Giuliano di Piazza Armerina, Intervento1; - 13 Dicembre, Istituto di istruzione Superiore Classico Testa Nicosia, Intervento1; - 14 Dicembre, Istituto di Istruzione Superiore E.Majorana di Piazza Armerina, Intervento 2 Seminariodi Approfondimento sul programma youth in action ; - 17 Dicembre, Istituto di Istruzione Superiore E.Majorana di Troina, Intervento 1; - 19 Dicembre, Associazione C.Eur di Barrafranca, Intervento 2 Seminario di Approfondimento sul programma youth in action ; - 20 Dicembre, Associazione Comunità Frontiera di Pietraperzia, Intervento1; Il progetto Eurodesk Informa prevede altri 49 incontri distribuiti nei mesi tra gennaio e maggio

37 Provincia Regionale di Enna Coordinamento Tecnico provinciale Enna PROGRAMMA DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEGLI OPERATORI DELLA RETE PROVINCIALE EURODESK DI ENNA ANNO 2007 Presentazione del Sistema Informativo e dei servizi informagiovani della Rete provinciale Eurodesk. Orientamento alla mobilità internazionale. Nuovi programmi comunitari sulla formazione permanente e l educazione non formale. Seminari di approfondimento e Laboratori di progettazione sul programma Comunitario Gioventù in Azione; Interventi formativi sull orientamento: La gestione del colloquio di orientamento; Il bilancio delle competenze; Consulenze sui progetti di mobilità. Progetto Formativo Una Città non basta per la cittadinanza attiva e la partecipazione dei giovani alla vita politica: Intervento A Cittadini in un Europa democratica e federale. a cura di Casa d'europa di Enna Intervento B La Polis: luogo di appartenenza e identità, di virtù civiche e di fraternità. a cura della scuola di formazione sociale e politica Le Due Città di Enna. Gruppo di lavoro costituito da rappresentanti ed esperti indicati dal partenariato: Anna Maria Colaianni, Anna Di Stefano, Loredana Leoni, Silvano Pintus, Cettina Rosso, Enrico Di Venti, Concetta Agliozzo, Giancarlo Pintus, Carmelo Cacciato, Nicola De Luca, Pergola Giuseppe, Sardegna Francesca, Monteforte Carmela, Michelangelo Taravella e Gaetano Mellia. (Il gruppo di lavoro sarà ulteriormente integrato da altri esperti e rappresentanti della Rete provinciale Eurodesk) 37

38 Rete provinciale Eurodesk Enna Coordinamento Tecnico Interventi formativi sull Orientamento a cura di Leonardo Evangelista. Richiesta di Partecipazione Istituzione/Organizzazione. Referente/Operatore Cognome. Nome.. Telefono.. Fax Intervento 1 La gestione del colloquio di orientamento specialistico Programma la consulenza orientativa individuale: cos'è, chi può svolgerla, quali sono le conoscenze e le capacità necessarie le fasi del colloquio di orientamento; le competenze cruciali in ciascuna fase e come apprenderle le strategia del consiglio nel colloquio di orientamento; dal consiglio di orientamento alla validazione consensuale l accompagnamento e il rinvio Partecipanti n. 20 Intervento 2 Il bilancio di competenze nell orientamento Programma approcci e strumenti per l aiuto alla scelta dell obiettivo professionale l approccio per competenze il bilancio di competenze per fattori: temi di analisi, fasi, prodotti Partecipanti n

39 Modalità di partecipazione Il corso è rivolto a n. 20 operatori delle Istituzioni ed Organizzazioni della Rete provinciale Eurodesk. In particolare saranno adottati i seguenti criteri di ammissione al corso: Priorità per gli operatori dei Servizi Informagiovani attivati, garantendo un solo operatore per servizio; Ordine cronologico di adesione; Nel caso si riscontrasse una adesione superiore ai n. 20 operatori, sarà valutata la possibilità di replicare il corso di formazione con analogo programma e modalità di attuazione. Pertanto, si richiede ai fini di organizzare e coordinare gli interventi formativi, la perentoria adesione entro il 29 gennaio 2007, mediante la trasmissione della scheda di partecipazione per o per fax Entro il 31 gennaio 2007 sarà comunicato l elenco degli operatori ammessi al corso ed il programma definitivo. 39

40 Interventi formativi sull Orientamento a cura di Leonardo Evangelista Intervento 1 La gestione del colloquio di orientamento specialistico 12/13 febbraio 2007 (orario 9,00-13,00 e 14,00-18,00) Liceo Scientifico Farinato Viale Diaz Enna Programma la consulenza orientativa individuale: cos'è, chi può svolgerla, quali sono le conoscenze e le capacità necessarie le fasi del colloquio di orientamento; le competenze cruciali in ciascuna fase e come apprenderle REF. TECNICO/ OPERATORE Cacciato Carmelo Ensabella Graziella Modaffari Filippo Secondo Giuseppe Venturino Concetta Trovato Maria La Quatra Giuseppe ISTITUZIONE / ORGANIZZAZZIONE ACLI O.N.V.G.I. Agira Consorzio ASI I.S.I.S.S. (S.Citelli) Regalbuto Comune di Catenanuova Comune di Villarosa I.I.S. Cascino di Piazza Armerina 40

41 Giarrizzo Maria Concetta Cammarata Galaria Dell Area Angelina Baccarà Luca Aloschi Maria Lipani Donatella Mancuso Rossella Tamburella Elisa Delda Moravia Buscemi Valentina La Motta Sacha Milano Giovanni Russo Maria Teresa Taravella Michelangelo Comunità Frontiera di Pietraperzia API di Enna ENAIP di Enna Associazione CAMPUS Associazione CAMPUS Tirocinante Università Kore Provincia Regionale di Enna Comune di Enna Comune di Aidone Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale Provincia Regionale di Enna 41

42 Intervento 1 La gestione del colloquio di orientamento specialistico 14/15 febbraio 2007 (orario 9,00-13,00 e 14,00-18,00) Liceo Scientifico Farinato Viale Diaz Enna Programma le strategia del consiglio nel colloquio di orientamento; dal consiglio di orientamento alla validazione consensuale l accompagnamento e il rinvio REF. TECNICO/ OPERATORE Sutera Grazia Casullo Benedetta Malara Caterina Secondo Giuseppe Venturino Concetta Bevanda Francesca Buscemi Valentina Vinci Concetta Cimino Deborah Dell Area Angelina Lorenzo Floresta Ferro Marco ISTITUZIONE / ORGANIZZAZZIONE CONFCOOPERATIVE O.N.V.G.I. Agira Consorzio ASI I.S.I.S.S. (S.Citelli) Regalbuto Comune di Catenanuova API di Enna Servizio Civile Nazionale Comunità Frontiera di Pietraperzia Cooperativa ASMIDA ENAIP di Enna Associazione CAMPUS Associazione CAMPUS 42

43 Riccardo Tangusso D Alessandro Giovanni Ingrà Vincenzo Saccone Rita Lodato Calogero Paradiso Concetta Virga Stefania Dibilio Rossana Marcello Di Pollina Taravella Michelangelo Università Kore Provincia Regionale di Enna Comune di Enna Comune di Regalbuto Ufficio Scolastico Prov.le di Enna Provincia Regionale di Enna Servizio Civile Nazionale ENFAP Sicilia Tecnosys Provincia Regionale di Enna La gestione del colloquio di orientamento Enna, febbraio 2007 Leonardo Evangelista 43

44 Mission Punto Eurodesk 1 Modalità di promozione di servizi Passiva: erogo il servizio a chi viene a cercarlo Attiva: promuovo direttamente il servizio presso derminate categorie di utenti Copyright Leonardo Evangelista Destinatari attività di pubblicizzazione 1. Il proprio ente 2. Giovani in genere, contattati presso luoghi di aggregazione giovanile / luoghi divertimento: scuole, università,, centri per l impiego, l bibloioteche,, parrocchie, teatri, cinema, pubs 3. Scuole, Università,, Enti locali, Enti di formazione 4. Associazioni di volontariato, associazioni giovanili 5. Imprese, associazioni di categoria Copyright Leonardo Evangelista Strumenti 1. Giornali, radio, televisioni locali, comunicati stampa, 2. Scuole: incontri con insegnanti 3. Enti pubblici: conferenze di sevizio, riunioni con assessori, assessorati 4. Giovani: animatori di strada, concerti, peer to peer,, testimonianze in incontri, concerti, aperitivi, incontri con gruppi classe 5. Sito internet, mailing list 6. Manifesti / brochure / locandina / volantino 7. Conferenze Copyright Leonardo Evangelista 44

45 Mission Punto Eurodesk 2 A chi è indirizzato il servizio Generalista (a tutti) oppure Specializzato (una o più utenze specifiche - bandi diversi / promozione diversa). Ad esempio Giovani Imprese Enti locali Adulti (tendenza?) Copyright Leonardo Evangelista Mission Punto Eurodesk 3 Livello del servizio Servizi di 1 livello. Analisi del bisogno e informazione: analizzare il bisogno del cliente e fornire informazioni senza approfondire la sua situazione Servizi di 2 livello. Consulenza: attività che richiedono una analisi approfondita della situazione dell utente (informazioni personalizzate e aiuto alla presa di decisioni) Servizi di 3 livello. Accompagnamento: attività che richiedono un impegno diretto e continuato nel tempo del consulente a favore del cliente (es: ricerca di lavoro per conto del Copyright Leonardo Evangelista cliente, stesura di un progetto europeo) Orientamento: vari livelli Servizi di 1 livello. Analisi del bisogno e informazione: analizzare il bisogno del cliente e fornire informazioni senza approfondire la sua situazione Servizi di 2 livello. Consulenza: attività che richiedono una analisi approfondita della situazione dell utente (informazioni personalizzate e aiuto alla presa di decisioni) Servizi di 3 livello. Accompagnamento: attività che richiedono un impegno diretto e continuato nel tempo del consulente a favore del cliente (es: ricerca di lavoro per conto del cliente) Copyright Leonardo Evangelista 45

46 Le fasi del colloquio di consulenza 1. Avvio: definire le modalità di svolgimento e l obiettivo dell incontro 2. Esplorazione: capire la situazione del cliente (com è/come la vede) sintesi 3. Obiettivo e pianificazione: definire assieme un obiettivo e un piano d azione (situazione desiderata/ situazione attuale), comprensivo di eventuali futuri contatti, sintesi Il consulente tornerà all esplorazione ogni volta che percepisce difficoltà nel cliente. Copyright Leonardo Evangelista Fasi / Abilità principali 1. Avvio: Eliminare ostacoli ambientali / Contratto col cliente / Sintetizzare 2. Esplorazione: Richiedere informazioni / Dimostrare attenzione / Ascoltare / Dimostrare comprensione / Sintetizzare 3. Definizione di un progetto: facilitare esplorazione alternative e identificazione priorità / facilitare programmazione e realizzazione attività Copyright Leonardo Evangelista I principali elementi di disturbo ambientale e/o organizzativo 1. Ambiente non illuminato /freddo /rumoroso /tavolo e/o sedie inadeguate 2. No privacy 3. Interruzioni da parte di terzi (superiori, colleghi, cellulare, telefono di servizio) 4. Obbligo di seguire procedure inadeguate,, tempo ridotto 5. Mancanza di attrezzature/materiali Copyright Leonardo Evangelista 46

47 Caso A A. Buongiorno, ci ha trovato bene? Può accomodarsi qui. Sono Marco Rossi (mi occupo di ) B. Qual è il motivo per cui ha richiesto questo colloquio?? (Se ho capito bene..) (Che aiuto si aspetta da me?) C. Bene/D accordo accordo,, in questo incontro cerchiamo di/possiamo possiamo (E d accordo?). Abbiamo a disposizione un ora ora. Copyright Leonardo Evangelista Caso B A. Buongiorno, sono Marco Rossi. Può accomodarsi qui. B. ->L abbiamo chiamata perché Questo colloquio è necessario per ->Sono un consulente di orientamento, il mio lavoro consiste in le va bene parlare di.? C. Bene/D accordo accordo,, in questo incontro cerchiamo di/possiamo possiamo (E d accordo?). Abbiamo a disposizione un ora ora. Copyright Leonardo Evangelista Caso C 1. Ciao, sono Marco Rossi. Puoi accomodarti qui. 2. Perché pensi che i tuoi genitori/insegnanti ti hanno mandato qui? E tu cosa ne pensi?? Di cosa vuoi parlare?? Ti va bene fare questo colloquio? 3. Va bene, allora parliamo di Abbiamo a disposizione un ora ora. Copyright Leonardo Evangelista 47

48 I primi 10 minuti. I passaggi A. Rompere il ghiaccio/ Presentarsi. Saluti/si accomodi/ci ha trovato facilmente? sono.../ mi occupo di B. Approfondimento bisogno/ aspettative (anche motivo obbligo) C. Sintesi e richiesta accordo (eventuale ristrutturazione delle aspettative/conoscenze) Copyright Leonardo Evangelista A chi e per cosa rinviare ASL: psicologo / psichiatra / assistente sociale: supporto/cura psicologica Agenzie formative, scuole, centri educaz. Adulti, università: formazione Coop tipo b: offerte di lavoro Comune: sussidi / abitazione Sindacati/assoc. disabili/ispettorato del lavoro/consigliera parità: abusi sul lavoro Ambasciate, consolati, questura, tribunali: pratiche amministrative x immigrati INPS: contributi e sostegno al reddito Patronati / CAF: denunci redditi ISEE Agenzia Entrate: codice fiscale Altri CPI: per diversa zona di domicilio Ex Provveditorato: lavoro nella scuola Camera di Commercio: Copyright normativa Leonardo Evangelista e finanziamenti x mettersi in proprio Le domande più frequenti 1. Cos è Eurodesk / cosa offre / mi dàd dei soldi / dopo l informazione, chi mi aiuta? / come si fa a lavorare in Eurodesk / come aprire un punto Eurodesk 2. Lavoro / studio / tirocinio / volontariato / formazione all estero 3. Lavoro in organismi europei 4. Scambi scolastici / culturali 5. Un corso di lingua all estero 6. Quali servizi per le imprese 7. Info su singoli programmi 8. Quali finanziamenti per enti locali? 9. Quali finanziamenti per progetti culturali? (esercizio dopo) Copyright Leonardo Evangelista 48

49 Dimostrare attenzione Guardare negli occhi Sorridere Modificare espressione seguendo la storia Annuire Postura: vicino, proteso, aperto, fermo, scrivere meno possibile (avvisare) No computer/ no raccolta dati Copyright Leonardo Evangelista Prima l ascoltol HO UN PROBLEMA, TI CHIEDO DI ASCOLTARMI E TU: Mi dici che sto sbagliando Mi dici che non devo sentirmi così Mi dici che andrà tutto bene Dirigi il mio racconto facendomi domande Mi parli di te Mi dici cosa fare. NON MI STAI ASCOLTANDO!! Copyright Leonardo Evangelista Possibili difficoltà di comunicazione A. Giudicare: ribellione, reticenza, passivizzazione B. Interpretare: distorsione, passivizzazione, proiezione C. Rassicurare: sottovalutazione del problema, passivizzazione D. Indagare: distorsione, passivizzazione, ribellione, reticenza E. Offrire soluzioni: distorsione, passivizzazione Copyright Leonardo Evangelista 49

50 Come sviluppare la relazione col cliente? Ascoltalo! Copyright Leonardo Evangelista Come sviluppare la relazione col cliente? Lascialo parlare! Copyright Leonardo Evangelista Come sviluppare la relazione col cliente? Fagli sentire che hai capito quello che ti sta dicendo Copyright Leonardo Evangelista 50

51 Come sviluppare la relazione col cliente? Il metodo migliore per ottenere un risultato è quello che ci mette meno tempo Copyright Leonardo Evangelista Temi principali attività di Orientamento : orientamento scolastico. (sottinteso: piena occupazione) : avvio orientamento adulti / tecniche di ricerca di lavoro (sottinteso: disoccupazione e occupazione a tempo indeterminato) Dal 2000: orientamento adulti a regime. sviluppo e manutenzione impiegabilità individuale. (sottinteso) disoccupazione e nuova occupazione tendenzialmente a termine Copyright Leonardo Evangelista Aiutare il cliente a esplorare le alternative e definire un obiettivo Domande chiave: Se ho capito bene il suo obiettivo è. Alla luce di quello che ci siamo detti, quale potrebbe essere il suo obiettivo? (se il cliente ha più possibili obiettivi che non possono essere seguiti assieme) Quali sono i pro e i contro di ciascuna possibilità?? Quale le piace di più? Copyright Leonardo Evangelista 51

52 Differenza fra relazione di aiuto generica e consulenza di orientamento Relazione di aiuto generica: Sufficiente esprimere vissuti Il consulente è facilitatore e specchio Consulenza di orientamento: Talvolta importante esprimere vissuti Il consulente è facilitatore, specchio ma anche esperto Validazione delle scelte del cliente Copyright Leonardo Evangelista Quattro teorie per l orientamentol 1. Teoria della libertà individuale 2. Teoria delle scelte professionali 3. Teoria dell impiegabilità individuale 4. Teoria della ricerca di lavoro Copyright Leonardo Evangelista La teoria della libertà individuale 1.A. Ogni persona ha un certo margine di libertà nelle proprie scelte formative e professionali e nell indirizzo della propria carriera. 1.B. In ogni società le possibilità di raggiungere gli obiettivi professionali desiderati sulla base del merito (delle proprie conoscenze e capacità di natura tecnica) possono essere influenzate in misura maggiore o minore da fattori quali appartenenza a gruppi familiari, classe e reti sociali, orientamento sessuale, religione. Copyright Leonardo Evangelista 52

53 Teoria Tratti-Fattori Parsons (1909:5): gli obiettivi professionali vanno individuati tenendo conto di tre grandi categorie di fattori: 1. una conoscenza delle proprie caratteristiche, e in particolare di atteggiamenti, capacità, interessi, aspirazioni, risorse, vincoli personali 2. la consapevolezza di quali sono le caratteristiche necessarie, i vantaggi e gli svantaggi, le retribuzioni, le opportunità e le prospettive nei diversi ambiti lavorativi e 3. un ragionamento sulla relazioni fra i primi due gruppi di fattori Copyright Leonardo Evangelista 2. Teoria delle scelte professionali 2. A. Ogni persona ha caratteristiche (ad esempio conoscenze, attitudini, capacità, preferenze interessi e valori professionali) relativamente stabili nel tempo 2. B. Ogni professione richiede, per essere svolta bene, caratteristiche personali specifiche 2.C. Nelle scelte professionali vanno considerate capacità, interessi, facilità (o difficoltà) di inserimento dipendenti dai fattori indicati al punto 1.B. e 3. Copyright Leonardo Evangelista Fattori da considerare nelle scelte professionali Interessi, valori professionali Attitudini/capacità trasversali, personalità Conoscenze teoriche (formazione) e capacità professionali Vincoli: mobilità, orari, salute Caratteristiche richieste per riuscire bene nelle diverse professioni Condizioni del mercato del lavoro (Gruppo familiare e sociale di appartenenza) Copyright Leonardo Evangelista 53

54 3. Teoria dell impiegabilit impiegabilità L impiegabilità è il valore di una persona sul mercato con riferimento a una determinata professione. Dipende da: 3.A. Rapporto fra domanda e offerta per quella determinata professione 3.B. Fattori personali stabili : età, sesso, conformazione fisica, salute, personalità, appartenenza a gruppi per cui sono previsti benefici di legge, etc. 3.C. fattori personali modificabili : 3.C.1. Conoscenze e capacità, 3.C.2. Flessibilità, 3.C.3. Cura di sé Copyright Leonardo Evangelista 4. Teoria della ricerca di lavoro 4.1. Quando decidono di avviare una ricerca di dipendenti/collaboratori, le imprese esaminano innanzitutto le persone con cui sono entrate in contatto tramite tirocini e autocandidature, pertanto questi strumenti vanno sempre considerati Non esiste un punto unico che raccolga tutte le offerte di lavoro delle imprese. Pertanto per aumentare le proprie probabilità di trovare lavoro è necessario contattarne il più possibile utilizzando tutti i canali disponibili, incluso autocandidature e passaparola La mediazione di soggetti conosciuti dai datori di lavoro e canali di ricerca che assicurano un contatto diretto con i datori di lavoro riescono più facilmente a superare la naturale diffidenza dei datori di lavoro verso i candidati per l assunzione. Copyright Leonardo Evangelista Il colloquio di orientamento specialistico: dal consiglio all ascolto ascolto L approccio basato sull ascolto trasforma la teoria del consiglio nella teoria della validazione Copyright Leonardo Evangelista 54

55 Validazione APPROVATO Copyright Leonardo Evangelista Consensuale IL CONSULENTE APPROVA QUELLO CHE DICE IL CLIENTE IL CLIENTE APPROVA QUELLO CHE DICE IL CONSULENTE Copyright Leonardo Evangelista La consulenza di orientamento come validazione consensuale Validare: riconoscere la validità di una scelta/di un progetto Consensuale: il riconoscimento della validità della scelta/del progetto è fatta congiuntamente da cliente e consulente. Copyright Leonardo Evangelista 55

56 L obiettivo o il piano d azione d non ci convincono. Come segnalare le proprie perplessità all utente FAR FARE AL CLIENTE LO STESSO PERCORSO LOGICO CHE FACCIAMO NOI NELLA NOSTRA TESTA Normalmene le persone che vengono accettate per questo tirocinio hanno questi requisiti. Tu li hai? Quali caratteristiche ha secondo te il candidato ideale? Tu le hai? Troverai questa difficoltà,, in che modo pensi di superarla? Hai già fatto un esperienza di questo tipo? No. Perché no? Ma anche leggerla in positivo: normalmente i requisiti sono questi, ma puoi provare ugualmente Copyright Leonardo Evangelista Definire un piano d azioned Ognuno fa il suo e lo discute con gli altri Programmare le attività: CQ.OQ Cosa, Quanti, in quale Ordine, Quando? Esercizio: Esempio: strutturare un piano d azione d immaginando di essere un programmatore neodiplomato che vuole trovare un lavoro dipendente in una ditta di software Copyright Leonardo Evangelista Programmare le attività Durante il colloquio: Il cliente ha definito in maniera esplicita un obiettivo? Il cliente ha strutturato per iscritto un piano d azione per raggiungerlo? Il piano d azione prevede obiettivi misurabili? Il piano d azione prevede scadenze temporali? Il piano d azione prevede verifiche periodiche? Il piano d azione prevede la possibilità di contatti ulteriori col consulente? Le date dei contatti ulteriori col consulente sono state stabilite? Copyright Leonardo Evangelista 56

57 Accompagnamento A che livello volete accompagnare il cliente? 1. DISPONIBILITA : Mi chiami/mi scriva / venga a colloquio se ha bisogno 2. SOSTEGNO: Ci vediamo una volta a settimana per fare il punto 3. PRESA IN CARICO: Cerco io per lei e cerchiamo assieme 1-2 volte a settimana Copyright Leonardo Evangelista Conoscenze comuni alle due figure 1. offerta relativa a percorsi scolastici, universitari e formativi 2. profili professionali 3. tecniche ricerca di lavoro 4. normative del lavoro 5. andamento e caratteristiche del mercato del lavoro e del contesto locale Copyright Leonardo Evangelista Principali competenze dell operatore di accoglienza 1. analizzare la domanda e fare rinvii agli altri servizi 2. erogare informazioni (direttamente o anche rimandando a fonti informative specifiche) 3. produrre, raccogliere e tenere aggiornato il materiale in autoconsultazione 4. svolgere le pratiche amministrative richieste dalla normativa/dall ufficio 5. Fare rete / animazione territoriale Copyright Leonardo Evangelista 57

58 Principali competenze del consulente di orientamento 1. analizzare la domanda e fare rinvii agli altri servizi o soggetti 2. valutare le potenzialità dei clienti e la fattibilità dei loro progetti professionali 3. gestire attività in piccoli gruppi 4. gestire relazione di aiuto incluso accompagnamento nel tempo 5. utilizzare strumenti specifici (test, bilancio) Copyright Leonardo Evangelista Leonardo Evangelista Per approfondimenti 58

59 Intervento 2 Il Bilancio di competenze nell orientamento (15 marzo 2007 orario 9-13 e 14-18) Liceo Scientifico P: Farinato di Enna Viale Diaz Programma approcci e strumenti per l aiuto alla scelta dell obiettivo professionale; l approccio per competenze; il bilancio di competenze per fattori: temi di analisi, fasi, prodotti. REF. TECNICO / OPERATORE Mellia Gaetano Sutera Grazia Modaffari Filippo Bevanda Francesca Trovato Maria Milano Giovanni Cimino Deborah Buscemi Valentina Paradiso Concetta Venturino Concetta Mancuso Rossella Dell Area Angelina Di Benedetto Felicia Ferro Marco Riccardo Tangusso ISTITUZIONE / ORGANIZZAZZIONE Provincia Regionale di Enna CONFCOOPERATIVE Consorzio ASI API di Enna Comune di Villarosa Servizio Civile Nazionale Cooperativa ASMIDA Servizio Civile Nazionale Provincia Regionale di Enna Comune di Catenanuova Provincia Regionale di Enna ENAIP di Enna Comune di Piazza Armerina Associazione CAMPUS Università Kore 59

60 D Alessandro Giovanni Ingrà Vincenzo Dibilio Rossana Lodato Calogero Costa Concetta Ausilia Russo Maria Teresa Taravella Michelangelo Provincia Regionale di Enna Comune di Enna ENFAP Sicilia Ufficio Scolastico Prov.le di Enna Servizio Civile Naionale Servizio Civile Nazionale Provincia Regionale di Enna 60

61 Il bilancio di competenze nell orientamento Leonardo Evangelista Teoria Tratti-Fattori Parsons (1909:5): gli obiettivi professionali vanno individuati tenendo conto di tre grandi categorie di fattori: 1. una conoscenza delle proprie caratteristiche, e in particolare di atteggiamenti, capacità, interessi, aspirazioni, risorse, vincoli personali 2. la consapevolezza di quali sono le caratteristiche necessarie, i vantaggi e gli svantaggi, le retribuzioni, le opportunità e le prospettive nei diversi ambiti lavorativi e 3. un ragionamento sulla relazioni fra i primi due gruppi di fattori C Leonardo Evangelista 2. Teoria delle scelte professionali 2. A. Ogni persona ha caratteristiche (ad esempio conoscenze, attitudini, capacità, preferenze interessi e valori professionali) relativamente stabili nel tempo 2. B. Ogni professione richiede, per essere svolta bene, caratteristiche personali specifiche 2.C. Nelle scelte professionali vanno considerate capacità, interessi, facilità (o difficoltà) di inserimento dipendenti dai fattori indicati al punto 1.B. e 3. C Leonardo Evangelista 61

62 Fattori da considerare nelle scelte professionali (domanda 3 esercizio precedente) Interessi, valori professionali Attitudini/capacità trasversali, personalità Conoscenze teoriche (formazione) e capacità professionali Vincoli: mobilità, orari, salute Caratteristiche richieste per riuscire bene nelle diverse professioni (Condizioni del mercato del lavoro) (Gruppo familiare e sociale di appartenenza) C Leonardo Evangelista C era una volta in Francia (1) In Francia la legge 91/1991 prevede 24 ore di permessi retribuiti per analizzare le proprie competenze professionali e personali, cosiccome le proprie attitudini e motivazioni, allo scopo di determinare un progetto professionale e, se necessario, un progetto di formazione presso apposite strutture (CIBC) C Leonardo Evangelista C era una volta in Francia (2) In Francia il BDC è stato introdotto come uno strumento per promuovere una gestione del personale moderna (basata sulle competenze), ma poi è stato utilizzato soprattutto per l outplacement e l orientamento degli adulti (a inizio anni 90 la Francia mancava di servizi di orientamento per adulti. C Leonardo Evangelista 62

63 C era una volta in Francia (3) Al momento (Lemoine, 2002) 2/3 dei BDC sono fatti a giovani senza esperienza di lavoro e a adulti in cerca di lavoro La maggior parte degli occupati chiede di farlo a proprie spese senza farlo sapere all azienda Le aziende lo usano soprattutto per licenziamenti, solo in pochi casi per selezionare dipendenti da avviare a formazione C Leonardo Evangelista Diffusione del BdC in Italia Retravailler (dal 1990): orientamento (rivalutazione dell apprendimento non formale) Emilia Romagna (dal 1996): trapianto del modello francese hic et nunc (poi per l orientamento specialistico) Friuli (dal 2000): dispositivo per l orientamento degli adulti C Leonardo Evangelista C era una volta in America Nel 1973, riferendosi alla selezione del personale, McClelland scrive che i test attitudinali, i test di cultura generale e i titoli di studio non sono buoni predittori del successo professionale C Leonardo Evangelista 63

64 Evoluzione delle competenze USA 1.A. ogni caratteristica personale che dà luogo a una buona prestazione lavorativa in una azienda specifica (McClelland 1973) 1.B. ogni caratteristica personale che può dar luogo a una generica buona prestazione lavorativa (derivata da Boyatzis 1982) 1.C. ogni caratteristica personale genericamente utilizzabile sul lavoro, indipendentemente dal contesto lavorativo e dal livello di prestazione ottenibile col suo utilizzo (oggi) C Leonardo Evangelista Le competenze nell approccio americano (1) Le competenze sono le cause a monte, che precedono e rendono possibile la prestazione lavorativa. Il termine competenza è un etichetta che segnala quelle caratteristiche personali utilizzate o che potrebbero essere utilizzate nella prestazione lavorativa. Ad esempio (consulente di orientamento): dimostrare comprensione, conoscenza delle teorie del colloquio, capacità di analisi, etc. Sviluppate da McClelland per valorizzare nella selezione del personale i tratti di personalità rispetto ai test su materie scolastiche e di intelligenza. C Leonardo Evangelista Le competenze nell approccio inglese Un determinato compito lavorativo che la persona è in grado di svolgere secondo un livello predefinito. Qui le competenze sono comportamenti osservabili propri di una certa mansione che la persona è in grado di svolgere secondo uno standard di prestazione prefissato. Ad esempio (consulente di orientamento): progettare interventi, facilitare piccoli gruppi, etc. Sviluppate dal Governo UK per la formazione professionale NVQ (poi utilizzate anche per riconoscimento apprendimento non formale) C Leonardo Evangelista 64

65 UK: comportamenti osservabili: progettare interventi, facilitare gruppi, svolgere colloqui di aiuto USA: una etichetta che segnala caratteristiche personali utilizzate sul lavoro: dimostrare comprensione, conoscenza delle teorie del colloquio, capacità di analisi, etc. C Leonardo Evangelista Bilancio di competenzec ompetenze: : un termine confusivo Per capire di che si tratta devo ogni volta specificare: Se competenze USA o UK Se competenze identificate o accertate Di quali parti è composto (ad esempio se c è o no la stesura del progetto professionale) C Leonardo Evangelista Componi il tuo bilancio : risultati 1. Incontro dom-off off 2. Selezione e valutazione potenziale 3. Riconosc cred form 4. Consulenza per la scelta dell obiettivo professionale (BDC) 1 (in genere formali) 1, (3), 8, 9 1, 2, (8) 1, (2), 3, 4, 5, 6, 7, (9) C Leonardo Evangelista 65

66 Il bilancio di competenzec nell orientamento Normalmente caratterizzato da: Competenze USA (1.C.) Identificazione delle competenze Presenza di definizione obiettivo e progetto professionale C Leonardo Evangelista Bilancio orientativo Scelte operative 1. Con chi utilizzare il bilancio 2. Con chi utilizzare il bilancio per fattori 3. Le teorie di riferimento (Auto/etero etero) 4. La strutturazione dei servizi e la professionalità dell operatore 5. Individuale o di gruppo 6. Gruppo omogeneo/eterogeneo 7. Le componenti e gli strumenti del percorso C Leonardo Evangelista Leonardo Evangelista Le competenze nell orientamento Per approfondimenti 66

67 Provincia Regionale di Enna Coordinamento Tecnico provinciale PLD IT 079 ENNA Enna 23 Novembre 2007 Ai Referenti ed Operatori delle Istituzioni ed Organizzazioni della Rete provinciale Eurodesk OGGETTO: Programma di azione per l apprendimento permanente Lifelong Learning Programme - LLP. Adesione. Nell ambito del Programma di Formazione rivolto ai Referenti ed Operatori della summenzionata Rete, si comunica che è stato organizzato l intervento formativo sul programma di azione per l apprendimento permanente Lifelong Learning Programme, tenuto dal Dott. Aurelio Dugoni, articolato in due moduli in date e c/o il Centro Polifunzionale di Via dello Stadio, 39, del Comune di Enna. Pertanto, s invitano le SS.LL a partecipare manifestando la propria adesione, mediante la compilazione e restituzione della scheda di registrazione allegata entro e non oltre il 3 dicembre 2007, per o per fax 0935/ Si trasmette, altresì, il programma dell intervento formativo. Cordiali Saluti. Il Coordinatore Tecnico provinciale Gaetano Mellia 67

68 PROGRAMMA DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEGLI OPERATORI DELLA RETE PROVINCIALE EURODESK DI ENNA ANNO 2007 Intervento formativo Programma di azione per l apprendimento permanente Lifelong Learning Programme LLP Mod. 1 Presentazione generale Mod. 2 Metodologia di presentazione di un progetto Scheda di Registrazione Inviare il modulo compilato via all indirizzo o tramite FAX ( ) entro il 3 dicembre 2007 Istituzione/Organizzazione Rappresentante legale Cognome Nome Telefono Fax Referente Cognome Nome Telefono Fax Data Firma Rappresentante legale 68

69 Intervento formativo Programma di azione per l apprendimento permanente Lifelong Learning Programme LLP Mod. 1 Presentazione generale Relatore dott. Aurelio Dugoni Centro Polifunzionale Via dello Stadio, 39 Comune di Enna mercoledì, 5 dicembre 2007 Programma 09:00 Inizio lavori A) Presentazione Generale del Programma LLP - Obiettivi generali e specifici del Programma e principali scadenze future 09:15 B) I Programmi Settoriali - COMENIUS Istituzione Scolastica - LEONARDO DA VINCI Istruzione e formazione professionale iniziale e continua - GRUNDTVING Educazione degli adulti e altri percorsi Educativi - ERASMUS Istruzione superiore 11:00 11:15 13:00 Coffee break C) Programmi Traversali - Attività Chiave 1 COOPERAZIONE E INNOVAZIONE POLITICHE - Attività Chiave 2 LINGUE - Attività Chiave 3 TLC - Attività Chiave 4 DIFFUSIONE E VALORIZZAZIONE DEI RISULTATI Fine lavori PROGRAMMA DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEGLI OPERATORI DELLA RETE PROVINCIALE EURODESK DI ENNA ANNO 2007/

70 REF. TECNICO / OPERATORE Ingrà Vincenzo Trovato Maria Bonanno Loredana Saccone Rita Venturino Concetta Marino Raimondo Gagliano Luigi Di Corrado Rosaria Iacurti Anna Di Bilio Rossana Marasà Santo Dell Aera Angelina Patti Giuseppe Mellia Gaetano Taravella Michelangelo D Alessandro Giovanni Mancuso Rossella Privitera Loredana Paradiso Concetta Di Dio Angelo Cameli Simona Vinci Concetta Arena Giancarlo Barbarino Rosaria Cantoni Luisa Baldi Maria Birtolo Laura Papalia Eleonora ISTITUZIONE / ORGANIZZAZZIONE Comune Enna Comune Villarosa Comune Regalbuto Comune Regalbuto Comune Catenanuova I.I.S. L. Da Vinci Piazza Armerina Liceo F.lli Testa Nicosia I.P.I.A. Giuliano Piazza Armerina Enfap ENFAP Sicilia ENFAP Sicilia ENAIP C. Eur Barrafranca Provincia Regionale di Enna Provincia Regionale di Enna Provincia Regionale di Enna Provincia Regionale di Enna Provincia Regionale di Enna Provincia Regionale di Enna Associazione Culturale L Arpa La Città del Sole Comunità Frontiera Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale 70

71 PROGRAMMA DI APPRENDIMENTO PERMANENTE LIFELONG LEARNING PROGRAMME LLP Presentazione Generale Enna 5 Dicembre CONTESTO GENERALE LLP Aree Prioritarie di Azione : - Rafforzare il ruolo dell istruzione e della formazione nel contesto della STRATEGIA DI LISBONA; - Rafforzare il ruolo degli Istituti di istruzione; - Migliorare la qualità dell istruzione e della formazione proffesionale; - Incrementare I tassi di partecipazione all istruzione e alla formazione degli adulti; - Migliorare la qualità dell istruzione e della formazione del personale di tutti gli istituti che erogano servizi educativi e formativi; 71

72 OBIETTIVO GENERALE LLP PROMUOVERE ALL INTERNO DELLA UNIONE EUROPEA SCAMBI, COOPERAZIONE E MOBILITA TRA I SISTEMI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE IN MODO CHE ESSI DIVENTINO UN PUNTO DI RIFERIMENTO DI QUALITA A LIVELLO MONDIALE OBIETTIVI SPECIFICI LLP -Sostenere la creazione di uno spazio europeo dell apprendimento permanente; - Contribuire allo sviluppo di un apprendimento permanente di qualità e una dimensione europea nei sistemi; - Rafforzare il contributo LL alla coesione sociale, alla cittadinanza attiva, al dialogo interculturale, alla parità uomo e donna; -Contribuire ad una maggiore partecipazione di persone di tutte le età; categorie svantaggiate; all LL a prescindere dal retroterra socio-economico 72

73 OBIETTIVI SPECIFICI LLP/2 -Promuovere l apprendimento delle lingue -Promuovere lo sviluppo nell LL di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche a carattere innovativo basati sulle TLC; -Rafforzare il ruolo dell LL nello sviluppo di una cittadinanza,attiva nel rispetto della tolleranza e dei diritti dell uomo e delle altre culture; -Promuovere la cooperazione in materia di garanzia della qualità in tutti settori della formazione e dell istruzione; - Incoraggiare lo scambio di buone prassi. STRUTTURA PROGRAMMA 4 (sotto)programmi settoriali: a) Istruzione scolastica: COMENIUS b) Istruzione superiore: ERASMUS c) Formazione Professionale : LEONARDO da VINCI d) Educazione degli adulti: GRUNDTVIG 73

74 STRUTTURA PROGRAMMA/2 Programma Traversale articolato in 4 aree a) Cooperazione e innovazione politiche b) Lingue c) TlC d) Diffusione e valorizzazione risultati COMENIUS Obiettivi Specifici -Sviluppare, tra i giovani e il personale docente, la conoscenza e la comprensione della diversità culturale e linguistica europea e del suo valore -Aiutare i giovani ad acquisire le competenze di base necessarie per la vita e le competenze necessarie ai fini dello sviluppo personale, della successiva occupazione e della cittadinanza europea attiva 74

75 COMENIUS Obiettivi operativi Migliorare la qualità ed aumentare il volume della mobilità e degli scambi di allievi e del personale docente nei vari Stati membri Migliorare la qualità e aumentare il volume dei partenariati tra istituti scolastici di vari Stati membri, in modo da coinvolgere in attività educative congiunte almeno 3 milioni di allievi nel corso della durata del programma Incoraggiare l apprendimento di lingue straniere moderne Promuovere lo sviluppo, nel campo dell apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e prassi innovative basate sulle TIC Migliorare la qualità e la dimensione europea della formazione degli insegnanti Migliorare le metodologie pedagogiche e la gestione scolastica COMENIUS - Chi può partecipare Allievi dell istruzione scolastica fino al termine degli studi secondari superiori Istituti scolastici indicati dagli Stati Membri Personale docente e altre categorie di personale di tali istituti scolastici Associazioni, organizzazioni senza scopo di lucro, ONG rappresentanti dei soggetti coinvolti nell istruzione scolastica Persone e organismi responsabili dell organizzazione e dell erogazione dell istruzione a livello locale, regionale e nazionale Centri e istituti di ricerca che si occupano delle tematiche dell apprendimento permanente Istituti di istruzione superiore Organismi che forniscono servizi di orientamento, consulenza e informazione 75

76 COMENIUS Quali attività / 1 Mobilità Individuale - Scambi di allievi e personale - Mobilità presso le scuole per gli allievi e tirocini presso istituti scolastici o imprese per il personale docente - Partecipazione di insegnanti e di altro personale della scuola a corsi di formazione - Visite di studio e preparatorie connesse alle attività di mobilità, partenariato, progetto o rete - Assistentati per futuri insegnanti COMENIUS Quali Attività / 2 Sviluppo di PARTENARIATI tra: - Scuole per elaborare progetti di apprendimento comuni con il coinvolgimento di allievi ed insegnanti ( Partenariati scolastici Comenius ) - Organizzazioni responsabili dell istruzione scolastica, al fine di stimolare la cooperazione interregionale, compresa quella fra regioni frontaliere ( Partenariati Comenius-Regio ) (Non Attivo) 76

77 COMENIUS Quali Attività / 3 Progetti Multilaterali Sviluppare, promuovere e diffondere le migliori prassi nel settore dell istruzione, compresi nuovi metodi e materiali didattici - Sviluppare o scambiare esperienze su sistemi di informazione o di orientamento particolarmente adatti agli allievi, agli insegnanti e ad altro personale coinvolto nel programma Comenius - Elaborare, promuovere e diffondere nuovi corsi o nuovi contenuti didattici per la formazione degli insegnanti COMENIUS Quali Attività/4 RETI (Networks) 10 Paesi Sviluppo dell apprendimento scolastico veloce (FORUM) Gestione Scolastica FORMATORI Legami con il Mondo del Lavoro Contenuti e servizi educativi digitali GESTIONE Agenzia ESECUTIVA (CE) 8 Reti EUROPEE Finanziate 77

78 COMENIUS Mobilità e Partenariato Azioni Min Max Finanziamento Visite Preparatorie Mobilità Insegnanti Mobilità Assistenti Partenariati Bilaterali Partenariati Multilaterali 1 giorno 1 giorno 3 mesi 2 anni 2 anni 5 giorni 6 settimane 10 mesi 2 anni 2 anni Dipende dal paese 1045 Dipende dal paese Dipende dal Paese (Vedi Tabella Successiva) (Vedi Tabella Successiva) COMENIUS PARTENARIATO PARTENARIATO MULTILATERALE BILATERALE Minimo 10 Giorni Numero Min. di mobilità per partner FINANZIAMENTO MAX per Partner

79 COMENIUS PARTENARIATO Minimo studenti di 12 anni Minimo 3 paesi per Multilaterali / 2 per Bilaterali Lingue differenti Partner associati: EELL; associazioni genitori; istituzioni formazione insegnanti Selezione Agenzia Nazionale COMENIUS PARTENARIATO ATTIVITA POSSIBILI - Scambi docenti e allievi - Scambi di buone prassi - Rappresentazioni teatrali, spettacoli musicali / Attività Sportive - Organizzazione di mostre - Lingue 79

80 COMENIUS Progetti Multilaterali Formazione degli insegnanti e sviluppo professionale del personale educativo - Nuovi metodi pedagogici Rafforzare le motivazioni degli studenti - Favorire l apprendimento per immigrati e svantaggiati (socieconomici) - Insegnamento Multiculturale COMENIUS Progetti Multilaterali /2 - Insegnamenti Trasversali (insegnamento di gruppo) - Gestione scolastica - Apprendimento Lingue - Migliorare l apprendimento di lettura e scrittura - Utilizzo di servizi educativi digitali MIN 3 Paesi MAX Contributo 75% MAX Finanziamento /Every Year (2) 80

81 COMENIUS SCADENZA Mobilità 31 Gennaio 2008 Partenariati 15 Febbraio 2008 Progetti Multilaterali - Reti 29 Febbraio 2008 LEONARDO DA VINCI ISTRUZIONE e FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA - ACQUISIRE E UTILIZZARE LE CONOSCENZE PER SVILUPPARE L OCCUPAZIONE - QUALITA E INNOVAZIONE - AUMENTARE LA MOBILITA DELLE PERSONE IN FORMAZIONE CHE LAVORANO 81

82 LEONARDO DA VINCI Obiettivi operativi Aumentare QUALITA e QUANTITA delle persone coinvolte nell istruzione e formazione professionale Sviluppare la cooperazione tra istituzioni ed organizzazioni che offrono opportunità di apprendimento, imprese, parti sociali (STAKEHOLDERS) LEONARDO DA VINCI / 2 Obiettivi operativi Sviluppo e scambio di Buone Prassi trasferimento innovazioni Trasparenza e riconoscimento delle qualifiche Promuovere l apprendimento delle Lingue Sviluppo di Buone Prassi basati sulle TLC 82

83 LEONARDO DA VINCI - AZIONI MOBILITA INDIVIDUALE - IVT Tirocini transnazionali in imprese per persone in formazione professionale iniziale (Apprendisti, allievi in formazione professionale, tirocinanti) LEONARDO DA VINCI AZIONI/ 2 MOBILITA INDIVIDUALE - PLM Tirocini transnazionali in imprese per persone disponibili sul mercato del lavoro ( Lavoratori; Autonomi ) 83

84 LEONARDO DA VINCI AZIONI/ 3 MOBILITA INDIVIDUALE - VETPRO Mobilità per professionisti nell ambito dell istruzione e della formazione professionale ( Insegnanti; Formatori; Responsabili Istituti di formazione; Responsabili formazione all interno delle imprese ) LEONARDO DA VINCI AZIONI/ 4 PARTENARIATI - Cooperazione tra Istituti di istruzione e formazione professionale, imprese e/o parti sociali - Cooperazione tra gli attori chiave in materia di istruzione e formazione professionale a livello regionale, locale e settoriale in modo da garantire la loro attiva partecipazione all attuazione del Processo di Copenaghen 84

85 Processo di Copenaghen Politica Comune in materia di Istruzione e Formazione Professionale (IFP) - Sviluppo dell orientamento e della consulenza in materia di IFP - Rapporti tra IFP e Mondo del lavoro - Sostegno alla qualità dell IFP Operatori - Cooperazione nei sistemi di IFP LEONARDO DA VINCI AZIONI/ 5 Progetti Multilaterali - Trasferimento dell Innovazione - Sviluppo dell Innovazione Reti Tematiche 85

86 LEONARDO DA VINCI MOBILITA IVT - PLM -Tirocinio Formativo svolto da un singolo partecipante, presso un impresa o istituto di formazione di un altro paese. Borse nell ambito di un PROGETTO promosso da un organismo coordinatore No domande individuali LEONARDO DA VINCI Mobilità VETPRO Progetto di MOBILITA per i professionisti incentrato sul trasferimento, sul miglioramento e sull aggiornamento di competenze e/o metodologie innovative nel campo dell IFP Borse nell ambito di un PROGETTO promosso da un organismo coordinatore No domande individuali 86

87 LEONARDO DA VINCI Mobilità Azioni Min Max Finanziamento IVT PLM VETPRO 1 settimana 2 settimane 1 settimana 9 mesi 6 mesi 6 settimane Dipende dal paese 10,000 Dipende dal paese Dipende dal paese LEONARDO DA VINCI Partenariati Principi - Miglioramento della qualità dell istruzione e della formazione professionale - Sviluppo di strumenti comuni - Potenziamento dell apprendimento reciproco - Coinvolgimento attivo di tutti gli attori chiave (imprese, parti sociali, stakeholders locali, regionali) 87

88 LEONARDO DA VINCI Partenariati Chi ne beneficia: - Istituzioni e organizzazione dell apprendimento e della formazione - Associazioni di persone in formazione, dei genitori degli insegnanti - Imprese, parti sociali, camere di commercio - Organizzazioni della formazione, della consulenza e dell informazione sui temi dell apprendimento - Centri ed enti di ricerca che si occupano di apprendimento permanente - Istituti di istruzione superiore - Organismi no-profit, associazioni di volontariato, ONG LEONARDO DA VINCI Partenariati Composizione Partenariati : Minimo 3 Partner per 3 Paesi Durata del Partenariato: 2 Anni Contributo Forfettari : /

89 LEONARDO DA VINCI Progetti Multilaterali I Progetti di TRASFERIMENTO dell innovazione mirano ad individuare una o più soluzioni innovative da adeguare e attuare nei paesi europei I Progetti di SVILUPPO dell innovazione si prefiggono di elaborare nuove soluzioni per aiutare i diversi paesi e/o settori a far fronte ad una sfida non ancora affrontata a livello europeo LEONARDO DA VINCI Progetti Multilaterali Priorità n. 1 Sviluppare le competenze dei docenti, dei formatori e dei tutor Priorità n. 2 Migliorare la qualità e l attrattiva dei sistemi e delle prassi del settore dell istruzione e della formazione professionale Priorità n. 3 La trasparenza ed il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche Priorità n. 4 Sviluppare le competenze degli adulti nel mercato del lavoro Priorità n. 5 Accrescere le competenze dei gruppi a rischio Priorità n. 6 Sviluppare l ambiente di apprendimento 89

90 LEONARDO DA VINCI Reti Le RETI dovranno supportare: (10 Reti MAX) - Le reti di stakeholder, tese ad identificare e disseminare buone pratiche formative in specifici settori e nel sistema educativo e formativo in genere, ed a sviluppare e rinforzare la cooperazione tra gli organismi di istruzione e formazione e le imprese - Le reti ECVET, tese a supportare il testing del Sistema di Trasferimento dei Crediti per l Educazione e la Formazione professionale Europeo (ECVET), nei seguenti settori chiave: Automobilistico; Industria della trasformazione, Industria, in particolare industria chimica; Trasporti e logistica; Costruzioni; Hotel e Ristorazione; Commercio; Artigianato LEONARDO DA VINCI - I Progetti di TRASFERIMENTO dell innovazione sono gestiti dall Agenzia NAZIONALE - 75% di cofinanziamento per un max di all anno - Progetti Minimo 1 Anno Max 2 anni 90

91 LEONARDO DA VINCI - I Progetti di SVILUPPO dell innovazione sono gestiti dall Agenzia ESECUTIVA (CE) - 75% di cofinanziamento per un max di all anno - Progetti: 2 anni LEONARDO DA VINCI SCADENZA Mobilità 8 Febbraio 2008 Partenariati 15 Febbraio 2008 Progetti Multilaterali Sviluppo 29 Febbraio 2008 Progetti Multilaterali Trasferimento 14 Marzo

92 GRUNDTVIG EDUCAZIONE DEGLI ADULTI Obiettivi Specifici: - Rispondere alla sfida educativa posta dall invecchiamento della popolazione europea - Contribuire a offrire agli adulti percorsi per migliorare le proprie conoscenze e competenze GRUNDTVIG Obiettivi Operativi - Qualità e Quantità della mobilità dei singoli coinvolti nell educazione agli adulti - Migliorare la cooperazione tra le organizzazioni coinvolte nell educazione agli adulti - Assistenza alle persone appartenenti ai gruppi sociali vulnerabili e a contesti sociali marginali, anziani e coloro senza qualifiche di base - Prassi innovative e trasferimento di pratiche - Promozione e sviluppo di contenuti e servizi basati sulle tlc 92

93 GRUNDTVIG - Azioni Mobilità Partenariati Progetti Multilaterali Reti GRUNDTVIG Azioni / 1 Mobilità Formazione per il personale impegnato nell educazione degli adulti in un paese europeo fino a 6 settimane. Le Modalità possono essere: - Corsi - Attività di formazione quali Tirocini o periodi di osservazione presso un organizzazione per l educazione degli adulti - Partecipazione ad Conferenze o Seminari organizzati dalle Reti GRUNDTVIG 93

94 GRUNDTVIG Azioni / 2 Mobilità Sovvenzioni per attività di formazione attinenti alle mansioni professionali sia nell ambito dell istruzione formale, non formale, informale GRUNDTVIG Azioni / 3 Categorie Eleggibili Insegnanti Formatori Responsabili di organizzazioni per adulti Personale impegnato nell educazione culturale degli adulti o che lavora con lavoratori migranti Personale che lavora con adulti con bisogni educativi speciali Personale impegnato con lavoratori a rischio di esclusione sociale (mediatori; educatori di strada) 94

95 GRUNDTVIG Azioni / 4 Partenariati Attività di cooperazione tra organizzazioni impegnate nel campo dell educazione agli adulti. Rispetto a GRUNDTVIG progetti di cooperazione multilaterali, molto orientai sul prodotto, i partenariati pongono maggiore attenzione al processo e mirano ad allargare la partecipazione a organizzazioni più piccole che vogliono includere la cooperazione europea tra le proprie attività educative. GRUNDTVIG Azioni / 4 Attività Incontri con i partner e seminari Scambi di personale Attività di ricerca Scambi di buone prassi Preparazione di perfomance Organizzazione di mostre e produzione di materiale informativo 95

96 GRUNDTVIG Azioni / 5 Elegibili Tutte le Istituzioni e organizzazioni che lavorano nel campo dell educazione degli adulti, formale, non formale e informale di almeno 3 paesi diversi Agenzia Nazionale Progetti di due anni Da a GRUNDTVIG Azioni / 6 Progetti Multilaterali - Competenze chiave - Migliorare la qualità e l accesso all educazione degli adulti - Promuovere l apprendimento degli adulti svantaggiati e migranti - Promuovere l apprendimento degli anziani 96

97 GRUNDTVIG Progetti Multilaterali (65 stimati) Agenzia ESECUTIVA Max 2 anni Max 75% di cofinanziamento per anno GRUNDTVIG SCADENZE Mobilità 31 Gennaio 2008 Partenariati 15 Febbraio 2008 Progetti Multilaterali 29 Febbraio

98 Intervento formativo Programma di azione per l apprendimento permanente Lifelong Learning Programme LLP Mod. 2 Metodologia di presentazione di un progetto Relatore dott. Aurelio Dugoni Centro Polifunzionale Via dello Stadio, 39 Comune di Enna martedì, 18 dicembre 2007 Programma 09:00 Inizio lavori Metodologia di presentazione di un Progetto 09:15 Dalla proposta/idea alla costruzione di un Progetto 11:00 Coffee break 11:15 13:00 La ricerca Partner e le difficoltà di realizzazione progettuale. Casi concreti di successo di progetti. Fine lavori PROGRAMMA DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO DEGLI OPERATORI DELLA RETE PROVINCIALE EURODESK DI ENNA ANNO 2007/

99 REF. TECNICO / OPERATORE Ingrà Vincenzo Saitta Riccardo Bonanno Loredana Saccone Rita Venturino Concetta Marino Raimondo Gagliano Luigi Di Corrado Rosaria Iacurti Anna Di Bilio Rossana Marasà Santo Dell Aera Angelina Patti Giuseppe Mellia Gaetano Taravella Michelangelo D Alessandro Giovanni Mancuso Rossella Tamburella Elisa Privitera Loredana Paradiso Concetta Di Dio Angelo Cameli Simona Vinci Concetta Arena Giancarlo Barbarino Rosaria Cantoni Luisa Pilotta Angelo Baldi Maria Birtolo Laura Papalia Eleonora ISTITUZIONE / ORGANIZZAZZIONE Comune Enna CEUR Barrafranca Comune Regalbuto Comune Regalbuto Comune Catenanuova I.T.C. L. Da Vinci P.zza Armerina Liceo F.lli Testa Nicosia I.P.I.A. Giuliano Piazza Armerina Enfap ENFAP Sicilia ENFAP Sicilia ENAIP C. Eur Barrafranca Provincia Regionale di Enna Provincia Regionale di Enna Provincia Regionale di Enna Provincia Regionale di Enna Comune di Enna Provincia Regionale di Enna Provincia Regionale di Enna Associazione Culturale L Arpa La Città del Sole Comunità Frontiera Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale Ceur Barrafranca Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale Servizio Civile Nazionale 99

100 TECNICHE DI EUROPROGETTAZIONE Competenze e professionalità Strumenti e metodi per affrontare il progetto: GOP: analisi dei Problemi e degli obiettivi LFW: è la metodologia acquisita a livello internazionale per la progettazione WBS: piano d azione; Milestone e Deliverable: Pietre miliari e prodotti WP: Attività 100

101 Buona proposta progettuale Bontà formale Bontà sostanziale Bontà estetica rispetto dei requisiti richiesti del bando (ammissibilità e presentazione) utilità del progetto (coerenza rispetto al contesto, risponde ai bisogni) fattibilità del progetto (capacità dell ente proponente, piano operativo, piano finanziario) leggibilità della proposta progettuale (schemi + sintesi) La presentazione di un progetto Sezione 1: Ente proponente Sezione 2: Descrizione del progetto Sezione 3: Piano finanziario Chi fa? Richiede la presentazione del soggetto proponente per mettere in evidenza le competenze e l affidabilità del soggetto Che cosa? Contiene la descrizione del piano operativo del progetto, con l articolazione in fasi e la definizione della dimensione temporale. Identifica le risorse coinvolte sul progetto Quanto costa? Definisce il budget dell intervento previsto per macro-aggregati 101

102 Il bando Il testo è pubblicato sulla GUCE e su internet La scadenza varia normalmente tra i 45 e i 60 giorni dopo la pubblicazione Il testo del bando Elementi salienti: Obiettivi Azioni(per scrematura di ciò che sarà finanziato) Destinatari Stati eleggibili Modalità e procedure (dov è il formulario) Stanziamento Finanziamento referente Principi della proposta Sussidiarietà; Integrazione; Cooperazione; Trasferibilità e diffusione dei risultati; Innovazione. 102

103 I partner e la gestione del partenariato Tutti i progetti devono essere presentati da un gruppo di partner di diversi Stati Membri (o Stati Terzi); E importante la Comunicazione fra Partner; Piena libertà nella scelta del partner; Possono avere caratteristiche simili, diverse, complementari Gestire bene le riunioni; Aspetti di finanziabilità di un progetto 1. Sede (localizzazione geografica, edificio) 2. Soggetto attuatore (chi realizza il progetto) 3. Beneficiari (chi riceve benefici dal progetto) 4. Fattori produttivi (mezzi utilizzati) 5. Settore (settore di appartenenza) 103

104 ...Criteri Valutazione Commissione UE Sostenibilità del progetto: il follow up del progetto, la continuazione dei benefici che esso ha apportato e dei suoi risultati. La capacità del Pj di autofinanziarsi. Continuità del Pj nella sperimentazione di: 1. Un nuovo servizio; 2. Nuova metodologia; 3. Nuovo prodotto.. il Project Management L applicazione di conoscenza, competenze, strumenti e tecniche alle attività di progetto. Bilanciando: Dimensioni, tempo, costo e qualità; Requisiti ed aspettative dei soggetti coinvolti; Requisiti bisogni ed aspettative. 104

105 Gestione del ciclo di vita del Pj (GCP) Basato su Integrated Approach e Logical Framework della Commissione UE: = X migliorare la Gestione dei progetti partendo dalla Fase di Progettazione. COS E UN PROGETTO? =Opera complessa unica e di durata limitata rivolta a produrre un risultato specifico attraverso attività correlate che comportano un impiego di risorse, un impegno di costi e che deve essere realizzata entro determinati limiti temporali Qualità Pj Risorse Tempo 105

106 Fattori di successo di un progetto Pianificazione adeguata. Un Team di progetto competente e motivato (in alcuni casi si richiede i Curricula). Sufficiente Capacità organizzativa (es.un azienda di 3 dipendenti non può presentare un Pj di 2 miliardi di euro) Focalizzazione del progetto su problemi reali (misurare i Risultati concreti) Ciclo di Progetto A.Strategia indicativa B. Definizione degli obiettivi F.Valutazione e monitoraggio C.Pianificazione delle attività E.Realizzazione D.Reperimento delle risorse 106

107 A. Fase di MacroProgrammazione ha un compito fondamentale: = Identificare da parte dei soggetti istituzionali (a livello locale, regionale, nazionale e/o settoriale). Definizione dei principi obiettivi e delle priorità Pj B. Fase di Identificazione Risultato finale = 1. Creazione della Partnership; 2. Analisi del Fabbisogno del territorio; 3. Identificazione dei beneficiari finali e delle soluzioni alternative. 107

108 C Fase di Definizione O Progettazione Esecutiva = s inizia a scrivere il PJ: Sviluppo di un Piano operativo(lw +WBS) Studio di fattibilità economico-finanziaria Definizione di un piano di Sostenibilità E.Fase di Implementazione O Realizzazione PJ Esecuzione Piano operativo di dettaglio (WBS) Fase di Valutazione: Valutazione in itinere Valutazione ex-post. 108

109 Strumenti per l analisi delle strategie: Analisi dei campi di forza Identificazione dei fattori che potrebbero promuovere o inibire il raggiungimento degli obiettivi di progetto. Analisi SWOT Identificazione di punti di forza e di debolezza del progetto Minacce e opportunità rispetto al raggiungimento dei suoi obiettivi. MATRICE LOGICA LOGICA DI INTERVEN TO INDICATO RI FONTI PRESUPPOS TI OBIETTIV O FINALITA OUTPUTS ATTIVITA INPUTS 109

110 LOGICA DI INTERVENTO Logica Definizioni Significato Obiettivo Scopo Outputs Attività Benefici socio-economici che il progetto contribuisce a raggiungere Vantaggi concreti e tangibili Tutti i vantaggi che i beneficiari ricevono grazie all attuazione del progetto Quali attività vengono svolte per la realizzazione del progetto Perché il progetto è importante per l area interessata? Perché i beneficiari dovrebbero avere bisogno del progetto? I beneficiari cosa riusciranno ad ottenere e con cosa contribuiranno al progetto? Cosa verrà fatto affinché i beneficiari ottengano i vantaggi previsti? Fase di Definizione Dopo LFW: La Verifica della Gestione dei Rischi che possono verificarsi. 110

111 Analisi dei Rischi Domanda: cosa sono i rischi? = I rischi sono eventi prevedibili Con una certa probabilità Con un impatto critico sul progetto rispetto a: Tempi di attuazione; Costi preventivati; Requisiti (se es. è previsto un numero minimo di 3 partner, meglio prevederne qualcuno in più x qualcuno di loro potrebbe abbandonarci in corso d opera) Qualità. Rischi Imprevedibili: es. terremoto, malattia capoprogetto.. Gestione del ciclo di progetto C...Fase di Definizione Il piano operativo di dettaglio (WBS) Nel Logical Framework corrisponde alle Attività 111

112 La Work Breakdown Structure (WBS) La scomposizione delle attività in sottoattività permette di: Organizzarle e gestirle più facilmente Comprenderle meglio al fine di realizzarle MILESTONES La realizzazione dei WP: è l unità di misura per verificare lo stadio di avanzamento del progetto 112

113 Workpackage Breakdown Structure Strumento di rappresentazione del progetto che suddivide le attività fino al grado di dettaglio necessario per una pianificazione ed un controllo adeguati Per ogni Workpackage: Identificazione azioni da compiere Applicazione delle metodologie più appropriate Identificazione delle risorse necessarie Determinazione della successione e della correlazione delle azioni Workpackages X ciascuna WP Tasks Milestone Attività Azioni x ciascuna Fase di PJ Attività a livello micro Deliberable Risultati Tempi Costi Ruoli (chi fa cosa) 113

114 Struttura di un progetto Diagramma di Gantt Diagramma a barre che lega pacchetti di attività al tempo necessario per portarli a termine WP 1 T 0 T 1 T 2 T 3 T n WP 2 WP 3 WP 4 WP 5 WP 6 WP 7 114

115 Il diagramma di Pert: esempio x Evento iniziale Durata dell attività Giornate-uomo richieste 3 b 1 2 a 2 4 d 1 2 c 3 3 e 1 y 2 f 2 Evento finale Percorso critico Fase di valutazione 1. La valutazione ex-ante. 2. La valutazione di sostenibilità 3. La valutazione in itinere 4. La valutazione ex post 115

116 Oggetto della valutazione A.Valutazione di impatto su Obiettivi generali Obiettivi specifici B.Valutazione di efficacia su C.Valutazione di efficienza su Obiettivi specifici Risultati Risultati Attività Mezzi La valutazione di sostenibilità Definizione di sostenibilità : = Un progetto è sostenibile quando continua a dare benefici ai beneficiari per un periodo che va al di là del finanziamento comunitario e si estende dopo la fine del progetto. 116

117 La valutazione di sostenibilità Sostenibilità del progetto: = quando apporta benefici anche dopo la fine del progetto. =o Sostenibilità Ambientale: = è l impatto del Progetto sull Ambiente. Valutazione QUALITA Impatto Efficienza Efficacia SOSTENIBILITA Elementi chiave per la Commissione UE REPLICABILITA 117

118 Coordinamento tecnico provinciale Enna Enna li, 16 aprile 2007 Ai Dirigenti degli Istituti di Istruzione Scolastica Secondaria Superiore della provincia di Enna Oggetto: Programma attività anno 2006 della Rete provinciale Eurodesk. Tematica Cittadinanza attiva: partecipazione democratica dal livello locale a quello sovrazionale. Consultazione dei giovani. Trasmissione del Report In riferimento alla consultazione dei giovani effettuata per approfondire la Tematica Cittadinanza attiva: partecipazione democratica dal livello locale a quello sovranazionale, mediante la somministrazione di un questionario agli studenti degli Istituti di Istruzione Scolastica Secondaria Superiore, si trasmettono in allegato i risultati della elaborazione dei dati acquisiti e le prime valutazioni. Per avviare un confronto sui risultati, si propone alle 22 Istituzioni scolastiche aderenti all iniziativa di coinvolgere nei prossimi giorni ed entro la prima settimana di maggio p.v., in incontri mirati di un ora i 645 studenti consultati. In tali incontri curati dai Referenti di ciascun Istituto si potranno acquisire le valutazioni ed osservazioni dei giovani che sarà utile inoltrare a questo coordinamento per orientare la fase successiva di approfondimento sui valori, le aspettative, le identità dei giovani e le potenzialità di cittadinanza attiva e di partecipazione democratica. Inoltre, si comunica che, in occasione di una prossima riunione del Coordinamento tecnico della rete provinciale Eurodesk sarà presentato l esito della consultazione e saranno stabilite di conseguenza le iniziative da intraprendere. Per informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria del Coordinamento Tecnico della Rete provinciale Eurodesk Nel ringraziare per la collaborazione si coglie l occasione per porgere distinti saluti. Il Coordinatore Tecnico provinciale Gaetano Mellia 118

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