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4 ' ( Dall indagine CENSIS 2003 Pensiamo a cosa ha significato la coesione sociale fino a tutti gli anni 80. In primo luogo, la coesione ha portato ad una lunga fase di sviluppo economico potente, che ha fondato la propria carica sul potenziale di inclusione sociale e sulla certezza di non avere limiti, né di tempo, né di qualità e quantità per le risorse prodotte. Sono stati gli anni di proliferazione della piccola impresa, della moltiplicazione delle attività di lavoro, dello sviluppo urbano, dell avvio delle opere di infrastrutturazione, che hanno dato a tutti la sensazione di potersi affermare nel processo di arricchimento quasi generale. Certamente, questo è stato possibile grazie ad una gestione del welfare fortemente pubblicistica e accentrata, che, coprendo qualunque tipo di bisogno sociale in modo indifferenziato (da quelli scolastici, a quelli sanitari, a quelli legati alla convivenza civile) ha svolto un ruolo di fondamentale sicurezza psicologica collettiva. La vitalità dei tanti imprenditori, soprattutto di realtà medie e piccole, i sistemi locali che hanno trovato la loro vocazione allo sviluppo, le reti di altri attori economici che nel tempo si sono via via consolidate, hanno tutti potuto contare sulla copertura dei bisogni sociali che lo Stato ha garantito loro Il pluralismo dei welfare Per lungo tempo il perno della coesione sociale è stato il welfare a monopolio statale. Di esso viene spesso proposta una visione riduttiva e caricaturale, di strumento prettamente clientelare finalizzato alla riproduzione del consenso politico, sottacendo il contributo decisivo che ha dato allo sprigionamento dell imprenditoria di massa, alla spinta verso il benessere, all attenuazione degli impatti sociali indotti dalla velocità socioeconomica. Nessuno ha avuto la sensazione di bruciarsi i vascelli alle spalle mettendosi a fare impresa o puntando sul lavoro autonomo o esponendosi sul piano reddituale per l acquisto della casa. La storia recente di questo welfare, però, è segnata dalla progressiva erosione del suo ruolo e, soprattutto, della capacità di risposta alla matrice quali-quantitativa della domanda. Due sono stati i fattori erosivi primari: - la ricerca crescente di personalizzazione e qualità nei servizi e nelle prestazioni che ha portato ad un aumento consistente della spesa privata per la tutela (in sanità, previdenza, istruzione e assistenza); - il gap tra bisogni e risorse disponibili, con la necessità di ripristinare il vincolo di bilancio. I due fattori hanno irradiato una pluralità di impulsi diversi, spesso contraddittori, ma la cui risultante è stata fondamentalmente la crescita di un welfare pluralista, competitivo, dove l utilità pubblica non è più sinonimo di stato. 4

5 La voglia di personalizzazione e la connessa monetabilità della domanda ha messo in campo utenti consapevoli, che accumulano e selezionano le informazioni, attivano proprie strategie di tutela e, quindi, ha fornito la base sostanziale per l articolazione dei provider nei diversi ambiti. Pubblico, privato e non profit sono diventati ormai assi portanti del welfare e, laddove si è creata la giusta dose di competizione e cooperazione, si è generata innovazione operativa e più alti livelli di qualità. Appartengono, infatti, alla storia virtuosa del welfare pluralista italiano, ad esempio, la capacità di rispondere all emergenza tossicodipendenza quando alla fine degli anni settanta si è innervata con la deriva di un intera generazione diventando fenomeno di massa, così il come il progressivo sviluppo di innovativi servizi alla persona in risposta all invecchiamento ed all aumento delle patologie cronico-degenerative, o ancora la costruzione di un settore dei trapianti e di una cultura della donazione degli organi tra le più avanzate d Europa. Il ripristino del vincolo di bilancio, invece, più che attivare la necessaria razionalizzazione per funzioni e obiettivi prioritari ha innescato un razionamento di fatto, palese e occulto, dei bisogni sociali. In sostanza, non ha contribuito a ricercare un più virtuoso equilibrio tra responsabilità individuale, familiare e pubblica, ma piuttosto ha perseguito il tentativo di spostare costi e rischi della protezione sociale sul privato, senza una valutazione delle concrete situazioni.... Comunque gli impulsi neocentralizzatori a tutti i livelli non sono riusciti ad arrestare la forza erosiva della domanda e l ormai consolidato politeismo del welfare. Il meccanismo omogeneizzante e unificatore del welfare statale ha lasciato il posto all individualizzazione dei percorsi di tutela e, a questo stadio, anche l impatto coesivo del welfare si è attenuato. Ecco perché i tentativi di riportare tutto di nuovo alla statualità come baluardo dei diritti non funziona ed è un muro dalle fondamenta friabili, sbriciolato dalla libertà di scelta direttamente finanziata e praticata dagli italiani. 5

6 ' GLOSSARIO DEL NON PROFIT TERZO SETTORE Con l espressione Terzo settore si intende, secondo la terminologia economica, l insieme dei soggetti non profit. Questo insieme è Terzo in quanto contrapposto e complementare ai due attori fondamentali del sistema economico: lo Stato e il Mercato. La contrapposizione si basa sul fatto che le organizzazioni appartenenti al Terzo settore sono soggetti di natura privata ma volti alla produzione e alla allocazione di beni e servizi a valenza pubblica o collettiva. La complementarietà è invece la grande sfida di questi anni, da quando si è smesso di considerare semplicisticamente il settore non profit come una nicchia ma lo si è cominciato a considerare in una logica complessa di relazioni, di cooperazione e di competizione, con l agente pubblico e con le imprese private. ASSOCIAZIONI L associazione si costituisce attraverso un contratto con cui le parti mirano a realizzare un interesse comune a tutti i soggetti che vi partecipano. Scopo dell associazione è soddisfare i bisogni di natura ideale o comunque non economica dei propri membri. I riferimenti legislativi sono contenuti negli artt. 12 e seguenti del Codice Civile. COMITATI All origine del comitato c è un contratto attraverso il quale i promotori intendono esercitare in comune un attività di raccolta dei fondi necessari alla realizzazione dello scopo di interesse pubblico da realizzare. I riferimenti legislativi sono contenuti negli artt. 39 e seguenti del codice civile COOPERATIVE SOCIALI Le cooperative sociali sono cooperative costituite con lo scopo di sostenere la promozione umana e l'integrazione sociale e lavorativa dei cittadini appartenenti alle cosiddette categorie svantaggiate e deboli (ex carcerati, disabili, ragazze-madri ecc.). Sono disciplinate dalla legge n. 381 dell'8 novembre 1991 che le suddivide in due tipologie: Tipo A - Perseguono l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale attraverso la gestione dei servizi socio sanitari ed educativi Tipo B - Svolgono attività agricole, industriali, commerciali o di servizi finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. FONDAZIONI Le fondazioni sono organizzazioni senza fine di lucro, dotate di un proprio patrimonio, impegnate in molteplici settori: assistenza, istruzione, ricerca scientifica, erogazioni premi e riconoscimenti,formazione, ecc La loro esistenza è prevista dal Codice Civile negli artt. 12 e seguenti e la loro struttura giuridica può variare a seconda della tipologia. Una particolare categoria è rappresentata dalle fondazioni bancarie che, dopo un lungo processo di riforma, si stanno trasformando in organizzazioni private senza scopo di lucro impegnate esclusivamente in attività di pubblica utilità. 6

7 ONG Organizzazioni Non Governative Le ONG sono organizzazioni private che operano nel campo della cooperazione allo sviluppo e della solidarietà internazionale. La loro attività nell'ambito della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo è disciplinata dalla legge 49/87 che prevede la concessione, da parte del Ministero degli Affari esteri, del riconoscimento di idoneità. ONLUS - Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale Le ONLUS, disciplinate dal D. Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460, costituiscono una categoria di enti rilevante solo ai fini fiscali, destinataria solo di un regime tributario di favore in materia di imposte sui redditi, di imposta sul valore aggiunto, di altre imposte dirette nonché di ulteriori specifici tributi. Possono diventare ONLUS associazioni, fondazioni, comitati, società cooperative, altri enti privati con o senza personalità giuridica operanti in determinati settori indicati dal decreto legislativo. Organizzazioni di volontariato Rientrano nella definizione legislativa di organizzazioni di volontariato tutti gli organismi liberamente costituiti per svolgere attività senza fine di lucro per scopi esclusivi di solidarietà e che si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. Tale definizione è contenuta nella legge quadro 11 agosto 1991, n. 266; ogni Regione ha poi deliberato una propria legge regionale che disciplina sul proprio territorio il riconoscimento delle organizzazioni di volontariato e ne gestisce il Registro regionale. 7

8 ' '5865'6 Il non profit in Italia e'un fenomeno sempre più rilevante, sotto il profilo sociale ma anche sotto quello economico, secondo le rilevazioni dell'istat che parlano di un giro d'affari annuo di 73mila miliardi. Il primo censimento delle organizzazioni e delle imprese non a scopo di lucro e'stato presentato a Roma, presso l'istituto di Statistica. Ecco le cifre più rilevanti. Nel non profit lavorano, regolarmente retribuite, 630mila persone, (pari al 3.04 dell intera forza lavoro e pari al 5 nel settore dei servizi). 'una quota rilevante -sottolinea l'istat - anche ai fini dei conti economici nazionali ': 532mila sono lavoratori dipendenti, 80mila addetti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, 18mila lavoratori distaccati o comandati da altre impreso o istituzioni. A questi vanno ad aggiungersi 3,2 milioni di volontari, 96mila religiosi e 28mila obiettori di coscienza. Le istituzioni non-profit attive sono in tutto Di queste, la metà e'localizzata nell'italia settentrionale e i due terzi circa svolgono attività prevalentemente nel settore cultura, sport e ricreazione. In termini assoluti la Lombardia ( istituzioni), il Veneto (21.092), l'emilia Romagna (19.160) e la Toscana (18.021), sono le regioni in cui si registra il maggior numero assoluto di enti non profit. Il Trentino (88,7) e la Valle d'aosta (69,2) sono quelle in cui è concentrato il numero più elevato di organizzazioni ogni 10mila abitanti. Nel 91,3 dei casi si tratta di associazioni, riconosciute (61.313) e non ( ). Tuttavia sono attive anche Fondazioni e cooperative sociali, le quali sebbene meno numerose ricoprono un ruolo molto significativo per le attività svolte, la quota di occupati utilizzati e la consistenza economica delle loro iniziative. Nel complesso, il giro d'affari dichiarato dalle istituzioni del non profit e'di 73mila miliardi di entrate e 69mila miliardi di uscite: 4mila miliardi in più le entrate, rispetto alle uscite. Il 63,1 delle imprese censite ( ) operano nel settore cultura, sport e ricreazione. Segue il settore dell'assistenza sociale, nel quale e'attivo l'8,7 delle istituzioni (19.234). A seguire le relazioni sindacali e la rappresentanza di interessi (7,1 pari a organizzazioni), istruzione e ricerca (5,2 peri a unità), sanità (4,4 pari a unità), tutela dei diritti e attività politica (3,1, pari a unità), attività di formazione e promozione religiosa (3,1, pari a unità),. dello sviluppo economico e coesione sociale (2, organizzazioni), dell'ambiente (1,5, pari a unità), della cooperazione e solidarietà internazionale (0,6, unità'), della filantropia e promozione del volontariato (0,6, unità). ' 8

9 ' : &5'> $3 )&)/ 2 '5)'$&/ ')?$ 1 "BNL per Telethon" Progetto Nome progetto "BNL per Telethon" Periodo di attuazione 2002 Azienda partner Nome Banca Nazionale del Lavoro Categoria merceologica Intermediazione monetaria Sito Responsabile progetto Silvia Diaconale responsabile progetto Organizzazione partner Nome Comitato Telethon Fondazione Onlus Settore di attività Salute / Ricerca Scientifica Sito Responsabile progetto Livia Piermattei responsabile progetto Comunicazione / Agenzia di pubblicità o PR Nome n.d. Responsabile progetto n.d. Budget BNL ha impegnato tutte le proprie risorse e il proprio know-how per sostenere la partnership: circa un milione di euro di investimento in comunicazione per Telethon nel solo 2002, 650 agenzie e promotori finanziari e tutte le società del gruppo dedicate all'iniziativa, produzione di materiale pubblicitario e monitoraggio complessivo degli eventi locali. Background L'impresa e il sociale La Banca Nazionale del Lavoro ha sempre dedicato grande attenzione ai temi della responsabilità sociale, facendosi promotore e sostenendo iniziative che spaziano dallo sviluppo di progetti di solidarietà a partnership e sponsorizzazioni cult urali e sportive. La responsabilità sociale di BNL comincia dalla centralità della persona : cliente, dipendente, investitore. Conoscere le esigenze del cliente ha, infatti, aiutato a ripensare le infrastrutture, i sistemi e le procedure, il processo di ideazione e realizzazione dei prodotti, l'organizzazione delle strutture commerciali e dei canali di vendita. Le politiche di Responsabilità Sociale d'impresa si concretizzano nel 2001 per BNL in donazioni a enti e associazioni nonprofit per oltre euro e in sponsorizzazioni a sostegno del sociale, della cultura e dello sport per euro: il 32,83 per aiuti umanitari e sociali; il 58,64 per la cultura; l'8,52 per lo sport. Il 2002 è inoltre stato l'anno in cui BNL ha celebrato i suoi undici anni di impegno a fianco di Telethon, la fondazione che raccoglie fondi per finanziare la ricerca sulle malattie genetiche. Il legame tra Banca Nazionale del Lavoro e Telethon rappresenta un caso di assoluto successo nell'area del nonprofit. BNL, banca ufficiale di Telethon, ha assicurato in questi undici anni, con 9

10 grande coinvolgimento di uomini e strutture, un contributo importante alla ricerca scientifica sulle malattie genetiche raccogliendo 98 milioni di euro e attestandosi così come il primo partner della raccolta fondi. La BNL ha raggiunto anno dopo anno maggiori record di raccolta; in modo particolare nell'edizione della maratona televisiva 2002 ha realizzato il 60 circa della raccolta totale con oltre 13 milioni di euro. Una partnership quindi che è testimonianza di un vero primato nazionale nell'ambito della Responsabilità Sociale, sia sotto il profilo della cultura d'impresa sia sotto quello dei risultati operativi. BNL ha pubblicato nel 2002 il suo primo bilancio della responsabilità sociale relativo all'esercizio 2001, uno strumento che descrive, analizza e misura - per la prima volta in un'unica pubblicazione i rapporti qualitativi e quantitativi che la Banca intrattiene con i propri interlocutori: clienti, investitori, dipendenti, esponenti della business community, operatori del nonprofit. Questo primo bilancio non è solo un resoconto sociale a completamento dei dati già diffusi nel bilancio civilistico 2001, ma si pone l'obiettivo di valorizzare in forma strutturata la storia e le esperie nze più recenti maturate dal Gruppo BNL in ambito etico e sociale, comunicando l'insieme dei valori che ne caratterizzano la cultura d'impresa con la massima chiarezza. Il percorso di BNL verso lo sviluppo e la pianificazione di progetti e attività di responsabilità sociale proseguirà in maniera sempre più attiva nel L'organizzazione Il Comitato Telethon Fondazione Onlus è un ente senza finalità di lucro che persegue come finalità principale il finanziamento della ricerca medico-scientifica sulle malattie genetiche. Il Comitato Telethon, attraverso la sensibilizzazione dell opinione pubblica raccoglie fondi da destinare al finanziamento di eccellenti progetti di ricerca. L attività istituzionale è, dunque, quella erogativa. Attraverso un meccanismo molto rigoroso, il Comitato Telethon seleziona progetti innovativi che facciano avanzare la conoscenza nel campo delle malattie genetiche e che abbrevino la strada verso la terapia. I finanziamenti sono diretti sia a progetti di ricerca esterna, ovvero ottenuti da ricercatori che lavorano presso enti di ricerca italiani pubblici o privati nonprofit, sia a progetti di ricerca interna, ovvero ottenuti da ricercatori strutturati all interno di uno degli Istituti Telethon. Oltre a questo il Comitato Telethon è impegnato in diverse attività di raccolta fondi e in varie iniziative editoriali. Attraverso queste ultime il largo pubblico viene informato sulle attività istituzionali e su tematiche sociali e di ricerca relative alle malattie genetiche. Telethon ha ricevuto nel 2001 l'oscar di Bilancio e della Comunicazione nonprofit. Obiettivi del progetto "BNL per Telethon" è maratona televisiva. Quindi è raccolta di fondi per realizzare la missione del Comitato Telthon, ma non finisce con la maratona. Spenta la TV, i dipendenti BNL continuano tutto l'anno a sensibilizzare e a informare il grande pubblico sull'importanza della ricerca scientifica, unica possibilita' di salvezza per le persone colpite da una malattia genetica. Strategia L'ultima frontiera del conflitto sta nella difficile coesistenza tra i valori della globalizzazione e quelli dell'appartenenza. Nel mondo reale con le sue imperfezioni e le sue asimmetrie, il meccanismo redistributivo delle risorse e della ricchezza deve tenere conto dell'altro, ovvero delle interdipendenze e delle interazioni strategiche. BNL, nell'esercizio dell'attività ordinaria di erogazione del credito, ha sempre operato tenendo conto dei riflessi sociali del suo core business. La partnership con Telethon si muove sui binari del "dono ut dones". BNL è forse l'unica grande azienda al mondo ad avere instaurato una forma di interdipendenza biunivoca e consolidata con un'organizzazione nonprofit, in nome della solidarietà. Descrizione del progetto 10

11 BNL è partner di Telethon per la maratona a favore della lotta contro le malattie genetiche. Oltre a mettere a disposizione le sue agenzie per tutta la durata della maratona televisiva, BNL assiste Telethon 365 giorni all'anno, sia facendo da punto di raccolta dei fondi, sia gestendo gratuitamente gli investimenti finanziari di Telethon, sia promuovendo Telethon anche attraverso l'organizzazione di eventi locali. Comunicazione e supporto Alcune delle iniziative di comunicazione intraprese da BNL a sostegno del progetto, nel più ampio quadro del Piano di Comunicazione Integrata, sono state le seguenti: eventi speciali, salvadanai dedicati, interventi in trasmissioni televisive, organizzazione di cene con clienti "gioiello" del private banking attivazione di apposite procedure informative Intranet e Internet, impegno volontario di tutto il personale della Banca come perno motore della macchina organizzativa di Telethon, con il 93 delle dipendenze aperte, attività di comunicazione interna, utilizzo di nuove strutture Bancomat, conti correnti dedicati. Risultati Relativi al progetto In 11 anni di partnership BNL ha raccolto quasi 100 milioni di Euro (45 del totale) consentendo a Telethon di diventare una realtà di primaria importanza nel sostegno alla ricerca scientifica in Italia. Nell'edizione della maratona televisiva 2002 ha realizzato il 60 circa della raccolta totale con oltre 13 milioni di euro. BNL ha aumentato e consolidato negli ultimi 3 anni la propria share; è auspicabile, quindi, che la partnership prosegua nel corso degli anni. Relativi all'impresa Telethon è per BNL un'occasione per presentare al mondo la sua leadership culturale e operativa nel settore nonprofit. La partnership BNL-Telethon ha contribuito a realizzare un'ottima performance in termini di brand equity, permettendo a BNL di detenere la leadership con oltre il 14 del ricordo totale banche. BNL è lo sponsor di Telethon più citato in modo spontaneo e sollecitato. L'indagine di clima ha evidenziato la leadership valoriale di BNL associata a Telethon. BNL è il leader assoluto della maratona. Nel 2002, con 13.5 milioni di Euro, ha raccolto circa il 60 del totale. Relativi al personale Miglioramento dello spirito di squadra, rafforzamento dell'orgoglio di appartenenza e sana competizione per una gara di solidarietà. Telethon è un momento di aggregazione che ha facilitato il confronto- incontro tra management e stakeholder interni. 11

12 "Coop per i bambini del Sud del mondo" Progetto Nome progetto "Coop per i bambini del Sud del mondo" Periodo di attuazione 2002 Sito Azienda partner Nome Coop Consumatori Nordest Categoria merceologica Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati Sito Responsabile progetto Andrea Mantero - Collaboratore per la Responsabilità Sociale responsabile progetto Organizzazione partner n. 1 Nome Caritas Diocesana - Parma Settore di attività Attività delle organizzazioni religiose Sito Responsabile progetto Flavia Lonardi responsabile progetto Organizzazione partner n. 2 Nome GVC - Gruppo Volontariato Civile Onlus - Bologna Settore di attività ONG Sito Responsabile progetto Luigi Seghezzo responsabile progetto Organizzazione partner n. 3 Nome Arci Cultura e Sviluppo - Roma Settore di attività ONG Sito Responsabile progetto Agostino Bistorelli responsabile progetto Comunicazione / Agenzia di pubblicità o PR Nome Coop - Area Comunicazione Istituzionale Responsabile progetto Mauro Poletti Budget n.d. Background L'impresa e il sociale La Coop Consumatori NordEst è una rete di vendita in ipermercati e supermercati dell'emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia dal Alla base della politica della Coop è la creazione e la gestione, da parte dei consumatori associati, di aziende distributive che perseguono obiettivi di carattere sociale e di interesse collettivo, quali la tutela della salute e dell ambiente, l informazione e l educazione dei consumatori, l impegno verso le giovani generazioni, l ammodernamento e lo sviluppo del sistema distributivo italiano. La Coop ritiene vitale per la comunità lo sviluppo di una cooperazione democratica, unita e efficiente, con scopi di mutualità, di solidarietà verso i più deboli e svantaggiati, di equità e di benessere e senza fini di speculazione privata. Coop ha un'intensa attività sociale, locale e internazionale, che sta integrando sempre più strettamente con quella commerciale nel corso del passare degli anni. Valga ad esempio il fatto che 12

13 Coop è stata la prima catena italiana di grande distribuzione organizzata, a recepire, con risultati positivi, l esperienza del Commercio Equo e Solidale. Coop, da sempre sensibile ai problemi dei paesi del sud del mondo, ha promosso una serie di iniziative finalizzate al loro autosviluppo, obiettivo di primaria importanza, che si traduce per Coop in un impegno concreto e tangibile. La promozione di nuove imprenditorialità e la valorizzazione delle risorse umane e naturali sono elementi decisivi, a giudizio di Coop, per uno sviluppo effettivo da cui scaturisca, per migliaia di poveri, un riscatto morale, sociale ed economico dallo sfruttamentodei paesi ricchi. Coop, coerentemente con i principi di solidarietà e di "autosviluppo" di cui si è fatta promotrice, è intervenuta con aiuti concreti al fine di contribuire alla crescita dei paesi economicamente più svantaggiati. Di conseguenza, ha destinato risorse proprie a progetti, individuando le priorità, le zone di intervento e gli obiettivi. Inoltre, a garanzia del proprio impegno, Coop ha ottenuto nel dicembre 1998 la certificazione etica SA 8000 per i propri prodotti a marchio ed ha avviato una campagna di sensibilizzazione dei propri fornitori. Partecipazione dei soci, identità cooperativa e responsabilità etica e sociale dell'impresa, integrazione tra le cooperative del Distretto Adriatico: sono questi i temi che saranno al centro dell'impegno della cooperativa anche nel corso del 2003, sulla base delle indicazioni scaturite dalla Convention Sociale di Trento dell'ottobre scorso. Le organizzazioni La Caritas Italiana è l'organismo pastorale costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana al fine di promuovere, anche in collaborazione con altri organismi, la testimonianza della carità della comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell'uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica. Caritas Italiana promuove, attraverso Caritas Internationalis, a livello internazionale: interventi di emergenza, progetti di sviluppo, microrealizzazioni, iniziative di animazione e formazione sulle tematiche della mondialità e della cooperazione internazionale, collegamento con altri organismi, prioritariamente quelli ecclesiali e d ispirazione cristiana. Particolare attenzione è data ai risvolti pedagogico promozionali dei diversi interventi curando soprattutto il coinvolgimento delle Caritas Diocesane. Il GVC - Gruppo di Volontariato Civile nasce a Bologna il 21 maggio E un associazione senza scopo di lucro riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri Italiano come organismo idoneo a promuovere e realizzare progetti di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo (ONG) e nel 1998 assume la denominazione di ONLUS. Nel 2002 GVC ha gestito 79 programmi di cooperazione, co-finanziati da 18 differenti linee di finanziamento, oltre a diversi micro-progetti che derivano da attività di solidarietà e sensibilizzazione sul territorio nazionale e ad altri finanziati direttamente da loco che vanno ad integrare e completare attività dei progetti principali. GVC è attualmente presente in 8 aree geografiche ed in 24 Paesi del Sud del Mondo, dove è organizzato con rappresentanti e uffici di coordinamento. Mentre in Italia ha costituito gruppi d appoggio nelle Marche, in Liguria e nelle Province autonome di Bolzano e Trento, oltre che in diverse città dell Emilia Romagna. La complessità e la molteplicità di attività di GVC, nonché la presenza in numerose aree territoriali, sono un fattore qualificante perché rappresentano un vasto patrimonio di esperienze e consentono, anche, una professionalità diversificata per territorio di appartenenza. L'Arci - associazione di promozione sociale alla quale aderiscono più di un milione di soci, organizzati in oltre circoli - promuove la partecipazione attiva dei cittadini alla costruzione della società. L'Arci affonda le sue radici nella storia stessa del nostro Paese, nelle importanti esperienze mutualistiche e solidaristiche della fine del XIX secolo. In queste origini sta anche la solidarietà internazionale e l'impegno per la pace e per la giustizia sociale. Valori profondamente impressi nel patrimonio genetico dell Arci. Le lotte a sostegno della liberazione dei popoli, per la pace e la 13

14 democrazia, i diritti umani, per la convivenza hanno segnato la sua identità culturale. Valori che hanno dato vita ad una fitta rete di rapporti con associazioni di cittadini in tutto il mondo. Da queste relazioni nascono i progetti della campagna Attivarci, portata avanti da Arci Cultura e Sviluppo. Arci Cultura e Sviluppo - l'organizzazione non governativa dell'arci che realizza e gestisce i progetti di solidarietà internazionale, si impegna a comunicare puntualmente ai sostenitori della campagna l'utilizzo dei fondi e lo stato di realizzazione dei progetti. Obiettivi del progetto Il progetto interno di Caritas Diocesana di Parma, punta a realizzare adozioni a distanza in Brasile, Etiopia ed Eritrea. Si tratta di un aiuto a distanza per i bambini che vivono in situazioni di precarietà e miseria. L'adozione consiste in un contributo finanziario che per un anno garantisce al bambino la frequenza della scuola, l'assistenza sanitaria ed un'alimentazione adeguata. Il progetto interno di GVC - Gruppo Volontariato Civile Onlus, punta a condurre interventi di sostegno all'infanzia in paesi del Centro America. In Nicaragua verranno aiutati bambini e adolescenti costretti a vivere in una situazione a rischio permanente di violenza. In Guatemala e in Honduras si intende migliorare l'alimentazione e le condizioni di vita e l'integrazione scolastica di bambini appartenenti a comunità indigene. Si intende inoltre portare aiuti urgenti (generi alimentari, coperte, tende e medicine) ai profughi afgani. Il progetto interno di Arci, punta a potenziare l' assistenza educativa e sanitaria ai bambini dei campi profughi di Hebron-Palestina. Gli obiettivi sono il potenziamento della biblioteca e dell'ambulatorio del campo, che ospita circa persone. Strategia Coop Consumatori NordEst prevede, tra le varie divisioni, l'area Soci e Identità, il cui scopo è garantire che gli ideali cooperativi siano sempre a fondamento delle politiche aziendali, pur in una realtà che non può prescindere da una competizione economica forte e improntata al rinnovamento. Il direttore dell'area ha impostato e gestito il programma, forte dei mezzi multidisciplinari che la propria area mette a disposizione e del coinvolgimento degli uffici dell'area, condizione - questa - fondamentale per rendere il progetto effettivamente applicabile e per garantirne il corretto funzionamento. La scelta dei progetti da sostenere è avvenuta attraverso sedute di consultazione con le organizzazioni nonprofit per capire che tipo di progetti dovessero essere prioritari. Alcuni progetti erano già in corso d'opera e necessitavano di nuove risorse economiche, altri sono stati avviati ex novo proprio per il progetto "Coop per i bambini del Sud del mondo". Le procedure di selezione e pianificazione dei progetti sono avvenute in modo chiaro e corretto con un accordo formale che ha sottointeso i diritti e i doveri e la volontà di Coop Consumatori NordEst di stabilire rapporti di partnership con queste associazioni, per ottenere valore aggiunto in termini di reputazione e per contribuire in maniera effettiva a innescare processi pro-attivi per uno sviluppo sostenibile Descrizione del progetto La raccolta dei fondi da destinare ai tre progetti interni delle organizzazioni partner viene effettuata in questo modo: ogni socio Coop titolare della Coop card (la fidelity card dell'azienda) può, se già in possesso di punti- fedeltà, donarli al progetto prescelto tra quelli che trova descritti nel catalogo premi. Ogni donazione di punti porta 155 euro all'associazione promotrice del progetto prescelto, e la donazione viene raddoppiata dall'azienda, per un totale di 309,87 euro a favore del progetto. I punti possono essere raccolti anche da più soci insieme, sommando 9000 punti da un massimo di tre carte Sociocoop (o da tre carte più da altre tre carte). L'abbinamento delle carte può essere fatto direttamente dai soci o delegato alla cooperativa. In alternativa si può formare un gruppo di soci (massimo 18) e raccogliere singole quote di 500 punti o multipli di 500. Chiunque può formare un gruppo: genitori di una scuola, membri di un'associazione, colleghi di lavoro, vicini di casa. 14

15 Infine, anche il singolo socio può donare 500 punti direttamente dalle casse. Comunicazione e supporto Coop Consumatori NordEst ha usufruito dei canali di comunicazione che la struttura aziendale ha a disposizione: affissione in tutti i punti vendita di cartelloni informativi; distribuzione di depliant informativi; pubblicità periodiche su Radiocoop; speciali della rivista "Consumatori"; conferenze nei distretti di Parma, Cavriago, Colorno; distribuzione nei punti vendita di depliant informativi di rendicontazione; Telefono verde. Risultati Relativi al progetto In 3 anni ( ) Coop Consumatori NordEst ha raccolto quasi 1 milione di Euro che hanno permesso la piena realizzazione dei tre progetti interni alle organizzazioni partner. Nel 2001 la partecipazione attiva dei soci Coop è stata ancora maggiore dell'anno precedente: hanno aderito oltre 14mila soci e con i punti Sociocoop donati, il cui valore è stato raddoppiato dalla cooperativa, si è raggiunto un contributo totale ai quattro progetti di euro, pari a 997 milioni di lire: quasi un miliardo di lire a favore di chi vive in condizioni di estrema povertà per ridargli speranza nel futuro. Risultati interni a Caritas relativi al 2001: 916 adozioni a distanza, 309,87 Euro per ogni singola adozione, Euro contributo complessivo. Risultati interni a GVC relativi al 2001: n.d. Risultati interni ad Arci relativi al 2001: n.d. Relativi all'impresa L'iniziativa è servita a dimostrare che le strategie di marketing aziendale per la fidelizzazione (carta Sociocoop e catalogo premi) sono sempre più impostate verso i valori aziendali cooperativi di mutualità e aiuto reciproco. Da un'indagine appositamente realizzata, è emerso che l'impegno sociale di Coop ha contribuito ad innalzare il livello di fiducia riposta dai consumatori. Relativi al personale I dipendenti sono stati formati con lettere aziendali e con sedute informative sul funzionamento delle procedure di raccolta fondi e sulle motivazioni che sono alla base di queste iniziative. I soci volontari e i presidenti dei distretti si sono attivati per pubblicizzare ai soci consumatori l'importanza dell'iniziativa e per sollecitare le donazioni. Fondamentale il coinvolgimento delle funzioni aziendali toccate dall'iniziativa: i responsabili della carta socio-coop; i responsabili del catalogo-soci; i redattori della rivista Consumatori; i responsabili della comunicazione istituzionale; i dipendenti dei punti vendita; gli addetti al servizio Telefono verde. 15

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SOMMARIO PARTE PRIMA: IDENTITÀ DEL COMITATO ITALIANO PER L UNICEF ONLUS 8 PARTE SECONDA: RELAZIONE SOCIALE 18

SOMMARIO PARTE PRIMA: IDENTITÀ DEL COMITATO ITALIANO PER L UNICEF ONLUS 8 PARTE SECONDA: RELAZIONE SOCIALE 18 SOMMARIO LETTERA DEL PRESIDENTE 4 NOTA INTRODUTTIVA E METODOLOGICA 6 IL COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER 7 PARTE PRIMA: IDENTITÀ DEL COMITATO ITALIANO PER L UNICEF ONLUS 8 1.1 CONTESTO DI RIFERIMENTO 9

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