Lavoro e Tecnostress la sindrome della generazione always on

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1 obiettivo. Tuttavia, a ispetto i una (ipotetica) migliore prouttività, la continua reperibilità el lavoratore e la conseguente sua impossibilità a sottrarsi ai contatti lo pongono nella conizione i non staccare mai o comunque i essere (quasi) sempre contattabile, ano corso a situazioni che potrebbero generare stress. Come mostrano i risultati i una ricerca conotta a Sonnentag (2005) risponere alle azienali anche prima i ormire, fare telefonate i lavoro nel fine settimana oltre a minare il benessere psicofisico provoca, nel tempo, una minore efficienza. Queste sono alcune elle consierazioni che emergono alle pagine i un opuscolo Nuove tecnologie in materia i comunii Marco Michelli Giornalista esperto in politiche ella prevenzione Lavoro e Tecnostress la sinrome ella generazione always on Intervista a Carlo Galimberti 1 e Francesco Bacchini 2 Qualche anno fa fece scalpore uno spot televisivo i una compagnia telefonica nazionale. Ripreneva un testimonial eccezione - quel Leonaro Di Caprio all epoca iolo ei teenager quale protagonista el pluripremiato film Titanic - isteso al sole in un prato incolto, circonato alla natura. In questa atmosfera agreste ai colori rosa arancioni ell'alba e con minuscoli insetti che si lasciano toccare in un contesto i magia e i serenità improvviso si sentiva la vibrazione i un cellulare e Di Caprio, solo per un attimo in ubbio iceva a se stesso: Non ora, restano a goersi l atmosfera senza nemmeno guarare chi fosse a cercarlo. La tecnologia è importante, ma anche tutto il resto recitava lo slogan. Eravamo nel 2000, ma a istanza i ieci anni lo spot firmato al regista Chris Cunningham iventa più che mai attuale. Infatti, cellulari, smartphone, tablet, ecc. fanno parte integrante ella nostra vita quotiiana renenoci costantemente connessi. Si parla i persone Always on, ossia sempre raggiungibili. Ebbene, in ambito lavorativo, caratteristica i questa connessione perenne è la possibilità i svolgere la propria attività inipenentemente al luogo e al momento. Grazie agli strumenti messi a isposizione alla tecnologia il valore i spazio e tempo si relativizza, poiché utilizzanoli il lavoratore può continuare a prourre oltre i confini ell ufficio e oltre i tempi estinati contrattualmente a tale 1 Professore Orinario i Psicologia sociale ella comunicazione presso la Facoltà i Lettere e Filosofia ell Università cattolica el Sacro Cuore i Milano. 2 Professore Aggregato i Diritto el lavoro presso il Dipartimento i Scienze economico azienali e iritto per l economia ell Università egli Stui i Milano - Bicocca. 96 ambiente & sicurezza sul lavoro

2 cazione e tutela ella salute nel lavoro, realizzato a Assolombara proprio per parlare agli operatori el settore i un nuovo aspetto collegato al benessere lavorativo: il Tecnostress. Per approfonire la tematica abbiamo intervistato ue Professori universitari, Carlo Galimberti e Francesco Bacchini, che hanno collaborato alla realizzazione el Quaerno sopra citato e che a iverso tempo hanno iniziato a occuparsi i questa nuova sinrome. Galimberti: Tra i possibili effetti ella costellazione i comportamenti inaeguati nell uso i questi nuovi artefatti per il lavoro e la comunicazione il più rilevante è ITSO (Inability To Switch Off), ovvero lo stress a iperconnettività. Si tratta ella variante i una sinrome nota come workaholism, escritta scientificamente all inizio egli anni Settanta, come il isturbo che caratterizza chi non riesce mai a staccare al lavoro. Il workaholic pone l attività la Prof. Galimberti, può arci una efinizione i Tecnostress? L utilizzo elle nuove tecnologie per la comunicazione porta a iniviuare ue elementi quali possibili cause elle situazioni i stress: per la prima volta nella storia el lavoro umano è possibile svolgere la propria attività inipenentemente al luogo e al momento in cui ci si trova; gli artefatti igitali che utilizziamo per lo svolgimento el nostro lavoro ci permettono i essere (quasi) sempre reperibili. La congiunzione i questi ue fattori e il loro stabile inseiamento nella conizione lavorativa i un numero sempre crescente i lavoratori stanno eterminano in loro la conizione i tecno stressati. Con il termine tecnostress, infatti, si vuole inicare una sinrome nuova, la cui causa può essere appunto iniviuata, in prima approssimazione, nell uso costante, simultaneo e eccessivo i tecnologie ell informazione e i apparecchi informatici igitali in situazione i mobilità e non-mobilità. Quali le principali conseguenze? punti i vista Galimberti: A volte il tecnostress viene confuso con l ansia tecnologica; per non caere in questo errore è sufficiente tenere presente che gli effetti negativi che il rapio mutare ella tecnologia può avere sulla vita lavorativa elle persone si manifestano generalmente in rapporto a attività ben precise - come programmare riunioni, reigere business plan, gestire scaenze che richieono la preparazione i ocumenti conivisi, ecc. - e non in relazione a generiche paure i essere inaeguati rispetto all uso elle tecnologie stesse. Si tratta i una sinrome che, quano colpisce, affligge le persone sul piano fisico, psichico e relazionale e le imprese su quelli prouttivo, organizzativo e economico. Il termine sinrome usato per enotare il fenomeno, rimana a un insieme - etimologicamente un concorso - i sintomi i cui non sono ancora ben noti caratteristiche e effetti, ma su cui i ricercatori i varie iscipline hanno già cominciato a riflettere, ano corso sia a inagini i natura conoscitiva (inchieste, sonaggi, ecc.), sia a ricerche i natura osservazionale. Il termine è spesso associato al workaholism, perché? ambiente & sicurezza sul lavoro

3 punti i vista vorativa prima i ogni altra, persino prima egli affetti familiari e ella propria stessa salute. Il tecnostress riguara tutti i lavoratori o ci sono settori i attività maggiormente a rischio? Galimberti: Certamente può colpire tutti i lavoratori che utilizzano a ciclo continuo strumenti tecnologici per essere sempre reperibili. Per ora il fenomeno sembra toccare maggiormente il settore ei servizi più che quello manifatturiero; va comunque tenuto presente che, al i là ella compenetrazione ei ue settori, la spinta all aozione i artefatti web 2.0 in tutti gli ambiti i lavoro appare sempre più forte. Di fatto, non si può parlare i settori a rischio, quanto i ruoli che sono collegati h24 a un ambiente i comunicazione immeiata al quale non si staccano, soprattutto mentalmente. Dunque, al momento potremmo ire che si tratta in special moo i irigenti e el personale che gestisce la comunicazione con l esterno ell aziena (e persino el personale el Servizio Prevenzione e Protezione, sempre a isposizione ). Tuttavia, parlare i specifiche categorie è un errore: i problemi sono connessi con un uso inaeguato elle nuove tecnologie al punto, paraossalmente, a complicare e non a semplificare la conciliazione tra tempi i lavoro e tempi i vita e questo tipo i uso si sta allargano a tutti i settori lavorativi, senza contare le implicazioni a livello sociale e collegati ai rapporti familiari o alla ifficoltà i crearsi ei momenti i svago (sono questi temi presenti negli stui eicati al tema el work-family balance e el c.. smart working, questione assai interessante che meriterebbe una trattazione specifica). Del resto capita molto spesso i veere persino in spiaggia persone connesse, eite a intervenire a una riunione i lavoro, magari urante le proprie ferie Prof. Bacchini, perché in Italia c è ancora poca attenzione al fenomeno? CHI È CARLO GALIMBERTI Dal 2001 professore orinario i Psicologia sociale presso la Facoltà i Lettere e filosofia ell Università Cattolica el Sacro Cuore i Milano; presso tale facoltà attualmente insegna Psicologia sociale ella comunicazione. Da segnalare il coorinamento i vari progetti i ricerca finanziati all Unione Europea tra cui il progetto VEP- SY (Telemeicine an Portable Virtual Environments for Clinical Psychology). Presso l'università Cattolica i Milano irige il Centro stui e ricerche i Psicologia ella comunicazione (CSRPC) e è membro el Laboratorio i Interazione Comunicativa e Nuove Tecnologie (LICENT). Il nostro Paese solo recentemente ha incominciato a interessarsi alla problematica. Ciò si eve sia al fatto che non vi è ancora una materia legislativa specifica, ma anche perché le grani aziene, nel contesto i crisi globalizzata, hanno lasciato sullo sfono questi stui. Peraltro, nel corso i una recente esperienza i formazione i irigenti con elega alla sicurezza abbiamo compreso che si sta iniziano una nuova fase i interesse sulla tematica, le implicazioni e i possibili anni che arreca. Consierano anche il costante aumento el numero i pubblicazioni in materia e l attenzione che le istituzioni europee sembra stiano cominciano a eicare alla regolamentazione el fenomeno in see normativa, possiamo immaginare che l attenzione per la tematica crescerà velocemente. Quale normativa si applica? Bacchini: L articolo 69, comma 1, lett. a), el D.Lgs. n. 81/2008 efinisce attrezzatura i lavoro qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto inteso come il complesso i macchine, attrezzature e componenti necessari all attuazione i un processo prouttivo. Proprio tale finalità non ci permette i riconurre i nuovi artefatti tecnologici (tablet, computer, Blackberry, smartphone, ultrabook, phablet, ecc.) alla efinizione i attrezzatura i lavoro. Di fatto, per le loro caratteristiche i nuovi apparecchi tecnologici e igitali non si possono consierare attrezzature a lavoro, né sono assimilabili ai vieoterminali. Nonostante i rischi a essi connessi non siano normati, il primo - principale e fonamentale - obbligo el atore i lavoro è provveere (anche per il tramite ei suoi collaboratori) alla valutazione ei rischi e alla reazione el relativo ocumento 98 ambiente & sicurezza sul lavoro

4 punti i vista (art. 17, comma 1, lett. a, el D.Lgs. n. 81/2008). L art. 28, comma 1, el D.Lgs. n. 81/2008, specifica quali rischi evono essere consierati in see i valutazione e in esso, sia pure in termini generali, viene prescritto i consierare tutti i rischi, ivi compresi quelli riguaranti gruppi i lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, quelli riguaranti le lavoratrici in stato i gravianza, quelli connessi alle ifferenze i genere, all età, alla provenienza a altri Paesi, nonché quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione i lavoro. Se si riconuce il tecnostress a una specifica tipologia i stress lavorativo che trova la sua fonte nel carico, nei ritmi e negli orari i lavoro, nonché nella invasione ella sfera privata a parte i quella lavorativa, ecco che - qualora l attività lavorativa prevea l uso i tablet computer, blackberry, smartphone, vieo telefoni, posta elettronica e, quini, si svolga, inipenentemente al luogo e al momento in cui ci si trova attraverso la gestione simultanea i molte informazioni - il atore i lavoro ha l obbligo, urante la valutazione e rischio a stress lavoro-correlato, i tenere conto i tali nuovi elementi e valutare le principali conseguenze che erivano sul piano operativo al loro utilizzo effettivo all interno ei contesti i lavoro. Per concluere, potremmo quini affermare che, almeno al punto i vista psicosociale, il tecnostress costituisce una sottoimensione ello stress lavorativo, mentre al punto i vista giuslavoristico potrebbe essere consierato un rischio lavorativo iscenente all esposizione, conseguenza i un uso non proceuralizzato, a eterminati strumenti i lavoro (soprattutto in relazione alla loro naturale preisposizione a ilatare significativamente l orario lavorativo) e, come tale, bisognoso i specifica valutazione. Bacchini: Essere informati su quanto sta accaeno consente i per poter gestire aeguatamente questi fenomeni, soprattutto in uno scenario futuro ove è ipotizzabile che la loro azione si allargherà a tutto il mono ei lavoratori e porterà a ientificare il tecnostress come fenomeno rilevante al pari ello stress lavoro-correlato. Detto in altri termini, si tratta i evitare i farsi trovare impreparati i fronte alla necessità i trattare il tecnostress: a ifferenza i quanto avvenuto in passato, è opportuno che gli RSPP non ven Quale iniziative si potrebbero aottare a livello sociale? CHI È FRANCESCO BACCHINI Professore Aggregato i iritto el lavoro e elle relazioni inustriali e sinacali, presso l Università egli Stui i Milano Bicocca. Componente el Collegio ei ocenti ella Scuola i Dottorato in Scienze Giuriiche ell Università i Milano-Bicocca, Curriculum i Diritto Penale, Penale impresa e Criminologia. Componente el Consiglio ella Scuola i Specializzazione in Igiene e Meicina Preventiva ell Università i Milano-Bicocca. Componente el comitato scientifico e ocente el Master i I livello in Esperto in processi i formazione e sviluppo ella sicurezza sul lavoro ell Università egli Stui i Bergamo. Galimberti: In altre nazioni si stanno già impostano alcune soluzioni: penso a esempio al caso teesco ella VW ove, in base a un accoro con i sinacati, trenta minuti opo la fine ell orario i lavoro i server interni all aziena smettono i reinirizzare il traffico ati, e in particolare le , riattivanosi soltanto trenta minuti prima ell inizio ella successiva giornata lavorativa; e ancora la Atos, aziena francese i Information Technology - preso atto che i ipenenti ricevono meiamente un centinaio i al giorno, i cui solo il 15% si imostra necessario - ha eciso i banire l uso elle interne entro il Anche nel nostro Paese, l organizzazione e la ivisione el lavoro vanno riviste e meglio impostate, per non finire a vivere ogni attività azienale come se fosse un emergenza. Come ice il Dott. Bacchini Bisogna pensare l attività i progettazione ei processi i lavoro e quella i progettazione ei processi i lavoro in sicurezza i fatto coinciono. All interno i un Servizio i Prevenzione e Protezione azienale, come si può intervenire per fronteggiare questo nuovo rischio? ambiente & sicurezza sul lavoro

5 punti i vista gano a trovarsi nella necessità i affrontare questo tema all oggi al omani, magari per ottemperare a norme introotte in fretta e furia cui non ci si è preparati in moo aeguato. Che fare allora per costruire questa mappa minimale? Bisogna in primo luogo riconoscere i essere i fronte a strumenti che, per caratteristiche e conseguenze potenziali, vanno ecisamente oltre la imensione tecnicoorganizzativa i tutela ella salute prevista alla normativa per i vieoterminali, ai quali non sono affatto assimilabili; analogamente, ai loro utilizzatori non potranno essere applicate misure preventive messe a punto per i lavoratori vieo terminalisti. Galimberti: Ci si eve renere conto che le problematiche relative all uso i questi artefatti i nuova generazione vanno ben al i là i quelle sin qui note. Infatti, pur assomigliano a altri strumenti tecnologici, gli artefatti i ultima generazione costituiscono, per gran parte elle loro caratteristiche e elle conseguenze elle moalità uso sperimentabili, una novità quasi assoluta: a qui eriva la necessità per il atore i lavoro e per il Servizio i Prevenzione e Protezione che lo supporta, i valutare con attenzione le situazioni che l uso i tali artefatti generano, per eciere se sia il caso o meno i otare i propri collaboratori i tali strumenti, preparanosi aeguatamente all iniviuazione i criteri che guiino la ecisione i aottare o meno tali artefatti. Inoltre, il SPP può collaborare a efinire le misure organizzative in grao i contenere i rischi connessi all uso ei evice mobili, limitano l esposizione ei soggetti a situazioni fonte i tecnostress. Ciò significa salare la imensione organizzativa con la preisposizione i misure i protezione. Mi rivolgo a entrambi: quali i prossimi progetti ai quali state lavorano? Stiamo impostano il lavoro per realizzare una pubblicazione che, teneno il conto ei principali lavori i ricerca apparsi negli ultimi cinque anni, faccia il punto sul fenomeno ai punti i vista psicosociale e giuslavoristico. Segnaliamo inoltre che nei prossimi anni con il Dott. Fulvio Gauioso, nel quaro elle attività previste al suo ottorato i ricerca in psicologia sociale, lavoreremo per are corso a una ricerca sul campo, i carattere quali-quantitativo, tesa a valutare le caratteristiche precipue ell utilizzo i tecnologie web 2.0 in mobilità in relazione alle attività lavorative. Prospettive per il futuro? Bacchini: Con l ingresso al lavoro elle nuove generazioni, ossia con soggetti consierabili quasinativi al punto i vista igitale, la tematica ovrà essere ulteriormente rimoellata, poiché ci si troverà i fronte a una cultura uso e a un insieme i pratiche uso al momento ifficili a preveere nel loro impatto sui processi lavorativi e, in particolare, sulle moalità i comunicazione praticabili all interno elle organizzazioni lavorative. Prof. Galimberti, la veo pensieroso... vuole ire ancora qualcosa? Tornano al SPP, oltre a integrare la tematica nell impostazione ei processi lavorativi e a ivulgare una cultura organizzativa che prevee meno coinvolgimento elle persone al i fuori ell orario i lavoro, il servizio i SPP che ha compreso la problematica non ne ovrebbe parlare irettamente. Mi spiego: ovviamente va tematizzata la questione, ma senza metterne in primo piano la natura problematica, bensì utilizzano una riformulazione ella questione, promuoveno l importanza ella valorizzazione ella persona e el suo benessere lavorativo. Insomma, parlarne senza parlarne per trattare il tutto in una prospettiva i welfare azienale più che non i patologizzazione i comportamenti. Peraltro, impostare l approccio in questo moo non ovrebbe risultare un problema: imparare i punti a tener presente per una migliore qualità ella vita non solamente lavorativa el personale e infonere quelle basi i cultura anche ell uso aeguato egli strumenti a isposizione ovrebbe essere nel DNA i ogni attore che si eica alla salute e sicurezza azienale, non cree? Quello slogan La tecnologia è importante, ma anche tutto il resto sembra essere stato appena coniato. 100 ambiente & sicurezza sul lavoro

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