CAMERE DI COMMERCIO: ACCELERARE SULL INTERNAZIONALIZZAZIONE PER USCIRE DALLA CRISI 1 Cinque drivers per la promozione nel mondo

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1 CAMERE DI COMMERCIO: ACCELERARE SULL INTERNAZIONALIZZAZIONE PER USCIRE DALLA CRISI 1 Cinque drivers per la promozione nel mondo 1. La necessità di una azione di rete per l internazionalizzazione. Solo la promozione dell internazionalizzazione può consentire nel breve periodo uno stabile incremento del PIL: altri provvedimenti macroeconomici richiedono tempi non brevi per produrre effetti sul reddito. E proprio ora serve un maggiore slancio: c è un indebolimento della domanda estera netta: dal 2009 al 2013 da noi le esportazioni sono cresciute meno della media dei grandi paesi dell Unione Europea (7,5% contro 8,4%); il surplus con l estero risente per il 43% della diminuzione dei costi delle materie prime energetiche, ridottisi del 7%, e quindi potrebbe annullarsi a causa dell aumento dei prezzi dovuto alla ripresa mondiale. La congiuntura degli ultimi mesi fa segnare decrementi sia nel fatturato che negli ordinativi per l estero. Se sono circa 214mila le imprese esportatrici, aumentate di 2mila unità nell ultimo anno anche grazie al sostegno offerto dalle Camere di commercio, solo 50mila fanno il 96% delle esportazioni complessive. Ad esse si aggiungono, secondo le valutazioni del Governo su dati dell Unioncamere, altre 70mila imprese che avrebbero potenzialità di esportare e 192mila imprese importatrici, per cui l universo complessivo di chi ha rapporti internazionali è di quasi 480mila aziende. Nella prospettiva di un aumento dei prezzi delle materie prime e dei manufatti, è centrale agire anche sul processo di importazione strategica delle imprese, che si riflette sulla complessiva competitività aziendale. Da ciò la necessità di: aumentare l universo delle imprese che si internazionalizzano (rendendo effettiva la posizione di circa potenziali esportatrici); irrobustire l attuale universo che esporta irrisori quantitativi all estero; agire anche sul processo di importazione, migliorando le condizioni di acquisto. Per i numeri coinvolti e per il radicamento del nostro sistema imprenditoriale, queste azioni non possono che partire dai territori italiani, attraverso una capillare attività, e collegarsi per specifiche iniziative ed attività ai territori esteri (e alle imprese lì presenti). 1 Questo documento è il frutto dei confronti e delle discussioni con imprese, associazioni, istituzioni, enti e, più in generale, stakeholders del sistema di promozione dell internazionalizzazione, tenutisi nell ambito della 23a Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all Estero, che si è tenuta ad Ancona dal 18 al 21 ottobre 2014, organizzata dalla Camera di Commercio di Ancona, Unioncamere ed Assocamerestero. 1

2 2. Non c è internazionalizzazione senza approccio territoriale. La presenza continuativa e capillare all estero richiede scouting delle opportunità di affari, ricerca partner, assistenza allo sviluppo di accordi e collaborazioni commerciali e produttive di media-piccola dimensione necessari a qualificare l intero processo produttivo. Richiede anche aiuto economico concreto alle imprese che vogliono internazionalizzarsi e hanno capacità di farlo, ma non sono in grado di sostenerne fin da subito tutti i costi: sotto forma di parziale abbattimento degli oneri di presenza alle manifestazioni fieristiche internazionali, supporto con voucher per acquisizione di servizi di mercato, etc.. Una democrazia dello sviluppo internazionale impone un sostegno a quanti hanno potenzialità e possibilità di riuscita e non solo a chi già opera (con grandi dimensioni) all estero. L internazionalizzazione parte dal territorio italiano e arriva sui territori esteri: senza reti territoriali non è possibile coagulare imprese sui mercati internazionali. Queste reti devono anche adattare le tradizionali produzioni del Made in Italy alle mutevoli esigenze dei consumi esteri, valorizzando brand locali, che non devono essere percepiti come colonizzatori laddove «Made in Italy» non è un plus. Devono, cioè, svolgere anche una modalità di decodifica/ibridazione di fabbisogni locali ed esteri. Perciò gli interventi devono: essere capillari sul territorio, in termini di sollecitazione ma anche di seguiti operativi e (soprattutto) continuativi; realizzare accordi e collaborazioni sui territori esteri; essere di dimensione di scala limitata, quanto a tipologia di iniziative; attivare una presenza continuativa all estero. Un sistema promozionale accentrato a livello nazionale può fornire un contributo importante: nell orientamento sui mercati strategici; sulle grandi missioni Paese e le strategie di sviluppo di quanti sono già consolidati all estero; su massicce azioni di formazione di professionalità per l internazionalizzazione; 2

3 sul raccordo per l attrazione degli investimenti dall estero e per la promozione all estero di nuovi investimenti; sulle grandi azioni di comunicazione per il Made in Italy; sulle azioni di diplomazia economico-commerciale; ma, senza un azione di rete sul territorio, non è in grado di agire in profondità sulle imprese, rischiando di essere funzionale solo alle esigenze dei più grandi (che, tra l altro, hanno dimensione tale da poter spesso fare a meno del supporto pubblico), spingendo verso una oligarchia dello sviluppo internazionale, non coerente con le prospettive del nostro sistema imprenditoriale. In questa prospettiva, la sussidiarietà è una risorsa efficace per dare le risposte che servono alle PMI. Sicuramente ci sono azioni che è più efficiente realizzare in maniera accentrata (informazione economico-specialistica, missioni-paese, protezione del Made in Italy, campagne di comunicazione, attrazione di investimenti e altro ancora). Seguendo una logica di partenariato pubblico-privato, a queste si possono affiancare molte altre iniziative promozionali che potremmo definire al dettaglio, portate avanti dai soggetti di prossimità alle imprese nei territori in cui esse operano e all estero, in quelli che offrono le maggiori opportunità di inserimento. Le azioni condotte da queste reti territoriali, che lavorano in un ottica globale, possono raggiungere più efficacemente le imprese più piccole (Camere di Commercio sia in Italia che all estero, Sistema delle Fiere, Associazioni di categoria, Consorzi Export). Per questi soggetti è più facile decodificare le esigenze degli operatori fornendo loro risposte funzionali perché personalizzate sulla base del loro business e, soprattutto, della domanda estera che possono intercettare e, proprio poiché l impatto delle iniziative è più facilmente riscontrabile a livello locale, è possibile misurarne con maggiore immediatezza i risultati. Da ciò, la necessità di un internazionalizzazione al dettaglio che deve essere svolta dal Sistema Camerale, mentre l internazionalizzazione di scala rinvia alla competenza di un ente nazionale. Si tratta di due forme complementari in un moderno approccio di policy integrata. Le due azioni vengono raccordate negli indirizzi strategici dalla Cabina di Regia per l internazionalizzazione, che deve trasformarsi in effettiva sede di lavoro e confronto programmatico evolvendo rispetto all attuale configurazione. 3

4 3. Il supporto all internazionalizzazione al dettaglio. Sull internazionalizzazione al dettaglio il Sistema Camerale Italiano e il Sistema Camerale Italiano all estero possono assicurare, nel quadro strategico delineato a livello nazionale, la necessaria capillarità di iniziativa, come terminali di un percorso di internazionalizzazione coerente con le caratteristiche imprenditoriali del nostro Paese; e possono farlo più efficientemente (in termini di effettiva promozione) di altri enti, come dimostrano i dati del Rapporto McKinsey sui soggetti di promozione di due anni fa, sotto riportati. Fonte: McKinsey Supportare l internazionalizzazione delle aziende italiane Questa, del resto, è la richiesta che viene localmente dalle associazioni d impresa, che, spesso, operano in partnership con le Camere perché il nostro sistema: si è specializzato nel tempo con le professionalità nelle aziende speciali, che andranno, però, razionalizzate ampliando la scala territoriale d intervento; ha dimostrato di saper aggregare e razionalizzare le iniziative, o lavorando a livello regionale, oppure costituendo strutture di raccordo pluri-camera per fare economie di scala, costruendo strutture di promozione condivise con le Regioni; riesce ad attivare ampiamente il cofinanziamento del mercato: questo è evidentissimo nel caso delle Camere Italiane all Estero, dove il mercato concorre per oltre l 80% al finanziamento dei servizi, ma vale anche per le azioni delle Camere Italiane, che vedono una più o meno vasta compartecipazione del contributo dei privati; realizzano partnership istituzionali soprattutto con le Regioni, al punto che molte iniziative sono raccordate nei programmi regionali e cofinanziati dai Fondi strutturali, rappresentando una fonte importante di rapido ed efficiente utilizzo delle risorse europee; 4

5 con l eliminazione (per ragioni di costo e di plausibilità) della rete territoriale dell ICE, sono l unico soggetto a rappresentare l effettiva interfaccia professionale di prossimità con le imprese; ha saputo, grazie alla funzione di aggregazione e alla presenza capillare sui territori esteri svolta dalle Camere Italiane all Estero, valorizzare le comunità d affari Italiane nel mondo quale strumento innovativo di promozione e presidio del Made in Italy sui mercati esteri, coinvolgendo manager e imprenditori che lavorano presso imprese locali estere, quale fondamentale canale di sensibilizzazione sul prodotto italiano e sull Italia quale partner d affari; è capace di assicurare un orientamento multi-paese (grazie alla presenza di 80 Camere all estero che agiscono in 55 Paesi, con azioni e programmi raccordati) e quindi un approccio integrato locale-italia (tramite le Camere di Commercio Italiane) e locale-estero (tramite le Camere di Commercio Italiane all Estero) che, nello scorso anno, ha comportato oltre 670 iniziative di carattere promozionale e quasi 330 interventi specifici (coordinate su tutto il territorio nazionale) per la valorizzazione delle produzioni locali; azioni che hanno permesso di raggiungere e coinvolgere quasi tra imprese e operatori di mercato. Mentre, attraverso le Camere all estero, ha svolto azioni promozionali in 55 Paesi in favore di circa imprese, realizzando circa contatti di affari. Il Sistema Camerale Italiano e Italiano all estero ritiene che un nuovo quadro di promozione dovrà certamente porre rimedio alla dispersione che ancora esiste ed eliminare le sovrapposizioni: ma partendo dalla realtà dei fenomeni e puntando a servire tutte le aziende che hanno potenzialità per esportare. A fronte di risorse pubbliche decrescenti, valorizzare il partenariato pubblico-privato e la logica di squadra è la strada giusta. Tenendo a mente una massima generale: non faccia il pubblico quello che il privato può fare con risorse proprie. Il pubblico intervenga per creare facilities complessive e, negli altri casi, per favorire la compartecipazione tra imprese ed enti. Un modello in cui un unico soggetto pubblico fa tutto è altrettanto inadeguato di uno in cui tanti soggetti fanno tutto. Insomma, anche in questo caso, se non ci fosse il Sistema Camerale bisognerebbe inventarlo, con costi di avvio e oneri ben maggiori e soprattutto a carico delle finanze pubbliche. E sarebbe veramente in assoluta controtendenza che, mentre i nostri principali Paesi-benchmark (Germania, Regno Unito, Francia) valorizzano la rete camerale domestica e la rete camerale all estero per l internazionalizzazione, in Italia, il Paese a maggiore numerosità di aziende esportatrici di minore dimensione, si vorrebbe invece escludere questo campo. Cogliamo con favore che anche all interno del Governo si esprimano alcune posizioni che individuano per il supporto ad un internazionalizzazione più compiuta, una più definita triangolazione tra enti nazionali, Sistema Camerale Italiano e Sistema Camerale Italiano all estero, anche in funzione della sua posizione di specifico nodo di 5

6 aggregazione della rete di comunità d affari Italiane (o che guardano all Italia) nel mondo. Con l importante apporto che viene dalle Regioni che, in più sedi, hanno evidenziato il ruolo essenziale e l operatività del Sistema Camerale nel sostegno all internazionalizzazione alle mpmi. Soprattutto oggi, il valore aggiunto della politica dovrebbe essere quello di gestire la complessità dei sistemi sociali ed economici, rifuggendo dalla tentazione di semplificare ad ogni costo per risolvere. Dare più continuità al funzionamento della Cabina di Regia attuale (anche su aspetti più operativi), irrobustendola sul fronte della verifica dei risultati, potrebbe già rappresentare una soluzione efficace per rilanciare una politica raccordata per l export italiano. Soprattutto in una fase in cui le risorse pubbliche, a tutti i livelli, vanno ottimizzate e le imprese chiedono di giustificare impieghi e risultati dell azione pubblica, attivare grazie al contributo del Sistema Camerale in Italia e all estero forme di compartecipazione, anche finanziaria, diviene essenziale! Vanno, quindi, individuati obiettivi prioritari di intervento dell internazionalizzazione al dettaglio, per evitare dispersioni di risorse, utilizzare gli esistenti spazi di razionalizzazione, rendere la rete più efficiente e non duplicata con le strutture esistenti. I drivers su cui il Sistema Camerale Italiano e Italiano all estero ritengono di focalizzarsi, sono: 1. Progetti integrati multiprovinciali e interregionali e progetti di rete. L obiettivo è razionalizzare e valorizzare a livello interprovinciale/interregionale le iniziative promozionali, agendo in maniera capillare ma aggregata su nuclei di imprese del territorio. Il Sistema Camerale, negli ultimi anni, ha sperimentato alcune soluzioni innovative per la promozione delle mpmi: sono stati raccolti attorno a settori condivisi (nello specifico agroalimentare incluso olii e vino, turismo) l interesse di diversi territori contigui (con focus sulle realtà del sud d Italia) e si sono realizzate missioni congiunte di incoming di buyers. In questo, il costante confronto con le Regioni è essenziale e va ulteriormente valorizzato alla luce, anche, dell imminente nuova programmazione del Fondi Strutturali Valorizzazione dei sistemi di qualità e di tracciabilità nazionali delle filiere. Negli ultimi anni, il Sistema Camerale ha sviluppato uno schema di riqualificazione e promozione delle filiere con progetti che coinvolgono ed aggregano tutte le imprese che si riconoscono in un determinato approccio con l obiettivo finale della 6

7 tutela del Made in Italy, nell agroindustria, moda, dell oro, dell abitare sostenibile, della nautica e della meccanica. Gli interventi prevedono azioni di affiancamento nei processi di qualificazione e certificazione, attivando specifiche azioni all estero e partnership attraverso l azione della rete delle CCIE. 3. Follow up delle azioni promozionali all estero. Missioni commerciali, partecipazioni fieristiche all estero, azioni di promozione immagine-paese, rischiano di rimanere iniziative spot in assenza di un supporto continuativo, una volta terminato l evento. Eppure è questa la fase più importante: quella della conclusione di effettivi contratti. Da anni il tema critico della promozione è la gestione dei seguiti, il follow up, ma, fino ad ora, poco si è riuscito a fare. Il Sistema Camerale, grazie all azione delle Camere Italiane all estero, è in grado di assicurare questi risultati, in virtù del carattere locale-estero delle CCIE, che sono radicate sui territori e, quindi, da sempre sono lo strumento per fornire alle imprese di minore dimensione un punto stabile e permanente di servizio per continuare e consolidare l esperienza all estero, a condizioni di mercato (quindi senza costi per il pubblico), attraverso una specifica offerta di servizi per il post-evento (oltre che per la fase precedente all evento). 4. ECommerce. Le aziende più attive sul web esportano di più: il 39% del fatturato export delle medie imprese digitalmente avanzate deriva dall ECommerce. Le modalità di utilizzo dell ECommerce sono particolarmente opportune anche per l internazionalizzazione delle imprese più piccole che, peraltro, ne sono ancora largamente escluse. Manca ancora, però, una formazione adeguata all utilizzo di Internet, sia da un punto di vista personale che professionale. Da qui, l esigenza di formare figure professionali che possano sviluppare nuovi modelli di business multicanale in grado di integrare retail fisico e online. In questo ambito la possibilità di interazione tra Sistema Camerale Italiano e Italiano all estero consente di realizzare azioni di upgrading verso le imprese. 5. WorldPass. Rete camerale degli sportelli informativi per l internazionalizzazione. L informazione strategica di scenario deve essere complementare a quella capillare di prossimità. Il valore aggiunto degli sportelli provinciali informativi e di primo orientamento per l internazionalizzazione delle imprese è rappresentato dalla messa in rete delle esperienze di eccellenza e di know-how delle singole 7

8 Camere di Commercio e delle Camere Italiane nel mondo. Il supporto alle imprese che intendono internazionalizzarsi si completa con il servizio Esperto Online, che garantisce alle imprese risposte puntuali e tecniche nei rapporti con partner esteri e l orientamento ai servizi dei centri nazionali di competenza. 8

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