La preparazione e la gestione della risposta alle emergenze sanitarie Genova Dicembre 2006

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1 La preparazione e la gestione della risposta alle emergenze sanitarie Genova Dicembre 2006 Dott.ssa Speranza Sensi ASL 3 Genovese - Regione Liguria

2 SICUREZZA SANITARIA GLOBALE gli impegni assunti anche dall Italia (Regolamento Sanitario Internazionale - WHO 23/ 5 /2005 e Carta Di Roma 18 /11/2005) impongono che, per perseguire gli obiettivi stabiliti tutte le azioni necessarie vengano messe in atto partire dal livello locale

3 DISASTER MANAGEMENT DIREZIONE SANITARIA UO Funzione progettuale dedicata alla gestione delle

4 U.O. Funzione Progettuale dedicata alla gestione delle PIANO PER LA PREPARAZIONE E LA RISPOSTA AD EMERGENZE DI SANITA PUBBLICA ASL 3 GENOVESE - Deliberazione n. 835 del 21 luglio 2006 Codice: EE- Piano di Emergenza Sanità Pubblica-00 Rev.0.0 Data: 22/05/06 Funzione Responsabile Firma Data Approvato Direttore Sanitario Dott. Marco COMASCHI Redatto U.O. Funzione Progettuale Gestione Emergenze Sanitarie Il Direttore U.O. Dott.ssa Speranza SENSI

5 Emergenza E uno stato che implica decisioni e misure eccezionali, regole di attuazione e strategie di uscita L inizio e la fine di uno "stato di emergenza" deve essere dichiarato da un' autorità.

6 Le emergenze a cui si applica il Piano derivano da eventi straordinari (inusuali e inattesi) che possano costituire un rischio significativo per la salute della popolazione di un area geograficamente vasta del territorio della ASL 3 Genovese e richiedere una risposta coordinata per minimizzarne il rischio

7 prevenire tenere sotto controllo fornire una risposta sanitaria tramite modalità di collaborazione e coordinazione fra la ASL 3 Genovese e gli altri soggetti coinvolti

8 L Azienda impiega le risorse e le strutture aziendali esistenti per soddisfare i requisiti essenziali di capacità Le strutture operano con modalità tecnico/operative autonome secondo le direttive ed il coordinamento del Comitato per l Emergenza di Sanità Pubblica Le risorse, sono quelle disponibili attraverso i Distretti, i Dipartimenti e le Unità Operative ospedaliere e territoriali della ASL 3 Genovese che gestiscono la materia in via ordinaria. Ciascuna struttura ha il compito di redigere specifici Piani Interni delle proprie attività sia in fase preventiva sia di emergenza e per il migliore utilizzo delle risorse disponibili

9 RESPONSABILITA U.O. Funzione Progettuale dedicata alla gestione delle Direttore Sanitario nucleo direzionale sanitario Comitato per l Emergenza l di Sanità Pubblica opera sia nella fase di preparazione della risposta agli specifici eventi sia in corso di crisi e si avvale delle risorse e dei mezzi di cui dispongono i servizi

10 Il Comitato per l Emergenza di Sanità Pubblica è presieduto dal Direttore Sanitario che ha la responsabilità di disporre di efficienti misure di emergenza per fronteggiare un evento di sanità pubblica inaspettato comunicare con la Regione Liguria relativamente alle misure di sanità pubblica adottate

11 Il Comitato per l Emergenza l di Sanità Pubblica ha una composizione collegiale ed è costituito da: Direttore Sanitario Punto di Contatto Direttore Dipartimento Prevenzione Coordinatore Presidi Ospedalieri Coordinatore Distretti Direttore Dipartimento Patologia Clinica Responsabile Infermieristico CIO Direttore UO Farmaceutica Fanno parte del Comitato e partecipano quando la situazione lo richieda : i Direttori dei Dipartimenti e/o delle UO coinvolte il Direttore USMAF il Direttore ARPAL il Direttore IZS il Direttore Dipartimento Scienze della Salute dell Università di Genova Il Comitato è integrato all occorrenza da un rappresentante di: MMG; PLS; Medici Specialisti; Centro Antiveleni; Equipe Psico sociale per le Catastrofi.

12 Il Comitato fornisce il proprio parere su a) il fatto che un evento costituisca o meno un emergenza di sanità pubblica b) il termine di un'emergenza di sanità pubblica c) la proposta di emanazione, modifica, estensione o cessazione di raccomandazioni

13 Nel piano non troviamo la soluzione dei problemi per gestire le emergenze sanitarie bensì gli elementi utili per preparare la risposta ai disastri

14 Disastro/catastrofe/cataclisma E un evento, definito nel tempo e nello spazio, che comporta interazione tra un elemento negativo esterno e una comunità umana E dovuto all incapacità di reagire in modo idoneo "superamento delle capacità locali di gestione"

15 Un disastro ha luogo quando minacce e vulnerabilità si incontrano VULNERABILITA DISASTRO MINACCIA CAUSE PROFONDE Povertà Accesso limitato a potere risorse informazione Ideologie Sistemi economici Età Genere Malattia & invalidità PRESSIONI DINAMICHE Mancanza di istituzioni locali educazione investimenti locali mercati locali servizi libera informazione Macro-forze crescita demografica urbanizzazione degrado ambientale CAUSE IMMEDIATE Fragilità ecologica: Ambiente naturale Infrastrutture umane Fragilità economica Basso reddito Precarietà Vulnerabilità + Minaccia = Disastro EVENTO SCATENANTE Terremoto Tempesta Inondazione Frana Eruzione Siccità Epidemia Guerra Crisi economica Incidente industriale o tecnologico

16 Sanità pubblica nei centri di accoglienza di sfollati, rifugiati e profughi Emergenze legate ai mutamenti climatici Disastri ambientali (grandi incendi, inquinamento) Emergenze epidemiche (SARS, Influenza aviaria) OGM e MOGM Terrorismo NBCR

17 . Analizzando le cause di morte e infermità,, l'epidemiologia permette di identificare le misure più appropriate per rispondere e prevenire i differenti disastri

18 Pianificazione di contingenza Quali eventi calamitosi possono interessare il territorio aziendale? Quali persone, strutture e servizi ne saranno coinvolti o danneggiati? Quale organizzazione operativa è necessaria per ridurre al minimo gli effetti dell evento in particolare per la salvaguardia della vita umana? A chi vengono assegnate le diverse responsabilità nei vari livelli di comando e controllo per la gestione delle emergenze?

19 FASI DELLA STESURA DI UN PIANO D EMERGENZA Conoscenza del territorio Conoscenza dei rischi Analisi delle risorse Normativa, procedure e strutture operative coinvolte (Modello d intervento) Scenario Piano d emergenza

20

21 PREPARAZIONE Sapere cosa fare quando la catastrofe arriva Scopo e riduzione del rischio gestione della crisi Obiettivi ridurre la mortalità e morbilità causate dall evento/situazione rinforzare i sistemi di sanità e i sistemi associati

22 Fase di Preparazione le U.O. attraverso i propri referenti redigeranno specifici Piani Interni per la gestione delle rispettive attività sia in fase preventiva sia di emergenza per il migliore utilizzo delle risorse disponibili per l implementazione delle misure sanitarie sviluppando, rafforzando e mantenendo le capacità 24 ore su 24, 7 giorni su sette

23 REQUISITI ESSENZIALI U.O. Funzione Progettuale dedicata alla gestione delle CAPACITÀ per la sorveglianza CAPACITÀ per la risposta incluse le attività di sorveglianza, comunicazione, notifica, verifica, risposta e collaborazione h.24 7gg7 Rilevare e valutare eventi e mettere in atto misure di controllo e assistenza

24 le capacità: a) di rilevare eventi che riguardino malattie o mortalità oltre i livelli previsti per quel determinato periodo e luogo in tutte le aree del territorio dell Azienda E b) di notificare immediatamente al Dipartimento di Prevenzione tutte le informazioni essenziali disponibili E REQUISITI ESSENZIALI DI CAPACITÀ PER LA SORVEGLIANZA E LA RISPOSTA A LIVELLO PRIMARIO (TUTTI GLI ATTORI) U.O. Funzione Progettuale dedicata alla gestione delle c) di implementare immediatamente le misure di controllo preliminari

25 Sistema di Prevenzione e Risposta U.O. Funzione Progettuale dedicata alla gestione delle tutti i Medici e tutto il Personale Sanitario, Tecnico e Amministrativo delle strutture Territoriali ed Ospedaliere unitamente ai Medici di Medicina Generale, ai Pediatri di Libera Scelta, ai Medici di Continuità Assistenziale e di Guardia Medica, ai Medici Specialisti, ai Medici Scolastici, ai Medici Competenti, costituiscono gli ATTORI di una preziosa rete per la sorveglianza e la risposta, anche essenziale per : la segnalazione degli eventi sentinella e la notifica dei casi al Dipartimento di Prevenzione la corretta e capillare informazione alla popolazione

26 L intervento sanitario nell emergenza soccorso immediato ai feriti aspetti medico-legali connessi al recupero e alla gestione delle salme gestione di pazienti ospitati in strutture ospe daliere danneggiate o in strutture sanitarie campali fornitura di farmaci e presidi medico- chirurgici per la popolazione colpita a approvvigionamento di acqua potabile ripristino dell assistenza medica alla popolazione colpita problemi psicologici legati all evento disastroso smaltimento dei rifiuti e degli animali morti controllo della diffusione dei vettori di malattie trasmissibili sanità e benessere degli anim ali approvvigionamento, conservazione, preparazione e distribuzione degli alimenti

27 GRUPPO OPERATIVO A RISPOSTA RAPIDA H.24 anche con funzioni di epidemic intelligence è costituito da personale dell Azienda opera in rete con gli altri organismi del sistema di prevenzione

28 EQUIPE PSICOSOCIALE PER LE EMERGENZE (DPCM 13/06/2006) assistenza psicologica PSIC igiene mentale assistenza sociale

29 RISPOSTA Per massimizzare l efficacia della risposta e determinare il successo delle misure di prevenzione o soccorso è necessario disporre di sistemi di allarme e di reazione rapida efficaci è determinante la diffusione precisa e tempestiva delle informazioni da e tra autorità pubblica, responsabili decisionali, responsabili sanitari, nonché tra l Autorità e il pubblico è essenziale la coerenza e la precisione dei messaggi destinati al pubblico per tutelare la fiducia nella capacità delle autorità di far fronte a un'emergenza ed evitare una crisi sanitaria

30 Comunicazione e Gestione delle Informazione Il Coordinamento è essenziale per la coerenza e la precisione dei messaggi L informazione ai cittadini deve rassicurare su misure e iniziative attivate dalle autorità deve evitare di creare situazioni di panico o allarmismo

31 L Azienda per rafforzare le capacità della sanità pubblica, coopera e coordina le proprie attività con altri enti o organismi competenti, anche tramite la conclusione di accordi e altre intese simili U.O. Funzione Progettuale dedicata alla gestione delle

32

33 1) Collaborazione per la formazione del personale della ASL 3 Genovese e dell USMAF di Genova per costruire le condizioni per una integrazione tra gli operatori 2) Collaborazione tra i sistemi informativi anche ai fini di una comunicazione rapida e affidabile in occasione di emergenze di sanità pubblica (sistema di allerta e di risposta rapida) 3) Interoperabilità in occasione di emergenze di sanità pubblica anche ai fini della collaborazione nella valutazione del rischio e dell assistenza rapida nella gestione globale degli eventi 4) Collaborazione su sviluppi tecnologici

34 Impariamo a impedire i disastri Il lavoro in tempo di pace delle diverse strutture per l aggiornamento del Piano fornisce l attitudine alla collaborazione in situazioni di emergenza, dando immediatezza alla risposta

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