Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite"

Transcript

1 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Red Hat Cluster Suite per Red Hat Enterprise Linux 5 Edizione 3 Landmann

2 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Red Hat Cluster Suite per Red Hat Enterprise Linux 5 Edizione 3 Landmann m

3 Nota Legale Copyright 2009 Red Hat, Inc. T his document is licensed by Red Hat under the Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported License. If you distribute this document, or a modified version of it, you must provide attribution to Red Hat, Inc. and provide a link to the original. If the document is modified, all Red Hat trademarks must be removed. Red Hat, as the licensor of this document, waives the right to enforce, and agrees not to assert, Section 4d of CC-BY-SA to the fullest extent permitted by applicable law. Red Hat, Red Hat Enterprise Linux, the Shadowman logo, JBoss, MetaMatrix, Fedora, the Infinity Logo, and RHCE are trademarks of Red Hat, Inc., registered in the United States and other countries. Linux is the registered trademark of Linus Torvalds in the United States and other countries. Java is a registered trademark of Oracle and/or its affiliates. XFS is a trademark of Silicon Graphics International Corp. or its subsidiaries in the United States and/or other countries. MySQL is a registered trademark of MySQL AB in the United States, the European Union and other countries. Node.js is an official trademark of Joyent. Red Hat Software Collections is not formally related to or endorsed by the official Joyent Node.js open source or commercial project. T he OpenStack Word Mark and OpenStack Logo are either registered trademarks/service marks or trademarks/service marks of the OpenStack Foundation, in the United States and other countries and are used with the OpenStack Foundation's permission. We are not affiliated with, endorsed or sponsored by the OpenStack Foundation, or the OpenStack community. All other trademarks are the property of their respective owners. Sommario La Panoramica su Red Hat Cluster Suite fornisce una panoramica del Red Hat Cluster Suite per Red Hat Enterprise Linux 5.

4 Indice Indice. Introduzione Convenzioni del documento Convenzioni tipografiche Convenzioni del documento Note ed avvertimenti 7 2. Commenti 8. Capitolo Panoramica su... Red..... Hat.... Cluster Suite Concetti di base del cluster Red Hat Cluster Suite Introduction Cluster Infrastructure Cluster Management Lock Management Fencing Il Cluster Configuration System Gestione dei servizi High-availability Red Hat GFS Prestazione e scalabilità superiori Prestazione, scalabilità e prezzo moderato Risparmio e prestazione Cluster Logical Volume Manager Global Network Block Device Linux Virtual Server Two-Tier LVS Topology Three-Tier LVS Topology Metodi di instradamento NAT Routing Instradamento diretto Persistenza e Firewall Mark Persistence Firewall Mark T ool di amministrazione del cluster Conga GUI di amministrazione del cluster Cluster Configuration T ool Cluster Status T ool T ool di amministrazione della linea di comando GUI di amministrazione del server virtuale di Linux CONT ROL/MONIT ORING GLOBAL SET T INGS REDUNDANCY VIRT UAL SERVERS Sottosezione SERVER VIRT UALE Sottosezione REAL SERVER EDIT MONIT ORING SCRIPT S Subsection 50. Capitolo Sommario dei.... componenti di... Red.... Hat.... Cluster Suite Componenti del cluster Pagine man Hardware compatibile 59. Cronologia della revisione

5 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite. Indice analitico C 60 F 60 I 60 L 61 M 61 N 61 O 61 P 61 R 62 T 62 2

6 Indice 3

7 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Introduzione Questo documento fornisce una buona panoramica sul Red Hat Cluster Suite per Red Hat Enterprise Linux 5, ed è organizzato nel modo seguente: Capitolo 1, Panoramica su Red Hat Cluster Suite Capitolo 2, Sommario dei componenti di Red Hat Cluster Suite Anche se le informazioni presenti in questo documento sono generali, l'utente dovrebbe essere in possesso di una conoscenza pratica avanzata con Red Hat Enterprise Linux, e capire i concetti di computazione del server, in modo da comprendere correttamente le informazioni presenti. Per maggiori informazioni su come utilizzare Red Hat Enterprise Linux, consultate le seguenti risorse: Red Hat Enterprise Linux Installation Guide Fornisce tutte le informazioni necessarie per l'installazione di Red Hat Enterprise Linux 5. Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide Fornisce tutte le informazioni necessarie per l'impiego, la configurazione e l'amministrazione di Red Hat Enterprise Linux 5. Per maggiori informazioni su Red Hat Cluster Suite per Red Hat Enterprise Linux 5, consultate le seguenti risorse: Configurazione e gestione di un Red Hat Cluster Contiene informazioni sull'installazione, configurazione e gestione dei componenti del Red Hat Cluster. LVM Administrator's Guide: Configuration and Administration Provides a description of the Logical Volume Manager (LVM), including information on running LVM in a clustered environment. Global File System: Configurazione e Amministrazione Contiene informazioni su come installare, configurare e gestire il Red Hat GFS (Red Hat Global File System). Global File System 2: Configurazione e Amministrazione Contiene informazioni su come installare, configurare e gestire il Red Hat GFS (Red Hat Global File System 2). Utilizzo del Device-Mapper Multipath Fornisce tutte le informazioni necessarie per l'impiego del Device-Mapper Multipath di Red Hat Enterprise Linux 5. Utilizzo di GNBD con il Global File System Fornisce una panoramica su come usare il Global Network Block Device (GNBD) con Red Hat GFS. Amministrazione del server virtuale di Linux Fornisce le informazioni su come configurare i servizi ed i sistemi ad alte prestazioni con il Linux Virtual Server (LVS). Note di rilascio di Red Hat Cluster Suite Fornisce informazioni sulla release corrente del Red Hat Cluster Suite. La documentazione di Red Hat Cluster Suite ed altri documenti di Red Hat sono disponibili nelle versioni HTML, PDF, e RPM sul CD di documentazione di Red Hat Enterprise Linux, e online su 1. Convenzioni del documento Questo manuale utilizza numerose convenzioni per evidenziare parole e frasi, ponendo attenzione su informazioni specifiche. Nelle edizioni PDF e cartacea questo manuale utilizza caratteri presenti nel set Font Liberation. Il set Font Liberation viene anche utilizzato nelle edizioni HT ML se il set stesso è stato installato sul vostro sistema. In caso contrario, verranno mostrati caratteri alternativi ma equivalenti. Da notare: Red Hat Enterprise Linux 5 e versioni più recenti, includono per default il set Font Liberation. 4

8 Introduzione 1.1. Convenzioni tipografiche Vengono utilizzate quattro convenzioni tipografiche per richiamare l'attenzione su parole e frasi specifiche. Queste convenzioni, e le circostanze alle quali vengono applicate, sono le seguenti. Neretto m onospazio Usato per evidenziare l'input del sistema, incluso i comandi della shell, i nomi dei file ed i percorsi. Utilizzato anche per evidenziare tasti e combinazione di tasti. Per esempio: Per visualizzare i contenuti del file m y_next_bestselling_novel nella vostra directory di lavoro corrente, inserire il comando cat m y_next_bestselling_novel al prompt della shell e premere Invio per eseguire il comando. Quanto sopra riportato include il nome del file, un comando della shell ed un tasto, il tutto riportato in neretto monospazio e distinguibile grazie al contesto. Le combinazioni si distinguono dai tasti singoli tramite l'uso del segno più, il quale viene usato per creare una combinazione di tasti. Per esempio: Premere Invio per eseguire il comando. Premere Ctrl+Alt+F2 per usare un terminale virtuale. Il primo esempio evidenzia il tasto specifico singolo da premere. Il secondo riporta una combinazione di tasti: un insieme di tre tasti premuti contemporaneamente. Se si discute del codice sorgente, i nomi della classe, i metodi, le funzioni i nomi della variabile ed i valori ritornati indicati all'interno di un paragrafo, essi verranno indicati come sopra, e cioè in neretto m onospazio. Per esempio: Le classi relative ad un file includono filesystem per file system, file per file, e dir per directory. Ogni classe possiede il proprio set associato di permessi. Proportional Bold Ciò denota le parole e le frasi incontrate su di un sistema, incluso i nomi delle applicazioni; il testo delle caselle di dialogo; i pulsanti etichettati; le caselle e le etichette per pulsanti di selezione, titoli del menu e dei sottomenu. Per esempio: Selezionare Sistema Preferenze Mouse dalla barra del menu principale per lanciare Preferenze del Mouse. Nella scheda Pulsanti, fate clic sulla casella di dialogo m ouse per m ancini, e successivamente fate clic su Chiudi per cambiare il pulsante primario del mouse da sinistra a destra (rendendo così il mouse idoneo per un utilizzo con la mano sinistra). Per inserire un carattere speciale in un file gedit selezionare Applicazioni Accessori Mappa del carattere dalla barra del menu principale. Selezionare successivamente Cerca Trova dal menu Mappa del carattere, digitare il nome desiderato nel campo Cerca e selezionare Successivo. Il carattere desiderato sarà evidenziato nella T abella dei caratteri. Eseguire un doppio clic sul carattere per poterlo posizionare nel campo T esto da copiare e successivamente fare clic sul pulsante Copia. Ritornare sul documento e selezionare Modifica Incolla dalla barra del menu di gedit. Il testo sopra riportato include i nomi delle applicazioni; nomi ed oggetti del menu per l'intero sistema; nomi del menu specifici alle applicazioni; e pulsanti e testo trovati all'interno di una interfaccia GUI, tutti presentati in neretto proporzionale e distinguibili dal contesto. 5

9 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Corsivo neretto monospazio o Corsivo neretto proporzionale Sia se si tratta di neretto monospazio o neretto proporzionale, l'aggiunta del carattere corsivo indica un testo variabile o sostituibile. Il carattere corsivo denota un testo che non viene inserito letteralmente, o visualizzato che varia a seconda delle circostanze. Per esempio: Per collegarsi ad una macchina remota utilizzando ssh, digitare ssh domain.name al prompt della shell. Se la macchina remota è exam ple.com ed il nome utente sulla macchina interessata è john, digitare ssh exam ple.com. Il comando m ount -o rem ount file-system rimonta il file system indicato. Per esempio, per rimontare il file system /home, il comando è mount -o remount /home. Per visualizzare la versione di un pacchetto attualmente installato, utilizzare il comando rpm -q package. Esso ritornerà il seguente risultato: package-version-release. Da notare le parole in corsivo grassetto - username, domain.name, file-system, package, version e release. Ogni parola funge da segnaposto, sia esso un testo inserito per emettere un comando o mostrato dal sistema. Oltre all'utilizzo normale per la presentazione di un titolo, il carattere Corsivo denota il primo utilizzo di un termine nuovo ed importante. Per esempio: Publican è un sistema di pubblicazione per DocBook Convenzioni del documento Gli elenchi originati dal codice sorgente e l'output del terminale vengono evidenziati rispetto al testo circostante. L'output inviato ad un terminale è impostato su tondo m onospazio e così presentato: books Desktop documentation drafts mss photos stuff svn books_tests Desktop1 downloads images notes scripts svgs Gli elenchi del codice sorgente sono impostati in tondo m onospazio ma vengono presentati ed evidenziati nel modo seguente: 6

10 Introduzione static int kvm_vm_ioctl_deassign_device(struct kvm * kvm, struct kvm_assigned_pci_dev * assigned_dev) { int r = 0; struct kvm_assigned_dev_kernel * match; mutex_lock(&kvm->lock); match = kvm_find_assigned_dev(&kvm->arch.assigned_dev_head, assigned_dev->assigned_dev_id); if (!match) { printk(kern_info "%s: device hasn't been assigned before, " "so cannot be deassigned\n", func ); r = -EINVAL; goto out; } kvm_deassign_device(kvm, match); kvm_free_assigned_device(kvm, match); out: } mutex_unlock(&kvm->lock); return r; 1.3. Note ed avvertimenti E per finire, tre stili vengono usati per richiamare l'attenzione su informazioni che in caso contrario potrebbero essere ignorate. Nota Una nota è un suggerimento o un approccio alternativo per il compito da svolgere. Non dovrebbe verificarsi alcuna conseguenza negativa se la nota viene ignorata, ma al tempo stesso potreste non usufruire di qualche trucco in grado di facilitarvi il compito. Importante Le caselle 'importante' riportano informazioni che potrebbero passare facilmente inosservate: modifiche alla configurazione applicabili solo alla sessione corrente, o servizi i quali necessitano di un riavvio prima di applicare un aggiornamento. Ignorare queste caselle non causa alcuna perdita di dati ma potrebbe causare irritazione e frustrazione da parte dell'utente. Avvertimento Un Avvertimento non dovrebbe essere ignorato. Se ignorato, potrebbe verificarsi una perdita di dati. 7

11 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite 2. Commenti Se individuate degli errori, o pensate di poter contribuire al miglioramento di questa guida, contattateci subito! Vi preghiamo di inviare un report in Bugzilla (http://bugzilla.redhat.com/bugzilla/) contro il componente Documentazione-cluster. Be sure to mention the document's identifier: Cluster_Suite_Overview(EN)-5 ( T15:49) By mentioning this document's identifier, we know exactly which version of the guide you have. Se avete dei suggerimenti per migliorare la documentazione, cercate di essere il più specifici possibile. Se avete trovato un errore, vi preghiamo di includere il numero della sezione, e alcune righe di testo, in modo da agevolare le ricerca dell'errore stesso. 8

12 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite I sistemi clusterizzati forniscono affidabilità, scalabilità e disponibilità ai i servizi critici di produzione. Utilizzando Red Hat Cluster Suite, è possibile creare un cluster in grado di far fronte alle vostre esigenze di prestazione, high availability, di bilanciamento del carico, scalabilità, file sharing e di risparmio. Questo capitolo fornisce una panoramica sui componenti di Red Hat Cluster Suite e le sue funzioni, e consiste nelle seguenti sezioni: Sezione 1.1, «Concetti di base del cluster» Sezione 1.2, «Red Hat Cluster Suite Introduction» Sezione 1.3, «Cluster Infrastructure» Sezione 1.4, «Gestione dei servizi High-availability» Sezione 1.5, «Red Hat GFS» Sezione 1.6, «Cluster Logical Volume Manager» Sezione 1.7, «Global Network Block Device» Sezione 1.8, «Linux Virtual Server» Sezione 1.9, «T ool di amministrazione del cluster» Sezione 1.10, «GUI di amministrazione del server virtuale di Linux» 1.1. Concetti di base del cluster Un cluster è costituito da due i più computer (chiamati nodi o membri), che operano insieme per eseguire un compito. Sono presenti quattro tipi principali di cluster: Storage High availability Bilanciamento del carico Elevate prestazioni I cluster storage forniscono una immagine coerente del file system sui server presenti in un cluster, permettendo ai server stessi di leggere e scrivere simultaneamente su di un file system condiviso singolo. Un cluster storage semplifica l'amministrazione dello storage, limitando l'installazione ed il patching di applicazioni su di un file system. Altresì, con un file system cluster-wide, un cluster storage elimina la necessità di copie ridondanti di dati dell'applicazione, semplificando il processo di backup e di disaster recovery. Red Hat Cluster Suite fornisce uno storage clustering attraverso Red Hat GFS. I cluster High-availability forniscono una disponibilità continua dei servizi tramite l'eliminazione dei così detti single points of failure, e tramite l'esecuzione del failover dei servizi da un nodo del cluster ad un altro nel caso in cui il nodo diventi non operativo. Generalmente i servizi presenti in un cluster highavailability leggono e scrivono i dati (tramite un file system montato in modalità di lettura-scrittura). Per questo motivo un cluster high-availability deve essere in grado di garantire l'integrità dei dati, poichè un nodo del cluster può assumere il controllo di un servizio da un altro nodo. La presenza di errori in un cluster high-availability non risulta essere visibile da parte di client esterni al cluster. (I cluster highavailability sono talvolta indicati come cluster di failover.) Red Hat Cluster Suite fornisce un clustering high-availability attraverso il proprio componente High-availability Service Management. I cluster a bilanciamento del carico 'cluster load-balancing' inviano le richieste del servizio di rete a nodi multipli del cluster, in modo da bilanciare il carico richiesto tra i nodi del cluster. Il bilanciamento del carico fornisce una scalabilità molto economica, poichè è possibile corrispondere il numero di nodi in base ai requisiti del carico. Se un nodo all'interno del cluster risulta essere non operativo, il software per il bilanciamento del carico rileva l'errore e ridireziona le richieste ad altri nodi del cluster. Il fallimento di un nodo nel cluster load-balancing non risulta essere visibile da parte dei client esterni al cluster. Red Hat 9

13 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Cluster Suite fornisce un bilanciamento del carico attraverso LVS (Linux Virtual Server). I cluster High-performance utilizzano i nodi del cluster per eseguire processi di calcolo simultanei. Un cluster high-performance permette alle applicazioni di lavorare in parallelo aumentando così la prestazione delle applicazioni. (I cluster High performance vengono anche identificati come cluster computational o grid computing.) Nota Bene I cluster sopra citati rappresentano le configurazioni di base; in base alle vostre esigenze potreste aver bisogno di una combinazione dei tipi di cluster appena descritti Red Hat Cluster Suite Introduction Il Red Hat Cluster Suite (RHCS) è un set integrato di componenti software il quale può essere impiegato in una varietà di configurazioni idonee per far fronte alle vostre esigenze di prestazione, high-availability, di bilanciamento del carico, scalabilità, file sharing e di risparmio. RHCS consists of the following major components (refer to Figura 1.1, «Red Hat Cluster Suite Introduction»): Infrastruttura del cluster Fornisce le funzioni fondamentali per i nodi in modo che gli stessi possano operare insieme come un cluster: gestione della configurazione-file, gestione appartenenza, lock management, e fencing. High-availability Service Management Fornisce il failover dei servizi da un nodo del cluster ad un altro, in caso in cui il nodo non è più operativo. T ool di amministrazione del cluster T ool di gestione e configurazione per l'impostazione, la configurazione e la gestione di un cluster di Red Hat. È possibile utilizzare i suddetti tool con i componenti dell'infrastruttura del cluster, e con componenti per la Gestione del servizio, High availability e storage. Linux Virtual Server (LVS) Software di instradamento che fornisce l'ip-load-balancing. LVM viene eseguito su di una coppia di server ridondanti, che distribuisce le richieste del client in modo omogeneo ai real server dietro i server LVS. È possibile integrare con Red Hat Cluster Suite i seguenti componenti facenti parte di un pacchetto opzionale (e non parte di Red Hat Cluster Suite): Red Hat GFS (Global File System) Fornisce il file system del cluster per un utilizzo con Red Hat Cluster Suite. GFS permette ai nodi multipli di condividere lo storage ad un livello del blocco, come se lo storage fosse collegato localmente ad ogni nodo del cluster. Cluster Logical Volume Manager (CLVM) Fornisce la gestione del volume del cluster storage. Nota When you create or modify a CLVM volume for a clustered environment, you must ensure that you are running the clvm d daemon. For further information, refer to Sezione 1.6, «Cluster Logical Volume Manager». 10 Global Network Block Device (GNBD) Un componente ausiliario di GFS in grado di esportare uno storage del livello del blocco su Ethernet. Esso rappresenta un modo molto economico per rendere disponibile il suddetto storage a Red Hat GFS.

14 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite For a lower level summary of Red Hat Cluster Suite components and optional software, refer to Capitolo 2, Sommario dei componenti di Red Hat Cluster Suite. Figura 1.1. Red Hat Cluster Suite Introduction Nota Bene Figura 1.1, «Red Hat Cluster Suite Introduction» includes GFS, CLVM, and GNBD, which are components that are part of an optional package and not part of Red Hat Cluster Suite Cluster Infrastructure L'infrastruttura del cluster di Red Hat Cluster Suite fornisce le funzioni di base per un gruppo di computer (chiamati nodi o membri), in modo da poter operare insieme come un cluster. Una volta formato il cluster utilizzando l'infrastruttura del cluster stesso, è possibile utilizzare altri componenti del Red Hat Cluster Suite, in modo da far fronte alle esigenze del proprio cluster (per esempio per l'impostazione di un cluster per la condivisione dei file su di un file system GFS, oppure per l'impostazione del servizio di failover). L'infrastruttura del cluster esegue le seguenti funzioni: Cluster management Lock management Fencing Gestione configurazione del cluster Cluster Management Cluster management manages cluster quorum and cluster membership. CMAN (an abbreviation for cluster manager) performs cluster management in Red Hat Cluster Suite for Red Hat Enterprise Linux 5. CMAN is a distributed cluster manager and runs in each cluster node; cluster management is distributed across all nodes in the cluster (refer to Figura 1.2, «CMAN/DLM Overview»). CMAN keeps track of cluster quorum by monitoring the count of cluster nodes. If more than half the 11

15 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite nodes are active, the cluster has quorum. If half the nodes (or fewer) are active, the cluster does not have quorum, and all cluster activity is stopped. Cluster quorum prevents the occurrence of a "splitbrain" condition a condition where two instances of the same cluster are running. A split-brain condition would allow each cluster instance to access cluster resources without knowledge of the other cluster instance, resulting in corrupted cluster integrity. Il quorum viene determinato tramite la presenza di messaggi inviati tra i nodi del cluster via Ethernet. Facoltativamente il quorum può essere anche determinato da una combinazione di messaggi via Ethernet e attraverso un quorum disk. Per il quorum via Ethernet, esso consiste nel 50 per cento dei voti del nodo più 1. Invece per un quorum tramite il quorum disk, esso consiste nelle condizioni specificate dall'utente. Nota Bene Per default ogni nodo possiede un voto. Facoltativamente è possibile configurare ogni nodo in modo da avere più di un voto. CMAN controlla l'appartenenza tramite il monitoraggio dei messaggi provenienti da altri nodi del cluster. Quando l'appartenenza del cluster cambia, il cluster manager invia una notifica agli altri componenti dell'infrastruttura, i quali a loro volta intraprendono l'azione appropriata. Per esempio, se il nodo A si unisce al cluster e monta un file system GFS già montato sui nodi B e C, allora sarà necessario per il nodo A un journal ed un lock management aggiuntivi per poter utilizzare il file system GFS in questione. Se il nodo non trasmette alcun messaggio entro un ammontare di tempo prestabilito il cluster manager rimuove il nodo dal cluster, e comunica agli altri componenti dell'infrastruttura del cluster che il nodo in questione non risulta più essere un membro. Ancora, altri componenti dell'infrastruttura del cluster determinano le azioni da intraprendere, previa notifica, poichè il nodo non è più un membro del cluster. Per esempio, il fencing potrebbe isolare il nodo non più membro. Figura 1.2. CMAN/DLM Overview Lock Management Lock management is a common cluster-infrastructure service that provides a mechanism for other cluster infrastructure components to synchronize their access to shared resources. In a Red Hat cluster, DLM (Distributed Lock Manager) is the lock manager. As implied in its name, DLM is a distributed lock manager and runs in each cluster node; lock management is distributed across all nodes in the cluster (refer to Figura 1.2, «CMAN/DLM Overview»). GFS and CLVM use locks from the lock manager. GFS uses locks from the lock manager to synchronize access to file system metadata (on shared storage). 12

16 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite CLVM uses locks from the lock manager to synchronize updates to LVM volumes and volume groups (also on shared storage) Fencing Fencing is the disconnection of a node from the cluster's shared storage. Fencing cuts off I/O from shared storage, thus ensuring data integrity. T he cluster infrastructure performs fencing through the fence daemon, fenced. Quando CMAN determina la presenza di un nodo fallito, esso lo comunica agli altri componenti dell'infrastruttura del cluster. fenced, una volta notificata la presenza di un errore, isola il nodo in questione. Successivamente gli altri componenti dell'infrastruttura del cluster determinano le azioni da intraprendere essi eseguiranno qualsiasi processo necessario per il ripristino. Per esempio, subito dopo la notificata di un errore a DLM e GFS, essi sospendono l'attività fino a quando non accerteranno il completamento del processo di fencing da parte di fenced. Previa conferma del completamento di tale operazione, DLM e GFS eseguono l'azione di ripristino. A questo punto DLM rilascia i blocchi del nodo fallito e GFS ripristina il jounal del suddetto nodo. Fencing determina dal file di configurazione del cluster il metodo da utilizzare. Per la definizione del suddetto metodo è necessario prendere in considerazione due elementi principali: il dispositivo fencing ed il fencing agent. Questo programma esegue una chiamata nei confronti di un fencing agent specificato nel file di configurazione del cluster. Il fencing agent a sua volta, isola il nodo tramite un dispositivo di fencing. Una volta completato, il programma esegue la notifica al cluster manager. Red Hat Cluster Suite fornisce una varietà di metodi usati per il fencing: Power fencing Esso è il metodo utilizzato da un controllore di alimentazione per disalimentare il nodo non utilizzabile. Fibre Channel switch fencing Rappresenta il metodo attraverso il quale viene disabilitata la porta del Fibre Channel la quale collega lo storage ad un nodo non utilizzabile. GNBD fencing A fencing method that disables an inoperable node's access to a GNBD server. Altri tipi di fencing Diversi metodi per il fencing che disabilitano l'i/o o l'alimentazione di un nodo non utilizzabile, incluso gli IBM Bladecenters, PAP, DRAC/MC, HP ILO, IPMI, IBM RSA II, ed altro ancora. Figura 1.3, «Power Fencing Example» shows an example of power fencing. In the example, the fencing program in node A causes the power controller to power off node D. Figura 1.4, «Fibre Channel Switch Fencing Example» shows an example of Fibre Channel switch fencing. In the example, the fencing program in node A causes the Fibre Channel switch to disable the port for node D, disconnecting node D from storage. 13

17 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Figura 1.3. Power Fencing Example Figura 1.4. Fibre Channel Switch Fencing Example Specificare un metodo significa modificare il file di configurazione del cluster in modo da assegnare un nome per il metodo di fencing desiderato, il fencing agent, ed il dispositivo di fencing per ogni nodo nel cluster. The way in which a fencing method is specified depends on if a node has either dual power supplies or multiple paths to storage. If a node has dual power supplies, then the fencing method for the node must specify at least two fencing devices one fencing device for each power supply (refer to Figura 1.5, 14

18 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite «Fencing a Node with Dual Power Supplies»). Similarly, if a node has multiple paths to Fibre Channel storage, then the fencing method for the node must specify one fencing device for each path to Fibre Channel storage. For example, if a node has two paths to Fibre Channel storage, the fencing method should specify two fencing devices one for each path to Fibre Channel storage (refer to Figura 1.6, «Fencing a Node with Dual Fibre Channel Connections»). Figura 1.5. Fencing a Node with Dual Power Supplies Figura 1.6. Fencing a Node with Dual Fibre Channel Connections 15

19 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite È possibile configurare un nodo con uno o più metodi di fencing. Quando configurate un nodo per un determinato metodo di fencing, tale metodo risulterà l'unico perseguibile per eseguire il fencing del nodo in questione. Se configurate invece un nodo con metodi di fencing multipli, i suddetti metodi seguiranno una determinata sequenza, da un metodo ad un altro seguendo l'ordine riportato nel file di configurazione del cluster. Se un nodo fallisce, esso viene isolato utilizzando il primo metodo specificato nel file di configurazione del cluster. Se il primo metodo fallisce, verrà utilizzato il metodo successivo per quel nodo. Se nessun metodo è riuscito ad isolare il nodo, allora il processo di fencing inizierà nuovamente seguendo l'ordine appena descritto e specificato nel file di configurazione del cluster, fino a quando il nodo non verrà isolato con successo Il Cluster Configuration System T he Cluster Configuration System (CCS) manages the cluster configuration and provides configuration information to other cluster components in a Red Hat cluster. CCS runs in each cluster node and makes sure that the cluster configuration file in each cluster node is up to date. For example, if a cluster system administrator updates the configuration file in Node A, CCS propagates the update from Node A to the other nodes in the cluster (refer to Figura 1.7, «CCS Overview»). Figura 1.7. CCS Overview Other cluster components (for example, CMAN) access configuration information from the configuration file through CCS (refer to Figura 1.7, «CCS Overview»). 16

20 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Figura 1.8. Accessing Configuration Information Il file di configurazione del cluster (/etc/cluster/cluster.conf) è un file XML che descrive le seguenti caratteristiche: Nome del cluster Mostra il nome del cluster, il livello della revisione del file di configurazione, e le proprietà di base sul tempo necessario per l'esecuzione del fencing, usate quando un nodo si unisce al cluster o viene isolato. Cluster Mostra ogni nodo del cluster, specificandone il nome, l'id ed il numero di voti del quorum del cluster insieme al metodo per il fencing corrispondente. Fence Device Mostra i dispositivi per il fencing nel cluster. I parametri variano a seconda del tipo di dispositivo. Per esempio, per un controllore dell'alimentazione usato come un dispositivo per il fencing, la configurazione del cluster definisce il nome del controllore dell'alimentazione, l'indirizzo IP relativo, il login e la password. Risorse gestite Mostrano le risorse necessarie per creare i servizi del cluster. Le risorse gestite includono la definizione dei domini di failover, delle risorse (per esempio un indirizzo IP), e dei servizi. Insieme, le risorse gestite definiscono i servizi del cluster ed il comportamento del failover dei servizi del cluster Gestione dei servizi High-availability La gestione del servizio High-availability fornisce la possibilità di creare e gestire servizi cluster highavailability in un cluster Red Hat. Il componente principale per la gestione di un servizio high-availability in un cluster Red Hat, rgm anager, implementa un cold failover per applicazioni commerciali. In un cluster di Red Hat un'applicazione viene configurata con altre risorse del cluster in modo da formare un servizio high-availability. È possibile eseguire un failover nei confronti di tale servizio da un nodo del cluster ad un altro, senza interruzione apparente per i client. Il failover del servizio può verificarsi se un nodo fallisce o se un amministratore di sistema del cluster muove il servizio da un nodo ad un altro (per esempio, per una interruzione pianificata di un nodo). Per creare un servizio high-availability, è necessario prima configurarlo all'interno del file di configurazione del cluster. Un servizio è composto da svariate risorse. Le suddette risorse sono costituite da blocchi di costruzione da voi creati e gestiti nel file di configurazione del cluster per 17

21 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite esempio, un indirizzo IP, uno script di inizializzazione dell'applicazione, o una partizione condivisa di Red Hat GFS. You can associate a cluster service with a failover domain. A failover domain is a subset of cluster nodes that are eligible to run a particular cluster service (refer to Figura 1.9, «Domini di failover»). Nota Bene I domini di failover non sono necessari per questa operazione. Il servizio può essere eseguito su di un nodo per volta in modo da garantire l'integrità dei dati. È possibile specificare la priorità di failover in un dominio di failover. T ale priorità consiste in una assegnazione di un livello di priorità ad ogni nodo in un dominio di failover. Il suddetto livello determina l'ordine di failover determinando così il nodo sul quale un servizio del cluster deve essere eseguito in presenza di un failover. Se non specificate alcuna priorità, allora sarà possibile eseguire il failover del servizio su qualsiasi nodo presente nel proprio dominio di failover. Altresì, è possibile specificare se un servizio sia limitato durante la sua esecuzione, e quindi eseguibile solo su nodi presenti nel dominio di failover associato. (Quando associato con un dominio di failover non limitato, il servizio del cluster può essere eseguito su qualsiasi nodo, nel caso in cui nessun membro del dominio di failover risulti disponibile.) In Figura 1.9, «Domini di failover», Failover Domain 1 is configured to restrict failover within that domain; therefore, Cluster Service X can only fail over between Node A and Node B. Failover Domain 2 is also configured to restrict failover with its domain; additionally, it is configured for failover priority. Failover Domain 2 priority is configured with Node C as priority 1, Node B as priority 2, and Node D as priority 3. If Node C fails, Cluster Service Y fails over to Node B next. If it cannot fail over to Node B, it tries failing over to Node D. Failover Domain 3 is configured with no priority and no restrictions. If the node that Cluster Service Z is running on fails, Cluster Service Z tries failing over to one of the nodes in Failover Domain 3. However, if none of those nodes is available, Cluster Service Z can fail over to any node in the cluster. 18

22 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Figura 1.9. Domini di failover Figura 1.10, «Web Server Cluster Service Example» shows an example of a high-availability cluster service that is a web server named "content-webserver". It is running in cluster node B and is in a failover domain that consists of nodes A, B, and D. In addition, the failover domain is configured with a failover priority to fail over to node D before node A and to restrict failover to nodes only in that failover domain. T he cluster service comprises these cluster resources: Risorsa indirizzo IP Indirizzo IP An application resource named "httpd-content" a web server application init script /etc/init.d/httpd (specifying httpd). A file system resource Red Hat GFS named "gfs-content-webserver". 19

23 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Figura Web Server Cluster Service Example I client sono in grado di accedere al servizio del cluster tramite l'indirizzo IP , permettendo una interazione con l'applicazione del web server, httpd-content. L'applicazione httpd-content utilizza il file system gfs-content-webserver. Se il nodo B fallisce, il servizio del cluster content-webserver eseguirà il failover sul nodo D. Se il nodo D non risulta disponibile o se fallito, è possibile eseguire il failover sul nodo A. Il processo di failover si verificherà con nesuna interruzione apparente al client del cluster. Il servizio del cluster sarà accessibile da un altro nodo tramite lo stesso indirizzo IP prima del verificarsi del processo di failover Red Hat GFS Red Hat GFS è un file system del cluster che permette ad un cluster di nodi di accedere simultaneamente ad un dispositivo a blocchi condiviso tra i nodi. GFS è un file system nativo che interfaccia con il livello VFS dell'interfaccia del file system del kernel di Linux. GFS impiega i metadata distribuiti e journal multipli, per operare in maniera ottimale all'interno di un cluster. Per mantenere l'integrità del file system, GFS utilizza un lock manager per coordinare l'i/o. Quando un nodo modifica i dati su di un file system GFS, tale modifica sarà visibile immediatamente da parte di altri nodi del cluster che utilizzano quel file system. Utilizzando Red Hat GFS, è possibile ottenere l'uptime massimo dell'applicazione attraverso i seguenti benefici: Semplificazione della vostra infrastruttura dei dati Installazione e aggiornamenti eseguiti una sola volta per l'intero cluster. Elimina la necessità di copie ridondanti dei dati (duplicazione). Abilita un accesso lettura /scrittura simultaneo dei dati da parte di numerosi client. Semplifica il backup ed il disaster recovery (backup o ripristino di un solo file system) 20

24 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Massimizza l'utilizzo delle risorse dello storage, e minimizza i costi di amministrazione. Gestisce lo storage nella sua totalità invece di gestirlo tramite ogni singola partizione. Diminuisce le necessità di spazio, eliminando la necessita di replicare i dati. Varia la dimensione del cluster aggiungendo server o storage, durante il suo normale funzionamento. Non è più necessario il partizionamento dello storage con tecniche complicate. Aggiunge il server al cluster semplicemente montandoli al file system comune I nodi che eseguono il Red Hat GFS sono configurati e gestiti tramite i tool di configurazione e gestione del Red Hat Cluster Suite. Il Volume management viene gestito attraverso il CLVM (Cluster Logical Volume Manager). Red Hat GFS permette una condivisione dei dati tra i nodi del GFS all'interno di un cluster di Red Hat. GFS fornisce una panoramica singola ed uniforme sullo spazio del nome del file system, attraverso i nodi del GFS in un cluster di Red Hat. GFS permette l'installazione e l'esecuzione delle applicazioni senza avere una conoscenza dettagliata dell'infrastruttura dello storage. Altresì, GFS fornisce alcune caratteristiche spesso necessarie in ambienti enterprise, come ad esempio i quota, journal multipli ed il supporto multipath. GFS fornisce un metodo versatile per lo storage networking basato sulle prestazioni, sulla scalabilità e sulle esigenze economiche del vostro ambiente storage. Questo capitolo fornisce alcune informazioni di base abbreviate come background, per aiutarvi a comprendere il GFS. You can deploy GFS in a variety of configurations to suit your needs for performance, scalability, and economy. For superior performance and scalability, you can deploy GFS in a cluster that is connected directly to a SAN. For more economical needs, you can deploy GFS in a cluster that is connected to a LAN with servers that use GNBD (Global Network Block Device) or to iscsi (Internet Small Computer System Interface) devices. (For more information about GNBD, refer to Sezione 1.7, «Global Network Block Device».) Le seguenti sezioni forniscono alcuni esempi su come implementare GFS in modo da soddisfare le vostre esigenze di prestazione, scalabilità e di risparmio: Sezione 1.5.1, «Prestazione e scalabilità superiori» Sezione 1.5.2, «Prestazione, scalabilità e prezzo moderato» Sezione 1.5.3, «Risparmio e prestazione» Nota Bene Gli esempi relativi all'implementazione del GFS riflettono le configurazioni di base; nel vostro caso potreste richiedere una combinazione di configurazioni riportate con i seguenti esempi Prestazione e scalabilità superiori You can obtain the highest shared-file performance when applications access storage directly. T he GFS SAN configuration in Figura 1.11, «GFS with a SAN» provides superior file performance for shared files and file systems. Linux applications run directly on cluster nodes using GFS. Without file protocols or storage servers to slow data access, performance is similar to individual Linux servers with directly connected storage; yet, each GFS application node has equal access to all data files. GFS supports over 300 GFS nodes. 21

25 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Figura GFS with a SAN Prestazione, scalabilità e prezzo moderato Multiple Linux client applications on a LAN can share the same SAN-based data as shown in Figura 1.12, «GFS and GNBD with a SAN». SAN block storage is presented to network clients as block storage devices by GNBD servers. From the perspective of a client application, storage is accessed as if it were directly attached to the server in which the application is running. Stored data is actually on the SAN. Storage devices and data can be equally shared by network client applications. File locking and sharing functions are handled by GFS for each network client. Figura GFS and GNBD with a SAN Risparmio e prestazione Figura 1.13, «GFS e GNBD con uno storage collegato direttamente» shows how Linux client applications can take advantage of an existing Ethernet topology to gain shared access to all block storage devices. Client data files and file systems can be shared with GFS on each client. Application failover can be fully 22

26 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite automated with Red Hat Cluster Suite. Figura GFS e GNBD con uno storage collegato direttamente 1.6. Cluster Logical Volume Manager Il Cluster Logical Volume Manager (CLVM) fornisce una versione cluster-wide di LVM2. CLVM fornisce le stesse caratteristiche di LVM2 su di un nodo singolo, rendendo i volumi disponibili su tutti i nodi in un cluster di Red Hat. I volumi logici creati con CLVM, rende gli stessi disponibili a tutti i nodi presenti in un cluster. The key component in CLVM is clvmd. clvmd is a daemon that provides clustering extensions to the standard LVM2 tool set and allows LVM2 commands to manage shared storage. clvmd runs in each cluster node and distributes LVM metadata updates in a cluster, thereby presenting each cluster node with the same view of the logical volumes (refer to Figura 1.14, «CLVM Overview»). Logical volumes created with CLVM on shared storage are visible to all nodes that have access to the shared storage. CLVM allows a user to configure logical volumes on shared storage by locking access to physical storage while a logical volume is being configured. CLVM uses the lock-management service provided by the cluster infrastructure (refer to Sezione 1.3, «Cluster Infrastructure»). Nota Bene Lo storage condiviso con Red Hat Cluster Suite necessita di una esecuzione del cluster logical volume manager daemon (clvm d) o degli High Availability Logical Volume Management agent (HA-LVM). Se non siete in grado di utilizzare il demone clvmd o HA-LVM per ragioni operative, o perchè non siete in possesso degli entitlement corretti, è consigliato non usare il single-instance LVM sul disco condiviso, poichè tale utilizzo potrebbe risultare in una corruzione dei dati. Per qualsiasi problema si prega di consultare un rappresentante per la gestione dei servizi di Red Hat. 23

27 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Nota Bene L'utilizzo di CLVM richiede piccole modifiche di /etc/lvm/lvm.conf per il cluster-wide locking. Figura CLVM Overview You can configure CLVM using the same commands as LVM2, using the LVM graphical user interface (refer to Figura 1.15, «LVM Graphical User Interface»), or using the storage configuration function of the Conga cluster configuration graphical user interface (refer to Figura 1.16, «Conga LVM Graphical User Interface»). Figura 1.17, «Creating Logical Volumes» shows the basic concept of creating logical volumes from Linux partitions and shows the commands used to create logical volumes. Figura LVM Graphical User Interface 24

28 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Figura Conga LVM Graphical User Interface Figura Creating Logical Volumes 1.7. Global Network Block Device 25

29 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Il Global Network Block Device (GNBD) fornisce un accesso ai dispositivi a blocchi per Red Hat GFS attraverso TCP/IP. GNBD è simile nel concetto a NBD; tuttavia GNBD è specifico al GFS, e viene regolato solo per un suo utilizzo con il GFS. GNBD è utile se è necessario utilizzare tecnologie più robuste, il Fibre Channel o lo SCSI single-initiator non sono necessari o presentano costi proibitivi. GNBD consists of two major components: a GNBD client and a GNBD server. A GNBD client runs in a node with GFS and imports a block device exported by a GNBD server. A GNBD server runs in another node and exports block-level storage from its local storage (either directly attached storage or SAN storage). Refer to Figura 1.18, «Panoramica di GNBD». Multiple GNBD clients can access a device exported by a GNBD server, thus making a GNBD suitable for use by a group of nodes running GFS. Figura Panoramica di GNBD 1.8. Linux Virtual Server Il Linux Virtual Server (LVS) è un insieme di componenti software integrati per il bilanciamento del carico IP attraverso un set di real server. LVS viene eseguito su di una coppia di computer configurati in modo simile: un router LVS attivo ed un router LVS di backup. Il router LVS attivo viene utilizzato per: Bilanciare il carico attraverso i real server. Controllare l'integrità dei servizi su ogni real server. Il router LVS di backup monitorizza il router LVS attivo, sostituendolo nel caso in cui il router LVS attivo fallisce. Figura 1.19, «Components of a Running LVS Cluster» provides an overview of the LVS components and their interrelationship. 26

30 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Figura Components of a Running LVS Cluster Il demone pulse viene eseguito sia sul router LVS attivo che su quello passivo. Sul router LVS di backup, pulse invia un heartbeat all'interfaccia pubblica del router attivo, in modo da assicurarsi che il router LVS attivo funzioni correttamente. Sul router LVS attivo, pulse avvia il demone lvs, e risponde alle interrogazioni heartbeat provenienti dal router LVS di backup. Una volta avviato, il demone lvs chiama l'utilità ipvsadm per configurare e gestire la tabella d'instradamento IPVS (IP Virtual Server) nel kernel, e successivamente avvia un processo nanny per ogni server virtuale configurato su ogni real server. Ogni processo nanny controlla lo stato di un servizio configurato su di un real server, ed indica al demone lvs se è presente un malfunzionamento del servizio su quel real server. Se tale malfunzionamento viene rilevato, il demone lvs indica a ipvsadm di rimuovere il real server in questione dalla tabella d'instradamento di IPVS. Se il router LVS di backup non riceve alcuna risposta dal router LVS attivo, esso inizia un processo di failover attraverso la chiamata send_arp, riassegnando tutti gli indirizzi IP virtuali agli indirizzi hardware NIC (indirizzo MAC) del router LVS di backup, ed inviando un comando al router LVS attivo tramite l'interfaccia di rete privata e quella pubblica in modo da interrompere il demone lvs sul router LVS attivo. A questo punto verrà avviato il demone lvs sul router LVS di backup ed accettate tutte le richieste per i server virtuali configurati. Per un utente esterno che accede ad un servizio hosted (come ad esempio le applicazioni databese o website), LVS può apparire come un unico server. T uttavia l'utente accede ai real server situati oltre i router LVS. Poichè non è presente alcun componente interno a LVS per condividere i dati tra i server reali, sono disponibili due opzioni di base: La sincronizzazione dei dati attraverso i real server. L'aggiunta di un terzo livello alla topologia per l'accesso dei dati condivisi. Verrà utilizzata la prima opzione per i server che non permettono un numero di utenti molto grande per 27

31 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite caricare o modificare i dati sui real server. Se i real server permettono un numero esteso di utenti per la modifica dei dati, come ad esempio un sito web e-commerce, allora sarà preferita l'aggiunta di un terzo livello. Sono disponibili diverse modalità per la sincronizzazione dei dati tra i real server. Per esempio è possibile utilizzare gli script della shell per postare simultaneamente le pagine web aggiornate sui real server. Altresì è possibile utilizzare programmi come rsync, per replicare i dati modificati attraverso tutti i nodi in un intervallo di tempo determinato. Tuttavia in ambienti dove gli utenti caricano spesso file o emettono transazioni del database, l'utilizzo di script o del comando rsync per la sincronizzazione dei dati, non funzionerà in maniera ottimale. Per questo motivo per real server con un numero di upload molto elevato, e per transazioni del database o di traffico simile, una topologia three-tiered risulta essere più appropriata se desiderate sincronizzare i dati Two-Tier LVS Topology Figura 1.20, «Two-Tier LVS Topology» shows a simple LVS configuration consisting of two tiers: LVS routers and real servers. The LVS-router tier consists of one active LVS router and one backup LVS router. T he real-server tier consists of real servers connected to the private network. Each LVS router has two network interfaces: one connected to a public network (Internet) and one connected to a private network. A network interface connected to each network allows the LVS routers to regulate traffic between clients on the public network and the real servers on the private network. In Figura 1.20, «Two- T ier LVS T opology», the active LVS router uses Network Address Translation (NAT) to direct traffic from the public network to real servers on the private network, which in turn provide services as requested. T he real servers pass all public traffic through the active LVS router. From the perspective of clients on the public network, the LVS router appears as one entity. Figura Two-Tier LVS Topology Le richieste del servizio che arrivano ad un router LVS vengono indirizzate ad un indirizzo IP virtuale o VIP. Esso rappresenta un indirizzo instradabile pubblicamente che l'amministratore del sito associa con un fully-qualified domain name, come ad esempio e assegnato ad uno o più server virtuali [1]. Nota bene che un indirizzo IP migra da un router LVS ad un altro durante un failover, 28

32 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite mantenendo così una presenza in quel indirizzo IP, conosciuto anche come Indirizzi IP floating. È possibile eseguire l'alias degli indirizzi VIP, sullo stesso dispositivo che esegue il collegamento del router LVS con la rete pubblica. Per esempio, se eth0 è collegato ad internet, allora sarà possibile eseguire l'alias dei server virtuali multipli su eth0:1. Alternativamente ogni server virtuale può essere associato con un dispositivo separato per servizio. Per esempio, il traffico HTTP può essere gestito su eth0:1, ed il traffico FTP gestito su eth0:2. Solo un router LVS alla volta può essere attivo. Il ruolo del router LVS attivo è quello di ridirezionare le richieste di servizio dagli indirizzi IP virtuali ai real server. Questo processo si basa su uno degli otto algoritmi per il bilanciamento del carico: Round-Robin Scheduling Distribuisce ogni richiesta in successione all'interno di un gruppo di real server. Utilizzando questo algoritmo, tutti i real server vengono trattati allo stesso modo, senza considerare la loro capacità o il loro carico. Weighted Round-Robin Scheduling Distribuisce ogni richiesta in successione all'interno di un gruppo di real server, dando un carico di lavoro maggiore ai server con maggiore capacità. La capacità viene indicata da un fattore di peso assegnato dall'utente, e viene modificata in base alle informazioni sul carico dinamico. Essa rappresenta la scelta preferita se sono presenti differenze sostanziali di capacità dei real server all'interno di un gruppo di server. T uttavia se la richiesta di carico varia sensibilmente, un server con un carico di lavoro molto elevato potrebbe operare oltre ai propri limiti. Least-Connection Distribuisce un numero maggiore di richieste ai real server con un numero minore di collegamenti attivi. Questo è un tipo di algoritmo di programmazione dinamico, il quale rappresenta la scelta migliore se siete in presenza di una elevata variazione nelle richieste di carico. Offre il meglio di se per un gruppo di real server dove ogni nodo del server presenta una capacità simile. Se i real server in questione hanno una gamma varia di capacità, allora il weighted leastconnection scheduling rappresenta la scelta migliore. Weighted Least-Connections (default) Distribuisce un numero maggiore di richieste ai server con un numero minore di collegamenti attivi, in base alle proprie capacità. La capacità viene indicata da un peso assegnato dall'utente, e viene modificata in base alle informazioni relative al carico dinamico. L'aggiunta di peso rende questo algoritmo ideale quando il gruppo del real server contiene un hardware di varia capacità. Locality-Based Least-Connection Scheduling Distribuisce un numero maggiore di richieste ai server con un numero minore di collegamenti attivi, in base ai propri IP di destinazione. Questo algoritmo viene utilizzato in un cluster di server proxy-cache. Esso indirizza i pacchetti per un indirizzo IP al server per quel indirizzo, a meno che il server in questione non abbia superato la sua capacità e sia presente al tempo stesso un server che utilizzi metà della propria capacità. In questo caso l'indirizzo IP verrà assegnato al real server con un carico minore. Locality-Based Least-Connection Scheduling con Replication Scheduling Distribuisce un numero maggiore di richieste ai server con un numero minore di collegamenti attivi, in base ai propri IP di destinazione. Questo algoritmo viene usato anche in un cluster di server proxy-cache. Esso differisce da Locality-Based Least-Connection Scheduling a causa della mappatura dell'indirizzo IP target su di un sottoinsieme di nodi del real server. Le richieste vengono indirizzate ad un server presente in questo sottoinsieme con il numero più basso di collegamenti. Se tutti i nodi per l'ip di destinazione sono al di sopra della propria capacità, esso sarà in grado di replicare un nuovo server per quel indirizzo IP di destinazione, aggiungendo il real server con un numero minore di collegamenti del gruppo di real server, al sottoinsieme di real server per quel IP di destinazione. Il nodo maggiormente carico verrà rilasciato dal sottoinsieme di real server in modo da evitare un processo di riproduzione non corretto. Source Hash Scheduling Distribuisce le richieste al gruppo di real server, cercando l'ip sorgente in una tabella hash statica. Questo algoritmo viene usato per i router LVS con firewall multipli. 29

33 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Altresì, il router LVS attivo monitorizza dinamicamente lo stato generale dei servizi specifici sui real server, attraverso semplici script send/expect. Per assistervi nella rilevazione dello stato dei servizi che richiedono dati dinamici, come ad esempio HT T PS o SSL, è possibile richiamare gli eseguibili esterni. Se un servizio non funziona correttamente su di un real server, il router LVS attivo interrompe l'invio di lavori al server interessato, fino a quando non vengono ripristinate le normali funzioni. Il router LVS di backup esegue il ruolo di un sistema in standby 'attesa'. I router LVS scambiano periodicamente messaggi heartbeat attraverso l'interfaccia pubblica esterna primaria e, in una situazione di failover, attraverso l'interfaccia privata. Se il router LVS di backup non riceve un messaggio heartbeat entro un intervallo di tempo determinato, esso inizierà un processo di failover assumendo così il ruolo di router LVS attivo. Durante il processo di failover, il router LVS di backup prende a carico gli indirizzi VIP serviti dal router fallito utilizzando una tecnica conosciuta come ARP spoofing con questa tecnica il router LVS di backup si presenta come destinazione per i pacchetti IP indirizzati al nodo fallito. Quando il nodo in questione ritorna in uno stato di servizio attivo, il router LVS di backup assume il proprio ruolo di backup. The simple, two-tier configuration in Figura 1.20, «Two-Tier LVS Topology» is suited best for clusters serving data that does not change very frequently such as static web pages because the individual real servers do not automatically synchronize data among themselves Three-Tier LVS Topology Figura 1.21, «T hree-t ier LVS T opology» shows a typical three-tier LVS configuration. In the example, the active LVS router routes the requests from the public network (Internet) to the second tier real servers. Each real server then accesses a shared data source of a Red Hat cluster in the third tier over the private network. 30

34 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Figura Three-Tier LVS Topology Questa topologia è ideale per server FT P molto occupati, dove i dati accessibili vengono conservati in un server highly available centrale, accessibili da ogni real server tramite una directory NFS esportata o una condivisione Samba. Questa topologia è anche consigliata per siti web in grado di accedere ad un database high-availability centrale per le loro transazioni. In aggiunta, utilizzando una configurazione attiva-attiva con un cluster Red Hat, è possibile configurare un cluster high-availability, in modo da servire simultaneamente entrambi i ruoli Metodi di instradamento È possibile utilizzare con LVS il Network Address T ranslation (NAT) routing oppure l'instradamento diretto. Le seguenti sezioni descrivono brevemente il NAT routing e quello diretto con LVS NAT Routing Figura 1.22, «LVS Implemented with NAT Routing», illustrates LVS using NAT routing to move requests between the Internet and a private network. 31

35 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Figura LVS Implemented with NAT Routing In questo esempio sono presenti due NIC all'interno del router LVS attivo. Il NIC per Internet presenta un indirizzo IP reale su eth0, con un indirizzo IP floating come alias su eth0:1. Il NIC per l'interfaccia di rete privata possiede un indirizzo IP reale su eth1 ed un indirizzo IP floating come alias su eth1:1. Nell'evento di un failover, l'interfaccia virtuale che interessa internet e quella privata che interessa l'interfaccia virtuale, vengono controllate simultaneamente dal router LVS di backup. T utti i real server presenti sulla rete privata, utilizzano l'ip floating per il router NAT come rotta predefinita per comunicare con il router LVS attivo, in modo tale da non limitare le proprie capacità di rispondere alle richieste provenienti da internet. In the example, the LVS router's public LVS floating IP address and private NAT floating IP address are aliased to two physical NICs. While it is possible to associate each floating IP address to its physical device on the LVS router nodes, having more than two NICs is not a requirement. Utilizzando questa topologia il router LVS attivo riceve la richiesta e la direziona al server appropriato. Successivamente, il real server processa la richiesta e ritorna i pacchetti al router LVS. Il router LVS utilizza la traduzione dell'indirizzo di rete per sostituire l'indirizzo del real server nei pacchetti, con l'indirizzo VIP pubblico dei router LVS. Questo processo viene chiamato IP masquerading poichè gli indirizzi IP correnti dei real server vengono nascosti ai client richiedenti. Utilizzando il NAT routing i real server possono essere rappresentati da ogni tipo di computer sui quali viene eseguito una verietà di sistemi operativi. Il router LVS può rappresentare lo svantaggio del NAT routing, infatti con implementazioni molto grandi esso deve processare richieste sia in entrata che in uscita Instradamento diretto L'instradamento diretto fornisce maggiori benefici per quanto riguarda le prestazioni rispetto al NAT routing. Esso permette ai real server di processare e direzionare i pacchetti direttamente ad un richiedente, invece di passare i pacchetti in uscita attraverso il router LVS. L'instradamento diretto riduce i problemi di prestazione della rete, relegando il compito del router LVS alla sola processazione dei 32

36 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite pacchetti in entrata. Figura LVS Implemented with Direct Routing In una configurazione LVS direct-routing tipica, un router LVS riceve le richieste in entrata del server attraverso un IP virtuale (VIP), ed utilizza un algoritmo di programmazione per direzionare la richiesta al real server. Ogni real server processa le richieste ed invia le risposte direttamente ai client, bypassando i router LVS. L'instradamento diretto permette di avere una certa scalabilità, e quindi aggiungere real server senza aver bisogno che il router LVS direzioni i pacchetti in uscita dal real server al client, evitando un potenziale problema in presenza di carichi di rete maggiori. Anche se sono presenti numerosi vantaggi nell'utilizzo dell'instradamento diretto in LVS, sono presenti alcune limitazioni. Il problema più comune tra l'instradamento diretto e LVS è rappresentato dall'address Resolution Protocol (ARP). In typical situations, a client on the Internet sends a request to an IP address. Network routers typically send requests to their destination by relating IP addresses to a machine's MAC address with ARP. ARP requests are broadcast to all connected machines on a network, and the machine with the correct IP/MAC address combination receives the packet. T he IP/MAC associations are stored in an ARP cache, which is cleared periodically (usually every 15 minutes) and refilled with IP/MAC associations. Il problema esistente con le richieste ARP in una configurazione LVS con instradamento diretto, è dovuto alla necessità di associare una richiesta del client fatta ad un indirizzo IP, con l'indirizzo MAC per la richiesta da gestire, l'indirizzo IP virtuale del router LVS deve anch'esso essere associato ad un MAC. Tuttavia, poichè sia il router LVS che i real server possiedono lo stesso VIP, la richiesta ARP viene trasmessa a tutti i nodi associati con il VIP. T ale operazione potrebbe causare diversi problemi come ad esempio la possibilità di associare il VIP direttamente ad uno dei real server, e processare la richiesta 33

37 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite direttamente bypassando completamente il router LVS, ed annullando lo scopo della configurazione LVS. L'utilizzo di un router LVS con una CPU molto potente in grado di rispondere rapidamente alle richieste del client, porebbe non risolvere questo problema. Se il router LVS presenta un carico molto elevato, esso potrebbe rispondere alle richieste ARP molto più lentamente di un real server con un carico di lavoro normale, il quale sarà in grado di rispondere più velocemente e al quale verrà assegnato il VIP nella cache ARP del client richiedente. Per risolvere questo problema le richieste in entrata dovrebbero solo associare il VIP al router LVS, il quale processerà correttamente le richieste, inviandole al gruppo di real server. È possibile eseguire questo processo utilizzando il tool arptables di filtraggio del pacchetto Persistenza e Firewall Mark In alcune situazioni potrebbe essere più semplice per un client ricollegarsi ripetutamente allo stesso real server, invece di avere un algoritmo di bilanciamento del carico di LVS per l'invio della richiesta al server migliore disponibile. Esempi di quanto detto includono forme web multi-screen, cookies, SSL, e collegamenti FT P. In questi casi un client potrebbe non funzionare correttamente a meno che le transazioni non vengono gestite dallo stesso server che ne mantiene il contesto. LVS fornisce due diverse funzioni in grado di gestire quanto detto: persistenza e firewall mark Persistence Quando abilitata, la persistenza funziona come un timer. Quando un client esegue il collegamento ad un servizio, LVS ricorda l'ultimo collegamento effettuato dal client stesso per un periodo di tempo specificato. Se lo stesso indirizzo IP del client si collega entro un determinato periodo, esso verrà inviato allo stesso server al quale si è precedentemente collegato bypassando così i meccanismi di bilanciamento del carico. Se si verifica invece al di fuori del suddetto periodo, tale processo viene gestito in base alle regole in corso. La persistenza vi permette altresì di specificare una maschera di sottorete da applicare al test dell'indirizzo IP del client, come tool per il controllo degli indirizzi che possiedono un elevato livello di persistenza, e quindi raggruppando i collegamenti a quella sottorete. Il raggruppamento dei collegamenti destinati a porte diverse, può essere importante per protocolli che utilizzano più di una porta per le loro comunicazioni, come ad esempio FTP. Tuttavia la persistenza non rappresenta il metodo più efficace per affrontare il problema del raggruppamento dei collegamenti destinati a porte diverse. Per queste situazioni, è consigliato utilizzare firewall mark Firewall Mark I firewall mark rappresentano un modo semplice ed efficiente per le porte di un gruppo, usate per un protocollo o gruppo di protocolli relativi. Per esempio, se LVS viene implementato su di un sito e- commerce, i firewall mark possono essere usati per raggruppare i collegamenti HTTP sulla porta 80, e rendere i collegamenti HT T PS sicuri sulla porta 443. Assegnando lo stesso firewall mark al server virtuale per ogni protocollo, le informazioni sullo stato per ogni transazione possono essere preservate, poichè il router LVS inoltra tutte le richieste allo stesso real server dopo aver aperto un collegamento. A causa della sua efficienza e facilità d'uso, è consigliato agli amministratori di LVS l'utilizzo, quando possibile, dei firewall mark invece della persistenza per raggruppare i collegamenti. T uttavia è consigliato aggiungere la persistenza sui server virtuali insieme ai firewall mark, in modo da assicurarsi che i client possono essere ricollegati allo stesso server per un periodo di tempo adeguato Tool di amministrazione del cluster Red Hat Cluster Suite fornisce una varietà di tool per configurare e gestire il vostro cluster di Red Hat. Qusta sezione fornisce una panoramica dei tool di amministrazione disponibili con Red Hat Cluster 34

38 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Suite: Sezione 1.9.1, «Conga» Sezione 1.9.2, «GUI di amministrazione del cluster» Sezione 1.9.3, «T ool di amministrazione della linea di comando» Conga Conga è un set di componenti software in grado di fornire una gestione ed una configurazione centralizzata dello storage e dei cluster di Red Hat. Conga fornisce le seguenti funzioni: Una interfaccia web per la gestione dello storage e del cluster Implementazione automatizzata dei dati del cluster e pacchetti di supporto Integrazione semplice con i cluster esistenti Nessuna necessità di eseguire la riautenticazione Integrazione dello stato del cluster e dei log Controllo più meticoloso sui permessi dell'utente I componenti primari di Conga sono luci e ricci, i quali non possono essere installati separatamente. luci è un server eseguito su di un computer in grado di comunicare con cluster multipli e computer tramite ricci. ricci è un agent eseguito su ogni computer (un membro del cluster o un computer standalone) gestito da Conga. luci è accessibile tramite un web browser e fornisce le tre funzioni più importanti accessibili attraverso le seguenti schede: homebase Fornisce i tool usati per aggiungere e cancellare i computer, gli utenti e per la configurazione dei privilegi dell'utente. Solo un amministratore di sistema è in grado di accedere a questa scheda. cluster Fornisce i tool usati per la creazione e la configurazione dei cluster. Ogni istanza di luci elenca i cluster impostati con quel luci. Un amministratore del sistema può gestire tutti i cluster presenti su questa scheda. Altri utenti potranno amministrare solo i cluster verso i quali l'utente avrà i permessi per la gestione (conferiti da un amministratore). storage Fornisce i tool per l'amministrazione remota dello storage. Con i tool presenti su questa scheda, sarete in grado di gestire lo storage sui computer, senza considerare se essi appartengono o meno ad un cluster. Per amministrare un cluster o uno storage, un amministratore deve aggiungere (o registrare) un cluster o un computer su di un server luci. Quando un cluster o un computer risultano registrati con luci, l'hostname FQDN o indirizzo IP di ogni computer, viene conservato in un database luci. Potete popolare il database di una istanza luci tramite un'altra istanza luci. Questa capacità fornisce un mezzo per la replica di una istanza del server luci, e fornisce un aggiornamento efficiente insieme ad un percorso di prova. Quando installate una istanza di luci, il suo database risulta vuoto. T uttavia è possibile importare parte o tutto il database luci da un server luci esistente, quando implementate un nuovo server luci. Ogni istanza di luci presenta un utente al momento dell'installazione iniziale admin. Solo l'utente admin è in grado di aggiungere i sistemi ad un server luci. Altresì il suddetto utente può creare account aggiuntivi e determinare quali utenti sono in grado di accedere ai cluster ed ai computer registrati nel database di luci. È possibile importare gli utenti a gruppi in un nuovo server di luci, in modo simile al processo d'importazione dei cluster e dei computer. Quando un computer viene aggiunto ad un server luci per essere amministrato, l'autenticazione viene 35

39 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite eseguita solo una volta. Per questo motivo non è necessario alcun processo di autenticazione supplementare (a meno che il certificato usato non venga annullato da un CA). Successivamente è possibile configurare e gestire in modo remoto i cluster e lo storage attraverso l'interfaccia utente di luci. luci e ricci comunicano tra loro attraverso XML. Le seguenti figure mostrano esempi delle tre schede più importanti di luci: homebase, cluster, e storage. Per maggiori informazioni su Conga, consultate la Configurazione e gestione di un Red Hat Cluster, e l'aiuto disponibile online con il server di luci. Figura Scheda homebase di luci Figura Scheda cluster di luci 36

40 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Figura Scheda storage di luci GUI di amministrazione del cluster T his section provides an overview of the system-config-cluster cluster administration graphical user interface (GUI) available with Red Hat Cluster Suite. The GUI is for use with the cluster infrastructure and the high-availability service management components (refer to Sezione 1.3, «Cluster Infrastructure» and Sezione 1.4, «Gestione dei servizi High-availability»). T he GUI consists of two major functions: the Cluster Configuration T ool and the Cluster Status T ool. T he Cluster Configuration T ool provides the capability to create, edit, and propagate the cluster configuration file (/etc/cluster/cluster.conf). T he Cluster Status T ool provides the capability to manage highavailability services. T he following sections summarize those functions. Sezione , «Cluster Configuration T ool» Sezione , «Cluster Status T ool» Cluster Configuration T ool You can access the Cluster Configuration T ool (Figura 1.27, «Cluster Configuration T ool») through the Cluster Configuration tab in the Cluster Administration GUI. 37

41 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Figura Cluster Configuration T ool Il Cluster Configuration T ool rappresenta i componenti di configurazione del cluster nel file di configurazione (/etc/cluster/cluster.conf), con un display grafico gerarchico nel pannello di sinistra. Una icona triangolare a sinistra del nome del componente, indica che il componente stesso possiede uno o due componenti subordinati assegnati. Facendo clic sull'icona triangolare sarete in grado di espandere o comprimere la porzione d'albero situata sotto un componente. I componenti visualizzati nella GUI vengono riassunti nel seguente modo: Nodi del Cluster Visualizza i nodi del cluster. I nodi vengono rappresentati per nome come elementi subordinati sotto Nodi del Cluster. Utilizzando i pulsanti per la configurazione della struttura (sotto Proprietà), sarà possibile aggiungere, cancellare i nodi e modificare le loro proprietà, configurando anche i metodi di fencing per ogni nodo. Dispositivi Fence Mostra i dispositivi Fence. I suddetti dispositivi vengono rappresentati come elementi subordinati sotto Dispositivi Fence. Utilizzando i pulsanti di configurazione nella parte inferiore della struttura (sotto Proprietà), sarà possibile aggiungere e cancellare i dispositivi Fence, e modificarne le loro proprietà. È necessario definire questi dispositivi prima di configurare il processo di fencing (tramite il pulsante Gestisci il fencing per questo nodo) per ogni nodo. Risorse gestite Visualizza i domini di failover, le risorse ed i servizi. Dom ini di Failover Per la configurazione di uno o più sottoinsiemi dei nodi del cluster usati per eseguire un servizio high-availability nell'evento del fallimento di un nodo. I domini di failover sono rappresentati come elementi subordinati sotto i Dom ini di Failover. Utilizzando i pulsanti per la configurazione nella parte bassa della struttura (sotto Proprietà), 38

42 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite è possibile creare i domini di failover (quando viene selezionato Dom ini di Failover, oppure modificare le proprietà del dominio di failover (quando è stato selezionato un dominio di failover). Risorse Per la configurazione delle risorse condivise utilizzate dai servizi high-availability. Le risorse condivise consistono in file system, indirizzi IP, esportazioni e montaggi NFS e script creati dall'utente disponibili per qualsiasi servizio high-availability nel cluster. Le risorse vengono rappresentate come elementi subordinati sotto Risorse. Utilizzando i pulsanti di configurazione nella parte bassa della struttura (sotto Proprietà), è possibile creare le risorse (se Risorse è stato selezionato), oppure modificare la proprietà di una risorsa (se avete selezionato una risorsa). Nota Bene Il Cluster Configuration T ool fornisce la capacità di configurare le risorse private. Una risorsa privata è una risorsa configurata per l'utilizzo con un solo servizio. È possibile configurare una risorsa privata all'interno di un componente di Service tramite la GUI. Servizi Per la creazione e la configurazione di servizi high-availability. Un servizio viene configurato attraverso l'assegnazione delle risorse (condivise o private), assegnando un dominio di failover, e definendo una policy di ripristino per il servizio. I servizi vengono rappresentati come elementi subordinati sotto Servizi. Utilizzando i pulsanti di configurazione nella parte bassa della struttura (sotto Proprietà), è possibile creare i servizi (se Servizi è stato selezionato), oppure modificare le proprietà di un servizio (se avete selezionato un servizio) Cluster Status T ool You can access the Cluster Status T ool (Figura 1.28, «Cluster Status T ool») through the Cluster Management tab in Cluster Administration GUI. 39

43 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Figura Cluster Status T ool I nodi ed i servizi visualizzati nel Cluster Status T ool vengono determinati dal file di configurazione del cluster (/etc/cluster/cluster.conf). È possibile utilizzare il Cluster Status T ool per abilitare, disabilitare, riavviare o riposizionare un servizio high-availability Tool di amministrazione della linea di comando In addition to Conga and the system-config-cluster Cluster Administration GUI, command line tools are available for administering the cluster infrastructure and the high-availability service management components. T he command line tools are used by the Cluster Administration GUI and init scripts supplied by Red Hat. Tabella 1.1, «Tool della linea di comando» summarizes the command line tools. 4 0

44 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Tabella 1.1. Tool della linea di comando Tool della linea di comando ccs_tool Tool del sistema di configurazione del cluster cman_tool Tool di gestione del cluster fence_tool Tool di Fence clustat Utilità dello stato del cluster clusvcadm Utilità di amministrazione del servizio utente del cluster Usato con Cluster Infrastructure Cluster Infrastructure Cluster Infrastructure Componenti di gestione del servizio Highavailability Componenti di gestione del servizio Highavailability Scopo ccs_tool è un programma usato per creare aggiornamenti online per il file di configurazione del cluster. Esso conferisce la capacità di creare e modificare i componenti dell'infrastruttura del cluster (per esempio creare un cluster, o aggiungere e rimuovere un nodo). Per maggiori informazioni su questo tool, consultate la pagina man di ccs_tool(8). cman_tool è un programma che gestisce il CMAN cluster manager. Esso fornisce la possibilità di unirsi o abbandonare un cluster, di terminare un nodo, o di modificare i voti del quorum previsti di un nodo in un cluster. Per maggiori informazioni su questo tool, consultate la pagina man di cman_tool(8). fence_tool è un programma usato per unirsi o abbandonare il dominio predefinito di fence. In modo specifico, avviare il demone di fence (fenced), unirsi al dominio, terminare fenced, e per abbandonare il dominio in questione. Per maggiori informazioni su questo tool consultate la pagina man di fence_tool(8). Il comando clustat visualizza lo status del cluster. Esso mostra le informazioni sull'appartenenza, la vista sul quorum e lo stato di tutti i servizi utente configurati. Per maggiori informazioni su questo tool, consultate la pagina man di clustat(8). Il comando clusvcadm vi permette di abilitare, disabilitare, riposizionare e riavviare i servizi high-availability in un cluster. Per maggiori informazioni su questo tool, consultate la pagina man di clusvcadm(8) GUI di amministrazione del server virtuale di Linux Questa sezione fornisce una panoramica del tool di configurazione LVS disponibile con il Red Hat Cluster Suite il Piranha Configuration T ool. Il Piranha Configuration T ool è una interfaccia utente grafica GUI del web browser, in grado di fornire un approccio strutturato per la creazione del file di configurazione per LVS /etc/sysconfig/ha/lvs.cf. Per poter accedere al Piranha Configuration T ool è necessario eseguire il servizio piranha-gui sul router LVS attivo. È possibile accedere al Piranha Configuration T ool in modo locale o remoto tramite un web browser. Per l'accesso locale è possibile utilizzare il seguente URL: Per un accesso remoto è possibile utilizzare un hostname o l'indirizzo IP reale seguito da :3636. Se state per accedere al Piranha Configuration T ool in modo remoto, allora avrete bisogno di un collegamento ssh per il router LVS attivo come utente root. Starting the Piranha Configuration T ool causes the Piranha Configuration T ool welcome page to be displayed (refer to Figura 1.29, «T he Welcome Panel»). Logging in to the welcome page provides 4 1

45 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite access to the four main screens or panels: CONT ROL/MONIT ORING, GLOBAL SET T INGS, REDUNDANCY, and VIRT UAL SERVERS. In addition, the VIRT UAL SERVERS panel contains four subsections. The CONTROL/MONITORING panel is the first panel displayed after you log in at the welcome screen. Figura T he Welcome Panel Le seguenti sezioni forniscono una breve descrizione sulle pagine di configurazione del Piranha Configuration T ool CONTROL/MONITORING Il pannello CONT ROLLO/MONIT ORAGGIO visualizza lo stato del runtime. Inoltre, è in grado di visualizzare lo stato del demone di pulse, la tabella d'instradamento LVS, ed i processi nanny generati da LVS. Figura T he CONT ROL/MONIT ORING Panel 4 2

46 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Auto update Permette l'aggiornamento automatico del display dello stato, ad un intervallo configurato dall'utente all'interno della casella Frequenza di aggiornam ento in secondi (il valore predefinito è 10 secondi). Non è consigliato impostare l'aggiornamento automatico ad un intervallo di tempo inferiore a 10 secondi, poichè così facendo sarà difficile riconfigurare l'intervallo di Aggiornam ento autom atico poichè la pagina verrà aggiornata troppo frequentemente. Se incontrate questo problema fate clic su di un altro pannello e successivamente su CONT ROLLO/MONIT ORAGGIO. Update inform ation now Fornisce l'aggiornamento manuale delle informazioni sullo stato. CHANGE PASSWORD Facendo clic su questo pulsante verrete direzionati su di una schermata d'aiuto, contenente le informazioni su come modificare la password amministrativa per il Piranha Configuration Tool GLOBAL SETTINGS T he GLOBAL SET T INGS panel is where the LVS administrator defines the networking details for the primary LVS router's public and private network interfaces. Figura The GLOBAL SETTINGS Panel 4 3

47 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite The top half of this panel sets up the primary LVS router's public and private network interfaces. Prim ary server public IP Indirizzo IP reale pubblicamente instradabile per il nodo LVS primario. Prim ary server private IP L'indirizzo IP reale per una interfaccia di rete alternativa sul nodo LVS primario. Questo indirizzo viene utilizzato solo come canale heartbeat alternativo per il router di backup. Use network type Seleziona scegli NAT routing. T he next three fields are specifically for the NAT router's virtual network interface connected the private network with the real servers. NAT Router IP L'IP floating privato in questo campo di testo. Il suddetto IP floating deve essere usato come gateway per i real server. NAT Router netm ask If the NAT router's floating IP needs a particular netmask, select it from drop-down list. NAT Router device Definisce il nome del dispositivo dell'interfaccia di rete per l'indirizzo IP floating, come ad esempio eth1: REDUNDANCY Il pannello RIDONDANZA vi permette di configurare il nodo del router LVS di backup, ed impostare le varie opzioni per il monitoraggio dell' heartbeat. 4 4

48 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Figura T he REDUNDANCY Panel Redundant server public IP Indirizzo IP reale pubblico per il router LVS di backup. Redundant server private IP T he backup router's private real IP address. Il resto del pannello viene utilizzato per la configurazione del canale heartbeat, il quale a sua volta viene usato dal nodo di backup per monitorare la presenza di errori nel nodo primario. Heartbeat Interval (seconds) Imposta il numero di secondi tra gli heartbeat l'intervallo entro il quale il nodo di backup controllerà la funzionalità dello stato del nodo LVS primario. Assum e dead after (seconds) Se il nodo LVS primario non risponde dopo il suddetto numero di secondi, allora il nodo del router LVS di backup inizierà un processo di failover. Heartbeat runs on port Imposta la porta sulla quale l'heartbeat comunica con il nodo LVS primario. Il default viene impostato su 539 se questo campo viene lasciato vuoto VIRTUAL SERVERS 4 5

49 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Il pannello SERVER VIRT UALI visualizza le informazioni relative ad ogni server virtuale corrente definito. Ogni voce presente nella tabella mostra lo stato del server virtuale, il nome del server, l'ip virtuale assegnato al server, la maschera di rete dell'ip virtuale, il numero della porta usata dal servizio per comunicare, il protocollo usato e l'interfaccia del dispositivo virtuale. Figura T he VIRT UAL SERVERS Panel Ogni server presente nel pannello SERVER VIRT UALI può essere configurato sulle schermate successive o sulle sottosezioni. Per aggiungere un dispositivo fate clic sul pulsante AGGIUNGI. Per rimuovere un servizio, selezionatelo tramite il pulsante situato accanto al server virtuale, e successivamente sul pulsante CANCELLA. Per abilitare o disabilitare un server virtuale nella tabella, fate clic sul pulsante corrispondente e successivamente sul pulsante (DIS.)ABILIT A. Dopo aver aggiunto un server virtuale, sarà possibile configurarlo facendo clic sul pulsante corrispondente sulla sinistra, e successivamente il pulsante MODIFICA per visualizzare la sottosezione SERVER VIRT UALE Sottosezione SERVER VIRT UALE T he VIRT UAL SERVER subsection panel shown in Figura 1.34, «T he VIRT UAL SERVERS Subsection» allows you to configure an individual virtual server. Links to subsections related specifically to this virtual server are located along the top of the page. But before configuring any of the subsections related to this virtual server, complete this page and click on the ACCEPT button. 4 6

50 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Figura T he VIRT UAL SERVERS Subsection Name Un nome descrittivo per identificare il server virtuale. Questo nome non è l'hostname per la macchina, quindi rendetelo descrittivo e facilmente identificabile. Potrete altresì riferirvi al protocollo usato dal server virtuale, come ad esempio HT T P. Application port Il numero della porta attraverso la quale il service application sarà in ascolto. Protocol Fornisce una scelta di UDP o TCP, in un menu a tendina. Virtual IP Address T he virtual server's floating IP address. Virtual IP Network Mask La maschera di rete per questo server virtuale nel menu a tendina. Firewall Mark Usato per inserire un valore intero di un firewall mark durante l'unione di protocolli multi-port, o per la creazione di un server virtuale multi-port per protocolli relativi ma separati. Device Il nome del dispositivo di rete al quale desiderate unire l'indirizzo IP floating definito nel campo 4 7

51 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Indirizzo IP virtuale. È consigliato l'alias dell'indirizzo IP floating pubblico sull'interfaccia Ethernet collegata alla rete pubblica. Re-entry T im e Un valore intero che definisce il numero di secondi prima che il router LVS attivo possa cercare di utilizzare un real server dopo il suo fallimento. Service T im eout Un valore intero che definisce il numero di secondi prima che un real server venga considerato morto e quindi non disponibile. Quiesce server Quando un nodo del real server è online, dopo aver selezionato il pulsante radio server Quiesce la tabella delle least-connection viene azzerata. Così facendo il router LVS attivo indirizza le richieste come se i real server fossero stati appena aggiunti al cluster. Questa opzione impedisce ad un nuovo server di saturarsi a causa di un numero elevato di collegamenti al momento dell'ingresso nel cluster. Load m onitoring tool Il router LVS è in grado di monitorare il carico sui vari real server tramite l'utilizzo sia di rup che di ruptime. Se selezionate rup dal menu a tendina, ogni real server deve eseguire il servizio rstatd. Se invece selezionate ruptim e, ogni real server deve eseguire il servizio rwhod. Scheduling L'algoritmo preferito per la programmazione dal menu a tendina. Il default è Weighted leastconnection. Persistenza Utilizzato se avete bisogno di collegamenti persistenti per il server virtuale durante le transazioni del client. Specifica in questo campo il numero di secondi di inattività prima che un collegamento possa scadere. Persistence Network Mask Per poter limitare la persistenza di una particolare sottorete, selezionate la maschera di rete appropriata dal menu a tendina Sottosezione REAL SERVER Facendo clic sul link della sottosezione REAL SERVER nella parte alta del pannello, sarete in grado di visualizzare la sottosezione MODIFICA REAL SERVER. Essa mostra lo stato degli host del server fisico per un servizio virtuale specifico. 4 8

52 Capitolo 1. Panoramica su Red Hat Cluster Suite Figura T he REAL SERVER Subsection Click the ADD button to add a new server. To delete an existing server, select the radio button beside it and click the DELETE button. Click the EDIT button to load the EDIT REAL SERVER panel, as seen in Figura 1.36, «T he REAL SERVER Configuration Panel». Figura T he REAL SERVER Configuration Panel 4 9

53 Red Hat Enterprise Linux 5 Panoramica sul Cluster Suite Questo pannello consiste in tre campi: Name Un nome descrittivo per il real server. Nota Bene Questo nome non è l'hostname per la macchina, quindi rendetelo descrittivo e facilmente identificabile. Address T he real server's IP address. Since the listening port is already specified for the associated virtual server, do not add a port number. Weight An integer value indicating this host's capacity relative to that of other hosts in the pool. The value can be arbitrary, but treat it as a ratio in relation to other real servers EDIT MONIT ORING SCRIPT S Subsection Fate clic sul link SCRIPT DI MONIT ORAGGIO nella parte alta della pagina. La sottosezione MODIFICA SCRIPT DI MONIT ORAGGIO permette all'amministratore di specificare una sequenza della stringa del tipo send/expect, per verificare che il servizio per il server virtuale funzioni correttamente su ogni real server. Esso rappresenta anche il luogo dove l'amministratore può specificare script personalizzati per il controllo dei servizi che richiedono una modifica dinamica dei dati. Figura T he EDIT MONIT ORING SCRIPT S Subsection 50

Red Hat Subscription Asset Manager 1.1 Installation Guide. Installazione ed utilizzo di Red Hat Subscription Asset Manager Edizione 2

Red Hat Subscription Asset Manager 1.1 Installation Guide. Installazione ed utilizzo di Red Hat Subscription Asset Manager Edizione 2 Red Hat Subscription Asset Manager 1.1 Installation Guide Installazione ed utilizzo di Red Hat Subscription Asset Manager Edizione 2 Sarah Chua Lana Brindley Red Hat Subscription Asset Manager 1.1 Installation

Dettagli

Red Hat Subscription Asset Manager 1.2 Installation Guide. Installazione ed utilizzo di Red Hat Subscription Asset Manager - Beta Release Edizione 3

Red Hat Subscription Asset Manager 1.2 Installation Guide. Installazione ed utilizzo di Red Hat Subscription Asset Manager - Beta Release Edizione 3 Red Hat Subscription Asset Manager 1.2 Installation Guide Installazione ed utilizzo di Red Hat Subscription Asset Manager - Beta Release Edizione 3 Sarah Chua Lana Brindley Red Hat Subscription Asset Manager

Dettagli

INTERNET e RETI di CALCOLATORI A.A. 2014/2015 Capitolo 4 DHCP Dynamic Host Configuration Protocol Fausto Marcantoni fausto.marcantoni@unicam.

INTERNET e RETI di CALCOLATORI A.A. 2014/2015 Capitolo 4 DHCP Dynamic Host Configuration Protocol Fausto Marcantoni fausto.marcantoni@unicam. Laurea in INFORMATICA INTERNET e RETI di CALCOLATORI A.A. 2014/2015 Capitolo 4 Dynamic Host Configuration Protocol fausto.marcantoni@unicam.it Prima di iniziare... Gli indirizzi IP privati possono essere

Dettagli

Virtualizzazione con Microsoft Tecnologie e Licensing

Virtualizzazione con Microsoft Tecnologie e Licensing Microsoft Virtualizzazione con Microsoft Tecnologie e Licensing Profile Redirezione dei documenti Offline files Server Presentation Management Desktop Windows Vista Enterprise Centralized Desktop Application

Dettagli

Zeroshell come client OpenVPN

Zeroshell come client OpenVPN Zeroshell come client OpenVPN (di un server OpenVpn Linux) Le funzionalità di stabilire connessioni VPN di Zeroshell vede come scenario solito Zeroshell sia come client sia come server e per scelta architetturale,

Dettagli

FIRESHOP.NET. Gestione Utility & Configurazioni. Rev. 2014.3.1 www.firesoft.it

FIRESHOP.NET. Gestione Utility & Configurazioni. Rev. 2014.3.1 www.firesoft.it FIRESHOP.NET Gestione Utility & Configurazioni Rev. 2014.3.1 www.firesoft.it Sommario SOMMARIO Introduzione... 4 Impostare i dati della propria azienda... 5 Aggiornare il programma... 6 Controllare l integrità

Dettagli

Active Solution & Systems illustra La virtualizzazione dei Server secondo il produttore di Storage Qsan

Active Solution & Systems illustra La virtualizzazione dei Server secondo il produttore di Storage Qsan Active Solution & Systems illustra La virtualizzazione dei secondo il produttore di Storage Qsan Milano, 9 Febbraio 2012 -Active Solution & Systems, società attiva sul mercato dal 1993, e da sempre alla

Dettagli

UBUNTU SERVER. Installazione e configurazione di Ubuntu Server. M. Cesa 1

UBUNTU SERVER. Installazione e configurazione di Ubuntu Server. M. Cesa 1 UBUNTU SERVER Installazione e configurazione di Ubuntu Server M. Cesa 1 Ubuntu Server Scaricare la versione deisiderata dalla pagina ufficiale http://www.ubuntu.com/getubuntu/download-server Selezioniare

Dettagli

Acronis Backup & Recovery 10 Advanced Server Virtual Edition. Guida introduttiva

Acronis Backup & Recovery 10 Advanced Server Virtual Edition. Guida introduttiva Acronis Backup & Recovery 10 Advanced Server Virtual Edition Guida introduttiva Questo documento descrive come installare e iniziare a utilizzare Acronis Backup & Recovery 10 Advanced Server Virtual Edition.

Dettagli

GARR WS9. OpenSource per l erogazione di servizi in alta disponibilità. Roma 17 giugno 2009

GARR WS9. OpenSource per l erogazione di servizi in alta disponibilità. Roma 17 giugno 2009 GARR WS9 OpenSource per l erogazione di servizi in alta disponibilità Roma 17 giugno 2009 Mario Di Ture Università degli Studi di Cassino Centro di Ateneo per i Servizi Informatici Programma Cluster Linux

Dettagli

MANUALE UTENTE DEL SOFTWARE DI GESTIONE DEGLI ART. SDVR040A/SDVR080A/SDVR160A

MANUALE UTENTE DEL SOFTWARE DI GESTIONE DEGLI ART. SDVR040A/SDVR080A/SDVR160A MANUALE UTENTE DEL SOFTWARE DI GESTIONE DEGLI ART. SDVR040A/SDVR080A/SDVR160A Leggere attentamente questo manuale prima dell utilizzo e conservarlo per consultazioni future Via Don Arrigoni, 5 24020 Rovetta

Dettagli

DEFT Zero Guida Rapida

DEFT Zero Guida Rapida DEFT Zero Guida Rapida Indice Indice... 1 Premessa... 1 Modalità di avvio... 1 1) GUI mode, RAM preload... 2 2) GUI mode... 2 3) Text mode... 2 Modalità di mount dei dispositivi... 3 Mount di dispositivi

Dettagli

Configuration Managment Configurare EC2 su AWS. Tutorial. Configuration Managment. Configurare il servizio EC2 su AWS. Pagina 1

Configuration Managment Configurare EC2 su AWS. Tutorial. Configuration Managment. Configurare il servizio EC2 su AWS. Pagina 1 Tutorial Configuration Managment Configurare il servizio EC2 su AWS Pagina 1 Sommario 1. INTRODUZIONE... 3 2. PROGRAMMI NECESSARI... 4 3. PANNELLO DI CONTROLLO... 5 4. CONFIGURARE E LANCIARE UN ISTANZA...

Dettagli

MS OFFICE COMMUNICATIONS SERVER 2007 IMPLEMENTING AND MAINTAINING AUDIO/VISUAL CONFERENCING AND WEB CONFERENCING

MS OFFICE COMMUNICATIONS SERVER 2007 IMPLEMENTING AND MAINTAINING AUDIO/VISUAL CONFERENCING AND WEB CONFERENCING MS OFFICE COMMUNICATIONS SERVER 2007 IMPLEMENTING AND MAINTAINING AUDIO/VISUAL CONFERENCING AND WEB CONFERENCING UN BUON MOTIVO PER [cod. E603] L obiettivo del corso è fornire le competenze e conoscenze

Dettagli

CONFIGURAZIONE DEI SERVIZI (seconda parte)

CONFIGURAZIONE DEI SERVIZI (seconda parte) Corso ForTIC C2 LEZIONE n. 10 CONFIGURAZIONE DEI SERVIZI (seconda parte) WEB SERVER PROXY FIREWALL Strumenti di controllo della rete I contenuti di questo documento, salvo diversa indicazione, sono rilasciati

Dettagli

Sizing di un infrastruttura server con VMware

Sizing di un infrastruttura server con VMware Sizing di un infrastruttura server con VMware v1.1 Matteo Cappelli Vediamo una serie di best practices per progettare e dimensionare un infrastruttura di server virtuali con VMware vsphere 5.0. Innanzitutto

Dettagli

INFRASTRUCTURE LICENSING WINDOWS SERVER. Microsoft licensing in ambienti virtualizzati. Acronimi

INFRASTRUCTURE LICENSING WINDOWS SERVER. Microsoft licensing in ambienti virtualizzati. Acronimi Microsoft licensing in ambienti virtualizzati Luca De Angelis Product marketing manager Luca.deangelis@microsoft.com Acronimi E Operating System Environment ML Management License CAL Client Access License

Dettagli

Manuale di installazione. Data Protector Express. Hewlett-Packard Company

Manuale di installazione. Data Protector Express. Hewlett-Packard Company Manuale di installazione Data Protector Express Hewlett-Packard Company ii Manuale di installazione di Data Protector Express. Copyright Marchi Copyright 2005 Hewlett-Packard Limited. Ottobre 2005 Numero

Dettagli

IBM Cloud Computing - un opportunità? - una moda? Andrea Reggio Myserverfarm. 2011 IBM Corporation

IBM Cloud Computing - un opportunità? - una moda? Andrea Reggio Myserverfarm. 2011 IBM Corporation IBM Cloud Computing - un opportunità? - una moda? Andrea Reggio Myserverfarm 2011 IBM Corporation Cosa si intende per Cloud Computing Cloud è un nuovo modo di utilizzare e di distribuire i servizi IT,

Dettagli

Gestione delle Architetture e dei Servizi IT con ADOit. Un Prodotto della Suite BOC Management Office

Gestione delle Architetture e dei Servizi IT con ADOit. Un Prodotto della Suite BOC Management Office Gestione delle Architetture e dei Servizi IT con ADOit Un Prodotto della Suite BOC Management Office Controllo Globale e Permanente delle Architetture IT Aziendali e dei Processi IT: IT-Governance Definire

Dettagli

VIRTUALIZE IT. www.digibyte.it - digibyte@digibyte.it

VIRTUALIZE IT. www.digibyte.it - digibyte@digibyte.it il server? virtualizzalo!! Se ti stai domandando: ma cosa stanno dicendo? ancora non sai che la virtualizzazione è una tecnologia software, oggi ormai consolidata, che sta progressivamente modificando

Dettagli

FileMaker Server 12. Guida introduttiva

FileMaker Server 12. Guida introduttiva FileMaker Server 12 Guida introduttiva 2007 2012 FileMaker, Inc. Tutti i diritti riservati. FileMaker, Inc. 5201 Patrick Henry Drive Santa Clara, California 95054 FileMaker e Bento sono marchi di FileMaker,

Dettagli

Arcserve Replication and High Availability

Arcserve Replication and High Availability Arcserve Replication and High Availability Guida operativa per Oracle Server per Windows r16.5 La presente documentazione, che include il sistema di guida in linea integrato e materiale distribuibile elettronicamente

Dettagli

DNS (Domain Name System) Gruppo Linux

DNS (Domain Name System) Gruppo Linux DNS (Domain Name System) Gruppo Linux Luca Sozio Matteo Giordano Vincenzo Sgaramella Enrico Palmerini DNS (Domain Name System) Ci sono due modi per identificare un host nella rete: - Attraverso un hostname

Dettagli

Manuale dell'utente di Symantec Backup Exec System Recovery Granular Restore Option

Manuale dell'utente di Symantec Backup Exec System Recovery Granular Restore Option Manuale dell'utente di Symantec Backup Exec System Recovery Granular Restore Option Manuale dell'utente di Symantec Backup Exec System Recovery Granular Restore Option Il software descritto nel presente

Dettagli

Talento LAB 4.1 - UTILIZZARE FTP (FILE TRANSFER PROTOCOL) L'UTILIZZO DI ALTRI SERVIZI INTERNET. In questa lezione imparerete a:

Talento LAB 4.1 - UTILIZZARE FTP (FILE TRANSFER PROTOCOL) L'UTILIZZO DI ALTRI SERVIZI INTERNET. In questa lezione imparerete a: Lab 4.1 Utilizzare FTP (File Tranfer Protocol) LAB 4.1 - UTILIZZARE FTP (FILE TRANSFER PROTOCOL) In questa lezione imparerete a: Utilizzare altri servizi Internet, Collegarsi al servizio Telnet, Accedere

Dettagli

WAN 80.80.80.80 / 24. L obiettivo è quello di mappare due server web interni (porta 80) associandoli agli indirizzi IP Pubblici forniti dall ISP.

WAN 80.80.80.80 / 24. L obiettivo è quello di mappare due server web interni (porta 80) associandoli agli indirizzi IP Pubblici forniti dall ISP. Configurazione di indirizzi IP statici multipli Per mappare gli indirizzi IP pubblici, associandoli a Server interni, è possibile sfruttare due differenti metodi: 1. uso della funzione di Address Translation

Dettagli

Progetto VirtualCED Clustered

Progetto VirtualCED Clustered Progetto VirtualCED Clustered Un passo indietro Il progetto VirtualCED, descritto in un precedente articolo 1, è ormai stato implementato con successo. Riassumendo brevemente, si tratta di un progetto

Dettagli

e-spare Parts User Manual Peg Perego Service Site Peg Perego [Dicembre 2011]

e-spare Parts User Manual Peg Perego Service Site Peg Perego [Dicembre 2011] Peg Perego Service Site Peg Perego [Dicembre 2011] 2 Esegui il login: ecco la nuova Home page per il portale servizi. Log in: welcome to the new Peg Perego Service site. Scegli il servizio selezionando

Dettagli

ATLAS 2.X IL MANAGER NON SI AVVIA

ATLAS 2.X IL MANAGER NON SI AVVIA ATLAS 2.X IL MANAGER NON SI AVVIA Avvio di Atlas 2.x sul server CONTESTO La macchina deve rispecchiare le seguenti caratteristiche MINIME di sistema: Valori MINIMI per Server di TC con 10 postazioni d'esame

Dettagli

12.5 UDP (User Datagram Protocol)

12.5 UDP (User Datagram Protocol) CAPITOLO 12. SUITE DI PROTOCOLLI TCP/IP 88 12.5 UDP (User Datagram Protocol) L UDP (User Datagram Protocol) é uno dei due protocolli del livello di trasporto. Come l IP, é un protocollo inaffidabile, che

Dettagli

SERVER VIDEO 1-PORTA H.264

SERVER VIDEO 1-PORTA H.264 SERVER VIDEO 1-PORTA H.264 MANUALE UTENTE DN-16100 SALVAGUARDIA IMPORTANTE Tutti i prodotti senza piombo offerti dall'azienda sono a norma con i requisiti della legge Europea sulla restrizione per l'uso

Dettagli

How to Develop Accessible Linux Applications

How to Develop Accessible Linux Applications How to Develop Accessible Linux Applications Sharon Snider Copyright 2002 IBM Corporation v1.1, 2002-05-03 Diario delle Revisioni Revisione v1.1 2002-05-03 Revisionato da: sds Convertito in DocBook XML

Dettagli

Gi-Gi Art. 859 - User's Guide Istruzioni d'uso

Gi-Gi Art. 859 - User's Guide Istruzioni d'uso doc.4.12-06/03 Gi-Gi Art. 859 - User's Guide Istruzioni d'uso A belaying plate that can be used in many different conditions Una piastrina d'assicurazione che può essere utilizzata in condizioni diverse.

Dettagli

Manuale installazione KNOS

Manuale installazione KNOS Manuale installazione KNOS 1. PREREQUISITI... 3 1.1 PIATTAFORME CLIENT... 3 1.2 PIATTAFORME SERVER... 3 1.3 PIATTAFORME DATABASE... 3 1.4 ALTRE APPLICAZIONI LATO SERVER... 3 1.5 ALTRE APPLICAZIONI LATO

Dettagli

Meetecho s.r.l. Web Conferencing and Collaboration tools. Guida all installazione e all uso di Meetecho beta

Meetecho s.r.l. Web Conferencing and Collaboration tools. Guida all installazione e all uso di Meetecho beta Web Conferencing and Collaboration tools Passo 1: registrazione presso il sito Accedere al sito www.meetecho.com e registrarsi tramite l apposito form presente nella sezione Reserved Area. In fase di registrazione

Dettagli

Boot Camp Guida all installazione e alla configurazione

Boot Camp Guida all installazione e alla configurazione Boot Camp Guida all installazione e alla configurazione Indice 4 Introduzione 5 Cosa ti occorre 6 Panoramica dell installazione 6 Passo 1: verifica la presenza di aggiornamenti. 6 Passo 2: apri Assistente

Dettagli

Installazione ed attivazione della "SUITE OFFIS" versione SERVER

Installazione ed attivazione della SUITE OFFIS versione SERVER Installazione ed attivazione della "SUITE OFFIS" versione SERVER Premessa La versione server di OFFIS può essere installata e utilizzata indifferentemente da PC/Win o Mac/Osx e consente l'accesso contemporaneo

Dettagli

SOFTWARE GESTIONE SMS DA INTERFACCE CL MANUALE D INSTALLAZIONE ED USO

SOFTWARE GESTIONE SMS DA INTERFACCE CL MANUALE D INSTALLAZIONE ED USO CLSMS SOFTWARE GESTIONE SMS DA INTERFACCE CL MANUALE D INSTALLAZIONE ED USO Sommario e introduzione CLSMS SOMMARIO INSTALLAZIONE E CONFIGURAZIONE... 3 Parametri di configurazione... 4 Attivazione Software...

Dettagli

Parallels Plesk Panel

Parallels Plesk Panel Parallels Plesk Panel Notifica sul Copyright Parallels Holdings, Ltd. c/o Parallels International GMbH Vordergasse 59 CH-Schaffhausen Svizzera Telefono: +41-526320-411 Fax+41-52672-2010 Copyright 1999-2011

Dettagli

2 Requisiti di sistema 4 2.1 Requisiti software 4 2.2 Requisiti hardware 5 2.3 Software antivirus e di backup 5 2.4 Impostazioni del firewall 5

2 Requisiti di sistema 4 2.1 Requisiti software 4 2.2 Requisiti hardware 5 2.3 Software antivirus e di backup 5 2.4 Impostazioni del firewall 5 Guida introduttiva Rivedere i requisiti di sistema e seguire i facili passaggi della presente guida per distribuire e provare con successo GFI FaxMaker. Le informazioni e il contenuto del presente documento

Dettagli

Boot Camp Guida di installazione e configurazione

Boot Camp Guida di installazione e configurazione Boot Camp Guida di installazione e configurazione Indice 3 Introduzione 4 Panoramica dell'installazione 4 Passo 1: Verificare la presenza di aggiornamenti 4 Passo 2: Per preparare il Mac per Windows 4

Dettagli

SISSI IN RETE. Quick Reference guide guida di riferimento rapido

SISSI IN RETE. Quick Reference guide guida di riferimento rapido SISSI IN RETE Quick Reference guide guida di riferimento rapido Indice generale Sissi in rete...3 Introduzione...3 Architettura Software...3 Installazione di SISSI in rete...3 Utilizzo di SISSI in Rete...4

Dettagli

Agilent OpenLAB Chromatography Data System (CDS)

Agilent OpenLAB Chromatography Data System (CDS) Agilent OpenLAB Chromatography Data System (CDS) EZChrom Edition e ChemStation Edition Requisiti hardware e software Agilent Technologies Informazioni legali Agilent Technologies, Inc. 2013 Nessuna parte

Dettagli

CA Process Automation

CA Process Automation CA Process Automation Glossario Release 04.2.00 La presente documentazione, che include il sistema di guida in linea integrato e materiale distribuibile elettronicamente (d'ora in avanti indicata come

Dettagli

IBM Cognos 8 BI Midmarket Reporting Packages Per soddisfare tutte le vostre esigenze di reporting restando nel budget

IBM Cognos 8 BI Midmarket Reporting Packages Per soddisfare tutte le vostre esigenze di reporting restando nel budget Data Sheet IBM Cognos 8 BI Midmarket Reporting Packages Per soddisfare tutte le vostre esigenze di reporting restando nel budget Panoramica Le medie aziende devono migliorare nettamente le loro capacità

Dettagli

Mod. 4: L architettura TCP/ IP Classe 5 I ITIS G. Ferraris a.s. 2011 / 2012 Marcianise (CE) Prof. M. Simone

Mod. 4: L architettura TCP/ IP Classe 5 I ITIS G. Ferraris a.s. 2011 / 2012 Marcianise (CE) Prof. M. Simone Paragrafo 1 Prerequisiti Definizione di applicazione server Essa è un servizio che è in esecuzione su un server 1 al fine di essere disponibile per tutti gli host che lo richiedono. Esempi sono: il servizio

Dettagli

GUIDA DELL UTENTE IN RETE

GUIDA DELL UTENTE IN RETE GUIDA DELL UTENTE IN RETE Memorizza registro di stampa in rete Versione 0 ITA Definizione delle note Nella presente Guida dell'utente viene utilizzata la seguente icona: Le note spiegano come intervenire

Dettagli

Conferencing Services. Web Meeting. Quick Start Guide V4_IT

Conferencing Services. Web Meeting. Quick Start Guide V4_IT Web Meeting Quick Start Guide V4_IT Indice 1 INFORMAZIONI SUL PRODOTTO... 3 1.1 CONSIDERAZIONI GENERALI... 3 1.2 SISTEMI OPERATIVI SUPPORTATI E LINGUE... 3 1.3 CARATTERISTICHE... 3 2 PRENOTARE UNA CONFERENZA...

Dettagli

group HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE

group HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE edizione/edition 04-2010 HIGH CURRENT MULTIPLEX NODE DESCRIZIONE GENERALE GENERAL DESCRIPTION L'unità di controllo COBO è una centralina elettronica Multiplex Slave ; la sua

Dettagli

La piattaforma IBM Cognos

La piattaforma IBM Cognos La piattaforma IBM Cognos Fornire informazioni complete, coerenti e puntuali a tutti gli utenti, con una soluzione economicamente scalabile Caratteristiche principali Accedere a tutte le informazioni in

Dettagli

Manuale d uso Apache OpenMeetings (Manuale Utente + Manuale Amministratore)

Manuale d uso Apache OpenMeetings (Manuale Utente + Manuale Amministratore) Manuale d uso Apache OpenMeetings (Manuale Utente + Manuale Amministratore) Autore: Matteo Veroni Email: matver87@gmail.com Sito web: matteoveroni@altervista.org Fonti consultate: http://openmeetings.apache.org/

Dettagli

Manuale di Remote Desktop Connection. Brad Hards Urs Wolfer Traduzione: Luciano Montanaro Traduzione: Daniele Micci

Manuale di Remote Desktop Connection. Brad Hards Urs Wolfer Traduzione: Luciano Montanaro Traduzione: Daniele Micci Manuale di Remote Desktop Connection Brad Hards Urs Wolfer Traduzione: Luciano Montanaro Traduzione: Daniele Micci 2 Indice 1 Introduzione 5 2 Il protocollo Remote Frame Buffer 6 3 Uso di Remote Desktop

Dettagli

iphone in azienda Guida alla configurazione per gli utenti

iphone in azienda Guida alla configurazione per gli utenti iphone in azienda Guida alla configurazione per gli utenti iphone è pronto per le aziende. Supporta Microsoft Exchange ActiveSync, così come servizi basati su standard, invio e ricezione di e-mail, calendari

Dettagli

Rational Asset Manager, versione 7.1

Rational Asset Manager, versione 7.1 Rational Asset Manager, versione 7.1 Versione 7.1 Guida all installazione Rational Asset Manager, versione 7.1 Versione 7.1 Guida all installazione Note Prima di utilizzare queste informazioni e il prodotto

Dettagli

8. L'USO DEL PROGRAMMA DI POSTA ELETTRONICA INSIEME ALLA GESTIONE PROFESSIONALE DI DOCUMENTI IN FORMATO E-MAIL

8. L'USO DEL PROGRAMMA DI POSTA ELETTRONICA INSIEME ALLA GESTIONE PROFESSIONALE DI DOCUMENTI IN FORMATO E-MAIL This project funded by Leonardo da Vinci has been carried out with the support of the European Community. The content of this project does not necessarily reflect the position of the European Community

Dettagli

Web conferencing software. Massimiliano Greco - Ivan Cerato - Mario Salvetti

Web conferencing software. Massimiliano Greco - Ivan Cerato - Mario Salvetti 1 Web conferencing software Massimiliano Greco - Ivan Cerato - Mario Salvetti Arpa Piemonte 2 Che cosa è Big Blue Button? Free, open source, web conferencing software Semplice ed immediato ( Just push

Dettagli

RSYNC e la sincronizzazione dei dati

RSYNC e la sincronizzazione dei dati RSYNC e la sincronizzazione dei dati Introduzione Questo breve documento intende spiegare come effettuare la sincronizzazione dei dati tra due sistemi, supponendo un sistema in produzione (master) ed uno

Dettagli

Zabbix 4 Dummies. Dimitri Bellini, Zabbix Trainer Quadrata.it

Zabbix 4 Dummies. Dimitri Bellini, Zabbix Trainer Quadrata.it Zabbix 4 Dummies Dimitri Bellini, Zabbix Trainer Quadrata.it Relatore Nome: Biografia: Dimitri Bellini Decennale esperienza su sistemi operativi UX based, Storage Area Network, Array Management e tutto

Dettagli

CHIAVETTA INTERNET ONDA MT503HSA

CHIAVETTA INTERNET ONDA MT503HSA CHIAVETTA INTERNET ONDA MT503HSA Manuale Utente Linux Debian, Fedora, Ubuntu www.ondacommunication.com Chiavet ta Internet MT503HSA Guida rapida sistema operativo LINUX V 1.1 33080, Roveredo in Piano (PN)

Dettagli

CARATTERISTICHE DELLE CRYPTO BOX

CARATTERISTICHE DELLE CRYPTO BOX Secure Stream PANORAMICA Il sistema Secure Stream è costituito da due appliance (Crypto BOX) in grado di stabilire tra loro un collegamento sicuro. Le Crypto BOX sono dei veri e propri router in grado

Dettagli

Sistemi di gestione dei dati e dei processi aziendali. Information Technology General Controls

Sistemi di gestione dei dati e dei processi aziendali. Information Technology General Controls Information Technology General Controls Indice degli argomenti Introduzione agli ITGC ITGC e altre componenti del COSO Framework Sviluppo e manutenzione degli applicativi Gestione operativa delle infrastrutture

Dettagli

MailStore Proxy è disponibile gratuitamente per tutti i clienti di MailStore Server all indirizzo http://www.mailstore.com/en/downloads.

MailStore Proxy è disponibile gratuitamente per tutti i clienti di MailStore Server all indirizzo http://www.mailstore.com/en/downloads. MailStore Proxy Con MailStore Proxy, il server proxy di MailStore, è possibile archiviare i messaggi in modo automatico al momento dell invio/ricezione. I pro e i contro di questa procedura vengono esaminati

Dettagli

CA Asset Portfolio Management

CA Asset Portfolio Management CA Asset Portfolio Management Guida all'implementazione Versione 12.8 La presente documentazione, che include il sistema di guida in linea integrato e materiale distribuibile elettronicamente (d'ora in

Dettagli

Ambienti supportati. Configurazione della stampante di rete. Stampa. Gestione della carta. Manutenzione. Risoluzione dei problemi.

Ambienti supportati. Configurazione della stampante di rete. Stampa. Gestione della carta. Manutenzione. Risoluzione dei problemi. I server di stampa vengono utilizzati per collegare le stampanti alle reti. In tal modo, più utenti possono accedere alle stampanti dalle proprie workstation, condividendo sofisticate e costose risorse.

Dettagli

Guida Così si aggiornano i programmi Microsoft

Guida Così si aggiornano i programmi Microsoft Guida Così si aggiornano i programmi Microsoft Informazione Navigare in Internet in siti di social network oppure in siti web che consentono la condivisione di video è una delle forme più accattivanti

Dettagli

Configurazione avanzata di IBM SPSS Modeler Entity Analytics

Configurazione avanzata di IBM SPSS Modeler Entity Analytics Configurazione avanzata di IBM SPSS Modeler Entity Analytics Introduzione I destinatari di questa guida sono gli amministratori di sistema che configurano IBM SPSS Modeler Entity Analytics (EA) in modo

Dettagli

Creare una pen drive bottabile con Zeroshell oppure installarlo su hard disk. by Gassi Vito info@gassielettronica.com

Creare una pen drive bottabile con Zeroshell oppure installarlo su hard disk. by Gassi Vito info@gassielettronica.com Creare una pen drive bottabile con Zeroshell oppure installarlo su hard disk by Gassi Vito info@gassielettronica.com Questa breve guida pratica ci consentirà installare Zeroshell su pen drive o schede

Dettagli

Architettura di un sistema informatico 1 CONCETTI GENERALI

Architettura di un sistema informatico 1 CONCETTI GENERALI Architettura di un sistema informatico Realizzata dal Dott. Dino Feragalli 1 CONCETTI GENERALI 1.1 Obiettivi Il seguente progetto vuole descrivere l amministrazione dell ITC (Information Tecnology end

Dettagli

RefWorks Guida all utente Versione 4.0

RefWorks Guida all utente Versione 4.0 Accesso a RefWorks per utenti registrati RefWorks Guida all utente Versione 4.0 Dalla pagina web www.refworks.com/refworks Inserire il proprio username (indirizzo e-mail) e password NB: Agli utenti remoti

Dettagli

TeamViewer 8 Manuale Controllo remoto

TeamViewer 8 Manuale Controllo remoto TeamViewer 8 Manuale Controllo remoto Rev 8.0-12/2012 TeamViewer GmbH Kuhnbergstraße 16 D-73037 Göppingen www.teamviewer.com Indice 1 Informazioni su TeamViewer... 6 1.1 Informazioni sul software... 6

Dettagli

Acronis Backup & Recovery 11. Affidabilità dei dati un requisito essenziale

Acronis Backup & Recovery 11. Affidabilità dei dati un requisito essenziale Protezio Protezione Protezione Protezione di tutti i dati in ogni momento Acronis Backup & Recovery 11 Affidabilità dei dati un requisito essenziale I dati sono molto più che una serie di uno e zero. Sono

Dettagli

DynDevice ECM. La Suite di applicazioni web per velocizzare, standardizzare e ottimizzare il flusso delle informazioni aziendali

DynDevice ECM. La Suite di applicazioni web per velocizzare, standardizzare e ottimizzare il flusso delle informazioni aziendali DynDevice ECM La Suite di applicazioni web per velocizzare, standardizzare e ottimizzare il flusso delle informazioni aziendali Presentazione DynDevice ECM Cos è DynDevice ICMS Le soluzioni di DynDevice

Dettagli

Le Reti Informatiche

Le Reti Informatiche Le Reti Informatiche modulo 10 Prof. Salvatore Rosta www.byteman.it s.rosta@byteman.it 1 Nomenclatura: 1 La rappresentazione di uno schema richiede una serie di abbreviazioni per i vari componenti. Seguiremo

Dettagli

Istruzioni per l uso Guida software

Istruzioni per l uso Guida software Istruzioni per l uso Guida software Leggere subito Manuali per questa stampante...8 Preparazione per la stampa Installazione rapida...9 Conferma del metodo di connessione...11 Connessione di rete...11

Dettagli

Informatica per la comunicazione" - lezione 9 -

Informatica per la comunicazione - lezione 9 - Informatica per la comunicazione" - lezione 9 - Protocolli di livello intermedio:" TCP/IP" IP: Internet Protocol" E il protocollo che viene seguito per trasmettere un pacchetto da un host a un altro, in

Dettagli

INFORMATIVA SUI COOKIE

INFORMATIVA SUI COOKIE INFORMATIVA SUI COOKIE I Cookie sono costituiti da porzioni di codice installate all'interno del browser che assistono il Titolare nell erogazione del servizio in base alle finalità descritte. Alcune delle

Dettagli

Manuale Utente. S e m p l i c e m e n t e D a t i M i g l i o r i!

Manuale Utente. S e m p l i c e m e n t e D a t i M i g l i o r i! Manuale Utente S e m p l i c e m e n t e D a t i M i g l i o r i! INDICE INDICE... 3 INTRODUZIONE... 3 Riguardo questo manuale...3 Informazioni su VOLT 3 Destinatari 3 Software Richiesto 3 Novità su Volt...3

Dettagli

EndNote Web. Quick Reference Card THOMSON SCIENTIFIC

EndNote Web. Quick Reference Card THOMSON SCIENTIFIC THOMSON SCIENTIFIC EndNote Web Quick Reference Card Web è un servizio online ideato per aiutare studenti e ricercatori nel processo di scrittura di un documento di ricerca. ISI Web of Knowledge, EndNote

Dettagli

Parallels Plesk Panel

Parallels Plesk Panel Parallels Plesk Panel Notifica sul Copyright ISBN: N/A Parallels 660 SW 39 th Street Suite 205 Renton, Washington 98057 USA Telefono: +1 (425) 282 6400 Fax: +1 (425) 282 6444 Copyright 1999-2009, Parallels,

Dettagli

I vostri documenti sempre disponibili e sincronizzati.

I vostri documenti sempre disponibili e sincronizzati. gestione documentale I vostri documenti sempre disponibili e sincronizzati. In qualsiasi momento e da qualsiasi parte del mondo accedendo al portale Arxidoc avete la possibilità di ricercare, condividere

Dettagli

Windows Compatibilità

Windows Compatibilità Che novità? Windows Compatibilità CODESOFT 2014 é compatibile con Windows 8.1 e Windows Server 2012 R2 CODESOFT 2014 Compatibilità sistemi operativi: Windows 8 / Windows 8.1 Windows Server 2012 / Windows

Dettagli

Redatto da Product Manager info@e4company.com. Verificato da E4 Team Supporto supporto@e4company.com

Redatto da Product Manager info@e4company.com. Verificato da E4 Team Supporto supporto@e4company.com Redatto da Product Manager info@e4company.com Verificato da E4 Team Supporto supporto@e4company.com 2 SOMMARIO 1 INTRODUZIONE... 4 2 SOLUTION OVERVIEW... 5 3 SOLUTION ARCHITECTURE... 6 MICRO25... 6 MICRO50...

Dettagli

FileMaker Server 13. Guida introduttiva

FileMaker Server 13. Guida introduttiva FileMaker Server 13 Guida introduttiva 2007-2013 FileMaker, Inc. Tutti i diritti riservati. FileMaker, Inc. 5201 Patrick Henry Drive Santa Clara, California 95054 Stati Uniti FileMaker e Bento sono marchi

Dettagli

PROFILI ALLEGATO A. Profili professionali

PROFILI ALLEGATO A. Profili professionali ALLEGATO A Profili professionali Nei profili di seguito descritti vengono sintetizzate le caratteristiche di delle figure professionali che verranno coinvolte nell erogazione dei servizi oggetto della

Dettagli

Manuale - TeamViewer 6.0

Manuale - TeamViewer 6.0 Manuale - TeamViewer 6.0 Revision TeamViewer 6.0 9947c Indice Indice 1 Ambito di applicazione... 1 1.1 Informazioni su TeamViewer... 1 1.2 Le nuove funzionalità della Versione 6.0... 1 1.3 Funzioni delle

Dettagli

Guida all'installazione ed uso dell'app RXCamLink

Guida all'installazione ed uso dell'app RXCamLink Guida all'installazione ed uso dell'app RXCamLink Questa guida riporta i passi relativi all'installazione ed all'utilizzo dell'app "RxCamLink" per il collegamento remoto in mobilità a sistemi TVCC basati

Dettagli

Guida dell amministratore

Guida dell amministratore Guida dell amministratore Maggiori informazioni su come poter gestire e personalizzare GFI FaxMaker. Modificare le impostazioni in base ai propri requisiti e risolvere eventuali problemi riscontrati. Le

Dettagli

Per questa ragione il nostro sforzo si è concentrato sugli aspetti elencati qui di seguito:

Per questa ragione il nostro sforzo si è concentrato sugli aspetti elencati qui di seguito: Autore : Giulio Martino IT Security, Network and Voice Manager Technical Writer e Supporter di ISAServer.it www.isaserver.it www.ocsserver.it www.voipexperts.it - blogs.dotnethell.it/isacab giulio.martino@isaserver.it

Dettagli

Porta di Accesso versione 5.0.12

Porta di Accesso versione 5.0.12 Pag. 1 di 22 Controlli da effettuare in seguito al verificarsi di ERRORE 10 nell utilizzo di XML SAIA Porta di Accesso versione 5.0.12 Pag. 2 di 22 INDICE 1. INTRODUZIONE... 3 2. VERIFICHE DA ESEGUIRE...3

Dettagli

WINDOWS - Comandi rapidi da tastiera più utilizzati.

WINDOWS - Comandi rapidi da tastiera più utilizzati. WINDOWS - Comandi rapidi da tastiera più utilizzati. La prima colonna indica il tasto da premere singolarmente e poi rilasciare. La seconda e terza colonna rappresenta la combinazione dei i tasti da premere

Dettagli

Esiste la versione per Linux di GeCo? Allo stato attuale non è prevista la distribuzione di una versione di GeCo per Linux.

Esiste la versione per Linux di GeCo? Allo stato attuale non è prevista la distribuzione di una versione di GeCo per Linux. FAQ su GeCo Qual è la differenza tra la versione di GeCo con installer e quella portabile?... 2 Esiste la versione per Linux di GeCo?... 2 Quali sono le credenziali di accesso a GeCo?... 2 Ho smarrito

Dettagli

TeamViewer 7 Manuale Controllo remoto

TeamViewer 7 Manuale Controllo remoto TeamViewer 7 Manuale Controllo remoto TeamViewer GmbH Kuhnbergstraße 16 D-73037 Göppingen teamviewer.com Indice 1 Informazioni su TeamViewer... 5 1.1 Informazioni sul software... 5 1.2 Informazioni sul

Dettagli

Informazioni su questo libro

Informazioni su questo libro Informazioni su questo libro Si tratta della copia digitale di un libro che per generazioni è stato conservata negli scaffali di una biblioteca prima di essere digitalizzato da Google nell ambito del progetto

Dettagli

ManageEngine ITSM: HelpDesk ITIL, gestione degli asset IT e MDM. Andrea Mannara Business Unit Manager

ManageEngine ITSM: HelpDesk ITIL, gestione degli asset IT e MDM. Andrea Mannara Business Unit Manager ManageEngine ITSM: HelpDesk ITIL, gestione degli asset IT e MDM Andrea Mannara Business Unit Manager ManageEngine Portfolio Network Data Center Desktop & MDM ServiceDesk & Asset Active Directory Log &

Dettagli

Virtualizzazione e installazione Linux

Virtualizzazione e installazione Linux Virtualizzazione e installazione Linux Federico De Meo, Davide Quaglia, Simone Bronuzzi Lo scopo di questa esercitazione è quello di introdurre il concetto di virtualizzazione, di creare un ambiente virtuale

Dettagli

Sistemi Web-Based - Terminologia. Progetto di Sistemi Web-Based Prof. Luigi Laura, Univ. Tor Vergata, a.a. 2010/2011

Sistemi Web-Based - Terminologia. Progetto di Sistemi Web-Based Prof. Luigi Laura, Univ. Tor Vergata, a.a. 2010/2011 Sistemi Web-Based - Terminologia Progetto di Sistemi Web-Based Prof. Luigi Laura, Univ. Tor Vergata, a.a. 2010/2011 CLIENT: il client è il programma che richiede un servizio a un computer collegato in

Dettagli

MANUALE DI INSTALLAZIONE GESTIONE FLOTTE /REMIND

MANUALE DI INSTALLAZIONE GESTIONE FLOTTE /REMIND Progettisti dentro e oltre l impresa MANUALE DI INSTALLAZIONE GESTIONE FLOTTE /REMIND Pag 1 di 31 INTRODUZIONE Questo documento ha lo scopo di illustrare le modalità di installazione e configurazione dell

Dettagli

Modulo. Programmiamo in Pascal. Unità didattiche COSA IMPAREREMO...

Modulo. Programmiamo in Pascal. Unità didattiche COSA IMPAREREMO... Modulo A Programmiamo in Pascal Unità didattiche 1. Installiamo il Dev-Pascal 2. Il programma e le variabili 3. Input dei dati 4. Utilizziamo gli operatori matematici e commentiamo il codice COSA IMPAREREMO...

Dettagli