I BENI DELL ATAC IL CASO DELL EX RIMESSA VITTORIA

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1 Casa dell Architettura - Roma 24 gennaio 2013 USO PUBBLICO DELLE CASERME progetti di città nelle aree militari in dismissione I BENI DELL ATAC IL CASO DELL EX RIMESSA VITTORIA Coordinamento Cittadino Progetto Partecipato WEB: ccprogettopartecipato.blogspot.com /

2 PREMESSA L IDEA DI CONSIDERARE STRATEGICA LA TRASFORMAZIONE DEI BENI PUBBLICI DISMESSI O SOTTOUTILIZZATI E CHIUSI IN BENI APERTI ALLA FRUIZIONE E ALL USO COLLETTIVO, APPARE SUPPORTATA DA UNA RICHIESTA SEMPRE PIÙ AMPIA E DA UNA DIFFUSIONE DELLE PRATICHE DI RIAPPROPRIAZIONE DELLO SPAZIO PUBBLICO PROMOSSE DALLA COMUNITÀ LOCALE. LA COLLETTIVITA PUO INDIVIDUARE GLI USI ATTRAVERSO PERCORSI PARTECIPATIVI E PRO-ATTIVI, PROMUOVENDO FORME DI AUTORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEGLI SPAZI CHE ACCOLGONO ANCHE ATTIVITÀ A CARATTERE PRIVATO, ENTRO UN QUADRO REGOLATIVO E ALL'INTERNO DI DECISIONI CONCERTATE. SI TRATTA DI MECCANISMI SPESSO INCENTRATI SULLA SPERIMENTAZIONE DI NUOVE FORME DI CITTADINANZA CARATTERIZZATA DALLA PARTECIPAZIONE ALLE SCELTE NEI PROCESSI DI RIFUNZIONALIZZAZIONE, TRASFORMAZIONE, ADEGUAMENTO DEL PATRIMONIO PUBBLICO.

3 LE PROPRIETA ATAC IN DISMISSIONE: DEPOSITI, RIMESSE, SOTTOSTAZIONI ELETTRICHE, UFFICI 165 mila mq 540 mila mc Proprietà destinate alla vendita diretta (6) Complessi immobiliari da alienare previa trasformazione urbanistico-edilizia (9)

4 LA NASCITA DEL DEPOSITO ATAC VITTORIA Nel 1915, in accordo con lo sviluppo urbanistico dei quartieri Prati e Della Vittoria e in linea con il programma di ampliamento e modernizzazione delle reti tecnologiche e del traffico, il Comune di Roma assegna all ATM (oggi ATAC) un area di circa mq per realizzarvi un deposito tramviario tra viale Angelico e viale Carso, che sarà denominato Vittoria. Dal 1920 il deposito, ormai realizzato, contribuisce al disegno del quartiere delineando la forma di alcune importanti aree come quelle di piazza Bainsizza e della rete stradale limitrofa

5 LA PARTECIPAZIONE DEGLI ABITANTI E IL LABORATORIO DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA (1) Nel 2002 il Comune cede all ATAC l area del deposito. Poco dopo l ATAC, per risanare una situazione debitoria ritenuta grave, decide di predisporne la vendita ai privati a fini di valorizzazione. Il nuovo PRG prevede per le aree e le strutture di proprietà dell ATAC la possibilità di dismissioni o riconversione funzionale degli immobili per usi diversi dal servizio pubblico locale con trasformazione delle loro destinazioni da servizi di pubblica utilità a nuove specifiche destinazioni d uso da precisare, senza variazione della volumetria. Il 20 febbraio 2008, in un assemblea indetta dal Municipio Roma 17, viene presentato il progetto vincitore del concorso bandito nel 2007 dal Comune, che prevede per l area una massiccia cementificazione e incontra la più decisa opposizione del Comitato cittadino Della Vittoria e di tutti gli intervenuti. Nei tre anni successivi nessuna iniziativa viene presa dal Comune fino a quando nel 2011 la Giunta Comunale approva due delibere (n. 35 e n. 39), aprendo la strada alla valorizzazione e vendita dell area. Nell aprile 2011 nasce il Coordinamento Cittadino Progetto Partecipato (CCPP) formato da abitanti, associazioni e organismi presenti e attivi nel territorio del Municipio. Nei due mesi successivi il CCPP svolge alcune attività per identificare i desiderata degli abitanti e degli studenti del quartiere in merito alle possibili trasformazioni dell area dell ex deposito: camminate di quartiere, indagini mediante questionari, analisi SWOT, costruzione di scenari che prefigurano il futuro dell area in modo visionario.

6 LA PARTECIPAZIONE DEGLI ABITANTI E IL LABORATORIO DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA (2) Il CCPP chiede al Municipio di attivare il Laboratorio di Progettazione Partecipata per la riqualificazione e il riuso dell ex deposito ATAC Vittoria, che viene attivato il 14 giugno Il Laboratorio utilizza i materiali prodotti dal CCPP per valutare e scegliere le pratiche che gli abitanti maggiormente desiderano svolgere, assieme agli spazi adatti a ospitarle ( centri ). Elabora le linee guida per il recupero e il riuso degli spazi dell ex deposito e sviluppa alcune proposte progettuali esemplificative per dimostrare la fattibilità anche economica e finanziaria di progetti di valorizzazione congruenti con linee guida. Promuove una raccolta di firme (circa 900) per dare forza alle proposte degli abitanti Indice Assemblee Pubbliche per discutere con le Istituzioni del futuro dell ex-rimessa Nello stesso tempo il Laboratorio critica le successive versioni dei Programmi unitari di valorizzazione territoriale per l ex deposito elaborati Dipartimento VI del Comune, del tutto incongruenti con le linee guida. Il 2 agosto 2012 il Municipio esprime parere contrario all approvazione della proposta di deliberazione comunale relativa al Programma già contestato dal Laboratorio. Nella fase di consultazione messa in atto dal Comune in ottemperanza al regolamento comunale della partecipazione (settembre 2012) gli abitanti e le associazioni si pronunciano sfavorevolmente nei confronti del Programma stesso. Poiché il parere del Municipio e dei cittadini non è tuttavia vincolante, il Comune prosegue nel suo iter decidendo di portarlo all approvazione della Giunta con le varianti di PRG necessarie per attuarlo.

7 LE CRITICHE DEL LABORATORIO AL PROGRAMMA DI VALORIZZAZIONE Il Programma di valorizzazione è del tutto privo di un idea di città diversa, capace di promuovere un modello sostenibile per i cittadini e il territorio; induce un ulteriore densificazione urbanistica nel quartiere Della Vittoria, caratterizzato da un elevata densità abitativa, e sottrae ai suoi abitanti l unica area rimasta libera da costruzioni utilizzabile per sanare la carenza di servizi nel quartiere. L attuazione del Programma comporta importanti varianti del PRG. La SUL (Superficie Utile Lorda) realizzabile in loco è eccessiva per ragioni di sostenibilità ambientale e qualità urbana. La quota di SUL destinata a spazio pubblico è molto inferiore a quella prescritta dal PRG e limitata a servizi di standard (verde e parcheggi). La volumetria del progetto è significativamente maggiore di quella del manufatto esistente. Il progetto allegato non tiene conto dei fabbisogni oggettivi del quartiere: le destinazioni d uso (residenze, commercio, direzionale) sono in contrasto con quelle proposte dagli abitanti. Nonostante il PRG definisca l ex deposito manufatto di archeologia industriale e lo inserisca nell elaborato della Carta per la Qualità, il progetto prevede interventi di demolizione e ricostruzione nella quasi totalità dello spazio edificato e non rispetta il contesto dal punto di vista storico e morfologico del tessuto insediativo. Le diverse altezze degli edifici, che variano da due a sei piani fuori terra, negano di fatto l impianto a corte del complesso. L analisi urbanistica allegata al Programma non fornisce né informazioni sulla fattibilità tecnica ed economica del progetto, né dati riguardanti la consistenza storica degli edifici esistenti, le dotazioni di verde e servizi, gli attuali flussi di traffico veicolare e la situazione idrogeologica del quartiere, disattendendo di fatto il PRG dove stabilisce che le nuove specifiche destinazioni d uso e la SUL massima debbano essere definite sulla base di una valutazione di sostenibilità urbanistica estesa agli ambiti di riferimento. Ciò impedisce tra l altro di valutare la possibilità di realizzare senza rischi i numerosi parcheggi interrati previsti e il possibile aumento di traffico e della sosta selvaggia indotti dal nuovo complesso.

8 LE LINEE GUIDA IN SINTESI La riqualificazione degli spazi dell ex deposito sarà l occasione per promuovere un modello di sviluppo sostenibile. Il Programma di valorizzazione, lungi dall essere un operazione di speculazione edilizia, dovrà contemperare i ricavi con il risanamento urbano, la sostenibilità ambientale e le azioni dirette a realizzare nuovi modelli di aggregazione sociale; dovrà anche costituire un volano economico e di opportunità per i giovani e le associazioni del quartiere. In particolare il DSM (Dipartimento di Salute Mentale) di via Monte Santo, struttura socio-sanitaria di indiscussa utilità per il territorio, non potrà essere alienata il progetto dovrà rispettare le NTA del PRG: il nuovo complesso non supererà la volumetria esistente e almeno la metà della SUL sarà destinata a servizi o spazi pubblici d interesse generale o locale (vedi PRG) una SUL massima realizzabile in loco di mq è insostenibile ed eccessiva gli elementi di maggior pregio e l impianto a corte dell ex deposito andranno salvaguardati l area centrale del complesso sarà destinata a una nuova piazza verde pubblica l area centrale sarà in comunicazione diretta con gli adiacenti spazi oltre via Monte Nero, che dovranno essere riqualificati e integrati con il nuovo complesso le nuove destinazioni d uso saranno conformi ai desiderata degli abitanti. l intero complesso sarà sostenibile sotto il profilo energetico e ambientale

9 LA RIQUALIFICAZIONE E IL RIUSO DELL EX DEPOSITO: UN ESEMPLIFICAZIONE PROGETTUALE BASATA SULLE VISIONI DEGLI ABITANTI

10 I CENTRI DEL PROGETTO PIAZZA VERDE BORDI EDIFICATI E STRADE ADIACENTI

11 ULTIMO ATTO: L IPOTECA DEI BENI DELL ATAC (DELIBERAZIONE n. 74 del ) A FRONTE DI UNA GRAVE SITUZIONE DEBITORIA*, L ASSEMBLEA CAPITOLINA DELIBERA DI AUTORIZZARE ATAC E LA SUA CONTROLLATA ATAC PATRIMONIO A CONCEDERE, A GARANZIA DEI FINANZIAMENTI BANCARI, L ISCRIZIONE DI IPOTECA SUGLI IMMOBILI NON STRUMENTALI PER I QUALI È STATA AUTORIZZATA L ALIENAZIONE DA PARTE DELLA ASSEMBLEA CAPITOLINA NONCHÉ A RILASCIARE LE ULTERIORI GARANZIE MOBILIARI RESE INDISPENSABILI DAGLI ESITI DELLA NEGOZIAZIONE CON IL SISTEMA BANCARIO. *Il debito ATAC al : Indebitamento finanziario netto: euro Debiti commerciali e altri: euro

12 GRAZIE PER L ATTENZIONE

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